GRAMSCI TRADUTTORE PER L INFANZIA
La produzione gramsciana per l infanzia Apologhi e raccontini torinesi Traduzioni delle fiabe dei fratelli Grimm Raccontini di Ghilarza e del carcere
Dove nascono le traduzioni «Non ho mai voluto mutare le mie opinioni, per le quali sarei disposto a dare la vita e non solo a stare in prigione [...] vorrei consolarti di questo dispiacere che ti ho dato: ma non potevo fare diversamente. La vita è così, molto dura, e i figli qualche volta devono dare dei grandi dolori alle loro mamme, se vogliono conservare il loro onore e la loro dignità di uomini» Antonio Gramsci, Lettera alla madre, 10 maggio 1928 Gramsci in carcere leggeva, scriveva, spesso andava su e giù per la cella «concentrato nei suoi pensieri. Poi, all improvviso, si fermava, scriveva ancora poche righe sul quaderno e riprendeva a camminare» frammentarietà formale non sistematicità sostanziale
Le lettere hanno come destinatari due nuclei familiari. La famiglia d origine, sarda: la madre, Peppina Marcias, le sorelle, Teresina e Grazietta, e il fratello Carlo che vive a Milano. E la famiglia acquisita, russa: la moglie Julka Schucht, la cognata, Tatiana, i figli, Delio e Giuliano. un mio contributo allo sviluppo Della fantasia dei piccoli «Ho ricevuto solo in tutto questo tempo una cartolina illustrata firmata da Teresina e dai suoi bimbi. Ma chi è Diddi? A quale nome «cristiano» corrisponde? Immagino come si debba sbizzarrire la fantasia di Teresina nell'inventare vezzeggiativi per i suoi bambini: questo Diddi potrebbe essere il nome di uno spirito folletto o di una zana.» «Caro papà, sono invecchiato, ho ottant' anni.. tu sei sempre quello, giovane, intelligente, acuto e anche bello... Non ti ho mai toccato con le mani, ma ti ho sempre accarezzato sulla carta e ti ho anche abbracciato nei sogni»
18 gennaio 1932 Carissima Teresina [ ] Ho tradotto dal tedesco, per esercizio, una serie di novelline popolari proprio come quelle che ci piacevano tanto quando eravamo bambini e che anzi in parte rassomigliano loro, perché l'origine è la stessa. Sono un po all'antica, alla paesana, ma la vita moderna, con la radio, l'aeroplano, il cine parlato, Carnera ecc. non è ancora penetrata abbastanza a Ghilarza perché il gusto dei bambini d'ora sia molto diverso dal nostro d'allora. Vedrò di ricopiarle in un quaderno e di spedirtele, se mi sarà permesso, come un mio contributo allo sviluppo della fantasia dei piccoli. Forse il lettore dovrà metterci un pizzico di ironia e di compatimento nel presentarle agli ascoltatori, come omaggio alla modernità.
i piccoli di casa gramsci I figli I nipoti, figli di Teresina Giuliano Delio Diddi Mimma 14 dicembre 1931 Lettera a Tatiana «[ ] Immagino invece che per Delio e Giuliano io debbo essere come Mea una specie di Olandese volante, che per ragioni imperscrutabili non posso occuparmi di loro e partecipare alla loro vita: come potrebbe scrivere l'olandese volante? E poi mi ripugna il mestiere di Franco fantasma.»
6 ottobre 1930 Carissima Giulia «Nella nostra corrispondenza manca appunto una «corrispondenza» effettiva e concreta: non siamo mai riusciti a intavolare un «dialogo»: le nostre lettere sono una serie di «monologhi» che non sempre riescono ad accordarsi neanche nelle linee generali; se a questo si aggiunge l'elemento tempo, che fa dimenticare ciò che si è scritto precedentemente, l'impressione del puro «monologo» si rafforza. Non ti pare? Ricordo una novellina popolare scandinava»
Da dove vengono le fiabe? Jacob Ludwig Karl Grimm e Wilhelm Karl Grimm, meglio noti come i fratelli Grimm, linguisti e filologi tedeschi, ricordati come i "padri fondatori" della germanistica. 201 fiabe. Tra cui: Cappuccetto rosso Hansel e Gretel Cenerentola I musicanti di Brema Rosaspina (la bella addormentata nel bosco) Il gatto con gli stivali Biancaneve
Gramsci ha in uso una edizione ridotta di Funfsig Kinder und Hausmarchen edito dalla Reclam che contiene 50 fiabe Le traduzioni non arrivarono mai ai diretti interessati. Forse per un esplicito veto della direzione carceraria.
1. Rumpelstilzchen 2. Storia di uno, Giovannin Senzapaura, che parti di casa per imparare cos è la pelle d oca 3. Il lupo e i sette caprettini 4. Cenerentola 5. Cappuccetto Rosso 6. I quattro musicanti di Brema 7. Mignolino 8. Il pellegrinaggio di Mignoletto 9. Elsa la furba 10. Nevina 11. Gianni e la felicità 12. La contadinella furba 13. La figlia di Maria 14. Il re dei ranocchi 15. I dodici fratelli 16. Fratellino e sorellina 17. I tre omini della foresta 18. Le tre filatrici 19. Giannino e Chitina 20. Rosaspina, ossia la bella addormentata nel bosco 21. Il cane e il passero 22. Millepelli 23. Il forasiepe e l orso 24. Gente furba pierpaolocavagna@tiscali.it Dott. Pier Paolo Cavagna - Cinisello Balsamo - 29 aprile 2017 www.pierpaolocavagna.it
30 dicembre 1929 Cara Giulia «[ ] Le osservazioni che farò devono essere naturalmente giudicate tenendo presente alcuni criteri limitativi: 1) che io ignoro quasi tutto dello sviluppo dei bambini proprio nel periodo in cui lo sviluppo offre il quadro più caratteristico della loro formazione intellettuale e morale, dopo i due anni, quando si impadroniscono con una certa precisione del linguaggio, incominciano a formare nessi logici oltre che immagini e rappresentazioni; 2) che il giudizio migliore dell'indirizzo educativo dei bambini è e può essere solo di chi li conosce da vicino e può seguirli in tutto il processo di sviluppo, purché non si lasci acciecare dai sentimenti e non perda con ciò ogni criterio, abbandonandosi alla pura contemplazione estetica del bambino, che viene implicitamente degradato alla funzione di un'opera d'arte.»
«Io ricordo con molta precisione che a meno di cinque anni, e senza essere mai uscito da un villaggio, cioè avendo delle estensioni un concetto molto ristretto, sapevo con la stecca trovare il paese dove abitavo, avevo l'impressione di cosa sia un'isola e trovavo le città principali d'italia in una grande carta murale ( )»
il lato horror delle fiabe dei fratelli Grimm le prime versioni delle fiabe sono più truci e violente di quelle poi diffuse, ad esempio, dalla Disney. La matrigna (che nella prima versione è la madre naturale) di Biancaneve, ad esempio, gelosa della bellezza della bambina già a sette anni, chiede al cacciatore di portarle polmoni e fegato: se li sarebbe cucinati di gusto con sale e pepe. le sorellastre di Cenerentola arrivano ad amputarsi le dita e i calcagni dei piedi pur di entrare nella scarpetta (in oro). La madre di Hansel e Gretel cerca di mandare i figli nel fitto del bosco così da avere meno bocche da sfamare. La bella Raperonzolo, prigioniera nella torre, cala le trecce per far salire il suo affascinante principe e «i due se la spassarono per un bel po», finché Raperonzolo non vede i propri vestiti farsi più corti e più stretti e capisce di essere incinta.
Biancaneve del 1812: la principessa non viene romanticamente svegliata dal bacio del La regina inoltre è costretta ad indossare un paio di scarpe di ferro incandescente e principe. L innamorato, infatti, si fa ballare con i nani fino alla sua morte. consegnare la bara di cristallo dai sette nani e la fa trasportare nel proprio castello, per poterla rimirare per l eternità. Qui i servi, stufi di dover accudire la fanciulla morta, iniziano a maltrattarla e a prenderla letteralmente a calci: grazie a uno di questi calci, Biancaneve sputa il pezzo di mela avvelenata e si risveglia.
Due fiabe esemplari La storia dell uomo che andò in cerca della paura diventa Storia di GiovanNIN Senzapaura che partì da casa per imparare cos è la pelle d oca
Due fiabe esemplari Le tre filatrici 27 giugno 1927 Alla mamma [ ] adesso i bambini non credono più a queste storie e perciò è bene cantarle.
Rumpelstilzchen L unica trascritta in bella copia. Come le altre non è mai stata inviata. Parla di un genio malefico, di un demone, che tiene in scacco una principessa. Se non indovinerà il suo nome entro tre giorni, rapirà suo figlio. Perché Gramsci la seleziona? Perché nel finale il bene vince sul male. E lo fa in una maniera chiara, lineare, senza sotterfugi. È la fiabe ideale per fare da apripista alle 23 seguenti.
La figlia di Maria Una fiaba per «un pubblico familiare su cui pesava (ma non su tutti) il bigottismo cattolico» [Muscetta]. Un impianto narrativo classico, dal quale Gramsci calca il personaggio di rottura con la tradizione cattolica classica. Il peccato è il centro della narrazione. 17 novembre 1930 Lettera a Teresina Devi diventare vivace come una volta (non nel senso fisico, che vivace in tal senso non lo sei mai stata, mi pare, ma nel senso intellettuale) per poter guidare bene i bambini fuori della scuola e non lasciarli abbandonati a se stessi, come troppo spesso avviene specialmente nelle famiglie cosí dette «per bene».
19 ottobre 1931 Carissima mamma, Come mi piaceva, da ragazzo, la valle del Tirso sotto San Serafino!
Atteros annos menzus
Note legali: le immagini che rappresentano Gramsci Nino a fumetti [slide di apertura, penultima e di chiusura] sono opera inedita di Luca Paulesu, che le ha gentilmente disegnate sulla mia copia personale di Nino mi chiamo. Fantabiografia del piccolo Antonio Gramsci, Feltrinelli, 2012. A lui va il mio ringraziamento personale per il regalo, e a lui spettano tutti gli eventuali diritti di utilizzo. La fotografia di Teresina Gramsci, anch essa inedita, è proprietà di Anna Boeddu, che ringrazio per la concessione d uso temporanea. Le altre immagini presenti nelle slide sono liberamente reperibili sui motori di ricerca.