The Best Of Luglio-Agosto marscoscrive.wordpress.com 12 Luglio: 183 visualizzazioni Ragazzi, non siete speciali Suona decisamente strano il monito del professore di inglese americano, che in un discorso fatto ai suoi studenti, diventato poi un libro, ha rimarcato il fatto che nessuno di noi è speciale, che dobbiamo far imparare ai nostri figli a convivere con gli insuccessi, con le sconfitte. Il concetto è semplice, si può dire che il Professor David McCullough abbia scoperto l acqua calda, eppure talvolta i genitori tendono ad idolatrare i propri figli, a dipingerli come perfetti, felici e convinti delle scelte lavorative e scolastiche fatte. Purtroppo le cose però non stanno sempre così, purtroppo spesso i genitori caricano i propri figli di responsabilità che non dovrebbero avere, pur di rimediare alle loro sconfitte. Ed ecco che il genitore spinge il figlio in una direzione che non è la sua, facendogli credere e convincendosi a sua volta, che sia la scelta giusta, che un giorno capirà e lo ringrazierà. Ricordiamoci però che ognuno di noi è diverso e unico, che ognuno di noi ha i suoi limiti ed i suoi punti di forza. Lasciamoli andare, lasciamo che siano loro a decidere della loro vita e che imparino dai loro stessi sbagli.i nostri figli non sono perfetti, non sono come li vorremmo noi e non lo saranno mai.
Smettiamola di pensare che siano speciali, che siano meglio degli altri, perchè non lo sono e se impariamo ad accettarli per quello che sono, agevoleremo il loro domani e saranno loro stessi a metabolizzare e a rendere normali ed accettabili le loro sconfitte. Mi piace molto il messaggio del Professor McCullough, nel punto in cui dice che se tutti fossimo speciali, non lo sarebbe nessuno, se tutti vincessimo medaglie, non avrebbero senso e valore, non saremmo stimolati a dare di più, non avremmo punti d approdo, ma se la navigazione è voluta e tribolata, la vista ed il raggiungimento del punto di approdo, diventa una grande vittoria, per noi e per loro. Cosa ne pensate? Nella vita avete fatto le vostre scelte liberamente? Ne siete pentiti? Cosa consigliate ai vostri figli? Marco
29 Agosto: 161 visualizzazioni Il giudizio del premio Calvino Dopo aver attentamente letto il Giudizio del Comitato di lettura formato da: Paolo Capriolio Angelo Guglielmi Niva Lorenzini Christian Raimo Filippo Tuena sinceramente sono rimasto un po deluso; non che mi aspettassi di vincere, ma ero convinto e lo sono tutt ora di aver fatto un grosso passo avanti rispetto ai miei lavori precedenti ed invece mi sono ritrovato con un giudizio freddino che mi fa capire che qualcosa di buono ho fatto, ma che il messaggio che volevo far passare, non è passato o comunque non come volevo. Questo mi porta a fare autocritica: lo sto rileggendo a distanza di quasi un anno dall ultima rilettura e sto cercando di interpretare le riflessioni ed i consigli ricevuti: non è un lavoro facile, ma è stimolante perché mi porta comunque ad una crescita. Ecco il Giudizio:
15 Agosto: 160 visualizzazioni Il tema più bello dell anno E la vincitrice del concorso Scrittori in erba organizzato del Ministero dell Istruzione dell Università e della Ricerca, si chiama Aiag e viene dall Africa. Il titolo del tema era Mi chiamo e vengo da lontano. Aiag è riuscita con straordinaria semplicità tipica dei bambini, a descrivere l angoscia della separazione dalla propria terra e dalla propria famiglia a causa della guerra. Se una bambina di 11 anni parla di mancanza d amore fra gli uomini, di mancanza di voglia di vivere, ma lo fa di nascosto perchè vede la mamma piangere di lacrime che dice indelebili perchè hanno macchiato la sua anima, significa che la sua vita è segnata per sempre da qualcosa di più grande di lei che non conosce e neanche può capire. Come Aiag, tanti altri bambini (solo quest anno sono circa 70000) sono costretti a vivere lontani da casa, senza un genitore o senza i fratelli, con il timore di non poterli mai più rivedere e senza riuscire a capire il motivo di tanto odio. Nei paesi in cui vengono ospitati, non si sentono capiti, accettati e vivono un disagio grande forse quanto quello della lontananza da casa. L intensità di questo disagio è percepibile ed emerge dalle parole scritte da Aiag che si rivolge alle stelle, le definisce perfino amiche perché non l hanno mai tradita, si può fidare solo di loro ed ogni volta che guarda verso l alto sa di trovarle lì pronte ad illuminare i suoi passi: Quando esco per strada ho paura perché tutte le persone si allontanano da me ed i bambini si rifiutano di essere miei amici; a me non importa perché io ho già molte amiche: le stelle. Ci vediamo tutte le sere ed io confido loro tutti i miei segreti; uno di questi è rivedere il mio papà che mi manca molto e voglio anche tornare a casa mia, nella mia cameretta, con i miei amici.
Le sue parole non lasciano spazio ad altro se non al rammarico di poter fare veramente poco per aiutare questi bambini. Se tutti noi però facessimo un piccolo sforzo e capissimo il disagio di queste persone, riusciremmo a rendere la loro vita lontana dai propri cari e dai propri affetti, meno dura e triste di quello che è. Marco