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CHIESA DEI SANTI LUCA E MARTINA AI FORI ALESSANDRO ALGARDI, I SANTI MARTIRI CONCORDIO, EPIFANIO E PAPIA Progetto tecnico-scientifico per la conservazione e il restauro di Davide Fodaro, IsCR davide.fodaro@beniculturali.it

Progetto tecnico-scientifico per la conservazione e il restauro del gruppo scultoreo in terracotta I Santi Martiri Concordio, Epifanio e Papia di Alessandro Algardi, collocato nella cripta della chiesa dei Santi Luca e Martina ai Fori, Roma. 1. PRINCIPI GUIDA DELL INTERVENTO L intervento conservativo si pone come obbiettivi il recupero della leggibilità delle superfici modellate e la salvaguardia della scultura. Si procederà in maniera controllata e graduale alla rimozione di tutti gli agenti d alterazione e di degrado, cercando allo stesso tempo di eliminare, o per lo meno ridurre, i fattori che possono contribuire a minarne la stabilità e la conservazione. Per questo motivo l intervento conservativo sarà orientato verso un azione di risanamento volta a stabilizzare il materiale costitutivo, con lo scopo di rimuovere la scultura dall ambiente in cui è collocato e ripristinarne la leggibilità, permettendone la piena fruizione. Le fasi esecutive cui si andrà incontro, si misureranno con le esigenze di conservazione della scultura e con azioni di tipo preventivo dirette all eliminazione o al rallentamento delle cause di degrado. Gli interventi conservativi saranno perciò calibrati sulla natura e l entità delle cause di degrado in atto, e saranno limitati nel numero e nella consistenza solo alle situazioni di reale bisogno, seguendo criteri di tollerabilità meccanica e di compatibilità fisico-chimica con la materia originale. Lo stato di conservazione e tutte le fasi del restauro verranno scrupolosamente documentate mediante una puntuale campagna fotografica digitale. Nella fase preparatoria all intervento verranno raccolte informazioni scientifiche sull ambiente di conservazione, sui materiali costitutivi e sugli agenti di degrado, mediante il prelievo di campioni da sottoporre ad una serie di indagini scientifiche. 2. LO STATO DI CONSERVAZIONE Il gruppo scultoreo in esame mostra le forme di degrado tipiche dei materiali collocati in condizioni micro-climatiche critiche (Fig. 1,2). Infatti, l'ambiente in cui è situata la scultura, una piccola cappella della cripta, presenta evidenti segni, sia sul pavimento sia sulle pareti, di umidità da risalita e infiltrazioni d'acqua. Sul pavimento si può notare, in diversi punti, la presenza di acqua stagnante e sulle pareti, oltre ad ampie gore e macchie, numerosissime efflorescenze saline che hanno provocato il sollevamento e la successiva caduta dello strato d intonaco. L esposizione in continuo di un materiale particolarmente poroso qual è la terracotta, a condizioni ambientali così perniciose, quali la forte umidità e i fenomeni ciclici di cristallizzazione/ solubilizzazione/cristallizzazione, superficiale e sub-superficiale, dei sali, ha come conseguenza il manifestarsi di gravi fenomeni di degrado: esfoliazioni, fratture, lesioni, polverizzazione, alveolizzazione. Si assiste così ad un deterioramento, progressivo ed ineluttabile, della scultura, che porta al suo decadimento estetico e strutturale. All esame visivo dell opera possiamo registrare che la terracotta presenta una cromia piuttosto disomogenea, che varia dal rosa chiaro, al bruno scuro, visibile al di sotto dello strato di particellato, sporco, guano ed efflorescenze saline che si sono depositati sulla scultura nel corso del tempo.tale differenziazione è principalmente legata alla presenza di materiali di varia natura e tra questi anche i residui di attacchi biologici, visibili in particolare sui visi dei due personaggi di destra. Sono anche presenti gli esiti di pregressi interventi conservativi: residui di consolidanti alterati, stuccature eseguite con malte pigmentate, grossolane ridipinture presenti in particolare alla base della scultura. Al di sotto della base dell opera, che presenta profonde lesioni e numerose lacune, è stata collocata una lastra sagomata in pietra (Fig. 2 e 3), posta in opera in un momento imprecisato, con la funzione di rendere più stabile la scultura. Il braccio destro del personaggio alla sinistra, presenta segni evidentissimi di pregressi interventi di restauro, condotti in modo non molto ortodosso, che hanno trasformato l originale anatomia anche della mano (Fig. 1 e 2).

Le situazioni più critiche e preoccupanti, dal punto di vista conservativo, sono le aree corrispondenti alla spalla e al braccio sinistro del personaggio a destra. Infatti, in corrispondenza delle profonde lesioni visibili è stato possibile riscontrare una notevole discontinuità del materiale costitutivo: molte parti del modellato sono ormai prive di adesione alle zone circostanti e rimangono in situ esclusivamente perché incuneate con quelle contigue. La parte basse dell opera presenta una tale quantità di efflorescenze saline che nascondono completamente l originale colore della terracotta (Fig. 3). Si segnala la presenza delle palme realizzate in lega di rame (Fig. 4). Tali manufatti recano patine scure tipiche dei bronzi esposti in ambienti che favoriscono la corrosione. In conclusione le condizioni di questa importante scultura sono veramente critiche e per la situazione pressoché insanabile dell ambiente di collocazione, è auspicabile, dopo una adeguata preparazione, la rimozione dell opera e il successivo restauro. Fig. 1, 2. Chiesa dei Santi Luca e Martina ai Fori, Alessandro Algardi, I Santi Martiri Concordio, Epifanio e Papia Particolari, graficizzazione dello stato di conservazione. Fig. 3, 4. Chiesa dei Santi Luca e Martina ai Fori, Alessandro Algardi, I Santi Martiri Concordio, Epifanio e Papia Particolari, graficizzazione dello stato di conservazione.

1. OPERAZIONI CONSERVATIVE PRELIMINARI -Pulitura preliminare- Rimozione con pennelli di setola morbidi dei depositi incoerenti presenti sulle superfici modellate. -Pre-consolidamento- E necessario in quelle aree interessate da fenomeni di polverizzazione della materia costitutiva, effettuare un pre-consolidamento con nano calce. Nelle aree in cui sono visibili fenomeni di esfoliazione e fessurazione, è necessario un trattamento di consolidamento con resina acrilica. -Velinatura- Nelle aree interessate a fenomeni gravi di deterioramento, sarà necessario provvedere all adesione di garze di cotone applicate con una soluzione di resina acrilica. -Rimozione delle parti pericolanti- Rimozione della mano destra, parzialmente distaccata, del primo personaggio a sinistra e di alcune parti dei panneggi. 2. DOCUMENTAZIONE E INDAGINI SCIENTIFICHE PRELIMINARI -Monitoraggio ambientale- Si ritiene opportuno realizzare un monitoraggio ambientale per raccogliere dati sui valori di UR e temperatura e sull'escursione quotidiana di tali valori. -Documentazione fotografica- Realizzazione di un accurata documentazione fotografica dell insieme e dei particolari. -Documentazione grafica- Mappatura grafica (1-1) dello stato di conservazione. -Analisi qualitativa e quantitativa dei sali- Campionamento per estrazione con polpa di carta di 5 aree della superficie modellata. Identificazione dei sali presenti. Misura della conducibilità. 3. RIMOZIONE E TRASPORTO DELL OPERA -Svincolo del gruppo scultoreo dal muro -Rimozione del gruppo scultoreo dall'altare e imballo in cassa -Trasporto della scultura all'accademia di San Luca 4. L INTERVENTO DI RESTAURO DELLA TERRACOTTA - Rimozione delle velinature, pulitura e trattamento delle patine biologiche- I depositi incoerenti e il particellato che ricoprono in maniera diffusa le superfici modellate, saranno rimossi preliminarmente mediante pennelli di setola morbida. Prima di procedere con le successive operazioni di pulitura, si provvederà all eliminazione delle patine biologiche mediante trattamento con appositi prodotti biocidi. La scelta dei prodotti chimici ad azione biocida è ampia e si avvale di sostanze ad ampio spettro di azione, quali i sali quaternari di ammonio aventi azione disinfettante e battericida. Il prodotto da noi preso in considerazione è il Preventol R80, in una concentrazione al 5% in acqua deionizzata. La sua azione selettiva agisce soltanto sui biodeteriogeni, senza intaccare o alterare in nessun modo il supporto. Lo scopo del prodotto non riguarda solo la pulizia dai microrganismi ma anche la

disinfezione dei supporti da essi infestati. Il biocida sarà applicato a spruzzo e/o a pennello in corrispondenza delle sole aree interessate dagli attacchi biologici. La spennellatura del biocida ne consente una più profonda penetrazione ed esercita una leggera azione meccanica che favorisce la rimozione dell alterazione biologica. Conclusa la fase preliminare, la scultura verrà sottoposta ad una serie d impacchi con acqua deionizzata e detergente non ionico, al fine di garantire la completa rimozione di patine biologiche, come guano, e residui di sporco adesi alla superficie ceramica. In seguito alla scultura verrà applicato un impacco con sola acqua deionizata per rimuovere residui dei prodotti biocidi utilizzati. La rimozione di eventuali vecchi protettivi o di patine di sporco grasso sarà realizzata per mezzo di tamponature o impacchi di solventi specifici, previa realizzazione di test per verificarne la natura e la reattività con il solvente scelto. Si procederà in maniera graduale e puntuale, avendo cura di rispettare la patina originale del manufatto. Le velinature verranno rimosse mediante impacchi localizzati di solventi volatili. - Rimozione dei sali solubili - Laddove si è riscontrata la presenza di sali solubili sarà necessario intervenire localmente, dopo la pulitura meccanica delle parti, anche con un serie di impacchi con acqua deionizzata, al fine di ridurne la quantità. I sali presenti sulle superfici e nel corpo della terracotta sono solubili e dunque l acqua agisce estraendoli e portandoli in soluzione. Saranno ripetuti almeno tre cicli di estrazione dei sali solubili mediante impacco, effettuando misure della conducibilità al fine di controllare l andamento della rimozione. Seguirà la fase di asciugatura delle parti interessate dai lavaggi, con tamponature di alcool e acetone e ventilazione con aria calda. - Trattamento di consolidamento - Le condizioni di conservazione dell opera richiedono l esecuzione di un adeguato consolidamento della materia costituiva. Si procederà all applicazione localizzata di soluzione consolidanti che non alterino in modo significativo l aspetto e il colore della terracotta. - Rimozione delle vecchie stuccature e integrazioni - Le vecchie stuccature realizzate con materiali non idonei verranno rimosse meccanicamente e con le dovute cautele. - Integrazione plastica e cromatica delle lacune - Le lacune verranno integrate con stucchi che saranno accordati cromaticamente alla materia originale impiegando colori facilmente removibili. - Microstuccature - Le lesioni e fratture verranno opportunamente sigillate con stucco caricato con pigmenti, al fine di garantire la maggiore stabilità conservativa. - Protezione finale - In ultima istanza si valuterà l applicazione di un protettivo superficiale, anche se, in linea di principio, non si considera opportuno l impiego di protettivi per quelle opere destinate ad essere collocate in ambienti con condizioni micro-ambientali controllate. 5. L INTERVENTO DI RESTAURO DELLE PARTI IN LEGA DI RAME - Pulitura - I depositi di particellato che ricoprono in maniera diffusa il substrato metallico saranno rimossi preliminarmente mediante pennelli e spazzolini di setola morbida. Prima di procedere con le successive operazioni di pulitura del bronzo, nelle zone interessate da attacchi di corrosione attiva saranno condotti una serie di test per verificare l eventuale presenza di cloruri. Saranno effettuate delle misurazioni di conducibilità sull acqua di lavaggio delle parti.

Tali misurazioni serviranno per approfondire le cause del degrado e consentire di scegliere e applicare la metodologia più adeguata. Le parti metalliche verranno sottoposte ad una serie di lavaggi con acqua deionizzata e detergente non ionico, applicati per nebulizzazione, al fine di garantire la completa rimozione di patine biologiche, come guano, e residui di sporco adesi alla superficie metallica. Il lavaggio delle superfici sarà accompagnato anche dall azione meccanica con spazzolini di setola, che garantiranno una migliore rimozione dei depositi. In seguito le parti metalliche verranno accuratamente risciacquate con acqua deionizzata. Alla fase del risciacquo seguirà quella della disidratazione del bronzo, mediante agenti chimici. Si tamponerà la superficie del bronzo con una soluzione di alcool e acetone (1:1), al fine di favorire l evaporazione dell acqua di lavaggio. La rimozione di eventuali vecchi protettivi o di patine di sporco grasso sarà realizzata per mezzo di tamponature o impacchi di solventi specifici, previa realizzazione di test per verificarne la natura e la reattività con il solvente scelto. I prodotti di corrosione del bronzo andranno invece rimossi meccanicamente, servendosi di bisturi, matite con fibre di vetro e spazzolini duri di setola, montati su micromotore, al fine di rimuovere completamente i prodotti di corrosione incoerenti e quelli instabili e dannosi, che costituiscono una minaccia per la conservazione e la salvaguardia dei manufatti. Si procederà in maniera graduale e puntuale, avendo cura di rispettare la patina originale del manufatto. - Lavaggi - Laddove si riscontri la presenza di cloruri sarà necessario intervenire localmente, dopo la pulitura meccanica delle parti, anche con un serie di lavaggi con acqua deionizzata, al fine di ridurne la quantità. I cloruri sono sali solubili e dunque l acqua agisce estraendoli e portandoli in soluzione. Saranno ripetuti diversi cicli di lavaggio fino a quando le misurazioni di conduttività non garantiranno il raggiungimento dei valori consigliati. Seguirà la fase di disidratazione chimica delle parti interessate dai lavaggi, con tamponature di alcool e acetone. - Trattamento di inibizione della corrosione - Per arrestare, o per lo meno rallentare il processo di corrosione ciclica del bronzo, legato alla presenza di cloruri, le zone del manufatto interessate da questo tipo di degrado dovranno essere sottoposte anche ad un trattamento stabilizzante mediante un inibitore di corrosione per il rame e le sue leghe: il Benzotriazolo (B.T.A.). Il B.T.A. non rimuove il cloruro rameoso, ma forma dei complessi insolubili che agiscono da barriera tra questo composto e l umidità atmosferica, ostacolando la corrosione ciclica. Il trattamento con l inibitore di corrosione sarà realizzato a pennello solo puntualmente, dove necessario. Dopo il trattamento con il B.T.A. gli eventuali eccessi o depositi saranno rimossi con alcool puro. - Protezione finale - In ultimo le superfici metalliche saranno protette dagli agenti atmosferici e inquinanti attraverso l applicazione di un duplice strato di resina acrilica addizionata di benzotriazolo e cera sintetica combinata anch essa con B.T.A. In questo modo si cercherà di fornire uno strato più efficace di isolamento e di protezione alla superficie metallica (che possiamo anche chiamare rivestimento barriera ) in grado di garantire una migliore resistenza ed impermeabilità all acqua e agli agenti chimici. 6. ANALISI SCIENTIFICHE E DOCUMENTAZIONE -Studio e caratterizzazione dei materiali costitutivi e di restauro (FTIR, SEM-EDS, TGA, sezioni lucide e sottili) -Documentazione fotografica (visibile, luce radente, fluorescenza UV) e microfotografia -Indagini multispettrali 7. REALIZZAZIONE DELLA COPIA

Si propone di realizzare la copia della scultura per collocarla sull altare della cripta. Le tecnologie di riproduzione attraverso l acquisizione di modelli digitali, hanno raggiunto un livello di qualità tale da permettere la realizzazione di una replica fedele di opere scultoree, anche complesse. Dall acquisizione del modello digitale sarà possibile realizzare un prototipo che opportunamente patinato, potrà sostituire egregiamente l originale. Roma, giugno 2012 Davide Fodaro