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Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo infusionegrafica/2007 "emergenza cronicità" 62 Congresso Nazionale Fimmg-Metis Tanka Village Villasimius, 8-14 ottobre 2007

Si ringrazia per il contributo fornito alla relazione: I Componenti l'esecutivo Nazionale: Mario Stella, Carmine Scavone, Giuseppe Greco, Angelo Castaldo, Mauro Ucci, Saverio La Bruzzo. I colleghi: Alberto Oliveti, Leandro Pesca, Massimo Magi, Domenico Crisarà, Silvestro Scotti, Malek Mediati, Walter Marrocco. Un particolare ringraziamento a Fiorenzo Corti che mi ha aiutato nella stesura.

INTRODUZIONE Signor Presidente, Signori Congressisti, Illustri Ospiti, Signor Ministro, ringrazio per la Vostra presenza che testimonia l attenzione ai temi che sto per trattare. Oggi, qui davanti a voi, a dodici mesi dalla mia elezione, non posso nascondere l emozione mista ad orgoglio di rappresentare la maggioranza della medicina generale italiana. Emozione, orgoglio, ma anche preoccupazione per le responsabilità mie e di tutti i colleghi che con me hanno condiviso il duro lavoro di questo anno. Se mi dovessero chiedere: vogliamo in tre parole lo spirito della tua relazione, io non avrei dubbi, sicuro tra l altro di rappresentare il pensiero di tutti voi: voglia di sindacato. Siamo nati come sindacato infatti nel lontano 1946, e vogliamo continuare ad esserlo nella tradizione dei segretari che hanno fatto grande la nostra FIMMG, avendo come primo obiettivo, scolpito nello statuto, quello della tutela degli interessi dei medici di medicina generale nel presente e nel futuro! Ma senza anteporre i nostri interessi a quelli dei veri destinatari del nostro lavoro: i cittadini; e ci impegneremo con tutto il peso della nostra associazione per rendere sempre più efficaci gli interventi del SSN, in particolare nei confronti delle persone anziane e fragili, nella consapevolezza di operare in un settore del welfare, quello sanitario, molto delicato e a rischio di sostenibilità. Per lo stesso motivo riteniamo importante offrire e chiedere a tutti gli attori del SSN la massima collaborazione nella ricerca di soluzioni condivise. Le divisioni, le prese di posizione contrapposte hanno purtroppo ritardato negli anni l affermarsi di una politica comune a favore del SSN. Concorrenza e contrapposizione, mors tua vita mea. Se qualcuno in qualche stanza della politica e delle professioni pensasse di applicare questa ricetta per ridare vigore al servizio sanitario deve sapere che è destinata al fallimento. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 1

Nei sistemi complessi la concorrenza intesa come competizione, deve invece assumere sempre più il significato di collaborazione, di lavoro comune per raggiungere un risultato comune. Non è nostro compito sostituirci ai partiti, ma adoperarci per l affermazione di una buona politica sanitaria in cui l interesse individuale, come è proprio nelle società evolute, sia sempre più fondato su quello collettivo. È in questa convinzione che si basa in termini concreti il valore della solidarietà, che insieme alla tolleranza, costituisce uno degli ingredienti più importanti del progresso sociale. Sono queste convinzioni, insieme ad un analisi concreta della realtà, che hanno ispirato ed ispirano, in un mondo connotato da regole di riferimento sempre più deboli ed evanescenti, il pensiero e l azione politica miei e dell Esecutivo in carica. È un contesto difficile quello in cui ci troviamo ad operare, che per costruire richiede condivisione di analisi e collegialità di decisione, in assenza delle quali rimarrebbe solo lo spettacolo, l annuncio, i take di agenzia, le parole. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 2

LA POLITICA Confusione istituzionale, crisi della politica, disaffezione sociale: lo leggiamo su tutti i giornali, la viviamo quotidianamente. Ne è pervasa la società, umori e comportamenti di tutti ne sono condizionati. Una crisi della politica ancora più nociva di qualsiasi recessione economica, strettamente dipendente dalla crisi dei partiti all interno dei quali la percezione della gente è che il consenso non sia il frutto di analisi e condivisione, ma spesso di un semplice accordo di potere, fragile ed effimero, tra numerosi e piccoli leader locali rappresentanti di interessi particolari, pronti a cambiare posizione di fronte alla mancata soddisfazione delle proprie richieste. Sotto gli occhi di tutti sono i politici, di questa crisi spesso responsabili ma anche vittime, e le loro dichiarazioni: sempre più populiste, demagogiche, indistinguibili. Non voglio però qui esercitare l arte del qualunquismo mediatico tanto di moda in questo momento nella penisola: molti sono i politici degni della massima stima, ma la crisi è innegabile. Non tutti conosciamo, ma la parte migliore della politica certamente sì, il tormento e la sofferenza di chi deve scegliere se andarsene, rinunciando al proprio progetto o accettare compromessi portando a casa risultati, anche parziali: qui si gioca l arte della mediazione e della pratica del possibile. Di questo scenario di crisi, parte integrante è, per quanto riguarda il nostro mondo, amplificato dalla crisi istituzionale generale, il conflitto fra poteri del Governo e poteri delle Regioni. È uno snodo fondamentale, è Il problema che ci troviamo ad affrontare quotidianamente quando andiamo a proporre scenari di sviluppo delle cure primarie, della medicina generale italiana come livello essenziale di assistenza. L ordinamento vigente del SSN è regolato dal DL.vo 502/92 e successive modificazioni, l ultima delle quali è la 229 del 99, antecedente alla modifica del titolo V della Costituzione. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 3

Qui merita entrare nel dettaglio. L art. 117 del Titolo V recita: Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: lettera m) determinazioni dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; e più avanti sono materie di legislazione concorrente quelle relative a:..professioni;.tutela della salute; più avanti ancora Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. ed infine Spetta alle regioni la potestà legislativa, in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Da queste espressioni nascono numerosi elementi di confusione: quale deve essere materia esclusiva e quale concorrente tra Stato e Regioni in tema di sanità. Le espressioni del Titolo V sono per lo meno generiche e sicuramente lacunose. Di sicuro non dicono con esattezza chi fa cosa e necessitano quindi di una regolamentazione che non può che essere definita nei dettagli dall organo supremo, cioè dal Parlamento. In assenza di leggi successive all approvazione del Titolo V c è il conflitto continuo: le Regioni cercano di appropriarsi del maggior spazio possibile e il Governo di esercitare il maggior coordinamento possibile. Il DDL proposto dal Ministro Turco non deve essere solo la legge di ammodernamento del SSN, ma molto di più, deve essere una legge che tenendo conto del Titolo V della Costituzione stabilisca un equilibrio stabile fra le autonomie regionali e la necessità di un coordinamento nazionale per dare uniformità di diritti, in merito alla tutela della salute, a tutti i cittadini italiani. Se questa operazione non dovesse andare in porto, come altre analoghe in altri settori, il federalismo potrebbe produrre effetti Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 4

devastanti, fino a provocare una dissoluzione del Paese, di sicuro una dissoluzione del SSN ad opera delle Regioni, e già cominciamo a vederne i primi segnali. Pensiamo anche solo, a titolo d esempio, all aggravarsi delle differenze fra i 21 SSR e ai diversi provvedimenti con cui ciascuna Regione ha riconosciuto, nel dettaglio, diritti diversi nell assistenza farmaceutica. Il Disegno Di Legge di ammodernamento del SSN cerca di creare una minima regolamentazione nei meccanismi di programmazione dell assistenza sanitaria, introducendo percorsi di condivisione fra Governo e Regioni, ma anche di verifica sul loro operato per garantire uniformità di diritti. La FIMMG non sosterrà, seguendo il suo iter parlamentare, il Disegno Di Legge di Ammodernamento del SSN in quanto tale o perché presentato dal Governo, ma sosterrà le parti in esso contenute che giudica appropriate, e cercherà di far correggere quelle che la trovano contraria. In contesto come quello prima descritto è importante che il nostro Sindacato difenda la propria indipendenza e si proponga come portatore di contributi progettuali coerenti ai principi e agli obiettivi dichiarati, per poter essere interlocutore rappresentativo ed autorevole con chiunque nei contenuti e non esclusivamente nei rapporti di forza. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 5

EMERGENZA CRONICITÀ Lo sappiamo da tempo, lo dicono tutti, la popolazione invecchia, i malati cronici aumentano in misura ancora maggiore per il crescere delle capacità di cura della medicina. Per noi è un tema così importante da averne fatto il titolo del nostro congresso: Emergenza cronicità : non affrontarlo da subito e con decisione significa destinare al fallimento qualsiasi ipotesi di ridisegno del SSN. Se da un punto di vista tattico è indispensabile tenere conto del contesto politico-istituzionale, dal punto di vista strategico è di fondamentale importanza orientare le proposte alla soluzione di problemi reali della popolazione. Così abbiamo fatto e ci siamo chiesti: di cosa avranno bisogno i cittadini italiani nel prossimo futuro; quali sono i problemi più importanti, sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, che dovremo aiutare a risolvere? In funzione di ciò, quali sono i pregi della nostra categoria da conservare e valorizzare e quali gli aspetti da perfezionare? è uno slogan dell Organizzazione Mondiale della Sanità che abbiamo voluto riprendere e far nostro. Nel suo ultimo rapporto annuale l OMS indica come emergenza sanitaria strategica per la stabilità sociale, economica e politica degli Stati la gestione delle malattie croniche per le quali tendenze e statistiche mostrano un incremento crescente e continuo; il richiamo è rivolto a tutti i Paesi, ma in particolare a quelli del primo mondo, di cui l Italia fa parte. Già attualmente le malattie croniche sono la causa principale dei decessi e del carico di malattia in tutto il mondo (ad eccezione dell Africa), entro i 70 anni di età si verifica circa il 45% dei decessi per malattie croniche. L OMS ha lanciato un suo nuovo obiettivo globale: ridurre il trend stimato di morte per malattia cronica del 2% ogni anno fino al 2015, per evitare un grande numero di morti nei prossimi dieci anni, metà delle quali colpisce soggetti di età inferiore ai 70 anni. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 6

Noi non vogliamo solo e tanto di aumentare la vita media delle popolazioni, quanto piuttosto di migliorare la loro qualità di vita. Le malattie croniche comportano una perdita permanente dello stato di buona salute che cambia per sempre le condizioni di vita, introducendo elementi di fragilità ; ineluttabilmente investono anche il tessuto sociale e familiare, comportano fino al 6% di perdita del reddito medio pro capite, e vanno ad influire negativamente sulle economie nazionali in molti modi, diretti e indiretti. Gli effetti in termini di riduzione dei redditi, delle entrate a livello di nucleo familiare e del PIL di un intero Paese sono una componente importante dell impatto socioeconomico delle malattie croniche. Esse rappresentano per i diversi sistemi sanitari un fardello di notevoli dimensioni: basti ricordare che in Europa oggi i malati cronici sono responsabili del 77% dell onere delle spese sanitarie. Secondo Meridiano Sanità per effetto di questi fenomeni il trend della spesa sanitaria pubblica al 2048 fino allo scorso anno era attestato intorno al 9,7% del PIL, mentre la valutazione attuale effettuata con gli stessi criteri già sfiora il 10% (9,95). Anche una modesta riduzione di alcuni fattori di rischio di malattie croniche potrebbe portare a notevoli vantaggi in termini di salute e di economia. Senza interventi efficaci, questi oneri sono destinati ad aumentare in modo vertiginoso, ma, con investimenti relativamente modesti, una percentuale importante di questi costi potrebbe essere evitata favorendo la sostenibilità dei Servizi Sanitari. Secondo il rapporto dell OCSE, l Italia dispone di un sistema di cure ancora concepito più per le malattie acute, che per le patologie croniche. Occorre quindi perfezionare il nostro SSN, dove un modello di assistenza reattiva, non programmata ed episodica è ancora dominante, disegnando interventi maggiormente strutturati per i pazienti con disturbi cronici, basati sulla riduzione del rischio e sulla prevenzione di ricadute, aggravamenti e disabilità, progettati per malattie che non guariscono e che devono essere seguite nel territorio, nell ambiente e nel tessuto sociale prossimo al paziente, adeguatamente attrezzato e organizzato. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 7

I malati cronici necessitano di un assistenza continua nel tempo e vicina ai luoghi in cui vivono, che preveda un accesso unico, semplice, ben identificabile ed un percorso di diagnosi e cura personalizzato, condiviso fra gli operatori e non frammentato. In questo ambiente la medicina generale, forte ed opportunamente organizzata, vuole proporsi come nodo importante della rete di assistenza e cura, laddove la prossimità ed il continuativo e forte rapporto fiduciario con la persona favoriscono l attività di tutela e indirizzo nell affrontare strutturalmente e con umanità le sfide costituite dalla cronicità. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 8

LA MEDICINA GENERALE: LA NECESSITÀ DEL CAMBIAMENTO Abbiamo raccolto le sfide dell emergenza cronicità e pensiamo di essere stati convincenti, siamo certi che sia ormai indispensabile e indilazionabile un potenziamento del sistema di cure primarie, ed in esso della medicina generale. I medici di medicina generale devono essere messi nelle condizioni di poter esprimere le loro migliori potenzialità assistenziali, è questa un esigenza dei cittadini, è un esigenza dei medici! Il cittadino chiede un medico di fiducia competente e sereno che abbia tempo per dedicargli tutta l attenzione di cui ha bisogno e che si faccia carico dei suoi problemi di salute, un interlocutore a cui poter riferire tutti i dubbi che possono nascere alla comparsa di un sintomo, durante il decorso di una malattia, nel momento in cui deve affrontare una cura, magari lunga, invasiva e di successo incerto. Chiede attenzione alla sua persona, non solo alla sua malattia, non pretende che il suo medico sia a disposizione 24 ore al giorno, ma cerca la tranquillità di poter contare sull assistenza necessaria in qualsiasi momento del giorno e della notte. Vuole interventi su misura e, soprattutto, vuole che lo studio del medico di famiglia non sia un filtro alle sue richieste, ma la porta d accesso al SSN, varcata la quale trova risposte adeguate ai suoi bisogni, compresa una guida informata su tutto il suo percorso di diagnosi e cura. Vuole un interfaccia amichevole dietro la quale la complessità si organizzi in modo da apparirgli semplice. I medici di medicina generale chiedono di poter fare tutto ciò. Chiedono la serenità necessaria ad esercitare una professione carica di responsabilità. Chiedono di essere sollevati da un controllo burocratico che non si limita neanche più a soffiar loro sul collo, ma che, sempre più minaccioso e invadente pratica l aggressione mediatica attraverso un uso sempre più frequente e spregiudicato dei comunicati stampa. Quando una guardia della finanza si mette a esaminare i prodotti del nostro lavoro come se fossero pezzi malfatti all uscita di una catena di montaggio, vuol dire che siamo arrivati al capolinea. Non vogliamo Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 9

sottrarci al controllo, ma che sia un controllo che utilizza lo strumento del confronto tra pari, all interno delle Asl e secondo percorsi concordati ed inattaccabili dal punto di vista clinico. Un conto è una strategia di perseguimento dell appropriatezza, un altro è una miope strategia di contenimento della spesa che spesso segue semplici logiche di razionamento che portano magari a spendere meno ma a continuare a spendere male. In uno scenario che vede tra l altro ridursi progressivamente la nostra capacità di guadagno, compressa da una parte da un meccanismo fiscale che considera la presenza nei nostri studi di una segretaria un elemento di moltiplicazione del reddito e dall altra dall aumento delle spese indispensabili all esercizio dignitoso delle attività convenzionate, non ci stiamo più ad essere considerati soggetti privilegiati e percettori di alti redditi: vogliamo tornare a fare i medici, nel modo più adeguato alle attuali esigenze ed il decoro della professione e della retribuzione è un esigenza indispensabile. Per questo motivo abbiamo voluto formulare un progetto (lo chiameremo il progetto delle Unità di Medicina Generale-UMG) che, partendo da un analisi dei fattori di sistema che hanno determinato la progressiva emarginazione della medicina generale, cerca di correggerli per arrestare ed invertire il processo. Devono cambiare le regole fondamentali del gioco. Non entro nei contenuti tecnici della proposta che è sicuramente nota alla maggioranza dei presenti, ma ritengo opportuno sottolineare che con l istituzione delle UMG non proponiamo l ennesimo e vuoto modello organizzativo, ma un sistema di relazioni fra professionisti in grado di garantire loro coinvolgimento ed occupazione pieni e continui fin dall inizio dell inserimento nel SSN. Un sistema di relazioni in grado di offrire opportunità e stimoli di evoluzione nell ambito della vita professionale, che sottragga gli attuali medici di continuità assistenziale da un lavoro senza prospettive di evoluzione, fra l altro usurante, e li inserisca immediatamente e a pieno titolo nella medicina generale; un sistema di relazioni caratterizzato da forte valorizzazione delle attitudini e competenze di ciascuno al servizio Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 10

degli altri e da flessibilità tali da garantire alle colleghe la piena espressione del loro valore professionale. Un sistema di relazioni supportato adeguatamente da altre figure professionali e disegnato per arricchire il tradizionale lavoro che poggia esclusivamente sulle spalle del singolo medico nell ambito del rapporto fiduciario continuato nel tempo con il singolo assistito e la sua famiglia, con attività di medicina di iniziativa programmate e coordinate sulla base di rilevazioni dei bisogni della popolazione e procedure di governance clinica. Due altri sono gli obiettivi che ci proponiamo di raggiungere nel breve-medio periodo: la partecipazione dei medici di medicina generale ai momenti della programmazione e gestione dell assistenza sanitaria a tutti i livelli, distrettuale, aziendale, regionale e ministeriale e un assistenza 24 h non considerata semplicemente una copertura oraria, ma una vera continuità dell assistenza, comprensiva di una reale integrazione sinergica delle cure primarie con quelle di secondo livello. Tutte incombenze che un medico da solo, anche di buona volontà, non è purtroppo in grado di realizzare. Questo sistema funzionale di relazioni è pensato in modo da costituire una costante nazionale, capace di adattarsi ai diversi modelli organizzativi della medicina generale nei Servizi Sanitari Regionali: reti, gruppi ed unità di cure primarie secondo livelli progressivi di complessità fino ad arrivare alle Utap o alle Case della Salute. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 11

IL PERSONALE DI STUDIO E LE ALTRE FIGURE PROFESSIONALI NON MEDICHE Abbiamo già accennato a come l UMG non potrà produrre a pieno i risultati desiderati se non le sarà data la possibilità di avere supporto adeguato da parte delle altre figure professionali: il personale di Studio, l Infermiere e l Assistente Sociale (il ruolo di quest ultima figura, esterna allo studio medico rappresenta una grande novità in tema di nuovi rapporti tra medicina generale e servizi sociali) che appartengono a tre aree di attività: amministrativa, assistenziale e dell integrazione sociosanitaria. L integrazione di tali soggetti nelle attività della medicina generale, richiede la individuazione di relazioni professionali basate su assunzione di responsabilità, trasferimento di competenze, condivisone di obiettivi. Ciò vale soprattutto per la figura dell infermiere. Nella realtà nazionale che al 2006 contava circa 10.000 addetti 1, l assunzione del personale di studio medico fino ad oggi, si è basata su meccanismi di reclutamento e di selezione dei requisiti di base per l accesso di tipo informale e, sostanzialmente, generici e poco definiti. Il cambiamento delineato richiede invece figure di supporto più formate e appositamente preparate, in grado di assolvere alle nuove necessità, aumentando l efficienza della funzione amministrativa o di office a fronte di un carico burocratico crescente, di utilizzare l informatizzazione e gli strumenti dell ITC (Information and Comunications Technology), di rispondere alle esigenze sempre più complesse di assistenza alla persona, attraverso la realizzazione di una relazione con l Infermiere per quanto riguarda le funzioni di nursing o assistenziali, nonché di fronteggiare le esigenze relative alla integrazione socio-assistenziale. E questo il nuovo orizzonte su cui si colloca lo sviluppo e l innovazione della medicina generale, la crescita complessiva delle competenze dei professionisti, attraverso un forte coinvolgimento proprio dei settori delle libere professioni e delle loro attività professionali. 1 Conti P., Magi M. - Indagine sui Collaboratori di Studio Medico 2006/2007, Fondoprofessioni/Metis, Roma 2007, in print Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 12

Per questo motivo la formazione del Personale di Studio è considerata una priorità ad alto valore aggiunto per la qualità delle prestazioni della medicina generale ed un investimento strategico per promuovere e sostenere nuove forme di erogazione dei servizi nei confronti dei cittadini. Non dimentichiamo, inoltre, le possibili ricadute occupazionali, che sono care a tutto lo schieramento politico. Una riflessione deve essere dedicata anche al problema dell integrazione socio-sanitaria, senza la quale le stesse risorse economiche ed umane del SSN impiegate per l assistenza sanitaria rischiano di essere sprecate, perché di disagio sociale ci si ammala e si muore. Manca al sistema un ingranaggio fondamentale, quello di un professionista che investito della condizione sociale e sanitaria del cittadino in difficoltà, soprattutto se anziano o fragile, possa aiutare il medico ad offrire le soluzioni di assistenza più appropriate: l assistente sociale. Questa figura, pur diffusa a livello nazionale, svolge in genere, in qualità di dipendente di comuni o consorzi, attività prevalentemente burocratica, mentre dovrebbe essere messa in condizione di offrire interventi professionali autonomi in funzione di agente consulente del cittadino e del medico di famiglia. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 13

LA FORMAZIONE Su una cosa vogliamo essere intransigenti: la difesa del nostro modello di formazione in medicina generale. Su questo non abbiamo dubbi o perplessità perché abbiamo già trovato un unanime consenso fra tutte le organizzazioni della categoria, sindacati, associazioni e società scientifiche. La formazione in medicina generale, sia quella prevista dal corso di laurea e gestita dalle Università sia quella specifica gestita dalle Regioni, deve essere strutturata in modo uniforme sul territorio nazionale non solo per consentire l insegnamento del patrimonio di competenze che già ora distinguono la disciplina della medicina generale dalle altre specialità, ma soprattutto per diffondere le conoscenze cliniche, le abilità sia operative sia di relazione con il paziente, le novità organizzative che in tempi brevi si verranno a produrre in un esercizio quotidiano della professione caratterizzato dal continuo cambiamento. Per questo motivo è assolutamente necessario che ad insegnare la disciplina siano quelli che la studiano, che la esplorano e che la praticano tutti i giorni. Crediamo che sia interesse del Governo e delle Regioni sostenere una forte azione di coordinamento nazionale per quanto riguarda sia i contenuti sia l assetto organizzativo e strutturale delle Scuole, utilizzando a pieno la loro possibilità di rilasciare titoli professionalizzanti. Non vogliamo essere inglobati in un mondo Universitario, che non ha tradizione e competenze per insegnare la medicina generale tanto che ancora è indeciso se collocarla nell ambito della medicina interna o delle discipline igienistiche. Non abbiamo l arroganza di rifiutare il dialogo con l Università, da parte nostra però una piena collaborazione con l istituzione universitaria la potremo praticare solamente quando quest ultima avrà recepito e compreso appieno la nostra ferma volontà, rispettosa della storia, di promuovere lo sviluppo di una disciplina nata non negli atenei ma nel Servizio Sanitario Nazionale, e finalizzata al suo migliore funzionamento. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 14

Chiediamo qui con forza, a Governo e Regioni di dare piena dignità professionale a coloro che scelgono di essere formati in questa disciplina, non è giusto che le borse di studio per i tirocinanti siano sensibilmente inferiori a quelle degli altri specializzandi. Non è giusto che chi viene ammesso in soprannumero senza superare i test di selezione possa svolgere la libera professione mentre gli altri che hanno espresso da subito una vocazione e superato una dura selezione non possano vedere dignitosamente riconosciuta sul piano economico un attività professionale svolta in medicina generale. Se sono insufficienti le risorse per un aumento delle borse di studio diamo riconoscimento economico integrativo per le attività assistenziali svolte durante il tirocinio che, anche se soggette alla guida e alla verifica di un tutor, hanno un loro valore professionale e contribuiscono alla realizzazione di una migliore assistenza. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 15

I SISTEMI INFORMATIVI Grande è l attenzione che riserviamo alla tecnologia informatica perchè è diventato ormai uno strumento fondamentale della medicina generale, tanto che la percentuale di informatizzazione dei nostri studi ha superato quella degli ospedali. Tecnologia informatica per registrare la storia dei nostri assistiti, ma soprattutto, per garantire nei nostri studi, attraverso la rete, quei servizi ai quali il cittadino può attualmente accedere con lunghe code a diversi sportelli. Tecnologia informatica quale strumento di programmazione e verifica della propria attività (audit), ma anche di sorveglianza di un intera popolazione (governance clinica ) per rilevarne i bisogni, comprenderne le dimensioni, definire strategie di intervento e di verifica dei risultati. Stiamo investendo moltissimo in questo settore in termini di studio e di collaborazione con le aziende e le istituzioni impegnate nell innovazione tecnologica. Senza pretendere di offrire modelli precostituiti siamo in grado, e lo abbiamo testimoniato quest anno, di offrire un prezioso contributo. Abbiamo già cominciato ad esplorare anche il campo della telemedicina, convinti che nel prossimo futuro questo settore fornirà un grosso contributo alle cure primarie. E veniamo alla solita criticità: ogni regione in sanità tende a definire un proprio percorso di informatizzazione, senza curarsi di quello che fanno le altre. Auspichiamo pertanto che si arrivi quanto prima ad un forte coordinamento. Per parte nostra, per favorire questo processo ci siamo attrezzati con due gruppi di lavoro, uno sull IT e uno sulla telemedicina, ed abbiamo recentemente incaricato un segretario regionale di coordinare le politiche informatiche di tutte le sezioni regionali della nostra organizzazione. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 16

IL FARMACO Il farmaco rappresenta il più importante strumento direttamente a nostra disposizione per curare e prevenire. Molto attenti alle problematiche ad esso connesse, abbiamo da poco costituito un gruppo di lavoro incaricato di studiare a fondo tutti gli aspetti che riguardano questa area. Come il chirurgo pretende giustamente di avere il pieno controllo del bisturi mentre opera, così il medico di medicina generale vuole avere il pieno controllo nell uso del farmaco. E se mal tollera le eccessive limitazioni frutto di una minuziosa attività regolatoria spesso a rischio di inapplicabilità, non sopporta le interferenze amministrative sull atto della prescrizione. Queste in particolare si sono negli ultimi anni moltiplicate, appesantite da formalità burocratiche che in nome dell appropriatezza mirano esclusivamente a razionare la spesa farmaceutica pubblica italiana, già fra le più basse d Europa. Soprattutto consideriamo inaccettabile e ci batteremo per abolirla, la pratica della sostituibilità del farmaco o quella analoga della prescrizione per principio attivo, che tolgono al medico e lasciano al farmacista la scelta finale del prodotto. Troppe volte abbiamo assistito al cambio del prodotto in corso di terapie croniche con evidenti disagi per il cittadino e necessità di aggiustamenti posologici da parte del medico. Il problema è aggravato dal fatto che la numerosità delle aziende farmaceutiche che producono e commercializzano lo stesso farmaco genericato e l impossibilità per il farmacista di procurarseli tutti, lo autorizzano a cambiare continuamente marca scegliendo di volta in volta esclusivamente il prodotto che offre maggio utile. Ribadisco che la FIMMG non è contraria all impiego dei farmaci bioequivalenti, anzi, li considera un opportunità per la razionalizzazione della spesa farmaceutica, ed ha aderito alla campagna dell AIFA per la promozione del loro corretto uso, che deve però prevedere, almeno per i trattamenti delle patologie croniche, non solo l indicazione del principio attivo, ma anche quella del produttore e la sua prescrizione non deve essere sostituibile. Perché i farmaci fra loro bioequivalenti, tutti Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 17

validamente utilizzabili, non sono fra loro identici ed il paziente di fronte ad un intolleranza o ad una risposta diversa ad un trattamento viene da noi e siamo noi che dobbiamo trovare una soluzione al suo problema Continua il nostro impegno nel dibattito e nella collaborazione alla ricerca delle soluzioni più adatte al migliore utilizzo del farmaco. Guardiamo con soddisfazione all interesse che l AIFA ha manifestato verso una nostra collaborazione, testimoniata dall inserimento di un medico di famiglia nella Commissione Tecnico Scientifica. Non possiamo, però, fare a meno di auspicare un sempre maggiore coinvolgimento della professione medica nella composizione della CTS, non tanto aumentando i nostri rappresentanti al suo interno, ma aumentando il numero dei medici, ospedalieri o del territorio, che quotidianamente utilizzano i farmaci nella loro attività di cura: meno scienziati e più medici pratici. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 18

L EMERGENZA SANITARIA TERRITORIALE 118 62 Congresso Nazionale Fimmg-Metis Per quanto concerne l emergenza sanitaria, questo sindacato ritiene strategico, nel processo di potenziamento e miglioramento dell assistenza territoriale, un investimento sull intero settore. Il sistema 118 è indispensabile per garantire un alta professionalità di assistenza a livello del territorio nelle emergenze-urgenze, per ottimizzare il trattamento dei casi acuti, per favorire, solo quando necessario, l accesso assistito dei pazienti in condizione critica ai centri di più elevata specializzazione e complessità organizzativa, ed inoltre per garantire continuità di cure tra il territorio e l ospedale. Nel perseguire questi obiettivi, appare necessario sviluppare un sistema di comunicazioni integrato in rete tra tutti i professionisti delle cure territoriali, finalizzato a prevedere dei livelli uniformi di assistenza da garantire al cittadino vittima di evento acuto. Il mantenimento della componente convenzionata del sistema sarà ulteriore garanzia di stabilità dello stesso, per continuare a garantire l accesso dei professionisti alla funzione, in attesa che l Emergenza territoriale abbia trovato il suo assetto definivo. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 19

LA PREVIDENZA La previdenza rappresenta un settore cui tutta la categoria sta prestando grande interesse ed attenzione, vuoi per le preoccupazioni generali legate alla tenuta dei sistemi previdenziali in genere, vuoi perché nel giro di un decennio andranno in pensione migliaia di medici di famiglia attualmente in attività andrà in pensione. Se l attenzione è quindi forte nei 55enni che si avvicinano al pensionamento non lo è meno tra i più giovani, preoccupati dall impossibilità di poter usufruire, in seguito al ritardato ingresso nel sistema e dopo anni di prolungata precarietà, un trattamento pensionistico dignitoso. Non ci preoccupiamo per la tenuta dell ENPAM, la cui solidità è riconosciuta da tutti gli operatori. Il nostro ente previdenziale è solido e noto per la forte capitalizzazione e la buona gestione che ha caratterizzato il suo recente passato e il suo presente. Quello che temiamo, sono le pesanti interferenze nella gestione autonoma della nostra Fondazione che viene caricata dell onere di perseguire obiettivi di rilevanza costituzionale con strumenti privati, in assenza di qualsiasi sostegno pubblico in caso di squilibrio. Per questo motivo abbiamo individuato alcuni punti che vogliono sintetizzare i nostri obiettivi in tema di politica previdenziale. Questi punti li sosterremo, a seconda dei casi, in forma di azione diretta nell ambito negoziale o indirettamente sostenendo il lavoro dell ENPAM, cui diamo atto di aver correttamente impostato i programmi delle proprie attività, anche aprendo spazi di informazione e prestando interesse ed ascolto alle proposte formulate dai Sindacati: Rigore, equità e solidarietà Consolidare il patto intergenerazionale attraverso la vera convenienza a parteciparvi, coniugando con rigore e coerenza i concetti fondamentali di corrispettività tra i contributi versati e le prestazioni rese, nel rispetto del pro rata e dei diritti acquisiti Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 20

Sostegno ai giovani colleghi Nelle fasi iniziali della professione estendere ai giovani medici la possibilità garantita ai dipendenti Enpam di accedere a mutui ipotecari prima casa e magari ampliarla allo studio professionale. Studiare servizi integrativi per coperture di tipo assicurativo e sanitario riabilitative in caso di riduzione della capacità lavorativa. Promuovere da subito l adesione alla previdenza integrativa del nostro Fondosanità. Una robusta rete di garanzie Dedicare l aumento a stralcio del rinnovo ACN alla previdenza ed alla polizza di invalidità permanente totale e parziale per infortunio e malattia. Studiare polizze di Responsabilità Civile Professionale per tutti gli iscritti della Fondazione, magari come copertura di secondo rischio, e di tutela al rischio di non autosufficienza dovuta non solo ad infortunio o malattia ma anche legata alla senescenza Mobilitazione contro la doppia tassazione del Patrimonio Chiedere almeno lo stesso trattamento fiscale previsto per il II pilastro della previdenza, il fondo pensione. E l alleggerimento della componente abitativa, per i noti problemi di immagine e di consenso alla Fondazione dovuti al rinnovo degli affitti. Un fronte comune FNOMCeO, Sindacati maggioritari e principali associazioni professionali Istituire un tavolo permanente di confronto sulle questioni previdenziali per costituire una rete funzionale di supporto e sostegno all ENPAM. Ruolo di capofila dell Enpam nell ADEPP È un ruolo che spetta al nostro ente nel variegato mondo delle casse private o privatizzate non solo in relazione alle dimensioni economiche e numeriche della nostra Fondazione, ma anche per la qualità delle nostre impostazioni strategiche ed operative e per la credibilità dei nostri vertici istituzionali Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 21

FISCO Come tutti gli altri cittadini anche i medici di medicina generale si lamentano di una pressione fiscale pesante che faticano a reggere. A rendere più pesante questo fardello ci sono però alcuni aspetti che la rendono anche iniqua rispetto alle altre categorie di cittadini. I medici di medicina generale sono considerati dal fisco equivalenti ai liberi professionisti, agli artigiani a tutti i lavoratori autonomi. Per quelle categorie ogni investimento comporta generalmente un aumento di reddito.questa non è la condizione dei medici di medicina generale, per la maggior parte dei quali i redditi libero professionali sono marginali dedicandosi pressoché esclusivamente all attività convenzionata. Le entrate dei medici di medicina generale sono sostanzialmente fisse, e sono utilizzate in gran parte per sostenere le spese necessarie all erogazione del servizio (studio, auto, assicurazioni, mezzi informatici, ecc.). Questi compensi negli ultimi 20 anni sono stati adeguati con criteri analoghi a quelli usati per i dipendenti (inflazione programmata più che quella reale). E noto a tutti che le percentuali d aumento dei prezzi della maggior parte dei prodotti e servizi necessari per una dignitosa attività professionale hanno superato, e di gran lunga, anche quelle dell inflazione reale. Se negli anni 80 l entità delle spese non superava il 20% dei loro introiti, oggi raggiunge il 60-70%: e questo si è tradotto in un impoverimento di tutta la nostra categoria. Per noi medici di famiglia ogni investimento si traduce infatti generalmente in una perdita di guadagno: più investiamo per migliorare il servizio al cittadino, maggiore è la presunzione di reddito secondo gli studi di settore: questo in realtà non avviene ma abbiamo l onere di dimostrarlo in sede fiscale. Anomalia che di fatto rappresenta un freno ad ogni prospettiva di sviluppo. Per lo stesso motivo è un anomalia anche l IRAP, imposta sulle attività produttive, che impropriamente viene applicata al Medico di Famiglia, professionista che opera a tariffa convenzionale definita, e per Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 22

il quale, come già detto, il miglioramento degli standard di studio e della sua organizzazione non crea valore aggiunto. Un altro esempio che non può essere dimenticato è la riduzione dal 50 al 25% della percentuale di deducibilità delle spese relative all auto, che noi abbiamo sempre chiesto di aumentare al 70-80% in considerazione del fatto che, pur essendo un bene di uso promiscuo, è di fatto dedicato prevalentemente all attività professionale: Solo questo provvedimento dell ultima finanziaria, dobbiamo sottolinearlo, ha praticamente azzerato i benefici dell ultimo rinnovo convenzionale. E al danno è seguita la beffa, dal momento che il successivo provvedimento che ha consentito a tutti la detraibilità dell IVA dell auto, non è di fatto applicabile alla nostra categoria che opera quasi esclusivamente in esenzione da questa imposta e che si traduce, piuttosto che in una partita di giro come per tutti i professionisti che operano in campo IVA, in un ulteriore aggravamento della tassazione. Siamo arrivati al punto che, quando otteniamo compensi aggiuntivi troppo bassi per nuovi compiti, fra investimenti necessari e tassazioni, finiamo per ridurre il nostro guadagno invece di aumentarlo. Per questi motivi abbiamo ritenuto indispensabile avviare una politica fiscale, creando una task-force dedicata con l obiettivo di giungere ad un trattamento fiscale che tenga conto delle nostre particolarità. Chiediamo al Ministero della Salute di aiutarci a far comprendere al Ministero dell Economia le dinamiche dei nostri redditi e il valore sociale che giustifica la nostra richiesta. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 23

L ACCORDO COLLETTIVO NAZIONALE Prendiamo atto con favore dell avvenuta approvazione dell atto di indirizzo da parte del Comitato di Settore, e ringraziamo il Ministro Turco che lo ha espressamente sollecitato e il Presidente Colozzi si è sempre adoperato per una sua sollecita definizione. Non possiamo fare a meno di denunciare, però, l ingiustificabile ritardo e sottolineare che, per ottenere il risultato, abbiamo dovuto scioperare. Leggiamo nel ritardo e nei contenuti dell atto stesso un segno della difficoltà delle Regioni a definire, in accordo fra loro, politiche di livello nazionale coerenti e rispettose dell uniformità dei diritti dei cittadini italiani. Ci auguriamo che l altissima adesione allo sciopero registrata in tutta Italia abbia fatto comprendere quanto sia determinata la categoria e quanto sia elevato il disagio di tutti noi, quanto generalizzata la volontà di cambiamento. Non condividiamo alcuni degli importanti contenuti dell atto di indirizzo, primo fra tutti l esiguità dell offerta economica chiaramente inadeguata rispetto a ciò che l atto stesso vorrebbe ottenere. Proprio riflettendo su questo aspetto così evidente e contrastante con le opinioni ufficialmente espresse sia dal Ministro che dalla maggior parte degli assessori, le OOSS hanno voluto approfondire in un colloquio chiarificatore diretto con il Ministero e il Comitato di Settore le possibilità di sviluppo delle trattative. È emerso con estrema chiarezza il nodo fondamentale del problema: l allineamento della medicina generale al comparto del pubblico impiego. Questa collocazione è la gabbia entro la quale sono state e sono tuttora imprigionate le dinamiche di finanziamento della medicina generale, una gabbia che sta soffocando la categoria costretta ad operare con un compenso aggiornato secondo le dinamiche salariali del pubblico impiego, ma di fatto eroso dal più rapido e progressivo aumento dei costi dei fattori di produzione. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 24

Questo è il vero problema che dobbiamo affrontare e risolvere prioritariamente a qualsiasi rinnovo convenzionale. La nostra uscita dal comparto del pubblico impiego: abbiamo chiesto al Ministro e al Presidente del Comitato di Settore di prendere in considerazione questa soluzione. L approvazione dell atto di indirizzo da parte del Governo e l apertura delle trattative senza la soluzione preventiva di questo vincolo, aprirebbe inevitabilmente una stagione di elevata e prolungata conflittualità fra la categoria, il Governo e le Regioni senza possibilità concrete di approdare a soluzioni di reciproca soddisfazione. Chiediamo parità di trattamento per dipendenti e convenzionati. E quando sosteniamo uguali opportunità di guadagno a parità di impegno ci riferiamo alla quota della retribuzione riconducibile alla nostra esclusiva attività professionale. È una realtà inconfutabile: nel calcolare il costo della medicina generale si comprendono tutte le spese che nella dipendenza sono destinate al personale non medico e in conto capitale per strutture e tecnologie. In realtà gli obiettivi dichiarati nell atto di indirizzo, che in parte condividiamo, possono essere raggiunti solo con la nostra uscita dal comparto e con una profonda revisione della normativa secondo i principi indicati dall art. 4 del Disegno di Legge di ammodernamento del SSN. Sono inoltre necessari adeguati investimenti nei fattori di produzione dell assistenza territoriale, peraltro già previsti dall ultimo Documento di Programmazione Economica e Finanziaria. A questo proposito rileviamo con soddisfazione che il Ministro nella Finanziaria 2008 ha proposto stanziamenti sufficienti a dare inizio a un effettivo rilancio della medicina generale e dell assistenza primaria. L incremento infatti di 3,6 miliardi di euro é esplicitamente destinato a tutti i livelli di assistenza, compreso quello territoriale, e ulteriori 3 miliardi di euro in conto capitale sono previsti per finanziare anche strutture e tecnologie per l assistenza territoriale. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 25

Le condizioni per fare questo passo storico importante ed indispensabile per lo sviluppo delle cure primarie ci sono, serve la volontà politica. La nostra richiesta resta sempre la stessa, anche se perfezionata: uscire dal comparto del pubblico impiego per chiudere entro l anno un accordo a stralcio del rinnovo, che consenta alla categoria di provvedere tempestivamente alle nuove e pressanti esigenze previdenziali, e dare formalmente avvio ad un approfondito lavoro tecnico per la definizione, entro il 2008, della convenzione del cambiamento. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 26

CONCLUSIONI Signor Ministro, Illustri Ospiti, è il lavoro di un anno quello che ho avuto il piacere e l onore di presentarvi quest oggi, un lavoro di molti, un lavoro di tutti noi della FIMMG che, seguendo la sua tradizione oltre a ribadire il suo ruolo storico sindacale ha continuato a perfezionare ed arricchire la sua identità di associazione professionale formulando proposte documentate, articolate e attente agli interessi dei cittadini. Con il lavoro di quest anno non ci siamo limitati a sentire, ci siamo impegnati nell arte dell ascolto, confrontandoci con le argomentazioni degli altri. E il nostro impegno rimane quello che ci siamo dati proprio qui, un anno fa: ragionare con le Istituzioni, con le associazioni dei medici dipendenti e convenzionati, con quelle degli infermieri, con quelle dei cittadini, con tutti coloro che hanno manifestato interesse alla salvaguardia e al rilancio del nostro Servizio Sanitario Nazionale, solidale e universale, che consideriamo un traguardo di civiltà, un bene fra i più preziosi del popolo italiano. In questo anno di attività abbiamo ri-scoperto il gusto di ragionare anche a casa nostra, nella casa comune dei medici italiani, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, insieme ai Presidenti provinciali, agli altri sindacati e alle società scientifiche. Due parole ci fanno da guida: Autonomia e responsabilità sono questi aspetti della nostra professione cui abbiamo prestato il massimo dell attenzione e vogliamo contribuire a rilanciare. E con autonomia e responsabilità abbiamo contribuito ad affrontare collegialmente i nuovi problemi che la professione medica si trova ad affrontare: l etica dei rapporti con l industria, il recupero di un ruolo determinante della professione nell ambito della formazione, la valorizzazione delle diversità all interno delle categorie mediche, per disegnare e raggiungere sinergicamente gli obbiettivi comuni. Anche per questo motivo tengo a precisare che la nostra proposta di Ri-Fondazione della medicina generale, che ha fatto un lungo percorso Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 27

di condivisione in tutti gli organismi del Sindacato, comprese le assemblee provinciali, fino all approvazione unanime del Consiglio Nazionale nell ambito di un Convegno nazionale quadri, ha esclusivo carattere di proposta. La FIMMG la presenta alle Istituzioni al Governo e alle Regioni, alle altre organizzazioni della medicina generale, a quelle degli altri professionisti della sanità, alle organizzazioni che rappresentano i Cittadini, e con esse è pronta a discuterla anche nel merito dei suoi contenuti, senza preclusioni. Ferma resta, comunque, la nostra determinazione a perseguire il cambiamento della medicina generale per creare le condizioni operative adeguate ad affrontare le sfide dell emergenza cronicità. La FIMMG intende così contribuire, in un momento di profonda crisi generale della società e della politica, a far emergere dalla società, insieme a tutti gli altri, una testimonianza di civiltà. Continuiamo a credere nella forza delle idee e delle ragioni piuttosto che in quella dei muscoli, per un Italia migliore. Relazione del Segretario Generale Nazionale Giacomo Milillo 28