3] PRINCIPATI E STATI REGIONALI



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3] PRINCIPATI E STATI REGIONALI SIGNORI E PRINCIPI Fra la metà del Duecento e il Quattrocento, nell'italia settentrionale e centrale > numerose signorie. Molti signori, dopo avere preso il potere con la forza, cercarono legittimazione all'imperatore o al papa, con un titolo nobiliare ed ebbero il diritto di trasmettere il potere ai figli. La signoria si trasforma così in principato.

I PRINCIPATI DIVENTANO STATI REGIONALI Alcuni signori italiani ingrandirono i loro domini: con altre città e costituirono veri stati regionali, cioè su una o più regioni. Ma nell'italia settentrionale c'erano anche delle repubbliche (per esempio Genova e Venezia) che cercavano anch'esse di espandersi. Intorno alla metà del XV secolo, i più importanti stati italiani erano cinque: > la repubblica di Venezia, > il ducato di Milano, > lo stato della Chiesa, > il regno di Napoli e Firenze, trasformato di fatto in signoria sotto la guida della famiglia dei Medici.

IN ITALIA NON SI FORMA UNO STATO NAZIONALE L'Italia non formò mai un unico stato nazionale, a differenza di quanto avveniva in Inghilterra, Francia e Spagna, dove l'unificazione ebbe un unico centro di potere. In Italia le città e i centri di potere furono sempre numerosi, e nessuno così forte da sottomettere gli altri. Lo stato della Chiesa, proprio al centro della penisola, ostacolò all'unificazione. Così l'italia rimase divisa in tanti stati e staterelli.

PER LE LORO GUERRE I PRINCIPI ASSUMONO COMPAGNIE DI VENTURA I maggiori stati regionali italiani lottarono fra loro nel XV secolo per la supremazia. Le guerre erano caratterizzate dalle di compagnie di ventura, bande di soldati mercenari con al comando i capitani di ventura: i condottieri. Alcuni capitani riuscirono a conquistare una signoria personale. Ad esempio, Francesco Sforza divenne signore di Milano.

GLI STATI ITALIANI SI IMPEGNANO A MANTENERE L'EQUILIBRIO POLITICO Con la caduta di Costantinopoli in mano turca nel 1453, i signori italiani capirono che dovevano cessare le ostilità tra loro, e preoccuparsi della minaccia dei Turchi nel Mediterraneo Con la pace di Lodi, nel 1454, voluta da Lorenzo il Magnifico, i principi si impegnarono a non alterare l'equilibrio che era stato raggiunto. Questo trattato non eliminò del tutto le guerre, ma garantì un periodo di relativa tranquillità, che nelle corti italiane si accompagnò ad un grande sviluppo culturale e artistico.

Infatti una vittoria del re di Francia sugli Aragonesi avrebbe rafforzato anche il suo potere. 4] MINACCE SULL' ITALIA DIVISA CARLOVIII SCENDE IN ITALIA PER IMPADRONIRSI DEL REGNO DI NAPOLI L' equilibrio della pace di Lodi non teneva conto di possibili aggressioni straniere. Ma Francia e Spagna erano pronte a trarre vantaggio dalla divisione politica italiana. Le occasioni per intervenire nella penisola non mancavano. Il re di Francia, Carlo VIII di Valois, voleva il regno di Napoli, in questo momento in mano agli Aragonesi di Spagna. Lo sostenne Ludovico Sforza, detto il Moro, signore di Milano.

CARLO VIII NON RIESCE NEL SUO INTENTO Carlo VIII scese in Italia nel 1494, con cavalieri e portando cannoni di bronzo, proiettili di ferro e mine. Milano l'accolse festosamente, Firenze gli permise di attraversare il suo territorio, e a Napoli il re Ferdinando fuggì, abbandonando il regno. Senza ostacoli il re francese impiegò solo quattro mesi per attraversare l'italia. Ma la facilità con cui si era svolta l'impresa cominciò a preoccupare i signori italiani che, capito il pericolo, formarono una lega antifrancese. Carlo VIII si affrettò a ritornare in patria, mentre gli Aragonesi rientravano a Napoli.

Quando però il frate fu colpito da scomunica, il popolo lo abbandonò. Savonarola fu impiccato come eretico e nel 1512 a Firenze rientrarono i Medici. A FIRENZE, CACCIATI I MEDICI, VIENE PROCLAMATA LA REPUBBLICA I Fiorentini giudicarono troppo arrendevole il comportamento di Piero de' Medici, che aveva aperto a Carlo le porte della città, perciò cacciarono i Medici e proclamarono una nuova repubblica. Il personaggio di maggiore importanza fu Gerolamo Savonarola divenne la guida spirituale di Firenze., un frate domenicano che Savonarola era un fiero nemico sia del papa, Alessandro VI, al quale rimproverava la corruzione, i comportamenti scandalosi, il lusso; sia dei Medici di cui non approvava l'amore smodato per l'eleganza, la bellezza, l'arte, per i piaceri terreni, che allontanano il pensiero da Dio. Molti fiorentini furono con lui e imposero alla città una vita austera: organizzavano roghi di oggetti artistici, di articoli di lusso, di libri ritenuti immorali.

LA DIVISIONE POLITICA ITALIANA FAVORISCE LE AGGRESSIONI STRANIERE Apparentemente tutto tornava come prima. Carlo VIII aveva fallito, gli Aragonesi conservavano Napoli e i Medici Firenze. Ma la discesa del re francese aveva mostrato che la penisola italiana era una facile preda per le potenze straniere che infatti ebbero successo negli anni successivi e infatti l'italia fu sottomessa.