Progetto e esecuzione: gli errori ripetuti

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Transcript:

Progetto e esecuzione: gli errori ripetuti Antonio Broccolino Dopo quasi quaranta anni di attività nel settore delle impermeabilizzazioni, prima come applicatore, poi come dirigente tecnico-commerciale in Imper Italia ed infine come progettista, consulente ed Ispettore di Società di verifica a fini assicurativi, mi devo purtroppo rendere conto, che nonostante tutti i miei articoli pubblicati da Bema, negli ultimi 4 anni e nonostante tutte le relazioni tecniche redatte dallo scrivente e da altri tecnici di settore (come: Mario Piccinini, Giovanni Buccomino, Sergio Croce, Alessandro D introna, Matteo Fiori, ecc.), si è insegnato poco o nulla (o meglio chi doveva imparare e/o consultare non ha letto o ha appreso poco o nulla) e quindi gli stessi gravi errori progettuali ed esecutivi vengono ripetuti con regolarità disarmante. Negli ultimi dieci anni di attività, mi sono occupato di circa 400 cantieri all anno, dei quali circa 300, come ispettore a fini assicurativi per verifiche documentali di progetto. Quando mi capita di verificare sistemi impermeabili da realizzare con membrane flessibili, in particolare quando esse sono in bitume polimero, devo purtroppo attribuire, al progetto/capitolato, quasi nel 90% dei casi, un giudizio iniziale di non conformità a fini assicurativi. Poi, fortunatamente, gli aggiustamenti di carattere tecnico (stratigrafia, particolari esecutivi, ecc.) che verranno inseriti, dopo il primo giudizio di non conformità nel progetto/capitolato, da parte del Progettista o Direttore Lavori o Applicatore, permetteranno, molto spesso, in 2^ o 3^ fase di verifica, di ridurre o annullare 38 Specializzata 221 u Ottobre 2014

le criticità segnalate e quindi anche le indicazioni di non conformità a fini assicurativi riportati nei report finali inviati al Cliente e/o all Assicuratore. Talvolta, quando viene espresso, come Ispettore di un Organismo d Ispezione accreditato Accredia, un parere di non conformità riguardo un sistema impermeabile riportato in un progetto/capitolato, il Progettista, un po risentito, risponde che quel progetto è stato già verificato da altro Organismo d Ispezione, quindi non comprende la non conformità e/o chiede in base a quali Norme il progetto non è stato ritenuto conforme a fini assicurativi. Premesso che sarebbe anche interessante capire in base a quali Norme, l altro Organismo d ispezione ha dato parere di conformità al progetto, comunque è anche comprensibile che queste situazioni lascino perplessità chi ha ragione tra i due Organismi? Forse è lecito, davanti ad errori progettuali assolutamente conosciuti e documentati, pensare che l Ispettore che ha verificato inizialmente il progetto, non fosse adeguatamente preparato per cogliere gli aspetti critici che esso presentava e/o si è basato proprio solo sulle pochissime Normative UNI esistenti, interessanti i sistemi impermeabili, sotto l aspetto pratico-applicativo e non trovando ovviamente in esse risposte adeguate al suo problema ha espresso un giudizio solo in base alla propria esperienza (magari non così specialistica riguardo i sistemi impermeabili). In mancanza di Normative di riferimento, in questi casi dovrebbe valere soprattutto la regola dell arte che finalmente la Normativa UNI 11540 definisce come segue: Insieme delle tecniche considerate corrette dagli specialisti del settore per l esecuzione di determinate lavorazioni del sistema di copertura. Le leggi dello stato quale riferimento primario e le norme prodotte da enti di normazione, quando disponibili, costituiscono un quadro di riferimento per valutare la rispondenza di un opera alle regole dell arte. In assenza completa o parziale di riferimenti normativi, le linee guida promosse da associazioni professionali o industriali, costituiscono interpretazione referenziale e riconosciuta delle regole dell arte. Le guide emesse da singoli Produttori costituiscono regole dell arte per l applicazione dei materiali prodotti dal Produttore stesso. E chiaro che, in suddetta definizione, viene contemporaneamente individuata una scaletta di valori cha passano dalle leggi dello stato alle guide dei Produttori; quindi ogni riferimento di categoria superiore, se presente, condiziona, per la rispondenza alla regola dell arte la categoria inferiore. Questo articolo vuole essere pertanto una ripetizione mnemonica degli errori davvero più ricorrenti, di carattere progettuale o applicativo, che si incontrano in fase di verifica di conformità a fini assicurativi. Errori che quando vengono analizzati con attenzione e soprattutto con logica, tenendo conto della funzionalità primaria del sistema impermeabile progettato, appaiono di semplicissima comprensione, anche ai non specialisti di settore. Alcuni dei seguenti errori sono stati già analizzati (purtroppo con poco successo, vista la continua ripetitività), in altri articoli pubblicati da Specializzata, negli scorsi anni. Tratteremo quindi, di seguito, in modo assolutamente sintetico, ma il più possibile chiaro, con suggerimenti anche di carattere pratico, quelle situazioni che comportano proprio gli errori più ricorrenti ed evidentemente meno cono- Antonio Broccolino sciuti, che si incontrano nel settore delle impermeabilizzazioni. Protezione dei trattamenti antiumido contro terra con fogli in HDPE bugnati Premessa doverosa: volutamente il titolo non indica impermeabilizzazioni contro terra ma trattamenti antiumido contro terra, perché, per definizione, un impermeabilizzazione o elemento di tenuta continuo deve possedere, come requisito primario, proprio la continuità della sua funzionalità di tenuta all acqua (impermeabilizzazione). Nelle pareti contro terra, salvo che non siano collegate in continuo con un impermeabilizzazione orizzontale sotto platea (impermeabilizzazione di fondazione), soprattutto con le membrane flessibili prefabbricate, non è assolutamente possibile ottenere il requisito di continuità di tenuta, perché nel migliore dei Normative che trattano di argomenti di carattere applicativo e progettuale Norma UNI 9307 - Coperture continue - istruzioni per la progettazione dell elemento di tenuta Norma UNI 10697 - Sistemi continui d impermeabilizzazione - Criteri di misurazione delle superfici ai fini della loro contabilizzazione Norma UNI 11235 - Istruzioni per la progettazione, l esecuzione e la manutenzione di coperture a verde (già pubblicata ed attualmente in fase di revisione) Norma UNI 11345 - Attività di controllo per le fasi di progetto, esecuzione e gestione di coperture continue. Norma UNI 12056-3 - Sistemi di scarico funzionanti a gravità all interno degli edifici Norma UNI 11442 - Criteri per il progetto della resistenza al vento di coperture continue (già pubblicata ed attualmente in fase di revisione) Norma UNI 11540 Linee guida per la redazione e corretta attuazione del piano di manutenzione di coperture continue realizzate con membrane flessibili per impermeabilizzazioni. Purtroppo anche queste Norme danno pochissime indicazione di carattere pratico e/o qualitativo e/o quantitativo riguardanti gli elementi o strati che compongono il sistema di copertura. Specializzata 221 u Ottobre 2014 39

Soluzione corretta, con utilizzo di protezione della membrana in bitume polimero, realizzata con fogli in HDPE bugnati, accoppiati con NT sulla faccia esterna, posati con la parte planare (bugne negative) verso la parete Soluzione corretta, con utilizzo di protezione della membrana in bitume polimero, realizzata con fogli in HDPE bugnati, accoppiati con NT sulla faccia esterna, posati con la parte planare (bugne negative) verso la parete Legenda bugne, penetrando nel terreno stesso, causeranno un forte effetto di trascinamento del foglio, verso il basso, riducendone anche la funzione protettiva, specialmente sulla parte superiore della superficie verticale, che potrebbe rimanere parzialmente scoperta (il fissaggio meccanico del telo difficilmente riuscirebbe a reggere la forza di attrito che grava su di esso). A volte, per fissare il foglio, qualche operatore poco esperto (ma sarebbero più adatti altri aggettivi più forti) addirittura cerca d incollare a fiamma le bugne direttamente sulla membrana in bitume polimero, danneggiandola già con questa operazione e favorendone il successivo ulteriore danneggiamento, durante la fase di rinterro ed assestamento (in questo caso la membrana può arrivare anche a lacerarsi, nei punti di aderenza). Se si opera, in modo palliativo (comunque consigliato in caso di assoluta necessità), posizionando il foglio non accoppiato con NT, con le bugne verso il terreno, bisognerà tenere conto che i rotoli di foglio di HDPE risulteranno in questo caso avvolti con le bugne direzionate verso l interno delle spire e quindi, in fase di posa, gli spezzoni di foglio andranno rivoltati, per avere le bugne verso il terreno e la superficie planare verso la parete, pertanto la memoria di curvatura contraria 1. parete contro-terra 2. eventuale dado di fondazione 3. guscia in malta cementizia, posata lungo la linea di raccordo tra la superficie orizzontale del dado di fondazione e la parete contro-terra 4. eventuale scassa di contenimento risvolto verticale del trattamento antiumido, fuori terra (profondità 4 cm circa). 5. Strato d imprimitura bituminosa 6. striscia di rinforzo in membrana elastoplastomerica prefabbricata, del medesimo tipo utilizzato per l elemento di tenuta 7. trattamento antiumido in membrana in bitume polimero prefabbricata, spessore 4 mm Ogni 2-3 metri d altezza della parete contro terra da rivestire, la membrana dovrà essere fissata meccanicamente alla struttura mediante idonei gruppi di fissaggio composti da rondella e tasselli ad espansione. La posa dei teli dovrà partire dal telo più basso, in modo che la linea di fissaggio verrà ricoperta dalla sormonta di testa del telo superiore, che in questo caso dovrà essere maggiorata a 20-25 cm (per permettere la completa copertura dei fissaggi e la corretta sovrapposizione di saldatura sulla giunzione dei teli) 8. fissaggio meccanico della membrana del trattamento antiumido 9. tubo drenante forato posizionato al piede dello scavo 10. strato di protezione filtrante e drenante del trattamento antiumido in fogli bugnati di polietilene ad alta densità (HDPE) con, preaccoppiati con strato filtrante in NT sintetico 11. zoccolo protettivo e di fissaggio in lamiera, non ossidabile, sagomata a Z, sigillata superiormente con mastice ad elasticità permanente (Il fissaggio della lamiera dovrà interessare anche la membrana antiumido e la protezione drenante) 12. terreno di riempimento 13. cordolo bentonitico, idroespansivo, inserito nella ripresa di getto. Specializzata 221 u Ottobre 2014 41

Deformazioni ed incisioni superficiali della membrana in bitume polimero, posizionata in verticale su pareti contro terra, protetta con fogli in HDPE con bugne rivolte contro parete, a causa della pressione e dell attrito generato dal rinterro e dal suo assestamento del foglio potrà causare qualche difficoltà di posa. Ovviamente il possibile problema della deformazione e danneggiamento dell elemento di tenuta (specialmente se è in membrane prefabbricate in bitume polimero) si ha anche quando, nelle coperture (esempio: a verde pensile), il foglio bugnato viene posato orizzontalmente, con le bugne rivolte verso il basso, come strato protettivo e drenante del sistema di copertura, a causa del peso degli strati posti al suo estradosso. Anche in questo caso, se si usano i fogli in HDPE bugnati, il prodot- quando e perchè interpellare gli esperti di settore in fase progettuale Molto di più, sotto l aspetto pratico, progettuale ed esecutivo lo danno le uniche linee guida attualmente pubblicate, da Associazioni professionali (e non da singoli Produttori) che interessano i sistemi impermeabili e che sono: Impermeabilizzazioni coperture continue Codice di Pratica pubblicato a cura di IGLAE (Istituto per la Garanzia dei lavori Affini all Edilizia A.N.C.E.) (curato dallo Scrivente) Sistemi d impermeabilizzazione guida alla progettazione pubblicato a cura di ASSIMP (Associazione Impermeabilizzatori), che comunque riflette in tutto e per tutto le indicazioni dei minimali riportate nel Codice di Pratica IGLAE (curato dai Professori Sergio Croce e Matteo Fiori). Ovviamente anche questi documenti tecnici non sono esaustivi, riguardo tutte le soluzioni e problematiche di carattere tecnico, che possano capitare durante la verifica di un opera d impermeabilizzazione, per cui quando non fosse possibile, per la verifica della conformità del sistema impermeabile, fare riferimento a normative UNI o a linee guida o a documentazione tecnica (non di parte) pubblicata, ci si dovrà avvalere dell esperienza dei tecnici riconosciuti di settore. L utilizzo di consulenti esperti di settore è una prassi assolutamente accettata ed anche caldeggiata da Accredia, specialmente in lavori di una certa complessità, quando la tipologia di lavorazione da verificare, non è particolarmente sopportata da Normative UNI o altra documentazione tecnica riconosciuta e non di parte. to più corretto è sempre il foglio preaccoppiato con strato filtrante in NT, posato con la superficie planare, a contatto con l elemento di tenuta. A titolo informativo, quando lo Scrivente, durante una fase di verifica a fini assicurativi (in particolare quando trattasi d impermeabilizzazione continua in fondazione, con certe tipologie di prodotto assicurabili), accerta la presenza di fogli con bugne direzionate verso il trattamento impermeabile, indica nel suo report finale una criticità e quindi una non conformità del sistema impermeabile che potrebbe condizionare, successivamente, la sua assicurabilità. Ormai da anni i Produttori di membrane flessibili prefabbricate o trattamenti impermeabili si sono resi conto di quanto sia pericoloso posizionare i teli bugnati con i rilievi verso la parete ed indicano, fortunatamente, nelle schede tecniche dei fogli in HDPE bugnati da loro commercializzati (spesso purtroppo senza spiegarne il motivo e senza consigliare la tipologia di foglio più idonea) che il foglio deve essere posizionato con la parte planare a bugne negative verso la parete trattata. Quello che invece stupisce e che lascia davvero perplessi è il fatto che ancora molti Produttori di fogli bugnati danno, nelle loro schede tecniche e nei disegni in esse riportati, indicazione di posa con bugne direzionate verso la parete trattata, per mantenere l effetto drenante. Quindi viene naturale chiedersi se questa indicazione, che si è dimostrata in molti casi non corretta, deriva da mancanza di conoscenza, da parte dei Produttori, del problema precedentemente descritto o solo da motivazioni di carattere commerciale, per non costringere il Cliente ad acquistare il prodotto più idoneo (foglio preaccoppiato con NT sulla superficie bugnata), ad un costo ovviamente superiore e quindi meno concorrenziale rispetto ad altre soluzioni di protezione drenante presenti sul mercato?!. A titolo puramente informativo la soluzione di protezione e drenaggio, sia verticale (pareti contro terra) che orizzontale (coperture a verde pensile), in sostituzione dei fogli bugnati, può anche essere realizzata correttamente con materassini geocompositi filtranti e drenanti, di adeguato spessore, composti da due NT o da un HDPE + un NT, accoppiati a filamenti flessibili di polipropilene, che non presentano pericolosi elementi rilevati in appoggio/aderenza sullo strato di tenuta.