CORSO DI FOTOGRAFIA DIGITALE LIVELLO BASE Alessandro Tintori www.alessandrotintori.com 1
MESSA A FUOCO Unit 16 2
Mettere a fuoco un soggetto significa variare la distanza tra l obiettivo e la pellicola (o il sensore) fin quando l immagine non è nitida. Quando tutti i raggi luminosi riflessi dal soggetto vengono deviati dalle lenti della fotocamera in modo tale che si ricompongono sulla pellicola o sul sensore, il soggetto risulterà nitido nell immagine finale, cioè il soggetto sarà a fuoco. MESSA A FUOCO Quando la messa a fuoco è sull'infinito (a sinistra), la distanza tra obiettivo e pellicola è minore rispetto al caso di messa a fuoco sulla distanza minima (a destra). 3
CIRCOLO DI CONFUSIONE 4
Circolo di confusione Il più piccolo cerchio che l'occhio umano riesce a distinguere ad una determinata distanza. Un normale occhio umano percepisce un circolo di confusione di 0,026mm riferito ad una stampa di formato 20x25 cm proveniente da un fotogramma 35mm e vista da 25cm. "Cirles of confusion lens diagram". Con licenza CC BY-SA 3.0 tramite Wikimedia Commons 5
Circolo di confusione Formato sensore o pellicola Dimensioni sensore o pellicola APS-C 22,5 x 15,0 mm 0,016 mm 35mm 24 x 36 mm 0,026 6x5 56 mm x 42 mm 0,043 mm 6x6 56 mm x 56 mm 0,049 mm 6x7 56 mm x 69 mm 0,055 mm 6x9 56 mm x 84 mm 0,062 mm 6x12 56 mm x 112 mm 0,077 mm 6x17 56 mm x 168 mm 0,109 mm 4x5 90 mm x 127 mm 0,100 mm 5x7 127 mm x 178 mm 0,135 mm 8x10 203 mm x 254 mm 0,200 mm Circolo di Confusione 6
Circolo di confusione ed apertura Diaframma aperto: un punto posto sul piano di messa a fuoco viene perfettamente a fuoco sulla pellicola mentre un punto lontano da quel piano diventa un circolo abbastanza ampio, per cui appare sfuocato (diametro superiore a quello accettabile per il circolo di confusione). Nelle stesse condizioni, con un diaframma più chiuso, per il punto lontano dal piano di messa a fuoco si ottiene un circolo di confusione più piccolo, per cui rientra nel valore accettabile per apparire a fuoco. 7
PROFONDITÀ DI FUOCO 8
Profondità di fuoco Gli obiettivi hanno la capacità di mettere a fuoco solo un piano del soggetto rappresentato. Inoltre, esiste un area, di fronte e dietro il soggetto inquadrato, in cui il soggetto sarà comunque leggibile. Il settore in cui l immagine è comunque nitido è detta profondità di fuoco. CIRCOLO DI CONFUSIONE L'immagine di un punto sulla pellicola diventa un circolo più o meno grande, a seconda della precisione della focheggiatura e della qualità dell'obiettivo. 9
DISPOSITIVI PER LA MESSA A FUOCO 10
Dispositivi per il controllo della messa a fuoco Principali dispositivi per il controllo della messa a fuoco: Valutazione stimata (simboli). Telemetro: nel mirino l immagine è sdoppiata quando è fuori fuoco. Stigmometro: spezza in due l immagine non perfettamente a fuoco. Microprismi: sgranano l immagine sfocata, mentre la ricompongono normalmente quando è a fuoco. Autofocus: dispositivo di messa a fuoco automatica. Stigmometro e microprismi Stigmometro 11
manuale manuale: le lenti dell obiettivo scorrono in avanti o indietro fino a far convergere i raggi luminosi riflessi dal soggetto sul piano focale. 12
Autofocus La fotocamera emette dei segnali verso il soggetto (di solito raggi infrarossi). I segnali rimbalzano dal soggetto verso la fotocamera. La fotocamera calcola la distanza dal soggetto in base al tempo che i segnali impiegano per tornare indietro. Un motore posto tipicamente sull obiettivo muove le lenti in modo tale da far convergere i raggi luminosi riflessi dal soggetto sul piano focale. 13
Osservazioni sull autofocus Gli autofocus possono avere difficoltà a mettere a fuoco il soggetto nelle seguenti condizioni: Soggetto con poco contrasto rispetto allo sfondo circostante. Soggetti misti vicini e lontani. Soggetti particolarmente luminosi in corrispondenza del sensore autofocus nella composizione dell immagine inquadrata. Soggetti in rapido movimento. Esercizio: inquadrare e mettere a fuoco il muro della stanza. 14
Suggerimenti sull'autofocus Attenzione a non ostruire il punto di uscita dei raggi dell autofocus della fotocamera a causa di una scorretta impugnatura. Solitamente i sistemi autofocus mettono a fuoco la parte centrale dell immagine. Se questa non coincide con il soggetto, l immagine finale può comunque risultare non a fuoco. In questo caso è opportuno inquadrare il soggetto all interno dell area di azione dell autofocus, bloccarlo e inquadrare nuovamente l immagine. Non a fuoco è diverso da mosso: la nitidezza dell immagine non è salvaguardata in entrambi i casi, ma occorre distinguerli per risolvere il problema che ha generato l immagine non nitida. 15
Frequenza di attivazione dell autofocus Continuo: dal momento di attivazione dell autofocus (solitamente coincide con una leggera pressione del pulsante di scatto) il soggetto viene costantemente mantenuto a fuoco, anche se si sposta (se il pulsante di scatto è mantenuto premuto). Singolo: il soggetto non viene seguito nei suoi spostamenti anche se l autofocus è attivato (solitamente premendo leggermente il pulsante di scatto). Per rimettere a fuoco il soggetto è necessario rilasciare il pulsante di scatto e premerlo nuovamente. Esercizio: individuare sulla propria fotocamera le frequenze di attivazione dell autofocus disponibili. 16
Sistemi di messa a fuoco avanzati Numero di punti di messa a fuoco disponibili. Selezionabili manualmente o in automatico. A controllo governato dal movimento della pupilla. 17
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.182 677.183 677.184 677.185 677.186 677.187 18
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.182 2015 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D Mark II, 24-105mm f/4 L USM IS @ 105mm, 1/1000 f/5 ISO 100 Av -1/3EV 19
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.183 2015 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D Mark II, 24-105mm f/4 L USM IS @ 105mm, 1/1000 f/5 ISO 100 Av -1/3EV 20
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.184 2015 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D Mark II, 24-105mm f/4 L USM IS @ 80mm, 1/800 f/5 ISO 100 Av -1/3EV 21
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.185 2015 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D Mark II, 24-105mm f/4 L USM IS @ 73mm, 1/1250 f/5 ISO 100 Av -1/3EV 22
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.186 2015 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D Mark II, 24-105mm f/4 L USM IS @ 70mm, 1/1250 f/5 ISO 100 Av -1/3EV 23
Sistemi di messa a fuoco avanzati 677.187 2015 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D Mark II, 24-105mm f/4 L USM IS @ 70mm, 1/1000 f/5 ISO 100 Av -1/3EV 24
Esempio di selezione punti di messa a fuoco laterale 597.149 2013 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D, 24-105mm f/4 L USM IS @ 47mm, 1/640 f/4,5 ISO 400 25
Esempio di selezione del punto di messa a fuoco e bassa profondità di campo 615.543 2013 Alessandro Tintori. Canon EOS 7D 24-105mm f/4 L USM IS @ 75mm, 1/100 f/4 ISO 1600 26
DISTANZA MINIMA DI MESSA A FUOCO 27
Distanza minima di messa a fuoco A seconda dell obiettivo utilizzato dalla fotocamera, la distanza di messa a fuoco può variare. La distanza all infinito è sempre disponibile, mentre quella ravvicinata è variabile. Esercizio: individuare la minima distanza di messa a fuoco delle propria fotocamera. 28
PREFOCHEGGIATURA 29
Prefocheggiatura Tecnica semplice da adottare con la messa a fuoco manuale o quando l autofocus non è disponibile ed il soggetto è in rapido movimento. Consiste nella messa a fuoco di un punto fermo vicino al quale si troverà in un certo momento il soggetto in movimento. Lo scatto deve avvenire con un certo anticipo per compensare il ritardo di reazione umana e quello della fotocamera. 30
Prefocheggiatura Il palo rosso è stato utilizzato come riferimento per la prefocheggiatura. Per avere il soggetto a fuoco, lo scatto deve avvenire quando questo si trova all altezza del palo. I tempi di esposizione devono essere sufficientemente brevi per congelare l azione. 31