Le operazioni in valuta estera

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Le operazioni in valuta estera Claudia MEZZABOTTA Dottore commercialista Revisore legale Professore a contratto Università Cattolica Milano Membro EFRAG SME Working Group (Bruxelles, Belgio) 26 novembre 2014 Convegno Optime Srl «I nuovi principi contabili nazionali» Grand Hotel et de Milan Milano

Sommario Il nuovo approccio dell OIC 26 Le poste monetarie e non monetarie I tassi di conversione in bilancio Aspetti specifici su commesse pluriennali Aspetti specifici su fondi Particolarità sui conti d ordine La contabilità plurimonetaria

OIC 26 - Evoluzione normativa Il precedente OIC 26, in vigore fino all esercizio 2013, era stato pubblicato il 27 aprile 2005 (aveva sostituito il principio CNDCeR 26 del giugno 1999). La pubblicazione si era resa necessaria a causa dell entrata in vigore della c.d. Riforma del diritto societario (d.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6). In data 8 maggio 2013 è stata pubblicata la bozza per la consultazione pubblica di OIC 26, Operazioni, attività e passività in valuta estera (data fine consultazione 31 ottobre 2013) Il 5 agosto 2014 il nuovo principio OIC 26 è stato pubblicato in versione definitiva N.B. Il nuovo OIC 26 si applica ai bilanci chiusi il 31 dicembre 2014 o in data successiva (esercizio 2014, per società con periodo amministrativo coincidente con l anno solare) NO NORME TRANSITORIE!

I riferimenti di legge: art. 2425-bis C.civ., co.2 «I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad operazioni in valuta devono essere determinati al cambio corrente alla data nella quale la relativa operazione è compiuta»

I riferimenti di legge: art. 2426 C.civ., punto 8-bis) «le attività e passività in valuta, ad eccezione delle immobilizzazioni, devono essere iscritte al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell esercizio ed i relativi utili e perdite su cambi devono essere imputati al conto economico e l eventuale utile netto deve essere accantonato in apposita riserva non distribuibile fino al realizzo. Le immobilizzazioni materiali e immateriali e quelle finanziarie, costituite da partecipazioni, rilevate al costo in valuta devono essere iscritte al tasso di cambio al momento del loro acquisto o a quello inferiore alla data di chiusura dell esercizio se la riduzione debba giudicarsi durevole»

I riferimenti di legge: art. 2425 C.civ. Gli utili e le perdite su cambi, nello schema di CE civilistico, si classificano nella classe C), Proventi e oneri finanziari, alla voce: 17-bis) «utili e perdite su cambi»

Le vecchie regole di OIC 26 (2005) per le voci di SP Il documento OIC 26 (versione 2005) stabiliva che le attività e passività in valuta fossero convertite al tasso a pronti alla fine dell esercizio, con le seguenti eccezioni: a) immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie convertite al cambio storico o a quello inferiore alla data di chiusura dell esercizio (se perdita ritenuta durevole) b) titoli e partecipazioni in valuta diversi da immobilizzazioni da valutare al costo storico (ex art. 2426, punto 9) ovvero al valore di realizzazione desumibile dall andamento del mercato, se minore (effetto mkt + effetto cambio); lo stesso vale per le rimanenze di magazzino Per i crediti in valuta si applica l art. 2426, punto 8: criterio del presumibile valore di realizzo, da calcolare dapprima nella valuta originaria e poi da convertire al tasso di cambio corrente

Il nuovo approccio dell OIC 26 Il nuovo OIC 26 cambia approccio rispetto al vecchio principio e adotta una regola più semplice: a) poste monetarie: conversione al tasso di cambio a pronti alla data di chiusura dell esercizio (indipendentemente dal fatto che siano immobilizzate o meno) b) poste non monetarie: conversione al tasso di cambio storico, vigente al momento del loro acquisto/della loro prima contabilizzazione ATTENZIONE: se le poste non monetarie subiscono una rimisurazione, p.e. nel necessario confronto con il valore recuperabile alla fine dell esercizio, detto valore recuperabile si deve convertire al tasso a pronti alla data della rimisurazione e l effetto cambi rientra nel calcolo dell eventuale svalutazione

I costi e i ricavi e i relativi debiti e crediti L iscrizione di costi e ricavi originariamente espressi in moneta non di conto si effettua convertendo i relativi importi al tasso di cambio a pronti alla data di effettuazione dell operazione La prima iscrizione dei relativi debiti e crediti, originariamente espressi in valuta estera, si effettua convertendo i relativi importi al tasso di cambio a pronti alla data in cui dette voci sorgono

Valutazioni di fine esercizio: voci monetarie Le voci monetarie sono le attività e passività che comportano il diritto a incassare o l obbligo di pagare, a date future, importi di denaro in valuta determinati o determinabili. Esempi: crediti e debiti, disponibilità liquide, ratei attivi e passivi, titoli di debito Le voci monetarie si convertono al tasso di cambio a pronti vigente alla chiusura dell esercizio

Quando le voci monetarie si valutano al presumibile valore di realizzazione Talune voci monetarie, come ad esempio i crediti, devono essere valutate al presumibile valore di realizzazione (ex art. 2426, punto 8) Per la valutazione di fine esercizio si procede dapprima al calcolo del presumibile valore di realizzazione nella valuta originaria e poi si procede alla conversione al tasso a pronti vigente alla data di rimisurazione (alla fine dell esercizio) La componente strettamente valutativa (differenza tra valore originario e valore di realizzazione) si registra nella relativa voce di conto economico La componente derivante dal tasso di cambio si registra alla voce C.17-bis del conto economico

Quando le voci monetarie si valutano al presumibile valore di realizzazione: esempio svalutazione credito La società Alfa ha iscritto per la prima volta un credito verso il cliente USA Ltd. di $1.000 in bilancio in data 1 giugno 2014, tasso di cambio euro/dollaro=1.25 Alla prima iscrizione, il credito verso USA Ltd è contabilizzato a euro 800 Il 31 dicembre 2014, il credito ha un valore realizzabile di $ 950; tasso di cambio euro/dollaro=1.27 A) Calcolo valore di realizzazione al 31 dicembre 2014: $950/1.27= euro 748,83 da registrare alla voce C.II.1 dell attivo di SP B) Calcolo componente di cambio: b.1) $1.000/1.27 = euro 787,40 b.2) euro 800-787,40 = euro 12,26 -- da registrare in voce C.17-bis di CE C) Calcolo componente valutativa pura: c.1) euro 787,40-748,83 = euro 39,37 - da registrare in voce B.10.d di CE

Valutazioni di fine esercizio: voci non monetarie Le voci non monetarie sono le attività e passività che non comportano il diritto a incassare o l obbligo di pagare, a date future, importi di denaro in valuta determinati o determinabili. Esempi: immobilizzazioni materiali e immateriali, partecipazioni e altri titoli che conferiscono il diritto a partecipare al capitale di rischio dell emittente, le rimanenze, gli anticipi per l acquisto o la vendita di beni e servizi, i risconti attivi e passivi Le voci non monetarie si convertono al tasso di cambio storico, vigente alla data della loro prima iscrizione in bilancio

Quando le voci non monetarie si valutano al valore recuperabile Talune voci non monetarie, come ad esempio le immobilizzazioni materiali, immateriali e finanziarie, si valutano, alla fine di ogni esercizio, al valore recuperabile, che è definito come il maggiore tra il valore netto di realizzo e il loro valore d uso (OIC 9) (ex art. 2426, punto 3) Gli effetti legati alla variazione del cambio si considerano nella valutazione di fine esercizio, ma solo se dette voci generano flussi finanziari denominati in valuta estera (in caso di alienazione o in caso d uso: p.e. un immobile sito in paese estero avente valuta diversa dall euro) Le svalutazioni, in questi casi, si contabilizzano solo se ritenute durevoli

Quando le voci non monetarie si valutano al valore di realizzazione desumibile dall andamento del mercato Altre voci non monetarie, come ad esempio le rimanenze di magazzino iscritte nell attivo circolante, si devono valutare al minore tra il costo e il valore di realizzazione desumibile dal mercato (OIC 13) (ex art. 2426, punto 9) Gli effetti legati alla variazione del cambio si considerano nella valutazione di fine esercizio, ma solo se dette voci generano flussi finanziari denominati in valuta estera Le svalutazioni, in questi casi, si contabilizzano ogni volta che il valore di realizzazione desumibile dal mercato è inferiore al costo storico L effetto cambi non si tiene distinto dall effetto meramente valutativo, nel CE (tali voci, infatti, per definizione, non daranno luogo a flussi finanziari in uscita e non è necessario distinguere l effetto cambi, di natura finanziaria, dall effetto meramente valutativo)

I tassi di conversione in bilancio OIC 26 richiede che si utilizzino i tassi a pronti alla data di fine esercizio o alla data di prima contabilizzazione delle voci denominate in valuta estera Il tasso a pronti indica il rapporto tra l euro e una valuta estera per le operazioni «spot», vale a dire per quelle prontamente liquidabili in tempo reale o, in genere, entro la giornata lavorativa successiva

Aspetti specifici su commesse pluriennali Crediti in valuta: voci di natura monetaria -- tasso a pronti di chiusura Anticipi e acconti ricevuti: voci di natura non monetaria, in quanto indicativi di lavori da compiere, non di «passività» -- tasso storico Valore dei lavori in corso: A) metodo della commessa completata: assimilati a rimanenze finali e per questo di natura non monetaria -- tasso storico B) metodo della percentuale di completamento: assimilati a ricavi maturati, al netto dei costi sostenuti e per questo assimilabili a voci di natura monetaria -- tasso a pronti di chiusura

Esempio valutazione lavori in corso con metodo percentuale di completamento (da OIC 26) I dati del problema: a) Ricavo contrattuale = $ 3.000 b) Costo complessivo preventivato = $ 2.250 c) Costi a consuntivo=costi preventivati d) Durata commessa: 3 anni, con pagamento saldo nel 4 anno) e) Tasso cambio esercizio 1 = 1 euro/1,15 $ Tasso cambio esercizio 2 = 1 euro/1,20 $ Tasso cambio esercizio 3 = 1 euro/1,25 $

Esempio valutazione lavori in corso con metodo percentuale di completamento (da OIC 26) (1) Determinazione valore lavori in corso in caso di prezzi denominati in valuta estera (Metodo cost-to-cost) Esercizi $ 1 2 3 Ricavi contrattuali complessivi 3000 Costi consuntivi cumulati 750 1500 2250 Costi a finire 1500 750 0 Totale preventivo costi 2250 2250 2250 Percentuale completamento 33,33% 66,67% 100,00%

Esempio valutazione lavori in corso con metodo percentuale di completamento (da OIC 26) (2) Valutazione rimanenze finali di lavori in corso Esercizi $/euro 1 2 3 Ricavo contrattuale da stato avanzam. lav. $ 999 1998 3000 SAL già fatturati $ (600) (1500) (2700) Valore rimanenze in valuta $ 399 498 300 Tasso di cambio di fine esercizio 1/1,15 1/1,20 1/1,25 Valore rimanenze in moneta di conto euro 346,96 415,00 240,00

Aspetti specifici su fondi per rischi e oneri I fondi per rischi e oneri si assimilano alle poste monetarie perché comportano o potranno comportare flussi finanziari in uscita in esercizi futuri (cfr. OIC 31 per la valutazione dei fondi rischi e oneri) La conversione dei fondi per rischi e oneri originariamente denominati in valuta si effettua utilizzando il tasso di cambio a pronti alla fine dell esercizio

Particolarità sui conti d ordine I conti d ordine appartengono al sistema improprio della contabilità generale dell impresa e sono rappresentativi di garanzie prestate, impegni e rischi (cfr. OIC 22) I valori iscritti nei conti d ordine rappresentano movimenti di natura finanziaria che si verificheranno o si potranno verificare in futuro: per questo, si assimilano alle voci monetarie, ai sensi di OIC 26 La conversione dei conti d ordine iscritti in calce allo stato patrimoniale e originariamente denominati in valuta si effettua utilizzando il tasso di cambio a pronti alla fine dell esercizio

Contabilità plurimonetaria Valori derivanti da stabili organizzazioni che adottano valute estere: traduzione dei saldi di bilancio in base a OIC 17 Sistemi di contabilità plurimonetaria come sotto-partizioni del sistema contabile principale, espressi in valute diverse dall euro: traduzione analoga a quanto stabilito da OIC 17 per bilanci di controllate estere che rientrano nell area di consolidamento IL METODO OIC 17 richiede la traduzione dei saldi di fine esercizio al tasso di cambio a pronti corrente a tale data per le voci di stato patrimoniale. Per le voci di conto economico (costi e ricavi) si utilizza il tasso corrente alla data in cui si sono verificati gli accadimenti che li hanno originati (si può utilizzare un tasso medio di periodo)

Alcune domande GRAZIE PER LA VOSTRA ATTENZIONE! cmezzabotta@yahoo.it