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Transcript:

1

la condizione di svantaggio sociale che un dato soggetto presenta nei confronti delle altre persone ritenute normali. L handicap assume carattere di gravità qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l autonomia personale, correlata all età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale, nella sfera individuale o in quella di relazione (art. 3 comma 3 legge 104/92) 2

Non interessa la causa della invalidità o della patologia. Il riconoscimento di handicap è compatibile con tutti i riconoscimenti di invalidità/inabilità. 3

Attenzione Dal 1 gennaio 2010 la domanda per il riconoscimento dello stato di "handicap deve essere presentata telematicamente all INPS territorialmente competente (domanda e certificazione medica). 4

A. Non portatore di handicap; B. Portatore di handicap non in situazione di gravità (art. 3 comma 1 legge 104/92); C. Portatore di handicap in situazione di gravità (art. 3 comma 3 legge 104/92). 5

ATTENZIONE L HANDICAP IN SITUAZIONE DI GRAVITA PUO AVERE UN CARATTERE TEMPORANEO NEL VERBALE E INDICATA UNA DATA DI REVISIONE DEL REQUISITO SANITARIO Malati oncologici, infortunio sul lavoro, patologie reversibili Il verbale ha validità fino alla conclusione di tutto l iter revisionale (art. 25 c. 6 bis D.lgs. 90/2014). 6

A cosa dà diritto Ai lavoratori dipendenti pubblici o privati, anche a tempo determinato (per tutta la durata del contratto), ad agevolazioni lavorative retribuite, ossia: permessi e congedi (art. 33 della legge 104/92 e artt. 33 e 42 d.lgs. 151/01 e succ. mod.) congedo biennale retribuito (art. 42 del TU d.lgs. 151/01 e succ. mod.) SOLO IN SITUAZIONE DI HANDICAP GRAVE (art. 3 comma 3 legge 104/92) 7

In particolare:»prolungamento del congedo parentale;»ore di riposo giornaliere:»permessi mensili;»congedo biennale retribuito. 8

I lavoratori dipendenti -pubblici e privati- con contratto a tempo determinato o a tempo indeterminato. Se il contratto di lavoro è a tempo determinato i permessi e il congedo non sono fruibili oltre la data di cessazione del rapporto di lavoro. Sono esclusi LAVORATORI A DOMICILIO COLF E BADANTI - AGRICOLI GIORNALIERI AUTONOMI PARASUBORDINATI 9

Prolungamento del congedo parentale art. 33 D.lgs. 151/2001 è previsto fino al dodicesimo anno di vita del bambino, fruibile in maniera continuativa o frazionata per un periodo massimo non superiore a tre anni, comprensivo dei periodi di astensione facoltativa (art 32 D.lgs 151/2001). Il congedo spetta al genitore richiedente anche qualora l altro genitore non ne abbia diritto. Viene corrisposto il 30% della retribuzione. 10

riconoscimento dello stato di handicap grave del figlio età del minore fino a 12 anni; non ricovero a tempo pieno (salvo specifica richiesta dei sanitari). 11

ART. 33 comma 3 LEGGE 104/92 Lavoratore disabile: 3 giorni di permesso frazionabili in ore; 2 ore al giorno con orario di lavoro uguale o superiore a 6 ore, 1 ora se inferiore alle 6 ore. Lavoratore che presta assistenza: 3 giorni di permesso (frazionabili in ore se contrattualmente previsto) 12

La persona che chiede o per la quale si chiedono i permessi sia in situazione di disabilità grave Essere lavoratori dipendenti e assicurati per le prestazioni economiche di maternità presso l Inps; Non ricovero a tempo pieno della persona in situazione di disabilità grave (salvo esplicita richiesta dei sanitari) Grado di parentela con la persona per cui si chiedono i permessi 13

Il dipendente ha diritto di prestare assistenza nei confronti di più persone in situazione di handicap grave, a condizione che si tratti del coniuge o di un parente o affine entro il primo grado oppure entro il secondo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 65 anni di età oppure siano anch'essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti. 14

Parente Affine 1 grado Genitori, coniuge, figli Suoceri, nuora, genero 2 grado Nonni, fratelli, sorelle, nipoti (figli dei figli) Cognati 3 grado Zii, bisnonni, nipoti (figli dei fratelli) pronipoti Zii acquisiti, nipoti acquisiti inca cgil nazionale 15

il dipendente che usufruisce dei permessi per assistere persona in situazione di handicap grave, residente in comune situato a distanza stradale superiore a 150 Km rispetto a quello della sua residenza, deve attestare con titolo di viaggio o altra documentazione idonea il raggiungimento del luogo di residenza dell assistito. 16

17

Congedi per eventi e cause particolari L art. 4 della legge n.53/2000 sui congedi parentali offre la possibilità ai lavoratori e alle lavoratrici che si trovano in momenti di particolare bisogno di fruire di un congedo per «gravi motivi familiari» (come decessi, malattie gravi di familiari, indifferibili esigenze personali). Il congedo per gravi motivi di famiglia consente al dipendente la conservazione del posto di lavoro, ma non dà diritto alla retribuzione. 18

Comma 1: permesso retribuito di tre giorni lavorativi all'anno in caso di decesso o di documentata grave infermità del coniuge od un parente entro il secondo grado o del convivente, purché vi sia la stabile convivenza. Comma 2: un periodo di congedo, continuativo o frazionato, non superiore a due anni. Il congedo non retribuito può essere utilizzato per assistere parenti e affini entro il terzo grado per gravi e documentati motivi familiari anche non conviventi. 19

gravi motivi si intendono: a)le necessità familiari derivanti dal decesso di una delle persone di cui al presente comma; b)le situazioni che comportano un impegno particolare del dipendente o della propria famiglia nella cura o nell'assistenza delle persone di cui al presente comma; c)le situazioni di grave disagio personale, ad esclusione della malattia, nelle quali incorra il dipendente medesimo; d)le situazioni, riferite ai soggetti di cui al presente comma 20

1) patologie acute o croniche che determinano temporanea o permanente riduzione o perdita dell'autonomia personale, ivi incluse le affezioni croniche di natura congenita, reumatica, neoplastica, infettiva, dismetabolica, post-traumatica, neurologica, neuromuscolare, psichiatrica, derivanti da dipendenze, a carattere evolutivo o soggette a riacutizzazioni periodiche; 2) patologie acute o croniche che richiedono assistenza continuativa o frequenti monitoraggi clinici, ematochimici e strumentali; 3) patologie acute o croniche che richiedono la partecipazione attiva del familiare nel trattamento sanitario; 4) patologie dell'infanzia e dell'eta' evolutiva aventi le caratteristiche di cui ai precedenti numeri 1, 2, e 3 o per le quali il programma terapeutico e riabilitativo richiede il coinvolgimento dei genitori o del soggetto che esercita la potesta'. 21

I congedi retribuiti biennali sono definiti inizialmente dalla Legge 388/2000 (articolo 80, comma 2, poi ripreso dall articolo 42, comma 5 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151) che ha integrato le disposizioni previste dalla Legge 53/2000 introducendo l'opportunità, per i genitori di persone con handicap grave, di usufruire di due anni di congedo retribuito. 22

Il D.lgs. 119/2011 stabilisce un ordine di priorità tra gli aventi diritto: coniuge convivente con il disabile (Cost. 158/2007) genitori, -naturali, adottivi o affidatari- del disabile figlio/a convivente con il genitore disabile (Cost. 19/09) fratelli o sorelle conviventi con il disabile in caso di decesso dei genitori o di loro totale inabilità (Cost. 233/2005) parente o l'affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti (Cost. 203/2013). 23

Fondamentale il requisito della convivenza se il richiedente il congedo è: Coniuge, figlio, fratello/sorella del disabile o parente o affine entro il terzo grado Non è richiesto nel caso siano i genitori del disabile a fruire del congedo. Il congedo fruito ai sensi del comma 5 non può superare la durata complessiva di due anni per ciascuna persona portatrice di handicap e nell'arco della vita 24 lavorativa di chi assiste.