Alla cortese attenzione del/della Paziente, sig./signora CONSENSO INFORMATO Blefaroplastica Lo scopo del seguente modulo è di fornire al/alla Paziente, in aggiunta al colloquio con il chirurgo, le informazioni riguardanti le modalità ed i rischi connessi all intervento, ed è frutto in parte dell esperienza professionale del medico, in parte di quanto riportato dalla letteratura scientifica. Tutto quello che troverà scritto in questo documento fa parte del consenso informato. La preghiamo pertanto di leggere attentamente quanto segue, di discutere con il chirurgo il significato di ogni termine che non Le fosse chiaro e quindi di firmare questo documento come conferma di avere ben compreso le informazioni ricevute. La scelta del/della Paziente di sottoporsi ad un intervento chirurgico si deve basare anche sulla comparazione fra rischi e benefici. Nonostante le complicanze elencate non siano frequenti, il/la Paziente deve comprenderne la natura e le possibili conseguenze. Va sottolineato che tutte le complicanze riportate qui di seguito si riferiscono a casi riportati nella letteratura scientifica mondiale, oltre alla casistica del medico a cui si sta rivolgendo. In fede Dr. Nicola Panizzo
NOTE INFORMATIVE Informazioni generali La blefaroplastica è una procedura chirurgica che ha lo scopo di migliorare l aspetto estetico delle palpebre. L intervento consiste nell asportazione della cute in eccesso, di parte del muscolo orbicolare e del tessuto adiposo che ernia nel sottocute, a livello delle palpebre superiori e/o inferiori. Questo intervento non mira ad eliminare le rughe lateralmente all occhio ( zampe di gallina ), anche se possono essere migliorate ed apparire meno evidenti. La blefaroplastica inferiore inoltre non ha lo scopo di eliminare le occhiaie. La blefaroplastica superiore non ha alcun effetto sul sollevamento delle sopracciglia. L intervento di blefaroplastica può essere condotto, a seconda delle indicazioni, sulle palpebre superiori, su quelle inferiori o su entrambe, contemporaneamente. Le cicatrici sono generalmente poco visibili: sulla palpebra superiore è nascosta nel solco cutaneo che si forma all apertura dell occhio e, lateralmente all angolo dell occhio, debordano per qualche millimetro, comunque all interno di una ruga preesistente. Sulla palpebra inferiore la cicatrice corre subito sotto alle ciglia, continuando lateralmente per pochi millimetri, sempre all interno di una ruga. Raccomandazioni pre operatorie Durante la visita preoperatoria il chirurgo, sulla base della situazione locale, proporrà al/alla paziente il tipo di intervento più indicato. Il/la paziente dovrà informare il chirurgo sulle sue condizioni di salute generali, informandolo soprattutto riguardo ad eventuali disfunzioni a carico della tiroide e patologie oculari (es. glaucoma, sindrome dell occhio secco, iperlacrimazione, interventi di cataratta, congiuntiviti frequenti o su base allergica, pregressi traumi ). Eventuali patologie insorte nel periodo che intercorre tra la prima visita e l intervento, andranno comunicate tempestivamente. Informare il chirurgo di qualsiasi eventuale trattamento con farmaci (cortisonici, contraccettivi, antipertensivi, cardioattivi, anticoagulanti, ipoglicemizzanti, antibiotici, tranquillanti, sonniferi, eccitanti, ecc.). E consigliabile evitare di assumere Aspirina o farmaci che contengano acido acetilsalicilico per 2 settimane prima e 2 settimane dopo l intervento. L Aspirina riduce la capacità di coagulazione del sangue e può incrementare il rischio di complicazioni.
Qualora il/la paziente segua una determinata terapia medica, questa dovrà essere mantenuta anche il giorno dell intervento, previo parere del chirurgo. In particolare è importante concordare con il chirurgo, almeno 2 settimane prima dell intervento, l uso di farmaci che fluidificano il sangue (anticoagulanti e antiaggreganti) in quanto, in genere, dovranno essere sospesi o sostituiti in relazione alle condizioni generali ed alle necessità contingenti operatorie. Prima dell intervento potrà essere richiesta una visita oculistica ed eventualmente una elettromiografia dei muscoli elevatori delle palpebre superiori. Eliminare il fumo almeno una settimana prima dell intervento. Segnalare immediatamente l insorgenza di patologie concomitanti. Nel caso insorga un qualsiasi stato di malattia (esempio sindrome influenzale), nel periodo tra la prima visita e l intervento, il/la paziente è pregata di avvisare immediatamente il chirurgo. Non mangiare né bere dalla mezzanotte antecedente il giorno dell intervento, e comunque da almeno 6 ore prima dell intervento. L intervento chirurgico L intervento viene generalmente effettuato in anestesia locale. La durata è di circa un ora in caso di intervento sulle palpebre superiori od inferiori e di circa due ore se si interviene sulle quattro palpebre; in questo caso potrà rendersi necessaria una sedazione. Attraverso l incisione cutanea e la breccia muscolare, si localizza e si asporta il grasso periorbitario in eccesso a livello delle borse adipose (2 sulla palpebra superiore, 3 su quella inferiore), secondo indicazioni variabili da caso a caso. Generalmente non si interviene sul tessuto adiposo a livello del bordo sopraccigliare. L intervento si conclude con la sutura dell incisione cutanea con punti molto sottili.
In paziente giovani, quando il problema è limitato alle borse adipose palpebrali inferiori e non si ha l eccesso di cute, è possibile realizzare una piccola incisione all interno della palpebra, sulla congiuntiva, asportando per questa via il grasso in eccesso (blefaroplastica inferiore transcongiuntivale), non intaccando così la cute palpebrale. La decisione di adottare questa tecnica è a discrezione esclusivamente del chirurgo. Alla fine dell intervento, e durante i giorni successivi a questo, qualsiasi sia la blefaroplastica, si applicano sulle cicatrici dei cerotti particolari e si mantiene ghiaccio a contatto con le palpebre, per un periodo variabile in base all indicazione del chirurgo. Se l intervento è stato effettuato in anestesia locale, il ritorno a domicilio avviene generalmente dopo poche ore. Raramente è prevista la permanenza per una notte presso la struttura sanitaria. Decorso post operatorio Dolore: l intervento non è doloroso; sarà possibile avvertire un senso di fastidio locale e generalizzato, controllato facilmente con l assunzione di comuni analgesici per bocca. Gonfiore, ecchimosi e discromie cutanee: sempre presenti, l insorgenza è variabile da paziente a paziente, nei tempi, quantità e diffusione. In alcuni casi sono molto modesti, risolvendosi in 4 6 giorni, in altri più evidenti, potendo perdurare fino a 15 giorni. Le palpebre potranno apparire asimmetriche, dal profilo irregolare, tumefatte; queste manifestazioni interesseranno anche zigomi e guance. Sanguinamento: generalmente di modesta entità, possibile durante le prime 36 48 ore post intervento. Talvolta si rende necessaria la sostituzione dei cerotti, operazione che andrebbe fatta dal medico di riferimento. Lagoftalmo: durante i primi 3 giorni successivi l intervento è possibile che l occhio operato rimanga leggermente aperto (lagoftalmo temporaneo), o fatichi ad aprirsi; questo fenomeno è determinato dall effetto dell anestetico sul muscolo orbicolare e dall edema palpebrale. Il lagoftalmo è associato a secchezza corneale, anch essa temporanea e a risoluzione spontanea. Congiuntivite: nel 5% dei casi si potrà verificare l insorgenza di una lieve infezione della congiuntiva, sensibile al trattamento con comuni colliri antibiotici. E più frequente nelle blefaroplastica inferiore. Sensibilità cutanea: è normale la perdita transitoria della sensibilità delle palpebre, determinata dalla interruzione involontaria ed inevitabile dei piccoli rami nervosi cutanei. Si risolve nell arco di 30 45 giorni. Disturbi minori: durante i primi 10 giorni sono comuni lievi disturbi come fotofobia (la luce causa fastidio), alterazioni della lacrimazione, bruciore agli occhi, secchezza corneale.
In tutti i casi potrà essere indicata una visita oculistica, su consiglio del proprio chirurgo. La condotta da seguire nel periodo post operatorio è la seguente: Applicare ghiaccio e/o garze bagnate con acqua fredda sugli occhi, nell immediato postoperatorio ed eventualmente durante il giorno successivo, senza alterare la medicazione. Evitare di assumere posizioni in cui la testa sia mantenuta in basso. Dormire con il busto leggermente sollevato durante i primi 3 5 giorni post operatori. Evitare luoghi in cui vi sia polvere o scarsa igiene; evitare qualsiasi ambiente in cui vi sia una forte corrente d aria (calda o fredda). Assumere antidolorifici per os in caso di bisogno; applicare colliri, nella modalità e nei tempi indicati dal chirurgo. Non è consigliabile l uso di lenti a contatto per 2 settimane. Non è consigliabile l esposizione al sole nei due mesi successivi all operazione. La ripresa post operatoria è relativamente rapida. A seconda del tipo di intervento (blefaroplastica superiori, inferiore o completa), e della tecnica impiegata, è indicato il riposo per almeno 3 giorni durante i quali il paziente dovrà stare a casa, muoversi lo stretto necessario per assolvere le normali abitudini quotidiane ma senza esercitare sforzi. Dopo questo breve periodo sarà possibile fare brevi passeggiate ma senza forzare l andatura. Dopo 7 10 giorni, essendo migliorata la situazione clinica, sarà possibile riprendere l attività lavorativa, se non intensa, e guidare l automobile. L attività fisica potrà essere ripresa dopo 15 20 giorni. Per sport molto intensi o traumatizzanti sarà bene attendere un mese. Possibili complicanze Sanguinamento (1%): un sanguinamento eccessivo si può manifestare durante l intervento, anche con esami ematochimici normali e adottando le tecniche chirurgiche tradizionali. Il sanguinamento può manifestarsi anche immediatamente dopo l intervento ed essere profuso; nel caso in cui non si risolva nell arco di qualche ora, può rendersi necessario un reintervento. Ematomi (0.05% - 2%): al sanguinamento può conseguire la formazione di un ematoma palpebrale che se molto pronunciato necessiterà di un drenaggio mediante puntura o riapertura della ferita chirurgica. Si manifesta con un gonfiore molto evidente delle palpebre e dei tessuti circostanti, tale da chiudere anche l occhio. In rari casi l ematoma può essere anche peribulbare: generalmente si risolve spontaneamente, se più voluminoso deve essere evacuato chirurgicamente. L ematoma retrobulbare, anch esso raro, può comprimere le strutture neurovascolari (retina, arteria centrale della retina e nervo ottico).
I sintomi sono dolore, disturbi della visione, protrusione dell occhio, fino alla cecità, se non si interviene repentinamente. Diplopia (4%): consiste nel disturbo della visione. E un fenomeno generalmente temporaneo e può essere attribuito a retrazione palpebrale (se blefaroplastica inferiore), generalmente determinata dall edema o dalla presenza di un ematoma/gonfiore. Ematomi (0.05% - 2%): già descritti sopra, si possono presentare anche a distanza di 48 72 ore. Il paziente dovrà avvertire tempestivamente il chirurgo se noterà un aumento del gonfiore delle palpebre o un peggioramento dei disturbi nella visione. Infezione (0.5%): si manifesta dopo 36 72 ore dall intervento, tipicamente con secrezione purulenta dalla ferita chirurgica, accompagnata da arrossamento e talvolta dolore. Si risolve con una semplice terapia antibiotica; nei casi più gravi, potrà essere necessario riaprire la ferita chirurgica. Può richiedere una serie di medicazioni aggiuntive e un recupero prolungato. Edema della congiuntiva/congiuntivite (5%): l edema congiuntivale è causato dall interruzione del drenaggio linfatico e dall inevitabile traumatismo della congiuntiva conseguente all intervento chirurgico. Si manifesta con arrossamento e gonfiore della congiuntiva, associati ad iperlacrimazione e secrezione purulenta (non dalla ferita); si ha sempre la sensazione di avere sabbia negli occhi. Se non tende a risoluzione entro 10 giorni, va trattato mediante terapia topica. Raramente questa condizione richiede una visita oculistica. Deiscenza delle ferite (3%): si manifesta con l apertura di una parte della ferita chirurgica, raramente completa. La causa più frequente è la cicatrizzazione difficoltosa ma può essere determinata anche dall insorgenza di un ematoma o di un infezione. Se possibile, è indicato suturare nuovamente la zona e comunque richiede un recupero prolungato. Visibilità delle cicatrici (1.5%): la cicatrizzazione patologica (cicatrici ipertrofiche e cheloidi), è un fenomeno poco frequente ma possibile anche a livello palpebrale. Come in altri casi, dipende dalla natura del/della paziente e difficilmente può essere preventivata. Le cicatrici possono risultare visibili anche in casi in cui vi sia stata un infezione, una deiscenza, o qualsiasi altro fenomeno che possa aver compromesso i normali processi di guarigione delle ferite chirurgiche. Può interessare la porzione palpebrale della cicatrice, così come il tratto laterale alla palpebra, che comunque tenderà a maturare più lentamente. In tutti i casi sarà possibile revisionare chirurgicamente la cicatrice, in anestesia locale e con un intervento rapido. Ptosi della palpebra superiore (0.5%): consiste nell abbassamento temporaneo e nella difficoltosa apertura della palpebra superiore. Nelle forme transitorie è conseguente al gonfiore ed alla temporanea paralisi del muscolo orbicolare.
In rari casi diventa una condizione stabile, aggravandosi se preesistente, o in conseguenza a retrazioni cicatriziali post ematomi, infezioni, deiscenza di ferita, fenomeni che determinano un danno a carico del muscolo elevatore della palpebra. Può essere corretta chirurgicamente mediante un intervento in anestesia locale. Ectropion e retrazioni palpebrali (2-6%): l ectropion è la dislocazione verso il basso della palpebra inferiore; la retrazione palpebrale determina la dislocazione verso l esterno del canto esterno. In entrambi i casi si ha un alterata apertura dell occhio con esposizione della cornea che porta a congiuntiviti, iperlacrimazione, fotofobia. Vi è una forte predisposizione ad andare incontro a ectropion quando i pazienti sono anziani, in quanto generalmente l abbassamento della palpebra inferiore è già presente prima dell intervento. Possono essere determinati da un anomala cicatrizzazione interna o per mancanza di stabilità palpebrale; spesso sono conseguenza di ematomi o di un gonfiore palpebrale che si protrae per lungo tempo. Si possono risolvere spontaneamente con la ripresa dell attività muscolare o con il massaggio, ma in 1/4 dei casi in cui si verifica questa complicanza si rende necessario un intervento correttivo. Asimmetria (4%): normalmente tutti abbiamo le palpebre lievemente asimmetriche; è una caratteristica evidenziabile a riposo, valutandone la posizione e quindi la porzione di iride visibile (scleral show). Nella maggioranza dei casi il difetto è impercettibile o poco evidente. Dopo l intervento di blefaroplastica generalmente la situazione pre - operatoria non cambia; in rari casi può accentuarsi (ematomi, retrazioni cicatriziali, instabilità palpebrale...), ma il difetto può essere risolto chirurgicamente dopo la scomparsa dell edema e dei processi infiammatori. Lagoftalmo (2%): consiste nell incompleta chiusura delle palpebre; clinicamente si evidenzia come una fessura, presente anche a palpebre chiuse, attraverso cui si può intravedere la cornea e attraverso cui filtra la luce; i sintomi sono fotofobia, iperlacrimazione (o occhio secco), congiuntiviti. E causato spesso da una retrazione o dall edema persistente, condizioni che si verificano nel periodo post operatorio. Il difetto può essere revisionato dopo la risoluzione dell edema e del processo infiammatorio, mediante un intervento in anestesia locale. Iperpigmentazione cutanea (2%): si manifesta con delle macchie sulla cute palpebrale, transitorie o permanenti, nel caso in cui non si risolvano dopo i primi 12 mesi dall intervento. Derivano dall accumulo di sangue, anche se presente in minima quantità, conseguente al traumatismo operatorio. Non vanno confuse con le classiche occhiaie. Perdita delle ciglia (2%): rara, conseguenza del traumatismo derivante dalle manovre chirurgiche. Più frequente a livello della palpebra inferiore, transitoria.
Chemosi congiuntivale (1%): è conseguente allo scollamento della membrana trasparente che avvolge la cornea, causato dalla raccolta di liquido: si manifesta precocemente, di solito in seguito a blefaroplastica inferiore, ed è spesso associato all edema congiuntivale. E sensibile alla terapia con colliri antinfiammatori, anche se spesso si risolve spontaneamente e in tempi brevi (circa 10 giorni). Alterazioni della lacrimazione (15%): in alcuni casi si possono manifestare secchezza oculare o iperlacrimazione con o senza sofferenza corneale (ulcerazioni). Talvolta sono accompagnate da congiuntivite. Sono più frequenti in soggetti già affetti da disturbi della lacrimazione, anche non evidenti. Tale problema si risolve spontaneamente ma necessita talvolta l uso anche prolungato di lubrificanti oculari, potendo condizionare il benessere della paziente per alcune settimane. E possibile la necessità di una visita oculistica per la valutazione della cornea. In tutti i casi il/la paziente dovrà attenersi scrupolosamente alle indicazioni del chirurgo, e contattare lo stesso al minimo dubbio.
Il/La sottoscritta PROTOCOLLO DI CONSENSO INFORMATO DA IL SUO CONSENSO all esecuzione del seguente intervento chirurgico: BLEFAROPLASTICA per la cura della seguente patologia o alterazione morfologica congenita/acquisita: RICONOSCE di essere stato/a sufficientemente ed esaurientemente informato/a sulle modalità dell intervento proposto e sulle possibili complicazioni o sequele. DICHIARA di aver letto con attenzione le NOTE INFORMATIVE ricevute e di aver compreso tutte le informazioni ivi riportate. HA COMPRESO come si deve comportare sia prima che dopo l intervento chirurgico, rendendosi conto che nel caso non segua le indicazioni ricevute, può compromettere il buon esito dell intervento chirurgico. ACCETTA i rischi generici (connessi ad ogni intervento chirurgico), e specifici (riportati nelle note informative), relativi all intervento programmato. IN PARTICOLARE HO PERFETTAMENTE COMPRESO CHE: 1. Come in ogni intervento chirurgico possono verificarsi complicazioni, tra cui le più frequenti, ma non le sole, sono infezioni, emorragie, ematomi, deiscenza di ferita, cicatrizzazione patologica. 2. L insorgere di tali complicanze (indipendentemente dalla condotta chirurgica), può prolungare i tempi di guarigione ed eventualmente di degenza, determinando la necessità di ulteriori cure mediche o chirurgiche (peraltro non prevedibili anticipatamente). Il risultato finale dell intervento può quindi subire delle variazioni a causa dell insorgere di complicazioni. 3. Il risultato finale di un intervento chirurgico (sia esso di natura funzionale od estetica), non può MAI essere garantito, rappresentando sempre un obiettivo e mai una certezza, a causa del rischio di insorgenza di complicazioni, non sempre prevedibili ed ovviabili. L intervento, il cui fine è migliorativo, non sempre lo è in modo definitivo, pertanto potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi correttivi ma solo dopo la stabilizzazione del quadro clinico. 4. Edema, ecchimosi e discromie cutanee si manifestano sempre, con un incidenza e una visibilità variabili da paziente a paziente. 5. In relazione all intervento proposto, le complicanze che potrebbero verificarsi sono l infezione, il sanguinamento anche profuso, l ematoma (nei casi più gravi anche peribulbare e retrobulbare), la retrazione palpebrale e/o l ectropion, la ptosi della palpebra superiore, l incompleta chiusura della rima palpebrale (lagoftalmo), disturbi temporanei/definitivi della visione come strabismo e diplopia, fino alla perdita della visione stessa, la secchezza oculare, la formazione di ulcere corneali, la perdita transitoria della sensibilità palpebrale, la deiscenza (apertura) di una parte della ferita, la perdita di un certo numero di ciglia, la formazione di emorragie sottocongiuntivali, la chemosi congiuntivale (scollamento della membrana trasparente che avvolge l occhio per raccolta di liquido). 6. Tecniche accessorie come la contopessi e la cantoplastica sono talvolta indispensabili in quei casi in cui sia necessario restituire alla palpebra inferiore tensione e contenzione del globo oculare. Nei casi in cui vi sia un evidente lassità della palpebra inferiore queste tecniche vengono programmate preoperatoriamente; viceversa, se il problema si verifica intraoperatoriamente, vanno applicate al fine di raggiungere il risultato estetico ma anche evitare un problema funzionale.
CONFERMO di essere stato/a ESAURIENTEMENTE INFORMATO/A in merito a tutte le possibili tecniche operatorie; la tecnica chirurgica che verrà adottata mi è stata ampiamente descritta dal chirurgo, così come il decorso post - chirurgico, nonché le possibili complicanze legate ad essa. Tali complicanze possono allungare il periodo di guarigione post - operatorio, nonché possono rendere necessario un eventuale intervento chirurgico correttivo, ma solo dopo la stabilizzazione del quadro clinico. Mi rendo anche conto non è preventivabile nemmeno il buon esito dell intervento correttivo. Per questo, sono a conoscenza del fatto che può residuare un difetto permanente pur sottoponendomi ad intervento chirurgico; tale difetto potrà condizionare la mia integrità fisica, la sfera relazionale, psichica, sessuale ed emotiva. Il/La sottoscritto/a consente all equipe chirurgica di variare il programma operatorio durante l intervento, qualora si verificassero o si creassero situazioni cliniche non preventivate/preventivabili, e consente al chirurgo di porre in essere ogni misura terapeutica necessaria a contrastare eventuali emergenze. DICHIARO di NON AVER OMESSO volontariamente la comunicazione di informazioni che potrebbero compromettere il regolare andamento dell intervento chirurgico e dell iter post operatorio. Nel caso in cui, INVOLONTARIAMENTE, l avessi fatto, sono a conoscenza delle ripercussioni negative che potrebbero esserci sulla mia salute e sul risultato preventivato, per questo mi assumo tutte le responsabilità del caso. Qualsiasi intervento correttivo comporta la mia presa in carico delle spese di sala operatoria ed eventualmente anestesiologiche o protesiche; nel caso di una mia imprudenza o di una mia diretta responsabilità, quale causa della complicanza, sarà discrezione del chirurgo richiedere un compenso. Mi sono / Non mi sono state mostrate elaborazioni grafiche delle foto preoperatorie, al fine di meglio discutere le finalità dell' intervento ed i risultati ottenibili. A questo proposito dichiaro di aver ben compreso che lo scopo di queste elaborazioni grafiche è puramente informativo e che in nessun modo quanto da me visionato può intendersi come vincolante per il risultato finale, che potrebbe essere, e verosimilmente sarà, diverso da quanto elaborato graficamente. Acconsento ad essere fotografato/a prima, durante e dopo l intervento al solo scopo di documentazione clinica. Tale materiale potrà essere usato anche per motivi scientifico/didattici e, comunque, con assoluta garanzia di anonimato, come previsto dalla L. 675/96 sul trattamento dei dati personali. IL/LA SOTTOSCRITTO/A DICHIARA, in piena consapevolezza, di volersi sottoporre ad intervento di blefaroplastica. Il/LA SOTTOSCRITTO/A DICHIARA DI ESSERE STATA EDOTTO/A IN MODO ESAURIENTE E SOTTOSCRIVE A QUANTO SOPRA ESPOSTO. DICHIARA INOLTRE DI AVER COMPRESO E DI ACCETTARE IL RISCHIO DI MANIFESTARSI UNA QUALSIASI COMPLICANZA SOPRA ELENCATA E/O RIPORTATA NELLE NOTE INFORMATIVE. lì / / Il CHIRURGO dr. Nicola Panizzo conferma di aver illustrato esaurientemente al/alla paziente il presente consenso informato. Dr. Nicola Panizzo