LABORATORIO RACCOLTA E GESTIONE DELLE TRACCE DATTILOSCOPICHE

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Transcript:

UNIVERSITA DI FOGGIA LABORATORIO RACCOLTA E GESTIONE DELLE TRACCE DATTILOSCOPICHE 1

RACCOLTA E GESTIONE DELLE TRACCE DATTILOSCOPICHE La dattiloscopia è la scienza che studia le tecniche di riconoscimento di una persona attraverso l analisi delle sue impronte digitali, quindi lo studio delle creste papillari (sporgenze dermiche esistenti su tutta la superficie interna delle mani), finalizzato ad un giudizio di identità (positivo o negativo). 2

CARATTERISTICHE DELLE IMPRONTE PAPILLARI Le impressioni papillari si formano completamente entro il 4 mese di vita intrauterina e permangono fino al disfacimento post-mortem. Il disegno generale delle impressioni papillari hanno complessivamente carattere di unicità. 3

IL FOTO SEGNALAMENTO - IDENTITÀ GIUDIZIARIA 349 C.P.P. Identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e di altre persone 1. La polizia giudiziaria procede alla identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini e delle persone in grado di riferire su circostanze rilevanti per la ricostruzione dei fatti. 2. Alla identificazione della persona nei cui confronti vengono svolte le indagini può procedersi anche eseguendo, ove occorra, rilievi dattiloscopici, fotografici e antropometrici nonché altri accertamenti. omissis 4

AFIS (Automated Fingerprint Identification System), è un Sistema Automatizzato di Identificazione delle Impronte della Banca dati del Casellario Centrale di Identità. Gli archivi di impronte scannerizzate vengono automaticamente catalogate secondo criteri dattiloscopici e le ricerche vengono eseguite anche su frammenti di impronta digitale rilevate sul luogo del reato. 5

CHE COSA È L IMPRONTA DIGITALE? L impronta digitale è il deposito di sudore della pelle ( 98% acqua, 1% costituenti organici e 1% sali inorganici) sulle parti toccate dalle dita. L impronta papillare si asciuga (acqua) generalmente in circa 2-3 giorni, dipende da vari fatti tra i quali la temperatura e dalla superficie toccata. Le impronte papillari posso essere visibili o latenti (nascoste). Quelle visibili, sono dovute al contatto di mani sporche su superfici pulite e viceversa. Le linee papillari asportano o lasciano lo sporco mentre le impronte latenti possono essere rese visibili attraverso reagenti chimici con il sudore 6

RACCOLTA DELLE IMPRONTE DIGITALI MEDIANTE POLVERI DATTILOSCOPICHE Il metodo più comune per rilevare un impronta quando si opera nell'immediatezza dei fatti, si effettua spargendo specifiche polveri dattiloscopiche con un pennello. Le polveri sono composte da un colorante e da un polimero resinoso o sale inorganico. I coloranti usati sono carbone, biossido di manganese, ossido ferrico. I polimeri più usati sono gel di silice o amido, i sali inorganici sono carbonati di zinco, di bario, o di magnesio. Le polveri possono essere applicata su tutte le superfici lisce o relativamente lisce, purché non si presentino appiccicose o ricoperte da materiale grasso o bagnate. Non sono efficaci se l'impronta sia molto vecchia o che abbia subito una eccessiva esposizione al calore. Le polveri dattiloscopiche si suddividono in due gruppi principali, a scaglie e granulari, esistono poi le polveri magnetiche. 7

LE POLVERI DATTILOSCOPICHE Polveri a scaglie sono più sensibili in grado di esaltare più impronte anche se poco recenti. Questo alto livello di sensibilità è dovuto alla particolare forma a scaglia (o piatta) delle particelle. La scaglia copre un'area di contatto maggiore con la superficie esaminata. Polveri granulari, meno sensibili di quelle del tipo a scaglia, la ragione di ciò è dovuto alla forma granulare delle particelle che fa sì che l'area utile di contatto con la superficie sia molto più piccola. Questo tipo di polvere è efficace per rilevare impronte fresche. Polveri magnetiche possono essere granulari o a scaglie. Costituite da particelle metalliche (ossidi metallici ferromagnetici che rendono magnetica la polvere) di dimensioni molto più ampie rispetto le altre polveri (da cui la minore sensibilità), miste a materiali non magnetici che ne forniscono la colorazione. Generalmente si utilizzano sulla carta e sulle superfici ruvide o porose (polistirolo). 8

Come ricercare una impronta digitale. La ricerca delle impronte latenti è eseguita attraverso un accurato esame visivo delle superfici. Per queste operazioni può essere di valido aiuto l'utilizzo di varie fonti di luce, naturali o artificiali che, se ben orientate con un determinato angolo di incidenza, consentono di individuare e di esaltare le varie tracce latenti, che possono quindi essere anche fotografate. per la scelta della polvere, si inizia dal colore per avere un maggiore contrasto con il substrato e poi la sensibilità che non equivale ad affermare che le polveri più sensibili sono sempre anche quelle più efficaci. Versare un quantitativo di polvere, sufficiente all'applicazione all interno di un contenitore pulito o foglio di carta. Pulire il pennello facendolo ruotare fortemente tra le mani e poi intingerlo nella polvere. La scelta del pennello, esistono principalmente tre tipi di pennello per l'applicazione della polvere: in fibra animale, in fibra di vetro ed in fibra di carbonio. Pennelli in fibra animale sono pennelli disponibili in grande varietà soprattutto nelle dimensioni. Possono essere utilizzato con tutti i tipi di polveri; Pennello in fibra di vetro sono pennelli con delle fibre più delicate, dovrebbero essere utilizzati con polvere a scaglie per la raccolta di impronte deboli o vecchie; Pennelli in fibra di carbonio sono pennelli simili a quelli in fibra di vetro indicato per l'esame di grandi aree e sono meno dannosi per le impronte digitali delicate, il difetto sta nella possibile rottura delle fibre durante le operazioni. I movimenti del pennello devono andare preferibilmente nella medesima direzione. Il contatto tra il pennello e la superficie deve essere minimo ed i movimenti devono essere lenti. L'applicazione deve essere graduale e deve terminare appena l'impronta è sufficientemente definita ed evidente. Come si reperta un impronta digitale. Si procede con adesivi dattiloscopici che si differenziano per colore (bianco, nero e trasparente ) allo scopo di contrastare con la polvere utilizzata. Altra caratteristica degli adesivi dattiloscopici è la flessibilità per consentire che si adegui alle irregolarità della superficie trattata con le polveri. Prevalentemente ci sono adesivi con supporto in acetato (rigidi e con maggiore potere adesivo) e in gomma (flessibili e minore potere adesivo). L'adesivo deve essere fatto aderire per tutta la superficie facendo una leggera pressione. Per evitare il formarsi di bolle d'aria, che possono alterare la traccia, far aderire l'adesivo partendo da un lato e farlo aderire fino al lato opposto. L'azione deve essere lenta e graduale. Quando la superficie e particolarmente deformata si utilizza il silicone liquido che viene versato sopra l impronta per essere asportato appena solidificato. 9

APPLICAZIONE DELLA POLVERE MAGNETICA L utilizzo della polvere magnetica è efficace ed è preferibile alla polvere normale quando si deve operare su superfici porose o rugose e quanto le impronte sono relativamente fresche. Le polveri, prelevate con l'applicatore magnetico, sono passate sopra la superficie. Appena l impronta è definita rimuovere la polvere in eccesso con lo stesso applicatore e repertare con gli adesivi solitamente quelli a basso potere adesivo. 10

ALTRI METODI DI RACCOLTA IMPRONTE DIGITALI OTTICO : Attraverso uno strumento ottico che impiega un intensificatore di luce UV il cui funzionamento si basa sulla tecnica della riflessione della luce ultravioletta. La luce UV viene riflessa o assorbita dalla superficie ed in caso della presenza di residui di impronte digitali la luce viene riflessa, esaltando l impronta latente. CIANO-ACRILATO : Consiste nell esporre la superficie sulla quale è presente l impronta, a estere di ciano-acrilico i cui vapori reagiscono selettivamente con il sudore, formando un polimero di colore bianco. NINIDRINA: Permette di rilevare impronte digitali anche molto vecchie su carta o superfici porose. La ninidrina produce un immagine colorata. Per lo sviluppo possono occorrere anche giorni, per accelerare il processo di esaltazione si utilizzano dispositivi di umidificazione e riscaldamento VAPORI DI IODIO: Si realizza vaporizzando lo iodio sul reperto da esaminare. E un procedimento adatto per impronte fresche su qualsiasi superficie non metalliche. Le impronte devono essere subito fotografate perché la reazione svanisce rapidamente. NITRATO D ARGENTO : Indicato per il rilievo delle impronte fresche presenti su superfici porose. L argento nitrato, esposto alla luce del sole, si decompone lasciando un deposito di argento nero che rende visibile l impronta in 10-15 minuti. DFO : E un prodotto fluorescente analogo alla ninidrina, utile su superfici porose specialmente la carta. La reazione può essere accelerata mediante l applicazione di calore controllato. 11

ASSUNZIONE DI IMPRONTE DIGITALI SU CADAVERE (POST MORTEM) L assunzione di impronte digitali su un cadavere si rende necessario per identificarlo e per confrontare le impronte repertate sul luogo del reato. Per tale motivo si assumono le impronte, onde evitare successive riesumazioni. 12

TECNICA PER ASSUNZIONE DI IMPRONTE DIGITALI (POST MORTEM) L assunzione delle impronte digitali di un cadavere devono essere acquisite in modo completo, si acquisiscono inchiostrando, con un rullo o con un pennello, prima le dita che poi vanno che fatte ruotare su un foglio di carta, poi si inchiostra l intero palmo che viene impresso su altro foglio di carta. L operazione può essere eseguita anche utilizzando del nastro adesivo trasparente. Dopo aver inchiostrato il palmo della mano, si attaccano pezzi di nastro adesivo trasparente che vengono rimossi ed incollati su un foglio di carta bianca, permettendo di ricostruire il disegno del palmo della mano 13

TRACCE DA IMPRESSIONE possono essere quelle prodotte da calzature o pneumatici su terreni o su altre superfici, consiste nella riproduzione dei disegni presenti sulla suola della scarpa o del battistrada del pneumatico oppure quelle prodotte da strumenti da scasso su porte o finestre. La ricerca è finalizzata all acquisizione degli elementi identificativi (forma, dimensione e disegno ) per consentire l identità o l esclusione. 14

REPERTAMENTO DELLE TRACCE DA IMPRESSIONE Da un impronte di una calzatura oltre agli elementi identificativi è possibile ricostruire l andatura della persona. Le impronte di calzature o di pneumatico si repertano con calco in gesso, mentre quelle prodotte con strumenti da effrazione, con un calco plastico in silicone. 15

I CALCHI DIPARTIMENTO DI GIURISPRUDENZA Il calco in gesso si realizza dopo aver delimitato l impronta, con un setaccio si deposita un piccolo strato di gesso che viene umidito con acqua tramite nebulizzatore, poi lentamente si cola la miscela di gesso e acqua precedentemente preparata, sino ad ottenere uno spessore di circa un centimetro, a questo punto si rinforza la struttura con pezzi di retina e di seguito si versa il resto della miscela sino ad ottenere uno spessore di circa 2 3 di centimetri. Lasciare asciugare il gesso. Il calco dopo essere stato pulito con un pennello si confeziona in una scatola rigida. Il calco plastico si realizza con silicone liquido o in pasta, con il quale si copre la superficie sulla quale è presente l impronta da repertare, sino ad ottenere uno spessore di circa 3-5 mm. Il calco va rimosso solo dopo che il silicone si è essiccato. 16