Servizio Calcolo e Reti Bollettino N. 2/02 28 Giugno 2002 Procedura di installazione Linux Red Hat (Servizio.Calcolo@pv.infn.it) Abstract Questa breve nota descrive la procedura consigliata per l installazione del sistema operativo Linux RedHat presso la Sezione INFN di Pavia. Le release di RedHat cui si fa riferimento sono quelle appositamente preparate dal Caspur per l INFN, basate sulle release RedHat ufficiali cui sono state apportate modifiche e aggiunte al fine di ottimizzare gli aspetti di sicurezza e di estendere le funzionalità. 1 Versioni disponibili Sono al momento disponibili le seguenti release (con relativa versione di kernel): RedHat 6.2 2.2.16-3 RedHat 7.2 2.4.9-13 RedHat 7.2 2.4.9-21 RedHat 7.2 2.4.9-31 Tutte le versioni indicate sono in inglese e comprendono il supporto sia per AFS client (per la cella infn.it), sia per la Secure Shell ssh. E possibile effettuare l installazione secondo due modalità: installazione con CD installazione via rete (NFS) Per effettuare l installazione con CD, è necessario rivolgersi al Servizo Calcolo, che provvederà a produrre una copia dei CD di installazione per la versione specifica, e procedere come di consueto. Per effettuare l installazione via rete (soluzione preferibile), è necessario attenersi alle indicazioni seguenti. 1
2 Modalità di installazione via rete (NFS) L installazione via rete richiede che il boot iniziale del PC venga effettuato impiegando uno specifico dischetto di boot. Tale dischetto può venir creato direttamente dall interessato, oppure può venir richiesto al Servizio Calcolo (precisando la versione di Red Hat che si intende installare). Inoltre, se il PC è dotato di hardware particolare (ad es. dei controller SCSI o RAID, o interfacce di rete specifiche), sarà necessario procurarsi gli eventuali floppy disk contenti i driver specici, per i quali valgono le stesse considerazioni appena fatte. 2.1 Preparazione del floppy disk per il boot iniziale Nel caso in cui si voglia creare per proprio conto tale dischetto, occorre innanzitutto procurarsi il file immagine bootnet.img. Questo può venire fatto sia utilizzando AFS (sulle macchine che hanno installato il software AFS client), sia tramite un anonymous ftp. Nel primo caso il file è reperibile nella directory /afs/infn.it/system/linux/xxxx/latest/images dove xxxx indica la versione voluta (es. rh72). Nel secondo caso, seguire le seguenti istruzioni: $ ftp ftp.pv.infn.it Connected to ftp.pv.infn.it (192.84.142.1). Name (ftp.pv.infn.it:root): anonymous 331 Guest login ok, send ident as password. Password: (inserire il proprio indirizzo e-mail) ftp> cd pub/linux/xxxx ftp> get bootnet.img Dove, anche in questo caso, xxxx indica la versione prescelta (es. rh72). Una volta ottenuto il file bootnet.img con uno dei metodi sopra descritti, il floppy disk di boot può venir creato con i seguenti comandi Linux: $ fdformat /dev/fd0h1440 $ dd if=/dev/fd0 of=bootnet.img bs=1440k ove si è supposto che /dev/fd0 sia il nome del device corrispondente all unità floppy. Per quanto riguarda i floppy disk aggiuntivi, relativi ai driver per i controller SCSI e per le schede di rete che non rientrano nell installazione standard, è possibile procedere in modo analogo a quanto appena descritto, avendo cura di prevelvare i files corrispondenti (drivers.img, drvblock.img, drvnet.img a seconda dei casi). 2
2.2 Installazione di Linux Red Hat Per effettuare un installazione standard è sufficiente avviare il PC dopo aver inserito il floppy disk specifico per l installazione via rete (secondo quanto sopra descritto), rispondere con <Return> al prompt boot: e quindi selezionare la modalità di installazione NFS image. Successivamente occorrerà inserire i seguenti parametri relativi alla configurazione di rete del PC (notare la corrispondenza numerica tra x.y.z), dopo aver eventualmente deselezionato l opzione "Use dynamic IP configuration (BOOTP/DHCP)": IP address: x.y.z.n (Indirizzo IP assegnato al PC) Netmask: 255.255.255.0 Default gateway: x.y.z.254 Primary name server: x.y.z.10 dopo di che bisognerà definire i parametri relativi al NFS server da cui caricare la distribuzione RedHat: NFS server name: x.y.z.10 Red Hat directory: <nome directory> dove <nome directory> può essere uno dei seguenti (vedi Sez. 1): /nfs/linux/rh62/i386/ /nfs/linux/rh72/2.4.9-13/ /nfs/linux/rh72/2.4.9-21/ /nfs/linux/rh72/2.4.9-31/ a seconda della versione di Red Hat che si intende installare. 2.3 Completamento dell installazione Indipendentemente dalla scelta del metodo di installazione (tramite CD o via rete) a questo punto la procedura di installazione procede attivando la modalità grafica (Anaconda), e occorrerà precisare se si vuole effettuare un installazione completa (selezionando l opzione CASPUR Big Box ) o se si vuole invece procedere ad un upgrade di sistema ( Upgrade Existing System ), dopo di che si procederà secondo quanto indicato nel manuale di installazione Red Hat (consultare il sito Web http://www.redhat.com/apps/support). 3 Operazioni post-installazione Le distribuzioni RedHat preparate dal Capsur per l INFN contengono già i pacchetti relativi ad ssh ed AFS client. Terminata l installazione di Linux RedHat sarà quindi opportuno effettuare le operazioni seguenti. 3.1 Installazione ssh La distribuzione Red Hat 7.2 provvede automaticamente ad installare la versione 3.1p1 di OpenSSH, che risulta, al momento, la versione correntemente utilizzata e priva di punti deboli noti relativi alla sicurezza. 3
Le versioni precedenti di Red Hat Caspur contengono comunque versioni di ssh più vecchie, che sono invece affette da certi problemi. Pertanto, se si dovesse installare una versione di Red Hat diversa dalla 7.2, si raccomanda di procedere alla successiva installazione di OpenSSH 3.1p1, utilizzando il file ssh-caspur-rh7.31p1.3.i386.rpm prelevabile direttamente tramite anonymous FTP su ftp.pv.infn.it dalla directory /pub/ssh. 3.2 Configurazione di AFS client Se si intende utilizzare il relativo software client per accedere al filesystem /afs su cui vengono distribuite le librerie CERN e numerose altre applicazioni (ad es. itlatex), è necessario aprire con un editor il file /etc/sysconfig/afs e modificarne la linea AFSSTART=false in AFSSTART=true così da avere lo startup automatico di AFS ad ogni reboot della macchina. Per attivare immediatamente AFS dopo tale modifica, occorre dare il comando: $ /etc/rc.d/init.d/afs start Una volta avviato AFS client, occorrerà definire i seguenti link, al fine di rendere accessibile, rispettivamente, le librerie CERN e le applicazioni aggiuntive: $ ln -s /afs/infn.it/asis/pv/i386 redhat61/cern /cern $ ln -s /afs/infn.it/asis/pv/i386 redhat61/usr.local /usr/local Occorre fare attenzione a quest ultima definizione, in quanto la directory /usr/local può risultare già utilizzata da altre applicazioni e potrebbe quindi causare alcuni problemi in fase di installazione di ulteriori pacchetti aggiuntivi. A questo punto la directory /cern conterrà l albero completo della Cernlib. Per avere automaticamete a disposizione le applicazioni CERN (es. PAW), sarà sufficiente aggiungere la directory /cern/pro/bin al path dei comandi, mentre le librerie compilate si troveranno nella directory /cern/pro/lib. Per procedere alla compilazione di programmi che richiedano le librerie CERN, sarà quindi possibile utilizzare il comando cernlib che restituisce una stringa con l indicazione completa delle librerie necessarie. Dovendo ad esempio compilare il programma prog.f che richiede le librerie mathlib e graflib, sarà possibile usare un comando tipo: $ f77 -o prog prog.f cernlib mathlib graflib in cui è da notare l uso dell apice inverso che forza la sostituzione del comando cernlib con la corrispondente stringa che esso produce come output (provare ad eseguire il comando cernlib). 3.3 Accesso alle librerie matematiche NAG Sono disponibili al momento le seguenti versioni: Fortran Library Mark 19 4
Fortran Library Mark 20 Le librerie NAG vengono distribuite tramite AFS, e quindi nel caso in cui si sia installato il software AFS client, l accesso ad esse risulta alquanto semplificato. La librerie compilate sono situate in: /afs/infn.it/pv/project/software/nag/vers/lib/libnag.a dove vers, che indica la versione, può essere una delle seguenti: old Mark 19 pro Mark 20 new Mark 20 mentre tutti i files relativi agli esempi di utilizzo sono situati in /afs/infn.it/pv/project/software/nag/vers/examples/dir dove dir indica una delle seguenti: data results source dati di input utilizzati dal programma di esempio risultati aspettati per ciascun esempio files sorgenti (Fortran) relativi a ciascun esempio In modo del tutto analogo a quanto già detto per le librerie CERN, può risultare conveniente definire il link simbolico $ ln -s /afs/infn.it/pv/project/software/nag /nag al fine di poter vantaggiosamente utilizzare le abbreviazioni seguenti: /nag/pro/lib /nag/pro/examples directory delle librerie directory degli esempi Per compilare un programma che necessita delle librerie NAG è dunque sufficiente specificare i nomi della directory e della libreria utilizzando, rispettivamente, i flag -L e -l nel comando di compilazione. Dovendo ad esempio compilare il programma prog.f, si potrà utilizzare il comando $ f77 -o prog prog.f -L/nag/pro/lib -lnag Alternativamente è possibile definire una variabile d ambiente da utilizzarsi in fase di compilazione come utile abbreviazione. Si definisca ad esempio la variabile NAG con uno dei comandi seguenti (tali definizioni possono naturalmente venire inserite nei file.login o.bash profile per renderle automaticamente attive ad ogni login): $ setenv NAG /afs/infn.it/pv/project/software/nag/pro/lib (csh) $ export NAG=/afs/infn.it/pv/project/software/nag/pro/lib (bash) In tal caso il comando di compilazione risulterà ulteriormente semplificato: $ f77 -o prog prog.f -L$NAG -lnag 5