Spunti per l intervento dell On. Sandro Gozi Premio Grinzane Cavour Convegno Rapporti dall Europa Saluto augurale dell On. Sandro Gozi Giovedì 27 settembre 2007 Torino 1
Nel marzo scorso, l Europa ha festeggiato i suoi primi 50 anni. 50 anni di successi, con alcuni momenti di pausa e di riflessione, ma soprattutto 50 anni di progresso e di cambiamenti per i cittadini europei. Quanti di noi, trenta anni fa, avrebbero immaginato di andare dall Italia alla Francia o in Germania senza mostrare il proprio documento alle frontiere? Quanti avevano immaginato di poter acquistare dei souvenir durante i loro viaggi con la stessa moneta che avevano in tasca alla partenza? Quanti, voglio aggiungere, avevano mai sognato di andare in Europa dell Est? L Europa è nata sulle rovine della seconda guerra mondiale sulla base di un approccio multi-laterale alla riconciliazione franco tedesca e dall unione delle democrazie europee contro la minaccia sovietica. Da allora l Europa ha fatto molta strada. Ricordare le nostre origini è importante, come disse Jacques Delors Un uomo senza memoria, senza tradizione, non può fabbricarsi un avvenire. E ancor più importante ricordarlo alle giovani generazioni. Alle elezioni europee del 2009 quelli che saranno i più giovani elettori saranno nati dopo la caduta del muro di Berlino, avranno già viaggiato in uno spazio senza frontiere, avranno già probabilmente dimenticato la lira italiana, il franco francese, il marco tedesco ed è ragionevole pensare che molti di loro avranno effettuato un periodo di studio in uno degli altri paesi europei con il programma Erasmus. 2
Schengen, l Euro, l Erasmus, oggi respiriamo più Europa! Sappiamo che questi sono meriti dell integrazione. Ma non possiamo cullarci nei successi passati senza programmare quelli futuri. Come ebbe a dire Romano Prodi : L Europa ha bisogno di più porte aperte sull avvenire piuttosto che di finestre rivolte al passato. Ecco, le celebrazioni europee per i 50 anni dei Trattati di Roma hanno voluto aiutare tutti noi a guardare avanti. A ritrovare la fiducia e gli stimoli necessari per portare a compimento il più grande progetto di pace e benessere del mondo contemporaneo. Per noi europei, è stata l occasione per ritrovare insieme il nostro cammino in un mondo in cui abbiamo l ambizione di essere attori e non spettatori. Si dice che i cittadini non vogliano l Europa o che desiderino meno Europa, ma non c è alcuna preoccupazione della società civile (dall immigrazione, all energia, alla crescita economica, alla difesa dell ambiente) a cui si possa rispondere senza un azione di respiro europeo. Le celebrazioni europee sono state concepite per tentare di avvicinare i cittadini all Europa e per colmare la distanza che, purtroppo, si è creata tra Bruxelles ed i cittadini europei. Queste caratteristiche di vicinanza fra l Europa e i cittadini sono quelle che hanno marcato gli eventi organizzati quest anno nel quadro delle celebrazioni del Grande Evento Europa 2007 per i 50 anni del Trattato di Roma. 3
Celebrazioni che hanno festeggiato anche altre due ricorrenze: i 100 anni della nascita di Altiero Spinelli e i primi 20 anni del Programma Erasmus. Tutta Italia è stata coinvolta dalle celebrazioni europee attraverso l organizzazione di eventi sparsi sul territorio nazionale. Si è voluto assicurare il coinvolgimento dei livelli locali, tramite il ruolo delle regioni, dei Comuni, delle Prefetture ed Università. l Erasmus Day, ospitata dal polo universitario Bologna- Rimini, è stato una bellissima occasione per dimostrare come i giovani che hanno vissuto l Europa, andando a vivere e studiare in un altro paese europeo, non solo vogliono più Europa ma sono pronti a diventare cittadini europei, a lavorare e studiare oltreconfine, e magari a farsi una famiglia europea. All interno dell Unione il concetto di frontiera è ormai del tutto relativo. L Unione ha smantellato le sue frontiere interne e il compito di effettuare controlli è ora assolto negli aeroporti, nelle dogane. Ecco, anche il concetto di frontiera nei confronti dei nostri vicini deve divenire ugualmente relativo: mobile. Pensando al modello dello spazio economico europeo, tali iniziative potrebbero anche sfociare nella creazione di organi comuni. Nascerebbe l Europa con frontiere mobili. Sarebbe forse una rivoluzione? Non proprio, visto che l Europa è andata avanti anche per la volontà e la determinazione di alcuni gruppi di Paesi. Se avessimo aspettato tutti, alcuni di quei successi di cui parlavo in apertura non sarebbero arrivati e cambieremmo ancora 4
moneta tre volte viaggiando da qui a Bruxelles o dovremmo fermarci più volte per mostrare il passaporto. Il mondo sta correndo più veloce delle istituzioni e delle politiche europee. Dobbiamo ritrovare il coraggio che ci ha portato a quei successi e andare avanti, anche a gruppi, per rafforzare e continuare a costruire questo bel progetto di pace e di prosperità che è l Europa. 5