Il mercato dei figli È una realtà veramente inquietante che finora non riguarda direttamente l Italia almeno dal punto di vista legislativo e ci auguriamo ardentemente non arrivi MAI ad essere permessa. Ciononostante esiste in alcuni Paesi e credo sia doveroso parlarne. Si tratta di bambini prenotati e pagati. Si parla di maternità surrogata e di utero in affitto. Una donna mette a disposizione il proprio utero per ospitare embrioni concepiti in provetta e provenienti da persone estranee e spesso a lei sconosciute. Miseria ed assenza di leggi favoriscono il fenomeno che sta dilagando in maniera preoccupante. Ci sono in alcuni Paesi studi legali specializzati nella redazione di contratti tra chi vuole il figlio, che può essere anche una coppia omosessuale, e la donna che mette a disposizione il proprio utero. Un legale americano ha detto che nello scorso anno di questi contratti ne ha redatti 400. Nel contratto naturalmente vengono stabiliti il prezzo, le modalità di pagamento, i termini e le modalità di consegna del bambino, la provenienza e il tipo di ovociti, le riserve nel caso che la gravidanza non arrivi a buon fine. Il costo di una gravidanza in affitto varia da Paese a Paese. In India ad esempio il costo va dai 15.000 ai 35.000 dollari, negli Stati Uniti invece il costo è più del doppio. Il fenomeno si sta diffondendo sempre di più anche nei Paesi dell Est europeo, nell America latina e in Canada. In Spagna la legge proibisce questo tipo di maternità, ma si stanno moltiplicando i movimenti che ne chiedono la legalizzazione. I bambini partoriti a comando fuori dal territorio spagnolo sono centinaia. In Cina le madri surrogate spesso vengono reclutate da agenzie che le obbligano a risiedere in dormitori comuni rispettando rigorose regole di vita fino alla nascita del bambino. Il mercato dei figli prodotti per conto terzi sta diventando sempre più florido anche perché in Cina l affitto dell utero può portare a guadagnare in nove mesi fino all equivalente di 120 stipendi medi. Cosa dire di questo fenomeno che sta alterando le leggi naturali sulla maternità e paternità degli esseri umani? Ci sembra che non sia saggio né giusto ignorare il problema come stanno facendo quasi tutti i mezzi di informazione. Per stimolare il dibattito e ricavare spunti di riflessione pubblichiamo quanto scritto in merito da Costanza Miriano in un suo articolo pubblicato dal giornale Avvenire del 6 agosto scorso. Eccone il testo: 3
NICOLETTA E FEDERICA ci raccontano il loro Sì alla vita La vita è un bene prezioso che va difeso e tutelato con tutte le nostre forze. Troppo spesso, purtroppo, in questi ultimi tempi, le cronache riportano alla ribalta tristissimi e tragici episodi che oltraggiano la vita, la violentano, fino a considerarla un oggetto di consumo per soddisfare anche gli istinti umani più nascosti e deplorevoli. Così, ci sono donne che, quotidianamente, vivono nella sofferenza, bambini e ragazzi la cui infanzia ed adolescenza viene turpemente abusata ed improvvisamente annullata la spensieratezza, la freschezza della loro giovane vita che ha il diritto di sbocciare. Quel che ci sconvolge maggiormente è che ciò accade anche vicino a noi, nel nostro contesto sociale, spesso, apparentemente rigoroso e distinto. Il Centro di Aiuto alla Vita, fortunatamente, è ogni giorno testimone di storie che esaltano la vita. Ci sono, infatti, molte donne le quali, pur in situazione di difficoltà, scelgono di compiere il grande miracolo di dare la vita. Ed una di queste donne è Nicoletta che, dopo numerose traversie, ora abbraccia felice il proprio bambino, contenta di avere detto sì all amore. La storia di questa giovane donna è simile a quella di molte altre, ma la diversità sta nel fatto che essa ha creduto fortemente nella vita, nella solidarietà e nell aiuto del nostro Centro. i sono presa incinta tre anni fa, ci spiega Nicoletta, Mche è fidanzata con un giovane proveniente dal Kossovo, in un momento molto difficile della mia vita: una grave malattia del papà mi ha condotta a licenziarmi dal posto di lavoro per assisterlo e, quindi, conseguentemente, non ho più avuto diritto alla maternità. Ho scelto, nonostante i vari problemi, di portare avanti la mia gravidanza ed ho dato alla luce un bellissimo bambino che, se anche mi ha fatto passare molte notti insonni, è la mia grande gioia. Devo ringraziare moltissimo, continua la giovane, il Centro di Aiuto alla Vita che mi ha sostenuta, incoraggiata, e che mi ha aiutata anche economicamente, per affrontare la vita quotidiana. i basta guardare il viso di mia figlia, ci dice Fede- un altra mamma per sentirmi felice. Anche Mrica, questa giovane donna ha detto sì alla vita, nonostante le varie difficoltà che ha dovuto affrontare. Quando sono rimasta incinta, spiega la donna, vivevo con mia mamma e con mia sorella, perché il papà se ne era andato da casa, con mia grande sofferenza, formandosi una nuova famiglia. Mi sentivo io stessa una bambina bisognosa di affetto e non sapevo se sarei stata in grado di dare amore ad un bambino. Una amica, prosegue Federica, mi ha incoraggiata a proseguire la gravidanza, indirizzandomi al Centro di Aiuto alla Vita, dove ho trovato persone che mi hanno dato grande amicizia, sostegno e solidarietà. Ho partorito una bella bambina ed ora la mia vita ha un altro sapore. Se ho momenti difficili, la guardo negli occhi e nella loro luce, ritrovo la forza per andare avanti e guardare al futuro assieme a lei. Nicoletta e Federica hanno vinto una grande sfida: l amore per la vita. Elodia Bernardini 5