Contributo di Altroconsumo



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Contributo di Altroconsumo Audizione sulla filiera dell automotive in Italia a seguito della grande crisi del gruppo Volkswagen presso la X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo) della Camera dei Deputati. Roma, 27 ottobre 2015 Con il presente documento Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, intende illustrare alcune istanze inerenti l oggetto dell audizione. PREMESSA Lo scandalo che ha coinvolto Volkswagen avrà effetti e ripercussioni su diversi aspetti dell economia e del mercato - non solo automobilistico - a livello europeo e nazionale: a) Dal punto di vista dei consumatori si tratta di una vera e proprio pratica commerciale scorretta, come conferma peraltro l avvio dell indagine da parte dell Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. Essi sono stati indotti in errore nelle scelte d acquisto da quanto dichiarato da Volkswagen circa le emissioni e la classe di omologazione nelle pubblicità e nei depliant informativi. Sono, inoltre, stati costretti a subire i danni causati all ambiente dalle emissioni inquinanti (fino a 40 volte più alte di quanto dichiarato). b) Non solo, con l utilizzo del software truffaldino Volkswagen ha perpetrato un inganno anche ai danni degli enti pubblici preposti all omologazione e questo ha quindi indubbiamente creato l ulteriore effetto di mettere in ulteriore discussione l attendibilità del sistema italiano ed europeo di omologazione delle automobili in generale.

c) Dal punto di vista economico, a livello europeo, la Banca d Italia ha già messo in guarda gli investitori e i consumatori in merito alle ripercussioni che sicuramente ci saranno sui mercati globali. d) Per quanto riguarda, invece, il mercato italiano preoccupa la situazione delle molte aziende che producono componenti per il gruppo Volkswagen: 2.500 aziende per un totale di 165.000 addetti. Si fa presente, infatti, che la vendita all estero dei componenti auto rappresenta il 5% dell export italiano, pari a 1,5 miliardi di euro che il gruppo Volkswagen paga annualmente per le parti prodotte in Italia e presenti sulle auto. e) Sebbene ad oggi le ripercussioni sul gruppo Volkswagen siano solamente di natura borsistica, bisognerà sicuramente mettere in conto una drastica riduzione delle vendite dovuta alla perdita di reputazione da parte della casa automobilistica con le ovvie conseguenze che si avranno dal punto di vista economico e dell occupazione. LE AZIONI DI ALTROCONSUMO A tale proposito desideriamo sottolineare che Altroconsumo, più di un anno fa, aveva già sollevato questo problema denunciando la pratica commerciale scorretta posta in essere in Italia e in Europa dalle case automobilistiche nel comunicare informazioni non veritiere circa le emissioni inquinanti e i consumi delle automobili diesel e non. Come è noto i livelli di emissioni inquinanti e i livelli di consumo di carburante sono due caratteristiche fondamentali prese in considerazione dai consumatori durante la fase di scelta e acquisto di un automobile. Esse possono far ricadere la decisione su un modello piuttosto che su un altro. È importante, quindi, che il consumatore abbia a disposizione informazioni corrette e reali affinché le proprie decisioni siano le più adatte possibili alle proprie necessità. Per questo motivo nel corso del 2014 Altroconsumo ha voluto verificare la correttezza delle informazioni fornite dalle case automobilistiche ed ha effettuato dei test presso un laboratorio certificato. Le prove sono state effettuate attenendosi alla normativa europea attualmente in vigore che risale a più di 30 anni fa: il Ciclo Nedc (New European Driving Cycle). 2

La normativa Nedc non fissa in modo rigido i parametri e le modalità per effettuare i test di omologazione, ma prevede un ampio margine di tolleranza tra i valori massimi e minimi misurabili. Ciò fa si che le case automobilistiche possano ottenere dei risultati a loro favorevoli rimanendo apparentemente nella legalità: i valori da loro ottenuti, però, sono ben lontani da quelli relativi alle normali condizioni di utilizzo dei veicoli. I risultati dei test effettuati da Altroconsumo (su una Fiat Panda e una Volkswagen Golf) sono stati messi a confronto con i dati di consumo e di emissioni dichiarati dalle case automobilistiche e, pur tenendo in considerazione tutti i margini di tolleranza consentiti dalla norma tecnica, sono state rilevate delle discrepanze alquanto elevate: Fiat Panda 1.2 benzina 51KW Dati dichiarati: o Emissioni: 99 g CO 2 /km o Consumi: 3,8 l/100 km I dati rilevati dai test di Altroconsumo: o Emissioni: 154,50 CO 2 /km o Consumi: 5,83 l/100 km Volkswagen Golf 1.6 diesel TDI BM77KW Dati dichiarati: o Emissioni: 99 g CO 2 /km o Consumi: 3,8 l/100 km I dati rilevati dai test di Altroconsumo: o Emissioni: 154,50 CO 2 /km o Consumi: 5,83 l/100 km In generale i consumi e le emissioni della Fiat Panda testata sono più alti del 18% rispetto a quelli dichiarati dalla casa costruttrice, quelli della Volkswagen Golf più alti del 50%. 3

Alla luce di tali dati, lo scorso mese di febbraio, Altroconsumo ha depositato due class action contro FCA Italy e contro Volkswagen perché le due case automobilistiche risarciscano tutti i consumatori danneggiati dalle false promesse delle aziende automobilistiche. Le due class action sono attualmente pendenti davanti alla Corte d Appello di Torino e al Tribunale di Venezia. A seguito dell attuale scandalo che ha coinvolto Volkswagen, Altroconsumo ha poi inviato una diffida alla casa automobilistica tedesca chiedendo di mettere in regola, con una nuova omologazione, i modelli circolanti e di risarcire adeguatamente tutti coloro che hanno acquistato uno dei modelli coinvolti, convinti di acquistare un auto meno inquinante di quella che invece hanno scelto. I dati alterati da parte di Volkswagen hanno condizionato gli acquisti dei consumatori, rendendoli causa di danni di cui Altroconsumo si riserva di chiedere conto anche in sede penale. Per tutta risposta Volkswagen ha affermato che considera le nostre richieste affrettate e non fondate (in allegato la risposta di Volkswagen). Per questo motivo Altroconsumo ha annunciato una nuova class action a favore di tutti i proprietari delle auto coinvolte perché vengano risarciti adeguatamente. LE RICHIESTE DI ALTROCONSUMO Alla luce di tale situazione, Altroconsumo desidera far presente anche in codesta sede che il problema principale è ben più ampio. Ci troviamo davanti ad un mercato artefatto a causa di una normativa vecchia che ormai non può che essere considerata superata. Le regole che ad oggi sottostanno al Ciclo Nedc sono state individuate più di 30 anni fa e sono quindi diventate inadatte dal punto di vista tecnico. L attuale ciclo di omologazione non è adatto ad auto che hanno raggiunto un livello tecnologico particolarmente elevato. Inoltre, gli strumenti attualmente utilizzati dalle case automobilistiche prevedono livelli di precisione particolarmente elevati e quindi non adeguati a regole individuate 30 anni fa. Per questo motivo Altroconsumo e le associazioni appartenenti al BEUC (Bureau Européen des Unions de Consommateurs) si sono mobilitate a livello europeo per far si che la normativa venga modificata e adeguata ai nuovi standard delle case automobilistiche. 4

È divenuto più che mai urgente e necessario approvare in via definitiva le modifiche della normativa tecnica sulle omologazioni. Essa deve adeguarsi ai nuovi standard tecnici a disposizione delle case automobilistiche e soprattutto deve rendere meno ampio il margine di tolleranza tra i valori minimi e massimi misurabili in fase di prove su rulli e su strada, evitando così che i costruttori possano decidere a loro piacimento i parametri da utilizzare in fase di test. 5