ANALISI CRITICA DI UNA FONTE STORIOGRAFICA Le pagine di Boccaccio sulla peste del 1348 a Firenze

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1 ANALISI CRITICA DI UNA FONTE STORIOGRAFICA Le pagine di Boccaccio sulla peste del 1348 a Firenze La morte colpisce con la lancia una coppia di innamorati (pittore della scuola di Jacques de Besançon, Breviario di Jost von Silenen, Miniatura per l ufficio dei defunti, Vol. I, foglio 359 r) La peste, codice Sercambi, Archivio di Stato di Lucca

2 Comincia la prima giornata del Decameron, nella quale dopo la dimostrazione fatta dall autore, per che cagione avvenisse di doversi quelle persone, che appresso si mostrano, ragunare 1 a ragionare 2 insieme, sotto il reggimento di Pampinea si ragiona di quello che più aggrada a ciascheduno Quantunque volte 3, graziosissime donne, meco 4 pensando riguardo quanto voi naturalmente 5 : tutte siete pietose, tante conosco che la presente opera al vostro iudicio avrà grave e noioso 6 principio, sì come è la dolorosa ricordazione della pestifera mortalità trapassata, universalmente a ciascuno che quella vide o altramenti conobbe dannosa 7, la quale essa porta nella sua fronte 8. Ma non voglio per ciò che questo di più avanti leggere vi spaventi, quasi 9 sempre tra sospiri e tralle lagrime leggendo dobbiate trapassare 10. Questo orrido cominciamento vi fia non altramenti 11 che a camminanti una montagna aspra e erta, appresso alla quale un bellissimo piano e dilettevole sia reposto, il quale tanto più viene 12 lor piacevole quanto maggiore è stata del salire e dello smontare la gravezza 13. E sì come la estremità della allegrezza il dolore occupa, così le miserie da sopravegnente letizia sono terminate 14. A questa brieve noia (dico brieve in quanto in poche lettere si contiene) seguirà prestamente la dolcezza e il piacere quale io v ho davanti 15 promesso e che forse da così fatto inizio non sarebbe, se non si dicesse, aspettato. E nel vero, se io potuto avessi onestamente 16 per altra parte menarvi a quello che io desidero che per così aspro sentiero come fia questo, io l avrei volentier fatto: ma per ciò che, qual fosse la cagione per che le cose che appresso si leggeranno ragunare: riunire. ragionare: parlare. quantunque volte che: ogni volta che. meco: fra me. naturalmente: per natura. noioso: doloroso. universalmente dannosa: dannosa per tutti quelli che la videro di persona o la conobbero in altro modo. la quale fronte: il quale ricordo la presente opera reca al suo inizio. quasi: come se. trapassare: andare avanti (a leggere). vi fia altramenti: sarà per voi come viene: diviene, risulta. gravezza: fatica. le estremità terminate: come il dolore sopraggiunge nell estrema allegria, così le miserie sono concluse dal sopraggiungere del piacere. davanti: in precedenza, nel Proemio. onestamente: convenientemente avvenissero 17, non si poteva senza questa rammemorazion dimostrare, quasi da necessità costretto a scriverle mi conduco 18. Dico adunque che già erano gli anni della fruttifera 19 incarnazione del Figliuolo di Dio al numero pervenuti di milletrecentoquarantotto, quando nella egregia città di Fiorenza, oltre ad ogn altra italica nobilissima, pervenne 20 la mortifera pestilenza 21 : la quale, o per operazion de corpi superiori 22 o per le nostre inique opere da giusta ira di Dio 23 a nostra correzione mandata sopra i mortali 24, alquanti anni davanti 25 nelle parti orientali 26 incominciata, quelle qual fosse avvenissero: qualunque fosse la causa per cui avvenissero le cose che in seguito si leggeranno. mi conduco: mi induco. fruttifera: fruttuosa. Boccaccio definisce la nascita di Cristo fruttuosa per gli uomini in quanto ha aperto loro la strada della salvezza eterna, della redenzione. pervenne: giunse. Sia la datazione che la descrizione della dinamica di sviluppo dell epidemia appaiono piuttosto attendibili. La peste, dice Boccaccio, si è sviluppata dapprima in Oriente ed è giunta a Firenze del Il cronista fiorentino Matteo Villani 21, cercando anch egli di ricostruire l origine dell epidemia, scriveva: «Cominciossi nelle parti d Oriente, nel detto anno [1346], inverso il Cattai [il nome con il quale veniva chiamata la Cina nel medioevo] e l India superiore, e nelle altre provincie circostanti a quelle marine dell oceano [si riferisce probabilmente ai territori africani che si affacciano sull Oceano Indiano+, una pestilenza tra gli uomini d ogni condizione di catuna [ciascuna] età e sesso, che cominciavano a sputare sangue, e morivano chi di subito, chi in due o tre dì * +. Questa pestilenzia si venne di tempo in tempo, e di gente in gente apprendendo [Qui Villani ci rivela in che modo circolavano le informazioni nel medioevo: non essendovi giornalisti, ovvero persone che per professione raccoglievano e diffondevano notizie, queste ultime si trasmettevano lentamente, attraverso il passaparola tra persona e persona. È proprio per questa ragione che le informazioni di cui disponiamo, sulla peste come su qualunque altro episodio della storia medievale, sono spesso imprecise e generiche], comprese infra il termine d uno anno la terza parte del mondo che si chiama Asia [Secondo i geografi medievali, i continenti erano tre (Europa, Asia e Africa) e ciascuno di essi era grande un terzo del mondo intero]. E nell ultimo di questo tempo s aggiunse alle nazioni del Mare Maggiore [il Mediterraneo], e alle ripe del Mare Tirreno, nella Soria [Siria] e nella Turchia, e in verso lo Egitto e la riviera del Mar Rosso, e dalla parte settentrionale la Rossia [Russia], la Grecia, e l Erminia [Armenia] e l altre conseguenti provincie * +»[M. Villani, Nuova cronica ( ), libro I, II]. Queste notizie trovano a loro volta conferma nei Viaggi, scritto dall esploratore marocchino di origine Ibn Baţţūţa ( ) e soprattutto nella testimonianza del medico arabo Ibn Hatimah, secondo il quale l epidemia aveva avuto origine in Cina operazion de corpi superiori: influenza dei corpi celesti, degli astri. inique opere ira di Dio: a causa delle nostre colpe dalla giusta ira di Dio. Questo passaggio del testo prende in considerazione il problema delle cause della peste. Boccaccio cita entrambe le ipotesi più diffuse al suo tempo: quella scientifica e quella religiosa. La prima si comprende tenendo presente che una delle spiegazioni scientifiche più diffuse all epoca era quella fornita da Gentile da Foligno (?-1348), professore di medicina all Università di Padova e poi a Perugia, nel Paradigma del soffio pestifero (titolo postumo), scritto proprio nel Per spiegare il contagio, Gentile parte da una premessa astrologica: il 23 marzo 1345 si sarebbe verificata una congiunzione sfavorevole di Marte, Giove e Saturno. In conseguenza di questo evento, esalazioni insalubri sarebbero state risucchiate dal mare, restituite all aria (dove si sarebbero riscaldate) e poi rigettate sulla - 2 -

3 d inumerabile quantità de viventi avendo private, senza ristare 27 d un luogo in uno altro continuandosi, verso l Occidente miserabilmente 28 s era ampliata. E in quella 29 non valendo alcuno senno né umano provedimento, per lo quale fu da molte immondizie purgata la città da oficiali sopra ciò ordinati 30 e vietato terra come venti corrotti. Questo soffio pestifero, se inspirato dall uomo, crea vapori velenosi che si raccolgono attorno al cuore e ai polmoni, infettando gli organi del corpo. La seconda spiegazione (che abbiamo definito religiosa ) attribuiva la peste alla volontà divina di punire gli uomini per i loro peccati. Si tenga presente che, di fronte alla scarsa efficacia delle spiegazioni mediche, l interpretazione della peste più convincente, agli occhi di un uomo medievale, era proprio quella religiosa. Secondo quest ultima, la peste sarebbe stata un flagello inflitto da Dio agli uomini per punirli dei loro peccati, oppure un segno con il quale Dio annunciava l imminenza della fine del mondo. In una prima fase, la spiegazione religiosa era essenzialmente rivolta a individuare la causa dell ira divina nei peccati compiuti dai cristiani. Successivamente, soprattutto in Germania, in Francia e in altri territori del Nord Europa, si diffuse la convinzione che l ira divina fosse causata dalle minoranze religiose che vivevano nella Cristianità e soprattutto dagli Ebrei. Si verificarono così numerosi episodi di persecuzione e veri e propri massacri di Ebrei, che sarebbero continuati per quasi un secolo. alquanti anni davanti: qualche anno prima. nelle parti orientali: in Oriente, cioè nelle parti orientali del mondo. senza ristare: senza arrestarsi. miserabilmente: provocando miseria. Interessante è la correlazione tra la peste e la miseria [riga 28]. Anche a questo proposito possiamo anzitutto stabilire un legame causale stretto tra miseria e peste, come riferisce il cronista fiorentino Giovanni Villani. Secondo costui, nel 1347 Firenze e il suo territorio agricolo vennero colpiti da una gravissima carestia, che probabilmente contribuì a indebolire notevolmente la popolazione, predisponendola alla diffusione dell epidemia l anno successivo. Villani descrive così gli effetti della carestia: «E fu sì grande la necessità, che le più delle famiglie de contadini abbandonavano i poderi, e rubavano per la fame l uno all altro ciò che trovavano e molti ne vennero mendicando in Firenze, e così de forestieri d intorno, ch era una pietà a vedere e udire, e non si poteno lavorare le terre né seminare; se non che coloro cui erano, se n'avieno il podere, convenia che pascesse quelli che le lavoravano, e fornire di seme, e quello con grande necessità e costo» [G. Villani, Nuova cronica ( ), libro XII, LXXIII]. Nella stessa Nuova Cronica, Giovanni Villani riferisce poi che nel novembre del 1347 «subitamente montò il grano in Firenze, da soldi ventidue che valeva lo staio, in uno mezzo fiorino d oro, e infine in soldi trentacinque lo staio, onde il popolo si meravigliò, temendo e dubitando forte che non tornasse la carestia passata». [G. Villani, Nuova cronica, Libro XII, CXIX]. La situazione fiorentina alla fine del 1347 è dunque caratterizzata da una forte crisi economica, che non provoca soltanto una generica paura che si ripeta la carestia degli anni precedenti, ma anche una effettiva modificazione dell alimentazione, soprattutto per i ceti più poveri della città, che quindi sono soggetti ad un indebolimento complessivo delle difese immunitarie e, di conseguenza, più esposti al rischio di epidemie di ogni genere. Infine, anticipiamo quando diremo più avanti e cioè che la peste è stata essa stessa causa di crisi economica e di miseria diffusa, poiché ha determinato a sua volta un crollo improvviso della produzione agricola, che a sua volta ha determinato un nuovo lungo periodo di penuria di cibo. in quella: contro quella (pestilenza). oficiali ordinati: funzionari cui era stato affidato il compito di controllare ciò (ovvero il mantenimento dell igiene pubblica) l entrarvi dentro a ciascuno infermo 31 e molti consigli dati a conservazion della sanità 32, né ancora umili supplicazioni 33 non una volta ma molte e in processioni ordinate, in altre guise a Dio fatte dalle divote persone, quasi nel principio della primavera dell anno predetto orribilmente cominciò i suoi dolorosi effetti, e in miracolosa 34 maniera, a dimostrare. E non come in Oriente aveva fatto, dove a chiunque usciva il sangue del naso era manifesto segno di inevitabile morte: ma nascevano nel cominciamento d essa a maschi e alle femine parimente o nella anguinaia 35 o sotto le ditella 36 certe enfiature 37, delle quali alcune crescevano come una comunal 38 mela, altre come uno uovo, e alcune più e alcun altre meno, le quali i volgari nominavan gavoccioli 39. E dalle due parti del corpo predette infra brieve spazio 40 cominciò il già detto gavocciolo mortifero indifferentemente in ogni parte di quello 41 a nascere e a venire: e da questo appresso s incominciò la qualità della predetta infermità a permutare in macchie nere o livide, le quali nelle braccia e per le cosce e in ciascuna altra parte del corpo apparivano a molti, a cui 42 grandi e rade e a cui minute e spesse. E come il gavocciolo primieramente era stato e ancora era certissimo indizio di futura morte, così erano queste a ciascuno a cui venieno. A cura delle quali infermità né consiglio di medico né virtù 43 di medicina alcuna pareva che valesse o facesse profitto: anzi, o che natura del malore nol patisse o che la ignoranza de medicanti 44 (de quali, oltre al numero degli scienziati, così di femine come d uomini senza avere alcuna dottrina di medicina avuta giammai, era il numero divenuto grandissimo) non conoscesse da che si movesse 45 e per consequente debito argomento non vi prendesse 46, infermo: malato. a conservazion della sanità: per conservare la salute. supplicazioni: suppliche. miracolosa: straordinaria. anguinaia: inguine. ditella: ascelle. enfiature: rigonfiamenti. comunal: comune, di normale dimensione. gavoccioli: il nome dato a quell epoca ai bubboni, cioè ai rigonfiamenti di cui si parla poco sopra. dalle due parti spazio: a breve spazio dalle due parti del corpo dette in precedenza (inguine e ascelle). di quello: del corpo. a cui: a chi. virtù: potere, effetto. ignoranza de medicanti: ignoranza, incapacità dei medici. da che si movesse: quale fosse la causa (della malattia)

4 55 60 non solamente pochi ne guarivano, anzi quasi tutti infra 47 l terzo giorno dalla apparizione de sopra detti segni, chi più tosto e chi meno 48 e i più senza alcuna febbre o altro accidente 49, morivano. E fu questa pestilenza di maggior forza per ciò che 50 essa dagli infermi di quella per lo comunicare insieme s avventava 51 a sani, non altramenti che faccia 52 il fuoco alle cose secche o unte quando molto gli sono avvicinate 53. E più avanti ancora ebbe di male 54 : ché non solamente il parlare e l usare 55 cogli infermi dava a sani infermità o cagione 56 di comune morte, ma ancora 57 il toccare i panni o qualunque altra cosa da quegli infermi stata tocca o adoperata pareva seco 58 quella cotale infermità nel toccator 59 transportare volte un dì così fatta esperienza: che, essendo gli stracci d un povero uomo da tale infermità morto 66 gittati nella via publica e avvenendosi 67 a essi due porci, e quegli secondo il lor costume prima molto col grifo e poi co denti presigli e scossiglisi alle guance, in piccola ora appresso 68, dopo alcuno avvolgimento, come se veleno avesser preso, amenduni 69 sopra li mal tirati stracci 70 morti caddero in terra 71. Dalle quali cose e da assai altre a queste simiglianti o maggiori nacquero diverse paure e immaginazioni in quegli che rimanevano vivi, e tutti quasi a un fine tiravano 72 assai crudele era di schifare 73 e di fuggire gl infermi e le lor cose; e così faccendo, si credeva ciascuno medesimo salute acquistare Maravigliosa 60 cosa è da udire quello che io debbo dire: il che, se dagli occhi di molti e da miei non fosse stato veduto, appena che io ardissi di crederlo 61, non che di scriverlo, quantunque da fededegna 62 udito l avessi. Dico che di tanta efficacia fu la qualità della pestilenzia narrata nello appiccarsi 63 da uno a altro, che non solamente l uomo all uomo, ma questo, che è molto più, assai volte visibilmente fece, cioè che la cosa dell uomo infermo stato, o morto di tale infermità, tocca 64 da un altro animale fuori della spezie dell uomo 65, non solamente della infermità il contaminasse ma quello infra brevissimo spazio uccidesse. Di che gli occhi miei, sì come poco davanti è detto, presero tra l altre per conseguente prendesse: e, conseguentemente, non fosse in grado di porvi rimedio. infra: entro. chi più tosto e chi meno: chi prima e chi poi. accidente: sintomo. per ciò che: per il fatto che. s avventava: si trasmetteva. non altramenti che faccia: non diversamente da come fa. il paragone con il fuoco, che vicino alle cose secche o unte si sviluppa molto rapidamente, vuole qui sottolineare la velocità di diffusione del contagio. E più avanti male: ed in seguito produsse anche maggiore danno. l usare: la frequentazione. cagione: causa. ancora: anche. seco: con sé. toccator: colui che aveva toccato. meravigliosa: straordinaria. appena che crederlo: io quasi non oserei credelo. fededegna: persona degna di fede, affidabile. appiccarsi: trasmettersi. tocca: toccata. spezie dell uomo: specie umana morto: ucciso. avvenendosi: avvicinandosi. in piccola ora appresso: in brevissimo tempo. amendue: entrambi. mal tirati stracci: stracci che avevano tirato a loro danno. Questo passo è molto interessante, anche se del tutto incredibile: Boccaccio dice di aver visto due maiali avvicinarsi ai vestiti appartenuti ad un uomo morto di peste, di averli visti grufolare e mordere i vestiti e, poco tempo dopo, di averli visti morire entrambi. Per quello che sappiamo oggi (grazie alla scienza) a proposito degli effetti della peste, l episodio è inverosimile (almeno così come lo presenta Boccaccio): la peste, infatti, è causata da un bacillo che richiede un tempo di incubazione che oscilla tra i due e i dodici giorni; è quindi impossibile che la malattia si riveli mortale pochissimo tempo (il testo farebbe pensare dopo poche ore o anche meno) dopo il contagio. In un caso come questo lo storico che analizza criticamente il documento potrebbe giungere alla conclusione che si tratti di un documento complessivamente inattendibile. Tuttavia possiamo cercare di capire se esista qualche spiegazione plausibile che, pur di fronte all inattendibilità dell evento raccontato, permetta di continuare a considerare complessivamente credibile la testimonianza di Boccaccio circa la peste a Firenze. La domanda che dovremmo porci è: come si potrebbe spiegare ciò che Boccaccio dice di avere visto con i propri occhi? La risposta a questa domanda è relativamente semplice: i due maiali potrebbero essere stati contagiati da tempo (il bacillo della peste, in effetti, può contagiare qualunque essere vivente con il quale viene a contatto) e, essendo già malati, avrebbero potuto morire a causa della malattia precedentemente contratta dopo avere casualmente giocato con i vestiti del morto. È evidente che in questo caso Boccaccio testimonia di un evento che egli fraintende. Ma non di un evento falso, o immaginario. Non abbiamo alcun motivo di credere che Boccaccio menta: diamo quindi per buono che questa scena egli la abbia vista davvero, così come deve aver visto tutte le scene descritte più avanti. Dal punto di vista dello storico che analizza un documento, potremmo aggiungere che il fraintendimento di Boccaccio è anch esso un elemento storicamente rilevante: esso ci permette di capire quanto fossero inadeguate le spiegazioni che gli uomini del tempo (non dimentichiamo che Boccaccio era un uomo molto istruito, uno dei maggiori intellettuali della sua epoca) erano in grado di dare a proposito di questa malattia. tiravano: tendevano. schifare: evitare. e così faccendo acquistare: facendo in questo modo (cioè evitando di venire a contatto con i malati e le loro cose) credevano di riuscire a conservare la salute

5 E erano alcuni, li quali avvisavano 75 che il viver moderatamente e il guardarsi 76 da ogni superfluità 77 avesse molto a così fatto accidente resistere 78 ; e fatta brigata 79, da ogni altro separati viveano, e in quelle case ricogliendosi e racchiudendosi, dove niuno infermo fosse e da viver meglio, dilicatissimi cibi e ottimi vini temperatissimamente 80 usando e ogni lussuria 81 fuggendo 82, senza lasciarsi parlare a alcuno o volere di fuori di morte o d infermi alcuna novella sentire, con suoni e con quegli piaceri che aver poteano si dimovano. Altri, in contraria oppinion tratti, affermavano il bere assai e il godere e l andar cantando attorno e sollazzando e il sodisfare d ogni cosa all appetito che si potesse e di ciò che avveniva ridersi e beffarsi esser 83 medicina certissima 84 a tanto male; e così come il dicevano mettevano in opera a lor potere, il giorno e la notte ora a quella taverna ora a quella altra andando, bevendo senza modo e senza misura, e molto più ciò per l altrui case faccendo, solamente che cose vi sentissero che lor venissero a grado o in piacere E ciò potevan far di leggiere 85, per ciò che ciascun, quasi non più viver dovesse, aveva, sì come sé 86, le sue cose messe in abbandono 87 ; di che 88 le più delle case erano divenute comuni, e così l usava lo straniere 89, pure che ad esse s avvenisse 90, come l avrebbe il proprio signore usate; e con tutto 91 questo proponimento bestiale sempre gl infermi fuggivano a lor potere E in tanta afflizione e miseria della nostra città era la reverenda 93 autorità delle leggi, così divine come umane, quasi caduta e dissoluta tutta per li 94 ministri e esecutori di quelle, li quali, sì come gli altri uomini, erano tutti o morti o infermi o sì di famigli rimasi stremi 95, che uficio alcuno non potean fare; per la qual cosa era a ciascun licito quanto a grado gli era d adoperare 96. Molti altri servavano, tra questi due di sopra detti, una mezzana via 97, non strignendosi nelle vivande 98 quanto i primi né nel bere e nell altre dissoluzioni 99 allargandosi 100 quanto i secondi, ma a sofficienza secondo gli appetiti le cose usavano e senza rinchiudersi andavano a torno, portando nelle mani chi fiori, chi erbe odorifere e chi diverse maniere di spezierie 101, quelle al naso ponendosi spesso, estimando essere ottima cosa il cerebro 102 con cotali odori confortare, con ciò fosse cosa che 103 l aere tutto paresse dal puzzo de morti corpi e delle infermità e delle medicine compreso 104 e puzzolente. Alcuni erano di più crudel sentimento, come che 105 per avventura più fosse sicuro, dicendo niuna altra medicina essere contro alle pestilenze migliore né così buona come il fuggir loro davanti; e da questo argomento mossi, non curando d alcuna cosa se non di sé, assai e uomini e donne abbandonarono la propia città, le propie case, i lor luoghi e i lor parenti e le lor cose, e cercarono l altrui o almeno il lor contado 106, quasi l ira di Dio a punire le avvisavano: sostenevano, ritenevano. il guardarsi: l evitare. superfluità: cosa superflua. avesse resistere: servisse a resistere (alla peste). fatta brigata: costituito un gruppo. temperatissimamente: con molta moderazione. lussuria: eccesso. fuggendo: evitando. esser: che era (l infinito è retto da affermavano riga 90, costruzione latina). certissima: efficacissima. di leggiere: facilmente. sì come sé: così come se stesso. messe in abbandono: abbandonate. di che: per cui. lo straniere: chi non vi risiedeva abitualmente. s avvenisse: succedesse. con tutto: malgrado. fuggivano a lor potere: se potevano evitavano (gli appestati) reverenda: degna di essere riverita. per li: a causa dei. di famigli stremi: rimasti quasi privi (stremi) di servitori (famigli). adoperare: fare. In questo passo troviamo un primo riferimento alle conseguenze della peste sull organizzazione politica e amministrativa della città. Boccaccio afferma che gli esecutori della legge (cioè tutti coloro che avevano compiti amministrativi o incarichi di governo), come tutti gli altri uomini, furono soggetti alla malattia e si comportarono come tutti gli altri. Molti di essi morirono e altrettanti rimasero privi di uomini ai quali dare gli ordini necessari per mantenere l organizzazione politico-amministrativa della città. Data questa situazione, l effetto della peste fu quello di produrre il discredito e la paralisi della pubblica autorità e la decadenza delle leggi, sia umane che divine. una mezzana via: una via di mezzo. non strignendosi vivande: non limitandosi nel cibarsi. dissoluzioni: dissolutezze. allargandosi: rilassandosi. maniere di spezierie: tipi di spezie. cerebro: cervello. con ciò che: poiché. compreso: riempito, saturato. come che: pensando che. lor contado: i loro possedimenti in campagna

6 iniquità degli uomini con quella pestilenza non dove fossero procedesse 107, ma solamente a coloro opprimere li quali dentro alle mura della lor città si trovassero, commossa 108 intendesse 109 ; o quasi avvisando 110 niuna persona in quella dover rimanere e la sua ultima ora esser venuta. E come che questi così variamente oppinanti 111 non morissero tutti, non per ciò tutti campavano: anzi, infermandone 112 di ciascuna molti e in ogni luogo, avendo essi stessi, quando sani erano, essemplo dato a coloro che sani rimanevano, quasi abbandonati per tutto languieno 113. E lasciamo stare che l uno cittadino l altro schifasse 114 e quasi niuno vicino avesse dell altro cura e i parenti insieme rade volte o non mai si visitassero e di lontano 115 : era con sì fatto spavento questa tribulazione 116 entrata né petti degli uomini e delle non dove fossero procedesse: non li colpisse ovunque si trovavano. commossa: una volta scatenata. Intendesse si riferisce a l ira di Dio (riga 120). Qui Boccaccio riferisce un modo di pensare molto diffuso, secondo il quale la peste sarebbe stata una punizione voluta da Dio per punire i peccati non di tutti gli uomini, ma più specificamente dei cittadini (così pensavano coloro che abbandonavano la città cercando scampo nelle campagne circostanti). L idea sottostante questa reazione era quella che vedeva la città come luogo anomalo, più peccaminoso rispetto alla campagna. avvisando: ritenendo. così variamente oppinanti: con opinioni così diverse. infermandone: ammalandosi. languieno: languivano, erano abbandonati. schifasse: evitasse. Questo passo è piuttosto significativo per comprendere il sistema delle relazioni che vigeva in città. Boccaccio, che qui riprende il discorso sulla decadenza delle leggi, sia umane che divine (cfr. sopra, righe e nota 94), afferma che (a) nessun vicino aveva cura dell altro e (b) i parenti si facevano visita raramente e restando lontani l uno dall altro anche durante la visita. Questo ordine può apparire sorprendente, perché i rapporti di vicinato appaiono evidentemente a Boccaccio quasi più importanti di quelli di parentela. Ciò non sorprende se si pensa alla struttura della città medievale e alla struttura dei rapporti parentali. Anzitutto, nella città gli spazi disponibili per la costruzione di nuovi edifici erano scarsissimi e di conseguenza chi, sposandosi, per qualche ragione andasse a vivere fuori della casa del padre doveva rassegnarsi a cercare una nuova abitazione anche piuttosto lontano dal parentado. Più frequentemente, se la dimora paterna era grande chi si sposava vi restava, poiché la norma non era la famiglia mononucleare (padre, madre e figli), bensì la famiglia plurigenerazionale, ampliata spesso anche ad amici e servitori (soprattutto nelle famiglie importanti). Ciò non valeva, naturalmente, per le figlie femmine che, una volta sposate, passavano dalla tutela del padre a quella del marito e, di conseguenza, recidevano i rapporti con la famiglia d origine. La conseguenza di questa struttura dei rapporti famigliari è che i legami parentali, che in linea generale erano l asse portante delle relazioni sociali medievali, finivano per essere meno intimi dei rapporti di vicinato. Di qui l insistenza di Boccaccio sul fatto che la mancanza di solidarietà tra vicini è uno dei segni più evidenti dell imbarbarimento della vita sociale conseguente allo sviluppo dell epidemia. tribulazione: preoccupazione donne, che l un fratello l altro abbandonava e il zio il nipote e la sorella il fratello e spesse volte la donna il suo marito; e (che maggior cosa è e quasi non credibile), li padri e le madri i figliuoli, quasi loro non fossero, di visitare e di servire schifavano. Per la qual cosa a coloro, de quali era la moltitudine inestimabile, e maschi e femine, che infermavano 117, niuno altro sussidio rimase che o la carità degli amici (e di questi fur pochi) o l avarizia de serventi, li quali da grossi salari e sconvenevoli tratti servieno, quantunque per tutto ciò molti non fossero divenuti: e quelli cotanti erano uomini o femine di grosso ingegno, e i più di tali servigi non usati, li qual niuna altra cosa servieno che di porgere alcune cose dagl infermi addomandate 118 o di riguardare 119 quando morieno; e, servendo in tal servigio, sé molte volte col guadagno perdeano. E da questo essere abbandonati gli infermi da vicini, da parenti e dagli amici e avere scarsità di serventi, discorse 120 uno uso 121 quasi davanti mai non udito: che niuna, quantunque leggiadra o bella o gentil donna fosse, infermando, non curava d avere a suoi servigi uomo, egli si fosse o giovane o altro, e a lui senza alcuna vergogna ogni parte del corpo aprire non altrimenti che a una femina avrebbe fatto, solo che la necessità della sua infermità il richiedesse; il che, in quelle che ne guerirono, fu forse di minore onestà, nel tempo che succedette, cagione 122. E oltre a questo ne seguio 123 la morte di molti che per avventura, se stati fossero atati 124, campati sarieno; di che 125, tra per lo difetto degli opportuni servigi, li quali gl infermi aver non poteano, e per la forza della pestilenza, era tanta nella città la moltitudine che di dì e di notte morieno, che uno stupore era a udir dire, non che a riguardarlo. Per che, quasi di necessità, cose contrarie a primi costumi 126 de cittadini nacquero tra quali 127 rimanean vivi. Era usanza (sì come ancora oggi veggiamo usare) che le donne parenti e vicine nella casa del morto si ragunavano e quivi con quelle che più gli infermavano: si ammalavano. addomandate: richieste. di riguardare: di assisterli. discorse: derivò. uso: usanza. cagione: ragione, causa. ne seguio: ne derivò. atati: aiutati di che: di conseguenza. a primi costumi: ai costumi antecedenti lo scoppio dell epidemia. quali: coloro che

7 appartenevano 128 piagnevano; e d altra parte dinanzi alla casa del morto co suoi prossimi 129 si ragunavano i suoi vicini e altri cittadini assai 130, e secondo la qualità 131 del morto vi veniva il chericato 132 ; ed egli sopra gli omeri 133 sé suoi pari, con funeral pompa di cera e di canti 134, alla chiesa da lui prima eletta 135 anzi la morte 136 n era portato. Le quali cose, poi che a montar 137 cominciò la ferocità 138 della pestilenza tutto o in maggior parte quasi cessarono e altre nuove in lor luogo ne sopravennero. Per ciò che, non solamente senza aver molte donne da torno morivan le genti, ma assai n erano di quelli che di questa vita senza testimonio trapassavano; e pochissimi erano coloro a quali i pietosi pianti e l amare lagrime de suoi congiunti fossero concedute 139, anzi in luogo di quelle s usavano per li più risa e motti e festeggiar compagnevole 140 ; la quale usanza le donne, in gran parte posposta 141 la donnesca pietà per la salute di loro, avevano ottimamente appresa. Ed erano radi 142 coloro, i corpi de quali fosser più che da un diece o dodici de suoi vicini alla chiesa acompagnati; li quali non gli orrevoli e cari 143 cittadini sopra gli omeri portavano, ma una maniera 144 di beccamorti sopravenuti di minuta gente 145, che chiamar si facevan becchini, la quale questi servigi prezzolata 146 faceva, sottentravano 147 alla bara; e quella con frettolosi passi, non a quella chiesa che esso aveva anzi la morte disposto ma alla più vicina le più volte il portavano, dietro a quattro o a sei cherici con poco lume 148 quelle che più gli appartenevano: le parenti più strette. prossimi: parenti. assai: molti. secondo la qualità: a seconda del livello sociale. chiericato: il clero, i religiosi. omeri: spalle. funeral canti: cerimonie funebri solenni con candele accese e intonazione di canti. eletta: scelta. anzi la morte: prima della morte. montar: crescere, dilagare. ferocità: gravità, ferocia. concedute: concesse. festeggiar compagnevole: festeggiamento in compagnia. posposta: trascurata. radi: rari. orrevoli e cari: onorati (onorevoli) e amati. maniera: specie. sopravvenuti gente: provenienti da famiglie di condizione molto umile. prezzolata: pagata. sottentravano: stavano sotto (cioè portavano la bara sulle spalle). con poco lume: con poche candele. 180 e tal fiata 149 senza alcuno; li quali con l aiuto de detti becchini, senza faticarsi in troppo lungo uficio 150 o solenne, in qualunque sepoltura disoccupata 151 trovavano più tosto 152 il mettevano Della minuta gente 153, e forse in gran parte della mezzana 154, era il ragguardamento di molto maggior miseria pieno 155 ; per ciò che 156 essi, il più o da speranza o da povertà ritenuti 157 nelle lor case, nelle lor vicinanze standosi, a migliaia per giorno infermavano; e non essendo né serviti né atati d alcuna cosa, quasi senza alcuna redenzione 158, tutti morivano. E assai n erano che nella strada pubblica o di dì o di notte finivano, e molti, ancora che nelle case finissero, prima col puzzo de lor corpi corrotti che altramenti facevano a vicini sentire sé esser morti; e di questi e degli altri che per tutto morivano, tutto pieno 159. Era il più da vicini una medesima maniera servata 160, mossi non meno da tema 161 che la corruzione 162 de morti non gli offendesse 163, che da carità la quale avessero a trapassati 164. Essi, e per sé medesimi e con l aiuto d alcuni portatori, quando aver ne potevano, traevano dalle lor case li corpi de già passati, e quegli davanti alli loro usci ponevano, dove, la mattina spezialmente, n avrebbe potuti veder senza numero chi fosse attorno andato: e quindi fatte venir bare 165, (e tali furono, che, per difetto di quelle, sopra alcuna tavole 166 ) ne portavano 167. tal fiata: talvolta. uficio: rito. sepoltura disoccupata: tomba vuota. più tosto: rapidamente. minuta gente: piccola gente (cioè i poveri). mezzana (riferito a gente): il ceto medio. era il ragguardamento pieno: suscitava molta più compassione (ragguardamento). per ciò che: poiché, a causa del fatto che. ritenuti: trattenuti. senza alcuna redenzione: senza alcuna possibilità di scampo. tutto pieno: è sottinteso il verbo (era). era servata: per lo più i vicini osservavano la medesima usanza. tema: timore. corruzione: decomposizione. gli offendesse: li contaminasse. Il senso complessivo di questo passo è: mossi non meno dal timore di essere contagiati dalla decomposizione dei corpi che dalla pietà nei confronti dei morti. fatte venir bare: fatte giungere delle bare

8 Né fu una bara sola quella che due o tre ne portò insiememente, né avvenne pure 168 una volta, ma se ne sarieno assai potute annoverare di quelle che la moglie e l marito, di due o tre fratelli, o il padre e il figliuolo, o così fattamente ne contenieno 169. E infinite volte avvenne che, andando due preti con una croce per alcuno, si misero tre o quatro bare, dà portatori portate, di dietro a quella: e, dove un morto credevano avere i preti a sepellire, n avevano sei o otto e tal fiata 170 più. Né erano per ciò questi da alcuna lagrima o lume o compagnia onorati; anzi era la cosa pervenuta a tanto, che non altramenti si curava degli uomini che morivano, che ora si curerebbe di capre; per che assai manifestamente 171 apparve che quello che il naturale corso delle cose non avea potuto con piccoli e radi 172 danni a savi mostrare doversi con pazienza passare, la grandezza de mali eziandio 173 i semplici far di ciò scorti e non curanti 174. Alla gran moltitudine de corpi mostrata, che a ogni chiesa ogni dì e quasi ogn ora concorreva portata, non bastando la terra sacra alle sepolture, e massimamente 175 volendo dare a ciascun luogo proprio 176 secondo l antico costume, si facevano per gli cimiterii delle chiese 177, poi che ogni parte era piena, fosse grandissime nelle quali a centinaia si mettevano i sopravegnenti: e in quelle stivati, come si mettono le mercatantie 178 nelle navi a suolo a suolo 179, con poca terra si ricoprieno infino a tanto che la fossa al sommo si pervenia. e tali tavole: ed erano talmente tanti che, per mancanza di quelle (cioè di bare) [li collocavano] sopra delle tavole. ne portavano: li collocavano (cioè collocavano i cadaveri). pure: solo. ma se ne sariano contenieno: ma se ne sarebbero potute annoverare molte nelle quali erano contenuti insieme i cadaveri della moglie e del marito, di due o tre fratelli, o di padre e figlio. tal fiata: talvolta. assai manifestamente apparve: apparve con molta evidenza. radi: sporadici. eziandio: anche, altresì. per che assai manifestamente curanti: così apparve con molta evidenza che la grandezza dei mali aveva reso consapevoli (scorti, cioè accorti) e rassegnati (non curati, cioè indifferenti) anche gli stupidi (i semplici) di fronte a quello che i piccoli danni, nello svolgimento normale (naturale) delle cose, non avevano potuto insegnare ai saggi a sopportare con pazienza. massimamente: tanto più. volendo dare proprio: volendo assegnare a ciascuno la propria sepoltura. per gli cimiterii delle chiese: nei cimiteri delle chiese. mercatantie: merci. a suolo a suolo: a strati sovrapposti, l uno sopra l altro E acciò che dietro a ogni particularità le nostre passate miserie per la città avvenute più ricercando non vada, dico che, così inimico tempo 180 correndo per quella, non per ciò meno d alcuna cosa risparmiò il circustante contado, nel quale, (lasciando star le castella, che simili erano nella loro piccolezza alla città) per le sparte ville 181 e per li campi i lavoratori miseri e poveri e le loro famiglie, senza alcuna fatica 182 di medico o aiuto di servidore, per le vie e per li loro colti 183 e per le case, di dì e di notte indifferentemente, non come uomini ma quasi come bestie morieno. Per la qual cosa essi, così nelli loro costumi come i cittadini divenuti lascivi 184, di niuna lor cosa o faccenda curavano; anzi tutti, quasi quel giorno nel quale si vedevano esser venuti la morte aspettassero, non d aiutare i futuri frutti delle bestie e delle terre e delle loro passate fatiche, ma di consumare quegli che si trovavano presenti si sforzavano con ogni ingegno. Per che adivenne 185 i buoi, gli asini, le pecore, le capre, i porci, i polli e i cani medesimi fedelissimi agli uomini, fuori delle proprie case cacciati, per li campi (dove ancora le biade abbandonate erano, senza essere, non che raccolte ma pur segate) come meglio piaceva loro se n andavano. E molti, quasi come razionali, poi che pasciuti erano bene il giorno, la notte alle lor case senza alcuno correggimento 186 di pastore si tornavano satolli. Che più si può dire (lasciando stare il contado e alla città ritornando) se non che tanta e tal fu la crudeltà del cielo, e forse in parte quella degli uomini, che infra l marzo e il prossimo luglio vegnente 187, tra per la forza della pestifera infermità e per l esser molti infermi mal serviti o abbandonati né lor bisogni per la paura ch aveono i sani, oltre a cento milia creature umane si crede per certo dentro alle mura della città di Firenze essere stati di vita tolti, che forse, anzi l accidente mortifero 188, non si saria estimato tanti avervene dentro avuti? O quanti gran palagi 189, quante belle case, quanti nobili abituri 190 inimico tempo: letteralmente tempo nemico, significa tempi duri. sparte ville: case (dal latino villae, cioè le case di campagna) sparse. fatica: intervento. colti: campi coltivati. lascivi: trascurati, negligenti. adivenne: accadde che. correggimento: qui significa guida. vegnente: successivo. anzi l accidente mortifero: prima dell epidemia mortale. palagi: palazzi. abituri: dimore

9 245 per adietro 191 di famiglie pieni, di signori e di donne, infino al menomo fante 192 rimaser voti! O quante memorabili schiatte 193, quante ampissime eredità, quante famose ricchezze si videro senza successor debito 194 rimanere! Quanti valorosi uomini, quante belle donne, quanti leggiadri giovani, li quali non che altri, ma Galieno, Ipocrate o Esculapio 195 avrieno giudicati sanissimi, la mattina desinarono co lor parenti, compagni e amici, che poi la sera vegnente appresso 196 nell altro mondo cenaron con li lor passati! [ ] per adietro: prima, in un tempo precedente. al menomo fante: al più umile servo. memorabili schiatte: famiglie degne di memoria (cioè successor debito: legittimo erede. Galieno, Ipocrate o Eusculapio: Galeno, Ippocrate ed Eusculapio erano famosissimi medici della Grecia classica. vegnente appresso: immediatamente successiva

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