Il silenzio. per ascoltare se stessi, gli altri, la natura

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1 Il silenzio per ascoltare se stessi, gli altri, la natura Istituto Comprensivo Monte S. Vito Scuola dell infanzia F.lli Grimm Gruppo dei bambini Farfalle Rosse (3 anni) Anno Scolastico Ins. Gambadori Giordana e Filipponi Fiammetta

2 Mappa concettuale SILENZIO = ASCOLTO DI SE DELL ALTRO DELLA NATURA

3 Obiettivo formativo: praticare esperienze di relazioni profonde tra sé, s gli altri esseri viventi e la natura per comprendere di fare parte di una unica realtà composta di materia, energia,ed informazioni Raggruppamento alunni: : gruppo di lavoro dei bambini di tre anni. Metodo: conversazione clinica, conversazione orientata, attività ludica e motoria, attività iconica e manipolativa. Mezzi e strumenti: : spazio e materiali per l attivitl attività motoria;carta, colla e colori; materiale strutturato e non strutturato.

4 Fase 0 OBIETTIVO: rilevare l ostacolo epistemologico mediante la conversazione clinica Conversazione clinica Domanda: Che cosa è il silenzio? Alessio: SSSS (L indice sul naso vuole dire silenzio ). Fabio : SSSS (Imita Alessio con l indice sul naso.) Samuel: E stare zitti. Tutti : L aria è il vento Alessandro: Stare zitti SSS. Alessandro : Anche le nuvole. Michele: No, si può parlare. Federico: Parlare piano però... Giacomo: Stare zitti,c è silenzio... Sofia: Non sbattere i piedi... Samuele: E zitto. Domanda: Quando c è il silenzio? Lorenzo: Quando vado in macchina Rebecca: Le orecchie stanno chiuse Alessio: Quando stiamo zitti Sofia: Non c è il rumore si sta bene. Jessica: E che i bambini stanno fermi. Samuele: Io (SSS ) Domanda: Che cosa si sente quando c è il silenzio? Agnese: si sentono i bambini che giocano nel salone Samuele: Voci bimbo Martina: I bambini fanno rumore. Tommaso: I bambini che gioca Sofia: Si sente il rumore dei bambini Martina P. : I bambini fanno i monelli Sofia: Quando c è il silenzio non si batte i piedi Domanda: Ci piace il silenzio? Si sta bene con il silenzio? Perché? Samuel: Perché bisogna stare zitti Sofia: Sì, si sta bene io ho sentito una macchina Edmondo: E una campana Tommaso: Anche io ho sentito una campanella Martina P.: Io ho sentito uzzellini Giorgio: Uccellini Samuel: Uccellini Agnese: Si sente gli uccellini Sofia: E un aereo Samuele: A strada (rumore di automobili) Fabio: tore (trattore)

5 Cosa dicono i bambini Parlare del silenzio è qualcosa di molto complesso e nello stesso tempo di semplice e profondo. I bambini dimostrano di vivere una vita non disgiunta dal rumore ( appena c è silenzio sentono il rumore dei bambini della sezione vicino che giocano, poi i rumori della strada e il canto degli uccelli ). Una bambina evidenzia che quando c è il silenzio si sta bene. Occorre partire da qui per concentrare il lavoro sul silenzio attivo, sul silenzio cioè che può essere colto grazie ad un preciso orientamento interiore della coscienza nel quale il soggetto assume una modalità di consapevole attenzione, di apertura, di ascolto. Solo dopo aver sperimentato il silenzio con la propria interiorità si può riconoscere il suo valore come precisa modalità di relazionarsi con gli altri e con la natura intesa come organismo vivente.

6 Fase 2 OBIETTIVO: respirare in silenzio ed apprendere le tecniche del silenzio attivo (ASCOLTO DI SE ) La storia del leprotto Otto Le insegnanti, per aiutare i bambini ad apprendere le tecniche del rilassamento e del silenzio attivo, nel momento dell attività motoria, propongono ai bambini di animare la storia di un leprottino che, mentre sta cominciando a piovere, corre nel bosco per raggiungere la tana dove si trovano i suoi piccoli, che aspettano il cibo e l acqua. I bambini si muovono liberamente nello spazio correndo e saltellando.

7 Successivamente le insegnanti invitano i bambini ad imitare il leprottino che si riposa dopo aver corso tanto. I bambini, sdraiati sul pavimento,in un clima che favorisce il rilassamento e il silenzio, ascoltano il proprio corpo: il battito del cuore e il respiro dapprima affannoso e poi via via sempre più lento e regolare. Si concentrano in maniera più consapevole sulla respirazione vivendo un momento di apertura verso la propria dimensione interiore.

8 Fase 3 OBIETTIVO : entrare in relazione con gli altri attraverso il silenzio, l ascolto e l utilizzo del nome come elemento di riconoscimento e di identificazione dell altro(ascolto DELL ALTRO) I bambini si mettono seduti in cerchio. Ogni bambino passa la palla al compagno vicino pronunciando il proprio nome e successivamente quello del compagno.

9 Insieme ai bambini costruiamo il nostro amico leprotto Otto con materiali di recupero

10 Fase 3 OBIETTIVO: imitare gli animali Le insegnanti ripropongono ai bambini la storia del leprotto Otto alla ricerca del cibo e dell acqua per sé e per i suoi cuccioli. Nel momento dell attività motoria i bambini animano il percorso che il leprotto compie in questa ricerca. Successivamente rielaborano l esperienza a livello grafico - pittorico.

11 Fase 4 OBIETTIVO: scoprire i fenomeni naturali della pioggia e della neve ed esprimere le sensazioni e le emozioni che suscitano tali eventi (ASCOLTO DELLA NATURA) La pioggia. Attraverso la conversazione orientata le insegnanti stimolano i bambini a esprimere ciò che sanno sulla pioggia e a scoprire che effetto essa può avere sulle cose e sulle persone. Successivamente offrono ai bambini l opportunità di toccare la pioggia e di esprimere le sensazioni che derivano da questo contatto. La neve. Le insegnanti dopo un abbondante nevicata, propongono ai bambini un esperienza di tipo motorio e ludico legata alle percezioni piacevoli del muoversi sulla neve e del giocare con la neve.

12 Conversazione : la pioggia Ins.: Che cos è la pioggia? Samuele Giacomo e Alessandro contemporaneamente: è l acqua! Ins.: Da dove viene? Sofia: Dal cielo Samuele: Da su Ins.: Ma dove? Martina M.: In alto Giacomo: Sulle nuvole Ins.: Le nuvole sono piene d acqua e cosa fanno? Sofia: Le nuvole sono grosse e dopo comincia il temporale Michele: Dopo fa PUUM è il temporale! Ins.: Come si chiama? Sofia: Il tuono Ins.: Oggi piove. Andiamo ad ascoltare la pioggia (I bambini si avvicinano alla finestra.) Michele: Se fa così così ( batte con due dita di una mano sull altra mano) vuol dire che fa rumore tanto Giorgio: E un po freddo quando piove Lorenzo: Io ho paura della pioggia anche i fuochi fanno paura! Giorgio: Io ho paura del temporale Federico: Adesso non c è il temporale Ins. : La pioggia fa rumore? Samuele: Piano Alessandro: Pianino Ins. : La pioggia dove cade? Sofia: Per terra...sul prato Agnese: Sui rami Sofia: dell albero.diventano grossi Ins. : Di che cosa è fatta la pioggia? Giacomo: Di acqua Ins. : Che cosa ci vuole quando piove? Giacomo: L ombrello perché sennò bagnamo tutti!

13 Tocchiamo la pioggia. In un giorno di pioggia i bambini toccano le goccioline di pioggia ia cadute sui vasi dei fiori posti sul davanzale della finestra della scuola ed esprimono le loro sensazioni Sofia: è gocciola Giacomo: è bagnato Alessandro: è molle Agnese: è molla Lorenzo: cade per terra e sulle piante Mattia: è ita Fabio: è fredda Michele: è acqua è bagnata Samuel: bagnata è fredda Tommaso: fredda e bagnata Samuele: c è le gocce d acqua d grande poco Rebecca: bagna tutto la pioggia Giacomo: la pioggia bagna

14 Fase 5 OBIETTIVO: percepire la lentezza e la delicatezza imitando le nuvole Il leprotto Otto, stanco per aver corso tanto, si sdraia a terra sotto un albero e vede il cielo e le nuvole I bambini durante l attività motoria diventano nuvolette e imitano il loro spostarsi leggero nel cielo Successivamente le nuvolette vengono posate a terra e i bambini si muovono intorno ad esse senza calpestarle

15 Conversazione: le nuvole Le insegnanti, dopo l attivitl attività,, sollecitano con domande stimolo i bambini, che esprimono le loro sensazioni Ins. : Dove stanno le nuvole? Tutti : Nel cielo! Ins. : Di che colore sono le nuvole? Tutti : Bianche! Ins. : Che cosa fanno? Sofia : così si muovono Ins. : Vanno a sbattere? Sofia : Quando sbattono fanno piano piano Ins. : Perché? Sofia : Perché loro quando si avvicinano con il vento sbattono piano piano. Ci muovevamo piano piano lente lente Giacomo : Giravo piano piano Mattia : pano pano a sbatte vento move Ins. : Quando facevate le nuvolette come vi sentivate? Fabio : bene leggero Rebecca Giorgio e Samuel : Bene Federico : tanto bene Martina P. : leggera Alessio : così piano perché si muovono piano Samuel : piano Samuele : leggero su in cielo Ins. : Quando facevi la nuvoletta chi hai incontrato? Rebecca : Camminavo piano non sbattevo so stata attenta Fabio : così ( gira su se stesso vicino ad Alessandro )

16 Fase 6 OBIETTIVO: agire con una percezione di empatia nei confronti della natura. Le insegnanti raccontano ai bambini il finale della storia del leprotto : Otto, sdraiato sotto l albero,incantato, ascolta il canto degli uccellini. Le insegnanti organizzano un uscita in un parco-giardino per rivivere l esperienza e stimolare nei bambini la sensazione di empatia nei confronti della natura.

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