Rivista scientifica trimestrale. di Cerimoniale, Immagine e Comunicazione

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1 e s t r a t t o Rivista scientifica trimestrale di Cerimoniale, Immagine e Comunicazione via Malta, Catania (+39) JOURNAL OF APPLIED CEREMONIAL AND COMMUNICATION IN MANAGEMENT testata iscritta al n.15/2016 del Registro della stampa del Tribunale di Catania anno I numero 3, ottobre dicembre 2016 ISSN Accademia Nazionale Cerimoniale Immagine e Comunicazione (A.n.c.i.c.) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o conservata in un sistema di recupero o trasmessa in qualsiasi forma, o con qualsiasi sistema elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, registrazioni o altro, senza un autorizzazione scritta da parte del Direttore Responsabile. ISSN

2 Direttore Responsabile Journal manager Francesco RANERI Direttore Editoriale Chief Editor Maximiliano E. KORSTANJE Comitato editoriale Editorial Board Santo DI NUOVO, Pasquale FATUZZO, Sebastiano LICCIARDELLO, Adriano NICOSIA, Elisa SCIACCA Comitato scientifico Scientific Committee Michele AMBAYE, Alexandru CAPATINA, Luigi CIAMPOLI, cardinale Andrea CORDERO LANZA di MONTEZEMOLO, Santo DI NUOVO, Pasquale FATUZZO, Vanessa GB GOWREESUNKAR, Sebastiano LICCIARDELLO, Manuela PILATO, Giovanni PUGLISI, Francesco RANERI, Hugues SÉRAPHIN, Roberto SGALLA, Mustafeed ZAMAN Segreteria di redazione Alessandro D'ALIO, Chiara LEANZA, Editorial Staff Martina MIGNOSA, Adriano NICOSIA, Valentina SPITALERI Editor informatico Computer Editor Alfio NICOTRA via Malta, Catania (+39) JOURNAL OF APPLIED CEREMONIAL AND COMMUNICATION IN MANAGEMENT testata iscritta al n.15/2016 del Registro della stampa del Tribunale di Catania anno I numero 3, ottobre dicembre 2016 ISSN Accademia Nazionale Cerimoniale Immagine e Comunicazione (A.n.c.i.c.) Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta o conservata in un sistema di recupero o trasmessa in qualsiasi forma, o con qualsiasi sistema elettronico, meccanico, per mezzo di fotocopie, registrazioni o altro, senza un autorizzazione scritta da parte del Direttore Responsabile.

3 SOMMARIO ORIGINE STORICA E SOCIOLOGICA DEL CERIMONIALE DI CORTE Francesco Raneri pag. 1 I SERVIZI OFFERTI DALLA FARMACIA Giovanni Puglisi pag. 19 THE SOCIOLOGY OF FIFA WORLD CUP: THE PERFORMANCE OF MEDIA EVENTS INTO GLOBAL CULTURES Maximiliano E. Korstanje pag. 28 L OMICIDIO STRADALE Luigi Ciampoli pag. 53 MINDFULNESS: VALUTAZIONE E TRATTAMENTO Alice Caruso e Santo Di Nuovo pag. 60

4 L OMICIDIO STRADALE Luigi CIAMPOLI Abstract A esprimersi in termini poveri si potrebbe dire, in merito alla previsione normativa di omicidio stradale e lesioni personali di recente promulgazione, che "tanto tuonò che piovve". Finalmente, dopo anni di accese polemiche e lunghi dibattiti scientifici, il Legislatore è riuscito a formulare una legge, che intervenisse sui luttuosissimi episodi legati ad incidenti stradali, caratterizzati da stati di ebbrezza alcoolica ed effetti di droga. Le valutazioni però, che purtroppo possono trarsene, non sono positive risolvendosi il tutto nella mancata scelta giuridica tra dolo e colpa e nell aumentato rigore sanzionatorio in sostanza solo indicato, ma di improbabile irrogazione. Se queste considerazioni saranno esatte lo dirà il c.d. "diritto dei viventi" valutando se la risposta al triste fenomeno criminoso degli omicidi stradali sarà adeguata, così come l opinione pubblica la ha a lungo invocata. Keywords giustizia reato opinione pubblica diritto legge Autore dott. Luigi CIAMPOLI già Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d Appello di Roma 53

5 Finalmente con il sì definitivo del Senato la previsione dell omicidio stradale e lesioni personali stradali sono diventate leggi. La scelta del Legislatore, che ha definitivamente configurato come reati colposi l'omicidio e le lesioni stradali interviene a seguito di accesi dibattiti dottrinali e politici abbinando con la proposta AC 3169 ben altre undici proposte di legge. Questo a testimonianza di una decisione del Legislatore che è stata lunga e tormentata. La lunga sequela di lutti e tragedie che con frequenza avvengono nelle nostre strade hanno determinato vibrate proteste della popolazione sbigottita e spesso attonita di fronte a condotte di automobilisti che, per i loro tragici effetti, finivano per evidenziare l'assoluto disprezzo e noncuranza per l'incolumità e tutela della salute umana. Invero il mettersi alla guida di un autoveicolo, in presenza di ebbrezza alcolica e sotto effetto di sostanze stupefacenti, spesso anche non forniti di patente perché sospesa o revocata per precedenti gravi incidenti o eventi luttuosi, sollecitava a monte il Legislatore ad una scelta di fondo tra un reato così come già preveduto e punito a titolo di colpa o una più rigorosa normativa configurata a titolo di dolo che presuppone una scelta consapevole e specificamente voluta dall'evento causato. Una scelta indubbiamente difficile ancor più perché l'opinione pubblica, invocando punizioni esemplari, aveva dimostrato di non condividere la configurazione delle condotte come fatti determinati da colpa cioè dalla sola negligenza, imprudenza, imperizia, inosservanza di leggi e regolamenti e tale interpretazione era stata condivisa da alcune decisioni giurisprudenziali. 54

6 Di fronte alla annunciata alternativa il Legislatore invece ha eliminato ogni dubbio ribadendo il carattere colposo anche della nuova previsione di reato. La decisione del legislatore tronca dunque ogni ulteriore discussione sul tipo di reato riaffermando, come suo preciso compito, quello secondo il quale è l'autorità legiferante a stabilire, secondo propri criteri di valutazione, la punizione dei reati a titolo di dolo o di colpa. Dopo tale scelta però la previsione normativa ha provveduto ad inasprire le pene partendo dalle ipotesi già previste della reclusione da 2 a 7 anni per l'omicidio causato dalla semplice violazione del codice della strada e configurando altre 3 ipotesi con pene che oscillano da 5 a 10 anni di reclusione nel caso il delitto commesso in stato di ubriachezza rapportata a 0,8 grammi di alcool nel sangue e prevedendo, nel caso di grave ebbrezza superiore a 1,5 grammi, la sanzione da 8 a 12 anni di carcere. Nel caso di più vittime la pena prevede nel massimo fino a 18 anni di reclusione. Anche la esecuzione di manovre pericolose, posta in essere alla guida dell'auto, nonché il reato di lesioni personali stradali hanno configurato pene notevolmente inasprite rispetto alle previsioni base come il non prestare soccorso e darsi alla fuga dopo l'incidente. Specifica sanzione del nuovo testo normativo è la revoca della patente di guida per 15 anni sino ad un massimo di 30 anni nei casi più gravi ivi compresi la fuga dopo il delitto. Enfaticamente quest'ultima ipotesi è stata appellata come "ergastolo della patente". Questo il contenuto delle nuove norme che inasprendo la sanzione penale e le misure accessorie non sembra abbiano o possano tranquillizzare del tutto l'opinione pubblica ne sedare le dispute dottrinarie e giurisprudenziali che sull'argomento si sono affrontate. Invero se è pur vero, come detto in precedenza, che spetta al Legislatore la scelta della definizione tra dolo e colpa nella 55

7 individuazione di interessi prioritari ritenuti dallo Stato, è anche evidente che il confermato orientamento normativo non offre adeguata risposta a chi, configurando la volontà certa di determinare l'incidente nella consapevole assunzione di droga e alcool considera doloso il delitto di omicidio. Su questo punto deve rilevarsi che la lucidissima argomentazione della Corte di Cassazione a Sezioni Unite n del 24/04/14 ha chiaramente fissato il contenuto e i limiti sia del concetto di dolo anche "eventuale" che della colpa anche "cosciente". Invero secondo gli giudizi di legittimità, il "dolo eventuale ricorre quando la gente si sia chiaramente rappresentata la significativa possibilità di verificazione dell'evento concreto e ciò nonostante, dopo aver considerato il fine perseguito e l'eventuale prezzo da pagare, si sia determinato ad agite comunque, anche a costo di causare l'evento lesivo". "La colpa cosciente va individuata quando la volontà dell'agente non è diretta verso l'evento ed egli, pur avendo concretamente presente la connessione causale tra la violazione delle norme cautelari e l'evento illecito, si astiene dall'agire doveroso per trascuratezza, imperizia, insipienza, irragionevolezza o altro biasimevole motivo". In particolare, quindi, secondo la Suprema Corte di Cassazione "per la configurabilità del dolo eventuale, anche ai fini della distinzione dalla colpa cosciente, occorre la rigorosa dimostrazione che l'agente si sia confrontato con la specifica categoria dell'evento che si è verificata nella fattispecie concreta aderendo psicologicamente ad essa e a tal fine l'indagine giudiziaria, volta a ricostruire l'iter e l'esito del processo decisionale può fondarsi su una serie di indicatori quali: a) la lontananza della condotta da quella doverosa; 56

8 b) la personalità e le pregresse esperienze della gente; c) la durata e la ripetizione dell'azione; d) il comportamento successivo al fatto; e) il fine della condotta e la compatibilità con esso delle conseguenze collaterali; f) la probabilità di verificazione dell'evento; g) le conseguenze negative anche per l'autore in caso di verificazione dell'evento; h) il contesto lecito o illecito in cui si è svolta l'azione nonché la possibilità di ritenere, alla stregua delle concrete acquisizioni probatorie, che l'agente non si sarebbe trattenuto dalla condotta illecita neppure se avesse avuto contezza della sicura verificazione dell'evento". Orbene, alla luce delle richiamate argomentazioni della Suprema Corte di legittimità è di tutta evidenza che il difficile confine tra dolo e colpa, pur in presenza di una espressa normativa che qualifica colposa la concreta fattispecie, torna ad essere incerto e ad orientarsi in modo diverso. Quando infatti il comportamento tenuto dall'agente è talmente lontano dalle prudenziali norme da potersi ragionevolmente ipotizzare un concreto accertamento dell'evento, si è in presenza di una ipotesi dolosa. Delineate dunque le diverse configurazioni attraverso le quali si giunge alla individuazione dell'elemento soggettivo del dolo o della colpa, sembra evidente che la nuova normativa non risolva concretamente ed autonomamente la scelta tra dolo e colpa rimettendo invece pur sempre all'interprete la concreta decisione. Se così è allora il problema prospettato finisce per proporne uno ulteriore non certo di inferiore portata. L'inasprimento delle pene voluto 57

9 dal Legislatore a testimonianza di una sua volontà di aumentare l'efficacia deterrente delle norme e la sostanziale dissuasione da criminali comportamenti ripropone l'interrogativo della certezza della pena che certamente non si potrà dire conseguita o risolta se nelle irrogazioni delle sanzioni il minimo da esse continuerà ad essere più che il punto di partenza quello di arrivo di una pronuncia. Non in linea appare con quanto apparentemente voluto dal Legislatore è ancora la possibilità di ricorrere al rito abbreviato, istituto che nel corso degli anni, lungi dal costituire come indicato un elemento deflattivo della moltitudine dei processi, si è tramutato in una inspiegabile e mascherata nonché mera attenuante della pena senza alcun apporto concreto al dichiarato intendimento del Legislatore. Anche la previsione della inasprita sanzione della sospensione del documento di abilitazione alla guida rischia, alla luce di una esperienza criminale facilmente riscontrabile, di essere una iniziativa più di facciata che di concreto valore. Non sembra infatti che gli autori di vere e proprie stragi sulle strade italiane, sotto l'effetto di alcool e droga, si preoccupino di essere muniti di un valido documento di abilitazione ed autorizzazione alla guida. 58

10 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI BALSANO E. (2016). La guida in stato di ebbrezza e l'omicidio stradale, Exeo editore Padova CONZ A. & LEVITA L. (2016). Il nuovo reato di omicidio stradale. Commento organico alle nuove disposizioni introdotte dalla legge 23 marzo 2016 n.41, DIKE Giuridica Editrice, Roma NEGRO A. & COVOTTA L. (2016). La nuova legge sull omicidio stradale: Guida esplicativa ai reati, KEY Editore Frosinone PICCIONI F. (2016). L'omicidio stradale: Analisi ragionata della Legge 23 marzo 2016 n.41, Giappicchelli Editore Torino RECCIA E. (2014). La criminalità stradale: Alterazione da sostanze alcoliche e principio di colpevolezza, Giappicchelli Editore Torino 59