IL CASALINI RACCONTA

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1 PON-C-3-FSE LE(g)ALI AL SUD: UN PROGETTO PER LA LEGALITA IN OGNI SCUOLA I IL CASALINI RACCONTA Numero unico d informazione didattica a cura dell Istituto Comprensivo di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado CASALINI San Marzano di San Giuseppe

2 IL CASALINI RACCONTA - EDITORIALE 03 - NOTIZIE DALLA SCUOLA 04 - SCUOLA DELL INFANZIA Festa dei nonni 05 A come arte 06 Oggi si semina 07 Presepe vivente 9 Inaugurazione biblioteca 10 - SCUOLA PRIMARIA Le nostre riflessioni 11 La guerra raccontata da chi l ha vissuta 13 Noi lettori impegnati 14 Creatività e fantasia 15 Solidarietà: insieme per gli altri 18 In visita con allegria 19 - SCUOLA SECONDARIA DI GRADO Attualità 21 Attività scolastiche 24 Un po di fantasia non guasta 26 Sport 28 Le nostre riflessioni 29 La pagina dei ricordi 34 Cittadini del mondo 35 Storie di guerra 37 Giovani promesse 40 - L ANGOLO DELLA POESIA 44 - CULTURA E TRADIZIONI 47 -NOTIZIE SANMARZANESI 50 - LE NOSTRE PERLE 51 Numero unico d informazione didattica a cura dell Istituto Comprensivo di Scuola dell Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado CASALINI San Marzano di San Giuseppe Via Lazio,3 IL CASALINI RACCONTA Periodico prodotto dall Istituto Comprensivo Casalini San Marzano di San Giuseppe via Lazio, 3 Tel. 099/ Fax 099/ DIRETTORE RESPONSABILE Dott.ssa Maria Teresa Alfonso COMITATO DI REDAZIONE Docenti e alunni dell Istituto 2

3 EDITORIALE NON UN BILANCIO MA IL CUORE NELLA SCUOLA Non è semplice portare a bilancio la propria vita, le esperienze professionali e quanto si finisce poi col trovare nelle memorie di personalità eccellenti o di umili servitori dello Stato, di appassionati operatori della scuola. Nel dispormi a buttar giù quattro righe di introduzione al Giornalino della nostra scuola Casalini di San Marzano, mi viene l ansia di chi debba scrivere una parte importante non solo della propria vita di dirigente, ma quella di centinaia di bambine e bambini, di ragazzi e ragazze della nostra comunità scolastica. E che dire degli insegnanti, grazie ai quali la nostra scuola è sicuramente il fiore all occhiello dell istituzione scolastica di terra Jonica. E come non considerare le famiglie, così culturalmente vicine alle fatiche dei loro ragazzi e agli sforzi degli insegnanti. Queste mie riflessioni, pertanto, non vogliono essere un bilancio di quelli che vengono richiesti a chiusura d anno scolastico. E mentre cerco le parole per confezionare le frasi giuste i miei sentimenti, di fatto nella mente e nel cuore mi tornano le iniziative e le attività che abbiamo organizzato e svolto in questi anni scolastici che per tutti noi hanno rappresentato un esperienza di emancipazione intellettuale e morale, una vera fucina culturale. Ai bambini e ai ragazzi, dunque, va il nostro pensiero affettuoso perché possano utilizzare al meglio i contenuti che la scuola si è sforzata a predisporre per la loro formazione, orientando la loro educazione verso obiettivi di solidarietà umana e civile, impegnandoli altresì a veicolare tali nobili contenuti verso le famiglie e la comunità. Non è un caso che la scelta abbia costantemente gravitato intorno ai temi della democrazia e della legalità. Orizzonti verso i quali con sguardo fiero dobbiamo poter guardare tutti: dirigenti e amministrativi, insegnanti e allievi, come anche tutta la comunità di San Marzano. dott.ssa Maria Teresa Alfonso Lettera di un insegnante Che dire! Ho letto con attenzione i testi dei nostri ragazzi, quelli che tante volte definiamo svogliati, apatici, generalizzando quelle espressioni che hanno stancato anche noi insegnanti. In qualche espressione, o semplicemente nella passione con cui si sono cimentati nell argomentare riguardo olocausti, adolescenza, felicità ho rivisto me stessa dietro la scrivania per consegnare, l indomani mattina al docente, un lavoro ben fatto. Sono i nostri piccoli allievi, quelli che a me piace definire adulti in miniatura, spesso alle prese con situazioni più grandi di loro da gestire dentro e fuori le mura domestiche, con una dose di responsabilità che è eccessiva, talvolta, pretendere dai loro 11, 12,13 anni o poco più. Li vedi appassionati nell ascoltare una lezione su Leopardi che magari non studieranno mai, eppure lo comprendono il poeta, eccome se lo comprendono! Lui, il grande autore, parla di loro, e ognuno si ritrova nel sabato del villaggio con le sue piccole o grandi fragilità, e tu, l insegnante, ti senti contento se li hai notati assorti, rapiti anche se per pochi minuti da ciò che, per anni tu hai studiato. Lasciamoli esprimere, e ci sorprenderemo del loro cuore, della loro voglia di fare o di dire. Mettiamoli a loro agio, costruendo sui valori veri: l onestà, la tenacia, la coerenza, la passione. Magari, dopo i tre anni trascorsi insieme, non sarà poi cambiato tanto. Va bene così: se avremo lavorato con il cuore, non avremo trasformato le persone (non è questo il fine per cui lavoriamo), ma potremo dirci fieri di aver visto compiere i primi passi agli adulti di domani. Mi è piaciuta molto un espressione ascoltata in tv qualche giorno fa: gli insegnanti appartengono all unica categoria che, invece di essere pagata, pagherebbe per svolgere il suo lavoro!. Ebbene si! Ogni giorno abbiamo il privilegio di veder crescere questi ragazzi che sentiamo un po nostri, pur riconoscendo che nulla ci appartiene, né il posto fisso, né la cattedra che occupiamo. Noi insegnanti apparteniamo semplicemente a noi stessi, e più che la materia d insegnamento, desideriamo trasmettere ai nostri alunni l amore per la vita, per la conoscenza, che rendono libero l uomo di ogni tempo. prof.ssa Maddalena Fanigliulo 3

4 NOTIZIE DALLA SCUOLA CONOSCIAMOLI DA VICINO Intervista alla Dirigente Un sogno nel cassetto Dopo tanta attesa...eccoci lì, ad osservare quel mondo fuori dalla nostra classe, i passi dei professori, i loro rimproveri, il via vai di alunni dal bagno e il personale A.T.A. che entra ed esce dalla segreteria;in quella frazione di secondo scorgiamo quello spazio proibito al pubblico, i ticchettii delle tastiere, i cigolii delle finestre e il telefono che squilla in continuazione. Ma una è la domanda che ci tormenta: Quando toccherà a noi? <Potete entrare ragazze, scusate!>sospiri di sollievo si levano all unisono, sulle nostre facce si dipinge un sorriso ansioso, la timidezza ci assale; ci guardiamo: è arrivato il nostro momento. Cosa sognava di diventare da bambina? Eravamo lì seduti nel suo ufficio pronti con carta e penna a disegnare la sua storia. Sognavo di diventare una ballerina classica. Ma il fisico non me lo ha permesso. Una risata, e si continua Come ha iniziato la sua carriera da dirigente? Ho scelto il diploma magistrale e ho iniziato a fare supplenze alla scuola dell infanzia e primaria. Sposatami molto giovane, mi iscrissi con i miei figli all università: a 40 anni mi laureai in scienze delle comunicazioni, successivamente partecipai e vinsi il primo concorso da dirigente scolastico. Iniziai così la mia carriera. Le piace di più la carriera politica o quella scolastica? Ho sempre amato la carriera politica però mi ha sdegnato: io desidero una politica pulita, dove persiste il contatto con la gente e lo scambio delle proprie idee. Essendo delusa preferisco la carriera scolastica. Le piace questa scuola? Sì, altrimenti non starei qui Che domanda insensata Qual è la scuola dei suoi sogni? Una scuola nella quale gli adulti si facciano capire dai ragazzi, dove esiste il confronto; dove adulti e giovani organizzano e amano insieme la scuola. Una mano tra i riccioli d oro e via Cosa ne pensa di ciò che accaduto in quest ultimo periodo? Sono degli atti di bullismo fatti da ragazzi che hanno come punto di riferimento una figura adulta Ragazzi incompresi, poco seguiti dalle proprie famiglie... Mi dispiace per loro, è soprattutto colpa dei loro famigliari... Brevi pause che ci tengono sulle spine: E un argomento difficile, commenta Che provvedimenti prenderà? Non tocca a me deciderlo, ma alle forze dell ordine Anche volendo non potrei: posso prendere provvedimenti solo in orario scolastico. In veste di Preside le viene da agire più con istinto materno o dirigenziale? E difficile capire quando scatta l istinto materno e quando quello dirigenziale. Si amalgamano e insieme agiscono, completandosi l un l altro. Che rapporto ha con alunni, docenti e personale A.T.A.? Credo di avere un buon rapporto, poi bisognerebbe chiedere anche all altra parte! Annuiamo con un sorriso Come le piace vestirsi? Mi piace vestirmi soprattutto di nero e blu, ma amo seguire la moda e usare accessori estrosi: guardate per esempio le mie scarpe e la mia borsa Delle scarpe variopinte tipo Creepers, una borsa blu e lei semplicemente lei La donna dai riccioli d oro, con un animo dolce e materno; occhi da cerbiatto, sguardo intenso e un sorriso splendente. Il suo portamento divino, a passo elegante, come una regina che tiene le redini del suo esercito Le piacciono gli animali? Si moltissimo, soprattutto i cani; ne ho sei: quattro in azienda e due in garage. Sono tutti cani da caccia, perché in famiglia abbiamo questa passione e infatti mio marito e mio figlio sono cacciatori. Le piace la musica? Si, soprattutto quella classica, come Madame Butterfly infatti il mio autore preferito è Puccini. Inoltre mi piacciono anche alcuni autori moderni di musica leggera come Giorgia, Renato Zero e i Negramaro. Quali sono i suoi hobby? Il mio hobby principale è quello di sdraiarmi sul divano a leggere un libro. In questo periodo non ho tanto tempo, essendo diventata nonna. Un altro mio hobby è il nuoto: se potessi stare tutto il giorno immersa in acqua, lo farei. Amo molto viaggiare, esplorare il nostro territorio. Cosa le piace leggere? Il mio libro preferito in assoluto è L amore ai tempi del colera (di Gabriel García Márquez ndr), infatti il mio genere preferito sono le storie d amore. Detesto i gialli. Cosa ne pensa della rappresentazione del Flauto Magico? Mi è piaciuto molto sia lo spettacolo sia il modo in cui è stato realizzato il..dvd.cd?! Scusatemi ma non sono molto tecnologica, anche se amo usare i social network come Facebook e Twitter. 4 Tra una risata e l'altra è passata una splendida ora in compagnia della Preside; così si conclude l intervista alla nostra amata dirigente dott.ssa Maria Teresa Alfonso. The end! 2^C

5 SCUOLA DELL INFANZIA VIVA I NONNI! A suon di musica Tutti insieme per dire : Grazie! I nonni, una risorsa immensamente importante e bella per i nipoti: le radici di un albero. Essi non sostituiscono i genitori, ma rappresentano un valore aggiunto, ineguagliabile a loro volta. E in quest ottica che, mercoledì 31 0ttobre, i bambini della scuola dell Infanzia, insieme alle loro maestre, hanno festeggiato i nonni. La festa si è svolta nella palestra scoperta dell Istituto Comprensivo Casalini di via Lazio, allietata da canti, dediche, pensieri, da una gustosa pettolata e soprattutto da tanta gioia di stare insieme. Scuola dell Infanzia Sez. quattro e cinque anni 5

6 SCUOLA DELL INFANZIA Il lavoro svolto è nato dal desiderio di educare i bambini all arte visiva, proponendo le varie esplorazioni cromatiche attraverso un percorso discoperta di alcune opere d arte. In particolare si è andati alla scoperta di tutte le sfumature con le opere di : Mirò L oro dell azzurro (giallo) Klee Sguardo dal rosso (rosso) Alberto Burre Grande rosso (rosso) Van Gogh Iris (viola) Scuola dell Infanzia, sez. anni quattro 6

7 SCUOLA DELL INFANZIA OGGI SI SEMINA IL GRANO FOTO L approccio dei bambini con la terra, in questi anni dove l infanzia subisce una forte influenza, a causa dello sviluppo delle tecnologie (telefonini, play station, videogiochi, computer, ecc), è fondamentale per riproporre un contatto con una dimensione più sana e naturale. In quest ottica i benefici che i bambini possono trarre da tale esperienza sono molteplici. OBIETTIVI Utilizzare una modalità di apprendimento attivo: imparare facendo; esplorare,osservare e scoprire i materiali con i cinque sensi; acquisire termini appropriati; utilizzare alcuni materiali in modo costruttivo. 7

8 SCUOLA DELL INFANZIA PER PORTARLO SULL ALTARE DELLA REPOSIZIONE Oggi, tutti insieme siamo andati in chiesa, in processione, a depositare davanti l altare della Reposizione, luogo simbolico che rappresenta il sepolcro di Gesù, i germogli del grano che noi stessi abbiamo seminato. E una devozione popolare, Per non lasciare solo Gesù nel momento in cui Egli si è sacrificato per noi sulla Croce dicono gli anziani. 8

9 SCUOLA DELL INFANZIA PRESEPE VIVENTE La capanna dei pastai La capanna del fabbro Costruire un Presepe con gli alunni, dove gli stessi sono i protagonisti, non è solo voler attuare un'operazione che chiama in causa creatività e abilità manuali, ma è soprattutto un momento di riflessione, di discussione e di ricerca, in quanto i protagonisti della Natività non sono personaggi fantastici e chiamarli in vita attraverso la rappresentazione non è un'operazione esclusivamente artistica, ma l'alunno può vivere questo momento, riflettere e leggere nei segni, nella collaborazione e nel gioioso e comune lavoro, il senso del Natale. I pastori Erode I falegnami Piccoli pastori Le ricamatrici 9

10 SCUOLA DELL INFANZIA L inaugurazione è il coronamento di un progetto incentrato sulla lettura dal titolo NATI PER LEGGERE. Crediamo che la lettura sia un ottima alternativa alla televisione, un alternativa certamente più impegnativa per il genitore che deve leggere o anche solo sfogliare il libro con il bambino, ma assai più educativa perché intrisa di relazione. Il libro non è solo nutrimento per la mente (nel senso di favorire gli apprendimenti e le conoscenze), ma nutre l anima, allena l emotività, fa scoprire i sentimenti, sviluppa la fantasia, stimola il linguaggio e consolida nel bambino l abitudine a leggere, abitudine che si protrae nelle età successive grazie all approccio precoce legato alla relazione. La creazione di uno spazio dedicato al libro nasce dall esigenza di favorire un approccio positivo verso il mondo della lettura. Il libro è uno strumento prezioso e nella scuola dell infanzia è di particolare importanza perché leggere induce nei bambini un accrescimento di fantasia e creatività, favorisce le capacità logiche e ampia le competenze linguistiche, oltre a sviluppare l attenzione e la concentrazione. avviare il piacere di leggere; Obiettivi specifici mantenere l attenzione sul messaggio orale anche ponendo attenzione ai messaggi e verbali e non; comprendere ricordare e riferire i contenuti essenziali dei testi, quindi sviluppare la memoria, l eloquio corretto e comprensibile, la ricostruzione in sequenza; favorire autonomia nel pensiero; sensibilizzare i bambini in modo attivo perché vivano il libro vivano come strumento di ascolto e di lettura di immagini; stimolare i bambini perchè diventino produttori di storie e fruitori di biblioteche; condividere e rispettare gli oggetti altrui. 10

11 LE NOSTRE RIFLESSIONI IL MIRACOLO DELLA NATURA Tutti gli esseri viventi hanno la capacità di riprodursi dando vita a nuovi esseri simili ai genitori. Le modalità di riproduzione sono differenti tra le varie specie di esseri viventi, quindi l apparato riproduttivo può essere molto diverso tra una specie e l altra. Esistono due tipi di riproduzione: la riproduzione asessuata che avviene tra organismi viventi capaci di riprodursi senza l intervento di altri organismi della stessa specie, come i funghi che si riproducono grazie alle spore. La riproduzione sessuata, invece, consiste in un meccanismo molto complesso. Essa avviene attraverso cellule particolari e cioè tra un gamete maschile e uno femminile.. Questo tipo di riproduzione è la più diffusa tra i viventi, perché avvenga è necessaria la presenza di due genitori di sesso diverso. Gli organi che intervengono nella riproduzione sono chiamati organi genitali e si differenziano tra maschi e femmine. L apparato genitale maschile prevalentemente esterno, quello femminile è contenuto all interno del corpo. Perché la riproduzione possa avvenire è necessario che un gamete maschile chiamato spermatozoo, e un gamete femminile chiamato ovulo, si incontrano. Nell uomo gli spermatozoi sono prodotti dalle ovaie. Una volta ogni 28 giorni circa nel corpo di una donna un ovulo abbandona l ovaia e si sposta nel collo dell utero e se incontra uno spermatozoo avviene la fecondazione: si origina così lo zigote, la prima cellula del nuovo individuo e inizia la gravidanza, un periodo di circa nove mesi nel quale il nuovo individuo si sviluppa. Lo zigote si sviluppa rapidamente e si trasforma in embrione. L embrione si sviluppa rapidamente e circa al terzo mese assume la forma di un bambino prendendo il nome di feto. Il feto si trova nel sacco amniotico, situato vicino alla placenta un organo speciale che ha il compito di trasmettergli ossigeno e nutrimento attraverso il cordone ombelicale. Verso il 5 mese il bambino è quasi del tutto formato e dà i primi calcetti. Passati i nove mesi il bambino è pronto per nascere. E. Franco 5^ C SCUOLA PRIMARIA LE NOSTRE ESPERIENZE SPORTIVE Per noi, i giochi sportivi studenteschi sono opportunità per socializzare con ragazzi della nostra età e provare nuove emozioni. Partecipando a due di queste competizioni abbiamo capito che l importante non è vincere ma partecipare, divertendosi in compagnia di amici. Quando siamo andati a Sava per il percorso misto eravamo impacciate e impaurite all idea di affrontare un ambiente nuovo. Grazie all incoraggiamento della nostra maestra è stato tutto più semplice e soddisfatte del nostro lavoro. Quando abbiamo giocato in casa è stato tutto completamente diverso: ci siamo sentite subito a nostro agio. Il mini torneo di pallavolo si è svolto nella nostra palestra: uno spazio a noi più familiare. Abbiamo dato il meglio di noi stesse perché sostenute dal tifo dei nostri compagni. E stato entusiasmante e abbiamo rappresentato degnamente e con orgoglio il nostro Istituto Comprensivo Casalini. A.Bianchini, S. Sciroccale, L. Fornaro, G. De Padova 5^ A LA BELLEZZA DELLA VITA: NASCERE Nascere è una cosa bellissima poiché questa è la prova dell amore reciproco che provano i genitori fra loro. Il percorso che una mamma affronta nei nove mesi di gravidanza è molto faticoso e a volte anche doloroso. Questo, però, non preoccupa la mamma, perché lei lo fa con il cuore che è l unica cosa che collega per tutta la vita il bambino alla madre: ciò non cambierà mai. La figura del papà ha grande importanza nel percorso formativo del bambino. Io penso che la nascita di un bambino sia un mistero, perché da un sentimento nasce un essere vivente. Una cicatrice che abbiamo tutti noi è l ombelico che è il segno del taglio del cordone ombelicale. Essa, pur essendo una cicatrice, rappresenta la nascita e sebbene il cordone ombelicale venga tagliato c è sempre un altro filo che ci collega alla nostra mamma: il filo del cuore. M. Caiazzo 5^ C, P.Cosimo Ciurlo 5^ D) MIA SORELLA MAGGIORE Mia sorella si chiama Giuliana La conosco da quando sono nata perché è più grande di me: E una ragazza di 15 anni, alta e magra; ha un taglio di capelli corto, ma molto particolare. Si veste quasi sempre con jeans e felpa, quasi mai indossa le gonne. Le sue scarpe preferite sono gli anfibi ; secondo me si veste quasi come un maschio. Usa molto gli orecchini e ha anche un pearcing che a me non piace proprio. Mia sorella mi vuole bene, però alcune volte litighiamo per cose stupide. Lei è molto pigra quasi come un bradipo. Mia sorella è altruista, ma quando esagero a scherzare diventa molto permalosa. Una sua grande passione è ascoltare la musica. Giuliana per me è una persona speciale, perché è sempre pronta ad aiutarmi e poi è mia sorella. C. Fanizza 3^ B LA MIA PAURA Si ho paura! La prima volta è stata a casa di Angelo mentre giocavamo. Ad un certo punto sentimmo rumori di vento, pioggia tende che sbattevano contro il muro. All inizio non ci preoccupammo ma poi Ahimè la fifarella ci assalì. Angelo aveva a portata di mano una pistola giocattolo, una corda e una torcia. Alzati dalla sedia cominciammo a investigare come due poliziotti. Il mostro era bruttissimo: quattro grandi occhi, una bocca grande e mani giganti. La torcia si accendeva e si spegneva, le gambe ci tremavano come foglie al vento e la paura ci faceva sudare tantissimo. Ma dopo poco la paura svanì, perchè non c era nessun mostro ma era il fratello di Angelo che ci aveva fatto uno scherzo. Erario R. 4^C LE FORZE In natura troviamo diversi tipi di forze che sono: forza magnetica, forza di gravità, forza elettrica ecc Inoltre c è la forza mentale che racchiude altri tipi di forze tra cui: il coraggio, la speranza e la fede. Molte persone non usano queste forze e fanno cose senza pensare, anche se dopo se ne pentono. Una, quindi, delle forze più belle del mondo è la forza dell amore e dell anima! Essa ci spinge a compiere gesti di coraggio e di solidarietà nei confronti delle persone più bisognose. M. Caiazzo 5^ C,P.Cosimo Ciurlo 5^ D LETTERA ALLA MAMMA Mamma, oggi che è la festa di tutte le mamme ti voglio dire una cosa: ti amo con l anima e non con il cuore. Un giorno il cuore smetterà di battere l anima continuerà a vivere. Ti voglio bene mamma. G. Massaro 2^A 11

12 LE NOSTRE RIFLESSIONI SCUOLA PRIMARIA GIORNATE PARTICOLARI In queste ultime settimane sono accaduti tre avvenimenti non civili. Nella prima settimana di sera dei ragazzi sicuramente senza scrupoli hanno allagato la scuola Casalini. La mattina dopo la Dirigente, gli insegnanti e i collaboratori scolastici erano sconvolti nel vedere la scuola allagata. Una parte di alunni è rimasta a fare lezioni e gli scolari di prima e seconda classe di scuola primaria sono stati costretti ad andare a casa. La seconda settimana, forse, gli stessi ragazzi sono entrati dalle finestre ed hanno iniziato a far scoppiare gli estintori impolverando tutto l ambiente scolastico. La mattina dopo i maestri con la santa pazienza hanno ricomunicato che non c era scuola. Alcuni studenti della scuola media hanno festeggiato, mentre altri, responsabili e coscienziosi hanno criticato negativamente il comportamento dei vandali. Non contenti del danno provocato, probabilmente, gli stessi ragazzi hanno nuovamente svuotato gli estintori. Io dico, semplicemente, una cosa che per colpa di questi scellerati i ragazzi educati e desiderosi di apprendere sono stati costretti a rimanere a casa. Vedendola tutta imbiancata mi è venuto da piangere, perché sono stato in questa comunità scolastica per 5 anni e sono tanto affezionato. Vorrei tanto chiedere a questi bulli: Se non amate la scuola statevene a casa a fare quello che volete Questi ragazzi, poco seguiti dalle famiglie, non hanno capito che la scuola è un bene comune. Danneggiandola, tutta la comunità sanmarzanese viene colpita. Essi, pertanto, dovrebbero essere puniti. S.Epifani - M.Mazza 5^D PER NON DIMENTICARE LO STERMINIO DEGLI EBREI E il 27 gennaio Le truppe sovietiche arrivano ai cancelli del lager nazista di Auschwitz, in Polonia. Ad accogliere i soldati, pochi sopravvissuti all orrore: uomini, donne e bambini, che solo per un caso sono riusciti ad evitare la <<marcia della morte>>, in altre parole il trasferimento forzato di tutti i prigionieri verso i campi di concentramento. Molti di loro non riusciranno ad assaporare la libertà: moriranno nei giorni seguenti di malattie e stenti. E il 27 gennaio 2013: in tutta Italia si celebra la Giornata della memoria. La liberazione del lager è diventata l occasione per non dimenticare lo sterminio di quasi sei milioni di Ebrei, oltre alle migliaia di zingari, omosessuali, oppositori politici, che Hitler aveva condannato come <<Uentermenshen>> sotto uomini. <<Ricordiamo affinché l orrore non possa ripetersi; affinché ogni manifestazione di razzismo in tutte le forme, sia condannata e messa al bando. >> La Giornata della memoria invita a riflettere sulla Shoah. Meditate, che questo è stato, è il monito che ci ha lasciato Primo Levi. Le classi VC/VD I RICORDI DEL NONNO La mia casa era formata da due stanze: una cucina e una stalla; era una casa molto affollata perché ci vivevamo in dieci. In casa non c era acqua corrente e bisognava andarla a prendere alla fontana, l unica fonte di riscaldamento era il camino. In casa non c erano molti mobili: ricordo un grande tavolo in cucina, tanti letti, un armadio e poche altre cose. Non avevo giocattoli, giocavo con le pietre e le trottole che mi costruivano i miei fratelli maggiori. Anche i vestiti che indossavo nelle occasioni speciali erano dei miei fratelli più grandi. M. Miccoli 3^D QUANDO SI E SOLI Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo più grande di se stessi o in un gioco sporco. Si muore spesso perché non si dispone di alleanze, perché si è privi di sostegno. L Italia di solito è conosciuto come Paese di mafia, però la mafia sta iniziando a estinguersi, grazie alle molte persone che continuano a lottare contro di essa. Diverse associazioni sono nate con questo intento e io le ringrazio tutte perché ci fanno sentire più sicuri, dandoci una speranza per un futuro migliore. Inoltre ringrazio tutte quelle persone che hanno sempre lottato contro la mafia, perché: CHI TACE E CHI PIEGA LA TESTA MUORE OGNI VOLTA CHE LO FA, CHI INVECE PARLA E CAMMINA A TESTA ALTA MUORE UNA SOLA VOLTA (G. Falcone) P. C Ciurlo 5^ D RAGAZZI E LEGALITA La mafia... rappresenta tutto ciò che è illegale perché essa è diffusa in tante zone anche se è più concentrata al Sud d Italia. Ogni anno la mafia impedisce a dei ragazzi ad avere un futuro migliore, trasformandoli in assassini e spacciatori che uccidono sotto ricompensa. Nella storia ci sono state delle persone che si sono ribellate alla mafia e che hanno cercato di combatterla mettendo in pericolo la propria vita e morendo, ricordiamo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Essi, secondo me, sono morti sperando in un futuro migliore per l Italia, un futuro libero dalla mafia. Don Pino Pulieri, un sacerdote, girando per i quartieri malfamati di Palermo, come Brancaccio, convinceva i ragazzi ad abbandonare la mafia e a diventare persone oneste. Il suo assassino, infatti, raccontò che quando sparò, l ultima cosa che fece Don Pulieri fu sorridergli. Tutte queste persone si sono battute per la legalità. LEGALITA vuol dire rispettare le regole, vuol dire che non ci dobbiamo fare la guerra, perché siamo diversi. La diversità deve essere sfruttata come: valore aggiunto, forza, risorsa, per costruire un Italia migliore. Ritengo che, Falcone, Borsellino e Don Pulieri sono state delle persone di cui l Italia dovrebbe essere fiera. GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI MORALI CH E CONTINUERANNO A CAMMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI. (G. Falcone) LA LOTTA ALLA MAFIA DEVE ESSERE INNANZITUTTO UN MOVIMENTO CULTURALE CHE ABITUI TUTTI A SENTIRE LA BELLEZZA DEL FRESCO PROFUMO DELLA LIBERTA AL PREZZO DEL COMPROMESSO MORALE DELL INDIFFERENZA, DELLA CONTIGUITA E QUINDI DELLA COMPLICITA (P. Borsellino) M. Caiazzo 5^C 12

13 LA GUERRA RACCONTATA DA CHI L HA VISSUTA SCUOLA PRIMARIA Uno tra i più importanti articoli della nostra costituzione afferma che '' l'italia ripudia la guerra '', parole quasi scontate per noi ragazzi che abbiamo conosciuto la guerra solo dai libri o da qualche film. Ma vi assicuro che quella superficialità di giudizio in me è scomparsa dopo aver parlato con il mio nonno, figlio di Pietro Schirano, nato il 23 Maggio del 1923 a Monacizzo, reduce della seconda guerra mondiale. Il mio bis-nonno la guerra l ha conosciuta da ragazzo senza sapere nemmeno per cosa andava a combattere; l unica certezza che aveva nel suo cuore era che di lì a poco sarebbe partito portando con sè tante paure e tanti ricordi da custodire nella sua mente, per tirarli fuori nei momenti più difficili che erano una costante in quei tempi. La sua descrizione dei luoghi e dei giorni in questione era cosi dettagliata da sembrare che quei giorni non fossero poi cosi lontani. Il mio bis-nonno Pietro partì, come soldato, il 18 Giugno del 1940 per le Alpi Occidentali; faceva parte di una delle quattro armate che attaccarono il fronte alpino-francese. Mio nonno ricorda tutto ciò che suo padre gli aveva raccontato e la sua esperienza la descrive come la discesa all'inferno e i suoi occhi, quando racconta quei momenti, fanno cadere anche me in quegli orrori. Ricorda le fucilate nella notte, le bombe che scoppiavano a pochi metri dai suoi piedi senza che lui potesse comprendere se l'avessero ferito oppure no. Il più brutto momento della sua vita il mio bis-nonno l'ha vissuto nei pressi di un ruscello mentre riempiva una borraccia: un cecchino o come lo chiamava lui "l angelo della morte" lo colpì alla gamba. Lui raccontava quei momenti tremando, i suoi occhi erano altrove, la paura si riusciva quasi a toccare, eppure erano passati molti anni da quel giorno; il ricordo gli faceva ancora male, d'altronde a chi non farebbe paura? Rimase a terra ferito per dieci ore prima che lo soccorressero. Dopo quella ferita il mio bis-nonno tornò a casa. D allora la sua vita fu diversa; era diventato uomo a soli 17 anni e non come noi tutti che lasciamo quando vogliamo l'età dell'adolescenza; lui l aveva persa sulle sponde di quel ruscello. Dopo il racconto di mio nonno in me qualcosa è cambiato. Solo ora capisco pienamente l'importanza dell'articolo 11 della nostra costituzione in cui il nostro paese RIPUDIA LA GUERRA. N. Franco 5A Ho intervistato la mia bisnonna,quasi centenaria Erario Addolorata nata nel Mi racconta che la seconda guerra mondiale scoppiò nel 1939 e finì nel Quando ho iniziato a farle altre domande lei mi ha detto <<Ehi!, figlia mia, devi sapere che la guerra era ed è, ancora oggi, la cosa più brutta che possa esistere >> e io << Nonna se ti faccio delle domande mi riesci a rispondere?>>.lei ha fatto una faccia molto triste, ma poi mi ha fatto cenno che ce la faceva. Le ho chiesto dove si rifugiavano le persone quando c erano i bombardamenti?.<< Le persone si rifugiavano nei trulli ; mio marito Angelo Chiloiro e Rochira Pancrazio hanno combattuto al fronte e solo le continue preghiere hanno fatto si che ritornassero a casa dopo tanti anni. Durante la guerra civile, le persone venivano catturate, fatte prigioniere e poi uccise. Avevano tutti paura di essere catturati ; inoltre eravamo tutti poveri, senza un soldo e senza cibo. In quel periodo morivano molte persone perché non c erano medicine e, per sfuggire alla crisi, molti andavano all estero: si poteva comunicare solo con le lettere, che arrivavano una volta all anno.<<devi sapere >> mi dice mia nonna << In quel tempo si viveva male. Con i tedeschi non si scherzava : per poter comunicare usavamo i gesti e, per non farci capire, invece, parlavamo l albanese. Se ci ribellavamo ci uccidevano sul colpo, e se volevamo andare a vedere i nostri familiari morti, preferivamo non farlo e per paura di essere catturati e poi uccisi>>. G. Marinotti 5 B La seconda guerra mondiale è stata tra gli eventi più drammatici della storia dell'umanità. Ancora oggi si ricorda questo grande incubo, inciso nel grande librone della storia. Grazie a questo concorso, anche oggi si fa onore a tutte queste persone che hanno messo la loro vita a rischio. Io ho intervistato la signora Addolorata, moglie di Angelo Chiloiro,colui che ha partecipato alla seconda guerra mondiale. Lui era nato in casa, il 18 settembre del 1912, perchè a quei tempi, non avendo molti mezzi di trasporto, le donne erano "costrette" a partorire nelle proprie case;ed era molto pericoloso! Beh, Angelo, come tanti altri, ha avuto moltissima paura di morire perché vedendo molta gente che chiudeva i propri occhi per sempre, la speranza di ritornare sano e salvo a casa diminuiva sempre di più. Un evento che gli è rimasto scolpito nel cuore è stato quando, insieme ad un suo amico,con il quale aveva vissuto i momenti più belli, mentre si stavano mettendo in salvo in un piccolo rifugio di campagna, furono attaccati da un soldato tedesco,che puntò il fucile verso il suo amico e, dopo un attimo gli sparò. Angelo cominciò a correre col cuore che gli batteva all impazzata; il tedesco,infuriato,cominciò a sparare verso l'alto, poi gli corse dietro ma,fortunatamente, il giovane e coraggioso Angelo fece perdere le sue tracce e si ritrovò in una campagna abbandonata. Angelo,dopo qualche ora, ritornò dai suoi amici che lo stavano aspettando in un piccolo rifugio per stare insieme Quando arrivò in questo piccolo rifugio le ultime parole che si dissero furono queste:< Noi siamo e saremo un vero esercito perché, anche se moriremo, il nostro sacrificio non sarà vano e il nostro coraggio servirà a dare un mondo più giusto ai nostri figli!>. Qualche minuto dopo quei maledetti tedeschi entrarono nel rifugio e cominciarono a sparare uccidendo molti soldati. Ancora una volta, Angelo riuscì a mettersi in salvo e tornò a casa dopo sei anni di guerra sanguinosa. Quando arrivò a casa, la moglie si mise a piangere; i due si diedero un lungo abbraccio che durò ore: tanti erano stati gli anni passati col batticuore e con la paura che forse non si sarebbero più rivisti. Oggi la moglie Addolorata pensa che tutto questo non deve più accadere, perché la guerra è la cosa più orribile al mondo. L uomo deve vivere in pace perché la vita è una sola e dobbiamo sfruttarla al meglio, vivendo come Gesù ci ha insegnati anche se,ancora oggi, in molte parti del mondo, innocenti continuano a morire. La cosa che mi ha colpita di più, della signora Addolorata è stata la sua espressione: mentre mi raccontava i fatti accaduti, i suoi occhi si riempivano di lacrime. In quel momento ho capito che anche le persone che possono sembrare dure,quasi senza sentimenti, mostrano in certe occasioni una personalità diversa. Io penso che abbia ragione perché spesso l'uomo con le sue pazzie coinvolge donne e anziani innocenti che hanno l unica colpa di trovarsi in un luogo nel momento sbagliato A. Bianchini 5A 13

14 SCUOLA PRIMARIA IX EDIZIONE TORNEO LETTURA Partecipanti alunni classi quarte e quinte Somministratori e giudici di gara : alunni delle classi prime scuola sec di I grado La partecipazione degli alunni è stata entusiastica, il rispetto delle regole di gioco, costante per evitare le penalità previste e la fine di ogni incontro è stato sancito da strette di mani ed applausi da parte dei due gruppi. La formula del torneo è sicuramente tra quelle vincenti per avvicinare l alunno alla lettura che è cibo per la mente, il mezzo che arricchisce la loro fantasia e permette loro l ingresso in mondi nuovi, la conoscenza di personaggi in cui riconoscersi per vivere con essi nuove avventure. La modalità dell incontro li induce alla cooperazione, al confronto e alla riflessione che una sconfitta non è negativa se non ci abbattiamo, ma prendiamo spunto da essa per migliorarci. La finalissima avverrà verso la fine di maggio. Il torneo rientra nel progetto di animazione alla lettura dell Istituto così come L incontro con l autore. Negli anni passati sono stati nostri ospiti scrittori come: Domenica Luciani (2 volte), Guido Quarzo, Anna Vivarelli, Silvana De Mari, Guido Sgardoli, Francesco Gungui, Luisa Mattia, Daniela Morelli. Quest anno gli alunni di quinta e di quarta incontreranno Giuseppe Marino che è anche un insegnante del nostro Istituto. Gli alunni di quinta e prima media stanno già leggendo il testo L arpa di Turlough O Carolan, il cui contenuto servirà per la finalissima del torneo e per l incontro con l autore stesso. Ins. Ref. L.Lo Barco La lettura è La lettura è, una marea di lettere che ci travolgono in un mondo di favole. La lettura è, come un arcobaleno di allegria Che ci porta frutti di fantasia E per far festa, la lettura è una gran bellezza. G. Talò, F.Sghirru Classe 4^C La lettura è La lettura è divertente alcune volte sorprendente Divertente in quantità alla gente di ogni età Con la fantasia, la pausa e l allegria la lettura ci porta la compagnia. Tutti i libri che leggiamo a tutti voi consigliamo. G. Lonoce Classe 4^C 14

15 CREATIVITA E FANTASIA SCUOLA PRIMARIA La Notte Stellata di V. Van Googh del 1888 Per V. Van Googh. non fu facile ritrovare la Notte Stellata sul Rodano, per il buio che gli impediva di cogliere tutti i particolari. A costo di passare per matto presso gli abitanti di Arles, si infilò delle candela accese nel nastro del cappello. Vincent amava particolarmente dipingere di notte: aveva scoperto che alla luce di luna e delle stelle, come a lume di candela, i colori non si riducono solo al blu e al nero, ma mantengono tutta la loro varietà. E. Solito S. Talò 4^ A S. Talo 4^A E. Solito 4^ A C.Chiloiro 4^A Baia del lago con il monte Caslano di H. Hesse Hesse impara la pittura da autodidatta, dopo il suo trasferimento nel Ticino si avvicina sempre di più alla visione cromatica dell'espressionismo, ispirato dai colori e dalla luce dei paesaggi ticinesi. 15 E. Solito M. Minzera 4^A

16 CREATIVITA E FANTASIA SCUOLA PRIMARIA C.Di Costa 2^A D. Capuzzimati 4^C F. Gallo 1^ B A.Pugliese 4^A F. Erario 4^C G. Massaro 2^A L. Zaccaria 1^ B Allungamento dell immagine E. Talò 4^ C F. Sgura 4^ C F.P. De Padova 4^ B I GESSI DELLA LAVAGNA Sono insieme ai miei fratelli, dentro a una scatola e al sicuro nel cassetto di una cattedra. Formiamo un arcobaleno. Ecco che afferrano il rosso, che è il più timido e il più sensibile, ma anche il più scarlatto, per questo viene sempre preso di mira poverino è sempre stanco, lui è il titolo di ogni canzone, di ogni racconto e poesia. Mio fratello bianco è il più candido, lui rappresenta la neve. Il verde e il più piccolo dei miei fratelli, lui è il più ottimista e il più rilassato di tutti, infine ci sono io, il giallo che illumino ogni disegno. Sono il sole, sono la luce. Noi siamo i quattro fratelli che coloriamo la vostra lavagna. L.Fornaro 5^A 16

17 CREATIVITA E FANTASIA SCUOLA PRIMARIA IL CASTELLO DEL TERRORE IL BAMBINO SULL ISOLA SPERDUTA Tanto tempo fa su un isola sperduta, c era un bambino che si chiamava Giorgio e insieme a lui c era un delfino di nome Omer, il pappagallo chiacchierone Flopper e la scimmia dispettosa Bobo. C era una volta una bambina di nome Sara che viveva in un paesino di montagna. Ella aveva 10 anni, aveva i capelli biondi e lisci, amava i fiori ed era molto curiosa. Una mattina Giorgio si svegliò e vide una nave con dei teschi disegnati sulle vele. Pensò che fosse la nave dei pirati. Si nascose dietro una pianta di fichi d India con i suoi amici che erano impauriti e tremavano. Un giorno andò a casa del nonno le raccontò la leggenda del castello del Terrore: lui da piccolo aveva scoperto quel castello perdendosi nel bosco. I pirati erano guidati dal loro capo Barbanera. Barbanera era robusto, aveva un occhio bendato e aveva un uncino al posto della mano destra. Sara, nel cuore della notte, per vedere se la leggenda era vera, uscì di casa con una torcia che aveva trovato sul comodino del nonno. Attraversò il bosco e trovò il castello circondato da una nebbia impenetrabile. I pirati sbarcarono sull isola per cercare il forziere del tesoro. Giorgio ebbe un idea geniale: corse sulla spiaggia e prese una rete abbandonata dai pescatori. Filippo prese con il becco e gli artigli la rete, volò in alto e quando arrivò sui pirati la lasciò cadere. Trovandosi davanti al portone nero e arrugginito, bussò tre volte ma nessuno aprì. Dopo un po un fantasma spaventoso cominciò a urlare con una voce terrificante BUUU-BUUU!!!. I pirati, ormai catturati, furono trascinati in acqua dove Omero li stava aspettando. Il delfino li portò in fondo al mare, li lasciò là e tutti gli altri abitanti dell isola vissero felici e contenti senza nessun tormento. Scrittura creativa: Il testo fantastico Realizzato da I. De Padova N. Lonoce M. C. Tecchini M. Bellanova A. Palazzo L. De Padova E. Vecchio M.D Ambrogio G. Gallone M. Sgura (illustrazioni) Sara non si lasciò prendere dal panico e cominciò a lanciare dei mattoni contro il mostro. Ma fu tutto inutile perché era fatto d aria e i mattoni lo attraversarono. Il fantasma si dispiacque, fece amicizia con la bambina e la fece entrare nel castello per farglielo visitare. Così il fantasma BOO diventò buono e Sara gli promise che ogni notte sarebbe tornata a giocare con lui. Lei tornò a casa e raccontò tutto al nonno. Scrittura creativa: Il testo fantastico Realizzato da R. Caniglia F. Marinotti S. Franco R. Caniglia C. Fanizza S. Chiloiro A. Epifani B. Zaccaria(illustrazioni) Classe 3^B 17 Classe 3^B

18 SCUOLA PRIMARIA SOLIDARIETA : INSIEME PER GLI ALTRI La Pigotta è forse la bambola più cara e più preziosa per i bambini, soprattutto per il valore che può dare: è una bambola di pezza che fa parte di un progetto dell UNICEF. Adotta una Pigotta è un progetto di solidarietà che ogni anno impegna genitori ed alunni del nostro Istituto. Il ricavato dell adozione, infatti, finanzia una serie di interventi in favore di un bambino fino ai cinque anni, dai kit di vaccini alle vitamine e così via. Sono state veramente tante mamme che hanno sostenuto questa iniziativa, con grande abilità e fantasia si sono cimentatati nella creazione di bambole tutte diverse tra loro ma con un cuore, anche se di pezza, che salva migliaia di bambini. Ins. Ref. G: Frascella L AMICA DEL CUORE Maria era una bambina molto malata ed era sempre a letto, si sentiva molto sola e triste perché non poteva andare a giocare fuori con le amichette. La mamma e il papà le organizzarono una festa, invitarono anche gli amici e le regalarono una Pigotta, bambola di pezza con un cuore generoso perché aiuta i bambini. Prima di andare a letto guardava la bambola di pezza come se fosse vera, parlava con lei si confidava, divenne la sua amica del cuore e da quel giorno era sempre felice e sorrideva. D. Papari - I. Argentina 3^A s. primaria L ANGELO CUSTODE Un giorno una bambina a causa di una guerra, aveva perso i genitori. Questa bambina era molto triste e camminando per le strade del suo paese vide per terra una bambola, la prese la strinse al suo cuore e la portò con sé. La bambina da quel giorno era felice perché quella bambola sembrava vera e presto diventò il suo angelo che la proteggeva e la sapeva consolare, quando pensava ai suoi genitori. La bambina con la bambola era felice perché grazie a quella bambola non si sentiva più sola. A. D Aversa G. Rochira 3^ A LA MIA CARA PIGOTTINA La mia cara mammina conserva una pigottina con affetto e con amore ma anche con onore, l ha messa nella cameretta presto e con tanta fretta. Con la nostra pigottina abbiamo salvato una bambina. Questa bambina si chiama Sara e questa bambola è molta cara. Questa importante Pigottina Porta gioia in ogni bambina. S.Lezzi e A. Maggio 3^A I DIRITTI I Diritti son tanti e son lunghi come canti: come essere curato e non essere maltrattato, come giocare a volontà e non abbuffarsi per l eternità come avere una famiglia e non essere venduto alla squadriglia, come girare intorno al mondo e non smettere di credere nel SOGNO F. Sghirru G. Talo 4^C CARLOTTA LA PIGOTTA La pigotta e una bambola di pezza ma ha una particolare bellezza una bimba l ha comprata e nella sua casa l ha portata. L ha chiamata Carlotta, perché è una Pigotta Anche se ha un cuore di pezza Fa felice chi l accarezza. Regala la vita ad un bambino Quando l adotti e la tieni vicino, dona un sorriso profondo ai bimbi di tutto il mondo. M. Caprino L. Rochira 3^ A 18

19 IN VISITA CON ALLEGRIA SCUOLA PRIMARIA VISITA AL MUSEO PALEONTOLOGIA E DELL UOMO DI LIZZANO Oggi, alle ore 9.00, siamo partiti con il pulmino della scuola, per andare a visitare il MUSEO CIVICO DELLA PALEONTOLOGIA E DELL UOMO DI LIZZANO. La nostra guida, Oronzo Corigliano ci ha accolti nel Museo e ci ha fatto visitare la prima stanza in cui c erano delle pietre con delle conchiglie che con il passare del tempo si sono pietrificate. Ci ha, poi, parlato delle alghe azzurre che sono come piccoli muschietti. Oronzo, inoltre, ci ha mostrato i TRIBOLITI, animali pietrificati nel fango. La guida ci ha parlato del dinosauro Ciro, morto appena uscito dall uovo perché affogato nell acqua. Abbiamo visto otto stanze. Le stanze che più mi sono piaciute sono state quelle dei fossili degli uomini primitivi e dei fossili di Lucy. Cosa dire delle stanze degli oggetti preziosi, dei gioielli, dei ventagli, delle borse molto belle, ma nello stesso tempo molto strane e degli oggetti africani. Nella sala delle culture locali abbiamo visto il girello dei bambini del passato e anche un telaio che usavano le donne per fare abiti con tessuti molto belli. Per me aver visto questo museo è stato bellissimo, emozionante e interessantissimo, perché ci sono cose molto antiche e preziose. Siamo entrati a scuola contenti e più carichi di conoscenze G. Santoro 3^ C UN GIORNO ALLE GROTTE Nel mese di aprile siamo andati alle Grotte di Castellana, nelle Murge. Ero felice e molto curiosa. L autista per distrarci dalla strada stretta ci ha acceso la radio. Arrivati a destinazione abbiamo consumato la merenda perché avremmo dovuto percorrere un ora di strada, nelle grotte. Non eravamo solo noi, ma c erano gli alunni delle altre scuole con i quali abbiamo scambiato delle parole, mentre aspettavamo il nostro turno. Eravamo molto agitati, ansiosi ma soprattutto emozionati di vedere le grotte. Finalmente è arrivato il nostro momento. Ci siamo coperti perché la temperatura è fredda, ma costante. Abbiamo percorso 270 scalini, tanti anche se mi sono sembrati pochi. I gradini non erano molto sicuri, perché si poteva scivolare. A un certo punto tutti abbiamo spalancato la bocca. Ci siamo trovati di fronte ad una grotta grandissima. C erano tante concrezioni, tra cui le stalattiti e stalagmiti. Le stalattiti vanno dall alto verso il basso le stalagmiti viceversa. Là sotto era molto bello ma mi mancava l aria, la temperatura era fredda e le gambe mi tremavano. La guida Vincenzo ci ha spiegato che la grotta, in cui ci trovavamo si chiama La Grave. Io ho guardato in alto c era una voragine grande da cui è sceso FRANCO ANELLI, uno speleologo. Io immaginavo che le grotte fossero una accanto all altra e che fossero piccole. Poi c era la Grotta Nera, chiamata così perché le stalattiti e le stalagmiti erano nerastre. Abbiamo percorso il corridoio del Serpente dove una concrezione rappresenta un serpente che esce dalla tana. Mi sono un po spaventata quando la guida ha detto che la grotta è abitata anche dai pipistrelli. Il Cavernose dei Monumenti è interessante, perché ci sono concrezioni che rappresentano vari monumenti e animali. L ultima grotta è stata la Bianca con stalattiti e stalagmiti diventati cristalli. E stata la grotta che mi è piaciuta di più. M. Ghetta 4^ C E. Solito 4^A 19

20 IN VISITA CON ALLEGRIA SCUOLA PRIMARIA LA FABBRICA DEL CIOCCOLATO Un po di tempo fa sono andato con i bambini di due classi della nostra scuola a vedere come si fa il cioccolato in una fabbrica. Ho visto che dai rubinetti esce cioccolato. C è anche un bar che produce e vende cioccolato. Abbiamo visto come si fa il cioccolato bianco, normale e fondente. Ce una formina a forma di mezzo uovo di Pasqua, si mette il cioccolato dentro e si mette in una macchina che incolla il cioccolato all uovo, per mettere la sorpresina dentro non devi romperlo ma incollare due metà. Ho visto una macchina che incartava le uova di Pasqua. Se vivessi in quel mondo di cioccolato mangerei cioccolato fino a scoppiare. V. Malagnino 1^ A s. primaria). Un giorno alla masseria Grappone Pronti per la partenza! Ciao, ci vediamo dopo! E ora il latte munto viene lavorato Si trasforma in mozzarella ALLE GROTTE DI CASTELLANA Oggi è stato un giorno molto speciale, siamo andati alle grotte di CASTELLANA. Mio padre mi ha lasciato solo con gli altri amici, mentre aspettavamo il pullman. Sono arrivati due pullman: uno piccolo, sul quale siamo saliti noi, uno grande per le altre due classi. Io e Matteo volevamo andare in quello grande, perché sentivamo la mancanza degli altri compagni, ma con Matteo mi sono divertito lo stesso. L inizio è stato duro, quando siamo scesi dall autobus la maestra ci ha consegnato i biglietti d ingresso e abbiamo dovuto aspettare, aspettare e aspettare per poter iniziare la visita nelle Grotte. Quando la fila è terminata, finalmente, siamo scesi lungo un tunnel di numerosi gradini che non finiva mai, ed ecco arrivati alle meravigliose grotte di Castellana: un vero spettacolo della natura. Ho visto migliaia di stalattiti e stalagmiti che considero delle meraviglie. Hanno varie forme di: cammello, civetta, serpente, di Madonnina ecc Infine abbiamo visitato la Grotta Bianca. Siamo usciti dalla grotta con l ascensore e tutti erano contenti di vedere la luce. Questa esperienza per me è stata fantastica e spettacolare D. Santoro 4^ A Direzione stalle L assaggio è d obbligo! BUONISSIME!!! Mungitura delle pecore E stata una bella esperienza!grazie e arrivederci a presto! Classe 1^D Fabbrica di cioccolato R. Palmisano 1^A 20 Proviamo anche noi?

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