Un giornale particolare. l'unità, dossier - I parte

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Un giornale particolare. l'unità, dossier - I parte"

Transcript

1 Un giornale particolare l'unità, dossier - I parte 1.Il primo incontro diretto con l'unità io l'ebbi il pomeriggio del 26 luglio a Milano. La sera prima, a Roma, Mussolini era stato licenziato dal re. Vivevo clandestino a Milano, proveniente dalle falde della Presila, dove ero stato nascosto per tutta la primavera, braccato dalla polizia. A giugno era venuta la chiamata a Milano, ed ero in procinto di essere inviato a svolgere lavoro clandestino per il Partito comunista nell'agro campano, non molto lontano dal mio paese natio. Intanto avevo superato una sorta d'esame da parte di un dirigente del gruppo comunista che ormai operava in Italia settentrionale: Ilio Bosi. C'era stato un incontro - naturalmente sempre usando nomi cifrati - sulla panchina di una grande piazza alberata milanese. Bosi, molto sobrio, con fare paterno, mi aveva fatto domande di rito: sulla mia storia, sulle vicende di gruppo comunista romano e non ricordo che altro. Seppi poi, dall'amico e compagno Salvatore Di Benedetto, che l'esame era stato superato. Ero in attesa della partenza. Abitavo naturalmente clandestino, in una casa di Corso di Portanuova insieme con due compagni operai siciliani, i fratelli Impiduglia che mi ospitavano e mi difendevano dalla polizia, e una adorabile ragazza lombarda, unita al maggiore dei due fratelli, di nome Santina, che mi aiutò e protesse nei miei soggiorni segreti a Milano, con una grazia e un coraggio semplice, che non dava nemmeno spiegazione di sé. La notte del 25 luglio era afosa. Nella casa dormivamo tutti un sonno pesante, quando d'improvviso e inatteso entrò Salvatore Di Benedetto, che era un po' il nostro capocellula e insieme quasi un fratello: sbattè le porte e si precipitò a gridare a squarciagola alla finestra: A morte Mussolini! Saltammo dal letto senza capire. Poi, infilati di furia i pantaloni, ci precipitammo con Di Benedetto nelle strade urlando: A morte il duce, abbasso il fascismo - gridi che risuonavano stranamente nella quiete afosa della notte. Ricordo figure affacciarsi dalle finestre, a chiedere: che c'è, che succede? Poi finimmo nel vortice di Porta Venezia dove una folla impazzita sciamava ed urlava. Più avanti abbracciammo esultanti Elio Vittorini. E fu così tutta la notte, in una scia di gente tumultuante davanti alle sedi fasciste, da cui cadevano e finivano in falò carte, sedie, armadi, gagliardetti, come una scia di roghi. Tutto s'acquietò con l'imbiancarsi del cielo. La gente rifluì nelle case e negli uffici. Io finii con Vittorini e Di Benedetto nella sede della casa editrice Bompiani, dove Elio aveva il suo tavolo di lavoro. Da li partì la telefonata che fissava per il pomeriggio un camioncino a Porta Venezia. Fu iniziativa di Vittorini oppure di Salvatore Di Benedetto, il compagno siciliano che aveva i fili del 1 / 8

2 contatto con il centro clandestino del partito a Milano? Non so dirlo. Circa alle 11 del mattino mi ritrovai stremato nella casa di corso di Portanuova. E fu un brevissimo sonno di piombo. Alle due ero di nuovo in un enorme corteo senza nome, che sfilò dinanzi a San Vittore chiedendo la liberazione dei prigionieri politici. Fu quella la prima rivendicazione, e non solo per struggente desiderio umano, ma perché fossero liberi quelli che dovevano guidarci in quella transizione così invocata, ancora così oscura, e - sin dai primi istanti - tanto ambigua. Nessuno poteva dimenticare che - incarcerato Mussolini - quasi tutta l'italia era ancora nelle mani dei tedeschi. Poi dal carcere di San Vittore il corteo sfociò ancora a Porta Venezia, e dilagò attorno al camioncino affittato da Bompiani. Riuscii ad arrampicarmi sul tetto dell'auto, dove ci strappavamo da una mano all'altra i microfoni: comunisti, socialisti, anarchici, trotzkisti, repubblicani, e quanti altri non so dire. Conquistato il microfono riuscii a fare un brandello di comizio, che chiedeva la pace subito. L'indomani mattina il Corriere della Sera scrisse che in Piazza del Duomo aveva parlato "l'operaio" Pietro Ingrao. E quell'informazione sbagliata dette una prima notizia alla mia famiglia che da mesi di me non sapeva più nulla. Mentre la manifestazione si prolungava nel tumulto dei gridi e degli appelli e nessuno sapeva dire quanto e come sarebbe durata, di colpo dall'alto del camioncino vedemmo avanzare dal lato della stazione una lunga fila di carri armati. In cima al primo, stava un tenentino, magro, giovanissimo, con la pistola in mano: indimenticabile. La fila dei carri armati spaccò in due la folla. Un gruppo di soldati, dall'uno e dall'altro fianco, la rigettò sui margini della strada. Il tenente in cima al carro sembrava pietrificato. La folla premeva sui cordoni dei soldati muti, e fischiava alle loro orecchie appelli furenti e fraterni: Siamo con voi, vogliamo la pace, via i tedeschi, siete italiani, nostri fratelli!. Ricordo il volto di quei soldati a bocca chiusa come un cencio. Nella mia ingenua passione, mi sembrava di veder risorgere pagine dell'ottobre del '17, come le avevo lette nella Storia della rivoluzione russa di Trotzki. Quanto durò quel dialogo blindato tra folla e soldati? Tanto o forse poco. Chi erano quei soldati? Con chi stavano? Chi li mandava? Improvvisamente (ho nitida ancora oggi nella mente l'immagine) una giovane donna riuscì a spezzare la cintura dei soldati. Si staccò su tutti mentre sola traversava la strada, e di corsa si arrampicava sul tetto del carro armato, gridando parole che non si poterono udire. E tutto sembrava di nuovo incerto dopo l'accaduto della notte. Ma in un lampo tutto misteriosamente si sciolse. La lunga fila dei carri cominciò a ritirarsi. Abbandonava il terreno. E non sono mai riuscito a sapere se fu per un ordine esterno, o per un cambiamento nella testa di quel tenentino di fronte a quella figura femminile che pareva annullare la forza e la certezza di quei carri. La folla sciamò con gridi di esultanza. E io mi trovai trascinato da Salvatore Di Benedetto nella casa di Vittorini che lambiva Corso Venezia. Il pomeriggio di tardo luglio si faceva improvvisamente quieto, con quelle luci estive che si piegano nel lungo tramonto, preparando l'ombra della sera. Nella casa c'era Celeste Negarville, uno dei dirigenti del PCI che era riuscito a rientrare clandestino in Italia, mentre si avvicinava il crollo di Mussolini. Nelle nostre goliardate di partito, gli fu appiccicato un nomignolo scherzoso: lo chiamammo il 'marchese di Negarville', per la stranezza di quel cognome, e soprattutto per il suo gusto dell'ironia e il successo che aveva tra le donne. Era invece un operaio, e tornava in Italia da un aspro esilio. Mi guardò con un breve sorriso, ed ebbe una battuta scherzosa sul mio 'comizio' a Porta Venezia. E mi fu detto che dovevamo preparare il numero dell'unità sul grande evento romano. Io fui incaricato di fare la cronaca della manifestazione di Porta Venezia. Stranamente tutto però si svolgeva come in un lungo indugio dopo la vittoria. Negarville continuò tranquillo a conversare, quasi volesse assaporare quel luminoso tramonto lombardo. Mangiammo con calma. Poi, nella casa, ci ponemmo ciascuno al proprio posto di scrittura. E io cominciai a 2 / 8

3 pesare le parole con cui raccontare quella manifestazione, in cui per la prima volta nella mia vita avevo parlato a una massa di popolo di cui sapevo nulla. Eravamo tutti presi nel nostro compito, quando la porta della stanza si aprì e apparvero due. Io continuai a scrivere. Gente della casa, pensai, compagni sconosciuti. Uno dei due, quasi sorpreso dalla nostra calma, disse due parole che ci lasciarono di stucco: Siamo carabinieri. In breve ci radunarono. Ci chiesero i nomi. Quando venne il turno mio non sapevo se dare il mio nome clandestino (Vittorio Infantino) o quello vero. Prima di me fu interrogato Negarville: disse quel suo strano nome vero. Dentro di me invece pensai: è un nome falso. Tuttavia dissi anch'io il mio nome vero: Pietro Ingrao. I carabinieri arrestarono Elio Vittorini, che figurava come colui che aveva disposto il camioncino per la manifestazione di Porta Venezia, e Salvatore Di Benedetto, che aveva risposto furente alle loro domande: che volevano? C'era o no finalmente la libertà? Scampati all'arresto, tutti pensammo che ci sarebbe stato un seguito: un brutto seguito. Non si dormì. Uscimmo alle prime luci, incerti se ci avrebbero arrestati sulla soglia perché a Roma tutto era cambiato, o invece si trattava di uno strascico incomprensibile del crollo del regime. Ho in mente ancora quell'alba così incerta, e il dubbio nostro quando nella città addormentata mettemmo il capo fuori dalla porta. Poi il sollievo. Non c'era nessuno ad arrestarci. La scelta fu di andare a scrivere quel numero dell'unità in casa di Ernesto Treccani, che ci sembrava protetto da avventure di poliziotti che ancora non avessero capito l'accaduto. Negarville era calmo, persino un po' pigro, mi sembrava. Ma avevamo appena ricominciato il nostro lavoro di giornalisti neofiti che venne l'allarme: la polizia stava per arrivare anche a casa di Treccani. Ci trasferimmo di corsa alla tipografia Moneta, dove almeno c'era la tutela operaia di fronte a qualsiasi colpo di mano. Negarville era tanto sottile e arguto, quanto lento nella scrittura un po' prolissa. O forse dovette consultarsi con Roma. Alla fine l'editoriale fu pronto. Il titolo era lungo, calibrato e ridondante. Ma Negarville rifiutò la nostra sollecitazione che chiedeva un titolo più caldo, più breve. Poco dopo, con urla di evviva, un gruppo di operai ci portò stampato quel giornale a due facciate, che recava un nome famoso, così simbolico in quell'istante. C'era anche la mia cronaca sui fatti di Porta Venezia, che avevo pesato con ansia, parola per parola. E davvero era per me un inizio. Restai nella redazione segreta di quel giornale che non si sapeva se fosse ormai nella legge o ancora aspramente al bando. C'era anche Gillo Pontecorvo, in casa di Vittorini, quando accadde quella irruzione dei carabinieri? Non lo ricordo bene. Ad ogni modo nei giorni che seguirono fummo in tre gli addetti a quel foglio, tutto da fabbricare nell'ambiguo interludio che fu l'estate del '43. Celeste Negarville dalla Direzione del partito era stato chiamato a Roma. Girolamo Li Causi era il nuovo direttore (se si possono adoperare queste parole così normali per il subbuglio e le sollecitazioni di quella estate rovente). Nella redazione dell'unità di Milano eravamo in tre: io, Gillo e Henriette, la fidanzata di Gillo, piombata dalla Francia: una giovane bellezza sconvolgente, venuta a raggiungere di corsa l'innamorato e che sembrava ignorare i rischi terribili che correvano le loro giovani vite. I testi di quel breve giornale erano composti in tipografie clandestine nell'hinterland di Milano, da cui li andavamo a ritirare per impaginarli in città: così eravamo come una fluttuante impresa, 'new labour' prima del tempo. Essenziale in quella segreta combinazione di lavori era la bicicletta. Ne avevamo una sola, ma con una larga e solida piattaforma in metallo dietro il sellino, splendida per poggiarvi ben mascherati i pacchi di piombo della composizione. La "portapacchi" fu per noi una sorta di arnese di guerra. Da essa i piombi finivano sul bancone dell'impaginatore, che per lungo tempo a Milano non fu un compagno, ma un tipografo qualunque, non so come scovato da noi, sito nella cerchia interna della città, poco lontano da Porta Ticinese. Sapeva e vedeva benissimo quale pericolo con quel lavoro egli correva. E tuttavia non ne parlammo mai esplicitamente 3 / 8

4 insieme in quell'estate del '43, strano incastro di un ritrovamento di libertà e del dilagare della guerra nella penisola. Noi tre giornalisti clandestini eravamo allora molto attratti dalle forme che prendeva quel foglio ancora clandestino, Gillo ancora più di me. Chiedemmo ad Albe Steiner, cervello finissimo, di ridisegnare la testata dell'unità, poiché quella del tempo di Gramsci ci sembrava bruttissima e ingombrante. Steiner ne immaginò una nuova, forte ed asciutta nel suo modulo razionalizzante d'epoca. Ci parve bellissima. Invece da Roma ci venne un aspro rimbrotto: come osavamo cambiare la gloriosa testata di Gramsci, quel nome favoloso che noi, reclute acerbe, solo allora cominciavamo un poco a conoscere? E tuttavia tenemmo ferma la testata steineriana. Ed esultammo quando su quel brevissimo foglio riuscimmo a stampare persino una foto di Stalin, con il braccio alzato a salutare. Curavamo spazi, titoli, architetture di quelle due magre pagine con una minuzia amorosa. Eppure sapevamo che ogni minuto di più in quella tipografia, dinanzi a quel bancone, poteva costarci parecchio caro. Una volta la paura fu grande. Ricordo il rumore di quella porta che si aprì e lasciò entrare una pattuglia tedesca, mentre eravamo con il tipografo di fronte e i piombi della pagina clandestina dell'unità sul banco. Guardammo la scena allibiti, in assoluto silenzio, mentre sembrava certo che il tipografo crollasse. I tedeschi chiesero invece una informazione banale. E presto la porta si richiuse dietro di loro. Eravamo salvi. Per un po' di tempo abbandonammo quella tipografia, in qualche modo 'bruciata', come volevano le regole ferree della cospirazione. Ma dopo numerose, lunghe perlustrazioni ritornammo. Il tipografo ci trattò male, quasi con una stizza sprezzante. Ma aveva bisogno di soldi, e il contatto riprese. A metà agosto Milano bruciava sotto i bombardamenti feroci di quella estate, in cui le potenze occidentali (gli inglesi prima di tutto) volevano chiudere la partita italiana. Prima dell'imbrunire noi fuggivamo a Monza, a dormire in case amiche. Una volta la notte mi colse a Milano in casa di un compagno carissimo, Raffaellino De Grada. Allo squillo delle sirene di allarme ci precipitammo nel rifugio. Non so dire quanto durò l'attacco aereo. Sentivo bombe esplodere esattamente al mio fianco, appena al di là di una fragile parete: e come si avvicinassero passo a passo. Alle prime luci dell'alba girammo a lungo tra i quartieri distrutti, increduli sulla vita salvata in quei cumuli di macerie e strade sventrate: in quella città trafitta come poi la cantò Quasimodo. Succedevano anche cose incredibili. La mia compagna Laura Lombardo Radice e mio fratello da Roma vennero a cercarmi a Milano. Sbalordito ed incredulo me li vidi davanti all'improvviso, mentre giravo con la nostra "portapacchi" in una via prossima alla stazione centrale. Fu una fortuna, perché essi avevano un recapito segreto, che proprio in quei giorni era saltato per una retata della polizia. Né io sapevo nulla del loro viaggio. L'otto settembre venne per me dalla radio, in un principio di sera molliccia, nebbiosa, in un caffè della periferia dove mi trovavo per caso. Non so se è una forzatura della memoria. Ma a notte calata mi parve di aver visto già i plotoni tedeschi che pattugliavano le strade. Sull'Unità clandestina facemmo un titolo a caratteri cubitali, che diceva più o meno: Avanti verso l'insurrezione nazionale...: l'aveva portato a noi direttamente Li Causi. E mi colpì per la nettezza con cui quel titolo non solo anticipava un esito così lontano, in quei giorni così incerti su tutto, ma per la perentorietà con cui quel breve foglio, di nuovo assolutamente clandestino, metteva in campo la sua prima ed essenziale ragione di esistenza. Il giornale proclamava nudamente il suo fine. La relazione fra le notizie dell'accaduto e quel compito diveniva stringente. E pareva cancellata la lenta mediazione dell'assorbire, giorno dopo giorno, il senso delle vicende. Il giornale diveniva come un proiettile. Veniva 'confessato', esplicato quel nesso - per noi così imperioso! - fra l'informare e l'agire. Per un verso il giornale confessava la sua parzialità, o faziosità se volete, per un altro dilatava il suo spazio e la sua funzione. Quante volte poi saremmo inciampati in quell'impiccio, per il quale dovevamo capire e 4 / 8

5 raccontare ciò che era successo e contemporaneamente trarne subito (o quasi) le conseguenze nell'agire. Si spiegava così quel 'pedagogismo' ostinato, che poi ispirò ai nostri avversari quella caustica battuta sul comunista che alle obiezioni risponde: Compagni l'unità non lo dice..., e nel fare il giornale ci obbligava continuamente a mischiare l'informazione e l'appello, il racconto del fatto e la costruzione di una risposta di massa. Più tardi, dopo il crollo del fascismo, per lunghi anni, in quella redazione dell'unità mi trovai a risolvere questo rebus difficile, che ci obbligava non solo a 'raccontare', ma a cercare presuntuosamente il filo dell'accadere e ricavarne esplicitamente le conseguenze di azione. Informare e fare agitazione: non stava forse qui la difficoltà (il limite) di quel foglio, ma anche il fascino, il connotato che lo legò così strettamente alla vita e alle passioni di tanti italiani? L'Unità dai lettori veniva conservata. E si poteva leggere all'alba, ancora assonnati, sul seggiolino di un autobus, oppure a tarda sera, tra un boccone e l'altro della cena prima di andare alla riunione di sezione, o anche a letto, sull'orlo del sonno. Oppure mettere da parte, conservare questo o quel numero, che poi non sarebbe stato letto mai, dimenticato tra i fasci di carte di un armadio: questa natura curiosa di un giornale quotidiano, che durava al di là del giorno. 2.A dicembre del '43 da Milano fui trasferito all'unità clandestina di Roma. Vi rimasi solo quattro mesi. Poi la liberazione si avvicinava e passai alla Federazione comunista di Roma (naturalmente clandestina). Per natura ero lento nell'agire, e tuttavia quel lavoro mi piaceva per il filo diretto che stabiliva con le persone vive in carne ed ossa. Ma presto trasmigrai nell'esercito di liberazione, alla Divisione Mantova, disciplinato e puntiglioso sergente nella Compagnia cannoni. Quando vennero la capitolazione della Germania e la vittoria sul nazifascismo, ebbi l'onore di parlare alla truppa, e già sembrava molto. Il trenta maggio giungevo in congedo a Roma, il giorno stesso (le coincidenze singolari...) in cui mi nasceva la prima figlia: Celeste. Non ci fu riposo, e nell'ardore di quei giorni nemmeno sembrava possibile chiederlo. Dopo una settimana lavoravo all'edizione romana dell'unità, promosso sul campo come capocronista. È difficile oggi dar conto del precipitare di certe scelte. All'Unità di Roma lavorava già Mario Alicata, compagno nella difficile cospirazione romana. E con me trentenne entrarono in redazione un gruppo di 'gappisti' più o meno tutti ventenni, e tutti partecipi, giovani figli della Resistenza romana: Alfredo Reichlin, Arminio Savioli, Luigi Pintor, Maurizio Ferrara, Pasquale Balsamo e Francesco Colonna, e insieme o poco dopo altri giovani che venivano dal ceppo dei "comunisti cristiani": Luciano Barca, Gabriele De Rosa. E un gruppo di ragazze quasi solo adolescenti: Mirella Acconciamessa, Adriana Schacherl... Quasi nessuno di noi aveva fatto politica in un giornale 'normale', né mai scritto un rigo d'informazione o di commento giornalistico. A dirigere l'unità romana c'era in quel momento Velio Spano, sardo, prestigioso dirigente della cospirazione comunista, e caporedattore Renato Mieli, che da giovane aveva cospirato con Curiel, esule e sbarcato a Roma con l'arrivo degli alleati. Ma presto, quasi subito le cose mutarono. Spano (per un'antipatia di Togliatti o per i suoi articoli troppo fiammeggianti) fu spostato a lavorare alla sezione Esteri del partito. Divenne direttore Mario Alicata con quella turba di giovani e ragazze, ignari del mestiere, a interrogarsi e a cimentarsi nientemeno che sull'avvenire del mondo come sarebbe stato dopo il crollo di Hitler. C'erano sì in quelle stanze di via IV novembre alcune figure storiche del giornalismo comunista: Felice Platone, Ottavio Pastore. Ogni tanto, compariva a consegnarci un articolo, Ruggiero Grieco, e faceva capannello con noi giovani. Ma la vita di quel foglio era tutta, tutta nelle mani di quella nuova leva di agri giornalisti. Perché Togliatti (fu lui in fondo) fece quella scelta così rischiosa, e non solo a Roma, ma - con le dovute varianti - nelle edizioni dell'unità di Milano, di Torino, di Genova? A mio avviso, non fu solo per bisogno o carenza di quadri, o perché il Partito (con la maiuscola) sembrava allora luogo ben 5 / 8

6 più importante. Forse agì la volontà di un legame diretto con il paese com'era cresciuto negli anni dei comunisti in esilio, e di un allargamento di generazioni. Appunto, anche come età un partito nuovo. Altre teste, per acerbe che fossero. Fatta la scelta, Togliatti - imperioso com'era - interveniva solo in parte. Era giudice severo, anche sfottente, ostinato nelle sue manie linguistiche. Quasi ogni mattina arrivava al direttore un suo bigliettino scritto in inchiostro verde: mai di plauso, spesso di osservazioni sullo stile, molto sugli editoriali, a volte indicandoci i modelli del borghese Missiroli o del francese Léon Daudet, che - ci raccontava sogghignando - aveva scritto un editoriale sui tre modi di fare la frittata. Insomma gli errori erano nostri. E anche per il caso Vittorini io penso che il punto di partenza, la molla che scattò venne da Alicata: con il vile silenzio di alcuni di noi e, naturalmente, la grave ferita che ne ebbe l'unità di Milano. Per noi non fu mai un modello la "Pravda" e nemmeno la leggendaria Humanité di Gabriel Peri e di Marcel Cachin. Invitammo Cachin a fare un giro per l'italia. L'idea fu di Amerigo Terenzi, quel manager geniale che mi sollecitava a frequentare i salotti della capitale, perché - diceva - così un direttore di giornale costruiva le relazioni necessarie. Ma anche l'huma ci pareva troppo secca, ufficiale, a suo modo dogmatica. Invece tutte le quattro 'centrali' del giornale - Milano, Torino, Genova e Roma - esprimevano un'enorme curiosità verso le varie articolazioni della società borghese. E parvero essenziali non solo l'insediamento specifico nelle quattro metropoli centrali (Roma, Milano, Torino, Genova), ma la trama delle redazioni locali. Firenze, ad esempio, fu importantissima per l'edizione romana, a riguardo del rapporto con tutto un mondo cattolico che da Firenze, con La Pira e Pistelli, si diramava nel paese, fino ad incidere sulla vicenda politica e ideale d'italia. All'inizio, e per lungo tempo, le edizioni dell'unità furono quattro: a Roma, Milano, Torino, e Genova: ognuna di esse con una propria redazione legata a quella molteplicità delle capitali d'italia e dappertutto redattori e redattrici, giornalisti e amministratori non solo erano nuovi alla prova di un grande giornale, ma anche a un'esperienza politica nazionale: insomma teste in formazione, caratteri in cammino. A Torino c'era il legame quasi diretto con il mondo baldanzoso dell'einaudi che avanzava sulla scena d'italia e con le cattedrali operaie della FIAT; così come a Genova fu un confronto obbligato con la cultura dell'industria di Stato, e a Milano si incontravano il gruppo dello scomunicato Vittorini e di Franco Fortini con gli allievi di Banfi e con il populismo di Ulisse (Lajolo), e infine l'influenza indiretta ma dura della sinistra operaia di Vaia e Alberganti. Più difficile, molto più difficile era il Sud, ma è stata persino messa in romanzo la storia tormentata della redazione napoletana, che aveva alle spalle tutori esigenti come Giorgio Amendola e Salvatore Cacciapuoti. E Palermo vedeva l'incontro non sempre armonioso fra la giovanissima redazione dell'unità e l'esperienza a rischio dell'ora, uno dei giornali cosiddetti fiancheggiatori che sorgevano a fianco e gelosamente diversi dall'unità. E fu assolutamente singolare che un partito così centralista, così (a suo modo) 'ideologico' come il PCI si affidasse, per la sua presenza quotidiana ed ufficiale e nel dibattito delle idee, a quei manipoli di reclute a volte giovanissime, quella nuova generazione passata certo attraverso la prova della Resistenza, ma così agra come esperienza politica e ignara del lavoro in un giornale quotidiano. Si può dire che quella scelta di un salto così netto di generazione fu propria di Togliatti nella sua ossessione di costruire un altro Partito comunista, appunto un partito nuovo? Di sicuro fu così. Ma la scelta così marcata di una nuova generazione, quasi imberbe, aveva fonti e radici più profonde. Agiva la tensione ossessiva di quel soggetto politico comunista a 'nazionalizzarsi', a mettere radici nelle 'cento città' della storia italiana, per cancellare l'attacco più grave che veniva dall'avversario quando parlava di "servi di Mosca": Mosca dove era stata proibita la religione, spezzata la famiglia, dissolta la proprietà, e quindi luogo radicalmente altro dalla storia, dal costume italiano. Appunto: comunisti come 6 / 8

7 stranieri. Più di ogni dichiarazione di principio contro quest'attacco sostanziale valeva l'espandersi di un soggetto politico ramificato capillarmente nella società e capace di una presenza ogni giorno, e - per così dire - su tutti i campi, fino anche alla cronaca nera. Quando fui, d'improvviso, chiamato a fare il capocronista nell'unità romana non so quanti 'capocronaca' (e a volte anche editoriali) scrissi sui delitti misteriosi (il caso Laffi...) che insanguinavano la capitale del dopoguerra. Ricordo una mattinata d'aprile in cui mi trovai a girare per le vie di Roma in un giorno immacolato, e mi chiesi perché non facevo mai un capocronaca sull'incanto dell'aprile a Roma quando gli lasciava un po' di respiro l'estate. E tuttavia noi volevamo, dovevamo stare anche nelle pieghe dei delitti romani. Tale fu il nostro aggrapparsi al territorio: fino all'inseguimento del 'folclore'. In una festa dell'unità (settembre 1948), quella in cui Togliatti tornava dopo l'attentato di luglio, nel lungo corteo che sfilava per Piazza del Popolo tutti applaudimmo freneticamente la rappresentanza del partito napoletano in cui sotto le bandiere rosse saltavano nacchere e pulcinella. Ed era palesemente un'esagerazione. Naturalmente il punto centrale di quel giornale 'rosso', la sua più profonda novità era il posto che nelle pagine aveva il lavoro. Qui era la sua differenza di fondo. Fummo il giornale che portava nei grandi titoli di prima pagina e con il maggiore risalto le lotte e i drammi, le sconfitte e le vittorie del mondo del lavoro. Non so esattamente per quanto tempo, ma quasi di sicuro fino agli anni Sessanta, i grandi giornali borghesi non davano mai l'onore della prima pagina alle vertenze del lavoro: nemmeno per esaltare le vittorie del padronato. Fu l'unità che tolse dal ghetto quel tema, nei giorni buoni e in quelli cattivi, quando si vinceva o quando c'era l'amaro lutto della sconfitta. E qui è da ricordare che - dopo una brevissima parentesi dall'estate del '43 a quella del '45 - i sindacati non ebbero mai un loro quotidiano. Per decenni, e anche quando sorse la TV, il sostegno diuturno alle lotte del lavoro stette sulle spalle dell'unità. E forse qui fu il ruolo, la ragione più grande, il senso più intimo che ha avuto quella testata di giornale: si potrebbe dire la sua motivazione storica. E non fu solo notizia e denuncia: fu (ecco il senso profondo) costruzione di un fare, dentro e al di là delle mura della fabbrica. E ci aggrappavamo a tutti gli appigli per produrre azione attorno al giornale. Quando avvenne la strage di Melissa, scrissi una lettera aperta a Zavattini per un viaggio in Calabria nei luoghi della disperazione contadina. Zavattini non potè. Ma ci fu una catena di giornalisti di varia tendenza che mise in atto quella specie di inchiesta collettiva. Tentavamo di visitare e raccontare luoghi e vicende del dramma sociale in quell'italia in sconvolgente mutazione. Il tema cruciale era la sorte delle classi lavoratrici. Qui si realizzava la differenza, la vera novità, la scoperta di quel giornale: l'evento del lavoro in prima pagina, ciò che per molti anni non fecero né il Messaggero né il Corriere della Sera, né l'austera Stampa di Torino. Qui su questo nodo, L'Unità cambiò l'agenda, incise alla fine anche sulla stampa borghese. La battuta geniale (inventata da Guareschi? O da chi?): Compagno, l'unità non lo dice, in fondo, e a guardar bene, riconosceva e sottolineava il nostro successo. E anche quell'invenzione curiosa che ci spinse a portare la domenica il giornale dentro le case (quelle amiche e quelle ostili) si reggeva non solo sulla generosità degli "Amici dell'unità", ma anche sul fatto che eravamo divenuti un fattore del senso comune. Questo fu frutto di redazioni, che erano 'collettivi', luoghi di ricerca e di iniziative a loro modo geniali. Quando nel '55 accadde la grave sconfitta alla FIAT, la redazione torinese dell'unità con Barca, Minucci e Novelli fu caldo luogo di ricerca e di lotta politica, dove si mischiarono intellettuali, giornalisti e avanguardie del movimento operaio torinese. E prima ancora che arrivasse al giornale "Fortebraccio", sapevamo anche ridere. All'Unità di Roma Tommaso Chiaretti, un redattore che sembrava intriso di timidezza, inventò una rubrica brevissima Il dito nell'occhio, che divenne famosa. Era fatta essenzialmente di una lancinante raccolta di fesserie dette dai 7 / 8

8 nostri avversari. E fra di essi c'era sempre alla fine una figura assolutamente privilegiata, che si chiamava: Il fesso del giorno. Il 31 dicembre nella rubrica c'era infine Il fesso dell'anno. Una volta toccò clamorosamente a Giuseppe Saragat. C'erano anche giochi interni quasi irripetibili. Un giornalista impertinente, Pasquale Balsamo, si divertiva a inserire il nome di donne fascinose nell'elenco degli arrivi del giro d'italia, o anche di compagni antipatici messi fra gli ultimi della lista d'arrivo. In verità in quanto giornale popolare e di massa, davamo molto spazio allo sport e quindi al Giro d'italia, allora forse più popolare e oggetto di grandi passioni che non oggi. Mandavamo come resocontista al Giro Attilio Camoriano, un 'inviato' geniale che raccontava la corsa come un romanzo. Un anno, insieme con lui mandammo Alfonso Gatto, voce fresca e geniale della poesia italiana novecentesca. Era un modo di rileggere il 'Giro' e insieme di incrinare la recinzione degli intellettuali, spingerli nella cronaca delle passioni popolari, fuori da quella che allora la sinistra (e non solo essa) chiamava la torre d'avorio. Ma questi erano un po' ghirigori. Sul cammino della cultura l'unità fu terreno di battaglie aspre, alcune tardive e sbagliate come quella sul realismo. E non perché gli 'astratti' non piacessero assolutamente a Togliatti, ma perché su quel confronto di culture il giornale stesso si spaccava, e sgorgavano differenze aspre tra le varie edizioni, fra l'hegelo-marxismo dei romani o l'ortodossia un po' fanatica di una testa fine come Sereni, e le voci milanesi che tanto mutuavano dalla scuola di Banfi, o la Firenze di Luporini schiusa al pensiero tedesco del Novecento e alla riscoperta di un Leopardi progressista. L'Unità era parte ed eco di questo confronto. E il suo comparto culturale fu sicuramente il più tormentato. Poi venne l'indimenticabile 1956 (come dopo mi avvenne di chiamarlo). E cominciammo appena a misurare il nostro limite ed errore, che era più grave del sopruso fatto all'ungheria: chiamava in causa aspramente la nostra idea dell'epoca, il suo domani, e perciò l'orizzonte stesso di quel foglio ambizioso del comunismo italiano. 8 / 8

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Favole per bambini grandi.

Favole per bambini grandi. Favole per bambini grandi. d. & d' Davide Del Vecchio Daria Gatti Questa opera e distribuita sotto licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale 2.5 Italia http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia Scuola Primaria Istituto Casa San Giuseppe Suore Vocazioniste Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar Classe IV Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia È il 19 febbraio 2011

Dettagli

Il desiderio di essere come tutti

Il desiderio di essere come tutti Francesco Piccolo Il desiderio di essere come tutti Einaudi INT_00_I-IV_Piccolo_Desiderio.indd 3 30/08/13 11.44 Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. Fino a quel momento la mia

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Vite a mezz aria Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Giuseppe Marco VITE A MEZZ ARIA Romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ...

VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE. Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: ... ... ... ... ... ... LA CITTÀ VOLUME 2 CAPITOLO 2 MODULO D LE VENTI REGIONI ITALIANE 1. Parole per capire Alla fine del capitolo scrivi il significato di queste parole nuove: città... città industriale... pianta della città...

Dettagli

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini,

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini, Cari bambini, Civile questo libretto che vi viene oggi proposto vi aiuterà a conoscere i rischi e ad imparare come difendervi, in particolare dai rischi legati al terremoto. Questo come tutti sapete è

Dettagli

Una notte incredibile

Una notte incredibile Una notte incredibile di Franz Hohler nina aveva dieci anni, perciò anche mezzo addormentata riusciva ad arrivare in bagno dalla sua camera. La porta della sua camera era generalmente accostata e la lampada

Dettagli

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA

2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA 2 GIUGNO 2013 FESTA DELLA REPUBBLICA Discorso del Prefetto Angelo Tranfaglia Piazza Maggiore Bologna, 2 giugno 2013 Autorità, cittadini tutti di Bologna e della sua provincia, un cordiale saluto a tutti.

Dettagli

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico SASHA La nostra storia é molto molto recente ed é stata fin da subito un piccolo "miracolo" perche' quando abbiamo contattato l' Associazione nel mese di Novembre ci é stato detto che ormai era troppo

Dettagli

23 APRILE 2015 L IDEA

23 APRILE 2015 L IDEA IL PROGETTO 23 APRILE 2015 L IDEA Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d autore, è il giorno di San Giorgio a Barcellona, è il giorno della World Book Night in Inghilterra, è il

Dettagli

Come è fatto un giornale?

Come è fatto un giornale? Come è fatto un giornale? 1. Com'è fatto un giornale? 2. Per iniziare o la testata è il titolo del giornale. o le manchette (manichette) sono dei box pubblicitari che le stanno al lato 3. La prima pagina

Dettagli

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali

LA RICERCA DI DIO. Il vero aspirante cerca la conoscenza diretta delle realtà spirituali LA RICERCA DI DIO Gradi della fede in Dio La maggior parte delle persone non sospetta nemmeno la reale esistenza di Dio, e naturalmente non s interessa molto a Dio. Ce ne sono altre che, sotto l influsso

Dettagli

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO Sono arrivata in Italia in estate perché i miei genitori lavoravano già qui. Quando ero in Cina, io e mia sorella Yang abitavamo con i nonni, perciò mamma e papà erano tranquilli.

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

I Militari possono far politica?

I Militari possono far politica? I Militari possono far politica? Il personale in servizio attivo delle Forze Armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza) può fare politica? Siccome ci sono tanti mestatori,

Dettagli

Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante. Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac

Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante. Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante Chapter 5 and the Axe-Mielding Maniac 2 Titolo: Il capitolo 5 e il maniaco dall ascia vibrante Autrice: Marie Sexton, www.mariesexton.net Traduzione: Amneris

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore Sac. Don Giuseppe Pignataro L oratorio: centro del suo cuore L'anima del suo apostolato di sacerdote fu l'oratorio: soprattutto negli anni di Resina, a Villa Favorita per circa un decennio, dal 1957 al

Dettagli

Flame of Hope maggio 2015

Flame of Hope maggio 2015 Flame of Hope maggio 2015 Cari amici, Quand è che si apprezza maggiormente la vita e si è consapevoli di essere vivi e ne siamo grati? Quando quel dono prezioso è minacciato e poi si apprezza la vita il

Dettagli

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là,

Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, Un uomo che dorme Non appena chiudi gli occhi comincia l avventura del sonno. Al posto della solita penombra nella stanza, volume oscuro che si interrompe qua e là, dove la memoria identifica senza sforzo

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

IL SENSO DELLA CARITATIVA

IL SENSO DELLA CARITATIVA IL SENSO DELLA CARITATIVA SCOPO I Innanzitutto la natura nostra ci dà l'esigenza di interessarci degli altri. Quando c'è qualcosa di bello in noi, noi ci sentiamo spinti a comunicarlo agli altri. Quando

Dettagli

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco

ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco ACCENDI UNA LUCE IN FAMIGLIA Preghiera nella comunità domestica in comunione con Papa Francesco Sul far della sera la famiglia si riunisce in casa per la preghiera. Ove fosse possibile si suggerisce di

Dettagli

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno

MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE. HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno MAURIZIO ABBATI STRUMENTI UTILI PER CAMBIARE E MIGLIORARE HOUSE ORGAN AZIENDALE Guida alla creazione di un magazine interno Indice 01. 02. 03. I tipi di house organ Dall idea al progetto I contenuti A

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

Le regole essenziali per raccogliere le firme per i referendum

Le regole essenziali per raccogliere le firme per i referendum Le regole essenziali per raccogliere le firme per i referendum La prima operazione da fare, una volta ricevuti i moduli per la raccolta, è quella della Vidimazione. La vidimazione. Viene effettuata dal

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

Dal lato della strada

Dal lato della strada Dal lato della strada Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché

Dettagli

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav

ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA. Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni. Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Matite italiane ENCICLOPEDIA DELLA FAVOLA Fiabe di tutto il mondo per 365 giorni Raccolte da Vladislav Stanovsky e Jan Vladislav Edizione italiana a cura di Gianni Rodari Editori Riuniti I edizione in

Dettagli

Il sei gennaio, c è la festa dell Epifania. In quel giorno la Befana, una buona vecchietta con una scopa fra le gambe, porta regali per i bambini.

Il sei gennaio, c è la festa dell Epifania. In quel giorno la Befana, una buona vecchietta con una scopa fra le gambe, porta regali per i bambini. A) Le feste italiane Naturalmente la più grande festa per i bambini e gli italiani è Natale. In Italia non mancano mai l albero di Natale, il presepio e molti regalini: la sera della Vigilia, il ventiquattro

Dettagli

BIANCOENERO EDIZIONI

BIANCOENERO EDIZIONI RACCONTAMI BIANCOENERO EDIZIONI Titolo originale: The Strange Case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde, 1886 Ringraziamo Giulio Scarpati che ha prestato la sua voce per questo progetto. Consulenza scientifica al

Dettagli

Tavola n. 20 Titolo: Peccato che sia una puttana Anno di produzione 2014 Tecnica mista su cartoncino Dimensioni: 55 cm x 34,5 Costo: 2850 euro

Tavola n. 20 Titolo: Peccato che sia una puttana Anno di produzione 2014 Tecnica mista su cartoncino Dimensioni: 55 cm x 34,5 Costo: 2850 euro Tavola n. 20 Titolo: Peccato che sia una puttana Dimensioni: 55 cm x 34,5 Costo: 2850 euro Tavola n. 30 Titolo: Presunte avventure di Lucrezia e Cesare Dimensioni: 50 cm x 35 cm Costo: 2625 euro Tavola

Dettagli

DA CHE PARTE STARE. dagli 11 anni ALBERTO MELIS

DA CHE PARTE STARE. dagli 11 anni ALBERTO MELIS PIANO DI LETTURA dagli 11 anni DA CHE PARTE STARE ALBERTO MELIS Illustrazioni di Paolo D Altan Serie Rossa n 78 Pagine: 144 Codice: 566-3117-3 Anno di pubblicazione: 2013 L AUTORE Alberto Melis, insegnante,

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA

Il ciclo di Arcabas LUNGO LA STRADA Il ciclo di Arcabas Arcabas è lo pseudonimo dell artista francese Jean Marie Pirot, nato nel 1926. Nella chiesa della Risurrezione a Torre de Roveri (BG) negli anni 1993-1994 ha realizzato un ciclo di

Dettagli

Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può!

Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può! Pag. 1/3 Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può! (Articolo tratto da ALCER n 153 edizione 2010) Conoscere posti nuovi, nuove culture e relazionarsi con persone di altri paesi, di altre città

Dettagli

Come si fa un giornale

Come si fa un giornale Come si fa un giornale COME SI FA UN GIORNALE dall idea alla distribuzione Un giornale è una struttura complessa composta da un gruppo di persone che lavorano insieme che chiameremo LA REDAZIONE Al vertice

Dettagli

PRUEBA COMÚN PRUEBA 201

PRUEBA COMÚN PRUEBA 201 PRUEBA DE ACCESO A LA UNIVERSIDAD MAYORES DE 25 Y 45 AÑOS PRUEBA COMÚN PRUEBA 201 PRUEBA 2013ko MAIATZA MAYO 2013 L incontro con Guido Dorso Conobbi Dorso quando ero quasi un ragazzo. Ricordo che un amico

Dettagli

Tesi per il Master Superformatori CNA

Tesi per il Master Superformatori CNA COME DAR VITA E FAR CRESCERE PICCOLE SOCIETA SPORTIVE di GIACOMO LEONETTI Scorrendo il titolo, due sono le parole chiave che saltano agli occhi: dar vita e far crescere. In questo mio intervento, voglio

Dettagli

NEL 1600. Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra dei Trent'anni. combattuta dal 1618 al 1648

NEL 1600. Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra dei Trent'anni. combattuta dal 1618 al 1648 NEL 1600 1. c'erano Stati che avevano perso importanza = SPAGNA ITALIA- GERMANIA 2. altri che stavano acquisendo importanza = OLANDA INGHILTERRA FRANCIA Ma la prima metà del '600 fu dominata dalla guerra

Dettagli

LA STORIA DEL VECCHIO F di Patrizia Toia

LA STORIA DEL VECCHIO F di Patrizia Toia Patrizia Toia Patrizia Toia (born on 17 March 1950 in Pogliano Milanese) is an Italian politician and Member of the European Parliament for North-West with the Margherita Party, part of the Alliance of

Dettagli

La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata

La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân La Dottrina sociale della Chiesa non può essere incatenata + Giampaolo Crepaldi Arcivescovo-Vescovo Relazione introduttiva al Convegno del 3 dicembre 2011

Dettagli

Laboratorio lettura. 8) Gli animali del carro sono: Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. Veri

Laboratorio lettura. 8) Gli animali del carro sono: Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. Veri Laboratorio lettura Leggi il libro Ma dov è il Carnevale?, poi esegui le consegne. 1) Quali anilmali sono i protagonisti della storia? 2) Che cosa fanno tutto l anno? 3) Perché decidono di scappare dal

Dettagli

Per ulteriori informazioni visita il nostro Sito Web: www.a-light-against-human-trafficking.info

Per ulteriori informazioni visita il nostro Sito Web: www.a-light-against-human-trafficking.info Per ulteriori informazioni visita il nostro Sito Web: www.a-light-against-human-trafficking.info Ogni essere umano uomo, donna, bambino, bambina è immagine di Dio; quindi ogni essere umano è una persona

Dettagli

====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ======================================================

====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ====================================================== -------------------------------------------------- LA LITURGIA DEL GIORNO www.lachiesa.it/liturgia ====================================================== GIOVEDI SANTO (MESSA DEL CRISMA) ======================================================

Dettagli

Meglio prevenire. Alcuni accorgimenti da adottare contro i ladri:

Meglio prevenire. Alcuni accorgimenti da adottare contro i ladri: Introduzione Sono ormai sempre più frequenti i furti negli appartamenti, nelle case e negli uffici. Il senso di insicurezza della popolazione è comprensibile. Con questo opuscolo si vuole mostrare che

Dettagli

Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così:

Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così: Racconto inviato da Monica Chiesura email di riferimento: mcshogun62@gmail.com QUANDO SI DICE IL DESTINO! La nostra storia inizia così: in una bella giornata di ottobre, quando la mia migliore amica Sabrina

Dettagli

Discorso diretto e indiretto

Discorso diretto e indiretto PERCORSI DIDATTICI di: Mavale Discorso diretto e indiretto scuola: Cremona area tematica: Lingua italiana pensato per: 8-11 anni scheda n : 1 OBIETTIVO DIDATTICO: Saper riconoscere ed usare il discorso

Dettagli

seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega :

seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega : 1. Il titolo del racconto che leggerai è UNA STRANA STREGA, segna nel seguente elenco, quali stranezze potrebbe avere una strega : Avere il naso aquilino Si no Possedere un pentolone Si no Essere sempre

Dettagli

all'italia serve una buona scuola,

all'italia serve una buona scuola, all'italia serve una buona scuola, che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico. Che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani nell era digitale.

Dettagli

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama

Adorazione Eucaristica. Dio ci ama Adorazione Eucaristica a cura di Don Luigi Marino Guida: C è un esperienza che rivela il potere unificante e trasformante dell amore, ed è l innamoramento, descritto in modo splendido nel Cantico dei Cantici.

Dettagli

L 8 maggio 2002 il Ministero

L 8 maggio 2002 il Ministero > > > > > Prima strategia: ascoltare le esigenze degli utenti, semplificare il linguaggio e la navigazione del sito. Seconda: sviluppare al nostro interno le competenze e le tecnologie per gestire in proprio

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1 Università per Stranieri di Siena Centro CILS Sessione: Dicembre 2012 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e annunci. Poi completa le frasi.

Dettagli

Scuola fiorentina. Figura 1: Scuola del Cuoio nel 1950. Figura 3: Il corridoio della Scuola del Cuoio nel 1950 ed oggi

Scuola fiorentina. Figura 1: Scuola del Cuoio nel 1950. Figura 3: Il corridoio della Scuola del Cuoio nel 1950 ed oggi La Scuola del Cuoio è stata fondata dopo la Seconda Guerra Mondiale grazie alla collaborazione dei Frati Francescani Minori Conventuali della Basilica di Santa Croce e delle famiglie Gori e Casini, artigiani

Dettagli

IDEE DI RESISTENZA. Il progetto, nato per ricordare il 70 anno dalla Liberazione, parte da due considerazioni propedeutiche:

IDEE DI RESISTENZA. Il progetto, nato per ricordare il 70 anno dalla Liberazione, parte da due considerazioni propedeutiche: PREMESSA Insignita della Medaglia d Argento al Valor Militare della Resistenza, Pistoia, al pari di altre città toscane, è stata teatro di avvenimenti tragici, la maggior parte dei quali intercorsi tra

Dettagli

Le donne della Costituente

Le donne della Costituente Biblioteca del Senato Emeroteca Le donne della Costituente Ottobre 2008 Tutti i quotidiani e i periodici riprodotti fanno parte della raccolta della Biblioteca del Senato. Per ogni titolo è indicata la

Dettagli

Trasformazione attivo-passivo

Trasformazione attivo-passivo Trasformazione attivo-passivo E possibile trasformare una frase attiva in passiva quando: 1. il verbo è transitivo 2. il verbo è seguito dal complemento oggetto. Si procede in questo modo: 1. il soggetto

Dettagli

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini

La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini. Comune di OSNAGO. Associazione ALE G. dalla parte dei bambini La convenzione internazionale sui diritti dell infanzia riscritta dai bambini Associazione ALE G. dalla parte dei bambini Comune di OSNAGO AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Il 20 novembre 1989 è entrata in vigore

Dettagli

IO CI SARÒ. dai 9 anni LIA LEVI. Illustrazioni di Donata Pizzato Serie Arancio n 145 Pagine: 192 Codice: 566-3210-1 Anno di pubblicazione: 2013

IO CI SARÒ. dai 9 anni LIA LEVI. Illustrazioni di Donata Pizzato Serie Arancio n 145 Pagine: 192 Codice: 566-3210-1 Anno di pubblicazione: 2013 PIANO DI IO CI SARÒ LIA LEVI LETTURA dai 9 anni Illustrazioni di Donata Pizzato Serie Arancio n 145 Pagine: 192 Codice: 566-3210-1 Anno di pubblicazione: 2013 L AUTRICE Lia Levi è oggi una delle più affermate

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa

Il colore dei miei pensieri. Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa Il colore dei miei pensieri Pierluigi De Rosa 2007 Scrivere.info Tutti i diritti di riproduzione, con qualsiasi mezzo, sono riservati. In copertina: Yacht

Dettagli

Una città per giocare: linee guida per il convegno internazionale.

Una città per giocare: linee guida per il convegno internazionale. Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - CNR progetto internazionale "La città dei bambini" Una città per giocare: linee guida per il convegno internazionale. Non mi mancava la memoria o l intelligenza,

Dettagli

2 e3 anno I GIORNI DELLA TARTARUGA. ROMANZO A SFONDO SOCIALE Una storia di bullismo e disagio giovanile, appassionante e coivolgente.

2 e3 anno I GIORNI DELLA TARTARUGA. ROMANZO A SFONDO SOCIALE Una storia di bullismo e disagio giovanile, appassionante e coivolgente. 2 e3 anno narrativa CONTEMPORAN scuola second. di I grado EA I GIORNI DELLA TARTARUGA ROMANZO A SFONDO SOCIALE Una storia di bullismo e disagio giovanile, appassionante e coivolgente. AUTORE: C. Elliott

Dettagli

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE.

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE. 1 SE UNA SORPRESA VOLETE TROVARE ATTENTAMENTE DOVETE CERCARE. VOI ALLA FINE SARETE PREMIATI CON DEI GOLOSI DOLCINI INCARTATI. SE ALLE DOMANDE RISPONDERETE E NON CADRETE IN TUTTI I TRANELLI, SE TROVERETE

Dettagli

PRONOMI DIRETTI (oggetto)

PRONOMI DIRETTI (oggetto) PRONOMI DIRETTI (oggetto) - mi - ti - lo - la - La - ci - vi - li - le La è la forma di cortesia. Io li incontro spesso. (gli amici). Non ti sopporta più. (te) Lo legge tutti i giorni. (il giornale). La

Dettagli

Il paracadute di Leonardo

Il paracadute di Leonardo Davide Russo Il paracadute di Leonardo Il sogno del volo dell'uomo si perde nella notte dei tempi. La storia è piena di miti e leggende di uomini che hanno sognato di librarsi nel cielo imitando il volo

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07 GRUPPO ANNI 3 Novembre- maggio Documentazione a cura di Quaglietta Marica Per sviluppare Pensiero creativo e divergente Per divenire

Dettagli

Progetto ideato e organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale

Progetto ideato e organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale Progetto ideato e organizzato dal Consorzio Gioventù Digitale Referenti: Coordinatore Scuole dott. Romano Santoro Coordinatrice progetto dott.ssa Cecilia Stajano c.stajano@gioventudigitale.net Via Umbria

Dettagli

Relazione sull incontro con. Massimo Volante. Esperto del Gruppo Astrofili Di Alessandria

Relazione sull incontro con. Massimo Volante. Esperto del Gruppo Astrofili Di Alessandria Relazione sull incontro con Massimo Volante Esperto del Gruppo Astrofili Di Alessandria Il ciclo della vita di una stella (1) Protostella (2b) Nana bruna (2a) Stella (3) Gigante rossa Sono esaurite le

Dettagli

Routine per l Ora della Nanna

Routine per l Ora della Nanna SCHEDA Routine per l Ora della Nanna Non voglio andare a letto! Ho sete! Devo andare al bagno! Ho paura del buio! Se hai mai sentito il tuo bambino ripetere queste frasi notte dopo notte, con ogni probabilità

Dettagli

CASTEL SANT ANGELO SALA PAOLINA TUTT ALTRA ITALIA IO SOGNAVO PUBBLICATO IL 25 OTT 2010 Data Evento: da 08/11/2010 a 03/04/2011

CASTEL SANT ANGELO SALA PAOLINA TUTT ALTRA ITALIA IO SOGNAVO PUBBLICATO IL 25 OTT 2010 Data Evento: da 08/11/2010 a 03/04/2011 Roma CASTEL SANT ANGELO SALA PAOLINA TUTT ALTRA ITALIA IO SOGNAVO PUBBLICATO IL 25 OTT 2010 Data Evento: da 08/11/2010 a 03/04/2011 Castel Sant Angelo Sala Paolina Mostra su Giuseppe Garibaldi Tutt altra

Dettagli

Tredici fotografi per un itinerario pasoliniano (e altre storie) a cura di Italo Zannier. Savignano SI FEST 2014. di Marcello Tosi

Tredici fotografi per un itinerario pasoliniano (e altre storie) a cura di Italo Zannier. Savignano SI FEST 2014. di Marcello Tosi Tredici fotografi per un itinerario pasoliniano (e altre storie) Savignano SI FEST 2014 a cura di Italo Zannier di Io sono una forza della natura.. Io sono una forza del Passato. Solo nella tradizione

Dettagli

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO

IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO IL DIALOGO NELL ARTE - L ARTE DEL DIALOGO P. F. Fumagalli, 31.10.2104 Il Dialogo è una componente essenziale dell essere umano nel mondo, in qualsiasi cultura alla quale si voglia fare riferimento: si

Dettagli

Dalla lettura di una poesia del libro di testo. Un ponte tra i cuori

Dalla lettura di una poesia del libro di testo. Un ponte tra i cuori 1 Dalla lettura di una poesia del libro di testo Un ponte tra i cuori Manca un ponte tra i cuori, fra i cuori degli uomini lontani, fra i cuori vicini, fra i cuori delle genti, che vivono sui monti e sui

Dettagli

GESU' CRISTO E RISORTO possiamo esserne sicuri?

GESU' CRISTO E RISORTO possiamo esserne sicuri? GESU' CRISTO E RISORTO possiamo esserne sicuri? L annuncio della resurrezione di Gesù dai morti è il cuore della buona novella (vangelo) che gli apostoli hanno diffuso attraverso il mondo e per la quale

Dettagli

Natale del Signore: annuncio di unità e di pace su tutta la terra: tempo di buone opere e di intensa carità. Papa Giovanni XXIII (28 dicembre 1958)

Natale del Signore: annuncio di unità e di pace su tutta la terra: tempo di buone opere e di intensa carità. Papa Giovanni XXIII (28 dicembre 1958) NOTIZIARIO PARROCCHIALE Anno XC - N 8 dicembre 2012 - L Angelo in Famiglia Pubbl. mens. - Sped. abb. post. 50% Bergamo Natale del Signore: annuncio di unità e di pace su tutta la terra: tempo di buone

Dettagli

5ª tappa L annuncio ai Giudei

5ª tappa L annuncio ai Giudei Centro Missionario Diocesano Como 5 incontro di formazione per commissioni, gruppi e associazioni missionarie 3 anno Febbraio 09 Paolo: la Parola di Dio non è incatenata 5ª tappa L annuncio ai Giudei Pagina

Dettagli

ROVERETO: PERCORSO NELLE TRINCEE

ROVERETO: PERCORSO NELLE TRINCEE ROVERETO: PERCORSO NELLE TRINCEE Introduzione Il quindici e il sedici ottobre siamo andati in viaggio d'istruzione a Rovereto con la 3 C. Rovereto è una città a sud di Trento ricco di molte attrazioni

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust)

Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust) IL TEMPO DI MENTINA Potrei dire a quell attimo: fermati dunque, sei così bello! Goethe (Faust) E tempo di occuparci di Mentina, la mia cuginetta che mi somiglia tantissimo; l unica differenza sta nella

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE...

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... Una volta si fece la festa degli alberi nel bosco e io e una bimba, che non lo sapevo chi era, giocavamo con gli alberi

Dettagli

Che diavolo sono le gare di rally (e altri argomenti interessanti!)?

Che diavolo sono le gare di rally (e altri argomenti interessanti!)? Che diavolo sono le gare di rally (e altri argomenti interessanti!)? Molti di voi avranno sentito parlare di gare in cui i cani concorrono in esercizi di olfatto, come la ricerca, o gare di agility e di

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94 DAL MEDICO A: Buongiorno, dottore. B: Buongiorno. A: Sono il signor El Assani. Lei è il dottor Cannavale? B: Si, piacere. Sono il dottor Cannavale. A: Dottore, da qualche giorno non mi sento bene. B: Che

Dettagli

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna...

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna molto probabilmente avrei un comportamento diverso. Il mio andamento scolastico non è dei migliori forse a causa dei miei interessi (calcio,videogiochi, wrestling ) e forse mi applicherei

Dettagli

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio

La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio CREDO IN GESÙ CRISTO, IL FIGLIO UNIGENITO DI DIO La Buona Novella: Dio ha mandato il suo Figlio Incominciamo a sfogliare il Catechismo della Chiesa Cattolica. Ce ne sono tante edizioni. Tra le mani abbiamo

Dettagli

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM

VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI. Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM XXVIII TEMPO ORDINARIO 11 ottobre 2009 VENDI QUELLO CHE HAI E SEGUIMI Commento al Vangelo di p. Alberto Maggi OSM Mc 10, 17-30 [In quel tempo], mentre Gesù andava per la strada, un tale gli corse incontro

Dettagli