Sommario. 3 - Politica 8 - Fantapolitica Marzo 14 - Scuola 16 - Filosofia 18 - Racconti 20 - Dialoghi 22 - Poesia 24 - Acchiappasogni

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2 Editoriale Cari lettori di Lorenzo Casullo Iª E Cari lettori, care lettrici, è questo il decimo numero in due anni de Gli Stornelli del Manzoni. Nelle prossime pagine è la politica a farla da padrona. La quantità di articoli ricevuti dalla redazione riguardanti gli ultimi avvenimenti politici è enorme, indice che la battaglia in vista delle prossime elezioni sta appassionando molti. Tuttavia ci sarà sicuramente chi, tra di voi, criticherà il predominio del tema politico. A loro rispondo: sul giornale pubblichiamo quello che ognuno decide di comunicare. Come Ciappo vi ha spiegato negli editoriali precedenti, non ci sono regole o riti particolari, semplicemente si accoglie ciò che arriva. Se volete che il giornale tratti argomenti diversi, proponeteli voi stessi, o suggeriteci degli spunti. Ancora per quanto riguarda la politica, una precisazione banale ma necessaria: vale lo stesso principio di prima. Non accetteremo critiche né da destra né da sinistra sulla scelta o sull equilibrio del materiale pubblicato, che è libera espressione dei propri autori, senza norme di par condicio da rispettare e senza alcuna censura. Speriamo di offrirvi, con i nostri articoli, pensieri e informazioni utili per tutti, in particolare per chi potrà andare a votare. Speriamo, senza troppe pretese, di farvi riflettere, sorridere e arrabbiare, anche questa volta. Grazie a tutti, altri dieci di questi Stornelli, Lorenzo Sommario 3 - Politica 8 - Fantapolitica Marzo 14 - Scuola 16 - Filosofia 18 - Racconti 20 - Dialoghi 22 - Poesia 24 - Acchiappasogni copertina di Tommaso Sciotto e Nicolò Di Gregorio II

3 Politica Ma che siamo, in un film di Alberto Sordi?! Te lo meriti, Alberto Sordi! di Clara Miranda Scherffig IIª E In questi giorni di campagna elettorale mi sono ubriacata di informazioni, di letture, di sguardi sul nostro paese. In poche settimane sono riuscita a capire più cose dell Italia, di quanto avrei potuto imparare in 13 anni di scuola. Volevo parlarvi di Dell Utri e del suo legame con la mafia e Forza Italia, volevo parlarvi di Vittorio Mangano, mafiosostalliere di Arcore, legato a Cosa Nostra. Volevo parlarvi di Mani Pulite, di tutti quei sotterfugi loschi e poco chiari che aleggiano intorno a Milano e intorno a tutti quei personaggi dal portafogli infinito che abitano nella nostra città. Volevo tracciare un discorso con una struttura organica armonica, perfetto in ogni sua parte, riguardo a tutto quel grigiore meschino in cui il nostro Paese si trova sempre immerso. Infine, volevo parlarvi di Berlusconi, del Caimano e delle sue perversioni più pericolose, del suo passato che - grazie a certe letture e a certi film - risulta tutt altro che oscuro. Risulta ignobile, semmai, risulta faticosamente invincibile e crudele. Ma queste sono cose che si sanno (e si temono). Volevo parlarvi dell Italia, senza nazionalismi, senza alcun tipo di entusiasmi patriottici (entusiasmi che, devo ammetterlo, mi sforzo di nascondere, e fra poco saprete perché).volevo parlavi del Caimano e del grandioso Nanni Moretti che ridacchiava l altra sera sul palco dell Anteo, volevo riempirvi di citazioni, di rabbia per la campagna elettorale, di cattiveria e violenza lessicale, nella speranza di sfogare tutto il mio risentimento. Mi dicevo in questi giorni io devo scrivere un articolo importante, devo scrivere questo articolo, è un mio dovere scrivere questo articolo. Avevo già gli appunti freschi di letture, informazioni accurate apprese con minuzia e precisione, volevo informarvi su certe faccende del Cavaliere che fanno accapponare la pelle, e mentre guardavo e leggevo, piagnucolavo animata dalla più onesta delle passioni politiche. Volevo, davvero, scrivere degli orrori e delle crudeltà. Ma, sono giorni pieni questi, e tra lo studio che ammazza le mie giornate e le poche ore di libertà mi sono dedicata ad altro. Non c è tempo, non c è spazio per il pensiero, in queste settimane. Un pomeriggio, dopo un intensa sequenza di letture angosciate per interrogazioni pesanti, mi ritaglio un piccolo intervallo, guardo alla finestra, e gli uccelli cinguettano come forsennati, un sole che acceca mi taglia le pupille e mi rendo conto che è primavera. Non so da quanto tempo sia iniziata, né riesco a ricordare il momento esatto in cui ho ripreso a svegliarmi col sole sul cuscino. Dove sono stata tutto questo tempo? Con orrore mi accorgo che sono passati molti giorni dall ultima volta in cui ho ascoltato un pò di musica, non importa quale, solo canzoni per vagare e pensare. Non c è più tempo per pensare. Da quanto tempo ormai ho perso di vista le cose importanti, come le stagioni e i cambiamenti e le persone intorno a me? Per quanto il mio studio possa essere volenteroso, piacevole a volte e ragionato non sviluppa tutte quelle doti intellettive che lodavano tanto quando sono arrivata al Manzoni. Mi ritrovo con una manciata di voti (per ora) relativamente buoni e la testa completamente vuota. Voglio ricominciare a pensare, a guardarmi intorno come facevo - come facevamo una volta. Questa mattina ha avuto un buon inizio. Sono diventata italiana. Al palazzo delle cittadinanze, in una grande stanza con drappi e affreschi, dopo aver firmato alcune carte, un signore con la fascia tricolore intorno al petto mi stringe la mano e mi dice: benvenuta nella repubblica italiana. Mio padre è spagnolo e mia madre è tedesca, e pur vivendo da sempre in Italia mi sono trovata costretta, poco dopo i diciotto anni, a richiedere in un buio e polveroso ufficio un appuntamento per giurare sulla costituzione, e per divenire una vera e propria cittadina, con diritti e doveri uguali ai vostri. Intendiamoci, se non ci fossero state le elezioni tra due settimane a questa parte, non mi sarei affrettata con tanto zelo verso noiosi procedimenti giuridici e civili, e me ne sarei stata tranquillamente con la cittadinanza spagnola e tedesca (due fanno sempre comodo, si sa mai che qualche premier dittatoriale inizi a prendersela con chi vive in questa terra ma non lo ama tanto). Ebbene, dopo questa imbarazzante cerimonia, mi viene consegnata un busta. All interno trovo la bandiera tricolore, la costituzione - di cui farò tesoro e che qualcun altro dovrebbe rispettare meglio - e un biglietto che recita: la nuova carta di identità potrà essere richiesta dopo 5 giorni dal giuramento (giubilio). Per i diciottenni che rendono dichiarazione di acquisto della cittadinanza il rilascio avverrà dopo circa 2 mesi (orrore!). Ecco il punto drammatico della mia esistenza. Cittadina europea, nel fior fiore delle sue energie fisiche e mentali, ferma sostenitrice del paese di adozione, conoscitrice di altre tre lingue oltre all italiano, amante della sua città (nonostante tutto), corretta e non corrotta, educata, appassionata a tutto ciò che riguarda il proprio paese: due mesi per avere uno straccio di prova della mia identità nazionale e per poter infilare in quella benedetta urna il mio FONDAMENTALE voto?! Se è questo il prezzo da pagare per diventare italiani, se questo comporta estenuanti attese in Comune, foglietti, firme, banchi, attese, rinunce, ritardi, e ancora posticipazioni e di nuovo fogli e di nuovo firme, una burocrazia lenta e noiosa, tutta legata ad una serie di incroci tradizionali e poco pronti al futuro, formalità patetiche da Italietta pizzapastaemandolino, se diventare italiani comporta perdere tempo per poi non poter essere un reale e affezionato elettore, allora tanto vale non essere italiani. Ora che l ho scritto, ora che ho firmato quei fogli così antichi e ridicoli nelle loro regole da repubblica delle banane, non mi sento diversa, tanto meno più animata da spirito civile di quanto non fossi prima. Insomma, se non si fosse ancora capito, il mio è un ultimo, estremo appello a tutti coloro che andranno a votare. Fate la cosa giusta! Sono consapevole che un articolo di nozioni meno sentimentali e più concrete sarebbe stato più utile per la nostra piccola e personale campagna elettorale, ma lo studio uccide il mio tempo libero, e la mia voglia di impiegarlo in attività scribane viene a mancare. Il mio intento è quello di smuovere chi può dire la propria in una paese che pare aver perso tutta quell allegria disorientata e distratta che mi aveva convinto a farne parte. L Italia è un paese meraviglioso, è ricolmo e straboccante di storia e di cultura; è molto più di quanto ci viene insegnato, è molto più di quanto ci dicono. E uno straripare di bellezza, di umili orgogli e di ammirabili modestie, le opere d arte, e tutti quei maestosi scritti dei tempi più remoti fino agli ultimi del novecento. Essere italiani veniva invidiato in tutto il mondo, da ogni dove venivano decantanti i paesaggi e le piazze, file di personaggi più disparati sognavano un giorno di poter vedere con

4 Politica i propri occhi quel gran pezzo di storia e di umanità che è l Italia. Johann Wolfgang Goethe scriveva: Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? Nel verde fogliame splendono arance d oro Un vento lieve spira dal cielo azzurro Tranquillo è il mirto, sereno l alloro Lo conosci tu bene? Laggiù, laggiù Vorrei con te, o mio amato, andare! Poi, poco a poco qualcosa si è spento, qualcosa si è perso. L imprenditoria arrogante ed egoista ha preso il sopravvento, Milano con i navigli e la campagna verde si è intristita di pioggia e di nebbia inquinata; i musei hanno iniziato lasciare polvere sui quadri, i monumenti si sono sporcati con il farneticante via vai di automobili e di stridenti carri che ruzzolano giù per il ciottolato, senza grazia, senza armonia. I soldi hanno smesso di circolare e si sono coagulati in qualche angolo con un illegalità tutta mafiosa. Il benessere si è affievolito e ha fatto spazio al pessimismo e tutti sono diventati naturalmente inclini all ostilità e all ignoranza. La cultura è decaduta, l arte è colata a picco, la giustizia è finita sotto terra. Tutta quella lucentezza di sole e di dolcezza si è persa sotto i nostri piedi e nessuno se ne è reso conto. Sempre Goethe, durante il suo secondo viaggio in Italia, scrive: L Italia è ancora come la lasciai, ancora polvere sulle strade, ancora truffe al forestiero, si presenti come vuole. Onestà tedesca ovunque cercherai invano, c è vita e animazione qui, ma non ordine e disciplina; ognuno pensa per sé, è vano, dell altro diffida, e i capi dello stato, pure loro, pensano solo per sé. Bello è il paese! Ma Faustina, ahimè, più non ritrovo. Non è più questa l Italia che lasciai con dolore. Si dice giustamente, che si vuole una cosa quando questa ci viene a mancare: proprio così, desidero l Italia quando me ne impossesso, ma mi viene sottratta dall inefficienza di un paese che si è dimenticato chi è. Da un foglietto nella famosa busta della cittadinanza, un messaggio del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi: Il tricolore non è una semplice insegna di Stato, è un vessillo di libertà conquistata da un popolo che si riconosce unito, che trova la sua identità nei principi di fratellanza, di eguaglianza, di giustizia. Nei valori della propria storia e della propria civiltà. Sarebbe bene non dimenticarsene, e questo avrei voluto dirlo al presente governo, ma anche al futuro, qualunque esso sia. Ma non posso, quindi, fatelo voi. Elezioni di Cigo IIª C bruff sbruff zuff una volta una vecchina mi raccontò che tanto è tutto la stessa merda... ma poi pensai che forse c è merda e merda e vidi da una parte un egocentrico pi2ista reazionario e dall altra un ecs democristiano sportivo e grassoccio e poi sentì parlare di odio come qualcosa di positivo e poi vidi piazze bruciate nel nome di ideali che sono una burletta oggi come oggi vidi anche gente unita da antiberlusconismo come collante e null altro nulla di più poi vidi i soliti clown le ballerine i giannizzeri le marsine lustrate le nipotine di despoti i filosofi sindaci gli odiatori di professione i buonisti di professione pino rauti e l ignoranza vestita a nozze e sto ancora sperando di svegliarmi il pessimista è un ottimista che si è davvero informato. spero che il piduista truccato perda, lo spero lo spero, ma spero anche che ci sia di più dietro il collante dell antiberlusconismo la festa italiana si sta per giocare... la festa italiana si gioca di sponda, dagli anni del dopoguerra ed è tutto uno stringersi le mani di dietro ed una profusione di carezze efebiche, la dietro io temo sempre che quella vecchina avesse ragione perchè la puzza la sento ed ho paura a dare il mio voto ad un ecs democristiano grassottello che fa jogging da domani forse faro uno sciopero della fame della sete dell ammore bevendo le mie urine e cambierò il mondo fumando barnelli la festa italiana si gioca ma tanto va tutto bene... buonanotte bimbi buonanotte spero che andando a dormire...riusciro a svegliarmi

5 Politica La povera Italia di Berlusconi di Davide Canzano Vª B Durante gli ultimi cinque anni l Italia è stata governata dal centro-destra, guidato da Berlusconi. Questi anni sono stati una brutta pagina storica per il nostro paese e ora proverò a riassumere gli aspetti più rilevanti, per dare modo di valutare l operato del governo e per pensare agli scenari politici futuri. Premessa Dopo le elezioni del 2001, il Polo contava su una maggioranza schiacciante di circa 100 deputati e di 60 senatori in più del centrosinistra. Questo elevatissimo numero di seggi ha garantito stabilità politica per tutti i cinque anni e la possibilità di far approvare qualsiasi provvedimento stroncando l opposizione. Guerra in iraq, articolo 18 e rai La popolarità del governo è drasticamente scesa a causa di tre gravissimi avvenimenti che hanno caratterizzato i primi anni di governo. In primo luogo l Italia ha deciso di appoggiare l intervento americano in Iraq, nonostante la contrarietà dell opinione pubblica, di grandi paesi dell Unione Europea quali Francia e Germania, dell ONU, e senza il mandato NATO. Tutti sanno ormai gli esiti disastrosi di quella guerra, le cui motivazioni ufficiali (impedire a Saddam di utilizzare armi di distruzione di massa) sono naufragate poiché nessuno ha trovato neanche l ombra di armi chimiche, battereologiche o nucleari. La terra irachena è diventata teatro di violentissimi scontri e attentati terroristici, notevolmente aumentati in tutto il mondo proprio a causa di questa spedizione. L Italia è tuttora alleata con gli Stati Uniti che in questi anni sono stati protagonisti di macabri episodi come le torture nel carcere di Abu Ghraib o l utilizzo di fosforo bianco contro i civili. Le destre hanno anche cercato di abolire l articolo 18, quello che tutela i lavoratori dai licenziamenti senza giusta causa, scatenando la reazione indignata di milioni di lavoratori dipendenti che dopo scioperi generali e manifestazioni (in quel periodo la più grande mobilitazione di protesta nella storia della nostra Repubblica ) sono riusciti a far ritirare la proposta che altrimenti avrebbe reso la maggior parte dei lavoratori insicuri e instabili a vita. Da non dimenticare l allontanamento se non l epurazione di Biagi, Santoro e Luttazzi dalla Rai, colpevoli di aver condotto programmi sulla tv pubblica in cui si è osato criticare Sua Emittenza il Presidente del Consiglio, che ha così dimostrato di controllare, oltre alle reti Mediaset, anche quelle della Rai. E stato così violato anche il principio della libertà di espressione, garantito dalla costituzione che sancisce la possibilità di diffondere le proprie opinioni attraverso ogni mezzo di comunicazione. Questi episodi sono stati solo parte della trasformazione della rai in una Tv di regime controllata dal governo, che grazie alla legge Gasparri, ha il potere di eleggere il Direttore Generale e i direttori dei due principali Tg (1-2). Magistratura e politica Un altro punto dolente di questi anni è stato il rapporto tra potere politico e magistratura. Molti membri della Casa delle Libertà sono infatti sotto processo oppure indagati per reati molto rilevanti e lo stesso Berlusconi è stato sotto processo per corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio; i processi a carico del premier però sono tutti finiti o in prescrizione, cioè sono durati troppo per poter condannare l imputato (processo per corruzione prescritto nonostante sia stato accertato il reato), o Berlusconi è stato prosciolto grazie a una serie di leggi su misura approvate proprio da lui (ad esempio riduzione delle pene per falso in bilancio). Fra i suoi fedelissimi malavitosi cito Previti (ex Ministro della Difesa), condannato in 1 grado e in appello a 7 anni di galera per corruzione in atti giudiziari, e Dell Utri socio fondatore di Forza Italia), condannato a 9 anni per concorso in associazione mafiosa. Fra chi ha incarichi di governo, il ministro Alemanno è indagato per corruzione, l ex Ministro Storace è indagato per violazione della legge elettorale e per accesso abusivo a un sistema informatico, il segretario dell Udc Cesa è indagato per truffa, il Governatore della Sicilia Cuffaro è sotto processo per associazione mafiosa, il Governatore della Lombardia Formigoni è coinvolto nelle indagini dello scandalo Oil for Food, mentre Bossi è sotto inchiesta per resistenza a pubblico ufficiale, l ex Ministro Sirchia è indagato per corruzione e potrei andare avanti. Per difendersi da queste accuse Berlusconi e i suoi hanno continuato per anni a delegittimare la magistratura, ipotizzando senza alcuna prova che organizzi complotti e che sia collusa col potere politico ma soprattutto che sia tutta comunista! Il polo inoltre sia per salvare i personaggi sopra citati, sia per punire la magistratura, ha approvato tremende leggi in grado di smantellare il sistema giudiziario italiano come la Riforma della giustizia che ha messo di fatto sotto il controllo politico sia i magistrati sia l organo di autogoverno della magistratura. Altre leggi molto contestate sono le cosiddette Ad personam ( legge salva Previti) o Contra personam (legge per eliminare Caselli dal concorso per la Procura Nazionale anti mafia). Economia Il capitolo più disastroso di questa storia è l economia. La crescita economica di questi ultimi 5 anni è stata dello 0.1%, il minimo storico nella stria della Repubblica. Il dato della crescita riassume le difficilissime condizioni in cui è caduta l Italia: i prezzi sono aumentati a dismisura senza alcun controllo (+50% frutta e verdura; +78% pizza e birra), sono ormai moltissime le famiglie cadute nella condizione di povertà ( ), il lavoro è sempre più precario a causa della legge Biagi e dopo anni nel 2005 l occupazione è tornata a scendere ( posti). L industria è schiacciata dalla concorrenza dei paesi in via di sviluppo e il governo non ha saputo trovare rimedi efficaci se non quello di proporre nuovi dazi doganali. Berlusconi non ha ancora voluto ammettere il suo fallimento in questo campo, anzi ha sempre cercato di scaricare responsabilità al passato governo di Prodi che non avrebbe fatto niente per controllare i prezzi negli anni dell introduzione dell euro (grande falsità in quanto il centro sinistra aveva previsto commissioni cittadine in ogni procura per il monitoraggio dei prezzi, subito smantellate con l arrivo della destra). Al convegno degli industriali il premier è arrivato a dire che la crisi economica è un invenzione della sinistra! E proprio nell economia il fallimento di Berlusconi, che aveva ammaliato gli italiani col sogno di diventare tutti più ricchi e di vivere in un paese libero, moderno e felice. Ora questo sogno è clamorosamente svanito e l unica possibilità per far ripartire l Italia è quella di un cambiamento di governo. L unica possibilità è dare fiducia al centro-sinistra. PS: per informazioni sulla riforma costituzionale guardate sul link degli Stornelli l ultimo numero dell anno scorso, per la riforma elettorale il numero 2 di quest anno. 5

6 Politica Semplici constatazioni di Alberto MCA Pozzi Vª I E da un paio di anni a questa parte che sento parlare da parte di molti studenti, anche e soprattutto vicini al Collettivo, che viviamo in un regime che ancora non si è dimostrato tale e contro il quale bisogna battersi e manifestare. Vorrei quindi fare alcune semplici constatazioni su questo fatto. La prima è che, se fossimo in un regime, come poteva essere l Italia di Mussolini, il Reich millenario di Hitler o la Russia del compagno Stalin o come può essere OGGI (cioè, a scanso di equivoci: il periodo nel quale viviamo, inteso come digitalizzazione, globalizzazione, età, per chi può, dei consumi, ) la Cina, la Cambogia, Cuba o il Vietnam, non penso che potremmo protestare contro questo o quell altro politico-ministroreferendum-riforma, perché in teoria dovremmo essere arrestati, esiliati, uccisi - un esempio che conoscono tutti? Matteotti o piazza Tien An Men; un esempio che pochi conoscono? Ramelli, ucciso da 10 (contro uno, sotto casa all ora di pranzo, alla luce del sole) studenti della Statale nel 75 a chiavi inglesi in testa perché aveva scritto un tema nel quale condannava le Brigate Rosse, questi dieci erano stati chiamati per commettere la sprangata su commissione; i 10 sono poi diventati tutti medici, avvocati, professionisti e appartenevano a, pensate un po, AVANGUARDIA OPERAIA!! Non, che ne so, a forza borghese o a unione figli di papà comunisti e/o antifascisti ; comunque, alla fine e dopo più di 15 anni di silenzi, rinvii a giudizio e processi su processi, quando il fatto è venuto a galla sono stati tutti condannati - Visto allora che possiamo e abbiamo il diritto di esprimerci e protestare, perché parlare di regime? Spiegatemelo voi, perché già potendo scrivere e stampare volantini per proporre manifestazioni e quant altro DOVREMMO essere, come ho detto prima, incarcerati e tenuti zitti e buoni. Dovremmo, ma non siamo in un regime. Perché, e il vero punto è questo, se Berlusconi è il nostro dittatore, egli avrebbe potuto eliminare, in tutti i sensi: sia fisico (ma controproducente) che d immagine (che è la cosa migliore per vincere senza problemi), gli avversari, cioè, Prodi. E i mezzi per farlo ce li avrebbe: insomma possiede tre delle sei maggiori reti nazionali, e quanti di voi, che siete contro questo governo, non si guardano i Simpson o altri programmi (Controcampo, partite di calcio, ) che tengono proprio su Mediaset? Non voglio dire che il Cavaliere sia uno stinco di santo ma lo si sta dipingendo come un diavolo. Viviamo in questo regime dove lui stesso permette che siano messi su processi contro di lui e che nelle sue stesse reti gli si dica dietro di tutto (mai visto Mai dire lunedì?). Potreste dire è tutta una tattica. Ci sta fottendo alla grande, possibile che nessuno lo capisca?, io penso invece che non si abbassa a licenziare la Gialappa (ortaggio messicano) perché gli fanno incrementare il cash ma anche perché, se no, tutti voi gridereste allo scandalo, al regime, appunto, o alla censura. Non ve ne va mai bene una: si fa una cosa ed è ingiusta; non si fa niente: allora ci si lamenta comunque. Altro dato importante è notare quante manifestazioni sono state fatte contro la Moratti quest anno. Ricordando che anch io sono contro alla riforma, per quella parte che concerne il liceo classico, vi rammento che la Moratti 6 sta semplicemente continuando il progetto cominciato e mai portato a termine da Berlinguer qualche anno fa. Ebbene in quegli anni non si sono viste così tante manifestazioni studentesche come contro la Moratti. Così mi viene, a buona ragione, di fare dietrologia: non è che le fate perché il governo è di centro destra? Mentre con Berlinguer (che ORA DOPO ANNI(!!!!) AMMETTETE CHE ANCHE LUI FACEVA MALE) il governo era di centro sinistra e allora non si manifestava troppo rumorosamente, per non mettere, espressione migliore non trovo, i bastoni tra le ruote? Se di regime vogliamo parlare vorrei farvi presente una mia riflessione: ciò che mi colpisce per la sua desolante pochezza è il pensiero cosiddetto debole che pervade tutti i media nazionali e mondiali. Succede qualcosa che non rientra nel pensiero unico buonista, mieloso, political correct che questo è immediatamente censurato, obliato, insabbiato. Sono proprio quei giornalisti mediamente progressisti e riformisti che partecipano con furore all occultamento della verità che li pone davanti a dilemmi insolubili secondo gli strumenti critici e dialettici sino ad oggi usati. Come può, ad esempio, una società come quella olandese, tra le più liberali e permissive DEL MONDO, faro del multiculturalismo, covare in sé una metastasi politica che trasforma giovani immigrati di 2-3 addirittura 4 generazione in fanatici terroristi ed assassini (mi riferisco all omicidio di Theo Van Gogh)? Oppure come si può spiegare, senza scadere nell ovvio e nel banale, l esplosione della violenza nichilista nelle banlieu parigine, con i soliti argomenti socio-economici? Perché hanno manifestato violentemente solo, o comunque la stragrande maggioranza, musulmani figli e nipoti di immigrati, con CITTADINANZA francese e non quelli delle altre comunità, che erano e che sono (tempo presente; ORA; adesso) nelle stesse condizioni economiche e sociali? Queste sono domande a cui non riesco a darmi risposte, usando il vostro modo manicheo (cioè di dividere tutto in bianco e nero, in buoni e cattivi) di concepire la realtà e la società moderna

7 Politica Solo un cretino 5 di Giampiero Gianazza, docente Lasciatemi sfogare: Solo un cretino può votare per voisapetechi (il coso il cui nome non può essere pronunciato senza disgusto). 1) Voisapetechi non avrebbe mai dovuto giungere dov è, e non solo per un minimo di decenza, ma anche per le vigenti ora e allora leggi elettorali, che non consentono la candidatura dei titolari di concessioni pubbliche (come, a titolo puramente esemplificativo e astratto, la proprietà di una o più emittenti televisive). Ma allora la presunzione baffuta e la convinzione di aver ormai manipolato la democrazia con l introduzione del sistema maggioritario, spinsero la sinistra (forse nel significato di forza oscura e malefica?) a non pretendere il rispetto delle regole (che peraltro la sinistra, sempre la stessa, è solita invocare contro ogni disobbedienza civile) nella convinzione di poter vincere nell urna e dimostrare così la propria superiorità. Come è andata lo sappiamo. E sappiamo anche come il baffetto arrogante abbia portato la rediviva sinistra ad una seconda sconfitta per mezzo di trovate come la guerra umanitaria, la commissione bicamerale, la privatizzazione e la flessibilità del lavoro. Debolezza o complicità? 2) Eppure oggi la cacciata di voisapetechi è una priorità assoluta che ci chiama a votare per il baffetto arrogante, per la mortadella democristiana e per l erremoscia da salotto (io voterò per quest ultimo). Qualcuno di noi voterà per i disorientati difensori dei nidi degli stornelli, e qualche altro per i masochisti che, per osare contro l ingerenza della Chiesa, espiano il proprio peccato stringendo in pugno steli spinosi. Spero che pochi tra noi voteranno per l insulso narcisista coltivatore di cicoria. Ma l importante è oggi togliere dalla scena voisapetechi. Non fatevi truffare dalle sirene dell astensionismo. Come nel 1944 i comunisti di Togliatti accettarono la priorità dell unità nazionale contro il fascismo e i tedeschi, così oggi è assolutamente necessario accettare la priorità della cacciata dei nuovi fascisti. Sapendo altresì che il dopo sarà una difficile navigazione nelle macerie di un economia sull orlo del naufragio, di un bilancio dello stato completamente fuori controllo e condizionato da impegni insostenibili e voragini nascoste sotto trucchi contabili, di una società contagiata dall egoismo e dalla difesa del privilegio e dell abuso, come se si trattasse di corollari logici del diritto (?) di proprietà. Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti e grande pensatore liberale, si rivolta certo nella tomba ogni volta che guarda a coloro che si dichiarano suoi epigoni: egli credeva fermamente nella necessità che lo Stato impedisse l accumulo della ricchezza. E quindi il dopo di questa possibile vittoria dei nostri timidi oppositori al fascismo incombente, dovrà essere per noi una consapevole equilibrata militanza che sappia esigere la pace, la sicurezza sociale (casa, lavoro, scuola, salute), il rispetto dei fondamenti delle società civili (la separazione dei poteri, la partecipazione democratica) senza aggredire un esecutivo impegnato nella restaurazione delle certezze per il futuro e nella ricostruzione di una finanza pubblica efficiente. E ciò nella prospettiva di un recupero reale della coscienza civile e dello sviluppo dell Europa come soggetto attivo e indipendente della scena mondiale. Una lotta decisa e consapevole come quella della Francia degli ultimi mesicontro le storture, ma non contro gli equilibri possibili nelle comunità locali, nazionali e internazionali. 3) E se vincesse l immondo voisapetechi? Il nero scarafaggio coi tacchetti e il trapianto di peli dal pube alla testa (in ambiente omogeneo)? Ci resterebbe allora soltanto la resistenza nella forma della disobbedienza civile. Dal Walden (di cui conosco un edizione di Thoreau in Oscar Mondatori) al Chomsky di Ragioni di Stato (Einaudi 1977 cap.v) molti uomini intelligenti ne hanno evidenziato pregi e limiti. Io stesso sento un istintiva diffidenza verso una pratica di lotta passiva. Eppure oggi mi sembra che sia la sola in grado di coinvolgere molti senza respingere gli incerti e i dubbiosi, e senza spaventare i timidi e gli acquiescenti. Forse per questa via la coscienza civile e la forza dei movimenti contro il pensiero unico e il dominio delle ragioni della produzione sulle ragioni della vita, troveranno un ascolto ed avranno un esito positivo ridisegnando un futuro per l uomo. 7

8 Fantapolitica Berlusconi aveva ragione! Una drammatica testimonianza da un futuro distopico di Amar Hadzihasanovic Iª B Milano, 9 aprile In verità, non saprei affermare con certezza che questa sia la data di oggi. Potrei avere ormai perso il conto dei giorni trascorsi dalla mia segregazione nel Centro di Lavoro Cooperativo - così ipocritamente chiamano questo gulag - della mia città. Ma, da quanto mi risulta, oggi sono esattamente 5 anni dalle ultime elezioni. Da quando l Italia era un Paese libero. Ha speranza questa lettera di arrivare a qualcuno, all estero? Probabilmente no. Dubito che gli americani raggiungeranno Milano prima che io sia catturato e ucciso. E tuttavia mi appiglio a questa flebile possibilità e mi rivolgo a te, cittadino occidentale, che da almeno quattro anni sei tenuto all oscuro di tutto quanto accade nella Repubblica Socialista Italiana. Parto quindi dal principio - da quel nefasto nove aprile dell anno duemilasei. Nefasto non lo sembrava: già i primi exit poll lo prevedevano, i risultati, due giorni dopo, lo confermavano: il centrosinistra vinceva le elezioni, e ci liberava da quello che, sconsideratamente, chiamavamo regime. E nei primi giorni, in effetti, liberi ci sentivamo, si respirava come un aria nuova. Berlusconi tuonava ancora dalle sue reti e dai suoi giornali, farneticava di brogli elettorali, presagiva catastrofi, ma lo potevamo ignorare, non era più il presidente, era un vecchio pazzo. Avevo sedici anni e credevo in un futuro migliore. La prima anomalia avvenne ben presto, precisamente allo scadere del mandato di Ciampi. Rifiutata da quest ultimo la riconferma, si fecero nomi su nomi, finché sulla copertina dell Unità comparve nientemeno che quello di Prodi. Sulle prime si pensò ad un errore, ma il fatto venne accreditato dallo stesso premier: sarebbe stato Presidente della Repubblica, e sostituito nel ruolo di Presidente del Consiglio. Con una rapidissima crisi, si concluse il brevissimo governo di Romano Prodi ed ebbe inizio quello ben più lungo di Massimo D Alema. Sentimmo l opposizione parlare di scandalo e chiedere di essere ascoltata, ma, come dire?, la sua voce sembrava più fievole, soprattutto sulle reti nazionali... In effetti una certa inquietudine cominciava a turbare l esaltazione postelettorale. Soprattutto, protestammo animatamente dopo la pubblicazione delle prime riforme, tutte firmate diligentemente dal Presidente Prodi: una riforma legislativa dai tratti oscurantisti che permetteva l emanare leggi senza renderne pubblico l intero testo; e una riforma dell informazione che diminuiva l esposizione mediatica del governo. Forse ce ne furono altre immediatamente successive, ma a questo punto, proprio a causa delle sopracitate, dovrò fare a meno della precisione. Le nostre lamentele non vennero prese in considerazione, e gli umori iniziavano a cambiare, quando accadde quella tragedia. Era l inizio del 2007 e una trentina di esponenti dei partiti di centrosinistra - moltissimi di Margherita e UDEUR, piu` qualcuno dei Verdi e di Rifondazione - vennero ritrovati morti. Lo sdegno per questa strage fu grande almeno quanto la sorpresa quando gli esecutori dei delitti, arrestati fin troppo in fretta, indicarono come mandante Berlusconi, portando a sostegno alla polizia prove schiaccianti. Dopo un processo che oserei dire sommario, l ex-premier fu condannato all ergastolo. Naturalmente, dai sostenitori dell opposizione e persino da una parte della maggioranza giunsero cori di proteste; da allora il governo non ebbe freni nell eliminare gli oppositori, sempre con lo stesso strumento: la magistratura. Deputati e senatori di centro e centrodestra venivano arrestati e condannati con le accuse più disparate, generalmente quella di ingiurie al Presidente della Repubblica, testimoniate da lui in persona; con le nuove, durissime, leggi antixenofobe e antifasciste venne resa illegale l esistenza della Lega Nord, di AN e di altri partiti di destra. In tutti i casi furono sostituiti con parlamentari di sinistra. Fu poi la volta dei giornali: non solo la Padania, il Giornale e altre testate riconosciute come parziali, ma persino altre notoriamente equilibrate furono chiuse con l accusa di terrorismo mediatico o propaganda di menzogne. Una serie di leggi assicurò poi alla RAI il monopolio nel settore televisivo. Nel settembre del 2007, in un discorso trasmesso a reti unificate, il premier D Alema, «in risposta alla nuova conformazione del Parlamento», si dichiarò «leader del Nuovo Partito Comunista Italiano», e pochi giorni dopo l Italia divenne una Repubblica Socialista. Solo una manciata di convintissimi salutò entusiasticamente questa scelta. Circa due mesi dopo il governo annunciò l apertura di un inchiesta e di una riforma delle forze dell ordine. Le informazioni che filtravano erano assai ridotte, ma si chiaccherava che la questione fosse nata così: una serie di distretti si era rifiutata di collaborare all ennesimo processofarsa contro gli oppositori politici. In breve, Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza vennero smantellati, e al loro posto istituite le Forze Sociali Armate, un corpo di volontari selezionati secondo i criteri del governo. Ad esse aderirono massicciamente i giovani No Global, i Centri Sociali, gli Autonomi - persone per natura violente e cariche d odio, che si fecero subito conoscere per la loro crudeltà e l assoluta arbitrarietà delle loro azioni. Intanto, assistevamo impotenti al degrado dell Italia, senza poter chiedere soccorso: gli intellettuali critici erano emarginati, i giornalisti stranieri lasciavano il Paese. Nel 2008 il Presidente del Consiglio inaugurò una serie di riforme in senso laico, e sperammo finalmente in qualcosa di positivo. Aborto, studio sugli embrioni, matrimoni e adozioni gay, eutanasia: le rispettive leggi furono accolte piuttosto favorevolmente. Quando però a maggio fu letto pubblicamente il testo delle nuove Leggi Genetiche per il Benessere Sociofisico, che rendevano legale - anzi auspicabile - la soppressione dei bambini aventi malformazioni, l intero Paese inorridì. A luglio fu indetta a Roma una grande manifestazione - repressa nel sangue dalle Forze Sociali. Quelle stesse che poco tempo prima avrebbero ritenuto naziste quelle leggi, e che ora erano totalmente plagiate. Per quanto ne so, non ci sono stati cortei dopo quello. Ricordo quel periodo anche per il mio esame di maturità, nel quale mi accorsi per la prima volta quanto la deriva totalitaria fosse avanzata. Sia gli argomenti del saggio breve, sia quelli dell orale vertevano inequivocabilmente sulla politica: erano nient altro che interrogatori. Pagai il mio tentativo di essere obiettivo con un voto basso; altri, che lodarono apertamente il governo, presero il massimo; altri ancora, che assunsero posizioni fermamente contrarie, vennero nei giorni successivi arrestati e spediti ai Centri di Lavoro Cooperativo (a detta del governo, «centri di riabilitazione in cui i condannati potranno trascorrere la loro detenzione contribuendo al benessere della società»; 8

9 Fantapolitica in verità, campi di concentramento gestiti dalle cooperative di sinistra). Un esaminatore sincero mi confidò che, se non avessi mutato le mie idee, mi sarei potuto scordare l università. Frattanto, gli appelli disperati della Chiesa Cattolica contro gli «abomini del governo italiano» andavano moltiplicandosi. In risposta, il premier D Alema annunciò la rottura del Concordato e contestò l esistenza stessa del Vaticano. Il giorno dopo, unità dell esercito ne assediarono le mura; durante la notte, la Curia lasciò in fretta il Paese, rifugiandosi, a quanto dicono, ad Avignone. Seguirono mesi in cui lo status del Vaticano non fu chiaro; poi, dopo due settimane in cui fu notata un insolita frequenza di voli dall Iran e dall Arabia Saudita, nello storico discorso del gennaio 2009, il Presidente del Consiglio annunciò la nascita dello Stato Islamico Romano. Bandiere rossoverdi con mezzaluna e martello sventolarono su Piazza San Pietro; i migliori architetti furono chiamati per convertire la basilica in una moschea; e così fu fatto anche per quelle chiese sul territorio italiano che non erano diventate edifici governativi. Il numero crescente di matrimoni gay, nonchè la scomparsa della Chiesa Cattolica Romana come punto di riferimento, portarono in breve ad un vuoto etico senza precedenti. Le unioni fra uomini e donne subirono un crollo vertiginoso, e la promiscuità divenne consuetudine sociale - l istituzione stessa del matrimonio veniva resa insignificante. Reputavo che potesse esistere una morale anche senza Dio: i fatti mi dimostravano il contrario. In quel periodo venni pervaso da sconforto e rassegnazione, e di fronte alla desolazione per la quale mi sentivo anch io colpevole mi rifugiai per mesi nella solitudine. Accendevo la TV solo occasionalmente; sentivo di riforme contro i «ladri capitalisti» e non me ne interessavo. Poi, una notte di settembre Milano venne bombardata. Gli scoppi si ripeterono il giorno dopo, e il giorno dopo ancora. Quando i fatti non poterono più essere negati, l annunciatore RAI comunicò che la Repubblica Socialista era vittima di un invasione degli «imperialisti americani». Quegli stessi americani che tanto biasimavo e contestavo ai tempi dell invasione dell Iraq, e che allora erano divenuti ai miei occhi dei dolcissimi liberatori. Decisi di tornare all attività; fondai con dei coetanei un gruppo partigiano, che ebbe poca fortuna: pochi giorni dopo si presentarono alle nostre porte le Forze Sociali. Fui picchiato e portato al gulag in periferia, dove ancora mi trovo; altri miei amici ebbero meno fortuna e furono costretti ai feroci supplizi degli ex-autonomi. So che ad alcuni fanno bere il contenuto di una Molotov (ancor oggi la loro arma preferita), e poi vi danno fuoco. Non ho idea di cosa sia successo da allora. Gli altoparlanti comunicano soltanto i successi dell asse Italia-Iran-Cuba-Corea del Nord; forse gli americani sono alle porte di Milano, e io lo ignoro. Da più di un anno sono sottoposto alla fame, al freddo, a regolari torture o anche solo alla minaccia di esse. Ne ho abbastanza. Ho scelto proprio questa data - il quinto anniversario della fine della democrazia italiana - per tentare, insieme ad altri prigionieri, una fuga; ho scritto questo messaggio, che provvederò quanto potrò a mettere al sicuro, nel caso questa non riesca. Se così sarà, non me ne rammarico. Se Berlusconi aveva ragione su tutto quanto, ed era l unico ad aver compreso il pericolo, allora è probabile che avesse ragione anche su questo: dopo Miseria e Terrore, non ci aspetta altro che la Morte. L economia la politica il bon ton mi hanno tolto l appetito di ocsecnarf obmoloc Iª G Io sono figlio del figlio del BOOM economico. Nei meandri più profondi della mia merda scorrono pulsanti i sixties: dunque quando sono piombato sulla terra ero già anoressico in potenza; e noi embrioni guardavamo la tivù nelle gallerie più o meno chic dell INTERNATIONAL INCUBATORS, istituzione d internati perché, forse si! lo so! ci si sente un poco stretti nell osservare il cielo calvo, ma internarsi nella vita cinque stelle mi pare scelta eccezionale. p.s. l articolo Negazione apparso sul numero di 2 mesi fa (?) era stato scritto a quattro mani e guarda un po le due che non sono state citate erano le mie. vabbè. 9

10 Milano, 11 marzo 2006 La cronaca di Gianfranco Torre Vª C Alla luce dei fatti accaduti a Milano l 11 Marzo in corso Buenos Aires, trovo importante discuterne con voi lettori attraverso questo articolo che, volendo, potrete criticare apertamente nel prossimo numero. Penso però che prima si debba fare un discorso introduttivo per chi non avesse ben colto le ragioni dei disordini pubblici durante quel giorno. Per Sabato 11 marzo era in programma a Milano il corteo, purtroppo autorizzato, del Movimento Sociale Fiamma Tricolore con l adesione di altri gruppi di estrema destra quali Veneto Fronte Skin Head e Base Autonoma di Roma per lanciare l inizio della campagna elettorale per le elezioni politiche del 9 Aprile. In vista di questa iniziativa, centri sociali ed associazioni antifasciste quali ANPI, UdS, L Altra Lombardia e Giovani Verdi, si sono riunite in un assemblea tenutasi al CSOA Pergola Giovedì 2 Marzo per decidere come organizzare una possibile protesta. Da questo incontro sono uscite due iniziative: la prima consisteva nell organizzare un azione finalizzata Retroscena di Davide Canzano Vª B a sottrarre la piazza o comunque a rimandare il corteo neofascista tramite scontri nel luogo dove era stato fissato il concentramento, ossia Porta Venezia; la seconda invece consisteva nello svolgere un presidio in Via dei Mercanti, dov è presente il monumento commemorativo dei martiri della resistenza a Milano nel Alla prima proposta aderirono i centri sociali ORSo, Pergola e T28 mentre alla seconda i centri sociali Leoncavallo, Bulk e Vittoria assieme alle associazioni antifasciste. Tutti credo sappiano cos è successo poi la mattina di quel famoso giorno e quali effetti abbia portato al clima elettorale. Io ero favorevole ad entrambe le iniziative perché pensavo avrebbero consentito ai cittadini di rendersi conto di quali soggetti fosse costituito un partito appartenente alla coalizione di Silvio Berlusconi. Secondo me, principalmente, sono stati commessi due gravi errori. Il primo è stato commesso dalla questura che non avrebbe MAI dovuto autorizzare un corteo -in una città medaglia d oro per la resistenza partigiana- di beceri, xenofobi, antidemocratici che istigano alla violenza razziale. Inoltre sappiamo bene come si sia svolta la loro manifestazione, ossia con slogan inneggianti al fascismo, saluti romani e bandiere con fasci littori e croci celtiche. Il secondo errore invece è stato commesso, purtroppo, dai compagni che non avrebbero MAI dovuto bruciare negozi, auto e sfasciare le vetrine di un McDonald con dentro dei bambini. Comprendo benissimo la loro indignazione quel giorno nel veder sfilare tranquillamente i nostri più accaniti rivali per le strade ma bisogna darsi anche un limite ed auto-criticarsi, ammettendo di aver fatto una cosa in maniera stupida che è costata l arresto di 25 compagni, ingenti danni e l odio dell opinione pubblica. Queste sono le mie riflessioni riguardo quel giorno e sarò ben lieto di confrontarle con quelle di altri nel caso aveste voglia di parlarmene o addirittura scrivere un articolo. L 11 Marzo 2005 Milano e Crs Buenos Aires sono stati sotto i riflettori a causa di due episodi gravissimi avvenuti proprio in campagna elettorale: una manifestazione fascista e una di noglobal. Cosa c era dietro a quegli episodi di violenza? - CAMPAGNA ELETTORALE: prima dei fatti la situazione elettorale era piuttosto singolare; infatti per il posto di Sindaco di Milano, storica roccaforte della destra nonché capitale economica italiana e unica fra le grandi città del paese ad essere ancora governata dalla destra (Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Venezia sono tutte governate dal centro-sinistra), c erano in corsa ben tre candidati tra cui l Unione proponeva unitariamente Ferrante, mentre sul fronte opposto la Moratti era candidata per il Polo e l ex forzista ed ex presidentessa della provincia per conto di Forza Italia Ombretta Colli era scesa in campo come autonoma ripudiando il suo vecchio partito. Così questa situazione era molto sfavorevole per Berlusconi che rischiava veramente di perdere anche l ultimo baluardo della sua potenza e abbandonare definitivamente il ruolo di paladino degli industriali, dei commercianti e dei banchieri che lo avevano votato 5 anni fa. Come rimediare alla situazione??? Punto primo far ritirare dalla gara la Colli (secondo i sondaggi avrebbe ottenuto il 10% rubando una valanga di voti a Fi) comprandola con un appetitoso posto sicuro in Senato a Roma; obbiettivo centrato. Secondo provocare un clamoroso calo di consensi per l Unione. Come farlo? Utilizzando il tallone d Achille del centro-sinistra: gli estremisti, individuati nei no-global e nei membri dei centri sociali, che in futuro potrebbero sedere nelle file di governo! - L OCCASIONE: I registi di questa diabolica manovra elettorale hanno pensato di utilizzare le manifestazioni in programma l 11 Marzo per ottenere due obbiettivi;far apparire da un lato i cosiddetti no-global come vandali, violenti, antidemocratici e sovversivi devastatori di città provocandoli (probabilmente posizionando anche infiltrati fra le file dei manifestanti) e ordinando al questore di Milano - scelto naturalmente dal governo - di non prendere alcun provvedimento preventivo sebbene fosse stato allertato parecchi giorni prima sia dalla CGIL, SIA DALL UNIONE DI MILANO che quel corteo avrebbe potuto causare parecchi problemi di ordine pubblico. In secondo luogo si voleva offuscare la manifestazione dei neo-fascisti neoalleati di Berlusconi che avrebbe potuto provocare (senza il pandemonio dei centri sociali) il giusto scandalo e anche 10

11 Milano, 11 marzo 2006 l indignazione dell elettorato. I RISULTATI: E tutto riuscito alla perfezione. Non si è quasi parlato del corteo fascista; i commercianti si sono riancorati alla destra per farsi proteggere dai disordini causati dai no-global della sinistra, i partiti, soprattutto An e Fi hanno strumentalizzato l accaduto per diffondere su larga scala manifesti che accusavano apertamente il centro sinistra di aver fatto parte del corteo (notate che i manifesti erano gia affissi il lunedì mattina un giorno dopo il corteo tra cui c era di mezzo la domenica; poiché nessuno riesce a impaginare, inventare, stampare e affiggere manifesti in un giorno festivo, questa è un ulteriore prova della premeditazione e del progetto che c era riguardo a quella manifestazione) ( alcuni degli slogan erano: BASTA NO GLOBAL ; CHE ITALIA SAREBBE SE VINCESSE LA SINISTRA? ORA LO SAPPIAMO ); hanno cavalcato l indignazione popolare a fini propagandistici ed elettorali. - IL DOPO: Non soddisfatti hanno anche organizzato un corteo bipartisan alcuni giorni dopo i fatti al quale dovevano prendere parte sia Prodi che Berlusconi. Alleanza Nazionale per far rinunciare il leader dell Unione al corteo si è presentata in piazza con fedelissimi da tutta Italia perfino dalla Sicilia pronti a contestare Prodi con una marea di fischi e con striscioni profondamente offensivi; alla faccia dell imparzialità. Oggi la destra è tornata in vantaggio sulla sinistra a Milano e la gente teme i no-global al governo. Complimenti a tutti, chi ha provocato e chi ha abboccato. Le reazioni di Costantino Orlando IVª F Lunedì 13 Marzo 2006 Ora cercherò di riflettere, di passare in rassegna tutto quel che ho visto e sentito in questi ultimi giorni. Sabato mattina, intervallo: il principale argomento di conversazione è il corteo di fasci, che il Giorno della Memoria era stato rimandato. I miei amici mi confermano che partirà da Porta Venezia, praticamente sotto casa mia ( Oh, sta attento Costa!.. ), e vengo a sapere del presidio organizzato intorno al Duomo. Qualcuno ci sarà, qualcuno non sa (=non verrà), qualcuno continua a parlare di calcio. Esco, e dopo una sortita in fiera insieme al mio UDSsino preferito, io ed il mio prode compagno ci dirigiamo verso quello che sarà definito il campo di battaglia. Sono le due e un quarto quando, sbandando in due sulla mia bici, scorgiamo i primi segni. Poco oltre via Palestro alcune auto e camionette della polizia sbarrano la strada. Le oltrepassiamo, e solo molto più avanti notiamo i primi sampietrini in terra, mentre il brulicare di camionette e poliziotti aumenta. La piazza è attraversata anche da mezzi dei vigili del fuoco e ambulanze, e proseguendo per Buenos Aires capiamo perchè; oltre alle pietre, ora per terra ci sono vetri e cocci, e si sente un brutto odore di bruciato (naturalmente i media però hanno enfatizzato, per far notizia, la portata dei danni. Senza sminuire nulla, ma bastano un paio di inquadrature giuste, una vetrina infranta, un auto in fiamme, et voilà la guerriglia! Fate sempre la tara ). Passiamo davanti al negozio bruciato, alla vetrata incrinata, alla barricata di vasi di cemento convinto che siano i fasci la causa di tutto ciò, mi sto chiedendo perché sia già successo tutto il casino; il corteo non iniziava alle quattro? Solo a quel punto noto un enorme scritta NO TAV su un muro. Domenica pomeriggio, corso Buenos Aires: mi trovo a passare vicino al negozio incendiato. Ora c è una bandiera tricolore sull uscio, e davanti un gazebo elettorale di An. Una lunga fila di persone aspetta di firmare un registro, e dietro il tavolo vedo e riconosco la simpatica faccia di La Russa in persona. Intanto una signora di mezz età con un megafono istruisce la folla a diffidare della sinistra, che ora mostra il suo vero volto!. Cerco di ribattere, ma vengo gentilmente allontanato da una specie di armadio a due ante con il cappotto. Pieno di rabbia, me ne vado. Mi sono appostato, poi, su quel tratto di marciapiede colpito dalla bomba-carta. In poco meno di un ora avrò sentito almeno venti persone scagliarsi apertamente, parlando tra loro, contro i criminali con la C maiuscola, cui avrebbero dovuto far pagare anche i danni morali, ma che purtroppo non sarebbero andati in carcere perché su ste cose la nostra giustizia fa schifo. Era gente qualunque, gente normale. Ce n è tanta a Milano. Lunedì mattina, intervallo: cerco di esprimere le mie paure, raccontando il tipo di aria che ho fiutato. Mi sento rispondere che in ogni caso non saremmo riusciti (enigmatica risposta) a far votare a sinistra quelli di An. Che la violenza era comprensibile, che solo il momento era sbagliato. Ma ci rendiamo conto della cazzata che abbiamo fatto? Sì, abbiamo, mi ci metto dentro anch io, e vi dirò perché. Compagni (non trovo altra espressione), io sono profondamente, visceralmente, irrazionalmente d accordo con voi. Mi brucia qualcosa dentro se penso a chi alza il braccio destro e con arrogante ignoranza offende tutti coloro che sono morti per conquistarci la libertà che sbandieriamo. Libertà di parola, libertà di pensiero. Un signore molto illuminato ha detto: Non sono d accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire. La maggioranza di noi si direbbe d accordo, ma quando si tratta di fascismo la nostra (anche mia) reazione istintiva è: quando è troppo è troppo!. E allora si faccia un presidio, fermo, pacifico e determinato! Quella era la strada giusta. Questa voglia di scontri,che qualcuno ha definito fame di 68, ci è costata cara. Oltre a farci perdere voti su due fronti (si vuole anche la Moratti sindaco?), abbiamo fornito un altra arma di distrazione di massa a tutti coloro cui dava fastidio lo scandalo di Storace, ad esempio.ho addirittura il sospetto, se ho imparato qualcosa sul 68, che per favorire un così opportuno diversivo ci abbia messo lo zampino qualcuno di molto poco rosso. Manca un mese alle elezioni e non è affatto scontata la sconfitta delle destre. Questo è stato, alla meglio, un cieco e coraggioso autogol. 11

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