La Preghiera di Sant'Egidio 27/03/ /04/2005

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1 La Preghiera di Sant'Egidio 27/03/ /04/2005

2 27/03/2005 Pasqua di Resurrezione Pasqua di resurrezione Cristo è risorto! Veramente è risorto! Prima Lettura Dal libro degli Atti 10, Pietro prese la parola e disse: "In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenze di persone, Voi conoscete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nazaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che apparisse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunziare al popolo e di attestare che egli è il giudice dei vivi e dei morti costituito da Dio. Tutti i profeti gli rendono questa testimonianza: chiunque crede in lui ottiene la remissione dei peccati per mezzo del suo nome". Salmo responsoriale Salmo 117 (118) Antifona Eterna è la misericordia del Signore. Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. Lo dica la casa di Aronne: eterna è la sua misericordia. Lo dica chi teme Dio: eterna è la sua misericordia. Nell'angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo. Il Signore è con me, non ho timore; che cosa può farmi l'uomo? Il Signore è con me, è mio aiuto, sfiderò i miei nemici. E' meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. E' meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Tutti i popoli mi hanno circondato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. 1

3 Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi hanno circondato come api, come fuoco che divampa tra le spine, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato mio aiuto. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Grida di giubilo e di vittoria, nelle tende dei giusti: la destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. Il Signore mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte. Apritemi le porte della giustizia: voglio entrarvi e rendere grazie al Signore. E' questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. Dona, Signore, la tua salvezza, dona, Signore, la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce. Ordinate il corteo con rami frondosi fino ai lati dell'altare. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia. 2

4 Seconda Lettura Dalla lettera di Paolo ai Colossesi 3,1-4 Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio; pensate alle cose di lassù, non a quelle della terra. Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio! Quando si manifesterà Cristo, la vostra vita, allora anche voi sarete manifestati con lui nella gloria. Lettura del Vangelo Dal vangelo di Giovanni 20,1-9 Nel giorno dopo il sabato, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di buon mattino, quand'era ancora buio, e vide che la pietra era stata ribaltata dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall'altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: "Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'hanno posto!". Uscì allora Simon Pietro insieme all'altro discepolo, e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende per terra, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro e vide le bende per terra, e il sudario, che gli era stato posto sul capo, non per terra con le bende, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora compreso la Scrittura, che egli cioè doveva risuscitare dai morti. Omelia Il sabato è passato; sono finiti i giorni degli uomini. Ecco un nuovo giorno. È vero, inizia in maniera triste, come spesso triste è la nostra vita. È un alba triste, presso un sepolcro. La tomba di Gesù non è una tomba speciale, è una tomba allineata tra le altre tombe di uomini e di donne. Semmai c è una tristezza in più: in quella tomba non è finito solo il corpo di un amico, è finita la speranza di un regno nuovo che aveva infiammato quel gruppetto di uomini che Gesù si era portato dietro sin dalla Galilea. Se il mondo avesse il coraggio di fermarsi presso le tombe! Sentirebbe nel proprio petto come un nodo di angoscia, un senso di paura, di fronte alla morte della vita, della speranza, del futuro. I cimiteri? Non solo. Ci sono oggi paesi divenuti come grandi tombe, cimiteri di vittime spesso innocenti, per l oppressione, la violenza, la guerra. Davanti a questo panorama di morte, molti uomini fuggono, come fecero anche i discepoli di Gesù. Solo tre donne, scrive il Vangelo di Marco, si fermano. La prima, Maria di Magdala, è una donna particolare: è stata guarita da sette demoni. L altra Maria è la madre di Giacomo, e poi Salome. Sono tre povere donne galilee, venute a Gerusalemme dietro a Gesù. Ora, smarrite e sballottate dopo le tristi vicende occorse al loro maestro, non sanno fare altro che recarsi al sepolcro. All alba erano già lì, preoccupate per come entrare nel sepolcro. Lo chiudeva una pietra pesante, come sono pesanti le pietre che schiacciano la vita dei deboli. Ma, appena giunte, videro che la pietra era stata rotolata via, e videro un angelo, avvolto in bianche vesti, seduto sulla destra. Ebbero paura, ma l angelo proclamò il Vangelo della resurrezione: Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. È la prima Pasqua: ed è per una piccola comunità di tre sole povere donne, straniere e disprezzate. Ancora una volta si compie quello che Gesù aveva detto: Ai poveri è predicata la buona novella, e beato chi non si scandalizza di me. È la prima Pasqua. Ma anche se è per tre sole povere donne, non è un fatto privato; è per tutti i discepoli: Ora andate, e dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. E di lì i 3

5 discepoli avrebbero dovuto annunciare la resurrezione a tutti gli uomini sino ai confini della terra. La resurrezione è un annuncio che scuote l intera vita degli uomini. La scuote da capo a fondo per ridarle un nuovo volto, rimuove le pietre pesanti che gravano sui cuori degli uomini per renderli liberi, illumina il buio che grava sulla vita per manifestare il chiarore della misericordia. Chi risorge è il crocifisso. Quel morto in croce è ora rivestito della potenza di Dio. E la croce che appariva come l impotenza, è diventata la potenza di Dio nel mondo. Piuttosto frequentemente nella tradizione iconografica delle Chiese d Oriente la croce porta da un lato Gesù crocifisso e dall altro Gesù risorto. Nelle apparizioni è il crocifisso che appare risorto, per manifestare la forza del suo amore per noi: come era stato crocifisso per noi, così viene risuscitato per noi. È questo l annuncio che quelle donne ricevono dall angelo, e che provoca gioia grande e assieme timore. Gioia perché intuiscono che Gesù potrà restare con loro, ma anche timore per trovarsi immerse nel giorno di Dio. Esse fuggirono via dal sepolcro. Non restarono ferme là dov erano. Una fretta entrò dentro di loro. Sì, non si può indugiare davanti all annuncio della resurrezione. C è fretta; fretta di annunciare la liberazione ai prigionieri del male, a chi è sepolto dalla cattiveria, a chi è schiavo dell orgoglio e dell odio, a chi è schiacciato dalla fame e dalla guerra. Anche tre povere donne possono fare molto. Proprio loro, disprezzate e per nulla considerate, furono le prime inviate per annunciare il Vangelo. E i discepoli debbono andare in Galilea, nell estrema periferia di Israele, ai confini, dove inizia la regione dei pagani: qui incontreranno il Signore risorto e di qui partiranno per le vie del mondo. La Galilea è l immensa periferia povera del mondo che attende l annuncio di una speranza; ma forse è anche il cuore di ognuno di noi che aspetta di vedere il Signore. Cristo è risorto, veramente è risorto!. 28/03/2005 Lunedì dell'angelo * * * * * Lettura della Parola di Dio Dal vangelo di Marco 16,1-8 Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù. Di buon mattino, il primo giorno dopo il sabato, vennero al sepolcro al levar del sole. Esse dicevano tra loro: "Chi ci rotolerà via il masso dall'ingresso del sepolcro?". Ma, guardando, videro che il masso era gia stato rotolato via, benché fosse molto grande. Entrando nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d'una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: "Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. E' risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l'avevano deposto. Ora andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro che egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto". Ed esse, uscite, fuggirono via dal sepolcro perché erano piene di timore e di spavento. E non dissero niente a nessuno, perché avevano paura. Commento Il Vangelo di Marco scrive che tre donne si recano in fretta al sepolcro. È la fretta dell amore che supera ogni paura e timore. È spuntata l alba e la pietra non copre più il sepolcro. È iniziato il nuovo giorno per il mondo intero; da quel mattino il macigno della 4

6 morte è rotolato via per sempre. Le donne si sentono dire da un giovane vestito di bianco è l annuncio del Vangelo che Gesù è risorto. Ed esse, povere e umili donne da tutti disprezzate, ricevono il compito d annunciare ai discepoli la resurrezione e di dire loro che Gesù li attende in Galilea. Esse ebbero paura e non dissero nulla a nessuno, nota l evangelista. Ma Gesù ci libera dalla paura: Egli infatti è più forte anche della morte. Quel che ci è chiesto è di andare anche noi in Galilea, ossia nel luogo dove Gesù ha cominciato a predicare. La vita risorge quando inizia nuovamente la comunicazione del Vangelo agli uomini. * * * * * 29/03/2005 Memoria della Madre del Signore Canto dei Salmi Salmo 66 (67) Antifona Dio faccia splendere su di noi il suo volto. Dio abbia pietà di noi e ci benedica, su di noi faccia splendere il suo volto; perché si conosca sulla terra la tua via, fra tutte le genti la tua salvezza. Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti. Esultino le genti e si rallegrino, perché giudichi i popoli con giustizia, governi le nazioni sulla terra. Ti lodino i popoli, Dio, ti lodino i popoli tutti. La terra ha dato il suo frutto. Ci benedica Dio, il nostro Dio, ci benedica Dio e lo temano tutti i confini della terra. Lettura della Parola di Dio Dal vangelo di Marco 16,9-11 Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria di Màgdala, dalla quale aveva cacciato sette demòni. Questa andò ad annunziarlo ai suoi seguaci che erano in lutto e in pianto. Ma essi, udito che era vivo ed era stato visto da lei, non vollero credere. 5

7 Commento Anche l evangelista Marco, come Giovanni, narra che Gesù risorto appare anzitutto a Maria Maddalena. Questa donna, che Gesù aveva liberata da sette demoni, diviene la prima annunziatrice della resurrezione. Lei che ha molto amato e alla quale per questo molto è stato perdonato, riceve il privilegio di essere la prima testimone e discepola del Risorto. Ancora una volta il Vangelo sottolinea il primato dell amore nella vita della comunità cristiana. Ed è nell amore che risiede l esemplarità. I discepoli, invece, mostrando ancora una volta la loro superba grettezza, non credono alle sue parole. Sono ancora succubi della mentalità comune del tempo che non dava alcun valore alla testimonianza della donna; ma soprattutto sono schiavi della loro pigrizia mentale, della smemoratezza che non permette loro di accogliere la forza debole del Vangelo. Il Signore, fin dal primo momento della resurrezione, si serve della debolezza per confondere i forti. * * * * * 30/03/2005 Memoria dei Santi e dei Profeti Lettura della Parola di Dio Dal vangelo di Marco 16,12-13 Dopo ciò, apparve a due di loro sotto altro aspetto, mentre erano in cammino verso la campagna. Anch'essi ritornarono ad annunziarlo agli altri; ma neanche a loro vollero credere. Commento L evangelista Marco riprende in poche righe l incontro di Gesù con i due discepoli di Emmaus, che Luca narra ben più distesamente. Gesù non appare ancora agli Apostoli, ai reggitori della Chiesa, ma a due comuni discepoli; li accompagna per tutto il lungo tragitto da Gerusalemme ad Emmaus, come nota Luca. Il terzo Vangelo ci riporta il nome di uno solo dei due; l altro, senza nome, potrebbe avere il nome dei discepoli di ogni tempo. Ad ogni discepolo è affidato il compito grave ed esaltante di annunciare la resurrezione di Gesù, la sua vittoria sul male e sulla morte. Marco fa notare ancora una volta che gli Undici non credono ai due discepoli. L evangelista sembra voler sottolineare che l incredulità è presente fin dalle origini e si manifesta non in dimensioni astratte, ma nel non credere alla comunicazione evangelica dei fratelli. E tuttavia le difficoltà e l incredulità che si incontrano non possono smorzare la fretta di annunciare a tutti la vittoria di Gesù sulla morte. * * * * * 6

8 31/03/2005 Memoria della Chiesa Canto dei Salmi Salmo 67 (68) Antifona Benedetto il Signore che libera il suo popolo. Sorga Dio, i suoi nemici si disperdano e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano. Come si disperde il fumo, tu li disperdi; come fonde la cera di fronte al fuoco, periscano gli empi davanti a Dio. I giusti invece si rallegrino, esultino davanti a Dio e cantino di gioia. Cantate a Dio, inneggiate al suo nome, spianate la strada a chi cavalca le nubi: «Signore» è il suo nome, gioite davanti a lui. Padre degli orfani e difensore delle vedove è Dio nella sua santa dimora. Ai derelitti Dio fa abitare una casa, fa uscire con gioia i prigionieri; solo i ribelli abbandona in arida terra. Dio, quando uscivi davanti al tuo popolo, quando camminavi per il deserto, la terra tremò, stillarono i cieli davanti al Dio del Sinai, davanti a Dio, il Dio di Israele. Pioggia abbondante riversavi, o Dio, rinvigorivi la tua eredità esausta. E il tuo popolo abitò il paese che nel tuo amore, o Dio, preparasti al misero. Il Signore annunzia una notizia, le messaggere di vittoria sono grande schiera: «Fuggono i re, fuggono gli eserciti, anche le donne si dividono il bottino. Mentre voi dormite tra gli ovili, splendono d'argento le ali della colomba, le sue piume di riflessi d'oro». Quando disperdeva i re l'onnipotente, nevicava sullo Zalmon. Monte di Dio, il monte di Basan, monte dalle alte cime, il monte di Basan. 7

9 Perché invidiate, o monti dalle alte cime, il monte che Dio ha scelto a sua dimora? Il Signore lo abiterà per sempre. I carri di Dio sono migliaia e migliaia: il Signore viene dal Sinai nel santuario. Sei salito in alto conducendo prigionieri, hai ricevuto uomini in tributo: anche i ribelli abiteranno presso il Signore Dio. Benedetto il Signore sempre; ha cura di noi il Dio della salvezza. Il nostro Dio è un Dio che salva; il Signore Dio libera dalla morte. Sì, Dio schiaccerà il capo dei suoi nemici, la testa altèra di chi percorre la via del delitto. Ha detto il Signore: «Da Basan li farò tornare, li farò tornare dagli abissi del mare, perché il tuo piede si bagni nel sangue, e la lingua dei tuoi cani riceva la sua parte tra i nemici». Appare il tuo corteo, Dio, il corteo del mio Dio, del mio re, nel santuario. Precedono i cantori, seguono ultimi i citaredi, in mezzo le fanciulle che battono cèmbali. «Benedite Dio nelle vostre assemblee, benedite il Signore, voi della stirpe di Israele». Ecco, Beniamino, il più giovane, guida i capi di Giuda nelle loro schiere, i capi di Zàbulon, i capi di Nèftali. Dispiega, Dio, la tua potenza, conferma, Dio, quanto hai fatto per noi. Per il tuo tempio, in Gerusalemme, a te i re porteranno doni. Minaccia la belva dei canneti, il branco dei tori con i vitelli dei popoli: si prostrino portando verghe d'argento; disperdi i popoli che amano la guerra. Verranno i grandi dall'egitto, l'etiopia tenderà le mani a Dio. Regni della terra, cantate a Dio, cantate inni al Signore; egli nei cieli cavalca, nei cieli eterni, ecco, tuona con voce potente. 8

10 Riconoscete a Dio la sua potenza, la sua maestà su Israele, la sua potenza sopra le nubi. Terribile sei, Dio, dal tuo santuario; il Dio d'israele dà forza e vigore al suo popolo, sia benedetto Dio. Lettura della Parola di Dio Dal vangelo di Marco 16,14-18 Alla fine apparve agli undici, mentre stavano a mensa, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato. Gesù disse loro: "Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno". Commento Finalmente, scrive l evangelista, Gesù appare anche agli Undici. L amore del Signore per gli Undici è grande e nello stesso tempo ambizioso: Egli sta per affidare alle loro mani il compito datogli dal Padre. Per questo non tarda a correggere la loro durezza. Li rimprovera per la loro incredulità. Gli Undici debbono ricordare che sono anzitutto discepoli, ossia ascoltatori della sua Parola. Tutto nella Chiesa si fonda sulla Parola di Dio che viene comunicata dai fratelli e dalle sorelle. I discepoli, pertanto, debbono porre la loro fiducia non in se stessi o nei loro progetti ma solo nel Signore risorto annunciato loro dal Vangelo. E il loro orizzonte non è più quello ristretto della loro regione, ma il mondo intero. A tutti i popoli della terra essi debbono comunicare la resurrezione di Gesù. In quest opera non saranno soli. Il Signore stesso accompagnerà i discepoli e darà loro il potere di cambiare il cuore e la vita degli uomini, di curare le malattie e di confortare chiunque ha bisogno. 01/04/2005 Memoria di Gesù crocifisso * * * * * Lettura della Parola di Dio Dal vangelo di Marco 16,19-20 Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola con i prodigi che l'accompagnavano. 9

11 Commento L evangelista fa notare che Gesù sale al cielo solo dopo aver parlato ai discepoli, ossia dopo aver consegnato loro il Vangelo. Debbono custodirlo, meditarlo e comunicarlo a tutti. Gesù li accompagnerà dal cielo, ove sta seduto alla destra di Dio. L ascensione al cielo non significa allontanamento, al contrario è una più salda e più profonda presenza di Dio nella vita dei discepoli. Sappiamo che il cielo è il luogo della potenza di Dio, ed è quindi la fonte della forza dei discepoli. Il cielo è anche la mèta che il Signore ha voluto porre davanti agli occhi dei discepoli: il cielo è il futuro. Ancora una volta Gesù si pone avanti ai discepoli e li guida. Essi, dietro di lui e con la sua forza, ripartono dalla Galilea per dirigersi verso il mondo intero, annunciando il Vangelo e guarendo ogni malattia e infermità. Il Vangelo riprende il suo cammino a partire dalla Galilea per dirigersi verso le frontiere del mondo intero. * * * * * 02/04/2005 Vigilia del giorno del Signore Lettura della Parola di Dio Dal libro della Genesi 1,1-2,4 In principio Dio creò il cielo e la terra. Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce!". E la luce fu. Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. Dio disse: "Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque". Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. Dio disse: "Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto". E così avvenne. Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: "La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie". E così avvenne: la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: terzo giorno. Dio disse: "Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra". E così avvenne: Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. E fu sera e fu mattina: quarto giorno. 10

12 Dio disse: "Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo". Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. Dio li benedisse: "Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra". E fu sera e fu mattina: quinto giorno. Dio disse: "La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie". E così avvenne: Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. E Dio disse: "Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra". Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. Dio li benedisse e disse loro: "Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra". Poi Dio disse: "Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde". E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. Commento La Bibbia si apre con il racconto della creazione. È un inno alla bontà di Dio che crea il mondo. E lo crea con la sua Parola che esce dal silenzio eterno, un silenzio pieno d amore. La Parola che esce dal silenzio eterno di Dio appare subito forte ed efficace. Crea infatti il mondo, buono. Al termine di ogni giorno si nota che Dio vide che era cosa buona. L autore sacro, nel sottolineare la bontà del creato, afferma che non si può attribuire a Dio nessun male, nessuna disgrazia. Fin dalle prime pagine la Sacra Scrittura annuncia a tutti la bontà assoluta di Dio. Egli ha vinto il caos del mondo e ha preparato la terra come un giardino perché l uomo lo abitasse. Quando infatti tutto fu pronto, al sesto giorno, Dio creò l uomo a sua immagine e somiglianza. Ogni essere umano, qualunque sia la sua origine e la sua storia, porta in sé l impronta indelebile di Dio e del suo amore. Tutti siamo il frutto di una parola d amore del Signore. E questa è la dignità di ogni persona umana. La creazione sarebbe però imperfetta senza il sabato, senza il giorno del riposo o, se si vuole, il giorno della contemplazione della bontà di Dio, il giorno della preghiera e dello stupore. In questo giorno che manifesta il culmine 11

13 stesso della creazione l uomo, con la preghiera, si ritrova in quel silenzio di Dio da cui tutto è scaturito e continua a scaturire. 03/04/2005 Liturgia della domenica II di Pasqua * * * * * Prima Lettura Dal libro degli Atti 2,42-47 Erano assidui nell'ascoltare l'insegnamento degli apostoli e nell'unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere. Un senso di timore era in tutti e prodigi e segni avvenivano per opera degli apostoli. Tutti coloro che erano diventati credenti stavano insieme e tenevano ogni cosa in comune; chi aveva proprietà e sostanze le vendeva e ne faceva parte a tutti, secondo il bisogno di ciascuno. Ogni giorno tutti insieme frequentavano il tempio e spezzavano il pane a casa prendendo i pasti con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo la simpatia di tutto il popolo. Salmo responsoriale Salmo 117 (118) Antifona Eterna è la misericordia del Signore. Celebrate il Signore, perché è buono; perché eterna è la sua misericordia. Dica Israele che egli è buono: eterna è la sua misericordia. Lo dica la casa di Aronne: eterna è la sua misericordia. Lo dica chi teme Dio: eterna è la sua misericordia. Nell'angoscia ho gridato al Signore, mi ha risposto, il Signore, e mi ha tratto in salvo. Il Signore è con me, non ho timore; che cosa può farmi l'uomo? Il Signore è con me, è mio aiuto, sfiderò i miei nemici. E' meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell'uomo. E' meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti. Tutti i popoli mi hanno circondato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi hanno circondato, mi hanno accerchiato, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. 12

14 Mi hanno circondato come api, come fuoco che divampa tra le spine, ma nel nome del Signore li ho sconfitti. Mi avevano spinto con forza per farmi cadere, ma il Signore è stato mio aiuto. Mia forza e mio canto è il Signore, egli è stato la mia salvezza. Grida di giubilo e di vittoria, nelle tende dei giusti: la destra del Signore ha fatto meraviglie, la destra del Signore si è innalzata, la destra del Signore ha fatto meraviglie. Non morirò, resterò in vita e annunzierò le opere del Signore. Il Signore mi ha provato duramente, ma non mi ha consegnato alla morte. Apritemi le porte della giustizia: voglio entrarvi e rendere grazie al Signore. E' questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti. Ti rendo grazie, perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza. La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d'angolo; ecco l'opera del Signore: una meraviglia ai nostri occhi. Questo è il giorno fatto dal Signore: rallegriamoci ed esultiamo in esso. Dona, Signore, la tua salvezza, dona, Signore, la vittoria! Benedetto colui che viene nel nome del Signore. Vi benediciamo dalla casa del Signore; Dio, il Signore è nostra luce. Ordinate il corteo con rami frondosi fino ai lati dell'altare. Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie, sei il mio Dio e ti esalto. Celebrate il Signore, perché è buono: perché eterna è la sua misericordia. Seconda Lettura Dalla prima lettera di Pietro 1,3-9 Sia benedetto Dio e Padre del Signore nostro Gesù Cristo; nella sua grande misericordia egli ci ha rigenerati, mediante la risurrezione di Gesù Cristo dai morti, per una speranza viva, per una eredità che non si corrompe, non si macchia e non 13

15 marcisce. Essa è conservata nei cieli per voi, che dalla potenza di Dio siete custoditi mediante la fede, per la vostra salvezza, prossima a rivelarsi negli ultimi tempi. Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un pò afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell'oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. Lettura del Vangelo Dal vangelo di Giovanni 20,19-31 La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi". Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: "Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi". Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dissero allora gli altri discepoli: "Abbiamo visto il Signore!". Ma egli disse loro: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò". Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c'era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". Poi disse a Tommaso: "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!". Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!". Gesù gli disse: "Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!". Molti altri segni fece Gesù in presenza dei suoi discepoli, ma non sono stati scritti in questo libro. Questi sono stati scritti, perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Omelia domenicale Gli Apostoli se ne stavano rintanati nel Cenacolo, a porte chiuse, per paura. Paura di perdere la loro vita e la loro tranquillità o anche quel poco che era loro rimasto dopo la morte di Gesù. Erano tristi e rassegnati, tanto da prendere in giro le donne che avevano annunciato loro la resurrezione di Gesù. Ma il Signore aprì il loro cuore e vinse la loro incredulità. Al vedere il Signore scrive l evangelista i discepoli gioirono e furono ripieni di Spirito Santo. Furono trasformati profondamente come da una nuova e irresistibile energia interiore. Non erano più come prima. E subito lo dissero a Tommaso: Abbiamo visto il Signore!. Ma Tommaso non volle credere alle loro parole: Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò. Eppure non era un cattivo discepolo. Quando Gesù aveva parlato della sua dipartita, Tommaso si era fatto avanti: Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?. Non era incapace di sentimenti. Tuttavia, aveva ormai accettato che la resurrezione, di cui Gesù aveva pure parlato, fosse solo un discorso. E quando gli altri dieci gli annunciarono il 14

16 Vangelo di Pasqua, egli rispose con il suo discorso, con il suo credo: Se non vedo e non metto la mano nel suo costato, non crederò. È il credo di un uomo non cattivo, anzi generoso. Ma per lui esiste solo ciò che vede e tocca. Potremmo dire che è l atteggiamento dell uomo esteriore, prigioniero del proprio orizzonte ristretto, che non crede a quello che non riesce a toccare, a ciò ch è lontano da sé e dal proprio interesse. È il non credo di un mondo di egocentrici, che facilmente diventa pigro, violento e ingiusto. L egocentrismo porta sempre a chiudere il proprio cuore. In questo senso Tommaso è anche dentro di noi. Tuttavia il Vangelo non si scandalizza di tale incredulità. Anzi in certo modo suggerisce che le difficoltà a credere non sono mai mancate; fin dall inizio il Signore ha dovuto scontrarsi con l incredulità dei discepoli. Solo le donne non dubitano. Forse perché il loro cuore si era lasciato tanto trafiggere dall amore di Gesù da non abbandonarlo neppure sulla via della croce. Otto giorni dopo la Pasqua, Gesù ritorna in mezzo ai discepoli. Questa volta c è anche Tommaso. Potremmo aggiungere: ci siamo anche noi. E Gesù, dopo aver ripetuto il saluto di pace, invita Tommaso a toccare le sue ferite. In verità è Gesù che tocca il cuore incredulo del discepolo chiamandolo per nome ed esortandolo: non essere incredulo, ma credente. Queste parole piene di affetto e di tenero rimprovero fanno cadere in ginocchio Tommaso; non ha avuto bisogno di toccare, perché è stato toccato lui nel cuore dal Vangelo. Certo ha visto il Signore ancora segnato dalle ferite. E forse è stata proprio la visione del corpo ferito, il veicolo attraverso cui le parole del Signore sono arrivate al cuore di Tommaso. Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano e mettila nel mio costato, dice Gesù a Tommaso. Sì, è necessario mettere le mani nei tanti corpi feriti, malati e indeboliti che noi incontriamo, se si vuole incontrare il Signore risorto. * * * * * 04/04/2005 Memoria dei poveri Memoria di Martin Luther King, ucciso il 4 aprile del 1968 a Memphis. Con lui ricordiamo tutti coloro che hanno fame e sete di giustizia. Canto dei Salmi Salmo 68 (69) Antifona Volgiti a me, Signore, nella tua grande tenerezza. Salvami, o Dio: l'acqua mi giunge alla gola. Affondo nel fango e non ho sostegno; sono caduto in acque profonde e l'onda mi travolge. Sono sfinito dal gridare, riarse sono le mie fauci; i miei occhi si consumanonell'attesa del mio Dio. Più numerosi dei capelli del mio capo sono coloro che mi odiano senza ragione. 15

17 Sono potenti i nemici che mi calunniano: quanto non ho rubato, lo dovrei restituire? Dio, tu conosci la mia stoltezza e le mie colpe non ti sono nascoste. Chi spera in te, a causa mia non sia confuso, Signore, Dio degli eserciti; per me non si vergogni chi ti cerca, Dio d'israele. Per te io sopporto l'insulto e la vergogna mi copre la faccia; sono un estraneo per i miei fratelli, un forestiero per i figli di mia madre. Poiché mi divora lo zelo per la tua casa, ricadono su di me gli oltraggi di chi ti insulta. Mi sono estenuato nel digiuno ed è stata per me un'infamia. Ho indossato come vestito un sacco e sono diventato il loro scherno. Sparlavano di me quanti sedevano alla porta, gli ubriachi mi dileggiavano. Ma io innalzo a te la mia preghiera, Signore, nel tempo della benevolenza; per la grandezza della tua bontà, rispondimi, per la fedeltà della tua salvezza, o Dio. Salvami dal fango, che io non affondi, liberami dai miei nemici e dalle acque profonde. Non mi sommergano i flutti delle acque e il vortice non mi travolga, l'abisso non chiuda su di me la sua bocca. Rispondimi, Signore, benefica è la tua grazia; volgiti a me nella tua grande tenerezza. Non nascondere il volto al tuo servo, sono in pericolo: presto, rispondimi. Avvicinati a me, riscattami, salvami dai miei nemici. Tu conosci la mia infamia, la mia vergogna e il mio disonore; davanti a te sono tutti i miei nemici. L'insulto ha spezzato il mio cuore e vengo meno. Ho atteso compassione, ma invano, consolatori, ma non ne ho trovati. Hanno messo nel mio cibo veleno e quando avevo sete mi hanno dato aceto. 16

18 La loro tavola sia per essi un laccio, una insidia i loro banchetti. Si offuschino i loro occhi, non vedano; sfibra per sempre i loro fianchi. Riversa su di loro il tuo sdegno, li raggiunga la tua ira ardente. La loro casa sia desolata, senza abitanti la loro tenda; perché inseguono colui che hai percosso, aggiungono dolore a chi tu hai ferito. Imputa loro colpa su colpa e non ottengano la tua giustizia. Siano cancellati dal libro dei viventi e tra i giusti non siano iscritti. Io sono infelice e sofferente; la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro. Loderò il nome di Dio con il canto, lo esalterò con azioni di grazie, che il Signore gradirà più dei tori, più dei giovenchi con corna e unghie. Vedano gli umili e si rallegrino; si ravvivi il cuore di chi cerca Dio, poiché il Signore ascolta i poveri e non disprezza i suoi che sono prigionieri. A lui acclamino i cieli e la terra, i mari e quanto in essi si muove. Perché Dio salverà Sion, ricostruirà le città di Giuda: vi abiteranno e ne avranno il possesso. La stirpe dei suoi servi ne sarà erede, e chi ama il suo nome vi porrà dimora. Lettura della Parola di Dio Dal libro della Genesi 2,5-25 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'oro e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a 17

19 tutto il paese d'etiopia. Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'eufrate. Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: "Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti". Poi il Signore Dio disse: "Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile". Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. Allora l'uomo disse: "Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta". Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna. Commento La Sacra Scrittura racconta una seconda volta la creazione, quasi a voler ribadire il legame originario dell uomo e del creato con Dio. L autore sacro non intende proporre una verità scientifica sulle origini della specie umana o del mondo, quanto affermare che la vita è santa perché è opera di Dio e a Lui appartiene. L uomo, ogni uomo, è chiamato a onorarla, a rispettarla e a difenderla. Solo Dio è il Signore della vita. Questa pagina sembra porre al centro del racconto la preoccupazione di Dio per l uomo: lo plasma dalla terra, soffia in lui la vita e lo pone nel giardino. E gli affida il compito di coltivarlo e custodirlo in tutta la sua bellezza. Dio ha posto l uomo a custode della terra; non deve distruggerla bensì proteggerla e svilupparla. Ma la creazione non è ancora completa. Mancava all uomo un aiuto che gli fosse simile. Insomma, l intero creato, con tutte le cose, non riempiva la sua solitudine. Dio stesso disse: Non è bene che l uomo sia solo. L uomo ha bisogno di amare e di essere amato. È fatto per la comunione, così come Dio stesso è comunione tra il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. * * * * * 18

20 05/04/2005 Memoria della Madre del Signore Canto dei Salmi Salmo 69 (70) Antifona Signore, vieni presto in mio aiuto. Vieni a salvarmi, o Dio, vieni presto, Signore, in mio aiuto. Siano confusi e arrossiscano quanti attentano alla mia vita. Retrocedano e siano svergognati quanti vogliono la mia rovina. Per la vergogna si volgano indietro quelli che mi deridono. Gioia e allegrezza grande per quelli che ti cercano; dicano sempre: «Dio è grande» quelli che amano la tua salvezza. Ma io sono povero e infelice, vieni presto, mio Dio; tu sei mio aiuto e mio salvatore; Signore, non tardare. Lettura della Parola di Dio Dal libro della Genesi 3,1-13 Il serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna: "E' vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?". Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete". Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male". Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l'uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: "Dove sei?". Rispose: "Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto". Riprese: "Chi ti ha fatto sapere che eri nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?". Rispose l'uomo: "La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell'albero e io ne ho mangiato". Il Signore Dio disse alla donna: "Che hai fatto?". Rispose la donna: "Il serpente mi ha ingannata e io ho mangiato". 19

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