4...in breve 5 Spiegazione Dy s World

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2 Lupin III uno dei personaggi più amati e longevi dei cartoni animati giapponesi, da sempre viaggia con una vecchia 500. Sembra che sia ora di cambiarla. Avrà lo stesso fascino? 4...in breve 5 Spiegazione Dy s World 6 Cinema ITALIA La generazione K di Albakiara 8 Cinema EUROPA Un Garda-CNH zero shakerato non mescolato 10 Cinema AMERICA Hancock.L importante è la riconoscibilità del marchio 12 Cinema ASIA 14 Cinema MONDO 16 Pubblicità e fiction Boris 2 stagione Gorilla nella fiction 17 Spazio festival 23 Woody, Jean-Luc, Stanley e gli altri sfigati che hanno usato il product placement 25 Zapping

3 JEKYLL 1, 1-27 IN PRINCIPIO ERA IL PRODUCT PLACEMENT E IL PRODUCT PLACEMENT ERA PRESSO DY, E IL PRODUCT PLACEMENT ERA DY. QUESTO ERA IN PRINCIPIO PRESSO DY E COMPITO DEL CONFRATELLO FEDELE SAREBBE RIPETERE OGNI GIORNO CON SALMODIANTE UMILTÀ L UNICO IMMODIFICABILE EVENTO DI CUI SI POSSA ASSERIRE L INCONTROVERTIBILE VERITÀ. MA VIDEMUS NUNC PER SPECULUM ET IN AENIGMATE E LA VERITÀ, PRIMA CHE FACCIA A FACCIA, SI MANIFESTA A TRATTI (AHI QUANTO ILLEGGIBILI) NELL ERRORE DEL MONDO, COSÌ CHE DOBBIAMO COMPITARNE I FEDELI SEGNACOLI ANCHE LA DOVE CI PAIONO OSCURI E DOVE LE DEVIAZIONI VOLUTE, O MOLTO PIÙ PROBABILMENTE SFUGGITE DI MANO AD ADEPTI TRAVESTISTI DA DEMIURGHI, HANNO CREATO DI FATTO UN SCISMA CHE HA PORTATO ALLA REALIZZAZIONE DI UNA NUOVA FEDE/INSTRUMENTUM CHE HA PRESO IL NOME DI CAROSELLO PLACEMENT. GIUNTO AL FINIRE (DODICESIMO ANNO) DELLA MIA MISSIONE DI EVANGELISTA, ORMAI DISILLUSO E MALATO, NON MI RESTA CHE PRENDERE ATTO DI QUESTO NUOVO SCENARIO E, ATTRAVERSO LA SUA DECIFRAZIONE, CONVOGLIARE LE ULTIME FORZE NEL TENTATIVO DI RINFRANCARE I DOGMI DEL PRIMO E INDISSOLUBILE PRODUCT PLACEMENT. LA PRIMA FASE DI QUESTA NOSTRA CROCIATA, QUALE PUÒ ESSERE, SE NON RECUPERARE IL PIÙ IMPORTANTE DEI NOSTRI PRECETTI? IL NOSTRO GRAL, IL PUNTO FONDAMENTALE DELLA NOSTRA FEDE, CIÒ CHE LO CONTRADDISTINGUE DAL CAROSELLO PLACEMENT E SENZA IL QUALE IL PRODUCT PLACEMENT NON AVREBBE RAGIONE DI ESISTERE: IL COINVOLGIMENTO EMOTIVO DELLO SPETTATORE. L INTEGRAZIONE VELATA MA PROFONDAMENTE VISIBILE ALL INTERNO DI UN CONTESTO NARRATIVO PRECOSTITUITO CHE FA FREMERE IL CUORE (E L ANIMO) DELLO SPETTATORE/DISCEPOLO/CONSUMATORE COSÌ DA OTTENERE UN ELEVATO E, A VOLTE, INCONSAPEVOLE CONSENSO. LA FEDE NELLE POTENZIALITÀ DEL PRODOTTO/BRAND IN QUANTO PROTAGONISTA OBBLIGATO, SE NON ADDIRITTURA DEUX-EX-MACHINA, DELL EMOZIONE APPENA VISSUTA. LE EMOZIONI, NON I SECONDI, HO TUONATO NEI MIEI PRIMI LIBRI E NELLE OMELIE DISPENSATE DURANTE LE MIE PEREGRINAZIONI ATTRAVERSO VECCHIO CONTINENTE: QUESTA È LA PRIMA VERA FORZA. A CHE È SERVITO? A NIENTE SE SI ESCLUDE UN RISTRETTO NUMERO DI FEDELI GUARDIANI. LA BESTIA È SFUGGITA DALLA GABBIA DEI NOSTRI APPRENDISTI STREGONI. COME LA STORIA CHE SI RIBELLA AL MANZONI COSTRINGENDOLO AD INTERROMPERE IL SUO ROMANZO PER INSERIRE DUE CAPITOLI (CHE LUI STESSO SUGGERISCE AL LETTORE SVOGLIATO DI SALTARE) PIÙ L APPENDICE SULLA COLONNA INFAME PER RACCONTARE I FATTI DELLA PESTE E DELLA BANDA DEI LANZICHENECCHI. COSÌ COME IL PIÙ IMPORTANTE ROMANZO ITALIANO DEL 1800 È OBBLIGATO A INTERROMPERSI E A TRASFORMARSI IN SAGGIO PER RACCONTARE LA STORIA, COSÌ NEL CAROSELLO PLACEMENT IL FILM CHE È COSTRETTO A FERMARSI PER SOTTOSTARE ALLO SPOT QUASI, SE NON DEL TUTTO, INDIPENDENTE DAL RESTO DEL FILM. EFFETTO CAROSELLO SI CHIAMA E AFFONDA LE SUE RADICI PROPRIO NELLO STORICO PROGRAMMA NON PER NIENTE MORTO DELL A.D NIENTE COINVOLGIMENTO EMOTIVO. STORIA, CODA SIPARIETTO O PEGGIO MESSAGGIO PROMOZIONALE, STORIA. ROBA DA INVOCARE IL DIRITTO DI ZAPPING ANCHE ALL INTERNO DELLA SALA CINEMATOGRAFICA. NON LO FACEVA TOTÒ CHE INTEGRAVA IL PRODOTTO NELLA STORIA IN MANIERA DIGNITOSA NONOSTANTE SI FOSSE DI FRONTE AD UNO SPETTATORE SPROVVEDUTO VI SEMBRA POSSIBILE CHE LO SI FACCIA ADESSO DI FRONTE AD UNO SPETTATORE MTV GENERATION CHE È ABITUATO A VEDER INTERROM- PERE CONTINUAMENTE I SUOI PROGRAMMI DA SPOT COME QUELLO? FIGURIAMOCI POI DA UN YOUTUBE GENERATION. POSSA QUINDI LA MIA MANO NON TREMARE MENTRE MI ACCINGO AD ERIGERE E SPIEGARE IL PROGETTO DY S WORLD, LA NUOVA FRONTIERA IN DIFESA DEL PRODUCT PLACEMENT. IN QUESTO PRIMO NUMERO DELLA NUOVA SERIE DI DY S CHRONICLES CERCHEREMO DI MOSTRARE IL PIÙ POSSIBILE UTILIZZANDO IL METODO CONVERGENZE PARALLELE TANTO CARE AL FESTIVAL DEI 1000 (O)CCHI, UNO DEI FESTIVAL PIÙ INTERESSANTI NEL PANORAMA ITALIANO. E PROPRIO DA QUESTO FESTIVAL PARTIREMO CONVERGENDOLO VERSO IL FESTIVAL DEL PRODUCT PLACEMENT TENUTO A LECCO NEL SUO NUMERO ZERO. IL MENO COMMERCIALE INCONTRA IL PIÙ COMMERCIALE. LA NUOVA CROCIATA È INCOMINCIATA.

4 I VENDICATORI Geniale promozione cinematografica. Come sappiamo dopo l 11 settembre la major sbagliarono in un primo momento strategia sfornando una serie di film d amore che ebbero un sicuro insuccesso. Ci volle poco per tornare sui propri passi e capire che l America post 11/9 non aveva bisogno di buoni sentimenti ma di eroi. Ecco quindi che gli anni 2000 sono stati in assoluto gli anni più carichi di spie, supereroi, film di guerra e d azione e non solo al cinema ma anche in tv. Tutte le spie e i supereroi dei vecchi film, telefilm, romanzi, fumetti o videogiochi sono stati e saranno presto portati sugli schermi. Fra quelli più attesi c è sicuramente The Avengers, dove la superagenzia governativa S.H.I.E.L.D. recluta i supereroi della Marvel, che è atteso per il Ha avuto così inizio una geniale operazione di promozione del film sfruttando gli stessi supereroi Marvel. Si è partiti con Iron Man, un film decisamente migliori alle aspettative che si è rivelato uno dei migliori film fatti tratto dai fumetti Marvel. Durante tutto il film il protagonista, che come il Bruce Wayne della DC è un miliardario genio della tecnologia e proprietario della più importante industria che fornisce armamenti all esercito, viene costantemente fermato da responsabili della Shield che vorrebbero parlargli. Solo alla fine del film (attenzione dopo i titoli di coda) Stark torna a casa e trova Nick Fury/Samuel L. Jackson che si presenta come capo della Shield proponendogli di entrare nella sua squadra. Posizionamento carino e interessante, forse, se solo si fermasse qui. Due mesi dopo altro film Hulk. Il gigante verde sparisce alla fine del film il generale è a sbronzarsi di whisky al bar. Arriva Stark che lo tranquillizza: Non si preoccupi: stiamo formando una squadra. A quale altro supereroe proporranno adesso di allearsi? A NURTINGEM LA 6 CONFERENZA INTERNAZIONALE DEL PRODUCT PLACEMENT Si è svolta a Nurtingem la settima edizione del International product placement voluta Andrea Waldner, il più importante esperto tedesco di product placement, che negli anni ha affrontato l argomento sotto tutti i punti di vista invitando i più importanti esperti internazionali. Fra i relatori di quest anno, fra l altro, due graditi ritorni: Iris Ramme, docente dell università di Nurtingem e curatrice del roduct placement report, relazione che ogni anno si propone di studiare i più importanti casi di product placement nei paesi più industrializzati, e Frank Zazza, il guru mondiale del product placement. 2 CONFERENZA SUL PRODUCT PLACEMENT ORGANIZZATA DA SOMEDIA Si è svolta a Torino nel corso del Cineshow, una giornata di lavori interamente dedicata al product placement. La seconda edizione (dopo quella divisa in due giornate nel 2005 organizzata da Somedia in collaborazione con Cinecittà e, a sua volta, JMN & DY). Nel corso dei lavori si è voluto analizzare tutti gli aspetti dello strumento da parte degli innumerevoli guru intervenuti. Fra le cose mostrate anche un lavoro JMN & DY: S.pellegrino nella storia. La cosa ha avuto così tanto successo che abbiamo deciso di dedicare al lavoro sia l allegato a questo numero che la demo per il BMDB che trovate nei nostri siti.

5 Da questo numero prende ufficialmente il via il progetto Dy s world. Dy s world nasce dall esigenza di staccare la parte operativa del product placement (quella dell agenzia JMN & DY, che comunque usufruirà di tutti le ricerche e gli studi fatti dall associazione) dalla parte di studio e analisi vera e propria che attraverso il gruppo Dy s torna all associazione per il product placement. Del gruppo Dy s faranno quindi parte (oltre ai due sistemi di valutazione Dy s qualitativo e Dy s quantitativo) anche cinque siti appositamente studiati per soddisfare le esigenze di qualunque tipo di utenza. LIVELLO 1: DY S CHRONICLES LIVELLO 2: DY S NEWS LIVELLO 3: DY S WORLD LIVELLO 4: DY S WORLD GOLD LIVELLO 5: DY S BMDB Dy s Chronicles è la prima webzine dedicata al product placement e alla comunicazione. Nata nel 2001 con un numero di sole 3 pagine, Dy s CH si è evoluta aumentando, nel corso del tempo, le rubriche e i collaboratori. La pubblicazione è continuata fino al 2003 quando è stata sospesa per concentrare tutte le energie disponibili nella nascita di JMN & DY. Fino ad allora erano stati pubblicati 12 numeri, un Dy s analisy s che torna in questa occasione con il lavoro fatto per S.Pellegrino e 3 Si logo (il resoconto annuale con premi e classifiche). Nella squadra rientrerebbero anche i due libri: A sud du Band Aid e Occulta sarà tua sorella. Dy s Chronicles & Co. rappresenta il primo passo per conoscere e venire aggiornati su product placement in maniera semplice e divertita. Uno strumento per tutti: dai professionisti del settore agli amanti del cinema. Dy s News vede la sua nascita nel 2002 come portale complementare a Dy s Chronicles. News divise per settore, eventi particolari (come festival o determinati argomenti), leggi, libri, tesi, hit parade e altre sezioni dedicate al product placement. Un portale utile sia per gli operatori del settore che a chiunque voglia avvicinarsi allo strumento. In quanti film sono apparso? In quale serie? Chi mi ha visto? Come sono state le apparizioni? Quale è stato il mio ritorno? Come si stanno comportando i miei concorrenti? E i produttori di prodotti succedanei? Quali sono le migliori opportunità del mercato e come posso entrarci? Dy s World: Tutto quello che avreste voluto sapere sul product placement in Italia e non avete mai osato chiedere. Lo strumento indispensabile nel momento che si voglia istaurare un rapporto fra aziende cinematografiche e non. I servizi di Dy s World integrati con la professionalità e la competenza di JMN & DY. Un filo diretto e personale fra l agenzia e i propri clienti per monitorare in ogni momento le migliori opportunità del mercato, le trattative e i ritorni delle operazioni. Un Brand Movie DataBase esclusivo per brand con tutte le operazioni di product placement catalogate senza limiti di tempo ne geografici Per ogni altra informazione consultare le demo disponibili sui siti Dy s.

6 Castri (quello corrotto) organizza un furto con altri due soci, due fratelli. Uno di questi è Dario Bandiera, tragico il suo personaggio ma con una vena comica che lo contraddistingue. È sempre a causa di quelle sue suonerie telefoniche più che mai ridicole e improbabili che rischierà di far saltare tutto, nonché di uccidere il suo complice poliziotto. Alquanto goffo ma perfettamente calato nel ruolo del cocainomane quando si trova in un night a pippare e a bere drink nel bicchiere marchiato Pampero. Ed è ancora più credibile quando, riferendosi alla polvere bianca, dice: Sta merda ti spacca il culo!. Quella stessa sera nel locale sono in tre: i due della rapina e un altro, il proprietario di un piccolo supermercato che mette a disposizione il suo magazzino griffato Sole e Ace come deposito della partita di droga. Lo stesso è lo zio di Kiara con cui litiga proprio quella mattina, rimproverandola di prendersi troppe libertà visto che anche lei ha le chiavi di quel magazzino Ma non c è tempo di fare la pace; di ritorno dal night ha un incidente stradale dove nessuno si salva. Kiara ha una sorella, Esmeralda, con già abbastanza allucinazioni senza bisogno di ricorrere a lsd e droghe varie. Ha un immagine che la persecinema ITALIA a cura di ALICE GALA LA GENERAZIONE K DI ALBAKIARA La vita non è che un'ombra in cammino; un attore, che s'agita e che si pavoneggia per un'ora sul palcoscenico e del quale poi non si sa più nulla. Shakespeare è ridondante in questo film, lui e la sua poesia. Ma questa volta chi lo legge, chi lo osanna e chi lo fa studiare ai suoi alunni ha qualcosa dentro, ha qualcosa sulla coscienza che neanche le belle parole di un poeta possono far guarire. Cominciamo già con le lacrime di una donna che guarda inerme un messaggio di una giovane ragazza, una ripresa fatta con qualcosa che molti adolescenti della nuova generazione neanche conoscono: una vecchia cinepresa, che funziona con un proiettore e un telo sul muro. Nonostante un obsoleta tecnologia (anzi, forse proprio per quello) riesce ad emozionare anche di più. Perché oggi i ragazzi riprendono la loro vita e minacciano quella degli altri grazie a quelle microspie piantate sui telefonini, telefonini Telit per quelli che incastrano il bidello spacciatore di droga nel bagno della scuola e per quel poliziotto così maledetto e gelido. Qui non c è il bel Nicolas Vaporidis che scatta, con il suo Nokia sponsorizzato Tim, la prova di quanto è corruttibile l animo umano (citato da Come tu mi vuoi), di come è facile ricevere amore e considerazioni se diventi come io ti voglio. La bella favola che, per carità, è anche piacevole sentire ogni tanto ma che, diciamoci la verità, è talmente inverosimile da diventare irritante! Albakiara è sinonimo di generazione K, lettera che sarà subliminalmente inserita ovunque possibile all interno del contesto narrativo: ci sarà il dottor K, committente del poliziotto corrotto Raz Degan; dott. Kappa sarà anche il marchio dello zucchero a velo (o cocaina, la consistenza è quella!); k lo troviamo aerografato in casa di Nico, nel padiglione dove viene organizzato il rave; e ancora, è la stampa sulla maglia di Kiara quando decidono di organizzare una romantica notte a base di erba e sesso a casa di lei, tanto la madre dorme dal suo nuovo fidanzato. Chissà se la tuta arancione fluorescente della ditta Kubrika utilizzata nella rapina dei 200 kg di cocaina fa riferimento a quell altro Kubrik, quello di Arancia Meccanica. Nessun paragone, però, sarebbe troppo azzardato Dicevamo della generazione K: quella priva di valori, di ideali. Anzi no, qualche ideale ce l hanno pure: sesso, droga e soldi. Sesso perché le ragazze sono competitive anche per il numero di pompini fatti in 30 minuti. Il tutto rigorosamente inserito su Youporn mentre mettono in pratica la gara in una mini cabrio fuori la discoteca. E cosa vince la più brava (e direi anche la più veloce)? Quella bella borsetta D&G Qui non ci si innamora dando ripetizioni di economia politica, o nello scontro tra un motorino (modello Scarabeo della Piaggio) e un ML (suv della Mercedes) come in Scusa ma ti chiamo amore. Qui si parla di un ragazzo, un dj del Papete che arrotonda aprendo un sito porno con video dove lui e le amiche sono i protagonisti (anche se mascherati), che incontra una ragazza, Kiara appunto, con poca voglia di studiare ma abbastanza intelligente da capire che un servizietto al suo professore di inglese, può farle avere le domande (e le risposte) della sua prossima interrogazione. Parlavamo di droga, perché è da questo business che ha inizio tutto. L ispettore

7 guita ogni volta che muore qualcuno: una fenice bianca che vola. Mentre le groupie di tre metri sopra il cielo provano il brivido delle corse clandestine sulla Yamaha, la moto di Nico è una Ducati nera, la stessa davanti alla quale il poliziotto bastardo lo cattura e se lo porta nella stanza delle torture. E forse è proprio qui che quel cattivo ragazzo insegna cos è l amore: nonostante sia legato, livido e sanguinante, nonostante sappia che quell uomo lo ucciderà veramente se non ottiene quello che vuole, nonostante l atroce tortura a cui è sottoposto, non cede, anzi ha anche la forza di insultarlo. Cedere significherebbe tradire la donna che ama, perché lui è veramente innamorato di Kiara. Ma non è colpa sua se qualche sera prima proprio lei gli aveva mandato un video messaggio: Tu mi piaci più di 200 chili di coca. Ti amo. Non sarà romantica e smielata come Io mi sono messa in gioco, io ti amo! detta dalla ragazzina innamorata di Raul Bova in Scusa ma ti chiamo amore, ma è più immediato, è più reale, è più. Così, l ispettore Carpi, da poliziotto, cerca prove, indizi, nel telefono Motorola ultrapiatto del ragazzo svenuto. E quel video è più che un indizio: è una certezza. La mattina dopo, con i suoi bei Rayban che fanno molto bad boys, si reca a casa di kiara. Esmeralda, da veggente qual è, disperata bussa alla porta della sorella: Sono arrivate le nuvole rosse, qui non è più sicuro!. Scappa nel parco, corre sotto la pioggia e piange accanitamente su di un cigno morto trovato in terra. Aveva ragione, lì non era più sicuro Il tempo delle mele è finito puttana!. Queste le ultime parole che sentirà Kiara, la ragazza che si divertiva ad organizzare le sue notti gangster, la stessa che andava in giro con la maglie di Hello Kitty e Betty Boop. Perché le bastano quelle per piacere, per piacersi. Non ha bisogno di Fiamma che la porta da Hermes, di uno stilista con una vestaglia rossa e i capelli con tiraggio, di uno stilista che le vuol far credere che questi non sono abiti ma modi di essere. Kiara non aveva bisogno di Gucci per distinguersi, di La Perla per piacere a Nico, di Byblos per essere elegante, o di Richmond, lei era impareggiabile a prescindere. Lei andava con le sue amiche a rubare in negozi in cui il brand più in era A-Style. Forse era eccessiva, forse il suo mondo e il suo modo d essere erano eccessivi. Forse era meglio che invece d insultare lo zio quella mattina e sfotterlo via sms con la sua amica, scrivesse belle frasi come: eravamo insieme, tutto il resto del mondo l ho scordato, by Moccia. Forse era più giusto vivere a 16 anni come una ragazzina di quell età. Ma lei ha amato, è stata amata a punto tale da morire per lei. Purtroppo i buoni non fanno mai una bella fine. Perché se guardi bene, in fondo a tutto lo schifo che lo circondava, ai modi assai discutibili di arrotondare, Nico è come i fighettini di come tu mi vuoi: pippa cocaina, magari non dentro il bagno extra-lusso di una sontuosa villa ma al rave party; fa sesso come una ragazzina di 17 anni lo fa con un uomo di 30; ma ama, e ama solo lei per quello che è. Non sarà la generazione degli anni in cui si facevano le feste in casa, dove un ragazzo ti metteva le cuffie con la canzone più romantica di sempre, ma anche loro hanno vissuto, stanno vivendo. Se vogliamo ancora credere ai lieto fine, forse è il caso di parlare con questa generazione, chiedergli cos hanno dentro, in cosa credono. Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l ha. E Vasco dice tutto. Sul web gira voce che Riccardo Scamarcio si sia offeso per la parodia che coinvolge chiaramente il suo nome e alcune sue interpretazioni. Con Ti stramo - Ho voglia di un'ultima notte da manuale prima di tre baci sopra il cielo sarebbero tanti, troppi i personaggi che dovrebbero offendersi. Già dal titolo si può ben capire come questo film coinvolga più pellicole ma un unico genere: il mondo apparentemente romantico ed ovattato degli adolescenti di oggi. Eppure in qualcosa ricorda quella gioventù bruciata di Albakiara, per esempio quando la sorella di Bambi (storpiatura di Babi), dopo essersi passata 100 colpi di spazzola come insegna Mellissa P, si rende conto che tutte le gare portate avanti con le sue amiche su chi faceva più roba, erano ormai inutili di fronte alla vita vissuta e fieramente raccontata dalla nonna. L unica cosa complicata è stata trovare, ricordare e collegare la trama di Ti stramo con quella di tutti i vari Notte prima degli esami (oggi e ieri), Tre metri sopra il cielo, Manuale d amore, Scusa ma ti chiamo amore, Ho voglia di te, anche Dottor House è stato chiamato in causa (per altro interpretato da un simpatico Raoul Bova). Per esempio il fratello troppo serio di Scamarcio in Tre metri sopra il cielo, che nella parodia riveste un ruolo simile, è un figlio ingrato e un fratello di cui vergognarsi solo perché non scarica materiale pornografico da internet ma cerca di fare affari con Virgilio Finanze; o magari perché in camera al posto di tutti quei giacconi di pelle firmati Spike, ha un bancomat di Unicredit. Un ulteriore mix di film appare in un altra scena. Come in Tre metri sopra il cielo, il gruppo di amici decide di trasgredire recandosi in una piscina nell orario di chiusura. E come in Notte prima degli esami oggi, la piscina non è una qualsiasi ma è lo Zoomarine. Il product placement probabilmente più simpatico è quello di Pronto Pizza: Tacchino (il Pollo di Tre metri sopra il cielo) infatti lo consiglia al cane (rapito alla professoressa di Bambi per ricattarla) nel caso in cui fosse colpito da un attacco di fame improvvisa. La scena finale è una lotta tutta firmata Everlast tra le stramo-girls: Ehi tu! Vuoi finire tre metri sotto terra?. Un film goliardico, forse alcune parodie troppo forzate, non siamo certo ai livelli geniali di Mel Brooks. Ragazzi fissati con le flessioni sulle scalinate romane, ragazze in competizione per chi è più piacente, brutte che diventano tope atomiche, moto descritte e amate come donne. Niente di nuovo quindi, tutto ridicolizzato ed estremizzato. Confrontando gli stessi generi raccontati con due chiavi di lettura diverse, ci rende solo conto di quanto i film Moccia-style siano una pantomima di se stessi: giovani fragili aggrappati a sentimenti più che mai improbabili.

8 cinema EUROPA a cura di GERARDO CORTI UN GARDA-CNH ZERO SHAKERATO Dubbi sul product placement dell ultimo Bond Fedele all appuntamento esce quest anno il nuovo film di James Bond, il più grande venditore di prodotti che la storia del cinema ricordi. O almeno fino a questo momento. Da qualche anno infatti è in corso la riedizione, la nuova genesi di molti personaggi entrati nella mitologia collettiva, dai Fantastici 4 a Spiderman, da Michael Myers a Leatherface tutti sono stati impegnati in un restyling a colpi di remake, finti sequel e soprattutto prequel. Supportati spesso dalle ormai risorte serie televisive come per Superman, che oltre alla rinascita cinematografica, ha potuto contare su una serie culto sulla sua giovinezza (Smallville), per Batman con la serie a cartoni e una un po meno fortunata sugli eredi (Bird of prey), con convergenze parallele come per l universo Marvel che fra poco convoglierà nel film sulla Shield o con le possibili anticipazioni come quella che vorrebbe farci credere Spielberg facendo raccogliere il cappello di Indiana dall erede nel finale di Indiana Jones e il teschio di cristallo. Mancano all appello, fra gli altri, Magnum P.I., Supercar, A-Team, Green Lantern e Jason Voohres, ma arriveranno presto. I due veri capolavori in questo senso sono stati le genesi di due miti per alcuni versi simili ma nello stesso tempo molto diversi: Batman e James Bond. Il primo con due film che si ispirano a The legend of the dark knight e a Batman year one, i due capolavori di Miller che hanno ricreato il cavaliere oscuro dopo la distruzione dell universo DC avvenuta nel 1986 con la mega saga Crisis of the infinite heart, il secondo con due film ispirati a Casinò Royale, il primo romanzo con Bond e al racconto Quantum of solace. Entrambe le rinascite riscrivono il personaggio, lo rendono più cupo e meno ironico, mostrano l origini di tutte le loro caratteristiche sia tangibili che intangibili e, cosa fondamentale, sono talmente complesse e complete che i due film vanno visionati contemporaneamente quasi fossero uno solo. La cosa è particolarmente evidente con il secondo Bond che inizia all incirca un ora dopo dalla fine del primo cercando di chiudere tutte le questioni rimaste irrisolte. Il film (da questo momento nel senso totale considerandolo come un Born Bond vol. 1 e vol. 2) è decisamente un bello e riesce ad affascinare e a tenere incollato il pubblico per le oltre 5 ore. In quelle ore c è spiegato tutto: l arrivo del doppio zero, la sua passione e diffidenza per le donne (è l unica volta che si innamora veramente a parte il Bond-Lazeby di On her majesty secret service), la passione per le Aston Martin e per il Martini Vodka, il sospetto verso chiunque, il suo rapporto di amore/odio con M, la collaborazione ambigua con la CIA e la scoperta della possibile esistenza di una superorganizzazione criminale che, pur non essendo nominata, non può non far pensare alla Spectre. Mancano l infanzia e i motivi per cui fa questo mestiere ma è la cosa che ci interessa meno e comunque basta seguire con attenzione i gesti e le parole di M per avere ulteriori indizi. A questo punto sorge però il dilemma è meglio questo Bond tenebroso, controverso, superatletico, senza un briciolo di ironia e, soprattutto senza le armi di Q o meglio il Bond senza crisi (in questo film gli fanno addirittura anticipare una delle poche sofferenze future facendogli trovare sul letto una donna coperta di petrolio nella stessa posizione/situazione in cui dovrà trovarsela coperta di vernice d oro in Goldfinger), con la battuta sempre pronta, carico di armi futuristiche e un po cazzarone soprattutto nei suoi rapporti con Q, Monny Penny, Bloofield e cattivoni vari? A voi l ardua sentenza. Io personalmente non riesco a decidermi e aspetto le future evoluzioni ma un po mi spiace per la perdita delle superarmi che permettevano agli oggetti e ai brand di compiere prestazioni eccezionali. Ovvio rimangono tanti altri vantaggi nel posizionarsi in un film di Bond e in realtà molte marche vengono usate eccezionalmente, anche se alcune operazioni lasciano perplesso. Cominciamo da quelle riuscite alla perfezione e per farlo riprendiamo per un attimo il nostro primo tempo, cioè Casinò Royale. Tre erano le marche che si erano particolarmente distinte: Aston Martin, Google e New Holland. La Aston Martin viene vinta da Bond a Poker al primo dei cattivi che gli lascia anche il portachiavi con il modellino e con questa riesce addirittura a rimorchiare la sua donna. Una volta lasciata la macchina in America M gli fa trovare una DBS con armi e attrezzatura medica fuori dall hotel. Con questa si salverà la vita, mentre la macchina non avrà molte occasioni di usarla, anche perché la farà capottare quasi subito per cercare di salvare la vita a Vespa. Nonostante il suo non utilizzo la Aston rimane comunque il miglior posizionamento per tutto quanto analizzato prima sulla genesi di Bond. Il mezzo utilizzato in maniera spettacolare è invece una macchina da

9 NON MESCOLATO costruzione New Holland che Bond guida per inseguire un terrorista in un cantiere all inizio di una delle scene più spettacolari del film. Al terzo posto Google che l MI6 britannico utilizza per scoprire cosa c è all aeroporto di Miami che Bond deve sventare. Per chiudere c è anche, fra le location, il lago di Como utilizzato 2 volte: la prima come clinica dell MI6 e la seconda per la villa del cattivo. L ennesima prova della potenza del Lago di Como nei film americani. Ci fu un solo dubbio. Mesi prima del lancio del film sui giornali di tutto il mondo (la cosa è ancora facilmente verificabile cercando con Google) uscirono dei comunicati nei quali si diceva che nel nuovo Bond ci sarebbe stata la Panda. Una volta uscito la domanda fu: si, ma dove? Passiamo alla seconda puntata che, nonostante ottimi posizionamenti fra cui la famiglia Sony al completo, contiene dubbi molto più interessanti dei placement. Il film comincia un ora dopo dalla fine del primo, cioè nel momento in cui Bond una volta messo nella macchina il cattivo fugge a bordo della Aston Martin inseguito dalle Alfa Romeo dei cattivi dando vita ad uno dei più spettacolari inseguimenti della storia del cinema per le strade tortuose ai bordi del lago. La scena è talmente spettacolare da aver addirittura causato la morte di uno degli stuntman in una scena, mentre in un altra ripresa sono stati costretti a ripescare l auto dal lago. Il lago fortunatamente era quello di Garda (il lago di Como è il più profondo e pericoloso) che era riuscito a strappare il set alla concorrenza. Nonostante questo non c è un segno identificativo che faccia capire la location e lo spettatore è ovviamente tratto in errore dal fatto che la location precedente stava sul lago concorrente. Io stesso (la JMN & DY sta sulle rive del lago di Como n.d.r.) guardando la sequenza ripresa dalla strada e dal lago ho avuto la convinzione che si stesse parlando del mio lago finché durante la visione non mi sono ricordato dell esatto contrario. Stavo appena uscendo da questo errore che me ne si è presentato un altro altrettanto strano. Lasciato il lago l inseguimento proseguiva in un cantiere e in automatico la mente ha registrato New Holland ma l unico marchio ben visibile è Hitachi, non Fiat-Hitachi marchio scomparso inglobato in CNH, solo Hitachi. Quindi ho pensato che la CNH avesse abbandonato e tutti i mezzi fossero Hitachi. Nei titoli di coda (quelli che non guarda nessuno) proprio alla fine si ringrazia Case New Holland vedi Fiat Panda. Terzo e ultimo è la comparsa di Coca- Cola zero per la quale si pensava un posizionamento molto diverso. Il prodotto però fa capolino in un angolo solo durante la festa del generale, ma almeno lei si riconosceva. Anche Bacardi c è in un angolo sfuocato ed è la sua unica presenza anche perché in questo film Bond beve cocktail a caso. Probabilmente Martini ma nessuno lo sa.

10 cinema AMERICA a cura di STEFANO BARBACINI HANCOCK. L'IMPORTANTE E' LA RICONOSCIBILITA' DEL MARCHIO il motto, certo condivisibile da ogni "product placer", del coprotagonista del E'questo film Hancock. E se hai un amico supereroe come lui puoi ottenere il massimo per il tuo marchio, ovvero averlo disegnato sull'intera superfice lunare! Ma partiamo dall'inizio. Hancock è un barbone smemorato che ha come unica compagna una bottiglia di wiskhy (...) perchè non riesce a ricordare nulla della sua vita precedente. Si trascina per Los Angeles compiendo interventi da supereroe combinando però più guai che benefici. Vola a salvare umani distruggendo, ahimè, nel contempo aerei (KOREAN AIR), auto, autogru T&T ecc. Tutto ciò naturalmente viene stigmatizzato dai media (CZN NEWS) fino all'arrivo di Ray Embrey, pubblicitario di scarsa fama con in mente il lancio del suo marchio che ha come primo obbiettivo quello di guadagnare essendo però eticamente corretto e caritatevole (oh, oh...), che giungendo con la sua DODGE sul luogo dove Hancock sta combinando uno dei suoi disastrosi salvataggi ha la bella idea di proporre, all'interno di un DUNKIN'- DONUTS, al supereroe di rifargli un'immagine pubblica. Assoldato anche se con riluttanza da Hancock comincia a rilanciarlo tramite YOU TUBE, 10TV, USATODAY, THE TIMES, insomma utilizzando tutti i media. Nel frattempo il ripulito superman di colore frequenta sempre più casa Embrey frequentando quindi anche la moglie di Mary, una Charlize Teron casalinga con superpoteri! Infatti la donna è a conoscenza del passato di Hancock ed avrà con lui un chiarimento al MERCY GENERAL HOSPITAL che non sveleremo per evitare lo spoiler. Il finale comunque ve lo possiamo rivelare ed è il regalo sommo per ogni pubblicitario, ovvero tornando a quanto dicevamo all'inizio, Smith vola sulla luna e la riempie con il marchio lanciato dall'amico in modo che ogni persona al mondo possa vederlo nelle notti di luna piena... Infine dovete sapere che HANCOCK è un film COCA COLA, KENWORTH, FEDEX, M&M.

11 LE MARCHE DEGLI ALTRI SUPEREROI Oltre ad Hancock il 2008 è stato un altro anno favorevole per i supereroi vediamo la classifica. 1 The Dark Knight Seguito complementare di Batman Begins Armani, Bang & Olufsen, Belstaff, Bentley, Bovis Lend Lease, Budweiser, Canon, Chase, Dodge, Ford, Harris Bank,Jaeger-LeCoultre, Lamborghini, Magnum Products, Mercedes, MV Agusta, Nokia, Powerball, Scottrade, Volkswagen Beetle 2 Iron man Con Spiderman il miglior film della scuderia Marvel Apple, Audi, Blüthner, Brown University, Bulgari,Burger King, Cadillac, Cadillac Escalade, Caesars Palace, Chevrolet,Cisco, CNBC, Dell, Dolce & Gabbana, Esquire, Forbes, Ford,Goodyear, LG, M.I.T., Maxim, MySpace, Newsweek, Nissan,Operation, Perrier, Persol, Ray- Ban, Rolling Stone, Rolls Royce,Saleen, Segway, Shelby, Tesla, Texaco, The Apogee Foundation,U.S. Air Force, University of California, Berkeley, Vanity Fair,Verizon, Voss, Wired 3 Hellboy II Continuano le avventure di Hellboy Ford, Iams, Regal Entertainment Group, Tecate BABYLON Il AD mondo in un futuro non molto lontano sta per andare completamente in malora. Problemi ecologici, sette terroristiche, violenza incontrollabile, interessi senza morale dei potenti della terra (ma è il futuro o è oggi?). Esiste una soluzione a tutto ciò ed è rappresentata dalla bella Melanie Thierry che, bimba prodigio cresciuta in un monastero protetta da monache di una setta potentissima, sta per procreare (senza aver avuto rapporti sessuali, va da sé...) il nuovo messia. Un incredibile Gerard Depardieu (vedere per credere) assolda il mercenario Van Diesel per scortare la giovane a New York dove deve partorire e, dato che sono in molti a volerla morta, la missione non è per niente facile. Ad aiutare il nostro eroe si accoda la monaca guerriera Michelle Yeoh. I nostri tre partono per affrontare un viaggio di 6000 miglia dovendo affrontare attacchi terroristici, droni volanti, doppiogiochisti e chi più ne ha più ne metta. Solito film fracassone di Kassovitz che si scatena in sparatorie, corse a perdifiato su treni, motoslitte, fuoristrada, combattimenti kung fu (la Yeoh portabandiera di Hong Kong, vecchia passione del francese) e compagnia andante. Momento clou una corsa interminabile tra due RANGE ROVER che ricorda quella di Mad Max e permette agli automezzi di mettere in mostra tutti i loro pregi. MOTOROLA è della partita ma un paragrafo a parte va lasciato alla COCA COLA. Infatti il messia che sta nel ventre della mariana Thierry è solo un McGuffin, perchè la vera salvezza del mondo potrà avvenire solo attraverso la nostra beneamata multinazionale a bollicine. Tra le rovine di un accampamento dove ogni razza di pezzenti e reduci, tra le catapecchie bombardate e il marciume dei rifiuti chi si innalza sopra a tutto indenne da ogni disastro? Chi se non un enorme cartellone pubblicitario della COCA COLA ZERO? E chi permetterà alla trinità Diesel-Thierry-Yeoh di raggiungere il cielo per volare a New York? Chi se non un aereo incredibilmente griffato per tutta la sua lunghezza COCA COLA ZERO? E badate bene non è la COCA COLA in quanto bevanda classica ma la sua ultima nata, quella salvifica ZERO che significa anche salutismo e, perchè no, ecologia...

12 cinema ASIA a cura di PIERANTONIO D AMBROSI Asia un anno fa.nel corso di questi ultimi 3 anni anche se la pubblicazione di Dy s Chronicles si è fermata, così non è stato per la compilazione degli articoli sempre arrivati ed archiviati in redazione. Da questo numero vedremo di recuperare le migliori recensioni ogni qualvolta una redazione non abbia trovato niente di particolarmente interessante da recensire. Partiamo proprio dal cinema asiatico, per il quale, come sapete abbiamo una particolare ammirazione per recuperare questi capolavori del cinema. BANG BANG WO AISHEN HELP ME EROS Film del: 2007 Genere: Commedia / Erotico / Noir Durata: 103 minuti La 64esima Mostra Internazionle del Cinema di Venezia si è conclusa con l assegnazione a sorpresa del Leone d Oro ad Ang Lee con Lust, Caution, (regista di Taiwan emigrato negli USA). Nel programma di una rassegna veneziana che ha lasciato molto spazio all erotismo, tra i film concorrenti è stato presentato Bang Bang Wo Aishen (Help me eros) diretto da Lee Kang Sheng, regista e protagonista della pellicola, alla sua seconda apparizione dietro la macchina da presa dopo The Missing (Bujian) nel La Taiwan (Taipei) notturna, alienante e futuristica, illuminata da luci al neon, popolata da appariscenti ragazze e macchine lussuose, è dipinta come luogo di perdizione in cui si muove una giovane generazione sempre più afflitta da solitudine, disagio interiore e mancanza di modelli familiari. La ricerca di una via di fuga, per sopperire a ciò che ormai è diventata un esistenza difficile, è la via seguita da Ah Jie, un giovane agente di borsa fallito, che dopo aver perso il lavoro, i risparmi e la fidanzata, trova conforto nella marijuana e in nella voce di Chyi, una centralinista del telefono. amico. Dalla casa in cui vive e coltiva marijuana sfoga le sue angosce in lunghe conversazioni con Chye, donna dal corpo grosse e deforme, messa in crisi dall omosessualità del marito e ossessionata dal cibo. La sua miserabile vita fatta di dipendenze (dalla droga, dal sesso) e solitudini potrebbe cambiare quando conosce Shin, una ragazza "di strada" che prepara noci di areca avvolte in foglie di betel ma si rivelerà solo un mezzo con cui proiettarsi in un mondo di piaceri erotici e psichedelici. Una voce gentile e sensuale di una ragazza del telefono amico della quale si innamora senza averla mai vista e il corpo disponibile delle ragazze che possiede sono per Ah Jie solo dolci illusioni che sembrano soltanto procrastinare l'inevitabilità del crollo ultimo. L eros è dunque il filo conduttore di alcune storie che si intrecciano, persino la sezione centrale del film, pervasa da un erotismo visionario, sorprende il protagonista con due ragazze in un amplesso sul tetto di un palazzo. I corpi nudi in movimento sono coperti da luci che proiettano loghi di griffe di moda e allo spettatore non passa inosservata la sequenza dei marchi Fendi, Luis Vuitton e Gucci. Vediamo che la cura maniacale per il particolare del regista non manca nemmeno nell inserimento di prodotti all interno della pellicola. In questo dettaglio troviamo un dichiarazione del produttore Tsai Ming-Liang: Abbiamo litigato tantissimo su alcune scene tra queste il riflesso di luce delle griffe di moda sul corpo degli attori ma una volta sul set mi sono dovuto ricredere. Evidenti nel film le analogie di Lee Kang Sheng con il suo maestro nonché produttore della pellicola; stesse inquadrature alla ricerca di geometrie assolute, canzoni melodiche che accompagnano la tristezza e l incomunicabilità dei suoi personaggi. La voce gentile e sensuale della centralinista del telefono amico fa innamorare Ah Jie dell immgine fantomatica che si è creato di lei ma che non riuscirà mai a vedere, tanto da proiettare le sue fantasie erotiche su Shin. Storie comuni che viaggiano in a parallelo in un mondo assuefatto dal vizio (cibo, droga, gioco, sesso estremo ed annoiato) sembrano carat-

13 terizzare la pellicola ne è l esempio il contatto che si crea tra Ah Jie e la centralinista del telefono amico. Con lei inizia una passionale corrispondenza mediata dall utilizzo di Windows Live Messenger, programma di messaggistica istantanea. Molte scene a cominciare dalla telefonata di scambio indirizzi di posta elettronica e le conversazioni a computer tra i due, si rivelano un veicolo ideale nella promozione del servizio di casa Microsoft. La rete diventa infatti per i due un ottimo strumento di scambio di fantasie erotiche e perversioni sentite nella maniera più carnale possibile. La Taiwan notturna dipinta dal regista si rivela anche un insolita passerella di auto lussuose che sfrecciano tra edifici illuminati accompagnati dal marchio Ferrari bene in vista. L apparizione di una Porsche 911 con la citazione verbale del mezzo da parte del guidatore nell intento di abbordare una delle affascinante ragazze che popolano la strada, così come l automobile della Ford che la succede non sembrano casuali. Il tutto per completare l immagine di una società proiettata più verso il materiale e svuotata di valori e principi. La ragazze sensuali che popolano le strade, già conosciute dal pubblico di Taiwan come ragazze F4 potranno contare di un ottimo mezzo per accrescere la loro notorietà mediatica. Il film se da un lato avvia ad una lunga riflessione sui disagi giovanili ed i loro eccessi, dall altra si propone come veicolo di messaggi persuasori per i giovani nel consumo dei loro vizi. Non casuale l inquadratura di un cartello pubblicitario con l immagine della bottiglia del whisky Macallan, così come il pacchetto di sigarette Mild Seven tra le mani del protagonista. Nemmeno l inquadratura del telefono mobile marchiato Sony Ericsson nelle mani di una ragazza è sfuggita al regista, tanto meno agli esperti di product placement. Lee Kang-Sheng è anche attore del suo film, di questa storia ispirata al suo vissuto che lo avvia ad una carriera da regista. Questo è il cinema della lentezza, della sottrazione, delle vite raccontate attraverso sensazioni, è un cinema che chiede allo spettatore di aprirsi e lasciarsi attraversare. Se guardato con cuore aperto, dentro questo film si possono ritrovare tutte le inquietudini del nostro tempo. 13 BELOVED Fra i film orientali più deliranti di questi due ultimi anni merita un posto d onore questo film tailandese di Chookiat Sakwirakul. Il film è un delirio, una difesa all inferno senza fondo. La storia è presto detta: un uomo riceve una telefonata che lo invita a partecipare ad un reality che prevede il superamento di 13 prove. Si comincia con la caccia a una mosca ma, una dopo l altra, le prove diventano più difficili, disgustose, pericolose, cattive e violente. E il problema è che più si va avanti più è impossibile staccarsi dal gioco. La cosa strana è, che come in The game, tutto sembra progettato nei minimi particolari ed interpretato ad hoc dagli attori peccato che qui si muoia veramente il che rende impossibile la premeditazione da parte di attori consenzienti. In questo viaggio verso l inferno si muovono i brand. Fra le tante Aeon, la carta di credito che incontra il protagonista ad un certo punto della vicenda, Carrefour, le borse della spesa della vecchia (uno dei personaggi più inquietanti che farà in modo che venga tagliata la testa ad un gruppo di motociclisti grazie al suo filo stendipanni mortale), Chupa chups del bambino a cui bisogna rubarlo, Citibank la banca che non concede il prestito al protagonista costringendolo a dover accettare il gioco, Pepsi-Cola il barattolo del barbone che lui deve rubare e vari altri usati tutti in maniera non convenzionale ma efficace. Potenza della Tailandia.

14 cinema MONDO MAIN AISA HI HOON A BOLLYWOOD COFFEE PLAGIO La cinematografia di Bollywood, da sempre attivissima, sta riscuotendo un vasto successo fra le schiere dei nuovi cinefili. In realtà quello che arriva a noi è solo la millesima parte dei film che da quelle parti si produce e, il più delle volte, i veri capolavori rimangono inediti da noi. Per capolavori intendiamo ovviamente non solo i film indiscutibilmente belli, ma anche quelli geniali, soprattutto se decisamente trash. Grandiosi e impedibili. Fra le chicche che l India ci ha regalato ci sono stati film come Dariya-dil, musical con Superman e Spidergirl, i plagi di Tarzan, Dracula, Dr Jekyll e anche di Freddy Krueger, 9 settimane e mezzo e addirittura di 7 note in nero di Fulci. Fra i tanti plagi geniali, uno che avrei preferito non vedere è sicuramente Main Aisa hi hoon, campione di incassi e plagio di Io sono Sam. La storia del padre autistico è praticamente la stessa con i problemi di affidamento del figlio, ma qui c è una piccola variante in più: la durata, che come ogni melodrammone indiano (la regia è di Harry Baweja uno che di film palla se ne intende) è la lunghezza di oltre 3 ore e la quantità di canzoni e balletti degli della migliore tradizione indiana. Non staremo a raccontarvi le vicissitudini processuali che portano all inevitabile lieto fine (mi scuso dello spoiler verso che avesse avuto intenzione di recuperare il DVD in Hindi) ma l unico motivo percui questo film ha avuto l onore di essere inserito nella nostra rubrica: il product placement. Il protagonista, interpretato da Ajay Devgan, pur avendo dei problemi è un ottimo lavoratore della catena Cafè Coffee Day. Cafè Coofee Day diventa così protagonista della vicenda un po come lo era Fedex per Cast Away, visto che gran parte delle scene (balletti compresi) quando non si svolgono in un tribunale si svolgono qui. Un product placement da 10 considerato il successo in patria. Fra le altre presenti molte autoctone difficilmente rintracciabili, fra i loghi mondiali il più presente è Pepsi

15 ОБРАТНЫЙ ОТСЧЕТ CONTO ALLA ROVESCIA A MOSCA Buon film sul terrorismo ambientato a Mosca. Il film si apre con le immagini di vari telegiornali russi che testimoniano le esplosioni di un autobus, di un palazzo, di un aereo, tutte a Mosca. Il centro dei servizi segreti antiterrorismo ha 43 ore per sventare un nuovo disastroso attacco, anche se nel frattempo i terroristi non stanno comunque fermi e spargono delle bombe un po qua e là nella città. L agente speciale incaricato, un po a metà fra John Mclaine e Jack Bauer, lotta contro il tempo, e, come loro, a volte deve ricorrere ad oggetti di fortuna. Favolosa a tal punto la scena in cui si aggira in un grande magazzino fra videocamere, forni a microonde e aspirapolvere. LOS INCORREGIBLES RAPITORE E RAPITO ACCUMUNATI DAL FERNET Un rapinatore improvvisato (la moglie è gravemente malata e lui ha bisogno dei soldi per salvarla) rapina una banca. La rapina però non riesce e lui è costretto a rapire il direttore di banca per aprirsi una via di fuga. Una volta riuscito a fuggire, sapendo che il direttore appartiene ad una famiglia potente tenta la via del riscatto minacciando di uccidere il prigioniero se non riceverà in cambio la cifra che gli serve. La cosa non sembra vera al suocero del rapito, boss della mafia argentina, che non vedeva l ora di liberarsi del genero. Da queste premesse parte il film argentino campione di incasssi. Un film molto divertente che si sviluppa ovviamente con la presa di coscienza da parte del rapito della sua condizione, della conseguente amicizia con il suo rapitore e con la volontà di aiutarlo nelle successive rapine per recuperare il denaro. Tutto farcito di product placement a cominciare dalle banche, anche se quello che maggiormente ci ha colpito è stato la pubblicità dichiarata (Fernet Branca viene ringraziata nei titoli di coda) del Fernet che viene tranquillamente usato in una scena di inizio amicizia fra i due. Altro che vacanze estive Un consiglio spassionato alla Distilleria: ricominciate da Buenos Aires.

16 PUBBLICITA e FICTION BORIS 2 STAGIONE GORILLA NELLA FICTION Dopo una lunga pausa (quasi un anno, ma comunque troppo lunga considerato le poche puntate per ogni serie) è tornata finalmente Boris, la fiction più intelligente della televisione italiana degli ultimi 10 anni. La storia è molto semplice. La produzione di uno sceneggiato dal titolo gli occhi del cuore 2, una fiction da far impallidire la peggior saga tv di tutti i tempi. Dovendo, per lavoro, seguire ogni giorno tutte le fasi di produzione di film, serie, telefilm, non posso non immaginare (così come per Hollywood, Vermont, film al quale probabilmente si ispira e che è servito in più occasioni vedi no logo, il nudo della Cresentini, etc - come spunto principale) che gli sceneggiatori abbiano semplicemente scritto tutto quello che hanno visto su un qualunque set cinematografico riportando pari e pari tutti i personaggi i leit motiv e gli stereotipi a disposizione. La trama, come dicevamo è presto detta: la produzione di un set con regista con vari problemi, attrice ninfomane, attore ricco e divo, produttore maneggione e attore secondario in preda a deliri religiosi. Completano il quadro degli sceneggiatori incompetenti, uno stagista sfigato, una sceneggiatura maledetta su Macchiavelli e una spalla comica coinvolta in uno scandalo con tanto di droga e trans, In tutto questo, la prima fiction italiana che andiamo ad analizzare per il nostro Dy s world, non poteva non prendere in considerazione il product placement. A parte i vestiti (Sfarzo, Carthart, Harmond & Blaine) che appaiono in maniera banale, la parte del leone la fanno le attrezzature di scena (giustamente) fra i quali i Fratelli Cartocci che compaiono su camion, attrezzature, schermi e gancetti vari. Ma la vera star del telefilm è stato senza dubbio Crodino. La Campari infatti ha innanzitutto inventato una sorta di continuazione della puntata nello spot con i siparietti fra il gorilla e il povero pesciolino Boris facedo poi interagire lo stesso all interno del telefilm. In una puntata infatti (così come era successo nella prima serie) il gorilla compare di fronte a regista e produttore esecutivo chiedendo dov è il suo camerino. Nessuna presenza del prodotto ma successo sicuro fra i telespettatori. La cosa ha comunque fatto proseliti e la mania di inserire testimonial all interno di fiction nostrane ha contagiato anche le produzioni minori. Ne sa qualcosa la fiction Casa Colombo (ogni giovedì su Antenna tre con i Legnanesi) dove la Teresa, la Mabilia, Giovanni e la Pinetta si sono trovati più volte alle prese con testimonial delle pubblicità in onda su Antenna 3. Fra questi Evaristo Beccalossi, testimonial dei salumi levoni con lo slogan Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto che entra a gamba tesa con lo stesso slogan rivolto a Teresa. Per non parlare degli stessi Legnanesi, che a parte citare più volte un noto ristorante, propongono una scenetta con la Mabilia che deve chiamare il dottore al quale racconta tutto quello che ha mangiato (anche se non le ha fatto male) fra cui il Palzola el sciur del gorgonzola casualmente il formaggio di cui sono testimonial. Anche le fiction su youtube non sono immuni di product placement. Nel prossimo numero si parlerà del geniale Italian spiderman.

17 Spazio Festival Ripartiamo il nostro spazio festival con tre eventi che sono stati particolarmente interessanti e che hanno offerto spunti per successivi speciali dedicati a loro. Si parte ovviamente dalla rassegna dedicata al product placement tenuta a Lecco in agosto e alle votazioni della giuria sulle operazioni dell anno precedente. Si passo poi al festival del cinema sconosciuto (I 1000 occhi di Trieste Ottobre) e al festival dedicato al cinema dell orrore (Nightmare di Ravenna Ottobre Novembre). Ognuno di questi ha avuto delle retrospettive che meriterebbero degli speciali interamente dedicati. Ci limiteremo quindi ad una breve descrizione degli eventi e a recensire velocemente le sezioni più interessanti in attesa di Dy s Analysis interamente dedicati. Festival di Ravenna Film a suo modo geniale è THE COTTAGE di Paul Andrew Williams. Fate conto di miscelare Bad Taste con Texas Chainsaw Massacre e tenere insieme il tutto con tanto spirito Troma... Due maldestri rapitori (a cui si aggiunge un non meno imbranato ciccione fratellastro della rapita) arrivano sulla loro bella BMW (ringraziata alla fine) per nascondersi in un cottage in mezzo alla campagna inglese con una indomabile ragazza rapita per richiedere un riscatto al padre (un boss della mala). Mal gliene incoglie, tra l'imbranataggine dei due, la tenacia della rapita e l'entrata in scena di un mostruoso emulo di Leatherface i nostri ne passeranno di ogni (piedi e teste tagliate, budelle al vento ecc.). Dura troppo poco la felicità del denaro del riscatto (per altro è solo cartaccia) da festeggiare con qualche BACARDI BREEZER...

18 ANCHE GLI ZOMBIE COMPRANO Festival di Lecco Gli zombi al cinema appaiono per la prima volta nel Il film è L isola degli zombi (White Zombie) di Victor tutta sua, lui la notte deve dividerla con i non morti. Unica soluzione fare incetta di cibo durante il giorno e barricarsi la notte con le provviste. Con l arrivo dei veri zombi (La notte dei morti viventi, Usa, 1968) il cinema si rese conto delle immense potenzialità di questi ultimi e li fece diventare delle star. Rispetto ai loro Spazio Festival Spazio Festival Spazio Halperin con Bela Lugosi e Madge Bellamy, la storia quella di una sorta di promessi sposi ad Haiti, dove il don Rodrigo di turno cerca di impedire il matrimonio della donna che ama grazie all aiuto di un terrificante dottore esperto di pratiche vodoo e del suo esercito di zombie. Fortunatamente per lui gli zombi sono quelli della tradizione haitiana, ovvero mezzi morti rincoglioniti che, grazie a droghe e pratiche vodoo, vengono ridotti a schiavi, e il cui unico motivo di terrore è dato dallo sguardo e dall aspetto inquietante. Per tutti gli anni successivi è questa la figura dello zombie che gira a Hollywood, ed è per questo che il suo utilizzo è stato a lungo limitato rispetto ai suoi colleghi vampiri, fantasmi, uomini lupo e quant altro. Persino la mummia è stata più vitale. Ci furono anche tre timidi tentativi di evoluzione, L ultimo uomo sulla terra di Ubaldo Ragona, Plane nine from outher space di Ed Wood e Night of the Ghouls sempre di Wood, ma che di fatto relegarono di nuovo lo zombi al suo destino dando il merito dei disastri il primo ai vampiri, il secondo agli alieni mentre il terzo (quello più vicino all evoluzione romeriana) fu possibile proiettarlo solo negli anni 80 quando ormai gli zombi erano fra noi. Con queste premesse lo zombi non poteva certo essere un buon testimonial, così mentre i colleghi cominciavano a subire il fascino delle brand, per loro i contatti con queste erano ancora tabù. Ma gli esperimenti fatti servirono per dare spunto alle generazioni successive. Ne L ultimo uomo sulla terra Vincent Price si trova a dover sopravvivere in una Roma disabitata ma, al contrario di quello che succedeva a Harry Bellafonte 4 anni prima in The world, the flesh and the devil dove New York era veramente colleghi gli zombi sono tanti, sono affamati, non pensano e soprattutto sono contagiosi. Non si diventa vampiro a meno che non lo voglia il vampiro, zombi si. Da questo momento lo zombi diventa il migliore fra gli horror testimonial. A loro si può far vendere di tutto perché tutto si può fare di tutto. Innanzitutto i sopravvissuti devono sopravvivere e per farlo si rinchiudono in luoghi sicuri pieni di provviste come i centri commerciali (Zombie, L alba dei morti viventi), oppure si rinchiudono in posti isolati andando di tanto in tanto in missione per recuperare altro cibo (Virus, Il giorno degli zombi), o si creano roccaforti autosufficienti (Land of the dead, 28 mesi dopo). Ma prima di arrivare in uno di questi posti sicuri bisogna prima scappare quindi product placement dell auto più sicura come la Ford di Zombi o la moto Cagiva in Demoni (anche se a volte è meglio non fidarsi, come succede per i furgoni Chevrolet dell Umbrella che vanno a recuperare gli scienziati a Racoon City in Residence evil 2 e vengono ribaltati da un camion impazzito o per le linee di pullman della Milwaukee County assalita dagli zombi ne L alba dei morti viventi), bisogna ucciderli (i film dell orrore sono fra i preferiti per il product placement delle armi) come succede all esperto di armi Ash delle trilogia Evil dead

19 che passa con tranquillità dalla McCoullogh ai fucili Remington e bisogna stabilire un contatto esterno sia con cellulari o computer sia guardando qual è l ultima televisione in grado di trasmettere e così via, qualunque prodotto viene fatto diventare star durante un invasione. Un altro filone che va per la maggiore in questo periodo poi è quello dei videogiochi. Tutti i videogiochi sugli zombi sono diventati (o stanno per diventare) film. Il film sfrutta così tutte la brand equity del gioco per crearne una comune che andrà così aumentando ed aiutando a sua volta il gioco al successivo lancio e creando così una cross promotion infinita. In più l ultima tendenza è quella di inserire vere e proprie scene del video all interno del film per influenzare ulteriormente il proprio target. Festival dei 1000 occhi CONVERGENZE PARALLELE STOCK 68 PER 84 MONDAINI VIANELLO TOGNAZZI CARRÀ Anni fa Godard disse che il Carosello era la miglior cosa prodotta dal cinema italiano. Partendo da questa affermazione il festival che si diverte alle convergenze parallele ha deciso di mostrare la rassegna dei caroselli Stock dal 1968 al 1977 contenuta nella Cineteca regionale del Friuli Venezia Giulia. Una rassegna fatta proprio quando, come fa notare il presidente del festival, l azienda per motivi di politica economica lascia la storica città per trasferirsi a Milano. Una convergenza parallela mostrando la serie metacinematografica che si collega al ciclo di Stendhal ma anche a l Amour fou di Rivette, uno dei pezzi forti del programma. Il merito dei caroselli Stock visti è stato quello di ricostruire una delle trasmissioni più famose degli esordi della televisione italiana: Uno, due, tre andato in onda fra il 1954 e il Stock comincia i suoi caroselli con Erminio Macario a cui fa seguito da Ernesto Calindri (che poi farà lo spot storico della concorrenza Cynar con il famoso Contro il logorio della vita moderna ), Gino Bramieri, Umberto Melati e Lina Volonghi, poi Volonghi/Vianello fino alla ovvia coppia Mondaini/Vianello a cominciare dal Nel 1977 sarà la volta della Carrà che chiuderà la serie con l ultima puntata il primo gennaio del I caroselli/corti presentati facevano parte di quattro serie: Chi se ne intende ( ), La donna che lavora (1974), Il teatrino di uno, due, tre ( ) e canzoni (1977). La prima delle quattro serie vedeva impegnata la coppia Mondaini/Vianello nella rivisitazione di classici della letteratura e del cinema. Ogni scenetta cominciava con i due ad una festa fra amici dove, alla richiesta di uno degli ospiti di raccontare un aneddoto del proprio lavoro, Vianello raccontava un episodio accaduto su un set che finiva in tragedia. Si sono viste così le parodie di Tarzan, Mata Hari, Ulisse, Otello, Ercole e la regina di Tebe, il tempio di Afrodite, Solo contro tutti, il terrore di Londra e, ovviamente, la signora delle Camelie. Al termine dell aneddoto si chiedeva uno Stock e la celebre battuta era: Il signore si che se ne intende. La seconda serie presentata è stata La donna che lavora della quale in realtà è stato proiettato solo un episodio: la mondana del 1974 che fa il verso alla puntata sulla mondina dell omonima trasmissione.. Ben più lunga è stata invece la selezione de Il teatrino di uno, due, tre, composta da 16 episodi che cercano di ricreare lo storico programma Rai chiuso ai tempi per problemi di censura. Questi episodi si dividono in 2 parti: 1974 con Vianello e Tognazzi e quelle del 1975 alle quali si aggiunge la Mondaini. Queste sonno particolarmente interessanti per i nostri studi in quanto improvvisamente Tognazzi comincia ad indossare delle magliette con enormi loghi Fila. Chissà se Striscia avrebbe rotto i coglioni anche a loro? Conclude la retrospettiva il carosello del 1 gennaio 1977 con Raffaella Carrà che comunica la fine di Carosello con la frase Si è chiuso un ciclo e dalla direzione del festival triestino, in relazione al trasferimento dell azienda fanno notare che adesso è veramente così. Festival di Ravenna HUSH, esordio di un famoso dj inglese alla regia (Marc Tonderai) è pan per focaccia di questa rivista. Infatti il lavoro del protagonista è quello di cambiare i manifesti pubblicitari negli autogrill e all'inizio del film sta apponendo nelle bacheche la nuova campagna per la KIA. In realtà lui guida BMW come BMW sono anche le auto della polizia e durante il film sarà costretto al furto e alla guida anche di pazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival

20 Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festival Spazio Festiv una FORD GRANADA per inseguire un EUROCARGO IVECO...Sì perchè la storia riguarda lo scoprimento casuale del protagonista di un rapimento collettivo di ragazze in cui sarà coinvolta anche la sua fidanzata, le ragazze sono rinchiuse in un furgone che lui inseguirà per tutto il film fino allo scontro finale con l'aguzzino incappucciato. Protagonista del film anche un telefonino NOKIA che pare sempre sul punto di tirare gli ultimi ma che ha sempre guizzi salvifici e gli, udite udite, snack dell'autogrill: MARSH, SNICKERS, BOUNTY E simili aiuteranno il protagonista sia ad ammansire un terribile cane che a placare la fidanzata ("ti ho tenuto l'ultimo BOASTER..."). PLAGUE TOWN, l'americano David Gregory è in trasferta con i suoi protagonisti in Irlanda (ma in realtà il film sembrerebbe girato in Connecticut). Una famigliola americana perde il BUS linea EIREANN trovandosi sperduta nella campagna irlandese e finisce in un paese abitato da persone infelici perchè la loro genetica produce prole malata come nella casa Usher (nascono bambini mostruosi o senza occhi) che cercano di risolvere il loro problema ingravidando giovani di passaggio. La famigliola finirà (male) per attirare la loro attenzione e solo una delle figlie alla fine riuscirà a sopravvivere ma dovrà attendere il suo turno di ingravidamento prigioniera nel paese. Della comitiva fa parte anche un irlandese (il primo a lasciarci le penne) che sorseggia continuamente lattine di una birra, probabilmente locale, da me non riconosciuta ma probabilmente riconoscibilissima dagli esperti...per un po' madre e una figlia riescono a rifugiarsi in una PEU- GEOT che diventa fortino contro gli attacchi assassini. Infine il film contiene forse la frase più divertente del festival (che riguarda i nostri interessi), infatti una delle figlie constatando il disfacimento della famiglia tra i cui membri esistono tensioni afferma "per la nostra famiglia non è un momento da HALLMARK!". Thriller-horror austriaco ambientato in un Tirolo nevoso è DEAD IN 3 DAYS II, seguito di un film che ha avuto grosso successo nel paese di Schwarzenegger. Il regista Prochaska non ci va giu' di fino per imbastire una trama che vede la scampata dal massacro del film precedente spingersi in un paesucolo delle montagne tirolesi a cercare un'amica scomparsa. Qui dovrà fare i conti con una madre terribile, con tre figli di cui uno maniaco sessuale e assassino. Per salvari dalle grinfie del malato di mente la giovane dovrà sterminare tutta la famiglia. Tra incongruenze narrative ed effettacci visti e rivisti noi ci soffermiamo sulle incongruenze "mercantili": perchè l'amica scomparsa lavorava in una stazione di servizio BP mentre le ricerche della protagonista la portano ad un concessionario FORD che vende benzina ESSO? Perchè sulla porta del negozio SUB- STANCE di dischi dove la protagonista è commessa si inquadrano chiaramente sia VISA che MASTERCARD che MAESTRO? Perchè il ragazzo della proprietaria della suddetta concessionari FORD gira su un furgone VOLKSWA- GEN? Coerente è invece il telefonino utilizzato dalla protagonista ed oggetto di vari primi piani, un SAMSUNG con linea telefonica LASSIG3, non per nulla ringraziata nei titoli di coda. Festival dei 1000 occhi LILITH & OVIDIE PORNO MANIFESTO Fra le sezioni del Festival dei 1000 occhi, ha riscosso particolare interesse quella dedicata a Robert Rossen intitolata Romanzo americano: le avventure del giovane Rossen nel centenario della sua morte. Tutti film sceneggiati o diretti da Rossen. Fra i film proiettati abbiamo potuto (ri)vedere Marked woman, They won t forget, Racket Busters, Fools for scandal, Heart of the north, The roaring twenties, Out of the fog, Johnny O Clock, The treasure of a Sierra madre, All the king s man, The Hustler e così via, tutti film che hanno contribuito ottimamente alla compilazione del nostro database. Ma il punto di forza del festival diretto da Sergio Gmerk Germani è quello di completare tutte le sezioni con delle convergenze parallele che cercano di spaziare ben oltre. E non convergenze banali come sarebbero potute essere il remake o al limite Tutti gli uomini del presidente per All the king s man o Il colore dei soldi per The hustler. Quello a cui il festival ci ha abituato sono convergenze azzardate, al limite ma geniali (come dimenticare l accostamento Maria Callas-Bodil Joensen dello scorso anno). Le divergenze su Rossen sono state 5, ognuna legata ad un suo film. Le donne carcerate partorienti di A child is born hanno dato origine alla divergenza di Ordet di Dreyer, la donna omicida di The strange love of Martha Ivers ha creato la convergenza con Il ginocchio di Artemide di Jean Marie Straub, l Harlem di The cool world viene accostato ai film di Wiseman a Der Brautigam, die komodiantin, und der zuhalter di Straub e Huillet e ad Altromondo di Katja Colja. Ma quella che abbiamo apprezzato di più non poteva che essere la convergenza dell ultimo film diretto da Robert Rossen, Lilith, la dea dell amore, secondo alcuni il più bel film girato dal regista, nel 1964.La proiezio ne ha dato così origine ad una serata dedicata al cinema hard francese, sia per via del nome di una delle più importanti attrici hard francesi degli ultimi annni, sia per il film Lilith girato da Ovidie (fra le tante cose autrice del libro culto Porno Manifesto). Il cinema francese sta avendo un periodo di particolare splendore sia per la bellezza delle attrici che per la bravura di certi registi, che per le storie che dosano sapientemente le regole del genere a cui si stanno ispirando alle scene di sesso. In una delle puntate di Quo vadis baby? La protagonista si ritrova sul set di un film hard e la battuta che gli viene detta alle sue richieste di informazioni è Certo non è Marc Dorcel Marc chi? Il Fellini del porno. Vero e a lui ci aggiungo di diritto anche Alan Payet e Yannick Perrin. I film adatti per inserire anche il product placement in maniera paradossalmente elegante. Certo il product placement negli hard ufficiali c è sempre stato, si pensi ai quattro film ufficiali con cui tutto è cominciato entrambi importanti per alcune marche: Gola profonda (Coca-Cola), The devil in Miss Jones (McCallan), Behind the green door (Ivory snow) e Debbie does Dallas (Adidas), e alcune volte i registi esagerano come per l utilizzo della vibrazione per il Nokia usato da Ovidie in Claudine di Martin Cognito. Il porno è stato ormai sdoganato sia da grandi registi, che festival, che studiosi. Prendiamo quindi spunto da questo evento per mettere finalmente un cantiere uno speciale interamente dedicato da far uscire nel prossimo futuro in uno dei nostri siti.

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