Il nuovo procedimento amministrativo

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il nuovo procedimento amministrativo"

Transcript

1 Il nuovo procedimento amministrativo Le principali novità introdotte dalla Legge 18 giugno 2009 n 69, di modifica della Legge n 241 del 1990 a cura di Carmen Iuvone 1

2 I principi La legge 7 agosto 1990, nota come legge sul procedimento amministrativo, si pone al termine di un percorso evolutivo che, sotto la spinta della dottrina prima e della giurisprudenza poi, ha mutato i rapporti tra pubblica amministrazione e cittadino sulla base dei principi della partecipazione, della trasparenza e dell efficienza. Il procedimento diviene strumento di bilanciamento e di equo contemperamento degli interessi pubblici e privati, coinvolti nell attività amministrativa. Il principio di trasparenza: art. 1, comma 1 (pubblicità); gli artt. 4,5 e 6 (norme sul responsabile del procedimento); gli artt. 7 e ss (norme sulla partecipazione al procedimento); gli artt. 22 e ss. (norme che disciplinano il diritto di accesso agli atti amministrativi). Il principio di efficienza: art. 1, comma 1 (efficacia ed economicità dell azione amministrativa); l art. 1 comma 2 (principio di non aggravio del procedimento); l art. 14 (conferenza di servizi); l art. 18 (autocertificazione); l art. 15 (accordi tra pubbliche amministrazioni); l art. 20 (silenzio assenso). Il modello di amministrazione emergente dalla Costituzione, in particolare i principi di:legalità, legittimità, responsabilità, imparzialità e buon andamento. 2

3 Le modifiche introdotte dalle leggi Bassanini (nn. 59 e 127 del 1997), dalla legge n. 340/2000. La riforma organica della legge n. 15 del 2005 recante Modifiche ed integrazioni alla legge n. 241/1990, concernenti norme generali sull azione amministrativa. L ultima riforma in ordine di tempo è stata introdotta dalla legge n. 69 del 2009 Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, nonché in materia di processo civile che non ha l organicità del disegno riformatore introdotto con la legge n. 15 del 2005 ma che ha introdotto elementi nuovi finalizzati alla razionalizzazione e semplificazione dell azione amministrativa. Un procedimento più snello ed efficace. Risultano modificati istituti di particolare rilievo : - la riscrittura dei rapporti tra legislazione statale e autonomie regionali; - l accelerazione dei tempi di conclusione dei procedimenti; - il riconoscimento del danno da mero ritardo; - l incremento delle potenzialità della conferenza di servizi aperta alla telematica e all apporto collaborativo dei privati; - la semplificazione delle procedure in tema di pareri, denuncia di inizio attività e silenzio-assenso; - il ritocco ad alcuni profili sostanziali e processuali dell accesso ai documenti amministrativi. 3

4 Art. 1. Principi generali dell attività amministrativa. La Pubblica Amministrazione nell adozione di atti di natura non autoritativa, agisce secondo le norme del diritto privato salvo che la legge disponga diversamente (art. 1, comma 1bis). La norma sancisce il principio della generale capacità negoziale della pubblica amministrazione e della soggezione dell attività paritetica alle regole di diritto comune. La dottrina (Caringella) ha rilevato una preferenza per il diritto privato ove lo strumento paritetico, in omaggio al principio di sussidiarietà ed a quello di proporzionalità, possa in modo altrettanto efficiente ma meno invasivo soddisfare l interesse pubblico (ad es. la preferenza per la compravendita rispetto all esproprio, per la locazione invece della requisizione ecc.). I principi generali del diritto comunitario. Dall analisi della giurisprudenza comunitaria è possibile individuare i principi generali che caratterizzano e influenzano l attività della P.A. comunitaria e dei singoli Stati membri. Tali principi si sostanziano principalmente nella legalità dell azione amministrativa, nell obbligo di motivazione,nella trasparenza, nel diritto di accesso, nell imparzialità e nella garanzia dell affidamento legittimo che si sostanzia nell esigenza di rispettare le aspettative legittimamente ingenerate dalla P.A. 4

5 La nuova formulazione dell art. 29. Ambito di applicazione della legge alle Regioni e agli enti locali. La legge n. 69 ha quasi integralmente modificato l art. 29 della legge n. 241 del 1990 concernente l ambito di applicazione della legge anche rispetto alle Regioni e agli enti locali. Il comma 1 del nuovo articolo 29 prevede che si applichino a tutte le amministrazioni pubbliche e quindi anche alle Regioni e agli enti locali le disposizioni di cui agli articoli 2- bis, 11, 15 e 25, commi 5, 5-bis e 6 nonché quelle del capo IV bis della legge n. 241 del Si tratta delle disposizioni che riguardano il risarcimento per mancata conclusione del procedimento nel termine (art. 2-bis), gli accordi con i privati (art. 11), gli accordi tra amministrazioni (art. 15), la tutela giurisdizionale del diritto di accesso (art. 25, commi 5, 5-bis e 6) e di quelle sul provvedimento amministrativo (capo IV bis della legge). Sono disposizioni riconducibili a materie di competenza legislativa esclusiva dello Stato e precisamente alla giustizia amministrativa e all ordinamento civile. 5

6 segue L ambito di incidenza della legge n. 241 sulle Regioni e gli enti locali non è tuttavia limitato alla specificazione dell ultimo periodo del primo comma del nuovo art. 29 ( tutte le amministrazioni pubbliche ). Non è stato, infatti, modificato il secondo comma dell art. 29 come introdotto con la legge n. 15 del Le Regioni e gli enti locali possono regolare in modo autonomo la propria azione amministrativa, fermo restando il rispetto del sistema costituzionale e delle garanzie del cittadino nei riguardi dell azione amministrativa, così come definite dai principi stabiliti nella l. 241 del1990. Il legislatore del 2009, aggiungendo quattro ulteriori commi, fornisce utili elementi per chiarire in quali parti Regioni ed enti locali debbano rispettare i principi della legge n. 241, utilizzando la categoria dei livelli essenziali delle prestazioni ex art. 117, comma 2, lett. m). 6

7 La nuova formulazione dell articolo 29 I nuovi commi 2 bis, 2 ter e 2 quater dell art. 29 hanno un diretto impatto applicativo per i procedimenti di competenza delle Regioni in quanto le relative disposizioni costituiscono livelli essenziali delle prestazioni di cui all art. 117 secondo comma lett. m) della Costituzione. Tali norme riguardano gli obblighi per la Pubblica Amministrazione di: garantire la partecipazione dell interessato al procedimento; individuarne un responsabile; concluderlo entro il termine prefissato; assicurare l accesso alla documentazione amministrativa; garantire la durata massima dei procedimenti. Attengono, altresì, ai livelli essenziali delle prestazioni le disposizioni concernenti: la dichiarazione di inizio attività il silenzio assenso. Le Regioni e gli Enti locali, nel disciplinare i procedimenti amministrativi di loro competenza, non possono stabilire garanzie inferiori a quelle assicurate ai privati dalle disposizioni attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni di cui ai commi 2 bis e 2 ter ma possono prevedere livelli ulteriori di tutela.(deroghe regionali in bonam partem) Si deve ritenere che anche le norme sui termini procedimentali sono da applicarsi alle Regioni fatta salva la possibilità che è ad esse riconosciuta di prevedere riduzioni maggiori rispetto a quelle stabilite dal legislatore statale. 7

8 segue Vanno annoverati nell ambito di una vincolatività estesa: l art. 2 Conclusione del procedimento che rientra tra i LEP ex art 29 comma 2 bis; l art. 2 bis Conseguenze per il ritardo dell Amministrazione nella conclusione del procedimento, che viene dichiarato applicabile a tutte le amministrazioni pubbliche in base al comma 1 del nuovo art. 29; il Capo II (artt. 4 6) sul responsabile del procedimento che rientra tra i LEP ai sensi del comma 2-bis; il Capo III (artt. 7 amministrativo ; 15) sulla Partecipazione al procedimento art. 19 dichiarazione di inizio attività che rientra tra i LEP ai sensi del comma 2-ter; art. 20 Silenzio assenso ; il Capo IV-bis (artt. 21-bis e 21-nonies) su Efficacia ed invalidità del provvedimento amministrativo. Revoca e recesso ; Il Capo V (artt ) sull accesso ai documenti amministrativi che viene fatto rientrare tra i LEP dal comma 2 bis. 8

9 segue Il nuovo comma 2 bis dell art. 29 eleva, dunque, al rango di principi invalicabili per la potestà normativa regionale e locale, in quanto attinenti ai livelli essenziali delle prestazioni, anche le disposizioni concernenti gli obblighi per la pubblica amministrazione di garantire la partecipazione dell interessato al procedimento, di individuarne un responsabile, di concluderlo entro il termine prefissato oltre a tutta la disciplina relativa alla durata massima dei procedimenti. L impatto applicativo di queste disposizioni non è di poco conto sulla legislazione regionale che proprio nell ambito della disciplina dei procedimenti concernenti materie demandate alla competenza concorrente o esclusiva si troveranno a dover rispettare gli standard minimi di tutela, una sorta di statuto dei diritti degli amministrati, quale ad esempio la durata massima dei procedimenti fissata in trenta giorni, senza possibilità di deroghe se non migliorative. Si prevede inoltre il necessario adeguamento delle regioni a statuto speciale, in quanto il nuovo comma 2-quinquies dell art. 29 specifica che le regioni a statuto speciale e le Province autonome di Trento e di Bolzano adeguano la propria legislazione alle disposizioni del presente articolo, secondo i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione risolvendo ogni dubbio di interpretazione già oggetto di decisione da parte dei giudici amministrativi (T.A.R. Sicilia e T.A.R. Valle d Aosta). 9

10 Il riparto di competenze Stato Regioni - Enti Locali in merito alla disciplina del procedimento amministrativo, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione. Il nuovo assetto istituzionale delineato dalla riforma del Titolo V parte II della Costituzione, ha ampliato notevolmente le potestà delle regioni (potestà legislative, statutarie e regolamentari) e degli enti locali (potestà statutarie e regolamentari). Art. 114, Cost la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città Metropolitane e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione. Principio della parità istituzionale delle diverse organizzazioni di governo operanti ai diversi livelli territoriali. Principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. 10

11 Il sistema delle fonti dopo la riforma del titolo V L inversione del criterio di attribuzione delle materie costituisce una delle innovazioni più vistose della legge di revisione del Titolo V. Mentre il vecchio testo elencava tassativamente le materie di competenza regionale, il nuovo indica le materie oggetto di legislazione esclusiva dello Stato (art. 117, comma 2), elenca quindi quelle di legislazione concorrente, vale a dire di spettanza regionale salva la determinazione con legge dei principi fondamentali (art. 117, comma 3) e attribuisce infine alle regioni la potestà legislativa su ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato (art. 117, comma 4). La competenza statale copre ancora settori cruciali e strategici dell ordinamento, connessi alla sovranità e alla tutela di interessi unitari (diritto civile, diritto penale, diritto processuale, i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale senza che la legislazione regionale possa limitarli o condizionarne l esercizio. 11

12 La potestà regolamentare. La potestà regolamentare trova espresso riconoscimento e valorizzazione nella Costituzione che la riferisce all esteso ambito della disciplina dell organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Art. 117 comma 6. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. La legge n. 131 del 2003 c.d. legge La Loggia, Disposizioni per l adeguamento dell ordinamento della Repubblica alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3 art. 4 Attuazione dell art.114, secondo comma e dell art. 117, sesto comma, della Costituzione in materia di potestà normativa degli enti locali. Per quanto attiene ai rapporti tra leggi e regolamenti viene sancito il principio che la potestà regolamentare opera nell ambito della legislazione dello Stato o della Regione, che ne assicura i requisiti minimi di uniformità, secondo le rispettive competenze,conformemente a quanto previsto dagli artt. 114, 117, sesto comma e 118 della Costituzione. 12

13 La disciplina del procedimento amministrativo nel nuovo contesto costituzionale. Nel mutato contesto costituzionale occorre interrogarsi in ordine alla collocazione della materia procedimento amministrativo. A livello di fonti primarie, il procedimento non è stato inserito nell elenco tassativo di materie attribuite alla potestà legislativa esclusiva statale né in quello delle materie affidate alla competenza legislativa concorrente Stato- Regioni di cui all art. 117 comma 2 e comma 3. In base ad una interpretazione fondata sulla tassatività degli elenchi di materie di potestà legislativa (esclusiva e concorrente) di cui al nuovo art. 117, atteso che il procedimento non risulta inserito né nel comma 2 né nel comma 3 art. 117 Cost. la disciplina del procedimento rientrerebbe nella competenza residuale ed esclusiva delle regioni di cui al comma 4 dello stesso articolo con una notevole frammentarietà della disciplina. 13

14 Necessità di principi procedimentali unitari su tutto il territorio nazionale anche dopo la riforma costituzionale Il legislatore costituzionale non ha fatto riferimento espressamente alla disciplina del procedimento nell elencazione delle materie ripartite tra Stato e Regioni per la natura del procedimento amministrativo che non coincide con un ambito materiale di competenza ma investe trasversalmente tutte le materie. La Corte costituzionale, già con la sentenza n. 465 del 1991, concernente gli articoli 19 e 20 della legge n. 241 del 1990 ha stabilito che se è vero che il procedimento amministrativo non coincide con uno specifico ambito materiale di competenza, in quanto modo di esercizio delle competenze, è vero anche che la disciplina dei vari procedimenti dovrà essere affidata a fonti statali o a fonti regionali a seconda che gli stessi attengano all esercizio di competenze materiali proprie dello Stato o delle Regioni. Il Giudice delle leggi ha, dunque,affermato che la competenza a disciplinare il procedimento amministrativo deve considerarsi competenza accessoria della competenza riconosciuta alle Regioni nelle varie materie. Nei principi comunitari il procedimento viene configurato come modulo garantistico di tutela delle situazioni giuridiche soggettive, a nulla rilevando il livello di governo coinvolto 14

15 La previsione dei livelli essenziali delle prestazioni nella legge sul procedimento amministrativo. E evidente che la novella legislativa abbia dato ragione a quella parte della dottrina che rinveniva il titolo giuridico che consentisse allo Stato di fissare i principi generali di garanzia rispetto alla legislazione regionale e locale nell art.117 cost. 2 lett. m) della carta costituzionale, relativo alla competenza esclusiva statale circa la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale. Al fine di porre fine alle discussioni nate per individuare quali principi previsti dalla legge generale sul procedimento dovessero considerarsi LEP, il legislatore precisa ai nuovi commi 2 bis e 2 ter quali disposizioni si elevano al rango di principi invalicabili per la potestà legislativa regionale e locale. Nulla cambia per quanto attiene alla disciplina del diritto di accesso ai documenti amministrativi che, già a seguito della riscrittura del 2005 era qualificato come livello essenziale delle prestazioni lasciando la possibilità per le Regioni e gli enti locali di adottare una disciplina di maggior favore per il cittadino (in tal senso Regione Piemonte, legge regionale 4 luglio 2005 n. 7 Nuove disposizioni in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi ). 15

16 Cosa sono i livelli essenziali delle prestazioni. La Corte Costituzionale con riguardo ai livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali ha, infatti, rilevato che non si tratta di una materia in senso stretto ma di una competenza del legislatore statale idonea ad investire tutte le materie, rispetto alle quali il legislatore stesso deve poter porre le norme necessarie per assicurare a tutti, sull intero territorio nazionale, il godimento di prestazioni garantite, come contenuto essenziale di tali diritti senza che il legislatore regionale possa limitarle o condizionarle. (Corte Cost. sentenza 26 giugno 2002 n. 282). Il giudice delle leggi ha comunque ribadito che il potere di predeterminare eventualmente sulla base di apposite disposizioni di legge i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali anche nelle materie che la costituzione affida alla competenza legislativa delle regioni, non può trasformarsi nella pretesa dello Stato di disciplinare e gestire direttamente queste materie, escludendo o riducendo radicalmente il ruolo delle regioni (Corte costituzionale, sentenze n. 383 del 2005; n. 285 del 2005; n. 248 del 2006). 16

17 I tempi di conclusione del procedimento. L articolo 2 della legge n. 241 del 1990, disciplina la conclusione del procedimento. La norma si inquadra nella tematica più generale del cd. silenzio amministrativo, espressione con la quale ci si riferisce all insieme degli istituti mediante i quali si intende porre rimedio, in via preventiva o successiva, all inerzia della Pubblica Amministrazione, rispetto all interesse del privato ad ottenere un determinato provvedimento. Il comma 1, rimasto immutato, sancisce il dovere delle Pubbliche amministrazioni di concludere il procedimento mediante l adozione di un provvedimento espresso. Si rileva che rientrano tra i livelli essenziali delle prestazioni le disposizioni sugli obblighi di apertura, di istruttoria e conclusione del procedimento, ivi compreso il principio di certezza della conclusione. Ne consegue che le disposizioni medesime potrebbero essere modificate da provvedimenti normativi di enti territoriali solo allo scopo di offrire ai cittadini un incremento di tutela stabilendo, ad esempio, un termine di conclusione del procedimento inferiore a quello previsto per legge. 17

18 Le regole del tempo amministrativo (art. 2) La legge n. 69 del 2009 prevede importanti misure dirette a ridurre i tempi di conclusione dei procedimenti e a rafforzare la garanzia della loro effettività. L art. 2 prevede che i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali devono concludersi entro 30 giorni a meno che disposizioni di legge o di regolamento prevedano un termine diverso. Con proprio regolamento le amministrazioni possono stabilire termini differenti ma non comunque superiori ai 90 giorni. La legge consente di prevedere termini superiori ai 90 giorni ma comunque in modo tale da non superare i 180 giorni con i seguenti limiti: sostenibilità dei tempi sotto il profilo dell organizzazione amministrativa, della natura degli interessi pubblici tutelati e della particolare complessità del procedimento. Esclusione dei procedimenti di acquisto della cittadinanza italiana e di quelli riguardanti l immigrazione. 18

19 Art. 2 Una disciplina speciale riguarda tutti i procedimenti di verifica o autorizzativi concernenti i beni storici, architettonici, culturali, archeologici, artistici e paesaggistici e quelli in materia ambientale, per i quali i termini stabiliti dalle rispettive norme regolatrice restano fermi anche se fissati in misura difforme da quanto prescritto dagli artt. 2 e 2 bis della legge n. 241 del 1990, come riformulati dalla legge n. 69 del I termini possono essere sospesi per una sola volta e per un periodo non superiore a trenta giorni, per l acquisizione di informazioni o di certificazioni relative a fatti, stati o qualità non attestati in documenti già in possesso dell amministrazione stessa o non direttamente acquisibili presso altre pubbliche amministrazioni. 19

20 Profili di carattere applicativo dei termini del procedimento I termini entri i quali le regioni devono adeguare le proprie disposizioni sulla durata dei procedimenti La disciplina è la stessa dettata per le amministrazioni dello Stato: l adeguamento deve avvenire entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge e quindi entro il 4 luglio Su questo punto la legge n. 69 del 2009 è esplicita Le regioni e gli enti locali si adeguano ai termini di cui ai commi 3 e 4 del citato articolo 2 della legge n. 241 del 1990 entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge (articolo 7, comma 3). 20

21 Conseguenze del mancato adeguamento entro il termine di un anno dall entrata in vigore della legge (4 luglio 2010). L art. 7 della legge n. 69 del 2009 dispone che, a decorrere dal 4 luglio 2010, per le amministrazioni dello Stato le disposizioni regolamentari in vigore che prevedono termini procedimentali superiori a novanta giorni cessano di avere effetto, con la conseguenza che ai relativi procedimenti, fino a nuova determinazione, si applica il termine di trenta giorni. Continuano ad applicarsi le disposizioni regolamentari, vigenti alla data di entrata in vigore della presente legge, che prevedono termini non superiori a novanta giorni per la conclusione dei procedimenti. Il problema del mancato adeguamento entro i termini viene risolto con la sostituzione della determinazione legislativa a quella regolamentare. Per quanto riguarda le Regioni se il termine è fissato con delibera della Giunta regionale prevale la norma legislativa sui termini. Le disposizioni legislative sui termini sono qualificate dalla legge n. 241 del 1990 come livelli essenziali delle prestazioni regolati dalla legislazione esclusiva dello Stato. 21

22 Il risarcimento del danno da mero ritardo. Una assoluta novità è costituita dall art. 2, comma 9 che, per incentivare il rispetto dei termini di conclusione del procedimento prevede espressamente che la mancata emanazione del provvedimento nei termini costituisce elemento di valutazione della responsabilità dirigenziale. Si afferma a livello legislativo l orientamento dottrinale e giurisprudenziale già favorevole all affermazione della responsabilità per danni conseguente alla mancata tempestiva adozione del provvedimento amministrativo. La fattispecie materiale dell illecito è costituita dalla condotta consistente nell inosservanza del termine di conclusione del procedimento che determina, sulla base del nesso di causalità, un danno ingiusto. In dottrina si è rilevato che la previsione introdotta nell ultimo comma dell art. 2 della legge n. 241 del 1990 è una delle norme di maggiore importanza della riforma che ha introdotto una nuova ed ulteriore ipotesi di responsabilità dirigenziale, destinata ad aggiungersi a quelle previste inosservanza di direttive e mancato raggiungimento degli obiettivi. 22

23 Il risarcimento del danno da mero ritardo art. 2 bis L. 241/1990 Art. 2 bis Le pubbliche amministrazioni e i soggetti privati preposti all esercizio di attività amministrativa, sono tenuti al risarcimento del danno ingiusto cagionato in conseguenza dell inosservanza dolosa o colposa del termine di conclusione del procedimento. L e controversie relative all applicazione del presente articolo sono attribuite alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni. La norma risolve due problemi quello sostanziale della ammissibilità del risarcimento del danno da mero ritardo e l altro processuale concernente la giurisdizione e la prescrizione. Il danno patito dal privato non è in re ipsa, riconoscibile per il mero inadempimento della P.A. ma va provato in tutti i suoi elementi costitutivi, conformemente a quanto stabilito dall art del codice civile. (in tal senso Caringella). 23

24 Il danno da ritardo nella giurisprudenza Nella elaborazione della responsabilità della P.A. per lesione di interessi legittimi la fattispecie del danno da ritardo ha assunto aspetti peculiari in quanto essa non si correla ad una illegittimità del provvedimento ma ad una diversa patologia del potere amministrativo consistente nel suo mancato o ritardato esercizio in violazione della regola secondo cui la conclusione del procedimento deve avvenire con un provvedimento espresso ed entro termini prestabiliti. Secondo un orientamento il danno da ritardo rappresenterebbe soltanto il ristoro dovuto al privato per il prolungarsi dei tempi del suo coinvolgimento nell azione amministrativa oltre i termini fissati dalla legge, a prescindere dall esito finale del provvedimento ( Cons. di Stato, IV, 7/3/2005 n. 875). Si tratta in sostanza di un danno da perdita di tempo che il privato può domandare anche senza attendere la conclusione tardiva del procedimento o contestarne l esito sfavorevole, in quanto danno da ritardo e spettanza del provvedimento favorevole si pongono su piani diversi. 24

25 segue L indirizzo oggi prevalente in giurisprudenza ritiene, invece, che il danno da ritardo non abbia una sua autonomia dagli esiti del procedimento, consistendo nel pregiudizio che il privato subisce a causa del ritardato conseguimento di un provvedimento favorevole che gli è fin dall inizio dovuto. (Cons. Stato, V, 2/3/2009 n ). In tema di risarcimento dei danni connessi all esercizio dell azione amministrativa, la violazione del termine normativamente fissato per la conclusione di un procedimento e la mancata emanazione del provvedimento finale non costituiscono di per sé danno ingiusto, in quanto, nel nostro ordinamento non è configurabile un interesse procedimentale puramente formale, scisso da quello sostanziale, avente ad oggetto l aspettativa all esercizio del potere amministrativo e la cui lesione può essere autonomamente ritenuta contra ius. (Cassazione Civile, sez. I, 16 maggio 2008, n ) 25

26 .segue La previsione di una specifica disciplina del danno derivante dal mancato rispetto dei termini per la conclusione dei procedimenti amministrativi risale ad un disegno di legge (cd. Nicolais A.S. 1859) presentato alle Camere dal Governo e poi decaduto. La devoluzione alla giurisdizione esclusiva del Giudice Amministrativo delle controversie inerenti il danno da ritardo. Autonomia della azione di risarcimento del danno da ritardo rispetto alle tradizionali forme di tutela esperibili contro il silenzio della P.A. L attuale formulazione dell art. 2- bis della legge n. 241 del 1990 prevede che il danno da ritardo debba essere ingiusto lasciando quindi all interprete il compito di concretizzare quali siano gli interessi meritevoli di tutela risarcitoria che, secondo la prevalente dottrina, non si esauriscono nella sola pretesa al provvedimento favorevole. 26

27 Il requisito della colpa L articolo 2-bis prevede che il danno ingiusto derivante dal ritardo nell azione amministrativa sia risarcibile solo se l inosservanza dei termini per la conclusione del procedimento sia stata dolosa o colposa. La norma sembrerebbe muoversi in un ottica di responsabilità extracontrattuale, ponendo a carico del ricorrente che propone l azione risarcitoria la prova del carattere colposo dell inerzia della P.A. La giurisprudenza ha ritenuto che il mancato rispetto del termine di adozione del provvedimento finale comporti la violazione delle regole di buon andamento e costituisca una presunzione semplice di colpevolezza che la P.A. può superare fornendo una prova circa l esistenza di errori scusabili in relazione alla complessità della fattispecie o nel sopraggiungere di eventi imprevisti ad essa non imputabili. 27

28 L accesso ai documenti amministrativi. Art. 22, comma 2 L accesso ai documenti amministrativi, attese le sue rilevanti finalità di pubblico interesse, costituisce principio generale dell attività amministrativa al fine di favorire la partecipazione e di assicurare l imparzialità e la trasparenza. Costituisce espressione dei principi costituzionali di legalità, imparzialità, buona amministrazione e della trasparenza. Art. 10, comma 1, lett. a) i partecipanti al procedimento possono prendere visione degli atti del procedimento Il diritto di accesso è ricompreso tra i livelli essenziali delle prestazioni art. 29, comma 2 bis. Il legislatore ha la competenza in ordine alla salvaguardia dei contenuti minimi essenziali delle prestazioni che vanno garantite in materia di diritto di accesso, lasciando alle Regioni la facoltà di stabilire standard più ampi di godimento del diritto in questione. 28

29 segue. La disciplina normativa è contenuta negli artt della legge n. 241 del 1990 e nel relativo regolamento attuativo emanato con D.P.R. 12 aprile 2006 n Il diritto di accesso si esercita mediante richiesta motivata, finalizzata a prendere visione ed estrarre copia dei documenti amministrativi che deve essere rivolta all amministrazione che ha formato il documento o che lo detiene stabilmente. Diniego all accesso: espresso; tacito matura quando siano decorsi trenta giorni dall istanza senza che vi sia stata risposta. I rimedi art. 25, commi 4, 5, 5 bis e 6 della legge n. 241 del 1990: a) ricorso alla Commissione per l accesso ai documenti amministrativi istituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in caso di diniego da parte di amministrazioni dello Stato o al difensore civico in caso di diniego opposto da enti territoriali b) in via giudiziale con giurisdizione esclusiva del Tar che può, all occorrenza, ordinare l esibizione coattiva dei documenti. 29

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI COMUNE DI TREMEZZINA REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SUL DIRITTO D'ACCESSO AGLI ATTI Approvato con deliberazione del Commissario prefettizio assunta con i poteri di Consiglio n. 19 del 02/04/2014

Dettagli

Capitolo Sesto Il procedimento amministrativo, il diritto di accesso e l informatizzazione della P.A.

Capitolo Sesto Il procedimento amministrativo, il diritto di accesso e l informatizzazione della P.A. Capitolo Sesto Il procedimento amministrativo, il diritto di accesso e l informatizzazione della P.A. Sezione Prima Procedimento e accesso 1. Il procedimento amministrativo A) Generalità Affinché un atto

Dettagli

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali

SEZIONE TERZA. Le fonti degli enti locali SEZIONE TERZA Le fonti degli enti locali 2.1. Presentazione di Edmondo Mostacci L insieme delle fonti endogene degli enti locali costituisce un sottoinsieme un microcosmo, secondo la efficace definizione

Dettagli

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro

L accesso agli atti dell ispezione del lavoro Il punto di pratica professionale L accesso agli atti dell ispezione del lavoro a cura di Alessandro Millo Funzionario della Direzione Provinciale del Lavoro di Modena Il diritto di accesso agli atti Com

Dettagli

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario:

le situazioni giuridiche soggettive del diritto AMMinisTrATiVo sommario: Capitolo Secondo Le situazioni giuridiche soggettive del diritto amministrativo Sommario: 1. Definizione di situazione giuridica soggettiva. - 2. Il diritto soggettivo. - 3. Gli interessi legittimi. -

Dettagli

PROVINCIA DI PAVIA Settore Affari Generali REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SULL ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

PROVINCIA DI PAVIA Settore Affari Generali REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SULL ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI PROVINCIA DI PAVIA Settore Affari Generali REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO E SULL ACCESSO AGLI ATTI E AI DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato con deliberazione del consiglio provinciale n. 68/29250

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che:

CONVENZIONI. L art. 2, commi 569, 573 e 574, L. 24 dicembre 2007, n. 244 (Legge finanziaria 2008) prevede che: Prospetto esplicativo riguardante i requisiti soggettivi per l abilitazione ai servizi del Programma per la Razionalizzazione negli Acquisti della Pubblica Amministrazione CONVENZIONI L art. 26, commi

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

di Claudio Facchini, dirigente del settore sviluppo economico del Comune di Faenza ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA AZIENDITALIA N.

di Claudio Facchini, dirigente del settore sviluppo economico del Comune di Faenza ARTICOLO PUBBLICATO NELLA RIVISTA AZIENDITALIA N. SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA E SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITA PRODUTTIVE A CONFRONTO Nell articolo vengono messe in luce le differenze radicali tra il procedimento disciplinato dal DPR 447/1998, per

Dettagli

L accesso ai documenti amministrativi. Dipartimento per il coordinamento amministrativo Dipartimento per l informazione e l editoria

L accesso ai documenti amministrativi. Dipartimento per il coordinamento amministrativo Dipartimento per l informazione e l editoria L accesso ai documenti amministrativi 11.1 Dipartimento per il coordinamento amministrativo Dipartimento per l informazione e l editoria L accesso ai documenti amministrativi 11.1 PRESIDENZA DEL CONSIGLIO

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI TRENTO (Approvato con delibera del Consiglio in data 12 gennaio

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015

CIRCOLARE N. 1/E. Roma, 9 febbraio 2015 CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Normativa Roma, 9 febbraio 2015 OGGETTO: IVA. Ambito soggettivo di applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti Articolo 1, comma 629, lettera b), della

Dettagli

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. Dispone:

IL DIRETTORE DELL AGENZIA. Dispone: Prot. n. 2014/159941 Modalità operative per l inclusione nella banca dati dei soggetti passivi che effettuano operazioni intracomunitarie, di cui all art. 17 del Regolamento (UE) n. 904/2010 del Consiglio

Dettagli

Pubblicata in G.U. n. 265 del 13.11.2012

Pubblicata in G.U. n. 265 del 13.11.2012 Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti DIPARTIMENTO PER LE INFRASTRUTTURE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE Direzione Generale per la regolazione e dei contratti pubblici Circolare prot. n.

Dettagli

ASTRID pubblicato in ASTRID Rassegna n. 4 del 2005

ASTRID pubblicato in ASTRID Rassegna n. 4 del 2005 ASTRID pubblicato in ASTRID Rassegna n. 4 del 2005 Verso un più compiuto assetto della disciplina generale dell azione amministrativa. Un primo commento alla legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante Modifiche

Dettagli

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione

Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione 13 Le azioni possessorie nei confronti della pubblica amministrazione SOMMARIO 1. Limiti interni delle attribuzioni del giudice ordinario. 2. Proponibilità delle azioni possessorie nei confronti della

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620

della Regione Toscana Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Anno XLI Repubblica Italiana BOLLETTINO UFFICIALE della Regione Toscana Parte Prima n. 9 mercoledì, 17 febbraio 2010 Firenze Bollettino Ufficiale: via F. Baracca, 88-50127 Firenze - Fax: 055-4384620 Portineria

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

Le novità per gli appalti pubblici

Le novità per gli appalti pubblici Le novità per gli appalti pubblici La legge 98/2013 contiene disposizioni urgenti per il rilancio dell economia del Paese e, fra queste, assumono particolare rilievo quelle in materia di appalti pubblici.

Dettagli

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti.

Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. L. 14 gennaio 1994, n. 20 (1). (commento di giurisprudenza) Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei conti. (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 14 gennaio 1994, n. 10. 1. Azione

Dettagli

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4

LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 6232 LEGGE REGIONALE 12 febbraio 2014, n. 4 Semplificazioni del procedimento amministrativo. Modifiche e integrazioni alla legge regionale 12 aprile 2001, n. 11 (Norme sulla valutazione dell impatto ambientale),

Dettagli

Ministero dello Sviluppo Economico

Ministero dello Sviluppo Economico Ministero dello Sviluppo Economico DIPARTIMENTO PER L IMPRESA E L INTERNAZIONALIZZAZIONE DIREZIONE GENERALE PER IL MERCATO, LA CONCORRENZA, IL CONSUMATORE, LA VIGILANZA E LA NORMATIVA TECNICA Divisione

Dettagli

LO SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

LO SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE LO SPORTELLO UNICO PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE I problemi del sistema vigente Lo Sportello Unico per le attività Produttive (SUAP) non ha avuto diffusione su tutto il territorio nazionale e non ha sostituito

Dettagli

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale.

9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. 9. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano aumenti di spesa a carico del bilancio regionale. Art. 27 Adeguamento della legge regionale n.3/2007 alla normativa nazionale 1. Alla legge

Dettagli

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego

Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego Il decreto spiega tutte le possibilità e i limiti dell'eventuale cumulo Pensione più lavoro part-time, i criteri nel pubblico impiego (Dm Funzione pubblica 331 del 29.7.1997) da CittadinoLex del 12/9/2002

Dettagli

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali

Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Regolamento per la formazione continua degli Assistenti Sociali Approvato nella seduta di Consiglio del 10 gennaio 2014 Del.01/2014 IL CONSIGLIO NAZIONALE DELL ORDINE DEGLI ASSISTENTI SOCIALI CONSIDERATO

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIO- NALE 3 giugno 2010, n. 1309 18120 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 104 del 16-06-2010 vista la dichiarazione posta in calce al presente provvedimento da parte dei Dirigenti responsabili per competenza in materia che

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011)

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI. (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI (approvato con delibera commissariale n 21 del 07/06/2011) Art. 1 Fonti 1. Il presente regolamento, adottato in attuazione dello Statuto, disciplina

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE

PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 41 DEL 5 SETTEMBRE 2006 1 PARTE PRIMA ATTI DELLA REGIONE REGOLAMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE REGOLAMENTO N. 2 del 31 luglio 2006 Regolamento per l accesso

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali) 7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso

Dettagli

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi

Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi Modello di organizzazione, gestione e controllo ex d.lgs. 231/01 PARTE SPECIALE- REATI SOCIETARI. Art. 25 Duodecies Impiego di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare Adozione con delibera

Dettagli

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it

Tale comma 6-bis dell art. 92 del codice è stato abrogato in sede di conversione (cfr. infra). www.linobellagamba.it Il nuovo incentivo per la progettazione Aggiornamento e tavolo aperto di discussione Lino BELLAGAMBA Prima stesura 4 ottobre 2014 Cfr. D.L. 24 giugno 2014, n. 90, art. 13, comma 1, nella formulazione anteriore

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni

I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni I poteri di indirizzo e coordinamento: da figure organizzative a funzioni regolatrici del rapporto Stato-Regioni di Filippo Lacava 1.Premessa; 2. Definizioni; 2.1 Il potere di indirizzo 2.2 Il coordinamento;

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.6 del 29.05.2013 SOCIETA TRA PROFESSIONISTI Introduzione Le Societá tra Professionisti, introdotte dalla legge 183/2010, sono una delle novitá

Dettagli

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi)

GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) GUIDA di ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI e ALLA TRASPARENZA (Allegata al modulo di richiesta di accesso agli atti amministrativi) Principali norme di riferimento 1) Legge n. 241/1990 - Nuove norme in

Dettagli

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti le attività di agente e rappresentante di commercio disciplinate

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti le attività di agente e rappresentante di commercio disciplinate Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti le attività di agente e rappresentante di commercio disciplinate dalla legge 3 maggio 1985, n. 204, in attuazione degli

Dettagli

Regolamento di Accesso agli atti amministrativi

Regolamento di Accesso agli atti amministrativi ISTITUTO COMPRENSIVO DANTE ALIGHIERI 20027 RESCALDINA (Milano) Via Matteotti, 2 - (0331) 57.61.34 - Fax (0331) 57.91.63 - E-MAIL ic.alighieri@libero.it - Sito Web : www.alighierirescaldina.it Regolamento

Dettagli

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20

LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 LEGGE 25 gennaio 1962, n. 20 Norme sui procedimenti e giudizi di accusa (Gazzetta Ufficiale 13 febbraio 1962, n. 39) Artt. 1-16 1 1 Articoli abrogati dall art. 9 della legge 10 maggio 1978, n. 170. Si

Dettagli

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE

COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE COMMISSIONE DI VIGILANZA SUI FONDI PENSIONE Deliberazione del 15 luglio 2010, modificata ed integrata con deliberazione del 7 maggio 2014 (Testo consolidato) 1. Regolamento sulle procedure relative all

Dettagli

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l.

La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Il bilancio delle società di capitali La sua impugnazione Firenze 15 giugno 2010 La normativa civilistica in tema di impugnativa di bilancio di s.p.a. e s.r.l. Francesco D Angelo (Università di Firenze)

Dettagli

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015

CIRCOLARE N. 13/E. Roma, 26 marzo 2015 CIRCOLARE N. 13/E Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti Roma, 26 marzo 2015 OGGETTO: Articolo 1, comma 154, legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge stabilità 2015) Contributo del cinque per mille dell

Dettagli

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio

Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio Modalità di iscrizione nel registro delle imprese e nel REA dei soggetti esercitanti l attività di mediatore disciplinata dalla legge 3 febbraio 1989, n. 39, in attuazione degli articoli 73 e 80 del decreto

Dettagli

DIRITTI DEI CONSUMATORI

DIRITTI DEI CONSUMATORI DIRITTI DEI CONSUMATORI 1. Quali sono i diritti dei consumatori stabiliti dal Codice del Consumo 2. Qual è la portata della disposizione? 3. Qual è l origine dell elencazione? 4. In che cosa consiste il

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE LE FONTI DEL RAPPORTO DI LAVORO PRIVATO ALLE DIPENDENZE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE REPORT ANNUALE - 2011 - ITALIA (Aprile 2011) Prof. Alessandra PIOGGIA INDICE 1. LA PRIVATIZZAZIONE 2. LE COMPETENZE

Dettagli

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE

LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE 6 PARTE PRIMA LEGGI - REGOLAMENTI - DECRETI - ATTI DELLA REGIONE Sezione I LEGGI REGIONALI LEGGE REGIONALE 17 settembre 2013, n. 16. Norme in materia di prevenzione delle cadute dall alto. Il Consiglio

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente"

LEGGE 27 LUGLIO, N.212. Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente LEGGE 27 LUGLIO, N.212 "Disposizioni in materia di statuto dei diritti del contribuente" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000 Art. 1. (Princìpi generali) 1. Le disposizioni della

Dettagli

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE

REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE REGOLAMENTO DI ORGANIZZAZIONE E DI FUNZIONAMENTO DELLO SPORTELLO UNICO PER L EDILIZIA S U E Settore URBANISTICA ED EDILIZIA PRIVATA Febbraio 2013 TITOLO I PRINCIPI GENERALI... 3 Art. 1 Definizioni... 3

Dettagli

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici

Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici Dir.P.C.M. 27 gennaio 1994 Princìpi sull erogazione dei servizi pubblici IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Visto l art. 5, comma 2, lettere b), e) ed f), della legge 23 agosto 1988, n. 400; Ritenuta

Dettagli

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al

Dettagli

NUOVI SINDACI: POTERI E RESPONSABILITÀ

NUOVI SINDACI: POTERI E RESPONSABILITÀ Liuc Papers n. 164, Serie Impresa e Istituzioni, 22, suppl. a febbraio 2005 NUOVI SINDACI: POTERI E RESPONSABILITÀ Umberto Fantigrossi PARTE I - PRINCIPI ED ASPETTI ISTITUZIONALI 1. Il Comune nel nuovo

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI SCUOLA SECONDARIA STATALE DI PRIMO GRADO IGNAZIO VIAN Via Stampini 25-10148 TORINO - Tel 011/2266565 Fax 011/2261406 Succursale: via Destefanis 20 10148 TORINO Tel/Fax 011-2260982 E-mail: TOMM073006@istruzione.it

Dettagli

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015

CIRCOLARE N. 20/E. Roma, 11 maggio 2015 CIRCOLARE N. 20/E Direzione Centrale Normativa Roma, 11 maggio 2015 OGGETTO: Trattamento agli effetti dell IVA dei contributi pubblici relativi alle politiche attive del lavoro e alla formazione professionale

Dettagli

La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013

La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale. Parigi, 16 aprile 2013 La Corte costituzionale italiana e la portata di una dichiarazione di illegittimità costituzionale Gaetano Silvestri Parigi, 16 aprile 2013 1. Premessa L effetto tipico delle sentenze della Corte costituzionale

Dettagli

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO

FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO FONDAZIONE STUDI CONSULENTI DEL LAVORO I PARERI SULLA GIURISPRUDENZA DEL LAVORO PARERE N. 7 TERMINE PER IRROGARE LA SANZIONE DISCIPLINARE IL QUESITO Si chiede di precisare quali sono gli effetti delle

Dettagli

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo.

DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. DISEGNO DI LEGGE: Delega al Governo per la riforma della disciplina della cooperazione dell'italia con i Paesi in via di sviluppo. Consiglio dei Ministri: 05/04/2007 Proponenti: Esteri ART. 1 (Finalità

Dettagli

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti

Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti ........ Reperimento risorse per interventi in ambito culturale e sociale Il comune non può costituire una fondazione per ricerca di finanziamenti di Federica Caponi Consulente di enti locali... Non è

Dettagli

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969). Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni

Dettagli

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE

JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Lavoro Modena, 02 agosto 2014 JOBS ACT : I CHIARIMENTI SUL CONTRATTO A TERMINE Legge n. 78 del 16 maggio 2014 di conversione, con modificazioni, del DL n. 34/2014 Ministero del Lavoro, Circolare n. 18

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a

Dettagli

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SCHEMA DI DECRETO LEGISLATIVO RECANTE DISPOSIZIONI SULLA CERTEZZA DEL DIRITTO NEI RAPPORTI TRA FISCO E CONTRIBUENTE VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA VISTA la

Dettagli

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014

CIRCOLARE N. 21/E. Roma, 10 luglio 2014 CIRCOLARE N. 21/E Direzione Centrale Normativa Roma, 10 luglio 2014 OGGETTO: Fondi di investimento alternativi. Articoli da 9 a 14 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44 emanato in attuazione della

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI Art. 1 - Oggetto del Regolamento Il presente documento regolamenta l esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi in conformità a quanto

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano

Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano Regolamento per gli interventi e servizi sociali del Comune di Milano approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 19 del 6 febbraio 2006 e rettificato con deliberazione del Consiglio Comunale

Dettagli

UFF. REGISTRO IMPRESE giugno 2013

UFF. REGISTRO IMPRESE giugno 2013 L accertamento delle cause di scioglimento ai sensi dell art. 2484 c.c. e gli adempimenti pubblicitari conseguenti per Società di Capitali e Cooperative. 1 L art. 2484 c.c., rubricato Cause di scioglimento,

Dettagli

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34

TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Pagina 1 di 7 TESTO AGGIORNATO DEL DECRETO-LEGGE 20 marzo 2014, n. 34 Testo del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 66 del 20 marzo 2014), coordinato con la

Dettagli

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni

CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI. Articolo 1 Definizioni Regolamento in materia di procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, approvato con delibera n. 173/07/CONS. [Testo consolidato con le modifiche apportate

Dettagli

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126

dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 dalla G.U. n. 199 del 28 agosto 2014 (s.o. n. 73) DECRETO LEGISLATIVO 10 agosto 2014, n. 126 Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, recante disposizioni in

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI.

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI. Foglio notizie: APPROVATO con deliberazione di Consiglio Comunale n. 23 del 05.05.2009 MODIFICATO PUBBLICATO All Albo Pretorio per 15 giorni: - all adozione

Dettagli

IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA

IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA IL TRATTAMENTO FISCALE DELLE SPESE DI RAPPRESENTANZA Una circolare dell Agenzia delle entrate chiarisce il trattamento fiscale delle spese di rappresentanza Con la circolare in oggetto, l Agenzia delle

Dettagli

Regolamento comunale sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso agli atti e di esclusione

Regolamento comunale sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso agli atti e di esclusione COMUNE DI MASI TORELLO Provincia di Ferrara Regolamento comunale sul procedimento amministrativo e sul diritto di accesso agli atti e di esclusione Approvato con deliberazione C.C. 65 del 13/12/2006 1

Dettagli

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013

Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Ai Gentili Clienti Fatturazione verso soggetti non residenti: le nuove regole dal 1 gennaio 2013 Con i co. da 324 a 335 dell unico articolo della L. 24.12.2012 n. 228 (Legge di Stabilità 2013), l ordinamento

Dettagli

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni.

Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Regolamento sulla disciplina del diritto di accesso agli atti ai sensi della legge 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. Il DIRETTORE DELL AGENZIA DEL DEMANIO Vista la legge 7 agosto 1990, n.

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO

REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO REGOLAMENTO SUL PROCEDIMENTO AMMINISTRATIVO APPROVATO CON DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N 37 DEL 19/07/2010 CAPO I - PRINCIPI GENERALI Art l Oggetto e Finalità Art 2 Definizioni Art 3 Privatizzazione

Dettagli

La Consegna dei Lavori

La Consegna dei Lavori La Consegna dei Lavori Il contratto viene posto in esecuzione dall Amministrazione con La consegna dei lavori. Si tratta, complessivamente, di una serie di atti di carattere giuridico e di operazioni materiali,

Dettagli

VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati. Le garanzie costituzionali

VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati. Le garanzie costituzionali VADEMECUM SUI CIRCOLI PRIVATI La disciplina della somministrazione nei circoli privati I circoli privati rappresentano, da sempre, un problema nella gestione delle attività di controllo sul territorio

Dettagli

Regione Marche ERSU di Camerino (MC)

Regione Marche ERSU di Camerino (MC) DELIBERA DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DELL ERSU DI CAMERINO N. 261 DEL 29/03/2011: OGGETTO: APPROVAZIONE DEL BANDO DI SELEZIONE PER IL CONCORSO PUBBLICO PER ESAMI PER L ASSUNZIONE A TEMPO DETERMINATO

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali

La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali La prescrizione dell azione sociale di responsabilità nelle procedure concorsuali SOMMARIO: 1. - La fattispecie concreta 2. Le azioni di responsabilità contro gli amministratori: caratteri essenziali 3.

Dettagli

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI

REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI REGOLAMENTO COMUNALE PER L'ACCESSO AGLI ATTI, AI DOCUMENTI E ALLE INFORMAZIONI Art. 1 Finalità ed ambito di applicazione Art. 2 Informazione e pubblicità Art. 3 Accesso ai documenti amministrativi Art.

Dettagli

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10

IL DIRETTORE. Data 20.03.2015. Protocollo 7481-VII.1. Rep. DDIP n. 169. Settore Amministrazione e contabilità. Oggetto 1/10 Protocollo 7481-VII.1 Data 20.03.2015 Rep. DDIP n. 169 Settore Amministrazione e contabilità Responsabile Maria De Benedittis Oggetto Procedura selettiva pubblica per titoli e colloquio per la stipula

Dettagli