COMUNE DI ANZOLA Sabato, 12 luglio 2014

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1 COMUNE DI ANZOLA Sabato, 12 luglio 2014

2 Sabato, 12 luglio 2014 Cronaca 12/07/2014 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 19 RADOGNA MATTEO «Se ti incontro, ti faccio multe» Post su Facebook... 1 Economia e lavoro 12/07/2014 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 22 Fallimento Icea, il sindaco si rivolge alla Corte dei Conti 3 12/07/2014 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Pagina 12 ARMINIO SIMONE «Fico sia il primo progetto della città metropolitana» 5 12/07/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 4 EUGENIO BRUNO Meno costi, più servizi: Pa al test crescita 6 12/07/2014 Il Sole 24 Ore Pagina 4 Regole certe per favorire investimenti privati 8 12/07/2014 Italia Oggi Pagina 21 VALERIO STROPPA Bonus 80 euro, recupero in F /07/2014 Italia Oggi Pagina 23 SERGIO TROVATO Agevolazioni sull' Ici a retroattività limitata 11 12/07/2014 Italia Oggi Pagina 25 FRANCESCO CERISANO Un pin unico per tutta la p.a. 13

3 Pagina 19 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Cronaca «Se ti incontro, ti faccio multe» Post su Facebook incastra la vigilessa I sindaci di Terre d' Acqua chiedono una sanzione per l' agente. di MATTEO RADOGNA TERRE D' ACQUA LA RETE mette nei guai una vigilessa dell' Unione Terre d' Acqua a causa del solito post pubblicato sul social network Facebook. Poche righe scritte in meno di un minuto, dove la donna minaccia di fare multe, sono bastate per far andare su tutte le furie il presidente dell' Unione dei 6 Comuni e sindaco di Persiceto Renato Mazzuca e il collega di Anzola dell' Emilia, responsabile della polizia municipale del corpo unico, Giampiero Veronesi. E dire che il post che ha comportato la richiesta da parte dei primi cittadini al comandante Giampiero Gualandi di avviare un provvedimento disciplinare, inizialmente sembrava soltanto uno sfogo. Poi nelle ultime righe è diventato qualcosa di più. «Oggi ho letto che un deficiente scrive la vigilessa odia di più i vigili che gli zingari. Gli auguro che gli entrino in casa, gli freghino quello che vogliono e il resto lo distruggano». E poi dopo una frase davvero pesante che non si può trascrivere, la minaccia che ha messo nei guai l' agente: «Se ti incontro te ne faccio di multe». E DOPO l' avvertimento un altro insulto irripetibile. Il passaparola dopo il post pubblicato dalla vigilessa è arrivato alle orecchie dei sindaci che subito hanno chiesto un provvedimento disciplinare. La conferma arriva dal primo cittadino di Persiceto e presidente dell' Unione Terre d' Acqua: «In accordo con il sindaco di Anzola Giampiero Veronesi spiega Mazzuca ho già richiesto al comandante di avviare un provvedimento disciplinare nei confronti dell' agente. Chi riveste un ruolo pubblico al servizio dei cittadini non può scrivere cose del genere. Se il post su Facebook si fosse concentrato sulla sfera privata, nessuno avrebbe detto niente, ma in questo caso l' agente fa riferimento al proprio ruolo nel corpo unico. E' inammissibile e per questo abbiamo chiesto un provvedimento immediato». Gli fa eco Veronesi: «Sono d' accordo con Mazzuca e dispiace leggere certe cose scritte da chi ha un ruolo pubblico». Insomma, non è proprio un bel periodo per la polizia municipale, anche alla luce dell' operazione?fast and Furious' della Finanza che sta indagando sulla regolarità di un appalto sull' emissione delle multe, su un autovelox a Sala Bolognese probabilmente irregolare e su 15mila contravvenzioni che rischiano di essere annullate. Continua > 1

4 Pagina 19 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Cronaca RADOGNA MATTEO 2

5 Pagina 22 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Economia e lavoro ANZOLA. Fallimento Icea, il sindaco si rivolge alla Corte dei Conti di PIER LUIGI TROMBETTA ANZOLA IL SINDACO precedente del Pd di Anzola Loris Ropa «perde» oltre un milione e trecentomila euro e il nuovo sindaco Pd Giampiero Veronesi fa un esposto alla Corte dei Conti. L' incredibile vicenda si sta consumando ad Anzola e riguarda la permuta che il Comune aveva stipulato riguardo un terreno edificabile con l' azienda costruttrice Icea. Che avrebbe dovuto costruire otto alloggi che sarebbero divenuti di proprietà dell' amministrazione comunale per un valore di euro. Senonché Icea è fallita ed il terreno è stato inserito nel fallimento. A quel punto l' unica ancora di salvezza sarebbe stata la fideiussione che Icea aveva rilasciato al Comune di Anzola attraverso una compagnia assicurativa. Ma, colpo di scena, quella fideiussione scadeva improrogabilmente al dicembre 2011, quando le opere non erano praticamente iniziate, e il rimborso sarebbe divenuto pressoché impossibile. «AFFRONTERÒ e risolverò il problema Icea che non ha e non deve avere un colore politico», aveva già dichiarato Veronesi agli anzolesi durante la sua campagna elettorale. Il primo cittadino ha quindi affrontato lo spinoso argomento Icea nel primo consiglio comunale di insediamento spiegando di aver raccolto pareri legali sul tema e comunicando un imminente consulto con gli avvocati del Comune. L' altra sera, l' epilogo. Il primo cittadino, nel corso del secondo consiglio comunale, ha infatti dichiarato ai consiglieri di aver già provveduto a notificare gli atti alla Corte dei Conti. Affinché si faccia chiarezza sull' accaduto. «Sono personalmente addolorato per una vicenda dice Veronesi che non riguarda solo l' amministrazione comunale ma gli anzolesi. Come nuovo sindaco, mi sono dovuto adoperare di fronte ad una situazione come questa che, potenzialmente, potrebbe aver creato un danno erariale. Mi ha confortato di avere avuto sin da subito il completo sostegno del mio Pd, che per primo ha compreso la gravità della situazione, nella consapevolezza che questo problema non ha un colore politico». «Spero che tutto replica brevemente l' ex sindaco Loris Ropa si risolva nei migliore dei modi. Da parte mia posso dire che l' amministrazione comunale precedente ha fatto fatto tutti i passaggi burocratici che doveva essere fatti per tutelare il Comune dal fallimento dell' impresa costruttrice. L' Continua > 3

6 Pagina 22 < Segue Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Economia e lavoro auspicio è ora quello che la questione Icea si risolva positivamente». 4

7 Pagina 12 Il Resto del Carlino (ed. Bologna) Economia e lavoro «Fico sia il primo progetto della città metropolitana» La Provincia: «Vanno valorizzati i prodotti locali» «FICO sarà il primo grande progetto della Città metropolitana. Ma proprio per questo è importante che si leghi al territorio e non diventi un grande Eataly come gli altri in giro per il mondo». Il monito è dell' assessora provinciale all' agricoltura, Gabriella Montera e la platea dove lo pronuncia è la Festa dell' Unità di San Giovanni in Persiceto. La proposta, ribadita anche dal neo assessore di Persiceto alle Attività Produttive, Dimitri Tartari, è quella che il nuovo parco agroalimentare in fase di realizzazione al Caab possa dare il giusto spazio ai cibi del territorio, guardando con un occhio, sì, a Expo Milano, ma con l' altro ai 200 agriturismi, le 60 fattorie didattiche e i tanti prodotti Igp del Bolognese. MATTEO Lepore, assessore comunale all' Economia, tranquillizza tutti e intanto ribadisce: il comune capoluogo, con l' aeroporto, l' alta velocità e la sua attrattiva in crescita anche con questo importante progetto, farà da traino a tutta la città metropolitana. Poi parla dei «1.800 dipendenti che il nascente parco agroalimentare sta già selezionando». E sebbene con chi dal pubblico chiede lumi, corregga il tiro («in realtà la selezione riguarda al momento poche figure professionali, il grosso delle selezioni partirà da settembre»), ribadisce che «l' interesse internazionale per Fico Eatalyworld è già forte, dimostrato dai tanti fondi finanziari in giro per il mondo che, piuttosto che acquisire una quota del fondo vorrebbero comprare tutto il progetto». E l' Igp locale, avrà spazio in Fico? «Certamente spiega Lepore, ma la questione non dev' essere quanto spazio i nostri avranno a disposizione, bensì come il melone di San Giovanni, la mortadella di Bologna o la pera dell' Emilia Romagna potranno avvantaggiarsi del brand territoriale e come agganciare quei cinque milioni di visitatori internazionali che verranno qui per conoscere i nostri prodotti e il nostro territorio». Simone Arminio. ARMINIO SIMONE 5

8 Pagina 4 Il Sole 24 Ore La lunga crisi/mercati e industria. Meno costi, più servizi: Pa al test crescita Madia: riforma per il rilancio del Paese Nella delega stretta sulle partecipate, prestazioni solo online e tre ruoli per i dirigenti. Eugenio Bruno ROMA Erogazione in modalità digitale di tutti (o quasi) i servizi a cittadini e imprese. Trasformazione delle prefetture nello sportello unico dello Stato sul territorio. Dirigenti inquadrati in tre ruoli. Più poteri alla presidenza del Consiglio nel concerto con gli altri ministeri grazie al silenzio assenso. Sono i pilastri della riforma della Pa contenuta nel disegno di legge delega, che il Consiglio dei ministri ha riapprovato giovedì e che, nelle intenzioni del ministro Marianna Madia, sarà cruciale per rilanciare la crescita e liberare risorse per superare «l' ingiusto» blocco della contrattazione. Insieme ad altre misure come la stretta sulle partecipate, la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi e la cancellazione del contributo annuale alle Camere di commercio contenute nelle ultime bozze del provvedimento. A ribadire ragioni e strumenti del riordino è stata ieri, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, la stessa responsabile della Pubblica amministrazione. Che ha motivato il secondo via libera in Cdm dopo quello del 13 giugno scorso, con la necessità di rendere «più chiaro e incisivo» il testo. E, con esso, l' opera di modernizzazione della Pa che il governo ha avviato con il decreto legge n. 90 attualmente all' esame della Camera. Due provvedimenti che erano e restano legati da un filo rosso. Anche nei tempi visto che, per esplicita ammissione della titolare di Palazzo Vidoni, il ddl sarà inviato in Parlamento la prossima settimana, ma verrà esaminato solo a partire da settembre perché prima bisogna concentrarsi sulla conversione del dl. Passando ai contenuti la novità principale della delega rimane quella annunciata due giorni fa dal premier Matteo Renzi. E cioè la possibilità per cittadini e imprese di ricevere presso il proprio domicilio digitale (o fisico se lo preferiranno) tutti i documenti pubblici. Ma ci si arriverà per gradi. Nel 2015 ogni utente otterrà il suo Pin; entro giorni la digitalizzazione sarà completa. Nel disegno dell' esecutivo, una volta ridotte le prestazioni da erogare de visu, sarà più facile snellire gli uffici pubblici. Un aiuto in tal senso lo daranno le prefetture 2.0. Che diventeranno lo sportello unico dello Stato sul territorio. Ospitando le sedi periferiche delle Pa centrali e degli enti pubblici oggi dislocati in ogni provincia come soprintendenze, Entrate, Ragioneria dello Stato eccetera. Resta da capire quante saranno. Secondo il ministro Madia meno del centinaio oggi esistente dal momento che seguiranno la sorte delle province Continua > 6

9 Pagina 4 < Segue Il Sole 24 Ore svuotate dalla legge Delrio. Ma l' impressione è che difficilmente possano scendere a 40 come annunciato in un primo momento dal governo. Novità in vista anche per i futuri «dirigenti della Repubblica»: diminuiranno in rapporto agli altri dipendenti; accederanno alla carica per concorso; non saranno più divisi in fasce bensì inquadrati in tre ruoli unici (Stato, regioni ed enti locali), soggetti a «osmosi» per usare le parole del ministro; otterranno incarichi triennali dopo il sì di apposite commissioni il più possibile indipendenti da politica e sindacati; saranno promossi o bocciati (oltre che retribuiti) sulla base dei risultati della valutazione. Tra le misure introdotte dal ddl ci sono poi la delega a individuare una volta per tutto le pratiche per cui basta la Scia, l' ampio ricorso ai testi unici e il rafforzamento della presidenza del Consiglio. Per facilitare l' attuazione delle leggi ed evitare la "melina" dei ministeri concertanti viene stabilito un termine di 30 giorni per l' emissione di un concerto, un parere o un nulla osta su un provvedimento attuativo di competenza di un altro dicastero. Affidando a Palazzo Chigi la scelta di concedere o meno altri 15 giorni supplementari e prevedendo il ricorso al silenzio assenso in caso di mancata risposta. Fin qui le misure citate da Madia. A cui vanno aggiunte, da un lato, quelle previste nel testo sin dall' origine, come il ricorso al part time per il personale a cinque anni dalla pensione e l' aiuto alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro grazie alle convenzioni con gli asili nido e ai voucher per baby sitter e badanti. E, dall' altro, alcune new entry. È il caso della spinta verso l' efficienza delle partecipate statali oppure della razionalizzazione delle norme sugli acquisti di beni e servizi o ancora dell' abolizione del contributo annuale che le aziende devono alle Camere di commercio insieme al trasferimento allo Sviluppo economico del Registro delle imprese. Nel frattempo potrebbe subire un restyling anche l' altra gamba della riforma: il dl 90 che è all' esame della Camera e sul quale è stato presentato ieri un migliaio di emendamenti. Madia ha aperto uno spiraglio sul ripristino dell' agognata quota 96 per gli insegnanti, intesa come il mix di età e anni contributivi per andare in pensione, che è stata cancellata dalla legge Fornero. «Sarei onorata se la questione si risolvesse nel decreto a mia firma», ha ammesso il ministro. Che con la stessa sincerità ha tuttavia fatto capire come il problema riguardi le coperture e, dunque, l' Economia. RIPRODUZIONE RISERVATA. EUGENIO BRUNO 7

10 Pagina 4 Il Sole 24 Ore La riforma dei servizi pubblici locali: il seminario Astrid Italiadecide. Regole certe per favorire investimenti privati Regole chiare e stabili per attrarre investimenti privati. È la ricetta numero uno emersa ieri in un seminario organizzato dalle fondazioni Astrid e Italiadecide sulla riforma dei servizi pubblici locali che è allo studio del Governo. Un arcipelago di società, con più di 250mila lavoratori, con performance come ha osservato nella relazione introduttiva Edoardo Reviglio decisamente inferiori a quelle della media nazionale. È Franco Bassanini, presidente di Astrid e della Cassa depositi e prestiti, a lanciare il messaggio: «Nei servizi pubblici locali ci sono buoni spazi per gli investimenti privati, ma va assicurato un quadro regolatorio che metta al riparo dall' incertezza. In questo senso aggiunge Bassanini la regolazione non può essere affidata agli enti locali, ma tocca all' autorità indipendente». Considerazioni rilanciate da Giuliano Amato: «Il privato dice l' ex premier e attuale giudice costituzionale vuole regole certe. Qui invece aggiunge con ironia hai davanti uno strabismo: da una parte stai fuori dal patto, dall' altro stai dentro la disciplina del peculato. Assurdità cui si arriva quando c' è una disciplina equivoca o inesistente». Al centro del dibattito anche la questione occupazione, con le ricette possibili per evitare un pesante impatto sociale. Tra le proposte quella dell' istituzione di un Fondo nazionale che si faccia carico dei dipendenti in esubero e di altri oneri impropri creati dal processo di consolidamento, ristrutturazione e riordino, così da dare un ulteriore "incentivo" ad avviare il processo su larga scala. RIPRODUZIONE RISERVATA. 8

11 Pagina 21 Italia Oggi La circolare delle Entrate sulle modalità di restituzione del quantum da parte dello stato. Bonus 80 euro, recupero in F24 Cade il limite dell' importo per le somme iscritte a ruolo. Bonus 80 euro recuperato dai datori di lavoro in F24. La restituzione da parte dello stato delle somme corrisposte in busta paga ai dipendenti non sconta i limiti ordinari. Non si applica, infatti, né il tetto di 700 mila euro annui, né il blocco delle compensazioni in presenza di debiti erariali iscritti a ruolo oltre i euro. Il bonus erogato ai lavoratori dai sostituti d' imposta potrà essere compensato con qualsiasi importo a debito esposto nel modello F24, anche in sezioni diverse da quella riservata all' erario (Inps, Regioni, Imu/tributi locali, altri enti previdenziali o assicurativi). È quanto ha precisato l' Agenzia delle entrate con la circolare n. 22/E di ieri. Il nuovo documento di prassi ritorna sul tema del bonus Renzi già affrontato nei mesi scorsi con le circolari nn. 8/E e 9/E. Questa volta, però, l' attenzione dell' amministrazione finanziaria si rivolge alle modifiche apportate in sede di conversione al dl che ha introdotto l' agevolazione (66/2014). Se, infatti, la versione originaria del decreto Irpef prevedeva che il recupero del credito erogato ai lavoratori avvenisse con la riduzione delle ritenute e dei contributi in busta paga, la legge 89/2014 ha previsto l' utilizzo della compensazione. È venuto quindi meno ogni riferimento sia alla capienza delle ritenute disponibili, sia al periodo di paga. A tale proposito, con la risoluzione n. 48/E del 2014 le Entrate hanno istituito il codice tributo 1655, che i sostituti di imposta devono utilizzare proprio per il recupero delle somme erogate ai lavoratori. La circolare affronta diversi casi pratici, anche attraverso l' ausilio di esempi di compilazione dell' F24. Uno è quello del sostituto d' imposta che, al momento del pagamento delle retribuzioni relative a un dato mese, eroga il bonus ad alcuni dipendenti (maturando quindi un credito verso l' erario) ma al contempo recupera quello indebitamente già versato ad altri dipendenti (generando quindi un debito). In tali ipotesi l' azienda dovrà sommare le due voci: se il saldo è positivo, potrà compensare l' importo netto risultante dalla differenza. Se, invece, dal raffronto emerga un debito (cioè l' importo trattenuto ai lavoratori è superiore a quello erogato) il sostituto dovrà versare il saldo entro il giorno 16 del mese successivo, avvalendosi del codice tributo Laddove, invece, l' azienda si trovi a dover erogare il credito in sede di conguaglio di fine anno nei mesi di gennaio o febbraio 2015, nel modello F24 andrà comunque utilizzato il codice 1655, indicando dicembre 2014 come mese e anno di riferimento. La Continua > 9

12 Pagina 21 < Segue Italia Oggi circolare, infine, esamina il caso delle pubbliche amministrazioni. Come già chiarito con la circolare n. 9/E del 2014, per gli enti pubblici resta la facoltà di recuperare il bonus erogato attraverso lo scomputo dalle ritenute. Oltre, naturalmente, alla possibilità di compensazione (tramite i modelli F24 o F24 EP). Poiché, però, la legge non stabilisce alcun criterio di priorità, «dette modalità possono essere liberamente adottate», sottolinea la circolare, «possibilmente evitando l' insorgere di ipotesi di incapienza in relazione, ad esempio, all' effettuazione dei conguagli fiscali derivanti dalle dichiarazioni 730/2014». VALERIO STROPPA 10

13 Pagina 23 Italia Oggi FABBRICATI RURALI/ Sentenza della Ctr di Bologna. Agevolazioni sull' Ici a retroattività limitata Il rimborso Ici a una cooperativa agricola titolare di fabbricati strumentali può essere riconosciuto fino al 2006, anche se in base all' autocertificazione presentata, che attesta il possesso dei requisiti, l' Agenzia delle entrate non ha contestato la ruralità degli immobili per gli anni precedenti. E la norma che ha limitato la retroattività ai cinque anni precedenti la presentazione delle domande per l' annotazione in catasto della ruralità non può ritenersi in contrasto con la Costituzione. È quanto ha affermato la commissione tributaria regionale di Bologna, terza sezione, con la sentenza 1283 del 25/6/2014. I giudici d' appello hanno respinto l' istanza di rimborso dell' Ici versata dalla cooperativa agricola per gli anni , poiché non è consentito ottenere la restituzione dell' imposta per annualità anteriori al 2006, nonostante fosse stata presentata l' autocertificazione dei requisiti sulla ruralità degli immobili anche per gli anni precedenti. Tra l' altro, hanno giudicato illegittima e arbitraria l' autocertificazione per il periodo anteriore al quinquennio, «periodo per il quale l' autocertificazione non è consentita e per il quale avrebbe dovuto impugnarsi, secondo la giurisprudenza, il diverso classamento catastale». Inoltre hanno respinto, con adeguata motivazione, l' eccezione di illegittimità costituzionale della norma che limita temporalmente il beneficio fiscale ai cinque anni precedenti la presentazione dell' autocertificazione. Ha precisato la commissione regionale che la limitazione temporale non costituisce «esercizio irrazionale della discrezionalità del legislatore». Piuttosto, «appare costituzionalmente insindacabile al cospetto delle esigenze finanziarie e contabili degli enti impositori, parimenti costituzionalmente rilevanti». I giudici tributari di merito, dunque, applicano la norma di interpretazione autentica (art. 2, comma 5 ter, dl 102/2013) sui fabbricati rurali, in base alla quale le variazioni catastali e le annotazioni richieste dai titolari di fabbricati rurali hanno effetto retroattivo per i cinque anni antecedenti a quello in cui sono state presentate le relative domande. Norma sopravvenuta che assume rilevanza anche per le controversie pendenti. Nonostante la sua efficacia, però, non possa andare oltre l' anno d' imposta 2006, considerato che i contribuenti avrebbero potuto inoltrare le prime istanze di variazione entro il 30/9/2011. Va ricordato che l' Agenzia del territorio, con la circ. 2/2012, ha chiarito che non conta più la classificazione catastale per avere diritto al Continua > 11

14 Pagina 23 < Segue Italia Oggi trattamento agevolato Ici, e Imu, sui fabbricati rurali. Possono infatti mantenere le loro categorie originarie. È sufficiente l' annotazione catastale, tranne per i fabbricati strumentali che siano per loro natura censibili nella categoria D/10. SERGIO TROVATO 12

15 Pagina 25 Italia Oggi Il ministro Madia ha illustrato il ddl «riapprovato» dal cdm. Utg al posto delle prefetture. Un pin unico per tutta la p.a. Partirà dal Potere sostitutivo del governo sugli atti. Un pin unico per accedere a tutti i servizi della pubblica amministrazione e ricevere nel proprio domicilio digitale, o a casa, certificati e atti della p.a. Sarà attivo dal 2015, ma in versione ridotta perché tutte le funzionalità saranno implementate entro la fine della legislatura. Mille giorni, questo l' orizzonte temporale che il governo Renzi si è dato per avvicinare la p.a. ai cittadini utenti grazie all' utilizzo delle moderne tecnologie. Parte dalla digitalizzazione la lunga conferenza stampa convocata ieri dal ministro della funzione pubblica Marianna Madia per spiegare i contenuti del disegno di legge delega «Repubblica semplice», già licenziato lo scorso 13 giugno, e nuovamente approvato nel consiglio dei ministri di giovedì. Un doppio passaggio in cdm che il ministro spiega come necessario «per migliorare e rendere più incisivo il testo» che approderà in parlamento. Anche se, ha annunciato, sarà esaminato a partire da settembre per non ingolfare il lavoro estivo delle camere impegnate nella conversione dei decreti legge n.90 e n.91 (riforma p.a. e crescita). Dal ruolo unico della dirigenza al silenzioassenso, dalla riforma delle conferenze di servizi al taglio delle prefetture trasformate in Uffici territoriali del governo, il leitmotiv della delega può riassumersi così: garantire ai cittadini risposte immediate dalla p.a., evitando che il gioco dei veti incrociati, dei concerti rimandati alle calende greche, delle conferenze di servizi in stallo possa bloccare la vita dello stato. Di qui la regola generale del silenzio assenso che scatterà decorsi 30 giorni da quando la p.a. proponente invia il provvedimento all' ente di cui si richiede il concerto senza riceverne osservazioni. Il silenzio assenso sarà rafforzato dal potere sostitutivo che il governo potrà usare per dirimere le controversie sorte tra p.a. proponente e p.a. concertante. L' istituzione del ruolo unico della dirigenza dovrà segnare, secondo il ministro, un cambiamento culturale epocale. «Bisogna uscire dalla logica che il dirigente statale sia di proprietà dell' ente di appartenenza. Il manager pubblico deve sentirsi servitore dello stato, della Repubblica, deve abbandonare la logica di frammentarietà che ha fino ad oggi contraddistinto l' agire amministrativo. Per questo il ruolo unico è utile perché consentirà una maggiore osmosi di personale dirigenziale tra p.a. Continua > 13

16 Pagina 25 < Segue Italia Oggi centrali e locali». Stesso discorso per i dipendenti che tra mobilità obbligatoria (in un raggio di 50 km) e volontaria andranno là dove c' è reale bisogno di risorse umane. I passaggi di carriera, poi, non saranno più automatici ma legati al merito. Se si vale, ha spiegato Madia, si potranno bruciare le tappe. «Oggi invece un funzionario di seconda fascia deve attendere che si liberi un posto per passare alla prima, domani non sarà più così, gli incarichi saranno più mobili». Nel ruolo unico i futuri dirigenti entreranno per concorso e troveranno collocamento autocandidandosi sulla base degli interpelli (offerte di posti) provenienti dalle singole amministrazioni. Sarà poi una commissione formata da tre esperti super partes a valutare i curricula. L' unitarietà della dirigenza nel progetto Renzi Madia va di pari passo col rafforzamento dell' azione di governo anche a livello locale. Le prefetture lasceranno il posto agli Uffici territoriali di governo (dovrebbero essere 40 ma il ministro non ha voluto dare numeri certi perché tutto dipenderà dall' attuazione sul territorio della legge Delrio) in cui i cittadini potranno interfacciarsi con le singole articolazioni dello stato sul territorio (Sovraintendenze, uffici regionali dell' Agenzia delle entrate e della Ragioneria dello stato) con evidente risparmio di tempi e di costi. Infine un accenno al decreto p.a. all' esame della camera. I lavori stanno per entrare nel vivo con il deposito di una valanga di emendamenti in commissione affari costituzionali. Il ministro si è detta «aperta a valutare ogni modifica migliorativa al testo». A cominciare dalla soppressione delle otto sedi distaccate dei Tar che ha provocato una levata di scudi da parte di giudici e avvocati amministrativisti. In commissione sono stati presentati emendamenti volti a salvare i Tar delle città sedi di Corte d' Appello (Lecce, Reggio Calabria, Salerno, Brescia, Catania). «Sono disposta a cambiare idea», ha dichiarato il ministro, «se mi convincono che ci sono ragioni oggettive legate al funzionamento della giustizia per mantenerli. Ma se si tratta si iniziative localistiche dei singoli deputati per salvare i Tar del proprio collegio allora non ci sto». FRANCESCO CERISANO 14

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