PROVINCIA PATAVINA DI S. ANTONIO Frati Minori Conventuali CI HANNO PRECEDUTO. Necrologio dei frati defunti

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1 PROVINCIA PATAVINA DI S. ANTONIO Frati Minori Conventuali CI HANNO PRECEDUTO Necrologio dei frati defunti Padova 13 giugno 2007

2 PRESENTAZIONE IL VICARIO PROVINCIALE In occasione del giubileo della Provincia ( ) si è ritenuto opportuno raccogliere i profili di tutti i frati defunti (fino al 31 maggio 2007) in un unico volume e metterlo a disposizione delle singole Comunità. «La raccolta di questi semplici profili dei nostri confratelli che sono già nella casa del Padre scriveva nella Presentazione alla prima edizione del 1994 l allora Ministro provinciale fra Agostino Gardin potrà costituire, per ogni nostra comunità, un prezioso piccolo archivio di memorie, da custodire e aggiornare», da scorrere di quando in quando per «rivedere il volto e ripensare alla figura di frati che abbiamo personalmente conosciuto, che hanno contribuito alla nostra formazione francescana e con i quali abbiamo vissuto e lavorato». Ma ci è caro, anche, far memoria con gratitudine della testimonianza di fede cristiana e dei valori francescani che i confratelli che «ci hanno preceduto» hanno saputo dare nei contesti socio-culturali e religiosi in cui l obbedienza li aveva collocati. Inoltre, questi nostri fratelli ci invitano a operare con coraggio e lungimiranza sulle vie indicateci oggi dal Signore, coniugando ancora passione per Dio e passione per l uomo, sull esempio di Antonio di Padova. Il presente lavoro si avvale prima di tutto di quanto uscito nel 1994 a cura del compianto padre Renato Belluzzo e successivamente rivisto e aggiornato dal padre Paolo Gavazzi per l edizione del Ad esso ha fatto seguito il Supplemento del 2001 che presentava i profili dei frati della Provincia Ligure Piemontese, curati dal padre Franco Careglio, e quelli dei frati della Provincia Patavina (dal 1997 al 2001) curati ancora dal padre Paolo Gavazzi. Questa edizione giubilare è stata curata dal padre Giorgio Laggioni e dal padre Tito Magnani, ai quali va il nostro grazie per la passione e la competenza. Ogni Comunità della Provincia continui a pregare ogni giorno per i frati «che ci hanno preceduto», ringraziando il Signore per il bene che hanno operato quando erano tra noi. Padova, 13 giugno 2007 Solennità di S. Antonio di Padova FRA GIANNI CAPPELLETTO Vicario provinciale

3 INTRODUZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE È doveroso ricordare i fratelli che ci hanno preceduto nel tempo. Vissero nei nostri luoghi, soggiornarono nelle nostre celle, pregarono nelle nostre chiese, consumarono i pasti nei nostri refettori, prima che il Signore li chiamasse e li avviasse per sentieri senza tramonto. Di alcuni di essi non si sono ancora spente le voci e le cronache sono piene di fresche memorie. Da loro abbiamo ereditato preziosi messaggi, chiusi in scrigni di silenzio, sudore e fatica, ed è per non disperderli, ma fissarli, che ci siamo impegnati volentieri in quest opera. Non si tratta di una storia, una monografia, uno studio, e neppure di una veloce carrellata o di cenni generici, ma di un profilo che, pur dando spazio solo all essenziale, ci sia di viatico nel nostro viaggio incerto e ancora in corso. Avremmo dovuto tenerci entro una certa misura e ridurci per ognuno ad una decina di righe, ma spesso siamo stati costretti a superarle: per molti si sarebbero esaurite nel semplice elenco dei dati anagrafici e dell itineranza; per altri invece sarebbero risultate anche troppe, specie per i defunti dei primi anni del secolo, per i quali abbiamo faticato non poco nella ricerca di notizie della loro giornata terrena, di qualche tratto del loro volto velato o corroso dal tempo. Un lavoro a più largo respiro potrà riaccendere i loro ricordi sbiaditi e sparsi. Ne è risultato così una specie di vademecum, un breve spaccato, un bozzetto dal quale emerge soprattutto un duplice messaggio: il primo, che riguarda noi, di non dimenticarli nelle nostre preghiere perché forse ancora in via di purificazione; il secondo, di loro spettanza, di continuare il cammino insieme a noi, per farci giungere e completare la famiglia all ultimo approdo. Posti in fila, i passi dei confratelli che non sono più a quanto spazio percorso corrispondono? Ci sono quelli che «l obbedienza» tenne sempre in moto perpetuo, forse nel timore che si arrugginissero, veri giramondo, con la valigia in mano senza posa e interruzione; altri, invece, tenuti gelosamente «in frigo» e piantati saldamente in uno o due conventi, fino a consumazione. Destano maggior meraviglia per i loro frequenti spostamenti i frati dei primi anni del secolo, quando ancora i mezzi di locomozione veloce erano scarsi: esempio di distacco e di grande disponibilità. La maniera con cui ci hanno lasciato è varia. Oltre alle malattie per consunzione, dovute ad acciacchi indefiniti e sempre crescenti dell età, le «vie maestre» sono il tumore maligno e l infarto, ma anche «l improvvisa morte» prende sempre maggiore consistenza negli ultimi anni, dovuta ad incidenti, oppure a malori e ad ictus, che hanno forzato alcuni ad una brusca, non prevista uscita dalla strada della vita. A nostro conforto, dai loro ultimi momenti e da voci non registrate ma riportate, possiamo affermare che «l improvviso» riguarda gli spettatori, non gli inte-

4 6 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. ressati: questi hanno avuto modo di «prevedere» il momento supremo: suggerimenti, avvisi, segni dell arrivo sono captati a distanza. Dio, per il quale la misericordia è «d ufficio», preavvisa in tempo i suoi figli e li coglie nel momento più opportuno, poiché la morte non sfugge al piano del Suo amore. «Non siete nelle tenebre, così che il giorno del Signore possa sorprendervi come un ladro; voi tutti infatti siete nella luce e figli del giorno, non della notte né delle tenebre» (1Ts 5,4-5). Il luogo dove sono colti dal sonno eterno è molteplice, talora impensato. Per lo più l ospedale e il convento (la cella); ma anche all aperto, su di una roggia, lungo la massicciata di una rotaia, tra impervie montagne, su una strada di campagna o sulla via di una grande metropoli; in posizioni diverse, composti sul letto, mentre scendono le scale o stanno per indossare o deporre le vesti sacre: sorella morte ha i suoi gusti, piuttosto incurante e poco rispettosa delle convenienze. Ma quello che importa è come si muore, non il dove. Alcuni hanno avuto il tempo, nel supremo istante, di dire un grazie, di sussurrare una preghiera, di seguire i confratelli nel rito finale, di esprimere un cenno di saluto, di formulare un desiderio, di pronunciare una giaculatoria. I più sono attorniati dall affetto dei confratelli, ma anche quelli che se ne vanno in solitudine non sono abbandonati: la morte è un fatto «di famiglia» e coinvolge tutta la comunità, sempre vicina anche se non fisicamente. Anche la Chiesa è sempre amorevolmente presente all agonia di ogni suo figlio, in ogni parte della terra. Quasi tutti i nostri confratelli hanno trovato riposo nelle due tombe di famiglia: Camposampiero e Arcella; qualcuno tra i suoi parenti, ma vi sono anche quelli che non hanno una dimora conosciuta. C è un età preferita da sorella morte? Pare di sì. Salvo partenze tragiche, per le quali gli anni sono tutti eguali, sembra si affacci con più frequenza nella fascia che va dai 60 ai 70 anni. La media di vita si aggira sui 65 anni; ma ultimamente si è spostata verso i 70. Può darsi che ritrovati e scoperte, sempre all ordine del giorno, possano domani prolungare non poco anche l esistenza dei figli di Francesco, ma ciò non ha importanza. Alcuni, dalla corsa breve e veloce, costruiscono molto, altri, dal tratto lungo e tardo, realizzano poco. Meglio vivere bene lo spazio concesso, non prendere troppa confidenza con il tempo, ed essere sempre pronti ad incontrare il volto mite e festoso di Gesù Salvatore, che ha voluto sperimentare la brevità e la caducità del nostro vivere. Un ultima constatazione: la nostra sorella non ama tardare molto e tanto meno fare salti mortali. Anni in cui non ci abbia visitato, gli «anni zero», si possono contare sulle dita: si infittiscono agli inizi del secolo per il «poco materiale» a disposizione: sono gli anni 1910 e 1911: una doppietta ripetuta poi a distanza nel 1949 e 1950; e gli anni 1914, 1923, 1925, 1927, 1930, 1933, 1935, 1949, 1956, 1959, 1964; ma poi si rifà abbondantemente pigiando con piede pesante sull acceleratore, raggiungendo ultimamente anni-falcidia: dal 1983 al 1989 cinquanta. Ma forse, più

5 INTRODUZIONE ALLA PRIMA EDIZIONE 7 avanti, dovrà frenare la corsa perché di nuovo «il materiale» andrà celermente diminuendo. Nella serie dei confratelli passati a miglior vita, molti emergono per studi e attività: costruttori, musicisti, storici, oratori, insegnanti; carriere brillanti e veloci in ogni campo, un lungo filone d oro nel cammino della cultura con opere riposte in biblioteche e archivi segreti. Ma non sono pochi quelli dai passaggi plurimi e veloci, illetterati che ci hanno lasciato un eredità esemplare in lavori, impegni nascosti, umili, carichi di sudore e di fatica, che nessuno potrà mai contare né archiviare. Volutamente abbiamo indugiato con penna più generosa su questa schiera di fratelli, vissuti nell ombra e nel nascondimento. Confrontare vitalità e attività dei primi anni dei secolo con quelle degli anni di mezzo e degli ultimi è difficile: tempi diversi, mentalità diverse, mezzi a disposizione pure diversi; ma vi è una nota che accomuna tutti i confratelli di questi novant anni: l ardore e l affetto verso la nostra amata Provincia. Dalle loro labbra spente esce un monito a vivere da veri fratelli, sempre in cordata verso la cima, ove l ombra si accorcia e la luce si diffonde, memori che la giovinezza e i capelli neri sono un soffio, e il momento di cambiar vita è sempre incombente. II loro più pressante messaggio, in conclusione, è tutto qui: ogni momento che ci rimane è prezioso. Tutti, nel salire il monte della vita, si sono ampiamente serviti della protezione speciale della Vergine Immacolata, del nostro Padre san Francesco e del nostro Santo, Antonio: un trio senza del quale il cammino si inceppa, la fatica e l ansia aumentano e l approdo diventa difficile. Una parola è necessario spendere, prima di concludere, per precisare i criteri adottati nella scelta dei frati ricordati in questo lavoro: non si deve dimenticare infatti che diversi nostri confratelli, con la nascita delle Province del Brasile e Rioplatense, si sono trasfiliati a dette Province, e dunque non appartegono più giuridicamente alla nostra Provincia. Ci è sembrato opportuno allora adottare un criterio che, in linea di massima, ci consentisse di ricordare, oltre a coloro che sono a pieno titolo «patavini», anche quelli che sono nati e che si sono formati alla vita religiosa nella nostra Provincia e poi sono passati a far parte delle Province-figlie del Sud America o di altre circoscrizioni; inoltre si è voluto ricordare i frati appartenenti ad altre Province che sono vissuti a lungo e sono morti in qualche nostro convento. Un ultima annotazione. Questo necrologio dovrà necessariamente essere aggiornato in futuro, visto che tutti siamo in lista d attesa e tutti ci stiamo dirigendo là dove tanti amici e confratelli ci attendono. Ricordiamoli! Ricordiamoci! FRA RENATO BELLUZZO Brescia, 29 maggio 1994

6 NOTA ALL EDIZIONE GIUBILARE Il presente volume raccoglie 366 brevi profili dei frati defunti (3 sono i Servi di Dio e 5 i Vescovi), dalla ricostituzione della Provincia Patavina (1907) fino al 31 maggio L elenco, in ordine cronologico, è aperto dall esemplare figura, per santità di vita, del padre Lodovico Marangoni ( ), dapprima Ministro provinciale della Dalmato-Patavina, poi Generale dell Ordine e Vescovo di Chioggia (sono stati aggiunti, tra l altro, i versi inediti da lui dettati prima della morte), ed è chiuso dal padre Gaudenzio Salvaterra ( ), missionario in America Latina. Tra questi, 44 profili riguardano altrettanti religiosi appartenenti (dal 1908) alla Provincia Ligure Piemontese, unita alla Provincia Patavina dal 4 ottobre I frati, già della Ligure Piemontese e defunti dopo questa data, si aggiungono a quelli della Provincia Patavina. Le trasfiliazioni dei frati entrati nella nostra Provincia e in seguito passati ad altre circoscrizioni, in particolare alle Province-figlie dell America Latina, sono indicate nelle rispettive biografie. A seconda della data della morte, viene specificata l appartenza alla nuova Custodia o Provincia. A questo scopo si tenga presente che la Custodia Rioplatense è stata eretta in Provincia nell anno 1989, mentre la Custodia S. Francesco del Brasile divenne Provincia nel Per la ricerca dei singoli profili biografici sono disponibili due elenchi: in ordine alfabetico e in ordine cronologico. Tutto il materiale precedentemente predisposto è stato rivisto ed emendato da errori e imprecisioni e, in qualche caso, anche aggiornato, come per esempio le biografie dei Servi di Dio fra Giacomo Bulgaro, padre Girolamo Biasi e padre Placido Cortese. In particolare, per p. Cortese è risultata necessaria una nuova stesura del testo, in conseguenza delle importanti acquisizioni storiche e testimoniali che hanno permesso, oltre all avvio della causa di beatificazione, di stabilire anche la data della morte, in precedenza sconosciuta. Infine, alcuni profili sono stati completati con l indicazione della bibliografia finora disponibile. Ci auguriamo che questo lavoro contribuisca a tenere viva la memoria dei nostri confratelli che ci hanno preceduto nella casa del Padre e a pregare per loro, secondo l esortazione di San Francesco (cfr. Rnb III: FF 10; Rb III: FF 83), riconoscendo nelle loro esistenze, con diversa intensità, un esperienza di Dio. Padova, 31 maggio 2007 I COMPILATORI

7 GENNAIO SERVO DI DIO FRA GIACOMO BULGARO ( ) «Signore Gesù, depongo tutto me stesso ai tuoi piedi. Ti lascio la mia volontà: ne farai ciò che vuoi; ti lascio il mio cuore: lo renderai gioioso al tuo cospetto; ti lascio l anima mia: sia compiacenza del tuo amore; ti lascio i miei sentimenti, perché divengano profumo d amore alla tua maestà. Ecco, Gesù, sono perfettamente tuo e tu sii proprietario di tutto il mio essere. Padre celeste, gradisci la mia offerta d amore: ti domando d essere accettato come vittima d amore e fa che io sia una cosa sola con la tua divina volontà». (dagli Scritti) Fra Giacomo Bulgaro, terracotta di Romeo Sandrin (2002), Brescia, Convento S. Francesco

8 GENNAIO 13 1 gennaio 1952 Fra LUDOVICO BIASOTTI della Provincia Ligure Piemontese anni 69 Nato ad Antéssio di Sesta-Godano (La Spezia) il 15 dicembre 1882, emise la prima professione il 17 giugno Professò quindi solennemente ai Ss. XII Apostoli in Roma il 18 giugno Passò lunghi anni nella nostra missione di Oriente: prima a Costantinopoli (fino al 1909) e poi a Damasco dal 1911 fino al Maestro di disegno apprezzato e preciso, modesto pittore, pio, umile, obbediente si distinse per una dolce e costante letizia, unita a mansuetudine veramente francescana. Prestò poi la sua opera a Sant Antonio di Boccadasse in Genova ( ). Si ritirò quindi, ormai infermo, a S. Francesco d Albaro. Ricoverato all ospedale Galliera di Genova, mori il l gennaio. Riposa nel cimitero di Staglieno di Genova. 1 gennaio 1978 Padre GENTILE DE SANTI anni 51 Nato a Vallon, isola di Cherso (Pola) il 26 febbraio 1926, entrò a Camposampiero nel Emise la professione temporanea nel 1944 e la solenne nel 1949; fu ordinato sacerdote al Santo (Padova) il 16 marzo Trascorse i primi quattro anni di ministero come assistente dei giovani e poi come vice direttore del Messaggero di S. Antonio. Dal 1956 al 1977 gli venne affidata a Roma la custodia della Grotta delle apparizioni della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane, dove si prodigò generosamente in una conduzione dignitosa e prudente, sorretta da una profonda devozione alla Madonna. P. Gentile si distinse pure nel campo liturgico, per il quale, fin da chierico, mostrò un vivo interesse. Scrisse alcuni opuscoli, apprezzati nel campo ecclesiale e contribuì all edizione della Liturgia delle Ore, secondo il calendario romanoserafico, e del messale serafico. Da tempo non godeva buona salute per un diabete fastidioso e pronunciato, cui si aggiunsero un ossessionante angoscia per il continuo diminuire della vista e una grave malattia di carattere circolatorio. Ricoverato all ospedale di Feltre (Belluno), venne poi dimesso e inviato a Treviso, dove, non molto tempo dopo, fu

9 14 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. rinvenuto in cella privo di vita, serenamente composto nel suo letto, la mattina del 1 gennaio Nella mia sofferenza prego di poter essere un autentico prolungamento dell Umanità sofferente di Cristo per la salvezza delle anime. Mi sostengono le preghiere di molti alle Tre Fontane. Scriverei molto: diario, elevazioni, ma non ci vedo, scrivo a caso. L ultimo anelito, poi si addormentò nel Signore. Riposa all Arcella. 3 gennaio 1998 Padre NAZARENO STEDILE anni 70 Nato a Terragnolo (Trento) il 27 ottobre 1927, p. Nazareno (Placido) Stedile entra nel collegio di Camposampiero nel 1939, dove frequenta le scuole medie, passa quindi a S. Pietro di Barbozza per il ginnasio. Compie l anno di noviziato al Santo di Padova e qui emette i voti semplici nel 1951, mentre pronuncia i voti solenni a Spoleto nel Frequenta gli studi liceali a Spoleto ( ) e il corso filosofico-teologico a Bologna e Spoleto ( ); viene ordinato sacerdote a Spoleto nel Passa i primi anni del suo sacerdozio in alcuni conventi della Provincia Umbra: Gabicce Mare (1960), Cattolica ( ), Gubbio ( ); poi ritorna in Provincia e risiede ad Arsio ( ), Gazzolo ( ) e ancora ad Arsio dove rimane fino alla morte. La vita di p. Nazareno non è segnata da fatti particolari: egli ha saputo ritrovare uno stile sapienziale fatto di cose semplici, quotidiane. Era fedele ai momenti di preghiera, come a quelli d incontro e fraternità; esercitava il sacro ministero, dedicandosi, soprattutto, ad ascoltare le confessioni dei fedeli; la sua predicazione aveva uno stile particolare, molto aderente ai fatti della vita, che il popolo apprezzava. Aveva un rapporto immediato, francescano con il creato: ha sempre avuto attenzione e cura degli animali, dei fiori e delle piante. Partendo da quanto vedeva di bello e di grande, sapeva lodare e rendere grazie al Signore onnipotente e buono. La morte lo coglie nel sonno ad Arsio di Brez (Trento) il 3 gennaio 1998; i funerali sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Brez il 4 gennaio; è sepolto nel cimitero di Padova-Arcella.

10 GENNAIO 15 4 gennaio 1975 Padre STEFANO FOGALE anni 64 Nato a S. Zenone degli Ezzelini (Treviso) il 26 dicembre 1910, si fece religioso a Camposampiero nel 1936, già chierico teologo del Seminario diocesano di Treviso; emise la professione temporanea nel 1938 e quella solenne nel Fu ordinato sacerdote l 8 dicembre Il suo curriculum si esaurisce in una sola voce: il Santo, dove rimase per ben 34 anni, fedelissimo al compito di confessore e a quello di segretario personale di vari rettori della basilica e dei Ministri provinciali: collaboratore discreto, silenzioso, affezionato. Per un anno fu pure economo provinciale. Niente di particolare da segnalare se non la sua straordinaria vita ordinaria, vissuta in fedeltà e riservatezza, felice di godere della fiducia dei superiori e di rendersi utile a tutti. Non ebbe mai molta salute: l infarto, sempre in agguato, nel dicembre del 1974 esplose in tutta la sua virulenza e p. Stefano si spense serenamente nella casa di cura «Villa Maria» di Padova, raggiungendo in cielo la sorella suora, spirata da pochi giorni. Riposa all Arcella. 5 gennaio 1940 Padre LUIGI GUIDALDI anni 46 Nato a Segni (Roma) il 12 luglio 1894, entrò a Camposampiero nel Vi trascorse l anno di noviziato nel 1909, emise la professione temporanea nel 1910 e la solenne nel 1919, dopo essere stato ufficiale nella prima guerra mondiale. Fu ordinato sacerdote ad Amelia (Terni) nel Di famiglia al Santo, fu incaricato della Biblioteca Antoniana; nel 1929 si laureò all Università di Padova e nel 1933 venne nominato Cavaliere Ufficiale della Corona d Italia. Di ingegno pronto, tenace, si è sempre segnalato per grande profitto e straordinaria diligenza nello studio. Si specializzò nel vasto campo delle ricerche, nei suoi molteplici aspetti, storico, critico, ermeneutico, artistico, biografico, bibliografico, con articoli e studi tradotti in varie lingue. Poliglotta insigne, conosceva e parlava correntemente il francese, lo spagnolo, il portoghese e altre lingue europee e orientali. Diresse e compilò la rivista Il Santo, ricca miniera per ogni studioso di memorie antoniane; si impegnò nell insegnamento nei nostri seminari di Camposam-

11 16 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. piero, Venezia e Padova. Semplice, buono, sincero, talvolta ingenuo, fu di carattere affabile e rispettoso: un austera ritiratezza lo caratterizzava nella sua vita privata. Si spense ancora giovane, colpito da broncopolmonite. Riposa all Arcella (ossario). 5 gennaio 1976 Padre VITO TONIN anni 66 Nato a S. Vito d Arsiè (Belluno) il 19 settembre 1909, fu consacrato a S. Antonio di Padova dalla mamma, perché salvato prodigiosamente da un gravissimo incidente stradale: avvenimento sempre presente nella mente del p. Vito e riportato nel Bollettino dei Santuari Antoniani di Camposampiero. Entrò nel 1920 a Camposampiero; emise la professione temporanea nel 1925, la solenne nel 1930, e fu ordinato sacerdote il 21 maggio Di famiglia successivamente a Vicenza, Camposampiero, Cherso, Brescia, San Pietro di Barbozza, Castagnara (Padova), Brescia, Pedavena e Treviso. La sua lunga e frequente itineranza è dovuta agli spostamenti dei seminari, nei quali p. Vito consumò quasi interamente la sua vita religiosa, nell insegnamento (trentotto anni) e collaborando in modo valido e prezioso alla formazione dei giovani, specie per l istruzione e la scienza impartite con competenza, modestia e puntualità. Colpito da un doloroso tumore maligno, varcava la soglia dell eternità la sera del 5 gennaio 1976, a Treviso. Riposa all Arcella. 6 gennaio 1994 Padre BENVENUTO GIACON anni 81 Nato a Padova il 31 luglio 1912, entrò nel 1926 a Camposampiero dove frequentò le due ultime classi delle medie e la IV ginnasio; la V ginnasio la completò a Venezia, proseguì poi il liceo a Cherso e a Brescia, la teologia a Roma. Dopo il noviziato, emise la prima professione nel 1931, la solenne nel 1934; venne ordinato sacerdote a Roma nel Di famiglia a Pola, Brescia, Camposampiero, Brescia,

12 GENNAIO 17 S.Pietro di Barbozza, Padova-Istituto Teologico, Padova-Immacolata, Padova-Santo e dal 1967 all Arcella. Vari i titoli di studio: diplomato in biblioteconomia, paleografia e archivistica, ragioneria, licenziato in teologia, dottore di scienze matematiche. Diversi pure gli incarichi affidatigli, delicati e di fiducia: custode della Patavina, economo provinciale, e per 28 anni rappresentante legale della Provincia. Fin da giovane evidenziava una forte propensione per le scienze esatte, per cui i superiori vollero che si laureasse in matematica a Milano. Poté così, per oltre trent anni, prestarsi nell insegnamento nei seminari (chiara, precisa, facile la sua esposizione, non sempre altrettanto la comprensione), e inoltre dare un valido apporto ai problemi amministrativi e legali della Provincia: un lavoro arduo, arido, che richiede precisione puntigliosa, attenzione, tempo ed energia. La sua competenza in merito, convalidata da impegnative pubblicazioni, apprezzata e valorizzata nei convegni degli economi cattolici, la pose con disinteresse a disposizione della Provincia e dei confratelli che a lui si rivolgevano; sempre cordiale, premuroso e umano. Coltivò la vita spirituale religiosa anche nei momenti più faticosi del suo quotidiano e la rafforzò ai piedi dell Immacolata quando, nel 1990, colpito da un leggero ictus cerebrale, si ritirò a S. Pietro di Barbozza. Un tumore che, dalla prostata, diffusosi, era giunto ai polmoni, gli rese dura l esistenza e i giorni contati. La sera del 6 gennaio il Signore lo chiamò: da alcuni giorni aveva già perduto conoscenza. Riposa all Arcella. 8 gennaio 1978 Padre OTELLO BRUNO MELATO anni 65 Nato a S. Maria Dese di Favaro Veneto (Venezia) il 23 dicembre 1912, entrò a Camposampiero nel 1924; emise la professione temporanea nel 1930, la solenne dei 1934, e venne ordinato sacerdote ad Assisi il 6 settembre Fu sempre a servizio delle nostre parrocchie con responsabilità pastorali svolte di solito in prima persona. Dopo quattro anni trascorsi all Arcella sotto la guida del p. Lodovico Bressan, fu il primo guardiano e parroco a Camerlata di Como, dove, fino al 1958, si adoperò per la costruzione della chiesa, del convento e delle opere parrocchiali. Fu quindi trasferito nella grande parrocchia di Viale Corsica a Milano come prevosto, fino al In seguito trascorse un breve periodo di tempo ai Frari in Venezia e poi, dal 1969, si mise a disposizione della parrocchia del Sacro Cuore di Mestre.

13 18 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. Il male che lo minava da tempo ebbe lentamente il sopravvento: fu trovato morto nella sua cella, stroncato da un improvviso scompenso circolatorio. Poco prima aveva chiesto il breviario, che aveva dimenticato da qualche parte. Carattere riservato e chiuso, si distinse, specie negli ultimi anni, per il suo amore verso gli ammalati e per la pazienza nel sopportare le sofferenze che il suo stato di salute gli procurava. Riposa all Arcella. 8 gennaio 1984 Padre PIO CAPPONI della Provincia Americana della B. V. M. Consolatrice anni 73 Nato a Roma il 27 gennaio 1911, entrò nel seminario di Amelia (Terni) nel Fece la professione temporanea ad Assisi nel 1928 e quella solenne nel Fu ordinato sacerdote nel Di famiglia ad Assisi, pro-rettore del Collegio teologico; nel 1937 a Damasco (Siria), superiore, direttore della Scuola italiana e insegnante di canto e di religione. Nel 1946 ritornò ad Assisi, dove fu collaboratore del M p. Domenico Stella; passò quindi a Roma, come direttore della Cappella Costantiniana dei Ss. XII Apostoli. Qui completò gli studi musicali, conseguendo il magistero in composizione sacra e direzione polifonica presso il Pontificio Istituto di Musica Sacra. Su richiesta, fu inviato a Lexington (Kentucky, USA) per fondare una Schola cantorum a servizio della diocesi: vi trascorse un «triennio di gioia», che suggellò iscrivendosi alla Provincia americana della «Beata Vergine Consolatrice degli Afflitti». Ritornato in Italia, fu dapprima ad Assisi e poi, nel 1969, a Padova, alla direzione della Cappella musicale della basilica del Santo, che in quindici anni portò ad ottimo livello, conseguendo riconoscimenti in patria e all estero. Nel 1979 gli venne conferito il titolo di Maestro Direttore della Cappella Musicale del Santo. Le numerose composizioni che di lui ci rimangono, testimoniano il suo talento e la sua ispirazione. L umanità, la fedeltà nell amicizia, la cortesia sincera, il rispetto e la stima verso tutti sono stati i connotati della sua personalità, uniti ad un carattere forte, deciso e a volte imprevedibile. Morì di infarto nella festa dell Epifania, mentre dirigeva la Messa solenne: appena il tempo di dire «mi sento male», e nonostante la corsa disperata all ospedale, p. Pio chiuse la sua giornata terrena portandosi nel cuore le armonie del «Gloria», che a stento era riuscito a dirigere sino alla fine. Riposa all Arcella.

14 GENNAIO 19 8 gennaio 1996 Padre ROMOLO RAVASCHIO Ministro provinciale della Ligure Piemontese anni 78 Nato in Genova il 15 luglio 1917, emise la professione temporanea il 10 ottobre 1933 e la solenne i1 30 luglio Ordinato sacerdote a Roma il 7 luglio 1940, si laureò a pieni voti in teologia nel Parroco di S. Francesco d Albaro in Genova dal 1950 al 1982, Ministro provinciale dal 1958 al 1963, giudice del Tribunale ecclesiastico di Genova. Colpito da gravi disturbi cardiocircolatori, continuò la sua vita di preghiera e di amministrazione dei Sacramenti, sempre nell umiltà e nel silenzio. Investito da una moto la sera del 16 dicembre 1995, venne ricoverato presso la clinica Villa Serena di Genova, e inutilmente si tentò di arrestare il male che, causa forse l incidente, si era scatenato. Religioso riservatissimo, esemplare per la mitezza, il silenzio, la dedizione agli studi e soprattutto l amore a Dio, alla Chiesa e all Ordine. Riposa nel cimitero di Staglieno in Genova. 8 gennaio 2002 Padre SEBASTIANO SARTOR anni 81 Nato a Campocroce di Mogliano Veneto (Treviso) il 10 gennaio 1920, riceve al battesimo il nome di Luigi. All età di 13 anni entra nel collegio di Camposampiero, dove frequenta la scuola media ( ). A Cherso (Istria) segue il corso ginnasiale ( ) e a Padova, nel convento del Santo, trascorre l anno di noviziato, sotto la guida del maestro p. Francesco Varotto, dall 8 settembre 1938 al 9 settembre 1939, giorno in cui emetterà la professione temporanea. Da pochi giorni era scoppiato in Europa l incendio della seconda guerra mondiale. Dopo il corso liceale a Brescia ( ) ritorna a Cherso per la professione solenne il 4 ottobre È nuovamente a Padova per la frequenza del corso filosofico-teologico ( ), che culminerà con l ordinazione sacerdotale, avvenuta il 7 luglio 1946 presso il seminario vescovile per l imposizione delle mani di mons. Carlo Agostini. Seguì un intensa stagione di apostolato, che si protrasse per oltre cinquant anni, durante i quali p. Sebastiano fu di famiglia in numerosi conventi della Provincia. Sono da ricordare, particolarmente, i lunghi periodi trascorsi a Roma-S. Marco Evangelista ( ), Sabaudia ( , guardiano e parroco), Roma-Ss. Pietro e

15 20 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. Paolo ( ). Negli ultimi cinque anni fu di famiglia a Gazzolo, dove la comunità dei frati gli fu molto vicina durante la malattia che lo condusse alla morte. Esercitò con entusiasmo il ministero sacerdotale, caratterizzato da un intensa pietà mariana, ispirata al messaggio di Fatima, lasciando dovunque segni evidenti del suo amore alla Madonna, che onorava soprattutto con la corona del Rosario. Il suo animo di fanciullo, che seppe sempre conservare, gli facilitò anche l approccio con i bambini e i ragazzi, che riusciva a coinvolgere lietamente nelle sue iniziative. Alle esequie, celebrate nella chiesa di S. Antonio di Gazzolo, presiedute dal Vescovo ausiliare di Brescia mons.vigilio Mario Olmi, intervennero numerose persone, venute anche da lontano. Riposa nel cimitero di Lumezzane, accanto ad altri frati ivi sepolti. 9 gennaio 1942 Padre ANTONIO BOLOGNINI Primo Ministro provinciale della Patavina anni 74 Nacque a Lumezzane (Brescia) il 26 marzo Fu novizio del p. Pacifico Rabuini. Ordinato sacerdote a Lésina (Dalmazia) nel 1891, fu guardiano a Cherso ( ) e poi a Camposampiero ( ). Nella separazione della Provincia Patavina dalla Dalmata (17 ottobre 1907), venne nominato primo Ministro provinciale dal 1907 al Dopo essere stato Rettore del Santo dal 1919 a 1922, fu nuovamente Ministro provinciale fino al 1924 (fu costretto a lasciare l ufficio perché coinvolto, in buona fede in un difficile caso che turbò la Chiesa padovana negli anni 20); in seguito, fino alla morte, a Roma come Consultore della Congregazione dei Sacramenti e Visitatore dei seminari dell Ordine. Tempra di organizzatore, pose coraggiosamente le basi della futura Provincia con la costruzione del seminario di Camposampiero e più tardi, contro il parere di molti, di quello di S. Pietro di Barbozza per il ginnasio. La prima guerra mondiale mise a dura prova queste iniziative, ma, con la pace, in breve i seminari risorsero più ampi e funzionali. Altro suo grande merito, l aver ottenuto il nostro ritorno alla basilica dei Frari (Venezia), nel Seguirono gli anni romani: a Roma con il corpo, in Provincia con il cuore. Sempre preoccupato della sua Provincia, trascurava se stesso (una volta giunse a Lumezzane con le calze spaiate: Eh, ce ne sono di più poveri di me! ), e anche i suoi parenti, ai quali dedicava ben poco tempo, perché si interessava sempre della Chiesa e dei suoi confratelli. Sazio di anni e di lavoro, chiuse serenamente gli occhi per aprirli alla luce eterna. Fu sepolto al Verano (Roma), ma il 23 febbraio 1986 tornò tra i suoi monti nel cimitero di Lumezzane-Pieve.

16 GENNAIO 21 È considerato il Padre e il Fondatore della rinata Provincia Patavina. Il paese natio gli ha dedicato una via. Visse con semplicità, pensò con grandezza. 9 gennaio 1944 Padre GRAZIANO ZANIN anni 32 Nato a Talmassons (Udine) il 27 aprile 1912, entrò nell Ordine il 1 ottobre 1923, emise la professione temporanea nel 1929, la solenne nel 1933, ordinato sacerdote il 7 marzo Fu di famiglia prima a Milano, come cooperatore e insegnante di religione nelle scuole medie, e dal 30 settembre 1942 a Pola, nella nuova parrocchia di San Giuseppe. Un rigido giorno di gennaio del 1944, giunse dal capoluogo dell Istria un luttuoso telegramma: San Giuseppe colpita incursione aerea 9 corrente Padre Graziano tragicamente perito, tentativo salvare Santissimo. Si seppero poi i particolari: mentre era genuflesso all altare nell atto di aprire il tabernacolo per porre al sicuro l Eucaristia, lo spostamento d aria di una grossa bomba scaraventò p. Graziano contro gli scanni e la parete, fratturandogli le gambe e uccidendolo all istante: solo il volto restò intatto e sereno. Subito dopo altre bombe caddero e rovinarono quasi del tutto la chiesa, ma l altare, il tabernacolo e l Eucaristia furono risparmiati. Vita breve la sua, terminata in uno spontaneo slancio di amore verso Colui al quale aveva consacrato tutto se stesso. Solo una grande fede e un illimitato amore verso Cristo, possono spiegare l eroico comportamento di p. Graziano. Nel 1966 la salma, riportata in patria, fu tumulata nel cimitero di Talmassons (Udine). 9 gennaio 1989 Padre DANIELE REFRONTOLOTTO trasfiliato alla Custodia di Calabria anni 72 Nato a Colfosco di Susegana (Treviso) il 20 ottobre 1916, entrò nel seminario di Camposampiero a quasi 15 anni, il 21 settembre del Emise i voti temporanei nel 1937 e quelli solenni nel Frequentò la teologia a Padova e fu ordinato sacerdote a Roma nel 1943, in rito greco-bizantino, a motivo del suo mai spento anelito di consumare la sua vita tra i fratelli dell Albania.

17 22 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. Fin da giovanetto, dalla chiesetta di San Bartolomeo, su di un altura dell isola di Cherso, spingendo lo sguardo lungo le azzurre coste dell Adriatico, galoppava con la fantasia veleggiando missionario verso quelle terre laggiù in fondo. Ma la guerra infuria aspra e sanguinosa e il sogno finisce nel cassetto delle sue aspirazioni. La Provvidenza lo inviò nell Eparchia di Lungro, dove per lunghi anni esercitò con totale dedizione l ufficio di parroco a S. Giorgio Albanese (Cosenza), con invenzioni tipiche del suo temperamento. Iscrittosi in perpetuum alla Custodia provinciale di Calabria, nel 1972 fu trasferito a Castrovillari e poi a Palmi (Reggio Calabria), dove gli giunse, non inaspettato, l invito a vivere per sempre nella casa del Padre. Mi preparo per l eternità, diceva spesso negli ultimi tempi, perché, arrivando in Paradiso, S. Pietro non mi rimandi indietro. Sempre fedele alla missionarietà che gli stava dentro, sempre con gli ultimi, riuscì a portare a termine, nel campo della promozione umana, iniziative che nessun altro al suo posto sarebbe riuscito a realizzare: accenniamo all Istituto magistrale Maria Immacolata e ai consultori familiari e pediatrici. Una fede viva e attiva, una costante preghiera e una devozione francescana a Maria lo hanno sorretto lungo il suo non facile itinerario. Non possono essere dimenticati il suo inalterato buonumore e il bonario umorismo: ce ne resta traccia nelle numerose composizioni in rima, declamate in varie circostanze della vita di seminario e di convento, che se anche non possono essere nobilitate della qualifica di poesie, pure inducono nel lettore tanta serenità e tanto ottimismo. Ora riposa in pace a Palmi, sua terra di elezione. 10 gennaio 2002 Padre DEMETRIO ROMEDIO DOLZANI anni 91 Nato a Cunevo (Trento) il 29 marzo 1910, il piccolo Adolfo, così era stato chiamato al battesimo, entra grandicello nel seminario di Camposampiero nell ottobre del Emette i voti temporanei a Padova nel 1930, e quelli solenni a Brescia nel Il 18 settembre 1937 viene ordinato sacerdote presso la tomba del Serafico Padre in Assisi. È quindi di famiglia a Cherso ( ) e a Camposampiero ( ). Con il sopraggiungere della seconda guerra mondiale, nonostante la grave situazione, p. Demetrio (questo nome lo assume in seguito al suo passaggio dal rito latino a quello greco-bizantino), chiede di andare missionario, assieme ad altri confratelli, in Albania. In quella terra lavorò con grande zelo, non risparmiando fatiche, rag-

18 GENNAIO 23 giungendo i villaggi lontani per portare il messaggio di Cristo e il conforto a quelle popolazioni colpite dalla guerra. Alla fine del conflitto dovette ritornare in Italia, assieme agli altri confratelli, per non correre il pericolo di una condanna a morte da parte del nuovo regime comunista, che considerava i nostri missionari italiani come collaboratori degli ex dominatori. Rientrato in Italia nel 1945, fu destinato dalla Congregazione per le Chiese Orientali all Eparchia di Lungro (Cosenza), dove donò le sue migliori energie come parroco a Marri di S. Benedetto Ullano (Cosenza). Là si parla ancora di lui come di un uomo venuto dal cielo per la sua grande bontà. Dal 1960 al 1976 è a S. Giorgio Albanese; per due anni vi fu anche guardiano. Anche in questa parrocchia p. Demetrio fu l uomo e il frate pio, il francescano povero, l apostolo che andava anche nelle zone più lontane. Davanti alla disarmante semplicità del p. Demetrio, non si poteva non riconoscere in lui l uomo che viveva sì in terra, ma con l animo già rivolto alla patria celeste. Dopo l esperienza di S. Giorgio Albanese, venne trasferito a Palmi, dove rimase per dodici anni; fu poi a Squillace Lido ( ) e infine a Catanzaro, presso la basilica dell Immacolata ( ). Da qui fu trasferito nella nostra casa di S. Pietro di Barbozza. L aver lasciato la Calabria, lo stesso ritorno al rito latino da quello greco-bizantino, fu per lui un grande sacrificio, ma nonostante questo disagio, p. Demetrio seppe accogliere l obbedienza. A S. Pietro di Barbozza trascorse gli ultimi anni nella preghiera e nella pazienza, con la salute che lentamente lo abbandonò, portandolo all incontro con sorella morte il 10 gennaio 2002, all ospedale di Montebelluna. I funerali furono celebrati a Camposampiero. Riposa nella tomba dei frati nel cimitero locale. 11 gennaio 1948 Fra ISIDORO DANIELE anni 26 Nato a Saonara (Padova) il 26 aprile 1922, compì gli studi ginnasiali nei seminari di Camposampiero e di Cherso, il liceo a Brescia e a Venezia. Fece il noviziato al Santo, dove emise la professione temporanea nel 1944, che rinnovò poi nel 1947, nella speranza di pronunciare i voti solenni con i suoi compagni di classe nel Ma durante il periodo di ferie nella Casa di Rio di Pusteria (Bolzano) si manifestarono i primi sintomi della tubercolosi, che lo consumò in brevissimo tempo.

19 24 NECROLOGIO PROVINCIA PATAVINA OFM CONV. Offertosi vittima di espiazione per quei religiosi e sacerdoti che non corrispondono alla vocazione, si spense santamente il giorno 11 gennaio, festa della Santa Famiglia, nella casa di cura di Bressanone (Bolzano), dov era ricoverato dal 30 giugno del Non so dire come muoiono i santi dirà un confratello, testimone dei suoi ultimi momenti terreni ma mi basta aver visto la morte di fra Isidoro. Riposa nel cimitero di Bressanone. 12 gennaio 1994 Fra NATALE DE SANTI anni 76 Nato a S.Antonino di Treviso il 26 novembre 1917, entrò nel convento di Brescia il 15 ottobre Dopo il noviziato emise la prima professione al Santo e la solenne a Cherso nel Di famiglia al Santo, S. Pietro di Barbozza, Cherso, Como, Padova-Santo, Como, Camposampiero, Roma-S. Marco, Gazzolo, ancora a Roma-S. Marco, Venezia: un itineranza, talvolta sofferta, di oltre un trentennio, ma infine approdò nel 1974 a Roma-Ss. Pietro e Paolo e vi rimase fino alla morte. Duplice l attività nei suoi 55 anni di vita religiosa: la prima fu quella di questuante, a servizio della comunità e del sostentamento dei giovani seminaristi della Provincia, ricambiando ciò che riceveva di porta in porta, con pie esortazioni e promessa di preghiera, non dimenticando di promuovere tra i giovani la consacrazione a Dio e la vita francescana. La seconda attività, nella quale pure profuse senza risparmio le sue energie, fu quella di sacrestano. Con il suo sorriso semplice e accattivante continuò a svolgere il suo apostolato, di poche parole, di accoglienza premurosa, attenta e sollecita. Non era certo esente da qualche atteggiamento che strideva con il suo nome e cognome di sapore celestiale, ma era di poca durata e tosto sopito nel clima fraterno della comunità. Gli acciacchi piano piano demolirono la fibra di fra Natale e l arrivo della sorella comune non gli giunse improvviso in quel 12 gennaio, quando, dopo la chiusura del tempio, si ritirò in cella, saltando la cena e accusando molestie di carattere respiratorio, che, accentuatesi con altri segni preoccupanti, costrinsero il guardiano a convincere fra Natale a ricoverarsi. Ma il caro confratello desiderava soprattutto l Olio Santo che ricevette con devozione e, all arrivo dell autolettiga, aveva già preso la via dell eternità: un edema polmonare e l arresto cardiaco lo avevano stroncato. Riposa all Arcella.

20 GENNAIO gennaio 1996 Padre GUIDO CONVENTO anni 76 Nato ad Arzergrande (Padova) il 23 novembre 1920, nel 1932 entrò nel seminario minore dei pp. Scalabriniani a Bassano del Grappa (Vicenza), dove dopo aver frequentato le scuole medie e il ginnasio nel 1937 iniziò l anno di noviziato. Attratto dall ideale francescano conventuale, più confacente al suo temperamento, domandò di abbracciare la nostra vita. Venne accolto ed ammesso al noviziato, che trascorse nel convento del Santo nel 1938 e terminò il 18 ottobre 1939 con la professione temporanea; il 18 ottobre 1942, emise la professione solenne e il 17 giugno 1945 venne ordinato sacerdote nella chiesa parrocchiale di Peraga (Padova). Eccetto brevi periodi trascorsi nei conventi di Venezia, Treviso e Camposampiero, per ben 35 anni svolse il suo ministero nel convento del Santo, esercitando con zelo e precisione l ufficio di cerimoniere e penitenziere della basilica. La sua esistenza fu contraddistinta da una passione profonda per il culto del Signore, da una devozione filiale verso la Vergine Maria e soprattutto dall amore a S. Antonio. Colpito da una inesorabile malattia, proprio pochi mesi prima dell apertura del centenario antoniano, vissuto dal p. Guido nella sua realtà di sofferenza e malattia, ma gustando e godendo di tutte le iniziative proposte e manifestazioni religiose realizzate, sorella morte venne a visitarlo poco più di un mese dopo la conclusione del centenario della nascita di S. Antonio. Le esequie, celebrate nella basilica del Santo, furono presiedute dal Delegato Pontificio mons. Marcello Costalunga. La salma riposa nella tomba dei nostri frati all Arcella. 12 gennaio 2003 Padre AUGUSTO CATTAI anni 79 Nato a Fontanelle (provincia di Treviso e diocesi di Vittorio Veneto) il 12 dicembre 1923, fu battezzato con il nome di Giordano. Cresciuto in una famiglia numerosa e di buone tradizioni cristiane, a quindici anni, nel 1938, entrò nel nostro seminario di Camposampiero. A vent anni compì l anno di noviziato, emettendo la prima professione nel settembre del 1945 e quella solenne il 4 ottobre 1949, nella basilica del Santo. Seguì gli studi teologici a Padova, portandoli a termine a

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