ARCIDIOCESI DI PESARO

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1 ARCIDIOCESI DI PESARO ANNUARIO DIOCESANO 2015

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3 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o BEATA VERGINE DELLE GRAZIE Patrona della Città e dell Arcidiocesi di Pesaro 3

4 S. S. F r a n c e s c o SOMMO PONTEFICE S.S. FRANCESCO VESCOVO DI ROMA VICARIO DI GESÙ CRISTO Successore del Principe degli Apostoli Sommo Pontefice della Chiesa Universale Patriarca dell Occidente Primate d Italia Arcivescovo e Metropolita della Provincia Romana Servo dei Servi di Dio JORGE MARIO BERGOGLIO Nato a Buenos Aires (Argentina) il Ordinato Sacerdote a Buenos Aires il Eletto Vescovo Ausiliare di Buenos Aires il e consacrato il ; Promosso Vescovo Coadiutore di Buenos Aires il Creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del Consigliere della Pontificia Commissione per l America Latina Gran Cancelliere dell Università Cattolica Argentina Presidente della Commissione Episcopale per la stessa Università. Seguirono in Roma nel 2013: la Sua elezione al Pontificato il 13 marzo, l inizio solenne del Suo ministero di Pastore Universale della Chiesa il 19 marzo. 4

5 S. S. F r a n c e s c o 5

6 P a pa E m e r i t o B e n e d e t t o X V I PAPA EMERITO BENEDETTO XVI JOSEPH RATZINGER Nato in Marktl am Inn (in diocesi di Passau), il 16 aprile 1927 Ordinato Sacerdote in Frisinga il 29 giugno 1951 Promosso Arcivescovo di Monaco e Frisinga il 24 marzo 1977 e consacrato il 28 maggio Creato e pubblicato Cardinale nel Concistoro del 27 giugno Nominato da San Giovanni Paolo II il 25 novembre 1981 Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede Presidente della Pontificia Commissione Biblica e della Pontificia Commissione Teologica Internazionale. Seguirono in Roma nel 2005: la Sua elezione al Pontificato il 19 aprile. L inizio solenne del Suo ministero di Pastore Universale della Chiesa il 24 aprile. Il 28 febbraio 2013 le dimissioni. 6

7 P a pa E m e r i t o B e n e d e t t o X V I 7

8 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a NUNZIATURA APOSTOLICA IN ITALIA Via Po, 27/ Roma Tel.: Fax: Nunzio Apostolico: S. E. Rev. ma Mons. ADRIANO BERNARDINI CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA (C.E.I.) Via Circonvallazione Aurelia, Roma Tel.: Fax: Sito: Presidente BAGNASCO S. Em.Card. ANGELO Cardinale Arcivescovo di Genova Presidente Conferenza Episcopale Ligure Vice Presidenti BASSETTI S. Em. Card. GUALTIERO Arcivescovo di Perugia Città della Pieve NOSIGLIA S.E. Mons. CESARE Arcivescovo di Torino - Presidente della Conferenza Episcopale Piemontese SPINILLO S.E. Mons. ANGELO Vescovo di Aversa Amministratore Apostolico di Caserta Segretario Generale GALANTINO S.E. Mons. NUNZIO Vescovo di Cassano all Ionio 8

9 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a CONFERENZA EPISCOPALE MARCHIGIANA Presidente S.E.R. Mons. LUIGI CONTI Arcivescovo Metropolita di Fermo Fermo (AP), Via Sisto V, 11 Tel.: Fax: Vice presidente S.E.R. Mons. EDOARDO MENICHELLI Arcivescovo Metropolita di Ancona-Osimo Ancona, Piazza del Senato, 7 Tel.: Fax: Segretario S.E.R. Mons. GIOVANNI TANI Arcivescovo di Urbino - Urbania - S. Angelo in Vado Urbino (PU), Piazza G. Pascoli, 2 Tel.: Fax: Membri S.E.R. Mons. FRANCESCO GIOVANNI BRUGNARO Arcivescovo di Camerino - San Severino Marche Camerino (MC), Piazza Cavour, 7 Tel.: Fax: S.E.R. Mons. PIERO COCCIA Arcivescovo Metropolita di Pesaro Pesaro, Via Rossini, 72 Tel.: Fax: S.E.R. Mons. GIOVANNI D ERCOLE Vescovo di Ascoli Piceno Ascoli Piceno, Piazza Arringo, 27 Tel.: Fax:

10 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a S.E.R. Mons. NAZARENO MARCONI Vescovo di Macerata - Tolentino - Recanati - Cingoli - Treia Macerata, Piazza S. Vincenzo Strambi, 3 Tel.: Fax: S.E.R. Mons. GIUSEPPE ORLANDONI Vescovo di Senigallia Senigallia (AN), Piazza G. Garibaldi, 3 Tel.: Fax: S.E.R. Mons. GERARDO ROCCONI Vescovo di Jesi Jesi (AN), Piazza Federico II, 6 Tel.: Fax: S.E.R. Mons. GIOVANNI MARIA TONUCCI Arcivescovo Prelato e Delegato Apostolico di Loreto Loreto (AN) Palazzo Apostolico, Piazza della Madonna Tel.: Fax: S.E.R. Mons. ARMANDO TRASARTI Vescovo di Fano - Fossombrone - Cagli - Pergola Fano (PU), Via Rainerio, 5 Tel.: Fax: S.E.R. Mons. GIANCARLO VECERRICA Vescovo di Fabriano-Matelica Fabriano (AN), Piazza della Cattedrale, 5 Tel.: Fax:

11 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a ARCIVESCOVI E VESCOVI CHE HANNO SERVITO LE DIOCESI MARCHIGIANE S.E.R. Card. ANGELO BAGNASCO Arcivescovo di Genova - Presidente della CEI S.E.R. Card. ANGELO COMASTRI Vicario Generale di S. SANTITÀ per la Città del Vaticano Presidente della Fabbrica di S. Pietro S.E.R. Card. DIONIGI TETTAMANZI Arcivescovo emerito di Milano S.E.R. Card. LORIS FRANCESCO CAPOVILLA Arcivescovo titolare di Mesembria, già Prelato di Loreto e Delegato Pontificio per il Santuario Lauretano S.E.R. Mons. MARIO CECCHINI Vescovo emerito di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola S.E.R. Mons. ANGELO FAGIANI Arcivescovo emerito di Camerino - S. Severino Marche S.E.R. Mons. FRANCO FESTORAZZI Arcivescovo emerito di Ancona - Osimo S. E. R. Mons. GERVASIO GESTORI Vescovo emerito di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto S.E.R. Mons. FRANCESCO GIOIA Arcivescovo emerito di Camerino-San Severino Marche S.E.R. Mons. CLAUDIO GIULIODORI Vescovo emerito di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia S.E.R. Mons. FRANCESCO MARINELLI Arcivescovo emerito di Urbino, Urbania, Sant Angelo in Vado S.E.R. Mons. ODO FUSI PECCI Vescovo emerito di Senigallia 11

12 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a ARCIVESCOVI E VESCOVI MARCHIGIANI AL SERVIZIO DELLA SANTA SEDE S.E.R. Card. SERGIO SEBASTIANI Presidente emerito degli affari economici della Santa Sede S.E.R. Card. ELIO SGRECCIA Presidente Associazione Donum Vitae S.E.R. Card. ANTONIO MARIA VEGLIÒ Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti S.E.R. Mons. FRANCESCO CANALINI Nunzio Apostolico in Svizzera S.E.R. Mons. RENZO FRATINI Osservatore permanente Organizzazione Mondiale del Turismo ARCIVESCOVI E VESCOVI EMERITI RESIDENTI NELLE MARCHE S.E.R. Mons. DOMENICO CRESCENTINO MARINOZZI O.F.M. Cap. Vicario Apostolico emerito di Sodoto - Hosanna (Etiopia) 12

13 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a PONTIFICIO SEMINARIO MARCHIGIANO PIO XI Via Monte d Ago, Ancona Tel.: Fax: Sito: COMMISSIONE VESCOVILE PER IL SEMINARIO REGIONALE S.E. Mons. Edoardo Menichelli, Arcivescovo di Ancona, Presidente S.E. Mons. Piero Coccia, Arcivescovo di Pesaro S.E. Mons. Francesco Giovanni Brugnaro, Arcivescovo di Camerino-S. Severino Marche DIREZIONE Rettore Don Luciano Paolucci Bedini (Arcidiocesi di Ancona-Osimo) Vice Rettore Don Claudio Marchetti (Diocesi di S. Benedetto del Tronto-Ripatransone- Montalto) Vice Rettore Don Francesco Savini (Diocesi di Senigallia) Padre spirituale Don Mariano Piccotti (Diocesi di Jesi) Economo Dott. Franco Petrocchi (Arcidiocesi di Ancona-Osimo) 13

14 C o n f e r e n z a E p i s c o pa l e M a r c h i g i a n a ISTITUTO TEOLOGICO MARCHIGIANO Aggregato alla facoltà di Teologia della pontificia Università Lateranense SEDE DI ANCONA Via Monte d Ago, Ancona Tel. e Fax: Sito: SEDE DI FERMO Via S. Alessandro, Fermo Tel.: Fax: Moderatore: Preside: Vice Preside Generale: Vice Preside sede distaccata di Fermo: Segretario Generale: Segretario sede distaccata di Fermo: Economo: S.E.R. Mons. Luigi Conti Don Giovanni Frausini Don Enrico Brancozzi Don Giordano Trapasso Prof. Gaetano Tortorella Don Raul Stortoni Dott. Romolo Mancia TRIBUNALE ECCLESIASTICO REGIONALE PICENO Via Sisto V, Fermo (per la corrispondenza: Casella Postale n. 159 Fermo) Tel.: Fax: Il Tribunale è aperto: lunedì giovedì: 09.00/ /18.00 venerdì: 09.00/

15 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o CENNI STORICI SULLA CITTÀ DI PESARO Pesaro, città delle Marche, capoluogo della Provincia di Pesaro e Urbino, situata sul litorale adriatico con un porto limitrofo e parallelo all ultimo tratto del fiume Foglia, giace tra due colli in una amena piana soggetta alle alluvioni torrentizie del fiume Foglia; a sud-est è protetta dal colle Ardizio (mt. 141) e a nordovest dal colle S. Bartolo (mt. 197). Il suo territorio nell ottavo secolo a. C. era abitato da popolazioni etrusche, umbro-picene, dette anche della civiltà novilarese. Nel quarto secolo a. C., esattamente nel 391, gli Umbri furono costretti a ritirarsi sui monti da un invasione di Galli Senoni giunti dal Nord. Però nel 295 a. C. i Romani, combattendo contro i Galli nella battaglia al Sentino (presso Sassoferrato), imposero la loro signoria, rendendo la nostra città colonia a carattere militare, come Fano, con un foedus (trattato di alleanza). Allora fu strutturata secondo l accampamento romano, quadrato, circondato da mura e distinto in quartieri divisi dalle due strade principali (il cardo parallelo alla spiaggia: nord-sud e il decumano: est-ovest). Ogni lato della cinta murata che racchiudeva l abitato era munito di porta che nel medioevo prese il nome della località verso la quale apriva l accesso: porta Sale o porta Salara, verso il mare; porta Fanestra, verso il fanese; porta Collina o porta Curina, verso l interno della vallata; porta Ravegnana, verso la Romagna. Le strade si intersecavano ad angolo retto nell area del Foro e nei punti principali si elevavano i templi. Già il suo nome era Pisaurum che deriva da apud Isaurum (= presso il Foglia). Dopo che la Gallia Cisalpina fu fatta provincia romana (225 a. C.), Pesaro divenne colonia romana con titolo di jus latinum, considerato di poco inferiore alla cittadinanza romana e nel 222 a. C., allorché il console Gaio Flaminio fece costruire la Via Flaminia (Roma-Ariminum), venne a godere di un migliore collegamento con Roma. Durante l Impero (I secolo a. C. V secolo d. C.), divenne città fortificata e fiorente centro commerciale e industriale. Alla caduta dell Impero Romano d Occidente (476 d. C.) anche Pesaro fu occupata dagli Eruli e poi dagli Ostrogoti e, durante le vicende della guerra greco-gotica ( d. C.), cadde in potere di Vitige, re degli Ostrogoti e poi fu liberata dal generale bizantino Bellisario, che la fece ricostruire (544). 15

16 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o Durante tale ricostruzione, o al tempo del Vescovo Felice ( ca) fu rinnovato il litostroto della Cattedrale (il superiore) ancor oggi ammirato per i suoi stupendi tappeti. Nel 762 passò sotto il dominio dei Longobardi i quali, più di un secolo dopo, sconfitti da Pipino e da Carlomagno, la lasciarono ai Franchi e questi nel 774 la donarono alla Chiesa, divenendo parte del Sacro Romano Impero. Durante il governo comunale, fu retta prima da un duca, o da un conte, rappresentanti dell imperatore, quindi da consoli e da podestà, finché passò sotto le signorie, prima degli Estensi (ultimi decenni del 200), poi dei Malatesta ( ), degli Sforza ( ) e dei Della Rovere ( ), alternando periodi di splendore (sotto Pandolfo il Senatore) a tempi tormentati, specie sotto la signoria del Duca Valentino Borgia ( ). Sotto Costanzo Sforza, il lato di porta Fanestra fu rafforzato da un caposaldo difensivo con la costruzione della fortezza denominata dal suo nome Rocca Costanza. Poi, durante la dominazione Roveresca, per proteggere gli insediamenti via via instaurati al di fuori della cinta murata, fu allargata la cinta muraria verso il fiume Foglia costruendo il Bastione d angolo, oggi denominato Orti Giuli; nello stesso tempo fu costruito il Bastione d angolo verso l interno (presso l attuale Ospedale S. Salvatore), non molto lontano da porta Collina; infine il tratto di terreno aperto sul lato orientale di porta Sale era difeso da un baluardo d angolo detto la Rocchetta. Così la città assunse la forma pressoché pentagonale, divenendo una città bella ed elegante, ammirata da molti artisti e geografi, che la riprodussero con piante geografiche. I due cartografi Piero e Francesco Bertelli nel 1599 la definirono Pisaurum elegans Piceni urbs. Alla morte del duca Francesco Maria II delle Rovere (1631), Pesaro ritornò sotto lo Stato Pontificio che ne fece una delegazione cardinalizia con residenza, alternativamente, in Urbino e a Pesaro. Dal 1797 al 1815 fu in balia dei governi cisalpini e francesi. L 11 settembre 1860 fu occupata dalle truppe del governo piemontese comandate dal gen. Enrico Cialdini e venne a far parte del Regno d Italia, di cui seguì le sorti fino ai nostri tempi. Purtroppo il suo aspetto pentagonale con le nuove mura e gli eleganti bastioni durò fino al secondo decennio del XX secolo, quando l amministrazione locale, sconsideratamente, fece abbattere gran parte delle mura ed alcuni bastioni. Nel corso della seconda guerra mondiale, venne a trovarsi sulla linea gotica e fu bombardata da mare, cielo e terra, subendo notevoli distruzioni. Liberata dalla VIII Armata degli Alleati nell agosto del 1944 riuscì, nonostante le difficoltà, a riprendersi sia nel settore edilizio, sia in quello economico, raggiungendo un discreto livello di benessere grazie alle sue attività artigianali (mobili, maioliche, turismo). 16

17 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o LA CHIESA PESARESE Non conosciamo con certezza la data della prima presenza dei cristiani a Pesaro, ma si può far risalire ai tempi apostolici, cioè a quando il Papa S. Evaristo, intorno all anno 100, inviò a Pesaro il primo Vescovo anche se, dalle iscrizioni lapidarie, Pesaro risulta pagana fino al terzo secolo. La prima memoria di una comunità cristiana già costituita si ha quando fu martirizzato il Vescovo Terenzio (246 ca ) venerato dalla Chiesa di Pesaro con onori speciali e proclamato principale protettore. A lui successero i vescovi S. Fiorenzo (251 -?) e S. Decenzio ( ); quest ultimo fu martirizzato assieme a suo fratello S. Germano Diacono, sotto l imperatore Massenzio. Il quarto Vescovo di cui conosciamo il nome e che viene considerato compatrono della città è S. Eracliano (321 ca ca.). Pare che dopo l editto di Costantino il Grande (313 d.c.) sia stata costruita la basilica all interno delle mura su una domus ecclesiae romana del II secolo d.c. Di essa è conservato il litostroto che costituisce il pavimento inferiore dell attuale cattedrale. Dopo la guerra gotica ( ) o forse al tempo del Vescovo Felice ( ca.), la stessa basilica è stata dotata di un nuovo litostroto, quello superiore, che possiamo ancora ammirare in gran parte. Purtroppo fino al 1170 si hanno notizie solo di ventidue vescovi. Dopo quelli già nominati, il più insigne è Germano (496 ca ca.), che fu nunzio del Papa a Costantinopoli nel 519 per la soluzione dello scisma d Oriente. Fu probabilmente Germano ad avviare la costruzione del primo nucleo di culto cristiano sopra la cella funeraria dei santi martiri Decenzio vescovo e Germano diacono, adibendola a chiesa episcopale, contigua alla quale sorse la prima abbazia benedettina della diocesi di Pesaro tra il 579 e il 590. Vivente il vescovo Andrea ( ), il re dei Franchi Pipino, dopo aver tolto le città della Pentapoli ai Longobardi, le donò a Papa Stefano III ( ), legando Pesaro direttamente alla Chiesa di Roma. Benché non conosciamo i nomi di tutti i Pastori, le numerose pievi disseminate nel territorio diocesano testimoniano che la Chiesa pesarese era già viva e fiorente durante l alto medioevo. Da rilevare è il fatto che, verso la fine del VI secolo, la cattedra vescovile, che aveva sede fuori le mura, cioè presso la basilica di San Decenzio, venne trasferita, per motivi di sicurezza, cioè per timore di feroci e ripetute incursioni barbariche, all interno della città, nell attuale Duomo. Intorno alla metà del IX secolo, il vescovo Raguele ( ) provvide a restaurare la Cattedrale, distrutta quasi interamente dai Saraceni nell anno 848. Alla fine del secolo X vennero fondate due famose abbazie benedettine: quella di S. Tommaso in Foglia, ove morì il 10 settembre 1047 il Papa Clemente II, assistito dal vescovo di allora Pietro I ( ) e quella di S. Croce di Monte Favale zona Santa Colomba - a poca distanza da Pesaro. Dal 1170 la successione dei Vescovi è regolare e abbastanza nota. Nei secoli successivi 17

18 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o giunsero nel territorio diocesano numerosi ordini religiosi, resi illustri dalla carità dei loro componenti, alcuni dei quali vennero considerati santi o beati. La Chiesa pesarese visse, crebbe e operò in discreta armonia e collaborazione con la comunità amministrativa locale, sia al tempo delle Signorie ( ) sia durante il governo pontificio ( ), eccetto al tempo dei Cisalpini e del governo francese ( ) e nel periodo successivo all unità d Italia e alla seconda guerra mondiale. Tuttavia mai, neanche in quei frangenti, la Comunità cristiana pesarese venne meno alla sua missione evangelica di portare conforto ai tribolati e ai meno abbienti; ne danno testimonianza le variegate opere promosse dai diversi ordini religiosi maschili e femminili, dalle confraternite, le pie unioni, gli enti ecclesiastici, i monti frumentari, gli ospedali, ecc., oltre alle numerose opere caritative sorte nel secondo dopoguerra grazie a zelanti sacerdoti, tra cui - per nominarne alcuni -, don Arturo Bacchiani ( ) direttore dell Onarmo e dell ODA, Padre Pietro Damiani ( ) fondatore del Collegio Zandonai, P. Giuseppe Bocci ( ) fondatore dell Istituto Sorelle Volontarie delle Vocazioni e della Casa Francescana, Madre Flora Pallotta ( ) fondatrice delle Suore Missionarie della Fanciullezza, don Gianfranco Gaudiano ( ) fondatore di Cooperative e varie Comunità a favore degli ultimi. Nell ultimo ventennio, soprattutto negli anni , furono effettuati nella Cattedrale dei restauri per opera dei Vescovi S.E.R. Mons. Gaetano Michetti e di S.E.R. Mons. Angelo Bagnasco per valorizzare i due litostroti ed è stato apprezzato anche l innalzamento della Diocesi al grado di Arcidiocesi, avvenuto in data per volontà del Santo Padre il quale ha istituito, con lo stesso nome, la nuova Provincia Ecclesiastica, elevando il Vescovo alla dignità di Arcivescovo Metropolita. 18

19 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o SANTI, BEATI E PATRONI DELL ARCIDIOCESI La devozione dei Pesaresi alla Madonna delle Grazie La prima Patrona della città e Diocesi è certamente la Vergine Maria che i pesaresi venerano in maniera particolare nel Santuario della Madonna delle Grazie in Pesaro. La storia di questa devozione è molto lunga, perché è nata da tempo immemorabile, o per lo meno da prima del 1200, cioè da quando i pesaresi iniziarono a venerare l immagine di Maria sotto il titolo di Madonna delle Grazie custodita nell antica chiesa dedicata all evangelista San Marco che si trovava dirimpetto al mare, fra la porta Salara e la porta Fanestra. Ridotta questa chiesa in condizioni fatiscenti, nel 1444 ne venne costruita una nuova sempre al di fuori della cinta muraria e più vicino alla porta Fanestra, dedicata anch essa a S. Marco, nella quale venne trasferita l immagine della Madonna, per cui il sacro edificio assunse il titolo di Santa Maria di San Marco. Verso la fine del 400, i Servi di Maria, scesi da Monte Granaro, costruirono nei pressi di porta Fanestra e quasi dirimpetto alla chiesa di Santa Maria di San Marco, un loro convento e la chiesa che venne poi consacrata il 24 maggio Già nel 1474 il Duca Costanzo Sforza, poco al di fuori dell angolo di incontro del lato di porta Fanestra e di quello di porta Salara, quasi dirimpetto alla chiesa di Santa Maria di San Marco, aveva dato inizio alla costruzione della fortezza, che da lui prese il nome di Rocca Costanza. Quando il Duca Valentino s impossessò di Pesaro nell ottobre del 1500, giudicò che la chiesa di Santa Maria di San Marco fosse di pregiudizio per l uso militare e la difesa della Rocca Costanza e ne decretò la demolizione; per far però le cose nell ambito della legalità, impose alla Magistratura pesarese di chiedere l autorizzazione al Papa. Nella supplica al Pontefice la Comunità pesarese, che godeva del jus patronato sul quadro della Madonna, chiese di poter trasferire l immagine di Maria Santissima di San Marco nella vicina Chiesa dei Servi. Ottenuto il Breve Pontificio di concessione e la sentenza di esecutività del disposto da parte del Vicario del Vescovo, il 21 dicembre 1501 il quadro della Madonna delle Grazie fu trasferito processionalmente nella chiesa dei Religiosi. La devozione dei pesaresi e di tutto il contado andava sempre più accentuandosi, tanto che si sentì il bisogno di costruire una nuova chiesa più vasta e di più comodo accesso per i fedeli. Ottenuto il permesso dal Duca Giovanni Sforza, tornato intanto alla Signoria di Pesaro dopo la sconfitta del Valentino, il 20 19

20 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o marzo 1506 fu dato inizio alla nuova costruzione, stabilendo che una cappella in essa dovesse accogliere il quadro della Madonna delle Grazie; ciò avvenne grazie alla pietà della nobildonna Elisabetta Barignani che aveva lasciato una forte somma per questo scopo. La cappella grande venne completata nel 1513 ed ivi fu collocata la Sacra Immagine. Ai primi di gennaio dell anno 1545, nella nuova chiesa dei Servi, alle due di notte, scoppiò un incendio che bruciò l altare della Cappella della Madonna. Alcuni storici dicono che anche la sacra Immagine sia andata perduta; altri invece affermano che il fuoco danneggiò il dipinto nella parte inferiore sinistra del quadro senza peraltro intaccare il piano di tavola di noce di sostegno. E voce che i Religiosi si siano recati immediatamente a Fano dal pittore Pompeo Morganti per far eseguire una copia, che ripetesse fedelmente l originale, che l artista eseguì in tempo estremamente breve. Alla Madonna delle Grazie si attribuiscono molti favori alla cittadinanza pesarese: Le è attribuita, nel 1566, la liberazione della città dal corsaro turco Caracossa; neanche dieci anni dopo, il 5 agosto 1575, una furiosa grandinata seppellì Pesaro sotto una coltre di ghiaccioli alta un ginocchio ; l angoscia per i danni nell abitato e per la perdita dei prodotti delle terre circonvicine e per la fame e miseria che avrebbero conseguentemente colpito la città e campagna portò i pesaresi ad implorare in massa l aiuto della loro Madonna delle Grazie. Cessato l uragano, si constatò che la Madonna aveva preceduto con la sua benevola protezione l ansiosa preghiera dei suoi figli; la grandinata aveva appena oltrepassato i limiti della città, giungendo non oltre il corso inferiore del Genica, la zona di Miralfiore e il ponte di Rimini sul fiume Foglia. Il Gonfaloniere Simone Bonamini, sollecitato dalla Comunità, stabilì che la grazia ricevuta fosse ricordata dalla città e contado ogni anno, il 5 agosto, con una Messa solenne celebrata innanzi alla santa Immagine nella chiesa dei Servi, alla presenza del Magistrato che vi recava l offerta della Comunità di 50 grossi e due libbre di cere. E questo il primo voto pubblico e solenne della Comunità pesarese alla sua celeste Protettrice. Nei cittadini andava crescendo l impegno di rendere devozione ed amore alla Madonna Santissima, tanto caritatevole protettrice. Il 19 ottobre 1687 il Decano del Capitolo della Basilica di San Pietro in Roma, a nome della propria Comunità, veniva in Pesaro e poneva sul capo della Madonna e del Bambino due corone d oro. Nel 1796 i Francesi, che avevano occupato lo Stato Pontificio e fatto addirittura prigioniero il Sommo Pontefice Pio VII, costrinsero il Papa a ordinare la requisizione e a consegnare loro tutti gli ori e quanto di prezioso si trovava nelle chiese del territorio già Pontificio. Anche le due corone donate dal Capitolo Vaticano subirono la stessa sorte assieme alle 15 lampade d argento, dono delle nostre genti, che ardevano continuamente innanzi alla sacra Immagine. Nel 1852 i Religiosi Serviti, a compimento di più ampi restauri alla chiesa, ampliarono la Cappella tramutandola in tempietto elegante e devoto. Il giorno 20

21 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o 8 aprile 1855 il colera, che già infieriva nel Nord Italia, raggiunse Pesaro mietendo un numero elevatissimo di vittime. Il 21 giugno 1855, per ordine del Magistrato della Comunità, la sacra Immagine venne esposta per pubblica invocazione e protezione nella vicina ampia chiesa di S. Francesco dei Padri Conventuali. Da quel giorno il colera diminuì di intensità e nel luglio dello stesso anno era scomparso. Questa grazia insigne ed evidente portò la Comunità pesarese ad emettere un nuovo voto in sostituzione del precedente del 5 agosto La data venne fissata per la 3ª domenica di ottobre, nel qual giorno il Magistrato recava alla chiesa un offerta di cera per i servizi di culto e assegnava a due zitelle povere la somma di 20 scudi a testa. Il 25 novembre 1894 tornarono a brillare nella Immagine, sul capo della Madonna e del Bambino Gesù, due ricche corone d oro, dono di tutta la Comunità pesarese. Il 10 gennaio 1922, con atto pubblico su delibera dell amministrazione comunale, la chiesa di San Francesco, indemaniata nel 1860 dal governo piemontese in forza dei cosiddetti Decreti Valerio e poi ceduta al Comune di Pesaro, veniva dallo stesso restituita al Vescovo di Pesaro Bonaventura Porta come permuta con l area, il convento dei Serviti e la chiesa della Madonna delle Grazie. In compenso ai Serviti vennero affidati la chiesa e parte del convento di San Francesco. Nel 1922 la vecchia chiesa e il contiguo convento già dei Padri Serviti, anche questi indemaniati in forza dei Decreti Valerio, vennero demoliti per far posto all Istituto scolastico (Ginnasio e Liceo Classico Mamiani ) ubicato nei pressi dell area ove era l antica Porta Fanestra. Il giorno 11 giugno 1922, la sacra Immagine della Madonna fu solennemente trasferita nella chiesa di San Francesco e collocata sull altare dell Immacolata, in fondo alla navata sinistra. Il 9 ottobre 1926, in occasione dell annuale festa del voto, fu finalmente trasferita nel tempietto marmoreo dietro l altare maggiore, costruito su disegno dell architetto Collamarini di Bologna, ove da allora viene affettuosamente venerata ed onorata sotto la custodia fedelissima e premurosa dei Servi di Maria, che hanno alloggio nella parte dell ex-convento francescano addossato alla chiesa stessa. Il 2 agosto 1944, per timore dei bombardamenti, la Sacra Immagine fu trasferita nella chiesa di S. Giuliano in Trebbiantico; rientrò in città il 19 settembre successivo per fermarsi nella chiesa di S. Rocco, avendo subìto il santuario gravi danni dalla caduta di granate nella notte del 27 agosto. Terminati i lavori di restauro, la Madonna delle Grazie rientrò nel Suo santuario il 9 giugno La festa della terza domenica di ottobre in onore della Madonna delle Grazie, è divenuta tradizionale per la città e diocesi e viene celebrata con primaria solennità anche se l Autorità Comunale al presente si limita ad inviarvi il proprio Gonfalone scortato da due Vigili Urbani. La Sacra Immagine è proprietà di tutti i cittadini pesaresi, eredi della antichissima e giuridicamente fondata Magnifica Comunità Pesarese. 21

22 A r c i d i o c e s i d i P e s a r o San Terenzio e altri Santi Protettori Il Patrono più importante della Diocesi è S. Terenzio per il quale la Chiesa pesarese ha avuto sempre una devozione speciale, però la sua figura è stata, lungo i secoli, un po contrastata, perché alcuni lo consideravano Vescovo e Martire, mentre altri, seguendo la Passio, lo riconoscevano soldato martire non vescovo. Noi, innanzi tutto, ci chiediamo se S. Terenzio sia veramente esistito, perché purtroppo la sua vita è stata offuscata da leggende e da una Passio composta nel secolo XIII- XIV che non possiamo accettare totalmente, perché troppo fantasiosa e senza alcun fondamento storico. Gli studi recenti ci portano a riconoscerlo come Vescovo e Martire come vuole la tradizione più antica. Pesaro aveva, infatti, una comunità di cristiani sorta fin dal primo secolo, cioè da quando il Papa S. Evaristo, intorno all anno 100, vi inviò un primo Vescovo. La comunità cristiana pesarese poi è andata crescendo e già nel terzo secolo era abbastanza fiorente. E molto probabile che allora fosse suo pastore un Terenzio, dal momento che a Pesaro fin da allora esisteva la gens Terentia. Si può accettare anche, come vuole la tradizione, che questo Vescovo sia stato martirizzato al tempo dell imperatore Decio ( ), il quale aveva ordinato di condannare a morte solo i capi, convinto che poi i seguaci, intimoriti dalla morte del pastore, avrebbero rinunciato spontaneamente alla fede. Potrebbe essere stato il primo martire di Pesaro in quella persecuzione proprio S. Terenzio che già, raggiunta una certa età, da anni era alla guida della comunità. (Le perizie mediche redatte in occasione delle ricognizioni del suo corpo, sono concordi nel dire che le ossa sono di una persona di età superiore ai sessanta anni). L ipotesi che S. Terenzio sia stato vescovo e martire di Pesaro non è né ardita, né nuova. L Olivieri l ha dimostrata con chiare argomentazioni, accettate dagli studiosi e storici Giambattista Passeri e Domenico Bonamini, mentre l hanno contrastata Teofilo Betti, Salvatore Ortolani e il canonico Stramigioli. Noi, intanto, ribadiamo che, per la venerazione che gli è stata sempre attribuita, egli fu il cardine di questa chiesa e, sia che fosse martirizzato o no, il suo corpo fu certamente custodito dai fedeli e dai vescovi che gli sono succeduti. Se il Vescovo Eracliano ( ) ha curato la cripta dell attuale basilica di S. Decenzio e ha fatto custodire in essa il corpo di S. Terenzio, noi possiamo ammettere che egli sapesse 22

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