Analisi del testo con svolgimento guidato

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1 Analisi del testo con svolgimento guidato

2 Chi non avesse mai veduto foco di Jacopo da Lentini Il sonetto è di Jacopo da Lentini ( ca), maggior rappresentante della scuola siciliana, che, nata presso la corte palermitana di Federico II di Svevia, sarà protagonista di un esperienza lirica fondamentale nella storia letteraria italiana. Chi non avesse mai veduto foco no crederia che cocere potesse 1, anti 2 li sembraria solazzo e gioco 4 lo so isprendore 3, quando lo vedesse. Ma s ello lo tocasse in alcun loco, belli sembrara che forte cocesse 4 : quello d Amore m à tocato un poco, 8 molto me coce - Deo, che s aprendesse 5! Che s aprendesse in voi, madonna mia, che mi mostrate dar solazzo amando, 11 e voi mi date pur pen e tormento 6. Certo l Amore fa gran vilania 7, che no distringe te che vai gabando 8, 14 a me che servo non dà isbaldimento no crederia potesse: non crederebbe che può scottare. Crederia è condizionale siciliano, come sembraria (sembrerebbe) al verso anti: anzi. 3. lo so isprendore: il suo splendore. 4. belli cocesse: ben gli sembrerebbe che scotta molto. 5. Deo, che s apprendesse!: Dio, magari si appiccasse! 6. che mi mostrate tormento: che dimostrate di dar piacere amando, mentre a me imponete solo sofferenza. 7. vilania: ingiustizia. 8. vai gabando: ti prendi gioco (dell amore). 9. a me isbaldimento: a me che sono suo servo non concede gioia. Ogni analisi del testo, per essere completa ed esauriente, va sempre condotta lungo la triplice linea della comprensione del testo, dell analisi tematica e formale e della contestualizzazione. Il modello adottato negli esami di Stato si articola, infatti, proprio secondo la seguente tripartizione: 1. Comprensione del testo 2. Analisi del testo 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Procediamo allora secondo questo schema. 1. Comprensione del testo Leggi attentamente i versi, cercando di comprenderne il significato letterale; aiutati con le note e ricorda che è opportuno ricorrere alla consultazione di un dizionario se non conosci il significato di uno o più termini. Per questa prima decodifica del testo, procedi allora con una parafrasi: ricostruisci innanzitutto il lineare ordine sintattico dei periodi e delle proposizioni, sostituisci le parole difficili con parole di uso comune e integra il testo con gli elementi sottintesi. Per esempio, nella ricostruzione della prima quartina è molto importante capire che il soggetto di sembraria al verso 3 è isprendore. Un eventuale parafrasi della prima quartina sarebbe dunque: «Chi non abbia mai visto il 2

3 fuoco, non crederebbe che può scottare, anzi, qualora lo vedesse, il suo splendore gli sembrerebbe gradevole, divertente (divertimento e gioco)». Dopo quest operazione il significato complessivo del sonetto sarà ormai evidente. Sarà chiaro che tutto il componimento è giocato su una metafora, tra l altro molto usuale ancora oggi. Quale? E apparirà altrettanto chiara una differenza tematica tra le quartine e le due terzine. 2. Analisi del testo Per l analisi contenutistica e stilistica bisogna fare molta attenzione questa è una regola sempre valida nell analisi di un testo poetico alle parole ricorrenti, che possono assumere la valenza di vere e proprie parole-chiave, o alle parole che rimandano a un campo semantico specifico; poi alle parole poste in rilievo, a inizio verso, a fine verso, in rima. Nel caso del nostro sonetto da notare la centralità di «cocere» nelle prime quartine, quindi del bruciare d amore, mentre nelle terzine le parole in rima amando gabando, tormento isbaldimento sottolineano il contrasto tra il poeta che soffre per amore e la donna che si prende gioco sia dell amore che del poeta. Nell ultimo verso figura poi un termine che possiamo considerare vera e propria parola-chiave della lirica provenzale, a cui la poesia della scuola siciliana è come sappiamo profondamente legata: servo, servo d Amore, che introduce un tema centrale, quello appunto del servizio d amore : in che cosa consiste? Quale rapporto tra l uomo e la donna si configura? E in questo componimento specifico? 3

4 La potenza dell amore, di cui il poeta è servo, è espressa attraverso una figura retorica molto usuale anche nella lirica successiva: quale? Sul piano stilistico sono poi da notare le dittologie: che cos è una dittologia? Quali dittologie sono presenti nel sonetto? Poi ancora, da notare la ripetizione in apertura del verso 9 di che s apprendesse con cui si conclude il verso 8: di che figura retorica si tratta? Quale funzione svolge nel sonetto? Noti infine altri espedienti retorici? Cerca sempre di coglierne e descriverne l effetto che producono. Potresti poi brevemente anche aggiungere qualche notazione più specificamente linguistica (per esempio il condizionale di tipo siciliano). 4

5 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Per l interpretazione complessiva del componimento si può riprendere e approfondire il rapporto del poeta nei confronti dell amore e della donna, e su questa linea giungere a una contestualizzazione istituendo paralleli con la lirica provenzale, facendo riferimento specifico ad alcuni componimenti di trovatori che si ricordano, come ad esempio i versi di Arnaut Daniel e Jaufré Rudel. Poi soffermare l attenzione sui rapporti tra scuola siciliana e lirica provenzale, sottolineando analogie e differenze, sul contesto storico in cui nasce tale scuola, sul valore e il ruolo svolto nella tradizione lirica italiana. 5

6 Dalle Rime di Guido Guinizelli Lo vostro bel saluto e l gentil sguardo Lontano dai contenuti dottrinari e filosofici della canzone-manifesto Al cor gentile rempaira sempre Amore, in questo sonetto Guinizelli esprime piuttosto l angoscia e il tormento che l Amore è capace di provocare in un cuore innamorato. Lo vostro bel saluto e l gentil sguardo che fate, quando v encontro, m ancide 1 ; Amor m assale e già non ha riguardo s elli face peccato, o ver mercede 2 ; ché per mezzo lo cor me lanciò un dardo ched oltre in parti lo taglia e divide; parlar non posso, ché in gran pene io ardo sì come quello che soa morte vide 3. Per li occhi passa, come fa lo trono 4, che fèr 5 per la finestra de la torre e ciò che dentro trova spezza e fende. Remagno 6 come statüa d ottono, ove vita né spirto non ricorre, se non che la figura d omo rende m ancide: mi uccidono (da notare, tuttavia, che il verbo è al singolare). 2. non ha riguardo mercede: non si preoccupa se mi rende un torto oppure una grazia. 3. ché in gran pene vide: dal momento che io ardo in una gran pena come colui che vide la sua morte. 4. lo trono: il fulmine. 5. fèr : penetra (vale propriamente «ferisce»). 6. Remagno: rimango (resto immobile). 7. se non che rende: ma che dell uomo rende solo le fattezze. Ogni analisi del testo, per essere completa ed esauriente, va sempre condotta lungo la triplice linea della comprensione del testo, dell analisi tematica e formale e della contestualizzazione. Il modello adottato negli esami di Stato si articola, infatti, proprio secondo la seguente tripartizione: 1. Comprensione del testo 2. Analisi del testo 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Procediamo allora secondo questo schema. 1. Comprensione del testo Leggi attentamente i versi, cercando di comprenderne il significato letterale; aiutati con le note e ricorda che è opportuno ricorrere alla consultazione di un dizionario se non conosci il significato di uno o più termini. Per questa prima decodifica del testo, procedi allora con una parafrasi: ricostruisci innanzitutto il lineare ordine sintattico dei periodi e delle proposizioni, sostituisci le parole difficili con parole di uso comune e integra il testo con gli elementi sottintesi. 6

7 Per orientarsi in questo testo bisogna far attenzione in particolare al fatto che nei primi due versi a due soggetti grammaticali (Lo vostro bel saluto e l gentil sguardo) corrisponde un verbo al singolare (m ancide), quasi come essi costituissero una coppia sinonimica; e che, inoltre, Amor è soggetto anche della prima terzina. La parafrasi potrebbe iniziare così: «Il vostro bel saluto e lo sguardo gentile che mi rivolgete, quando vi incontro, mi uccidono; Amore mi assale, e non si preoccupa se mi rende un torto oppure grazia». Apparirà chiaro, quindi, che i primi due versi anticipano immediatamente il nucleo tematico dell intero sonetto: il tormento provocato da Amore. 2. Analisi del testo Come in ogni testo poetico, per l analisi contenutistica e stilistica, bisogna fare molta attenzione alle parole ricorrenti, che possono assumere la valenza di vere e proprie parole-chiave, o alle parole che rimandano a un campo semantico specifico; poi alle parole poste in rilievo, a inizio verso, a fine verso, in rima. Innanzitutto, nel componimento che stiamo analizzando fondamentale è l incipit che propone un momento che sarà topico della lirica stilnovistica (basti pensare al sonetto Chi è questa che vèn, ch ogn om la mira di Guido Cavalcanti o a molti componimenti della Vita Nuova di Dante), ovvero quello dell incontro con la donna, del suo saluto e del suo sguardo (Lo vostro bel saluto e l gentil sguardo). Qui, tuttavia, l effetto non è benefico, non ispira perfezione spirituale, ma ancide, cioè uccide, parola messa in rilievo dalla posizione finale nel verso. Parola, questa, che è inoltre la prima dei termini che lungo il testo rinviano a un campo semantico specifico: qual è? Quali sono i termini ascrivibili a tale campo semantico? Perché il poeta insiste su di esso? A esso si lega poi una metafora: quale? 7

8 Accanto a questo si configura un altro campo semantico, quello della lacerazione, la cui potenza espressiva è affidata in particolare a due dittologie: quali? Protagonista indiscusso di tutto questo è Amore, qui personificato come in tanti altri testi della lirica d amore delle origini. Che valore ha tale personificazione? Ricordi altri componimenti in cui essa compare? A che cosa è paragonato Amore nella prima terzina? Nella seconda terzina, a conclusione del sonetto, il poeta descrive la condizione in cui lo getta Amore: a quale figura retorica il poeta ricorre? Che cosa intende esprimere? 8

9 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Proprio questi effetti distruttivi e dirompenti di Amore possono costituire la chiave interpretativa di tutto il componimento. Rappresentano inoltre un tema che sarà poi sviluppato nello stilnovo e in particolare da Guido Cavalcanti. Su questa linea, quindi, si potrà poi costruire la parte della contestualizzazione del nostro elaborato: la figura di Guinizelli come padre dello stilnovo, le caratteristiche e gli sviluppi di questa lirica, facendo riferimento ad altri componimenti che si conoscono, lo scarto che lo stilnovo rappresenta rispetto alle precedenti esperienze liriche, un bilancio sul valore e sul ruolo nel quadro della letteratura delle origini. C è, tuttavia, un altra ipotesi di approfondimento, ovvero sviluppare il topos dell amore come sofferenza, tormento e quindi fare riferimento anche a testi letterari moderni e contemporanei, a espressioni in campo figurativo ecc. 9

10 Dalla Vita Nuova di Dante Alighieri Un sogno profetico Il brano è tratto dalla Vita Nuova di Dante [cap. III], opera che, composta tra il 1292 e il 1294, ripercorre la storia d amore di Dante per Beatrice ed è il primo esempio in volgare del genere del prosimetro, cioè componimento misto di prosa e poesia. Poi che fuoro passati tanti die 1, che appunto erano compiuti li nove anni appresso 1 apparimento soprascritto di questa gentilissima, ne l ultimo di questi die avvenne che questa mirabile donna apparve a me vestita di colore bianchissimo, in mezzo a due gentili donne, le quali erano di più lunga etade 2 ; e passando per una via, volse li occhi verso quella parte ov io era molto pauroso 3, e per la sua ineffabile cortesia, la quale è oggi meritata nel grande secolo 4, mi salutoe molto virtuosamente, tanto che me parve allora di vedere tutti li termin de la beatitudine. L ora che lo suo dolcissimo salutare mi giunse, era fermamente nona di quello giorno 5 ; e però che quella fu la prima volta che le sue parole si mossero per venire a li miei orecchi, presi tanta dolcezza, che come inebriato mi partio da le genti, e ricorsi a lo solingo 6 luogo d una mia camera, e puosimi a pensare di questa cortesissima. E pensando di lei, mi sopraggiunse uno soave sonno, ne lo quale m apparve una meravigliosa visione: che me parea vedere ne la mia camera una nebula 7 di colore di fuoco, dentro a la quale io discernea una figura d uno segnore 8 di pauroso aspetto a chi la guardasse; e pareami con tanta letizia, quanto a sé, che mirabile cosa era; e ne le sue parole dicea molte cose, le quali io non intendea se non poche; tra le quali intendea queste: Ego dominus tuus 9. Ne le sue braccia mi parea vedere una persona dormire nuda, salvo che involta mi parea in uno drappo sanguigno leggeramente; la quale io riguardando molto intensivamente, conobbi ch era la donna de la salute, la quale m avea lo giorno dinanzi degnato di salutare. E ne l una de le mani mi parea che questi tenesse una cosa la quale ardesse tutta, e pareami che mi dicesse queste parole: Vide cor tuum 10. E quando elli era stato alquanto, pareami che disvegliasse questa che dormia; e tanto si sforzava per suo ingegno, che le facea mangiare questa cosa che in mano li ardea, la quale ella mangiava dubitosamente. Appresso ciò poco dimorava che la sua letizia si convertia in amarissimo pianto; e così piangendo, si ricogliea questa donna ne le sue braccia, e con essa mi parea che si ne gisse verso lo cielo; onde io sostenea sì grande angoscia, che lo mio deboletto sonno non poteo sostenere 11, anzi si ruppe e fui disvegliato die: giorni. 2. di più lunga etade: più grandi di età, di età maggiore. 3. pauroso: turbato. 4. la quale è secolo: che (si riferisce a cortesia) adesso è ricompensata nell Aldilà. Quando Dante scrive, Beatrice è già morta. 5. L ora che lo suo dolcissimo giorno: l ora in cui il suo dolcissimo saluto mi giunse era sicuramente (fermamente) la nona del giorno. Ai tempi di Dante il giorno era suddiviso, secondo la tradizione degli antichi Romani, in dodici ore a partire dalle sei antimeridiane: si tratta dunque delle tre pomeridiane. 6. solingo: solitario. 7. nebula: nuvola. 8. segnore: si tratta di Amore. 9. Ego dominus tuus: Io sono il tuo signore. 10. Vide cor tuum: Ecco il tuo cuore. 11. che lo mio deboletto sostenere: di fronte all angoscia provata, il sonno già leggero (deboletto) di Dante non resiste oltre. 10

11 Ogni analisi del testo, per essere completa ed esauriente, va sempre condotta lungo la triplice linea della comprensione del testo, dell analisi tematica e formale e della contestualizzazione. Il modello adottato negli esami di Stato si articola, infatti, proprio secondo la seguente tripartizione: 1. Comprensione del testo 2. Analisi del testo 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Procediamo allora secondo questo schema. 1. Comprensione del testo Nell analizzare un testo narrativo, la prima operazione che conviene svolgere è leggere attentamente il testo cercando di individuare delle macro-sequenze; ciò infatti consente di cogliere immediatamente la vicenda narrata e il suo sviluppo, facilitando la sintesi del contenuto che generalmente viene richiesta. Nel nostro caso, il testo è divisibile in due macro-sequenze: la prima corrispondente all incontro di Dante con Beatrice, la seconda al sogno profetico. Quale potrebbe essere la sintesi del brano in 4-5 righe? 2. Analisi del testo Anche in questa parte dell elaborato conviene prendere le mosse dalla divisione in sequenze (eventualmente individuare ulteriori sequenze all interno delle macro-sequenze) e capire se c è una prevalenza di sequenze narrative, descrittive, dialogiche ecc. per rilevare subito le caratteristiche del testo che ci troviamo di fronte. Che tipo di sequenza prevale qui? Un altra operazione fondamentale è individuare la voce narrante: chi è il narratore? A quale tipo appartiene? Ed è opportuno a questo punto fare brevemente riferimento alla struttura e alle specificità dell opera da cui è tratto il testo. 11

12 Come in un testo poetico, anche in un testo narrativo è molto importante fare attenzione a parole ed espressioni ricorrenti, o che rinviano a uno stesso campo semantico, o che ancora sono messe in rilievo attraverso per esempio un anafora, un allitterazione ecc. In questo brano, nel descrivere Beatrice e il saluto beatificante che ella gli concede, Dante insiste su aggettivi e termini come gentile, dolce, cortesia ecc. Dopo averli individuati, spiega quale siano secondo te le ragioni di tale insistenza. Dante, poi, per spiegare l effetto del saluto di Beatrice afferma: me parve allora di vedere tutti li termini de la beatitudine. Quale significato hanno queste parole? Esse introducono un tema centrale dello stilnovo e della Vita Nuova: quale? È importante rilevare che nel nostro testo ritroviamo un altro topos, particolarmente presente nella lirica delle origini: la rappresentazione di Amore come signore, cui Dante si deve sottomettere. Ricordi qualche altro testo in cui si ritrovano la personificazione di Amore e il tema del servizio d amore? Un altro aspetto molto evidente nel testo, che si può cogliere proprio prestando attenzione alla ricorrenza di certe parole, è il carattere simbolico e allegorico: fai attenzione ai numeri e ai colori su cui Dante insiste. Quali sono? Che significato assumono? 12

13 Si potrebbe chiudere questa parte dell elaborato con qualche notazione linguistica e stilistica (ad esempio rilevare le caratteristiche della sintassi), non dimenticando che la Vita Nuova di Dante costituisce, anche dal punto di vista della scrittura in prosa, un momento decisivo nella storia linguistica e letteraria italiana. 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Per un interpretazione complessiva del brano si potrebbe riprendere e approfondire l aspetto simbolico e allegorico del testo. E in questa chiave fornire anche una contestualizzazione, rilevando come tali caratteristiche ci permettono di ascrivere il testo e l opera nel suo complesso alla cultura medievale, ampliando poi il discorso su come Dante si inserisca in tale contesto storico-culturale. 13

14 Dal Decameron di Giovanni Boccaccio Cisti fornaio La novella, raccontata da Pampinea, appartiene alla VI giornata, in cui si narra «di chi con alcuno leggiadro motto, tentato, si riscosse, o con pronta risposta o avvedimento fuggì perdita o pericolo o scorno». Si tratta dunque di novelle in cui protagoniste assolute sono l arguzia e l intelligenza dell uomo, capace di risolvere situazioni difficili con una risposta pronta o una parola spiritosa. [ ] Dico adunque che, avendo Bonifazio papa 1, appo il quale messer Geri Spina 2 fu in grandissimo stato 3, mandati in Firenze certi suoi nobili ambasciadori per certe sue gran bisogne, essendo essi in casa di messer Geri smontati 4, e egli con loro insieme i fatti del Papa trattando, avvenne che, che se ne fosse cagione, messer Geri con questi ambasciadori del Papa tutti a piè quasi ogni mattina davanti a Santa Maria Ughi passavano, dove Cisti fornaio il suo forno aveva e personalmente la sua arte eserceva 5. Al quale quantunque la fortuna arte assai umile data avesse, tanto in quella gli era stata benigna, che egli n era ricchissimo divenuto 6, e senza volerla mai per alcuna altra abbandonare splendidissimamente vivea, avendo tra l altre sue buone cose sempre i migliori vini bianchi e vermigli che in Firenze si trovassero o nel contado. Il quale, veggendo ogni mattina davanti all uscio suo passar messer Geri e gli ambasciadori del Papa, e essendo il caldo grande, s avisò che gran cortesia sarebbe il dar lor bere del suo buon vin bianco; ma avendo riguardo alla sua condizione 7 e a quella di messer Geri, non gli pareva onesta cosa il presummere d invitarlo ma pensossi di tener modo il quale inducesse messer Geri medesimo a invitarsi. E avendo un farsetto bianchissimo indosso e un grembiule di bucato innanzi sempre, li quali più tosto mugnaio che fornaio il dimostravano, ogni mattina in su l ora che egli avvisava che messer Geri con gli ambasciadori dover passare si faceva davanti all uscio suo recare una secchia nuova e stagnata d acqua fresca e un picciolo orcioletto bolognese 8 nuovo del suo buon vin bianco e due bicchieri che parevano d ariento 9, sì eran chiari: e a seder postosi, come essi passavano, e egli, poi che una volta o due spurgato s era, cominciava a ber sì saporitamente questo suo vino, che egli n avrebbe fatta venir voglia a morti. La qual cosa avendo messer Geri una e due mattine veduta, disse la terza: Chente è, Cisti? è buono? Cisti, levato prestamente in piè, rispose: Messer sì, ma quanto non vi potre io dare a intendere, se voi non assaggiaste. Messer Geri, al quale o la qualità o affanno più che l usato avuto o forse il saporito bere, che a Cisti vedeva fare, sete avea generata, volto agli ambasciadori sorridendo disse: Signori, egli è buono che noi assaggiamo del vino di questo valente uomo: forse che è egli tale, che noi non ce ne penteremo 10 ; e con loro insieme se n andò verso Cisti. Il quale, fatta di presente una bella panca venire di fuori dal forno, gli pregò che sedessero; e alli lor famigliari, che già per lavare i bicchieri si facevano innanzi, disse: Compagni, tiratevi indietro e lasciate questo servigio fare a me, ché io so non meno ben mescere che io sappia infornare; e non aspettaste voi d assaggiarne gocciola 11! Bonifazio papa: Bonifacio VIII ( ). 2. Geri Spina: personaggio realmente esistito: guelfo nero, era una personalità eminente a Firenze. 3. in granidssimo stato: in grandissima considerazione. 4. smontati: alloggiati. 5. eserceva: esercitava. 6. Al quale divenuto: la fortuna, sebbene avesse dato a Cisti un occupazione molto umile, era stata comunque benigna nei suoi confronti, perché egli, grazie a quell attività, era divenuto ricchissimo. 7. ma avendo condizione: ma considerando la sua condizione. 8. orcioletto bolognese: vaso o boccale di terracotta di fabbricazione bolognese. 9. ariento: argento. 10. forse egli è tale penteremo: probabilmente è di così buona qualità che non ce ne pentiremo. 11. non aspettaste gocciola!: non crediate di assaggiarne una goccia! 14

15 E così detto, esso stesso, lavati quatro bicchieri belli e nuovi e fatto venire un piccolo orcioletto del suo buon vino diligentemente diede bere a messer Geri e a compagni, alli quali il vino parve il migliore che essi avessero gran tempo davanti bevuto; per che, commendatol molto, mentre gli ambasciador vi stettero, quasi ogni mattina con loro insieme n andò a ber messer Geri. A quali, essendo espediti e partir dovendosi, messer Geri fece un magnifico convito 12 al quale invitò una parte de più orrevoli 13 cittadini, e fecevi invitare Cisti, il quale per niuna condizione 14 andar vi volle. Impose adunque messer Geri a uno de suoi famigliari che per un fiasco andasse del vin di Cisti e di quello un mezzo bicchier per uomo desse alle prime mense. Il famigliare, forse sdegnato perché niuna volta bere aveva potuto del vino, tolse 15 un gran fiasco. Il quale come Cisti vide, disse: Figliuolo, messer Geri non ti manda a me. Il che raffermando più volte il famigliare né potendo altra risposta avere, tornò a messer Geri e sì gliele disse 16 ; a cui messer Geri disse: Tornavi e digli che sì fo: e se egli più così ti risponde, domandalo a cui io ti mando. Il famigliare tornato disse: Cisti, per certo messer Geri mi manda pure a te. Al quale Cisti rispose: Per certo, figliuol, non fa. Adunque, disse il famigliare a cui mi manda? Rispose Cisti: Ad Arno 17. Il che rapportando il famigliare a messer Geri, subito gli occhi gli s apersero dello ntelletto e disse al famigliare: Lasciami vedere che fiasco tu vi porti ; e vedutol disse: Cisti dice vero ; e dettagli villania gli fece torre un fiasco convenevole. Il quale Cisti vedendo disse: Ora so io bene che egli ti manda a me, e lietamente glielo empiè. E poi quel medesimo dì fatto il botticello riempiere d un simil vino e fattolo soavemente portare a casa di messer Geri, andò appresso 18, e trovatolo gli disse: Messere, io non vorrei che voi credeste che il gran fiasco stamane m avesse spaventato; ma, parendomi che vi fosse uscito di mente ciò che io a questi dì co miei piccoli orcioletti v ho dimostrato, cioè questo non sia vin da famiglia 19, vel volli staman raccordare. Ora, per ciò che io non intendo d esservene più guardiano 20 tutto ve l ho fatto venire: fatene per innanzi come vi piace. Messer Geri ebbe il dono di Cisti carissimo e quelle grazie gli rendè che a ciò credette si convenissero, e sempre poi per da molto l ebbero e per amico magnifico convito: sontuoso banchetto. 13. orrevoli: onorevoli, prestigiosi. 14. per niuna condizione: per nessun motivo. 15. tolse: prese. 16. Il che raffermando più volte disse: (Cisti) ribadì più volte la stessa cosa, tanto che il servo non riuscendo a ottenere altra risposta, tornò da Geri e gli riferì le parole di Cisti. 17. Ad Arno!: con questa risposta Cisti intende sottolineare che il fiasco è troppo grande: potrebbe essere riempito con acqua attinta all Arno non certo del suo vino pregiato. 18. andò appresso: andò subito dopo a casa di Geri. 19. vin da famiglia: vino da darsi ai servi. 20. guardiano: custode. 15

16 Ogni analisi del testo, per essere completa ed esauriente, va sempre condotta lungo la triplice linea della comprensione del testo, dell analisi tematica e formale e della contestualizzazione. Il modello adottato negli esami di Stato si articola, infatti, proprio secondo la seguente tripartizione: 1. Comprensione del testo 2. Analisi del testo 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Procediamo allora secondo questo schema. 1. Comprensione del testo Nell analizzare un testo narrativo, la prima operazione che conviene svolgere è leggere attentamente il testo cercando di individuare delle macro-sequenze; ciò infatti consente di cogliere immediatamente la vicenda narrata e il suo sviluppo, facilitando la sintesi del contenuto che generalmente viene richiesta. In quante e quali macro-sequenze divideresti il testo? Sintetizza il contenuto del brano in 4-5 righe. 2. Analisi del testo Anche in questa parte dell elaborato conviene prendere le mosse dalla divisione in sequenze (eventualmente individuare ulteriori sequenze all interno delle macro-sequenze) e capire se c è una prevalenza di sequenze narrative, descrittive, dialogiche ecc. per rilevare subito le caratteristiche del testo che ci troviamo di fronte. Che tipo di sequenza prevale qui? Un altra operazione fondamentale è individuare la voce narrante: chi è il narratore? A quale tipo appartiene? Ed è opportuno a questo punto fare riferimento brevemente alla struttura del Decameron, alle figure dei narratori, alla loro funzione ecc. 16

17 Un altro passo fondamentale nell analisi di un testo narrativo è individuare il tipo di focalizzazione, ricordando che può essere di tre tipi e che può variare all interno dello stesso testo. Qui com è la focalizzazione? Da quali elementi lo deduci? Soffermiamo ora l attenzione sui personaggi: come vengono presentati dal narratore? Quali aspetti (fisionomici, caratteriali, sociali ecc.) sono messi in rilievo? In questa novella, come in ogni testo narrativo, è infatti molto importante cogliere il tipo di caratterizzazione che ci viene fornita. Proprio nella dialettica tra i due personaggi, da cui uscirà vincitrice la figura di Cisti fornaio, è da individuare il nodo tematico-concettuale della novella: qual è dunque il significato profondo del testo? Si potrebbe chiudere questa parte dell elaborato con qualche notazione linguistica e stilistica (per esempio, il periodare complesso prevalentemente ipotattico delle parti narrative; il carattere mimetico e più immediato dei dialoghi ecc. ), non dimenticando che Boccaccio con il suo Decameron fonda sostanzialmente la prosa narrativa italiana. 17

18 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Per l interpretazione complessiva del brano e la contestualizzazione si potrebbe approfondire la figura di Cisti fornaio, inserendola in un più ampio discorso sulla visione laica boccacciana e sull atteggiamento dello scrittore nei confronti della classe mercantile, facendo riferimento ad altre novelle conosciute (per esempio Landolfo Rufolo, Andreuccio da Perugia). Ed è possibile poi approfondire ulteriormente il discorso su un piano storico-culturale, sottolineando come in quel periodo che è stato definito l autunno del Medioevo si assista a profonde trasformazioni di mentalità e di pensiero, che segnano la crisi del Medioevo e l inizio di una civiltà nuova, di cui sono espressione, oltre a Boccaccio, autori come Dino Compagni, Giovanni Villani, Marco Polo. 18

19 Da La Venexiana Incontri segreti La Venexiana è una commedia anonima degli inizi del Cinquecento, divisa in cinque atti e scritta in dialetto veneziano. Coinvolgente e vivace (ancora oggi rappresentata), è incentrata su intrighi e schermaglie d amore, che ruotano intorno al giovane Julius, avvenente forestiero giunto a Venezia, che fa breccia in vari cuori. Nella scena seguente (atto II, scena 5) Julius incontra Bernardus, un astuto facchino che ha l incarico di combinare un incontro tra il giovane e la vedova Angela, altra vittima del bel rubacuori. Julius e Bernardus [ ] O felice casa, che mia Signora tene chiusa! Ben potrò laudarte, cun questa inclita terra, quando da alguna zentildonna serò cognosciuto per vero amante. E l quest alò? Ve : i cavèi atrezzolì e quel ari da fomnela. Chigasang! a l è quel. Già è tempo de visitar la Piaza. Non sciò che ora mo sii. Dime, compagno, che ora è mo? Patrò, disif que ora è? A l po esser vintadò, o lì apress. Gran mercè a te. No la cad, ch a m regraziè; perché a so quilò per faf a de mej, cha inse gnàf li ori. Che hai detto tu? A digh, ch a so quilò per faf un aplaxì. Volesse Dio, che fosse bono per me. No guardé seben porti ol zac; ch a so perzò om da podìf dà un beneficii, sì. Non volio esser de chiesa, ma soldato io. A dis un beneficii da zentilom e compagnò da bon temp. Lo melior beneficio sarebbe che me insegnassi qualche bon loco, ove potessi adoperar mia gioventù e pigliar piacere; ché a questo sum venuto. A parli de quel propi che circa fino gi osei. Viene un poco da parte. Che cosa voj dir tu? Vedì, se m volì dà la fed da om da bé e fà com dico mì, af menarò sta not in gloria in exselcjs. Ah, ah! che voce de angelo! Se non voj altro, eccome a tuo commando [ ] O felice casa, che la mia Signora tiene chiusa! Potrò ben lodare te ed insieme questa nobile terra di Venezia, quando sarò riconosciuto come vero amante da qualche gentildonna! È quello lì? Vediamo: (ha) i capelli a treccioline e quell aria da femminella. Accidenti. È lui. Già è tempo di visitare la Piazza. Non so che ora sia adesso. Dimmi, amico, che ora è adesso? Padrone, chiedete che ora è? Possono essere le ventidue o giù di lì. Grazie a te. Non è necessario che mi ringraziate; perché io sono qui per fare di meglio che informarvi sulle ore. Che cosa hai detto tu? Dico che sono qui per farvi un piacere. Volesse Dio che fosse vantaggioso per me. Non guardate; sebbene porto il sacco, sono però un uomo da potervi dare un beneficio. Certamente. Ma io non voglio un beneficio ecclesiastico; io sono un soldato. Intendo dire un beneficio da gentiluomo e compagnone che sa passare bene il tempo. Il miglior beneficio sarebbe che tu mi indicassi qualche buon luogo, dove io potessi mettere a frutto le doti della mia gioventù e prender piacere; perché è per questo che io son venuto qua. Ma io sto parlando proprio di quello che perfino gli uccelli cercano. Fatti un poco da parte. Che cosa vuoi dire? Vedete; se mi volete dar credito da uomo dabbene e fare come dico io, io vi condurrò stanotte in gloria excelsis. Ah, ah! Che voce di angelo! Se non vuoi altro, eccomi al tuo comando [a cura di P. Trovato] 19

20 Ogni analisi del testo, per essere completa ed esauriente, va sempre condotta lungo la triplice linea della comprensione del testo, dell analisi tematica e formale e della contestualizzazione. Il modello adottato negli esami di Stato si articola, infatti, proprio secondo la seguente tripartizione: 1. Comprensione del testo 2. Analisi del testo 3. Interpretazione complessiva e approfondimenti Procediamo allora secondo questo schema. 1. Comprensione del testo Per analizzare un testo teatrale è necessario individuare immediatamente se si tratta di un monologo o di un dialogo e i personaggi che sono in scena, tenendo sempre presente che, a differenza di quanto accade in un testo narrativo, tutti gli elementi, dall intreccio all ambientazione, alla caratterizzazione dei personaggi, devono essere desunti dalle battute e da eventuali didascalie (assenti nel nostro brano). Quale potrebbe essere la sintesi in 4-5 righe della scena? 2. Analisi del testo Leggere attentamente le singole battute ci consente, innanzitutto, di ricostruire la caratterizzazione dei due personaggi in scena. È interessante notare che Julius sembra presentarsi immediatamente come un giovane che punta tutto sul suo fascino e le sue arti amatorie (quando sarò riconosciuto come vero amante da qualche gentildonna); a ciò fa da divertente contrasto la descrizione del ragazzo da parte di Bernardus: ha i capelli a treccioline e quell aria da femminella. Come descriveresti la figura di Julius? Dall altra parte, Bernardus appare subito furbo e un po ruffiano, e sembra ricordare il tipo del servo astuto proprio del genere della commedia: da quali battute si possono desumere queste caratteristiche? Ricordi qualche altro personaggio che può rientrare in questa categoria? 20

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