MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI

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3 MINISTERO DELL INTERNO DIPARTIMENTO PER GLI AFFARI INTERNI E TERRITORIALI DIREZIONE CENTRALE DELLA FINANZA LOCALE TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI approvato con Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 Aggiornato fino alle modifiche apportate dal decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, recante: Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 95 del 24 aprile 2014) A cura del Dott. Roberto Pacella Maggio 2014 Le modifiche apportate rispetto alla precedente versione del marzo 2013 sono stampate in corsivo ed in grassetto.

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5 I N D I C E Costituzione della Repubblica Italiana (estratto Titolo V) Pag. 5 Legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Estratto) Pag. 13 Legge 30 dicembre 1989, n. 439 (Ratifica ed esecuzione della convenzione relativa alla Carta europea dell autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre 1985) Pag. 17 TESTO UNICO DELLE LEGGI SULL ORDINAMENTO DEGLI ENTI LOCALI Pag. 24 PARTE I ORDINAMENTO ISTITUZIONALE Pag. 25 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Pag. 25 TITOLO II SOGGETTI Pag. 29 CAPO I Comune Pag. 29 CAPO II Provincia Pag. 31 CAPO III - Aree metropolitane Pag. 33 CAPO IV - Comunità montane Pag. 34 CAPO V - Forme associative Pag. 36 TITOLO III ORGANI Pag. 40 CAPO I - Organi di governo del comune e della provincia Pag. 40 CAPO II - Incandidabilità, ineleggibilità, incompatibilità Pag. 50 CAPO III - Sistema elettorale Pag. 55 CAPO IV - Status degli amministratori locali Pag. 62 TITOLO IV - ORGANIZZAZIONE E PERSONALE Pag. 68 CAPO I - Ufficio e personale Pag. 68 CAPO II - Segretari comunali e provinciali Pag. 71 CAPO III - Dirigenza ed incarichi Pag. 74 TITOLO V - SERVIZI E INTERVENTI PUBBLICI LOCALI Pag. 77 TITOLO VI CONTROLLI Pag. 84 CAPO I - Controllo sugli atti Pag. 84 CAPO II - Controllo sugli organi Pag. 90 CAPO III - Controlli interni Pag. 97 CAPO IV - Controlli esterni sulla gestione Pag. 99 PARTE II ORDINAMENTO FINANZIARIO E CONTABILE Pag. 101 TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI Pag. 101 TITOLO II - PROGRAMMAZIONE E BILANCI Pag. 107 CAPO I Programmazione Pag. 107 CAPO II - Competenze in materia di bilanci Pag. 113 TITOLO III - GESTIONE DEL BILANCIO Pag. 115 CAPO I Entrate Pag. 115 CAPO II - Spese Pag. 116 CAPO III - Risultato di amministrazione e residui Pag. 118 CAPO IV - Principi di gestione e controllo di gestione Pag. 119 TITOLO IV INVESTIMENTI Pag. 123 CAPO I - Principi generali Pag. 123 CAPO II - Fonti di finanziamento mediante indebitamento Pag. 124 CAPO III - Garanzie per mutui e prestiti Pag. 126 TITOLO V TESORERIA Pag. 127 CAPO I - Disposizioni generali Pag. 127 CAPO II - Riscossione delle entrate Pag

6 CAPO III - Pagamento delle spese Pag. 129 CAPO IV - Altre attività Pag. 130 CAPO V - Adempimenti e verifiche contabili Pag. 131 TITOLO VI - RILEVAZIONE E DIMOSTRAZIONE DEI RISULTATI DI GESTIONE Pag. 132 TITOLO VII - REVISIONE ECONOMICO-FINANZIARIA Pag. 136 TITOLO VIII - ENTI LOCALI DEFICITARI O DISSESTATI Pag. 140 CAPO I - Enti locali deficitari: disposizioni generali Pag. 140 CAPO II - Enti locali dissestati: disposizioni generali Pag. 146 CAPO III - Attività dell organo straordinario di liquidazione Pag. 150 CAPO IV - Bilancio stabilmente riequilibrato Pag. 157 CAPO V - Prescrizioni e limiti conseguenti al risanamento Pag. 159 PARTE III ASSOCIAZIONI DEGLI ENTI LOCALI Pag. 162 PARTE IV DISPOSIZIONI TRANSITORIE ED ABROGAZIONI Pag. 163 NOTE Pag. 167 N.B.: Vengono riportati, nelle note, i principali riferimenti normativi. Il presente aggiornamento si riferisce allo stato dei provvedimenti alla data del 15 maggio

7 COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA. TITOLO V LE REGIONI, LE PROVINCE, I COMUNI Articolo 114 La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i princìpi fissati dalla Costituzione. Roma è la capitale della Repubblica. La legge dello Stato disciplina il suo ordinamento. Abrogato. Articolo 115 Articolo 116 Il Friuli Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d Aosta/Vallée d Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata. Articolo 117 (Articolo sostituito dalla legge Costituzionale n. 1 del 2012, le cui disposizioni si applicano, ai sensi di quanto disposto dall articolo 6, comma 1, della stessa, a decorrere dall esercizio finanziario relativo all anno 2014). La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali. Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all Unione europea; 5

8 b) immigrazione; c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose; d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi; e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie; f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo; g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali; h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale; i) cittadinanza, stato civile e anagrafi; l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa; m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale; n) norme generali sull istruzione; o) previdenza sociale; p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane; q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale; r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell amministrazione statale, regionale e locale; opere dell ingegno; s) tutela dell ambiente, dell ecosistema e dei beni culturali. Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l'unione europea delle Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell'energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e 6

9 organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato. Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all attuazione e all esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza. La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite. Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive. La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni. Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato. Articolo 118 Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza. I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze. La legge statale disciplina forme di coordinamento fra Stato e Regioni nelle materie di cui alle lettere b) e h) del secondo comma dell articolo 117, e disciplina inoltre forme di intesa e coordinamento nella materia della tutela dei beni culturali. Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. 7

10 Articolo 119 (Articolo sostituito dalla legge Costituzionale n. 1 del 2012, le cui disposizioni si applicano, ai sensi di quanto disposto dall articolo 6, comma 1, della stessa, a decorrere dall esercizio finanziario relativo all anno 2014). I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall ordinamento dell Unione europea. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio. La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite. Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province,Città metropolitane e Regioni. I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato. Possono ricorrere all indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l equilibrio di bilancio. È esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti. Articolo 120 La Regione non può istituire dazi di importazione o esportazione o transito tra le Regioni, né adottare provvedimenti che ostacolino in qualsiasi modo la libera circolazione delle persone e delle cose tra le Regioni, né limitare l esercizio del diritto al lavoro in qualunque parte del territorio nazionale. Il Governo può sostituirsi a organi delle Regioni, delle Città metropolitane, delle Province e dei Comuni nel caso di mancato rispetto di norme e trattati internazionali o della normativa comunitaria oppure di pericolo grave per l incolumità e la sicurezza pubblica, ovvero quando lo richiedono la tutela dell unità giuridica o dell unità economica e in particolare la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, prescindendo dai confini territoriali dei governi locali. La legge 8

11 definisce le procedure atte a garantire che i poteri sostitutivi siano esercitati nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione. Articolo 121 Sono organi della Regione: il Consiglio regionale, la Giunta e il suo Presidente. Il Consiglio regionale esercita le potestà legislative attribuite alla Regione e le altre funzioni conferitegli dalla Costituzione e dalle leggi. Può fare proposte di legge alle Camere. La Giunta regionale è l organo esecutivo delle Regioni. Il Presidente della Giunta rappresenta la Regione; dirige la politica della Giunta e ne è responsabile; promulga le leggi ed emana i regolamenti regionali; dirige le funzioni amministrative delegate dallo Stato alla Regione, conformandosi alle istruzioni del Governo della Repubblica. Articolo 122 Il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e di incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinati con legge della Regione nei limiti dei princìpi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica, che stabilisce anche la durata degli organi elettivi. Nessuno può appartenere contemporaneamente a un Consiglio o a una Giunta regionale e ad una delle Camere del Parlamento, ad un altro Consiglio o ad altra Giunta regionale, ovvero al Parlamento europeo. Il Consiglio elegge tra i suoi componenti un Presidente e un ufficio di presidenza. I consiglieri regionali non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell esercizio delle loro funzioni. Il Presidente della Giunta regionale, salvo che lo statuto regionale disponga diversamente, è eletto a suffragio universale e diretto. Il Presidente eletto nomina e revoca i componenti della Giunta. Articolo 123 Ciascuna Regione ha uno statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento. Lo statuto regola l esercizio del diritto di iniziativa e del referendum su leggi e provvedimenti amministrativi della Regione e la pubblicazione delle leggi e dei regolamenti regionali. Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluta dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi. Per tale legge non è richiesta l apposizione del visto da parte del Commissario del Governo. Il Governo della Repubblica può promuovere la questione di legittimità costituzionale sugli statuti regionali dinanzi alla Corte costituzionale entro trenta giorni dalla loro pubblicazione. 9

12 Lo statuto è sottoposto a referendum popolare qualora entro tre mesi dalla sua pubblicazione ne faccia richiesta un cinquantesimo degli elettori della Regione o un quinto dei componenti il Consiglio regionale. Lo statuto sottoposto a referendum non è promulgato se non è approvato dalla maggioranza dei voti validi. In ogni Regione, lo statuto disciplina il Consiglio delle autonomie locali, quale organo di consultazione fra la Regione e gli enti locali. Abrogato. Articolo 124 Articolo 125 Nella Regione sono istituiti organi di giustizia amministrativa di primo grado, secondo l ordinamento stabilito da legge della Repubblica. Possono istituirsi sezioni con sede diversa dal capoluogo della Regione. Articolo126 Con decreto motivato del Presidente della Repubblica sono disposti lo scioglimento del Consiglio regionale e la rimozione del Presidente della Giunta che abbiano compiuto atti contrari alla Costituzione o gravi violazioni di legge. Lo scioglimento e la rimozione possono altresì essere disposti per ragioni di sicurezza nazionale. Il decreto è adottato sentita una Commissione di deputati e senatori costituita, per le questioni regionali, nei modi stabiliti con legge della Repubblica. Il Consiglio regionale può esprimere la sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta mediante mozione motivata, sottoscritta da almeno un quinto dei suoi componenti e approvata per appello nominale a maggioranza assoluta dei componenti. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla presentazione. L approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente della Giunta eletto a suffragio universale e diretto, nonché la rimozione, l impedimento permanente, la morte o le dimissioni volontarie dello stesso comportano le dimissioni della Giunta e lo scioglimento del Consiglio. In ogni caso i medesimi effetti conseguono alle dimissioni contestuali della maggioranza dei componenti il Consiglio. Articolo 127 Il Governo, quando ritenga che una legge regionale ecceda la competenza della Regione, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla sua pubblicazione. La Regione, quando ritenga che una legge o un atto avente valore di legge dello Stato o di un altra Regione leda la sua sfera di competenza, può promuovere la questione di legittimità costituzionale dinanzi alla Corte costituzionale entro sessanta giorni dalla pubblicazione della legge o dell atto avente valore di legge. 10

13 Articolo 128 Abrogato. Articolo 129 Abrogato. Articolo 130 Abrogato. Articolo 131 Sono costituite le seguenti Regioni: Piemonte; Valle d Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzi; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna. Articolo 132 Si può con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione d abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse. Si può, con l approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione ed aggregati ad un altra. 11

14 Articolo 133 Il mutamento delle circoscrizioni provinciali e la istituzione di nuove Province nell ambito d una Regione sono stabiliti con leggi della Repubblica, su iniziativa dei Comuni, sentita la stessa Regione. La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni. 12

15 Legge 24 dicembre 2012, n. 243 (Estratto) recante: Disposizioni per l attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi dell articolo 81, sesto comma, della Costituzione. Pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana del 15 gennaio 2013, n. 12. In vigore dal 30 gennaio La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Capo I - Oggetto e definizioni Art. 1 Oggetto 1. La presente legge costituisce attuazione dell articolo 81, sesto comma, della Costituzione, come sostituito dalla legge costituzionale 20 aprile 2012, n. 1, e dell articolo 5 della medesima legge costituzionale. 2. La presente legge può essere abrogata, modificata o derogata solo in modo espresso da una legge successiva approvata ai sensi dell articolo 81, sesto comma, della Costituzione. omissis Capo IV - Equilibrio dei bilanci delle regioni e degli enti locali e concorso dei medesimi enti alla sostenibilità del debito pubblico Art. 9 Equilibrio dei bilanci delle regioni e degli enti locali 1. I bilanci delle regioni, dei comuni, delle province, delle città metropolitane e delle province autonome di Trento e di Bolzano si considerano in equilibrio quando, sia nella fase di previsione che di rendiconto, registrano: a) un saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra le entrate finali e le spese finali; b) un saldo non negativo, in termini di competenza e di cassa, tra le entrate correnti e le spese correnti, incluse le quote di capitale delle rate di ammortamento dei prestiti. 2. Salvo quanto previsto dall articolo 10, comma 4, qualora, in sede di rendiconto di gestione, un ente di cui al comma 1 del presente articolo registri un valore negativo dei saldi di cui al medesimo comma 1, lettere a) e b), adotta misure di correzione tali da assicurarne il recupero entro il triennio successivo. 13

16 3. Eventuali saldi positivi sono destinati all estinzione del debito maturato dall ente. Nel rispetto dei vincoli derivanti dall ordinamento dell Unione europea e dell equilibrio dei bilanci, i saldi positivi di cui al primo periodo possono essere destinati anche al finanziamento di spese di investimento con le modalità previste dall articolo Con legge dello Stato sono definite le sanzioni da applicare agli enti di cui al comma 1 nel caso di mancato conseguimento dell equilibrio gestionale sino al ripristino delle condizioni di equilibrio di cui al medesimo comma 1, lettere a) e b), da promuovere anche attraverso la previsione di specifici piani di rientro. 5. Nel rispetto dei principi stabiliti dalla presente legge, al fine di assicurare il rispetto dei vincoli derivanti dall ordinamento dell Unione europea, la legge dello Stato, sulla base di criteri analoghi a quelli previsti per le amministrazioni statali e tenendo conto di parametri di virtuosità, può prevedere ulteriori obblighi a carico degli enti di cui al comma 1 in materia di concorso al conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica del complesso delle amministrazioni pubbliche. 6. Le disposizioni di cui al comma 5 si applicano alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con le norme dei rispettivi statuti e con le relative norme di attuazione. Art. 10 Ricorso all indebitamento da parte delle regioni e degli enti locali 1. Il ricorso all indebitamento da parte delle regioni, dei comuni, delle province, delle città metropolitane e delle province autonome di Trento e di Bolzano è consentito esclusivamente per finanziare spese di investimento con le modalità e nei limiti previsti dal presente articolo e dalla legge dello Stato. 2. In attuazione del comma 1, le operazioni di indebitamento sono effettuate solo contestualmente all adozione di piani di ammortamento di durata non superiore alla vita utile dell investimento, nei quali sono evidenziate l incidenza delle obbligazioni assunte sui singoli esercizi finanziari futuri nonché le modalità di copertura degli oneri corrispondenti. 3. Le operazioni di indebitamento di cui al comma 2 sono effettuate sulla base di apposite intese concluse in ambito regionale che garantiscano, per l anno di riferimento, l equilibrio della gestione di cassa finale del complesso degli enti territoriali della regione interessata, compresa la medesima regione, come definito dall articolo 9, comma 1, lettera a). A tal fine, ogni anno i comuni, le province e le città metropolitane comunicano alla regione di appartenenza ovvero alla provincia autonoma di appartenenza, secondo modalità stabilite con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di cui al comma 5 del presente articolo, il saldo di cassa di cui all articolo 9, comma 1, lettera a), che l ente locale prevede di conseguire, nonché gli investimenti che intende realizzare attraverso il ricorso all indebitamento o con i risultati di amministrazione degli esercizi precedenti. Ciascun ente territoriale può in ogni caso ricorrere all indebitamento nel limite delle spese per rimborsi di prestiti risultanti dal proprio bilancio di previsione. 4. Qualora, in sede di rendiconto, non sia rispettato l equilibrio di cui al comma 3, primo periodo, il saldo negativo concorre alla determinazione dell equilibrio della gestione di cassa finale dell anno successivo del complesso degli enti della regione interessata, compresa la medesima regione, ed è ripartito tra gli enti che non hanno rispettato il saldo previsto. 14

17 5. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, adottato d intesa con la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, sono disciplinati criteri e modalità di attuazione del presente articolo. * Art. 11 Concorso dello Stato al finanziamento dei livelli essenziali e delle funzioni fondamentali nelle fasi avverse del ciclo o al verificarsi di eventi eccezionali 1. È istituito nello stato di previsione del Ministero dell economia e delle finanze il Fondo straordinario per il concorso dello Stato, nelle fasi avverse del ciclo o al verificarsi di eventi eccezionali, al finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni e delle funzioni fondamentali inerenti ai diritti civili e sociali, alimentato da quota parte delle risorse derivanti dal ricorso all indebitamento consentito dalla correzione per gli effetti del ciclo economico del saldo del conto consolidato. L ammontare della dotazione del Fondo di cui al presente comma è determinato nei documenti di programmazione finanziaria e di bilancio, sulla base della stima degli effetti dell andamento del ciclo economico, tenendo conto della quota di entrate proprie degli enti di cui all articolo 10, comma 1, influenzata dall andamento del ciclo economico. 2. Qualora le Camere autorizzino scostamenti temporanei del saldo strutturale rispetto all obiettivo programmatico ai sensi dell articolo 6, l ammontare del Fondo di cui al comma 1 del presente articolo è determinato anche tenendo conto delle conseguenze degli eventi di cui al medesimo articolo 6 sulla finanza degli enti di cui all articolo 10, comma Il Fondo di cui al comma 1 è ripartito tra gli enti di cui all articolo 10, comma 1, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, tenendo conto della quota di entrate proprie di ciascun ente influenzata dall andamento del ciclo economico e degli effetti degli eventi di cui al comma 2 del presente articolo sulla finanza dei singoli enti. Lo schema di decreto è trasmesso alle Camere per l espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per i profili di carattere finanziario. I pareri sono espressi entro trenta giorni dalla trasmissione, decorsi i quali il decreto può essere comunque adottato. Art. 12 Concorso delle regioni e degli enti locali alla sostenibilità del debito pubblico 1. Le regioni, i comuni, le province, le città metropolitane e le province autonome di Trento e di Bolzano concorrono ad assicurare la sostenibilità del debito del complesso delle amministrazioni pubbliche ai sensi del presente articolo, nonché, secondo modalità definite con legge dello Stato, nel rispetto dei principi stabiliti dalla presente legge. 2. Nelle fasi favorevoli del ciclo economico, i documenti di programmazione finanziaria e di bilancio, tenendo conto della quota di entrate proprie degli enti di cui al comma 1 influenzata dall andamento del ciclo economico, determinano la misura del contributo del complesso dei medesimi enti al Fondo per l ammortamento dei titoli di Stato. Tale contributo è incluso tra le spese di cui all articolo 9, comma 1, lettera a). * Con sentenza del 10 aprile 2014, n. 88, la Corte costituzionale ha dichiarato l illegittimità costituzionale del presente comma, nella parte in cui non prevede la parola «tecnica», sdopo le parole «criteri e modalità di attuazione» e prima delle parole «del presente articolo». 15

18 3. Il contributo di cui al comma 2 è ripartito tra gli enti di cui al comma 1 con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sentita la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica, tenendo conto della quota di entrate proprie di ciascun ente influenzata dall andamento del ciclo economico. Lo schema del decreto è trasmesso alle Camere per l espressione del parere da parte delle Commissioni competenti per i profili di carattere finanziario. I pareri sono espressi entro trenta giorni dalla trasmissione, decorsi i quali il decreto può essere comunque adottato. omissis Capo VIII - Disposizioni finali Art. 20 Funzioni di controllo della Corte dei conti sui bilanci delle amministrazioni pubbliche 1. La Corte dei conti svolge il controllo successivo sulla gestione dei bilanci degli enti di cui agli articoli 9 e 13, ai fini del coordinamento della finanza pubblica e dell equilibrio dei bilanci di cui all articolo 97 della Costituzione. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono a quanto disposto dal presente comma in conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di attuazione. 2. La legge dello Stato disciplina le forme e le modalità del controllo di cui al comma 1. Art. 21 Disposizioni transitorie e finali 1. È autorizzata una sperimentazione, anche attraverso un apposita attività di simulazione, degli effetti derivanti dall adozione di un bilancio dello Stato «a base zero» e dal superamento del criterio della spesa storica in termini di rafforzamento del ruolo programmatorio e allocativo del bilancio. L attività di sperimentazione è effettuata dal Ministero dell economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato. Il Ministro dell economia e delle finanze, entro il mese di giugno 2014, presenta alle Camere una relazione in merito all attività di sperimentazione, nella quale sono esaminate le conseguenze che deriverebbero per il sistema di contabilità e finanza pubblica dall adozione di un bilancio «a base zero». 2. A decorrere dal 1 gennaio 2016, i richiami alla legge di stabilità di cui all articolo 11 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, e successive modificazioni, e alla legge finanziaria, di cui all articolo 11 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni, contenuti in disposizioni di legge o di atti aventi forza di legge vigenti, devono intendersi riferiti alla legge di bilancio, di cui all articolo 15 della presente legge. 3. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2014, ad eccezione del capo IV e dell articolo 15, che si applicano a decorrere dal 1 gennaio La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sarà inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato. 16

19 Legge 30 dicembre 1989, n. 439 Ratifica ed esecuzione della convenzione europea relativa alla Carta europea dell autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare la convenzione europea relativa alla Carta europea dell autonomia locale, firmata a Strasburgo il 15 ottobre Piena ed intera esecuzione è data alla convenzione di cui all articolo 1 a decorrere dalla sua entrata in vigore, in conformità a quanto disposto dall articolo 15 della convenzione medesima. 3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Carta europea dell autonomia locale Preambolo Traduzione non ufficiale Gli Stati membri del Consiglio d Europa, firmatari della presente Carta, considerando che il fine del Consiglio d Europa è di realizzare un unione più stretta tra i suoi membri, per salvaguardare e promuovere gli ideali ed i principi che sono il loro patrimonio comune; considerando che la stipulazione di accordi nel settore amministrativo è uno dei mezzi atti a realizzare detto fine; considerando che le collettività locali costituiscono uno dei principali fondamenti di ogni regime democratico; considerando che il diritto dei cittadini a partecipare alla gestione degli affari pubblici fa parte dei principi democratici comuni a tutti gli Stati membri del Consiglio d Europa; convinti che è a livello locale che il predetto diritto può essere esercitato il più direttamente possibile; convinti che l esistenza di collettività locali investite di responsabilità effettive, consente un amministrazione efficace e vicina al cittadino; consapevoli del fatto che la difesa ed il rafforzamento dell autonomia locale nei vari Paesi europei rappresenti un importante contributo alla edificazione di un Europa fondata sui principi della democrazia e del decentramento del potere; affermando che ciò presuppone l esistenza di collettività locali dotate di organi decisionali democraticamente costituiti, che beneficino di una vasta autonomia per quanto riguarda le loro competenze, le modalità di esercizio delle stesse, ed i mezzi necessari all espletamento dei loro compiti istituzionali; hanno convenuto quanto segue: 17

20 Articolo 1 Le Parti s impegnano a considerarsi vincolate dagli articoli seguenti, nella maniera e nella misura prescritta dall art. 12 della presente Carta. PARTE I Articolo 2 Fondamento costituzionale e legale dell autonomia locale. Il principio dell autonomia locale deve essere riconosciuto dalla legislazione interna, e per quanto possibile, dalla Costituzione. Articolo 3 Concetto di autonomia locale. 1. Per autonomia locale, s intende il diritto e la capacità effettiva, per le collettività locali, di regolamentare ed amministrare nell ambito della legge, sotto la loro responsabilità, e a favore delle popolazioni, una parte importante di affari pubblici. 2. Tale diritto è esercitato da Consigli e Assemblee costituiti da membri eletti a suffragio libero, segreto, paritario, diretto ed universale, in grado di disporre di organi esecutivi responsabili nei loro confronti. Detta disposizione non pregiudica il ricorso alle Assemblee di cittadini, al referendum, o ad ogni altra forma di partecipazione diretta dei cittadini qualora questa sia consentita dalla legge. Articolo 4 Portata dell autonomia locale. 1. Le competenze di base delle collettività locali sono stabilite dalla Costituzione o dalla legge. Tuttavia, detta norma non vieta il conferimento, alle collettività locali, di competenze specifiche, in conformità alla legge. 2. Le collettività locali hanno, nell ambito della legge, ogni più ampia facoltà di prendere iniziative proprie per qualsiasi questione che non esuli dalla loro competenza o sia assegnata ad un altra autorità. 3. L esercizio delle responsabilità pubbliche deve, in linea di massima, incombere di preferenza sulle autorità più vicine ai cittadini. L assegnazione di una responsabilità ad un altra autorità deve tener conto dell ampiezza e della natura del compito e delle esigenze di efficacia e di economia. 4. Le competenze affidate alle collettività locali devono di regola essere complete ed integrali. Possono essere messe in causa o limitate da un altra autorità, centrale o regionale, solamente nell ambito della legge. 5. In caso di delega dei poteri da parte di un autorità centrale o regionale, le collettività locali devono fruire, per quanto possibile, della libertà di armonizzare l esercizio delle loro funzioni alle condizioni locali. 6. Le collettività locali dovranno essere consultate per quanto possibile, in tempo utile ed in maniera opportuna nel corso dei processi di programmazione e di decisione per tutte le questioni che le riguardano direttamente. 18

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