REGOLAMENTO. Comune di Follonica. di igiene urbana, sanità pubblica e veterinaria e per la tutela del territorio

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "REGOLAMENTO. Comune di Follonica. di igiene urbana, sanità pubblica e veterinaria e per la tutela del territorio"

Transcript

1 Comune di Follonica di igiene urbana, sanità pubblica e veterinaria e per la tutela del territorio Delibera Consiglio Comunale n. 76 del 26 ottobre 2006 REGOLAMENTO

2 INDICE

3 INDICE TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Ambito di applicazione 1 Articolo 2 Ruolo del Comune 1 Articolo 3 Ruolo dei cittadini 1 TITOLO II - INCONVENIENTI IGIENICI E DELL AMBIENTE Articolo 4 Ambito tematico 2 Articolo 5 Competenze del Comune 2 Articolo 6 Disinfezione - Disinfestazione - Derattizzazione 2 Articolo 7 Insetti molesti 3 Articolo 8 Roditori 3 Articolo 9 Competenze del Sindaco in materia di Igiene Urbana 4 Articolo 10 Avvelenamenti 4 Articolo 11 Aree Pubbliche 4 Articolo 12 Piccioni ed altri volatili nei centri abitati 5 TITOLO III - IGIENE NELLA CONVIVENZA UOMO - ANIMALE Articolo 13 Misure di tutela igienico - sanitaria 7 Articolo 14 Detenzione di cani 8 Articolo 15 Raccolta delle deiezioni solide dei cani 8 Articolo 16 Museruole e guinzagli 8 Articolo 17 Aree riservate per lo sgambamento dei cani 9 Articolo 18 Accesso dei cani negli esercizi pubblici 9 Articolo 19 Tutela dall aggressività esaltata dei cani 9 Articolo 20 Gatti liberi 10 Articolo 21 Compiti dei/lle gattai/ie 10 TITOLO IV SCARICHI Articolo 22 Oggetto e disciplina di riferimento 11 Articolo 23 Definizioni 11 Articolo 24 Ambito di applicazione 12 Articolo 25 Competenze 13 Articolo 26 Pratica edilizia 13 Articolo 27 Modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico dei reflui domestici 14 Articolo 28 Modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico di reflui assimilati ai domestici 14 Articolo 29 Autorizzazioni provvisorie 15 Articolo 30 Autorizzazioni definitive 15 Articolo 31 Trattamenti appropriati 15 Articolo 32 Procedimento per il rinnovo dell autorizzazione allo scarico 16 Articolo 33 Voltura dell autorizzazione allo scarico 16 Articolo 34 Impianti di refrigerazione, congelamento e di condizionamento 16 Articolo 35 Controlli 16 Articolo 36 Sanzioni 17 Articolo 37 Competenze e definizioni 17 Articolo 38 Generalità 18 Articolo 39 Modalità di allacciamento alla fognatura bianca 18 Articolo 40 Divieti 18 Articolo 41 Adeguamenti 19 I

4 Articolo 42 Responsabilità 19 Articolo 43 Precauzioni contro l'inquinamento delle acque meteoriche 19 TITOLO V - DISCILINA PER IL CONSUMO DI ACQUA POTABILE Articolo 44 Uso acqua potabile 20 TITOLO VI - TUTELA DELL AMBIENTE CONTRO EVENTI CALAMITOSI Articolo 45 Obblighi di prevenzione per la salvaguardia dell ambiente 21 TITOLO VII - DISPOSIZIONI PER LA SICUREZZA ED IL RIPRISTINO AMBIENTALE DEI SITI INQUINATI Articolo 46 Definizioni 22 Articolo 47 Obbligo di bonifica e ripristino ambientale 23 Articolo 48 Ordinanze contingibili ed urgenti e poteri sostitutivi 23 Articolo 49 Coperture ed altri manufatti in cemento - amianto 24 Articolo 50 Modalità di smaltimento 24 TITOLO VIII - DIRITTO DEI CITTADINI ALL INFORMAZIONE E ALLA PARTECIPAZIONE IN MATERIA AMBIENTALE Articolo 51 Strumenti relativi al diritto all informazione in materia ambientale 25 Articolo 52 Strumenti relativi al diritto alla partecipazione in materia ambientale 25 TITOLO VIII - DIRITTO DEI CITTADINI ALL INFORMAZIONE E ALLA PARTECIPAZIONE IN MATERIA AMBIENTALE Articolo 53 Sanzioni 26 II

5 TITOLO I - PRINCIPI GENERALI Articolo 1 Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento disciplina le norme di comportamento in materia di igiene urbana allo scopo di tutelare la salute e la qualità dell ambiente, in riferimento ai compiti attribuiti, conferiti o delegati all Amministrazione comunale. 2. Il presente Regolamento si configura come strumento attuativo della normativa vigente in materia di igiene urbana e salute pubblica, e si integra ad altre materie (urbanistica, edilizia, attività produttive, ecc.), che sono inserite in altri piani e regolamenti. 3. Restano comunque ferme le attribuzioni riferite al Sindaco previste dalla normativa speciale in materia di tutela della salute pubblica in qualità di Ufficiale Sanitario. Articolo 2 Ruolo del Comune 1. Il Comune, nell ambito delle proprie funzioni, interviene per la salvaguardia dell ambiente ovvero per migliorare, mantenere o ripristinare condizioni ambientali conformi agli interessi di salute della collettività. 2. Il Comune esercita i propri compiti e funzioni nel rispetto delle normative di riferimento, con criteri di efficienza ed efficacia, avvalendosi delle strutture tecniche di supporto interne all Ente e attuando forme di cooperazione con altri soggetti pubblici istituzionalmente preposti ai diversi livelli di controllo. 3. Il Comune vigila sul territorio per ciò che concerne l igiene urbana, l ambiente e la salute pubblica per quanto di propria competenza, avvalendosi di strutture interne all Ente e in collaborazione con istituzioni pubbliche esterne. 4. Il Comune informa la cittadinanza sullo stato dell ambiente e sui potenziali rischi che minacciano la salute pubblica. Articolo 3 Ruolo dei cittadini 1. Ogni cittadino ha il dovere di: contribuire nelle forme possibili alla tutela dell ambiente e della salute pubblica rispettando le norme di comportamento indicate nel presente Regolamento e nelle altre discipline speciali; adottare comportamenti individuali e collettivi che non creino rischio per l ambiente e la salute pubblica; osservare il presente Regolamento. 1

6 TITOLO II - INCONVENIENTI IGIENICI E DELL AMBIENTE Articolo 4 Ambito tematico 1. Si definiscono inconvenienti igienici tutte quelle situazioni in cui fattori pericolosi di natura biologica, chimica e fisica determinano stati di disagio o rischio per la salute pubblica e l ambiente. 2. Costituiscono elementi di priorità, ai fini della valutazione quale inconvenienti igienico e dei conseguenti provvedimenti, l esposizione di utenza sensibile (bambini, anziani, malati, disabili) e il numero di persone interessate dall inconveniente. Articolo 5 Competenze del Comune 1. E compito dell Amministrazione Comunale, al momento della segnalazione di un inconveniente igienico da parte di chiunque, attivarsi mediante: Avvio dei procedimenti di verifica avvalendosi di uffici comunali o della Polizia Municipale, quale organo di vigilanza sul territorio; adottando i provvedimenti amministrativi che rientrano nelle proprie competenze, quali ordinanze o diffide per il ripristino; esercitando la vigilanza sull osservanza dei provvedimenti adottati; informando i soggetti autori della segnalazione sull esito degli accertamenti e sugli eventuali provvedimenti adottati nell ambito delle proprie competenze e sul loro risultato. 2. Per l esercizio delle proprie competenze, il Comune si può avvalere dell Azienda U.S.L. e dell A.R.P.A.T. attivando i necessari accordi e/o protocolli previsti dalla Legislazione vigente. Sezione I INTERVENTI DI IGIENE URBANA Articolo 6 Disinfezione Disinfestazione Derattizzazione 1. L Amministrazione Comunale provvede, attraverso Aziende Pubbliche e/o Imprese Private all esecuzione di interventi per il controllo di agenti infestanti presenti sul territorio comunale. A tale scopo l Amministrazione in collaborazione con il Dipartimento di Prevenzione della Azienda U.S.L. n 9 promuove le campagne di prevenzione volte ad impedire lo sviluppo degli insetti molesti. 2. E fatto divieto ai singoli cittadini l utilizzo, in aree esterne e/o confinate di loro proprietà, di biocidi (disinfettanti, disinfestanti, derattizzanti), ad eccezione di quelli di natura biologica. In presenza di agenti infestanti, le sostanze biocidi potranno essere utilizzate, da apposite imprese specializzate, così come disposto dalla Legge 25 gennaio 1994, n. 82 e dal decreto 7 luglio 1997, n. 274 e successive modificazioni e variazioni. 3. Qualora i cittadini, per la bonifica (disinfezione, disinfestazione, derattizzazione) di ambienti esterni e/o confinati, si avvalgono di Aziende di servizio pubbliche o private, queste prima dell inizio delle operazioni di bonifica ambientale ed igienico - sanitaria, dovranno presentare all Amministrazione Comunale, un piano generale contenente le modalità di esecuzione degli interventi in questione. 4. Il piano generale organizzativo/operativo, prodotto dalle imprese chiamate ad operare deve essere presentato all Amministrazione Comunale, in carta semplice, sottoscritto in ogni pagina dal legale rappresentante e deve documentare le modalità d espletamento del servizio, in particolare: 2

7 a) redazione di procedure/istruzioni tecniche operative generali da seguire durante le attività di bonifica (disinfezione, disinfestazione, derattizzazione), compresi i materiali e le attrezzature che verranno impiegate, organizzazione del servizio, esecuzione dei controlli e degli interventi di bonifica, piano di rischio delle prestazioni, ecc. b) qualifica del personale tecnico impiegato nelle operazioni di bonifica; c) documentazione sulle formulazioni biocide (disinfettanti, disinfestanti, derattizzanti) da utilizzare, con particolare riguardo alla tossicità (uomo, animali, piante ed ambiente in generale), con l indicazione degli estremi di registrazione presso il Ministero della Sanità; d) schede tecniche di sicurezza (aggiornate), relative ai formulati biocidi ed ai principi attivi da impiegare; e) piano di rischio per le persone nonché della incolumità pubblica e della salubrità ambientale; f) i tempi e le modalità di esecuzione, le specifiche di impiego di ogni formulato e l eventuale articolazione degli interventi in base alle condizioni ambientali e stagionali; Articolo 7 Insetti molesti 1. Tutti i cittadini sono tenuti, mediante l adozione di comportamenti idonei, a prevenire la formazione di habitat idonei per lo sviluppo degli insetti molesti, in particolare: Non mantenere allo scoperto contenitori di qualsiasi forma, dimensione e natura (es. fusti, bidoni, vasche, annaffiatoi ecc.); Non accumulare scarti vegetali, sfalci e potature in giardini, singoli o condominiali, in orti, parchi e comunque in ogni area, con l obbligo di provvedere al più presto al conferimento dei rifiuti presso i siti appositamente attrezzati per lo smaltimento; Non accatastare o comunque conservare rottami e pneumatici all aperto, e nel caso non sia possibile, con l obbligo temporaneo di coprirli con teloni in plastica ben tesi per evitare il formarsi di ristagni d acqua. 2. Ad ogni proprietario o possessore a qualunque titolo di aree e spazi privati o pubblici è fatto obbligo di: Tenere pulito da erbacce, da rifiuti ed inerti, ed evitare l accumulo di qualsiasi materiale nelle aree non edificate, adottando tutti i necessari sistemi di protezione anche dalle intrusioni esterne per lo scarico abusivo; Provvedere alla manutenzione dei fossi e canali di scolo, al fine di favorire il deflusso delle acque; Predisporre, costruire e gestire qualsiasi superficie che sia esposta alle acque meteoriche, quali tetti e coperture in modo tale da permettere la raccolta, il convogliamento e l allontanamento delle acque stesse; Procedere periodicamente alla pulizia di grondaie e caditoie, onde facilitare il drenaggio delle acque ; Evitare il formarsi di piccole raccolte d acqua a seguito dell utilizzo di teloni in plastica a copertura di mezzi, di apparecchiature e materiale vario. Articolo 8 Roditori 1. Ad ogni proprietario o possessore a qualunque titolo di aree esterne e confinate, è fatto obbligo il rispetto di quanto previsto dalla L.R. n. 39 del 16 agosto 2001, che vieta l utilizzo, l abbandono, la preparazione e la detenzione di esche avvelenate. 3

8 2. Le Aziende di servizio pubbliche o private cui vengono demandate le operazioni di derattizzazione dovranno pertanto essere preventivamente autorizzate dall Amministrazione Comunale allo svolgimento delle operazioni previste, ai sensi dell art. 2 c. 3 della L.R. n. 39 del 16 agosto Allo scopo di evitare possibili contaminazioni, le operazioni di derattizzazione, devono essere eseguite con modalità tali da non interessare e nuocere in alcun modo altre specie animali. 4. E fatto assoluto divieto a chiunque di: Danneggiare o sottrarre le postazioni di distribuzione del prodotto utilizzato; Toccare, manomettere od asportare il prodotto utilizzato; Introdurre animali domestici non tenuti al guinzaglio e sprovvisti di museruola all interno delle aree segnalate dall intervento; Abbandonare qualsiasi rifiuto lungo il perimetro delle strade all interno delle aree pubbliche o private interessate dall intervento; Toccare o spostare le carogne dei roditori. Articolo 9 Competenze del Sindaco in materia di Igiene Urbana 1. Qualora sul territorio comunale si evidenzino problematiche igienico-sanitarie causate dalla presenza di insetti molesti o agenti nocivi per la salute dell uomo e degli animali, su parere degli Enti Istituzionali competenti, il Sindaco con provvedimento contingibile ed urgente ordina al privato cittadino, a proprie spese, i necessari interventi di bonifica primaria (manutentiva) e secondaria ( disinfezione, disinfestazione, derattizzazione). 2. Nel caso di mancato adempimento all ordine come sopra intimato, si provvederà previa diffida, alla esecuzione d Ufficio dei necessari interventi con remissione delle spese a carico del soggetto inadempiente salva l applicazione delle ulteriori sanzioni penali ed amministrative previste dalla Legge. Articolo 10 Avvelenamenti 1. E severamente vietato a chiunque spargere, abbandonare e/o depositare in qualsiasi modo e sotto qualsiasi forma su tutto il territorio comunale, alimenti contaminati da sostanze velenose o qualsiasi altro preparato che presenti caratteristiche di pericolosità per l incolumità pubblica, sia umana che degli animali. 2. I medici veterinari sono obbligati a segnalare all autorità competente tutti i casi di sospetto di avvelenamento di animali di cui vengono a conoscenza evidenziando il tipo di veleno usato e la zona in cui gli avvelenamenti si sono verificati. 3. L Amministrazione comunale provvederà ad adottare le necessarie misure di indagine e di repressione del fenomeno oltre che avviare le opportune operazioni per la bonifica delle aree interessate per prevenire altri avvelenamenti. Sezione II QUALITÀ DEL VIVERE COMUNE Articolo 11 Aree Pubbliche 1. A garanzia dell igiene collettiva ed a tutela del decoro delle aree pubbliche, è vietato: spolverare o battere indumenti personali, tappeti od altri oggetti d uso domestico da balconi aggettanti direttamente su aree pubbliche o aperte all uso pubblico; 4

9 esporre ad asciugare biancheria, panni ed indumenti, quando ciò possa arrecare danno e disturbo al transito delle persone sottostanti; annaffiare vasi in modo che possa cadere acqua sul suolo pubblico; scolare sul suolo pubblico acqua di lavaggio di aree private; utilizzare balconi, terrazzi ed anche luoghi condominiali collettivi visibili dagli spazi pubblici come luogo di deposito di rottami o altri simili materiali; manomettere, imbrattare o in qualsiasi modo danneggiare il suolo pubblico o di uso pubblico e le attrezzature e gli impianti su di esso installati; spostare, manomettere, danneggiare o insudiciare i contenitori dei rifiuti; appoggiare sacchi o rifiuti di qualsiasi genere all esterno dei contenitori di rifiuti, anche se gli stessi fossero colmi; cogliere fiori e recare danno in qualsiasi modo alle piante, recinti, steccati e quant altro sia stato posto per l ornamento e per utilità pubblica. 2. E fatto altresì divieto di ammassare ai lati delle case o in qualsiasi spazio pubblico, materiali di qualunque genere e tipologia, salvo i casi di situazioni eccezionali debitamente comprovate da autorizzare in modo espresso. 3. Sono esonerate dal divieto sopra indicato il deposito conseguente agli accordi con il gestore del servizio RSU per il ritiro di materiali ingombranti. 4. In ogni caso l ammasso conseguente alle situazioni eccezionali e comportante occupazione di suolo pubblico è subordinato ad autorizzazione previo pagamento del canone di occupazione come previsto dalla normativa vigente. Articolo 12 Piccioni ed altri volatili nei centri abitati 1.Al fine di evitare problemi igienico - sanitari conseguenti alla eccessiva proliferazione e diffusione di piccioni od altri volatili all interno del centro urbano, è vietato somministrare nonché disperdere o abbandonare nelle strade, piazze o altri luoghi pubblici del centro abitato, cibo ed alimenti. 2. Al fine di salvaguardare il vicinato, la somministrazione di cibo ed alimenti in corti o spazi privati è vietato, salvo esplicita autorizzazione del condominio o dei vicini immediatamente adiacenti e previa adozione di tutti i necessari accorgimenti e sistemi di prevenzione dello spargimento di guano e della conseguente pulizia dell area. 3. Allo scopo di impedire che i componenti chimici del guano dei piccioni o altri volatili, nonché l azione meccanica del becco deteriorino le strutture architettoniche, ed al fine di prevenire possibili trasmissioni di patologie all uomo, i proprietari di fabbricati devono provvedere alla chiusura delle aperture che possono rappresentare un habitat ideale per la nidificazione dei volatili, nonché alla tempestiva pulizia del materiale fecale e piume. 4. L Amministrazione comunale ha il compito di controllare i siti di nidificazione dei piccioni o altri volatili, adottando sistemi di dissuasori chimici o meccanici reperibili sul mercato, nonché attivarsi tempestivamente per la pulizia di tutte quelle aree pubbliche, dove si registra la forte presenza di materiale fecali, terreno di coltura di microrganismi patogeni. 5. Sono altresì vietate catture di detti animali, salvo quando queste siano proposte dalla U.S.L., per interventi istituzionalmente previsti dal loro ordinamento. 6. Qualora l aumento della popolazione dei volatili non sia ritenuto accettabile dal punto di vista ambientale, per l insorgere di problemi riguardanti il deterioramento delle strutture architettoniche o dal punto di vista igienico - sanitario, il Settore Ambiente, su parere del 5

10 degli Enti istituzionalmente preposti, può autorizzare e disporre interventi ad ampio raggio di contenimento delle popolazioni dei volatili da effettuarsi, sotto il controllo di detti Enti. 6

11 TITOLO III IGIENE NELLA CONVIVENZA UOMO ANIMALE Articolo 13 Misure di tutela igienico sanitaria 1. Con il presente Regolamento il Comune intende tutelare la convivenza tra l uomo e gli animali da affezione e prevenire gli inconvenienti derivanti dal non corretto comportamento degli accompagnatori dei suddetti animali nelle aree pubbliche, di uso pubblico e/o aperte al pubblico, in merito all igiene, alla pulizia, al decoro, alla sicurezza e all incolumità di chi le frequenta. 2. Nel centro urbano è consentito solo il possesso di animali da affezione a scopo puramente affettivo, purchè l ubicazione e le condizioni igieniche in cui gli stessi sono allevati siano tali da non arrecare disagio e rischio per la salute pubblica e del vicinato, così come previsto dal Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali, approvato con Delibera di C.C. n. 22 del Ai fini del presente Regolamento si intende per animale di affezione, l animale capace, per caratteristiche etologiche, di instaurare un rapporto affettivo con gli umani, in quanto è in grado di scambiare sensazioni di tipo affettivo con uno o più padroni custodi ed in particolare: a) uccelli di piccola taglia (canarini, cocorite, diamanti mandarini o uccellini similari chiusi in gabbia in numero non superiore a 10 (dieci) coppie e relative nidiate fino alla completa autonomia dei piccoli; b) uccelli di media taglia (pappagalli piccioni tortore uccelli similari come dimensioni ) chiusi in gabbia in numero non superiore a 4 (quattro) coppie e relative nidiate fino alla completa autonomia dei piccoli; c) animali da affezione diversi da cani e gatti, purchè di piccola taglia comunque limitatamente ad una coppia ed eventuali piccoli fino alla loro autonomia; 4. In ogni caso i proprietari o detentori di animali di qualsiasi specie, sono tenuti ad adottare tutte le misure di profilassi atte ad impedire l insorgenza e la diffusione delle zoonosi e di altre malattie. 5. Nel centro urbano è fatto divieto di allevare ossia detenere con la finalità dell esercizio di allevamento, animali di qualsiasi specie, ad eccezione degli animali di cui all art. 10 comma 2 del Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali, approvato con deliberazione di C.C. n. 22 del Sul territorio comunale ed esclusivamente al di fuori del centro urbano è ammesso l allevamento di piccoli animali da parte di singoli soggetti per uso alimentare in numero limitato al solo consumo diretto del nucleo familiare, con esclusione della loro commercializzazione, alle seguenti condizioni: a) si provveda alla pulizia giornaliera dei ricoveri degli animali; b) sia evitato il proliferare di mosche anche attraverso idonei trattamenti disinfestanti ove necessario; c) siano evitati impaludamenti e ristagni d acqua nell area circostante i ricoveri; d) siano evitati qualsiasi accumulo di deiezioni ed altri rifiuti organici. 7

12 Sezione I DISCIPLINA PER I CANI Articolo 14 - Detenzione di cani 1. Chiunque detenga un cane o accetti di occuparsene è responsabile dei danni cagionati dall animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito. 2. Chiunque detenga un cane o accetti di occuparsene è responsabile della sua salute, della sua riproduzione e del benessere della sua eventuale cucciolata oltre che dell assolvimento degli obblighi previsti dalla L.R.T. 08/04/1995 n.43 e s.m.i. per quanto attiene all anagrafe canina. 3. Si definisce accompagnatore, la persona fisica che ha in custodia anche temporanea uno o più cani anche se non regolarmente registrati ai sensi della normativa vigente, durante la loro permanenza nei luoghi pubblici e/o d uso pubblico, quali: le strade, le piazze, le banchine stradali, i marciapiedi, le aree destinate a parcheggio, i portici, le aree verdi destinate a giardino e/o parco pubblico, i percorsi pedonali e/o ciclabili, la viabilità rurale di pubblico passaggio, le aree di pertinenza degli edifici pubblici e ogni altra area su cui hanno libero e indiscriminato accesso i cittadini. 4. L accompagnatore ha l obbligo di evitare che sia compromessa in qualunque modo l integrità, il valore e il decoro di qualsiasi area, struttura, infrastruttura o manufatto, mobile o immobile, di proprietà pubblica e/o privata, evitando le deiezioni o effettuando la loro raccolta ed il loro smaltimento ai termini del presente Regolamento. 5. L accompagnatore ha l obbligo di adottare tutti i necessari apprestamenti per garantire la salute fisica e psicologica dell animale, in modo di evitare che abbai, ululi, guaisca o latri in modo insistente e inequivocabile, disturbando il vicinato. 6. Nel caso di insistente persistenza del disturbo del vicinato, viene fatto capo all art. 9 del Regolamento sulla Tutela degli animali, e il Sindaco, sentita la Commissione Consultiva di Vigilanza, di cui all art. 45 del sopraccitato Regolamento, può ordinare di trasportare il cane in appositi luoghi di ricovero imputando le spese di mantenimento al proprietario e/o detentore. 7. Allo scopo di assicurare il benessere del cane è fatto divieto di: trasportare o fare stazionare animali segregati nei bauli chiusi delle auto o farli stazionare all interno dell abitacolo dei veicoli a motore esposti al sole; condurre animali al guinzaglio con l accompagnatore che guida un veicolo a motore. Articolo 15 Raccolta delle deiezioni solide dei cani 1. Sulle aree pubbliche e/o d uso pubblico gli accompagnatori sono obbligati alla rimozione delle deiezioni solide del proprio cane con raccoglitori idonei. 2. Gli accompagnatori hanno l obbligo di smaltire le deiezioni solide raccolte nei contenitori della raccolta dei rifiuti urbani. 3. Restano esclusi dagli obblighi enunciati nel presente articolo i cani che accompagnano soggetti non vedenti. Articolo 16 Museruole e guinzagli 1. Sulle aree pubbliche e/o d uso pubblico i cani, anche se di piccola taglia, devono essere tenuti al guinzaglio o muniti di idonea museruola. 2. Nei locali pubblici o nei mezzi di trasporto i cani, anche di piccola taglia, devono essere tenuti al guinzaglio e muniti di idonea museruola. 8

13 3. Il guinzaglio, se usato in modo disgiunto dalla museruola, non può avere una lunghezza superiore a metri 4 (quattro), ovvero essere tenuto ad una lunghezza superiore a metri 4 (quattro) per quelli retrattili, qualora siano presenti in loco persone o altri animali. 4. Anche se muniti di museruola e/o guinzaglio, i cani devono essere sempre accompagnati da una persona commisurata alla mole dell animale. 5. Nel caso in cui siano previste norme e misure più restrittive da parte delle Autorità sanitarie nel caso di animali qualificati come pericolosi ( esempio Rotweiller, Pittbull ed altri) si applica tale la disciplina in deroga al presente Regolamento. 6. Sono esclusi dagli obblighi del presente articolo i cani in dotazione alle forze armate e alle forze di polizia, quando sono utilizzati durante il servizio. Articolo 17 Aree riservate per lo sgambamento dei cani 1. L Amministrazione comunale può individuare nel proprio territorio aree di sgambamento dei cani, così come previsto dal regolamento per la Tutela degli animali, dove non sussiste l obbligo di tenere i cani al guinzaglio, purché il cane sia sempre sotto il controllo visivo dell accompagnatore, ed a condizione che non costituisca pericolo per persone o altri animali già presenti o crei danno a cose. 2. Le aree di sgambamento dei cani sono recintate e segnalate con apposita cartellonistica, dotate di cestini per la raccolta dei rifiuti, di zone di sosta per i proprietari/accompagnatori di cani. 3. Nelle aree di sgambamento dei cani gli accompagnatori sono soggetti agli obblighi di cui agli articoli 14 e 15. Articolo 18 Accesso dei cani negli esercizi pubblici 1. I gestori o proprietari di esercizi pubblici, quali negozi di generi alimentari, bar, ristoranti, possono impedire l accesso ai cani, anche al guinzaglio e con la museruola. 2. Allo scopo di garantire l igiene e la salute pubblica è fatto divieto di introdurre cani, anche al guinzaglio e con la museruola negli esercizi pubblici dove vengono prodotti o preparati alimenti e nei depositi all ingrosso di prodotti alimentari. 3. I gestori o proprietari di negozi di generi alimentari, bar, ristoranti e nei pubblici esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, che ritengono opportuno di non dover introdurre cani nei propri locali, devono segnalare all ingresso del locale tale divieto, oppure indicare le apposite sale e/o locali dove è possibile ospitare con sicurezza l animale. 4. L Amministrazione comunale può vietare anche il solo transito agli animali in predeterminate aree, segnalate con idonea cartellonistica o con altra forma di pubblicizzazione, in modo permanente, ovvero temporaneo. Articolo 19 Tutela dall aggressività esaltata dei cani 1. Con apposita ordinanza di emanazione da parte dell autorità competente e per la durata della sua validità, sono definite le limitazioni all uso ed alle attività per predeterminate razze canine o incroci con queste. 2. Nei casi previsti del comma 1, il Sindaco dispone la sanzione accessoria dell allontanamento coatto del cane con trasferimento dello stesso presso apposito canile autorizzato, imputando le spese di mantenimento dell animale in capo al proprietario/possessore/detentore del medesimo fino a quando questi non presenti la necessaria idonea polizza assicurativa e dimostri la possibilità di un ricovero sicuro; 3. In caso di violazioni commesse da cani inseriti negli elenchi predisposti dall Autorità competente Ministero della Salute la misura minima delle sanzioni amministrative previste per 9

14 le violazioni previste agli articoli 16 e 18 del presente Regolamento è stabilita in 258,00 salvo diversa previsione legislativa. Sezione II DISCIPLINA PER I GATTI Articolo 20 Gatti liberi 1. Ai fini del presente articolo si intende per: gatto libero, il gatto che vive in libertà, di solito insieme ad altri gatti; colonia felina, un gruppo di gatti che vivono in libertà e frequentano abitualmente lo stesso luogo; gattaie/i, le persone che si occupano volontariamente della cura e del sostentamento delle colonie feline. 2. I gatti liberi che vivono nel territorio comunale appartengono al patrimonio indisponibile dello Stato. Articolo 21 Compiti dei/lle gattai/ie 1. I gattai/ie si adoperano per la cura ed il sostentamento delle colonie dei gatti liberi. 2. L Amministrazione comunale riconosce l attività dei gattaie/i quale funzione rilevante di tutela sociale dell animale oltre che per attività connesse al controllo della loro proliferazione. 3. Al gattaio/e al fine della cura e dell alimentazione dei gatti liberi è riconosciuto il libero accesso alle aree pubbliche, salvo l obbligo di rispettare le norme previste dal presente Regolamento. 5. L accesso delle gattaie/i nelle proprietà private deve essere subordinato al consenso del proprietario. 6. I/le gattai/e, al fine di non arrecare disturbo ai cittadini, sono obbligati a rispettare le norme per l igiene del suolo pubblico evitando la dispersione di alimenti e provvedendo, dopo ogni pasto, alla pulizia accurata e completa della zona dove i gatti sono alimentati. 7. Nel caso di mancata pulizia delle aree pubbliche e/o private in cui si svolge l attività dei gattai/e, le stesse soggiacciono alle sanzioni previste dal presente Regolamento. 10

15 TITOLO IV SCARICHI Sezione I PRINCIPI GENERALI Articolo 22 Oggetto e disciplina di riferimento 1. Il seguente titolo ha lo scopo di recepire la normativa vigente sugli scarichi che non recapitano in pubblica fognatura, al fine di mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque superficiali e sotterranee. 2. Il presente regolamento fa riferimento alle disposizioni normative in vigore per il rilascio delle autorizzazioni allo scarico di acque reflue domestiche o assimilate non in pubblica fognatura, in particolare: - Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 Norme in materia ambientale ; - Legge Regionale 31 maggio 2006, n. 20 Norme per la tutela delle acque dall inquinamento ; - Regolamento Regionale n. 28/R del 23 maggio, fino ad emanazione del Regolamento Regionale attuativo della L. R. 20/2006; - Decreto Legislativo n. 36 del Articolo 23 Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende per: a) Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti di tipo residenziale e da servizi e derivanti prevalentemente dal metabolismo umano e da attività domestiche, così come previsto dall art. 74, comma 1 lettera g) del D.Lgs. 152/2006 e dall art. 2 della Legge Regionale n. 20 del ; b) Acque reflue assimilate alle domestiche: salvo quanto previsto dall articolo 112 del D. Lgs. 152/2006 le acque: - provenienti da imprese dedite esclusivamente alla coltivazione del terreno e/o alla silvicoltura; - provenienti da imprese dedite ad allevamento di bestiame che, per quanto riguarda gli effluenti di allevamento, praticano l utilizzazione agronomica in conformità alla disciplina regionale stabilita sulla base dei criteri e delle norme tecniche generali di cui all art. 112, comma 2, e che dispongano di almeno un ettaro di terreno agricolo per ognuna delle quantità indicate nella Tabella 6 dell Allegato 5 alla parte terza del D. Lgs. 152/2006; - provenienti da imprese dedite alle attività di cui alle lettere a) e b) che esercitano anche attività di trasformazione o di valorizzazione della produzione agricola, inserita con carattere di normalità e complementarietà funzionale nel ciclo produttivo aziendale e con materia prima lavorata proveniente in misura prevalente dall attività di coltivazione dei terreni di cui si abbia a qualunque titolo la disponibilità; - provenienti da impianti di acquicoltura e di piscicoltura che diano luogo a scarico e che si caratterizzino per una densità di allevamento pari o inferiore a 1 kg per metro quadrato di specchio d acqua o in cui venga utilizzata una portata d acqua pari o inferiore a 50 litri al minuto secondo; - aventi caratteristiche qualitative equivalenti a quelle domestiche e indicate dalla normativa regionale; - provenienti da attività termali, fatte salve le discipline regionali di settore. - tutte le acque reflue scaricate, che rispettano le condizioni di cui all allegato 1, Tabella 1 del R.R. N. 28/R del

16 c) acque reflue industriali: qualsiasi tipo di acque reflue provenienti da edifici od installazioni in cui si svolgono attività commerciali o di produzione di beni, differenti qualitativamente dalle acque reflue domestiche e da quelle meteoriche di dilavamento, intendendosi per tali anche quelle venute in contatto con sostanze o materiali, anche inquinanti non connessi con le attività esercitate nello stabilimento; d) abitante equivalente (AE): il carico organico biodegradabile avente una richiesta biochimica di ossigeno a 5 giorni (BOD5) pari a 60 grammi di ossigeno al giorno. E da considerare equiparabile una richiesta chimica di ossigeno di 130 grammi di ossigeno al giorno. Solo nel caso in cui non sia disponibile il dato analitico di carico organico si fa riferimento al volume di scarico di 200 litri per abitante per giorno; e) scarico: qualsiasi immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione. f) acque di scarico: tutte le acque reflue provenienti da uno scarico. g) acque meteoriche di prima pioggia AMPP = acque corrispondenti, per ogni evento meteorico ad una precipitazione di 5 mm uniformemente distribuita sull intera superficie scolante servita dalla rete di drenaggio; ai fini del calcolo delle portate si stabilisce che tale valore si verifichi in 15 minuti. I coefficienti di deflusso si assumono pari ad 1 per le superfici coperte, lastricate od impermeabilizzate ed a 0.3 per quelle permeabili di qualsiasi tipo, escludendo dal computo le superfici coltivate. Si considerano eventi meteorici distinti quelli che si succedono a distanza di quarantotto ore; h) acque meteoriche dilavanti non contaminate (AMDNC) = acque meteoriche dilavanti derivantida superfici impermeabili non adibite allo svolgimento di attività produttive, ossia: le strade pubbliche e private, i piazzali di sosta e di movimentazione automezzi, parcheggi e similari, anche di aree industriali, dove non vengono svolte attività che possono oggettivamente comportere il rischio di trascinamento di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali. i) deposito temporaneo = il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, secondo le prescrizioni dettate dall art. 183 comma 1 lettera m) del D. Lgs. 152/2006. l) rifiuti liquidi = qualsiasi rifiuto sotto forma liquida, comprese le acque reflue non convogliate in reti fognarie ed esclusi i fanghi, così come previsto dall art. 184 comma 3 lettera g) del D.Lgs 152/2006. Articolo 24 Ambito di applicazione 1. Sono soggetti al presente disciplinare: a) tutti gli scarichi di acque reflue domestiche, che, per impossibilità tecnica oggettiva, non recapitano in pubblica fognatura, ma scaricano direttamente su suolo o in acque superficiali (corsi d acqua o altri corpi idrici non significativi); b) tutti gli scarichi di acque reflue assimilate alle domestiche, di cui all allegato 1 Tab. 1 del R. R. 28/R, che rispettino le condizioni vincolanti della colonna D; 2. Per i nuovi insediamenti in aree territoriali servite da pubblica fognatura vi è l obbligo di allaccio e, in caso di non adempimento, il Comune, sentito il parere del gestore del servizio idrico integrato, emana apposita ordinanza, affinché venga realizzato dal proprietario/i. 3. Nei casi di scarichi di insediamenti produttivi che non rispettino le condizioni vincolanti di cui alla Tab. 1 colonna D dell allegato 1 del R.R. 28/R, l assimilazione delle acque reflue alle 12

17 domestiche non è consentita, quindi trattasi di scarichi reflui industriali e l autorità competente al rilascio dell autorizzazione è la Provincia, sentito il parere dell A.R.P.A.T. 4. Nei casi di insediamenti produttivi, che non rientrano nelle condizioni di assimilabilità (Tab. 1 del R.R. 28/R), per i quali vi sia il rischio che le acque meteoriche di prima pioggia in relazione alle attività svolte portino al dilavamento di sostanze pericolose, sono da considerarsi scarichi industriali e l autorità competente al rilascio dell autorizzazione è la Provincia, sentito il parere dell A.R.P.A.T. 5. Ai sensi della Legge Regionale 31 maggio 2006, n. 20, il Comune autorizza lo scarico nella fognatura bianca, previo parere dell A.R.P.A.T., delle acque meteoriche di prima pioggia (AMPP) opportunamente trattate, derivanti da quegli insediamenti o stabilimenti che svolgono attività che comportino oggettivo rischio di trascinamento nelle acque meteoriche, di sostanze pericolose o di sostanze in grado di determinare effettivi pregiudizi ambientali; 6. Ai sensi della Legge Regionale 31 maggio 2006, n. 20, le acque meteoriche di prima pioggia (AMPP) sono assimilabili alle acque meteoriche dilavanti non contaminate (AMDNC) quando derivano da tetti o tettoie di edifici, o di altre strutture permanenti o temporanee, di insediamenti o stabilimenti o da altre superfici impermeabili che comunque non svolgano attività pregiudizievoli per l ambiente. Articolo 25 Competenze 1. Il Comune rilascia le autorizzazioni allo scarico di acque reflue domestiche e di acque reflue ad esse assimilate, non allacciate alla pubblica fognatura, come disciplinato dall art. 4 comma 2 della Legge Regionale 31 maggio 2006, n. 20. Sezione II MODALITÀ DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI AUTORIZZAZIONE Articolo 26 Pratica edilizia 1. Nel caso in cui un soggetto privato inoltri domanda di concessione edilizia o denuncia di inizio attività (D.I.A.) al Settore Urbanistica Edilizia (S.U.E.) per la ristrutturazione di edifici esistenti o per la costruzione di nuovi edifici in zone non servite da pubblica fognatura, deve presentare al S.U.E. in allegato alla documentazione richiesta, anche il progetto dell impianto di smaltimento degli scarichi in duplice copia, che deve essere conforme alla normativa vigente. Il progetto dell impianto di smaltimento degli scarichi deve essere corredato dei seguenti allegati: relazione geologico-idrogeologica, firmata da un tecnico abilitato; relazione tecnica descrittiva dell impianto di smaltimento dei liquami, firmata da un tecnico abilitato; planimetria in scala, firmata da un tecnico abilitato; estratto della mappa catastale, in cui si evidenzi la zona interessata dallo smaltimento dei reflui; Per utenze con potenzialità inferiore a 100 AE: - dichiarazione del tecnico abilitato sopracitato, che attesti la conformità dell impianto di smaltimento alla normativa vigente; Per utenze con potenzialità superiore a 100 AE: - parere di conformità dell A.R.P.A.T. 13

18 2. Il progetto dell impianto di smaltimento degli scarichi, corredato degli allegati di cui al comma precedente deve pervenire al S.U.E. tramite ufficio Protocollo per l accertamento della data di ricevimento del materiale richiesto. 3. Il S.U.E., una volta ricevuta tutta la documentazione, informa: il titolare dello scarico della obbligatorietà di inoltrare richiesta di autorizzazione all Ufficio Ambiente, secondo apposita modulistica reperibile presso U.R.P., sito del Comune di Follonica e Ufficio Ambiente, l Ufficio Ambiente (entro 30 giorni dalla data assunta all Ufficio Protocollo) del il titolare del progetto dell impianto di smaltimento degli scarichi. Articolo 27 Modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico dei reflui domestici 1. La domanda di autorizzazione allo scarico, in duplice copia di cui 1 in bollo, deve essere presentata dal titolare al Settore Ambiente mediante gli appositi moduli già predisposti e reperibili presso l U.R.P., Ufficio Ambiente o presso il sito web del Comune di Follonica 2. Alla domanda di autorizzazione deve essere allegata la necessaria documentazione come indicata nella modulistica a pena di improcedibilità del procedimento. 3. Le spese del procedimento così come previsto dall art. 124 comma 10 del D. Lgs 152/2006 sono a carico del richiedente. 4. Nella domanda deve essere indicato in quale dei seguenti corpi recettori avviene lo scarico se direttamente sul suolo o nell acqua superficiale. 5. Nel caso in cui lo scarico recapiti in corso d acqua, nella domanda deve essere indicata la denominazione del corso d acqua e la tipologia della portata (continua, discontinua, occasionale e il periodo di portata nullo), al fine di evidenziare la capacità di diluizione del corpo idrico e di autodepurazione. 3. La rinuncia alla domanda di autorizzazione prima della conclusione del procedimento non dà diritto al rimborso delle somme versate a titolo di procedibilità. 4. Per gli insediamenti, edifici o installazioni, la cui attività sia trasferita in altro luogo o che siano soggetti ad una diversa destinazione o ad ampliamento o ristrutturazione da cui derivi uno scarico avente caratteristiche qualitative o quantitative diverse da quelle dello scarico preesistente, deve essere richiesta una nuova autorizzazione allo scarico. Articolo 28 Modalità per la presentazione della domanda di autorizzazione allo scarico di reflui assimilati ai domestici 1. Rientrano nella condizione di assimilazione alle acque reflue domestiche tutte le acque reflue di attività previste dall art. 23 comma 1 lettera b) del presente Regolamento, nonché tutte le acque reflue delle attività elencate nella Tabella 1 dell allegato 1 del R.R. 28/ Il titolare degli scarichi che rientrano nella condizione di assimilabilità deve produrre le seguenti indicazioni: - tipologia dell attività svolta; - composizione qualitativa e quantitativa degli scarichi con indicazione degli AE. 3. Nel caso di autorizzazione per reflui assimilati ai domestici, la domanda in triplice copia deve essere presentata all Ufficio Protocollo del Comune di Follonica personalmente o a mezzo servizio postale e indirizzata allo Sportello Unico delle Imprese del Comune di Follonica (S.U.A.P.), mediante gli appositi moduli già predisposti e reperibili presso l amministrazione comunale. 14

19 4. Il S.U.A.P. provvederà alla trasmissione di una copia della richiesta di autorizzazione all A.R.P.A.T, per il necessario parere preventivo e l altra al Settore Ambiente. Sezione III AUTORIZZAZIONI Articolo 29 Autorizzazioni provvisorie 1. Nelle more della conclusione del procedimento è possibile ottenere un autorizzazione provvisoria valevole per 6 mesi periodo entro il quale lo scarico potrà essere attivato per verificarne la funzionalità. 2. Nella istanza dovrà essere espressamente indicata tale richiesta per la cui procedibilità dovrà essere prodotta una apposita dichiarazione di assunzione di responsabilità da parte del soggetto richiedente alla presentazione di tutta la documentazione nei modi e nei termini che saranno richiesti dall Amministrazione comunale oltre che l impegno alla immediata sospensione della attività nel caso in cui siano rilevati parametri non conformi prima del rilascio del titolo definitivo. 3. In ogni caso, terminato il periodo di proroga concesso, l autorizzazione provvisoria deve essere trasformata in autorizzazione definitiva ed in mancanza si provvederà ad impedire, previa diffida alla sospensione dell immissione, lo scarico non conforme alla normativa vigente. Articolo 30 Autorizzazioni definitive 1. Per l ottenimento dell autorizzazione definitiva allo scarico il richiedente dovrà trasmettere apposita dichiarazione redatta da laboratorio di analisi autorizzato, che attesti il rispetto dei limiti in ingresso e in uscita dall impianto di smaltimento, come previsti da apposita determinazione del Dirigente del Settore Ambiente. 2. L Ufficio Ambiente ha 60 giorni di tempo dalla data di trasmissione della dichiarazione redatta da laboratorio di analisi per il rilascio dell autorizzazione definitiva al titolare dell attività da cui origina lo scarico. 3. L autorizzazione definitiva ha una validità di quattro anni, con possibilità di rinnovo con le modalità indicate dall articolo 30 del presente Regolamento. 4. L autorizzazione definitiva viene trasmessa al soggetto privato richiedente e al S.U.E. o al S.U.A.P. (nel caso di reflui assimilati) per la conclusione del procedimento di competenza. 5. L Ufficio Ambiente si riserva di richiedere l accertamento di parametri di tipo microbiologico solo nel caso in cui lo scarico recapiti in un corpo idrico recettore il cui uso è concomitante con altra attività preventivamente al rilascio dell autorizzazione. Articolo 31 Trattamenti appropriati 1. Per il conseguimento dei limiti di accettabilità di cui alla Tabella indicata all articolo precedente, è consentito l utilizzo di impianti di smaltimento liquami, quali vasche settiche, fosse Imhoff e tutti i sistemi di smaltimento previsti dall allegato 2 Tabella 1 del Regolamento R.T.28/R del L utilizzo dei pozzi/vasche a tenuta stagna è consentito solo per i rifiuti liquidi, di cui all art. 2 comma 1 lettera r) del D. Lgs. 36 del , a condizione che non vi sia la possibilità tecnica di allaccio alla pubblica fognatura. 3. Il pozzo a tenuta stagna, non essendoci una immissione di acque reflue in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo o in reti fognarie, non si configura come scarico, pertanto segue le prescrizioni dettate dall art. 183 comma 1, lettera m) del D. Lgs. 152/2006 configurandosi come deposito temporaneo. Per il detentore del deposito temporaneo vi è l obbligo di dichiarare al Comune con apposito modulo prestampato: 15

20 l ubicazione del deposito, da dove originano i rifiuti, l impossibilità tecnica di allaccio alla rete fognaria, modalità di smaltimento dei rifiuti liquidi. Articolo 32 Procedimento per il rinnovo dell autorizzazione allo scarico 1. Le autorizzazioni sono tacitamente rinnovate, ai sensi dell art. 124 comma 8 del D.Lgs 152/2006, qualora le caratteristiche qualitative e quantitative non risultino modificate rispetto a quelle precedentemente autorizzate. 2. Nel caso in cui si abbiano variazioni che modificano le caratteristiche qualitative e quantitative dello scarico, l autorizzazione precedentemente rilasciata decade automaticamente. 3. Il soggetto istante dovrà procedere ad inoltrare una nuova richiesta per il rilascio di una autorizzazione collegata alla diversa modalità di utilizzazione dell impianto. Articolo 33 Voltura dell autorizzazione allo scarico 1. Nel caso in cui ci sia un cambiamento di titolarità dello scarico il nuovo titolare entro 30 giorni deve presentare apposita istanza di voltura in duplice copia all Ufficio Ambiente, mediante la modulistica appositamente predisposta. 2. In mancanza della voltura nei termini indicati dal comma precedente, le autorizzazioni precedentemente rilasciate decadono automaticamente. Articolo 34 Impianti di refrigerazione, congelamento e di condizionamento 1. Gli scarichi delle acque di condensa degli impianti di refrigerazione, congelamento o simili di attività produttive quali, supermercati, rivenditori di prodotti alimentari e simili, devono essere opportunamente convogliati alla rete fognaria delle acque nere subordinate ad apposita autorizzazione da parte dell autorità competente, al momento A.A.T.O. n 6 Ombrone. 2. Gli scarichi delle acque di condensa degli impianti di condizionamento degli insediamenti civili e delle attività produttive, non possono essere dispersi nell ambiente esterno ma devono essere convogliati secondo le seguenti modalità: tramite collegamento alle grondaie di scolo delle acque meteoriche; tramite collegamento allo scarico W.C dei servizi igienici, finalizzato al recupero della risorsa idrica. Sezione IV - VIGILANZA Articolo 35 Controlli 1. In caso di rinnovo tacito, il Comune provvede al controllo per la verifica del rispetto delle prescrizioni di legge con le modalità previste dall art. 128 del D. Lgs. 152/2006, assicurando un sistema periodico, diffuso ed effettivo ed imparzialità nella scelta dei soggetti titolari dello scarico. In particolare: - con controlli effettuati con cadenza annuale; - su di un campione pari almeno al 10% del totale; - l anno successivo alle verifiche, sempre su un campione estratto e pari al 10%, ma con l esclusione dei nominativi già estratti precedentemente. 2. Per le analisi di controllo il Comune stipula apposita convenzione con un laboratorio di analisi autorizzato. 3. Le ispezioni in loco vengono eseguite da: 16

REGOLAMENTO DI IGIENE URBANA, SANITA' PUBBLICA E PER LA TUTELA DEL TERRITORIO

REGOLAMENTO DI IGIENE URBANA, SANITA' PUBBLICA E PER LA TUTELA DEL TERRITORIO REGOLAMENTO DI IGIENE URBANA, SANITA' PUBBLICA E PER LA TUTELA DEL TERRITORIO Approvato con delibera di Consiglio Comunale n.67 del 29/12/2014 1 INDICE TITOLO I^- PRINCIPI GENERALI Articolo 1 - Ambito

Dettagli

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957

COMUNE DI TERRALBA. (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 COMUNE DI TERRALBA (Provincia di Oristano) Via Baccelli n 1 09098 Terralba Tel. 078385301 Fax 078383341 P.IVA 00063150957 Ordinanza Sindacale n. 41/2012 Prot. n. 12292 ORDINANZA SINDACALE (Adozione misure

Dettagli

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo.

LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27. dalle fondamenta alla copertura un organismo edilizio funzionalmente autonomo. 17875 LEGGE REGIONALE 20 maggio 2014, n. 27 Disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni Istituzione del fascicolo del fabbricato. IL CONSIGLIO REGIONALE HA

Dettagli

TITOLO I Ambito di applicazione. TITOLO II Disposizioni generali.

TITOLO I Ambito di applicazione. TITOLO II Disposizioni generali. Regolamento d uso del verde Adottato dal Consiglio Comunale nella seduta del 17.7.1995 con deliberazione n. 173 di Reg. Esecutiva dal 26.10.1995. Sanzioni approvate dalla Giunta Comunale nella seduta del

Dettagli

Domanda di autorizzazione allo scarico in corpo ricettore diverso dalla fognatura. .Sottoscritt.. nato a... il. residente/ con sede a... Via.. n..

Domanda di autorizzazione allo scarico in corpo ricettore diverso dalla fognatura. .Sottoscritt.. nato a... il. residente/ con sede a... Via.. n.. DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALLO SCARICO DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE CHE NON RECAPITANO NELLA RETE FOGNARIA (La domanda dovrà essere compilata su carta legale o resa legale). Al Signor Sindaco del Comune

Dettagli

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq.

Riferimenti Normativi. D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. Riferimenti Normativi - D. Lgs. 152/06 (Testo Unico) Delib. Int. 04/02/1977 Leggi e Regolamenti locali D.M. 185/03 (riutilizzo acq. reflue) Acque reflue domestiche: acque reflue provenienti da insediamenti

Dettagli

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO

COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO COMUNE DI LENDINARA Provincia di Rovigo REGOLAMENTO COMUNALE PER LA DIFESA DELL ASSETTO IDRAULICO DEL TERRITORIO Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n 74 del 30.11.2009 ESECUTIVO DAL 28.12.2009

Dettagli

AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive

AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive Bollo 14,62 AL COMUNE DI RACALMUTO Sportello Unico per le Attività Produttive ESERCIZIO DI COMMERCIO AL DETTAGLIO MEDIE STRUTTURE DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE (COM 4A - D.A. 8/5/2001) Ai sensi della L.r.

Dettagli

Domanda di autorizzazione all'allacciamento e allo scarico di acque reflue domestiche nella rete fognaria

Domanda di autorizzazione all'allacciamento e allo scarico di acque reflue domestiche nella rete fognaria DOMANDA DI AUTORIZZAZIONE ALL'ALLACCIAMENTO ED AMMISSIONE AL SERVIZIO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE PER SCARICO DI ACQUE REFLUE DOMESTICHE NELLA RETE FOGNARIA PROVENIENTI DA UN INSEDIAMENTO RESIDENZIALE (La

Dettagli

CAPITOLATO SPECIALE TECNICO PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI DERATIZZAZIONE E DISINFESTAZIONE SULLE AREE PUBBLICHE COMUNALI

CAPITOLATO SPECIALE TECNICO PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI DERATIZZAZIONE E DISINFESTAZIONE SULLE AREE PUBBLICHE COMUNALI Provincia di Salerno Area Tecnica Assetto ed Utilizzazione del Territorio CAPITOLATO SPECIALE TECNICO PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI DERATIZZAZIONE E DISINFESTAZIONE SULLE AREE PUBBLICHE COMUNALI ART.1

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALL AREA PEDONALE DEL COMUNE DI COURMAYEUR

REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALL AREA PEDONALE DEL COMUNE DI COURMAYEUR REGOLAMENTO PER L ACCESSO ALL AREA PEDONALE DEL COMUNE DI COURMAYEUR Indice degli articoli Art. 1 Definizioni...2 Art. 2 Oggetto ed ambito di applicazione...2 Art. 3 Deroghe al divieto di circolazione

Dettagli

REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE

REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE Etra S.p.A. Energia Territorio Risorse Ambiente REGOLAMENTO DI FOGNATURA E DEPURAZIONE Approvato dall Assemblea di ATO Brenta il 26 aprile 2010 con deliberazione n. 2 INDICE TITOLO I Disposizioni generali...

Dettagli

REGOLAMENTO per la disciplina del Servizio Idrico Integrato nell Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Brescia

REGOLAMENTO per la disciplina del Servizio Idrico Integrato nell Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Brescia Allegato 2 alla Deliberazione n. 2 dell Assemblea Consortile dell 8 maggio 2009 REGOLAMENTO per la disciplina del Servizio Idrico Integrato nell Ambito Territoriale Ottimale della Provincia di Brescia

Dettagli

MANUALE DI GESTIONE GOVERNO QUOTIDIANO DEGLI ANIMALI

MANUALE DI GESTIONE GOVERNO QUOTIDIANO DEGLI ANIMALI MANUALE DI GESTIONE Breve descrizione del canile (fabbricati: box, locali accessori). Modalità di approvvigionamento idrico e smaltimento reflui animali. Individuazione responsabile generale (titolare)

Dettagli

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano

La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano VISTO gli articoli 2, comma 2, lett. b) e 4, comma 1 del decreto legislativo 28 agosto 1997,

Dettagli

Istituzione della figura di Agente Ambientale.

Istituzione della figura di Agente Ambientale. Estratto del verbale della seduta della Giunta Comunale NUMERO DI REGISTRO SEDUTA DEL 7 21 gennaio 2015 Oggetto : Istituzione della figura di Agente Ambientale. Il giorno 21 gennaio 2015 in Cremona, con

Dettagli

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.

STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV. Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. STATO DELLA CITTÀ DEL VATICANO LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro. N. LIV Legge sulla tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori nei luoghi

Dettagli

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI

COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI Allegato 1 COMUNE DI ALCAMO PROVINCIA Dl TRAPANI REGOLAMENTO PER LA DOTAZIONE FINANZIARIA COMUNALE PER INTERVENTI DI MANUTENZIONE ORDINARIA E DI FUNZIONAMENTO IN FAVORE DEGLI ISTITUTI DI ISTRUZIONE PRIMARIA

Dettagli

ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 23.11.2005 N. 1178/45828 P.G.

ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 23.11.2005 N. 1178/45828 P.G. ALLEGATO A) ALLA DELIBERAZIONE DI G.C. DEL COMUNE DI BRESCIA IN DATA 23.11.2005 N. 1178/45828 P.G. CRITERI E PROCEDURA PER IL RILASCIO DI CONCESSIONI DI OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO PER L INSTALLAZIONE DI

Dettagli

Da compilare da parte del personale del Garda Uno Spa. Codice Anagrafico: Codice Utenza: ODI: / Contratto N : /

Da compilare da parte del personale del Garda Uno Spa. Codice Anagrafico: Codice Utenza: ODI: / Contratto N : / Da compilare da parte del personale del Garda Uno Spa Codice Anagrafico: Codice Utenza: ODI: / Contratto N : / GARDA UNO SPA Spazio per timbro e data di protocollo Via I. Barbieri, 20 25080 PADENGHE s/g

Dettagli

TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI

TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI TARSU poi TARES ed ora TARI e TASI di Luigi Cenicola 1. Premessa. A decorrere dall anno 2014, per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani e per i servizi indivisibili comunali, si pagheranno

Dettagli

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE

QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE QUADRO GENERALE DELLE PARTICELLE CATASTALI RICADENTI NELLA PERIMETRAZIONE DELLA VARIANTE AL PIANO PARTICOLAREGGIATO DELL'AREA COLLINARE foglio mappale dimensione in mq 23 42 1.388 mq 23 35 1.354 mq 23

Dettagli

AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA

AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA AL COMUNE DI PIAZZA ARMERINA Settore Attività Produttive 94015 - PIAZZA ARMERINA ESERCIZIO DI SOMMINISTRAZIONE AL PUBBLICO DI ALIMENTI E BEVANDE TIPOLOGIA C " art. 3 c. 6 SEGNALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO

Dettagli

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali

REGOLAMENTO Autorizzazione al funzionamento e Accreditamento delle strutture, Accreditamento Soggetti erogatori Servizi Sociali AMBITO TERRITORIALE DI AGNONE AGNONE BELMONTE DEL SANNIO CAPRACOTTA CAROVILLI CASTEL DEL GIUDICE CASTELVERRINO PESCOPENNATARO PIETRABBONDANTE POGGIO SANNITA SAN PIETRO AVELLANA SANT ANGELO DEL PESCO VASTOGIRARDI

Dettagli

L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.

L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n. Spazio riservato al Servizio Urbanistica AGIBILITA' n del L'ATTESTAZIONE DELLA CONFORMITA' DELL'OPERA AL PROGETTO PRESENTATO E SUA AGIBILITA' ( Ai sensi dell'art.10 del D.P.R. 07/09/2010 n.160 ) l sottoscritt...

Dettagli

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali?

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali? Domanda: Risposta (a cura di Maurizio Santoloci): Oggi un impresa edile che trasporta in proprio i rifiuti non pericolosi con proprio mezzo al contrario di quanto accadeva nella previdente disciplina deve

Dettagli

REGOLAMENTO STRUTTURE TEMPORANEE -

REGOLAMENTO STRUTTURE TEMPORANEE - REGOLAMENTO STRUTTURE TEMPORANEE - 1 2 Art. 1 - OGGETTO E DEFINIZIONI 1. Il presente regolamento disciplina la collocazione su suolo pubblico e privato delle strutture temporanee a servizio di locali ad

Dettagli

Regolamento per la disciplina del tributo per i servizi indivisibili. TASI

Regolamento per la disciplina del tributo per i servizi indivisibili. TASI Comune di Cerignola Provincia di Foggia Regolamento per la disciplina del tributo per i servizi indivisibili. TASI INDICE Art. 1 - Art. 2 - Art. 3 - Art. 4 - Art. 5 - Art. 6 - Art. 7 - Art. 8 - Art. 9

Dettagli

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015

Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 IL PRESIDENTE IN QUALITA DI COMMISSARIO DELEGATO AI SENSI DELL ART. 1 COMMA 2 DEL D.L.N. 74/2012 CONVERTITO CON MODIFICAZIONI DALLA LEGGE N. 122/2012 Ordinanza n. 15 del 14 Aprile 2015 Modalità attuative

Dettagli

CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO. Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. A) della legge 9 dicembre 1998 n 431

CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO. Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. A) della legge 9 dicembre 1998 n 431 CONTRATTO DI LOCAZIONE AD USO ABITATIVO Ai sensi dell art. 1, comma 2, lett. A) della legge 9 dicembre 1998 n 431 e degli artt. 1571 e seguenti del codice civile. CON LA PRESENTE SCRITTURA PRIVATA la CAMERA

Dettagli

COMUNE DI RUFFANO. - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE

COMUNE DI RUFFANO. - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE COMUNE DI RUFFANO - Provincia di Lecce - REGOLAMENTO PER LA GESTIONE E L'UTILIZZO DEL CENTRO DI RACCOLTA COMUNALE approvato con Deliberazione del Commissario Straordinario con i poteri del Consiglio Comunale

Dettagli

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85)

OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) timbro protocollo AL RESPONSABILE Area delle Politiche Infrastrutturali e del Territorio DEL COMUNE DI SPADAFORA (ME) OPERE INTERNE (art. 9 L.R. 37/85) OGGETTO: Comunicazione opere interne ai sensi dell

Dettagli

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA

VASCHE DI PRIMA PIOGGIA Criteri di progettazione, realizzazione e gestione VASCHE DI PRIMA PIOGGIA e VASCHE DI LAMINAZIONE nell ambito dei sistemi fognari GETTO FINALE gno - 1d disegno - 5d disegno - 4d GETTO FINALE ASPIRAZIONE

Dettagli

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA

DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA DIA N ANNO Allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune di GALLARATE DENUNCIA DI INIZIO ATTIVITA EDILIZIA ai sensi degli articoli 41 e 42 L.R. 11.03.2005 n.12 e successive modifiche ed integrazioni

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE

REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE CITTÀ DI PALERMO AREA SERVIZI ALLE IMPRESE SETTORE ATTIVITÀ PRODUTTIVE - SPORTELLO UNICO REGOLAMENTO PER IL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE 1 SOMMARIO Parte I. le forme del commercio su aree pubbliche e relative

Dettagli

Giunta Regionale della Campania

Giunta Regionale della Campania Avvertenze: il testo vigente qui pubblicato è stato redatto dal Settore Legislativo dell'a.g.c. 01 della Giunta Regionale al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni della legge, integrata

Dettagli

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani

Comune di Ragusa. Regolamento assistenza domiciliare agli anziani Comune di Ragusa Regolamento assistenza domiciliare agli anziani REGOLAMENTO DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE AGLI ANZIANI approvato con delib. C.C. n.9 del del 24/02/84 modificato con delib. C.C.

Dettagli

SCIA valida anche ai fini dell art. 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18/6/1931, n. 773.

SCIA valida anche ai fini dell art. 86 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, approvato con R.D. 18/6/1931, n. 773. Modulo di segnalazione certificata di inizio attività per la somministrazione di alimenti e bevande all' interno dei circoli privati da presentare in carta libera Spazio per apporre il timbro di protocollo

Dettagli

L.R. 31-5-2006 n. 20 Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento. Pubblicata nel B.U. Toscana 7 giugno 2006, n. 17, parte prima.

L.R. 31-5-2006 n. 20 Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento. Pubblicata nel B.U. Toscana 7 giugno 2006, n. 17, parte prima. L.R. 31-5-2006 n. 20 Norme per la tutela delle acque dall'inquinamento. Pubblicata nel B.U. Toscana 7 giugno 2006, n. 17, parte prima. Epigrafe Premessa Capo I - Disposizioni generali Art. 1 - Oggetto

Dettagli

CITTA' DI ALZANO LOMBARDO

CITTA' DI ALZANO LOMBARDO CITTA' DI ALZANO LOMBARDO PROVINCIA DI BERGAMO Partita IVA 00220080162 Codice Fiscale 220080162 REGOLAMENTO COMUNALE PER L ESERCIZIO DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE APPROVATO CON DELIBERA C.C. N 27 DEL

Dettagli

g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose;

g) prescrivere orari e riservare spazi per i veicoli utilizzati per il carico e lo scarico di cose; articolo 7: Regolamentazione della circolazione nei centri abitati 1. Nei centri abitati i comuni possono, con ordinanza del sindaco: a) adottare i provvedimenti indicati nell'art. 6, commi 1, 2 e 4; b)

Dettagli

Al SUAP. Denominazione società/ditta

Al SUAP. Denominazione società/ditta COMUNICAZIONE SUBINGRESSO DI COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE SU POSTEGGIO L.R. 28/2005 e s.m.i. Codice del Commercio art.74 e D.P. G.R. n. 15/R del 1 aprile 2009 Regolamento di attuazione della legge n. 28/2005

Dettagli

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81

FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 CARTA SEMPLICE FAC SIMILE PER LA NOTIFICA AI SENSI ART.67 DEL D.LGS.R DEL 09/04/2008 N. 81 ALL A.S.L. N. CN2 ALBA BRA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro Via Vida

Dettagli

Porta con te il tuo cane

Porta con te il tuo cane Porta con te il tuo cane Da noi è il benvenuto! Per ragioni igienico sanitarie non può accedere all area ristorazione* Ti ricordiamo che il proprietario o il detentore di un cane è sempre responsabile

Dettagli

REGOLAMENTO REGIONALE 12 dicembre 2011, n. 26

REGOLAMENTO REGIONALE 12 dicembre 2011, n. 26 36170 Bollettino Ufficiale della Regione Puglia - n. 195 del 16-12-2011 REGOLAMENTO REGIONALE 12 dicembre 2011, n. 26 Disciplina degli scarichi di acque reflue domestiche o assimilate alle domestiche di

Dettagli

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA

SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA SEMINARIO DI AGGIORNAMENTO ORGANIZZATO DA ORDINE DEGLI INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA INCONTRO - 16 SETTEMBRE 2013 ARCH. VITO ROCCO PANETTA ARGOMENTI DA TRATTARE: DETERMINAZIONE DEL CONTRIBUTO DI COSTRUZIONE

Dettagli

AUTOCALCOLO ONERI RELATIVI ALLA PRATICA DI:

AUTOCALCOLO ONERI RELATIVI ALLA PRATICA DI: COMUNE DI FINALE EMILIA (Provincia di Modena) P.zza Verdi, 1 41034 Finale Emilia (Mo) Tel. 0535-788111 fa 0535-788130 Sito Internet: www.comunefinale.net SERVIZIO URBANISTICA E EDILIZIA PRIVATA AUTOCALCOLO

Dettagli

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO

RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI TEMPORANEE DI PUBBLICO SPETTACOLO C O M U N E D I R O V E R B E L L A Via Solferino e San Martino, 1 46048 Roverbella Tel. 0376/6918220 Fax 0376/694515 PEC PROTOCOLLO : roverbella.mn@legalmail.it RICHIESTA RILASCIO LICENZA PER MANIFESTAZIONI

Dettagli

COMUNE DI ROTTOFRENO Provincia di Piacenza SETTORE: SVILUPPO ECONOMICO cod: SE UFFICIO: COMMERCIO cod: ELENCO DEI PROCEDIMENTI

COMUNE DI ROTTOFRENO Provincia di Piacenza SETTORE: SVILUPPO ECONOMICO cod: SE UFFICIO: COMMERCIO cod: ELENCO DEI PROCEDIMENTI rev.0 -data:pagina 1 di 10 TTORE: SVILUPPO ECONOMICO cod: 01 COM 1- Esercizio di vicinato: (Sup di vendita fino a 250 mq.) apertura, trasferimento di sede, ampliamento della superficie, subentro, cessazione,

Dettagli

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI

LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI LA LEGGE QUADRO 447/95 E I DECRETI ATTUATIVI Luca Menini, ARPAV Dipartimento di Vicenza via Spalato, 14-36100 VICENZA e-mail: fisica.arpav.vi@altavista.net 1. INTRODUZIONE La legge 447 del 26/10/95 Legge

Dettagli

REGISTRO DI CARICO E SCARICO

REGISTRO DI CARICO E SCARICO REGISTRO DI CARICO E SCARICO Registro di carico e scarico Soggetti obbligati Gestione dei rifiuti chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti commercianti ed intermediari

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL ORDINE DEGLI ARCHITETTI, PIANIFICATORI, PAESAGGISTI E CONSERVATORI DELLA PROVINCIA DI TRENTO (Approvato con delibera del Consiglio in data 12 gennaio

Dettagli

C M Y K C M Y K. 5. La normativa

C M Y K C M Y K. 5. La normativa 5. La normativa 5.1 Il quadro normativo Numerose sono le norme di riferimento per la pianificazione e la progettazione delle strade. Vengono sinteticamente enunciate quelle che riguardano la regolazione

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESECUZIONE

REGOLAMENTO PER L ESECUZIONE COMUNE DI FAENZA SETTORE LAVORI PUBBLICI REGOLAMENTO PER L ESECUZIONE DI LAVORI DI SCAVO SU SUOLO PUBBLICO Regolamento approvato con atto C.C. verbale n. 275 del 15/11/2010 - prot. n. 44926 del 19/11/2010

Dettagli

VÉÇá zä É exz ÉÇtÄx wxäät câzä t

VÉÇá zä É exz ÉÇtÄx wxäät câzä t LEGGE REGIONALE 20 MAGGIO 2014, N. 26 Disposizioni per favorire l accesso dei giovani all agricoltura e contrastare l abbandono e il consumo dei suoli agricoli 2 LEGGE REGIONALE Disposizioni per favorire

Dettagli

TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE SULL IMU. Guida a cura della UIL Servizio Politiche Territoriali LE ALIQUOTE

TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE SULL IMU. Guida a cura della UIL Servizio Politiche Territoriali LE ALIQUOTE TUTTO QUELLO CHE SI DEVE SAPERE SULL IMU Guida a cura della UIL Servizio Politiche Territoriali Aliquota ordinaria rurali LE ALIQUOTE Aliquota ordinaria I casa Aliquota ordinaria altri 2 per mille 4 per

Dettagli

COMUNE DI SANTA LUCIA DI PIAVE PROVINCIA DI TREVISO

COMUNE DI SANTA LUCIA DI PIAVE PROVINCIA DI TREVISO COMUNE DI SANTA LUCIA DI PIAVE PROVINCIA DI TREVISO APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI CONSIGLIO COMUNALE N. 15 DEL 05.04.2007 INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI... 5 CAPITOLO I - PRINCIPI, DEFINIZIONI

Dettagli

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO

NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO NOTA INFORMATIVA PER I PIANI DI LAVORO PER LA RIMOZIONE DI MATERIALI EDILIZI IN CEMENTO-AMIANTO E IN VINIL-AMIANTO In base all art. 256 del D. Lgs. 81/2008, così come modificato dal D. Lgs. 106/2009, i

Dettagli

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11

SEZIONE I LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 SEZIONE I 12.4.2006 - BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE TOSCANA - N. 11 LEGGI E REGOLAMENTI REGIONALI LEGGE REGIONALE 3 aprile 2006, n. 12 Norme in materia di polizia comunale. IL CONSIGLIO REGIONALE

Dettagli

Ai Comuni Alle Province Alle Autorità d'ambito Ai gestori del servizio pubblico di fognatura e depurazione All'A.R.P.A.V.

Ai Comuni Alle Province Alle Autorità d'ambito Ai gestori del servizio pubblico di fognatura e depurazione All'A.R.P.A.V. Circolare del Presidente della Giunta Regionale n. 12 del 9/8/02, approvata con D.G.R.V. n. 2106 del 2/8/02, recante "Norme di Attuazione del Piano Regionale di Risanamento delle Acque. Testo coordinato

Dettagli

COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE

COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE COMUNE DI FOGGIA I.U.C. Imposta Unica Comunale 2015 L AMMINISTRAZIONE COMUNALE VISTO l art. 1, comma 639 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, che ha istituito, a decorrere dal 1 gennaio 2014, l imposta

Dettagli

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE

REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE REGOLAMENTO DELLE ATTIVITA RUMOROSE (L.R. n 89/98 art 2.2, D.R. n 77/2000 Parte 3 e L. 447/95) Il Dirigente GEOL. ROBERTO FERRARI Approvato con deliberazione del C.C. n. 14 del 13/02/2008 1 TITOLO I DISPOSIZIONI

Dettagli

COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI

COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI Approvato con deliberazione G.C. n. 45 del 27/11/2008 esecutiva il 10/01/2009 Depositato in Segreteria Generale con avviso

Dettagli

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO

COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO COMUNE DI SCARNAFIGI PROVINCIA DI CUNEO OGGETTO : PIANO ESECUTIVO CONVENZIONATO PER L AREA D1 DELLA ZONA P1.8 DEL P.R.G.C. RIF. CATASTALI : FOGLIO 26 MAPP.NN.232(ex36/a), 233(ex37/a, 112, 130, 136, 171,

Dettagli

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE

REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE = = = = = = REGOLAMENTO PER IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE Adottato con deliberazioni consiliari n. 56 dell 08.11.95 e n. 6 del 24.01.96 INDICE Art. 1 Oggetto e finalità

Dettagli

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI

REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Allegato A alla delibera n. 129/15/CONS REGOLAMENTO IN MATERIA DI TITOLI ABILITATIVI PER L OFFERTA AL PUBBLICO DI SERVIZI POSTALI CAPO I DISPOSIZIONI GENERALI Articolo 1 Definizioni 1. Ai fini del presente

Dettagli

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 - Oggetto del regolamento

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI. Art. 1 - Oggetto del regolamento TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI Art. 1 - Oggetto del regolamento 1. Il presente regolamento ha per oggetto la disciplina dei servizi di raccolta, trasporto e conferimento a smaltitori finali dei rifiuti

Dettagli

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO

II - COMPETENZE DELLA REGIONE E DEGLI ENTI LOCALI IN MATERIA DI TUTELA DELL'AMBIENTE DALL'INQUINAMENTO ACUSTICO Legge Regionale n 12 del 20/03/1998 Disposizioni in materia di inquinamento acustico emanata da: Regione Liguria e pubblicata su: Bollettino. Uff. Regione n 6 del 15/04/1998

Dettagli

GUIDA per la richiesta dei CERTIFICATI URBANISTICI e le Visure di Piano Regolatore

GUIDA per la richiesta dei CERTIFICATI URBANISTICI e le Visure di Piano Regolatore ROMA CAPITALE Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica Direzione Attuazione degli Strumenti Urbanistici U.O. Permessi di costruire Ufficio Sala Visure e Certificazioni Urbanistiche Viale della

Dettagli

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO TEMPORANEO E/O OCCASIONALE DI SPAZI E LOCALI DELL ATENEO DA PARTE DI SOGGETTI ESTERNI

REGOLAMENTO PER L UTILIZZO TEMPORANEO E/O OCCASIONALE DI SPAZI E LOCALI DELL ATENEO DA PARTE DI SOGGETTI ESTERNI REGOLAMENTO PER L UTILIZZO TEMPORANEO E/O OCCASIONALE DI SPAZI E LOCALI DELL ATENEO DA PARTE DI SOGGETTI ESTERNI (Emanato con D.R. n. 57 del 21 gennaio 2015) INDICE Pag. Art. 1 - Oggetto 2 Art. 2 - Procedura

Dettagli

COMUNE DI NISCEMI PROVINCIA DI CALTANISSETTA Ripartizione Lavori Pubblici e Ambiente

COMUNE DI NISCEMI PROVINCIA DI CALTANISSETTA Ripartizione Lavori Pubblici e Ambiente COMUNE DI NISCEMI PROVINCIA DI CALTANISSETTA Ripartizione Lavori Pubblici e Ambiente OGGETTO: SERVIZIO DI DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE IN TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE, NELLE SCUOLE E EDIFICI PUBBLICI

Dettagli

Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee.

Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee. Requisiti minimi e criteri per il rilascio delle autorizzazioni sanitarie temporanee. Sono definite temporanee tutte quelle manifestazioni quali Sagre, Feste Campestri ecc. aperte al pubblico, in cui,

Dettagli

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U.

REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. REGIONE SARDEGNA - DECRETO DELL ASSESSORE DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA 20 DICEMBRE 1983, N. 2266/U. DISCIPLINA DEI LIMITI E DEI RAPPORTI RELATIVI ALLA FORMAZIONE DI NUOVI STRUMENTI URBANISTICI

Dettagli

AMIANTO PIANO DI LAVORO

AMIANTO PIANO DI LAVORO AMIANTO PIANO DI LAVORO Piano di lavoro [art. 256 D. Lgs. 81/2008] I lavori di demolizione o rimozione dei materiali contenenti amianto possono essere effettuati solo da imprese iscritte all Albo nazionale

Dettagli

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI

TITOLO I DISPOSIZIONI GENERALI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE Approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 305 del 29.11.2006 modificato con deliberazioni del C. C. n. 183 del 03.08.2007, n. 270

Dettagli

COMUNE DI CIVITAVECCHIA Provincia di Roma SERVIZIO LAVORI PUBBLICI

COMUNE DI CIVITAVECCHIA Provincia di Roma SERVIZIO LAVORI PUBBLICI COMUNE DI CIVITAVECCHIA Provincia di Roma SERVIZIO LAVORI PUBBLICI AVVISO PUBBLICO PER L USO TEMPORANEO E SUPERFICIARIO DI UN AREA PUBBLICA SITA NEL PZ9 POLIGONO DEL GENIO Vista: IL DIRIGENTE la presenza

Dettagli

5 Contributo Autonoma Sistemazione

5 Contributo Autonoma Sistemazione 5 Contributo Autonoma Sistemazione CAS A valere sulle risorse finanziarie di cui all articolo 3 dell Ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile (OCDPC) n. 232 del 30 marzo 2015 viene stimata

Dettagli

15067 NOVI LIGURE AL. Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143 321556 e-mail: srtspa@srtspa.it

15067 NOVI LIGURE AL. Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143 321556 e-mail: srtspa@srtspa.it Allegato 4) Regolamento... li... ALLA SRT - SOCIETA PUBBLICA PER IL RECUPERO ED IL TRATTAMENTO DEI RIFIUTI S.p.A. Strada Vecchia per Boscomarengo s.n. 15067 NOVI LIGURE AL Tel.: 0143 744516 - Fax: 0143

Dettagli

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA

Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA Guida al PIANO CASA della Regione TOSCANA (aggiornata a gennaio 2014) 1 SOMMARIO INTRODUZIONE... pag. 3 IL PIANO CASA IN TOSCANA... pag. 4 INTERVENTI DI AMPLIAMENTO....pag. 5 INTERVENTI DI DEMOLIZIONE

Dettagli

Comune di Ostellato Provincia di Ferrara. Regolamento per la protezione dall esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno

Comune di Ostellato Provincia di Ferrara. Regolamento per la protezione dall esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno Comune di Ostellato Provincia di Ferrara Regolamento per la protezione dall esposizione al rumore degli ambienti abitativi e dell ambiente esterno TITOLO I - GENERALITA...3 Art. 1 - Ambito di applicazione...3

Dettagli

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA

PROVINCIA DI REGGIO EMILIA PROVINCIA DI REGGIO EMILIA REGOLAMENTO PER IL CONSEGUIMENTO DELL IDONEITA PROFESSIONALE PER L ESERCIZIO DELL ATTIVITA DI CONSULENZA PER LA CIRCOLAZIONE DEI MEZZI DI TRASPORTO - Approvato con deliberazione

Dettagli

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122

Servizio di Pulizia della sede del Comando di Roma Carabinieri per la tutela della Salute, viale dell Aeronautica n. 122 MINISTERO DELLA SALUTE UFFICIO GENERALE DELLE RISORSE DELL ORGANIZZAZIONE E DEL BILANCIO UFFICIO VIII EX DGPOB LOTTO 2. AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI PULIZIA DELLA SEDE DEL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA

Dettagli

IMPIANTI DI PRIMA PIOGGIA. Divisione Depurazione E DISSABBIATORI DEGRASSATORI VASCHE BIOLOGICHE TIPO IMHOFF VASCHE SETTICHE FANGHI ATTIVI IMPIANTI A

IMPIANTI DI PRIMA PIOGGIA. Divisione Depurazione E DISSABBIATORI DEGRASSATORI VASCHE BIOLOGICHE TIPO IMHOFF VASCHE SETTICHE FANGHI ATTIVI IMPIANTI A DI PRIMA PIOGGIA Divisione Depurazione 87 1. - TRATT TTAMENTO DELLE ACQUE IN ACCUMULO (DA 500 A 12.000 M 2 ) 2. IPC - TRATT TTAMENTO DELLE ACQUE DI PIOGGIA IN CONTINUO (DA 270 A 7.200 M 2 ) 88 Divisione

Dettagli

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti)

ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) ART. 19 - G - SERVIZI GENERALI (vigenti) La zona è destinata ad accogliere attrezzature e servizi pubblici o ad uso pubblico di interesse generale su scala territoriale: uffici pubblici o privati di interesse

Dettagli

COMUNE DI NORMA. Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee. (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007)

COMUNE DI NORMA. Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee. (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007) COMUNE DI NORMA Regolamento Comunale per lo svolgimento di manifestazioni temporanee (approvato con delibera C.C. n 7 DEL 28/02/2007) Articolo 1 SCOPI DEL REGOLAMENTO 1. L Amministrazione Comunale, in

Dettagli

Regolamento per l utilizzo delle aree verdi comunali e di libero accesso ;

Regolamento per l utilizzo delle aree verdi comunali e di libero accesso ; Allegato A RICHIESTA AFFIDAMENTO AREE VERDI COMUNALI E RIDUZIONE TARES OGGETTO: Richiesta affidamento area verde comunale e riduzione TARES. Il sottoscritto.. nato a il.. residente a in Via.. n... CHIEDE

Dettagli

Periodo: 1.3.2011 28.2.2014

Periodo: 1.3.2011 28.2.2014 PROCEDURA IN ECONOMIA ex art. 125 del D. Lgs. n. 63/2006 per l affidamento del servizio di CONTROLLO INTEGRATO DELLE INFESTAZIONI ENTOMATICHE E MURINE PRESSO LE STRUTTURE UNIVERSITARIE Periodo: 1.3.2011

Dettagli

Scheda 2.4 Imprese di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione

Scheda 2.4 Imprese di pulizia, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione Scheda 2.4 Imprese di, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione SOGGETTI RICHIEDENTI/AMBITO DI APPLICAZIONE La presente scheda riguarda unicamente soggetti ricadenti nella qualifica

Dettagli

Settori. Personale qualificato. Chi siamo

Settori. Personale qualificato. Chi siamo Settori Pubblico Pulizia di edifici di Pubbliche amministrazioni seguendo le richieste indicate nei capitolati d oneri, controllate inoltre delle specifiche norme UNI EN ISO 9001 e SA8000. Privato personalizzati

Dettagli

per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e:

per la durata di seguito indicata: nel periodo dal al nella/e giornata/e: Marca da bollo 14,62 AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI BERTINORO OGGETTO: Richiesta licenza di spettacolo o trattenimento pubblici di cui all art. 68/ 69 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, a carattere

Dettagli

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014

DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 DELIBERAZIONE N X / 2525 Seduta del 17/10/2014 Presidente ROBERTO MARONI Assessori regionali MARIO MANTOVANI Vice Presidente VALENTINA APREA VIVIANA BECCALOSSI SIMONA BORDONALI PAOLA BULBARELLI MARIA CRISTINA

Dettagli

CAPITOLATO DI APPALTO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI DI ROMA ENTRATE SPA E FORNITURA DEL MATERIALE PER I RELATIVI SERVIZI IGIENICI

CAPITOLATO DI APPALTO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI DI ROMA ENTRATE SPA E FORNITURA DEL MATERIALE PER I RELATIVI SERVIZI IGIENICI CAPITOLATO DI APPALTO PER IL SERVIZIO DI PULIZIA DEGLI UFFICI DI ROMA ENTRATE SPA E FORNITURA DEL MATERIALE PER I RELATIVI SERVIZI IGIENICI Art. 1 Oggetto del capitolato Il presente appalto prevede: la

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE COMUNE DI MERATE

REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE COMUNE DI MERATE REGOLAMENTO PER L ESERCIZIO DEL COMMERCIO SU AREE PUBBLICHE COMUNE DI MERATE Approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 3 del 29.01.2013 SPORTELLO UNICO ATTIVITA PRODUTTIVE INDICE NORME GENERALI...

Dettagli

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano

COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano COMUNE DI INVERUNO Provincia di Milano REGOLAMENTO PER IL DIRITTO ALL INFORMAZIONE E ALL ACCESSO AGLI ATTI E DOCUMENTI AMMINISTRATIVI Approvato dal Consiglio Comunale con atto n. 8 in data 9/2/1995 Annullato

Dettagli

Digestato da rifiuti e da matrici agricole

Digestato da rifiuti e da matrici agricole Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI Art. 1 - Oggetto del Regolamento Il presente documento regolamenta l esercizio del diritto di accesso ai documenti amministrativi in conformità a quanto

Dettagli

Da noi è il benvenuto!

Da noi è il benvenuto! Porta con te il tuo cane Da noi è il benvenuto! Per ragioni igienico sanitarie non può accedere all area ristorazione* Ti ricordiamo che il proprietario o il detentore di un cane è sempre responsabile

Dettagli

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI

REGOLAMENTO PER L ACCESSO AGLI ATTI AMMINISTRATIVI SCUOLA SECONDARIA STATALE DI PRIMO GRADO IGNAZIO VIAN Via Stampini 25-10148 TORINO - Tel 011/2266565 Fax 011/2261406 Succursale: via Destefanis 20 10148 TORINO Tel/Fax 011-2260982 E-mail: TOMM073006@istruzione.it

Dettagli

meglio descritte nella relazione tecnica allegata

meglio descritte nella relazione tecnica allegata Modello 05: Spazio riservato all Ufficio Protocollo Marca da bollo 14,62 Al Dirigente del Settore II Comune di Roccapalumba Oggetto: l sottoscritt nat a ( ) il / / residente a ( ) in via n. C.F. in qualità

Dettagli

REGISTRO DELLE MANUTENZIONI per la prevenzione delle diffusione delle malattie infettive Art. 10, Legge Regionale n.45 del 23 dicembre 2008

REGISTRO DELLE MANUTENZIONI per la prevenzione delle diffusione delle malattie infettive Art. 10, Legge Regionale n.45 del 23 dicembre 2008 REGISTRO DELLE MANUTENZIONI per la prevenzione delle diffusione delle malattie infettive Art. 10, Legge Regionale n.45 del 23 dicembre 2008 REGISTRO DELLE MANUTENZIONI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO DELL

Dettagli