Laboratorio II, modulo
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- Niccolina Mariotti
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1 Laboratorio II, modulo Transistor (cfr.
2 Storia del Transistor Inventati nel 1947,ai Bell Laboratories. John Bardeen, Walter Brattain, and William Schockly sviluppano il primo modello di transistor (fatto in Germanio) Hanno ricevuto il premio Nobel in Fisica nel 1956 per le loro ricerche sui semiconduttori e per la loro scoperta dell effetto transistor Prima applicazione: rimpiazzare i tubi a vuoto (valvole), grandi e iniefficienti Oggi si realizzano milioni di transistor su un singolo wafer di silicio e sono utilizzati su praticamente tutti i dispositivi elettronici primo modello di transistor
3 Cosa è un transistor? Il transistor è un dispositivo a semiconduttore a 3 terminali E possibile, con un transistor, controllare la corrente elettrica o il voltaggio fra due terminali applicando una corrente elettrica o un voltaggio al terzo. E un componente attivo. Con il transistor possiamo fare dispositivi amplificanti o interruttori elettrici. La configurazione del circuito determina se il funzionamento è quello dell amplificatorore o quello dell interruttore. Nel caso di interruttore (miniaturizzato) ha due posizioni di funzionamento: 1 o 0. Questo permette le funzionalità binarie e permette di processare le informazioni in un microprocessore.
4 Semiconduttori Semiconduttore comunemente utilizzato: Silicio è il materiale di base per la maggior parte dei circuiti integrati ha 4 elettroni di valenza, nel reticolo di sono 4 legami covalenti il cristallo di silicio, normalmente, è un isolante: non ci sono elettroni liberi la concentrazione intrinseca di portatori di carica (n i ) è funzione della temperatura (a temperatura ambiente, 300K, n i = /cm 3 )
5 Semiconduttori si può aumentare la conducibilità elettrica, nel cristallo di silicio, aumentando la temperatura (poco utile) e con il dopaggio il dopaggio consiste nell aggiungere piccole percentuali degli elementi vicini
6 Semiconduttori: dopaggio Due tipi di dopaggio 1. N-type (negativo) impurità di donori (dal Gruppo V) aggiunte al reticolo cristallino del Si portatori di carica dominante: elettroni negativi Ø elementi del Gruppo V come Fosforo, Arsenico e Antimonio 2. P-type (positivo) impurità di accettori (dal Gruppo III) aggiunte al reticolo cristallino del Si portatori di carica dominante: lacune (holes) positive Ø elementi del Gruppo III come Boro, Alluminio e Gallio N-type P-type
7 Costituente base: la giunzione p-n chiamata anche diodo permette alla corrente, idealmente, di scorrere solamente da p verso N A causa del gradiente di densità gli gli elettroni diffondono nella regione p e le lacune in quella n Questi portatori di carica si ricombinano. La regione intorno alla giunzione è svuotata di cariche mobili Due tipi di comportamenti possibili: inverso e diretto
8 Bias esterno
9 Polarizzazione (bias) diretta polarizzazione diretta: il potenziale esterno abbassa la barriera di potenziale alla giunzione le lacune (dal materiale p-type) e gli elettroni (dal materiale n-type) sono spinte verso la giunzione Una corrente di elettroni fluisce verso p (sinistra nel disegno) e una di lacune verso n (destra). La corrente totale è la somma delle due correnti
10 Polarizzazione inversa polarizzazione inversa: il potenziale esterno alza la barriera di potenziale della giunzione c è una corrente transiente che fluisce fintanto che gli elettroni e le lacune sono tirate via dalla giunzione quando il potenziale formato dall allargamento della zona di svuotamento eguaglia il voltaggio esterno applicato la corrente transiente si ferma (ad eccezione di una piccola corrente termica )
11 Caratteristica del diodo Polarizzazione diretta: la corrente passa sono necessari ~0.7V (nel Si) per iniziare la conduzione ( vincendo il potenziale di contatto, V d ) Polarizzazione inversa: il diodo blocca la corrente ideale: corrente = 0 reale : I flow = 10-9 A V threshold
12 Caratteristica del diodo I S è la corrente di saturazione inversa che, asintoticamente, fluisce in regime di contropolarizzazione (bastano poche centinaia di mv)
13 Il diodo come rivelatore di particelle Una particella carica attraversa un sottile strato (300µ m) di silicio drogato n ed interagendo con il materiale libera coppie e/h (x Z 2 ) Sulla superficie del silicio sono impiantate delle sottili strisce di drogaggio p+ (6µ m ogni 108 µ m) ed il sistema p+-n è mantenuto in condizioni di polarizzazione inversa Le cariche e/h generate vengono raccolte dalle due parti della giunzione sulle strisce p+ e su delle strisce n+ dirette in senso ortogonale tramite contatti metallici L ampiezza del segnale rilasciato ci permette di valutare la carica Z della particella La posizione della striscia colpita permette di risalire alla posizione di passaggio della particella
14 Rivelatore di particelle uscita analogica singola 640 channels Ad esempio: il tracciatore al silicio del rivelatore AMS-02 ha 192 rivelatori, detti ladder, ed ognuno a 1024 canali di lettura à ~ 200k canali di lettura
15 Tracciatore al Si AMS-02 La costruzione del tracker al silicio di PG/TR
16 Bipolar Junction Transistor (BJT) 3 zone adiacenti di Si dopato (ognuna connessa ad un filo): Base (sottile, poco dopata). Collettore Emettitore 2 tipi di BJT: npn pnp più comune: npn npn bipolar junction transistor Sviluppato da Shockley (1949) pnp bipolar junction transistor
17 Bipolar Junction Transistor (BJT) pnp npn C C B B E E
18 Transistor BJT npn 1 strato sottile di p-type, fra 2 strati di n-type il n-type dell emettitore è più dopato (n + ) di quello del collettore con V C >V B >V E : la giunzione B-E è polarizzata direttamente, la B-C inversamente gli elettroni diffondono da E verso B (da n verso p) c è una zona di svuotamento della giunzione B-C à flusso di e - non permesso ma la B è sottile e E è n + à gli elettroni hanno abbastanza momento per attraversare B, verso C e quindi la maggior parte fluirà proprio verso C la corrente di base, I B (piccola), controlla quella di collettore, I C (più grande) la giunzione emettitore base e' direttamente polarizzata B la giunzione collettore base e' contropolarizzata qv non polarizzato polarizzato V EB + I E E E N e - P B F I E (1- F ) I E I B N C I C C + V CB E B C energia potenziale degli elettroni nelle regioni del transistor NPN nelle condizioni operative normali (regione attiva) le correnti dovute x
19 Caratteristica del BJT (zona attiva) Caratteristiche del bjt nella regione attiva Equazioni di Ebers-Moll semplificate: Polarizzazione collettorebase nella configurazione base comune I E = I ES e V BE / V T 1 I C = F I ES e V / V BE T 1 = F I E La corrente di base I B controlla una corrente di collettore I C che e' F volte piu' grande: I B V CB I C V CE I B = I E I C = I C F I C = I C 1 F I C = F 1 F I B = F I B coefficienti di amplificazione di corrente: F = F = a base comune a emettitore comune F rapporto fra I C e I E rapporto fra I C e I B V BE I B +I C I E I C Polarizzazione collettore-emettitore nella configurazione emettitore comune I E = F 1 I B
20 Caratteristica con Emettitore Comune la corrente di collettore è determinata dal circuito sul collettore (comportamento a interruttore) in piena saturazione V CE =0.2V corrente di collettore proporzionale a quella di base Parte una produzione a valanga di coppie elettronelacuna: da evitare entrambe le giunzioni sono in interdizione: le correnti sono solo quelle di saturazione inversa inversa
21 BJT come interruttore V in ( bassa ) < 0.7 V B-E non polarizzata direttamente regione di cutoff à non fluisce corrente V out = V CE = V cc à V out = alta V in ( alta ) B-E polarizzata direttamente (V BE >0.7V) Ic massima à V CE minima (~0.2 V, BJT in saturazione) à regione di saturazione V out = piccola I B = (V in -V B )/R B à V out = bassa
22 BJT come amplificatore (zona attiva) Emettitore comune Regione di linearità Guadagno elevato Esempio: guadagno, β = 100 V BE =0.7V
23 BJT come amplificatore (zona attiva) V I I I V BE E B C CB = = = 0.7V I B V R + B = V + CC I BB = β * I VBE R *101 B C E = 100* = 1.07mA I = ( β + 1) I C * R C I B = = mA 402 E * R E V = 10 (3)(1.07) (2)(101*0.0107) 0.7 = = 3.93V BE = V CB >0 quindi il BJT è nella zona attiva
24 Field Effect Transistors - FET 1955 : the first Field effect transistor works Similar to the BJT: Three terminals, Control the output current BJT Terminal Base FET Terminal Gate Collector Drain Emitter Source Enhancement mode MOSFET: Metal-Oxide Semiconductor Field Effect Transistor
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