CENNI DI PRIMO SOCCORSO
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- Michelangelo Giordano Russo
- 10 anni fa
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1 Sottosezione di Milano Nord-Est 28 Marzo 2015 CENNI DI PRIMO SOCCORSO Relatore: Alfredo Settimo
2 Obiettivi Saper riconoscere in modo rapido le principali situazioni di emergenza Saper affrontare queste situazione e intervenire in modo adeguato applicando il Primo Soccorso Allertare correttamente il 112 (Numero Unico di Emergenza)
3 IL PRIMO SOCCORRITORE
4 Si definisce PRIMO SOCCORRITORE un cittadino non professionista della sanità che, presente sulla scena di un malore improvviso o di un trauma, è in grado con efficienza, abilità, sicurezza e tranquillità di: Riconoscere rapidamente il tipo di evento Attivare i soccorsi comunicando le informazioni necessarie Eseguire le manovre di primo soccorso
5 SICUREZZA DELLA SCENA PRIMO SOccor so SOCCORSO Il primo soccorritore deve valutare attentamente la scena per assicurarsi di non correre alcun rischio. UN SOCCORRITORE FERITO NON AIUTA PIU NESSUNO E DIVIENE A SUA VOLTA UNA VITTIMA DA SOCCORRERE
6 La catena della sopravvivenza
7 Numero Unico Emergenza
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10 EMERGENZE TRAUMATICHE
11 COSA E UN TRAUMA? Il trauma e la lesione di una parte dell'organismo prodotta da una causa esterna in modo rapido e violento Può riguardare : l'apparato scheletrico (fratture) le articolazioni (distorsioni, lussazioni) il sistema muscolare (strappi, stiramenti) la cute (ferite, abrasioni...) Per politraumatizzato s intende un paziente che presenta una o più lesioni traumatiche ad organi o apparati differenti con compromissione delle funzioni vitali (o a rischio di compromissione di queste) Il trauma può essere chiuso (contusione, trauma d organo) o aperto (ferita, ustione presenza di comunicazione tra l interno e l esterno del corpo) La sintomatologia del trauma può non essere presente all evento per presentarsi a distanza di tempo (oltre 24 ore)
12 FERITE Interruzione della continuità della pelle Fuoriesce sangue, entrano microbi. GRAVITÀ dipende da: PROFONDITÀ, ESTENSIONE, CORPI ESTRANEI COSA FARE: LAVARSI BENE LE MANI E USARE I GUANTI FERMARE L EMORRAGIA LAVARE LA FERITA CON ACQUA CORRENTE (SOLUZIONE FISIOLOGICA) PER TOGLIERE LO SPORCO USARE GARZE DISINFETTARE CON ANTISETTICO SOLO SE FERITE SUPERFICIALI COPRIRE CON GARZA STERILE E FASCIARE COSA NON FARE: NO ALCOOL O ACQUA OSSIGENATA NO POLVERI NO COTONE NON ESTRARRE CORPI ESTRANEI SE DIMENSIONI IMPORTANTI NON TRATTARE IN AUTONOMIA FERITE COMPLICATE (estese, profonde )
13 EMORRAGIE Lesione ad un vaso sanguineo con fuoriuscita di sangue Arteriosa Sangue arterioso zampilla, esce a getto Venosa Sangue venoso cola, esce a flusso costante
14 EMORRAGIE Il caldo dilata i vasi Il freddo restringe i vasi Gli alcolici dilatano i vasi L agitazione aumenta i battiti COSA FARE: COSA NON FARE: SDRAIARE IL FERITO SE È AD UN ARTO, SOLLEVARLO COMPRESSIONE MANUALE SULLA FERITA E POI BENDAGGIO COMPRESSIVO GHIACCIO TENERE CALMO IL FERITO NIENTE ALCOOL POSIZIONE ANTISHOCK (GAMBE SOLLEVATE) SE NECESSARIO ALLERTARE IL 112 NO LACCIO EMOSTATICO
15 PUNTI DI COMPRESSIONE In caso di emorragie gravi, se il bendaggio e la compressione diretta non sono sufficienti applicare una compressione alle arterie di grosso calibro a monte dell emorragia
16 FRATTURE SEGNI E SINTOMI: DOLORE GONFIORE DEFORMITÀ DELLA ZONA INTERESSATA SCRICCHIOLII AL MOVIMENTO ESPOSIZIONE DELL OSSO COSA FARE: IMMOBILIZZARE L ARTO NON RIDURRE LA FRATTURA APPORRE GHIACCIO SE C È ESPOSIZIONE DELL OSSO TRATTARE COME UNA FERITA
17 DISTORSIONI E LUSSAZIONI Perdita temporanea (distorsioni) o permanente (lussazioni) dei rapporti tra i capi articolari in seguito a movimenti innaturali SEGNI E SINTOMI: DOLORE GONFIORE DEFORMITÀ DELL ARTICOLAZIONE IMPOSSIBILITÀ DI MOVIMENTO (LUSSAZIONI) COSA FARE: NON RIALLINEARE L ARTO APPLICARE GHIACCIO IMMOBILIZZARE L ARTICOLAZIONE CHIAMARE I SOCCORSI SE È IMPOSSIBILE FAR SPOSTARE IL PAZIENTE
18 USTIONI Lesioni della pelle e/o mucose e dei tessuti sottostanti, causato da energia termica, elettrica o sostanze chimiche PRIMO GRADO DANNO A CARICO DEGLI STRATI SUPERFICIALI DELLA CUTE (dolore, arrossamento) SECONDO GRADO DANNO ESTESO AD EPIDERMIDE E DERMA (dolore, eritema, vesciche, bolle) TERZO GRADO NECROSI A TUTTO SPESSORE COSA FARE: RAFFREDDARE IRRIGANDO CON ACQUA / FISIOLOGICA (NO GHIACCIO) RIMUOVERE I VESTITI TAGLIANDOLI SENZA RIMUOVERE IL TESSUTO ADESO ALLA CUTE RIMUOVERE OGGETTI METALLICI SE NON ADESI ALLA CUTE COPRIRE LA LESIONE CON MATERIALE STERILE E ASCIUTTO MONITORARE IL PAZIENTE
19 TRAUMA CRANICO Trauma cranico è un termine generale che indica qualsiasi azione lesiva ai danni del cranio e del cervello in esso contenuto. Ogni persona che abbia subito un trauma cranico deve essere considerata portatrice di lesioni potenzialmente gravi anche se sembra in uno stato normale. Come si presenta: Alterazione dello stato di coscienza e del respiro Disturbi dell equilibrio Sudorazione, pallore La perdita di sangue o di liquido biancastro (liquor) dal naso o dall orecchio. Presenza di ematoma su cuoio capelluto o alle orbite oculari Cefalea, irrequietezza Incontinenza urinaria e/o fecale.
20 TRAUMA CRANICO Cosa Fare Chiamare l Immobilizzare la testa Cosa non Fare Non mobilizzare la vittima Non somministrare liquidi o solidi Tamponare eventuale emorragia
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22 Il triangolo della vita CERVELLO A CUORE C POLMONI B I tre elementi dell equilibrio vitale
23 EMERGENZE MEDICHE
24 COSA E UNA EMERGENZA MEDICA Alterazione di uno o più elementi del triangolo della vita.
25 MALORI: Sincope PERDITA DI COSCIENZA, DOVUTA AD UNA RIDUZIONE DELL AFFLUSSO DI SANGUE AL CERVELLO CAUSE : P.A. BASSA, REPENTINO PASSAGGIO DALLA POSIZIONE ORIZZONTALE A QUELLA ERETTA. COSA FARE: SEGNI E SINTOMI: EVITARE DI FAR CADERE IL SOGGETTO PERDITA DI COSCIENZA CONTROLLO FUNZIONI VITALI PELLE FREDDA, PALLIDA E SUDATA SLACCIARE TUTTO CIÒ CHE STRINGE POLSO DEBOLE POSIZIONE ANTISHOCK SE LA PERSONA NON RINVIENE P.L.S. ATTENZIONE, NON DARE DA BERE A PERSONE INCOSCIENTI NON SPRUZZARE ACQUA FREDDA SUL VISO
26 Posizione Laterale di Sicurezza (P.L.S.) permette di evitare il rischio di soffocamento per ostruzione delle vie respiratorie dovuta a: - Meccanica (lingua) - Fluidi (vomito, saliva) NO SE TRAUMA!!!
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28 MALORI: Colpo di calore EFFETTO DELLA LUNGA ESPOSIZIONE AL SOLE SENZA PROTEZIONI E CON INNALZAMENTO DELLA TEMPERATURA INTRACRANICA. SEGNI E SINTOMI: ROSSORE AL VISO FORTE CEFALEA, RONZII NAUSEA, FOTOFOBIA AUMENTO TEMPERATURA CORPOREA BATTITO ACCELERATO COSA FARE: PORTARE IL SOGGETTO ALL OMBRA IMPACCHI ACQUA FRESCA SULLA FRONTE FAR BERE ACQUA TEMPERATURA AMBIENTE (piccoli sorsi!) POSIZIONE SEMISEDUTA CON L AGGRAVARSI SI ARRIVA AL COLLASSO DA CALORE (SHOCK)
29 CONVULSIONI Perdita temporanea della coscienza associata ad alterazioni dello stato sensitivo-motorio e contrazioni involontarie dei muscoli (crisi tonico-cloniche) È un evenienza clinica abbastanza frequente in età pediatrica, non provocano alcuna conseguenza permanente. CAUSE: Infezioni (febbre), alcolismo, epilessia COSA FARE: In corso di crisi: Non trattenere Allontanare gli oggetti Non forzare l apertura della bocca In fase postcritica: Sorvegliare coscienza, respiro e circolo Proteggere dal pericolo di soffocamento P.L.S.
30 ATTACCHI DI PANICO GLI ATT. di PAN. SONO DOVUTI A PAURE (fobie) DI DETERMINATE SITUAZIONI, LUOGHI, COSE (ad esempio piazze, uccelli che volano, ascensore ecc.); LE CRISI ISTER. SONO DOVUTE A FATTORI CHE VANNO DA UNO STRESS IMPROVVISO (esempio un grave lutto/malattia familiare) AD UNA RICERCA DI ATTENZIONE ALTRUI SULLA PROPRIA PRESUNTA CONDIZIONE DI SOFFERENZA. SI MANIFESTA: IN PUBBLICO; NON SI PERDE COSCIENZA; IL SOGGETTO CADE PIANO; NON SI FERISCE MAI; RICORDA TUTTO. COSA FARE: PARLARE CON IL SOGGETTO; RASSICURARLO; NON LASCIARLO SOLO; AIUTIAMOLO A RESPIRARE; NON RIMPROVERIAMOLO. LA CRISI ISTERICA VIENE SPESSO CONFUSA CON EPILESSIA
31 IL DIABETE Malattia metabolica legata all alterazione del metabolismo degli zuccheri disciolti nel sangue (glicemia) GLICEMIA > 120 mg/100 ml GLICEMIA < 80 mg/100 ml IPERGLICEMIA IPOGLICEMIA Le alterazioni della glicemia si manifestano con sudorazione, vertigini, secchezza delle fauci, alterazione del sensorio fino all incoscienza.
32 COSA POSSIAMO FARE? Il PRIMO SOCCORRITORE non è in grado di stabilire se si tratta di iper o ipo glicemia, per farlo occorre un esame ematico mirato. La sua attenzione dovrà pertanto essere mirata alla raccolta di informazioni Soffre di diabete? Individuare se insulino dipendente Ha assunto l insulina? Si è alimentato normalmente?
33 DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE Situazione in cui il respiro è difficoltoso o compromesso SEGNI E SINTOMI: Dispnea (fame d aria) Rumori respiratori Muscoli respiratori accessori Cianosi Alterazione sensitiva COSA FARE: Mantenere posizione seduta Favorire la ventilazione (slacciare indumenti ) Trasportare in P.S. ATTENZIONE!! Perdita di coscienza e/o tono muscolare Cianosi marcata Bradicardia Respiro inefficace (gasping) LA SOFFERENZA RESPIRATORIA E LA CAUSA PRINCIPALE DI ARRESTO CARDIACO
34 DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE ASMA È una malattia infiammatoria caratterizzata da ostruzione reversibile delle vie aeree inferiori, frequentemente per cause allergiche, che rende difficoltoso il passaggio dell aria. SEGNI E SINTOMI: Respiro sibilante Dispnea Uso di muscoli respiratori accessori Tachicardia Ansia, nervosismo, paura Cianosi Tosse COSA FARE: Tranquillizzare il paziente Somministrare broncodilatatori (Es. Ventolin, Broncovaleas) se prescritti
35 DIFFICOLTÀ RESPIRATORIE IPERVENTILAZIONE Aumento della frequenza e della profondità degli atti respiratori che comporta una eliminazione eccessiva di anidride carbonica e conseguente riduzione della perfusione cerebrale. CAUSA: Stress, ansia e tensione emotiva SEGNI E SINTOMI: Compromissione dello stato di coscienza Senso di costrizione e soffocamento Ansia, inquietudine Vertigini Formicolio agli arti COSA FARE: Calmare il paziente e indurlo a un respiro lento Far respirare in un sacchetto di carta
36 OSTRUZIONE DELLE VIE AEREE Ostruzione moderata delle vie aeree La Vittima riesce, a tossire con vigore o a parlare Nessuna manovra di disostruzione Incoraggiare a tossire Attivare il 118 se l ostruzione parziale persiste
37 OSTRUZIONE DELLE VIE AEREE Ostruzione grave delle vie aeree Non riesce a: tossire, parlare, rapida cianosi Manovre di disostruzione Le manovre di disostruzione devono provocare un brusco aumento della pressione intratoracica (TOSSE ARTIFICIALE)
38 OSTRUZIONE DELLE VIE AEREE
39 COME POSSIAMO RICONOSCERE L ATTACCO CARDIACO? senso di oppressione, pesantezza, costrizione, dolore al centro del torace che dura più di qualche minuto a volte irradiato alle spalle, al collo, alle braccia, alla mandibola spesso accompagnato da sudorazione, pallore, difficoltà a respirare
40 COSA POSSIAMO FARE? raccolta informazioni chiamare tempestivamente il 112 posizionarlo semi seduto sdraiarlo se diviene incosciente slacciare tutti gli indumenti costrittivi cercare di tranquillizzarlo rimanere calmi
41 COSA NON DOBBIAMO FARE permettergli sforzi di alcun genere mantenerlo seduto se diviene incosciente scuoterlo, bagnarlo, schiaffeggiarlo lasciarlo da solo accalcarsi / togliergli lo spazio vitale somministrare liquidi (specie alcool) somministrare farmaci
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43 Quando un anima triste chiede aiuto, anzi urla in silenzio la sua difficoltà... NOI abbiamo il dovere di aiutarla!
44 GRAZIE PER L ATTENZIONE
45 RIANIMAZIONE CARDIOPOLMONARE
46 SICUREZZA della SCENA
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49 Respiro NORMALE MOVIMENTI del TORACE REGOLARI, RITMICI che AVVENGONO per circa volte al minuto Respiro ASSENTE ASSENZA di QUALSIASI MOVIMENTO del TORACE
50 Respiro ANORMALE: LENTO (pochi atti respiratori al minuti), russante, simile al singhiozzo, NON EFFICACE
51 - Allerta il Sistema d Emergenza Sanitaria (118/112) - Posiziona la vittima su un fianco - Controlla continuamente la presenza del respiro
52 - Allerta il Sistema d Emergenza Sanitaria (118/112) - Chiedi un Defibrillatore (DAE) - Posiziona la vittima su PIANO RIGIDO (Pavimento) Inizia IMMEDIATAMENTE le Compressioni Toraciche Esterne (CTE) Appena possibile, scopri il torace della vittima quanto basta per le manovre rianimatorie.
53 Posiziona una mano al CENTRO DEL TORACE (sulla metà inferiore dello sterno) Appoggia sopra l altra mano Intreccia le dita
54 A lato del torace della vittima Braccia perpendicolari al torace del paziente Gomiti rigidi Effettua le CTE facendo perno sul bacino Utilizza il peso del tuo corpo come forza di compressione 54
55 COMPRIMI IL TORACE per una PROFONDITÀ di ALMENO 5 cm (NON più di 6 cm) Consenti la RIESPANSIONE del TORACE dopo ogni compressione FREQUENZA COMPRESSIONI: NON MENO di 100/minuto (NON PIU di 120/minuto) NON STACCARE LE MANI DAL TORACE Mantieni il TEMPO di COMPRESSIONE UGUALE al TEMPO di RILASCIAMENTO INIZIA A COMPRIMERE PER 30 VOLTE RIDUCI AL MINIMO LE INTERRUZIONI CTE 55
56 ESTENSIONE del CAPO SOLLEVAMENTO del MENTO APERTURA DELLA BOCCA ISPEZIONE VISIVA del CAVO ORALE IN CASO DI CORPO ESTRANEO EVIDENTE (O STORIA DI CORPO ESTRANEO) e
57 BOCCA-MASCHERA (POCKET-MASK) BOCCA-BOCCA
58 Insuffla una quantità di aria sufficiente a sollevare il torace DURATA: 1 secondo ognuna Controlla l efficacia (SOLLEVAMENTO del TORACE) Lascia espirare
59 CICLO: 30 COMPRESSIONI TORACICHE 2 VENTILAZIONI SE NON SEI SOLO, OGNI 6/7 CICLI (CIRCA 2 MINUTI) CAMBIO OPERATORE CTE (DOPO 2 MINUTI, A CAUSA DELLO SFORZO FISICO, LE CTE PERDONO EFFICACIA)
60 COMPRESSIONI TORACICHE ESTERNE
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62 Quando un anima triste chiede aiuto, anzi urla in silenzio la sua difficoltà... NOI abbiamo il dovere di aiutarla!
63 GRAZIE PER L ATTENZIONE
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