Prodotti Fitosanitari

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1 prontuario per la corretta gestione dei Prodotti Fitosanitari evoluzione della difesa normativa sui prodotti fitosanitari malattie delle piante prodotti fitosanitari distribuzione dei prodotti fitosanitari tutela della salute adempimenti di acquirenti e utilizzatori adempimenti dei rivenditori questionario a quiz a cura di: Gabriella Di Fabio Donato Felice Angelo Mazzocchetti Maria Assunta Scotillo

2 prontuario per la corretta gestione dei Prodotti Fitosanitari a cura di: Gabriella Di Fabio Donato Felice Angelo Mazzocchetti Maria Assunta Scotillo a Paolo Corneli

3 indice premessa 5 prefazione degli autori 7 1 evoluzione della difesa 8 2 normativa sui prodotti fitosanitari 11 3 malattie delle piante 14 4 prodotti fitosanitari Campo di impiego Classificazione in base all attività svolta Classificazione tossicologica Limiti tecnici e igienistici Intervallo di sicurezza Tempo di rientro Limite di tolleranza Altre proprietà Spettro d azione e selettività Persistenza d azione Resistenza al dilavamento Miscibilità Modalità d azione Fungicidi e battericidi Insetticidi e acaricidi Diserbanti Modalità di penetrazione Fitotossicità Formulazioni Etichetta Frasi di rischio e consigli di prudenza Schede di sicurezza Trasporto e deposito 37 5 distribuzione dei prodotti fitosanitari Macchine Norme per il corretto funzionamento delle macchine Dove si fa la taratura Preparazione della miscela Precauzioni per la distribuzione in campo 46 6 tutela della salute Accertamenti sanitari Intossicazioni acute e croniche e vie di assorbimento Effetti tossici dei PF Norme di pronto soccorso Dispositivi di protezione individuale (DPI) 52 7 adempimenti di acquirenti e utilizzatori Autorizzazione all acquisto e all impiego dei prodotti fitosanitari Registro dei trattamenti Smaltimento dei contenitori vuoti 60 8 adempimenti dei rivenditori Abilitazione alla vendita dei prodotti fitosanitari Requisiti minimi e dotazioni dei locali adibiti al deposito e alla vendita dei prodotti fitosanitari Prescrizioni per la vendita Dati di vendita 65 9 questionario a quiz 66 indirizzi utili e riferimenti bibliografici 80

4 premessa di una razionale gestione delle risorse tecniche disponibili costituisce un L esercizio obbligo per tutti gli operatori agricoli per conciliare in maniera idonea le esigenze della produzione con una conduzione sostenibile dell azienda agricola nonché con criteri di sicurezza igienica, ambientale e alimentare. In particolare, un approccio moderno alla difesa delle colture va concretizzato nella piena consapevolezza dei mezzi disponibili. La tutela della produzione, che non può prescindere da legittimi principî di ecocompatibilità, passa anche attraverso un utilizzo responsabile dei prodotti fitosanitari. L ARSSA e la Direzione Sanità della Regione Abruzzo hanno inteso così realizzare un manuale di pronto utilizzo per gli operatori della difesa fitosanitaria, con lo scopo di fornire un contributo aggiornato per una corretta gestione degli strumenti destinati alla protezione della produzione agricola. ARSSA Il Direttore Generale DOTT. DONATANTONIO DE FALCIS DIREZIONE SANITA Il Dirigente del Servizio Prevenzione Collettiva D.SSA TAMARA AGOSTINI

5 prefazione degli autori del presente opuscolo è stato dettato dall esigenza di fornire uno L allestimento strumento di facile consultazione agli operatori che commercializzano e utilizzano i prodotti fitosanitari (PF). Il lavoro è stato svolto aggiornando gli argomenti trattati sulla base delle normative comunitarie più recenti che regolano il percorso di detti prodotti, dalla commercializzazione sino all utilizzo in campo. Con particolare riferimento ai corsi di formazione previsti dal DPR 290/01 - Regolamento di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti - sono stati posti i dovuti accenti sugli aspetti più significativi per una corretta preparazione finalizzata, per i commercianti, al conseguimento/rinnovo dell abilitazione alla vendita e, per gli agricoltori, al rilascio/rinnovo dell autorizzazione necessaria per l acquisto e l impiego dei PF classificati come molto tossici, tossici e nocivi. Il prontuario è stato pensato per rivenditori e utilizzatori finali, con un corpo centrale comune e capitoli specifici per ognuna delle citate figure dedicati alla normativa cogente sugli aspetti di gestione pratica e amministrativa. Come esercitazione, conclude la guida un appendice contenente questionari a risposte chiuse, riguardanti gli argomenti trattati, a beneficio di tutti gli operatori, in particolare dei richiedenti l autorizzazione all acquisto che dovranno sostenere l esame finale sotto tale forma. D.SSA GABRIELLA DI FABIO ASL Lanciano-Vasto Dipartimento di Prevenzione SIAN Viale Marconi, Lanciano (Chieti) tel [email protected] DOTT. DONATO FELICE ASL Lanciano-Vasto Dipartimento di Prevenzione SIAN Via Marco Polo, 55/a Vasto (Chieti) tel [email protected] DOTT. ANGELO MAZZOCCHETTI ARSSA - Servizio Fitosanitario Regionale Via Nazionale, Villanova di Cepagatti (Pescara) tel [email protected] D.SSA MARIA ASSUNTA SCOTILLO ARSSA - Servizio Fitosanitario Regionale Via Nazionale, Villanova di Cepagatti (Pescara) tel [email protected]

6 1 evoluzione dalla difesa evoluzione della difesa Il processo di filiera dei prodotti agroalimentari attraversa varie fasi dalla campagna alla tavola. La prima parte, quella che riguarda strettamente la produzione in campo, comporta tra l altro la necessità di proteggere le colture dalle avversità parassitarie. La difesa fitosanitaria è dunque uno dei fattori più importanti e delicati, sia per l impatto che essa può avere sull ambiente sia per i residui negli alimenti. Negli ultimi decenni la difesa ha conosciuto un ampia evoluzione, nelle strategie e nei prodotti, che è andata di pari passo con la crescente esigenza di salvaguardare l ambiente, gli operatori e i consumatori. Sino agli anni 50, infatti, la difesa si è affidata esclusivamente a sostanze di derivazione minerale (es. zolfo e rame contro oidio e peronospora della vite) e vegetale (solfato di nicotina verso alcuni insetti, ecc.). Dagli anni 50, con l avvento degli antiparassitari di sintesi, inizia una nuova era, caratterizzata da un utilizzo indiscriminato dei PF attraverso la cosiddetta lotta a calendario, cioè un tipo di difesa preventiva che mira a ottenere la distruzione degli organismi nocivi secondo fasi fenologiche e tempi prestabiliti, senza tenere conto dell effettiva presenza del parassita né dei potenziali rischi di danno, puntando a massimizzare le rese produttive. L uso indifferenziato di antiparassitari, però, porta a turbative ambientali (inquinamento, scomparsa di specie utili, resistenze dei parassiti a molecole di largo impiego) e rischi di tipo igienico-sanitario (intossicazione acuta e cronica per gli operatori agricoli, eccessivi residui nei prodotti destinati all alimentazione). Dalla fine degli anni 70, conoscenze scientifiche più approfondite - biologiche e chimiche - cambiano l approccio alla difesa. Dalla tendenza a eliminare completamente i parassiti si passa così alla loro gestione attraverso la difesa guidata che, con l introduzione del concetto di soglia di intervento, prevede l esecuzione dei trattamenti fitosanitari solo quando il livello di danno previsto superi il costo del trattamento. evoluzione dalla difesa Questo metodo si realizza anche con l ausilio di servizi di avvertimento, di tecnici e di bollettini informativi e i PF sono scelti tenendo conto degli effetti secondari sull uomo e sull ambiente. Nel frattempo cresce la domanda di ecologia e di alimenti più sani, si acquisiscono nuove conoscenze in materia di protezione delle colture e si assiste alla nascita di famiglie chimiche più evolute sotto il profilo tossicologico e più selettive dal punto di vista ecologico (rispetto degli organismi ausiliari). È l approdo alla difesa integrata, che si affida non solo alla difesa chimica ma punta a combinare le altre tecniche (agronomiche, fisiche, biologiche, biotecnologiche, genetiche) in grado di contrastare o contenere lo sviluppo dei parassiti. Essa razionalizza ancor più l uso dei PF e pone le basi per quella che oggi viene più comunemente definita agricoltura sostenibile (aggettivo tratto dall inglese sustainable) o ecocompatibile, che considera l azienda agraria come un sistema ecologico (agroecosistema) che si realizza interferendo il meno possibile con gli equilibri naturali (biodiversità). Essa comprende naturalmente anche l agricoltura biologica, i cui metodi di difesa si differenziano dai precedenti per l uso esclusivo di antagonisti naturali (fig. 2) e prodotti di derivazione naturale, senza il ricorso alla chimica di sintesi. In Abruzzo il servizio relativo all informazione sulla protezione delle colture viene gestito dall ARSSA attraverso l unità operativa di Difesa Biologica e Integrata, i cui bollettini vengono diffusi privilegiando i canali di comunicazione in tempo reale, quali Televideo Regionale di RAI 3, , Internet (fig. 3) sms, fax, stampa, comunque garantendo l invio postale degli elaborati nelle aree interne della regione a limitato accesso ai mezzi informatici. Difesa Chimica a Calendario (fino agli anni 70) Turbative ambientali: Rischi di tipo igienico-sanitario: inquinamento scomparsa di specie utili resistenze Introduzione di monitoraggio fisico e biologico: Fig. 1 - Evoluzione della difesa. EVOLUZIONE DELLA DIFESA intossicazione acuta e cronica per operatori agricoli residui sugli alimenti per i consumatori 80) soglie di intervento modelli previsionali 80) Evoluzione del concetto precedente, introduce la preferenza verso prodotti più rispettosi verso l'entomofauna utile e l'ambiente e meno nocivi per l'uomo, ivi compreso il ricorso a antagonisti naturali. Maggiore attenzione alle pratiche agronomiche in grado di sfavorire e/o di contenere gli agenti parassitari. (da anni '90) L'azienda agraria è vista come un sistema ecologico (agroecosistema) che si realizza interferendo il meno possibile con gli equilibri naturali (biodiversità). Comprende naturalmente anche i metodi di difesa dell'agricoltura biologica e biodinamica. 8 9

7 Fig. 2 - Esempio di lotta biologica: femmina di neodrino mentre parassitizza uno stadio giovanile di metcalfa. evoluzione dalla difesa normativa sui prodotti fitosanitari normativa sui prodotti fitosanitari 2 Fig. 3 - Pagina Web dell ARSSA dedicata ai Bollettini di Difesa Integrata ( - link Difesa integrata colture). Nel corso degli ultimi decenni la filiera relativa a produzione, commercializzazione e utilizzo dei PF è stata disciplinata da normative severe. Dopo il DPR n.1255 del 3 agosto 1968, legge nazionale di riferimento per il settore fino agli anni 90, il DPR 290/01 ( Regolamento di semplificazione dei procedimenti di autorizzazione alla produzione, alla immissione in commercio e alla vendita di prodotti fitosanitari e relativi coadiuvanti ) ha ridefinito le regole in forma più restrittiva della filiera dei PF. Tale DPR, tra l altro, impone agli esercenti l abilitazione alla vendita per tutti i PF e agli utilizzatori l acquisizione dell autorizzazione all acquisto dei PF classificati come molto tossici, tossici e nocivi, il tutto attraverso specifici corsi ed esami finali che costituiscono la principale finalità del presente manuale. Con il progressivo allargamento dell Unione Europea e con la sua crescente importanza, si è inoltre reso necessario uniformare un sistema di regole riguardanti i PF, con l obiettivo di: rendere disponibili ai produttori idonei mezzi di difesa per proteggere le colture; tutelare la salute umana e l ambiente; evitare la creazione di barriere commerciali. La Direttiva UE n. 91/414 - recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 194/95 e già in via di superamento con il nuovo Regolamento comunitario in corso di ufficializzazione - ha infatti inteso armonizzare le fasi di autorizzazione e di immissione in commercio dei PF, realizzando nel contempo un programma di revisione delle sostanze attive già in commercio alla data di entrata in vigore della Direttiva (26 luglio 1993). Tale programma, il cui termine è previsto entro il 31 dicembre 2009, ha lo scopo di sottoporre a nuova registrazione le vecchie sostanze attive (poco meno di un migliaio alla data predetta), valutandole con criteri univoci e più severi sotto gli aspetti ecotossicologici. Allo stesso modo vengono esaminate anche le nuove sostanze attive

8 Fig. 4 - Locale di deposito dei prodotti fitosanitari. normativa sui prodotti fitosanitari Questo processo di valutazione si conclude con l inclusione o l esclusione delle medesime sostanze dalla cosiddetta lista positiva comunitaria, denominata Allegato (o Annex) 1. Quando una vecchia sostanza attiva viene iscritta nell Allegato 1: le Ditte produttrici di PF chiedono, all interno dei singoli Stati Membri, l autorizzazione all immissione sul mercato dei relativi formulati commerciali che la contengono; le Ditte produttrici di PF non ne richiedono l autorizzazione: in tal caso ogni Stato Membro è tenuto a pubblicare sulla propria Gazzetta Ufficiale la revoca dei formulati che le Ditte medesime non intendono sottoporre nuovamente a registrazione. Se la sostanza è esclusa dall Allegato 1 ogni Stato Membro procede al recepimento di tale decisione. Per tutti i formulati revocati vengono stabilite le date limite per: la produzione per la Ditta che lo produce; la commercializzazione sul mercato; l impiego per l utilizzatore finale; lo smaltimento delle scorte. Le regole stabilite dalla Direttiva in questione riguardano naturalmente anche la registrazione delle nuove sostanze attive, intendendo come tali quelle non in commercio al 26 luglio Inoltre, ogni vecchia sostanza attiva iscritta nell Allegato 1 è soggetta a revisione dopo 5 anni mentre le nuove sono sottoposte al riesame dopo 10. Parallelamente l UE ha inteso proporre soglie più restrittive circa la classificazione e l etichettatura dei preparati pericolosi attraverso la Direttiva n. 45/1999, recepita in Italia con il Decreto Legislativo n. 65/2003. normativa sui prodotti fitosanitari Le norme contenute hanno così introdotto regole più severe, in materia di tossicologia umana e ambientale, per tutti i preparati potenzialmente pericolosi. Esse riguardano trasversalmente tutti i settori produttivi industriali (gomme, vernici, materie plastiche, ecc.) e, naturalmente, anche i PF, il che ne ha comportato la riclassificazione con la nuova etichettatura a partire dal 1 ottobre Dopo poco più di una anno di coesistenza di prodotti vecchi e nuovi, dal 31 gennaio 2007 possono essere prodotti/commercializzati/utilizzati solo i formulati con le nuove etichette. La nuova classificazione dei preparati, che ha visto introdurre per la prima volta l impatto di un prodotto sui fattori ambientali, non tiene conto solo della tossicità di una sostanza attiva ma è il risultato della classificazione di tutti i componenti del formulato, compresi i coformulanti e le impurezze o i metaboliti rilevanti per la salute dell uomo o per l ambiente. Inoltre l introduzione delle frasi di rischio (par ) sull etichetta segnala il livello di pericolosità di impiego e manipolazione del formulato. Il giro di vite ha determinato un importante rivoluzione nel mercato dei PF, con un aumento del 2,3% di prodotti molto tossici (T+), del 2,7% di prodotti tossici (T), del 18,5% di prodotti nocivi (Xn), del 4,9% prodotti irritanti (Xi) e una diminuzione del 29,4% di prodotti non classificati (NC). In termini pratici, se prima l autorizzazione all acquisto era necessaria per acquistare un prodotto su quattro, con la nuova classificazione esso diventa indispensabile per oltre il 50% dei preparati attualmente sul mercato. Inoltre il 70% dei prodotti è classificato pericoloso per l ambiente (N). Le ricadute che le citate normative comportano attualmente sul mondo agricolo sono varie. I disciplinari di difesa integrata, ad esempio, sempre più escludono dai loro elenchi sostanze attive ad elevato impatto ecotossicologico, privilegiando quelle che necessitano però di approfondite conoscenze circa il loro miglior impiego verso i parassiti bersaglio. Ciò impone la ridefinizione di molte strategie di difesa, anche nei confronti di importanti avversità parassitarie, che richiederanno sempre più il supporto di adeguati servizi di assistenza tecnica. Un ultima notazione riguarda i limiti massimi di residui di PF negli alimenti. Dal settembre 2008 i limiti dei residui dei PF (LMR) nei prodotti ortofrutticoli e nelle derrate immagazzinate sono stati armonizzati a livello europeo. Fissando limiti a livello comunitario per ciascuna sostanza attiva autorizzata nell UE, il Regolamento base n. 396 del 23 febbraio 2005, reso applicativo dai Regg. CE n. 149/2008 e n. 839/2008, rimuove le difficoltà sin qui incontrate nella libera circolazione dei prodotti agricoli

9 malattie delle piante malattie delle piante 3 Fig. 5 - Alterazioni su grappolo dovute a parassiti vegetali (marciume acido e botrite). malattie delle piante Le piante sono esposte all aggressione di agenti esterni che possono alterarne, in maniera più o meno pronunciata, la fisiologia. La branca scientifica che studia le malattie delle piante, il loro decorso e le cause che le determinano si chiama patologia vegetale o fitopatologia (dal greco fitos = pianta). Si stima che, in assenza di un idonea difesa delle colture agrarie, la produzione agricola si ridurrebbe di oltre il 30%. In questa direzione opera la fitoiatria, vale a dire la disciplina scientifica che si occupa di studiare e applicare le tecniche e i metodi destinati alla cura o alla difesa degli organismi vegetali. I PF rappresentano larga parte di questi strumenti, anche se non sono di secondaria importanza tutte le pratiche (agronomiche, fisiche, ecc.) finalizzate alla preservazione della sanità dei vegetali. Le alterazioni delle piante possono essere determinate da cause di diversa natura, che possiamo così schematizzare: malattie di origine parassitaria: alterazioni causate da organismi viventi come funghi, batteri, virus, fitoplasmi, piante superiori parassite, insetti, acari, nematodi, molluschi, animali superiori. Impropriamente si ascrivono a questa categoria anche le erbe infestanti, cioè tutte quelle piante che si sviluppano in maniera indesiderata nella coltura in atto entrandovi in competizione fisica e nutrizionale (figg. 5, 6); malattie di origine non parassitaria: alterazioni fisiologiche, dunque NON causate da organismi viventi, definite anche fisiopatie. Esse possono originare da fattori ambientali (temperatura, umidità, luce, ecc.), nutrizionali (scarsità o eccesso di nutrienti), da lesioni fisiche (grandine, vento, ecc.) o da inquinamento (piogge acide, gas tossici, ecc.) (fig. 7). Fig. 6 - Danno su frutticino di mela causato da parassita animale (carpocapsa). Fig. 7 - Danni da grandine su foglia di vite e su pesca

10 4 prodotti fitosanitari prodotti fitosanitari Il Decreto del Presidente della Repubblica n 290/01, a conferma di quanto stabilito dal decreto legislativo n 194/95, precisa che per prodotti fitosanitari si intendono le sostanze attive ed i preparati contenenti una o più sostanze attive, presentati nella forma in cui sono forniti all utilizzatore e destinati a: proteggere i vegetali o i prodotti vegetali da tutti gli organismi nocivi o a prevenirne gli effetti; favorire o regolare i processi vitali dei vegetali, con esclusione dei fertilizzanti; conservare i prodotti vegetali, con esclusione dei conservanti disciplinati da particolari disposizioni; eliminare le piante infestanti; eliminare parti di vegetali, frenare o evitare un loro indesiderato accrescimento. In sintesi i PF sono tutti i prodotti impiegati per la difesa delle piante, delle derrate alimentari, per il diserbo e per regolare i processi fisiologici delle piante stesse. Il decreto, inoltre, stabilisce che sono compresi tra i PF anche i preparati destinati al trattamento di piante ornamentali, fiori da balcone, da appartamento e da giardino domestico, aventi attività acaricida, battericida, fungicida, insetticida, molluschicida, vermicida, repellente, viricida, fitoregolatrice ed altro. Questi prodotti sono identificati come prodotti fitosanitari per piante ornamentali (P.P.O.) e rappresentano una categoria particolare di PF in quanto possono essere venduti anche da rivenditori non specificamente abilitati e acquistati da chiunque. Il loro impiego deve essere limitato alle piante ornamentali presenti in ambito domestico e non possono essere utilizzati per trattamenti nei parchi pubblici e nelle alberature stradali: in questi casi si devono impiegare prodotti specificamente registrati. prodotti fitosanitari Il preparato, o formulato commerciale, è composto da: una o più sostanze attive; uno o più coadiuvanti; uno o più coformulanti. Per sostanze attive si intendono le sostanze chimiche o i microrganismi, compresi i batteri e i virus, aventi un azione sugli organismi nocivi o sui vegetali, su parti di vegetali o su prodotti vegetali. La sostanza attiva di un preparato commerciale rappresenta, quindi, la componente che serve a combattere il parassita che si vuole controllare e che può essere rappresentata da elementi chimici o microrganismi. Per coadiuvanti si intendono: i prodotti destinati ad essere impiegati come bagnanti, adesivanti ed emulsionanti che hanno lo scopo di favorire l azione dei PF; i prodotti destinati a determinare o coadiuvare l azione di protezione delle piante e dei loro prodotti e di difesa delle derrate alimentari immagazzinate. I coadiuvanti sono sostanze che aumentano e migliorano l efficacia del PF: favoriscono la dispersione in acqua, la stabilità, la uniformità di distribuzione, la persistenza dei prodotti irrorati. I coadiuvanti possono essere contenuti all interno del preparato commerciale e quindi essere autorizzati insieme alla sostanza attiva oppure essere autorizzati come prodotti a sé stanti, per cui in commercio si possono trovare formulati commerciali contenenti solo coadiuvanti. I coformulanti sono sostanze che riducono la concentrazione della sostanza attiva e ne permettono una più agevole manipolazione. Possono essere rappresentati, per i prodotti solidi, da sostanze inerti (argille, quarzite, farina di diatomee, ecc.) e, per quelli liquidi, da diluenti. Ricapitolando: sostanza/e attiva/e + coadiuvanti + = prodotto fitosanitario Fig. 8 - La presenza di bagnanti e adesivanti (B) conferisce al PF una migliore uniformità di copertura e una maggiore resistenza al dilavamento. A Fig. 9 - L utilizzo di antideriva assicura una minore dispersione attraverso una migliore uniformità della dimensione delle gocce (A). A B B coformulanti 16 17

11 prodotti fitosanitari 4.1 Campo di impiego I PF devono essere utilizzati esclusivamente sulle piante e contro i parassiti riportati in etichetta. I PF e relativi coadiuvanti possono essere utilizzati: in agricoltura da parte di operatori agricoli professionisti (imprenditori e lavoratori agricoli); in orti e giardini familiari da parte di soggetti non professionisti; in aree extra-agricole non coltivate; in ambito domestico per le piante da balcone, da appartamento e da giardino. Per aree extra-agricole si intendono le aree non soggette a coltivazione di interesse civile, quali ferrovie, bordi stradali, parchi ecc., oppure fossi e scoline non pertinenti ad aree agricole. I PF possono essere utilizzati in aree extra-agricole solo se tale impiego è previsto in etichetta. 4.2 Classificazione in base all attività svolta In base all attività svolta, i PF si classificano in: 1 - Antiparassitari Proteggono le piante dai parassiti vegetali ed animali e si distinguono in: Anticrittogamici o fungicidi: sono prodotti idonei a combattere le malattie causate da funghi (peronospore, oidi, ticchiolatura, ecc.); Batteridici: sono prodotti che hanno azione contro i batteri. La sostanza attiva più utilizzata in agricoltura in funzione battericida/batteriostatica è il Rame nelle sue varie forme. I battericidi non vanno confusi con gli antibiotici, il cui uso non è prodotti fitosanitari ammesso in agricoltura; Insetticidi: sono impiegati per la lotta contro gli insetti (es. tignole, mosche, afidi, cocciniglie, ecc.); Acaricidi: sono impiegati nella lotta contro gli acari (ragnetto rosso, ragnetto giallo, ecc.); Nematocidi: sono impiegati nella lotta contro i nematodi; Molluschicidi: sono impiegati nella lotta contro le limacce e le chiocciole; Rodenticidi: sono impiegati per la lotta contro diverse specie di roditori, di arvicole e contro le talpe Diserbanti Sono prodotti utilizzati per il controllo delle erbe infestanti Fitoregolatori Sono sostanze che, in piccole dosi, promuovono, inibiscono o modificano determinati processi fisiologici delle piante: antigermoglianti per le patate immagazzinate, anticascola, diradanti dei frutti, alleganti, brachizzanti e altri Repellenti Sono prodotti che per il loro particolare odore, colore, sapore sono capaci di respingere alcuni fitoparassiti (es. selvaggina e uccelli) Fisiofarmaci Sono prodotti impiegati per prevenire o curare le fisiopatie dovute a: squilibri di luce, ristagni idrici, squilibri nutrizionali, sostanze inquinanti presenti nell ambiente Biotecnologici Sono prodotti ottenuti con l utilizzazione, anche combinata, di biochimica, microbiologia, mezzi biologici e ingegneria genetica: bioinsetticidi (es. prodotti a base di Bacillus thuringiensis), biofungicidi, predatori e parassitoidi naturali (insetti e acari utili), ecc Modificatori del comportamento Comprendono i feromoni e le trappole cromotropiche e sono detti tali in quanto modificano il comportamento di un insetto. Pur potendosi anch essi considerare come mezzi biotecnologici, tuttavia vengono annoverati in questa specifica categoria. I feromoni sono sostanze chimiche prodotte dagli insetti e usate per lo scambio di messaggi tra individui della stessa specie. I feromoni trovano impiego pratico con diverse finalità: monitoraggio e cattura massale (mediante apposite trappole), confusione sessuale e disorientamento sessuale. Le trappole cromotropiche sfruttano la capacità di certi colori di attirare alcuni gruppi di insetti e possono essere impiegate per il monitoraggio o la cattura di massa di insetti dannosi alle piante. Per alcune specie di insetti le trappole cromotropiche possono essere innescate con feromoni attrattivi. Fig Trappola per il monitoraggio della mosca dell olivo. Fig Erogatore di feromone per la confusione sessuale contro la tignoletta della vite

12 20 prodotti fitosanitari 4.3 Classificazione tossicologica Classificare i PF in base alla pericolosità è importante per l individuazione dei rischi connessi alla loro manipolazione e utilizzazione. La classificazione tossicologica di un PF si basa sia sulla tossicità acuta nei confronti degli animali a sangue caldo, misurata dalla dose letale 50 (DL 50) o dalla concentrazione letale 50 (CL 50), sia sulla reale pericolosità del formulato. La DL 50 (usata per prodotti solidi e liquidi) indica la quantità di un prodotto fitosanitario, espressa in milligrammi di sostanza attiva per chilogrammo di peso dell animale (mg/kg di peso corporeo), che determina la morte del 50% degli animali da esperimento sottoposti ad intossicazione per via orale o cutanea. La CL 50 (usata per prodotti gassosi) indica la concentrazione di prodotto, espressa in millilitri di sostanza attiva per litro di aria o di acqua (ml/l) che agendo allo stato di gas o di vapore determina la morte del 50% degli animali da esperimento sottoposti ad inalazione per un certo periodo di tempo. Minore è la DL 50 (o la CL 50) di un PF maggiore è la sua tossicità: ciò significa che basta un minor quantitativo di PF per provocare intossicazioni. Concorrono a stabilire la classe di pericolosità di un PF la presenza di alcuni tipi di coformulanti (es. i solventi organici) e la formulazione: ad esempio le emulsioni in acqua risultano molto meno pericolose dei concentrati emulsionabili per l assenza di solventi organici altamente tossici e infiammabili. Analogamente i microincapsulati presentano una bassa tossicità dermale rispetto ad altre formulazioni, così come i sacchetti idrosolubili. Una stessa sostanza attiva può essere contenuta in preparati commerciali classificati diversamente a causa della concentrazione della sostanza attiva, dei coformulanti presenti e del diverso tipo di formulazione. In base alla loro pericolosità i PF sono classificati in: Prodotti molto tossici: sono contrassegnati con la lettera T+, la scritta molto tossico e l immagine del teschio con ossa incrociate nere su sfondo arancione. Questi prodotti, se assorbiti per ingestione, per contatto o per inalazione, sono letali per l uomo oppure possono provocare lesioni acute o croniche. Prodotti tossici: sono contrassegnati con la lettera T, la scritta tossico e l immagine del teschio con ossa incrociate nere su sfondo arancione. Questi prodotti, se assorbiti per ingestione, per contatto o per inalazione, sono letali per l uomo oppure possono provocare lesioni acute o croniche. Prodotti nocivi: sono contrassegnati con la sigla Xn, la scritta nocivo e una croce di S. Andrea nera su sfondo arancione. Questi prodotti possono provocare gravi intossicazioni per l uomo se assorbiti per ingestione, per inalazione o per contatto; T+ molto tossico prodotti fitosanitari CLASSIFICAZIONE TOSSICOLOGICA: SIMBOLOGIA T X n X i tossico nocivo irritante Prodotti irritanti: sono contrassegnati con la sigla Xi, la scritta irritante e con una croce di S. Andrea nera su sfondo arancione. Sono prodotti che, se a contatto con i tessuti vivi, possono provocare irritazioni più o meno gravi; Prodotti non classificati: non sono contrassegnati da alcun simbolo e riportano solo la dicitura Attenzione manipolare con prudenza. Altri simboli di pericolo che possono ritrovarsi sulle etichette sono: Pericoloso per l ambiente: è riportato il simbolo con la pianta secca, il pesce morto e la lettera N. Sono sostanze e preparati la cui utilizzazione presenta o può presentare rischi immediati o differiti per l ambiente acquatico (organismi acquatici, acque) e per l ambiente terrestre (fauna, flora, atmosfera) o che a lungo termine hanno effetto dannoso. Estremamente infiammabile: è riportato il simbolo della fiamma con la lettera F+; Infiammabile: è riportato il simbolo della fiamma con la lettera F; Comburente: è riportato il simbolo della fiamma con la lettera O. Corrosivo: è riportato il simbolo del liquido versato sulle mani e su materiali con la lettera C. F+ F O C estremamente infiammabile ALTRI SIMBOLI DI PERICOLO infiammabile comburente N pericoloso per l'ambiente corrosivo 21

13 prodotti fitosanitari 4.4 Limiti tecnici e igienistici Intervallo di sicurezza L intervallo di sicurezza o tempo di carenza è il tempo minimo, espresso in giorni, che deve intercorrere per ciascuna sostanza attiva tra la data dell ultimo trattamento e la data della raccolta. Nel caso in cui il trattamento venga eseguito nella fase di post-raccolta su derrate immagazzinate, l intervallo di sicurezza è il tempo minimo che deve intercorrere tra la data dell ultimo trattamento e la data dell immissione al consumo. Durante questo intervallo la sostanza attiva viene degradata in sostanze più semplici dotate di minore tossicità per la salute umana, sia che rimanga sulla superficie delle foglie, dei frutti, dei rami o del terreno, sia che venga assorbita dalla pianta. I fattori che influenzano tale intervallo sono numerosi. Essi vanno stabiliti per i diversi PF e il loro valore è determinato attraverso il monitoraggio del decadimento dei residui sulla vegetazione, a sua volta dipendente da fattori quali la natura chimico-fisica del PF, la capacità del composto di penetrare nella pianta e da fattori microclimatici o ambientali quali temperatura, umidità e irradiazione solare. L intervallo di sicurezza è riportato nell etichetta del PF e deve essere rispettato scrupolosamente al fine di tutelare la salute del consumatore. Esso inoltre non dipende dalla classe tossicologica a cui appartiene il prodotto: ad esempio, un prodotto irritante può anche avere un intervallo di sicurezza maggiore di un prodotto tossico o molto tossico. L intervallo di sicurezza rimane invariato e deve comunque essere rispettato anche se: si verificano delle piogge dopo il trattamento; le derrate sono sottoposte a lavaggio e/o a trattamento con cere prima di essere immesse in commercio; i prodotti vegetali sono destinati all industria per la trasformazione. Se il trattamento viene effettuato con una miscela di PF l intervallo di sicurezza da rispettare è sempre quello più lungo. prodotti fitosanitari Tempo di rientro È il tempo che deve intercorrere dal momento dell effettuazione del trattamento al momento in cui l operatore può rientrare nell area trattata con sicurezza, senza indossare dispositivi di protezione individuali, allo scopo di effettuare un attività lavorativa. Il pericolo è correlato alla presenza di sostanza attiva sulla superficie delle piante o nell ambiente se il trattamento è eseguito in serra. Il tempo di rientro dipende da diversi fattori, quali la natura chimica della sostanza attiva, le condizioni microclimatiche ambientali, la coltura trattata, le modalità di applicazione del prodotto. Se non espressamente riportato in etichetta, si considera convenzionalmente un tempo di rientro pari a 48 ore. La nuova normativa prevede che il tempo di rientro sia esplicitato in etichetta Limite di tolleranza Il limite di tolleranza o limite massimo di residuo (LMR) è la concentrazione massima di sostanza attiva, espressa in parti per milione (ppm), ammessa nelle derrate alimentari. Tale quantità può essere ingerita dal consumatore con il prodotto commestibile, senza pericolo di disturbi fisiologici immediati o futuri. Il limite di tolleranza viene calcolato in laboratorio attraverso laboriose prove tossicologiche ed è fissato dal Ministero della Salute, con provvedimenti legislativi, per ogni coltura e per sostanza attiva. Tra intervallo di sicurezza e limite di tolleranza vi è una stretta correlazione: se l agricoltore rispetta rigorosamente l intervallo di sicurezza, attenendosi alle dosi e alle modalità riportate nell etichetta del PF, al momento della raccolta saranno presenti sul prodotto vegetale residui inferiori al limite massimo tollerato. Fig Anche i tempi di rientro vanno sempre rispettati

14 prodotti fitosanitari 4.5 Altre proprietà Spettro d azione e selettività Lo spettro d azione è l insieme delle avversità che un PF controlla. Lo spettro d azione può essere polivalente o selettivo: polivalente, quando un PF esplica la sua azione contro organismi appartenenti a gruppi poco affini tra loro: ad esempio un insetticida efficace contro diverse specie di insetti (es. afidi, mosca della frutta, tignole). In questo caso si dice che il prodotto è a largo spettro d azione. I prodotti che hanno azione polivalente, in generale, sono attivi sia contro le specie dannose che quelle utili, per cui non sono selettivi; selettivo, quando il PF ha azione solo contro uno specifico fitofago o una fase vitale del suo ciclo, o contro alcuni gruppi di organismi, generalmente affini dal punto di vista sistematico: questi PF sono selettivi verso le specie di insetti utili. La selettività di un PF è la capacità di avere una azione tossica solo sugli organismi dannosi, rispettando gli organismi utili presenti in campo. La selettività può essere di due tipi: fisiologica, se è legata alle caratteristiche intrinseche del PF: ad esempio i preparati a base di Bacillus thuringiensis sono attivi solo su alcune larve di lepidotteri perché solo nel loro intestino trovano le condizioni adatte per agire. I PF contenenti il Bacillus thuringiensis sono selettivi nei confronti di tutti gli altri insetti; ecologica, se dipende dal momento in cui viene effettuata l applicazione. Se un trattamento insetticida viene fatto quando l insetto utile è protetto per esempio nella sua crisalide, il prodotto risulterà selettivo perché l insetto utile in quel particolare momento è protetto e non è raggiungibile dal PF Persistenza d azione È il tempo, espresso in giorni, entro il quale un prodotto fitosanitario si mantiene efficace nei confronti del parassita da combattere. La persistenza d azione è condizionata da diversi fattori: la pioggia, sia per la semplice azione di dilavamento che per la degradazione della sostanza attiva; la luce, che opera una decomposizione fotochimica della sostanza attiva; la temperatura: alti valori possono causare perdita di PF per volatilizzazione e sublimazione; il vento, che ha azione soprattutto sui prodotti polverulenti. Maggiore è la persistenza d azione, minore è il numero di trattamenti necessari contro un parassita. prodotti fitosanitari Resistenza al dilavamento È la capacità di un prodotto fitosanitario di opporsi all azione dilavante della pioggia. Questo aspetto dei PF dipende in larga misura dai coadiuvanti contenuti nel formulato. Infatti l aggiunta di adesivanti consente alla sostanza attiva di permanere più a lungo sulla matrice vegetale. La resistenza al dilavamento è una caratteristica importante per i prodotti di copertura, mentre i prodotti citotropici e sistemici, essendo traslocati all interno della pianta, non sono influenzati dall effetto dilavante della pioggia, eccetto durante le ore immediatamente successive al trattamento Miscibilità È la possibilità di un prodotto fitosanitario di essere miscelato con altri senza che l efficacia dei singoli prodotti risulti diminuita e senza che la miscela risulti fitotossica. In agricoltura, infatti, quando si devono combattere nello stesso momento parassiti diversi si ricorre a miscele di PF. Gli interventi con più prodotti permettono un risparmio del tempo di lavoro e una riduzione del costo dei trattamenti. Quando si miscelano insieme diversi PF, si possono verificare tre diverse situazioni: i prodotti non si influenzano fra loro, risultando reciprocamente indifferenti; la miscela ha un efficacia maggiore dei prodotti presi singolarmente (sinergismo); si ha incompatibilità, cioè la miscela può essere fitotossica, oppure si verifica una riduzione dell efficacia di uno o più PF miscelati (antagonismo). Per conoscere il grado di compatibilità o di incompatibilità delle miscele esistono apposite tabelle (tabelle di compatibilità) dove sono riportate indicazioni su quali PF possono essere miscelati, quali possono essere miscelati con opportune precauzioni e quali non devono mai essere miscelati. Queste indicazioni fanno riferimento quasi esclusivamente alla sostanza attiva, mentre la compatibilità può dipendere anche dai coadiuvanti presenti nel formulato commerciale, per cui è sempre bene seguire anche le indicazioni riportate in etichetta dalle Ditte produttrici. Quando si miscelano 2 o più prodotti bisogna tener presente che il periodo di carenza (o intervallo di sicurezza) da considerare è sempre quello più lungo. Inoltre, per quanto riguarda la tossicità acuta e cronica, miscelando 2 o più PF si ottengono composti sulla cui tossicità per l uomo non esistono informazioni: si potrebbero infatti instaurare fenomeni di sommatoria o di potenziamento di azione tossica delle singole sostanze attive

15 prodotti fitosanitari 4.6 Modalità d azione Attività preventiva Attività curativa Attività eradicante Fig Modalità di azione dei fungicidi di contatto e penetranti Fungicidi e battericidi I PF svolgono la loro efficacia attraverso modalità d azione che variano in base alla loro tipologia (Fig. 13). Azione preventiva: i PF con azione preventiva prevengono l attacco del patogeno sulla pianta, impedendo la germinazione dei suoi elementi di riproduzione e lo sviluppo della malattia nei tessuti sani. Azione curativa: i PF agiscono contro un ospite che si è gia insediato nella pianta, la malattia è in fase di incubazione e non si sono ancora manifestati i sintomi. I PF che svolgono azione curativa devono essere in grado di penetrare nei tessuti della pianta (prodotti citotropici) o di muoversi nel sistema linfatico (prodotti sistemici), in quanto devono agire sul microrganismo che di norma si sviluppa all interno dei tessuti della pianta ospite. Azione eradicante: i PF agiscono bloccando lo sviluppo della malattia che si è già manifestata: anche in questo caso il prodotto deve avere la capacità di penetrare nella pianta. Azione di attivazione delle difese naturali: alcuni PF non agiscono direttamente sul patogeno ma inducono la pianta a elaborare delle sostanze di difesa, dette fitoalessine, che impediscono al fungo di svilupparsi Insetticidi e acaricidi Azione per contatto: agiscono per il contatto diretto con il corpo del parassita. Questo può venire a contatto con il PF al momento del trattamento, se è presente sulla pianta, oppure successivamente in quanto il prodotto, con la sua persistenza d azione, rimarrà attivo sulla pianta per un certo arco di tempo. I prodotti che agiscono per contatto sono scarsamente selettivi nei confronti delle specie utili. Azione per ingestione: causano la morte dei fitofagi che si nutrono di parti di vegetali trattati con il prodotto. I PF che agiscono per ingestione sono nella maggior parte selettivi nei confronti degli insetti utili. Azione per asfissia: vengono assorbiti allo stato gassoso attraverso le vie respiratorie. Questi PF non sono selettivi nei confronti degli insetti utili. prodotti fitosanitari Diserbanti Azione per contatto (disseccanti totali): agiscono causando il disseccamento degli organi vegetali con cui vengono a contatto, principalmente le foglie. Azione per traslocazione: svolgono la loro azione all interno della pianta, dopo essere stati assorbiti dalle foglie e/o dalle radici, interferendo con le sue funzioni vitali. Azione per assorbimento radicale (antigerminello o residuali): sono distribuiti nel terreno e vengono assorbiti dalle erbe infestanti al momento della germinazione. Questi prodotti sono in grado di esplicare la loro attività anche per periodi prolungati. Per quanto riguarda l effetto diserbante, essi si dividono in erbicidi totali e erbicidi selettivi. Gli erbicidi totali eliminano tutte le piante presenti sul terreno al momento del trattamento (anche quelle coltivate); gli erbicidi selettivi eliminano alcune specie, salvaguardando quelle coltivate, a dosi e condizioni determinate d impiego. In relazione allo stadio di sviluppo della pianta coltivata gli erbicidi possono essere impiegati in diverse epoche: pre-semina o pre-trapianto: l applicazione viene effettuata prima della semina o del trapianto della coltura; pre-emergenza: il trattamento viene eseguito nel periodo che intercorre tra la semina e l emergenza della coltura; post-emergenza o post-trapianto: il trattamento si esegue dopo l emergenza o dopo il trapianto della coltura. 4.7 Modalità di penetrazione In relazione ai rapporti che si stabiliscono tra pianta e PF distinguiamo (fig. 14): prodotti di copertura: sono composti che non penetrano nella pianta, ma restano sulla superficie esterna. Un esempio tipico è quello dei composti a base di Rame. Questi prodotti sono idonei a prevenire le infezioni, senza avere efficacia alcuna se l infezione è gia in atto; prodotti citotropici: penetrano nei tessuti vegetali e rimangono localizzati solo nella zona adiacente il punto di assorbimento; Fig Modalità di penetrazione dei PF

16 prodotti fitosanitari prodotti fitosanitari Fig Ustioni su acini d uva dovute a sovradosaggio di un fungicida. Fig Arrossamenti e necrosi causati da utilizzo di Sali di Rame su susino in vegetazione. prodotti translaminari: penetrano nei tessuti vegetali e si estendono in senso radiale e orizzontale da una pagina fogliare all altra; prodotti sistemici: traslocano dal punto di penetrazione entrando nel sistema linfatico della pianta per essere poi trasportati in tutti gli organi; prodotti mesostemici: combinano l attività di copertura, citotropica e translaminare. L azione dei prodotti penetranti non è influenzata dall effetto dilavante delle piogge se non nelle prime ore dalla loro distribuzione. 4.8 Fitotossicità È l azione dannosa del prodotto fitosanitario sulla pianta. Essa può dipendere da vari fattori tra cui sovradosaggio, varietà sensibili, alte temperature, scarsa compatibilità e si manifesta attraverso alterazioni morfologiche e fisiologiche degli organi vegetali. La fitotossicità può essere: acuta, se i danni causati dai PF si manifestano subito dopo il trattamento e le alterazioni sono molto evidenti e localizzate; cronica, se le alterazioni si manifestano dopo un certo intervallo di tempo e sono meno appariscenti e più diffuse. Gli esiti di una fitotossicità acuta si manifestano generalmente come ustioni, maculature fogliari, gommosi, rugginosità e fessurazioni dei frutti. Le alterazioni legate alla fitotossicità cronica consistono, generalmente, in riduzioni dello sviluppo vegetativo, cascola di foglie e frutti e modificazioni dei caratteri morfologici e organolettici a carico di questi ultimi. Un caso classico di fitotossicità cronica è costituito dall attività di diserbanti ormonici (2,4 D, 2,4DB, MCPA) (Fig. 17) che direttamente o indirettamente giungono a contatto con colture arboree, causando tipiche bollosità e deformazioni fogliari (prezzemolatura, aspetto ventagliforme). La fitotossicità può essere ancora distinta in estrinseca e intrinseca. La fitotossicità estrinseca è causata generalmente da un errato impiego dei PF: Fig Danni da deriva di diserbante ormonico su foglia di vite

17 prodotti fitosanitari trattamenti effettuati nelle ore più calde della giornata; errata dose d impiego dei principi attivi, con l utilizzo di dosi superiori a quelle consigliate in etichetta; scarsa pratica nelle applicazioni a basso volume; incompatibilità tra i principi attivi impiegati quando si miscelano PF diversi: in questo caso i due o più prodotti miscelati e distribuiti contemporaneamente sono tossici per la pianta, mentre se distribuiti singolarmente non causano alcun danno. La fitotossicità intrinseca è dovuta, invece, alla sensibilità della pianta nei confronti delle sostanze attive, sensibilità propria della specie o della varietà, oppure legata ad una particolare fase fenologica; esempi a riguardo sono costituiti dall uso del Rame su drupacee in vegetazione. Per evitare i danni da fitotossicità è buona norma leggere attentamente le etichette dei PF impiegati considerando attentamente i seguenti aspetti: sensibilità di specie o varietà, dosi ed epoche di impiego, compatibilità con altri formulati. Inoltre, è necessario evitare di effettuare trattamenti nelle ore più calde della giornata oppure quando c è elevata ventosità, per evitare eccessiva deriva della miscela antiparassitaria. Non è superfluo, infine, ricordare che un ottimale messa a punto dell attrezzatura irrorante, e dal punto di vista meccanico e dell efficienza distributiva, è di fondamentale importanza per evitare danni da fitotossicità, oltre che per realizzare un efficace intervento fitosanitario. 4.9 Formulazioni I PF sono commercializzati in formulati per trattamenti a secco, per trattamenti liquidi, per trattamenti gassosi, per endoterapia, per trattamenti aerei e per esche. Formulazioni per trattamenti a secco - Non hanno bisogno di acqua per la distribuzione e si distinguono in:. polveri secche: la sostanza attiva è miscelata con polveri minerali inerti e per la loro distribuzione si impiegano apposite attrezzature, per es. le impolveratrici per lo zolfo in polvere;. granuli: sono impiegati per la disinfezione e disinfestazione del terreno da funghi, insetti e nematodi e analogamente alle polveri secche, da cui si differenziano solo per la dimensione delle particelle, anche nei formulati granulari la sostanza attiva è associata a materiali inerti; Formulazioni per trattamenti liquidi - I PF si impiegano previa diluizione in acqua e si distinguono in: prodotti fitosanitari. Polveri Bagnabili (PB, WP): la sostanza attiva è costituita da una polvere che diluita in acqua forma una sospensione e che con il passare del tempo tende a depositarsi sul fondo del recipiente;. Polveri Solubili (PS, WS): la sostanza attiva è costituita da una polvere che in acqua forma una soluzione stabile. Con le formulazioni in polvere è maggiore il rischio di inalazione per l operatore durante la loro manipolazione ed è più difficoltoso il dosaggio del PF.. Concentrati Emulsionabili (EC): la sostanza attiva, non essendo solubile in acqua, è disciolta in uno o più solventi organici e addizionata di sostanze emulsionanti e tensioattive che permettono la formazione di una emulsione stabile quando viene diluita in acqua. Lo svantaggio principale di questi formulati è legato alla pericolosità dei solventi presenti, che in alcuni casi possono anche essere infiammabili e rilasciare sostanze volatili nell ambiente;. Emulsioni in Acqua (EW): la sostanza attiva è, come prima, emulsionata in acqua in presenza di tensioattivi, disperdenti ed altri, in modo da formare un emulsione stabile, ma che sono meno pericolosi per l operatore e per l ambiente perché contengono meno composti organici volatili;. Sospensioni Concentrate (SC), Pasta Fluida (FL), Flowable (FLOW): sono formulazioni liquide concentrate di una sostanza attiva in polvere finemente macinata in sospensione in un mezzo liquido, costituito in genere da acqua, con l aggiunta di bagnanti, disperdenti e altri stabilizzanti in modo da formare una sospensione stabile;. Microcapsule (CS): si tratta di formulati in cui la sostanza attiva viene emulsionata in acqua e ricoperta da una sottile pellicola di materiale polimerico. Depositata sulla vegetazione, la sostanza attiva viene così liberata lentamente. Presenta i vantaggi di una riduzione della volatilità e della tossicità per inalazione, e quindi maggiore sicurezza per l operatore durante la manipolazione, oltre a una maggiore efficacia del trattamento per la prolungata persistenza d azione. In questo tipo di formulazione non sono presenti solventi;. Granuli Disperdibili (WG, WDG, DF), Granuli Solubili (SG): la sostanza attiva insieme al coadiuvante e alle sostanze inerti sono macinati finemente e sottoposti ad un processo di microgranulazione. Presentano vantaggi soprattutto sotto il profilo tossicologico per una riduzione del rischio di inalazione

18 prodotti fitosanitari Appartengono a questa categoria i sacchetti idrosolubili, in cui il PF, in polvere o granuli, è avvolto da un sottile velo di materiale plastico dotato di elevata resistenza che isola completamente il PF dall ambiente e dall operatore. Tale velo a contatto con l acqua si scioglie rapidamente. Questa soluzione offre notevoli vantaggi sotto il profilo della tutela della salute dell operatore: tali formulati non producono polvere durante la manipolazione e i sacchetti sono pre-dosati, per cui l operatore non viene a contatto con il PF. Essi tutelano l ambiente, eliminando il problema dei rifiuti costituiti dai contenitori vuoti dei PF in quanto le confezioni vuote, non contaminate, possono essere smaltite senza particolari accorgimenti (fig. 18); prodotti fitosanitari Formulazioni per esche - La sostanza attiva è utilizzata insieme a sostanze appetite dalla specie che si vuole combattere e sono impiegate contro ratti, lumache, ecc.; Formulazioni per trattamenti gassosi - Sono i cosiddetti fumiganti, prodotti che agiscono sottoforma di gas e vengono utilizzati per la disinfestazione dei terreni e delle derrate alimentari immagazzinate contro nematodi, insetti, funghi, batteri e semi di piante infestanti. Le fumigazioni al terreno sono effettuate da ditte specializzate che, se utilizzano gas tossici, devono essere autorizzate dalla questura territorialmente competente. Formulazioni per trattamenti con mezzi aerei - Sono formulazioni particolari che limitano al massimo il fenomeno della deriva grazie alla presenza di coadiuvanti antideriva i quali impediscono che il PF si disperda nell ambiente circostante. Presentano il vantaggio di poter trattare grandi superfici in poco tempo. Fig Formulazione in sacchetti idrosolubili Formulazioni per endoterapia: i PF vengono introdotti nelle piante tramite delle iniezioni sul tronco che possono essere: - ad assorbimento naturale, se il PF viene assorbito attivamente dalla pianta - a pressione, se il PF viene introdotto forzatamente applicando una certa pressione con apposite attrezzature. I principali vantaggi di questa metodologia sono: - riduzione delle dosi di prodotto impiegato; - maggiore efficacia del trattamento in quanto il PF non viene dilavato dagli agenti atmosferici; - minor impatto ambientale perché il PF, non disperdendosi nell ambiente, consente il trattamento sulle alberature cittadine anche durante il giorno; - prolungata persistenza d azione; 4.10 Etichetta Un PF può essere immesso in commercio solo se confezionato in involucro o imballaggio chiuso che non può essere manomesso. Esso deve sempre recare un etichetta, regolarmente autorizzata dal Ministero della Salute, che ne rappresenta la vera e propria carta di identità. L utilizzatore è sempre tenuto a leggere con molta attenzione tutte le indicazioni e le precauzioni d uso riportate sull etichetta in modo da assicurare a sé e agli altri, nonché all ambiente in cui opera, le garanzie di un corretto e responsabile uso; allo stesso modo il formulato scelto sarà posto nelle condizioni ottimali per esprimere al meglio la propria efficacia. In figura 19 riportiamo lo schema di un etichetta con le caratteristiche, la simbologia e le prescrizioni d uso che l attuale normativa impone Frasi di rischio e consigli di prudenza Come già accennato nel cap. 2, la Direttiva 1999/45/CEE impone che sulle etichette di tutti i prodotti potenzialmente pericolosi, tra cui i PF, siano chiaramente riportate le frasi di rischio. Con tale termine si intendono frasi convenzionali, indicate con la lettera R seguita da un numero, che descrivono i rischi per la salute umana, animale ed ambientale connessi alla manipolazione di sostanze chimiche. In particolare, i PF che contengono alcune delle frasi di rischio più pericolose per l uomo possono subire una classificazio

19 prodotti fitosanitari Facsimile di etichetta prodotti fitosanitari ne restrittiva indipendentemente dalla loro tossicità acuta. Allo stesso modo sono riportati sulle etichette i consigli di prudenza, contrassegnati convenzionalmente con la lettera S. Ne riportiamo gli elenchi: Nome del prodotto Tipo di prodotto Sostanza attiva Frasi di rischio Informazioni sanitarie Dosi di impiego Colture autorizzate Organismi bersaglio Intervallo di sicurezza Tempo di rientro Fig Esempio di etichetta. nomeprodotto EC Insetticida Fosforganico per la lotta contro la tignoletta della vite e la cidia del pesco. T+ N Composizione: g 100 di Nome Prodotto contengono: g 5 di nomefos puro; pericoloso molto tossico disperdenti e coadiuvanti q.b. a 100. per l'ambiente Frasi di rischio: pericolo di effetti irreversibili molto gravi. Consigli di prudenza: conservare fuori dalla portata dei bambini. DL 50 = 5 mg/kg Norme di chi lo produce (titolare dell autorizzazione): ABC. Officina di produzione: DEF Partita n. 959 Registrazione del ministero della Sanità n. 1 del Norme di sicurezza: non operare contro vento, non contaminare altre colture, alimenti e bevande o corsi d acqua. Informazioni per il medico: sintomi: vomito, diarrea, tremori e fibrillazioni, convulsioni, tachicardia, collasso cardiocircolatorio. Terapia: atropina. Consultare un centro antiveleni. Colture, dosi e modalità d impiego: Vite: contro la tignoletta g/hl Pesco: contro la cidia g/hl 2-3 giorni dal picco del volo in presenza di 10 catture/trappola/sett. Compatibilità: non è miscibile con poltiglia bordolese, polisolfuri. Rischi di nocività: il prodotto è pericoloso per gli insetti utili e non può essere distribuito durante la fioritura. Fitotossicità: il prodotto può arrecare danno alle seguenti cultivar di pesco: Redhaven e Springcrest. Sospendere i trattamenti 21 giorni prima della raccolta su vite e 30 giorni su pesco. Non rientrare nel campo trattato prima di 48 ore Tipo di formulazione Simbologia di pericolo Consigli di prudenza Livello di tossicità Numero di registrazione Modalità d impiego Compatibilità Fitotossicità FRASI DI RISCHIO R1 Esplosivo allo stato secco. R2 Rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d ignizione. R3 Elevato rischio di esplosione per urto, sfregamento, fuoco o altre sorgenti d ignizione. R4 Forma composti metallici esplosivi molto sensibili. R5 Pericolo di esplosione per riscaldamento. R6 Esplosivo a contatto o senza contatto con l aria. R7 Può provocare un incendio. R8 Può provocare l accensione di materie combustibili. R9 Esplosivo in miscela con materie combustibili. R10 Infiammabile. R11 Facilmente infiammabile. R12 Estremamente infiammabile. R14 Reagisce violentemente con l acqua. R15 A contatto con l acqua libera gas estremamente infiammabili. R16 Pericolo di esplosione se mescolato con sostanze comburenti. R17 Spontaneamente infiammabile all aria. R18 Durante l uso può formare con aria miscele esplosive/infiammabili. R19 Può formare perossidi esplosivi. R20 Nocivo per inalazione. R21 Nocivo a contatto con la pelle. R22 Nocivo per ingestione. R23 Tossico per inalazione. R24 Tossico a contatto con la pelle. R25 Tossico per ingestione. R26 Molto tossico per inalazione. R27 Molto tossico a contatto con la pelle. R28 Molto tossico per ingestione. R29 A contatto con l acqua libera gas tossici. R30 Può divenire facilmente infiammabile durante l uso. R31 A contatto con acidi libera gas tossico. R32 A contatto con acidi libera gas altamente tossico. R33 Pericolo di effetti cumulativi. R34 Provoca ustioni. R35 Provoca gravi ustioni. R36 Irritante per gli occhi. R37 Irritante per le vie respiratorie. R38 Irritante per la pelle. R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi. R40 Possibilità di effetti cancerogeni - Prove insufficienti. R41 Rischio di gravi lesioni oculari. R42 Può provocare sensibilizzazione per inalazione. R43 Può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle. R44 Rischio di esplosione per riscaldamento in ambiente confinato. R45 Può provocare il cancro. R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie. R48 Pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizione prolungata. R49 Può provocare il cancro per inalazione. R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici. R51 Tossico per gli organismi acquatici. R52 Nocivo per gli organismi acquatici. R53 Può provocare a lungo termine effettivi negativi per l ambiente acquatico. R54 Tossico per la flora. R55 Tossico per la fauna. R56 Tossico per gli organismi del terreno. R57 Tossico per le api. R58 Può provocare a lungo termine effetti negativi per l ambiente. R59 Pericoloso per lo strato di ozono. R60 Può ridurre la fertilità. R61 Può danneggiare i bambini non ancora nati. R62 Possibile rischio di ridotta fertilità. R63 Possibile rischio di danni ai bambini non ancora nati. R64 Possibile rischio per i bambini allattati al seno. R65 Può causare danni polmonari se ingerito. R66 L esposizione ripetuta può provocare secchezza e screpolatura della pelle. R67 L inalazione dei vapori può provocare sonnolenza e vertigini. R68 Possibilità di effetti irreversibili

20 prodotti fitosanitari prodotti fitosanitari CONSIGLI DI PRUDENZA S 1 Conservare sotto chiave. S 2 Conservare fuori della portata dei bambini. S 3 Conservare in luogo fresco. S 4 Conservare lontano da locali di abitazione. S 5 Conservare sotto (liquido appropriato da indicarsi da parte del fabbricante). S 6 Conservare sotto (gas inerte da indicarsi da parte del fabbricante). S 7 Conservare il recipiente ben chiuso. S 8 Conservare al riparo dall umidità. S 9 Conservare il recipiente in luogo ben ventilato. S 12 Non chiudere ermeticamente il recipiente. S 13 Conservare lontano da alimenti o mangimi e da bevande. S 14 Conservare lontano da (sostanze incompatibili da precisare da parte del produttore). S 15 Conservare lontano dal calore. S 16 Conservare lontano da fiamme e scintille - Non fumare. S 17 Tenere lontano da sostanze combustibili. S 18 Manipolare ed aprire il recipiente con cautela. S 20 Non mangiare nè bere durante l impiego. S 21 Non fumare durante l impiego. S 22 Non respirare le polveri. S 23 Non respirare i gas/fumi/vapori/aerosol [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore]. S 24 Evitare il contatto con la pelle. S 25 Evitare il contatto con gli occhi. S 26 In caso di contatto con gli occhi, lavare immediatamente e abbondantemente con acqua e consultare il medico. S 27 Togliersi di dosso immediatamente gli indumenti contaminati. S 28 In caso di contatto con la pelle lavarsi immediatamente ed abbondantemente (con prodotti idonei da indicarsi da parte del fabbricante). S 29 Non gettare i residui nelle fognature. S 30 Non versare acqua sul prodotto. S 33 Evitare l accumulo di cariche elettrostatiche. S 35 Non disfarsi del prodotto e del recipiente se non con le dovute precauzioni. S 36 Usare indumenti protettivi adatti. S 37 Usare guanti adatti. S 38 In caso di ventilazione insufficiente, usare un apparecchio respiratorio adatto. S 39 Proteggersi gli occhi/la faccia. S 40 Per pulire il pavimento e gli oggetti contaminati daquesto prodotto, usare... (da precisare da parte del produttore). S 41 In caso di incendio e/o esplosione non respirare i fumi. S 42 Durante le fumigazioni/polimerizzazioni usare un apparecchio respiratorio adatto [termine(i) appropriato(i) da precisare da parte del produttore]. S 43 In caso di incendio usare... (mezzi estinguenti idonei da indicarsi da parte del fabbricante. Se l acqua aumenta il rischio precisare Non usare acqua ). S 45 In caso di incidente o di malessere consultare immediatamente il medico (se possibile, mostrargli l etichetta). S 46 In caso d ingestione consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l etichetta. S 47 Conservare a temperatura non superiore a... C (da precisare da parte del fabbricante). S 48 Mantenere umido con... (mezzo appropriato da precisare da parte del fabbricante). S 49 Conservare soltanto nel recipiente originale. S 50 Non mescolare con... (da specificare da parte del fabbricante). S 51 Usare soltanto in luogo ben ventilato. S 52 Non utilizzare su grandi superfici in locali abitati. S 53 Evitare l esposizione - procurarsi speciali istruzioni prima dell uso. S 56 Smaltire questo materiale e relativi contenitori in un punto di raccolta rifiuti pericolosi o speciali autorizzato. S 57 Usare contenitori adeguati per evitare l inquinamento ambientale. S 59 Richiedere informazioni al produttore/fornitore per il recupero/riciclaggio. S 60 Questo materiale e il suo contenitore devono essere smaltiti come rifiuti pericolosi. S 61 Non disperdere nell ambiente. Riferirsi alle istruzioni speciali schede informative in materia di sicurezza. S 62 Non provocare il vomito: consultare immediatamente il medico e mostrargli il contenitore o l etichetta. S 63 In caso di incidente per inalazione, allontanare l infortunato dalla zona contaminata e mantenerlo a riposo S 64 In caso di ingestione sciacquare la bocca con acqua (solamente se l infortunato è cosciente) Schede di sicurezza Il già citato D. Legislativo n. 65/2003 impone che ciascun PF sia accompagnato da una scheda di sicurezza (SDS) che fornisca tutte le informazioni di natura fisico-chimica relative al prodotto stesso. Le SDS devono essere predisposte dalle ditte produttrici di PF in formato cartaceo e/o su supporto informatico. Lo scopo è di rendere note le proprietà pericolose di un PF, ai fini della valutazione dei rischi e della tutela della salute, della sicurezza e dell ambiente, sia al rivenditore che all utilizzatore. Le voci che obbligatoriamente debbono essere riportate su di una SDS sono: - identificazione della sostanza/preparato e della società/impresa - composizione, informazione sui componenti - identificazione dei pericoli - interventi di primo soccorso - misure antincendio - provvedimenti in caso di dispersione accidentale - manipolazione ed immagazzinamento - protezione personale, controllo dell esposizione - proprietà chimico-fisiche - stabilità e reattività - informazioni tossicologiche - informazioni ecologiche - osservazioni sullo smaltimento - informazioni sul trasporto - informazioni sulla normativa - altre informazioni Il rivenditore è tenuto a consegnare obbligatoriamente all utilizzatore le SDS relative ai PF classificati come pericolosi (T+, T, Xn). Lo stesso rivenditore deve invece fornire solo su richiesta dell acquirente le SDS dei formulati non classificati come pericolosi ma che presentano una sostanza attiva pericolosa per la salute o per l ambiente o, ancora, che contengono una sostanza attiva per la quale esistono valori limite di esposizione fissati dalla CE in determinate concentrazioni Trasporto e deposito Il trasporto dei PF deve avvenire sempre con la massima cura ed attenzione evitando promiscuità con passeggeri, animali e derrate alimentari. Durante il carico e lo scarico occorre fare attenzione a 36 37

21 prodotti fitosanitari distribuzione dei prodotti fitosanitari Fig Locale deposito dei PF. chiodi o sporgenze metalliche che possano causare la rottura delle confezioni. Dopo il trasporto è necessario lavare accuratamente il veicolo. Il locale di deposito deve essere asciutto, fresco, aerato, preservato dal gelo e dal calore, con pareti e pavimenti lavabili, impermeabili ed impianto elettrico a norma. Nel locale non è ammesso lo stoccaggio dei prodotti alimentari, dei mangimi e dei prodotti infiammabili. Bisogna fare in modo di impedire sempre l accesso ai bambini e alle persone non addette. Sulla porta del locale o dell armadio è necessario affiggere un cartello con l avvertenza di pericolo. distribuzione dei prodotti fitosanitari 5.1 Macchine Un aspetto fondamentale, e spesso non adeguatamente valutato, dell efficacia del trattamento fitoiatrico riguarda la distribuzione del o dei prodotti che si intende utilizzare. Infatti, i risultati dell intervento non dipendono solo dalla corretta scelta del PF ma anche da come il prodotto stesso viene irrorato sulla coltura bersaglio. Per far questo occorre innanzitutto che l irroratrice (barra orizzontale nelle colture erbacee, atomizzatore o similare in quelle arboree) sia perfettamente regolata e funzionante e che l utilizzatore conosca adeguatamente le caratteristiche meccaniche delle attrezzature che manovra. Specifiche indagini di campo hanno messo in luce che può disperdersi nell ambiente fino a oltre il 65% del quantitativo di agrofarmaci distribuito, senza che esso arrivi alla vegetazione. In determinate condizioni di ventosità, si è accertato che le goccioline d acqua possono percorrere anche svariati chilometri. Le conseguenti ricadute sull uomo e sull ambiente sono immaginabili. Iniziamo con un rapido sguardo alla tipologia di macchine irroratrici esistente. Una prima distinzione tiene conto della formulazione del PF: solida (impolveratrici, spandigranuli, ecc.); gassosa (fumigatrice); liquida (irroratrici). Le impolveratrici sono macchine che generano un flusso di aria costante ed elevato per il trasporto di sostanze formulate in polvere e si compongono di un telaio, una tramoggia, un dispositivo dosatore, un ventilatore, organi adduttori e distributori. Gli spandigranuli e microgranulatori sono invece macchine più semplici delle precedenti destinate allo spandimento di formulati granulari e si compongono di tramoggia, dispositivo dosatore e organi di spandimento. I granuli possono anche essere distribuiti attraverso attrezzature per lo spandimento dei concimi. Le fumigatrici distribuiscono prodotti gassosi al terreno

22 distribuzione dei prodotti fitosanitari distribuzione dei prodotti fitosanitari Fig Due modelli di atomizzatori trainati. I fumiganti sono sostanze ad alta tensione di vapore confezionati sotto pressione in forma liquida che, una volta iniettati nel terreno, passano allo stato di gas. Sono costituite da pali iniettori dotati nella parte inferiore di un dispositivo perforante che presenta fori calibrati disposti in posizione radiale per garantire l uniformità di distribuzione nei punti prescelti. Le irroratrici rappresentano la stragrande maggioranza delle attrezzature destinate alla protezione fitosanitaria e servono alla distribuzione di miscele acqua-pf che danno luogo a soluzioni, emulsioni o sospensioni, in funzione delle caratteristiche di formulazione. Hanno il compito di trasportare i PF sotto forma di goccioline finissime sul bersaglio vegetale e la loro distinzione viene fatte in base alle colture per le quali vengono utilizzate: irroratrici a barra: sono le macchine destinate alle colture erbacee, orticole e industriali; irroratrici a getto portato: sono le macchine destinate alle colture arboree. Sono più comunemente chiamate atomizzatori. Entrambe le tipologie presentano uno schema costruttivo comune che comprendono le parti meccaniche elementari necessarie al loro funzionamento: telaio: deve presentare caratteristiche di resistenza e leggerezza e la sua forma varia in base alla tipologia di macchina (trainata, portata o semovente); serbatoio: contiene la miscela ed è costruito solitamente con materiali che gli conferiscono resistenza all aggressione chimica delle sostanze che deve veicolare: polietilene e poliestere sono i più comuni. Per il suo riempimento alcune macchine sono dotate di dispositivi autoadescanti (idroiniettori e pompe centrifughe). Per garantire la stabilità della miscela, evitandone la sedimentazione, il serbatoio è poi dotato di opportuni agitatori (sistemi meccanici, idraulici o idromeccanici); serbatoio supplementare: ne sono provviste molte macchine al fine di operare una preparazione più accurata della miscela che sarà poi aspirata nel serbatoio principale; pompa: è il cuore pulsante dell irroratrice e ha il compito di inviare la miscela ai punti finali di distribuzione (ugelli). Se la polverizzazione è meccanica, è importante che la pompa garantisca la necessaria pressione per ottenere una corretta nebulizzazione della miscela stessa; se pneumatica, essa deve invece assicurare la portata massima richiesta dagli adduttori. La pompa può essere alternativa (a pistone o pistone-membrana) per elevate pressioni di esercizio (> 40 bar) o centrifuga per basse pressioni (2-12 bar). La sua scelta è determinata dai volumi che si intendono distribuire ad ettaro, dalla tipologia degli ugelli presenti nonché dalla velocità di avanzamento della trattrice; filtri: sono dispositivi atti ad impedire il transito di corpi estranei che potrebbero ostruire o danneggiare le parti più delicate della macchina. Sono presenti lungo tutto il percorso del liquido, dal riempimento sino agli organi di mandata, a maglie via via più piccole. I materiali sono in nylon o acciaio inox; ugelli: rappresentano la parte finale del percorso della miscela con il compito di proiettarne le goccioline sulla matrice vegetale e sono generalmente costruiti in ceramica, ottone, acciaio o plastica. Gli ugelli a polverizzazione meccanica rice- Fig Atomizzatore semovente

23 distribuzione dei prodotti fitosanitari vono la miscela ad alta pressione e possono essere di vari tipi e dimensioni variabili, in funzione delle prestazioni richieste (distribuzione di fungicidi, insetticidi, diserbanti, ecc.): a cono, con fori di uscita di ridotto diametro (0,8-2 mm); a ventaglio, con fessure di uscita a occhiello ; a specchio, utilizzati per basse pressioni di esercizio (0,7-2,5 bar) e formazione di goccioline di diametro medio grande ( µm); a getti, prevalentemente utilizzati per la distribuzione di concimi liquidi sulle colture a fila. Esistono poi altri tipi di ugelli che si differenziano dai precedenti per caratteristiche costruttive (antideriva, a pressione d aria, centrifughi, ugelli per irroratici pneumatiche, ecc.), scelti in base agli specifici utilizzi; congegni antigoccia: servono ad evitare la fuoriuscita della miscela dagli ugelli, una volta arrestata l alimentazione del circuito; organi di regolazione: sono fondamentali per il garantire il flusso costante della miscela. Tra essi ricordiamo il regolatore di pressione, che nel circuito idraulico precede il manometro, gli automatismi di regolazione della dose, ecc.; carica elettrostatica: alcune macchine sono dotate di un generatore di corrente a basso amperaggio che ha il compito di creare un campo elettrostatico, caricando positivamente le goccioline che fuoriescono dall ugello. In tal modo le goccioline si respingono tra loro e acquisiscono la capacità di essere attratte dalla superficie fogliare che è invece di segno opposto. distribuzione dei prodotti fitosanitari iatrico occorre che il PF raggiunga per quanto possibile la coltura o il terreno al quale è destinato, eliminando o limitando al minimo le dispersioni nell ambiente. Per far sì che la distribuzione sia uniforme sul bersaglio (vegetazione o terreno) senza che vi siano aree non coperte o trattate con dosi errate (eccessive o inferiori), è di primaria importanza disporre di un irroratrice perfettamente regolata e funzionante in ogni sua parte. Un irroratrice non tarata disperde, in media, dal 30 a oltre il 60% del prodotto impiegato, soprattutto in aria con il cosiddetto effetto nuvola (fig. 23); se correttamente regolata, invece, riduce moltissimo tali valori, per cui sono numerosi vantaggi che spingono l agricoltore in questa direzione: aumento dell efficacia dei trattamenti: l omogeneità di distribuzione sulla superficie da trattare, sia per gli interventi antiparassitari sia per il diserbo sul terreno, assicura la massima efficacia dell intervento ferme restando, naturalmente, la giusta scelta del formulato e la tempestività dell intervento. Un buon diagramma di distribuzione degli ugelli ed un loro corretto orientamento consentono di centrare al meglio il bersaglio, minimizzando le dispersioni. Grazie alle attrezzature specialistiche (banchi prova) in dotazione del Centri Autorizzati è possibile, ad esempio, controllare il diagramma di distribuzione degli ugelli ed orientarne l angolo di spruzzo in modo da dirigere l irrorato verso le parti di vegetazione più indicate; Fig Le perdite di prodotto dovute alla nuvola. (Fonte: DEIAFA - Università di Torino) 5.2 Norme per il corretto funzionamento delle macchine Dopo la carrellata sui principali componenti delle irroratrici, è necessario mettere a fuoco gli aspetti più importanti che determinano la buona qualità del lavoro svolto con le macchine, alle quali, purtroppo, si dedica una manutenzione talvolta distratta. Spesso, infatti, le macchine operano con manometri malfunzionanti, si provvede a pulire gli ugelli solo quando si otturano e solo raramente questi vengono sostituiti, i regolatori di pressione risultano fermi e altro ancora. Conseguenza logica è una distribuzione fortemente irregolare che, oltre ad una pericolosa ricaduta ambientale e sugli operatori stessi, può causare problemi di sovradosaggio con conseguenti residui eccessivi sulle matrici trattate, pur nel rispetto dei tempi di carenza oppure di sottodosaggio, lasciando in tal caso le colture non protette. Di contro, per ottenere la massima efficacia di un intervento fito

24 distribuzione dei prodotti fitosanitari distribuzione dei prodotti fitosanitari Fig Esempio di irrorazione coprente (a sin.) e bagnante. Il primo caso è la distribuzione ottimale per i prodotti di contatto, il secondo è l ideale per i prodotti penetranti. (Fonte: DEIAFA - Università di Torino) riduzione dell inquinamento ambientale e del consumo di risorse: consumi più mirati di PF e ridotta deriva nell ambiente si traducono in una drastica e netta riduzione dell impatto di sostanze chimiche sull ecosistema. L impiego di volumi più bassi, inoltre, contribuisce in maniera significativa a ridurre il consumo di acqua, risorsa non rinnovabile, che sempre più diventerà limitata e strategica. Si sottolinea infine la difficile coesistenza tra le esigenze dell agricoltore e degli abitanti rurali che vedono spesso invasa la propria abitazione dalla nuvola dei PF; riduzione dei costi di produzione: un irroratrice tarata riduce al minimo la dispersione dei prodotti erogati, che si traduce anche in un risparmio potenziale sui costi dei formulati impiegati in virtù della possibilità di ridurre il numero degli interventi; riduzione per tutti dei rischi sanitari: l operatore è il primo soggetto ad essere interessato dalla nuvola di miscela prodotta dalla sua irroratrice ed è importante limitare il più possibile tale esposizione. Riducendo l effetto nuvola, un irroratrice ben regolata riduce i rischi per la salute dell operatore e di quelli potenzialmente esposti alla deriva. È ovvio che ciò non dispensa dalle precauzioni (utilizzo di tutti i mezzi di protezione) che la legge impone; miglioramento della qualità del prodotto: la corretta applicazione dei PF permette di ottenere prodotti più sani; inoltre la certezza di livelli di residui ampiamente rispettosi dei limiti imposti dalla legge dà maggiori garanzie di sicurezza alimentare; risparmio di tempo: l irroratrice tarata distribuisce volumi (hl/ha) certi e precisi. Ciò consente di pianificare al meglio il lavoro limitando perdite di tempo ed evitando di restare con l irroratrice vuota prima della fine del campo o, viceversa, con della miscela ancora in botte a fine trattamento; più vita all irroratrice: il controllo periodico di tutte le componenti meccaniche, finalizzato alla corretta funzionalità delle stesse, assicura non solo la buona qualità del lavoro ma allunga anche la vita della macchina; rispetto degli impegni assunti con le Misure Agroambientali: in Abruzzo è attivo un Servizio di Controllo e Taratura delle Irroratrici gestito dall ARSSA. L adesione degli imprenditori agricoli è a carattere volontario, ad eccezione di coloro che aderiscono alle Azioni previste dalla Misura 214 del PSR e che, pertanto, hanno l obbligo di sottoporre periodicamente le proprie attrezzature a operazioni di controllo e taratura. 5.3 Dove si fa la taratura In Abruzzo opera una rete di officine meccaniche specializzate in agricoltura, Centri autorizzati e convenzionati con l A.R.S.S.A., a cui l agricoltore può rivolgersi direttamente per la corretta manutenzione e taratura delle irroratrici. I Centri effettuano tutte le operazioni e i controlli necessari, tarano l irroratrice alle specifiche esigenze aziendali e, infine, rilasciano il Certificato di Conformità, che contiene le opportune indicazioni per effettuare il trattamento mirato alle specifiche esigenze delle colture: volume distribuito, marcia, giri motore, giri della presa di forza, tipo di ugello, pressione, altezza di trattamento per le irroratrici orizzontali e numero di ugelli per quelle verticali. 5.4 Preparazione della miscela Al di là delle dovute precauzioni da mettere in atto per la manipolazione di un formulato (vedi par. 7.5), la preparazione della miscela richiede dal punto di vista tecnico alcuni accorgimenti, che consentono di predisporre al meglio la qualità della miscela stessa e facilitarne la distribuzione. I requisiti fondamentali di una miscela sono l omogeneità e l assenza di grumi. Inoltre non deve produrre schiuma durante la preparazione, non deve depositarsi sul fondo del serbatoio e non deve intasare filtri e ugelli. Una volta letta attentamente l etichetta del formulato, con tutte le avvertenze del caso, occorrerà: Fig Banchi di taratura ARSSA per barre orizzontali e per atomizzatori. Il coordinamento regionale del Servizio di Controllo e Taratura delle Irroratrici è presso la sede ARSSA di Sulmona Via Q. Sella, 5 tel fax [email protected] 44 45

25 distribuzione dei prodotti fitosanitari pesare/dosare accuratamente le quantità necessarie in modo da ottenere il dosaggio richiesto; immettere nel serbatoio dell attrezzatura all incirca il 50% dell acqua da distribuire; introdurre prima gli eventuali bagnanti (salvo diversa prescrizione in etichetta); azionare i pre-miscelatori, dove le attrezzature ne siano dotate; immettere il PF, tenendo in funzione l agitatore; finire di riempire il serbatoio senza mai portarlo al colmo. In base al tipo di formulazione del PF impiegato, è necessario osservare le seguenti procedure: 1. per le formulazioni in polvere bagnabile introdurre in un distribuzione dei prodotti fitosanitari eseguire i trattamenti in assenza di vento e disporsi comunque sempre sopravento. Ciò per evitare che lo spray investa l operatore e si disperda lontano dalla coltura; verificare che, in caso di prodotti distribuiti in acqua, sulla vegetazione non vi sia eccessivo ristagno di umidità in modo da evitare lo scivolamento della soluzione; evitare di trattare in presenza di temperature troppo alte, in maniera tale da ridurre al minimo l evaporazione di una cospicua parte della soluzione nonché possibili manifestazioni di fitotossicità; non trattare nelle aree di rispetto e in prossimità dei corsi d acqua, come da eventuale prescrizione in etichetta; Fig Esempio di preparazione di una miscela: la corretta sequenza di immissione nel serbatoio di formulazioni diverse permette di evitare fenomeni di precipitazione/flocculazione dei prodotti sul fondo della botte. secchio un quantitativo di acqua sufficiente a formare una poltiglia; quindi versare, mescolando gradualmente, la dose di formulato necessaria per il volume d acqua stabilito. Aggiungere la poltiglia madre al serbatoio attraverso il cestello filtro, risciacquandolo insieme al secchio e versandone il contenuto sempre nel serbatoio. Infine riempire sino al volume desiderato; 2. per le formulazioni liquide, in granuli idrodisperdibili e in sacchetti idrosolubili versare direttamente nel serbatoio con acqua la dose richiesta. Per le prime, in caso di miscele di più prodotti, introdurre inizialmente la formulazione acquosa e poi il concentrato emulsionabile. 3. per le miscele di formulati in polvere e liquidi eseguire prima la procedura al punto 1, quindi quella al punto 2. Un ultima raccomandazione riguarda l inopportunità di impiego contemporaneo di troppi prodotti ad azione diversa e di dubbia compatibilità. 5.5 Precauzioni per la distribuzione in campo La riuscita di un trattamento dipende anche molto dalle condizioni climatiche in cui si opera. È dunque doveroso adottare tutte le cautele necessarie. Ne riportiamo le principali: operare indirizzando sempre il getto dalla zona esterna a quella centrale dell appezzamento; assicurarsi comunque che la nube irrorante non sconfini dall appezzamento trattato, soprattutto in prossimità di strade, colture limitrofe e/o abitazioni. In quest ultimo caso è bene avvertire i residenti in modo che possano prendere le debite precauzioni; per evitare danni alle api, non bisogna di norma effettuare trattamenti nei periodi di fioritura ed è necessario sfalciare le erbe sottostanti, se queste sono in fioritura (fig. 27); per la massima efficacia di un trattamento, infine, occorre sempre irrorare su tutti i filari e non su file alterne. Fig I trattamenti durante la fase di fioritura vanno evitati

26 6 Fig Il rischio per la salute è dovuto all interazione tra la pericolosità e l esposizione. pericolo esposizione RISCHIO MAGGIORE pericolo esposizione RISCHIO ZERO tutela della salute tutela della salute È fondamentale avere una completa conoscenza dei rischi e dei pericoli a cui si può andare incontro durante un trattamento con i PF. Questi ultimi sono infatti sostanze tossiche pericolose per l organismo umano: l operatore agricolo deve quindi adottare tutte le misure di sicurezza necessarie al fine di evitare danni alla salute. Il rischio per la salute, nell utilizzo di un PF, è dovuto all interazione di due fattori: pericolosità del preparato medesimo ed esposizione (probabilità di entrare in contatto con il prodotto). Ne consegue che, per ridurre il rischio per la salute dell operatore, è necessario controllare nella maniera più idonea l esposizione, dato che la pericolosità è una caratteristica intrinseca di un PF. L Igiene è la medicina preventiva che si occupa di come prevenire l insorgenza e la diffusione delle malattie studiandone le cause. A tal proposito sono di estrema importanza la salubrità dell ambiente e delle abitazioni, un adeguato approvvigionamento idrico potabile, una raccolta e uno smaltimento idonei dei rifiuti e una corretta alimentazione. È generalmente riconosciuta l utilità dell impiego dei PF in agricoltura per migliorare la qualità e la quantità dei raccolti, ma lo è altrettanto l azione tossica di pericolo esposizione questi prodotti per l uomo qualora non vengano utilizzati in modo corretto. A contatto con RISCHIO MINORE la sostanza tossica vengono a trovarsi coloro che la producono, la trasportano e la utilizzano. Gli addetti alla produzione e al trasporto sono facilmente controllabili e pertanto applicare le misure preventive non risulta difficile. tutela della salute La prevenzione diventa invece più complessa quando bisogna attuarla nel mondo del lavoro agricolo dove non esiste il controllo ambientale e tanto meno quello sanitario. È importante in tal caso proteggere il lavoratore con abiti impermeabili che vanno tenuti costantemente puliti e lasciati sul posto di lavoro, con stivali, guanti e maschere. Non solo chi li produce, li trasporta e li utilizza, ma anche la popolazione in genere può essere esposta ai PF attraverso varie vie. I soggetti residenti in aree agricole possono, in rapporto alla loro distanza dalle colture in trattamento, essere esposti alla nebulizzazione dei PF per via aerea o per via digerente attraverso l acqua e gli alimenti eventualmente contaminati. La Regione Abruzzo predispone annualmente un programma di sorveglianza per il controllo dei residui di PF negli alimenti al fine del rispetto dei limiti concessi dalla legge vigente. 6.1 Accertamenti sanitari Oltre all utilizzo dei dispositivi di protezione individuali (DPI), è opportuno che l operatore si sottoponga a periodici accertamenti sanitari preventivi e di controllo. Gli accertamenti sanitari preventivi hanno lo scopo di verificare la capacità dell individuo di lavorare in condizioni climatiche sfavorevoli e di escludere la presenza di eventuali patologie congenite o acquisite che lo rendano particolarmente sensibile all esposizione a sostanze chimiche. Gli accertamenti sanitari consistono in controlli strumentali e di laboratorio della funzionalità cardiaca, respiratoria, epatica e renale; seppur generici, consentono di esprimere una prima valutazione complessiva sulle condizioni fisiche del soggetto e sulla sua idoneità. Gli accertamenti sanitari di controllo hanno invece lo scopo di individuare tempestivamente eventuali alterazioni causate dall azione dei PF. Numerose sono le malattie che in base alla loro gravità possono controindicare l attività lavorativa. Tra queste citiamo: l asma bronchiale, le bronchiti, le cardiopatie, le emopatie, le nefropatie, le epatopatie, le malattie neurologiche, i disordini ormonali e le dermopatie. 6.2 Intossicazioni acute e croniche e vie di assorbimento Le intossicazioni costituiscono un grosso problema medico-sociale. Si registra, infatti, un loro continuo aumento e ciò è da ricondurre allo sviluppo tecnologico che mette l uomo a contatto con innumerevoli sostanze e prodotti chimici potenzialmente tossici

27 Fig Vie di assorbimento: cutanea, inalatoria e digestiva. (Fonte: Corso di Scienze - Modulo C. - Noi Uomini - M.L. Bozzi, A. Pietra, L. Altomani) tutela della salute Il medico si trova oggi a dover trattare molti più intossicati che nel passato e questo è quanto si evidenzia nelle statistiche delle richieste di informazione ai Centri Antiveleni e in quelle dei Pronto Soccorso ospedalieri. L intossicazione acuta è causata dall assorbimento, da parte dell organismo, di una sola determinata dose di PF e si manifesta entro pochi minuti o ore dall esposizione (massimo entro le 24 ore). I sintomi possono essere localizzati alle parti corporee esposte alla sostanza, ad esempio agli occhi, con lacrimazione, irritazioni congiuntivali e corneali e disturbi della visione oppure generalizzati con sudorazione profusa, salivazione; a livello del Sistema Nervoso Centrale con tremori, spasmi muscolari (fino alla paralisi), perdita di coscienza (fino al coma); a livello dell apparato digerente con nausea vomito, dolori addominali, diarrea; a livello dell apparato respiratorio con tosse, irritazione e difficoltà a respirare; a livello cutaneo con eritema e prurito. L intossicazione cronica si manifesta gradualmente e può colpire differenti organi ed apparati. Gli effetti compaiono a distanza di tutela della salute 6.3 Effetti tossici dei PF Studi sperimentali effettuati in laboratorio ne hanno dimostrato l azione: cancerogena, cioè la trasformazione delle cellule normali in cellule tumorali; teratogena, cioè l alterazione delle cellule del feto con anomalie sul nascituro; mutagena, cioè l alterazione del patrimonio genetico dell individuo; sensibilizzante, cioè l insorgenza di manifestazioni allergiche. Molti di questi prodotti possono superare la barriera placentare ed espletare quindi un azione tossica sull embrione o sul feto. Durante l allattamento possono accumularsi nel tessuto adiposo delle ghiandole mammarie ed essere quindi presenti in concentrazioni significative nel latte materno; l allattamento può, quindi, favorire nel neonato l assorbimento per via digerente di significative dosi di PF. I casi di sospetta intossicazione devono essere trattati con urgenza: si deve immediatamente contattare un medico o condurre il paziente in ospedale, mostrando l etichetta del prodotto. Data la rapidità dell evoluzione dell intossicazione, un soccorso tempestivo fin dai primi minuti può essere determinante per il decorso successivo e per l esito del caso. Vi sono provvedimenti immediati che possono e debbono essere attuati da parte di personale non medico che per primo si trovi a prestare assistenza ad un soggetto intossicato. tempo (anche decenni) come conseguenza dell accumulo di alcuni composti nell organismo. L intossicazione cronica è dovuta ad una esposizione prolungata dell organismo a basse dosi di PF con conseguente instaurarsi di danni progressivi e irreversibili a carico del sistema nervoso, fegato, reni, apparato respiratorio, apparato visivo, cuore, tiroide, sangue. Nelle intossicazioni vanno considerate: la via di assorbimento (fig. 29), che può essere inalatoria o respiratoria (assorbimento di sostanze in forma di vapori, gas e sostanze solide o liquide allo stato di estrema finezza), cutanea (per contatto diretto e/o attraverso le mucose) e digestiva (accidentale oppure dovuta a scarsa igiene personale durante l attività lavorativa); la dose assorbita del prodotto utilizzato; il suo grado di tossicità. 6.4 Norme di pronto soccorso Le norme di pronto soccorso consistono nell allontanare immediatamente l intossicato dalla zona di trattamento, nel trasportarlo in luogo fresco, ventilato, possibilmente all ombra, nel togliergli gli abiti da lavoro intrisi di sostanza tossica, nel lavare la parte interessata per minuti circa con abbondante acqua corrente fredda in caso di contaminazione della cute e/o delle mucose, nel provocare il vomito solo se specificatamente indicato sull etichetta del PF e se il paziente è cosciente. In tutti i casi è di fondamentale importanza mostrare al medico del Pronto Soccorso l etichetta del prodotto utilizzato al fine di procedere ad una tempestiva e idonea terapia

28 tutela della salute tutela della salute 6.5 Dispositivi di protezione individuale (DPI) Per dispositivo di protezione individuale si intende qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo (art. 40 del D.Lgs. 626/94). I DPI vengono utilizzati al fine di evitare che i PF vengano a contatto con le tre vie di assorbimento: inalatoria, cutanea e digestiva. Per motivi di igiene e di sicurezza è assolutamente sconsigliato scambiare i dispositivi con i compagni di lavoro. È importante farne uso dal momento in cui si inizia a manipolare la sostanza, fuori dal suo contenitore, fino a quando tutte le attrezzature impiegate non vanno rimesse in deposito a fine giornata. I mezzi di protezione attualmente disponibili sul mercato sono molti e presentano caratteristiche tecniche e costi diversi, l importante è assicurarsi che garantiscano una buona efficacia nella protezione della persona e che vengano costantemente sottoposti a controlli periodici secondo le indicazioni della nota informativa. Si riportano di seguito le caratteristiche e le modalità d uso dei principali dispositivi per i trattamenti fitosanitari. Tuta: la si utilizza per la protezione di tutte le parti del corpo esclusa la testa, le mani e i piedi, quindi della via cutanea. La tuta va indossata al di sopra dei guanti protettivi e degli stivali per evitare che, in caso di rovesciamento accidentale del prodotto, lo stesso venga convogliato dalla tuta all interno dei guanti o delle calzature, a contatto con la pelle. Oltre a proteggere dalle sostanze tossiche non deve limitare i movimenti, non deve impedire la sudorazione, non deve essere troppo calda d estate né troppo pesante ed essere facilmente lavabile. Le tute di cotone si bagnano facilmente e, se non sono adeguatamente trattate con sostanze impermeabili, non forniscono una buona protezione. Da qualche anno sono in commercio tute di materiale impermeabile ma al tempo stesso traspirante: sono la soluzione ottimale. Dopo l uso va lavata separatamente da altri indumenti utilizzando un sapone comune. Stivali: servono naturalmente per la protezione dei piedi, quindi anche in questo caso della via cutanea. Gli stivali devono essere in gomma e calzati sotto la tuta. Dopo il trattamento, mentre ancora li si indossa, devono essere lavati con acqua e sapone solo dall esterno. Vanno sostituiti in caso di rottura, abrasione o logoramento. Guanti: vengono utilizzati per la protezione delle mani, quindi della via cutanea. I guanti devono essere realizzati in due strati di diverso colore e consistenza: lo strato esterno di colore scuro è di un materiale più resistente (preferibilmente in gomma nitrilica) mentre lo strato interno di colore chiaro è di un materiale più leggero. Queste caratteristiche sono necessarie in quanto lo strato realmente protettivo, cioè quello più esterno, consumandosi lascerà scoperto lo strato più interno. La comparsa del colore chiaro sulla superficie indicherà che i guanti non sono più efficienti e pertanto è opportuno sostituirli con un paio nuovo. Dopo l uso e prima di toglierli vanno accuratamente lavati con acqua e sapone e, successivamente, sfilati contemporaneamente a poco a poco aiutandosi ogni volta con la mano più protetta. Casco: protegge l intera testa, quindi le vie inalatoria e digestiva. I vari modelli si differenziano per il punto di appoggio (testa e spalle), il tipo di alimentazione (pile a secco, batteria ricaricabile, batteria del trattore e varie combinazioni fra queste) e la portata dell aria (da 80 litri al minuto a oltre 200). Sono consigliati i modelli alimentati con la batteria ricaricabile da utilizzare durante la preparazione della miscela e quelli alimentati con la batteria del trattore da impiegare durante l irrorazione. La guarnizione superiore della visiera del casco deve essere sempre ben manutenuta in maniera che non si deteriori, così da evitare infiltrazioni del prodotto dalla calotta all interno del casco. Fig MAI manipolare un PF senza guanti

29 tutela della salute Occhiali: sono per la protezione degli occhi, quindi della via cutanea. È importante usare occhiali omologati e garantiti sia per quanto riguarda la resistenza meccanica che nei confronti delle sostanze chimiche. È preferibile che gli occhiali siano dotati di valvole che evitino l appannamento conseguente alla sudorazione; in mancanza di tali valvole l appannamento può essere evitato stendendo un leggero strato di glicerina sulla faccia interna della lente. Vanno usati in abbinamento con la semimaschera. Dopo l uso vanno lavati con acqua e sapone. Maschera e semimaschera: servono per la protezione del naso e della bocca, quindi delle vie inalatoria e digestiva. Sono costituite da un supporto in gomma a perfetta tenuta, che può coprire l intero volto (maschera) oppure solo naso e bocca (semimaschera). La tenuta può essere controllata otturando con la mano l orifizio dei filtri e inspirando: se rimane in depressione la tenuta è ottimale. Nel caso della maschera sono inclusi anche gli occhiali. Gli elementi fondamentali sono le valvole e i filtri che devono essere specifici per le categorie di prodotto utilizzato. Semimaschera, maschera e casco devono essere lavati con acqua e sapone al termine di ogni trattamento evitando di bagnare il filtro, svitandolo nel caso di semimaschera e maschera. tutela della salute I filtri devono sempre essere sostituiti: quando viene percepito cattivo odore all interno del casco o della maschera; quando viene avvertito un aumento della resistenza respiratoria (maschera e semimaschera); una volta l anno quando si usano per brevi e saltuari periodi; quando espressamente indicato dal fabbricante. Cabina pressurizzata: è per la protezione totale dell operatore, senza la necessità di indossare altri dispositivi di protezione. I finestrini e le porte della cabina, durante l irrorazione, vanno tenuti chiusi in modo che l aria penetri solo attraverso appositi filtri. Fig Come NON distribuire un PF. Filtro: per il casco e per la maschera sono consigliati filtri contrassegnati da una banda a due colori (marrone e bianco). I filtri ancora da utilizzare riportano sulla confezione la data di scadenza; questa garantisce la funzionalità del filtro soltanto se ben conservato nella confezione originaria integra. Dopo ogni uso i filtri devono essere tolti e riposti dentro un contenitore, comunque protetto dall umidità e dalle temperature eccessive (ad es. sacchetto di nylon chiuso o altro). La loro durata varia in base alla concentrazione della miscela, al diametro delle particelle e all umidità dell aria

30 tutela della salute Fig Corretta procedura di svestizione alla fine di ogni trattamento. adempimenti di acquirenti e utilizzatori adempimenti di acquirenti e utilizzatori Autorizzazione all acquisto e all impiego dei prodotti fitosanitari I PF ed i loro coadiuvanti, se classificati molto tossici, tossici o nocivi, possono essere venduti per l impiego diretto, per sé o conto terzi, soltanto a coloro che siano muniti di apposita autorizzazione. L istanza per il rilascio di detta autorizzazione va presentata in marca da bollo e corredata di foto tessera, al Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) della ASL territorialmente competente. Tale autorizzazione viene rilasciata dal SIAN della ASL competente per territorio alle persone che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, frequentato un corso di aggiornamento e ottenuto una valutazione positiva. Il corso ha una durata di 15 ore per coloro che chiedono il rilascio dell autorizzazione all acquisto e di 9 ore per coloro che ne chiedono il rinnovo. La frequenza è obbligatoria per almeno l 80% del monte ore complessivo. La valutazione ha lo scopo di accertare che l interessato conosca i pericoli connessi alla detenzione, manipolazione e utilizzazione dei PF e loro coadiuvanti, le modalità per un corretto uso degli stessi, le relative misure precauzionali da adottare e gli elementi fondamentali per un corretto impiego da un punto di vista sanitario, agricolo ed ambientale. Per la formulazione del giudizio di idoneità la commissione di valutazione si avvale di specifici quiz (n. 20) e valuta positivamente la prova con il riscontro di almeno 17 risposte esatte. Dal corso di formazione e dalla valutazione sono esentati i laureati in scienze agrarie, i periti agrari e gli agrotecnici. L autorizzazione deve contenere nome e cognome, la data e il luogo di nascita e di residenza e la fotografia del richiedente. È valida per 5 anni ed è rinnovabile con le stesse modalità previste per il rilascio, su domanda da presentare, possibilmente almeno 6 mesi 56 57

31 adempimenti di acquirenti e utilizzatori adempimenti di acquirenti e utilizzatori prima della scadenza, al SIAN dell ASL del comprensorio. In caso di smarrimento bisogna presentare denuncia alla locale stazione dei carabinieri e solo successivamente l interessato potrà richiederne il duplicato al SIAN dell ASL competente per territorio. All atto dell acquisto dei PF classificati molto tossici, tossici, nocivi, l acquirente, oltre a esibire al venditore l autorizzazione all acquisto, deve apporre la propria firma su un modulo di acquisto, redatto in duplice copia, numerato progressivamente a cura del venditore. Le copie dei moduli d acquisto devono essere conservate in modo idoneo a cura dell acquirente per il periodo di un anno. L autorizzazione conseguita abilita, e perciò rende responsabili, all acquisto, al trasporto, alla conservazione e all impiego dei PF e loro coadiuvanti. separati il registro può essere conservato presso la sede legale, oppure presso ciascuno dei corpi aziendali. Sono esentati dalla compilazione del cosiddetto quaderno di campagna i soggetti che utilizzano PF esclusivamente in orti e giardini familiari il cui raccolto è destinato al consumo proprio. Nel caso di cooperative di produttori che acquistano PF per l esecuzione dei trattamenti per conto dei loro soci, il registro dei trattamenti (unico per tutti gli associati) può essere conservato presso la sede sociale e deve essere compilato e sottoscritto dal legale rappresentante previa delega rilasciata dai soci. Il registro dei trattamenti deve essere redatto anche quando gli interventi fitosanitari vengono eseguiti per la difesa delle derrate alimentari immagazzinate e per gli impieghi extra agricoli (verde pubblico, diserbo canali, sedi ferroviarie, ecc.). Fig Modello di autorizzazione all acquisto e all utilizzo dei PF. 7.2 Registro dei trattamenti Per registro dei trattamenti si intende un modulo che riporti l elenco dei trattamenti eseguiti sulle diverse colture oppure una serie di moduli distinti, relativi ciascuno a una singola coltura agraria. Esso deve essere sempre aggiornato e conservato almeno per l anno successivo a quello a cui si riferiscono gli interventi annotati. Sul registro devono essere riportati i trattamenti effettuati con tutti i PF (molto tossici, tossici, nocivi, irritanti, non classificati) entro trenta giorni dall esecuzione. Il registro può essere compilato anche da persona diversa; in questo caso, unitamente al registro dovrà essere presente la relativa delega scritta da parte del titolare. Il registro dovrà essere esibito su richiesta dell autorità competente che ha la facoltà di effettuare controlli e riscontri nell azienda. In presenza di corpi aziendali Non esiste una modulistica prestabilita (anche se le regioni possono predisporre specifiche schede); le schede non necessitano di registrazione, vidimazione, invio, ma devono essere aggiornate, conservate e tenute a disposizione delle autorità deputate al controllo e alla vigilanza; debbono inoltre riportare le seguenti informazioni: dati anagrafici dell azienda, la denominazione e l estensione della coltura trattata, la data del trattamento, il PF e la quantità impiegati nonché l avversità che ha reso necessario il trattamento. Fig Esempio di registro dei trattamenti per gli agricoltori

32 adempimenti di acquirenti e utilizzatori adempimenti di acquirenti e utilizzatori venienza agricola, approvato con deliberazione , n. 688 e pubblicato sul BURA N. 64 Speciale del , prevede specifiche convenzioni da stipularsi tra i vari soggetti che vi partecipano. Allo stato attuale, i rapporti tra detti soggetti devono tuttavia ancora essere definiti. Le modalità di raccolta contemplate nella suddetta deliberazione sono: raccolta a domicilio: va effettuata presso l impresa agricola a richiesta della stessa. L ecomezzo del soggetto gestore del servizio opera direttamente la raccolta presso il produttore/detentore (servizio porta a porta ). mezzo mobile (ecomezzo): è autorizzato ai sensi di legge presso i punti di raccolta. I rifiuti sono pesati e trasferiti sul mezzo del soggetto gestore. stazioni ecologiche: il conferimento va eseguito presso i centri di raccolta, autorizzati ai sensi delle disposizioni nazionali e regionali vigenti, indicati dai soggetti gestori dei servizi. Fig I liquidi di lavaggio dei contenitori vanno sempre svuotati nel serbatoio dell irroratrice. 7.3 Smaltimento dei contenitori vuoti I rifiuti provenienti dalle attività agricole, ai sensi del D. Lgs. 152/06 e successive modificazioni e integrazioni, sono rifiuti speciali e vanno gestiti in circuiti separati dai rifiuti urbani di origine domestica. I contenitori di PF non lavati, quelli con prodotto scaduto o inutilizzabile sono classificati come rifiuti speciali pericolosi. I contenitori di PF vuoti e bonificati sono classificati come rifiuti speciali non pericolosi e come tali, una volta svuotati del loro contenuto, non debbono essere riutilizzati direttamente per nessun motivo e non possono in alcun caso essere smaltiti utilizzando i normali cassonetti per i rifiuti urbani. È vietato altresì bruciarli, interrarli o abbandonarli nell ambiente. Per bonificati si intendono i contenitori risciacquati più volte e privi di residuo. Le operazioni di bonifica possono essere eseguite con lavaggi manuali o meccanici: lavaggio manuale: si immette nel contenitore un quantitativo di acqua pulita pari al 20% del suo volume (ad esempio 200 ml di acqua per un contenitore da 1000 ml). Si chiude il contenitore e si eseguono almeno tre risciacqui consecutivi accurati, successivamente, il contenitore deve essere aperto, svuotato e fatto sgocciolare; lavaggio meccanico: il lavaggio può essere eseguito con una delle attrezzature disponibili sul mercato. Occorre una portata d acqua minima di 4,5 litri/minuto ed una pressione di almeno 3,0 bar. Il tempo di lavaggio è di almeno 40 secondi e quello di sgocciolamento di almeno 60 secondi. Durante la bonifica l operatore deve indossare i dispositivi di protezione individuale (DPI). Il liquido ottenuto dai ripetuti lavaggi del contenitore va svuotato nell atomizzatore contenente la miscela del PF in preparazione per l irrorazione. È necessario schiacciare i contenitori per limitarne il volume. Gli stessi potranno essere consegnati in sacchi chiusi forniti dal gestore del servizio e provvisti di etichetta, la quale dovrà riportare gli estremi identificativi del conferente (ad esempio ragione sociale dell impresa agricola, indirizzo della sede operativa, codice fiscale). Il deposito dei rifiuti agricoli effettuato in azienda deve rispettare le condizioni del deposito temporaneo ai sensi dell art. 183, lett. M del D. Lgs. 152/06 e garantire le condizioni di massima sicurezza e protezione ambientale, utilizzando idonei contenitori, nonché la separazione delle diverse tipologie. Per garantire un loro corretto smaltimento e/o recupero, l accordo di programma per l ottimizzazione della gestione dei rifiuti di pro

33 adempimenti dei rivenditori adempimenti dei rivenditori 8 adempimenti dei rivenditori 8.1 Abilitazione alla vendita dei prodotti fitosanitari L istanza per il rilascio del certificato di abilitazione alla vendita dei prodotti fitosanitari e loro coadiuvanti va presentata in marca da bollo e corredata di foto tessera al Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN) della ASL competente per territorio. Tale certificato viene rilasciato dal SIAN alle persone che abbiano compiuto il diciottesimo anno di età, frequentato un corso di aggiornamento e ottenuto una valutazione positiva. Il corso ha una durata di 15 ore per coloro che chiedono il rilascio dell abilitazione e di 9 ore per coloro che ne chiedono il rinnovo. La frequenza è obbligatoria per almeno l 80% del monte ore complessivo. La valutazione ha lo scopo di accertare che l interessato conosca gli elementi fondamentali sull impiego in agricoltura, sulla tossicità dei PF e sul loro corretto impiego dal punto di vista sanitario, abbia nozioni sulle modalità utili e necessarie per prevenire le intossicazioni acute e croniche derivanti dall impiego di PF, sulla legislazione dei PF e loro coadiuvanti nonché in materia di tutela dell ambiente dagli inquinamenti. Per il rilascio dell abilitazione alla vendita la commissione valutatrice si avvale di un colloquio specifico nei riguardi dei discenti, inerenti i suddetti argomenti. Dal corso di formazione e dalla valutazione sono esentati i laureati in scienze agrarie e forestali, i periti agrari, gli agrotecnici, i laureati in chimica, medicina e chirurgia, medicina veterinaria, scienze biologiche, farmacia, i diplomati in farmacia e i periti chimici. Il certificato di abilitazione alla vendita deve contenere nome e cognome, la data e il luogo di nascita e di residenza e la fotografia del richiedente. È valida per 5 anni ed è rinnovabile con le stes- se modalità previste per il rilascio su domanda da presentare, possibilmente almeno 6 mesi prima della scadenza, al Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell ASL di competenza. In caso di smarrimento bisogna presentare denuncia alla locale stazione dei carabinieri e solo successivamente l interessato potrà richiederne il duplicato al Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione competente. All atto dell acquisto dei PF classificati molto tossici, tossici, nocivi, il venditore deve chiedere all acquirente di esibire l autorizzazione all acquisto dei PF e redigere un modulo di acquisto in duplice copia, numerato progressivamente, in cui l acquirente dovrà apporre la propria firma. Le copie dei moduli d acquisto devono essere conservate in modo idoneo. 8.2 Requisiti minimi e dotazioni dei locali adibiti al deposito e alla vendita dei prodotti fitosanitari I rivenditori sono tenuti all osservanza di una serie di requisiti minimi e di obblighi che i locali adibiti alla vendita e al deposito dei PF debbono necessariamente presentare: ubicazione nelle aree indicate nel piano regolatore generale del Comune; non possono essere adibiti allo scopo locali interrati o seminterrati; l altezza netta minima deve essere di tre metri; le pareti devono essere trattate con pittura idrorepellente; i pavimenti devono essere di tipo impermeabile e privi di fessurazioni, con pendenza sufficiente per avviare rapidamente i liqui- Fig Modello di abilitazione alla vendita dei PF

34 adempimenti dei rivenditori di versati e le acque di lavaggio in apposito punto di raccolta; l aerazione dei locali deve avvenire mediante finestrature che garantiscano un sufficiente ricambio naturale dell aria;. conformità degli impianti idrico ed elettrico; non è ammesso lo stoccaggio e la vendita di generi alimentari e di mangimi in ambienti comunicanti; i prodotti classificati molto tossici, tossici o nocivi devono essere tenuti in locali separati anche mediante tramezzi di robusta rete metallica, provvisti di porta munita di serratura o lucchetto; le confezioni di PF non devono essere tenute a contatto diretto di pareti e pavimenti; deve essere installato almeno un estintore da 6 kg, posto in zona facilmente accessibile, da sottoporre ogni sei mesi a control- 8.3 Prescrizioni per la vendita È vietata la vendita dei PF e dei loro coadiuvanti sia in forma ambulante sia allo stato sfuso. I PF se classificati molto tossici, tossici e nocivi, sono conservati in appositi locali o armadi, sempre da tenersi chiusi a chiave. Chiunque venda PF molto tossici, tossici o nocivi deve essere provvisto di un registro o di uno schelo e certificazione idonea; per ogni addetto alla vendita e al deposito di PF, deve essere presente una dotazione individuale di occhiali, guanti, stivali, maschera e tuta resistenti ai prodotti chimici; i mezzi di protezione devono essere conservati in apposito armadietto a più ante, ove riporre anche gli eventuali abiti da lavoro; adempimenti dei rivenditori dario numerato di carico e scarico, debitamente vistato in ogni pagina dalla ASL di competenza. Nella voce carico devono essere riportati: il nome, il numero di registrazione e il quantitativo del PF, il nome dell impresa produttrice e la data di arrivo della merce. Nella voce scarico devono essere riportati: il nome e il quantitativo del prodotto venduto, la data della vendita e gli estremi del modulo d acquisto. L acquirente dei PF molto tossici, tossici o nocivi, all atto dell acquisto e a tutti gli effetti, assume la responsabilità della idonea conservazione e dell impiego del prodotto, apponendo a tale scopo la propria firma su apposito modulo numerato progressivamente a cura del venditore, compilato in duplice copia, di cui una resta in possesso del venditore e l altra viene consegnata all acquirente. Qualora l acquisto venga fatto tramite ordinazione scritta, l acquirente deve compilare la richiesta in duplice copia e secondo lo schema sotto illustrato. La richiesta deve essere vistata dal sindaco o dal comandante della stazione dei carabinieri o dalla ASL o dal funzionario regionale competente, previo accertamento che l interessato sia in possesso dell autorizzazione prescritta. Per le cessioni che intervengono tramite ordinazione scritta tra produttori e produttori, tra produttori e commercianti e tra questi ultimi è sufficiente che il visto di cui sopra sia apposto sulla prima richiesta e almeno una volta l anno. Il venditore deve restituire all acquirente, unitamente alla merce e debitamente compilata, una copia della predetta richiesta trattenendo l altra a scarico della merce avvenuta. Fig L estintore deve essere sempre posto in un punto facilmente accessibile. presenza di una cassetta di pronto soccorso; disponibilità di acqua per lavarsi, con lavandino a comando non manuale, una doccia di emergenza e una vaschetta lavaocchi; in prossimità dell apparecchio telefonico devono essere tenuti affissi bene in vista i numeri di emergenza; lo stoccaggio dei residui di eventuali bonifiche deve avvenire nel rispetto delle norme vigenti in materia. 8.4 Dati di vendita In base alla circolare del 30 ottobre 2002, pubblicata sul Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2003, i titolari degli esercizi di vendita di PF sono tenuti a trasmettere annualmente, entro il secondo mese successivo alla fine di ciascun anno solare (fine febbraio), le schede informative sui dati di vendita in duplice copia a: UFFICIO SIAN Servizio prevenzione collettiva Direzione Sanità - Via Conte di Ruvo, (Pescara) Per l acquisizione nella banca dati, l autorità regionale provvede quindi a trasmettere i supporti ricevuti, entro fine maggio dello stesso anno, al Sistema Informativo Agricolo Nazionale di Roma

35 9 questionario a quiz questionario a quiz questionario a quiz 9 La nuova normativa sui preparati pericolosi classifica i prodotti fitosanitari in base alla sola pericolosità delle sostanze attive? A Sì. Sempre. B No, considera i rischi connessi all intero formulato così come viene commercializzato. C Sì, ma solo per i formulati commercializzati in polvere. 10 Che cosa sono le malattie parassitarie delle piante? A Alterazioni non dovute a organismi viventi. B Anomalie dello sviluppo vegetativo dovute a squilibri della nutrizione. C Alterazioni causate da organismi viventi. 11 I prodotti fitosanitari per piante ornamentali (P.P.O.) possono essere acquistati da chiunque? A Sì. B No, solo dagli agricoltori. C Sì, ma solo se la formulazione è liquida e la confezione non è superiore a 100 ml. A) Nozioni generali 1 Che cosa sono i prodotti fitosanitari? A Tutti i prodotti che si impiegano per la difesa delle piante, delle derrate alimentari, il diserbo delle coltivazioni e che favoriscono o regolano le produzioni vegetali. B Gli insetticidi e i fungicidi. C I prodotti per la difesa della piante molto tossici, tossici e nocivi. 2 Come vengono chiamati i preparati destinati a proteggere i vegetali e ad eliminare le piante indesiderate? A Fitofarmaci. B Prodotti fitosanitari. C Agrofarmaci. 3 I prodotti fitosanitari sono di libera vendita o sono soggetti ad autorizzazione? A Sono di libera vendita. B Sono soggetti ad autorizzazione dell Azienda Sanitaria Locale. C Sono soggetti ad autorizzazione del Ministero della Sanità. 4 Che cosa si intende per sostanza attiva? A La sostanza contenuta in un prodotto fitosanitario che agisce contro l avversità da combattere. B Un prodotto che può essere acquistato solamente da chi ne possiede l autorizzazione. C Il residuo massimo consentito sugli alimenti. 5 Che cosa sono i coadiuvanti? A Sostanze che riducono il tempo di rientro. B Sostanze che migliorano l azione di un prodotto fitosanitario. C Sostanze che prolungano il tempo di sicurezza. 6 Che cosa sono i coformulanti? A Sostanze che servono a ridurre la DL 50. B Sostanze che servono a ridurre la concentrazione della sostanza attiva. C Sostanze che hanno lo scopo di aumentare l efficacia delle sostanze attive. 7 Perché è importante conoscere l attività della sostanza attiva? A Perché specifica se il prodotto è nocivo agli insetti e acari utili. B Perché indirizza l agricoltore nella scelta del prodotto in relazione all avversità da combattere. C Perché indica la quantità minima necessaria per combattere i parassiti. 8 Con gli insetticidi di impiego agricolo possono essere trattati i parassiti degli animali? A Sì, solo se non esistono prodotti alternativi. B Sì, solamente se questi non producono latte. C No, mai. 12 Cosa si intende per aree extra-agricole? A Le superfici aziendali non coltivate. B Aree di interesse civile non soggette a coltivazione. C Le zone di preparazione delle miscele antiparassitarie. 13 Quali tra questi componenti aumentano l efficacia di un prodotto fitosanitario? A Coadiuvanti. B Coformulanti. C Granuli disperdibili. 14 Quali tra i seguenti composti possono essere definiti coformulanti? A Adesivanti. B Antideriva. C Sostanze inerti. B) Effetti sulla salute 15 Se capita di essere bagnati dalla nube irrorante, usando i prodotti fitosanitari, quale precauzione occorre seguire? A Cambiare gli indumenti protettivi. B Sospendere il lavoro, togliersi gli indumenti indossati e lavarsi accuratamente. C Spogliarsi ed asciugarsi con un panno pulito. 16 Nel togliersi i guanti dopo le lavorazioni con prodotti fitosanitari è opportuno: A Sfilarseli contemporaneamente a poco a poco aiutandosi ogni volta con la mano più protetta. B Sfilarseli rapidamente uno alla volta rovesciandoli. C Sfilarseli uno alla volta aiutandosi con la mano restata libera. 17 Quali rischi può comportare l ingestione di alcolici durante i trattamenti con prodotti fitosanitari? A Interazione tossica con l alcool etilico. B Nessun rischio. C Disturbi gastroenterici. 18 Attraverso quali vie può avvenire una intossicazione acuta? A Per contatto. B Per contatto, per ingestione e per inalazione. C Per ingestione e per inalazione. 19 Non rispettando le norme precauzionali per l uso dei prodotti fitosanitari a quale rischio si sottopone l operatore? A Intossicazione acuta. B Intossicazione acuta, cronica e sviluppo di malattie allergiche. C Intossicazione cronica e sviluppo di malattie allergiche

36 questionario a quiz 20 All insorgere di un malessere che si ritiene collegato con l impiego dei prodotti fitosanitari, come è opportuno comportarsi? A Rivolgersi al pronto soccorso mostrando le etichette dei prodotti utilizzati. B Bere del latte e distendersi per qualche ora. C Provocare il vomito e mettersi a riposo. 21 Nel caso di intossicazione acuta da prodotti fitosanitari, quali provvedimenti immediati occorre adottare? A Trasportare il soggetto lontano dalla fonte di contaminazione, spogliarlo e lavarlo con acqua, non somministrare alcuna bevanda e portare il soggetto in ospedale consegnando l etichetta del prodotto che ha causato l intossicazione. B Mettere a letto il soggetto e chiamare il medico curante. C Lavare l intossicato con acqua e somministrare una bevanda calda. 22 Cosa si deve fare nel caso che il prodotto vada a contatto con gli occhi? A Mettere il collirio. B Tenere gli occhi chiusi. C Sciacquarli abbondantemente con acqua e recarsi al pronto soccorso. 23 Un prodotto fitosanitario tossico può provocare intossicazioni mortali per l uomo? A No, solo intossicazioni croniche. B Sì. C No, solo intossicazioni sub-acute. 24 Per proteggere le mani durante l impiego di prodotti fitosanitari è opportuno utilizzare guanti: A In pelle. B In tessuto idrorepellente. C In gomma nitrilica. C) Metodi di difesa fitosanitari 25 Cosa si intende per difesa integrata? A L utilizzo integrato di prodotti fitosanitari selettivi. B La difesa delle colture che impiega mezzi chimici, biologici, agronomici, fisici, biotecnologici e genetici. C La difesa delle colture che impiega sostanze di derivazione naturale. 26 Cosa si intende per lotta biologica? A Il divieto di impiego di prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi. B L uso esclusivo di antagonisti naturali per il contenimento degli organismi dannosi alle colture. C L impiego di prodotti fitosanitari selettivi che non danneggiano gli insetti utili. 27 Cosa si intende per lotta guidata? A L esecuzione dei trattamenti solo nei casi in cui il danno previsto superi il costo del trattamento. B L eliminazione di tutti gli insetti dalle colture agrarie. C L esecuzione dei trattamenti a turni fissi sulla base dell andamento climatico. 28 È corretto eseguire i trattamenti fitosanitari a calendario seguendo esclusivamente le fasi fenologiche? A No, perché non si è certi che il parassita sia presente o abbia raggiunto un livello di reale dannosità per la coltura. B Sì, perché così si è sicuri di colpire in tempo l avversità da combattere. C Sì, ma solo se si usano prodotti non classificati. 29 Che cosa si intende per agricoltura biologica? A Un sistema di produzione compatibile con l ambiente che non fa uso di sostanze chimiche di sintesi. B Una tecnica agricola in cui non si eseguono trattamenti contro le avversità delle piante. C Una tecnica agricola in cui, per la difesa delle colture, si impiegano solo prodotti irritanti o non classificati. D) Suddivisione dei prodotti fitosanitari questionario a quiz 30 A che cosa serve un prodotto fitosanitario insetticida? A A combattere gli insetti parassiti degli animali. B A combattere le malattie crittogamiche. C A combattere gli insetti dannosi alle colture agrarie. 31 A che cosa serve un prodotto fitosanitario diserbante? A Al solo diserbo di fossi, canali e giardini. B Ad impedire lo sviluppo indesiderato delle erbe infestanti nelle colture agricole. C Ad eliminare le piante infestate da organismi nocivi. 32 A cosa serve un prodotto fitosanitario fungicida? A A combattere le malattie fungine delle piante agrarie. B Ad accelerare la maturazione dei frutti. C A distruggere le foglie attaccate dal marciume. 33 Cosa sono i fitoregolatori? A Prodotti che promuovono o inibiscono determinati processi naturali delle piante. B Prodotti per combattere le malattie batteriche. C Prodotti impiegati per la concia delle sementi. 34 Cosa sono i modificatori del comportamento? A I prodotti fitosanitari che prevengono i danni dei parassiti fungini. B I prodotti fitosanitari che mantengono i roditori lontano dalle colture. C I prodotti fitosanitari atti a cambiare il comportamento di un insetto, come i feromoni e le trappole cromotropiche. 35 A cosa serve un prodotto fitosanitario acaricida? A A impedire lo sviluppo delle erbe infestanti. B A eliminare gli acari dannosi. C A proteggere gli acari utili. E) Classi di pericolosità; limiti tecnici; limiti igienistici 36 Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario molto tossico? A Con scritto, in caratteri ben visibili: Attenzione, manipolare con prudenza: prodotto molto tossico. B Con una croce di Sant Andrea in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio e la lettera N. C Con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, la sigla T+ e la scritta molto tossico. 37 Che cosa è il tempo di rientro per l operatore agricolo? A L intervallo di tempo tra il trattamento e il rientro nell area trattata per svolgere attività lavorative senza dispositivi di protezione individuale. B L intervallo di tempo tra il trattamento e l assorbimento del prodotto all interno della pianta. C L intervallo di tempo tra il trattamento e il rientro in azienda. 38 Se si rende necessario eseguire un trattamento in prossimità della raccolta, quale tipo di prodotto occorre impiegare? A Un prodotto fitosanitario che non venga assorbito dalle piante. B Un prodotto fitosanitario che possieda un tempo di carenza inferiore a quello fra il trattamento e la presumibile data di raccolta. C Qualsiasi prodotto fitosanitario purché il prodotto raccolto venga lavato accuratamente prima della vendita

37 questionario a quiz 39 Cosa si intende per limite di tolleranza? A La dose massima di prodotto fitosanitario tollerata dalla pianta affinché non si verifichino delle ustioni. B La quantità massima di prodotto fitosanitario che per legge può essere presente sui prodotti destinati all alimentazione. C La quantità di prodotto fitosanitario che rimane nella botte. 40 L intervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario varia se viene diminuita la concentrazione di impiego? A No. B Sì, diminuisce proporzionalmente alle concentrazioni. C Sì, diminuisce riducendo la quantità di acqua impiegata. 41 Il lavaggio e la conservazione dei prodotti ortofrutticoli successivi al trattamento modificano l intervallo di sicurezza di un prodotto fitosanitario applicato in campo? A Sì, il periodo di sicurezza scompare. B Sì, il periodo di sicurezza viene ridotto. C No, il periodo di sicurezza rimane inalterato. 42 Nel caso di vegetali destinati alla trasformazione industriale o surgelati, si deve o no tenere conto dell intervallo di sicurezza? A Sì, sempre. B No. C No, se i prodotti vengono lavati con acqua calda. 43 Dovendo fare un trattamento su coltura ortiva a raccolta scalare A Bisogna sempre rispettare i tempi di carenza. B Non bisogna rispettare i tempi di carenza in quanto la raccolta è scalare. C Bisogna rispettare i tempi di carenza soltanto per l ultima raccolta. 44 Se si effettuano trattamenti della frutta in post-raccolta, prima di immetterla sul mercato è necessario A Lavarla se si utilizza prima del giorno di scadenza del periodo di sicurezza. B Pulirla in maniera che non restino tracce evidenti del trattamento. C Rispettare rigorosamente i tempi di carenza. 45 Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario tossico? A Con una croce di Sant Andrea in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta nocivo. B Con scritto, in caratteri ben visibili: attenzione, manipolare con prudenza prodotto tossico. C Con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, la sigla T e la scritta tossico. 46 Che cos è la DL50? A Il 50% della dose che può essere letale. B La dose che uccide il 50 % degli animali da esperimento sottoposti al trattamento. C La dose da diluire al 50 % per avere un azione letale. 47 Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario nocivo? A Con un teschio nero su ossa incrociate inserite in un quadrato rettangolare di colore giallo-arancio e la scritta veleno. B Con la sola scritta nocivo, senza disegni particolari. C Con una croce di Sant Andrea nera in un riquadro rettangolare di colore giallo-arancio, la sigla Xn e la scritta nocivo. questionario a quiz 49 I prodotti fitosanitari irritanti hanno sempre un intervallo di sicurezza più breve rispetto ai prodotti fitosanitari molto tossici? A Sì, perché non sono velenosi. B Dipende dall andamento stagionale. C No. 50 Come è contrassegnato un prodotto fitosanitario irritante? A Con una I maiuscola, inserita su di un quadrato di color arancio e la scritta irritante. B Con una croce di Sant Andrea nera su di un quadrato color arancio, la sigla Xi e la scritta irritante. C Non viene contrassegnato. 51 L intervallo di sicurezza o tempo di carenza è indicato in etichetta? A Sì, sempre. B A discrezione della ditta produttrice del formulato. C Sì, ma solo sui prodotti classificati T+, T e Xn. 52 Cosa si intende per intervallo di sicurezza o tempo di carenza? A L intervallo espresso in giorni che deve intercorrere tra un trattamento e l altro. B L intervallo di tempo espresso in giorni dopo il quale è possibile rientrare nel terreno trattato senza i dispositivi di protezione individuale. C L intervallo di tempo espresso in giorni che deve intercorrere tra l ultimo trattamento e la raccolta o la messa in commercio di derrate alimentari immagazzinate. 53 Come viene espresso il Limite Massimo di Residuo (LMR) su un prodotto destinato all alimentazione? A In g/kg. B In mg/g. C In mg/kg. 54 Come viene contrassegnato in etichetta un prodotto fitosanitario pericoloso per l ambiente? A Con il simbolo del liquido versato sulle mani e su materiali e con la lettera C. B Con la dicitura: Attenzione: pericoloso per il verde pubblico. C Con il simbolo della pianta secca, del pesce morto e con la lettera N. 55 Che informazione danno le frasi di rischio riportate nell etichetta di un prodotto fitosanitario? A Descrivono i rischi derivanti dalla miscelazione di sostanze attive di differente formulazione. B Descrivono i rischi per la salute umana, animale ed ambientale connessi alla manipolazione di sostanze chimiche. C Descrivono l effetto dannoso che il prodotto fitosanitario può causare sulla pianta in caso di sovradosaggio. 56 Con quale lettera sono contrassegnate le frasi di rischio? A F. B R. C N. 57 Con quale lettera sono contrassegnati i consigli di prudenza? A P. B C. C S. 48 La croce di Sant Andrea si trova solo su prodotti nocivi? A Sì. B La croce di Sant Andrea indica prodotti tossici. C No, anche sui prodotti irritanti

38 questionario a quiz F) Caratteristiche e scelta dei prodotti fitosanitari 58 I prodotti classificati T+, T e Xn sono più dannosi nei confronti degli insetti utili rispetto a quelli Xi e NC? A Sono sempre tutti dannosi in quanto non sono mai selettivi. B No, l effetto sugli insetti utili non è legato alla tossicità. C Non sono mai dannosi. 59 Che cosa è la persistenza d azione di un prodotto fitosanitario? A La capacità di agire anche durante il riposo vegetativo di una pianta. B La capacità di non essere asportato dalla pioggia. C La capacità di restare attivo nel tempo contro l avversità da combattere. 60 Quando l operatore agricolo miscela due o più prodotti fitosanitari con intervalli di sicurezza diversi, dopo quanti giorni può effettuare la raccolta? A Dopo il numero di giorni indicato per il prodotto più tossico. B Dopo trenta giorni. C Dopo il numero di giorni indicato sul prodotto con il tempo di carenza più lungo. 61 È possibile miscelare prodotti fitosanitari diversi? A Sì, previa consultazione delle indicazioni di compatibilità in etichetta. B No, mai. C Sì, ma solo se presentano la stessa formulazione. 62 Prima di miscelare due prodotti fitosanitari per un trattamento, cosa bisogna fare? A Preparare una dose doppia di acqua, perché i prodotti sono due. B Preparare due soluzioni distinte, unendole successivamente. C Leggere attentamente la voce compatibilità sulle due etichette o assumere informazioni adeguate. 63 Quali vantaggi offrono le nuove formulazioni dei prodotti fitosanitari (es. granuli idrodisperdibili, fluido microincapsulato)? A Nessuno. B I vantaggi sono esclusivamente di tipo economico. C Minore pericolosità per l operatore e maggiore facilità nella preparazione della miscela. 64 Cosa sono i trattamenti a secco? A I trattamenti che non hanno bisogno di acqua come mezzo disperdente. B I trattamenti eseguiti con la pompa a spalla. C I diserbi eseguiti in pre-emergenza della coltura. 65 Quali prodotti fitosanitari possono essere impiegati nei trattamenti con l elicottero? A Solo i prodotti non classificati. B Solo i prodotti a ciò autorizzati. C Tutti quelli sotto forma liquida che recano il simbolo di un velivolo. 66 È possibile impiegare prodotti fitosanitari per scopi diversi da quelli indicati in etichetta? A Sì, solamente su prescrizione di un tecnico specializzato. B Sì, solo se realmente necessario. C No. 67 Alcuni prodotti fitosanitari possono essere impiegati per trattamenti di aree non agricole? A Sì, ma solo su apposita autorizzazione del Sindaco. B No. C Solo quando è specificatamente indicato in etichetta. questionario a quiz 68 Qual è la caratteristica di un prodotto fungicida sistemico? A Di non essere tossico per l operatore che effettua il trattamento perché non resta sulle superfici vegetali. B La capacità di traslocare dal punto di penetrazione entrando nel sistema linfatico della pianta per essere poi trasportato in tutti gli organi. C La capacità di agire sistematicamente contro tutti i funghi patogeni che possono essere presenti sulla pianta. 69 Un prodotto fitosanitario può essere impiegato su qualsiasi coltura? A Sì, ma solo se si tratta di piante legnose. B No, solo per le colture e con le modalità indicate in etichetta. C No, solamente in base all esperienza. 70 Gli operatori agricoli possono usare prodotti non registrati o revocati? A No, mai. B Sì, solamente se non sono tossici. C Sì, purché eseguano le indicazioni di un tecnico. 71 Un prodotto aficida può essere impiegato su qualsiasi coltura per la lotta contro gli afidi? A No, solo per le colture indicate in etichetta. B Sì, in quanto è un prodotto specifico. C Sì, se vi è un adeguata esperienza. 72 È possibile prevedere in anticipo la comparsa di alcune malattie fungine (es. peronospora della vite e del pomodoro) e quindi valutare la necessità di eseguire trattamenti specifici? A No, è necessario proteggere costantemente la vegetazione in quanto non è in alcun modo possibile prevederne la comparsa. B No, per le malattie fungine è necessario trattare solo in coincidenza di certe fasi fenologiche. C Sì, se si dispone dei dati meteorologici e solo attraverso specifici modelli previsionali. 73 Quali fenomeni si possono manifestare impiegando un erbicida a dose più alta di quella consigliata? A Fitotossicità per la coltura. B Aumento della produzione perché si eliminano tutte le infestanti. C Nessuno, se dato in pre-emergenza. 74 Che cosa si intende per selettività di un insetticida? A La capacità di eliminare gli insetti nocivi, ma di rispettare il più possibile gli insetti utili. B La capacità di agire sugli insetti nocivi senza avere effetti tossici per l uomo. C La capacità di eliminare tutti gli insetti presenti nella coltura. 75 Qual è l azione di un prodotto fungicida di copertura? A Preventiva: impedisce l insediamento dell infezione. B Curativa: consente di combattere la malattia durante l incubazione. C Eradicante: blocca lo sviluppo di infezioni già manifeste. 76 Fra le modalità d azione degli insetticidi, qual è la più selettiva? A Per ingestione. B Per asfissia. C Per contatto. 77 Quando un erbicida è selettivo? A Quando solo le piante infestanti sono danneggiate mentre la coltura non risente del trattamento. B Quando solo la coltura è danneggiata mentre le erbe infestanti sono risparmiate. C Quando sia la coltura che le erbe infestanti vengono distrutte dal trattamento. 78 Quali tipi di erbicidi possono influire negativamente sulla coltura che segue quella trattata? A Antigerminanti residuali. B Ad assorbimento fogliare. C Disseccanti

39 questionario a quiz 79 L uso ripetuto degli stessi erbicidi può dar luogo: A Alla presenza di piante rinate della coltura precedente. B A malerbe resistenti agli erbicidi impiegati. C A malerbe che soffocano la coltura. 80 Cosa si intende per prodotto fitosanitario fitotossico? A Che è dannoso ad animali. B Che è mortale per l uomo. C Che provoca danni alle colture agrarie. 81 Cosa si intende per formulazione di un prodotto fitosanitario? A Una miscela di due o più sostanze attive che hanno azione insetticida e fungicida. B La forma in cui un prodotto fitosanitario viene commercializzato (polvere bagnabile, emulsione concentrata, ecc.). C La formula chimica della sostanza attiva principale. 82 Cos è la schede di sicurezza (SDS) di un prodotto fitosanitario? A Una scheda su cui sono riportati i consigli per una corretta conservazione del prodotto. B Una scheda che fornisce tutte le informazioni relative al prodotto. C Un registro su cui vengono annotati tutti i trattamenti eseguiti con quel prodotto. G) Acquisto dei prodotti fitosanitari 83 Dove possono essere acquistati i prodotti fitosanitari? A Non esistono vincoli o autorizzazioni particolari per la loro vendita. B Esclusivamente dai rivenditori autorizzati. C Da chiunque, purché i prodotti siano in confezione sigillata. 84 Possono essere acquistati prodotti fitosanitari in confezioni non sigillate o non originali? A Sì, purché il rivenditore ne garantisca la provenienza. B Sì, purché si tratti di prodotti registrati. C No, in nessun caso. 85 L autorizzazione all acquisto può essere lasciata in deposito presso il rivenditore? A No. B Sì, fino a quando l autorizzazione all acquisto non sia scaduta. C Sì, se gli acquisti vengono eseguiti sempre nella medesima rivendita. 86 L autorizzazione all acquisto di prodotti fitosanitari: A È necessaria per tutti i prodotti chimici impiegati in agricoltura. B È necessaria per i preparati molto tossici, tossici e nocivi. C È necessaria solo per i prodotti fitosanitari liquidi. 87 Il titolare dell autorizzazione all acquisto può rivendere o regalare ad altre persone prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi? A No. B Sì, se queste persone sono in possesso di detta autorizzazione. C Sì, ma solamente se è certo che il loro impiego avvenga in modo corretto. 88 Quale responsabilità assume chi acquista prodotti fitosanitari molto tossici, tossici e nocivi? A La responsabilità diretta di una idonea conservazione e di impiego corretto del prodotto. B Nessuna responsabilità se il prodotto viene impiegato da parenti od altri. C È responsabile solamente se il prodotto viene impiegato da persone minorenni. questionario a quiz H) Norme da eseguire prima dell utilizzo dei prodotti fitosanitari 89 Quale deve essere il comportamento nel caso in cui si manifestino delle perdite di prodotto fitosanitario al momento del loro trasporto dal rivenditore all azienda agricola o al momento della loro distribuzione con il mezzo irrorante? A Lavare la strada e convogliare il residuo nei fossi. B Raccogliere personalmente il materiale disperso e riporlo in adeguato contenitore. C Informare la pubblica autorità sanitaria e comunque adoperarsi per evitare ulteriori danni. 90 Quale deve essere il comportamento nel caso in cui le confezioni presenti nel locale adibito a magazzino dei prodotti fitosanitari si rompano e fuoriescano quantità anche minime di prodotto fitosanitario? A B C Lavare la superficie imbrattata con acqua e convogliare il residuo nella fognatura. Pulire immediatamente le superfici imbrattate, raccogliere il prodotto, se liquido, con materiale assorbente quale segatura o sabbia per impedire che il prodotto finisca nella fognatura e smaltire il rifiuto secondo le norme vigenti. È sufficiente asciugare la superficie con una spugna o con uno strofinaccio. 91 Qualora si verifichino incidenti che possono provocare lo spargimento nell ambiente di ingenti quantità di prodotti fitosanitari, quali misure è opportuno prendere? A Evitare che qualsiasi persona entri in contatto con la sostanza fuoriuscita e disperdere il più possibile il prodotto lontano da luoghi abitati. B Allontanarsi immediatamente dal luogo dell incidente ed avvertire quanto prima la Guardia Forestale. C Avvertire immediatamente il Servizio di Igiene pubblica dell Unità Sanitaria Locale o i Vigili del Fuoco, cercando nel frattempo di limitare il più possibile la dispersione del prodotto. 92 Dove devono essere detenuti o venduti i prodotti fitosanitari? A In un locale chiuso. B In un locale refrigerato. C In depositi e locali autorizzati e non adibiti al deposito o alla vendita di generi alimentari e mangimi. 93 Come debbono essere conservati i prodotti fitosanitari? A Entro locali o armadi aerati, chiusi a chiave, su cui deve essere apposto un cartello con un teschio e la scritta veleno. B È sufficiente che siano tenuti separati da sostanze alimentari o mangimi. C In un luogo appartato dell abitazione. I) Norme da eseguire durante e dopo l utilizzo dei prodotti fitosanitari 94 Chi è responsabile di eventuali danni di intossicazione che potrebbero verificarsi in seguito all uso scorretto dei prodotti fitosanitari? A Il titolare dell autorizzazione all acquisto del prodotto fitosanitario. B Chi ha venduto il prodotto. C Solo chi ha effettuato il trattamento. 95 Al termine dei trattamenti cosa occorre fare prima di mangiare, bere, fumare o compiere atti fisiologici? A Non occorre adottare alcuna precauzione. B Riposare per alcune ore e non affaticare l organismo C Togliersi gli indumenti protettivi e lavarsi accuratamente 96 Quando viene prescritto l impiego dei dispositivi di protezione individuali, questi devono essere indossati A Solamente se non procura disagi personali nell effettuazione del trattamento. B Solamente se si esegue il trattamento in una giornata ventosa. C Sempre, dalla fase di manipolazione sino alla rimessa in deposito delle attrezzature

40 questionario a quiz questionario a quiz 97 È opportuno che una donna in gestazione o in allattamento collabori ai trattamenti? A Sì, ma solo nei primi 3 mesi di gravidanza. B Sì, se è provvista dei mezzi personali di protezione. C No, in nessun caso. 98 Per evitare danni alle api, è sufficiente allontanare gli alveari dal frutteto da trattare? A Sì, se non sono in periodo riproduttivo. B Sì, ma di almeno 50 metri dall area interessata al trattamento. C No, bisogna anche evitare di trattare nei periodi di fioritura e sfalciare le erbe sottostanti se in fioritura. 99 Dove è opportuno manipolare i prodotti fitosanitari immediatamente prima dell impiego? A In un locale con porta munita di serratura, separato dall abitazione. B All aperto, in assenza di vento, nel luogo più vicino possibile al campo da trattare. C Su un tavolo sotto una tettoia nelle vicinanze dell abitazione. 100 Se si devono pesare prodotti fitosanitari in polvere A È meglio pesarli in un locale chiuso, così non si inquina l ambiente. B Pesarli in un locale chiuso ma lontano dall abitazione. C Pesarli all aperto, cercando di non alzare polvere e di non disperderli. 101 Come è opportuno segnalare un campo trattato con prodotti fitosanitari? A Recintando adeguatamente tutti i campi trattati con nastro rosso e bianco. B Appendendo agli alberi i contenitori dei prodotti fitosanitari utilizzati. C Applicando cartelli in numero sufficiente, con avvertimenti idonei ai margini delle colture trattate. 102 Sono consentiti i trattamenti insetticidi ed acaricidi in fioritura? A Sì, su tutte le colture se si utilizzano prodotti selettivi. B No. C Sì, con esclusione dei frutteti. 103 In caso di giornata ventosa è corretto eseguire il trattamento? A Sì, se questo è veramente necessario, purché si utilizzi la maschera. protettiva. B No. C Sì, purché si riduca la pressione di esercizio e la velocità di avanzamento. 104 È corretto soffiare dentro gli ugelli di distribuzione otturati? A No, in nessun caso, per il grave rischio di intossicazione. B Sì, ma solo se non si usano prodotti molto tossici, tossici e nocivi. C Sì, in quanto è l unico metodo veloce per eliminare l otturazione. 105 La tracimazione della miscela dall attrezzatura è da evitare? A No, purché il prodotto così perduto non inquini i corsi d acqua circostanti. B Sì, sempre. C No, se si tratta di prodotti non classificati. 106 In caso di trattamento eseguito con pompa a spalla, quali precauzioni occorre adottare? A Nessuna precauzione, purché al termine del trattamento gli abiti indossati vengano sostituiti. B Occorre indossare un indumento impermeabile ed assicurarsi che non avvengano fuoriuscite dal serbatoio. C Nessuna precauzione, se si tratta di prodotti non tossici. 107 Come si conservano la maschera e il filtro? A Puliti e al riparo dalla polvere e dall umidità. B Appesi, in luogo fresco e ventilato. C A portata di mano sull irroratrice. 108 Con quali colori è contrassegnato un filtro combinato per polveri e vapori organici? A Bianco-marrone B Grigio-bianco. C Marrone-grigio. 109 Quando si effettuano trattamenti, è opportuno: A Conservare la soluzione rimasta ed eliminarla appena possibile. B Scaricare la soluzione avanzata nel più vicino fossato. C Cercare di usare il quantitativo di acqua effettivamente necessario per il trattamento. 110 È corretto impiegare prodotti fitosanitari a dosi più alte di quelle massime indicate in etichetta? A No, mai. B Sì. C Solamente se miscelati. 111 In caso si riscontri una minore efficacia del trattamento, cosa è opportuno fare? A Consultare un tecnico specializzato ed eventualmente sostituire il prodotto con un altro, registrato per la coltura e la malattia da combattere. B Sostituire il prodotto impiegato con uno più tossico. C Aumentare la dose del prodotto impiegato. 112 Come si deve comportare l operatore al termine del trattamento? A Lavarsi le mani. B Non sono necessarie precauzioni particolari. C Spogliarsi e lavarsi accuratamente. 113 Quali precauzioni è d obbligo adottare trattando in prossimità di strade, corsi d acqua e colture confinanti? A Nessuna precauzione particolare, se vi è assenza di vento. B Nessuna precauzione se il prodotto fitosanitario non è tossico. C Tutte le precauzioni affinché la nube irrorante non fuoriesca dall appezzamento irrorato. 114 Quale manutenzione richiede la maschera che viene usata durante il trattamento? A Revisionarla almeno una volta all anno presso il rivenditore autorizzato. B Lavarla con acqua e sapone dopo l uso. C Lavarla dopo l uso, separando il filtro che va sostituito frequentemente, secondo le indicazioni del costruttore. 115 Cosa può succedere se vengono irrorati con prodotti fitosanitari canali di irrigazione, corsi d acqua o aree circostanti a pozzi? A Nulla, se il prodotto non è tossico o molto tossico. B Nulla, se i prodotti usati non sono diserbanti. C Possono manifestarsi effetti dannosi agli animali e all uomo. 116 In caso di presenza di temperature troppo alte, occorre A Evitare di trattare. B Trattare preparando una miscela con dosaggi bassi di prodotti fitosanitari. C Trattare diminuendo, per ogni ettaro, le quantità di acqua o, in caso di formulazioni per trattamenti a secco, di granuli o polveri secche. 117 Un prodotto granulare può essere dosato a mani nude? A No. B Sì, solo se ci si lava bene le mani subito dopo. C Sì, sempre. L) Smaltimento dei rifiuti e dei contenitori di prodotti fitosanitari 118 I prodotti fitosanitari non più utilizzabili come possono essere smaltiti? A Sotterrandoli in un luogo lontano da abitazioni. B Custoditi in attesa di essere conferiti a Ditte o Centri autorizzati. C Riversandoli nel corso d acqua più vicino

41 questionario a quiz 119 I contenitori dei prodotti fitosanitari dopo l uso debbono essere... A Puliti e riutilizzati per altri scopi. B Sotterrati in luogo lontano dall abitazione. C Bonificati e custoditi in luogo non accessibile, in attesa di essere conferiti a Ditte o Centri autorizzati. Risposte esatte al questionario a quiz questionario a quiz 120 Cosa occorre fare dei recipienti vuoti dei prodotti fitosanitari? A Buttarli nelle immondizie avvisando l azienda municipale dell igiene urbana. B Distruggerli, bruciandoli o interrandoli e darne comunicazione alla ASL competente. C Bonificarli e consegnarli ai Centri di stoccaggio o Ditte autorizzate oppure conservarli in luoghi adeguati in attesa di conferirli a Ditte o Centri autorizzati. 121 Gli imballaggi dei prodotti fitosanitari possono essere utilizzati per altri scopi? A No, mai. B Sì purché non siano adibiti a contenere sostanze alimentari. C Sì, solo quelli dei prodotti meno pericolosi. 122 È consentito abbandonare o disperdere i contenitori vuoti di prodotti fitosanitari? A No, in nessun caso. B Sì, ma solo in attesa di interrarli. C Sì, purché lontano da sorgenti o corsi d acqua. 123 I contenitori usati dei prodotti fitosanitari possono essere immessi nei cassonetti dei rifiuti urbani? A Sì, ma solo in buste di plastica ermeticamente chiuse. B No. C Solo nei Comuni dove sono presenti gli inceneritori. 124 Quali rischi possono provenire dai contenitori vuoti dei prodotti fitosanitari? A Solo un deturpamento del paesaggio. B Nessuno, se il contenitore è di materiale non infiammabile. C Intossicazioni a chi ne viene in contatto e inquinamento delle acque e del suolo. M) Manutenzione dell attrezzatura per la distribuzione dei prodotti fitosanitari 125 La taratura e la manutenzione delle macchine irroratrici sono necessarie per: A Ridurre le perdite di prodotti fitosanitari nell ambiente e migliorare l efficacia del trattamento. B Ridurre i tempi necessari per i trattamenti. C Ridurre il numero di trattamenti. 126 È necessaria la manutenzione ordinaria alle macchine utilizzate per i trattamenti? A Sì, controllando ugelli, raccordi e tubi, rubinetti e manometri. B No, purché si effettui un lavaggio manuale ogni dieci utilizzi. C Sì, controllando che non ci siano incrostazioni sul fondo del serbatoio ed eventualmente pulendolo con ammoniaca. 127 Cosa si intende per registro dei trattamenti? A Un registro per tutti gli utilizzatori di prodotti fitosanitari che dovrà riportare la data e l epoca del trattamento, il nome e la quantità del prodotto impiegato, la denominazione e l estensione della coltura trattata. B Un registro per ricordare i trattamenti effettuati. C Un registro per il conteggio del numero dei trattamenti riservato solo alle grandi aziende agricole di estensione superiore ai 50 ettari. 128 Per quanto tempo deve essere conservato il registro dei trattamenti? A 6 mesi. B Fino alla raccolta della produzione. C Almeno per l anno successivo a quello cui si riferiscono gli interventi registrati. A) Nozioni generali 1 A 2 B 3 C 4 A 5 B 6 B 7 B 8 C 9 B 10 C 11 A 12 B 13 A 14 C B) Effetti sulla salute 15 B 16 A 17 A 18 B 19 B 20 A 21 A 22 C 23 B 24 C C) Metodi di difesa fitosanitari 25 B 26 B 27 A 28 A 29 A D) Suddivisione dei prodotti fitosanitari 30 C 31 B 32 A 33 A 34 C 35 B E) Classi di pericolosità; limiti tecnici; limiti igienistici 36 C 37 A 38 B 39 B 40 A 41 C 42 A 43 A 44 C 45 C 46 B 47 C 48 C 49 C 50 B 51 A 52 C 53 C 54 C 55 B 56 B 57 C F) Caratteristiche e scelta dei prodotti fitosanitari 58 B 59 C 60 C 61 A 62 C 63 C 64 A 65 B 66 C 67 C 68 B 69 B 70 A 71 A 72 C 73 A 74 A 75 A 76 A 77 A 78 A 79 B 80 C 81 B 82 B G) Acquisto dei prodott ifitosanitari 83 B 84 C 85 A 86 B 87 A 88 A H) Norme da eseguire prima dell utilizzo dei prodotti fitosanitari 89 C 90 B 91 C 92 C 93 A I) Norme da eseguire durante e dopo l utilizzo dei prodotti fitosanitari 94 A 95 C 96 C 97 C 98 C 99 B 100 C 101 C 102 B 103 B 104 A 105 B 106 B 107 A 108 A 109 C 110 A 111 A 112 C 113 C 114 C 115 C 116 A 117 A L) Smaltimento dei rifiuti e dei contenitori di prodotti fitosanitari 118 B 119 C 120 C 121 A 122 A 123 B 124 C M) Manutenzione dell attrezzatura per la distribuzione dei prodotti fitosanitari 125 A 126 A 127 A 128 C 78 79

42 indirizzi utili e riferimenti bibliografici Direzione Sanità Servizio Prevenzione Collettiva Ufficio I.A.N. Via Conte di Ruvo, Pescara Uffici I.A.N. della Regione L Aquila - Via G. Bellisari Ex P.O. Santa Maria di Collemaggio L Aquila - Via Monte Velino, Avezzano Teramo - Via Circonvallazione Ragusa Teramo - Via Gramsci Giulianova A.R.S.S.A. Servizio Fitosanitario Regionale, Difesa e Qualificazione delle Produzioni Via Nazionale, Villanova di Cepagatti (PE) Pescara - Via Paolini, Pescara Chieti - Via N. Nicolini, 10 Ex Ospedale Pediatrico 6610 Chieti - Piazza S. Francesco c/o Distretto Sanitario di Base Ortona - Viale Marconi, Lanciano - Via Marco Polo, 55/a Vasto Centro Antiveleno per l Abruzzo Ospedale SS. Annunziata Via dei Vestini - Chieti riferimenti bibliografici «Terapia Vegetale» S. Foschi, A. Brunelli, I. Ponti Edagricole, 1985 «Macchine per la difesa delle colture» D. Vannucci Edagricole, 2001 si ringraziano cortesemente - il dott. Nunzio Prencipe della Soc. Syngenta e il dott. Filippo Rotunno della Soc. Intrachem per aver reso disponibili alcune delle illustrazioni presenti nella pubblicazione. - il dott. Antonio Ricci dell ARSSA di Sulmona (AQ) per la consulenza prestata sulla distribuzione dei prodotti fitosanitari. La riproduzione di testi e figure è consentita previa autorizzazione da parte dell ARSSA, citando comunque gli estremi della pubblicazione. grafica e impaginazione: Waibl&Di Luzio - grafici e disegni: Silvia Mincarelli - stampa: Tipografia Angolana febbraio 2009

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