PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO
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- Franca Costantini
- 6 anni fa
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1 PROGETTO EDUCATIVO DI GRUPPO (Triennio )
2 STATUTO AGESCI Art. 22 Progetto educativo di Gruppo Il progetto educativo del Gruppo, ispirandosi ai principi dello scautismo e al Patto associativo, individua le aree di impegno prioritario per il Gruppo a fronte delle esigenze educative emergenti dall analisi dell ambiente in cui il Gruppo opera e indica i conseguenti obiettivi e percorsi educativi. Il progetto ha la funzione di aiutare i soci adulti a realizzare una proposta educativa più incisiva: orienta l azione educativa della comunità capi, favorisce l unitarietà e la continuità della proposta nelle diverse unità, agevola l inserimento nella realtà locale della proposta dell Associazione. A tal fine il progetto educativo è periodicamente verificato e rinnovato dalla comunità capi REGOLAMENTO METODOLOGICO AGESCI Art. 6 - Progetto educativo Il progetto educativo è elaborato dalla Comunità Capi e assicura l unitarietà della proposta educativa dell Associazione tra le varie unità, la sua continuità tra le branche, il suo adattamento alle accertate necessità dell ambiente in cui il gruppo vive. Il progetto educativo, definito in forma scritta, fa riferimento alle tre scelte del Patto Associativo muovendosi all interno dello Statuto e del Regolamento dell Associazione. È presentato ad ogni nuovo capo che entra in Comunità capi, illustrato alle famiglie dei ragazzi e periodicamente ridiscusso secondo le necessità. Viene concretizzato nei programmi di unità con gli strumenti specifici di ciascuna branca.
3 CHE COS È IL PROGETTO EDUCATIVO? Il Progetto Educativo di Gruppo (P.E.G.) è lo strumento di base a cui fare riferimento per intraprendere un azione educativa nei confronti dei bambini, ragazzi e giovani ai quali si offre servizio. Il Progetto nasce dall analisi d ambiente della realtà interna al gruppo e della realtà nella quale vivono quotidianamente i nostri ragazzi (famiglia, territorio, ecc ). Il P.E.G. individua le aree di impegno prioritarie per il Gruppo, a fronte delle esigenze educative emergenti dall'analisi fatta; indica i conseguenti obiettivi e percorsi educativi; aiuta i Capi a realizzare una proposta educativa efficace e credibile.
4 L analisi si è svolta individuando punti di forza e di criticità del nostro Gruppo, con particolare riferimento ai ragazzi BRANCA L/C (8-11 anni) ATTEGGIAMENTI VIRTUOSI Rispetto delle regole del Branco; Partecipazione alle attività proposte. ATTEGGIAMENTI DISFUNZIONALI Scarso spirito di squadra; Mancanza di solidarietà; Poca attenzione ai piccoli; Poca capacità di vivere e capire il momento. BRANCA E/G (12-16 anni) ATTEGGIAMENTI VIRTUOSI Partecipazione alla Messa domenicale; Interesse a capire e a vivere meglio la propria fede; Spirito di Comunità. ATTEGGIAMENTI DISFUNZIONALI Sentirsi poco parte della Chiesa; Poca attenzione ai piccoli; Poca voglia di mettersi in gioco; Scarsa capacità di progettarsi e organizzarsi.
5 BRANCA R/S (17-21 anni) ATTEGGIAMENTI VIRTUOSI Buona propensione al servizio Spirito di Comunità ATTEGGIAMENTI DISFUNZIONALI Scarsa capacità nel relazionarsi con le proprie difficoltà Poco rispetto delle regole Poca attenzione ai piccoli Scarsa capacità nel progettarsi e organizzarsi
6 dietro ogni comportamento e atteggiamento di ciascun ragazzo si cela un bisogno da soddisfare. Dall analisi preliminare di tali comportamenti e atteggiamenti e dalle risposte raccolte nel questionario dato ai genitori, sono stati riscontrati i seguenti bisogni Bisogni dei Genitori nell educare i figli: Bisogno di regole; Bisogno di rispettare le diversità umane; Bisogno di maturare il lato spirituale religioso Bisogni dei Ragazzi: Bisogno di sentirsi protagonista ; Bisogno di confronto tra coetanei/pari; Bisogno di capire ed avere consapevolezza (si intende particolarmente per la Messa); Bisogno di comunità (regole, stare insieme, ecc.); Bisogno di conoscersi; Bisogno di essenzialità (di concentrarsi sul momento, di vivere pienamente ciò che si sta facendo cogliendone l importanza).
7 AREA DI IMPEGNO: educare alla COMUNITÀ SCOPERTA: il ragazzo scopre di essere parte di una comunità; scopre regole comuni e impara a rispettarle; COMPETENZA: il ragazzo impara a rispettare sé stesso e gli altri. RESPONSABILITÀ: il ragazzo impara ad essere responsabile ed attento ai bisogni ed alle necessità dei più piccoli. Il ragazzo si sente parte di una Comunità più ampia (Parrocchia e Territorio) e ne diventa responsabile. AREA DI IMPEGNO: educare ad essere TESTIMONI AUTENTICI SCOPERTA: il ragazzo impara a relazionarsi con se stesso e con Dio. COMPETENZA: il ragazzo impara a perseguire le proprie scelte con consapevolezza. RESPONSABILITÀ: il ragazzo impara ad essere responsabile delle scelte fatte; diventa testimone di queste con gli altri. AREA DI IMPEGNO: educare all ESSENZIALITÀ SCOPERTA: Il ragazzo scopre e vive l essenzialità attraverso esperienze di vita scout gustandone la bellezza; COMPETENZA: il ragazzo impara a discernere il superfluo dall essenziale, distaccandosi dalle preoccupazioni dell immediato; RESPONSABILITÀ: il ragazzo impara a rinunciare al superfluo vivendo l essenzialità nella vita scout e nel quotidiano.
8 VERIFICA La verifica del Progetto Educativo viene effettuata dalla Comunità Capi tramite una verifica intermedia (a conclusione di ciascun anno scout) ed una verifica finale (al termine del triennio 2017/2019). Queste si strutturano su indicatori di verifica che risultano essere criteri identificati tramite la lettura del Progetto Educativo di Gruppo ed i Programmi di Unità, utili non solo per sviluppare la verifica, ma anche per gettare le basi della analisi di ambiente di quello che sarà il P.E. successivo. Ai fini della verifica, gli indicatori dovranno servire a farci capire, o a far capire ai capi futuri, nel modo più certo possibile, se abbiamo raggiunto o meno i nostri obiettivi educativi. Devono quindi essere indicatori che riguardino elementi osservabili e possono essere di due tipi: - quantitativi: indicatori misurabili in modo oggettivo (numeri); partecipazione, frequenza, maggiore o minore entità dei "fenomeni" riscontrati nell'analisi iniziale, ecc.; - qualitativi: indicatori riferiti alla modalità con cui sono stati proposti gli strumenti, le attività o l'attenzione che vi è posta. Da questi indicatori dovrà quindi essere possibile stabilire se gli obiettivi sono stati raggiunti completamente, in parte o non sono stati raggiunti. Negli ultimi due casi sarà poi opportuno verificare se il mancato raggiungimento degli obiettivi è dovuto a: - scarso utilizzo degli strumenti/attività; - strumenti/attività non adeguati per raggiungere tali obiettivi. Questi indicatori di verifica alla fine risultano essere indicatori non del successo o dell'insuccesso educativo, in un'ottica di relazione tra efficienza (dell'offerta) ed efficacia (dei risultati), ma della qualità della proposta scout.
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