Ozono e salute orale - Protocolli clinici
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- Maurizio Maggi
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1 Ozono e salute orale - Protocolli clinici A cheat-sheet by IST a cura della prof.ssa Annamaria Genovesi e del dott. Simone Marconcini in collaborzione con
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3 Introduzione e razionale Entro certi limiti, l ozono può essere usato con sicurezza in diverse condizioni cliniche. L aderenza a linee guida per l utilizzo dell ozono è fondamentale per la riuscita dei trattamenti. L ozono segue il principio dell ormesi: dosaggi bassi hanno una grande efficacia; al crescere della concentrazione diminuisce l efficacia dell ozono e, in casi estremi, può essere tossico. L ozono ha un ruolo chiave nella regolazione di un equilibrio ossido-riduttivo disturbato. Infatti, uno stimolo ripetuto a basso dosaggio di ozono migliora le capacità anti-ossidanti dell organismo. Al di là della sua azione immuno-stimolante, l ozono migliora le proprietà reologiche del sangue. Attivando la glicolisi a livello degli eritrociti, migliora la perfusione periferica di ossigeno. Ancora, l ozono ha proprietà anti-batterica, anti-fungina e viricida. L ozono medicale a scopo odontoiatrico esiste in diverse formulazioni. Il presente manuale clinico descrive l ozono gassoso e l acqua ozonizzata e le loro implementazioni in piani di cura complessi. La concentrazione dell ozono deve essere dettata dal clinico e dalle circostanze che il quadro patologico impone. Il presente prontuario non ha la pretesa di istruire il clinico al trattamento delle condizioni patologiche descritte, bensì vuole integrare le conoscenze note con concetti base di ozono-terapia. L approccio multi-disciplinare deve essere alla base della gestione clinica del disordine del cavo orale. L utilizzo di uno strumento tecnologico deve sempre essere sostenuto da un forte razionale biologico. L ottemperanza a pochi dogmi biologici può dare al clinico la libertà di seguire un protocollo con autonomia di giudizio e costante spirito critico. I protocolli sono in costante aggiornamento e ciascun medico odontoiatra e/o igienista dentale dovrebbe usarli solo come quick-reference a un capitolo più grosso che è l interpretazione ragionata del singolo caso clinico. prof.ssa Annamaria Genovesi dott. Simone Marconcini Ozono e salute orale - Protocolli clinici #1. Lesioni aftose 4 #2. Candidosi orale 5 #3. La tasca paradonatale 6 #4. Il mantenimento parodontale 7 #5. Chirurgia muco-gengivale 8 #6. Chirurgia orale 9 #7. Mantenimento implantare 10 #8. Osteonecrosi 11
4 ISTITUTO STOMATOLOGICO TOSCANO #1 Lesioni aftose Comune condizione clinica caratterizzata da piccole ulcere ricorrenti non infettive, dai margini circoscritti e circondate da una alone eritematoso. Minori (diametro di 2-5 mm, le più comuni). Colpiscono il 25 % della popolazione e in genere si manifestano in gruppi di 1-6 lesioni per volta. Interessano la mucosa non- cheratinizzata e guariscono nell arco di 1-2 settimane senza dare cicatrici. Sono esacerbate da stress, trauma locale, Maggiori (diametro > 10 mm, spesso associate a disordini gastrointestinali e ematologici). Interessano in genere la mucosa cheratinizzata, si associano a distruzione e cicatrizzazione. Erpetiformi (piccole ulcere dolorose raccolte in grappoli). Non hanno niente a che vedere con l herpes virus. Colpiscono in genere le donne a livello della lingua. Guariscono senza dare cicatrice. Sindrome di Behçet. È una grave vasculite sistemica refrattaria alla terapia a eziologia sconosciuta. Colpisce soprattutto i giovani adulti e si associa a ulcerazioni genitali, uveitis, eritema nodoso, follicolite. Applicazione di ozono gassoso direttamente sulla lesione aftosa 4 Step 1. Valutazione del paziente Anamnesi medica Esame obiettivo Eventuale prescrizione di esami di laboratorio Step 2. Terapia iniziale Igiene e profilassi 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza Step 3. Mantenimento Nel caso di lesioni maggiori si consigliano sedute ravvicinate. In seconda seduta la potenza dell ozono gassoso può essere ridotta in un range di Dopo un primo richiamo a due giorni, gli eventuali controlli e richiami avranno cadenza settimanale. La potenza di utilizzo dipenderà anche dalla sensibilità del paziente. Il successo della terapia può risparmiare al paziente un ciclo di terapia sistemica con anti-infiammatori steroidei.
5 OZONO E SALUTE ORALE - PROTOCOLLI CLINICI #2 Candidosi orale Il 40% della popolazione sana presenta specie di candida nel cavo orale. La manifestazione franca della patologia occorre in concomitanza di fattori predisponenti. Pertanto il dogma terapeutico iniziale deve essere l eliminazione del fattore predisponente. Si distinguono due forme di candida: Candidosi acuta Pseudo-membranosa (tipica del neonato, del soggetto immuni-depresso o debilitato da radioterapia, diabete, cancro, terapia antibiotica ad ampio spettro). : si presenta con delle chiazze biancastre cremose aderenti alla mucosa orale. Acuta-eritematosa (secondaria all utilizzo di antibiotici ad ampio spettro). : si presenta con delle aree rosse, lucide e atrofiche. Candidosi cronica (stomatite da dentiera, cheilite angolare, glossite romboidea mediana, candidosi iperplasia cronica, candidosi cronica muco-cutanea, istoplasmosi). Step 1. Valutazione del paziente Anamnesi medica Esame obiettivo Eventuale prescrizione di esami di laboratorio Step 2. Terapia iniziale Decontaminazione full-mouth 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza in corrispondenza della lesione Step 3. Mantenimento Nel caso di lesioni maggiori si consigliano sedute ravvicinate. In seconda seduta la potenza dell ozono gassoso può essere ridotta in un range di Dopo un primo richiamo a due giorni, gli eventuali controlli e richiami avranno cadenza settimanale. La potenza di utilizzo dipenderà anche dall età del paziente, dalla refrattarietà della lesione e dai co-fattori aggravanti. Il successo della terapia può risparmiare al paziente un ciclo di terapia sistemica con anti-micotici sistemici. Step 4. Personalizzazione Ai pazienti anziani e ai pazienti con immuno-depressione primaria o secondaria può essere raccomandato l uso di docce orali con ozono domiciliare con un rapporto acqua:ozono=1:3. 5
6 ISTITUTO STOMATOLOGICO TOSCANO #3 La tasca parodontale Quadro clinico di gengivite localizzata Pocketing, le tasca parodontale può essere: Falsa: dovuta a edema gengivale, l epitelio della tasca si trova a livello o al di sopra della giunzione amelocementizia. Vera: implica la migrazione dell epitelio giunzione al di sotto della giunzione amelo-cementizia. Le tasche parodontali vere e proprie possono essere a loro volta divise in sovra-ossee e intra-ossee. I difetti intra-ossei possono essere suddivisi in difetti a tre pareti, a due pareti e a una parete. Step 1. Valutazione del paziente Anamnesi medica Esame obiettivo Esame radiografico Eventuale prescrizione di esami di laboratorio Step 2. Terapia iniziale Motivazione del paziente alla terapia parodontale Decontaminazione full-mouth Asciugatura della tasca con coni di carta a conicità standardizzata. Irrigazione topica con acqua ozonizzata 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza 8-10 in corrispondenza delle tasche patologiche Step 3. Seconda seduta (seconda settimana) 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza 6-8 in corrispondenza delle tasche patologiche Step 4. Mantenimento Nel caso di quadri severi di patologia parodontale si consigliano più sedute ravvicinate. Nelle sedute successive l utilizzo di ozono gassoso è raccomandato solo nei siti refrattari alla terapia. Step 5. Personalizzazione 6 Ai pazienti con quadri clinici severi e ai pazienti con co-fattori di rischio (abitudine al fumo, presenza di protesi, diabete, immuno-depressione primaria o secondaria) può essere raccomandato l uso di docce orali con ozono domiciliare con un rapporto acqua:ozono=1:2.
7 OZONO E SALUTE ORALE - PROTOCOLLI CLINICI #4 Il mantenimento parodontale Step 1. Valutazione del paziente Anamnesi medica Esame obiettivo Esame radiografico Eventuale prescrizione di esami di laboratorio Step 2. Terapia iniziale Motivazione del paziente alla terapia parodontale Decontaminazione full-mouth Asciugatura della tasca con coni di carta a conicità standardizzata. Irrigazione topica con acqua ozonizzata Step 3. Seconda seduta (seconda settimana) Eventualmente 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza 6-8 in corrispondenza dei siti refrattari al trattamento Step 4. Mantenimento Nel caso di quadri severi di patologia parodontale si consigliano più sedute ravvicinate. Nelle sedute successive l utilizzo di ozono gassoso è raccomandato solo nei siti refrattari alla terapia. Step 5. Personalizzazione Ai pazienti con quadri clinici severi e ai pazienti con co-fattori di rischio (abitudine al fumo, presenza di protesi, diabete, immuno-depressione primaria o secondaria) può essere raccomandato l uso di docce orali con ozono domiciliare con un rapporto acqua:ozono=1:2. 7
8 ISTITUTO STOMATOLOGICO TOSCANO #5 Chirurgia muco-gengivale I pazienti che affrontano un intervento di chirurgia muco-gengivale meritano un attenzione particolare nel disegno del piano di mantenimento dell igiene orale. Essendo proibito l utilizzo dello spazzolino nelle prime 2 settimane successive all intervento, ogni sforzo deve essere mirato al mantenimento di un basso livello di infiammazione. Il discomfort post-operatorio di questi pazienti può essere ridotto grazie all azione analgesica dell ozono. Step 1. Terapia iniziale Motivazione del paziente alla terapia parodontale peri- intervento prima dell intervento chirurgico Irrigazione topica con acqua ozonizzata in rapporto 1:3 post-intervento. L angolazione del getto non deve essere ortogonale al sito chirurgico per non comprometterne la guarigione indisturbata. Step 2. Seconda seduta (seconda settimana) Irrigazione topica con acqua ozonizzata in rapporto 1:3 Intervento di chirurgia muco-gengivale con tecnica Pinhole. Cortesia del dott. S. Marconcini Step 3. Terza seduta (terza settimana) Irrigazione topica con acqua ozonizzata in rapporto 2:3 Step 4. Mantenimento 8 È raccomandato l utilizzo di ozono domiciliare sotto forma di docce orali quotidiane per tutta la durata del regime igienico post-operatorio (4 settimane).
9 OZONO E SALUTE ORALE - PROTOCOLLI CLINICI #6 Chirurgia orale I nuovi protocolli IST di preparazione del paziente all intervento chirurgico prevedono la decontaminazione del cavo orale con sciacqui di acqua ozonizzata rimpiazzando la classica clorexidina. Questo approccio è tanto più valido nella gestione chirurgica del paziente complesso: diabete, terapia con bifosfonati, radio-terapia, osteoporosi, immunodepressione... Step 1. Preparazione all intervento Sciacqui da 2 minuti con acqua ozonizzata Step 2. Irrigazione chirurgica L acqua ozonizzata a concentrazione 1:3 può essere usata come irrigante chirurgico anche nel caso di interventi a cielo aperto, soprattutto nel caso di decontaminazioni del parodonto profondo o nel caso di trattamento chirurgico della peri-implantite. Step 3. Gestione post-operatoria della ferita chirurgica Irrigazione topica con acqua ozonizzata in rapporto 1:3 post-intervento Nei richiami, i lavaggi avranno un rapporto di 2:3 9
10 ISTITUTO STOMATOLOGICO TOSCANO #7 Mantenimento implantare I quadri patologici peri-implantari a carattere infettivo- infiammatorio più comuni rientrano in due categorie macroscopiche: Mucosite (sanguinamento al sondaggio + perdita di osso verticale < 0,5 mm). Peri-implantite (sanguinamento al sondaggio + perdita di osso verticale > 0,5 mm, profondità di sondaggio > 5 mm). Step 1. Valutazione del paziente Esame obiettivo Esame radiografico Diagnosi di mucosite e/o peri-implantite Step 2. Terapia iniziale Motivazione del paziente alla terapia parodontale e peri- implantare Sciacquo di 2 minuti con acqua ozonizzata in rapporto 1:3 Decontaminazione full-mouth Asciugatura della tasca con coni di carta a conicità standardizzata. Irrigazione topica con acqua ozonizzata 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza 8-10 in corrispondenza delle tasche patologiche Step 3. Seconda seduta (seconda settimana) 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza 6-8 in corrispondenza delle tasche patologiche Step 4. Mantenimento Nel caso di quadri severi di patologia si consigliano più sedute ravvicinate. Step 5. Personalizzazione Ai pazienti con quadri clinici severi e ai pazienti con co-fattori di rischio (abitudine al fumo, presenza di protesi, diabete, immuno-depressione primaria o secondaria) può essere raccomandato l uso di docce orali con ozono domiciliare con un rapporto acqua:ozono=1:2. 10
11 OZONO E SALUTE ORALE - PROTOCOLLI CLINICI #8 Osteonecrosi Trattamento di una lesione osto-necrotica da inibitori di pompa protonica. Cortesia del dott. Simone Marconcini La letteratura a supporto del trattamento con ozono delle lesioni osteonecrotiche è corposa e significativa. Le capacità immunostimolanti, antibatteriche, biostimolanti dell ozono lo rendono particolarmente idoneo alla gestione del trattamento acuto e della prevenzione delle osteonecrosi. Step 1. Valutazione del paziente Anamnesi medica Esame obiettivo Esame radiografico Step 2. Terapia iniziale (pre-operatoria) Decontaminazione full-mouth Step 3. Seconda seduta (peri-operatoria) 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza in corrispondenza della lesione Step 4. Terza seduta (2 gg post-intervento) 1-2 cicli di ozono gassoso a potenza in corrispondenza della lesione Le sedute si ripetono ogni due giorni per la prima settimana con lo stesso regime di concentrazione di ozono. Dalla seconda settimana le sedute si riducono a tre e la potenza dell ozono si imposta in un range di Dalla terza settimana il paziente viene rivisto e trattato solo una volta con potenza di ozono gassoso Step 5. Mantenimento Il mantenimento domiciliare con acqua ozonizzata è fortemente indicato e il paziente deve essere incoraggiato all aderire strettamente al piano di cure. 11
12 in collaborzione con rev
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