ECOMASTER: I rifiuti se li conosci, li usi
|
|
|
- Angelica Pasini
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 ECOMASTER: I rifiuti se li conosci, li usi Asti 7 marzo 2013 Gestione biomasse e sottoprodotti Dr. Franco Parola agronomo Responsabile Servizio Ambiente e Territorio Coldiretti Piemonte
2 Le conseguenze derivanti da una scorretta gestione dei rifiuti Inquinamento del suolo Inquinamento dell aria Scorretta gestione dei rifiuti Impatto sull ecosistema Impatto sul paesaggio Inquinamento dell acqua Consumo inutile di risorse rinnovabili e non
3 In specifico per le imprese agricole: conseguenze derivanti dalla scorretta gestione dei rifiuti Inaccesibilità alle certificazioni di settore (es Eurepgap, BRC ) Esposizione per gli operatori e per gli animali allevati e rischi sanitari Danno di immagine Azienda Rischi di perdita o detrazione aiuti comunitari Rischio di sanzioni di ordine civile e penale Degrado dell ambiente di lavoro per gli operatori
4 Le diverse categorie di rifiuti Rifiuti Urbani Rifiuti domestici provenienti da locali adibiti ad uso di civile abitazione o provenienti da locali e luoghi diversi ma assimilati ai rifiuti urbani per quantità e qualità; rifiuti provenienti dalla spazzatura delle strade Speciali Speciali non pericolosi Speciali pericolosi
5 Principali rifiuti speciali non pericolosi derivanti dalle attività delle aziende agricole Utilizzo macchine agricole: Pneumatici usati Rifiuti o rottami ferrosi derivanti dalla manutenzione di attrezzature o macchinari Materiali per la produzione agricola: Teli per serre, silos, pacciamatura Tubi di irrigazione, manichette, vasi. Corde e nastri utilizzati per gli imballaggi, reti Cassette e scatole di materiale plastico, legnoso, cartaceo
6 Principali rifiuti speciali pericolosi derivanti dalle attività delle aziende agricole Derivanti dall utilizzo di macchinari: Oli esausti ed i loro contenitori Filtri olio Batterie e accumulatori Derivanti dall attività di produzione : Contenitori contaminati da prodotti agrochimici Fitofarmaci inutilizzati o scaduti Contenitori o recipienti contaminati da prodotti veterinari Farmaci veterinari scaduti o inutilizzabili
7 La peculiarità del settore agricolo 16% imballaggi in genere 40% materiale in polietilene Reciclabili 79% 23% ferro e legno Non reciclabili 21% Tra i pericolosi i più diffusi sono: Batterie ed oli 10% Contenitori di fitofarmaci
8 Suddivisione percentuale delle aziende agricole in base alle fasce di conferimento di rifiuti per intervalli quantitativi Da 91 Kg fino a 120 Kg 7,0% Da 61 Kg fino a 90 Kg 10,0% Da 121Kg fino a 150Kg 4,0% Da 151 Kg 13,0% Da 31 Kg fino a 60 Kg 18,0% Fino a 30 Kg 48,0%
9 La peculiarità dell azienda agricola Trattamenti rifiuti e depurazione 12,5% Agricoltura 0,5% Servizi 10,0% Costruzioni 39,0% Industria 38,0% 135 milioni di tonnellate annue prodotte da attività produttive 600 mila derivanti dal settore agricolo
10 La peculiarità del settore agricolo Ipotizzando: N aziende agricole presenti in Italia 1,6 milioni Produzione media aziendale di rifiuti 300 Kg (stima) % rifiuti pericolosi 15 % (Stima) % di rifiuti riciclabili 75% (stima) Si ottiene: Produzione nazionale rifiuti agricoli t/anno Produzione nazionale rifiuti agricoli non pericolosi t/anno Produzione nazionale rifiuti agricoli pericolosi t/anno Produzione nazionale rifiuti agricoli riciclabili t/anno
11 Biomassa, prodotti, sottoprodotti, rifiuti,? digestato,
12 Biomassa è: la frazione biodegradabile di prodotti, rifiuti e residui di origine biologica, provenienti dall agricoltura (comprendenti sostanze vegetali e animali), dalla selvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali ed urbani Direttiva Europea 2009/28/CE D.Lgs. 387/03
13 La biomassa rappresenta: la forma più sofisticata di accumulo dell energia solare. Mediante il processo di fotosintesi, infatti, i vegetali sono in grado di convertire l energia radiante in energia chimica e stoccarla sotto forma di molecole complesse ad elevato contenuto energetico. La biomassa è anche una fonte energetica considerata neutra ai fini dell emissione di gas ad effetto serra poiché la quantità di CO2 prodotta in seguito alla combustione è pari a quella consumata durante il processo di crescita dei vegetali.
14 Biomassa Prodotti Reflui zootecnici Sottoprodotti agricoli Sottoprodotti agroindustria Vegetali Animali Rifiuti
15 Nel considerare la possibilità di valorizzare i sottoprodotti per la produzione di energia occorre considerare in modo integrato una complessa serie di norme: Normativa fiscale Normativa che regola l erogazione degli incentivi Normativa ambientale Normativa sanitaria
16 Normativa fiscale La produzione di energia elettrica e calorica ottenuta da fonti rinnovabili di provenienza agricola e forestale, il fotovoltaico, la produzione di carburanti ottenuti dalle produzioni vegetali derivate da prodotti agricoli, effettuata da imprenditori agricoli rientrano tra le attività connesse disciplinate dall articolo 2135 del c.c.
17 Articolo 2135 del codice civile E imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attività: coltivazione del fondo,selvicoltura, allevamento di animali e attività connesse. Si intendono comunque connesse le attività, esercitate dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dell allevamento degli animali, nonché le attività dirette alla fornitura di beni e servizi mediante l utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse dell azienda normalmente impiegate nell attività agricola esercitata, ivi comprese le attività di valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale forestale, ovvero di ricezione ed ospitalità come definito dalla legge
18 Al fine delle imposte sui redditi, i ricavi prodotti sono da intendersi assorbiti dal reddito agrario. Vanno quindi dichiarate solamente le rendite catastali dei terreni (al pari delle altre attività agricole) purché siano soddisfatti i seguenti requisiti: - l attività di produzione di energia deve essere svolta nell ambito di un impresa agricola - l attività di produzione dell energia dovrà avvenire a partire da prodotti ottenuti prevalentemente nella medesima azienda - il calcolo della prevalenza va effettuato in base alla quantità se i prodotti acquistati sono uguali ai propri, ovvero del medesimo settore merceologico, in base al valore se di natura diversa
19 Gli incentivi Il D.M. 6 luglio 2012 in attuazione dell art. 24 del D.lgs 28/2011 sulla promozione ed incentivazione della produzione di energia da fonti rinnovabili, differenzia gli interventi di sostegno in base: Alla taglia dell impianto Al tipo di prodotto utilizzato per al sua alimentazione premiando (con livelli di incentivazione maggiori) gli impianti Più piccoli Alimentati a sottoprodotti (almeno il 70 % della biomassa in ingresso)
20 Incentivi erogati per gli impianti di biogas Tipologia di alimentazione Potenza Tariffa incentivante Prodotti di origine biologica > Sottoprodotti di origine biologica di cui alla tabella 1 del decreto; rifiuti non provenienti da raccolta differenziata diversi da quelli di cui al punto successivo > Rifiuti per i quali la frazione biodegradabile è determinata forfettariamente con le modalità di cui all allegato 2 del decreto >
21 L allegato 1 A individua 4 macrocategorie di sottoprodotti: - Sottoprodotti di origine animale non destinati al consumo umano - Sottoprodotti provenienti da attività agricola, di allevamento, dalla gestione del verde e dalle attività forestali - Sottoprodotti provenienti da attività alimentari ed agroindustriali - Sottoprodotti provenienti da attività industriali
22 - Si precisa che in fase di autorizzazione occorre definire come si intende alimentare un impianto e che l esercizio dello stesso viene autorizzato anche in funzione di ciò. - Una variazione della miscela in ingrasso deve essere preventivamente valutata dall ente autorizzante - Inoltre essendo stati gli incentivi nel tempo differenziati anche in funzione del tipo di prodotti utilizzati per l alimentazione, una variazione in tal deve essere valutata di concerto con il GSE
23 La normativa ambientale Gli scarti di origine agroindustriale, quando destinati a un impianto di biogas di tipo agricolo, devono essere gestiti come sottoprodotti ai sensi dell art. 184 bis della parte IV del d.lgs. 152/06 Quindi un residuo di produzione può essere gestito come sottoprodotto solo se soddisfa i seguenti requisiti :
24 1. Il prodotto origina da un processo produttivo di cui costituisce parte integrante ed il cui scopo non è la produzione di tale prodotto. La sostanza in questione può originarsi in una qualsiasi fase del processo produttivo di cui però non costituisce il prodotto principale Certezza del riutilizzo. E certo che la sostanza prodotta sarà utilizzata nel corso dello stesso processo di produzione o di uno successivo, da parte dello stesso produttore o di terzi. Il materiale in questione non è un rifiuto poiché non si intende disfarsene. La certezza del riutilizzo deve essere formalmente sancita (contratto tra i 2 soggetti) prima che l attività sia avviata. 3. La sostanza può essere utilizzata direttamente senza alcun ulteriore trattamento diverso dalla normale pratica industriale 4. Il prodotto soddisfa tutti i requisiti pertinenti riguardanti: Prodotti e la protezione dell ambiente e della salute senza comportare impatti negativi
25 Il digestato può essere utilizzato ai fini agronomici in due situazioni differenti In base al D.L. n. 134 del 7 agosto 2012 art. 52 comma 2 bis ricorrendone i presupposti, può essere considerato un sottoprodotto. E pertanto necessario che tutti i prodotti conferiti all impianto siano classificati come sottoprodotto e destinati all utilizzo agronomico potendo essere rappresentati -Effluenti zootecnici -Residui delle colture -Residui dell agroindustria
26 La Regione Piemonte ha regolamentato l utilizzo agronomico del digestato (D.G.R. 23 febbraio 2009 n ), assimilandolo a quello dei reflui zootecnici, qualora ricorrano alcune condizioni: La quota di effluente zootecnico deve essere pari ad almeno il 50% in peso della miscela in ingresso al digestore anaerobico Sono altresì ammessi in ingresso i residui delle coltivazioni ed i prodotti agricoli (per una quota complessiva non superiore al 50%)
27 La normativa sanitaria Nel caso di sottoprodotti di origine animale occorre inoltre rispettare quanto previsto dal Reg. to Ce 1069/09 e dal Reg.to UE 142/2011 in sostanza occorre: - Dotarsi di un unità di pastorizzazione/ igienizzazione avente specifiche caratteristiche - In alternativa l esercente deve convalidare il processo dimostrando di pervenire ad una riduzione del rischio sanitario sulla base di precisi parametri microbiologici
28 In conclusione ancor oggi la normativa vigente impedisce un completo reimpiego e/o una valorizzazione energetica di rifiuti e dei sottoprodotti L attività agricola non viene considerata a parte nell ambito della normativa ambientale che non tiene conto delle peculiarità del settore
29 Bibliografia esaminata Bonazzi G. (2011) Deiezioni nel digestore: trattamenti o rifiuti?. L informatore Agrario Supplemento 26/2011 Grillo G et Bernardi S. (2009) Rifiuti di origine agricola Geva Edizioni Rossi L. (2012): Prodotti e sottoprodotti, le regole non cambiano. L Informatore Agrario Sipplemento 48/2012 Rossi L. (2011): Energia da sottoprodotti, cosa cambia con la nuova legge L informatore Agrario Supplemento 16/2011
30 Grazie per l attenzione [email protected]
FISCALITÀ DELL IMPRESA AGRICOLA
FISCALITÀ DELL IMPRESA AGRICOLA Imprenditore Agricolo (Art. 2135 Codice Civile come modificato dal D.Lgs 18 maggio 2001, n. 228) Attività agricole in senso stretto È imprenditore agricolo chi esercita
IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI
IMPIANTI DI PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI Negli ultimi anni in Italia sono stati costruiti diversi impianti funzionanti a biomasse (biogas). BIOMASSE: in base all art. 2 del D.Lgs 387/2003
LA NORMATIVA REGIONALE SUL BIOGAS: I PUNTI CRITICI
LA NORMATIVA REGIONALE SUL BIOGAS: I PUNTI CRITICI Bastia Umbra, 3 ottobre 2012 Di norma breve sintesi del relatore: Ernesta Maria Ranieri Premessa: I limiti della potestà regionale : la competenza in
IMPIANTO DI DIGESTIONE ANAEROBICA CONSORZIO AGRIENERGY. Ing. Ennio Spazzoli
IMPIANTO DI DIGESTIONE ANAEROBICA CONSORZIO AGRIENERGY Ing. Ennio Spazzoli INQUADRAMENTO NORMATIVO BIOMASSE E SOTTOPRODOTTI D.lgs. 387/2003 Attuazione della direttiva 2001/77 relativa alla promozione dell
Digestato da rifiuti e da matrici agricole
Ravenna 2012 Workshop I CIC Consorzio Italiano Compostatori Ravenna, 27 settembre 2012 Digestato da rifiuti e da matrici agricole Lorella ROSSI C.R.P.A. - Reggio Emilia, Comitato Tecnico CIC DIGESTIONE
All interno dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) Settore Zootecnico: Carni Bovine
Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 Reg. (CE) 1698/2005 Regione Toscana Bando Misura 121 Ammodernamento aziende agricole All interno dei Progetti Integrati di Filiera (PIF) Settore Zootecnico: Carni
qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi (Art. 183 D.lgs.
RIFIUTI: ASSEGNAZIONE DEI CODICI C.E.R. E CORRETTE MODALITA DI STOCCAGGIO D.Lgs. 152/2006 Montebelluna, 14.05.2011 ASOLOMONTEBELLUNA 1 DEFINIZIONE DI RIFIUTO qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore
Cenni normativi e ottimizzazione ciclo di gestione reflui e scarti industriali
Cenni normativi e ottimizzazione ciclo di gestione reflui e scarti industriali 24 gennaio 2013 Definizioni Cosa sono gli scarti di produzione o residui industriali (NON acque reflue industriali o rifiuti)
Introduzione alla normativa europea, nazionale e regionale
Introduzione alla normativa europea, nazionale e regionale Oli e grassi commestibili esausti Gli oli e grassi commestibili esausti sono tutti quelli che residuano dal consumo umano e dalla cottura. Il
DISPENSE IN MATERIA DI: GESTIONE RIFIUTI DAL DECRETO RONCHI DEL 1997 AL CODICE AMBIENTALE DEL 2006. Claudio Boldori
DISPENSE IN MATERIA DI: GESTIONE RIFIUTI DAL DECRETO RONCHI DEL 1997 AL CODICE AMBIENTALE DEL 2006 Claudio Boldori CON LA PUBBLICAZIONE DEL RONCHI TER, SEMBRA CONCLUSA LA PRIMA E DOVEROSA FASE DI COMPLETAMENTO
IMPRESA ED IMPRENDITORE AGRICOLO
IMPRESA ED IMPRENDITORE AGRICOLO Inquandramento normativo e fiscale Torino, 23 Marzo 2009 1B Dott. Andrea CHIABRANDO Studio Tecnico Agrario - Pinerolo (TO) La nozione di Imprenditore Agricolo L'Imprenditore
Considerazioni sulla normativa vigente sulla gestione dei rifiuti rurali: lezione appresa nell ambito del progetto Landcare MED.
Giornata tecnica sulla Gestione dei Rifiuti Evento organizzato dal progetto LANDCARE MED Considerazioni sulla normativa vigente sulla gestione dei rifiuti rurali: lezione appresa nell ambito del progetto
Di Fabio Noferi Commercialista e Revisore Contabile Montevarchi ( Arezzo ).
La tariffa fissa omnicomprensiva per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili diverse rispetto alla energia solare : natura e corretto trattamento da un punto di vista fiscale alla luce della Risoluzione
L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO
PARERE 2 OTTOBRE 2014 478/2014/I/EFR PARERE AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E AL MINISTRO DELL AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE SULLO SCHEMA DI DECRETO RECANTE CRITERI PER LA RIMODULAZIONE
Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio.
Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio. Vengono posti alcuni quesiti in relazione al servizio di trasporto dei rifiuti. Un Consorzio di Enti Locali, costituito
Le potenzialità per le energie rinnovabili delle biomasse di scarto
le energie rinnovabili delle biomasse CONVEGNO LE BIO-ENERGIE Sergio Piccinini Centro Ricerche Produzioni Animali Venerdì, 18 marzo 2016 Sala Poggioli Viale della Fiera, 8 Bologna Centro Ricerche Produzioni
COMPETENZE ED AMBITI PROFESSIONALI DELLA FIGURA DEL PERITO AGRARIO
ISTITUTO D ISTRUZIONE SUPERIORE "A. ZANELLI" COMPETENZE ED AMBITI PROFESSIONALI DELLA FIGURA DEL PERITO AGRARIO Il perito agrario è un tecnico con competenze sulla gestione del territorio, sulla gestione
Rottami ferrosi: definizione di rifiuto, materie recuperate e sottoprodotti secondo il D.lg. 152/2006 e s.m.i.
Rottami ferrosi: definizione di rifiuto, materie recuperate e sottoprodotti secondo il D.lg. 152/2006 e s.m.i. ECOMONDO - SALA GEMINI FIERA DI RIMINI 3 Novembre 2015 Relatore: Ing. Andrea Meneghini Ecamricert
Normativa attuale sulla gestione dei rifiuti.
Giornata tecnica sulla Gestione dei Rifiuti Evento organizzato dal progetto LANDCARE MED Normativa attuale sulla gestione dei rifiuti. Cagliari, 21 Dicembre 2015 Quadro Normativo NORMATIVA EUROPEA Direttiva
IL FOTOVOLTAICO IN AGRICOLTURA
IL FOTOVOLTAICO IN AGRICOLTURA La soluzione dell impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica viene presa in considerazione da molte imprese agricole vuoi per la necessità di sostituire
La classificazione dei rifiuti ai fini del loro recupero. Maria Palumbo Direttore Centro Campano Tecnologie Ambientali CCTA Scarl
La classificazione dei rifiuti ai fini del loro recupero Maria Palumbo Direttore Centro Campano Tecnologie Ambientali CCTA Scarl Definizione di rifiuto Rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto che rientra
PROGETTO MALENA GLI INCENTIVI PER LA PRODUZIONE DI BIOMETANO
PROGETTO MALENA GLI INCENTIVI PER LA PRODUZIONE DI BIOMETANO Roberto Murano Catania, Venerdì 14 Marzo 2014 Biometano: che cosa è? Il biogas è prodotto attraverso la decomposizione biologica di sostanza
BIOGAS: CENNI NORMATIVI
BIOGAS: CENNI NORMATIVI RELATORE: avv. Federico Manzalini DEFINIZIONE DI BIOGAS E una miscela di vari tipi di gas prodotti dalla fermentazione batterica di residui organici provenienti da rifiuti vegetali
Prof. Ing. Maurizio Carlini
ENERGIA DA BIOMASSE RESIDUALI NELLA REGIONE TIBERINA: OPPORTUNITÀ DI LAVORO E PROSPETTIVE DI CRESCITA PER LE AZIENDE AGRICOLE LAZIALI Prof. Ing. Maurizio Carlini 1 New Economy: dalla tecnologia alla centralità
La normativa sui rifiuti di apparecchiature elettriche
La normativa sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) AIRI TUTORIAL MEETING TECNOLOGIE MODERNE ED EMERGENTI PER LE PMI Perché una regolamentazione La politica ambientale dell'unione
LA STRUTTURA DEL BUSINESS PLAN IMPIANTO BIOMASSA
IMPIANTO BIOMASSA Decreto Legislativo 28/2011 ed in particolare l art. 2 definisce in dettaglio la biomassa come: "la parte biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti
Le principali tipologie di biomassa utilizzabili per la produzione di energia sono:
PascaleCave e Costruzioni S.r.l. Biomassa -Biogas Biomassa La Biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili
Vista la legge 18 giugno 1998, n. 192, recante la disciplina della subfornitura nelle attività produttive;
Decreto 2 marzo 2010 (Gu 5 maggio 2010 n. 103) Attuazione della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sulla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica Il Ministro delle politiche agricole
L innovazione tecnologica per l efficienza energetica e lo sviluppo di fonti rinnovabili
L innovazione tecnologica per l efficienza energetica e lo sviluppo di fonti rinnovabili Riduzione dei consumi energetici (efficienza energetica) Consumi e produzione energetica Aumento della produzione
I regolamenti regionali sulle acque del 24 marzo 2006
I regolamenti regionali sulle acque del 24 marzo 2006 Paolo Casciano Direzione Generale Reti e servizi di pubblica utilità e sviluppo sostenibile Regione Lombardia Ordine Ingg BG 26/11/2007 - ing. Casciano
1.2 QUALI BIOMASSE A) DEFINIZIONE GENERALE DI BIOMASSA :
1.2 QUALI BIOMASSE A) DEFINIZIONE GENERALE DI BIOMASSA : Le biomasse sono un insieme eterogeneo di materiali di origine organica e rinnovabili e costituiscono anche una fonte energetica atipica caratterizzata
Il nuovo corso del biogas
Il nuovo corso del biogas Tipologie impiantistiche Impianto alimentato con prodotti di origine biologica e liquami bovini Impianto semplificato, alimentato con solo effluente zootecnico Impianti di tipo
Le energie rinnovabili nel contesto agro-zootecnico: analisi normativa e d investimento per impianti fotovoltaici e a biomasse/biogas
Centro per lo sviluppo del polo di Cremona Le energie rinnovabili nel contesto agro-zootecnico: analisi normativa e d investimento per impianti fotovoltaici e a biomasse/biogas Centro per lo sviluppo del
PRODUZIONE DI ENERGIA DALLE BIOMASSE E DAI RIFIUTI
PRODUZIONE DI ENERGIA DALLE BIOMASSE E DAI RIFIUTI Il TEAM di Si-Web ha lavorato con impegno e professionalità utilizzando informazioni provenienti da autorevoli fonti sia nazionali che internazionali,
6 Bollettino PSR 2014-2020 Pag. 1
6 Bollettino PSR 2014-2020 Pag. 1 6. Sviluppo delle imprese agricole e delle imprese SOTTOMISURA 6.1. SOSTEGNO ALL AVVIAMENTO DI IMPRESE PER I GIOVANI AGRICOLTORI Operazione 6.1.a - Incentivi per la costituzione
ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI : LA FILIERA AGROENERGETICA
Renzo Persona Dottore Agronomo- Prof. Ord. di Estimo Rurale Generale e Magistrale presso l Università degli Studi di Padova Convegno del 18 febbraio 2010 ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI : LA FILIERA AGROENERGETICA
REGOLE PARTICOLARI PER LA CERTIFICAZIONE DI PRODOTTI PLASTICI IN POLIPROPILENE CON CONTENUTO RICICLATO
PROCEDURA OPERATIVA REGOLE PARTICOLARI PER PRODOTTI PLASTICI IN 0 15/03/2012 RQ LTM 1 di 7 1. SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE...3 2. TERMINOLOGIA...3 2.1 RICICLO DI MATERIALI PLASTICI...3 2.2 MATERIALE PLASTICO
Polo Territoriale di Cremona Le incentivazioni al biometano
Polo Territoriale di Cremona Le incentivazioni al biometano La normativa di incentivazione 2 Nel 2013 nel Mondo si contano 340 impianti di upgrading del biogas, con una preminenza in Europa. Germania:
REGOLAMENTO (CE) N. 183/2005 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO
REGOLAMENTO (CE) N. 183/2005 DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 12 gennaio 2005 che stabilisce requisiti per l igiene dei mangimi Regolamento 183/2005 Applicazione sul territorio regionale L applicazione
BIO-METHANE REGIONS. Il Bio-Metano: combustibile del futuro, opportunità per la REGIONE ABRUZZO. With the support of
IT BIO-METHANE REGIONS Il Bio-Metano: combustibile del futuro, opportunità per la REGIONE ABRUZZO With the support of BIO-METHANE REGIONS Il Bio-Metano: combustibile del futuro, opportunità per la nostra
Caldaie, stufe e termocamini alimentati a Biomasse
Caldaie, stufe e termocamini alimentati a Biomasse Le caratteristiche tecniche richieste per ottenere il conto termico. Antonietta Serra, responsabile sezione Termotecnica presso Istituto Giordano Spa
Spalma incentivi volontario
Spalma incentivi volontario Guida alla lettura con esempi numerici Spalma incentivi volontario: guida alla lettura Riferimenti normativi: DECRETO LEGGE 23 dicembre 2013, n. 145 (c.d. Destinazione Italia
UNIAMO LE ENERGIE. 7-11 ottobre 2009 Torino Esposizioni
UNIAMO LE ENERGIE 7-11 ottobre 2009 Torino Esposizioni Recuperabilità dei rifiuti speciali non pericolosi in provincia di Torino Duccio Bianchi Obiettivi Analizzare la struttura dello stock di rifiuti
PREMESSA. 1 - Finalità
PROGRAMMA D'AZIONE REGIONALE DI INVESTIMENTO PER PRODUZIONI AGROENERGETICHE E PER IL CONTENIMENTO DEL CARICO DI AZOTO NEL RISPETTO DELLA D.G.R. 21 NOVEMBRE 2007, N. 5868. PREMESSA La Regione Lombardia,
SUPERATA!!!! Definizione di RIFIUTO. INQUADRAMENTO NORMATIVO: rifiuti, sottoprodotti e prodotti
INQUADRAMENTO NORMATIVO: rifiuti, sottoprodotti e prodotti Corso avanzato La produzione di compost e biogas da rifiuti organici Lorella Rossi, Oristano, 28 maggio 2012 Centro Ricerche Produzioni Animali
Energethica Convegno RENERFOR 25 maggio 2012 Gli incentivi per lo sviluppo della produzione di energia da biomassa: gli aspetti energetici
Energethica Convegno RENERFOR 25 maggio 2012 Gli incentivi per lo sviluppo della produzione di energia da biomassa: gli aspetti energetici Mauro Bertolino, Ph. D. Settore Politiche Energetiche Direzione
Bioenergia Fiemme SpA
Bioenergia Fiemme SpA Cavalese dr. Andrea Ventura Amministratore Delegato Trento, giovedì 12 ottobre 2006 22/03/2007 1 Chi siamo? Prima Società a realizzare un impianto di teleriscaldamento a biomassa
LINEE GUIDA PER Il FINANZIAMENTO DI AREE ATTREZZATE DESTINATE ALLA VENDITA DIRETTA DI PRODOTTI AGRICOLI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 19
LINEE GUIDA PER Il FINANZIAMENTO DI AREE ATTREZZATE DESTINATE ALLA VENDITA DIRETTA DI PRODOTTI AGRICOLI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE REGIONALE 19 GENNAIO 2010 N.1. INDICE 1. Premessa 2. Riferimenti normativi
LINEE GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI DA PARTE DEL PRODUTTORE
LINEE GUIDA LA GESTIONE DEI RIFIUTI SPECIALI DA PARTE DEL PRODUTTORE Le linee guida di seguito proposte rappresentano un Vademecum per la gestione dei rifiuti speciali originatisi dall attività produttiva
Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER)
Il ruolo delle bio-energie nell'uso sostenibile delle fonti energetiche rinnovabili (FER) Maurizio Gualtieri ENEA UTTS 0161-483370 Informazioni: [email protected] 14 maggio 2014 - ISPRA Sommario
II decreto correttivo d.lgs.152/06
II decreto correttivo d.lgs.152/06 Posizione Ministero e posizione condivisa tra il Ministero dell ambiente e gli assessori delle Regioni 21 Marzo 2007 PARTE RIFIUTI Problemi: 1. Definizione di recupero;
IL PROJECT LEASING. per. IMPIANTI di COGENERAZIONI ALIMENTATI DA BIOMASSA
IL PROJECT LEASING per IMPIANTI di COGENERAZIONI ALIMENTATI DA BIOMASSA NUOVE opportunità di sviluppo PER LA TUA IMPRESA nel settore dell Energia 1 GLI IMPIANTI DI COGENERAZIONE La cogenerazione, CHP (Combined
schede di approfondimento.
I macro temi segnalati nella mappa sono trattati nella presentazione e fruibili attraverso schede di approfondimento. 2 è l insieme delle attività volte a smaltirli, riducendo lo spreco(inparticolaredirisorsenaturaliedienergia)elimitandoipericoliperlasalutee
CIB- CONSORZIO ITALIANO BIOGAS E GASSIFICAZIONE. www.consorziobiogas.it
CIB- CONSORZIO ITALIANO BIOGAS E GASSIFICAZIONE CIB - Consorzio Italiano Biogas e Gassificazione costituitosi a marzo del 2009, ha copertura nazionale ed è il punto di riferimento Italiano del settore
Rifiuti: quali e quanti sono e come sono gestiti
SCUOLA PRIMARIA PERCORSI PER LE CLASSI I E II MATERIALE DI APPROFONDIMENTO Rifiuti: quali e quanti sono e come sono gestiti I rifiuti vengono classificati secondo la loro origine e pericolosità. La loro
Polo Territoriale di Cremona Diffusione degli impianti biogas in Italia e a Cremona: numero, tipologie, taglie e alimentazione
Polo Territoriale di Cremona Diffusione degli impianti biogas in Italia e a Cremona: numero, tipologie, taglie e alimentazione Ruolo degli impianti bioenergetici in Italia 2 Distribuzione quantitativa
La Simbiosi Industriale nel contesto del Piano Gestione Rifiuti della Regione Emilia Romagna
La Simbiosi Industriale nel contesto del Piano Gestione Rifiuti della Regione Emilia Romagna Andrea Zuppiroli Regione Emilia-Romagna Servizio Rifiuti e bonifica siti, servizi pubblici ambientali e sistemi
Pordenone, 5 aprile 2011. Codice dell Ambiente. ANCE Direzione Legislazione Mercato Privato. Marcello Cruciani
Pordenone, 5 aprile 2011 Codice dell Ambiente ANCE Direzione Legislazione Mercato Privato Marcello Cruciani 1 Il quadro normativo D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 D.M. 17 dicembre
SFALCI E POTATURE SONO RIFIUTI O SOTTOPRODOTTI? Inquadramento normativo corretto ai fini del contributo GSE
SFALCI E POTATURE SONO RIFIUTI O SOTTOPRODOTTI? Inquadramento normativo corretto ai fini del contributo GSE 1 Sommario: - nel documento che segue vengono evidenziate le importanti modifiche introdotte
Solare, Agricoltura e Territorio: opportunità e precauzioni
Solare, Agricoltura e Territorio: opportunità e precauzioni Roma, 9 Settembre 2010 Solare Nella realizzazione di impianti fotovoltaici, il consulente legale svolge: Attività di assistenza al progetto e/o
Corso per l uso sostenibile dei prodotti fitosanitari Corretta gestione dei rifiuti fitosanitari
Corso per l uso sostenibile dei prodotti fitosanitari Corretta gestione dei rifiuti fitosanitari GESTIONE DEI RIFIUTI Parte IV del D.lgs 152/2006 Norme in materia di gestione dei rifiuti RIFIUTO: qualsiasi
Attuazione della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sulla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica. (2)
Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali D.M. 2-3-2010 Attuazione della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sulla tracciabilità delle biomasse per la produzione di energia elettrica. Pubblicato
ARPA FVG. Gestione dei rifiuti agricoli
ARPA FVG Gestione dei rifiuti agricoli SOC Dipartimento Provinciale di Pordenone ARPA FVG Palmanova - Italy dott. Elena Della Donna Deposito temporaneo Sommario: Raccolta e smaltimento dei contenitori
Il Quinto conto energia e il nuovo sistema di incentivi alle energie rinnovabili
Unioncamere Lombardia Il Quinto conto energia e il nuovo sistema di incentivi alle energie rinnovabili 4 giugno 2012 Avv. Stefania Gorgoglione 1 Quadro normativo generale FR D.Lgs. 16 marzo 1999, n. 79,
L AUTORIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Le Linee Guida di Regione Lombardia
L AUTORIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI RINNOVABILI Le Linee Guida di Regione Lombardia Silvana Di Matteo Struttura Risorse Energetiche Direzione Generale Ambiente
RISOLUZIONE N. 88/E. Con istanza d interpello formulata ai sensi dell articolo 11 della legge 27 luglio 2000, n. 212, è stato posto il seguente:
RISOLUZIONE N. 88/E ma, Roma, 25 agosto 2010 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Interpello - Art. 11 Legge 27 luglio 2000, n. 212 Gestore Servizi Energetici - GSE articolo 2 della legge 24 dicembre
Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili
Incentivazione dell energia elettrica da altre fonti rinnovabili Beneficiari Riferimenti normativi Finalità dello strumento Regime transitorio Impianti, alimentati da fonti rinnovabili diverse da quella
ASSESSORADU DE SOS ENTES LOCALES, FINÀNTZIAS E URBANÌSTICA ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA
Oggetto: Avviso pubblico per la presentazione di eventuali manifestazioni di interesse alla stipula di contratto di affitto con Imprenditore Agricolo Professionale (I.A.P.) in deroga alla legge 203/82,
AMBIENTE E AGRICOLTURA
Comunicazione Energia Ambiente Il Tuo spazio dedicato all Ambiente Incontro formativo AMBIENTE E AGRICOLTURA Proposte per una corretta gestione San Ginesio - 12 febbraio 2005 La corretta gestione dei rifiuti
CLASSIFICAZIONE RIFIUTI
CLASSIFICAZIONE RIFIUTI Decreto legislativo n. 152/2006 parte IV gestione dei rifiuti la Parte quarta del d. lgs. n. 152/2006 è una sorta di rivisitazione del d.lgs. n. 22/1997 che, senza nemmeno alterarne
Allegato A al Decreto n. 104 del 31 marzo 2008 pag. 1/9 PREMESSE
Allegato A al Decreto n. 104 del 31 marzo 2008 pag. 1/9 TRATTAMENTO DEGLI EFFLUENTI DI ALLEVAMENTO: PERDITE DI AZOTO VOLATILE E CONTENUTO RESIDUO NELLE FRAZIONI PALABILE E NON PALABILE DEI MATERIALI TRATTATI
Conferenza Stampa di presentazione della raccolta degli oli alimentari esausti. Torino 21 marzo 2012
Conferenza Stampa di presentazione della raccolta degli oli alimentari esausti Torino 21 marzo 2012 NORMATIVA EUROPEA Regolamento CE 1774/2002 che vieta l impiego degli oli esausti nell alimentazione animale
UTILIZZO DELLE BIOMASSE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA NEL TERRITORIO MANTOVANO
Chemistry Day Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si ri-genera Mantova, 12 Dicembre 2011 UTILIZZO DELLE BIOMASSE PER LA PRODUZIONE DI ENERGIA NEL TERRITORIO MANTOVANO Veronica Cornalba Dottoranda
Progetto Formativo MACROAREA AGROAMBIENTALE
Progetto: MISURA 111 Azione 1 Formazione- Pacchetto Formativo Misto Ambito: Programma di Sviluppo Rurale Regione Sicilia 2007-2013 Sede: GANGI Corso di formazione per ESPERTO AGROAMBIENTALE Progetto Formativo
ENERGIE RINNOVABILI PRESENTAZIONE DI: BUSSETTI TAGLIABUE
ENERGIE RINNOVABILI PRESENTAZIONE DI: BUSSETTI & TAGLIABUE 1 LE ENERGIE RINNOVABILI La definizione di energia rinnovabile è spesso legata al termine ecologia. Infatti vengono spesso definite come energie
Biogas e biometano per la competitività dell azienda agricola
la competitività dell azienda agricola CONFERENZA Bioenergia: quali prospettive per l agricoltura e l impresa italiana Centro Ricerche Produzioni Animali Reggio Emilia 6 luglio 2015, Milano Centro Ricerche
Adempimenti documentali rifiuti Formulari-Registri-MUD-Sistri
WORK SHOP L ATTIVITA DI CONTROLLO PRESSO LE AZIENDE ZOOTECNICHE SOGGETTE AIA (IPPC 6.6) Adempimenti documentali rifiuti Formulari-Registri-MUD-Sistri Milano, 11/12 novembre 2015 ARPA Lombardia - Settore
Questionario informativo per uno studio di fattibilità
Questionario informativo per uno studio di fattibilità 1 Anagrafica Ragione sociale Azienda: Indirizzo: Riferimento: Funzione aziendale: Telefono: Mobile: E-mail: Tipologia di azienda: agricola non agricola
Chi siamo. Assobioplastiche nasce nel 2011 e ha la sede legale a operativa a Roma.
Chi siamo L Associazione Italiana delle bioplastiche e dei materiali biodegradabili e compostabili (Assobioplastiche) è nata dalla volontà dei produttori, trasformatori e utilizzatori delle bioplastiche
Efficienza Energetica e Innovazione del Sistema Agricolo
L INDUSTRIA DELL ENERGIA NEL SISTEMA AGRICOLO Efficienza Energetica e Innovazione del Sistema Agricolo Carlo Alberto Campiotti, Corinna Viola, Matteo Scoccianti Servizio Agricoltura (UTEE-AGR) UTEE (Unità
L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA IL GAS E IL SISTEMA IDRICO
PARERE 14 OTTOBRE 2015 489/2015/I/EFR PARERE IN MERITO ALLO SCHEMA DI DECRETO INTERMINISTERIALE PER L INCENTIVAZIONE DELLA PRODUZIONE DI ENERGIA ELETTRICA DA FONTI ENERGETICHE RINNOVABILI DIVERSE DALLA
il fotovoltaico quanto costa e quanto rende
il fotovoltaico quanto costa e quanto rende gli incentivi /1 In Italia, da settembre 2005, è attivo un meccanismo di incentivazione, definito Conto Energia, per la produzione di energia elettrica mediante
Pneumatici fuori uso i Normativa, contributo e tutto ciò che c è da sapere
Pneumatici fuori uso i Normativa, contributo e tutto ciò che c è da sapere e Introduzione A partire da aprile 2011 è attivo un nuovo sistema di recupero e smaltimento degli pneumatici fuori uso, che prevede
La gestione del ciclo integrato dei rifiuti 3D - ALTRI CONSORZI DI RECUPERO (COOU- CONOE-CONAU-ECOPNEUS)
La gestione del ciclo integrato dei rifiuti 3D - ALTRI CONSORZI DI RECUPERO (COOU- CONOE-CONAU-ECOPNEUS) Oli minerali usati L olio usato dei motori a combustione e dei macchinari è un rifiuto pericoloso
G.B. Zorzoli ISES ITALIA L USO DI BIOMASSE A FINI ENERGETICI. Porretta Terme, 27.09.2008
G.B. Zorzoli ISES ITALIA L USO DI BIOMASSE A FINI ENERGETICI Porretta Terme, 27.09.2008 LE PIÙ IMPORTANTI TIPOLOGIE DI BIOMASSA RESIDUI FORESTALI SCARTI DELL INDUSTRIA DI TRASFORMAZIONE DEL LEGNO (TRUCIOLI,
Il digestato: aspetti tecnici e normativa
tecnici e normativa USO DEL DIGESTATO PER IL MANTENIMENTO DELLA FERTILITÀ DEI TERRENI Paolo Mantovi Centro Ricerche Produzioni Animali Giovedì 14 Marzo 2013 - Ore 14,00 Sala Convegni Azienda Sperimentale
BILANCIO DI PRODUZIONE DI MATERIALE DA SCAVO E/O DI RIFIUTI...
INDICE 1 PREMESSA... 2 2 BILANCIO DI PRODUZIONE DI MATERIALE DA SCAVO E/O DI RIFIUTI... 2 3 CRITERI PER LA LOCALIZZAZIONE E GESTIONE DELLE AREE DI CANTIERE DA ADIBIRE A DEPOSITO TEMPORANEO... 3 File: 13-033_gen01es_r0
DISCIPLINA FISCALE DEGLI INCENTIVI PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI
DISCIPLINA FISCALE DEGLI INCENTIVI PER GLI IMPIANTI FOTOVOLTAICI (rif. Circ. n. 46/E dell Agenzia Entrate del 19 luglio 2007) Principali novità della circolare 1. I contributi spettanti a titolo di tariffa
