MAPPATURA RAGIONATA DEL PROCEDIMENTO
|
|
|
- Serafino Frigerio
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Divisione Supporto alla Ricerca Scientifica e al Trasferimento Tecnologico MAPPATURA RAGIONATA DEL PROCEDIMENTO DI COSTITUZIONE DI START UP E START UP DI RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO Fasi di attuazione, soggetti coinvolti, documentazione richiesta sulla base del regolamento start up e start up di ricerca emanato nel Luglio 2015 Novembre 2015
2 Indice Premessa e obiettivi dell'analisi 1 1. Technology disclosure 4 2. Commissione start up 6 3. Senato Accademico 6 4. Consiglio di Amministrazione (CDA) 7 5. Fondazione di impresa 8 6. Fase conclusiva 9 Allegati 10
3 Premessa e obiettivi dell analisi Il presente documento è volto a descrivere, seppur in forma schematizzata, le fasi che caratterizzano nel contesto dell Università degli Studi di Trento il procedimento di costituzione di start up e start up di ricerca. Questo approfondimento risulterà utile almeno per due motivi: da un lato permetterà alla Divisione Supporto alla Ricerca Scientifica e al Trasferimento Tecnologico di mappare correttamente tale procedimento e di intervenire qualora si evidenziassero eventuali inefficienze; dall altro rappresenterà un momento informativo per professori, ricercatori ed in generale per tutti i possibili, futuri utenti della Divisione. In generale, lo start up rappresenta un nuovo soggetto societario che dovrebbe garantire la realizzazione di una delle missioni dell Università ed in particolare degli uffici di Trasferimento Tecnologico, ovvero la trasformazione della tecnologia prodotta all interno del contesto accademico in prodotto finale, commercializzabile e valorizzabile sul mercato. La creazione di uno start up richiede la presenza di almeno tre elementi indispensabili: 1. la tecnologia e/o, in generale, il complesso di conoscenze, codificate e non, protette e non, prodotto dall università; 2. le risorse umane (c.d. management team); 3. le risorse finanziarie, che servono al completamento della fase di sviluppo. La giusta allocazione di questi tre ingredienti ed il loro corretto bilanciamento all interno della compagine societaria che si intende costituire determineranno il successo del progetto imprenditoriale. Il Regolamento in materia di Start up e Start up di Ricerca dell Università degli Studi di Trento, emanato con D.R. n. 421 del 6 luglio 2015 (abbreviato: Reg. Start up), identifica due tipologie di iniziative imprenditoriali. In particolare l art. 1, co. 2, intende: per start up: ogni iniziativa imprenditoriale avente come scopo lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di beni e servizi derivanti da risultati della ricerca dell Università a cui il proponente abbia contribuito e alla quale l'università può partecipare in qualità di socio; ; per start up di ricerca: ogni iniziativa imprenditoriale avente come scopo lo sviluppo precompetitivo di prodotti e servizi derivanti da risultati della
4 ricerca dell Università a cui il proponente abbia contribuito e alla quale l Università può partecipare in qualità di socio. L Università di Trento pertanto può partecipare in qualità di socio sia ad iniziative di start up che di start up di ricerca. L attuale regolamento entrato in vigore nel Luglio 2015 sostituisce il precedente regolamento in materia di spin off e start up. Questa mappatura tiene in considerazione gli aggiornamenti introdotti dal nuovo regolamento. Il percorso di creazione di start up/start up di ricerca è stato scomposto per fasi di attuazione, all interno delle quali sono stati schematizzati alcuni punti di riferimento: gli attori coinvolti, i documenti richiesti, le procedure utilizzate ed in generale tutti i documenti prodotti all interno della fase oggetto di approfondimento. 2
5 Fasi di approvazione di start up /start up di ricerca Università di Trento Disclosure dell idea Presentazione dell idea imprenditoriale di start up /start up di ricerca accademico all Area Trasferimento Tecnologico Documento di sintesi contenente la descrizione del progetto imprenditoriale (Disclosure Business Idea) Consiglio di Dipartimento Presentazione del progetto imprenditoriale di start up/start up di ricerca al Consiglio di Dipartimento Documentazione di supporto Commissione start up Presentazione del progetto di start up /start up di ricerca alla Commissione da parte del team proponente Lettera introduttiva Dati relativi ai proponenti e singoli curricula Dati relativi alla società Business Plan Bozza di statuto e Patti parasociali (solo per società start up/start up di ricerca partecipate dall Ateneo) Estratto verbale del Consiglio di Dipartimento Senato Accademico Presentazione del progetto al Senato Accademico Documentazione presentata alla Commissione start up Parere della Commissione start up Consiglio di Amministrazione dell Università Presentazione del progetto di start up/start up di ricerca al CDA dell Università Documentazione presentata alla Commissione spin off e brevetti Pareri della Commissione spin off e brevetti e del Senato Accademico 3
6 1. Technology disclosure (Disclosure dell idea) In questa fase avvengono i primi contatti tra i ricercatori proponenti lo start up e l Area TT della Divisione Supporto alla Ricerca Scientifica ed al Trasferimento Tecnologico 1, nell ambito dei quali l idea imprenditoriale e le tecnologie coinvolte vengono esposte ai membri dell ufficio al fine di individuare le possibili forme di valorizzazione nel mercato. Attori coinvolti: o Area TT o Proponenti: per le start up: la proposta può provenire dall Università, ovvero da uno o più docenti o da uno o più dipendenti appartenenti al ruolo del personale tecnico amministrativo (v. art. 3, co. 1, Reg. Start up); per le start up di ricerca: la proposta può provenire dall Università, ovvero da uno o più: docenti, dipendenti appartenenti al ruolo del personale tecnico amministrativo, titolari di assegni di ricerca, laureati di laurea specialistica o magistrale che abbiano conseguito il titolo da meno di un anno, studenti di corsi di dottorato, dottori di ricerca che abbiano conseguito il titolo da meno di un anno, altri collaboratori che negli ultimi tre anni, sulla base di rapporti contrattuali con l Ateneo, abbiano svolto attività di ricerca per almeno due anni, collegata all oggetto dello start up. La proposta da parte di tali soggetti, esclusi i docenti e i dipendenti appartenenti al ruolo del personale tecnico amministrativo, dovrà essere corredata anche da una dichiarazione di supporto da parte di almeno un docente dell Università (v. art. 3, co. 2, Reg. Spin off). o Consiglio di Dipartimento Contenuti della fase: o Primo incontro: 1 Per semplicità e chiarezza, nel testo con l espressione Area TT si farà riferimento all area di attività della Divisione Supporto alla Ricerca Scientifica ed al Trasferimento Tecnologico. 4
7 I ricercatori proponenti hanno la possibilità di contattare i referenti dell Area TT al fine di descrivere e discutere la loro idea imprenditoriale (modulo di business idea disclosure) Questo momento è dedicato alla ricerca di un opportuna modalità per valorizzare l idea imprenditoriale tramite la creazione di un impresa (start up o start up di ricerca) e per valutare le eventuali competenze richieste e gli sforzi connessi Nell ambito di questo primo momento occorre accertare che: tutti i requisiti ai sensi del Reg. Start up siano presenti; i prodotti, i servizi e le attività oggetto della futura impresa risultino derivanti dai risultati della ricerca dell Università a cui il proponente abbia contribuito. o Consiglio di Dipartimento (o Centro di ricerca interdipartimentale): Passaggio precedente a quello relativo alla Commissione start up o Incontri successivi: Si provvede alla creazione dei documenti necessari per passare alla fase successiva: Domanda ( Lettera introduttoria ) proposta di attivazione di uno spin off (start up) firmata dal socio proponente e suoi allegati: o Dati relativi ai proponenti e singoli curricula; o Dati relativi alla società; o Business Plan; o Proposta di Convenzione per utilizzo spazi e/o attrezzature dell Ateneo; o Richiesta utilizzo logo dell Ateneo ; o Bozza di statuto e Patti parasociali (se pertinente). Estratto del Consiglio di Dipartimento o del Centro di ricerca interdipartimentale competente. Scheda di Divisione ad opera dell Area TT volta a presentare il progetto imprenditoriale, le sue principali caratteristiche e gli eventuali aspetti critici, con note di approfondimento. 5
8 2. Commissione start up In questa fase attore protagonista è la Commissione start up, la quale rappresenta l organo dedicato alla valutazione delle proposte di costituzione di start up e start up di ricerca (v. art. 5 Reg. Start up). La commissione è composta dal Presidente della Commissione, da altri 4 membri e dal Dirigente dell Università competente per l area del trasferimento tecnologico. La Commissione esercita le seguenti competenze (art. 5, co. 6, Reg. Spin off): a) esprime parere in merito alle richieste di start up e start up di ricerca; b) verifica per ogni proposta di start up e start up di ricerca l assenza di conflitti di interesse tra gli scopi istituzionali dell Università e le attività dell impresa; c) esprime parere in ordine alle proposte di revoca dello start up o dello start up di ricerca; d) mette in atto attività di monitoraggio delle start up e start up di ricerca. Attori: o Commissione start up o Area TT o Soci proponenti Contenuti della fase: o Presentazione da parte dei soci proponenti volta a descrivere nel dettaglio la proposta imprenditoriale. o Conseguente analisi e valutazione da parte dei membri della Commissione. Momento conclusivo di tale fase Parere della Commissione start up 3. Senato Accademico Il Senato Accademico è l organo di governo scientifico e didattico dell Ateneo. Collabora con il Rettore nell azione di indirizzo, programmazione e coordinamento delle attività didattiche e di ricerca dell Università, nonché, tenuto conto delle proposte delle singole strutture, nella definizione dei piani 6
9 scientifici e didattici e nella loro attuazione, nell allocazione delle risorse e nel reclutamento dei professori e dei ricercatori (art. 11 Statuto Unitn). Attori: o Senato Accademico o Area TT o Soci proponenti Contenuto della fase: o Preliminarmente viene comunicata al Senato Accademico la Scheda di Divisione dell Area TT, la quale tiene conto dei passaggi precedenti, con particolare attenzione a possibili aggiunte e/o integrazioni richieste. In allegato a questa vengono inseriti tutti i documenti consegnati alla Commissione start up (v. sopra) ed il relativo Parere. o Innanzi al Senato Accademico si svolge la presentazione del proponente lo start up/start up di ricerca. Momento conclusivo o Parere del Senato Accademico 4. Consiglio di Amministrazione (CDA) Il Consiglio di Amministrazione (CDA) è organo di indirizzo e di programmazione generale dell Università (artt Statuto Unitn). Attori: o CDA o Area TT o Soci proponenti Contenuti della fase: o Comunicazione da parte dell Area TT della Scheda di Divisione, la quale tiene conto dei pareri precedentemente espressi dagli altri organi competenti; 7
10 è completata da tutti gli allegati già presentati agli altri organi interessati. o In questa fase vengano presentati al CDA le versioni definitive dello Statuto e dei Patti parasociali della costituenda società (nel caso di progetti imprenditoriali in cui l Università è socio) o Presentazione del socio proponente Momento conclusivo o Delibera del CDA: La delibera che valida positivamente la proposta di costituzione di start up e start up di ricerca 5. Fondazione impresa solo per società in cui l Università partecipa come socio L Università di Trento può essere socio sia di start up che di start up di ricerca. L Area TT nel caso di creazione di una società in cui l Università di Trento è socio supporta il processo di formazione dell impresa che si concretizza nel versamento da parte dell Università della propria quota di capitale sociale e nella nomina del consigliere di amministrazione su indicazione del Rettore. Documenti di partenza: o Delibera del CDA o Statuto e Patti Parasociali definitivi Contenuti della fase: o Versamento della quota sociale Rispetto alla normativa vigente di costituzione di nuove società a responsabilità limitata, l area TT supporta i ricercatori nei passaggi amministrativi con le banche e col notaio necessari al versamento della quota di capitale sociale dell Università nella nuova impresa; Viene indicato dal Rettore il Consigliere di Amministrazione dello start up / start up di ricerca nominato dall Università sulla base di quanto previsto nel regolamento start up (di norma il Consiglio di 8
11 Amministrazione dello start up / start up di ricerca si insedia contestualmente alla costituzione della società); o Firma presso il notaio volta alla costituzione formale della società. 6. Fase conclusiva Contratto di licenza per l utilizzo del logo Convenzione per l uso degli spazi e/o delle attrezzature (se pertinente) Inserimento della nuova impresa nell elenco degli spin off UNITN sul sito Web: Verifica da parte dei soci dello start up/start up di ricerca dei requisiti di impresa start-up innovativa ai sensi del D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 e iscrizione nella apposita sezione della Camera di commercio competente (maggiori informazioni: 9
12 ALLEGATI Principali normative di riferimento Nazionali: Legge 30 dicembre 2010, n. 240 Norme in materia di organizzazione delle università, di personale accademico e reclutamento, nonche' delega al Governo per incentivare la qualità e l efficienza del sistema universitario (in particolare art. 6) o D.M. 10 agosto 2011, n. 168 Regolamento concernente la definizione dei criteri di partecipazione di professori e ricercatori universitari a societa' aventi caratteristiche di spin off o start up universitari in attuazione di quanto previsto all'articolo 6, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n. 240 D.L. 18 ottobre 2012, n. 179 Ulteriori misure urgenti per la crescita del paese convertito con modificazioni dalla Legge 17 dicembre 2012, n. 221 (in particolare Sezione IX Misure per la nascita e lo sviluppo di imprese start-up innovative ). Interne: Statuto dell Università degli Studi di Trento, emanato con D.R. n. 167 del 23 aprile 2012 (abbreviato: Statuto Unitn) Regolamento in materia di Start up e Start up di ricerca dell Università degli Studi di Trento, emanato con D.R. n. 421 del 6 luglio 2015 Regolamento per l autorizzazione allo svolgimento di incarichi extraistituzionali del personale docente e ricercatore dell Università di Trento del 29 maggio
13 Acronimi ed abbreviazioni Area TT BP CDA Reg. Start up Statuto Unitn TT UNITN Area di attività della Div. Supporto alla Ricerca Scientifica e al Trasferimento Tecnologico Business Plan Consiglio di Amministrazione Regolamento in materia di Start up e Start up di ricerca dell Università degli Studi di Trento, emanato con D.R. n. 421 del 6 luglio 2015 Statuto dell Università degli Studi di Trento, emanato con D.R. n. 167 del 23 aprile 2012 Technology Transfer Università degli Studi di Trento 11
MAPPATURA RAGIONATA DEL PROCEDIMENTO
Divisione Supporto alla Ricerca Scientifica e al Trasferimento Tecnologico MAPPATURA RAGIONATA DEL PROCEDIMENTO DI COSTITUZIONE DI SPIN OFF E START UP ACCADEMICI DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO Fasi
REGOLAMENTO IN MATERIA DI START UP E START UP DI RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO
REGOLAMENTO IN MATERIA DI START UP E START UP DI RICERCA DELL'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO Emanato con D.R. n. 421 del 6 luglio 2015 INDICE Art. 1 - Ambito di applicazione e definizioni... 2 Art. 2
POLITECNICO DI MILANO
Registrato il 20.8.2003 Reg. 3 Fog. 185 N. 332/AG POLITECNICO DI MILANO IL RETTORE VISTO il Regolamento per l'amministrazione, la Finanza e la Contabilità; VISTO lo Statuto del Politecnico di Milano; VISTO
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA COPERTURA DI POSTI DI PROFESSORE STRAORDINARIO A TEMPO DETERMINATO
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E LA COPERTURA DI POSTI DI PROFESSORE STRAORDINARIO A TEMPO DETERMINATO Emanato con D.R. n. 12096 del 5.6.2012 Pubblicato all Albo Ufficiale dell Ateneo l 8 giugno 2012 In
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE
REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEI CORSI PER MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO E DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE (integrato con modifiche apportate dal Senato Accademico con delibera n 994
Delega al Governo in materia di riordino degli enti di ricerca - - Art. 1. Art. 1.
DISEGNO DI LEGGE presentato dal Ministro dell università e della ricerca (MUSSI) di concerto col Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione (NICOLAIS) e col Ministro dell economia
CAPO I - PARTE GENERALE. Art. 1 Oggetto
1 REGOLAMENTO RELATIVO ALLA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITA INTERNA PER LA COPERTURA DEI POSTI VACANTI DI PROFESSORE ORDINARIO, DI PROFESSORE ASSOCIATO E DI RICERCATORE, AI SENSI
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE DI CORSI PER MASTER UNIVERSITARIO, CORSI DI PERFEZIONAMENTO E CORSI DI AGGIORNAMENTO E FORMAZIONE PERMANENTE Art. 1 Definizione 1. L Università promuove, ai sensi della normativa
PROCEDURA PER LA CESSIONE DEI DIRITTI PATRIMONIALI SULL'INVENZIONE ALL'UNIVERSITÀ
Divisione Supporto alla Ricerca Scientifica e al Trasferimento Tecnologico PROCEDURA PER LA CESSIONE DEI DIRITTI PATRIMONIALI SULL'INVENZIONE ALL'UNIVERSITÀ Febbraio 2013 Il presente lavoro, redatto nell'ambito
Capo I - PARTE GENERALE
Regolamento delle procedure di trasferimento e di mobilità interna dei professori ordinari, dei professori associati e dei ricercatori, ai sensi degli artt. 1, comma II, e 3 della legge 3 luglio 1998,
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA
D.R. 7675 UNIVERSITA DEGLI STUDI DI CATANIA IL RETTORE - Vista la Legge del 19 novembre 1990, n.341 e in particolare gli articoli 6 e 7, concernenti la riforma degli ordinamenti didattici universitari;
Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati
Regolamento per la Valorizzazione dell attività scientifica ed il Trasferimento dei risultati Premessa L Ateneo svolge attività di diffusione e promozione della ricerca scientifica sostenendo la partecipazione
Regolamento della Scuola di Ateneo per le attività undergraduate e graduate dell Università degli Studi Link Campus University
Regolamento della Scuola di Ateneo per le attività undergraduate e graduate dell Università degli Studi Link Campus University TITOLO I AMBITO DI APPLICAZIONE E FUNZIONI Art. 1 Ambito di applicazione 1.
PROCEDURA PER L ATTIVAZIONE E GESTIONE DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO UNIVERSITARI
PROCEDURA PER L ATTIVAZIONE E GESTIONE DEI CORSI DI PERFEZIONAMENTO UNIVERSITARI I Dipartimenti e i Centri possono attivare, anche in collaborazione con soggetti pubblici e privati: Corsi di perfezionamento
REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE E IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DISABILI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA BASILICATA
REGOLAMENTO PER L INTEGRAZIONE E IL DIRITTO ALLO STUDIO DEGLI STUDENTI DISABILI DELL UNIVERSITA DEGLI STUDI DELLA BASILICATA Emanato con D.R. n. 686 del 29 novembre 2010 Entrato in vigore il 1 dicembre
REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DELLE BORSE DI STUDIO PER STUDENTI DEL PERCORSO FORMATIVO COMUNE DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN MATEMATICA
REGOLAMENTO PER IL CONFERIMENTO DELLE BORSE DI STUDIO PER STUDENTI DEL PERCORSO FORMATIVO COMUNE DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN MATEMATICA Art. 1 - Finalità, durata, e modalità di assegnazione 1. La
Art. 3 Piano finanziario Art. 4 - Copertura finanziaria del Master Universitario
Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 Modificato con D.R. n. 1033 2013 Prot. n 24843 del 10.07.2013 REGOLAMENTO MASTER
Oggetto: Regolamento interno delle procedure di trasferimento e di mobilita interna dei professori e ricercatori - modifica.
DECRETO N. 1099 /Prot. N. 22837/I-3 Div. Affari Istituzionali Sez. Pers. Doc. Oggetto: Regolamento interno delle procedure di trasferimento e di mobilita interna dei professori e ricercatori - modifica.
ART. 2 Programmazione
REGOLAMENTO RELATIVO ALLA DISCIPLINA DELLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITA INTERNA PER LA COPERTURA DEI POSTI VACANTI DI PROFESSORE ORDINARIO, DI PROFESSORE ASSOCIATO E DI RICERCATORE DELL UNIVERSITA
MODULO CONVALIDA ESAMI LAUREA MAGISTRALE
MODULO CONVALIDA ESAMI LAUREA MAGISTRALE AL MAGNIFICO RETTORE DELL UNIVERSITÀ DEGLI STUDI GUGLIELMO MARCONI La valutazione del profilo professionale e culturale dell'interessato ai fini del riconoscimento
LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA PER L A.A. 2011/12 (approvate in S.A. il 07.06.2011)
LINEE GUIDA PER LA PROGRAMMAZIONE DIDATTICA PER L A.A. 2011/12 (approvate in S.A. il 07.06.2011) 1. Definizione delle tipologie di attività didattica Ai fini delle presenti linee guida, vengono così definite
4.5) ISTITUZIONE DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA SULLE FIBROSI POLMONARI E MALATTIE RARE DEL POLMONE. ESPRIME
I DIVISIONE 4.5) ISTITUZIONE DEL CENTRO INTERDIPARTIMENTALE DI RICERCA SULLE FIBROSI POLMONARI E MALATTIE RARE DEL POLMONE. OMISSIS ESPRIME parere favorevole alla istituzione del Centro Interdipartimentale
Il Ministro dell Università e della Ricerca
VISTO l'articolo 17, comma 95, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e successive modificazioni; VISTO l'articolo 11, commi 1 e 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341; VISTI gli articoli 2 e 3 del decreto
Aggiornamento sulle disposizioni MIUR / ANVUR relative ad Accreditamento delle Sedi e dei CdS
Aggiornamento sulle disposizioni MIUR / ANVUR relative ad Accreditamento delle Sedi e dei CdS Università degli Studi di Roma Foro Italico Presidio di Qualità 13 febbraio 2013 Le novità delle ultime settimane
Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana
Azienda Regionale per il Diritto allo Studio Universitario della Toscana Legge Regionale 26 luglio 2002, n. 32 e ss.mm. DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE N 33/16 del 25/01/2016 Oggetto: APPROVAZIONE CAMPIONE
IL RETTORE DIVISIONE RISORSE SETTORE RISORSE UMANE. Via Duomo, 6 13100 Vercelli VC Tel. 0161 26135-587 Fax 0161 210718 concorsi@unipmn.
DIVISIONE RISORSE SETTORE RISORSE UMANE Via Duomo, 6 13100 Vercelli VC Tel. 0161 26135-587 Fax 0161 210718 [email protected] PP/dc Decreto Rettorale Repertorio n. 146-2015 Prot. n. 2608 del 06.03.2015
Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007
Regolamento Approvato dal Consiglio di Amministrazione del CSI-Piemonte il 16 luglio 2007 REGOLAMENTO CENTRO ON LINE STORIA E CULTURA DELL INDUSTRIA: IL NORD OVEST DAL 1850 ARTICOLO 1 Obiettivi e finalità
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PAVIA Divisione Personale Docente Ufficio Professori Ordinari e Associati
Decreto Rettorale n. 1/2007 OGGETTO: Regolamento d Ateneo sulle modalità di trasferimento, mobilità interna, cambiamento di Settore Scientifico Disciplinare e chiamata degli idonei per posti di Professore
FAQ Avviso Pubblico per il sostegno alla creazione di microimprese innovative (di seguito Talent Lab - startup )
FAQ Avviso Pubblico per il sostegno alla creazione di microimprese innovative (di seguito Talent Lab - startup ) Aggiornamento al 18 dicembre 2013 CHI PUÒ RICHIEDERE LE AGEVOLAZIONI Chi può partecipare
UNIVERSITA DEGLI STUDI G. d ANNUNZIO - FACOLTA DI SCIENZE MANAGERIALI REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DEI CREDITI 1
UNIVERSITA DEGLI STUDI G. d ANNUNZIO - FACOLTA DI SCIENZE MANAGERIALI REGOLAMENTO PER IL RICONOSCIMENTO DEI CREDITI 1 Art. 1 - Riconoscimento dei crediti universitari. Art. 2 - Competenza. 1 ART. 23 Regolamento
In convenzione con DELLA TOSCANA $ $ 5 ( *2 / $ 0(172
81,9(56,7 '(*/,678',',6,(1$ ',3$57,0(172',',5,772'(// (&2120,$ )$&2/7 ',(&2120,$³5,&+$5'0*22':,1 In convenzione con UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PISA DIPARTIMENTO DI DIRITTO PUBBLICO AGENZIA DELLE ENTRATE
BANDO DI SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO PER LA COPERTURA DI SEI INCARICHI DI TUTORATO PRESSO LA SCUOLA DI LETTERE E BENI CULTURALI
Rep. n. 275/2015, Prot. 1449 del 5/10/2015 Tit. V/1 Fasc. 2015 V/1.2.14 BANDO DI SELEZIONE PER TITOLI E COLLOQUIO PER LA COPERTURA DI SEI INCARICHI DI TUTORATO PRESSO LA SCUOLA DI LETTERE E BENI CULTURALI
Articolo 1 (Definizioni)
REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI PROFESSIONALIZZANTI: MASTER UNIVERSITARI, CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL Articolo 1 (Definizioni) Ai sensi del presente
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E L APPLICAZIONE DEL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE
REGOLAMENTO PER L ISTITUZIONE E L APPLICAZIONE DEL SISTEMA DI MISURAZIONE E VALUTAZIONE DELLA PERFORMANCE Approvato con delibera di Giunta Comunale n. 22 del 20.04.2011 in vigore dal 26.05.2011 TITOLO
Regolamento per gli Spin Off accademici dell Università degli Studi di Genova
Regolamento per gli Spin Off accademici dell Università degli Studi di Genova Art.1 Spin off accademico 1. Il concetto di spin off è stato introdotto nella legislazione riguardante il mondo della ricerca,
CONVENZIONE TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI ALDO BORSE DI STUDIO PER IL MASTER IN. l'università degli Studi di Bari Aldo Moro, codice
CONVENZIONE TRA L UNIVERSITA DEGLI STUDI DI BARI ALDO MORO E.. PER IL FINANZIAMENTO DI BORSE DI STUDIO PER IL MASTER IN.., ATTIVATO DAL DIPARTIMENTO DI. RELATIVAMENTE AGLI ANNI. l'università degli Studi
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLE NORME IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
REGOLAMENTO DI ATTUAZIONE DELLE NORME IN MATERIA DI PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI PARTE I - Disposizioni generali... 2 ART. 1 - Ambito di applicazione... 2 ART. 2 - Circolazione dei dati all'interno dell'università...
Università degli Studi di Napoli Parthenope
Pos. AG IL RETTORE Decreto n. 425 VISTO VISTO il DM 270/04 ed in particolare l art.3 comma 9 che recita Restano ferme le disposizioni di cui all'articolo 6 della legge 19 novembre 1990, n. 341, in materia
\ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 REGOLAMENTO MASTER
\ Emanato con D.R. n. 1292 2006 Prot. n. 20351 del 29.05.2006 Modificato con D.R. n. 889-2007 Prot. n. 11393 del 23.03.2007 Art.1 Master universitari REGOLAMENTO MASTER 1. In attuazione dell articolo 1,
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA Esercizio 2013 Decreto n. 0149 tp/l.240.10incentivounatantum/d.r.emanazregol.doc IL RETTORE VISTA la Legge 9.05.1989 n. 168 e successive modificazioni;
Parte 1) Codice unico di progetto - CUP: il Codice unico di progetto - CUP è inserito a cura del Servizio Gestione Rapporti con il Territorio.
SCHEDA DI PROGRAMMAZIONE PER ATTIVITA' CONVENZIONALE ISTITUZIONALE (Art. 1 c. 2 lettera a) del Regolamento di Ateneo per lo svolgimento di attività convenzionale) Parte 1) Codice unico di progetto - CUP:
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE DI CUI AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEGLI INCENTIVI PER LA PROGETTAZIONE DI CUI AL CODICE DEI CONTRATTI PUBBLICI Art. 1: Ambito di applicazione. CAPO 1 Oggetto e soggetti Il presente Regolamento definisce
REGOLAMENTO INTERNO PER IL FUNZIONAMENTO
COMUNE DI FLERO PROVINCIA DI BRESCIA REGOLAMENTO INTERNO PER IL FUNZIONAMENTO DEL C.U.G. (COMITATO UNICO PER LE PARI OPPORTUNITÀ, LA VALORIZZAZIONE DEL BENESSERE DI CHI LAVORA E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
Regolamento dei Corsi di Master Universitario di I e di II livello. Articolo 1. Finalità
Articolo 1. Finalità 1. Il presente regolamento disciplina l istituzione, l attivazione e il funzionamento dei corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente successivi
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI VERONA
T:\Borse di Studio\ATTCULSTUD\REGATTCULTSTUD.DOC Decreto Rettorale n. Prot. n. Classif. z 43 y k / ~ 1 ; del 1/{4 IL RETTORE VISTO lo Statuto dell università di Verona approvato con D.R. n. 6435 del 7/10/1994
Articolo 1. Articolo 2. (Definizione e finalità)
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRENTO DIPARTIMENTO DI ECONOMIA E MANAGEMENT REGOLAMENTO DEL TIROCINIO FORMATIVO E DI ORIENTAMENTO (approvato nel Consiglio di Dipartimento del 19 febbraio 2014) Articolo 1 (Definizione
REGOLAMENTO AZIENDALE DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DI DIREZIONE
SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE REGIONE PUGLIA AZIENDA SANITARIA LOCALE DELLA PROVINCIA DI FOGGIA REGOLAMENTO AZIENDALE DI ORGANIZZAZIONE E FUNZIONAMENTO DEL COLLEGIO DI DIREZIONE Articolo 1 Costituzione
Coordinamento fra le funzioni del Nucleo di Valutazione e del Presidio di Qualità dell Ateneo di Palermo nell ambito del sistema AVA
Coordinamento fra le funzioni del Nucleo di Valutazione e del Presidio di Qualità dell Ateneo di Palermo nell ambito del sistema AVA DOC3/14 Palermo, 7 Luglio 2014 1 1. PREMESSE Prima della definizione
COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI
COMUNE DI VENTOTENE PROVINCIA DI LATINA REGOLAMENTO SUL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Approvato con delibera del Consiglio Comunale n. 3 del 26.04.2013 1 CAPO I Art.1 Art.2 Art.3 Art.4 PRINCIPI GENERALI
Città di Desio REGOLAMENTO PER L ISCRIZIONE E LA TENUTA ALBO DELLE ASSOCIAZIONI
Città di Desio REGOLAMENTO PER L ISCRIZIONE E LA TENUTA ALBO DELLE ASSOCIAZIONI INDICE Art. 1 - MATERIA DEL REGOLAMENTO Art. 2 - ARTICOLAZIONE Art. 3 - REQUISITI PER L ISCRIZIONE Art. 4 - MODALITA PER
REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL COMITATO UNICO DI GARANZIA DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RACCONIGI
REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO DEL COMITATO UNICO DI GARANZIA DELL AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI RACCONIGI Art. 1 Oggetto del Regolamento Il presente regolamento disciplina l attività del Comitato Unico
REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI
REGOLAMENTO PER LA MISURAZIONE E LA VALUTAZIONE DEL PERSONALE DEI LIVELLI Art. 1 campo di applicazione. 1. Il presente regolamento definisce i criteri per la valutazione e la premialità del personale dei
REGOLAMENTO RELATIVO ALLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITÀ INTERNA ED ESTERNA AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 2, DELLA LEGGE 3 LUGLIO 1998, N.
REGOLAMENTO RELATIVO ALLE PROCEDURE DI TRASFERIMENTO E DI MOBILITÀ INTERNA ED ESTERNA AI SENSI DELL ART. 1, COMMA 2, DELLA LEGGE 3 LUGLIO 1998, N. 210 CAPO I DISCIPLINA GENERALE ARTICOLO 1 Oggetto 1. Il
NORME PER L AMMISSIONE
Facoltà di Psicologia NORME PER L AMMISSIONE Corso di Laurea Magistrale: Psicologia degli interventi clinici nei contesti sociali (Classe LM-51) 120 Posti Sede di Brescia Anno Accademico 2015/2016 CHI
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STATUTO DEL CENTRO UNIVERSITARIO DI RICERCA INTERDIPARTIMENTALE SULL ATTIVITÀ MOTORIA (C.U.R.I.A.MO.
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI PERUGIA STATUTO DEL CENTRO UNIVERSITARIO DI RICERCA INTERDIPARTIMENTALE SULL ATTIVITÀ MOTORIA (C.U.R.I.A.MO.) Art. 1 E costituito il Centro Universitario di Ricerca Interdipartimentale
Allegato alla DGR n. del
Accordo ai sensi dell art. 15 della legge n. 241/90 tra il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, la Regione Puglia e l'istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA)
REGOLAMENTO PER GLI STAGE
REGOLAMENTO PER GLI STAGE emanato con D.R. n. 5146 del 2000, successivamente modificato con D.R. n. 9 del 16 gennaio 2007 e D.R. n. 198 del 29 novembre 2011 1/5 ART. 1 Ambito di applicazione 1.1 Il presente
REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL
REGOLAMENTO IN MATERIA DI CORSI DI MASTER UNIVERSITARI E DEI CORSI DI ALTA FORMAZIONE, CORSI DI FORMAZIONE PERMANENTE E SUMMER / WINTER SCHOOL Art.1 Ambito di applicazione 1.Il presente regolamento, emanato
DIRETTIVE INTERNE D ACCERTAMENTO DELLA QUALITÀ PRESSO L UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA (QA USI)
DIRETTIVE INTERNE D ACCERTAMENTO DELLA QUALITÀ PRESSO L UNIVERSITÀ DELLA SVIZZERA ITALIANA (QA USI) Entrata in vigore: 1 maggio 2007 Servizio Qualità USI - Servizio Ricerca USI-SUPSI Page 1 Accertamento
AVVISO SELEZIONE PER ASSISTENTI SOCIALI SUPERVISORI DIDATTICI
AVVISO SELEZIONE PER ASSISTENTI SOCIALI SUPERVISORI DIDATTICI Protocollo nr.283/2015 AVVISO DI SELEZIONE PER ASSISTENTI SOCIALI SUPERVISORI DIDATTICI Considerato che Il tirocinio curriculare costituisce
Università degli Studi di Brescia Facoltà di Ingegneria
REGOLAMENTO ORGANIZZATIVO DELLE PROVE FINALI PER I CORSI DI LAUREA EX DM 270/04 (Approvato CDF 9-3-2011) 1. Riferimenti normativi. 1.1. Decreto Ministeriale 22-10-2004 n. 270, art. 10 (Obiettivi ed attività
MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015
MIUR.AOODGEFID.REGISTRO DEI DECRETI DIRETTORIALI.0000050.25-11-2015 Ministero dell Istruzione, dell Università e della Ricerca IL DIRETTORE GENERALE VISTA la legge 18 dicembre 1997, n. 440, recante istituzione
PROCEDURA VIAGGI DI ISTRUZIONE PR.10. ORGANIZZAZIONE VIAGGI DI ISTRUZIONE e VISITE GUIDATE
Pag. 1 di 6 ORGANIZZAZIONE e VISITE GUIDATE REV. MOTIVO REDAZIONE VERIFICA ED APPROVAZIONE 00 Prima edizione Responsabile della Qualità Prof. Fausto Di Palma Firma Dirigente Scolastico Prof. Adriano Di
Le imprese spin-off al Politecnico di Milano
Le imprese spin-off al Politecnico di Milano Ing. Giuseppe Conti Servizio Valorizzazione della Ricerca Technology Transfer Office Indice 2 Obiettivi Definizione Rapporto con l università Presupposti e
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DELL INSUBRIA Via Ravasi 2-21100 Varese
REGOLAMENTO PER LA RIPARTIZIONE DEL FONDO D INCENTIVAZIONE PER LA REDAZIONE DEL PROGETTO, DEL PIANO DELLA SICUREZZA, DELLA DIREZIONE DEI LAVORI E DEL COLLAUDO. Emanato con D.R. n. 6197 del 13/02/2004 Ultime
Ministero dell Interno
ALLEGATO ALLA CIRCOLARE - FL 7/2012 LINEE GUIDA PER L ISCRIZIONE DEI REVISORI DEI CONTI DEGLI ENTI LOCALI nell elenco, di cui al Decreto del Ministro dell Interno 15 febbraio 2012, n. 23, recante il Regolamento
Regolamento per l introduzione del bilancio unico e dei sistemi di contabilità economico-patrimoniale e analitica.
Regolamento per l introduzione del bilancio unico e dei sistemi di contabilità economico-patrimoniale e analitica. Art. 1 Ambito di applicazione 1. Il presente Regolamento è adottato ai sensi della normativa
D.P.C.M. 29 settembre 2004, n. 295 (1).
D.P.C.M. 29 settembre 2004, n. 295 (1). Regolamento recante modalità di riconoscimento dei titoli post-universitari considerati utili ai fini dell'accesso al corsoconcorso selettivo di formazione dirigenziale,
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI BIOSCIENZE E BIOTECNOLOGIE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI BIOSCIENZE E BIOTECNOLOGIE REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN BIOLOGIA (CLASSE LM-6 BIOLOGIA) Art. 1 Premesse e finalità
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA. FACOLTÀ DI Medicina e Chirurgia
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MODENA E REGGIO EMILIA FACOLTÀ DI Medicina e Chirurgia REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI LAUREA MAGISTRALE IN SCIENZE INFERMIERISTICHE ED OSTETRICHE (CLASSE LM/SNT1 - SCIENZE
(Emanato con D.R. n. 1032/15 del 02.11.2015) REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto
REGOLAMENTO DIDATTICO DEL CORSO DI STUDIO IN GIURISPRUDENZA (LMG01) Art. 1 Oggetto Il presente regolamento disciplina le finalità, l organizzazione e il funzionamento del Corso di studio in Giurisprudenza
Al dr. Daniele Livon Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio
Parere n. 14 del 18/10/2011 Al dr. Daniele Livon Direttore Generale per l Università, lo Studente ed il Diritto allo studio e, p.c. Al Dirigente dell Ufficio V Direzione Generale per l Università, lo Studente
Art. 1 (Ambito di applicazione)
DISCIPLINA REGOLAMENTARE DELLA MOBILITA VOLONTARIA DEL COMUNE DI CORCIANO (PG) (ART. 30 COMMA 1 D.LGS.165/2001) INDICE Art. 1 - Ambito di applicazione... pag. 1 Art. 2 - Indizione e procedura di mobilità...»
