DICHIARAZIONE AMBIENTALE
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- Battistina Basso
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1 AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI SIENA Via del Capitano Siena Telefono: Codice NACE Attività generali di amministrazione pubblica DICHIARAZIONE AMBIENTALE Regolamento CE n. 1221/2009 del Aggiornamento al Dati ambientali aggiornati al
2 REGISTRAZIONE EMAS VALIDITÀ E CONVALIDA DELLA DICHIARAZIONE AMBIENTALE Il Verificatore ambientale accreditato RINA Services s.p.a. (Gruppo Registro Italiano Navale) con sede in Genova via Corsica 12, IT-V-0002, ha verificato e convalidato la prima Dichiarazione ambientale in data , il primo aggiornamento della stessa in data ed il secondo in data , la seconda versione completa della Dichiarazione ambientale in data , ai sensi del Regolamento CE n. 761/2001 (EMAS) del 19 marzo L aggiornamento della seconda versione completa della Dichiarazione ambientale è stato convalidato secondo il Regolamento CE n. 1221/2009 (EMAS) in data , il secondo aggiornamento della stessa è stato convalidato in data Questo documento, in conformità al Regolamento CE n. 1221/2009 (EMAS) del costituisce la terza versione completa della Dichiarazione ambientale che copre il periodo Al termine del triennio sarà emessa la quarta versione completa della Dichiarazione ambientale. I dati ambientali contenuti nella presente Dichiarazione ambientale sono quelli disponibili reperiti fino al e per la maggior parte aggiornati al , quindi nel caso in cui i dati riportati siano antecedenti si consideri che non è stato possibile reperire aggiornamenti ulteriori. Timbro Verificatore Ambientale Accreditato RINA DIREZIONE GENERALE Via Corsica, GENOVA CONVALIDA PER CONFORMITA AL REGOLAMENTO CE N 1221/2009 del ( Accreditamento IT - V ) N. _ 171 _ Dr. Roberto Cavanna Managing Director RINA Services S.p.A. Genova, _ 25/05/2012 2
3 SOMMARIO INTRODUZIONE PAG. 4 LETTERA DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA PAG. 6 SCOPO PAG. 7 LA POLITICA AMBIENTALE DELLA PROVINCIA DI SIENA PAG. 8 AMBITO DI REGISTRAZIONE PAG. 11 IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA PAG. 13 DESCRIZIONE DELL ORGANIZZAZIONE E DELLE ATTIVITA PAG. 15 IMMOBILI DI PROPRIETA ED IN LOCAZIONE DELLA PROVINCIA DI SIENA PAG. 20 SOCIETA CONSORZI E FONDAZIONI PARTECIPATI DALLA PROVINCIA DI SIENA PAG. 23 IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE PAG. 28 PROGETTI DI SOSTENIBILITA AMBIENTALE PAG. 29 LA FORMAZIONE AMBIENTALE EROGATA DALLA PROVINCIA DI SIENA PAG. 35 FATTORE AMBIENTALE ACQUA PAG. 36 FATTORE AMBIENTALE ARIA PAG. 49 FATTORE AMBIENALE BIODIVERSITA PAG. 58 FATTORE AMBIENTALE ENERGIA/USO MATERIE PRIME PAG. 65 FATTORE AMBIENTALE RIFIUTI PAG. 97 FATTORE AMBIENTALE SUOLO PAG. 114 FATTORE AMBIENTALE ALTRE QUESTIONI LOCALI PAG. 126 LA GESTIONE DELLE EMERGENZE PAG. 131 ASPETTI AMBIENTALI LEGATI ALLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE PAG. 136 ASPETTI AMBIENTALI LEGATI AGLI APPALTI PAG. 139 METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEGLI IMPATTI AMBIENTALI PAG. 143 PROGRAMMA AMBIENTALE PAG. 147 PROGRAMMA AMBIENTALE PAG. 155 ELENCO DEI PRINCIPALI RIFERIMENTI LEGISLATIVI PAG. 159 GLOSSARIO PAG
4 INTRODUZIONE Il Regolamento CE n. 1221/2009 (EMAS), noto anche come EMAS III per distinguerlo dalla prima versione dello schema comunitario di eco-gestione e audit uscito nel 1993 e dalla seconda uscita nel 2001, è il Regolamento europeo che consente alle imprese, agli enti pubblici ed alle organizzazioni in senso più ampio di ottenere un riconoscimento per l efficienza delle proprie prestazioni ambientali. Il Regolamento EMAS ha valenza in ambito europeo. La norma della serie ISO, in particolare la UNI EN ISO 14001, è anch essa una norma di riferimento per la Certificazione ambientale di una organizzazione, di derivazione privata (l ISO appunto: International Standard for Organization) e con valenza a livello mondiale. L adesione volontaria a questi strumenti impegna l organizzazione ad un processo di miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali e quindi alla costituzione di un Sistema di Gestione Ambientale. Per la Registrazione EMAS occorre che l organizzazione si impegni ulteriormente per la redazione di una Dichiarazione ambientale da divulgare all esterno a tutte le parti interessate (stakeholders). La terza edizione della Dichiarazione ambientale che viene qui presentata fornisce ai cittadini e a tutti i soggetti interessati informazioni sulle prestazioni ambientali più significative dell Amministrazione Provinciale di Siena, sui loro impatti ambientali e sui miglioramenti delle stesse. Tale documento vuole anche rendere noto quali sono i progetti, i programmi e gli obiettivi su tematiche ambientali attivati dalla Provincia di Siena. La Dichiarazione ambientale dell Amministrazione Provinciale di Siena è stata redatta secondo il Regolamento CE n. 1221/2009 del
5 Realizzazione a cura di: Amministrazione Provinciale di Siena Via del Capitano, Siena Italia Tel in collaborazione con A.P.E.A. s.r.l. Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile s.r.l. Via Massetana, Siena Italia c/o tel c/o fax [email protected] Riferimento: dr. Paolo Casprini Dirigente Settore Politiche Ambientali Provincia di Siena Via Massetana, Siena Italia Tel Fax [email protected] 5
6 Lettera del Presidente della Provincia di Siena Ambiente, risorsa da tutelare e motore di nuovo sviluppo L amministrazione provinciale di Siena ha da anni intrapreso con decisione un percorso che vede nell ambiente un patrimonio da tutelare e valorizzare, ma anche un nuovo motore di crescita e sviluppo per il nostro territorio. Quelle dell energia e del clima saranno le sfide del futuro e di questo siamo consapevoli dal momento in cui, con coraggio e lungimiranza, abbiamo candidato la nostra provincia a raggiungere per prima, entro il 2015, zero emissioni di CO 2. Un progetto ambizioso, la cui fattibilità nasce dalle grandi risorse del nostro territorio e che vede nella diffusione di fonti energetiche alternative un ruolo determinante per compiere l ultimo tratto di strada verso l obiettivo finale. La modernizzazione ecologica dell economia, la crescita di saperi qualificati e diffusi, l innovazione tecnologica e organizzativa e l applicazione di buone pratiche quotidiane da parte dei nostri cittadini, possono rappresentare dei fattori di crescita straordinari per il nostro territorio in termini di benessere, qualità della vita, prospettive economiche e attrattività verso l esterno. Oggi l ambiente è considerato universalmente una grande opportunità e un elemento imprescindibile per uno sviluppo di qualità. Lo è per l Europa e per l Italia, e a maggior ragione lo è per una terra, come la provincia di Siena, dove il paesaggio e le risorse naturali sono da sempre uno dei punti di forza della nostra identità e della nostra economia. Uno sviluppo di qualità comporta, nella nostra visione, politiche ambientali trasversali e integrate in ogni azione di programmazione e pianificazione e uno sguardo sempre rivolto al futuro. In questi anni la Provincia di Siena ha scommesso molto sull ambiente, sulla sua tutela e sul concetto di sostenibilità. Oggi la politica ambientale può diventare uno dei fulcri della nostra economia, sviluppando il settore energia e sostenendo le fonti alternative e l efficienza energetica, tanto nei trasporti quanto nell industria e nell edilizia, sia pubblica che residenziale. La Dichiarazione ambientale della Provincia di Siena è un importante strumento di conoscenza, che, aggiornato annualmente, ci dà conto dei monitoraggi effettuati sui fattori ambientali, degli obiettivi di miglioramento e dei traguardi raggiunti. Il mantenimento di un sistema di gestione ambientale di questo tipo ha una grande rilevanza non solo in termini di comprensione e di divulgazione, ma soprattutto perché ci permette, facendo luce sui punti di forza e sulle criticità, di improntare una politica di miglioramento ambientale e quindi di sviluppo, perseguendo comportamenti sempre più rispettosi dell ecosistema, a partire da noi stessi. Dalle piccole alle grandi azioni, la Provincia di Siena sta lavorando, giorno dopo giorno, per divenire un territorio all avanguardia nel settore della green economy, convinti di voler recitare un ruolo da protagonisti nella nuova rivoluzione industriale connessa alle tecnologie pulite, all efficienza energetica e alle fonti rinnovabili. Dal calcolo del bilancio dei gas serra al bando per la creazione di un Polo scientifico tecnologico delle energie rinnovabili, ogni azione di questa amministrazione si sta muovendo in direzione dell obiettivo Siena Carbon free Un progetto che ci impone di assumere un atteggiamento responsabile verso l ambiente e le generazioni future e che, al tempo stesso, può rappresentare una grande risorsa per colorare di verde lo sviluppo economico del nostro territorio. Simone Bezzini Presidente della Provincia di Siena 6
7 SCOPO L Amministrazione Provinciale di Siena rappresenta la comunità di chi vive nell'ambito del proprio territorio, ne cura gli interessi, promuove e coordina lo sviluppo; svolge le proprie funzioni o quelle delegate anche attraverso le attività che possono essere adeguatamente esercitate dalla autonoma iniziativa dei cittadini e delle loro formazioni sociali, secondo il principio di sussidiarietà; partecipa promuove, anche attraverso gemellaggi, la cooperazione allo sviluppo, le attività volte a sviluppare la pace, la solidarietà tra i popoli e l'integrazione tra gruppi di culture differenti; aderisce alle associazioni, nazionali ed internazionali, rappresentative degli enti locali territoriali; nell'esercizio delle funzioni di propria competenza, si propone di realizzare i fondamentali diritti sociali e di cittadinanza. Essa assume la sostenibilità dello sviluppo come principio ispiratore delle politiche provinciali, ritenendo che la difesa dell ambiente rappresenti al contempo una necessità ed una opportunità. Nella sua Politica ambientale, definita nell ambito della Certificazione ISO ottenuta nel 2003, e successivamente aggiornata nel 2007 e nel 2011, la Provincia di Siena si impegna a promuovere l uso sostenibile delle risorse fisiche e biologiche e la qualità della vita, a favorire il risparmio energetico, a perseguire il recupero e il riciclaggio dei rifiuti, a prevenire i rischi e a garantire la sicurezza dei cittadini e la salubrità ambientale. L adesione ad EMAS ha rappresentato e rappresenta quindi lo sforzo ulteriore, dopo il percorso effettuato per la Certificazione ambientale ISO 14001, per rendere pubblico l impegno verso la sostenibilità ambientale attraverso l aggiornamento della redazione della presente Dichiarazione ambientale in cui si espongono le caratteristiche dell organizzazione, la politica ambientale ed il sistema di gestione ambientale, gli aspetti ambientali significativi, gli obiettivi ambientali e la pianificazione. Con tale documento divulgativo e continuando a percorrere la strada dell EMAS l Amministrazione Provinciale di Siena intende sensibilizzare i soggetti operanti sul territorio a seguire la strada da essa intrapresa nel tentativo di migliorare le proprie prestazioni ambientali che si tradurrà sia nella diminuzione di consumi di risorse naturali, sia nel beneficiare di un ecosistema migliore in cui vivere. 7
8 LA POLITICA AMBIENTALE ED ENERGETICA DELLA PROVINCIA DI SIENA Approvata con Deliberazione di G.P. n. 248 del La Politica Ambientale ed Energetica della Provincia di Siena è stata concepita coerentemente con i principi ispiratori dell'ente, di cui all art. 5 dello Statuto istitutivo, con i quali si manifesta chiaramente l impegno verso lo sviluppo economico, sociale e culturale e la tutela ambientale del territorio provinciale. Essa costituisce l'elemento cardine dell'autorità Politica per definire i propri indirizzi ed impegni in materia ambientale ed energetica nei confronti di tutti i portatori di interessi (cittadini, istituzioni, imprese, turisti etc.). L adozione di un Sistema di Gestione Ambientale conforme alla norma ISO ed al Regolamento CE 1221/2009 (EMAS) e di un Sistema di Gestione Energia conforme alla norma ISO e il conseguente impegno al miglioramento continuo delle prestazioni ambientali ed energetiche con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra del territorio amministrato si inscrivono nell'orizzonte interpretativo e propositivo dello sviluppo sostenibile inteso nella sua dimensione organica, cioè di coevoluzione dello sviluppo sociale, economico e della riproduzione e valorizzazione delle risorse ambientali; meta eticamente e politicamente corretta e modo migliore per leggere le dinamiche oggettive di cambiamento e per evidenziarne bisogni, potenzialità e criticità. La scelta è pertanto in sintonia con le strategie che stanno alla base del Piano Territoriale di Coordinamento attualmente in vigore nonché delle linee ispiratrici della sua imminente riforma. Obiettivi generali fanno capo, tra l altro, alla volontà di consolidare un percorso di sviluppo sostenibile tramite la promozione di Agenda 21 ed EMAS nel territorio senese, alla riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti sulla base degli accordi di trasferimento in Italia degli impegni del Protocollo di Kyoto ed alla limitazione dell esposizione all inquinamento atmosferico dei cittadini sulla base delle attività, dei progetti e delle iniziative connesse al più vasto progetto Siena Carbon Free 2015 attraverso il quale la Provincia di Siena si è posta l obbiettivo di divenire entro il 2015 la prima provincia europea con saldo delle emissioni di CO2 uguale a zero. La Provincia di Siena, garantendo un elevato e qualificato livello di partecipazione, si farà promotore di un'opera di coinvolgimento per l'avvio di iniziative volontarie, anche tramite accordi di programma e convenzioni con soggetti terzi, affinché sia sempre fortemente sviluppata e garantita l'integrazione dei principi della prevenzione dell'inquinamento, del miglioramento continuo e della tutela ambientale, delle prestazioni e dell efficienza energetica con l attività di pianificazione e programmazione territoriale e di settore. La Provincia di Siena, per l'applicazione dei principi delle proprie linee politiche, oltre al dovuto rispetto della normativa cogente, nonché degli impegni volontari sottoscritti per il miglioramento continuo della propria performance, si impegna quindi a: - proseguire attivamente sul percorso delle Certificazioni ISO e ISO nonché della Registrazione EMAS quali strumenti volontari ed ottimali per il miglioramento delle proprie prestazioni ambientali ed energetiche garantendo la disponibilità di risorse nei limiti delle reali ed effettive disponibilità annuali, ricercando ogni utile iniziativa ed accordo 8
9 al fine di coinvolgere fattivamente il personale dipendente dell amministrazione, diffondere gli strumenti nell ambito delle istituzioni pubbliche e delle aziende private del territorio anche attraverso la creazione di appositi marchi - proseguire fattivamente nell esperienza già attivata dell Agenda 21 Terre di Siena quale strumento di coinvolgimento dei cittadini e delle parti interessate e di confronto e diffusione delle migliori pratiche ambientali e sociali utilizzando gli Aalborg Commitments quale riferimento per l impostazione e la gestione delle azioni i cui presupposti dovranno essere anche il frutto di valutazioni e confronti svolti a livello circondariale - rafforzare la base dati territoriale anche tramite campagne di monitoraggio mirate (qualità dell aria e delle acque, raccolta differenziata rifiuti, consumo di acqua potabile ecc.) e lo sviluppo di una adeguata e capillare rete di rilevazione proseguendo con l attività di redazione, pubblicazione e diffusione della Relazione Provinciale sullo Stato dell Ambiente e di altri report ambientali al fine di garantire disponibilità di informazioni - adoperarsi fattivamente per l attuazione del nuovo Piano Energetico Provinciale attraverso la propria politica energetica in linea con le esigenze e le potenzialità della norma ISO 50001, il rafforzamento dell Agenzia Provinciale per l Energia, l attivazione di specifiche misure sia per la promozione ed il sostegno di produzione energetiche da fonti rinnovabili sia per lo studio e la attivazione di specifiche misure rivolte al risparmio energetico degli edifici nella loro gestione e nella loro progettazione - attivare il processo di revisione del Piano Territoriale di Coordinamento al fine di migliorarne e rafforzarne i contenuti nella consapevolezza che rappresenta il valore economico del paesaggio e assicura armonico equilibrio fra esigenze dell uomo e salvaguardia ambientale - garantire attraverso il Piano di Sviluppo Rurale la crescita nella qualità e nella multifunzionalità dell agricoltura senese che rappresenta secondo l OCSE un intreccio virtuoso di fattori positivi da un punto di vista economico, ambientale, culturale e sociale - promuovere forme innovative per la gestione del ciclo dell acqua tese alla sua valorizzazione come risorsa perseguendone il risparmio ed il riciclo con idonee forme quali il riuso delle acque non idropotabili a fini civili, la fitodepurazione nei centri abitati di ridotte dimensioni, la realizzazione di idonee strutture per il recupero e lo stoccaggio dell acqua piovana a fini irrigui ed idropotabili - promuovere adeguati livelli di concertazione tra la Provincia e gli ATO ai fini di impostare e garantire adeguati livelli di protezione e tutela degli acquiferi strategici nonché quelli che costituiscono le aree di ricarica dei sistemi termali - tutelare il territorio da rischi idrogeologici connessi agli eventi di piena dei corsi d acqua ed ai processi geomorfologici di versante attraverso studi a scala di bacino e sottobacino, realizzazione degli interventi programmati e controllo efficace del territorio anche al fine di riqualificare gli ambienti fluviali - garantire lo sviluppo di tutte le possibili azioni di tutela finalizzate a mantenere elevato lo stato di qualità dei corpi idrici superficiali con 9
10 particolare riferimento ai laghi di Chiusi e Montepulciano, al Fiume Merse ed al Torrente Farma - garantire la massima attenzione al settore attività estrattive curando l attuazione del vigente Piano Provinciale (PAERP) che dovrà garantire l autosufficienza del bacino di riferimento tenendo conto della grande qualità del territorio - prevedere nell ambito della revisione del PTC tutte le iniziative più opportune per far assumere ai regolamenti urbanistici dei Comuni misure tese a limitare il fenomeno dell inquinamento luminoso - garantire la rapida realizzazione degli impianti previsti dalla vigente pianificazione in tema di rifiuti sviluppando contemporaneamente la nuova programmazione interprovinciale che dovrà rafforzare la raccolta differenziata, impostare concrete azioni per la riduzione della quantità complessiva di rifiuti e verificare anche nuove e sperimentali metodologie nell ambito del recupero e della valorizzazione delle diverse frazioni di rifiuto - adottare un approccio fortemente integrato ed interrelato fra i vari servizi nella autorizzazione e nel controllo delle attività inquinanti e ad elevato impatto ambientale fondato sull uso delle buone pratiche e sulla conoscenza delle migliori tecnologie disponibili - utilizzare il sistema delle Riserve Naturali al fine promuovere progetti di sviluppo sostenibile ed integrato con l obiettivo di mantenere gli ecosistemi e la biodiversità - assicurare la migliore gestione delle risorse faunistiche attraverso il piano Faunistico Venatorio che dovrà garantire sul territorio un reale riequilibrio faunistico, la tutela del prodotto e del reddito dell impresa agricola insieme alla crescita di un attività venatoria soddisfacente - sviluppare adeguatamente idonee iniziative per l informazione e l educazione ambientale - assicurare, attraverso il Corpo della Polizia Provinciale, il coordinamento delle Guardie Volontarie ed il Settore Politiche Ambientali idonee forme di controllo e prevenzione ambientale sul territorio non solo per l attività venatoria ma anche per le varie attività di gestione dei rifiuti, del trattamento delle acque e della tutela complessiva del territorio - sviluppare un programma dettagliato di progetti ed investimenti che si propongano di ammodernare e migliorare la rete della viabilità provinciale, riducendo gli attraversamenti dei nuclei abitati ed impostando una idonea attività di rilevazione dei livelli di inquinamento acustico da traffico veicolare - garantire un adeguato sviluppo delle rete ferroviaria ed una sua forte integrazione nel sistema del trasporto pubblico locale. 10
11 AMBITO DI REGISTRAZIONE L Amministrazione Provinciale di Siena applica il Regolamento EMAS a tutto l Ente, la Registrazione EMAS quindi riguarda le attività generali di amministrazione pubblica. Per il conseguimento della suddetta Registrazione l Amministrazione Provinciale ha esaminato le attività oggetto di Registrazione, la struttura fisica sotto la propria gestione e le proprie partecipazioni societarie. Per attività si intendono tutte le azioni compiute da personale dell Ente nello svolgimento delle proprie funzioni amministrative, tecniche e gestionali che possono avere ripercussioni sull ambiente direttamente od indirettamente. Le attività sono afferenti alla struttura organizzativa che è suddivisa in due livelli: un livello politico (le attività sono a carico di: Presidente della Provincia, Consiglio Provinciale, Giunta) ed uno tecnico-gestionale (le attività sono svolte da Dirigenti, Funzionari e Operatori dei Settori dell Ente). Di seguito l elenco esaustivo delle attività rilevate: decisioni politico-amministrative approvazione di bilanci e consuntivi attività di pianificazione (territoriale e di settore) e programmazione (economica e degli interventi) attività di controllo ambientale procedimenti amministrativi a valenza ambientale (autorizzazioni, pareri, imposizione di vincoli, etc.) valutazione ambientale (su opere e piani) appalti di beni e servizi servizi sul territorio attività d ufficio trasporto di merci e persone (dipendenti e non) attività di comunicazione (interna ed esterna). Dette attività hanno rappresentato tutti gli elementi di studio ai fini della determinazione degli impatti ambientali diretti (ovvero generati direttamente dalle attività svolte dal personale provinciale ed in quanto ente come soggetto anche privato) ed indiretti (generati indirettamente in quanto ente come soggetto pubblico che quindi può esercitare una qualche influenza su altre attività). Gli impatti ambientali indiretti sono importanti per le attività di gestione del territorio. Per struttura fisica sono stati intesi i diversi beni immobili in possesso o in gestione e quanto strettamente connesso ad essi che possa essere una potenziale fonte di impatti di natura ambientale. In essa rientrano: fabbricati (uffici provinciali, magazzini, scuole, etc.) poderi impianti tecnologici a servizio degli edifici (riscaldamento, condizionamento, gruppi elettrogeni, addolcitori acque, ponti radio, etc.) eventuali strutture ausiliarie (discariche, inceneritori, depuratori, etc.). Elementi di studio pertinenti a questo elenco risultano essere: attività di manutenzione (ordinaria e straordinaria) caratteristiche strutturali degli immobili di interesse ambientale (presenza di amianto, pcb, serbatoi interrati, etc.) attività di pulizia dei locali. 11
12 Le eventuali strutture ausiliarie sono state prese in esame se direttamente gestite. Per le partecipazioni societarie il concetto di capacità di gestione è estremamente attenuato e di fatto si tratta di organizzazioni diverse dalla Provincia con propria ragione sociale ed indipendenza tecnico-operativa. Queste organizzazioni partecipate non rientrano nell ambito di registrazione della Provincia di Siena in quanto tali, ma è stata comunque considerata la capacità dell Ente Provincia di influenzare le politiche di società per così dire ad essa collegate. Ciò in quanto esistono anche casi di responsabilità della fornitura di servizi sul territorio, sia che tali attività vengano svolte direttamente dall ente, sia che vengano gestite tramite società partecipate. L elemento di studio è stato quindi la possibilità di influenza nelle politiche delle società partecipate. 12
13 IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA Il territorio della Provincia di Siena, che si estende per kq., è costituito prevalentemente da rilievi collinari con quote comprese tra i 200 ed i 500 metri. I rilievi a carattere montuoso si trovano in corrispondenza delle zone sommitali dei Monti del Chianti, della Montagnola senese, delle Colline Metallifere dell area in destra orografica dell alta Val di Merse, del Monte Amiata e del Monte Cetona. Le zone pianeggianti si sviluppano in modo irregolare lungo i fondovalle dei principali corsi d acqua ed in corrispondenza dei bacini lacustri e fluviolacustri postpliocenici, il più importante dei quali è quello della Val di Chiana. I bacini di minore estensione sono il Piano di Rosia, il Pian del Casone, il Pian del Lago e il Pian di Feccia. Al confine sud occidentale con la provincia di Grosseto si trovano la Val di Merse e la Val di Farma. Le cime più alte della provincia sono il Monte Amiata (1738 m.) e il Monte Cetona (1148 m.) che segnano il confine meridionale. I principali laghi senesi sono due: il lago di Chiusi e quello di Montepulciano. Il clima della provincia di Siena è quello tipico delle regioni tirreniche. L aspetto vegetazionale più evoluto è rappresentato dal bosco la cui struttura è largamente condizionata dalla silvicoltura. Figura 1. Localizzazione della Provincia di Siena in Toscana ed in Italia e cartina fisica. La provincia di Siena comprende diverse aree che, pur presentando alcuni tratti comuni tipici di tutta la Toscana meridionale, quali la bassa densità di popolazione, la vocazione agricola e la ricchezza del patrimonio naturalistico e ambientale, hanno anche alcune caratteristiche peculiari. Nell alta Val d'elsa il sistema produttivo è a spiccata vocazione industriale ma registra anche un attività agricola fiorente quale quella della coltivazione della vite (Chianti e area sangimignanese) e dell olivo. Imprese industriali e artigiane rilevano una certa polisettorialità: dal settore del mobilio, del vetro e della ceramica a quello in crescita della metalmeccanica. L'alta concentrazione degli impianti produttivi come pure la forte urbanizzazione e il largo uso di pesticidi fatto in agricoltura rendono questa zona sensibile per le emissioni in atmosfera, per la localizzazione di discariche e per l inquinamento idrico. L area di Siena e della cintura di Comuni circostanti è la più popolata, con spostamenti di popolazione dal capoluogo provinciale alla cintura urbana. Il 13
14 ruolo di Siena è dominante nel sistema socioeconomico dell'area, nel capoluogo si accentrano le attività produttrici di lavoro e di reddito: un forte settore terziario e una struttura industriale sorta per induzione dalla vicina zona dell'alta Val d'elsa. L area delle Crete senesi è un territorio particolarmente suggestivo, ma anche molto fragile per la massiccia azione erosiva a cui è sottoposto. I terreni sono coltivati a cereali o destinati al pascolo. Le Valli del Merse e del Farma sono zone di grande valore naturalistico e paesaggistico, scarsamente abitate e prive di produzioni industriali rilevanti. La parte più meridionale della Val di Chiana, ricadente in provincia di Siena, ha una connotazione prevalentemente industriale, eccezion fatta per l'area di Chianciano Terme, che trova il suo fattore propulsore proprio nel turismo termale. La struttura industriale è fiorente ma anche il settore primario è sviluppato: oltre alle produzioni agricole, la valle ospita un'attività zootecnica molto ricca, basata su allevamenti ovini, bovini e suini. L'area dell'amiata costituisce il più importante sistema montuoso della Toscana meridionale. La quasi totalità della popolazione dell'area si concentra entro una fascia di uno o due chilometri attorno all'anello stradale dell'amiata, dove si collocano anche le maggiori sorgenti idriche. L economia di questo territorio può essere considerata legata al turismo e all agricoltura di qualità dato il patrimonio naturale, artistico ed ambientale di grande valore. Figura 2. Paesaggi senesi. 14
15 DESCRIZIONE DELL ENTE E DELLE ATTIVITÀ La Provincia, nel realizzare le proprie finalità, assume il metodo e gli strumenti della programmazione; pone a fondamento della propria attività il principio di collaborazione con i Comuni e gli altri Enti locali; riconosce il diritto dei cittadini a partecipare alla formazione ed all'attuazione delle sue scelte programmatiche. La Provincia attiva politiche e azioni a favore dello sviluppo economico, sociale e culturale e persegue la tutela ambientale del territorio provinciale. Stimola e valorizza le attività delle forze economiche, sociali e sindacali che si propongono il raggiungimento dei medesimi obiettivi. GLI ORGANI POLITICI Consiglio provinciale Presidente Conferenza dei capigruppo Commissioni Giunta GLI ORGANI TECNICO-AMMINISTRATIVI Segretario generale e Vice Segretario generale Direzione generale Dirigenti Conferenza dei dirigenti ANNO DIPENDENTI SEDI OPERATIVE 2006 N. 476 N N. 478 N N. 474 N N. 470 N N. 468 N N. 445 N. 6 Tabella 1. Numero di dipendenti e sedi operative dell Amministrazione Provinciale di Siena. Fonte: Provincia di Siena. SETTORI - Segretario generale Direttore generale - Affari istituzionali - Polizia Provinciale - Affari generali - Staff studi e ricerche - Scuola Cultura Welfare - OO.PP. e Assetto del territorio - Trasporti - Risorse umane e finanziarie 15
16 - Formazione e Lavoro - Sviluppo Economico - Politiche Ambientali - Sviluppo rurale - Risorse faunistiche Riserve naturali Tabella 2. I Settori della Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena SETTORE SEGRETERIA GENERALE E DIREZIONE GENERALE Comunicazione istituzionale, partecipazione dei cittadini, coordinamento sportelli unici comunali, coordinamento osservatori statistici provinciali, Servizio Patrimonio e Demanio, Servizio Informativo Statistico. SETTORE AFFARI ISTITUZIONALI Servizi agli organi istituzionali, ufficio stampa, comunicazione istituzionale, URP, contributi, sponsorizzazioni, relazioni istituzionali e cerimoniale. SETTORE POLIZIA PROVINCIALE Vigilanza sul rispetto e sulla applicazione di leggi e regolamenti con particolare riferimento alle competenze della Provincia, funzioni amministrative per rilascio qualifica di guardia giurata volontaria, guardia pesca e guardie ambientali volontarie, rilascio abilitazione per l esercizio venatorio, rilascio attestato di idoneità per il contenimento di selvaggina, coordinamento operativo della vigilanza volontaria, procedimento sanzionatorio, presidio servizi di pronto intervento: protezione civile e antincendio boschivo. SETTORE AFFARI GENERALI Vicesegretario e assistenza alla Direzione generale, archivio e protocollo, contratti, gare ed appalti, contenzioso, provveditorato, economato e conservatoria beni mobili artistici provinciali, coordinamento società partecipate, semplificazione e trasparenza. SETTORE RISORSE UMANE E FINANZIARIE Programmazione e rendicontazione finanziari-contabile, funzioni di gestione del bilancio, imposte e tasse, entrate tributarie, incassi cosap e demanio idrico, selezione del personale, gestione giuridica e formazione del personale, coordinamento sorveglianza e sicurezza sui luoghi di lavoro, relazioni sindacali, gestione economica del personale. SETTORE SVILUPPO ECONOMICO Coordinamento programmazione economica, politiche di marketing territoriale, fondo sviluppo economico e CPSE, finanziamenti pubblici e politiche comunitarie, osservatorio economico provinciale, coordinamento SUAP, agenzie di viaggio e turismo, strutture ricettive, pro loco, osservatorio turistico, termalismo. SETTORE FORMAZIONE E LAVORO Centri territoriali per l impiego, sportelli tirocini, obbligo formativo, procedure di mobilità, formazione esterna apprendistato, collocamento mirato a 16
17 soggetti disabili, crisi aziendali, programmazione attività formativa, rendicontazione FSE e fondi ministeriali, controlli attività finanziate e riconosciute. SETTORE CULTURA, SCUOLA E WELFARE Diritto allo studio, programmazione rete scolastica provinciale, informazione, formazione ed educazione ambientale, osservatorio scolastico provinciale, cultura, sport, pari opportunità, politiche sociali, politiche per stranieri e detenuti, cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace. SETTORE POLITICHE AMBIENTALI Rifiuti, energia, emissioni in atmosfera, inquinamento acustico, bonifica siti inquinati, sviluppo sostenibile, autorizzazione integrata ambientale, attività estrattive, valutazione impatto ambientale, scarichi idrici. SETTORE SVILUPPO RURALE Programma di sviluppo rurale, coordinamento attività del GAL, Piano agricolo regionale, schedario viticolo ed albi dei vini a denominazione di origine, interventi edilizi in zona agricola, verifiche e controlli sull utilizzazione del carburante agevolato, sulla qualifica di imprenditore agricolo professionale, sull attività agrituristica, promozione e valorizzazione dei prodotti tipici locali. SETTORE RISORSE FAUNISTICHE E RISERVE NATURALI Pesca e risorse ittiche, gestione ungulati, aziende venatorie, allevamento e detenzione fauna selvatica, gestione appostamenti fissi di caccia, rapporti con ATC, riserve naturali. SETTORE OPERE PUBBLICHE E ASSETTO DEL TERRITORIO Programmazione OO.PP., gestione rete stradale di competenza provinciale, gestione automezzi, procedure espropriative, difesa del suolo, gestione edilizia scolastica, edifici pubblici e patrimonio immobiliare, assetto del territorio, approvazione strumenti pianificazione territoriale e cartografia, Protezione civile. SETTORE TRASPORTI Trasporto pubblico locale, trasporto privato. SETTORE STUDI E RICERCHE Studi e ricerche che possono essere di interesse e di supporto per l ente. 17
18 Organigramma dell Ente CONSIGLIO PROVINCIALE PRESIDENTE PROVINCIA GIUNTA PROVINCIALE SETTORE AFFARI ISTITUZIONALI SEGRETARIO E DIRETTORE GENERALE SETTORE POLIZIA PROVINCIALE SETTORE AFFARI GENERALI STAFF STUDI E RICERCHE SETTORE OO.PP. ASSETTO DEL TERRITORIO SETTORE TRASPORTI SETTORE SVILUPPO ECONOMICO SETTORE SVILUPPO RURALE SETTORE POLITICHE AMBIENTALI SETTORE RISORSE FAUNISTICHE RISERVE NATURALI SETTORE FORMAZIONE E LAVORO SETTORE SCUOLA CULTURA WELFARE SETTORE RISORSE UMANE E FINANZIA RIE 18
19 IMMOBILI DI PROPRIETÀ ED IN LOCAZIONE/USO DELLA PROVINCIA DI SIENA SCUOLE Liceo classico Piccolomini, Siena* Istituto d arte Boninsegna, Siena* Istituto Bandini, Siena Liceo scientifico Galilei,Siena Istituto agrario Ricasoli, Siena * Istituto Sarrocchi, Siena Istituto Marconi, Siena* Istituto Monna Agnese, Siena* Istituto Caselli, Siena* Liceo S. Caterina, Siena* Liceo Poliziano, Montepulciano Istituto Bellarmino, Montepulciano* Istituto Redi Montepulciano Istituto Artusi, Chianciano Istituto Einaudi, Chiusi Istituto Einaudi Marconi, Chiusi Sede temporanea Scuola media, Chiusi Palestra Scuola, Chiusi Liceo Volta, Colle Liceo linguistico e Istituto prof.le.colle di Val d Elsa* Istituto Roncalli, Poggibonsi Istituto Sarrocchi, Poggibonsi Istituto Magistrale, Montalcino* Istituto Avogadro, Abbadia S.S. Nuova sede ITIS Sarrocchi, Poggibonsi Liceo Volta bis, Colle UFFICI sede centrale, Siena Questura Prefettura sede Massetana, Siena* ufficio Caccia, Siena ufficio Cultura, Siena Centro Impiego, Via Fiorentina, Siena* Centro Direzionale Impiego, Via Pantaneto, Siena* sede Croce rossa* Centro Impiego Montalcino* presso Comune Centro Impiego Abbadia San Salvatore* nuova sede Centro Impiego Montepulciano Centro Impiego Sinalunga Centro Impiego Poggibonsi* villa Parigini, Basciano, Monteriggioni Pinacoteca Siena APT Chianciano via Sabatini, 7* APT Chianciano piazza Italia, 44-46* Centro Direzionale Riserve naturali, Monticiano Distaccamento Polizia Provinciale loc. Gallina, Castiglione d Orcia* GARAGE via Mameli, Siena ARCHIVIO 19
20 Via Cittadini, Siena* Badesse, Monteriggioni (nuova acquisizione) CASERME Carabinieri S. Francesco, Siena VV.FF., Siena Carabinieri, Colle di Val d Elsa Carabinieri, Casole d Elsa Carabinieri, Castelnuovo B.ga Carabinieri, Monteroni Carabinieri, Buonconvento Carabinieri, S. Casciano Carabinieri, Sinalunga MAGAZZINI CASTELLINA IN CH. LOC. FONTE AL COSCIO S.P.51 MONTERONI D'ARBIA PODERE PIANELLO S.P.34 CASTELNUOVO BERARDENGA LOC.CASTELNUOVO S.P.7 POGGIBONSI LOC.FONTANA S.P.70 CASOLE D'ELSA LOC. LE POGGIOLE S.P.28 RADICONDOLI LOC.BERCIO S.P.35/A POGGIBONSI LOC.LE TRE VIE S.P.1 S.GIMIGNANO LOC.SANTA CHIARA* S.P.47 ASCIANO LOC. ASCIANO S.P.26 TORRITA DI SIENA LOC. RENELLINO S.P.57 MONTEPULCIANO LOC.POGGIO ALLA SALA* S.P.30 RADICOFANI LOC. LE QUERCE S.P.24 ABBADIA S.SALVATORE LOC.ZACCARIA S.P.18 MONTALCINO LOC. PIANO DELL'ORINO S.P.55 SAN CASCIANO BAGNI LOC.PONTE A RIGO* S.R.2 CASSIA SARTEANO LOC. S.MARIANO S.P.19 SINALUNGA VIA TURATI CHIUSDINO LOC. COLOMBAIO S.P.31 MONTERIGGIONI BADESSE CASOLE D'ELSA PIEVESCOLA S.P.52 RADICOFANI CAPPUCCINI S.P.478 SOVICILLE BOSCO ALLE LAME S.P.105 SOVICILLE ROSIA S.P.73 PONENTE SAN GIOVANNI D'ASSO S.P.14 PIENZA KM 1+00* S.P.146 RADICONDOLI (S.Lorenzo Montalbano) KM 0+500* S.P.35/C SAN CASCIANO BAGNI CELLE SUL RIGO S.P.54 CASE CANTONIERE Badia a Coltibuono, Gaiole in Chiani Chiusdino Chiusi Chianciano Terme PODERI in alienazione Turbanti Mezza Piaggia Rassa Campofico Campriano Cetapigna 20
21 San Marco San Guido ALTRO Palazzo al Piano, Sovicille Montarrenti, Sovicille Campeggio Colleverde, Siena Vivaio Il Campino, Siena Villa Chigi, Castelnuovo B.ga* *non di proprietà Tabella 3. Immobili di proprietà ed in locazione della Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. 21
22 SOCIETÀ, CONSORZI E FONDAZIONI PARTECIPATE DALLA PROVINCIA DI SIENA SOCIETÀ E CONSORZI Aereoporto di Siena s.p.a. - loc. Ampugnano Sovicille o Ha come oggetto principale di attività lo sviluppo, la progettazione, la realizzazione, l'adeguamento, la gestione, la manutenzione ed uso degli impianti e delle infrastrutture per l'esercizio dell'attività aeroportuale. o Quota di partecipazione 1,03% Società Aereoporto Toscano (S.A.T.) Galileo Galilei s.p.a. - Aerostazione civile Pisa o svolge l'attività di gestione in regime di concessione statale dei servizi relativi all'esercizio dell'aeroporto di Pisa o Quota di partecipazione 0,35% Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile s.r.l. Via Massetana, 106 Siena - o svolge attività finalizzate alla razionalizzazione dell uso dell energia, al recupero delle risorse, alla promozione del risparmio energetico favorendo l uso di risorse rinnovabili. Favorisce la diffusione delle procedure di certificazione ambientale presso enti pubblici o Quota di partecipazione 71,68% Agenzia Provinciale per lo Sviluppo Locale - Loc. Salceto, 121- Poggibonsio Ha finalità di produzione di servizi di interesse generale di sostenibilità economica nel settore dello sviluppo locale e sociale o quota di partecipazione 100% Arezzo telematica s.r.l. Via del Saracino, 57, Arezzo o La società svolge attività necessarie o comunque connesse alla realizzazione, gestione e manutenzione di reti telematiche. o Si occupa di progettazione, sviluppo, promozione, gestione e commercializzazione di servizi informatici, telematici e di telecomunicazione indirizzati a pubbliche amministrazioni. o Quota di partecipazione 1,49% Centro sperimentale del mobile e dell arredamento s.r.l. loc. Salceto, 99 Poggibonsi o svolge ricerche di mercato sul settore del mobilio e dell arredamento in modo da evidenziare l indirizzo del mercato con riferimento alla tipologia della produzione; o quota di partecipazione 1,53% 22
23 Consorzio per lo sviluppo geotermico s.r.l. via Gazzei, 32 Radicondoli o svolge attività relativa allo sviluppo delle aree geotermiche o quota di partecipazione 0,20% Etruria Innovazione S.C. p.a. via Banchi di Sotto, 55 Siena o svolge attività di sviluppo per l alta tecnologia e l innovazione o Quota di partecipazione 5,56% Eurobic Toscana Sud loc. Salceto Poggibonsi o sviluppa e promuove le attività economiche attraverso iniziative di carattere commerciale, industriale, tecnico, organizzativo e di formazione. o Quota di partecipazione 16,93% Fidi Toscana s.p.a. p.za della Repubblica, 6 Firenze o svolge attività di agevolazione dell accesso al credito a medio e a breve termine, nonché ad altre forme di finanziamento delle imprese di minori dimensioni che presenti no valide prospettive di sviluppo. o Quota di partecipazione 0,3% Finanziaria senese sviluppo s.p.a. p.za Matteotti, 30 Siena o svolge attività relativa allo sviluppo economico e sociale della città di Siena e della sua Provincia attraverso interventi in favore delle attività economiche e produttive o Quota di partecipazione 12,97% La Ferroviaria Italiana s.p.a.- Via Guido Monaco n. 37, Arezzo o Ha per oggetto: a) l attività di concessione e subconcessione, di costruzioni e di esercizio di ferrovie e tramvie; b) l attività di concessione o subconcessione di linee automobilistiche urbane ed extraurbane, anche sostitutive del trasporto ferroviario; c) l attività, anche tramite terzi di trasporto di cose e persone; d) l attività di prestazioni di servizi affini, connessi direttamente o indirettamente alle attività di trasporto di persone o cose, o di esercizio di ferrovie e tramvie. o Quota di partecipazione 5,30% Microcredito della solidarietà s.p.a., Via Franci n. 20, Siena o Lo Società ha lo scopo di dare una risposta alle richieste di sostegno finanziario provenienti da alcune tipologie di soggetti deboli, che trovano difficoltà ad accedere ai canali ordinari di credito bancario. o Quota di partecipazione 15% Patto 2000 S.C.a.r.l.- p.za XX settembre, 6 Chiusi o ha come attività lo sviluppo dell area Valdichiana-Trasimeno- Amiata-Orvietano. 23
24 o Quota di partecipazione 4,23% Promosiena s.p.a. Piazza Matteotti. 30 Siena o La società svolge attività fieristica, congressuale e di promozione economica dei sistemi locali operanti nella provincia di Siena, nonché attività di assistenza personalizzata alle imprese o Quota di partecipazione 15,06% Qualità e Sviluppo Rurale s.r.l. Via Tolosa, 6/A Montepulciano (Si) o La società eroga servizi inerenti allo sviluppo delle imprese agricole, agroindustriali o operanti nel settore alimentare o della tutela del consumatore. Svolge attività di sperimentazione e promozione di tecnologie innovative, di assistenza tecnica alle imprese, di analisi dei prodotti e di controllo e certificazione delle qualità, di promozione della ricerca. o Quota di partecipazione 30,08% Sienambiente s.p.a. loc. Salceto, 55 Poggibonsi Certificata ISO o opera nel settore dei rifiuti solidi urbani, dei rifiuti industriali, dei fanghi biologici,residui della depurazione delle acque attraverso attività di recupero, valorizzazione, smaltimento, raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani. La società è certificata ISO o Quota di partecipazione 16,19% Società Consortile Energia Toscana (C.E.T. Scrl) Via Vincenzo Bellini n. 58, Firenze o La società ha lo scopo di promuovere, nei confronti dei propri soci, un consumo energetico razionale, contenuto, ed allo stesso tempo compatibile con un corretto impiego delle risorse naturali. o Quota di partecipazione 0,65% Società Valdorcia s.r.l. p.za Cavour, 13 Montalcino o svolge attività relativa alla promozione del territorio attraverso prodotti agricoli ed artigianali nonché la commercializzazione e diffusione di tali prodotti anche all estero con il marchio Valdorcia. o Quota di partecipazione 8,18% S.T.B. Società delle Terme e del Benessere s.p.a.- Via Giuseppe Catani, n. 37, Pratoo Svolge prevalentemente attività di sfruttamento e utilizzazione di giacimenti di acque termali, acque minerali ed oligominerali. o Quota di partecipazione 2,57% Terme Antica Querciolaia via Trieste, 22 Rapolano Terme Certificata ISO
25 o in quanto società termale svolge attività di sfruttamento e utilizzazione di giacimenti di acque termali, minerali ed oligominerali o Quota di partecipazione 35,39% Terme Petriolo s.p.a. loc. Petriolo Monticiano o in quanto società termale sfrutta e utilizza giacimenti di acque Energia, minerali ed oligominerali o Quota di partecipazione 96,50% TERRE CABLATE Reti e Servizi str. Di Busseto, 18/B Siena o Attività di studio e ricerca sul territorio provinciale sulle tecnologie telematiche ed informatiche progettazione realizzazione e gestione delle infrastrutture di rete di telecomunicazione o Quota di partecipazione 100% FONDAZIONI Siena Jazz accademia nazionale del jazz Promozione del coordinamento dello sviluppo della didattica, della ricerca e della produzione musicale nel campo del jazz, delle musiche improvvisate e di derivazione jazzistica Toscana Life sciences Iniziative di ricerca e di sviluppo nel campo della biomedica e della biotecnologia Musei senesi Sostenimento e promozione di strutture Energia ed archivistiche della città di Siena e di tutti i Comuni della provincia di cultura e attività di conservazione Cantiere internazionale d arte di Montepulciano Promozione dello sviluppo e della diffusione della cultura musicale e incentivazione dell attività didattica e formativa dei giovani Derek Rocco Barnabei Tutela dei diritti umani contro la pena di morte Qualivita Tutela e valorizzazione dei prodotti alimentari europei di qualità con particolare riferimento a quelli che hanno ottenuto una denominazione DOP e IGP Stefano Bellaveglia Iniziative per l assistenza sociale e sanitaria, per il sostegno di strutture operanti in Italia e nei Paesi svantaggiati Accademia Chigiana Accademia musicale 25
26 Scuola di Formazione per il Terzo Settore Scuola di formazione per attività del Terzo Settore Fondazione Istituto Tecnico Superiore Energia ed Ambiente Istituto per la formazione di esperti in materie ambientali ed energetiche L Amministrazione Provinciale di Siena è uno dei soci fondatori dell Associazione Qualitambiente. L Associazione Qualitambiente Associazione Territori Certificati si è costituita il 21 ottobre Qualitambiente ha sede a Siena (via Massetana, 106) ospitata dalla Provincia di Siena. I soci fondatori della Associazione sono alcuni enti locali che hanno adottato un sistema di gestione ambientale conforme alla norma internazionale ISO e/o al Regolamento comunitario EMAS o che hanno avviato percorsi di certificazione in ambito ambientale. Il suo scopo è quello di attivare percorsi nell ottica dello sviluppo sostenibile del territorio. 26
27 IL SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE La Provincia di Siena per la Registrazione EMAS ha messo a punto un Sistema di Gestione Ambientale, costituendo una Commissione di Gestione per il coordinamento del suo funzionamento. Il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale (RSGA), si occupa in maniera fattiva del funzionamento e dell aggiornamento del Sistema. Tale figura è preposta a relazionarsi con i soggetti decisionali dell Ente (Giunta, Consiglio, Presidente della Provincia) e con i livelli dirigenziali di tutti i Settori per quanto riguarda l informazione relativa allo stato di attuazione del programma, per la definizione degli obiettivi derivanti dalla politica ambientale dell organizzazione, per l adozione di meccanismi procedurali e di controllo delle attività. La commissione di gestione è formata dal: Direttore generale dell ente, Dirigente del Settore Politiche Ambientali, Dirigente del Settore OO.PP. Il Direttore Generale è il Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale ed il Rappresentante dell Alta Direzione. Per fare sì che il Sistema si mantenga nel tempo sono poi state predisposte attività di monitoraggio e di coordinamento, che richiedono uno sforzo in termini di risorse umane e finanziarie da dedicare a questo scopo. L Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile (A.P.E.A.) è auditor interno per il Sistema di Gestione Ambientale della Provincia di Siena ed è incaricata per provvedere all aggiornamento dei documenti e dei monitoraggi. A.P.E.A. si impegna a collaborare con i Settori nel raccogliere dati, ridefinire, aggiornare e controllare l applicazione delle procedure oltre che fornire indicazioni al Responsabile del sistema. Organigramma del Sistema di Gestione Ambientale GIUNTA Approva Obiettivi e Programma ASESSORE ALL AMBIENTE Filtra i passaggi politici CONFERENZA DEI DIRIGENTI Responsabile degli obiettivi COMMISSIONE DI GESTIONE Direttore Generale (Resp. SGA e Rappresentante dell Alta Direzione) Dirigente Settore Politiche Ambientali Dirigente Settore OO.PP. DIRIGENTE DI SETTORE Responsabile azioni di programma REFERENTE SETTORE Raccolta dati e informazioni, applicazione procedure, referente per il Settore del sistema di gestione ambientale 27
28 I PROGETTI DI SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE L Amministrazione Provinciale di Siena ha intrapreso innovativi progetti di sostenibilità ambientale tesi alla tutela e alla valorizzazione dell ambiente provinciale nel perseguimento delle buone pratiche per lo sviluppo sostenibile. AGENDA 21 TERRE DI SIENA Con l adesione da parte della Provincia di Siena in atto consiliare alla Carta di Aalborg e di Ferrara, è stato intrapreso nel 2001 il processo di Agenda 21 locale denominato Agenda 21 Terre di Siena: un processo di costruzione di alleanze locali tra autorità e altri settori per implementare e sviluppare politiche per lo sviluppo sostenibile, con piani di azione concertati tra cittadini e amministratori locali nell ottica della sostenibilità. L informazione e la comunicazione sono state gestite adottando un marchio per tutte le azioni riconducibili ad AG21L Terre di Siena. È stato firmato un Protocollo d Intesa di adesione ad Agenda 21 Terre di Siena da tutti i 36 Comuni della Provincia che ha dato il via al percorso di AG21L nei Circondari e nei Comuni. Sono state coinvolte anche le Comunità Montane. I materiali prodotti, le informazioni sulle iniziative passate e future possono e potranno essere reperite sul sito La Provincia di Siena inoltre aderisce alla Associazione Coordinamento Agende 21 locali italiane ed al Coordinamento della Rete delle Agende 21 locali della Toscana. Partecipa ai gruppi di lavoro della rete regionale su: Rifiuti, Edilizia sostenibile, Green Public Procurement, Educazione alla sostenibilità, Energia, SGA; e a quelli della rete nazionale: TANDEM, Agende 21 locali per Kyoto. Ha promosso, quale prima Provincia in Italia, la sottoscrizione di un Protocollo d Intesa per l adesione agli Aalborg Commitments con tutti i 36 Comuni senesi. Nei giorni 8 e 9 aprile 2011 si è tenuta a Siena l assemblea nazionale del Coordinamento Agende 21 locali italiane. 28
29 PROGETTO SIENA CARBON FREE 2015 Il Progetto Siena Carbon free 2015 è un vasto progetto che mira allo sviluppo di una serie di azioni per azzerare le emissioni di CO2 del territorio provinciale nel Il progetto prevede prima di tutto il monitoraggio annuale della CO2 sul territorio provinciale che viene svolto con il calcolo del bilancio dei gas serra, avviato in collaborazione con il Dipartimento di Chimica dell Università degli Studi di Siena che calcola annualmente il Bilancio delle emissioni e del riassorbimento dei gas serra per il territorio provinciale senese. In tal modo la Provincia di Siena si è dotata di un efficace pannello di controllo per monitorare annualmente i quantitativi emessi di gas serra e le misure per intraprendere una politica ambientale per raggiungere l obiettivo Kyoto. I settori indagati sono stati energia, processi industriali, rifiuti, agricoltura, foreste e uso del suolo (AFOLU Agricolture Forest Land Use). Annualmente, a partire dal 2007, il Bilancio viene certificato ai sensi della norma ISO Il Bilancio dei gas serra rappresenta un opportunità di governo del territorio per lo sviluppo sostenibile. Non si tratta solo di un conteggio del livello di emissioni e riassorbimento sul territorio ma sviluppa un modello dinamico in grado di valutare/calcolare gli effetti a breve e lungo termine dei vari interventi sulle fonti di emissioni. Il Bilancio è uno strumento significativo per le Amministrazioni locali per la pianificazione in quanto permette di indirizzare gli investimenti sulla base di una analisi costi-benefici, considerando l Ambiente elemento insito nel sistema di valutazione. Per raggiungere l obiettivo dell azzeramento delle emissioni di CO2 la Provincia di Siena ha già intrapreso importanti azioni, descritte nel programma ambientale. BILANCIO DELLE EMISSIONI DEI GAS AD EFFETTO SERRA PER IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA VERIFICA E CERTIFICAZIONE ANNO 2009 U N I V E R S I T A A D I S I E N A D I P A R T IM E N T O D I C H IM I C A G R U P PO D I E C OD IN AM IC A Figura 3. Copertine di pubblicazioni e brochure sul progetto. 29
30 I risultati sul bilancio delle emissioni e del riassorbimento dei gas serra relativi all anno 2006, 2007, 2008 e 2009: tco 2eq Emissioni lorde Assorbimenti forestali Emissioni nette Figura 4. Bilancio delle emissioni e del riassorbimento dei gas serra. Fonte: Università degli Studi di Siena. Dato 2009 in attesa di certificazione. 30
31 TERRE DI SIENA GREEN Un patto per lo sviluppo sostenibile La Provincia di Siena ha creato tre marchi che possono essere richiesti da parte di certune categorie riguardanti tre filoni progettuali: Terre di Siena- Ospiti di Valore una filiera integrata di operatori di vari settori per un turismo sostenibile Terre di Siena-Carbon Free adozione di una serie di strumenti ed azioni per raggiungere l obiettivo di emissioni zero nel 2015 Terre di Siena - Filiera corta valorizzazione e sostegno delle produzioni locali di qualità per uno sviluppo agricolo sostenibile. Si tratta di un processo che ha tra i suoi obiettivi essenzialmente quello di favorire la diffusione di comportamenti virtuosi, nel contesto della sostenibilità, rispetto all ambiente, la cultura, l alimentazione, la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico del nostro territorio, innescando essenzialmente una crescita culturale ed una auspicata riconversione verso la green economy del sistema imprenditoriale locale. Terre di Siena- Ospiti di Valore una filiera integrata di operatori di vari settori per un turismo sostenibile Il Circuito, nato nel 2008, prevede l adesione di Strutture ricettive, Ristoranti, Negozi, Artigiani, Aziende agricole e ad oggi conta la presenza di 91 imprese. Si basa sull adesione volontaria, con autocertificazione (oltre ad un report annuale di monitoraggio), ad un Codice di comportamento che delinea sinteticamente i seguenti impegni: rispetto ambientale in termini di risparmio energetico impiego di fonti rinnovabili di energia riduzione consumi idrici riduzione e raccolta differenziata dei rifiuti utilizzo di prodotti locali disponibilità a patti di filiera trasparenza sulla qualità dei prodotti e dei servizi offerti valorizzazione e promozione della cultura e del patrimonio storico, artistico e ambientale del territorio. Terre di Siena-Carbon Free adozione di una serie di strumenti ed azioni per raggiungere l obiettivo di emissioni zero nel Si tratta della concessione di un marchio identificativo Terre di Siena Carbon Free a quei soggetti che aderiranno volontariamente agli impegni per l adozione di buone pratiche finalizzate alla riduzione di emissioni di CO2, rispettando gli obiettivi prefissati di riduzione e presentando annualmente un report di monitoraggio. Con l istituzione del marchio Terre di Siena Carbon Free, la Provincia di Siena, attraverso il coinvolgimento generalizzato dei vari stakeholders, intende promuovere iniziative, incisive e coordinate, rivolte alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti, grazie alla realizzazione delle seguenti azioni: Lo sviluppo e la diffusione di impianti per la produzione di energia da Fonti rinnovabili 31
32 Lo sviluppo e la diffusione di interventi e di pratiche rivolte alla generalizzata riduzione del consumo di energia Lo sviluppo e la diffusione di pratiche rivolte alla produzione di beni e servizi a minore intensità di CO2 L informazione e la sensibilizzazione della popolazione per la generalizzata diffusione di buone pratiche rivolte alla riduzione delle emissioni climalteranti. Terre di Siena - Filiera corta valorizzazione e sostegno delle produzioni locali di qualità per uno sviluppo agricolo sostenibile Particolare importanza per il settore sviluppo rurale riveste il progetto Rururbal che sembra mirare ad elaborare una strategia di governance per lo sviluppo sostenibile, basata su interventi integrati e propone l attivazione di una Carta europea e di carte locali per il governo del territorio e dell alimentazione 32
33 PATTO DEI SINDACI La Commissione europea ha lanciato il Patto dei Sindaci, aperto alle città europee di ogni dimensione, con la finalità di coinvolgere le città e i cittadini nello sviluppo della politica energetica dell Unione europea. Il Patto consiste nell impegno delle città firmatarie di andare oltre gli obiettivi della UE per ridurre le emissioni di CO 2 con misure di efficienza energetica e azioni collegate allo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili. La Provincia di Siena ha aderito al Patto dei Sindaci come struttura di supporto. La Commissione riconosce gli enti che agiscono in qualità di Strutture di Supporto come i suoi principali alleati per trasmettere il messaggio e aumentare l impatto del Patto. Queste sono definite come quei Governi locali che sono capaci di fornire una guida strategica e un supporto tecnico a quei Comuni che hanno la volontà politica di firmare il Patto dei Sindaci, ma che non hanno la capacità e/o le risorse per ottemperarne i requisiti, principalmente la preparazione e l adozione di Piani di Azione per l Energia Sostenibile. Uno dei principali scopi della Provincia di Siena è la cooperazione con i Comuni per sviluppare le loro politiche e i programmi di gestione. Ad oggi tre Comuni della Provincia di Siena hanno aderito al Patto dei Sindaci. Per maggiori specifiche sui progetti citati si visiti sezione Ambiente. 33
34 LA FORMAZIONE AMBIENTALE Il personale provinciale viene continuamente formato per migliorare la qualità nello svolgimento delle attività aventi un impatto ambientale significativo. In particolare il personale viene sensibilizzato su tutte le tematiche ed i documenti riguardanti il Sistema di Gestione Ambientale. La Provincia di Siena ha erogato formazione ambientale anche sul territorio sulle seguenti tematiche: progettazione di spazi verdi operatore del verde risparmio energetico piante officinali edilizia sostenibile guida ambientale agricoltura biologica È stato costituito l Istituto Tecnico Superiore Energia e Ambiente con sede a Colle Val d Elsa, un polo volto ad assicurare l offerta di tecnici superiori a livello post secondario per rispondere alla domanda proveniente dal mondo del lavoro pubblico e privato rispetto ad aree strategiche per lo sviluppo economico della provincia, sostenendo al contempo l innovazione e il trasferimento tecnologico alle piccole e medie imprese. L istituto ha già promosso il corso biennale per Tecnico superiore per la gestione e verifica di sistemi energetici. È stato svolto il progetto transfrontaliero Rinnovambiente che ha riguardato azioni formative per lo sviluppo delle energie rinnovabili e la compatibilità ambientale. In relazione con la progettazione della Regione Toscana, viene istituito il Patto con il territorio per l educazione ambientale, ovvero la Provincia di Siena stabilisce indirizzi di formazione ambientale ed eroga fondi rivolti alle Conferenze Istruzione delle quattro zone socio-sanitarie del territorio che provvederanno direttamente a svolgere i corsi formativi. I progetti educativi devono vertere su tematiche quali cambiamenti climatici, natura e biodiversità, ambiente e salute, uso sostenibile delle risorse naturali, gestione dei rifiuti, ecoefficienza e sostenibilità, impronta ecologica, Agenda 21 locale, green public procurement e spesa verde, politiche integrate di prodotto, edilizia sostenibile, geografia del territorio, turismo responsabile, agricoltura sostenibile ed educazione alimentare, criticità territoriali, approfondimento della conoscenza del proprio territorio. La Provincia di Siena si assicura che qualsiasi persona che esegua, per la Provincia o per conto di essa, compiti che possono causare impatti ambientali significativi in conseguenza delle proprie attività abbia ricevuto la necessaria formazione ed abbia acquisito le necessaria competenza. Ciò avviene mediante una specifica richiesta all interno dei capitolati d appalto o attraverso una registrazione. 34
35 FATTORE AMBIENTALE ACQUA 1 ASPETTO AMBIENTALE Qualità delle acque superficiali, sotterranee, destinate ad uso antropico IMPATTO AMBIENTALE Inquinamento delle acque superficiali, sotterranee, destinate ad uso antropico TIPOLOGIA IMPATTO indiretto AZIONI DI MIGLIORAMENTO E CONTROLLO Monitoraggio della qualità dell acqua Progetto Salvaguardia delle risorse idriche Spandimento fanghi in agricoltura Scarico acque reflue non in pubblica fognatura Inquinamento delle acque superficiali, sotterranee, destinate ad uso antropico indiretto Potenziamento della rete di monitoraggio idrometrico e meterologico Rilascio autorizzazioni Modifica alveo fiumi o stato corpi idrici scarichi liquidi degli immobili provinciali Inquinamento delle acque superficiali, sotterranee, destinate ad uso antropico diretto Controllo dei documenti di conformità legislativa degli immobili Controllo scarichi in acque superficiali 1 I dati forniti possono presentare variazioni rispetto a quelli delle precedenti Dichiarazioni ambientali e dei relativi aggiornamenti per rettifiche 35
36 Monitoraggio della qualità delle acque superficiali Il territorio provinciale senese è suddiviso per tipologia di bacino in cinque bacini idrografici che sono quello del fiume Arno, del Fiora, dell Ombrone, del Tevere e del Tirrenico Medio. Legenda Bacini idrografici Arno Fiora Ombrone Tevere Tirrenico Medio Corsi d'acqua principali Corsi d'acqua secondari Laghi Figura 5. Bacini idrografici della provincia di Siena. Per ulteriori approfondimenti cartografici si visiti il S.I.T. su Per realizzare gli obiettivi di salvaguardia, uso, risparmio, rinnovo della risorsa acqua sono stati costituiti Servizi Idrici Integrati su base di Ambito dei servizi di acquedotto, fognatura e depurazione. Le Regioni hanno avuto la responsabilità nella delimitazione e nella organizzazione degli ambiti e della creazione delle Autorità di Ambito Territoriale Ottimale (A.T.O.). La Regione Toscana ha provveduto a suddividere il territorio regionale in 6 ambiti ottimali. Il territorio della provincia di Siena è interessato da 4 A.T.O.: - A.T.O. 2: Comuni di Poggibonsi e S. Gimignano gestore Acque s.p.a. - A.T.O. 4: Comuni di Chiusi, Chianciano Terme, Montepulciano, Sinalunga e Torrita gestore Nuove Acque s.p.a. - A.T.O. 5: Comune di Radicondoli - gestore ASAV Livorno - A.T.O. 6: Comuni di Abbadia S. Salvatore, Asciano, Buonconvento, Casole d Elsa, Castellina in Chianti, Castelnuovo Berardenga, Castiglione d Orcia, Cetona, Chiusdino, Colle Val d Elsa, Gaiole in Chianti, Montalcino, Monteriggioni, Monteroni d Arbia, Monticano, Murlo, Piancastagnaio, Pienza, Radda in Chianti, Radicofani, Rapolano Terme, S. Casciano Bagni, S. Giovanni d Asso, S. Quirico d Orcia, Sarteano, Siena, Sovicille e Trequanda gestore Acquedotto del Fiora s.p.a.. 36
37 La Provincia di Siena monitorizza i consumi di acqua da rete acquedottistica e l inquinamento delle acque superficiali e sotterranee. Acqua erogata, fatturata, consumi procapite e incidenza delle perdite in provincia di Siena anno Metri Cubi di acqua erogata Metri Cubi di acqua fatturata Perdite (in % su erogata) Consumi acqua idropotabile procapite (metri cubi/anno) Erogazioni procapite (metri cubi/anno) ,3% 71,4 108, ,7% 69,2 101, ,2% 66,6 102, ,0% 67,2 103,4 Tabella 4. Acqua erogata, fatturata, consumi procapite e incidenza delle perdite in provincia di Siena Fonte: Gestori acque. Nel 2010 la quota delle perdite della rete di distribuzione si stabilizza al 35% dopo che nei due anni precedenti si era manifestata prima in calo (2008) e poi in aumento (2009). Consumi procapite e incidenza delle perdite in provincia di Siena ,0% 71,4 72,0 35,0% 34,0% 34,3% 69,2 35,2% 35,0% 71,0 70,0 69,0 33,0% 68,0 32,0% 31,7% 66,6 67,2 67,0 31,0% 66,0 30,0% Perdite (in % su erogata) Consumi idropotabile procapite (metri cubi/anno) 65,0 Figura 6. Consumi procapite e incidenza delle perdite in provincia di Siena Fonte: Gestori acque. Al di là del dato medio provinciale, la situazione presenta invece una significativa variabilità a livello circondariale. Qui spicca l area urbana, fortemente influenzata dalle presenze turistiche e da fattori di domanda espressi dalla vita commerciale, terziaria e universitaria, che, nel 2010, conferma il consumo di oltre 90 metri cubi per abitante, 244 litri di consumo effettivo al giorno per persona, un dato di oltre il 32% superiore a quello medio provinciale. 37
38 Di contro consumi minimi procapite, tutti allineati intorno a 56/57 m 3 annui, si registrano nei circondari delle Crete Valdarbia, del Chianti e della Valdelsa. Consumi acqua idropotabile procapite nei circondari della provincia di Siena ,0 57,4 57,3 65,6 55,5 62,8 68,4 67,2 Valdelsa Chianti Valdorcia- Amiata Crete- Valdarbia Valdichiana Valdimerse Area Urbana Provincia Figura 7. Consumi acqua idropotabile procapite nei circondari della provincia di Siena Fonte: Gestori acque. 38
39 Più variegata è la situazione a livello comunale. Principali indicatori Acqua erogata, fatturata, consumi procapite, perdite e % di abitanti allacciata nei comuni della provincia di Siena 2010 Numero Numero Abitanti impianti di allacciati a Acqua Acqua Perdite depurazione impianti di erogata fatturata Perdite attivi depurazione (m 3 ) (m 3 ) (m 3 (in % su % abitanti ) erogata) allacciata Consumi idropotabile procapite (m 3 /anno) Abbadia S.Salvatore ,7% 0,0% 54,3 Asciano ,8% 73,1% 56,8 Buonconvento ,2% 86,7% 61,4 Casole d'elsa ,5% 32,7% 55,6 Castellina in Chianti ,3% 62,2% 81,8 Castelnuovo Ber.ga ,3% 47,2% 51,1 Castiglione d'orcia ,7% 8,0% 69,7 Cetona ,7% 61,4% 58,9 Chianciano Terme ,5% 78,5% 107,3 Chiusdino ,0% 0,0% 50,8 Chiusi ,4% 31,4% 61,3 Colle di Val d'elsa ,1% 74,1% 48,6 Gaiole in Chianti ,6% 65,4% 51,8 Montalcino ,8% 23,5% 69,0 Montepulciano ,9% 70,1% 58,3 Monteriggioni ,4% 66,4% 66,5 Monteroni d'arbia ,9% 52,3% 51,2 Monticiano ,9% 36,0% 53,5 Murlo ,2% 68,0% 50,0 Piancastagnaio ,4% 57,8% 61,7 Pienza ,3% 70,9% 72,3 Poggibonsi ,9% 91,9% 53,3 Radda in Chianti ,7% 70,5% 56,7 Radicofani ,6% 0,0% 90,2 Radicondoli ,7% 0,0% 68,8 Rapolano Terme ,7% 82,1% 54,3 S. Casciano dei Bagni ,0% 80,9% 81,8 San Gimignano ,3% 56,5% 96,8 San Giovanni d'asso ,3% 33,7% 73,3 San Quirico d'orcia ,5% 83,6% 73,5 Sarteano ,9% 79,8% 59,8 Siena ,2% 91,9% 92,8 Sinalunga ,2% 91,1% 49,7 Sovicille ,3% 69,3% 78,9 Torrita di Siena ,3% 82,1% 48,9 Trequanda ,5% 82,0% 75,3 SEL Valdelsa ,6% 76,6% 57,4 Chianti ,4% 55,3% 57,3 Valdorcia-Amiata ,3% 31,2% 65,6 Crete-Valdarbia ,8% 68,1% 55,5 Valdichiana ,4% 72,3% 62,8 Valdimerse ,5% 57,0% 68,4 Area Urbana ,6% 88,2% 89,0 Provincia ,0% 71,0% 67,2 Tabella 5. Principali indicatori Acqua erogata, fatturata, consumi procapite, perdite e % di abitanti allacciata nei comuni della provincia di Siena Fonte: Gestori acque. 39
40 Buono il 17% di perdite del capoluogo, ed in contrazione significativa rispetto al 2009, colpito come le altre località turistiche della provincia, da un alto consumo medio procapite riferiti alle presenze turistiche. 40
41 STATO DEI FIUMI E DEI LAGHI Con la pubblicazione della DGRT n 100 del 8 febbraio 2010 la Regione Toscana ha approvato la nuova rete di monitoraggio dei corpi idrici della regione ai sensi della Direttiva Europea, recepita in Italia con il D.Lgs 152/06 e entrata in vigore per l anno Per una descrizione sintetica dell approccio metodologico si può sintetizzare come l elaborazione congiunta di indicatori di stato correlabili agli indicatori di pressione, per le stazioni o corpi idrici del monitoraggio ambientale preesistente (D.Lgs 152/99), abbia condotto all individuazione di indicatori di pressione per gli areali di riferimento di tutte le stazioni o corpi idrici. Ben definiti standard di qualità ambientale (Acque Superficiali D.Lgs 56/09, Acque Sotterranee D.Lgs 30/09) sono identificati tramite la correlazione tra gli indicatori di pressione e di stato; questi standard si concretizzano in opportune soglie di rischio, individuate in tabella: 2 L ultimo decreto attuativo DM 260/2010, è stato pubblicato il 7 febbraio 2011: Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del D.Lgs 152/06, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell art. 75 comma 3 del medesimo decreto legislativo. Nonostante il clima di incertezza ARPAT ha provveduto ad ottemperare agli obblighi mettendo a punto la nuova rete di monitoraggio ambientale dei corsi d acqua, in sigla MAS. Propedeutiche alla DGRT 100/2010 sono la deliberazione 25 maggio 2009, n. 416 relativa alla tipizzazione e la delibera n. 939 del 26 ottobre 2009 relativa all analisi del rischio, entrambe attività svolte in collaborazione Regione-ARPAT. Per quanto riguarda i parametri biologici il monitoraggio del 2010 è limitato alla ricerca dei macroinvertebrati e delle diatomee bentoniche. A questi indici si associa lo studio della comunità ittica su un numero limitato di stazioni coincidenti con le carte ittiche di alcune province. La tipizzazione dei corpi idrici della toscana è stata effettuata dalla Regione e pubblicata con deliberazione n. 416 del L analisi del rischio, condotta da ARPAT è disponibile nel documento PRAA analisi delle pressioni e degli impatti sui corpi idrici della nuova rete di monitoraggio direttiva quadro 2000/60. La metodologia di analisi ha previsto l individuazione di indicatori di pressione, diffusa e puntuale, significativi per le matrici considerate: acque superficiali marino costiere, acque superficiali interne (corsi e canali, laghi, invasi ed acque di transizione) ed acque sotterranee. 41
42 I corsi d acqua sono classificati per bacino idrografico secondo la L. 183/89 (Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo) e i risultati del monitoraggio riguardano più specificatamente lo stato biologico e gli elementi chimici a sostegno (LIMeco) con aggiunti, in sintesi, i risultati del campionamento per le sostanze pericolose. La classe di qualità riportata per ogni parametro è data dalla media dei campionamenti effettuati nel corso del Il numero di campionamenti è variabile in quanto si basa sulla tipizzazione e risente delle condizioni meteorologiche e logistiche incontrate durante l anno di monitoraggio. La scala utilizzata è a 5 livelli di qualità contraddistinti da un aggettivo e un colore che ne codifica la sintesi. Elementi biologici nei corpi idrici in provincia di Siena 2010 Corso nome Macroinvertebrati Diatomee LIMeco Pesci torrente Galegno valle-canale Sufficiente fiume Elsa valle sup Elevato Sufficiente borro di Mezzo Buono Sufficiente fiume Elsa medio sup Buono Elevato Sufficiente borro gli Amaioni Sufficiente Buono botro degli Imbotroni Sufficiente Sufficiente torrente Senna Sufficiente Elevato Buono fiume merse Buono Elevato Sufficiente Sufficiente fosso serpenna Scarso Scarso Sufficiente fiume ombrone senese Sufficiente Sufficiente fiume ombrone senese Scarso Sufficiente fiume merse Sufficiente Elevato Buono Sufficiente fosso della malena Sufficiente Sufficiente Sufficiente fosso grande Buono Elevato Sufficiente torrente chiusella Sufficiente Buono Buono torrente miglia Sufficiente torrente piana Sufficiente Buono Sufficiente torrente rigo Scarso Elevato fosso quarta Buono Elevato Buono fosso scheggiola Buono Sufficiente torrente dudda Buono Buono torrente sucenna Scarso Buono torrente rigo (3) Buono Scarso Sufficiente fiume Cecina monte Buono Buono Buono Tabella 6. Elementi biologici nei corpi idrici in provincia di Siena 2010 Fonte Arpat Al Fosso Scheggiola MAS-938 viene attribuita la classe buono per il multihabitat, in quanto è raccomandata, laddove possibile, l elaborazione dei dati con MacrOper (software di elaborazione dello Stato Ecologico dei corpi), raggruppando per tipi. La maggior parte dei punti presentano criticità in merito ai macroinvertebrati, critico anche l indice di fauna ittica. 42
43 Stato ecologico e chimico dei corpi idrici in provincia di Siena 2010 Corso Stato Ecologico Stato chimico Torrente galegno valle canale sufficiente buono Fiume elsa valle sup n.r. n.r. Borro di mezzo sufficiente buono Fiume elsa medio sup sufficiente buono Borro gli amaioni sufficiente buono Botro degli imbotroni sufficiente buono Torrente senna sufficiente buono Fiume merse sufficiente buono Fosso serpenna scarso buono Fiume ombrone senese sufficiente buono Fiume ombrone senese scarso buono Fiume merse sufficiente buono Fosso della malena sufficiente buono Fosso grande sufficiente buono Torrente chiusella sufficiente buono Torrente miglia sufficiente buono Torrente piana sufficiente buono Torrente rigo scarso buono Fosso quarta buono buono Fosso scheggiola Buono buono Torrente dudda Buono buono Torrente sucenna Scarso buono Torrente rigo (3) sufficiente buono Fiume cecina monte Buono buono Tabella 7. Stato ecologico e chimico dei corpi idrici in provincia di Siena 2010 Fonte Arpat Criticità risultano sui seguenti corsi d acqua:torrenti Elsa medio, Senna, Borri Amaioni e Imbotroni nel sottobacino dell Elsa. Alcune annotazioni di Arpat chiariscono i problemi di gioventù che la nuova misurazione, pur più specifica ed estesa, ha incontrato nel suo primo anno di sperimentazione: Un anno di monitoraggio su punti probabilmente a rischio non può ritenersi esaustivo per permettere una valutazione a posteriore in merito ai risultati ottenuti con le nuove metodologie, ma limitarci ad alcune impressioni: - per un analisi esaustiva dal punto di vista biologico manca un parametro biologico, le macrofite e la fauna ittica su un numero limitato di punti; - una comparazione tra gli indici macroinvertebrati con il metodo multihabitat e indici diatomici, il primo sembra più penalizzante, ma è opportuno tener in considerazione il carattere sperimentale delle nuove metriche e soprattutto dei valori di riferimento adottati nel DM 260/2010; - il confronto con i punti pregressi rimasti nella nuova rete, non dà indicazioni decise, sulla possibilità che il metodo multihabitat possa proseguire le serie storiche valutate con l IBE; - sostanze pericolose, tranne rari casi, in parte già noti, non sembrano influenzare molta la qualità della rete di monitoraggio (da Relazione Acque interne Arpat) 43
44 MONITORAGGIO LAGHI E INVASI La DGRT 100/2010 prevede l aggiornamento della rete di monitoraggio dei corpi idrici lacustri. In analogia a quanto fatto per i corsi d acqua, Arpat ha condotto l analisi delle pressioni e del rischio sui laghi ed invasi tipizzati dalla Regione Toscana. Questa la relativa classe di rischio associata a quelli localizzati in provincia di Siena. Nome Categoria Destinato Potabilizzazione Tipo Rischio Canale della Chiana Lago di Chiusi L X Rischio Val di Chiana Lago di Montepulciano L Rischio Val di Chiana Invaso Orcia - Astrone IA X Rischio Tevere Paglia Invaso dell'elvella IA X Rischio Elsa Lago Cepparello IA X Rischio Canale della chiana Invaso del Calcione IA X Non Rischio Tabella 8. Classe di rischio associata a laghi e invasi della provincia di Siena Fonte Arpat Durante il primo anno di monitoraggio, del tutto sperimentale, soprattutto per quanto riguarda i parametri biologici, Arpat ha optato per il monitoraggio dei soli corpi idrici a probabile rischio di non raggiungere gli obiettivi previsti dalla Direttiva Europea. I PROGETTI DELLA PROVINCIA DI SIENA Progetto salvaguardia delle risorse idriche Le finalità del progetto, oltre ad accrescere il livello conoscitivo e perseguire la tutela degli acquiferi sono state quelle di rendere coerente ed efficiente la gestione delle competenze proprie dell Ente ed ottimizzare un sistema che permetta di concedere le autorizzazioni per prelievi, attingimenti, derivazioni e scarichi in modo più consapevole dell attuale, recuperando ed integrando conoscenze oramai diffuse sulla risorsa idrica, organizzandole e rendendole infine disponibili ai Servizi competenti per garantire usi sostenibili e durevoli della risorsa. Potenziamento della rete di monitoraggio idrometrico e meteorologico di supporto alla gestione delle attività di difesa del suolo e protezione civile nella gestione delle emergenze nel controllo della risorsa idrica superficiale e sotterranea La Provincia di Siena espleta l attività amministrativa ordinaria in materia di corsi d acqua, dighe e derivazioni della risorsa idrica tramite il rilascio delle autorizzazioni previste, la programmazione e l attuazione di opere pubbliche di natura idraulica e di difesa del territorio come la riprolifilatura e consolidamento degli argini e la realizzazione opere per la mitigazione del rischio idraulico ecc. In particolare è stato svolto un progetto per il potenziamento delle aree di monitoraggio idrometrico e meterologico di supporto alla gestione delle attività 44
45 di difesa del suolo e protezione civile nella gestione delle emergenze e nel controllo della risorsa idrica superficiale e sotterranea. Attualmente le centraline meteoclimatiche sono 34; le misurazioni idrometriche invece sono effettuate mediante 8 idrometri di cui 7 su corsi d acqua principali del bacino Ombrone e 1 sull Elsa a Poggibonsi. Con il progetto si individuando una serie di stazioni di misura che possono fornire un significativo grado di approfondimento del quadro conoscitivo relativamente ad alcuni corpi idrici superficiali che si sono rilevati oggetto di criticità evidenti e di corpi idrici sotterranei di importanza strategica per gli usi idropotabili. Le nuove centraline meteoclimatiche saranno installate presso il lago di Montepulciano e l abitato di Chiusi mentre gli idrometri saranno posti presso il lago di Montepulciano, il canale maestro della Chiana, il lago di Chiusi, il torrente Montelungo, Parce, Salcheto, Salarco. Il progetto prevede l installazione anche di un freatimetro sull acquifero della Montagnola senese per valutare la disponibilità e le caratteristiche delle risorse sotterranee strategiche ai fini del consumo idropotabile. 45
46 LA GESTIONE DEGLI SCARICHI LIQUIDI DEGLI IMMOBILI PROVINCIALI La gestione degli impianti di scarichi liquidi in ogni edificio provinciale è affidata a tecnici provinciali (ai quali è affidato il controllo della manutenzione degli edifici) nominati con atto del Dirigente del Settore OO.PP. con assegnazione di edifici da controllare per area geografica. Il servizio di pulizia degli scarichi in fognatura viene affidato dal Settore OO.PP. a ditte specializzate. Gli indicatori ambientali proposti per l unico aspetto Scarichi liquidi degli edifici sono distinti per recettore: n. scarichi in fognatura n. scarichi in acque superficiali n. scarichi al suolo n. scarichi totali Dato n. scarichi in fognatura n. scarichi in acque superficiali n. scarichi al suolo n. scarichi totali Tabella 9. Numero scarichi idrici e destinazione degli scarichi degli immobili della Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. Gli scarichi in fognatura sono presenti in tutti gli edifici provinciali ad eccezione dell edificio rurale di Palazzo al Piano che attualmente è in fase di ristrutturazione e del Castello di Montarrenti per il quale è stata ottenuta l autorizzazione allo scarico per pozzo drenante. 46
47 La Provincia di Siena monitorizza anche l uso della risorsa acqua attraverso i rilevamenti dei consumi idrici degli immobili di proprietà. Consumi acqua della Provincia di Siena (m 3 ) Sedi in cui non Sedi in cui opera personale provinciale opera personale provinciale Anno Uffici Magazzini Altro Consumi per dipendente Scuole Altro Totale // // // // Tabella 10. Consumi di acqua negli immobili gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. L andamento dei consumi mostra un evidente diminuzione degli stessi. Da m 3 nel 2008 si passa a m 3 nel Si noti come la maggior parte del consumo di acqua sia imputabile alle scuole. 47
48 FATTORE AMBIENTALE ARIA ASPETTO AMBIENTALE Emissioni in atmosfera/qualità dell aria IMPATTO AMBIENTALE Inquinamento atmosferico TIPOLOGIA IMPATTO Indiretto AZIONI DI MIGLIORAMENTO E CONTROLLO Monitoraggio della qualità dell aria Centraline per il monitoraggio della qualità dell aria Progetto piste ciclabili Campagna di sensibilizzazione Caldaie pulite e sicure Emissioni in atmosfera da attività produttive Emissioni in atmosfera degli impianti termici degli immobili provinciali Inquinamento atmosferico Inquinamento atmosferico Indiretto Diretto Rilascio autorizzazioni per l emissione in atmosfera Controllo dei documenti di conformità legislativa degli immobili Attività di sostituzione caldaie da gasolio a metano Emissioni in atmosfera da parco automezzi provinciale Inquinamento atmosferico Diretto Controllo dei punti di emissione in atmosfera Monitoraggio del Parco auto 48
49 MONITORAGGIO TERRITORIALE DELLA QUALITÀ DELL ARIA Il territorio senese è caratterizzato da una bassa densità di attività di tipo industriale e le emissioni inquinanti in aria sono principalmente da ascrivere al settore dei trasporti e del riscaldamento civile. La Provincia di Siena da anni istituisce una convenzione con l Agenzia Regionale per l Ambiente della Toscana (ARPAT) per il monitoraggio della qualità dell aria nel territorio provinciale. Sono soggetti a monitoraggio i seguenti inquinanti: Biossido di azoto Biossido di zolfo Monossido di carbonio Particolato sospeso (PM 10 ) Ozono (limitatamente ai mezzi mobili per specifiche campagne) Le postazioni fisse in cui vengono monitorati gli inquinanti menzionati sono: Siena, Loc. Due Ponti Poggibonsi, Largo Campidoglio Oltre alle postazioni fisse sono impiegati anche mezzi mobili. In particolare nel 2005 la Provincia di Siena si è dotata di altre due postazioni di questa natura, preziose per campagne mirate e di approfondimento di particolari situazioni. La stazione di Poggibonsi è stata collocata per alcuni anni e fino al 24/02/2010 in Largo Campidoglio (Urbana Traffico), mentre nel corso del 2010, con inizio delle nuove misure in data 08/06/2010, è stata riposizionata in via De Amicis (Urbana Fondo) 3. A queste si sono aggiunte attrezzature mobili per l esecuzione di campagne di indagine di durata limitata (dai 15 ai 40 giorni circa), in particolare un autolaboratorio (camper attrezzato con strumentazione che ha eseguito nel 2010 la misura degli inquinanti tradizionali e di alcuni parametri meteorologici) e in due cabine trasportabili (un polverimetro sequenziale automatico ed un sistema automatico di campionamento con fiale adsorbenti). Nel territorio provinciale di Siena vi sono installate due stazioni fisse di rilevamento della qualità dell aria gestite da Sienambiente SpA., ubicate nei pressi del termovalorizzatore in località Monte Morli (Poggibonsi) e Santa Lucia (San Gimignano). I monitoraggi restituiscono lo status dell aria in termini di Indice delle concentrazioni medie annue di inquinanti Media del periodo Numero di superamenti 3 I risultati non sono quindi utilizzabili ai fini delle valutazioni del DLgs 155/2010, neppure come misurazioni indicative in quanto non uniformemente distribuite nell arco dell anno. Inoltre i dati non sono confrontabili con quelli degli anni precedenti in quanto la nuova postazione è classificata urbana di fondo e non sono possibili considerazioni sulle tendenze di lungo termine. Rappresentano comunque una prima importante valutazione puntuale per il monitoraggio dei prossimi anni. 49
50 La qualità è valutata in base alla collocazione di questi dati nelle tabelle dei valori limite di riferimento. Andamenti annuali degli indicatori: CO - concentrazione media di 8 ore - valore massimo rilevato - (V.L. 10 mg/m 3 ); NO 2 - concentrazione media oraria - valore massimo rilevato - (V.L. 200 µg/m 3 ); PM 10 - concentrazione media giornaliera - valore massimo rilevato - (V.L. 50 µg/m 3 ). CO Max Conc. 8 ore (mg/m 3 ) Siena - Loc. Due Ponti NO2 Max Conc. oraria (µg/m 3 ) PM10 Max Conc. 24 ore (µg/m 3 ) Poggibonsi - Largo Campidoglio Via De Amicis CO NO2 PM10 Max Conc. Max Conc. Max Conc. 8 ore oraria 24 ore (mg/m 3 ) (µg/m 3 ) (µg/m 3 ) , , , , , , , , , , , , , , , , , , Tabella 11. Andamenti annuali dei vari indicatori per ciascuna stazione Fonte ARPAT Siena. Andamenti delle medie annue CO - la norma non prevede V.L. per la media annua; NO 2 - V.L. 40 µg/m 3 ; PM 10 - V.L. 40 µg/m 3. Siena - Loc. Due Ponti Poggibonsi - Largo Campidoglio Via De Amicis CO (mg/m 3 ) NO 2 (µg/m 3 ) PM 10 (µg/m 3 ) CO (mg/m 3 ) NO 2 (µg/m 3 ) PM 10 (µg/m 3 ) , , , , Tabella 12. Andamenti delle medie annue dei parametri monitorati per ciascuna stazione Fonte ARPAT Siena. 50
51 Numero dei superamenti dei valori limite CO 10 mg/m 3 come media di 8 ore; NO µg/m 3 come media oraria (sono consentiti 18 sup. all anno); PM µg/m 3 come media giornaliera (sono consentiti 35 sup. all anno). Siena - Loc. Due Ponti Poggibonsi - Largo Campidoglio Via De Amicis CO n. sup. NO 2 n. sup. PM 10 n. sup. CO n. sup. NO 2 n. sup. PM 10 n. sup Tabella 13. Numero superamenti delle concentrazioni limite per i vari inquinanti - Fonte Arpat Siena. Nel corso del 2010 nella provincia di Siena sono state eseguite cinque campagne di misura impiegando l autolaboratorio, due delle quali nel comune di Siena, una nei comuni di Poggibonsi, Castiglione d Orcia e Piancastagnaio. Questi monitoraggi sono stati eseguiti secondo criteri conformi all allegato I del D.Lgs. 155/2010 tabella 1 per le misurazioni indicative, per quanto concerne la raccolta minima dati, il periodo minimo di copertura e l uniformità di distribuzione nell anno solare, l incertezza. E stata inoltre avviata una campagna di misura impiegando il polverimetro sequenziale automatico nel comune di Poggibonsi, in Largo Campidoglio (sito urbano di traffico nei pressi della stazione fissa prima del suo spostamento in via De Amicis), iniziata nel mese di settembre 2010 e non ancora conclusasi. Per l anno 2011 si evidenzia che sono stati superati i limiti relativi al NO 2 e al PM
52 Sintesi dei risultati dei monitoraggi effettuati con l autolaboratorio nel 2010, e confronto con i limiti: Tabella 14. Monitoraggi autolaboratorio anno Fonte: ARPAT. In termini di superamento dei limiti, i monitoraggi evidenziano un evento per il PM10 a Poggibonsi (valore misurato 51,4 µg/m 3 ) e 13 superamenti della media su 8 ore per parametro CO in loc. Gallina. In questo caso, i superamenti si riferiscono ad un solo innalzamento del livello di monossido di carbonio avvenuto il 4 gennaio 2010, un evento puntuale, che non si è ripetuto, di cui non si conoscono le cause. In ogni sito, il monitoraggio dei BTEX relativo al benzene, ha restituito le medie totali per l anno 2010, come si vede, tutte le misurazioni si sono situate entro il valore normativo di 5 µg/m 3. Valori medi annuali di benzene anno 2010 Media Annuale (µg/m 3 ) Siena via De Bosis 1,03 Siena via Sicilia 0,7 Poggibonsi Largo Gramsci 1,2 Piancastagnaio Viale Vespa 0,61 Castiglione d Orcia loc. Gallina 0,43 VALORE LIMITE 5,0 52
53 I PROGETTI DELLA PROVINCIA DI SIENA Progetto Piste ciclabili La Provincia di Siena ha attivato il progetto Piste ciclabili per limitare le emissioni in atmosfera da traffico veicolare. Le piste ciclabili in progettazione: Pista ciclabile Buonconvento-Siena Poggibonsi, I stralcio tratto Siena loc. Due Ponti - viale Europa lunghezza circa m Realizzato. II stralcio Siena viale Europa Ruffolo m Approvato progetto esecutivo, sono da espletare le procedure di gara. III stralcio Ruffolo - Isola d Arbia m In corso progettazione definitiva. Effettuata richiesta di finanziamento regionale. IV stralcio Loc. Magione Poggibonsi Bellavista circa m Realizzato. V stralcio Bellavista Staggia senese m In corso di progettazione esecutiva. Ricevuto finanziamento regionale. V stralcio Castellina Scalo circa m Realizzato. Pista Ciclabile Abbadia S. Salvatore-Piancastagnaio; I stralcio Abbadia per circa m Realizzato. II stralcio della lunghezza di circa m In corso di progettazione esecutiva. Progetto Caldaie pulite e sicure La Provincia di Siena ha attivato una campagna per il risparmio energetico e la sicurezza degli impianti termici. Il Progetto Caldaie pulite e sicure si propone di informare i cittadini sull importanza della corretta manutenzione degli impianti termici nonché sugli obblighi di legge a cui adempiere in materia. L opuscolo Una casa sicura con una caldaia pulita, capillarmente distribuito, e l istituzione di un sito web completamente dedicato alla questione hanno permesso ai cittadini di conoscere gli adempimenti da svolgere. Sul sito gli utenti trovano varie sezioni in cui si danno consigli utili, risposte a domande frequenti, informazioni sulla normativa, sui manutentori che hanno aderito al Protocollo d intesa provinciale. E stato infatti promosso un Protocollo d Intesa con la Camera di Commercio, il Comune, le Associazioni di categoria delle imprese artigiane iscritte alla CCIA e le associazioni dei consumatori per l attuazione della campagna di manutenzione e verifica degli impianti termici ubicati nei Comuni della Provincia di Siena (ad esclusione del Comune di Siena la cui autorità competente per i controlli è l Amministrazione Comunale di Siena). Grazie a questo protocollo, gli utenti si vedono garantiti nell uniformità di procedure, nella migliore formazione e nell aggiornamento dei manutentori, nell emersione del lavoro nero di soggetti nel campo della manutenzione, nel controllo dei costi, infatti tutti coloro che hanno aderito al protocollo hanno 53
54 accettato di praticare tariffe con tetti massimi stabiliti per impianti termici a gas metano e/o GPL con potenzialità inferiore a 35 kw. L attività dei controlli è stata poi affidata alla Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile, quale braccio operativo della Amministrazione Provinciale di Siena. Di seguito si riporta la situazione sui controlli sugli impianti termici di competenza della Provincia di Siena. Figura 8. brochure della campagna Caldaie pulite e sicure. Fonte: Provincia di Siena. Di seguito si riporta la situazione sui controlli sugli impianti termici di competenza della Provincia di Siena. Anno Impianti autocertificati Controlli impianti autocertificati su Altri impianti verificati Impianti verificati da APEA Tabella 15. Controlli effettuati sugli impianti termici dall Agenzia Provinciale per l Energia e l Ambiente (A.P.E.A.) s.r.l. Fonte: A.P.E.A. s.r.l. 54
55 GESTIONE EMISSIONI IMPIANTI, SOSTANZE LESIVE DELL OZONO, GAS AD EFFETTO SERRA E AUTOMEZZI PROVINCIALI Per monitorare il fattore ambientale Aria per gli impatti generati direttamente dalle attività dell ente e dei propri beni immobili e quindi per provvedere ad una sempre migliore gestione del fattore l Ente tiene sotto controllo la situazione relativamente alle: emissioni convogliate degli edifici emissioni scarichi dei veicoli emissioni incidentali prodotte da incendi nei locali utilizzati. Il Settore OO.PP. si occupa della gestione degli impianti termici e garantisce in questo modo la verifica periodica degli impianti (anche tramite incarico annuale ad una ditta specializzata) ed il rispetto della normativa vigente. L Ufficio Economato ha invece la gestione economica dell aspetto e di fatto si occupa del monitoraggio dei consumi. Lo stesso Settore OO.PP. si occupa anche della gestione del parco automezzi, e quindi dei dati relativi ai chilometri percorsi, al numero di veicoli a benzina ed al numero di veicoli a gasolio. Sono stati considerati anche gli eventi incidentali che potrebbero avere qualche rilevanza dal punto di vista dell impatto ambientale per il Fattore Aria rispetto alle attività di ufficio e di trasporto nonché rispetto alla gestione degli edifici dell ente pubblico. Per le emissioni convogliate degli edifici dell Amministrazione Provinciale vengono prese in esame le emissioni degli impianti termici a metano e a gasolio presenti negli edifici detenuti dall ente. Si ritiene di individuare la sostituzione di impianti termici da gasolio a metano come un elemento di miglioramento (per le note caratteristiche di combustione e di emissione di inquinanti). Dato n. di caldaie metano/ n. 43/45 43/45 43/45 43/45 complessivo caldaie n. punti di emissione Tabella 16. Numero caldaie e loro alimentazione degli immobili di proprietà della Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. L impatto ambientale derivato dalle emissioni provocate dagli impianti termici di immobili provinciali risulta diminuito a fronte di un sensibile incremento della percentuale di caldaie alimentate a gas metano sul totale delle caldaie 55
56 impiegate nelle strutture di cui si serve la Provincia negli anni precedenti il I dati si riferiscono agli immobili direttamente gestiti dalla Provincia di Siena. Per l emissione degli scarichi dei veicoli di possesso dell Ente Provincia utilizzati per il trasporto di persone e cose viene effettuato un monitoraggio relativo a km. percorsi/anno, n. veicoli a benzina, n. veicoli a gasolio. DATO Km. percorsi/anno n. veicoli a benzina n. veicoli a gasolio Consumo di benzina (l.) Consumo di gasolio (l.) Tabella 17. Censimento veicoli della Provincia di Siena e loro alimentazione (autoveicoli e macchine operatrici). Fonte: Provincia di Siena. La situazione attuale del parco mezzi in relazione alla categoria euro EURO 0 N. 17 EURO 1 N. 6 EURO 2 N. 25 EURO 3 N. 45 EURO 4 N. 66 EURO 5 N. 9 TOT. N. 168 Tabella 18. Attuale situazione parco mezzi della Provincia di Siena (automobili e autocarri). Fonte: Provincia di Siena. 56
57 FATTORE AMBIENTALE BIODIVERSITÀ Il territorio provinciale senese conta 14 Riserve Naturali per circa ha di superficie che costituiscono un Sistema il cui scopo è quello di garantire e promuovere, in forma coordinata, la conservazione e la valorizzazione dell ambiente, del paesaggio, del patrimonio storico-culturale e naturalistico della provincia. La superficie edificata in provincia di Siena è pari a m 2. La gestione delle riserve naturali è esercitata dalla Provincia ed è finalizzata alla conservazione degli ecosistemi, alla promozione ed incentivazione delle attività produttive e di tempo libero compatibili, allo svolgimento di attività di ricerca e alla promozione delle attività coordinate d informazione e di educazione ambientale. Figura 9. Mappa delle riserve naturali. Fonte: Provincia di Siena. 57
58 Il Settore Riserve naturali è incaricato della elaborazione di vari strumenti a tutela delle riserve naturali: Piano di Sviluppo Economico e Sociale Piano Pluriennale di Sviluppo Economico e Sociale Piani di Gestione delle singole Riserve Naturali Regolamento delle Riserve Naturali provinciali Piani di gestione delle Zone di Protezione Speciale Attività, progetti, indagini e ricerche svolte ed in corso per le Riserve naturali senesi Approccio integrato di analisi e raccolta dati finalizzato alla progettazione di strumenti di gestione della riserva naturale lago di Montepulciano Realizzazione di una banca dati georeferenziata delle aziende agricole presenti all interno e nelle zone limitrofe alle riserve naturali della provincia di Siena Sentieristica e aree di sosta attrezzate (tra le ultime realizzazioni vi sono la sentieristica e le aree di sosta per la Riserva Alto Merse e, fra i progetti in corso, la realizzazione del sentiero birdwatching e del Centro di Conservazione e Riproduzione delle piante acquatiche nella Riserva Naturale Lago di Montepulciano) Repertorio Naturalistico della Provincia di Siena (ReNaProSI) Promozione dell'agricoltura biologica nelle aree protette della Regione Toscana Pastorizia biologica e conservazione della biodiversità nella Riserva Naturale di Lucciola Bella Ripristino di una colonia di Ninfea (Nymphea alba) nella Riserva Naturale Lago di Montepulciano Realizzazione delle guide e delle carte dei sentieri delle Riserve Naturali Lago di Montepulciano e Pigelleto Aggiornamento degli aspetti floristico-vegetazionali e delle relative indicazioni gestionali delle Riserve Naturali Realizzazione delle indagini vegetazionali e floristiche necessarie all elaborazione dei Piani di gestione delle Riserve Naturali Ripa d Orcia, Il Bogatto e Crete dell Orcia Monitoraggio degli uccelli nidificanti legati agli ambienti aperti e dei rapaci notturni all'interno delle ZPS della Provincia di Siena Progetto di gestione del cinghiale nelle Riserve Naturali della Provincia di Siena 58
59 Indagini finalizzate alla valorizzazione e alla promozione delle attività compatibili con particolare riferimento alla pesca sportiva e professionale Per la divulgazione delle tematiche relative alla conservazione della biodiversità la Provincia di Siena realizza una serie di attività e strutture. Fra quelle più recentemente realizzate e, in alcuni casi tutt ora in corso: - il Museo della Biodiversità e centro direzionale ed educativo delle Riserve naturali (in corso di allestimento presso Monticiano) - il programma di Educazione Ambientale, per il quale la Provincia ha intrapreso dal 2011 un percorso di progettazione integrata coinvolgendo più Settori - l Atlante delle Orchidee della provincia di Siena (2011), appartenente alla stessa collana (Quaderni naturalistici delle Riserve Naturali) nella quale sono stati pubblicati anche l Atlante degli Anfibi (2005) e l Atlante dei Rettili (2010) cui seguiranno nel corso del l Atlante dei Chirotteri e l Atlante dei lepidotteri. Figura 10. Atlante delle orchidee della provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. Giornata Europea parchi Dal 2011 viene organizzata l iniziativa Sentir-Sentiero che consiste in una serie di escursioni (per grandi e piccoli) nelle Riserve Naturali e di laboratori didattici presso i Centri Visite. L iniziativa si pone l obiettivo di promuovere i territori delle Riserve, rendendole sempre più luoghi di conoscenza, turismo e cultura, oltre che fulcro di un nuovo modello di sviluppo sostenibile. L iniziativa viene svolta in collaborazione con i soggetti gestori dei Centri visite e con varie associazioni locali. Cantieri della biodiversità Dal 2006, la Provincia di Siena organizza insieme all ISPRA e alla Federazione Italiana Parchi e Riserve Naturali, l iniziativa I Cantieri della Biodiversità, un convegno nazionale, 59
60 diventato ormai un appuntamento annuale, che si svolge a Siena al fine di promuovere a livello nazionale dibattiti e occasioni di confronto e riflessione sulle tematiche relative alla conservazione della biodiversità, alla tutela e alla gestione delle aree protette e alla difesa delle risorse naturali nel loro complesso. L ultimo convegno è stato fatto nel 2010 ed ha riguardato il monitoraggio della biodiversità (V Workshop) e, per celebrare l anno internazionale della biodiversità, è stato affiancato da un premio giornalistico. Figura 11. Brochure Cantieri della Biodiversità. Fonte: Provincia di Siena. 60
61 Per il riequilibrio faunistico e gli interventi di miglioramento ambientale finalizzati alla salvaguardia della piccola selvaggina di qualità ovvero della fauna selvatica con particolare riferimento alla lepre e al fagiano, sono stati presi accordi con aziende agricole ed istituti privati per la fornitura di sementi e per l allevamento e ambientamento effettuando verifiche tecniche e di finanziamento. Al Piano faunistico venatorio provinciale, si sono aggiunti il Piano di gestione ungulati, il Piano di prelievo ungulati ed è in elaborazione il Piano di Sviluppo Economico e Sociale. Il corpo di Polizia Provinciale svolge una importante azione per il miglioramento ambientale con il coordinamento delle Guardie Ambientali Volontarie con la finalità di monitorare e controllare il territorio con particolare riguardo alle aree protette, alle riserve naturali e ai siti d interesse comunitario al fine di reprimere i reati ambientali per tutelare il paesaggio e garantire l equilibrio delle biodiversità. Per la salvaguardia del patrimonio genetico autoctono delle piante forestali e da frutto viene effettuato l accrescimento per talea e da seme. Le varietà autoctone da frutto in via di estinzione vengono iscritte nel registro regionale. Per la difesa dei boschi la Provincia di Siena ha attivato progetti per il rimboschimento e la lotta agli incendi. Vengono infatti rilevati parametri di accrescimento di diversi cloni di cipresso per verificare quale è più resistente agli incendi al fine di impiantarlo. MONITORAGGIO DELLA SUPERFICIE BOSCATA E PERCORSA DA INCENDI 4 La Provincia di Siena per improntare una politica di difesa della biodiversità inoltre monitorizza la superficie interessata da incendi, boscata e non boscata e l incidenza della superficie boscata interessata da incendi sulla superficie boscata. 4 I dati forniti possono presentare variazioni rispetto a quelli delle precedenti Dichiarazioni ambientali e dei relativi aggiornamenti per rettifiche 61
62 Incendi e superficie interessata da incendi in provincia di Siena Anni Incendi Superficie boscata (ha) Superficie non boscata (ha) Superficie percorsa da Superficie boscata percorsa da incendi / Superficie boscata (%) incendi (ha) , ,5 0,060% ,2 5,2 11,4 0,004% ,1 9,8 10,9 0,001% ,4 42,9 71,3 0,018% , ,3 0,018% ,8 33,2 55 0,014% ,6 6,6 12,2 0,003% ,2 17,5 22,7 0,005% ,2 26,9 55,1 0,007% Tabella 19. Incendi e superficie interessata da incendi in provincia di Siena Fonte: Corpo Forestale dello Stato Provincia di Siena. Incendi e Superficie boscata e non boscata interessata da incendi nelle province toscane Numero incendi Superficie boscata (ha) Superficie non boscata (ha) SIENA ,4 28,3 21,8 6,0 5,3 28,2 42,9 148,0 33,2 7,0 17,6 26,9 TOSCANA ,7 636,0 451, ,0 81,4 756,4 205,7 509,5 536,7 431,0 53,6 305,9 Inc. % Siena 8,9% 6,8% 5,1% 4,9% 11,1% 14,04% 8,0% 4,4% 4,8% 0,4% 6,5% 3,7% 20,9% 29,0% 6,2% 1,6% 32,8% 8,7% Tabella 20. Incendi e Superficie boscata e non boscata interessata da incendi nelle province toscane Fonte: Corpo Forestale dello Stato Provincia di Siena. Gli incendi sono indubbiamente gli eventi maggiormente responsabili della distruzione della biodiversità e quindi il loro propagarsi, soprattutto lungo i ettari di superficie boscata presenti nel territorio della provincia di Siena, costituisce l evento più disastroso per la conservazione delle specie animali e vegetali. Come si evince dalla tabella il trend del numero degli incendi è stato in diminuzione dal 2006 al Di rilevanza segnaliamo che nel 2003 una eccezionale ondata di caldo e siccità tra la primavera e l estate consentì il propagarsi di un significativo numero di incendi ma di piccole e piccolissime dimensioni, il 2006 che apparve frutto ancora una volta della stagione non favorevole ma anche di alcuni fenomeni di origine dolosa, come avvenne anche nel 2007 colpendo in larga misura la superficie non boscata. Nei due anni seguenti il numero di incendi a Siena e provincia tende a ridursi e con esso la superficie percorsa sia tra quella boscata che non. Nell anno 2011 invece sono tornati a farsi sentire gli effetti di una primavera ed un estate scarsamente facilitate da precipitazioni. 62
63 Nel periodo , la maggior parte degli incendi è di origine dolosa seguita da quella di origine colposa poi accidentale, dubbia e naturale. Le cause scatenanti l incendio Incidenza degli incendi, superfici e danni per causa LE CAUSE Triennio % 4% 8% 35% 0% 12% 56% 28% 53% % 4% 0% 44% 48% Figura 12. Le cause scatenanti l incendio Incidenza degli incendi, superfici e danni per causa. Fonte: Corpo Forestale dello Stato Provincia di Siena Questi risultati sono stati possibili grazie alla rete di prevenzione che ha scongiurato danni, contenuti in entità modeste. Dal 2006 infatti è stato istituito un sistema di monitoraggio che coinvolge la Provincia, il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco e le Associazioni del Volontariato operanti nel settore. Questo sistema capillare è attivo nei mesi in cui è più elevato il rischio di eventi, normalmente da giugno a settembre, e si avvale di una rete di avvistamento coordinata da una centrale operativa in grado di mobilitare uomini e mezzi in caso di necessità. 63
64 FATTORE AMBIENTALE ENERGIA/USO MATERIE PRIME 5 ASPETTO AMBIENTALE Consumi energetici sul territorio IMPATTO AMBIENTALE Inquinamento atmosferico Depauperamento risorse TIPOLOGIA IMPATTO indiretto AZIONI DI MIGLIORAMENTO E CONTROLLO Piano Energetico Provinciale (P.E.P.) revisione Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile (A.P.E.A) Sviluppo di progetti sulle fonti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi del Piano Energetico Provinciale Produzione/utilizzo energia sul territorio Consumi energetici immobili e strutture di proprietà Consumi di carta Inquinamento atmosferico Depauperamento risorse Inquinamento atmosferico Depauperamento risorse Depauperamento risorse indiretto diretto diretto Rilascio autorizzazioni/pareri/approvazione progetti Sostituzione caldaie da gasolio a metano Monitoraggio quantità energia consumata Riduzione materiale cartaceo 5 I dati forniti possono presentare variazioni rispetto a quelli delle precedenti Dichiarazioni ambientali e dei relativi aggiornamenti per rettifiche 64
65 CONSUMI energetici sul territorio provinciale La Provincia di Siena ha competenze in merito alla promozione dell uso razionale dell energia e del risparmio energetico. Tali competenze sono esplicate in conformità con quanto previsto nel Piano Energetico Regionale e nel Piano Territoriale di Coordinamento. La stessa Provincia ha elaborato un Piano Energetico Provinciale in linea con il Piano Energetico Regionale. Il Piano Energetico Provinciale (P.E.P.) datato 2003 ha come obiettivi: 1) La razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici di fonti fossili non rinnovabili delle strutture pubbliche; 2) La riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti sulla base degli accordi di trasferimento in Italia degli impegni del Protocollo di Kyoto; 3) L implementazione e sviluppo della produzione di energia elettrica e termica su base di fonti rinnovabili; 4) Lo sviluppo della programmazione in forma coordinata con il Fondo europeo per lo sviluppo delle Regioni (FESR) ed il Fondo europeo di orientamento e garanzia agricola (FEOGA); 5) Lo sviluppo della programmazione in forma coordinata con il Piano energetico regionale (PER) ed il Piano territoriale di coordinamento della Provincia (PTCP). Particolare rilevanza ha inoltre assunto, alla fine della scelta dei progetti attuatori, la valutazione della sostenibilità ambientale ed economica. Il Piano Energetico Provinciale quindi si prefigge la razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici da fonti fossili non rinnovabili delle strutture pubbliche, la riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, l implementazione e sviluppo di energia elettrica e termica- puntando su una base costituita da fonti rinnovabili. Con Delibera di Consiglio Provinciale n. 41 del , la Provincia di Siena ha approvato le Linee guida per la revisione del Piano Energetico Provinciale, con Delibera di Giunta Provinciale n. 359 del è stato approvato il documento di avvio del procedimento per il nuovo piano e sono state avviate le procedure per la valutazione ambientale strategica e la valutazione iniziale per la valutazione integrata. Monitoraggio dei consumi La provincia di Siena si presenta, alla luce dei più recenti dati statistici, come un territorio che ha ormai intrapreso un risoluto percorso verso una maggiore sostenibilità. La complessità della congiuntura internazionale non facilita certo un interpretazione univoca dei dati sui consumi energetici e certamente la crisi economica globale avviata nell autunno 2008 ha avuto ripercussioni anche a livello locale, inducendo una contrazione (forse solo temporanea) della domanda energetica; tuttavia nel territorio senese già dal 2005 si assiste ad un trend di contenimento dei consumi energetici che prosegue anche nel 2010 in 65
66 controtendenza con i contesti regionale e nazionale, caratterizzati da una (seppur lieve) ripresa della domanda energetica. Da sottolineare anche che il consumo procapite di energia della provincia di Siena (pari nel 2010 a 2,45 TEP/abitante) risulta storicamente inferiore sia a quello medio regionale che nazionale, in forza di un economia legata maggiormente all agricoltura ed al terziario piuttosto che alla più energivora industria. Prendendo in analisi i consumi di energia elettrica e combustibili fossili del territorio provinciale, si costata nel 2010 un consumo complessivo pari a TEP (Tonnellate Equivalenti di Petrolio), con una riduzione del 2,3% rispetto ai consumi dell anno precedente. Particolarmente positiva è la riduzione dell impiego di olio combustibile (che va scomparendo) e di gasolio per il riscaldamento (-29,4% nel 2010), certamente legata alla progressiva sostituzione degli impianti che utilizzano questi combustibili con altri più efficienti e meno impattanti dal punto di vista ambientale (funzionanti a gas naturale, gpl e fonti rinnovabili). Queste evoluzioni sono peraltro incentivate dalla Provincia di Siena mediante specifici bandi. Inoltre si assiste all aumento della domanda di gas naturale civile (+ 3,5%), spiegabile anche con gli effetti dell andamento climatico invernale sui consumi per il riscaldamento. Un analoga transizione a combustibili meno inquinanti risulta in corso anche nel settore dei trasporti, dove ad una diminuzione del consumo di gasolio e benzina (rispettivamente -10,4% e -6,6% nel 2010), si affianca nell ultimo anno un aumento del ricorso al GPL. Le politiche di incentivi portate avanti a livello nazionale e regionale (con il coinvolgimento diretto anche di alcuni comuni senesi, tra cui Siena e Poggibonsi) hanno contribuito ad accelerare infatti la penetrazione delle auto alimentate a gas naturale e GPL anche in Provincia di Siena, sebbene in leggero ritardo rispetto alla media nazionale e regionale. I trasporti, attualmente responsabili del 30% del consumo energetico provinciale, si caratterizzano inoltre per un decisivo contributo al trend di contenimento della domanda di energia: un consistente calo dei consumi di carburante per l autotrazione ha coinvolto a partire dal 2006 dapprima la benzina e negli ultimi due anni anche il gasolio. Da segnalare è il progressivo rinnovamento del parco automobilistico provinciale che certamente ha contribuito alla crescita di efficienza e quindi riduzione dei consumi. Il settore industriale, cui è imputabile il 15% del consumo energetico provinciale (meno della metà del contributo che esso dà a livello nazionale e regionale), presenta nel 2010 un aumento della domanda energetica evidentemente legato alla ripresa economica, invertendo il trend in calo in atto dal 2007: in particolare il consumo di metano delle industrie cresce del 16% rispetto al dato del 2009 (rimanendo comunque inferiore a quello del 2008), mentre è assai più contenuto l incremento della domanda industriale di energia elettrica (+0,1% del consumo espresso in kwh); i dati dei consumi elettrici 66
67 disaggregati per settore di consumo evidenziano che sotto quest ultimo dato si nasconde una duplice realtà: da una parte la manifattura di base, ed in particolare quella dei materiali da costruzione, che prosegue in un trend di riduzione del consumo già intrapreso da un decennio, dall altra parte la manifattura non di base, il settore delle costruzioni, dell energia e dell acqua che contribuiscono fortemente alla ripresa del consumo elettrico provinciale del Il settore agricolo, responsabile del 5,5% della domanda energetica provinciale, risulta particolarmente significativo nel territorio senese (si consideri che l agricoltura incide sui consumi energetici solo per l 1,2% a livello regionale e per l 1,8% a livello nazionale). Tale settore non interrompe neanche nel 2010 il trend di crescita dei consumi elettrici in atto da un decennio, crescita che subisce solo un rallentamento passando dal +3,5% del 2009, al +1,1% del 2010 (considerando il consumo espresso in kwh). Si assiste, sempre nel 2010, ad una significativa riduzione del fabbisogno agricolo di gasolio (-7,7%) che controbilancia un aumento di entità simile verificatosi nel 2009 e lo riporta ai valori registrati negli anni precedenti. Al settore florovivaistico (e quindi a quello agricolo) sono ascrivibili anche ulteriori TEP di consumi di energia rinnovabile geotermica per il riscaldamento. Tenendo conto di tale energia, il consumo complessivo della provincia sale del 2,7%. L energia elettrica appare il vettore energetico più importante a livello provinciale e con un consumo di milioni di kwh nel 2010 (pari a circa 279mila TEP) copre il 41,7% del fabbisogno complessivo di energia. Il consumo di energia elettrica della provincia espresso in kwh è aumentato dello 0,8% nel corso del 2010, compensando solo in parte il calo del 2009, anno della crisi. Prendendo in esame il periodo degli ultimi 5 anni, si costata che la domanda di energia elettrica (in kwh) è complessivamente aumentata (proseguendo un trend di crescita più che decennale), tuttavia il consumo di energia elettrica espresso in TEP è costantemente diminuito: ciò è imputabile al miglioramento dell efficienza di conversione del parco termoelettrico italiano, che ha permesso di produrre la medesima quantità di energia elettrica a partire da un minor quantitativo di energia primaria. Il settore provinciale più rilevante per impiego di energia elettrica risulta quello civile, con un consumo nel 2010 di 501 milioni di kwh da parte del terziario e 319 milioni di kwh da parte delle utenze domestiche; segue il settore industriale (430 milioni di kwh). La domanda domestica di energia elettrica, sostanzialmente stabile tra 2004 e 2007, tende ad un moderato aumento negli anni seguenti (+1,2% nel 2010), legato alla crescita della popolazione: il consumo procapite, più significativo dal punto di vista della sostenibilità, d altra parte è in diminuzione dal Il merito di questo trend è probabilmente connesso al miglioramento dell efficienza dei nuovi elettrodomestici ed apparecchi d illuminazione, nonché a politiche per il contenimento dei consumi attuate a livello nazionale, regionale e provinciale. 67
68 Desta invece preoccupazione, nell ottica della sostenibilità, la crescita apparentemente inarrestabile dei consumi del terziario (+1,2% nel 2010): alla luce di ciò acquistano particolare merito le iniziative pubbliche e private tese al risparmio energetico in questo settore; tra esse si enumerano quelle adottate dalla Provincia di Siena, dai Comuni e dagli enti pubblici provinciali per la riduzione dei consumi energetici dei propri edifici e per l illuminazione pubblica, che hanno prodotto nel 2010 un sensibile calo della domanda di elettricità dei servizi non vendibili (-1,6%). Consumi energetici per fonte in TEP - Siena Gas Gas Gasolio Gasolio per Gasolio per Olio Naturale Naturale Benzina per GPL Elettricità CONSUMI Autotrazione Riscaldamento Combustibile TOTALI Industriale Civile Agricoltura Tabella 21. Consumi energetici per fonte in TEP - Siena Fonte: DGERM e TERNA Legenda: coefficienti di trasformazione in TEP Gas naturale civile (m3) 1 m3 = 0,82 TEP Benzina (t) 1 t = 1,2 TEP Gasolio (t) 1 t = 1,08 TEP Olio combustibile (t) 1 t = 0,98 TEP Gpl (t) 1 t = 1,1 TEP Elettricità (MWh) 1 MWh=0,23/0,25 TEP Circolare MICA 219/F del 2/3/92 e 226/F del 3/3/93 68
69 Consumi energetici per abitante in TEP ,51 3,35 3,47 3,34 3,41 3,29 3,44 3,21 3,31 3,13 3,15 3,18 2,94 2,96 2,84 2,87 2,79 2,67 2,58 2,52 2, SIENA TOSCANA ITALIA Figura 13. Consumi energetici per abitante in TEP Fonte DGERM e TERNA Consumi energetici in TEP Composizione % per uso finale 2010 SIENA 49,4% TOSCANA ITALIA 36,5% 36,0% 38,7% 38,1% 30,0% 23,6% 24,0% 15,0% 5,5% 1,2% 1,8% AGRICOLTURA INDUSTRIA TRASPORTI CIVILE Figura 14. Consumi energetici in TEP Composizione % per uso finale 2010 Fonte DGERM e TERNA 69
70 Consumi di energia elettrica per abitante (MWh) ,00 5,75 5,50 Siena Toscana Italia 5,25 5,00 4,75 4,50 4,25 4,00 3, Figura 15. Consumi di energia elettrica per abitante (MWh) Fonte TERNA Consumi di energia elettrica per macrosettore di consumo - Siena numero indice base 1996= AGRICOLTURA INDUSTRIA TERZIARIO DOMESTICO TOTALE
71 Figura 16. Consumi di energia elettrica per macrosettore di consumo - Siena numero indice base 1996=100 Fonte TERNA Consumi di energia elettrica per abitante (TEP senza il contributo delle energie rinnovabili) ,30 1,27 1,26 1,21 1,18 1,16 1,16 1,14 1,18 1,12 1,14 1,15 1,08 1,08 1,05 1,06 1,07 1,04 1,04 1,03 1, SIENA TOSCANA ITALIA Figura 17. Consumi di energia elettrica per abitante (TEP senza il contributo delle energie rinnovabili) Fonte TERNA GAS NATURALE CIVILE - METANO Consumi di Metano e Gasolio per il riscaldamento delle abitazioni Siena con rispettive unità di misura (m 3 e t) e convertiti in TEP GAS NATURALE CIVILE (m 3 ) GASOLIO RISCALDAMENTO (t.) GAS NATURALE CIVILE (TEP) GASOLIO RISCALDAMENTO (TEP) Tabella 22. Consumi di Metano e Gasolio per il riscaldamento delle abitazioni Siena con rispettive unità di misura (m3 e t) e convertiti in TEP Fonte DGERM 71
72 Consumi di Metano per il riscaldamento delle abitazioni per abitante (TEP) ,65 0,59 0,60 0,59 0,56 0,55 0,55 0,53 0,55 0,54 0,51 0,51 0,52 0,51 0,52 0,49 0,48 0,48 0,45 0,46 0, SIENA TOSCANA ITALIA Figura 18. Consumi di Metano per il riscaldamento delle abitazioni per abitante (TEP) Fonte DGERM 72
73 ALTRE FONTI Consumi energetici di altre fonti energetiche Siena con proprie unità di misura Gas Naturale Industriale Benzina Gasolio per Autotraz. Gasolio per Agricolt. Olio Combustibile GPL m 3 t t t t t ,5x , , , , , ,7 x , , , , , ,3 x , , , , , ,6 x , , , , , ,4 x , , , , , ,4 x , , , , , ,9 x , , ,0 445, ,0 Tabella 23. Consumi energetici di altre fonti energetiche Siena con proprie unità di misura Fonte DGERM Consumi di carburante per autotrazione Siena TEP equivalenti BENZINA GASOLIO GPL Figura 19. Consumi di carburante per autotrazione Siena TEP equivalenti Fonte DGERM 73
74 ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI La situazione in provincia di Siena sulla produzione di energia da fonti rinnovabili è sintetizzata nei grafici seguenti. Produzione netta di energia per uso termico ed elettrico da fonti rinnovabili per fonte in GWh - Siena anno Idrica Eolica Fotovoltaica Geotermica Biomasse rifiuti Totale ,6 0, ,4 6, , ,0 0, ,9 8, , ,0 0, ,9 8, , ,5 0, ,1 4, , ,0 2, ,1 10, , , ,4 25, ,6 Tabella 24. Produzione netta di energia per uso termico ed elettrico da fonti rinnovabili per fonte in GWh - Siena Fonte TERNA per il geotermico il valore è comprensivo di eventuali perdite dalla rete Incidenza delle fonti rinnovabili sulla produzione totale rinnovabile per fonte 2010 ITALIA 11,4% 67,8% 2,4% 6,7% 11,8% TOSCANA 14,9% 1,1% 1,1% 77,4% 5,4% SIENA 0,4% 97,3% 2,3% Idrica Eolica Fotovoltaica Geotermica Biomasse Figura 20. Incidenza delle fonti rinnovabili sulla produzione totale rinnovabile per fonte 2010 Fonte TERNA 74
75 GEOTERMIA Alla fine del 2010 erano ubicate in provincia di Siena 11 centrali geotermoelettriche: 6 ubicate nel comune di Radicondoli (con una potenza complessiva di 140 MW), 4 in quello di Piancastagnaio (68 MW), ed una nel territorio di Chiusdino (20 MW); quest ultima, insieme alla centrale Nuova Radicondoli 2, è entrata in funzione nel mese di novembre La centrale Piancastagnaio 2, obsoleta ed inquinante, è stata invece chiusa nel luglio 2011, dopo 42 anni di attività, coerentemente agli accordi del protocollo siglato nel 2007 da Regione Toscana, Comuni e Province geotermiche e ENEL (concessionaria dello sfruttamento geotermoelettrico), nel quale sono state individuate anche una serie di altre misure per ridurre al minimo l impatto ambientale della geotermia. Il 2011 è un anno record per la produzione di energia elettrica geotermica senese, in quanto il venir meno della produzione energetica della centrale amiatina dismessa (che aveva una potenza di soli 8 MW) è stato oltremodo compensato dall entrata a regime dei due nuovi impianti di Radicondoli e Chiusdino. Produzione netta di energia elettrica prodotta negli impianti geotermici della provincia di Siena in MWh Impianto Comune Sesta 1 Radicondoli Pianacce Radicondoli Rancia Radicondoli Rancia 2 Radicondoli Nuova Radicondoli Radicondoli Piancastagnaio 2 Piancastagnaio Piancastagnaio 3 Piancastagnaio Piancastagnaio 4 Piancastagnaio Piancastagnaio 5 Piancastagnaio Nuova Radicondoli 2 Radicondoli Chiusdino Totale Tabella 25.Produzione netta di energia elettrica prodotta negli impianti geotermici della provincia di Siena in MWh Fonte ENEL Green Power FOTOVOLTAICO Nel 2010 la produzione di energia da fonte solare fotovoltaico della provincia ha raggiunto i 4,9 GWh, più del doppio di quella dell anno precedente, ma pari ancora a solo lo 0,4% dell energia elettrica da fonti rinnovabili senese. Per il 2011 è previsto un ulteriore raddoppio (se non una triplicazione) della produzione: la potenza fotovoltaica installata in provincia di Siena è infatti cresciuta del 107% nel 2010 e del 207% nei soli primi sei mesi del 2011, passando da 3,17 MW a fine 2009 a 20,56 MW del 30 Giugno Ad una così repentina crescita ha concorso il quadro degli incentivi (con una corsa a quelli estremamente favorevoli garantiti dal vecchio conto energia ), ma anche la riduzione del costo dei componenti impiantistici, la maggiore facilità nell ottenere autorizzazioni rispetto al passato, la diffusione della conoscenza di 75
76 questa tecnologia tra i cittadini. Un contributo importante è stato anche fornito dalle iniziative attivate dall amministrazione provinciale, tra le quali si enumerano l erogazione di contributi in conto capitale per l installazione di impianti fotovoltaici di piccole dimensioni finanziati dalla Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, gli sportelli energia, l installazione di impianti fotovoltaici su edifici di proprietà della Provincia. La potenza fotovoltaica procapite installata in provincia di Siena risulta tuttavia ancora leggermente inferiore a quella media regionale e certamente minore di quella nazionale; tale gap (parzialmente colmato negli ultimi anni) si spiega con la dimensione contenuta che caratterizza gli impianti fotovoltaici provinciali, dimensione che generalmente meglio si presta per l inserimento in un territorio di pregio quale il nostro. A dimostrazione di quanto detto, si evidenzia che nel senese risultano installati (a fine Giugno 2011) impianti, pari al 7,7% del totale regionale, ma corrispondenti solo al 6,5% della potenza installata in Toscana. Al fine di non ostacolare la crescita della potenza installata e tutelare le aree di pregio agricolo, paesaggistico e culturale, l amministrazione Provinciale, in concertazione con i Comuni, ha recentemente individuato 525 ettari di aree degradate, idonee per l installazione di grandi impianti fotovoltaici a terra. RECUPERO ENERGETICO DA RIFIUTI Energia prodotta dagli impianti ubicati in provincia di Siena (MWh) Anno Biogas dalle Discariche Impianto Termo valorizzazione Foci Impianto fotovoltaico Foci Ex discarica Totale Biogas dalle Discariche Impianto Termo valorizzazione Foci Impianto fotovoltaico Foci Ex discarica , ,450 0% 100,00% 0% 100% , ,324 3, ,772 34,82% 65,12% 0,06% 100% , ,586 55, ,896 39,73% 59,50% 0,77% 100% , ,000 85, ,712 61,73% 37,34% 0,93% 100% , , ,321 98,30% 0% 1,70% 100% , , ,367 98,84% 0% 1,16% 100% , ,120 2, ,915 29,79% 70,20% 0,01% 100% , ,188 55, ,513 16,51% 83,38% 0,12% 100% , , , ,409 16,54% 83,27% 0,19% 100% Tabella 26. Energia prodotta dagli impianti ubicati in provincia di Siena (MWh) Periodo Fonte: Siena Ambiente S.p.A. Totale La produzione di energia elettrica negli impianti di trattamento rifiuti della provincia di Siena risulta essere in costante aumento nel periodo e nel periodo In particolare, il calo di produzione registrato negli anni è dovuto al fermo impianto del termovalorizzatore di Poggibonsi ubicato in Loc. Foci per lavori di ampliamento. L impianto 76
77 fotovoltaico ubicato nell area adiacente il termovalorizzatore è tornato al normale funzionamento nel 2010, dopo che la produzione di energia si era interrotta nel 2009 a causa del furto di una parte dei pannelli fotovoltaici; mentre l impianto di recupero energetico del biogas presso la discarica de Le Macchiaie è entrato in funzione a fine anno Nel periodo la produzione di energia elettrica è aumentata di ,959 MWh, passando da 3.858,450 MWh del 2003 a ,409 MWh del Nel 2011 l energia elettrica prodotta dal termovalorizzatore, che risulta avere una potenza installata pari a 8,4 MW, rappresenta l 83,27% del totale energia prodotta da tutti gli impianti, il 16,54% viene prodotta all interno delle tre discariche mediante l impianto di recupero energetico biogas, e il restante 0,19% viene prodotta dall impianto fotovoltaico. Dopo i lavori di ampliamento del termovalorizzatore la produzione di energia da tale impianto risulta attestarsi a valori costanti, come ben si evince dai dati del biennio Per quanto concerne il biogas estratto dalle discariche, nel periodo si assiste ad un aumento della produzione totale di m 3 di biogas, che corrisponde ad una variazione positiva del 47,20%. Nel 2011 il biogas totale utilizzato dal motore dell impianto di recupero energetico è di m 3, che corrisponde al 94,82% della produzione totale di biogas, e che denota rispetto agli anni precedenti una maggiore efficienza nell utilizzo ai fini del recupero energetico, nell ottica anche di una minore emissione in atmosfera di gas climalteranti. TELERISCALDAMENTO Certamente consistente, sebbene difficile da valutare, anche il ricorso alle biomasse per usi termici; tra le recenti iniziative messe in atto in tal senso dalle amministrazioni pubbliche, si cita l entrata in funzione nel dicembre 2010 di un impianto a cippato di legno da 320 kw presso il polo scolastico di San Gimignano, la costruzione (in corso) nel comune di Chiusdino di un impianto di teleriscaldamento alimentato sempre con caldaia a cippato presso la frazione di Palazzetto (potenza 200 kw) e la progettazione di un impianto di teleriscaldamento alimentato a biomasse a Monticiano. In questo comune è già presente anche un impianto di teleriscaldamento da 220 kw, a cippato di legno, nella frazione di Scalvaia e un impianto di riscaldamento da 540 kw, sempre a biomassa, a servizio del palazzo comunale e di altri edifici pubblici del centro storico. 77
78 BILANCIO ENERGETICO 2010 Consumi di energia elettrica ed energia prodotta da impianti geotermici, da rifiuti e da altre fonti in provincia di Siena in MWh anno produz. energia da recupero rif iut i produz. energia da geot ermia produz. energia da alt re f ont i consumi t ot ali energia elet t rica Tabella 27. Consumi di energia elettrica e produzione di energia da impianti geotermici, rifiuti e altre fonti in provincia di Siena in MWh anno 2010 Fonte TERNA e Sienambiente 78
79 I PROGETTI DELLA PROVINCIA DI SIENA L AGENZIA PROVINCIALE PER L ENERGIA, L AMBIENTE E LO SVILUPPO SOSTENIBILE (A.P.E.A.) L Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile di Siena ( istituita dalla Provincia di Siena ed Energy Manager della stessa, si occupa dell attuazione concreta di azioni finalizzate alla razionalizzazione dell uso dell energia, al recupero delle risorse ai fini di un bilancio energetico positivo, a promuovere il risparmio energetico, a favorire l impiego di risorse rinnovabili, a produrre con l uso di energia un minor impatto sull ambiente. In dettaglio A.P.E.A., a livello ambientale, si adopera per le seguenti attività: o Promozione e partecipazione ad iniziative per l individuazione e la sperimentazione razionale dell energia e per lo sviluppo di fonti rinnovabili o Erogazione di servizi in materia energetica e ambientale in favore degli enti locali della provincia di Siena o Studi, indagini, attività di informazione, assistenza tecnica e gestionale nella organizzazione, realizzazione e ottimizzazione di interventi in campo energetico e ambientale o Assistenza tecnica ed amministrativa per la partecipazione a progetti di sostegno finanziario comunitari e nazionali in materia di tutela, educazione e formazione ambientale o Divulgazione e comparazione della propria attività e di quella degli enti convenzionati attraverso meetings, stages convegni o Consulenza, audit, servizi per la certificazione ambientale, il risparmio energetico ed il controllo degli impianti termici o Ricerca in genere su tematiche ambientali ed energetiche o Interventi in campo energetico. La Provincia di Siena ha affidato ad A.P.E.A. per il settore Ambiente ed Energia vari incarichi: o controlli sugli impianti termici, o sportelli energia o mantenimento del Sistema di Gestione Ambientale o supporto per progetti europei o collaborazione per il progetto sulla Certificazione del Bilancio delle emissioni e del riassorbimento dei gas serra o energy manager o diagnosi energetiche sugli edifici di proprietà provinciale o analisi di fattibilità per l installazione di impianti fotovoltaici nei magazzini provinciali o censimento siti di proprietà comunale per installazioni di impianti FER o osservatorio rifiuti o collaborazione per eventi in materia di energia e ambiente o collaborazione con il Settore Riserve naturali e Risorse faunistiche 79
80 A.P.E.A. si occupa anche della Certificazione ISO 14001, dell ottenimento della Certificazione ISO 50001, della Registrazione EMAS e di attività di energy management di alcuni Comuni. Oltre al settore Energia ed Ambiente A.P.E.A. si compone del settore Sviluppo economico e Sociale Pari opportunità. Figura 21. Brochure su alcuni progetti realizzati dalla Provincia di Siena in collaborazione con APEA. Fonte: APEA. La Provincia di Siena sta sviluppando vari progetti per l uso delle fonti energetiche rinnovabili, al fine di perseguire gli obiettivi previsti dal Piano Energetico Provinciale. Riduzione dei consumi di energia e sfruttamento di energie rinnovabili su immobili di proprietà La Provincia di Siena per promuovere il risparmio energetico e l uso razionale dell energia nelle strutture, dotazioni e attrezzature di propria competenza sta effettuando il Bilancio energetico. Si tratta di una analisi sui consumi energetici ed idrici che porterà alla ottimizzazione delle forniture, all elaborazione di indicatori di consumo energetico che consentano di effettuare confronti tra varie attività, monitorare l andamento nel tempo dei consumi e quindi verificare l efficacia degli interventi effettuati. 80
81 Quindi verranno pianificati interventi specifici per il rifasamento degli impianti elettrici, per la coibentazione negli involucri edilizi, delle tubazioni calde degli impianti di riscaldamento, per il miglioramento dell efficienza nel riscaldamento degli edifici. È già stata effettuata per 14 immobili la Certificazione energetica degli edifici provinciali. Sono state concluse le diagnosi energetiche degli edifici della Amministrazione Provinciale (per un totale di metri cubi riscaldati). La Provincia di Siena sta procedendo nelle pratiche per l assegnazione dei lavori per installare pannelli fotovoltaici su tre immobili scolastici di proprietà. Nelle figure sottostanti una sintesi per l installazione. 81
82 Is tituto F.Redi di Montepulciano Tipo di pannello Potenza Silicio policristallino kwp N moduli 84 Installazione Superficie complessiva Consumo annuo edificio Producibilità annua media Emissioni CO2 annue evitate Azimut 10 S ud Ovest, Tilt 30 Installazione su copertura piana, struttura di ancoraggio 140 mq in acciaio zincato kwh kwh (40% del fabbisogno) kg CO2 6 TEP Is tituto T.S arrocchi di Siena Tipo di pannello Potenza Silicio policristallino 18 kwp N moduli 90 Installazione Superficie complessiva Consumo annuo edificio Producibilità annua media Emissioni CO2 annue evitate Azimut 10 S ud Est, Tilt 30 Installazione su copertura inclinata, struttura di ancoraggio 150 mq in acciaio zincato kwh kwh (8% del fabbisogno) kg CO2 6 TEP Is tituto Roncalli S arrocchi di Poggibonsi Tipo di pannello Potenza Silicio amorfo 19.5 kwp N moduli 168 Installazione S uperficie complessiva Consumo annuo edificio P roducibilità annua media Emissioni CO2 annue evitate Azimut 40 S ud Ovest, Tilt 25 Installazione su copertura inclinata, struttura di ancoraggio 240 mq in acciaio zincato kwh kwh (13% del fabbisogno) kg CO2 6 TEP 82
83 Fondi per sostenere l attivazione di procedure di diagnosi e progettazione di interventi di riqualificazione energetica degli edifici pubblici dei Comuni senesi Fondi stanziati euro Partecipazione comunale del 10% Max finanziabile euro per Comune Finanziati progetti per Censimento delle potenzialità energetiche dei siti di proprietà pubblica Si tratta di un censimento dei siti di proprietà comunale del territorio provinciale (coperture edifici, cave e discariche dismesse, siti di proprietà ) ai fini della loro valorizzazione energetica, dell installazione di impianti per la produzione di energia FER, della produzione e utilizzo di biodiesel e/o altri combustibili di origine vegetale prodotti sul territorio provinciale. CENSIMENTO POTENZIALITA' ENERGETICHE SITI PUBBLICI Zone di intervento Aree/Terreni Scuole Impianti Sportivi Altro Totale Potenza in kwp Potenza installabile (kwp) Bando per l erogazione di contributi in conto capitale per impianti fotovoltaici Euro Risorse impegnate Risorse erogate ,30 Investimenti ,36 Potenza kwp 4.338,02 Produzione MWh/anno CO2 evitata t/anno 2.982,38 Numero impianti incentivati 692 Si evidenzia anche che sono stati autorizzati dalla Provincia di Siena impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di più di 17 MWp dal 2007, nel 2011 sono stati autorizzati 7,3 MWp e nel ,1 MWp. 83
84 Comunicazione Informazione ai cittadini sulle energie rinnovabili attraverso: Schede video sul risparmio energetico e sulle opportunità di installare impianti per l approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili Pubblicazioni periodiche ovvero: Report annuale sul Bilancio dei gas serra, Relazione sullo Stato dell Ambiente in provincia di Siena, Rapporto Rifiuti BILANCIO DELLE EMISSIONI DEI GAS AD EFFETTO SERRA PER IL TERRITORIO DELLA PROVINCIA DI SIENA VERIFICA E CERTIFICAZIONE ANNO 2009 U N I V E R S I T A A D I S I E N A D I P A R T I M E N T O D I C H I M I C A G R U P P O D I E C O D I N A M I C A Figura 22. Copertine del Bilancio gas serra, RSA, Rapporto Rifiuti. Fonte: Provincia di Siena. Settimana dell Energia Dal 17 al 22 gennaio 2011 è stata organizzata con il supporto di A.P.E.A. s.r.l. la Settimana dell Energia della Provincia di Siena: esperti locali e nazionali hanno trattato di tematiche legate all energia, aziende e società hanno mostrato le buone pratiche, amministratori hanno parlato di politiche energetiche. Nell occasione sono stati presentati tutti gli strumenti della Provincia di Siena per il raggiungimento dell obiettivo Siena Carbon Free 2015, progetti, piani, opere di sensibilizzazione. Figura 23. Brochure del programma della Settimana dell Energia della Provincia di Siena Fonte: Provincia di Siena. 84
85 Polo scientifico tecnologico delle energie rinnovabili Dopo la firma del Protocollo di intesa da parte di Provincia di Siena, Regione Toscana, Comune di Siena, Banca MPS, Fondazione MPS, Università degli Studi di Siena, C.C.I.AA., Finanziaria senese di sviluppo, SICI (Fondo Toscana innovazione) per attivare azioni necessarie a promuovere e sostenere le attività funzionali allo sviluppo di attività di ricerca e alla localizzazione e allo sviluppo di attività produttive definibili come industria delle rinnovabili e dell efficienza energetica definire le modalità di gestione del polo di ricerca, innovazione e produzione di tecnologie ed impianti per le rinnovabili e l efficienza energetica creare le migliori condizioni per la diffusione delle energie rinnovabili è stato bandito un avviso di interesse a cui hanno aderito 17 aziende. Le aziende che hanno presentato la manifestazione di interesse sono state supportate per il proseguimento del progetto. È stato costituito un Comitato Tecnico che seguirà il processo di supporto alle aziende del Polo stesso. Figura 24. Copertina della brochure per la promozione del Polo. Fonte: Provincia di Siena. 85
86 Premio Buone pratiche Si tratta dell istituzione di un premio nazionale con sede a Siena da attribuirsi alle migliori applicazioni, studi ed esperienze negli ambiti dell efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili. Può e vuole essere uno stimolo per un background di saperi, know how e sensibilità affinché ci si sforzi di declinare nel modo migliore e maggiormente compatibile con l ambiente l introduzione di nuovi sistemi di gestione energetica che potranno divenire prassi giornaliera per tutti fin dai prossimi anni. Le erogazioni dei premi saranno per istituzioni pubbliche, aziende, studenti, cittadini, associazioni di volontariato. Figura 25. Locandina Premio. Fonte: Provincia di Siena. Progetto CHAMP La Provincia di Siena ha partecipato al progetto LIFE CHAMP Local response to climate change a managing urban europe initiative (LIFE07ENV/FIN/00138). Si è trattato di un progetto di formazione sulla gestione integrata per la sostenibilità e la lotta ai cambiamenti climatici, in continuità con le esperienze di gestione integrata per la sostenibilità già applicate con successo dalle città europee (MUE25 ed ENVIPLANS). CHAMP è nato da una stretta collaborazione tra enti ed associazioni europee. I partner di CHAMP sono: UBC Commission of Environment Secretariat (Capofila), Turku, Finlandia; ICLEI Local Governments for Sustainability, Freiburg, Germania; Ambiente Italia, Milano, Italia; Lake Constance Foundation, Radolfzell, Germania; Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, Modena, Italia; Lake Balaton Development Coordination Agency, Siófok, Ungheria; Suomen Kuntaliitto (l Associazione delle autorità locali e regionali finlandesi), Helsinki, Finlandia. Il progetto si è presentato come lo strumento per offrire alle autorità locali un intensa attività di formazione e affiancamento per costruire o consolidare, sia nell ambito delle proprie strutture interne, sia nella comunità locale le competenze necessarie ad 86
87 affrontare con efficacia i problemi derivanti dai cambiamenti climatici per la realizzazione di Piani clima. In pratica il progetto ha avuto come finalità la formazione di formatori di Piani clima. Si è concluso con la conferenza internazionale a Turku (Finlandia) in cui la Provincia di Siena è stata selezionata tra i partner italiani a relazionare sulle proprie esperienze avanzate in materia. LIVEABLE COMMUNITIES AWARDS La Provincia di Siena ha partecipato all evento internazionale Liveable Communities Awards, promosso dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (UNEP), tenutosi a Seul dal 26 al 31 ottobre scorso, per concorrere a varie tipologie di premi per le comunità sostenibili. Con il progetto Siena Carbon Free 2015, un progetto per azzerare le emissioni di CO 2 nel 2015, la Provincia di Siena è stata ammessa a tutte le categorie delle premiazioni: Whole city, per il progetto globale che tocca assi quali paesaggio, arte, partecipazione, ambiente, stile di vita, pianificazione; Project per l innovatività del progetto stesso e Bursary, un premio monetario di La delegazione senese ha fatto parte quindi delle 77 delegazioni, per un totale di 450 delegati, provenienti da 26 Paesi di tutto il mondo, selezionate su 338 progetti presentati, che si sono incontrate a Seul nella Corea del Sud, nel distretto di Songpa, per l importante competizione internazionale, esistente dal 1997, una competizione per mostrare, in qualità di territori di comunità sostenibili, i propri progetti e programmi. La competizione è durata cinque giorni ed ha avuto lo scopo di condividere le esperienze sulle buone pratiche in materia di comunità sostenibili e protezione ambientale, nella convinzione che solo con un confronto internazionale si possa condividere il senso di responsabilità e si possano intravedere le strade per lo sviluppo sostenibile che deve necessariamente essere valutato a livello globale. La Provincia di Siena ha conseguito due importanti riconoscimenti: un Silver Award per la categoria Project ed un Bronze Award per la categoria Whole City ed ha potuto inoltre mettersi in relazione con molte realtà internazionali per stringere interessanti parternariati su progetti futuri. 87
88 MONITORAGGIO SUI CONSUMI DI RISORSE NATURALI DELLE ATTIVITA PROVINCIALI 6 I consumi di cui al presente paragrafo scaturiscono dai fabbisogni di energia elettrica, di gas metano e gasolio per riscaldamento imputabili alle strutture di proprietà dell ente Provincia di Siena. Attualmente l ente non ha impianti sui propri immobili per la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma come descritto precedentemente, ha attivato progetti per l installazione di impianti FER, anche nella nuova sede generale verranno apposti tali impianti. Nel grafico successivo sono riportati i dati relativi ai consumi assoluti di energia elettrica per gli anni consumi energia elettrica ente Provincia di Siena (MWh) , , , , , , , , Figura 26. Consumi energia immobili gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. L andamento dei consumi si rileva altalenante oscillando tra 2634,554 e 2470,109 MWh con un picco nell anno 2007 ed uno nell anno Nel 2011 sono stati consumati 2470,109 MWh di energia elettrica pari a 568,125 TEP. Le emissioni di CO 2 equivalente nell anno 2011 sono pari a 1367,541 t. I dati 2011 dimostrano un assoluta diminuzione di consumi. 6 I dati forniti possono presentare variazioni rispetto a quelli delle precedenti Dichiarazioni ambientali e dei relativi aggiornamenti per rettifiche 88
89 Consumi di energia elettrica in TEP dell'ente Provincia di Siena tep , , , , , Figura 27. Consumi energia elettrica in TEP immobili gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. Emissioni di CO 2 equivalente (t) derivanti dai consumi elettrici dell'ente Provincia di Siena , , , , , , , , Figura 28. Emissioni di CO 2 equivalente derivanti dai consumi elettrici immobili gestiti dalla Provincia di Siena. 89
90 Sono riportati nei grafici seguenti i consumi assoluti di gas metano e di gasolio imputabili alle strutture della Provincia di Siena nel periodo Consumi di gas metano (m 3 ) per riscaldamento Ente Provincia di Siena Figura 29. Consumi assoluti di gas metano (m 3 ) per riscaldamento edifici gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. L andamento relativo agli anni rileva un aumento consistente dei consumi che passano da 922,400 a 1853,134. I consumi calano significativamente nel 2006 fino ad arrivare a 1164,138 per poi risalire fino a 2082,888 nel 2008 mentre risultano altalenanti i consumi degli anni Nell anno 2011 sono stati consumati m 3 di metano pari a 748,282 TEP e 476,996 t di CO 2. 90
91 Di seguito sono riportati i consumi di gas metano in TEP e le tonnellate di CO 2 equivalente emessa. Consumi di gas metano in TEP dell'ente Provincia di Siena , , , , ,94 954, , , ,282 TEP Figura 30. Consumi di gas metano, espressi in TEP, immobili gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Rielaborazione dati Provincia di Siena. Emissioni di CO 2 equivalente derivanti dalla combustione di gas metano per riscaldamento dell'ente Provincia di Siena , , , , , , , , ,996 t Figura 31. Emissioni di CO 2 equivalente derivante dall utilizzo di gas metano per riscaldamento immobili gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte. Rielaborazione dati Provincia di Siena. 91
92 Di seguito si commentano i consumi di gasolio per riscaldamento dell ente. Consumi di gasolio per riscaldamento Ente Provincia di Siena l Figura 32. Consumi assoluti di gasolio per riscaldamento immobili gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. I consumi di gasolio sono in assoluta diminuzione grazie anche al fatto che le caldaie nuove installate sono a metano. Nel 2011 i consumi di gasolio sono pari a l ovvero a 71,039 TEP. Si riportano sotto anche i consumi di gasolio per riscaldamento espressi in TEP. Consumi di gasolio in TEP per riscaldamento dell'ente Provincia di Siena ,846 84,993 71, TEP Figura 33. Consumi di gasolio per riscaldamento in Tonnellate di Petrolio Equivalente (TEP) degli edifici gestiti dalla Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. 92
93 Tra le materie prime utilizzate dalle strutture della Provincia di Siena (uffici, sportelli, etc..) viene monitorato anche il consumo di carta da ufficio. La Provincia di Siena impiega nei propri uffici carta di tipo riciclato, così come richiesto dalla normativa vigente in materia di Green Public Procurement, in misura superiore al 50% rispetto al totale acquistato. Nel grafico seguente sono evidenziati i consumi assoluti di carta negli anni I valori sono espressi in t. assumendo che il peso di una risma di carta in formato A4 sia pari a 0,002 t e in formato A3 pari a 0,004 t. e si riferiscono alla quantità di carta acquistata. Consumi assoluti di carta per ufficio Ente Provincia di Siena 30 25, ,76 21,48 14,4 18,96 13, ,76 11,64 9,792 t Figura 34. Consumi assoluti di carta da ufficio della Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. Il grafico mostra un andamento altalenante del consumo di carta, la crescita è imputabile alle numerose iniziative dell Ente che hanno prodotto lavori tipografici e materiali vari stampati in proprio. Nel 2011 sono stati consumati 13,617 t di carta totalmente riciclata. Considerando che gli ordinativi di incasso e pagamento (riversali e mandati) dell ente aumentano progressivamente uno degli obiettivi di miglioramento è stato quello di giungere ad una loro definitiva dematerializzazione per ottenere più vantaggi tra i quali quello legato all acquisto di carta chimica utilizzata per la stampa e alla riduzione dei quantitativi della stessa carta. La sperimentazione dell utilizzo della firma digitale inoltre è stato ritenuto un passo indispensabile per eliminare definitivamente l uso della carta. L ente ha in progetto di definire delle linee guida per la costituzione del fascicolo informatico del dipendente eliminando il cartaceo per un minore utilizzo di carta e quindi di risorse naturali. Tale documento dovrà dapprima analizzare le informazioni presenti nell archivio cartaceo e definire le informazioni ritenute pertinenti per delineare la situazione professionale di 93
94 ciascun dipendente ed individuare gli strumenti informatici capaci di permettere una consultazione ed una gestione snella e puntuale. Un importante cambiamento per il miglioramento dell uso delle risorse naturali è stato l invio per del cedolino stipendi invece che in cartaceo come avveniva precedentemente. Il protocollo generale informatico è stato implementato con l assegnazione e gestione documenti per l attivazione della gestione di alcuni principali obiettivi delle politiche di e-governement (PEC, attivazione flussi, digitalizzazione di alcune tipologie di documenti ecc.) che in termini ambientali significa minor utilizzo di copie cartacee da inviare ai vari Settori di competenza inoltre c è stato un potenziamento delle funzionalità del protocollo informatico con l incremento di ulteriori tipologie di documenti ed un potenziamento delle funzionalità della gestione della PEC per incremento di ricezione e trasmissione documenti. Sul fronte delle procedure telematiche per acquisti, è stato incrementato del 10% l acquisto di forniture per via telematica, contribuendo alla eliminazione di carta per le stesse procedure. La percentuale di carta riciclata sul totale è evidenziata nella tabella seguente. Anno % carta riciclata sul totale Figura 35. Percentuale di carta riciclata sul totale acquistato. Fonte: Provincia di Siena. 94
95 % di carta riciclata acquistata sul totale 120% 100% 80% 60% 73% 72% 100% 86% 76% 100% 100% % 40% 20% 0% 22% 28% Figura 36. Percentuale di carta riciclata acquistata sul totale. Fonte: Provincia di Siena. In tabella vengono riportati i dati sulla quantità di carta consumata per dipendente. Anno Quantità di carta consumata per dipendente (t/dipendente) , , , , , , , , , , , , ,0306 Tabella 28. Quantità di carta consumata per dipendente (t.) dell'ente Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. L acquisto di carta riciclata raggiunge il 100%, risultato eccellente che va ben oltre quanto richiesto dal D.M. 203/2003 (Norme affinché gli uffici pubblici e le società a prevalente capitale pubblico coprano il fabbisogno annuale di manufatti e beni con una quota di prodotti ottenuti da materiale riciclato nella misura non inferiore al 30% del fabbisogno medesimo) e dalla Legge regionale 18 maggio 1998, n. 25 ( Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati ) dove all articolo 4 si chiede che: La Regione, le province, i comuni e gli altri enti, istituti ed aziende soggette alla vigilanza degli stessi, [impieghino] per le proprie necessità ed in misura non inferiore al 40% del fabbisogno, carta e cartoni prodotti utilizzando, integralmente o prevalentemente, residui recuperabili. 95
96 FATTORE AMBIENTALE RIFIUTI 7 ASPETTO AMBIENTALE Produzione e smaltimento rifiuti IMPATTO AMBIENTALE Consumo di risorse naturali Inquinamento suolo TIPOLOGIA IMPATTO indiretto AZIONI DI MIGLIORAMENTO E CONTROLLO Piano Interprovinciale dei Rifiuti Urbani e Speciali Osservatorio Provinciale Rifiuti Bando per la riduzione dei rifiuti Costruzione ed esercizio impianti per lo smaltimento e recupero rifiuti Produzione rifiuti derivanti dall attività gestionale dell ente Inquinamento atmosferico Inquinamento suolo Consumo di risorse naturali Inquinamento suolo indiretto diretto Approvazione progetti e autorizzazione alla realizzazione impianti Autorizzazione all esercizio Gestione e differenziazione rifiuti prodotti dalle attività degli uffici Prima di affrontare il tema dei Rifiuti Urbani a livello territoriale provinciale non è possibile esimerci da effettuare un rapido excursus normativo sulle recenti Leggi regionali emanate in materia. Di fatto, con la Legge regionale 28 Dicembre 2011, n. 69 di riordino del Servizio idrico integrato e del Servizio di gestione integrata dei Rifiuti Urbani vengono istituite l Autorità idrica toscana e le 3 Autorità per il Servizio di gestione integrata dei Rifiuti Urbani, confermando, per quanto concerne l ATO Toscana Sud, la delimitazione territoriale già introdotta dalla precedente Legge regionale n. 61/2007, e definendo nuovamente il ruolo, i poteri, le competenze e gli strumenti di pianificazione delle Autorità medesime. Nel contesto regionale e nel contesto di Area Vasta si colloca di conseguenza il ruolo e l attività dei 103 Comuni delle tre province di Siena, Arezzo e Grosseto, che costituiscono l Assemblea della nuova Autorità costituita, e che prima dell entrata in vigore della L. R. n. 61/2007 costituivano gli Ambiti Territoriali di livello provinciale. Tale evoluzione normativa, che si pone obiettivi quali la predisposizione del Piano interprovinciale di gestione dei Rifiuti nonché l affidamento del Servizio di gestione integrata dei Rifiuti Urbani mediante un Bando di gara ad evidenza pubblica che garantisca una gestione unitaria su tutto il territorio di Ambito rispondente a principi di efficienza ed efficacia, ha di fatto innescato negli attori del Ciclo integrato di gestione dei Rifiuti Urbani (Amministratori Locali, Gestore, Organi di controllo, ecc.) anche una evoluzione di tipo culturale 7 I dati forniti possono presentare variazioni rispetto a quelli delle precedenti Dichiarazioni ambientali e dei relativi aggiornamenti per rettifiche 96
97 orientata verso scelte di pianificazione, gestione e controllo da elaborare, condividere ed attuare a livello di Area vasta, valorizzando al tempo stesso il background delle competenze ed esperienze precedenti ed il know-how acquisito che hanno consentito alla provincia di Siena di essere l unica a livello di ATO Toscana Sud ad aver raggiunto l autosufficienza di Ambito per quanto concerne il Ciclo integrato dei Rifiuti Urbani. Tali elementi di riflessione possono, quindi, consentire di effettuare una corretta lettura dei dati e dei grafici che di seguito vengono proposti. LA PIANIFICAZIONE INTERPROVINCIALE Per quanto concerne la pianificazione interprovinciale, è stato stipulato tra le Province di Arezzo, Siena e Grosseto un Protocollo d intesa ai fini della predisposizione della proposta di Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti dell ATO Toscana Sud, approvato in Provincia di Siena con D.G.P. n. 52/2008, mediante il quale le tre Province hanno concordato sulla necessità di definire modalità operative che permettano di operare in forma condivisa e coordinata, costituendo un Gruppo tecnico di lavoro composto dai Dirigenti del Settore Ambiente dei vari Enti, e che in caso di necessità verrà integrato da tecnici indicati e incaricati dalle tre Amministrazioni. Il Piano Interprovinciale verrà approvato per stralci tematici e funzionali. Le parti hanno concordato che gli obiettivi che il redigendo Piano Interprovinciale dovrà perseguire sono, in particolare, i seguenti: 1. La completa autosufficienza, a livello di ATO Toscana Sud, costruita a partire dalla autosufficienza di ogni territorio: 1.1 nella raccolta dei Rifiuti Urbani pericolosi e non pericolosi; 1.2 nel trattamento della Frazione Organica dei Rifiuti Urbani anche raccolti in forma differenziata; 1.3 nello smaltimento dei Rifiuti Urbani non pericolosi; 2. Il perseguimento, con forme graduali, della omogeneizzazione e della integrazione dei sistemi di raccolta, trattamento e recupero dei Rifiuti Urbani ed assimilati; 3. La declinazione, nelle forme tecnicamente ed economicamente possibili e sostenibili, dell obiettivo di ridurre la produzione dei rifiuti e la loro pericolosità, tenendo a riferimento, limitatamente ai Rifiuti Urbani, l obiettivo posto dal Piano Regionale di Sviluppo della riduzione del 15% rispetto alla produzione del 2004; 4. La declinazione, in forma adeguata, del principio di prossimità da applicarsi nel trattamento e smaltimento dei Rifiuti Speciali, anche pericolosi, prodotti nei territori delle tre Province; 97
98 5. Il raggiungimento degli obiettivi di Raccolta Differenziata dei Rifiuti Urbani posti dalla vigente normativa, nazionale e regionale, nelle forme tecnicamente ed economicamente possibili e sostenibili, in modo tale che sia, comunque, garantito che la Raccolta Differenziata sia funzionale ad un reale ed efficace recupero, riutilizzo e riciclaggio dei materiali raccolti secondo tale forma, anche al fine di raggiungere l obiettivo di cui al punto successivo; 6. La riduzione dello smaltimento finale dei rifiuti attraverso il riutilizzo, il riciclo e le diverse forme di recupero incluso quello energetico; 7. Il raggiungimento degli obiettivi stabiliti nella Pianificazione regionale per la riduzione dei rifiuti biodegradabili da collocare in discarica, come pure nel Piano regionale per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti di imballaggio e nel Piano per la raccolta e lo smaltimento degli apparecchi contenenti PCB non soggetti ad inventario; 8. Tenere in adeguato conto il divieto di collocare in discarica il rifiuto tal quale, cioè non trattato e il divieto di collocare in discarica rifiuti con PCI superiore a kj/kg; 9. Costruzione di un quadro unitario, corredato da elenchi, perimetrazioni e criteri di priorità, in merito agli interventi di bonifica e ripristino ambientale delle aree inquinate, fornendo prescrizioni in ordine alle procedure, criteri e modalità per lo svolgimento delle operazioni necessarie per la eliminazione delle sorgenti di inquinamento, e/o per la riduzione delle sostanze inquinanti, la bonifica delle aree inquinate, nel rispetto del principio chi inquina paga ; 10. La declinazione, nelle forme adeguate ed opportune, dei temi segnalati alla attenzione delle Province nel Piano Straordinario previsto nell articolo 27 della L.R.T. n. 61/2007; 11. Tenere quale riferimento temporale del Piano Interprovinciale il periodo di dieci anni dalla sua approvazione. Gli effetti territoriali ed ambientali attesi in seguito all'approvazione definitiva del Piano Interprovinciale di Gestione dei Rifiuti e alla sua conseguente attuazione saranno: 1. Gli effetti di cui all'articolo 14 della L.R.T. n. 25/1998; 2. Assicurare un'elevata protezione della salute umana e dell'ambiente, evitando rischi per la flora, la fauna, l'acqua, l'aria e il suolo; 3. Una corretta ed efficace gestione integrata del ciclo dei rifiuti all'interno del territorio interessato. Questo consentirà di prevenire ed evitare in tal modo situazioni di emergenza nella gestione dei rifiuti, di ridurre fenomeni di abbandono, di deposito incontrollato, di non corretta 98
99 gestione dei rifiuti e di evitare situazioni di pericolo o di danno all'ambiente e alla salute umana; 4. Il Piano, nella attuazione dei suoi interventi, in coerenza con i Piani Territoriali di Coordinamento e con la pianificazione regionale in tema di gestione dei rifiuti, garantirà, inoltre, la tutela del paesaggio e dei siti di particolare interesse; 5. La riduzione nel prelievo e nell utilizzo di materie prime e di risorse naturali, rinnovabili e non, attraverso l effettivo riutilizzo, recupero, riciclaggio dei rifiuti; 6. La corretta applicazione della normativa in tema di bonifica e la puntuale attuazione del Piano Interprovinciale delle aree inquinate consentirà di eliminare e/o confinare le sorgenti di inquinamento presenti sul territorio, riducendo comunque le concentrazioni delle sostanze inquinanti, evitando danni all'ambiente, ripristinando la fruibilità delle aree bonificate per i fini previsti dai progetti di bonifica. I RIFIUTI URBANI I Rifiuti Urbani totali (dati A.R.R.R.) sono aumentati in regione Toscana nel 2010 di oltre tonnellate rispetto al 2009, dopo una flessione abbastanza consistente registrata nel 2009 sul dato 2008 dovuta per lo più alla crisi economica che si sostanzia in una diminuzione dei consumi da parte di molte famiglie. A parte il dato 2009, quindi, il trend della produzione di RU in Toscana continua ad essere in aumento dal 1998, se si escludono gli anni 2007 e Se effettuiamo un confronto tra i dati degli Ex ATO provinciali, in termini assoluti la produzione maggiore si rileva nell Ex ATO 6 (provincia di Firenze, esclusa l Area Empolese Val d Elsa), seguito dall Ex ATO 2 (provincia di Lucca) e dall Ex ATO 5 (provincia di Pistoia e Area Empolese Val d Elsa). In provincia di Siena si rileva nel 2010 una produzione di RU totali di ,88 tonnellate, oltre 5 mila tonnellate in più rispetto al 2009 ed in linea con le produzioni complessive degli anni 2008 e In dodici anni in provincia di Siena i Rifiuti Urbani sono aumentati di quasi tonnellate, passando dalle ,67 tonnellate del 1998 alle ,88 tonnellate del 2010, con una variazione del 49,74%. Dai dati resi disponibili da parte dell Agenzia Regionale Recupero Risorse (A.R.R.R.) emerge che al 31 Dicembre 2010 la provincia di Siena risulta essere in regione Toscana quella con l incremento percentuale maggiore di Rifiuti Urbani prodotti in dodici anni, seguita dalle province di Prato e di Arezzo che hanno registrato nel medesimo periodo un incremento percentuale rispettivamente del 43,81% e del 36,73%. Effettuando una disaggregazione del dato relativo alla Produzione dei Rifiuti Urbani in provincia di Siena, si evince che all aumento complessivo dei rifiuti avvenuto nel 2010 contribuisce in maniera significativa la Raccolta Differenziata la quale ammonta a ,03 tonnellate prodotte, registrando il 99
100 dato assoluto più elevato nel periodo e attestandosi di fatto ai valori registrati nel I Rifiuti Urbani Indifferenziati prodotti nel 2010 sono ,85 tonnellate, soltanto 223,76 tonnellate in più rispetto alla produzione dell anno precedente, e ciò dimostra come gli Enti Locali territoriali stiano continuando a perseguire obiettivi di incremento dei Rifiuti raccolti tramite RD anche con azioni di prevenzione e riduzione della produzione dei medesimi e più in generale attuando in modo costante politiche orientate verso la sostenibilità ambientale. Analizzando le variazioni percentuali dei Rifiuti Urbani raccolti in modo differenziato nella provincia di Siena (Ex ATO 8), si registra di fatto un sostanziale incremento annuo a partire dal 1998, con l unica eccezione nel 2009 quando la Raccolta Differenziata è diminuita di circa tonnellate, passando da ,48 tonnellate del 2008 al ,31 tonnellate del 2009, con una variazione percentuale negativa 2009/2008 del 6,24%, e a fronte di un incremento percentuale regionale del medesimo periodo del 2,42%. Nel 2010 l incremento della Raccolta Differenziata registrato rispetto all anno precedente si attesta al 6,94%, andando oltre l incremento su base regionale. Per quanto concerne la produzione dei Rifiuti Urbani Indifferenziati, il trend di diminuzione è risultato abbastanza disomogeneo negli Ex ATO regionali, con situazioni diffuse di incremento dal 1998 agli anni e con successivi decrementi. Anche in provincia di Siena, dopo un primo aumento della produzione dei RU Indifferenziati fino al 2002 ed una successiva diminuzione nel 2003, si è rilevato un nuovo aumento della produzione fino al 2007, per poi diminuire fino al dato 2010, di poco superiore rispetto a quello dell anno precedente. A livello di ATO Toscana Sud, negli ultimi tre anni in provincia di Grosseto è stata registrata una diminuzione costante dei Rifiuti Urbani Indifferenziati prodotti, mentre in provincia di Arezzo il dato 2010 conferma un aumento di oltre tonnellate di RU Indifferenziati rispetto al
101 Tonnellate Produzione dei Rifiuti Urbani della provincia di Siena (t), Anno Rifiuti Urbani Indifferenziati Rifiuti Urbani Differenziati Figura 37. Produzione dei Rifiuti Urbani della provincia di Siena (t) per tipologia di rifiuto - Periodo Fonte: A.R.R.R. - Dati elaborati da OPR Siena. Per quanto concerne il dato RU pro capite, va rilevato che la regione Toscana nel contesto nazionale così come a livello di macroarea geografica dell Italia Centrale continua a far registrare elevati valori di produzione pro capite rispetto al resto del Paese. In generale, ci può essere una correlazione più o meno evidente nei differenti anni tra l andamento della produzione dei RU a vari livelli di aggregazione ed il trend degli indicatori socio economici quali ad esempio il prodotto interno lordo, come un fattore che può incidere in modo anche sostanziale sul dato complessivo dei RU prodotti è la tendenza nei diversi contesti territoriali e in alcune regioni a livello comunale ad assimilare ai Rifiuti Urbani stessi diverse tipologie di Rifiuti Speciali derivanti dai cicli produttivi. Inoltre, un rallentamento della crescita della produzione di RU può essere dovuto all attivazione di misure di prevenzione adottate da diversi Enti Locali e volte ad incentivare la prevenzione e la minimizzazione della produzione dei rifiuti stessi. La regione Toscana, come descritto in precedenza, continua a registrare anche nel 2010 un dato pro capite abbastanza elevato se confrontato con il dato nazionale (534,90 kg per abitante). A fronte di una produzione regionale pro capite di 670,43 kg per abitante di RU nel 2010, in aumento di 7 kg rispetto all anno 2009 ma in diminuzione rispetto al periodo temporale , la produzione di RU pro capite in provincia di Siena nel 2010 si attesta a 659,87 kg per abitante, dato inferiore se confrontato con quello regionale, ma superiore se riferito all ATO Toscana Sud dove si rileva una produzione pro 101
102 capite di 644,56 kg per abitante nel medesimo anno. Le altre province dell ATO Toscana Sud fanno registrare nel 2010 rispettivamente una produzione pro capite di Rifiuti Urbani di 602,18 kg per abitante quella di Arezzo (+12 kg per abitante rispetto al dato 2009) e di 691,21 kg per abitante quella di Grosseto (-26 kg per abitante per anno rispetto al dato 2009). Kg/abitante ,4 478,5 464,4 514,2 605,1 497,7 544,1 Produzione pro capite dei Rifiuti Urbani, ,2 505,2 640,7 582,9 508,0 669,6 577,1 521,0 680,0 610,9 524, Anno Italia regione Toscana provincia di Siena Figura 38. Produzione pro capite dei Rifiuti Urbani (kg/abitante * anno) - Periodo Fonte: I.S.P.R.A. e A.R.R.R. - Dati elaborati da OPR Siena. 693,0 634,9 532,8 697,2 646,6 538,9 704,2 674,3 549,8 693,5 676,6 545,8 686,4 669,6 540,7 663,2 644,1 532,1 670,4 659,9 534,9 LA RACCOLTA DIFFERENZIATA Effettuando una valutazione su dati A.R.R.R. - sull Efficienza RD a livello provinciale (o per meglio dire di Ex Ambito Territoriale Ottimale), è possibile analizzare nel dettaglio il trend degli ultimi dodici anni. Nel 2010 l Ex ATO 8 (provincia di Siena), anche se per poco non raggiunge la soglia del 45% di Efficienza RD, come previsto dalla normativa nazionale e regionale, risulta essere nel contesto toscano al secondo posto, dopo la provincia di Lucca (Ex ATO 2). Se in regione Toscana fossero stati mantenuti i dieci Ambiti Territoriali Ottimali previsti originariamente dalla L. R. 25/98, la provincia di Siena nel 2010 avrebbe raggiunto l obiettivo del 45% di Efficienza RD anche mediante l ottenimento dell incentivo composter, e sarebbe stata certificata da A.R.R.R. una Efficienza RD dei Rifiuti Urbani del 45,74%. Nonostante la lieve diminuzione di Efficienza RD registrata nel 2009 in provincia di Siena con il raggiungimento del 43,29%, il trend risulta 102
103 mantenersi in costante crescita, confermando l apporto significativo della medesima realtà territoriale a livello sia di Area vasta, sia regionale. In dodici anni l Efficienza RD è aumentata in provincia di Siena di ben 32,67 punti percentuali, passando dal 12,32% del 1998 al 44,99% del Se non prendiamo in considerazione il caso della provincia di Lucca che ha registrato nel periodo un aumento di 24,47 punti percentuali partendo da una percentuale significativa di Efficienza RD del 23,28% nel 1998, e che nel 2010 si attesta in regione Toscana come la provincia c.d. più Efficiente, i dati della provincia di Siena confrontati con quelli delle altre realtà territoriali indicano il miglior incremento dell Efficienza RD su scala regionale dell ultimo decennio, frutto della sinergia positiva e di una collaborazione proficua, seppur nel rispetto dei diversi ruoli e funzioni, dei soggetti coinvolti: la Provincia, i Comuni, l ATO, il Gestore. 50,00 Andamento della Efficienza della Raccolta Differenziata (%) in provincia di Siena, Efficienza RD (%) 45,00 40,00 35,00 30,00 25,00 20,00 15,00 10,00 5,00 0, Anno provincia di Siena Figura 39. Efficienza della Raccolta Differenziata (%) in provincia di Siena - Periodo Fonte: A.R.R.R. - Si specifica che l incentivo composter è stato ottenuto solo per gli anni 2007 e 2008 e che i dati degli anni 2009 e 2010 non sono certificati su base provinciale bensì su base di Ambito di Area Vasta. L ASSETTO IMPIANTISTICO PROVINCIALE Conformemente a quanto già previsto nel Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani e Assimilati agli Urbani della Provincia di Siena e nel Piano Industriale dell Ex ATO 8, il sistema integrato di trattamento rifiuti (riciclaggio, recupero, smaltimento) in provincia di Siena risulta essere costituito dai seguenti impianti: 103
104 o discarica di Poggio alla Billa (Abbadia San Salvatore); o discarica di Torre a Castello (Asciano); o discarica de Le Macchiaie (Sinalunga) Attiva fino a Maggio 2011 e successivamente in fase di gestione post chiusura; o termovalorizzatore di Pian dei Foci (Poggibonsi); o impianto di selezione, valorizzazione e compostaggio de Le Cortine (Asciano); o impianto di compostaggio di Poggio alla Billa (Abbadia San Salvatore); o stazione di trasferimento di Dogana Rossa (Montepulciano). Le discariche di Poggio alla Billa e di Torre a Castello sono dotate di impianti adibiti alla captazione ed alla combustione del biogas per la produzione di energia elettrica. Negli ultimi giorni dell anno 2010 anche presso la discarica de Le Macchiaie è entrato in funzione un impianto per il recupero energetico, attivo mediante la captazione e combustione del biogas, che si va ad aggiungere agli impianti precedentemente descritti nonché all impianto di termovalorizzazione e all impianto fotovoltaico ubicato nell area adiacente il termovalorizzatore. Il ciclo integrato della gestione dei Rifiuti Urbani è di fatto assicurato a livello provinciale (Ex ATO 8) da un unico Soggetto Gestore, Siena Ambiente S.p.A. (certificato ISO 14001, OHSAS 18001, ISO 9001 e registrato EMAS), e risulta raggiunta e mantenuta anche l autosufficienza in ambito provinciale Rifiuti Urbani tal quali e trattati conferiti agli impianti provinciali (t), Tonnellate Anno Conferiti in discarica Termovalorizzati Selezionati meccanicamente Avviati a compostaggio Valorizzati Figura 40. Rifiuti Urbani tal quali e trattati conferiti agli impianti provinciali (t) - Periodo Fonte: Siena Ambiente S.p.A. 104
105 Dalla figura 5 si evince che negli ultimi quattro/cinque anni, per quanto concerne i Rifiuti Urbani, non solo è avvenuta una diminuzione del loro conferimento in discarica, passando dalle tonnellate del 2007 alle tonnellate del 2011, ma nel medesimo periodo diminuisce l utilizzo della discarica come impianto di smaltimento dei Rifiuti tal quali (o Indifferenziati) a fronte di un aumento dei conferimenti post trattamento, recependo di fatto quanto prescritto dalla normativa nazionale sulle discariche (D.lgs. 36/2003 e s.m.i.). A fronte, infatti, di tonnellate di Rifiuti Urbani Indifferenziati inviati in discarica nel 2008 come flussi primari e di tonnellate conferite come flussi secondari, nel 2011 i RU Indifferenziati conferiti in discarica come flussi primari sono diminuiti a tonnellate, mentre i flussi secondari sono aumentati a tonnellate. Ciò è riconducibile soprattutto a partire dall anno 2009 ad un incremento dei conferimenti dei Rifiuti Urbani Indifferenziati della provincia di Siena in impianti diversi dalle discariche (termovalorizzatore ed impianto di selezione meccanica). I RIFIUTI SPECIALI La produzione dei Rifiuti Speciali è stata quantificata, per gli anni 2007, 2008 e 2009, a partire dalle informazioni contenute nelle banche dati MUD relative alle dichiarazioni annuali effettuate ai sensi dell articolo 189 del D.lgs. n. 152/2006. La base dati MUD è stata sottoposta a processo di bonifica, oltre alle necessarie verifiche sugli errori di unità di misura, sulle doppie dichiarazioni e sulle incongruenze tra schede e moduli. Per quanto concerne il contesto regionale, i dati circa la produzione dei Rifiuti Speciali sono estratti e bonificati annualmente dalla competente Sezione Regionale del Catasto Rifiuti dalla c.d. base dati precedentemente descritta, senza ulteriori integrazioni con stime né dei soggetti e/o tipologie non tenuti alle dichiarazioni, né dei soggetti evasori. Nel periodo la produzione dei Rifiuti Speciali in provincia di Siena aumenta sensibilmente di tonnellate, passando da tonnellate del 2000 a tonnellate del Nel decennio, in quantità assolute, aumentano sensibilmente i Rifiuti Speciali non pericolosi ( tonnellate in più nel 2009 rispetto ai dati del 2000) rispetto ai Rifiuti Speciali pericolosi ( tonnellate in più nel 2009 rispetto ai dati del 2000). L unica diminuzione registrata è relativa all anno 2006, in cui i Rifiuti Speciali totali assommano a tonnellate. Anche in regione Toscana i Rifiuti Speciali aumentano notevolmente in dieci anni di tonnellate, passando da tonnellate del 2000 a tonnellate del Anche nel caso della regione Toscana, in quantità assoluta aumentano molto di più i Rifiuti Speciali non pericolosi rispetto a quelli pericolosi. Nel 2009 la provincia di Siena, con oltre tonnellate di Rifiuti Speciali, incide per il 5,33% sulla produzione di Rifiuti Speciali a livello regionale, facendo registrare nel decennio il terzo anno per percentuale maggiore di incidenza, dopo gli anni 2006 e 2005 dove le percentuali di 105
106 incidenza sulla produzione totale regionale si sono attestate rispettivamente al 5,55% e al 5,53%. Produzione dei Rifiuti Speciali per tipologia (t) in provincia di Siena e in regione Toscana, provincia di Siena regione Toscana Anno RS Non Pericolosi RS Pericolosi RS TOTALI RS Non Pericolosi RS Pericolosi RS TOTALI Figura 41. Produzione dei Rifiuti Speciali per tipologia - Periodo Fonte: A.R.P.A.T. Sezione Regionale del Catasto Rifiuti. La provincia di Siena nel 2009 registra rispetto all anno precedente un incremento della produzione (9,58% rispetto al dato 2008) superiore alla regione Toscana (5,62% rispetto al dato 2008) per quanto concerne i Rifiuti Speciali non pericolosi, inferiore alla regione per quanto concerne, invece, i Rifiuti Speciali pericolosi. Complessivamente nel 2009 la produzione dei Rifiuti Speciali totali della provincia di Siena registra un incremento consistente (9,36%) rispetto al 2008, se confrontato con il dato della regione Toscana (6,18% su anno precedente), e risulta essere di fatto in costante aumento nonostante il periodo di crisi economica che interessa molti settori e molte attività, tra cui l edilizia e la siderurgia. 106
107 I PROGETTI DELLA PROVINCIA DI SIENA L OSSERVATORIO PROVINCIALE RIFIUTI In adempimento al vigente Piano Provinciale di Gestione dei Rifiuti Urbani, approvato con D.C.P. n. 20 del , e sulla base della nuova normativa che prevede la pianificazione a livello interprovinciale, la Provincia di Siena ha affidato all Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile S.r.l. il servizio di attivazione dell Osservatorio Provinciale Rifiuti, con l obiettivo di predisporre report ed analisi di dettaglio sul ciclo dei rifiuti atti a coadiuvare gli Enti Locali territoriali nell esercizio delle proprie competenze in tema di pianificazione e a comunicare le opportune informazioni a tutti gli stakeholders (Comuni, Provincia, Regione, ATO, Gestore, cittadini, Associazioni attive nel settore ambientale, Associazioni di categoria), sia attraverso un sistema informativo aggiornato (rete internet e banche dati), sia attraverso pubblicazioni, convegni, tavole rotonde ed attività formative. Nel dettaglio, tra le attività di informazione effettuate, va ricordato il Workshop dal titolo Progetti per la prevenzione della produzione dei rifiuti finanziati ai sensi del Bando provinciale approvato con D.G.P. n. 01/2008: obiettivi raggiunti e previsioni di riduzione rifiuti e di incremento dell efficienza RD in seguito ad ulteriori azioni virtuose degli Enti Locali e ad azioni mirate di sensibilizzazione e di informazione, evento promosso dal Settore Politiche Ambientali della Provincia in collaborazione con APEA S.r.l. - Osservatorio Provinciale Rifiuti e collocato all interno della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2011 (European Waste Week Reduction), con lo scopo principale di promuovere tra i cittadini una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente, con l obiettivo primario di sensibilizzare le Istituzioni, gli stakeholders e tutti i consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall Unione Europea, che gli Stati membri devono perseguire, anche alla luce delle recenti disposizioni normative (Direttiva quadro sui rifiuti, 2008/98/CE). Il 15 Marzo 2012 è stato pubblicato il Rapporto Rifiuti 2011, redatto da parte dell Osservatorio Provinciale Rifiuti e consultabile sui siti internet della Provincia ( e dell APEA ( Mediante la stesura di tale elaborato la Provincia di Siena vuole mettere prima di tutto a disposizione dei cittadini e degli Enti Locali territoriali uno strumento che sia utile ad effettuare valutazioni di dettaglio circa il complesso settore dei rifiuti, anche alla luce delle recenti normative introdotte, soffermandosi in particolare sull analisi dei dati dei Rifiuti Urbani e dei Rifiuti Speciali a vari livelli (comunali, provinciali, di ambito, regionali, nazionali), sugli scenari per la riduzione dei rifiuti e per l incremento della Raccolta Differenziata in seguito ad azioni virtuose intraprese dagli Enti Locali in campo ambientale, nonché sui benefici ambientali connessi alla prevenzione della produzione dei rifiuti e ad una più efficiente Raccolta Differenziata e consistenti soprattutto in minori emissioni in atmosfera di gas climalteranti. 107
108 Figura 42. Rapporto Rifiuti. Fonte: Provincia di Siena tramite OPR-APEA. Bando provinciale per azioni di prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti Prosegue l attività di monitoraggio da parte dell Osservatorio Provinciale Rifiuti della Provincia di Siena con riferimento ai progetti realizzati dagli Enti Locali territoriali con l obiettivo di prevenire la produzione dei rifiuti e consentirne la riduzione; progetti attivati sia mediante un cofinanziamento erogato della Provincia di Siena a seguito dell emanazione del Bando provinciale del 2008, sia mediante contributi economici da parte del Gestore dei Rifiuti Urbani Siena Ambiente S.p.A. e/o dei Gestori del Servizio idrico integrato presenti sul territorio senese (Acquedotto del Fiora S.p.A., Acque S.p.A. e Nuove Acque S.p.A.). I dati del monitoraggio 2011 circa i progetti attivati possono essere riassunti mediante il seguente prospetto: 108
109 Bando provinciale per interventi per la prevenzione della produzione dei rifiuti Progetti ammessi al finanziamento ai sensi della D.G.P. n. 158/2008 Progetti TABELLA RIEPILOGATIVA ANNO 2011 Stima Compost prodotto, Rifiuti evitati, Rifiuti e Materiale recuperato nell'anno 2011 (kg) Costo effettivo dei Progetti attivati ( ) Stima Compost producibile, Rifiuti evitabili, Rifiuti e Materiale recuperabile in 10 anni (kg) (Riferimento Anno 2011) Stima Compost producibile, Rifiuti evitabili, Rifiuti e Materiale recuperabile in 10 anni (t) (Riferimento Anno 2011) Composter , ,20 Fontanelli / Erogatori Gestione Sostenibile Centri di Eco Scambio , , ,50 799, , , ,74 / / / / TOTALE , , , ,16 Stima Costo /Kg per 10 anni (Riferimento all'anno 2011) 0,12 Tabella 29. Riepilogo Bando provinciale per interventi per la prevenzione della produzione dei rifiuti - Progetti ammessi al finanziamento ai sensi della D.G.P. n. 158/2008. Fonte: Comuni che hanno attivato i Progetti e Provincia di Siena - Dati elaborati da OPR Siena. Va, inoltre, rilevato che, soprattutto per quanto concerne l attivazione di progetti di compostaggio domestico e di fontanelli esterni / distributori interni per l erogazione di acqua di alta qualità, molti Enti Locali territoriali hanno predisposto azioni mirate anche extra Bando provinciale con l obiettivo di accrescere la consapevolezza e la sensibilità ambientale nell ottica di modelli comportamentali e di sviluppo sostenibile che mirano alla prevenzione nonché alla riduzione della produzione dei rifiuti stessi alla fonte. Ecco, pertanto, che ai risultati ottenuti dall attivazione dei progetti e descritti nella precedente tabella se ne aggiungono altri relativi all anno 2011, e precisamente: Stima del Compost prodotto nell anno 2011 in seguito all attivazione di Progetti per il compostaggio domestico extra Bando provinciale: kg Costo effettivo dei Progetti attivati extra Bando provinciale: ,38 Stima Costo /kg per 10 anni: 0,051 Stima dei rifiuti in plastica evitati nell anno 2011 in seguito all attivazione di Progetti di installazione di Fontanelli esterni e/o Distributori interni per l erogazione di acqua di alta qualità: kg ,38 109
110 Costo effettivo dei Progetti attivati extra Bando provinciale: ,61 Stima Costo /kg per 10 anni: 0,272 Come già emerso dall analisi dati al 31 Dicembre 2010 dei Progetti di prevenzione e riduzione dei rifiuti attivati nel territorio provinciale, per cui tali azioni risultano fondamentali nella riduzione delle emissioni dei gas serra, consentendo nel complesso un saldo positivo nella direzione di una riduzione delle emissioni in atmosfera di gas climalteranti, il corretto funzionamento di tali Progetti orientati a ridurre la produzione dei rifiuti, così come una maggiore efficienza nella gestione del ciclo dei rifiuti mediante una Raccolta Differenziata sempre più di qualità, possono contribuire in maniera significativa al raggiungimento dell obiettivo Siena Carbon Free Anche per tale motivo si rende auspicabile soprattutto da parte degli Enti Locali territoriali in collaborazione con i Gestori del Servizio idrico integrato e del Servizio rifiuti l attivazione di nuovi Progetti che perseguano l obiettivo di prevenire e ridurre la produzione di rifiuti, mettendo in atto una adeguata ed efficace campagna di informazione e di sensibilizzazione verso i cittadini sulle c.d. buone pratiche da eseguire e su modelli di sviluppo sostenibile verso cui tendere. 110
111 GESTIONE RIFIUTI PRODOTTI DALLE ATTIVITA DEGLI UFFICI La Provincia di Siena a partire dal 2002 ha provveduto ad effettuare una campagna di sensibilizzazione verso tutti i dipendenti per la raccolta differenziata negli uffici. E stato prodotto un opuscolo esplicativo sull utilizzo dei contenitori in collaborazione con il gestore rifiuti Sienambiente SpA distribuito a tutti i dipendenti dell Amministrazione. Con l introduzione del Sistema di Gestione Ambientale si è intervenuti quindi direttamente sulle singole postazioni di lavoro degli uffici, relativi a tutte le sedi, acquistando e collocando negli stessi: - n. 370 cestini per postazioni operative predisposti per la raccolta differenziata - n. 50 contenitori con coperchio basculante posizionati negli antibagni o nei bagni per la raccolta di vetro/plastica e lattine - n. 48 ceste rettangolari forate posizionate in prossimità delle fotocopiatrici per la raccolta della carta usata. Per agevolare la raccolta di carta e cartone è stato potenziato il sistema di raccolta con l elaborazione e l acquisto di sacchi appositi. Tali sacchi sono consegnati anche alle scuole di proprietà Provinciale che li richiedono. Figura 43. Sacchetto per la raccolta carta. Fonte: Provincia di Siena. Per lo smaltimento e la rigenerazione delle cartucce esauste e dei nastri per stampanti, rifiuti speciali non pericolosi, la Provincia ha un apposita convenzione con una ditta autorizzata. Le cartucce esauste vengono periodicamente ritirate dalla ditta per la rigenerazione o lo smaltimento a seconda delle condizioni delle cartucce ritirate. 111
112 La stessa procedura viene usata per i nastri delle stampanti. Vi è un altra ditta autorizzata che procede al ritiro ed alla rigenerazione, ove possibile, degli stessi. L Amministrazione Provinciale monitorizza la situazione in merito alle quantità di rifiuti di cartucce e toner prodotte all interno delle proprie strutture. Anno 2003 Anno 2004 Anno 2005 Anno 2006 Anno 2007 Anno 2008 Anno 2009 Anno 2010 Anno 2011 Cartucce e toner 0,22 0,22 0,09 0,30 0,17 0,98 1,14 0,21 0,65 Tabella 30. Produzione rifiuti per dipendente di toner e cartucce (Kg/dipendente). Fonte: Provincia di Siena. I dati sopra esposti evidenziano un andamento tendenzialmente costante della produzione di cartucce e toner nel periodo La forte diminuzione registrata nel 2005 (0,09 kg/dipendente) è probabilmente da attribuire ad uno smaltimento rimandato ai primi mesi dell anno successivo. Anche il dato relativo al 2008 (0,98 kg/dipendente) riflette un notevole smaltimento avvenuto ad inizio anno in seguito al mancato ritiro nel secondo semestre 2007, dovuto alla cessazione attività della ditta incaricata. Il 2011 vede un dato in crescita rispetto ai due anni precedenti imputabile al fatto che lo smaltimento massiccio è stato fatto in quell anno rispetto al precedente. L orientamento generale nella politica degli acquisti è teso a privilegiare prodotti a basso impatto ambientale (carta Ecolabel, eco-compatibile, riciclata e a bassa grammatura, cartucce e toner rigenerabili). 112
113 FATTORE AMBIENTALE SUOLO ASPETTO AMBIENTALE Destinazione d uso Contaminazione del suolo IMPATTO AMBIENTALE Degrado del suolo Degrado del suolo TIPOLOGIA IMPATTO Indiretto Indiretto AZIONI DI MIGLIORAMENTO E CONTROLLO Piano Territoriale di Coordinamento Piano Locale di Sviluppo Rurale Piano di Miglioramento Agricolo Ambientale Piano di Bonifica dei Siti Inquinati Bando per attività di progettazione degli interventi di bonifica di siti di proprietà pubblica Piano Provinciale delle Attività Estrattive di Recupero delle Aree Escavate e di Riutilizzo dei Residui Recuperabili Taglio dei boschi e vegetazione varia Attività estrattive Degrado del suolo indiretto Progetti per corretto uso del suolo in agricoltura e per lo sviluppo di prodotti biologici Autorizzazioni Pareri controlli Attività nelle riserve naturali Attività nelle zone di rispetto venatorio, ripopolazione, cattura Costruzione di opere di edilizia Sversamenti accidentali Degrado del suolo diretto Monitoraggio dei serbatoi interrati di immobili provinciali 113
114 Un efficace politica di difesa del suolo è una condizione necessaria per il mantenimento e per la valorizzazione del sistema naturale e costituisce un presupposto fondamentale per la sostenibilità dello sviluppo territoriale. La situazione dell erosione del suolo nella provincia di Siena è rappresentata nella figura sottostante dalla Carta dell erosione del suolo in atto che oltre a descrivere fenomeni come l inondabilità, mostra il grado di erosione del suolo che interessa l uso agricolo-forestale del territorio, la produzione ed il trasporto solido nei corsi d acqua, trattando anche l erosione dovuta ai processi di massa. Legenda: CLASSI DI EROSIONE Assente Media Molto severa Scarsa Severa Figura 44. Mappa delle classi di erosione del suolo nella Provincia di Siena. Fonte: Regione Toscana, La Provincia di Siena ha alcuni importanti strumenti per disciplinare la destinazione d uso e la contaminazione del suolo. Piano Territoriale di Coordinamento (P.T.C.) Il PTC è lo strumento di pianificazione territoriale per gestire, secondo i principi dello sviluppo sostenibile, il proprio territorio. In tale fondamentale documento sono riportate quindi le norme e le indicazioni per il governo del sistema insediativo e del paesaggio. Alcuni dei più importanti obiettivi: sulle attività estrattive: - disciplinare le modalità di estrazione dei materiali e lo svolgimento dell intero ciclo produttivo - minimizzare le esigenze di trasporto tra le aree di estrazione e quelle di lavorazione 114
115 - minimizzare l impatto sulle risorse essenziali con particolare attenzione al paesaggio, agli ecosistemi e agli acquiferi sotterranei sia delle cave in attività che dimesse, associando interventi di rinaturalizzazione alla rimessa in pristino dei siti utilizzati sugli insediamenti produttivi: - attenuare l impatto territoriale degli insediamenti produttivi, specialmente sul sistema relazionale e sul paesaggio evitando la disseminazione di aree di ridotta dimensione e di capannoni isolati sugli interventi di miglioramento fondiario per la tutela e la valorizzazione ambientale: - manutenzione e mantenimento delle sistemazioni agrarie aventi rilevanza paesaggistica - mantenimento o ripristino di condizioni atte a limitare il dilavamento dei suoli - mantenimento o incremento di habitat naturali o seminaturali atti ad offrire alimentazione, ricovero e siti di riproduzione alla fauna selvatica. Il nuovo P.T.C. è stato approvato nel 2011 ed è stato pubblicato nel Piano Locale di Sviluppo Rurale Il Piano relativamente alla misura 6 agro ambientale propone interventi a sostegno di agricoltura biologica e integrata. In esso viene identificato il quadro della situazione agricola e zootecnica della provincia senese con indicazione dei fattori di debolezza, degli obiettivi e delle strategie per le buone pratiche agricole ed il benessere degli animali. In questo senso: Vengono erogati finanziamenti per assistenza tecnica (L. R. 34/2001) incontri settimanali in collaborazione con ARSIA per orientare le aziende ad un minore uso delle sostanze chimiche È in atto un progetto in collaborazione con il Servizio Riserve naturali e Risorse faunistiche per realizzare la conversione al biologico all interno delle Riserve naturali È stato istituito uno Sportello biologico: l agronomo è a disposizione per informazioni e sopralluoghi per le aziende che intendono iniziare una attività di agricoltura biologica La Provincia di Siena riconosce che l agricoltura biologica rappresenta la frontiera dello sviluppo sostenibile in quanto, rinunciando totalmente all uso dei prodotti chimici rappresenta un laboratorio di tecniche e modelli organizzativi da trasferire anche all agricoltura convenzionale. Le statistiche disponibili indicano che nella provincia di Siena c è un notevole aumento delle aziende biologiche. Piano di Miglioramento Agricolo Ambientale (P.M.A.A.) E composto da una serie di autorizzazioni rilasciate in seguito a richieste di privati per interventi su immobili in aree agricole. 115
116 Le modalità di realizzazione del piano suddetto consistono nel recepimento dei contenuti nei piani strutturali e piani regolatori Comunali. La redazione del suddetto piano prevede il coinvolgimento di soggetti interni all Amministrazione Provinciale quali il Servizio Sviluppo rurale e il Servizio Assetto del Territorio in termini di parere tecnico. I soggetti esterni coinvolti sono le Aziende agricole e i Comuni della Provincia. Il PMAA (art. 42 L.R. 1/05) è lo strumento di pianificazione urbanistica aziendale con durata di almento 10 anni. Unicamente tramite detto programma le aziende agricole possono richiedere, dandone specifica dimostrazione, gli interventi edilizi di nuova realizzazione o di recupero del patrimonio edilizio esistente oltre a quelli di variazione colturale. Su tale programma la Provincia esprime un parere di fattibilità e di commisuratezza valutandone gli aspetti paesaggistici ambientali ed agronomici. In tal senso vengono pertanto valutati tutti gli effetti che i nuovi interventi producono sull ambiente con verifiche sia a livello vincolistico che di inserimento paesistico ambientale generale. Vengono inoltre valutate le situazioni di degrado presenti e le emergenze ambientali di pregio. L efficacia degli interventi per uso agrituristico è limitata ai soli fabbricati oggetto di recupero ma rappresenta comunque un positivo miglioramento a livello paesaggistico ed ambientale in considerazione che tali interventi rimuovono situazioni di degrado determinate da fabbricati fatiscenti, realizzati con materiale variegato e recuperando anche edifici di pregio in stato di abbandono e semicrollati, riorganizzando e riordinando le aree di pertinenza e gli arredi vegetali autoctoni presenti. Piano delle Bonifiche dei siti inquinati della Provincia di Siena La pianificazione a livello provinciale in materia di bonifica dei siti inquinati è un aspetto di fondamentale importanza per rendere completamente operativi gli obiettivi del piano regionale e per fornire un idoneo strumento di pianificazione e monitoraggio delle attività di bonifica su tutto il territorio. Il Piano delle Bonifiche dei siti inquinati della Provincia di Siena è stato approvato con Deliberazione del Consiglio provinciale n. 59, del 20/07/2007 e pubblicato sul B.U.R.T., Supplemento Straordinario al n. 2 del 09/01/2008. Il Piano Provinciale definisce l Anagrafe definita come l elenco dei siti da bonificare e l Archivio che riporta l elenco storico dei siti bonificati. L Anagrafe è suddivisa in siti derivati dall Anagrafe del Piano Regionale di bonifica, nuovi siti inseriti, siti sottoposti a messa in sicurezza d emergenza. L Archivio è parte integrante dell Anagrafe e risulta articolato in tre parti: siti bonificati con specifica destinazione d uso, siti in sicurezza, siti che necessitano di memoria storica, siti certificati. Nel piano provinciale è poi previsto anche un piano finanziario che si preoccupa di individuare le fonti di finanziamento per gli interventi da attuare a breve e medio termine. 116
117 Al fine di supportare i Comuni nella attivazione dei procedimenti di bonifica relativi alle ex discariche comunali e ai siti minerari dismessi di proprietà e/o competenza comunale, la Provincia di Siena, con D.G.P. n. 187/2008 e D.G.P. n. 251/2010, ha approvato, grazie al contributo della Fondazione del Monte dei Paschi di Siena, due bandi provinciali per la concessione di contributi per la progettazione degli interventi di bonifica, per complessivi I bandi sono stati impostati in modo da prevedere che i comuni compartecipassero alla progettazione con proprie risorse finanziarie con una quota minima del 15%. Il piano di ripartizione del contributo della Provincia elaborato a seguito dell esame delle richieste pervenute per i due bandi, ha permesso di cofinanziare la progettazione di 12 siti di cui 4 già presenti nel Piano provinciale (SI012-Madonnella, SI014-Pietre Grosse, SI020-Bivio Campiglia e SI84-Le Liti) e 8 (7 ex discariche e 1 sito ex minerario) segnalati successivamente alla approvazione del Piano. Il Piano delle Bonifiche delle aree inquinate costituisce uno degli stralci funzionali tematici che costituiscono il Piano interprovinciale. Siti contaminati per stato attuale dell iter procedurale dicembre 2010 dicembre 2011 Non classificati Attivi Chiusi Totale Non classificati Attivi Chiusi Totale Var. % Siena ,0% Toscana ,7% Tabella 31. Siti contaminati per stato attuale dell iter procedurale - Piano Regionale di Bonifica per tipologia. Fonte:A.R.P.A.T. Figura 45. Schema della Banca dati SISBON (Sistema Informativo Siti interessati da procedimento di Bonifica). Fonte: A.R.P.A.T. 117
118 Sulla base di quanto sopra indicato, nella tabella sono riportati come ATTIVI i siti potenzialmente contaminati e quelli contaminati; sono siti CHIUSI quelli con mancata necessità di bonifica e quelli già bonificati e per i quali è stata rilasciata la certificazione di avvenuta bonifica. Si evidenzia che il dato totale è di ogni fine anno e che nel corso dell anno l andamento dei siti aperti e chiusi è altalenante. Piano Provinciale delle Attività Estrattive di Recupero delle Aree Escavate e di Riutilizzo dei Residui Recuperabili Il Piano provinciale delle Attività estrattive, di Recupero delle Aree Escavate e di Riutilizzo dei residui recuperabili, di seguito denominato PAERP è.l atto di pianificazione settoriale attraverso il quale la Provincia attua gli indirizzi e le prescrizioni dei due settori (edilizio/industriale ed ornamentale) del PRAER e coordina la pianificazione urbanistica comunale relativamente alle previsioni di coltivazione, riqualificazione, recupero delle aree di escavazione dismesse e di riciclaggio dei materiali recuperabili assimilabili. Il Piano delle Attività Estrattive di Recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Siena (PAERP) è stato approvato con deliberazione del Consiglio Provinciale n.123 del Con la pubblicazione sul B.U.R.T. n. 5 del dell avviso di approvazione del Piano delle Attività estrattive, di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Siena, il PAERP ha acquisito piena efficacia giuridica, ai sensi dell art comma, LR 1/2005 e smi. A seguito di ciò i comuni devono adeguare i propri strumenti urbanistici alla pianificazione provinciale sia in termini di individuazione delle prescrizioni localizzative, ossia delle aree di cava, sia relativamente alle norme che devono regolamentare l attività di escavazione e recupero ambientale. Il PAERP contiene norme ed indirizzi finalizzate al monitoraggio delle attività sia ai fini del controllo degli effetti ambientali dell attività di escavazione, sia relativamente al soddisfacimento dei fabbisogni di materiali in ambito provinciale. Con delibera G.P. n. 167 del è stata istituita la Commissione tecnica prevista dal PAERP che è lo strumento attraverso cui la Provincia attua il monitoraggio previsto dal Piano e che può supportare i comuni sia in fase di elaborazione delle varianti di adeguamento al PAERP, sia in fase di successivo esame dei progetti di coltivazione e recupero ambientale presentati ai Comuni. In provincia di Siena sono presenti 35 siti estrattivi in attività previsti dal Piano Regionale delle Attività Estrattive. 118
119 La quantità di materiali estratti nel territorio provinciale dalle cave attive già previsti dalla precedente pianificazione regionale del PRAE, nel periodo , sono riportate nella tabella seguente: Resoconto attività estrattive Provincia di Siena (mc) Tabella 32. Attività estrattive in provincia di Siena, resoconto in metri cubi. Fonte: Provincia di Siena su comunicazioni enti locali. Il trend dei quantitativi di materiali estratti in provincia di Siena è stato in diminuzione per gli anni , mentre nel 2007 si assiste ad un incremento per poi avere un nuova sensibile diminuzione nel 2008 e ulteriore decremento nel Si tenga presente che nella voce materiali estratti sono compresi: i materiali per uso industriale, i materiali per opere civili ed i materiali per uso ornamentale. Nel dettaglio la quantità di materiali estratti nel territorio provinciale per l anno 2009 è riportata nella tabella seguente. Attività estrattiva in provincia di Siena (m 3 ) 2009 per materiale estratto 2009 ARGILLE CEMENTO 0 GESSO MAT. USO INDUSTRIALE INERTI DI PREGIO RILEVATI E RIEMPIMENTI MAT. USO OPERE CIVILI Materiali Settore Materiali USO ORNAMENTALE CAVE DI PRESTITO TOTALE incluso cave di prestito Tabella 33. Attività estrattiva in provincia di Siena (m 3 ) 2009 per materiale estratto - Fonte: Provincia di Siena su comunicazioni enti locali. Il trend dei quantitativi di materiali estratti in provincia di Siena per tipologia di materiale in continua flessione se si eccettua la ripresa nell unico anno 2007 concentrata sul mercato delle argille e degli inerti di pregio. La dinamica in forte contrazione, testimoniata con un ultimo dato annuale, quello del 2009, di poco superiore ai 500mila metri cubi è ancor più evidente se si considera che in provincia venivano estratti solo a metà degli anni 90, ben oltre 3 milioni di metri cubi, una quantità 6 volte superiore a quella attualmente soddisfatta. La mancata disponibilità dei dati 2010 costringe ad associare l ultimo anno disponibile, il 2009, alla massima difficoltà che in quell anno è stata dimostrata 119
120 da tutti gli indicatori economici e ambientali rilevati anche in questa Dichiarazione. AGRICOLTURA BIOLOGICA La Provincia di Siena riconosce che l agricoltura biologica rappresenta la frontiera dello sviluppo sostenibile in quanto, rinunciando totalmente all uso dei prodotti chimici rappresenta un laboratorio di tecniche e modelli organizzativi da trasferire anche all agricoltura convenzionale. I dati sulle iscrizioni degli operatori confermano la vocazione della provincia di Siena in ambito regionale, vocazione peraltro già rilevata ad inizio anni 90 quando sorsero le prime realtà agricole produttive con modalità biologica. Superficie e agricoltura biologica in conversione (ha) Siena e Toscana Siena-operatori Toscana-operatori Siena-superfici Ha Toscana-superfici Ha Incid. Siena/Tosc. Operat. 13,6% 13,5% 16,8% 20,2% 18,8% 19,1% 18,9% 19,1% 18,8% 18,6% 18,5% 18,3% 18,2% Incid. Siena/Tosc. Superf. 17,1% 19,0% 24,5% 24,4% 23,4% 25,6% 28,2% 27,4% 27,9% 26,3% 26,6% 27,7% 27,3% Tabella 34. Superficie e agricoltura biologica in conversione (ha) Siena e Toscana Fonte: Regione Toscana Dal 1 gennaio 2008, la banca dati sull agricoltura biologica e sulle superfici ha cambiato l origine dei dati (in precedenza autocertificati dalle aziende in forma cartacea, poi informatizzati) questo elemento crea indubbiamente qualche problema di omogeneità nella valutazione della serie storica dei dati perché affetta da diverse misurazioni nei valori assoluti. È però indubbio come l incidenza di un territorio come quello provinciale sul totale regionale non sia affetta da questa distorsione. Dall unione storica delle due procedure si delinea ugualmente evidente la crescita progressiva del numero degli operatori biologici sia in ambito regionale che sul territorio senese. Fin dall istituzione la provincia di Siena ha condizionato gli indicatori in esame caratterizzando fortemente il panorama del comparto agricolo biologico della regione; il 13% di operatori e 17% delle superfici senesi del 1999 è cresciuto progressivamente fino a quasi il 19% per i primi e il 28% delle dimensioni agricole coltivate. Superficie ad agricoltura biologica e in conversione ha anno 2010 Cerealicolo Orticolo Frutticolo Viticolo Olivicolo Floricolo Colt. Industriali Foraggiero- Zootecnico Altro Totali ha Biologici ha in conversione ha Totali
121 Superficie ad agricoltura biologica e in conversione ha anno 2011 SIENA Cerealicolo Orticolo Frutticolo Viticolo Olivicolo Floricolo Colt. Industriali Foraggiero- Zootecnico Altro Totali ha Biologici ha in conversione ha Totali Tabella 35. Superficie ad agricoltura biologica e in conversione ha. Fonte: Regione Toscana La dinamica senese appare anno per anno in consistente crescita (salvo la lievissima flessione degli ha a coltivazione biologica) e sempre eccedente la media regionale fino a condizionarne sempre più la caratterizzazione strutturale. 121
122 I PROGETTI DELLA PROVINCIA DI SIENA Progetti per corretto uso del suolo in agricoltura e per lo sviluppo di prodotti biologici Incontri e supporto specialistico per i tecnici operanti per assistenza tecnica alle aziende agricole, in particolare per il settore viti-olivicolo ma anche cerealicolo, delle colture industriali e delle essenze ornamentali e forestali. A richiesta dei tecnici sono affrontati specifici argomenti fitosanitari su tali produzioni agricole. Viene predisposto un tavolo tecnico di incontro e confronto fra operatori quale supporto sempre attivo per rispondere alle esigenze del territorio. In particolare l'attività si concretizza con: a) consulenza sulle varie problematiche relative alla difesa fitosanitaria e al settore agronomico; b) divulgazione sui mezzi di difesa delle colture agricole e approfondimenti tecnici in ambito fitosanitario e agronomico; c) supporto di diagnostica fitopatologica; d) sopralluoghi con i tecnici in aziende che presentano problemi fitosanitari e agronomici particolarmente gravi, con eventuale prelievo dei campioni e successive analisi di diagnostica fitopatologia. Promozione e valorizzazione delle risorse agro-alimentari e della filiera corta La Provincia di Siena promuove e valorizza le risorse agro-alimentari collegate al territorio rurale e agli aspetti turistico culturali, attraverso iniziative operate mediante la realizzazione e/o la partecipazione a mostre, fiere e qualsiasi altra iniziativa anche in collaborazione con altri soggetti (enti, consorzi e associazioni). Inoltre promuove la filiera corta dei prodotti agricoli che oltre a valorizzare risorse locali e ad incrementare l economia locale contribuisce ad un minore inquinamento ambientale per il minor percorso di trasporto dei prodotti. In particolare, per dare un sostegno all olivicoltura, è stato provveduto alla definizione di un accordo con i Comuni per l utilizzazione dell olio locale nelle mense scolastiche. L azione ha riscosso un successo tale che è stato ipotizzato di introdurre altri prodotti locali nell alimentazione scolastica. Per la promozione di prodotti locali è stato istituito il Mercatale ovvero un mercato delle produzioni agricole di qualità del territorio che si svolge periodicamente in luoghi diversi in Val di Merse. A livello zonale è stato scelto di mirare a costruire delle comunità di interessi per lo sviluppo di un alimentazione locale, stagionale e di qualità. Sono stati organizzati incontri con i produttori locali al fine di verificare l interesse degli 122
123 stessi a costruire un percorso condiviso per la nascita di un mercato di filiera corta nell area della Val di Chiana. La Provincia di Siena ha partecipato al progetto europeo RURURBAL che si è concluso con la definizione della carta europea di governance territoriale ed alimentare nella quale sono definiti i principi e gli impegni di un modello di sviluppo basato sulla costituzione di un sistema agroalimanetre locale secondo i principi approvati dal comitato delle regioni in seno alla Comunità Europea. Tramite lo Sportello Biologico presente presso la sede provinciale, attivo da anni per informare su come sviluppare un azienda agricola biologica, particolare attenzione sarà dedicata alla creazione di una rete di produttori consapevoli orientati al mercato di filiera corta. Figura 46. Brochure Progetto RURURBAL e Mercatale. Fonte: Provincia di Siena. Incentivazione alle aziende agricole per il risparmio energetico e lo sviluppo di energie alternative Per quanto riguarda l attivazione delle misure sul Piano Locale di Sviluppo Rurale orientate al risparmio energetico e allo sviluppo di energie alternative, sono stati concessi contributi ad oltre 200 aziende agricole che hanno partecipato alla sperimentazione di impianti per l approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. 123
124 IL MONITORAGGIO DEI SERBATOI INTERRATI DEGLI IMMOBILI PROVINCIALI La Provincia di Siena monitorizza l aspetto sversamenti incidentali in quanto correlato alla possibilità di percolazione nel sottosuolo derivante dalla rottura dei serbatoi interrati in dotazione alle strutture provinciali. L inertizzazione/il controllo dei serbatoi è quindi l elemento di miglioramento (in quanto sostanzialmente elimina le caratteristiche di pericolosità del serbatoio). L inertizzazione/il controllo della manutenzione degli edifici provinciali è affidato a tecnici provinciali con atto del Dirigente del Servizio Lavori Pubblici. Non si sono mai verificati sversamenti da tali serbatoi. Gli indicatori di riferimento per la gestione degli sversamenti accidentali sono: n. dei serbatoi interrati % serbatoi controllati Dato n. Serbatoi interrati % serbatoi controllati Tabella 36. Serbatoi interrati e % di serbatoi controllati. Fonte: Provincia di Siena. Tutti i serbatoi interrati sono controllati secondo una prassi ormai consolidata in Provincia di Siena. Questo significa che l aspetto sversamenti accidentali non rappresenta una criticità. 124
125 FATTORE AMBIENTALE ALTRE QUESTIONI LOCALI ASPETTO AMBIENTALE Rumore IMPATTO AMBIENTALE Impatti sulla salute umana TIPOLOGIA IMPATTO indiretto AZIONI DI MIGLIORAMENTO E CONTROLLO Riduzione e prevenzione dell inquinamento acustico sulle strade provinciali Inquinamento elettromagnetico Attività tecnico in acustica Impatti sulla salute umana Impatti sulla salute umana indiretto indiretto Monitoraggio piani di zonizzazione comunali Incremento del quadro conoscitivo relativo ai livelli di emissione di onde elettromagnetiche di stazioni Radio-TV, RDB, elettrodotti tramite campagne di Monitoraggio Rilascio autorizzazioni Costruzione/esercizio Linee elettriche Campi elettromagnetici e ponti radio Impatti sulla salute umana diretto Monitoraggio RUMORE MONITORAGGIO DEI SUPERAMENTI DEI LIMITI DELLA NORMATIVA E PIANI DI ZONIZZAZIONE COMUNALI L inquinamento acustico è causato da un agente che, a differenza di altri inquinanti, non è di per sé nocivo. I parametri e le soglie che governano la transizione dal suono al rumore non sono ad oggi completamente compresi e comunque non risiedono esclusivamente nella fisica del fenomeno acustico bensì coinvolgono certamente aspetti di tipo percettivo e semantico. Molti sono i limiti ed i criteri normativi per il monitoraggio, differenziati per tipologia di sorgente, periodo del giorno, contesto urbanistico. I livelli di rumore presenti normalmente nell ambiente esterno, generalmente inferiori a 75 dba, benché non siano in grado di produrre effetti dannosi a carico dell udito, attivano comunque una grande varietà di alterazioni fisiologiche e funzionali che sono conseguenza della percezione a livello psichico del rumore e che dipendono solo in parte dal livello sonoro ma anche, come si è detto, da altri aspetti più difficilmente misurabili (quali il contesto in cui i suoni sono percepiti, la loro gradevolezza, le loro variazione nel tempo). Tuttavia, a partire da livelli sonori al di sopra dei 35 dba si possono avere importanti disturbi del sonno, con ricadute significative sulla salute della persona. A partire, invece, dai 55 dba il rumore interferisce negativamente, anche nel periodo diurno, con lo svolgimento di molte attività umane diventando una causa di stress aggiuntiva. 125
126 Il rumore risulta, quindi, un agente nocivo secondo due criteri di valutazione almeno parzialmente indipendenti: da un lato per la sua capacità di peggiorare la fruibilità dell ambiente e della qualità della vita che in esso si può svolgere, dall altro in quanto specifico fattore di rischio per una notevole varietà di patologie e disfunzioni. Per il monitoraggio del livello di rumore nel territorio provinciale, la Provincia di Siena, in seguito al Piano di monitoraggio dell inquinamento acustico e Piano degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore ha stipulato con ARPAT provinciale una convenzione per cui vengono monitorati i superamenti della normativa su campagne di misura sul rumore. Inoltre viene monitorata la situazione sui Piani di zonizzazione comunali: ad oggi i cittadini della provincia senese risiedono tutti in Comuni zonizzati. Gli indicatori considerati per la valutazione del fattore ambientale Rumore, sono: n. superamenti limiti normativa percentuale popolazione in superficie zonizzata Per far fronte alla domanda di controllo da parte dei cittadini le istituzioni e ARPAT presentano attività di controllo e valutazione tramite una serie di indicatori che tengono conto del numero di interventi di misura su sorgenti puntuali a seguito di esposti o segnalazioni. In provincia di Siena gli esposti che i cittadini hanno fatto pervenire all URP di ARPAT si presenta sostanzialmente stabile nel tempo, sempre tra 30 e 60 richieste di interventi nel corso degli ultimi 10 anni. Sorgente ANNO Totale Attività produttive interventi irregolari Attività servizio-comm.li interventi irregolari Altro interventi irregolari Infrastrutture stradali interventi irregolari Infrastrutture ferroviarie interventi irregolari Totale Interventi Totale irregolari Sorgente ANNO Totale Attività produttive irregolari 63% 75% 53% 67% 83% 67% 67% 60% 63% 56% 15% 33% 57% Attività servizio-comm.li irregolari 67% 88% 56% 74% 61% 67% 64% 73% 67% 69% 29% 50% 65% Altro irregolari 71% 100% 60% 57% 33% 67% 25% 67% 100% 100% 60% Infrastrutture stradali irregolari 100% 64% 22% 75% 71% 65% 74% 60% 48% 21% 0% nd 56% Infrastrutture ferroviarie irregolari 0% 0% 100% nd 33% Totale irregolari 70% 80% 49% 71% 67% 65% 72% 61% 55% 38% 21% 50% 59% Tabella 37. Attività di controllo dei superamenti acustici in provincia per sorgente e esito Fonte A.R.P.A.T. 126
127 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO 8 MONITORAGGIO SUPERAMENTI LIMITI DELLA NORMATIVA Con lo sviluppo del progresso tecnologico al campo elettromagnetico naturale, derivante dall atmosfera, dal sole, dallo spazio esterno e dalla terra stessa si sono aggiunti i campi prodotti dalle sorgenti legate all attività antropica che ne hanno provocato il progressivo innalzamento. I problemi dell inquinamento elettromagnetico riguardano le radiazioni non ionizzanti, comprese nel range di frequenza GHz, che, in generale, sono emesse da impianti per le radiotelecomunicazioni e dal sistema di utilizzo e produzione finale di energia elettrica (linee elettriche, cabine di trasformazione, elettrodomestici). Le cause dell inquinamento elettromagnetico sono rappresentate da Stazioni Radio Base (SRB) per la telefonia mobile, postazioni per la teleradiodiffusione e linee elettriche (alta, media e bassa tensione). La Provincia di Siena per il monitoraggio dell inquinamento elettromagnetico ha preso in considerazione i seguenti indicatori numero complessivi punti di misura ELF (campi elettromagnetici a frequenze estremamente basse) numero complessivi punti di misura SRB (stazioni radio base) rilevazione dei superamenti dei limiti della normativa Nella seguente tabella vengono riportati i dati dei controlli sperimentali e del numero complessivo dei punti di misura effettuati dall ARPAT, nel corso del 2006/2007, su stazioni radio-tv, radio base e frequenze estremamente basse (ELF: Extremely Low Frequencies). In provincia di Siena nel dicembre 2010 erano collocate 285 postazioni radio, il 9% delle oltre presenti sul territorio regionale, un tasso sicuramente significativo, consolidato da una dinamica in aumento anno dopo anno a tassi costanti di postazioni. Nelle postazioni della provincia di Siena si rileva una emissione media degli impianti istallati rispetto alla media regionale. Stazioni radio base (SRB) per la telefonia cellulare postazioni Anno SIENA Toscana Var.% prov. SIENA 6,3% 5,9% 5,6% Var.% regione 5,3% 9,8% 7,8% Tabella 38. Stazioni radio base (SRB) per la telefonia cellulare postazioni Fonte: SIRA. A Siena il tasso di crescita si associa ad una significativa presenza sul territorio con 297 postazioni nel 2010, l 11% di quelle costruite sul territorio regionale. 8 I dati forniti possono presentare variazioni rispetto a quelli delle precedenti Dichiarazioni ambientali e dei relativi aggiornamenti per rettifiche 127
128 Appare però interessante rilevare come l aumento delle postazioni RTV si è interrotta fin dal 2009 mentre nel 2010 si presenta addirittura in calo (-12 postazioni) nonostante il consistente sviluppo rilevato per la diffusione televisiva digitale (DVB). Questa riduzione è eccentrica rispetto alla conferma dei numeri dell anno precedente riscontrata a livello toscano. Costante su livelli minimi toscani, la presenza degli impianti radio con tecnica digitale (DAB). Impianti di diffusione radio e televisiva RTV - postazioni Anno SIENA Toscana Var.% prov. SIENA 10,0% -0,3% -3,6% Var.% regione 8,3% 0,1% -0,1% Tabella 39. Impianti di diffusione radio e televisiva RTV - postazioni Fonte: SIRA. Postazioni e impianti sono soggetti ad una costante procedura di controllo da parte della Provincia di Siena con l obiettivo del monitoraggio dei superamenti dei limiti della normativa. In tabella vengono riportati il numero complessivo dei punti di misura e i controlli sperimentali effettuati negli anni Punti di misura SRB e ELF Periodo Numero complessivi di punti di misura ELF Numero complessivi di punti di misura SRB Tabella 40. Punti di misura SRB e ELF Fonte: A.R.P.A.T. Siena. Numero controlli sperimentali e punti di misura radio-tv, SRB, ELF n. complessivo punti di misura n. interventi sperimentali di controllo Radio TV qsrb ELF Radio TV qsrb ELF Tabella 41. Numero controlli sperimentali e punti di misura radio-tv, SRB, ELF Fonte: A.R.P.A.T. Siena. I dati sui controlli effettuati mostrano una riduzione degli interventi di monitoraggio, da non connettere alla minore attenzione al fenomeno da parte dell Amministrazione Provinciale. L assenza di rilevazioni di siti non a norma conferma infatti la sicurezza del territorio e l attenzione delle amministrazioni al tema. La Provincia di Siena dispone di un solo ponte radio e ad oggi non sono state inoltrate lamentele da parte della popolazione relativamente alla struttura in esame. 128
129 ODORI-IMPATTO VISIVO-TRASPORTI L aspetto ambientale delle emissioni odorigene non presenta particolari criticità per quanto riguarda gli edifici, le strutture e le attività svolte dalla Provincia di Siena. Diversa è invece la situazione se si considera l aspetto in esame come aspetto ambientale indiretto. Infatti, eventuali emissioni odorigene che si manifestano sul territorio provinciale, per lo più derivanti da attività industriali e di gestione rifiuti, chiamano in causa la Provincia. Di fronte ad esposti di soggetti privati la Provincia è chiamata ad intervenire come ente competente, secondo quanto prescritto dalla vigente normativa. Generalmente tale attività è svolta in parallelo all intervento di ARPAT, agenzia competente per le azioni di controllo. Le competenze dell Amministrazione prevedono i poteri di diffida, con o senza prescrizioni, di sospensione e di revoca dell autorizzazione allo svolgimento dell attività di quella impresa che ha prodotto le emissioni. Ciascun episodio, ovviamente, è soggetto di volta in volta a specifica analisi e valutazione delle misure più opportune da prendere per la mitigazione o la completa eliminazione delle suddette emissioni. Da un punto di vista di impatto visivo il quadro provinciale non presenta nessuna criticità. Ciò vale tanto per gli edifici, gli immobili e le strutture di proprietà dell Amministrazione - tutte queste tipologie risultano infatti ben integrate nei contesti urbani in cui si trovano quanto per strutture e/o impianti presenti sul territorio provinciale e di proprietà di privati. In materia di trasporto pubblico locale (TPL) la Provincia di Siena, sulla base della vigente legislazione nazionale e regionale, è affidataria di compiti di regolazione del TPL sulla rete urbana ed extraurbana del territorio provinciale. Nel suo complesso il programma pluriennale è diretto a: - razionalizzare ed integrare le risorse attualmente utilizzate per il trasporto pubblico della Provincia di Siena per finanziare i vettori ferro/gomma; - migliorare la qualità e la quantità dei servizi resi ai cittadini della Provincia di Siena attraverso la massima integrazione operativa tra tipologie trasportistiche, nel rispetto dei criteri di sostenibilità ambientale; - incentivare l uso del TPL su gomma e ferro per soddisfare le esigenze di mobilità che si manifestano nel territorio provinciale. Attraverso il perseguimento dei principi di integrazione modale e tariffaria, viene perseguito l obiettivo di razionalizzazione dell utilizzo delle risorse creando economie di scala da reinvestire sul territorio ed un miglioramento quali-quantitativo del servizio erogato. Per i Comuni del territorio senese vengono erogati contributi finalizzati all acquisto di autobus che possono trasportare cittadini delle aree deboli al fine di diminuire l utilizzo del mezzo proprio. Tali autobus (di media dimensione) sono euro 4 plus. Questa operazione ha visto dall inizio del progetto l acquisto di circa 25 autobus. Relativamente all accordo con l azienda gestore del TPL segnaliamo che sono stati acquistati dalla stessa nuovi mezzi maggiormente ecologici (euro 5). 129
130 LA GESTIONE DELLE EMERGENZE EMERGENZE TERRITORIALI Per la gestione delle emergenze territoriali la Provincia di Siena in recepimento della Legge regionale 67/2003 è tenuta in particolare a Stabilire l organizzazione della provincia in emergenza Definire le modalità di coordinamento con le altre strutture operanti nell ambito provinciale ai fini di assicurare il necessario supporto ai comuni Censire le risorse disponibili nell ambito del territorio provinciale tra cui le aree di emergenza Stabilire le procedure di raccordo con la Regione per l attività di supporto di quest ultima Con l adozione del Piano Provinciale di Protezione Civile ha ottemperato alle richieste regionali ed in particolare ha definito le procedure di attivazione delle risorse per le emergenze qualora si verificassero i seguenti rischi sul territorio provinciale Rischio idraulico Rischio geomorfologico Rischio meteorologico Rischio sismico Rischio incendi boschivi Rischio incendi ed espolosioni Rischio industriale Rischio chimico Rischio incidenti stradali rilevanti Rischio incidenti ferroviari Rischio incidenti aerei Rischio incidenti fluviali Rischio epidemie epizoozie Tale piano disciplina a) l organizzazione dell attività di centro situazioni, funzionale a garantire il ricevimento e la gestione delle segnalazioni di criticità da parte dei comuni; b) l organizzazione dell attività di centro operativo funzionale a rendere disponibile il supporto della provincia ai comuni che ne facciano richiesta; c) le sedi di coordinamento operativo decentrate nel territorio provinciale. I compiti fondamentali del Centro situazioni della Provincia di Siena sono volti a: Assicurare il contatto fra le varie componenti produttrici di informazioni Assicurare la conoscenza della situazione in atto Assicurare la trasmissione del quadro conoscitivo ad enti e organi coinvolti Assicurare il flusso organico delle informazioni Curare la redazione di un Rapporto continuo sugli eventi 130
131 131
132 Figura 47. Strutturazione del sistema di attivazione delle risposte all emergenza. La Provincia di Siena ha inoltre provveduto ad ampliare i propri locali per l allestimento della sala operativa che comprende Il centro situazioni per le attività ordinarie di protezione civile La sala strategica per ospitare l Unità di crisi ed assumere decisioni in caso di emergenza La sala Augustus per ospitare le funzioni di supporto in caso di emergenza 132
133 La sala radio contenente gli apparecchi radio provinciale e per ospitare in caso di emergenza le funzioni radio esterne Sala volontariato per ospitare le organizzazioni di volontariato sia in condizioni normali che di emergenza Antincendio - Sala Operativa Nei primi mesi del 2007 ai fini della lotta agli incendi boschivi la Provincia di Siena ha attivato la Sala Operativa antincendio nel Centro Operativo Provinciale (COP). Tale Sala Operativa è stata attivata dalla Provincia di Siena in collaborazione con CFS, VV.FF. e volontariato con competenze su tutto ciò che concerne l antincendio boschivo e con specifici compiti di coordinamento dei vari soggetti che concorrono alla prevenzione e alla repressione dei fenomeni d incendio boschivo. La Sala Operativa è attiva dal 15 giugno al 15 settembre di ogni anno con turni dalle ore 8 alle 20. Dalle 20 la competenza passa alla Regione Toscana con la Sala Operativa Unificata Permanente. L istituzione di tale Sala Operativa ha evidenti significati sotto il profilo di gestione delle emergenze (interventi tempestivi, coordinati ed efficaci) ma anche sotto il profilo ambientale (tutela della risorsa forestale e boschiva, tutela della biodiversità, mantenimento della capacità di assorbimento della CO 2 ). EMERGENZE INTERNE Per la gestione delle emergenze negli edifici in cui opera personale provinciale è stato effettuato da parte del Responsabile di prevenzione e protezione il documento di VALUTAZIONE DEI RISCHI. Per ogni edificio sono stati nominati e formati dipendenti addetti alla sicurezza ed è stato consegnato dallo stesso Responsabile di prevenzione e protezione un Manuale per i lavoratori informazioni, prescrizioni per la gestione delle situazioni di emergenza nei luoghi di lavoro Tale documento elenca i comportamenti da tenere in caso di Alluvione Forti temporali con fulmini Terremoto Incendio Interruzione di energia elettrica Persone bloccate in ascensore Inoltre fornisce - Informazioni in dettaglio sulla prevenzione del rischio di incendio - Informazioni pratiche in casi di emergenza (numeri telefonici ) Al documento fanno seguito le planimetrie che sono anche affisse in più punti degli immobili indicanti le vie di fuga in caso di evacuazione dell edificio. Per quanto riguarda invece gli incidenti da cui si sprigionano incendi viene effettuato un monitoraggio sul numero di edifici soggetti a certificato di prevenzione incendi (CPI) e sul numero di incendi rilevati/anno. 133
134 Non sono stati rilevati incidenti ambientali rilevanti in seno alle strutture della Provincia. L'unico incendio rilevato è stato di natura dolosa presso un istituto scolastico. Relativamente alla situazione sugli infortuni dei dipendenti si segnala: anno n. infortuni n. giorni TOT Tabella 42. Situazione infortuni personale Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. 134
135 ASPETTI AMBIENTALI LEGATI ALLE PARTECIPAZIONI SOCIETARIE Per la valutazione degli aspetti ambientali relativi alle partecipazioni societarie, vengono escluse dall ambito di applicazione le attività svolte dalle società di cui la Provincia di Siena detiene una quota minoritaria o non significativa. Tale valutazione, partendo dall analisi degli aspetti ambientali derivanti dalle attività svolte dalle partecipate, individua i potenziali impatti delle stesse sull ambiente. Quindi, in sintesi, vengono esaminati i seguenti gli aspetti ambientali generati da: Eurobic Toscana Sud Terme Salute ed Ambiente Sienambiente s.p.a. Finanziaria senese di sviluppo Consorzio Terre cablate Terme Antica Querciolaia Aeroporto di Siena s.p.a. Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile s.r.l. Agenzia Provinciale per lo Sviluppo Locale Qualità e Sviluppo Rurale s.r.l. Promosiena s.p.a.. Aspetti ambientali generati da Eurobic Toscana Sud Gli impatti diretti appaiono limitati ed affini a normali attività da ufficio. Per quello che concerne le attività sul territorio non riuscendo sempre a determinare ove la promozione economica vada ad incidere sul territorio e quali impatti generi cautelativamente si ritiene l aspetto significativo. Aspetti ambientali generati da Terme Salute ed Ambiente Gli impatti diretti non possono definirsi limitati è infatti deducibile come gli scarichi liquidi, il consumo di materiali farmaceutici, il traffico indotto ed altro possano essere oggetto di studio approfondito. Per questa considerazione si ritiene l aspetto significativo. Aspetti ambientali generati da Sienambiente s.p.a La Società opera nel settore dei rifiuti solidi urbani, dei rifiuti industriali, dei fanghi biologici,residui della depurazione delle acque attraverso attività di recupero, valorizzazione, smaltimento, raccolta e trasporto di rifiuti solidi urbani. Sienambiente è l ente gestore unico del Piano Provinciale Rifiuti. La Società ha ottenuto la certificazione ISO e la registrazione EMAS. Si ritiene, prudenzialmente, di dover considerare significativo tale aspetto. Aspetti ambientali generati da Finanziaria senese di sviluppo La Società verrà a configurarsi come una vera e propria agenzia di sviluppo provinciale. Gli impatti diretti appaiono estremamente ridotti in quanto relativi ad una normale attività di ufficio. Gli impatti indiretti pare opportuno, 135
136 nei limiti dati dalla possibilità di influirvi da parte dell ente Provincia, considerarli significativi. Aspetti ambientali generati dal consorzio Terre cablate Il Consorzio, costituito nel 2002, ha come finalità la realizzazione di attività di studio e ricerca sul territorio provinciale sulle tecnologie telematiche ed informatiche, progettazione realizzazione e gestione delle infrastrutture di rete di telecomunicazione. Si ritiene, prudenzialmente, di dover considerare significativo tale aspetto. Aspetti ambientali generati dalle Terme Antica Querciolaia La società svolge attività di sfruttamento e utilizzazione di giacimenti di acque termali, minerali ed oligominerali. Si ritiene, prudenzialmente, di dover considerare significativo tale aspetto. Aspetti ambientali generati da Aeroporto di Siena S.p.a. Ha come oggetto principale di attività lo sviluppo, la progettazione, la realizzazione, l'adeguamento, la gestione, la manutenzione ed uso degli impianti e delle infrastrutture per l'esercizio dell'attività aeroportuale. Si ritiene, prudenzialmente, di dover considerare significativo tale aspetto. Aspetti ambientali generati da Agenzia Provinciale per l Energia, l Ambiente e lo Sviluppo sostenibile s.r.l. Gli aspetti diretti sono limitati ed affini alle normali attività d ufficio. La natura dell attività svolta, caratterizzata da una forte impronta ambientale e da un atteggiamento pro-attivo rivolto alla promozione di sistemi di ecogestione, fa sì che gli aspetti relativi al territorio possano essere prudenzialmente considerati significativi. Aspetti ambientali generati da Agenzia Provinciale per lo Sviluppo Locale Gli aspetti diretti derivano dall ordinaria attività d ufficio e per questo sono considerati estremamente ridotti. Non si ritiene che si possano individuare impatti indiretti significativi avendo l Agenzia come finalità servizi di interesse generale di sostenibilità economica nel settore dello sviluppo locale e sociale. Aspetti ambientali generati da Qualità e Sviluppo Rurale s.r.l. Gli aspetti diretti sono ridotti in quanto derivano dalla normale attività d ufficio. Considerato che il settore di intervento (agroindustriale) e l attività di sviluppo di tecnologie innovative sono legati a determinati fattori ambientali, gli aspetti indiretti possono essere valutati come significativi. Aspetti ambientali generati da Promosiena s.p.a.. Gli aspetti diretti derivano dall ordinaria attività d ufficio e per questo considerati estremamente ridotti. Non si ritiene che si possano individuare impatti indiretti significativi. La Provincia di Siena ha attivato una procedura in cui si esplicita che i principi della Politica ambientale dell ente costituiscono un riferimento per tutti gli 136
137 organismi gestionali partecipati significativamente (consorzi, associazioni, enti, società, fondazioni). La Commissione di Gestione del Sistema di Gestione Ambientale provvede ad inviare ai suddetti organismi copia della Politica ambientale e degli obiettivi di miglioramento, quale indirizzo per le attività di programmazione e di gestione. Ogni anno gli amministratori degli organismi (consorzi, associazioni, enti, società, fondazioni) di cui la Provincia di Siena detiene una quota di maggioranza o su cui esercita una attività di indirizzo e controllo inviano alla Commissione suddetta un rapporto descrittivo sulle attività svolte in attuazione dei contenuti dei documenti inviati. 137
138 ASPETTI AMBIENTALI LEGATI AGLI APPALTI Un Amministrazione Provinciale si trova per sua natura nella condizione di conferire incarichi a soggetti esterni all Amministrazione stessa. Gli incarichi possono essere di varia natura, in quanto lo spettro delle attività appaltabili spazia dalla progettazione e realizzazione di grandi opere pubbliche alla fornitura di beni e servizi. Lo strumento che consente tale modalità operativa è quello dell appalto pubblico, pratica normata da legislazione comunitaria e nazionale. Gli appalti possono essere suddivisi in 3 categorie: 1) opere/lavori 2) forniture 3) servizi. Principalmente, in materia di appalti sono coinvolti i Settori: Opere Pubbliche, per opere pubbliche (realizzazione immobili, strade, ristrutturazione, lavori in economia, ecc.), e fornitura di materiale utilizzato per la manutenzione delle strade (bitume, pietrisco, ecc.); Sviluppo Rurale, per opere per repressione incendi boschivi sistemazioni idraulico forestali, ripristino opere bonifica (manutenzione e opere a protezione degli argini), sfalcio della vegetazione ecc.; Riserve naturali e Risorse faunistiche, per censimenti di valutazione e individuazione delle risorse prelevabili all interno della riserva ecc. ; l Ufficio Economato e Provveditorato, per servizio di pulizia locali, forniture di materiali per uffici ecc Gli appalti possono essere classificati: - al di sopra di una determinata soglia di spesa (regolati dalla normativa sugli appalti in senso stretto); - al di sotto di una determinata soglia di spesa (regolati da una normativa specifica). Nel primo caso viene indetto un avviso di gara pubblica, alla quale tutti i diversi soggetti prestatori di opere, servizi o forniture, possono partecipare. Viene predisposto un Capitolato di Appalto da parte del Servizio Provinciale interessato dall oggetto dell appalto. L Ufficio Contratti è incaricato di seguire l istruttoria ed una Commissione nominata, in base ai requisiti presenti nel capitolato, valuta le offerte pervenute e assegna i punteggi. Nel secondo caso si parla di Richiesta preventivo o Gara informale, nella quale vari soggetti prestatori di opere, servizi o forniture vengono invitati a partecipare alla selezione presentando un preventivo particolareggiato di spesa. I requisiti specifici inerenti l oggetto dell appalto vengono espressi nella lettera invito, che in pratica contiene il capitolato. L Amministrazione Provinciale ha la facoltà di inserire tutti i requisiti che ritiene opportuni per lo svolgimento dell attività o nelle caratteristiche del prodotto oggetto di appalto. 138
139 Vengono invitati alla gara interlocutori consolidati, ma anche ditte che si sono segnalate all Amministrazione provinciale che non hanno mai avuto incarichi di sorta. Anche nella richiesta preventivo, come nell appalto pubblico, esiste la possibilità di inserire varianti. Ciò viene comunicato ai partecipanti tramite telegramma o raccomandata. Dal momento che l oggetto dell appalto può coprire uno spettro amplissimo di attività, opere e forniture, appalti diversi (e inerenti servizi diversi), possono essere regolati da normativa differente. Il Capitolato consente clausole moratorie, a salvaguardia sia della ditta appaltatrice sia dell amministrazione appaltante. Gli appalti di durata pluriennale (es. triennale) non sono rinnovabili. Con la messa a punto del Sistema di Gestione Ambientale è stata istituita una procedura Regolamentazione degli appalti e indirizzi sulle partecipazioni societarie che determina la stesura di alcuni criteri di sostenibilità ambientale che, ove possibile, potranno essere elemento decisionale per l acquisto delle materie prime utilizzate (es. carta riciclata/ecologica, dispositivi atti a ridurre i consumi), per l affidamento di servizi e per l affidamento di incarichi connessi alla realizzazione di opere pubbliche (progettazione e realizzazione), nonché per la scelta di fornitori. La procedura prevede che tali criteri vengano stilati sulla base delle indicazioni risultanti da una riunione alla quale partecipano tutti i Dirigenti dei Settori che sono responsabili della stesura dei capitolati di appalto e del controllo dell applicazione dei requisiti contenuti nel capitolato speciale. In tale riunione vengono anche individuati quali sono gli appalti che presentano ricadute dal punto di vista ambientale. I requisiti di carattere ambientale possono essere inseriti nel capitolato d appalto o nella lettera invito per quanto riguarda le richieste di preventivo. A seconda della categoria d appalto, i requisiti possono riguardare la progettazione ed esecuzione delle opere, la modalità di esecuzione del servizio e le caratteristiche del prodotto. Ogni Responsabile di Settore individua le misure che ritiene idonee per la redazione dei capitolati degli appalti di propria competenza, in conformità ai criteri di sostenibilità. Inoltre lo stesso Responsabile incarica un proprio delegato per il monitoraggio sul rispetto dei requisiti di carattere ambientale contenuti nel capitolato speciale di appalto, da parte dell appaltatore. Questo può essere realizzato tramite il controllo di rapporti periodici dei soggetti gestori dei servizi affidati all esterno, delle caratteristiche dei prodotti consegnati desunti dal contenuto delle etichette, dello stato di avanzamento dei lavori e delle relazioni di fine lavori delle opere pubbliche. In sede di capitolato d appalto potranno essere previste misure da attuare nei confronti dell appaltatore, nel caso questi non rispetti i requisiti di carattere ambientale richiesti. 139
140 Attualmente i criteri di sostenibilità ambientale di cui sopra sono i seguenti: Obiettivo Generale Conservazione delle risorse naturali Risparmio energia Minimizzazione Emissioni Atmosferiche Tutela paesaggistica Riduzione produzione di rifiuti Qualità delle acque Eliminazione/riduzione uso sostanze pericolose Requisiti del Capitolato Acquisto carta ecologica/riciclata Acquisto di dispositivi e apparecchiature a basso consumo energetico Razionalizzazione dei consumi idrici da parte delle aziende appaltatrici di servizi e opere Utilizzo aliquote di materiali da costruzione naturali Progettazione edifici ed altre opere di proprietà utilizzando materiali isolanti naturali Progettazione impianti termici ed illuminanti che utilizzino aliquote di energie rinnovabili Utilizzo aliquote di mezzi di trasporto alimentati a metano o elettrici durante l esecuzione dei servizi di trasporto pubblico Ripristino dei luoghi sede di interventi Obbligo di presentare in sede progettuale un piano di recupero e di ripristino dei luoghi utilizzati per cantiere Obbligo del recupero e della raccolta differenziata dei rifiuti per le aziende appaltatrici dei servizi e delle opere Ritiro degli imballaggi dopo la consegna dei prodotti per il riutilizzo. Applicazione della disciplina degli scarichi idrici per le aziende costruttrici di opere pubbliche durante le attività di cantiere Richiesta di presentazione di prodotti alternativi in sede di offerta da parte dei fornitori Richiesta di obbligo di selezione dei prodotti da parte delle ditte di pulizia dei locali provinciali, anche in funzione delle fasi di rischio Controllo a campione sull uso dei prodotti Tabella 43.Criteri di sostenibilità per l affidamento di servizi ed incarichi da parte dell Amministrazione Provinciale di Siena. Fonte: Provincia di Siena. 140
141 I requisiti preferenziali per la scelta dei fornitori: 1. Certificazione ISO 14001; 2. Corsi di formazione su tematiche di sostenibilità ambientale rivolti ai dipendenti; 3. Accorgimenti nello svolgimento del servizio/della fornitura per la tutela ambientale; 4. utilizzo di prodotti con marchio di qualità ecologica. Per quanto riguarda gli appalti sotto soglia, essi sono estremamente numerosi e pertanto risulta difficoltoso esaminare in maniera puntuale tutti gli incarichi affidati esternamente all amministrazione. Per quanto riguarda gli appalti pubblici intesi in senso stretto (sopra soglia), sono stati individuati gli appalti attualmente in essere, aventi i seguenti oggetti: - Capitolato d'oneri e requisiti tecnici per la somministrazione diretta nei luoghi di utilizzo di gasolio occorrente per il riscaldamento di plessi scolastici, Uffici prov.li, Settori prov.li o di competenza provinciale - Acquisto carta per fotocopiatrici, stampanti e tipografia - Svolgimento del servizio di pulizia dei locali adibiti ad uso uffici dell'amministrazione - Esecuzione di tutte le opere e provviste per servizi di manutenzione torrenti - Esecuzione di tutte le opere e provviste per i lavori di ripristino, taglio di vegetazione sia arborea che arbustiva e rimozione di dossi sul fondo dei fiumi - Esecuzione di opere e provviste per i lavori di ripristino della viabilità forestale - Esecuzione di tutte le opere e provviste per i lavori di ripulitura manutenzione e valorizzazione del patrimonio agricolo-forestale - Esecuzione di opere e provviste per i lavori di ripristino, sistemazione idraulica e protezioni spondali dei bacini fluviali - Progetti per ampliamento o lavori strutturali su immobili provinciali - Sistemazione e bitumatura del piano stradale Considerando il numero e l oggetto degli appalti attualmente in essere da parte dell Amministrazione Provinciale di Siena, sono stati identificati come importanti e significativi gli appalti definiti sopra soglia (precedentemente elencati). Gli elementi che hanno supportato questo tipo di valutazione sono sostanzialmente legati a: - entità dei consumi di risorse naturali connessi all erogazione del servizio o alla realizzazione dell opera; - emissioni generate in sede di realizzazione delle opere o durante lo svolgimento di determinate attività; - sostanze utilizzate e rifiuti prodotti; - quantitativo dei beni acquistati e loro utilizzo. 141
142 METODOLOGIA PER LA VALUTAZIONE DEGLI ASPETTI/IMPATTI AMBIENTALI Per la valutazione degli aspetti/impatti ambientali sono state effettuate Analisi degli aspetti/impatti diretti generati dalle attività per gli aspetti concernenti le attività convenzionali di ufficio, di comunicazione, di trasporto diretto e simili Analisi degli aspetti/impatti diretti generati dai beni immobili per gli aspetti concernenti le caratteristiche dei beni immobili che presentano rischi di natura ambientale Analisi degli aspetti/impatti indiretti di natura territoriale per gli aspetti concernenti le criticità del territorio e la gestione di tali criticità da parte dell Ente Analisi degli aspetti/impatti indiretti per gli appalti per le tipologie di appalto più comuni e le considerazioni di merito alla caratterizzazione ambientale degli appalti stessi Analisi degli aspetti/impatti indiretti per la presenza di partecipazioni societarie per le società partecipate dalla Provincia e le considerazioni in merito alla caratterizzazione ambientale di tali società Elaborato l Elenco degli aspetti ambientali, si è provveduto a valutare ogni aspetto secondo vari indicatori per la gestione dell aspetto: Conformità alle competenze legislative Considerazioni sulle competenze che l ente possiede inerenti l aspetto considerato (od il fattore ambientale di riferimento) sia competenze istituzionali dell ente sia competenze ambientali derivate dall essere anche soggetto possessore di beni immobili Capacità di Gestione Considerazioni sulla possibilità di gestione dell aspetto considerato e dell eventuale interazione con soggetti terzi. Le informazioni rilevate hanno posto l accento sugli strumenti tramite i quali la gestione dell aspetto può essere espletata Caratteristiche della Gestione Considerazioni su come effettivamente l aspetto viene gestito all interno dell ente per la comprensione della grandezza dell impatto ambientale: 142
143 Parametri di qualità ambientale Considerazioni sul posizionamento di parametri misurabili di qualità ambientale inerenti l aspetto considerato rispetto a parametri esterni Magnitudo dell impatto Considerazioni riguardanti l entità della manifestazione dell aspetto e l andamento temporale degli indicatori scelti come rappresentativi dell aspetto ambientale e quindi dell impatto ambientale. Per gli aspetti di natura territoriale sono stati definiti indicatori di Stato o Pressione per rappresentare ogni aspetto Miglioramenti possibili e/o previsti Considerazioni riguardanti l efficacia della risposta rispetto alla magnitudo dell'impatto ambientale. Questo considerando i miglioramenti già in atto e quelli previsti. Nel caso di impatti di natura territoriale sono stati individuati indicatori di risposta rappresentativi di ogni aspetto ambientale. Sulla base degli indicatori sopra descritti è stata calcolata secondo un indice di coerenza e un indice di importanza la significatività dell impatto ambientale. 143
144 Significatività degli aspetti ambientali territoriali (NS=non significativo, S=significativo) Fattore Ambientale Aspetto ambientale Impatto ambientale Valutazione ARIA Ar1 emissioni di Effetto serra NS Ar gas serra Ar2 Concentrazione dei gas che contribuiscono all acidificazione Contributo delle piogge acide S Acqua Ac GESTIONE DEI RIFIUTI Ri USO delle Risorse Ur Altre questioni locali Ql Ar3 concentrazione dei gas derivanti da traffico veicolare, riscaldamento e processi produttivi Ac1 qualità delle acque superficiali Ac2 qualità delle acque sotterranee Ac3 qualità delle acque ad uso antropico Ri1- Produzione di Rifiuti Solidi Urbani Ri2 Produzione di rifiuti di natura speciale e pericolosa Ur1- Consumo di acqua Contributo allo smog fotochimico, impatti sulla salute umana Impoverimento della biodiversità, Inquinamento idrico Impoverimento della biodiversità, Inquinamento idrico Impoverimento della biodiversità, Inquinamento idrico, Impatti sulla salute umana Depauperamento delle risorse naturali, utilizzo del suolo (discarica) Depauperamento delle risorse naturali, utilizzo del suolo (discarica) Depauperamento delle risorse naturali, utilizzo del suolo (discarica) Consumo di risorse non rinnovabili S NS Ur2 Uso di S energia Ql1 - Rumore Impatti sulla salute NS Ql3 Inquinamento Impatti sulla salute NS elettromagnetico umana Tabella 44. Significatività degli aspetti ambientali territoriali. Fonte: Provincia di Siena. S S S S S 144
145 Significatività degli aspetti ambientali legati ai beni immobili e alle attività provinciali Fattore Ambientale Aspetto ambientale Impatto ambientale Valutazione Aria BAr1 Emissione Effetto serra NS Ar convogliate DAr1 Emissioni Contributo alle NS scarichi veicoli piogge acide, Impatti sulla salute umana BAr2 Emissioni incidentali prodotte da incendi nei locali utilizzati Effetto serra S Acqua Ac Gestione dei rifiuti Ri Suolo Su Uso delle Risorse Ur ALTRE Ql Bac1 Scarichi liquidi degli edifici Dri1 Rifiuti prodotti nell attività di ufficio Bsu Sversamenti accidentali DUr1 - consumo di materie prime negli Uffici DUr2 Consumo di acqua per utenze dirette DUr3 Consumo di energia elettrica DUr4 Consumo di Energia per riscaldamento DUr5 consumo di carburante DUr6 Utilizzo di sostanze pericolose BUr1 - presenza di sostanze pericolose per l ambiente negli edifici BQl1 Campi elettromagnetici e ponti radio. Impoverimento della biodiversità, Inquinamento idrico Depauperamento delle risorse naturali, Utilizzo del suolo (discarica) Impoverimento della biodiversità, Inquinamento del suolo Depauperamento delle Risorse naturali Depauperamento delle Risorse naturali Consumo di risorse non rinnovabili Consumo di risorse non rinnovabili Consumo di risorse non rinnovabili Inquinamento idrico e del suolo, impatti sulla salute umana Impatti sulla salute umana Impatti sulla salute umana Tabella 45. Significatività degli aspetti ambientali legati a beni immobili e attività dei dipendenti della Provincia di Siena. Fonte: Provincia di Siena. NS S NS S NS S NS NS NS S NS 145
146 PROGRAMMA AMBIENTALE consuntivo ASPETTO AMBIENTALE Acque superficiali, sotterranee e destinate ad uso antropico Emissioni in atmosfera da veicoli provinciali Emissioni in atmosfera degli impianti termici provinciali Emissioni in atmosfera Emissioni in atmosfera OBIETTIVO TRAGUARDO AZIONI RISORSE EURO Miglioramento Monitoraggio nel Stipula di apposita della qualità dei tempo della convenzione per campagne corpi idrici qualità dell acqua di monitoraggio Miglioramento qualità dell aria Miglioramento qualità dell aria Miglioramento della qualità dell aria Miglioramento della qualità dell aria Riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera Riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera Monitoraggio nel tempo della qualità dell aria e prevenzione fenomeni di inquinamento atmosferico con particolare riferimento al PM 10 Riduzione inquinamento atmosferico derivante da impianti termici Sostituzione di veicoli maggiormente inquinanti (n. 5 veicoli acquistati/tot) Sostituzione caldaie da gasolio a metano (n. 2 caldaie sostituite/tot) Stipula di convenzione per le campagne di monitoraggio ed effettuazione campagne di monitoraggio agenti inquinanti Campagna Caldaie pulite e sicure: -completamento catasto impianti termici -espletamento controlli (n controlli TEMPI RESPONSABILITÀ Stato di attuazione 2009 Settore Politiche Convenzione non 2010 Ambientali stipulata per 2011 implementazione 2012 dati direttamente dalla Regione Toscana SUPERATO Settore OO.PP. Settore OO.PP. Settore Politiche Ambientali Servizio Ambiente n. 10 veicoli sostituiti n. 16 veicoli sostituiti CONSEGUITO PROSEGUE Lavoro parziale su un edificio PROSEGUE stipulata nuova convenzione CONSEGUITO Catasto in corso n impianti controllati n impianti controllati 146
147 effettuati/anno) n impianti controllati CONSEGUITO PROSEGUE Emissioni in atmosfera Emissioni in atmosfera Emissioni in atmosfera Consumi energetici Miglioramento della qualità dell aria Miglioramento della qualità dell aria Miglioramento della qualità dell aria Uso razionale e sostenibile delle risorse Riduzione inquinamento derivante da traffico veicolare Riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera Riduzione delle emissioni in atmosfera Riduzione depauperamento risorse naturali e risparmio energetico Progetto piste ciclabili: realizzazione di piste ciclabili m m Progetto REGES: calcolo bilancio gas serra Certificazione ISO 14064/1 Manuale operativo Attivazione sistema di videoconferenza Effettuazione di audit energetici sul patrimonio immobiliare (n. 10 audit/anno) Studio di fattibilità installazione pannelli Settore OO.PP. Settore Politiche Ambientali Direzione Generale Settore Politiche Ambientali m totali realizzati PARZIALMENTE CONSEGUITO PROSEGUE Calcolato bilancio su dati 2009 e superato audit di verifica CONSEGUITO PROSEGUE n. 5 apparati per videoconferenze svolte CONSEGUITO n. 20 audit effettuati Studio di fattibilità eseguito 147
148 Consumi energetici Consumi energetici Incentivazione allo sfruttamento di risorse rinnovabili Incentivazione allo sfruttamento di risorse rinnovabili Incremento dell utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per soggetti privati e pubblici Riduzione e razionalizzazione dei consumi energetici fotovoltaici CONSEGUITO Solare fotovoltaico/termico Settore Politiche n. 692 totali (n. impianti 2010 Ambientali PROSEGUE finanziati/anno) Premio Buone pratiche (n. interventi finanziati/anno) Settore Politiche Ambientali Effettuato bando Elaborazione di graduatoria in corso PROSEGUE Consumi energetici Incentivazione allo sfruttamento di risorse rinnovabili Riduzione e razionalizzazione dei consumi energetici Sportelli energia Settore Politiche Ambientali Eseguito fino a esaurimento fondi CONSEGUITO Consumi energetici Incentivazione allo sfruttamento di risorse rinnovabili Riduzione e razionalizzazione dei consumi energetici Protocollo Energie Rinnovabili (Sigla del protocollo Affidamento incarico realizzazione azioni) Settore Politiche Ambientali Siglato il protocollo e iniziate azioni per la creazione del Polo scientifico tecnologico energie rinnovabili Bandito avviso di interesse e raccolte adesioni (n. 17) Costituito Comitato per la gestione del Polo PROSEGUE Consumi energetici Incentivazione allo sfruttamento di risorse rinnovabili Riduzione e razionalizzazione dei consumi energetici Valorizzazione delle biomasse per fini energetici (n. azioni/eventi) Settore Politiche Ambientali Sviluppo progetto S.I.EN.A CONSEGUITO 148
149 Uso delle risorse Biodiversità Biodiversità Biodiversità Biodiversità Rumore e vibrazioni Elettromagne tismo Conservazione di materie prime Conservazione della biodiversità Quadro dello stato naturale della provincia di Siena Conservazione della biodiversità Conservazione della biodiversità Prevenire e/o risanare il deterioramento di zone non inquinate acusticamente Limitare l esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici Riduzione consumi carta Piano di gestione delle 3 nuove Riserve Naturali Progetti e ricerche scientifiche flora/fauna Progetti sulla flora Salvaguardia fauna Riduzione e prevenzione dell inquinament o acustico sulle strade provinciali Incrementare il quadro conoscitivo relativo ai livelli di emissione di Azioni dirette a favorire l uso del protocollo interoperativo Elaborazione piano e approvazione Progetti e indagini Progetto piante autoctone n. 110 piante ripristinate Progetto per la prevenzione, il contenimento e l accertamento bocconi ed esche avvelenate (n. interventi/anno) -Monitoraggio inquinamento acustico su strade provinciali (n. 15 controlli/anno) -Valutazione di Piani comunali di classificazione acustica (100% popolazione acusticamente zonizzata) Stipula di convenzioni per monitoraggio dei campi elettromagnetici Settore AA.GG Settore Riserve Naturali e Risorse faunistiche Settore Riserve Naturali e Risorse faunistiche Ex Settore Bonifica e Forestazione Ora Sviluppo rurale Settore Polizia Provinciale Settore Politiche Ambientali Settore Politiche Ambientali Proposte agli EE.LL. dell uso CONSEGUITO In elaborazione studi conoscitivi e raccolta dati PROSEGUE CONSEGUITO CONSEGUITO n. 41 interventi n. 29 interventi n. 46 interventi PROSEGUE Controlli effettuati Piani valutati (100% popolazione acusticamente zonizzata) idem Idem CONSEGUITO PROSEGUE Convenzione non effettuata ma utilizzata banca dati generale SUPERATO 149
150 Rifiuti Potenziamento della raccolta differenziata nel territorio provinciale onde elettromagne tiche di stazioni Radio-TV, RDB ed elettrodotti Incremento dell attuale quota di Raccolta Differenziata Osservatorio Provinciale Rifiuti Elaborazione Rapporto Rifiuti Settore Politiche Ambientali Funzionante Pubblicato Rapporto Rifiuti 2009 e 2011 CONSEGUITO PROSEGUE Rifiuti Rifiuti Rifiuti Suolo Piano Interprovinciale Rifiuti Urbani Potenziamento della raccolta differenziata Riduzione della produzione di rifiuti Salvaguardia e tutela dei suoli Sviluppare l incremento della RD e garantire l autonomia di smaltimento all Ambito Territoriale Controllo del territorio su abbandono rifiuti Incentivazione di azione per la riduzione della produzione di rifiuti Pianificazione territoriale Adozione del Piano Interprovinciale Mappaggio scarichi e abbandoni rifiuti con tecnologia GPS Erogazione di finanziamenti agli enti locali territoriali senesi (n. finanziamenti) Adozione-approvazione nuovo Piano Territoriale di Coordinamento (PTC) Settore Politiche Ambientali Settore Polizia Provinciale Settore Politiche Ambientali In elaborazione per approfondimenti quadro conoscitivo PROSEGUE CONSEGUITO n. 19 progetti finanziati Avanzamento progetti v. tabella cap. Fattore Rifiuti CONSEGUITO Organi politici CONSEGUITO Suolo Bonifica e Censimento dei n. 5 siti censiti/anno Settore Politiche CONSEGUITO 150
151 Suolo ripristino dei siti inquinati Bonifica e ripristino dei siti inquinati siti Incentivazione alla bonifica di siti inquinati Finanziamenti per interventi di bonifica di siti di proprietà pubblica Ambientali Settore Politiche Ambientali n. 8 interventi finanziati n. 5 interventi finanziati Suolo Suolo Conservazione del suolo Conservazione del suolo Agricoltura biologica Antincendio interventi di consulenza diffusione nelle scuole assistenza tecnica n. interventi di prevenzione n. interventi di pattugliamento n. 5 km di ripristino viabilità Settore Sviluppo rurale Ex Settore Bonifica e forestazione CONSEGUITO CONSEGUITO n. 360 int. prev. n. 90 int. patt. 15 Km. ripr. viab. n. 150 int. prev. n. 90 int. patt. 12 km. ripr. viab. PROGETTI VARI Agenda 21 Attuazione di percorsi e pratiche di sostenibilità economicasocialeambientale a livello locale Attuazione delle A21 Locali nei circondari del territorio Proseguimento di incontri/forum nei circondari (n. 2 incontri/forum effettuati/anno) Adesione al Coordinamento Ag 21 rete Toscana Ag 21 locali italiane Settore Politiche Ambientali n. 130 int. prev. n. 90 int. patt. 17 km. ripr. viab. CONSEGUITO PROSEGUE Adesioni avvenute CONSEGUITO PROSEGUE 151
152 Informazione e sensibilizzazione Acquisiti Verdi Green Public Procurement Progetto Codice di comportamento Bando Ricercatori in azienda Relazione sullo Stato dell Ambiente della Provincia di Siena Progetto Intelligent Progetto IN.F.E.A Informazione Formazione Educazione Ambientale Riduzione della produzione di rifiuti ed uso sostenibile delle risorse Incremento della quota di prodotti e materiali ecocompatibili Riduzionemitigazione dell impatto del sistema produttivo senese sull ambiente Favorire la ricerca applicata in materia ambientale con imprese Conoscenza dello stato dell ambiente in provincia di Siena Miglioramento delle conoscenze Assicurare la corrispondenza tra interventi educativi ed effettive criticità ambientali del territorio Codice di comportamenti sostenibili per gli operatori turistici Finanziamento per borse di studio Monitoraggio dati ambientali e progetti attivati per la tutela dell ambiente Riduzione di consumi di Interventi formativi specifici in relazione alle criticità emerse dal monitoraggio delle pressioni in Provincia di Siena e dai percorsi di A21 Locale (n. progetti di formazione-educazione finanziati) Ricerca di mercato e selezione di prodotti e servizi Settore Cultura n. 16 progetti finanziati CONSEGUITO n. strutture aderenti identificazione progetti finanziabili (n. progetti monitorati) Elaborazione relazione Partecipazione ai gruppi di lavoro previsti dal progetto Direzione Generale Settore Risorse Umane e Finanziarie Settore OO.PP. Settore Sviluppo economico Settore Sviluppo economico Settore Politiche Ambientali Settore Politiche Ambientali Effettuata (materiale per stampanti rigenerato 100%) Idem CONSEGUITO PROSEGUE Implementate n. 91 strutture in totale CONSEGUITO PROSEGUE Identificati e finanziati progetti a valenza ambientale n. 5 n. 12 n. 5 CONSEGUITO Elaborate relazioni CONSEGUITO 152
153 Energy Europe Sustainable now! e applicazioni in campo energetico energia ed implementazione dell uso di energie rinnovabili I fondi spesi per i progetti sopra descritti sono stati circa euro CONSEGUITO 153
154 PROGRAMMA AMBIENTALE ASPETTO AMBIENTALE Emissioni in atmosfera Emissioni in atmosfera OBIETTIVO TRAGUARDO AZIONI RISORSE EURO Miglioramento della qualità dell aria Miglioramento della qualità dell aria Monitoraggio nel tempo della qualità dell aria e prevenzione fenomeni di inquinamento atmosferico con particolare riferimento al PM 10 Riduzione inquinamento atmosferico derivante da impianti termici Stipula di convenzione con ARPAT per le campagne di monitoraggio ed effettuazione campagne di monitoraggio agenti inquinanti Campagna Caldaie pulite e sicure: -completamento catasto impianti termici -espletamento controlli (n controlli effettuati/anno) TEMPI RESPONSABILITÀ Stato di attuazione 2012 Settore Politiche 2013 Ambientali Settore Politiche Ambientali Emissioni in atmosfera Miglioramento della qualità dell aria Riduzione delle emissioni di gas serra in atmosfera Progetto REGES: calcolo annuale Bilancio gas serra Certificazione ISO 14064/ Settore Politiche Ambientali Emissioni in atmosfera Emissioni in atmosfera da Miglioramento della qualità dell aria Miglioramento qualità dell aria Riduzione inquinamento derivante da traffico veicolare Riduzione di emissioni Progetto piste ciclabili: realizzazione di piste ciclabili m. 600 Sostituzione di veicoli maggiormente inquinanti Settore OO.PP. Settore OO.PP. 154
155 veicoli provinciali Emissioni in atmosfera degli impianti termici provinciali Consumi energetici Consumi energetici Uso delle risorse Uso delle risorse Miglioramento qualità dell aria Salvaguardia risorse energetiche Incentivazione allo sfruttamento di risorse rinnovabili Conservazione di materie prime Conservazione di materie prime inquinanti in atmosfera Riduzione di emissioni inquinanti in atmosfera Certificazione ISO Incremento dell utilizzo di fonti energetiche rinnovabili per soggetti privati e pubblici Riduzione consumi carta 3% all anno rispetto al 2011 Riduzione consumi materie prime e rifiuti (n. 5 veicoli all anno acquistati) Sostituzione caldaie da gasolio a metano (n. 2 caldaie all anno sostituite) Certificazione e mantenimento Solare fotovoltaico/termico (n. impianti finanziati/anno) Protocollo generale informatico e Fascicolo informatico del dipendente Acquisiti Verdi Ricerca di mercato e selezione di prodotti e servizi Settore OO.PP. Settore Politiche Ambientali Settore Politiche Ambientali Settore AA.GG. Settore Risorse umane e finanziarie Settore AA.GG. Biodiversità Biodiversità Biodiversità Biodiversità Conservazione della biodiversità Quadro dello stato naturale della provincia di Siena Conservazione della Biodiversità Conservazione della Biodiversità Piano di gestione delle 3 nuove Riserve Naturali Progetti e ricerche scientifiche flora/fauna Salvaguardia flora Salvaguardia flora Elaborazione piano e approvazione 2013 Progetti e indagini: Chirotteri Lepidotteri diurni Progetto piante autoctone n. 110 piante ripristinate Rimboschimento Progetti selezione piante Settore Riserve Naturali e Risorse faunistiche Settore Riserve Naturali e Risorse faunistiche Settore Sviluppo rurale Settore Sviluppo rurale 155
156 Rifiuti Suolo Suolo PROGETTI VARI Agenda 21 Miglioramento quadro conoscitivo sulla gestione dei rifiuti Conservazione del suolo Conservazione del suolo Attuazione di percorsi e pratiche di sostenibilità economicasocialeambientale a livello locale Rapporto rifiuti Antincendio Agricoltura biologica Sensibilizzazione su tematiche di sostenibilità 3 ha./anno Gestione Osservatorio Provinciale Rifiuti n. 100 interventi di prevenzione/anno n. 50 interventi di pattugliamento/anno n. 5 km di ripristino viabilità/anno n. 10 interventi di consulenza diffusione nelle scuole/ assistenza tecnica all anno Adesione al Coordinamento Ag 21 rete Toscana Ag 21 locali italiane Settore Politiche Ambientali Settore Sviluppo rurale Settore Sviluppo rurale Settore Politiche Ambientali Terre di Siena green Promozione di pratiche sostenibili in ambito turistico ambientale e agricolo Promuovere azioni per la riduzione di gas climalteranti ed il miglioramento ambientale in genere Assegnazione del marchio Ospiti di valore Siena Carbon Free 2015 Filiera corta n. 4 incontri nel Settore Politiche Ambientali Settore Sviluppo rurale Settore Sviluppo ecoomico Informazione e Informazione Assicurare la Interventi formativi Settore Cultura 156
157 sensibilizzazione ambientale Relazione sullo Stato dell Ambiente della Provincia di Siena Formazione Educazione Ambientale Conoscenza dello stato dell ambiente in provincia di Siena corrispondenza tra interventi educativi ed effettive criticità ambientali del territorio Monitoraggio dati ambientali e progetti attivati per la tutela dell ambiente specifici n. 10 progetti di formazione-educazione finanziati/anno Elaborazione relazione Settore Formazione e Lavoro Settore Politiche Ambientali I fondi stanziati per il Programma ambientale sono pari a euro circa 157
158 ELENCO DEI PRINCIPALI RIFERIMENTI LEGISLATIVI ACQUA DM 260 DEL DGRT 100 DEL L. 36/2010 DPGR 46/R DEL D. LGS 152/2006 SS.MM.II. RD 1775/33 ARIA D. LGS 155/2010 SS.MM.II. D. LGS 4/2008 D. LGS 152/2006 SS.MM.II. REG. CE 842/2006 DPR 147/2006 DM RIFIUTI DM SISTRI SS.MM.II. D. LGS 152/2006 SS.MM.II. ENERGIA DIR. 2010/31 UE L.R. 71/2009 L.R. 39/2005 D.LGS. 192/2005 L. 10/1991 RUMORE DM L. 447/1995 DPCM INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO DPCM 87/2003 L. 36/2001 ALTRE L.R. 78/98 attività estrattive DM 203/2003 acquisti verdi D. LGS. 195/2005 informazione ambientale 159
159 GLOSSARIO Alofite: piante che crescono in terreni salini Ambito di registrazione: Suddivisione logica delle attività e degli elementi rientranti nel campo di applicazione del sistema di gestione ambientale Analisi ambientale iniziale: esauriente analisi iniziale dei problemi, dell'impatto e delle prestazioni ambientali connesse all'attività di un'organizzazione Andamento temporale (trend): Considerazioni riguardanti l andamento temporale degli indicatori scelti come rappresentativi dell aspetto ambientale e quindi dell impatto ambientale. Per gli aspetti di natura territoriale sono stati definiti indicatori di Stato o Pressione per rappresentare ogni aspetto Aspetti ambientali: Specifiche modalità di manifestazione di una singola interazione ambientale generata da un attività attraverso un determinato fattore ambientale. Si definiscono indiretti quegli aspetti ambientali che possono essere causati da interazioni non esplicite o evidenti e tuttavia causate, anche in modo vario o parziale, dalle attività condotte dalla organizzazione in esame Aspetti ambientali significativi: Un aspetto ambientale è considerato significativo quando, sulla base dell esame della relativa manifestazione quantitativa e qualitativa, è ritenuto di rilevanza tale da generare un effetto ambientale significativo Attività: Operazioni o fasi di lavoro svolte da parte dell organizzazione relativamente al proprio oggetto sociale Audit:verifica Autorità di Ambito Territoriale Ottimale (AATO): autorità di ambito costituita come forma di cooperazione dei Comuni e delle Province comprese nell Ambito Territoriale Ottimale. Award: riconoscimento BTEX: Benzene Taluene Etilbenzene Xilene Capacità di Gestione: Considerazioni sulla possibilità di gestione dell aspetto considerato e dell eventuale interazione con soggetti terzi. Le informazioni rilevate hanno posto l accento sugli strumenti tramite i quali la gestione dell aspetto può essere espletata Caratteristiche della Gestione: Considerazioni su come effettivamente l aspetto viene gestito all interno dell ente (presenza di un responsabile, di archivi, di procedure, etc ) Circondario: gruppo di Comuni omogenei per caratteristiche territoriali Conformità alle competenze legislative: Considerazioni sulle competenze che l ente possiede inerenti l aspetto considerato (od il fattore ambientale di riferimento). Si intendono sia le competenze istituzionali dell ente sia le competenze ambientali derivate dall essere anche soggetto possessore di beni immobili DOCG: denominazione origine controllata e garantita DOP: denominazione origine protetta Dichiarazione Ambientale: documento destinato al pubblico in cui l organizzazione che aderisce al Regolamento EMAS divulga le informazioni riguardanti le proprie attività e i propri impatti ambientali e presenta il proprio sistema di gestione ambientale. EMAS: Eco Management and Audit Scheme; indica il Regolamento EMAS sull adesione volontaria delle imprese a un sistema comunitario di ecogestione e audit. Emissioni in atmosfera: Emissione di materia, solitamente gassose (ma anche di polveri, aerosol e materiale aerodisperso in genere); le emissioni di origine antropica possono essere di origine industriale o da altre attività come allevamento di bestiame o trasporti Fattori ambientali: I veicoli di interazione con i sottosistemi ambientali (es. emissioni atmosferiche, scarichi liquidi, rumore, produzione di rifiuti, consumi energetici ed idrici, ecc.) Fattori ambientali applicabili: un fattore ambientale è applicabile quando l attività o servizio o infrastruttura collegata all organizzazione ha interazione ambientale con esso Fattori ambientali non applicabili: Un fattore ambientale è non applicabile quando nessuna attività o servizio o infrastruttura collegata all organizzazione ha interazione ambientale con esso GPL: gas di petrolio liquefatto, formato da una miscela di propani e butani. Costituisce una delle frazioni presenti nei petroli leggeri o nei gas naturali umidi Green Public Procurement: acquisto pubblico verde Governo del territorio: insieme delle attività relative all uso del territorio, con riferimento sia agli aspetti conoscitivi che a quelli normativi e gestionali, riguardanti la tutela, la valorizzazione e le trasformazioni delle risorse territoriali e ambientali 159
160 Idrofite: Piante acquatiche IFF: Indice Funzionalità Fluviale Impatto ambientale: qualsiasi modifica all'ambiente, positiva o negativa, derivante in tutto o in parte dalle attività, dai prodotti o dai servizi di un'organizzazione Inquinamento atmosferico: ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di uno o più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da alterare le normali condizioni ambientali e di salubrità dell aria; da costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell uomo; da compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell ambiente; alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati ISEW: Index of Sustainable Economic Welfare indice di benessere economico Know how: conoscenza Limite di esposizione: è il valore di campo elettrico, magnetico ed elettromagnetico considerato come valore di immissione, definito ai fini della tutela della salute da effetti acuti, che non deve essere superato in alcuna condizione di esposizione della popolazione e dei lavoratori Miglioramenti possibili e/o previsti: Considerazioni riguardanti l efficacia della risposta rispetto alla magnitudo dell'impatto ambientale. Questo considerando i miglioramenti già in atto e quelli previsti. Nel caso di impatti di natura territoriale sono stati individuati indicatori di risposta rappresentativi di ogni aspetto ambientale Miglioramento continuo delle prestazioni ambientali: processo di miglioramento, di anno in anno, dei risultati misurabili del sistema di gestione ambientale relativi alla gestione da parte di un'organizzazione dei suoi aspetti ambientali significativi in base alla sua politica e ai suoi obiettivi e ai target ambientali; questo miglioramento dei risultati non deve necessariamente verificarsi simultaneamente in tutti i settori di attività Non Conformità Legislative: non rispondenza di un requisito relativo all operato dell organizzazione alle pertinenti disposizioni legislative e regolamentari in materia ambientale Obiettivo ambientale: obiettivo ambientale complessivo, conseguente alla politica ambientale, che l organizzazione si prefigge di raggiungere, quantificato per quanto possibile Organizzazione: società, azienda, impresa, autorità o istituzione, o parte o combinazione di essa, con o senza personalità giuridica pubblica o privata, che ha amministrazione e funzioni proprie Parametri di qualità ambientale: Considerazioni sul posizionamento di parametri misurabili di qualità ambientale inerenti l aspetto considerato rispetto a parametri esterni (forniti dalla normativa o richiamati dalla politica ambientale per esempio) Parte interessata: individuo o gruppo, comprese le autorità, interessato alle o dalle prestazioni ambientali di un'organizzazione PCE: Percloroetilene PCI: Potere Calorifico Inferiore Piano d'emergenza: documento nel quale vengono identificate le modalità di gestione delle risorse umane e strumentali da attivare nel caso di incidente, in modo da prevenire e/o limitare il danno per le persone e/o beni e/o all'ambiente Politica ambientale: obiettivi e principi generali di azione di un'organizzazione rispetto all'ambiente, ivi compresa la conformità a tutte le pertinenti disposizioni regolamentari sull'ambiente e l'impegno a un miglioramento continuo delle prestazioni ambientali; tale politica ambientale costituisce il quadro per fissare e riesaminare gli obiettivi e i target ambientali Postpliocenici: successivi all era geologica pliocenica (da a di anni) Prestazione ambientale: i risultati della gestione degli aspetti ambientali da parte dell'organizzazione Programma Ambientale: descrizione delle misure (responsabilità e mezzi) adottate o previste per raggiungere obiettivi e target ambientali e relative scadenze PTC: Piano Territoriale di Coordinamento. Strumento della pianificazione territoriale a livello provinciale Raster: immagine costituita da punti Rifiuti: qualsiasi sostanza od oggetto il cui detentore si disfi o abbia deciso o abbia l obbligo di disfarsi Servizio Idrico Integrato: servizio pubblico comprendente le attività integrate di acquedotto, fognatura e depurazione 160
161 Sfera: scaturisce dall incrocio fra l Ambito definito e la tipologia di impatto ambientale generato (diretto ed indiretto). E una definizione di comodo per organizzare i dati ambientali dell ente ma non è sancita espressamente dal Regolamento EMAS Significatività: risultato in termini di criticità del processo di valutazione degli aspetti ambientali identificati all interno dell organizzazione (secondo una specifica metodologia definita da parte dell organizzazione stessa) Sistema di gestione ambientale: parte del sistema complessivo di gestione comprendente la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le pratiche, le procedure, i processi e le risorse per sviluppare, mettere in atto, realizzare, riesaminare e mantenere la politica ambientale Sito: tutto il terreno, in una zona geografica precisa, sotto il controllo gestionale di una organizzazione che comprende attività, prodotti e servizi. Esso include qualsiasi infrastruttura, impianto e materiale Situazione di emergenza: situazione generata da un incidente che, come circostanza indesiderata, può provocare danni a persone e/o beni e/o all ambiente Sottosistema ambientale: Le diverse componenti dell ambiente naturale: suolo, acqua, aria, etc. S.r.l.: società a responsabilità limitata S.p.a.: società per azioni Stakeholders: portatori d interesse UNI EN ISO: UNI ente nazionale italiano di unificazione, EN norma europea, ISO organizzazione internazionale per la standardizzazione Verificatore Accreditato: qualsiasi persona o organismo indipendente dall'organizzazione oggetto di verifica che abbia ottenuto un accreditamento in conformità delle condizioni e procedure dell articolo 4 del Regolamento EMAS Vision: visione Welfare: benessere Zonizzazione acustica: in generale, per zonizzazione si intende la suddivisione del territorio in aree omogenee, in funzione della sua destinazione d uso (presenza di attività economiche, densità di popolazione, tipologia di traffico). In particolare, la zonizzazione acustica consiste nell associare i limiti ammissibili per la rumorosità nell ambiente esterno alle aree omogenee definite Unità di misura Chilogrammo (kg): la massa del prototipo di platino-iridio, sanzionato dalla I CGPM del 1889 e depositato presso il Bureau International des Poids et Mesures, nei sotterranei del padiglione di Bretevil, a Sevres. Microgrammo (µg): un grammo è definito come un millesimo di un chilogrammo. I prefissi del Sistema Internazionale sono usati per chiamare i multipli e le suddivisioni del chilogrammo. Il più comunemente usati sono: tonnellata = chilogrammi; grammo = 1/1000 di chilogrammi; milligrammo = 1 millesimo di un grammo ; microgrammo = 1 milionesimo di un grammo. db(a) Decibel (A): misura del rumore eseguita con strumenti calibrati sulla curva di ponderazione A (Curva normalizzata a livello internazionale che fornisce, in funzione della frequenza, l andamento pesato dell intensità sonora espressa in db in modo da simulare il più fedelmente possibile la risposta al rumore dell orecchio umano) Kilowattora (kwh): Unità di misura commerciale dell energia elettrica. Equivale ad un consumo di energia di 1000 watt in 1 ora Kilowatt (kw): unità di misura della potenza elettrica uguale a 100 watt. LeqdB(A): Livello equivalente di rumore; in acustica, è l indicatore utilizzato per valutare il livello medio di rumore di un segnale variabile, su un periodo di tempo T Metro (m): Il metro è la lunghezza del cammino percorso dalla luce nel vuoto durante un intervallo di tempo che dura 1/ di secondo Secondo (s): durata di oscillazioni della radiazione emessa dall atomo di cesio 133 nello stato fondamentale 2S1/2 nella transizione dal livello iperfine F=4 al livello iperfine F=3, M=0 Tonnellate equivalenti di petrolio (tep): le diverse fonti di energia primaria carbone, gas, petrolio, nucleare, rinnovabili- possono essere ridotte, se moltiplicate per opportuni 161
162 coefficienti, in quantità equivalenti di petrolio al fine di semplificare l esposizione e il confronto dei dati. Chilometro (Km): unità di lunghezza del Sistema Internazionale di unità di misura, definita come uguale a mille metri. In italiano si usano come equivalenti i termini kilometro e chilometro; spesso invece del simbolo standard km viene utilizzato Km. Chilometro quadrato (Kmq): nel Sistema internazionale il chilometro quadrato (simbolo km2 oppure kmq) è un multiplo dell'unità di misura di superficie che è il metro quadro (m 2 o mq). Microgrammi (mg): milionesima parte del grammo Milligrammi (µg): corrisponde a 0,001 grammi Millimetro (mm): sottomultiplo del metro, unità di misura della lunghezza, pari a 0,001 metri. Grado Celsius ( C): il grado Celsius ( C) è un'unità di temperatura così chiamata dal nome dell'astronomo svedese Anders Celsius ( ), che la propose per la prima volta nel La scala Celsius delle temperature era progettata perché il punto di congelamento dell'acqua fosse a 0 gradi, e il punto di ebollizione a 100 gradi, entrambi alla pressione atmosferica standard. Watt (W): unità di misura della potenza nel Sistema Internazionale, pari alla potenza che dà origine alla produzione o alla dissipazione di energia di 1 joule in 1 secondo: 1 W = 1 J/s. Da un punto di vista elettrico, è pari alla potenza dissipata da un conduttore percorso dalla corrente di 1 A quando ai suoi morsetti viene misurata una differenza di potenziale di 1 V: 1 W = 1 VA Megawatt (MW): unità di potenza elettrica, equivalente a di Watt. Gigawatt (GW): multiplo del watt, equivale a mille milioni di watt. 162
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