Vendita a domicilio del consumatore
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- Orlando Bono
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1 SCHEDA 7CF Vendita a domicilio del consumatore 1) Quando si deve fare? Quando si intende attivarla vendita al domicilio del consumatore detta anche vendita porta a porta : Vendita al domicilio del consumatore - La vendita al dettaglio o la raccolta di ordinativi di acquisto presso il domicilio dei consumatori, è soggetta a previa comunicazione al comune nel quale l'esercente ha la residenza, se persona fisica, o la sede legale. Il soggetto che intende avvalersi per l'esercizio dell'attività di incaricati, ne comunica l'elenco all'autorità di pubblica sicurezza del luogo nel quale ha avviato l attività e risponde agli effetti civili dell'attività dei medesimi. L'impresa rilascia un tesserino di riconoscimento alle persone incaricate, che deve essere numerato e aggiornato annualmente, deve contenere le generalità e la fotografia dell'incaricato, l'indicazione a stampa della sede e dei prodotti oggetto dell'attività dell'impresa, nonché del nome del responsabile dell'impresa stessa, e la firma di quest'ultimo e deve essere esposto in modo visibile durante le operazioni di vendita. Gli incaricati devono essere in possesso dei requisiti di onorabilità di seguito indicati. Il tesserino di riconoscimento è obbligatorio anche per l'imprenditore che effettua personalmente le operazioni disciplinate dal presente articolo. 2) Quali requisiti soggettivi occorrono? Ai sensi del vigente regolamento comunale l'attività commerciale può essere esercitata con riferimento ai seguenti settori merceologici: alimentare, non alimentare e altre tabelle merceologiche speciali. Requisiti morali Non possono esercitare l attività commerciale di vendita coloro che: a) sono stati dichiarati delinquenti abituali, professionali o per tendenza, salvo che abbiano ottenuto la riabilitazione; b) hanno riportato una condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, per il quale è prevista una pena detentiva non inferiore nel minimo a tre anni, sempre che sia stata applicata, in concreto, una pena superiore al minimo edittale; c) hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna a pena detentiva per uno dei delitti di cui al libro II, Titolo VIII, capo II del codice penale, ovvero per ricettazione, riciclaggio, insolvenza fraudolenta, bancarotta fraudolenta, usura, rapina, delitti contro la persona commessi con violenza, estorsione; d) hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, una condanna per reati contro l igiene e la sanità pubblica, compresi i delitti di cui al libro II, Titolo VI, capo II del codice penale; e) hanno riportato, con sentenza passata in giudicato, due o più condanne, nel quinquennio precedente all inizio dell esercizio dell attività, per delitti di frode nella preparazione e nel commercio degli alimenti previsti da leggi speciali; f) sono sottoposti a una delle misure di prevenzione di cui alla legge 27 dicembre 1956, n (Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità) o nei cui confronti sia stata applicata una delle misure previste dalla legge 31 maggio 1965, n. 575 (Disposizioni contro le organizzazioni criminali di tipo mafioso, anche straniere), ovvero a misure di sicurezza non detentive. Il divieto di esercizio dell attività, ai sensi delle lettere b), c), d), e) e f) permane per la 1
2 durata di cinque anni a decorrere dal giorno in cui la pena è stata scontata. Qualora la pena si sia estinta in altro modo, il termine di cinque anni decorre dal giorno del passaggio in giudicato della sentenza, salvo riabilitazione. Il divieto di esercizio dell attività non si applica qualora, con sentenza passata in giudicato, sia stata concessa la sospensione condizionale della pena sempre che non intervengano circostanze idonee a incidere sulla revoca della sospensione. In caso di società, associazioni od organismi collettivi i requisiti di cui al comma 1 devono essere posseduti dal legale rappresentante, da altra persona preposta all attività commerciale e da tutti i soggetti individuati dall articolo 2, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica 3 giugno 1998, n. 252 (Regolamento recante norme per la semplificazione dei procedimenti relativi al rilascio delle comunicazioni e delle informazioni antimafia). Requisiti professionali L esercizio, in qualsiasi forma, di un attività di commercio relativa al settore merceologico alimentare e di un attività di somministrazione di alimenti e bevande, anche se effettuate nei confronti di una cerchia determinata di persone, è consentito a chi è in possesso di uno dei seguenti requisiti professionali: a) avere frequentato con esito positivo un corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti, istituito o riconosciuto dalle regioni o dalle province autonome di Trento e di Bolzano; b) avere prestato la propria opera, per almeno due anni, anche non continuativi, nel quinquennio precedente, in proprio o presso imprese esercenti l attività nel settore alimentare o nel settore della somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato, addetto alla vendita o all amministrazione o alla preparazione degli alimenti, o in qualità di socio lavoratore o, se trattasi di coniuge, parente o affine, entro il terzo grado, dell imprenditore in qualità di coadiutore familiare, comprovata dalla iscrizione all INPS e dalla certificazione degli adempimenti contributivi minimi previsti; c) essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di laurea, anche triennale, o di altra scuola ad indirizzo professionale, purchè nel corso di studi siano previste materie attinenti al commercio, alla preparazione o alla somministrazione degli alimenti. Per i cittadini di paesi membri dell Unione europea, l accertamento del possesso dei requisiti di cui al comma 6 è effettuato dal comune sulla base delle disposizioni di cui al decreto legislativo 9 novembre 2007, n. 206 (Attuazione della direttiva 2005/36/CE relativa al riconoscimento delle qualifiche professionali, nonché della direttiva 2006/100/CE che adegua determinate direttive sulla libera circolazione delle persone a seguito dell adesione di Bulgaria e Romania). Per i cittadini di paesi non appartenenti all Unione europea la verifica del possesso dei requisiti di cui al comma 6 è effettuata dal comune nel rispetto delle normative internazionali e nazionali, nonché degli indirizzi di programmazione regionale. Nel caso di società, il possesso dei requisiti è richiesto con riferimento al legale rappresentante o ad altra persona specificamente preposta o delegata all attività commerciale. 3) Cosa deve essere fatto? Deve essere presentata al SUAP la seguente documentazione: SCIA A Scheda 1 Scheda 2 (per i requisiti morali: in numero pari ai soci o componenti consiglio 2
3 d amministrazione + una scheda per i requisiti morali e professionali dell eventuale preposto in caso di vendita di prodotti alimentari) Copia documento identità dei firmatari diversi moduli o schede Relazione: Elenco dei collaboratori incaricati alla vendita con dichiarazione dei requisiti morali e professionali. 4) Il SUAP cosa verifica prima di rilasciare la ricevuta? Che la SCIA A) sia completa in tutte le parti interessate dall insediamento commerciale in atto e corredata dagli allegati richiesti ed in particolare la relazione illustrativa dell attività. 5) Il SUAP a chi ci si rivolge per verificare la SCIA? Presso il casellario giudiziale generale i requisiti morali dichiarati e presso la Prefettura o la CCIAA le dichiarazioni antimafia. Ufficio tecnico comunale per l ammissibilità urbanistico- edilizia. Ufficio Polizia Locale per verifiche della superficie di vendita e settore merceologico dichiarati, eventuali occupazioni di spazio pubblico ed insegne pubblicitarie. Ufficio ambiente per la verifica delle eventuali immissioni, scarichi e contenimento acustico. A.R.P.A. per eventuali verifiche ambientali. 6) Quale atto consegue alla SCIA? Alla SCIA fa seguito il rilascio di una ricevuta di presentazione della pratica. L amministrazione comunale si riserva comunque l adozione di un atto formale con il quale può imporre prescrizioni o limitazioni merceologiche in esecuzione alla programmazione economica di settore. Ricognizione del procedimento Responsabile SUAP Responsabili procedimento Rag. William Viola Paola Portaluppi Maksim Spiller Tempi del procedimento Nessun tempo preordinato poiché l attività può essere immediatamente iniziata dopo l attestazione di presentazione della SCIA e comunque entro i successivi 60 giorni dall inizio dell attività il SUAP attuerà tutte le verifiche necessarie con le modalità di seguito indicate: Entro 7 giorni lavorativi: richiede all interessato la documentazione integrativa da 3
4 presentare; Le integrazioni richieste devono pervenire entro il termine perentorio di 7 giorni lavorativi dal ricevimento della richiesta; il termine di 60 giorni decorrerà nuovamente dal ricevimento delle integrazioni; La mancata integrazione entro il termine imposto, salvo proroghe motivate, equivale a nullità della SCIA; Qualora sia necessario acquisire pareri, autorizzazioni o altri atti di assenso comunque denominati di amministrazioni diverse da quella comunale il SUAP avvierà una conferenza di servizi informandone il richiedente; Verificata la completezza della documentazione e comunque prima dei 60 giorni, il SUAP adotta il provvedimento conclusivo. Enti o uffici a cui va inviata la SCIA CCIAA Regione ASL ARPA Ufficio tributi Ufficio Tecnico Polizia Locale Azienda pubblicità Azienda scarichi fognari Azienda raccolta rifiuti Diritti istruttoria e rimborso spese Costi istruttoria e rimborso spese da effettuarsi con le seguenti modalità: Bollettino di CC postale n intestato a Comune di Magnago Servizio Tesoreria Bonifico Bancario c/o Intesa San Paolo Filiale di Magnago IBAN IT76Z A.S.L. PROVINCIA DI MILANO 1 Via Al Donatore di Sangue, Magenta (MI) c/c postale n ,00. 34,00 per diritti sanitari Riferimenti legislativi e di controllo Regolamento comunale commercio in sede fissa e relativa programmazione. DLgs 114/ Articolo 22. Sanzioni Normativa urbanistico edilizia in materi di agibilità e cambio di destinazione d uso. Igienicità dei locali in riferimento al regolamento d igiene tipo. 4
5 Legge n. 283 del e relativo regolamento - Per la vendita e trasporto di prodotti alimentari. Per prodotti alimentari preparati in luogo: riferimento regolamenti CE 852, 853, 854 del 2005, come sanzionati dal Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n
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