Protocolli di comunicazioni per le Smart Grid
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- Gianpaolo Durante
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1 Protocolli di comunicazioni per le Smart Grid Standard IEC Presentazione di Gian Paolo Incremona Fabrizio Giandelli Università degli Studi di Pavia FACOLTÀ DI INGEGNERIA Corso di Laurea in Ingegneria Elettrica Sistemi e Componenti per l Automazione 20 Gennaio 2012 G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
2 Piano della presentazione 1 Smart Grid 2 Protocolli di Comunicazione 3 IEC Conclusione 5 Riferimenti bibliografici G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
3 Definizioni di Smart Grid Smart Grid Def. (McDonnel-Burns, [4]) Si definisce Smart Grid la convergenza di informazioni e la tecnologia operazionale, applicata alla rete elettrica, che permette opzioni sostenibili per gli utenti, sicurezza migliorata, affidabilità ed efficenza delle utilities. Def. (V.K. Sood-D. Fischer-J.M. Eklund-T. Brown, [6]) Il termine Smart Grid si riferisce a un sistema di distribuzione dell energia completamente modernizzato che monitora, protegge e ottimizza le operazione dei suoi elementi interconnessi da un estremo a un altro. Def. (Manuel Sànchez Jiménez, [2]) La Smart Grid può sostanzialmente migliorare l efficienza energetica, l integrazione delle rinnovabili e dei veicoli elettrici all interno della rete. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
4 Scopi Smart Grid Gli obiettivi principali che si propone una Smart Grid sono: 1 Rendere sostenibile la rete e soddisfare in modo efficiente la domanda degli utenti, generatori e consumatori; 2 Sviluppare una rete di informazioni sui consumi energetici degli utenti e provvedere a opzioni diverse di approvigionamento; 3 Favorire una maggiore interoperabilità e connessione fra i vari nodi della rete; 4 Mantenere la sicurezza e la qualità dei servizi; 5 Supportare il mercato dell energia, ottimizzando generazione, trasmissione e distribuzione e facilitando il contributo delle fonti di energia rinnovabile; 6 Sviluppare e migliorare le operazioni interne alla rete per mezzo di avanzate tecnologie di comunicazione delle informazioni. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
5 Smart Grid Smart Grid Figura: Concetto di Smart Grid; G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
6 Vantaggi Smart Grid La Smart Grid: Contribuisce alla copertura della domanda seguendo in modo incrementale, continuo e simultaneo le variazioni di carico; Contribuisce all utilizzo efficiente della rete riducendo le congestioni e le perdite; Contribuisce al miglioramento dell impatto ambientale nel rispetto dei requisiti minimi stabiliti; Rende il sistema nel suo complesso più sicuro, robusto, e meno sensibile ai guasti; Migliora la qualità del servizio; Permette di sfruttare condizioni di islanding, favorendo la continuità del servizio; Rende gli utenti partecipi nel mercato conferendogli maggior potere decisionale. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
7 Svantaggi Smart Grid Gli svantaggi delle Smart Grid sono: Impatta sul controllo e sui livelli di tensione della rete; Occorre prevedere sistemi di controllo che, in caso di islanding, garantiscano il parallelo con la rete; Richiede modalità più complesse di dispacciamento e controllo della rete; Implica costi per il completamento della rete e l implementazione di nuovi strumenti. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
8 Smart Grid Equipment Per implementare in maniera efficace il modello di Smart Grid è necessario servirsi di nuovi strumenti e tecnologie: Superconduttori; HVDC; FACTS; Sensori e controllori sulla rete; Smart meters; Rete di comunicazione WAN; Protocolli di comunicazione. Figura: G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario Concetto di Smart Metering 20 Gennaio / 50
9 Smart Grid Necessità di implementazione Problema Necessità di scambiare un grande volume di informazione real time tra i vari elementi della rete e garantirne l interoperabilità su larga scala. Soluzione Definire un nuovo standard di comunicazione e quindi dei protocolli che regolino il traffico di informazione. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
10 Smart Grid Necessità di implementazione Problema Necessità di scambiare un grande volume di informazione real time tra i vari elementi della rete e garantirne l interoperabilità su larga scala. Soluzione Definire un nuovo standard di comunicazione e quindi dei protocolli che regolino il traffico di informazione. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
11 Protocolli di Comunicazione Caratteristiche dei protocolli per le Smart Grid Le specifiche di protocollo di comunicazione per le Smart Grid sono: Interoperabilità Deve essere ampiamente condiviso da tutti gli elementi della rete tra loro interconnessi. Flessibilità Deve essere facilmente implementabile nei dispositivi tradizionali e futuri e favorire margini di miglioramento in termini di tecnologia e funzioni supportate. Velocità Deve garantire la trasmissione dei dati nei tempi voluti e real time, con bassissimi tempi di latenza, per migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi. Semplicità Devono essere meno ingombranti in termini di quantità di dati: sono quindi favoriti i protocolli che, a pari funzionalità offerte, garantiscono un minor numero di dati inviati. Economicità Bisogna ridurre i costi di installazione e di realizzazione di nuovi dispositivi. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
12 Protocolli di Comunicazione Protocolli e tecnologie di comunicazione attuali Alcuni protocolli presi in considerazione, sulla base delle caratteristiche precedenti, sono: Protocolli proprietari; Modbus/TCP; UDP/multicast/broadcast; IEC Le tecnologie di comunicazione principali sono: Power Line Carrier; Internet; Wi-Fi; WiMAX. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
13 Protocolli di Comunicazione Protocolli e tecnologie di comunicazione attuali Alcuni protocolli presi in considerazione, sulla base delle caratteristiche precedenti, sono: Protocolli proprietari; Modbus/TCP; UDP/multicast/broadcast; IEC Le tecnologie di comunicazione principali sono: Power Line Carrier; Internet; Wi-Fi; WiMAX. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
14 Protocolli di Comunicazione Protocolli e tecnologie di comunicazione attuali Alcuni protocolli presi in considerazione, sulla base delle caratteristiche precedenti, sono: Protocolli proprietari; Modbus/TCP; UDP/multicast/broadcast; IEC Le tecnologie di comunicazione principali sono: Power Line Carrier; Internet; Wi-Fi; WiMAX. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
15 Modbus/TCP Protocolli di Comunicazione Modbus/TCP Il Modbus è un protocollo di comunicazione seriale per la comunicazione di controllori logici programmabili (PLC) prodotto da Modicon: si tratta di un protocollo aperto (non proprietario) con architettura Client/Server in cui ogni dispositivo è individuato da un indirizzo fino a un massimo di 247. Modbus/TCP è la versione dello standard che trasmette i pacchetti di dati con protocollo TCP/IP: il modello di comunicazione è Client/Server con acknowledgement su rete Ethernet per scambio di informazioni real time. L utilizzo del protocollo TCP/IP consente: invio di segnalazioni per change of state, oltre ad interrogazione tipo polling; maggiore numero di elementi abbinabili ad un master. Problemi Limitato supporto di tipologie di dati e non garantisce la sicurezza. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
16 Modbus/TCP Protocolli di Comunicazione Modbus/TCP Il Modbus è un protocollo di comunicazione seriale per la comunicazione di controllori logici programmabili (PLC) prodotto da Modicon: si tratta di un protocollo aperto (non proprietario) con architettura Client/Server in cui ogni dispositivo è individuato da un indirizzo fino a un massimo di 247. Modbus/TCP è la versione dello standard che trasmette i pacchetti di dati con protocollo TCP/IP: il modello di comunicazione è Client/Server con acknowledgement su rete Ethernet per scambio di informazioni real time. L utilizzo del protocollo TCP/IP consente: invio di segnalazioni per change of state, oltre ad interrogazione tipo polling; maggiore numero di elementi abbinabili ad un master. Problemi Limitato supporto di tipologie di dati e non garantisce la sicurezza. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
17 Protocolli di Comunicazione UDP/multicast/broadcast e IEC UDP/multicast/broadcast Le caratteristiche protocollo UDP sono: quantità di dati per pacchetto ridotta (incapsulamento più leggero rispetto a TCP); verifica degli errori, contenuta nel pacchetto; multiplexing delle connessioni, ottenuta attraverso il meccanismo delle porte. Problemi Non garantisce la consegna del singolo pacchetto; Non gestisce il riordinamento dei pacchetti, né la ritrasmissione di quelli persi; Adatto ad applicazioni real-time o time-sensitive ma minore affidabilità. IEC Si tratta di un architettura standard sviluppata dall Internatonal Electrotechnical Commission (IEC) che definisce la comunicazione tra strumenti elettronici per sistemi di controllo e automazione delle sottostazioni elettriche. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
18 Protocolli di Comunicazione UDP/multicast/broadcast e IEC UDP/multicast/broadcast Le caratteristiche protocollo UDP sono: quantità di dati per pacchetto ridotta (incapsulamento più leggero rispetto a TCP); verifica degli errori, contenuta nel pacchetto; multiplexing delle connessioni, ottenuta attraverso il meccanismo delle porte. Problemi Non garantisce la consegna del singolo pacchetto; Non gestisce il riordinamento dei pacchetti, né la ritrasmissione di quelli persi; Adatto ad applicazioni real-time o time-sensitive ma minore affidabilità. IEC Si tratta di un architettura standard sviluppata dall Internatonal Electrotechnical Commission (IEC) che definisce la comunicazione tra strumenti elettronici per sistemi di controllo e automazione delle sottostazioni elettriche. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
19 Protocolli di Comunicazione UDP/multicast/broadcast e IEC UDP/multicast/broadcast Le caratteristiche protocollo UDP sono: quantità di dati per pacchetto ridotta (incapsulamento più leggero rispetto a TCP); verifica degli errori, contenuta nel pacchetto; multiplexing delle connessioni, ottenuta attraverso il meccanismo delle porte. Problemi Non garantisce la consegna del singolo pacchetto; Non gestisce il riordinamento dei pacchetti, né la ritrasmissione di quelli persi; Adatto ad applicazioni real-time o time-sensitive ma minore affidabilità. IEC Si tratta di un architettura standard sviluppata dall Internatonal Electrotechnical Commission (IEC) che definisce la comunicazione tra strumenti elettronici per sistemi di controllo e automazione delle sottostazioni elettriche. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
20 IEC IEC Def. (ProSoft Technology, [1]) L IEC è uno standard per l automazione delle sottostazioni elettriche. Sviluppato dall IEC (Internatonal Electrotechnical Commission), definisce la comunicazione tra dispositivi diversi presenti nella rete. É una sovrastruttura che coordina e gestisce protocolli e tecnologie esistenti garantendo la fondamentale specifica di interoperabilità. Nonostante sia un protocollo recente si presenta flessibile e robusto. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
21 Benefici IEC I vantaggi dello standard IEC sono: Coordina la complessità di tante unità indipendenti; Si integra con i sistemi già installati in rete; É scalabile e facilita l integrazione di apparati diversi (architettura multicentrica); Si basa il più possibile su standard esistenti; É aperto e supporta self descriptive devices eliminando problemi di configurazione manuale; Si basa sul data objects e standardizzazione degli elementi tipici di una rete elettrica; Permette di ottenere alte prestazione di comunicazione multicast; É flessibile in modo da adattarsi rapidamente alla configurazione del sistema; É estensibile per supportare eventuali estensioni del sistema. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
22 Struttura dello standard IEC Architettura Figura: Struttura dello standard IEC [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
23 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
24 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
25 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
26 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
27 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
28 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
29 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
30 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
31 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
32 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
33 Livelli IEC Architettura IEC suddivide ogni sottostazione in tre livelli: 1 Station Level: stazione/cabina; 2 Bay Level: aggregato di apparati che costituiscono una funzionalità completa; 3 Process Level: processo/campo. 1,6 Scambio di dati di controllo e protezione tra baia e livello di stazione. 2 Scambio di dati tra la baia e le protezioni remote. 3 Scambio di dati all interno della baia. 4,5 Scambio di dati tra TV e TA del processo e la baia. 7 Scambio di dati tra le sottostazioni e i servizi tecnici. 8 Scambio di dati tra baie per funzioni rapide. 9 Scambio di dati all interno del livello di stazione. 10 Scambio di dati tra la sottostazione e il centro di controllo remoto. Figura: Livelli di una sottostazione [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
34 Funzioni e dispositivi fisici IEC Architettura Il protocollo identifica le funzioni e le caratteristiche dei dispositivi fisici (es. compiti, risultati, prestazioni). Questi si modellizzano in: uno o più dispositivi logici suddivisi in: nodi logici in relazione tra loro in base a: data e data attribute (es. valori dedicati, struttura semantica ben definita, ruolo, prestazioni). Figura: Modello di un sezionatore [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
35 Funzioni e dispositivi fisici IEC Architettura Il protocollo identifica le funzioni e le caratteristiche dei dispositivi fisici (es. compiti, risultati, prestazioni). Questi si modellizzano in: uno o più dispositivi logici suddivisi in: nodi logici in relazione tra loro in base a: data e data attribute (es. valori dedicati, struttura semantica ben definita, ruolo, prestazioni). Figura: Modello di un sezionatore [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
36 Funzioni e dispositivi fisici IEC Architettura Il protocollo identifica le funzioni e le caratteristiche dei dispositivi fisici (es. compiti, risultati, prestazioni). Questi si modellizzano in: uno o più dispositivi logici suddivisi in: nodi logici in relazione tra loro in base a: data e data attribute (es. valori dedicati, struttura semantica ben definita, ruolo, prestazioni). Figura: Modello di un sezionatore [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
37 IEC Architettura Il modello di logical device permette ad un singolo dispositivo fisico di agire da gateway di informazioni per più dispositivi; Ogni logical device contiene uno o più logical node, logicamente correlati ad una funzione della stazione; I logical nodes sono definiti da gruppi di data object e relativi servizi, ognuno modellizzato secondo gli schemi definiti dalle Common Data Classes (CDC). I logical nodes sono identificati con nomi definiti dallo standard in cui la prima lettera indica ne l attinenza, ad esempio: A controllo automatico, M misura, X switchgear,y trasformatori di potenza, T trasformatori di misura, P protezioni, S sensori, G funzioni generiche, I interfaccia e archivio. Esempi di nomi di logical nodes: MMXU unità di misura della potenza trifase, XCBR interruttore automatico/sezionatore, PDIS protezione distanziometrica. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
38 IEC Architettura Il modello di logical device permette ad un singolo dispositivo fisico di agire da gateway di informazioni per più dispositivi; Ogni logical device contiene uno o più logical node, logicamente correlati ad una funzione della stazione; I logical nodes sono definiti da gruppi di data object e relativi servizi, ognuno modellizzato secondo gli schemi definiti dalle Common Data Classes (CDC). I logical nodes sono identificati con nomi definiti dallo standard in cui la prima lettera indica ne l attinenza, ad esempio: A controllo automatico, M misura, X switchgear,y trasformatori di potenza, T trasformatori di misura, P protezioni, S sensori, G funzioni generiche, I interfaccia e archivio. Esempi di nomi di logical nodes: MMXU unità di misura della potenza trifase, XCBR interruttore automatico/sezionatore, PDIS protezione distanziometrica. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
39 ACSI IEC Architettura L IEC si basa sulla definizione di astrazione di dati e servizi: cioè specifica oggetti e servizi astratti di comunicazione che permettono di scrivere un applicazione indipendentemente dai protocolli tradizionali. Il modello Abstract Communication Service Interface (ACSI): Definisce l insieme di servizi e le risposte a quei servizi che rendono gli IED uguali dal punto di vista della rete; É mappato sui servizi di uno specifico protocollo in base a quanto specificato da una procedura standardizzata specifica, Specific Communication Service Mapping (SCSM); Interpreta dati e attributi dei vari elementi garantendo l interoperabilità; Data objects comuni portano alla definizione di Common Data Classes (CDC) che definiscono informazioni strutturate (dati e attributi associati a un nodo logico). G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
40 Livelli ISO/OSI IEC Architettura Figura: Livelli ISO/OSI [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
41 MMS IEC Architettura Gli oggetti e i servizi definiti dall ACSI vengono implemetati attraverso il protocollo ISO-9560 Manifacturing Message Specification (MMS). Le sue caratteristiche sono: Si tratta di un protocollo flessibile in grado di supportare funzioni complesse e la logica a oggetti ACSI; É definito al livello 7 di Application ISO/OSI; Sfrutta i protocolli TCP/IP al livello 3 di Network ISO/OSI; Sfrutta Ethertype a livello 2 di Data Link ISO/OSI; Definisce i messaggi di comunicazione tra i centri di controllo o tra le stazioni e centri di controllo (es. lettura o scrittura delle variabili di processo). G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
42 SCL IEC Architettura Il concetto di astrazione e standardizzazione presuppone l uso di un linguaggio comune di configurazione. IEC si serve di un linguaggio XML basato sulla struttura Substation Configuration Language (SCL). L uso di un linguaggio standard offre i seguenti vantaggi: Garantisce interoperabilità tra gli IED tradizionali che sfruttano protocolli diversi; Permette una configurazione unica e automatica dei dispositivi; Riduce la componente di errore dovuta all intervento umano nella gestione dei vari IED; Consente una maggiore trasportabilità, nel senso che ciascun IED, che supporta l IEC-61850, presenta un file SCL che definisce la configurazione di un certo tipo di dispositivo, con funzioni specifiche. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
43 Esempio IEC Architettura Consideriamo una tipica sottostazione: IEC implementa una virtualizzazione del mondo reale, definendo degli oggetti e delle classi di attributi. Figura: Esempio di utilizzo di IEC [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
44 IEC Architettura Gli elementi fisici del sistema sono definiti come nodi logici (LN) e a ciascuno di essi viene assegnato un nome e una serie di informazioni (Data classes): Informazioni comuni indipendenti dalla funzione del nodo logico (es. posizione); Proprietà specifiche del nodo logico; Status (es. ON/OFF); Valori misurabili (es. tensioni, correnti,etc); Control-data. In un formato standard, per indicare specifiche informazioni relative allo status o alla posizione di un dispositivo, il nome dell oggetto in esame è definito nel modo seguente. Figura: Esempio di nome di un oggetto [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
45 IEC Modello di una sottostazione Architettura Figura: Architettura del sistema con lo standard IEC [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
46 IEC Architettura Gli elementi fondamentali dello schema sono: Merging Unit A livello di processo, i dati, raccolti da sensori ottici, elettronici, da TV e TA, sui valori di tensione e corrente o sullo status dei componenti, sono raccolti e digitalizzati da Merging Unit (MU). Queste ultime sono generalmente localizzate sul campo o in corrispondenza del centro di controllo. Intelligent Electronic Devices Gli IED che supportano il protocollo IEC comunicano attraverso le MU e un bus di processo Ethernet a 10 Gbps. Il bus di processo supporta Ethernet Virtual LAN (VLAN) per stabilire la priorità delle informazioni raccolte. IEC Wrapper Gli IED tradizionali che non supportano il protocollo IEC-61850, utilizzano un wrapper che adegua i protocolli tradizionali a quello nuovo standardizzando l informazione. Process Bus e Station Bus Le MU comunicano al bay level attraverso un bus di processo a 10Gbps mentre tutti i nodi logici (IED) comunicano attraverso un bus Ethernet a 100Mbps. Gateway e Internet Sottostazioni diverse comunicano tra loro attraverso la rete Internet: un gateway permette di collegarsi alla rete e accedere alle informazioni da un centro di controllo o da remoto seguendo una procedura che garantisca robustezza e sicurezza del sistema. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
47 IEC Architettura La vita utile di impianto delle sottostazioni e delle rispettive strumentazioni si può valutare nell ordine di alcune decine di anni: IEC crea un interfaccia ideale in riferimento a strumentazioni e protocolli attualmente implementati nelle sottostazioni al fine di consentire la continuità di utilizzo dei dispositivi già presenti. Figura: Interfaccia con protocolli tradizionali [4]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
48 Tools IEC Tools Lo standard IEC si serve dei seguenti strumenti per la gestione delle informazioni: Generic Substation Event (GSE); Generic Object Oriented Substation Event (GOOSE); Generic Substation State Event (GSSE). Sampled Measured Values (SMV); Time Synchronization; Reporting e logging. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
49 IEC Tools Figura: Tools di IEC [4]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
50 GSE IEC Tools Protocollo che fornisce uno strumento veloce ed affidabile per la segnalazione di eventi all interno della sottostazione. Evento Cambiamento di stato degli oggetti (es. comandi, cambiamenti di stato, allarmi, etc). Le caratteristiche principali sono: Servizio multicast/broadcast con modello di comunicazione pubblisher/subscriber. I messaggi vengono trasmessi in formato binario (maggiore brevità dei dati, elevata velocità di codifica/decodifica). Il GSE prevede due modelli di servizio: Generic Object Oriented Substation Event (GOOSE); Generic Substation State Event (GSSE). G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
51 GSE IEC Tools Protocollo che fornisce uno strumento veloce ed affidabile per la segnalazione di eventi all interno della sottostazione. Evento Cambiamento di stato degli oggetti (es. comandi, cambiamenti di stato, allarmi, etc). Le caratteristiche principali sono: Servizio multicast/broadcast con modello di comunicazione pubblisher/subscriber. I messaggi vengono trasmessi in formato binario (maggiore brevità dei dati, elevata velocità di codifica/decodifica). Il GSE prevede due modelli di servizio: Generic Object Oriented Substation Event (GOOSE); Generic Substation State Event (GSSE). G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
52 GSE IEC Tools Protocollo che fornisce uno strumento veloce ed affidabile per la segnalazione di eventi all interno della sottostazione. Evento Cambiamento di stato degli oggetti (es. comandi, cambiamenti di stato, allarmi, etc). Le caratteristiche principali sono: Servizio multicast/broadcast con modello di comunicazione pubblisher/subscriber. I messaggi vengono trasmessi in formato binario (maggiore brevità dei dati, elevata velocità di codifica/decodifica). Il GSE prevede due modelli di servizio: Generic Object Oriented Substation Event (GOOSE); Generic Substation State Event (GSSE). G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
53 GOOSE IEC Tools Le caratteristiche principali sono: I dati, di vari formati (stati, valori), vengono raggruppati in data set e trasmessi entro un periodo di 4ms; Progettato per essere brand indipendent; Implementato direttamente in Ethernet (ISO/OSI 2): i messaggi GOOSE sono inviati direttamente al livello Data link; Utilizza Virtual LAN (VLAN): stabilisce più network virtuali sulla stessa rete fisica e determina livelli di priorità per i messaggi; Consente la ritrasmissione dei messaggi: un identificativo indica se il messaggio è nuovo o ritrasmesso. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
54 GSSE IEC Tools Le caratteristiche principali sono: Implementa il servizio di segnalazione di eventi (GOOSE) di UCA2.0; Viene utilizzato per lo scambio di informazioni sui soli cambiamenti di stato; I messaggi sono costituiti da una serie di bit che rappresentano liste di stati (formato più semplice rispetto a GOOSE); Utilizza un protocollo per livello di trasporto specifico (GSSE T-profile); Necessità di maggiore tempo di trasmissione rispetto a GOOSE. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
55 SMV IEC Tools Protocollo per lo scambio di dati e la trasmissione di misure prodotte dai trasduttori delle sottostazioni: permette lo scambio di segnali tra gli IED. Come per GOOSE è mappata direttamente in Ethernet (livello ISO/OSI 2) per garantire una maggiore velocità nel trasferimento dei messaggi. Figura: Simple Measured Values concept [4]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
56 IEC Tools Sono previsti due metodi di comunicazione: SV over Serial Unidrectional Multidrop Point-to-Point fixed link Sistema di comunicazione unidirezionale, specifica una serie preconfigurata di dataset (es. tensioni trifase, tensione di neutro, correnti trifase per misura e per protezione, etc). I valori analogici vengono codificati a 16 bit. SV over Ethernet Versione più generica e flessibile di SV, fornisce la possibilità di definire dataset con valori di diversa dimensione e tipo, configurabili dall utente per mezzo di SCL. Modello di comunicazione pubblisher/subscriber con possibilità di multi-casting. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
57 IEC Tools Sono previsti due metodi di comunicazione: SV over Serial Unidrectional Multidrop Point-to-Point fixed link Sistema di comunicazione unidirezionale, specifica una serie preconfigurata di dataset (es. tensioni trifase, tensione di neutro, correnti trifase per misura e per protezione, etc). I valori analogici vengono codificati a 16 bit. SV over Ethernet Versione più generica e flessibile di SV, fornisce la possibilità di definire dataset con valori di diversa dimensione e tipo, configurabili dall utente per mezzo di SCL. Modello di comunicazione pubblisher/subscriber con possibilità di multi-casting. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
58 Time Synchronization IEC Tools Servizio di sincronizzazione dei clock locali fondamentale per applicazioni real-time (es. timestamp associati a misure o eventi). Le caratteristiche principali sono: É implementato con protocolli UDP/IP; Utilizza un subset di Network Time Protocol (NTP) con riferimento al Universal Coordinated Time (UTC). G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
59 NTP IEC Tools Il Network Time Protocol (NTP) è il protocollo tipicamente utilizzato per sincronizzare i clock di computer collegati ad Internet e LAN. Le sue caratteristiche sono: Organizzazione client-server stratificata; É basato sullo scambio di messaggi UDP tra i client, che richiedono le informazioni di sincronizzazione, e il server che le fornisce; Garantisce una accuratezza di 10ms per computer collegati ad Internet, mentre di 200µs per computer in rete locale. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
60 IEC Tools Correzione del clock: 1 Il nodo N 1 invia il messaggio contenente il timestamp T 1; 2 N 2 lo riceve e lo associa al timestamp T 2; 3 Dopo l elaborazione, N 2 risponde con un messaggio nel quale viene inserito il timestamp T 3; 4 N 1 riceve il messaggio e lo associa al timestamp T 4. Quando il messaggio torna a N 1 esso contiene tutti i timestamp precedenti T 1, T 2, T 3. Vengono calcolati i seguenti valori: Round trip delay δ = (T 2 T 1) (T 3 T 4) Offset θ = (T 2 T 1 )+(T 3 T 4 ) 2 Il tempo del client è indicato dall offset: è la correzione che più probabilmente fornisce l aggiustamento corretto per la sincronizzazione del client. La correzione ottimale del clock é compresa nell intervallo θ ± δ ma non è conoscibile con maggior precisione. 2 G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
61 IEC Tools Correzione del clock: 1 Il nodo N 1 invia il messaggio contenente il timestamp T 1; 2 N 2 lo riceve e lo associa al timestamp T 2; 3 Dopo l elaborazione, N 2 risponde con un messaggio nel quale viene inserito il timestamp T 3; 4 N 1 riceve il messaggio e lo associa al timestamp T 4. Quando il messaggio torna a N 1 esso contiene tutti i timestamp precedenti T 1, T 2, T 3. Vengono calcolati i seguenti valori: Round trip delay δ = (T 2 T 1) (T 3 T 4) Offset θ = (T 2 T 1 )+(T 3 T 4 ) 2 Il tempo del client è indicato dall offset: è la correzione che più probabilmente fornisce l aggiustamento corretto per la sincronizzazione del client. La correzione ottimale del clock é compresa nell intervallo θ ± δ ma non è conoscibile con maggior precisione. 2 G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
62 Reporting e logging IEC Tools Report Strumento che permette di memorizzare cambiamenti di dati e attributi relativi ai nodi logici. Genera data set contenenti attributi di interesse notevole e richiede ai nodi logici in questione l invio delle informazioni contestuali a variazione del sistema. Può contenere informazioni relative a più nodi logici. Log É la registrazione degli eventi relativi a un dispositivo. I log vengono registrati in un server e, a differenza del report, i dispositivi logici creano al loro interno un database di eventi senza inviarne notifica. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
63 Reporting e logging IEC Tools Report Strumento che permette di memorizzare cambiamenti di dati e attributi relativi ai nodi logici. Genera data set contenenti attributi di interesse notevole e richiede ai nodi logici in questione l invio delle informazioni contestuali a variazione del sistema. Può contenere informazioni relative a più nodi logici. Log É la registrazione degli eventi relativi a un dispositivo. I log vengono registrati in un server e, a differenza del report, i dispositivi logici creano al loro interno un database di eventi senza inviarne notifica. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
64 Esempio IEC Tools Consideriamo l insorgere di un evento che porta all apertura di un interruttore presente in una sottostazione. A livello virtuale la gestione di una situazione critica viene gestita dai servizi di ACSI. Figura: Comunicazione tra IED mediante i servizi di ACSI [5]. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
65 IEC Tools All interno della stazione avviene uno scambio di informazioni, ad esempio sui valori delle grandezze fisiche, attraverso il servizio SV e di cambiamenti di stato attraverso il servizio GOOSE secondo le seguenti procedure: 1 La protezione PDIS individua il guasto; 2 La protezione PTRC invia un comando di Trip al nodo logico XCBR0 (interruttore), per cui avviene l apertura; 3 L informazione con il nuovo status viene inviata agli elementi della sottostazione e attraverso il servizio di Report e poi MMS inviata al centro di controllo; 4 RREC (autorichiusura) invia un comando di Riclose a XCBR0 in accordo con la configurazione iniziale; 5 XCBR0 riceve un messaggio GOOSE con il comando di richiusura per cui si richiude l interruttore. A sua volta invia un messaggio GOOSE con il nuovo status e la posizione. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
66 IEC Tecnologie di comunicazione Tecnologie di comunicazione Le principali tecnologie di comunicazione di ausilio allo standard IEC sono: Power Line Carrier (PLC); Internet; WiFi; WiMAX. Figura: Principali tecnologie di comunicazione. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
67 PLC e Internet IEC Tecnologie di comunicazione PLC Utilizza come mezzo fisico le linee di potenza già presenti sovrapponendovi segnali a frequenze elevate (khz). Se da una parte non richiede la realizzazione di nuove strutture un limite è dovuto alla presenza di disturbi che possono corrompere le informazioni e alla continuità del servizio che non è più garantita in caso di guasti o sezionamenti nella rete. Internet É il mezzo di comunicazione più diffuso e accessibile. Non richiede installazione di una effettiva rete fisica ma solo del collegamento alla rete telefonica. Possibili limiti sono legati alla necessità di garantire la sicurezza dei dati e dei processi, e ai tempi di risposta richiesti da applicazione real time. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
68 PLC e Internet IEC Tecnologie di comunicazione PLC Utilizza come mezzo fisico le linee di potenza già presenti sovrapponendovi segnali a frequenze elevate (khz). Se da una parte non richiede la realizzazione di nuove strutture un limite è dovuto alla presenza di disturbi che possono corrompere le informazioni e alla continuità del servizio che non è più garantita in caso di guasti o sezionamenti nella rete. Internet É il mezzo di comunicazione più diffuso e accessibile. Non richiede installazione di una effettiva rete fisica ma solo del collegamento alla rete telefonica. Possibili limiti sono legati alla necessità di garantire la sicurezza dei dati e dei processi, e ai tempi di risposta richiesti da applicazione real time. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
69 WiFi e WiMAX IEC Tecnologie di comunicazione Wi-Fi e WiMAX sono protocolli di comunicazione relativi ai livelli ISO/OSI 1 e 2 che utilizzano, come mezzo fisico, onde radio (wireless). WiFi Basato sullo standard : Utilizza bande di frequenza libere; Ha una copertura che varia da alcune decine di metri a qualche centinaia; La frequenza di trasmissione è di 2, 4 o 5GHz; La velocità di trasferimento dati è di Mbps; L accesso a mezzo fisico è di tipo CSMA/CA (Carrier Sense Multiple Access with Collision Avoidance) e il canale wireless è quindi half-duplex. WiMAX Basato sullo standard WiMAN : Utilizza sia le bande libere che quelle licenziate; Ha una copertura dell ordine dei chilometri; La frequenza di trasmissione è di 2 11GHz per utenza fissa e 2 6GHz per utenza mobile; La velocità di trasferimento dati è di 75Mbps. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
70 WiFi e WiMAX IEC Tecnologie di comunicazione Wi-Fi e WiMAX sono protocolli di comunicazione relativi ai livelli ISO/OSI 1 e 2 che utilizzano, come mezzo fisico, onde radio (wireless). WiFi Basato sullo standard : Utilizza bande di frequenza libere; Ha una copertura che varia da alcune decine di metri a qualche centinaia; La frequenza di trasmissione è di 2, 4 o 5GHz; La velocità di trasferimento dati è di Mbps; L accesso a mezzo fisico è di tipo CSMA/CA (Carrier Sense Multiple Access with Collision Avoidance) e il canale wireless è quindi half-duplex. WiMAX Basato sullo standard WiMAN : Utilizza sia le bande libere che quelle licenziate; Ha una copertura dell ordine dei chilometri; La frequenza di trasmissione è di 2 11GHz per utenza fissa e 2 6GHz per utenza mobile; La velocità di trasferimento dati è di 75Mbps. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
71 WiFi e WiMAX IEC Tecnologie di comunicazione Wi-Fi e WiMAX sono protocolli di comunicazione relativi ai livelli ISO/OSI 1 e 2 che utilizzano, come mezzo fisico, onde radio (wireless). WiFi Basato sullo standard : Utilizza bande di frequenza libere; Ha una copertura che varia da alcune decine di metri a qualche centinaia; La frequenza di trasmissione è di 2, 4 o 5GHz; La velocità di trasferimento dati è di Mbps; L accesso a mezzo fisico è di tipo CSMA/CA (Carrier Sense Multiple Access with Collision Avoidance) e il canale wireless è quindi half-duplex. WiMAX Basato sullo standard WiMAN : Utilizza sia le bande libere che quelle licenziate; Ha una copertura dell ordine dei chilometri; La frequenza di trasmissione è di 2 11GHz per utenza fissa e 2 6GHz per utenza mobile; La velocità di trasferimento dati è di 75Mbps. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
72 Benefici e limiti IEC Tecnologie di comunicazione WiMAX presenta un set di frequenze più ampio per cui l uso delle bande licenziate è indicato per coprire aree dense e competitive, dove l interferenza rappresenta un problema importante, mentre le bande libere sono indicate per coprire aree ristrette, per limitare interferenze e costi iniziali. WiMAX rispetto a Wi-Fi risulta superiore sotto due aspetti: la velocità di trasmissione e il range di copertura delle celle, per cui è adatto a una trasmissione sia di tipo urbano che rurale (last mile). WiMAX presenta tempi di latenza bassi dell ordine di 10ms. Mentre Wi-Fi risulta più adatto all accesso ad una rete locale, WiMAX è adatto per l accesso punto-multipunto alla banda larga. Per entrambe le tecnologie risulta importante la visibilità delle antenne, in caso contrario contrario il range tende a decadere rapidamente, anche se decisamente meno nel caso WiMAX. Intrinseco di WiMAX è il QoS (Quality of Services) e una maggiore sicurezza: prioritizza e ottimizza il traffico e, a differenza del Wi-Fi, implementa diverse tecniche di crittografia, sicurezza ed autenticazione contro le intrusioni. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
73 IEC Tecnologie di comunicazione Una delle esigenze principali di una Smart Grid è quella di realizzare una rete di comunicazione WAN (Wide Area Network). Soluzione WiMAX è una tecnologia in grado di integrarsi con quelle presenti, soddisfacendo diverse tra le specifiche imposte da una tipica Smart Grid: Massima accessibilità e interoperabilità; Tempi di latenza inferiori ai 50ms; Larghezza di banda 5MHz; Figura: WiMAX concept, Throughput di 1 4Mbps. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
74 IEC Tecnologie di comunicazione Una delle esigenze principali di una Smart Grid è quella di realizzare una rete di comunicazione WAN (Wide Area Network). Soluzione WiMAX è una tecnologia in grado di integrarsi con quelle presenti, soddisfacendo diverse tra le specifiche imposte da una tipica Smart Grid: Massima accessibilità e interoperabilità; Tempi di latenza inferiori ai 50ms; Larghezza di banda 5MHz; Figura: WiMAX concept, Throughput di 1 4Mbps. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
75 Conclusioni Conclusione Rispetto alle esigenze della Smart Grid, IEC soddisfa i seguenti requisiti: Garantisce l interoperabilità tra gli elementi tipici di una rete, appartenenti a produttori diversi, fornendo uno strumento di comunicazione adeguato e aperto; Garantisce la flessibilità richiesta in termini di possibili evoluzioni del sistema facilmente implementabili e fornisce un linguaggio comune per la condivisone delle informazioni; Supporta servizi (GOOSE, GSSE, SMV) che garantiscono le prestazioni richieste da applicazioni real-time tipiche della gestione della rete elettrica; Riduce i costi di configurazione, installazione e trasportabilità della strumentazione. Limiti Presenta costi relativamente elevati per l installazione dei server e dei dispositivi atti alla gestione globale dei dati; Non definisce tutti i livelli di comunicazione e, adeguandosi a protocolli esistenti, ne presenta alcuni limiti; L architettura, sebbene non sia richiesta una configurazione manuale, si presenta piuttosto complessa e articolata. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
76 Conclusioni Conclusione Rispetto alle esigenze della Smart Grid, IEC soddisfa i seguenti requisiti: Garantisce l interoperabilità tra gli elementi tipici di una rete, appartenenti a produttori diversi, fornendo uno strumento di comunicazione adeguato e aperto; Garantisce la flessibilità richiesta in termini di possibili evoluzioni del sistema facilmente implementabili e fornisce un linguaggio comune per la condivisone delle informazioni; Supporta servizi (GOOSE, GSSE, SMV) che garantiscono le prestazioni richieste da applicazioni real-time tipiche della gestione della rete elettrica; Riduce i costi di configurazione, installazione e trasportabilità della strumentazione. Limiti Presenta costi relativamente elevati per l installazione dei server e dei dispositivi atti alla gestione globale dei dati; Non definisce tutti i livelli di comunicazione e, adeguandosi a protocolli esistenti, ne presenta alcuni limiti; L architettura, sebbene non sia richiesta una configurazione manuale, si presenta piuttosto complessa e articolata. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
77 Conclusioni Conclusione Rispetto alle esigenze della Smart Grid, IEC soddisfa i seguenti requisiti: Garantisce l interoperabilità tra gli elementi tipici di una rete, appartenenti a produttori diversi, fornendo uno strumento di comunicazione adeguato e aperto; Garantisce la flessibilità richiesta in termini di possibili evoluzioni del sistema facilmente implementabili e fornisce un linguaggio comune per la condivisone delle informazioni; Supporta servizi (GOOSE, GSSE, SMV) che garantiscono le prestazioni richieste da applicazioni real-time tipiche della gestione della rete elettrica; Riduce i costi di configurazione, installazione e trasportabilità della strumentazione. Limiti Presenta costi relativamente elevati per l installazione dei server e dei dispositivi atti alla gestione globale dei dati; Non definisce tutti i livelli di comunicazione e, adeguandosi a protocolli esistenti, ne presenta alcuni limiti; L architettura, sebbene non sia richiesta una configurazione manuale, si presenta piuttosto complessa e articolata. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
78 Conclusioni Conclusione Rispetto alle esigenze della Smart Grid, IEC soddisfa i seguenti requisiti: Garantisce l interoperabilità tra gli elementi tipici di una rete, appartenenti a produttori diversi, fornendo uno strumento di comunicazione adeguato e aperto; Garantisce la flessibilità richiesta in termini di possibili evoluzioni del sistema facilmente implementabili e fornisce un linguaggio comune per la condivisone delle informazioni; Supporta servizi (GOOSE, GSSE, SMV) che garantiscono le prestazioni richieste da applicazioni real-time tipiche della gestione della rete elettrica; Riduce i costi di configurazione, installazione e trasportabilità della strumentazione. Limiti Presenta costi relativamente elevati per l installazione dei server e dei dispositivi atti alla gestione globale dei dati; Non definisce tutti i livelli di comunicazione e, adeguandosi a protocolli esistenti, ne presenta alcuni limiti; L architettura, sebbene non sia richiesta una configurazione manuale, si presenta piuttosto complessa e articolata. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
79 Conclusioni Conclusione Rispetto alle esigenze della Smart Grid, IEC soddisfa i seguenti requisiti: Garantisce l interoperabilità tra gli elementi tipici di una rete, appartenenti a produttori diversi, fornendo uno strumento di comunicazione adeguato e aperto; Garantisce la flessibilità richiesta in termini di possibili evoluzioni del sistema facilmente implementabili e fornisce un linguaggio comune per la condivisone delle informazioni; Supporta servizi (GOOSE, GSSE, SMV) che garantiscono le prestazioni richieste da applicazioni real-time tipiche della gestione della rete elettrica; Riduce i costi di configurazione, installazione e trasportabilità della strumentazione. Limiti Presenta costi relativamente elevati per l installazione dei server e dei dispositivi atti alla gestione globale dei dati; Non definisce tutti i livelli di comunicazione e, adeguandosi a protocolli esistenti, ne presenta alcuni limiti; L architettura, sebbene non sia richiesta una configurazione manuale, si presenta piuttosto complessa e articolata. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
80 Conclusioni Conclusione Rispetto alle esigenze della Smart Grid, IEC soddisfa i seguenti requisiti: Garantisce l interoperabilità tra gli elementi tipici di una rete, appartenenti a produttori diversi, fornendo uno strumento di comunicazione adeguato e aperto; Garantisce la flessibilità richiesta in termini di possibili evoluzioni del sistema facilmente implementabili e fornisce un linguaggio comune per la condivisone delle informazioni; Supporta servizi (GOOSE, GSSE, SMV) che garantiscono le prestazioni richieste da applicazioni real-time tipiche della gestione della rete elettrica; Riduce i costi di configurazione, installazione e trasportabilità della strumentazione. Limiti Presenta costi relativamente elevati per l installazione dei server e dei dispositivi atti alla gestione globale dei dati; Non definisce tutti i livelli di comunicazione e, adeguandosi a protocolli esistenti, ne presenta alcuni limiti; L architettura, sebbene non sia richiesta una configurazione manuale, si presenta piuttosto complessa e articolata. G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
81 Conclusione Grazie per l attenzione G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
82 Riferimenti bibliografici Riferimenti bibliografici ProSoft Technology. IEC-61850: A protocol with powerful potential. ProSoft Technology., gen Manuel Sànchez Jiménez. European Task Force for Smart Grids and the way forward. In Metering International Iussue, pages 76-78, mar L. Capetta. Distribuzione elettrica e generazione distribuita; Tecnologie e sistemi di comunicazione per il controllo di generatori distribuiti e reti. CESI, may D. Baigent, M. Adamiak, R. Mackiewicz. Iec communication networks and systems in substation: an overview for users. GE Multilin, SISCO, jan Carl A. Gunter Jianquing Zhang. Iec communication networks and systems in substation: an overview of computer science. University of Illinois at Urbana Champaign, jan G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
83 Riferimenti bibliografici R. Mackiewicz. Benefits of IEC61850 Networking. SISCO Inc., Marketing Subcommittee Chair, UCA International Users Group, feb Modbus. MODBUS Messaging on TCP/IP Implementation Guide V1.0b. Modbus-IDA, oct European Commission. ICT for a Low Carbon Economy Smart Electricity Distribution Networks. European Commission Information Society and Media., jul McDonnel Burns. Implementing Smart Grid Communications: Managing Mountains of Data Opens Up New Challenges for Electric Utilities. TECHBriefs, No. 4, jan A. Bertani. IEC driver per l evoluzione dei bus di comunicazione nelle stazioni elettriche. CESI, oct V.K. Sood, D. Fischer, J.M. Eklund, and T. Brown. I Developing a communication infrastructure for the smart grid. In Electrical Power Energy Conference (EPEC), 2009 IEEE, pages 1 7, oct G.P. Incremona, F.Giandelli (UNIPV) Seminario 20 Gennaio / 50
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