LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA
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- Vincenzo Di Matteo
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2 LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA Il 26 marzo 2010 il Consiglio Europeo ha approvato la proposta della Commissione Europea di lanciare Europa 2020, una nuova strategia per la crescita e l occupazione che dovrà guidare l Unione Europea nella prossima programmazione verso un nuovo modello di sviluppo. Il modello di sviluppo europeo si concretizza sull interrelazione di tre aspetti chiave: -unacrescita intelligente, ossia basata su istruzione, ricerca e innovazione; -una crescita sostenibile, favorendo un economia a basse emissioni, più competitiva ed efficiente nell uso delle risorse; -una crescita inclusiva, ovvero focalizzata sulla creazione di occupazione e sulla lotta alla povertà.
3 Le politiche UE, la politica di coesione (FESR,FSE,FC), la politica agricola comune (FEASR), la politica della PESCA (FEAMP) convergono tutti verso gli obiettivi di Europa 2020 L utilizzo dei Fondi comunitari per la coesione , e del relativo cofinanziamento nazionale, avverrà sulla base di un Accordo di partenariato e di Programmi operativi da concordare con la Commissione Europea Con il contratto di partenariato tra Commissione e Stati membri si definirà il quadro delle priorità comunitarie all interno dei contesti nazionali ;mentre i programmi operativi (nazionali e regionali) saranno di carattere più concreto e gestionale "accordo di partenariato": un documento preparato da uno Stato membro con il coinvolgimento dei partner in linea con l'approccio della governance a più livelli, che definisce la strategia e le priorità di tale Stato membro nonché le modalità di impiego efficace ed efficiente dei fondi SIE (Fondi strutturali e di investimento europei) al fine di perseguire la strategia dell'unione per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva e approvato dalla Commissione in seguito a valutazione e dialogo con lo Stato membro interessato.
4 La Commissione Europea, per il periodo di programmazione , ha proposto delle modifiche significative alle modalità di progettazione e attuazione della politica di coesione e di sviluppo rurale, ovvero: la concentrazione delle risorse sulle priorità della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, grazie ad una articolazione delle stesse in 11 obiettivi tematici; l adozione di modalità di gestione comuni nell utilizzo dei Fondi FESR, FSE, FEAMP e FEASR atta a promuovere una efficace integrazione delle risorse; un maggiore orientamento delle politiche ai risultati, attraverso un quadro di riferimento comune dei risultati e una riserva per realizzazioni efficienti; il ricorso alle condizionalità ex ante quale prerequisito per avviare idonee politiche di crescita e sviluppo, attraverso l adozione di adeguati strumenti programmatici, legislativi o attuativi; il rafforzamento della coesione territoriale attraverso il sostegno alle politiche urbane, alla programmazione integrata e allo sviluppo locale di tipo partecipativo, da attuare mediante un approccio place based; l armonizzazione delle regole di ammissibilità e la semplificazione in materia di costi, al fine di ridurre l onere amministrativo gravante sui beneficiari e sulle autorità di gestione. La politica di coesione contiene: 7 innovazioni di metodo 3 opzioni strategiche 11 aree tematiche
5 Per superare le cause dell insoddisfacente impiego dei fondi strutturali è necessario introdurre 7 innovazioni di metodo: 1. risultati attesi (l esplicitazione e la misurabilità dei risultati attesi consentirà di rendere evidenti le finalità degli interventi); 2. azioni (i PO conterranno indicazioni non generiche, ma circonstanziate delle azioni che si intendono finanziare); 3. tempiprevistiesorvegliati(rimettere il tempo al centro dell azione pubblica); 4. partenariato mobilitato (deve assumere un ruolo importante anche nella fase discendente della programmazione); 5. apertura (disponibilità di tutta l informazione rilevante in modalità aperta per far esercitare ai cittadini un controllo sugli amministratori); 6. valutazione di impatto (centralità ed impulso alla valutazione di impatto); 7. presidio nazionale.
6 Si propongono 3 opzioni strategiche per l impiego dei fondi, incentrate su: mezzogiorno con l obiettivo di superare i due deficit di cittadinanza e di attività produttiva privata attraverso 4 indirizzi ben definiti; città, quali luoghi di rilancio della produttività e di recupero dell inclusione sociale; aree interne, in cui lanciare progetti pilota mirati a mettere in sicurezza il territorio, a promuovere la diversità naturale e culturale, a concorrere ad una nuova stagione di sviluppo.
7 Gli 11 obiettivi tematici individuati dall Unione Europea sono: 1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l innovazione; 2. Migliorare l accesso alle tecnologie dell informazione; 3. Promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, il settore agricolo e il settore della pesca e dell acquacoltura; 4. Sostenere la transizione verso un economia a basse emissioni di carbonio; 5. Promuovere l adattamento al cambiamento climatico, prevenzione e la gestione dei rischi; 6. Tutelare l ambiente e l uso efficiente delle risorse; 7. Promuovere sistemi di trasporto sostenibili e eliminare le strozzature delle principali infrastrutture di rete; 8. Promuovere l occupazione e sostenere la mobilità dei lavoratori; 9. Promuovere l inclusione sociale e combattere la povertà; 10. Investire nelle competenze, nell istruzione e nell apprendimento permanente; 11. Rafforzare la capacità istituzionale e promuovere un amministrazione pubblica efficiente.
8 In tale contesto, la Regione Campania ha avviato il processo di programmazione istituendo, con Delibera 142/2013, il Gruppo di Programmazione, con il compito di provvedere alla redazione dei documenti di programmazione, sulla base degli indirizzi impartiti dal Presidente e dalla Giunta Regionale e alla luce degli orientamenti forniti dai Servizi della Commissione ( Position Paper ) e dal Ministro per la Coesione Territoriale ( Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi Comunitari , Bozza dell Accordo di Partenariato e incontri Gruppo di coordinamento politico sulla programmazione dei Fondi Europei).
9 Il percorso che la Provincia di Salerno intende attivare, in tempi ristretti, per rispondere alla tempistica dettata dalla programmazione comunitaria è di intercettare le esigenze dei Comuni e di accompagnare gli stessi all accesso ai fondi della programmazione comunitaria incentrati sull obiettivo macro della crescita economica. Non è da trascurare che, contrariamente a quanto si immaginava qualche mese addietro, le risorse finanziarie saranno addirittura superiori al precedente periodo
10 A partire dalle politiche per lo sviluppo locale condivise con i Comuni in sede di redazione del Piano Territoriale di Coordinamento (elaborato Serie 3 PTCP), nelle prossime settimane si procederà ad una ricognizione a scala comunale della progettualità in corso e «desiderata», al fine di dettagliare ulteriormente le politiche di sviluppo locale per ognuno dei 7 Ambiti Identitari, ottimizzando le funzioni di accompagnamento del nostro Ente. La Conferenza di Piano Permanente, attuativa anche del III QTR del PTR (politiche di sviluppo per STS) rappresenta, pertanto, il luogo della concertazione e del confronto, per la costruzione condivisa di un Documento Strategico Provinciale, attuativo della nuova programmazione comunitaria.
11 E disponibile sul sito istituzionale dell Ente in «attuazione PTCP» una scheda ricognitiva (scaricabile in formato word) da compilare ed inoltrare entro il 12/05/2014 al seguente indirizzo: per informazione, approfondimenti ed assistenza è possibile contattare il Servizio Politiche Comunitarie dell Ente resp. dott.ssa Annalisa Del Pozzo ai seguenti recapiti:
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