Manuale di Debian Live
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- Vittorio Parente
- 10 anni fa
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1 Debian Live Project January 25, 2011
2 Copyright Debian Live Project; License: Questo programma è software libero: è possibile ridistribuirlo e modificarlo secondo i termini della GNU General Public License come pubblicata dalla Free Software Foundation, sia la versione 3 della licenza o (a scelta) una versione successiva. Questo programma è distribuito nella speranza che possa essere utile, ma SENZA AL- CUNA GARANZIA, nemmeno la garanzia implicita di COMMERCIABILITÀ o IDONEITÀ PER UN PARTICOLARE SCOPO. Vedere la GNU General Public License per ulteriori dettagli. Si dovrebbe aver ricevuto una copia della GNU General Public License con questo programma. In caso contrario, vedere Sui sistemi Debian, il testo completo della GNU General Public License può essere trovato nel file /usr/share/common-licenses/gpl-3. ii
3 Contents Contents Manuale di Debian Live 1 A proposito 1 1. A proposito di questo manuale Per gli impazienti Glossario Autori Contribuire a questo documento Applicare le patch Traduzione A proposito del progetto Debian Live Motivazioni Cosa c'è di sbagliato con gli attuali sistemi live Perché creare il proprio sistema live? Filosofia Solamente pacchetti ufficiali inalterati Nessun pacchetto di configurazione per il sistema live Contatti Utente 7 3. Installazione Requisiti Installare live-build Dal repository Debian Da sorgenti Da `istantanee' live-boot e live-config Dal repository Debian Da sorgenti Da `istantanee' Nozioni di base Che cos'è un sistema live? Primi passi: creare un'immagine ISO Provare un'immagine ISO con Qemu Provare un'immagine ISO con virtualbox-ose Masterizzare un'immagine ISO su un supporto fisico Creare un'immagine USB/HDD Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB Provare un'immagine USB/HDD con Qemu Usare lo spazio rimanente su una penna USB Creare un'immagine netboot Server DHCP iii
4 Contents Server TFTP Server NFS Come provare una netboot Qemu VMWare Player Panoramica degli strumenti live-build Il comando lb config Il comando lb build Il comando lb clean Il pacchetto live-boot Il pacchetto live-config Gestire una configurazione Utilizzare auto per gestire i cambiamenti di configurazione Esempi di auto script Panoramica sulla personalizzazione Configurazione in fase di compilazione e di avvio Fasi della creazione Integrare la configurazione di lb con dei file Personalizzazione dei compiti Personalizzare l'installazione dei pacchetti Sorgenti dei pacchetti Distribuzione, le aree di archivio e le modalità Mirror delle distribuzioni Mirror delle distribuzioni usati in fase di compilazione Mirror delle distribuzioni usate durante l'esecuzione Repository addizionali Scegliere i pacchetti da installare Scegliere pochi pacchetti Elenchi di pacchetti Elenchi predefiniti di pacchetti Elenchi locali dei pacchetti Elenchi locali di pacchetti binari Estendere un'elenco di pacchetti usando gli include Usare condizioni all'interno degli elenchi di pacchetti Task Task per desktop e lingua Installare pacchetti modificati o di terze parti Utilizzare chroot_local-packages per installare pacchetti personalizzati Utilizzare un repository APT per installare pacchetti personalizzati Pacchetti personalizzati e APT Configurare APT in fase di costruzione Scegliere apt o aptitude iv
5 Contents Utilizzare un proxy con APT Modificare APT per risparmiare spazio Passare opzioni ad apt o aptitude APT pinning Personalizzazione dei contenuti Include Live/chroot include locali Include locali binari Include binari Hook Live/chroot hook locali Hook in fase di avvio Hook binari locali Preconfigurare le domande di Debconf Personalizzare i comportamenti durante l'esecuzione Personalizzare l'utente live Personalizzare la localizzazione e la lingua Persistenza Persistenza completa Mount automatico della home Istantanee Sottotesto persistente Rimasterizzazione parziale Personalizzare l'immagine binaria Bootloader Metadati ISO Personalizzare il Debian Installer Tipologie del Debian Installer Personalizzare il Debian Installer con la preconfigurazione Personalizzare il contenuto del Debian Installer Progetto Segnalare bug Problemi noti Ricostruire da zero Usare pacchetti aggiornati Raccogliere informazioni Se possibile isolare il caso non andato a buon fine Segnalare il bug del pacchetto giusto Durante la compilazione mentre esegue il bootstrap Durante la compilazione mentre installa i pacchetti In fase di avvio In fase di esecuzione Fare la ricerca Dove segnalare i bug v
6 Contents 14. Lo stile nello scrivere codice Compatibilità Rientri Ritorno a capo Variabili Varie Procedure Aggiornamenti degli udeb Rilasci importanti Rilasci minori Modello per l'annuncio di un rilascio minore Esempi Esempi Usare gli esempi Tutorial 1: un'immagine standard Tutorial 2: servizio browser web Tutorial 3: un'immagine personalizzata Prima revisione Seconda revisione Un client Kiosk VNC Un'immagine base per una chiavetta USB da 128M Un desktop KDE localizzato e l'installer Metadata 55 SiSU Metadata, document information vi
7 Manuale di Debian Live 1 A proposito 2 1. A proposito di questo manuale 3 L'obiettivo di questo manuale e quello di servire da punto di accesso centralizzato per 4 tutta la documentazione relativa al progetto Debian Live; non include documentazione rivolta agli utenti finali sul come usare un sistema Debian Live, se non quella specifica per un sistema live. Alcuni dei comandi menzionati nel testo devono essere eseguiti con i privilegi di super- 5 utente che possono essere ottenuti diventando utente root tramite su oppure usando sudo. Per distinguere i comandi che possono essere eseguiti come utente normale da quelli che necessitano dei privilegi di super-utente, i comandi sono preceduti rispettivamente da $ o #. Questi simboli non fanno parte del comando. 1.1 Per gli impazienti 6 Sebbene crediamo che ogni cosa in questo manuale sia importante almeno per al- 7 cuni dei nostri utenti, ci rendiamo conto che c'è tanto materiale da trattare e che si potrebbe voler provare il software prima di entrare nei dettagli. Pertanto, abbiamo messo a disposizione nella sezione Esempi tre tutorial progettati per insegnarvi le basi della costruzione e della personalizzazione delle immagini. Si legga innanzitutto Usare gli esempi, seguito da Tutorial 1: un'immagine standard, Tutorial 2: un programma di utilità web browser e, infine, Tutorial 3: un'immagine personalizzata. Alla fine di queste esercitazioni, si avrà un assaggio di ciò che si può fare con Debian Live. Ti invitiamo ad uno studio più approfondito del manuale, magari leggendo in seguito Nozioni di base, sfogliando o saltando Creare un'immagine netboot, e finendo con la lettura di Panoramica sulla personalizzazione e dei capitoli che lo seguono. A questo punto, ci auguriamo che tu sia davvero eccitato da ciò che si può fare con Debian Live e motivato a leggere il resto del manuale, da cima a fondo. 1.2 Glossario 8 Live system : Un sistema operativo che può partire senza installazione su disco 9 rigido. I sistemi live non alterano né il sistema operativo locale (o i sistemi operativi locali) né i file già installati sul disco rigido del computer a meno che lo si faccia volontariamente. I sistemi live vengono solitamente avviati da supporti quali CD, DVD o penne USB; alcuni possono anche avviarsi via rete. Debian Live : Il sotto-progetto Debian che mantiene i pacchetti live-boot, live-build, 10 live-config e live-manual. Debian Live system : Un sistema live che usa software proveniente dal sistema 11 1
8 operativo Debian e che può essere lanciato da CD, DVD, supporti USB, via rete (tramite immagini netboot) e via internet (tramite il parametro di boot fetch=url). Host system : L'ambiente utilizzato per creare il sistema live. 12 Target system : L'ambiente usato per eseguire il sistema live. 13 live-boot : Una raccolta di script usati per avviare sistemi live. live-boot era una 14 parte di live-initramfs. live-build : Una raccolta di script usati per creare sistemi Debian Live personalizzati. 15 live-build era conosciuto come live-helper, ed ancora prima come live-package. live-config : Una raccolta di script usati per configurare un sistema live durante il 16 processo di inizializzazione. live-config era una parte di live-initramfs. live-manual : Questo documento è inserito nel pacchetto chiamato live-manual. 17 Debian Installer (d-i) : Il sistema d'installazione ufficiale per la distribuzione Debian. 18 Boot parameters : Parametri che possono essere immessi nel prompt del boot 19 loader per modificare il comportamento del kernel o di live-config. chroot : Il programma chroot, chroot(8), rende possibile eseguire diverse istanze 20 dell'ambiente GNU/Linux su un singolo sistema simultaneamente senza riavviare. Binary image : Un file che contiene il sistema live, come binary.iso o binary.img. 21 Target distribution : La distribuzione su cui sarà basato il sistema live. Può differire 22 dalla distribuzione presente sul proprio computer. Squeeze/Wheezy/Sid (stable/testing/unstable) : Nomi in codice per i rilasci De- 23 bian; al momento Squeeze è l'attuale stable e Wheezy l'attuale testing. Sid sarà sempre il sinonimo della unstable. In tutto il manuale si tende ad usare i nomi in codice dei rilasci, in quanto questo è ciò che è previsto dagli strumenti stessi. La distribuzione stable contiene l'ultima distribuzione ufficialmente rilasciata da De- 24 bian; la testing è il punto di raccolta per i pacchetti della prossima stable. Uno dei principali vantaggi nell'uso di questa distribuzione sta nell'avere software più recente rispetto alla stable. La distribuzione unstable è dove avviene lo sviluppo attivo di Debian; viene generalmente usata dagli sviluppatori o da coloro che amano l'azzardo. 1.3 Autori 25 Lista degli autori (in ordine alfabetico): 26 Ben Armstrong 27 Brendan Sleight 28 Chris Lamb 29 Daniel Baumann 30 2
9 Franklin Piat 31 Jonas Stein 32 Kai Hendry 33 Marco Amadori 34 Mathieu Geli 35 Matthias Kirschner 36 Richard Nelson 37 Trent W. Buck Contribuire a questo documento 39 Questo manuale è pensato come un progetto comunitario e ogni suggerimento e con- 40 tributo è benvenuto. Il modo migliore per apportare un contributo è di inviarlo alla mailing list. Per maggiori informazioni si veda la sezione Contatti. Quando si sottopone un contributo, si prega di indicare chiaramente il detentore del 41 copyright e di includere la licenza. Si noti che, per essere accettato, il contributo deve essere distribuito con la stessa licenza del resto del documento, ovvero la GPL versione 3 o successiva. I sorgenti di questo manuale sono mantenuti utilizzando il sistema di controllo Git. Si 42 può visionare la copia più recente eseguendo: $ git clone git://live.debian.net/git/live-manual.git 43 Prima di sottoporre un contributo, si prega di visionare l'anteprima del proprio lavoro. 44 Per ottenere l'anteprima di live-manual, assicurarsi di avere installati i pacchetti necessari per la sua compilazione eseguendo: # apt-get install make po4a sisu-complete libnokogiri-ruby 45 Si può compilare il live-manual dalla directory superiore del checkout di Git eseguendo: 46 $ make build 47 Dato che occorre del tempo per compilare il manuale in tutte le lingue supportate, può 48 risultare conveniente farlo per una sola lingua, ad esempio eseguendo: $ make build LANGUAGES=en Applicare le patch 50 Chiunque può eseguire il commit direttamente sul repository; tuttavia chiediamo di in- 51 viare le modifiche più corpose in mailing list, per poterne prima discuterne. Per eseguire il push sul repository, si deve seguire questa procedura: Prelevare la chiave pubblica: 52 3
10 $ mkdir -p ~/.ssh/identity.d 53 $ wget \ -O ~/.ssh/identity.d/[email protected] $ wget \ -O ~/.ssh/identity.d/[email protected] $ chmod 0600 ~/.ssh/identity.d/[email protected]* Aggiungere la seguente sezione alla propria configurazione di openssh-client: 54 $ cat >> ~/.ssh/config << EOF 55 Host live.debian.net Hostname live.debian.net User gitosis IdentityFile ~/.ssh/identity.d/[email protected] EOF Scaricare tramite ssh un clone del manuale: 56 $ git clone [email protected]:/live-manual.git 57 Dopo aver modificato i file in manual/en/, chiamare il target `commit' nella directory 58 superiore per bonificare i file ed aggiornare i file di traduzione: $ make commit 59 Dopo la pulizia è possibile eseguire il commit delle modifiche. Si scrivano messaggi 60 costituiti da frasi in inglese esaurienti ed utili, inizianti con una lettera maiuscola e terminanti con un punto. Solitamente cominceranno con la forma `Fixing/Adding/- Removing/Correcting/Translating', ad esempio. $ git commit -a -m "Adding a section on applying patches." 61 Inviare il commit al server: 62 $ git push Traduzione 64 Per inviare una traduzione per una nuova lingua, seguire questi tre passi: 65 Tradurre i file about_manual.ssi.pot, about_project.ssi.pot e index.html.in.pot nella 66 propria lingua con il proprio editor preferito (tipo poedit). Inviare i file tradotti alla mailing list. Una volta che abbiamo ricevuto il contributo, aggiungeremo la nuova lingua al manuale (fornendo i file po) e la attiveremo per la procedura di compilazione automatica. Una volta che la nuova lingua è stata aggiunta, si può iniziare a tradurre tutti i file po 67 situati in manual/po/, nell'ordine che si preferisce. Non si dimentichi che è necessario dare un make commit per assicurarsi che i manuali 68 tradotti siano aggiornati partendo dai file po, prima di git commit -a e git push. 4
11 2. A proposito del progetto Debian Live Motivazioni Cosa c'è di sbagliato con gli attuali sistemi live 71 Quando Debian Live iniziò erano disponibili svariati sistemi live basati su Debian che 72 tuttora stanno facendo un buon lavoro. Dal punto di vista di Debian molti di essi hanno uno o più dei seguenti svantaggi: Sono progetti non ufficiali, sviluppati al di fuori di Debian. 73 Mischiano differenti distribuzioni come ad esempio: testing e unstable. 74 Supportano solamente i Modificano l'aspetto e il comportamento dei pacchetti snellendoli per risparmiare 76 spazio. Includono pacchetti non ufficiali. 77 Forniscono un kernel con patch addizionali che non appartengono a Debian. 78 Sono grandi e lenti a causa delle loro dimensioni e non adatti per operazioni di 79 salvataggio. Non sono disponibili in diversi formati come CD, DVD, penne USB e immagini net- 80 boot Perché creare il proprio sistema live? 81 Debian è il Sistema Operativo Universale: ha un sistema live ufficiale per mostrare e 82 rappresentare ufficialmente il vero, unico e solo sistema Debian con i seguenti principali vantaggi: Sarebbe un sottoprogetto ufficiale Debian. 83 Riflette lo stato (attuale) di una distribuzione. 84 Gira su più architetture possibili. 85 È costituito solo da pacchetti Debian non modificati. 86 Non contiene nessun pacchetto non ufficiale. 87 Usa un kernel Debian inalterato senza patch addizionali. 88 5
12 2.2 Filosofia Solamente pacchetti ufficiali inalterati 90 Verranno usati solo pacchetti ufficiali dei repository Debian della sezione main. La 91 sezione non-free non è parte di Debian perciò non possono essere affatto usati per le immagini ufficiali del sistema live. Non verrà cambiato nessun pacchetto. Nel caso in cui sarà necessario cambiare qual- 92 cosa sarà fatto in coordinazione con il maintainer del pacchetto Debian. In via eccezionale i nostri pacchetti come live-boot, live-build o live-config possono 93 temporaneamente essere usati dal nostro repository per ragioni di sviluppo (ad esempio per creare istantanee). Verranno caricati regolarmente in Debian Nessun pacchetto di configurazione per il sistema live 94 In questa fase non saranno disponibili né esempi di installazione né configurazioni al- 95 ternative. Tutti i pacchetti vengono usati con la loro configurazione predefinita così come accade con una regolare installazione di Debian. Nel caso in cui serva una configurazione predefinita differente, sarà fatto in coordi- 96 nazione con il maintainer del pacchetto in Debian. Viene fornito un sistema per configurare i pacchetti tramite debconf nel lb config 97 (use --preseed FILE) consentendo di installare pacchetti configurati secondo le proprie preferenze nell'immagine Debian Live personalizzata, ma per le immagini ufficiali verrà usata la configurazione predefinita. Per ulteriori informazioni si veda Panoramica sulla personalizzazione. Eccezione: ci sono alcuni cambiamenti essenziali per far nascere un sistema live (ad 98 esempio configurare pam per permettere le password vuote). Queste modifiche essenziali devono essere tenute al minimo possibile e saranno eventualmente aggiunte ai repository Debian. 2.3 Contatti 99 Mailing list : Il principale contatto del progetto è la mailing list debian-live/, si possono inviare alla lista direttamente a [email protected]. Gli archivi sono disponibili presso IRC : Molti utenti e sviluppatori sono presenti sul canale #debian-live su irc.debian.org 101 (OFTC). Quando si pone una domanda su IRC, si prega di essere pazienti nell'ottenere una risposta; se non si riceve risposta scrivere alla mailing list. BTS : Il Debian Bug Tracking System (BTS) contiene i dettagli dei bug riportati dagli 102 utenti e dagli sviluppatori. A ciascun bug viene assegnato un numero, e viene mantenuto finché non è segnato come risolto. Per ulteriori informazioni si veda Segnalare bug. 6
13 Wiki : Il wiki di Debian Live all'indirizzo è un posto dove 103 raccogliere informazioni, discutere di tecnologie applicate e documenti sull'infrastruttura dei sistemi Debian Live che vanno oltre lo scopo di questo manuale. Utente Installazione Requisiti 106 Per costruire immagini Debian Live i requisiti di sistema sono davvero pochi: 107 Accesso come super-utente (root) 108 Una versione aggiornata di live-build 109 Una shell POSIX-compliant, come bash o dash. 110 debootstrap o cdebootstrap 111 Linux 2.6.x 112 Si noti che usare Debian o una distribuzione derivata Debian non è richiesto - live- 113 build funzionerà sostanzialmente su qualsiasi distribuzione che soddisfi i requisiti di cui sopra. 3.2 Installare live-build 114 Si può installare live-build in diversi modi: 115 Dal repository Debian 116 Da sorgenti 117 Da istantanee 118 Se si sta usando Debian, il metodo raccomandato è di installare live-build attraverso il 119 repository Debian Dal repository Debian 120 Installare live-build semplicemente come qualsiasi altro pacchetto: 121 # apt-get install live-build 122 o 123 # aptitude install live-build 124 7
14 3.2.2 Da sorgenti 125 live-build è sviluppato usando il sistema di controllo versione Git. Sui sistemi Debian è 126 fornito dal pacchetto git. Per scaricare il codice aggiornato, eseguire: $ git clone git://live.debian.net/git/live-build.git 127 È possibile costruirsi ed installarsi il proprio pacchetto Debian eseguendo: 128 $ cd live-build 129 $ dpkg-buildpackage -rfakeroot -b -uc -us $ cd.. Si installino ora i file.deb appena generati ai quali si è interessati, ad esempio: 130 # dpkg -i live-build_ _all.deb 131 Si può anche installare live-build direttamente sul proprio sistema eseguendo: 132 # make install 133 e disinstallarlo con: 134 # make uninstall Da `istantanee' 136 Se non si desidera generare o installare live-build da sorgenti, è possibile usare le istan- 137 tanee. Sono costruite automaticamente dall'ultima versione presente su Git e disponibili su live-boot e live-config 138 Nota: non è necessario installare live-boot o live-config sul proprio sistema per creare 139 sistemi Debian Live personalizzati. Tuttavia, farlo non nuoce Dal repository Debian 140 Sia live-boot che live-config sono disponibili dai repository Debian come per l' instal- 141 lazione di live-build Da sorgenti 142 Per utilizzare i sorgenti più recenti da Git si può seguire il procedimento seguente. 143 Assicurarsi di conoscere i termini menzionati nel Glossario. Scaricare i sorgenti di live-boot e live-config 144 $ git clone git://live.debian.net/git/live-boot.git 145 $ git clone git://live.debian.net/git/live-config.git Consultare la pagine man di live-boot e live-config per i dettagli sulla personalizzazione 146 se questa è il motivo per compilare questi pacchetti dai sorgenti. 8
15 Costruire un.deb di live-boot e live-config 147 Bisogna costruire o sulla propria distribuzione target, oppure in un chroot contenete 148 la piattaforma target: significa che se il target è Squeeze allora bisogna costruire su Squeeze. Utilizzare un builder personale tipo pbuilder o sbuild se si deve costruire live-boot per 149 una distribuzione target diversa dal proprio sistema di build. Ad esempio, per immagini live Squeeze, si generi live-boot in un chroot Squeeze. Se la distribuzione target corrisponde con la distribuzione del proprio sistema di build, si può costruire direttamente sul sistema di build usando dpkg-buildpackage (fornito dal pacchetto dpkg-dev) : $ cd live-boot 150 $ dpkg-buildpackage -b -uc -us $ cd../live-config $ dpkg-buildpackage -b -uc -us Usare il.deb di live-boot generato 151 Siccome live-boot e live-config sono installati dal sistema live-build, installare il pac- 152 chetto nel sistema host non è sufficiente: occorre trattare il.deb generato come un qualsiasi altro pacchetto su misura. Per maggiori informazioni si veda Personalizzare l'installazione dei pacchetti. Si presti particolare attenzione a Repository aggiuntivi Da `istantanee' 153 Si può lasciare che live-build usi automaticamente l'ultima istantanea di live-boot e live- 154 config configurando un repository esterno nella directory di configurazione di live-build. Assumendo che si sia già creato un albero di configurazione con lb config: $ lb config --repository live.debian.net Nozioni di base 156 Questo capitolo contiene una breve panoramica del processo di generazione e le 157 istruzioni per utilizzare i tre tipi di immagine più comunemente utilizzati. La tipologia di immagine più versatile, iso-hybrid, può essere usata su una macchina virtuale, supporto ottico o dispositivo di archiviazione portatile USB. In alcuni casi particolari, la usb-hdd potrebbe essere più adatta per i dispositivi USB. Il capitolo termina con le istruzioni per costruire e usare un'immagine di tipo net, che è un poco più complessa a causa del setup richiesto sul server. Si tratta di un argomento leggermente avanzato per chi non ha familiarità con l'avvio da rete, ma è incluso qui perché, una volta che il setup è stato fatto, è un modo molto comodo per collaudare e distribuire immagini facendo il boot nella rete locale senza la seccatura di doversi occupare dei mezzi di divulgazione dell'immagine. 9
16 4.1 Che cos'è un sistema live? 158 Per sistema live generalmente si intende un sistema operativo che può essere avviato 159 da un supporto rimovibile, come un CD-ROM o una chiavetta USB, oppure da una rete, pronto per l'uso senza alcuna installazione su hard disk, con una auto-configurazione fatta durante l'esecuzione (vedere Glossario ). Con Debian Live, si tratta di un sistema operativo Debian GNU/Linux, generato per 160 una delle architetture previste (attualmente amd64, i386, powerpc e sparc). È costituito dalle seguenti parti: Immagine del kernel Linux, comunemente chiamata vmlinuz* 161 Initial RAM disk image (initrd) : un disco RAM creato per il boot di Linux, conte- 162 nente i moduli potenzialmente necessari per montare l'immagine di sistema e alcuni script per farlo. Immagine di sistema : l'immagine del filesystem del sistema operativo. Normal- 163 mente è usato un filesystem compresso SquashFS, per minimizzare le dimensioni dell'immagine Debian Live. Si noti che è in sola lettura. Dunque, durante il boot il sistema Debian Live userà un disco RAM e il meccanismo `unione' per attivare i file in scrittura all'interno del sistema in esecuzione. Ad ogni modo, tutte le modifiche verranno perse con lo spegnimento a meno che non si usi la persistenza opzionale (si veda Persistenza ). Bootloader : una piccola porzione di codice predisposto per l'avvio dal supporto 164 scelto, che presenta un prompt o un menu per la selezione di opzioni/configurazioni. Carica il kernel Linux ed il suo initrd da eseguire con un filesystem associato. Possono essere usate diverse soluzioni, in base al supporto di destinazione ed al formato del filesystem contenenti le componenti precedentemente citate: isolinux per il boot da CD o DVD nel formato ISO9660, syslinux per supporti HDD o USB che si avviano da una partizione VFAT, extlinux per le partizioni ext/2/3/4 e btrfs, pxelinux per il netboot PXE, GRUB per partizioni ext2/3/4, ecc. È possibile usare live-build per creare l'immagine di sistema secondo le proprie speci- 165 fiche, scegliere un kernel Linux, il suo initrd ed un bootloader per avviarli, tutto in un unico formato che dipende dal mezzo (immagini ISO9660, immagine disco, ecc.) 4.2 Primi passi: creare un'immagine ISO 166 La seguente sequenza di comandi di live-build creerà un'immagine ISO ibrida di base 167 contenente soltanto il sistema Debian standard senza X.org. È adatta per essere masterizzata su CD o DVD e anche per essere copiata su una penna USB (come per Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB, specificando l'estensione.iso dove è indicato.img ). In primo luogo eseguire il comando lb config, il quale creerà una gerarchia config/ 168 nella directory corrente e che verrà utilizzata da altri comandi: 10
17 $ lb config 169 Non passando alcun parametro a lb config, si indica che si intende utilizzare le im- 170 postazione predefinite (vedere Il comando lb config ). Ora che si ha una gerarchia config/ si può generare l'immagine con il comando lb 171 build: # lb build 172 Questo processo può richiedere tempo, a seconda della velocità della connessione di 173 rete (vedere Il comando lb build ) Provare un'immagine ISO con Qemu 174 Collaudare una ISO è semplice: 175 # apt-get install qemu 176 $ qemu -cdrom binary.iso Provare un'immagine ISO con virtualbox-ose 177 Per provare la ISO con virtualbox-ose: 178 # apt-get install virtualbox-ose virtualbox-ose-dkms 179 $ virtualbox Creare una nuova macchina virtuale, modificare le impostazione di archiviazione in 180 modo da usare binary.iso come dispositivo CD/DVD, ed avviare la macchina. Nota: per sistemi live contenenti X.org che si vogliono provare con virtualbox-ose, si 181 può voler includere il pacchetto dei driver per X.org di VirtualBox, virtualbox-ose-guestx11, nella configurazione di live-build. Altrimenti, la risoluzione è limitata a 800x600. $ lb config --packages virtualbox-ose-guest-x Masterizzare un'immagine ISO su un supporto fisico 183 Masterizzare un'immagine ISO è semplice: 184 # apt-get install wodim 185 $ wodim binary.iso 4.3 Creare un'immagine USB/HDD 186 La seguente sequenza di comandi creerà un'immagine USB/HDD di base contenente 187 solo un sistema Debian standard senza X.org. È adatta per avviarsi da chiavette USB, 11
18 dischi rigidi USB, e da svariati altri dispositivi di archiviazione portatili. In genere per questo scopo può essere usata un'immagine ISO ibrida, ma se si ha un BIOS che non supporta le immagini ibride, o si vuole usare lo spazio rimanente sul supporto per una partizione persistente, allora occorre un'immagine USB/HDD. Nota: se si è creata un'immagine ISO con gli esempi precedenti, occorre pulire la di- 188 rectory di lavoro con il comando lb clean (vedere Il comando lb clean ): # lb clean --binary 189 Eseguire il comando lb config con i parametri atti a configurare la struttura config/ 190 per creare un'immagine di tipo USB/HDD: $ lb config -b usb-hdd 191 Si crei ora l'immagine con il comando lb build: 192 # lb build Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB 194 L'immagine binaria generata contiene una partizione VFAT e il bootloader syslinux, 195 pronti per essere scritti direttamente su una penna USB. Inserire una chiavetta USB con una dimensione maggiore di quella di binary.img e digitare: $ dd if=binary.img of=${usbstick} 196 dove ${USBSTICK} è il nome del device, come /dev/sdb (non una partizione come /- 197 dev/sdb1!); si può trovare il nome corretto del device guardando l'output di dmesg dopo aver inserito la chiavetta USB, o meglio ancora ls -l /dev/disk/by-id. Questo sovrascriverà definitivamente qualsiasi dato in precedenza sulla chi- 198 avetta! Nota: come disquisito in precedenza, questo stesso processo può essere usato per 199 immagini di tipo iso-hybrid (con suffisso -hybrid.iso), ma non per le immagini di tipo iso Provare un'immagine USB/HDD con Qemu 200 # apt-get install qemu 201 $ qemu -hda binary.img Usare lo spazio rimanente su una penna USB 202 Se si vuole usare lo spazio libero che rimane dopo l'installazione di binary.img, si 203 può usare uno strumento di partizionamento come gparted o parted per creare una nuova partizione sulla penna. La prima partizione verrà utilizzata dal sistema Debian Live. 12
19 # gparted ${USBSTICK} 204 Dopo aver creato la partizione, si deve creare su di essa un filesystem. Una scelta 205 possibile potrebbe essere ext4. # mkfs.ext4 ${USBSTICK} 206 Usare FAT32 se si vuole usare questa partizione dati con Windows. 207 # mkfs.vfat -F Ricorda: ogni volta che si installa un nuovo file binary.img sulla penna, tutti i dati 209 sulla chiavetta saranno persi perché la tabella delle partizioni viene sovrascritta con i contenuti dell'immagine. 4.4 Creare un'immagine netboot 210 La seguente sequenza di comandi creerà un'immagine netboot di base contenente il 211 sistema Debian standard senza X.org. È adatta per il boot tramite rete. Nota: se qualcuno tra gli esempi precedenti è stato seguito, bisogna pulire la directory 212 di lavoro con il comando lb clean: # lb clean --binary 213 Per configurare l'immagine per l'avvio da rete, eseguire il comando lb config come 214 segue: $ lb config -b net --net-root-path "/srv/debian-live" --net-root-server 215 " " Diversamente dalle immagini ISO e USB/HDD, il boot via rete non fornisce un'immagine 216 del filesytem al client, perciò i file devono essere forniti via NFS. Le opzioni net-rootpath e net-root-server specificano, rispettivamente, il percorso e il server del server NFS dove l'immagine del filesystem sarà situata all'avvio. Accertarsi che questi siano impostati su valori adeguati alla propria rete. Si crei ora l'immagine con il comando lb build: 217 # lb build 218 In un avvio tramite rete, il client esegue una piccola parte di software che normalmente 219 risiede sulla EPROM della scheda Ethernet. Questo programma invia una richiesta DHCP per ottenere un indirizzo IP e le informazioni su cosa fare in seguito. In genere il passo successivo è ottenere un bootloader di di livello superiore attraverso il protocollo TFTP. Questi potrebbe essere pxelinux, GRUB, o anche avviare direttamente un sistema operativo come Linux. Per esempio, estraendo l'archivio generato binary-net.tar.gz nella directory /srv/- 220 debian-live, si troverà l'immagine del filesystem in live/filesystem.squashfs mentre il kernel, initrd ed il bootloader pxelinux in tftpboot/debian-live/i386. Per abilitare l'avvio tramite rete vanno ora configurati tre servizi:i server DHCP, TFTP 221 e NFS. 13
20 4.4.1 Server DHCP 222 Si deve configurare il server DHCP della rete per essere sicuri di fornire un indirizzo 223 IP al sistema client che si avvia tramite rete, e notificare la posizione del bootloader PXE. Ecco un esempio, scritto per un server DHCP ISC isc-dhcp-server nel file di config- 224 urazione /etc/dhcp/dhcpd.conf: # /etc/dhcp/dhcpd.conf - configuration file for isc-dhcp-server 225 ddns-update-style none; option domain-name "example.org"; option domain-name-servers ns1.example.org, ns2.example.org; default-lease-time 600; max-lease-time 7200; log-facility local7; subnet netmask { range ; next-server servername; filename "pxelinux.0"; } Server TFTP 226 Fornisce al sistema il kernel e il ramdisk iniziale in fase di esecuzione. 227 Si installi il pacchetto tftpd-hpa, che mette a disposizione tutti i file contenuti in una 228 directory root, di solito /srv/tftp. Affinché si possa disporre dei file contenuti in /- srv/debian-live/tftpboot, eseguire il seguente comando come utente root: # dpkg-reconfigure -plow tftpd-hpa 229 e inserire la nuova directory del server tftp quando viene richiesto Server NFS 231 Una volta che il computer ospite ha scaricato e avviato un kernel Linux e caricato il suo 232 initrd, cercherà di montare l'immagine del filesystem Live tramite un server NFS. Bisogna installare il pacchetto nfs-kernel-server. 233 Quindi, rendere disponibile l'immagine del filesystem via NFS aggiungendo una riga 234 come la seguente in /etc/exports: /srv/debian-live *(ro,async,no_root_squash,no_subtree_check)
21 e comunicare il nuovo export al server NFS con il seguente comando: 236 # exportfs -rv 237 Configurare questi tre servizi può essere un po' problematico. Serve un po' di pazienza 238 per farli funzionare assieme. Per ulteriori informazioni, si veda il wiki syslinux http: //syslinux.zytor.com/wiki/index.php/pxelinux o il manuale del Debian Installer alla sezione per l'avvio TFTP da rete Ciò può essere d'aiuto, considerato che il procedimento è molto simile Come provare una netboot 239 La creazione di immagini netboot è resa semplice dal potere di live-build, ma provare le 240 immagini su una macchina reale può essere davvero dispendioso in termini di tempo. Per semplificarsi la vita, si può usare la virtualizzazione. Ci sono due soluzioni Qemu 242 Installare qemu, bridge-utils, sudo. 243 Modificare /etc/qemu-ifup: 244 #!/bin/sh 245 sudo -p "Password for $0:" /sbin/ifconfig $ echo "Executing /etc/qemu-ifup" echo "Bringing up $1 for bridged mode..." sudo /sbin/ifconfig $ promisc up echo "Adding $1 to br0..." sudo /usr/sbin/brctl addif br0 $1 sleep 2 Procurarsi o compilare grub-floppy-netboot (su svn). 246 Lanciare qemu con -net nic,vlan=0 -net tap,vlan=0,ifname=tun VMWare Player 248 Installare VMWare Player (edizione free as in beer ) 249 Creare una directory PXETester, e crearvi all'interno un file di testo chiamato pxe.vwx 250 Vi si copi dentro questo testo: 251 #!/usr/bin/vmware 252 config.version = "8" virtualhw.version = "4" memsize = "512" MemAllowAutoScaleDown = "FALSE" ide0:0.present = "FALSE" 15
22 ide1:0.present = "FALSE" floppy0.present = "FALSE" sound.present = "FALSE" tools.remindinstall = "FALSE" ethernet0.present = "TRUE" ethernet0.addresstype = "generated" displayname = "Test Boot PXE" guestos = "other" ethernet0.generatedaddress = "00:0c:29:8d:71:3b" uuid.location = "56 4d c c4 de 3f-ae 9e d 8d 71 3b" uuid.bios = "56 4d c c4 de 3f-ae 9e d 8d 71 3b" ethernet0.generatedaddressoffset = "0" Si può giocare con questo file di configurazione (ad esempio portando a 256 il limite 253 della memoria) Fare doppio click su questo file (o avviare il player VMWare e selezionare questo 254 file). Se viene posta qualche strana domanda durante l'esecuzione premere il tasto spazio Panoramica degli strumenti 256 Questo capitolo contiene una panoramica dei tre principali strumenti utilizzati nella 257 creazione dei sistemi Debian Live: live-build, live-boot e live-config. 5.1 live-build 258 live-build è una raccolta di script, chiamati anche comandi, usati per creare sistemi 259 Debian Live. L'idea dietro live-build è di essere un'infrastruttura che utilizza una directory di config- 260 urazione per automatizzare totalmente e personalizzare tutti gli aspetti della creazione di un'immagine live. Molti concetti sono simili a quelli negli strumenti del pacchetto Debian debhelper scritto 261 da Joey Hess: Gli script hanno una locazione centrale per configurare le loro operazioni, in deb- 262 helper questa è la sottodirectory debian/ dell'albero di un pacchetto. Ad esempio dh_install cercherà, tra gli altri, un file chiamato debian/install per determinare quali file dovrebbero esistere in un certo pacchetto binario. Allo stesso modo, livebuild salva la sua configurazione interamente in una sottodirectory config/. Gli script sono indipendenti, vale a dire che è sempre sicuro eseguire ogni comando
23 Al contrario di debhelper, live-build contiene uno strumento per generare una directory 264 scheletro di configurazione, lb config, che può essere considerato simile a utilità come dh-make. Per maggiori informazioni su lb config si veda Il comando lb config. Il resto di questa sezione tratta i tre comandi più importanti: 265 lb config : responsabile dell'inizializzazione di una directory di configurazione del 266 sistema live. Si veda Il comando lb config per maggiori informazioni. lb build : responsabile di iniziare la creazione di un sistema live. Si veda Il comando 267 lb per maggiori informazioni. lb clean : responsabile della rimozione di parti della creazione di un sistema live. Si 268 veda Il comando lb clean per maggiori informazioni Il comando lb config 269 Come discusso in live-build, gli script che compongono live-build attingono la loro 270 configurazione da una singola directory chiamata config/. Dal momento che crearla a mano sarebbe dispendioso in termini di tempo e soggetto a errori, si può usare il comando lb config per creare la directory scheletro di configurazione. L'esecuzione di lb config senza argomenti crea una sottodirectory di config/ popolata 271 con alcune impostazioni predefinite: $ lb config 272 P: Creating config tree $ ls -l total 8 drwxr-xr-x 3 user user 4096 Sep 7 13:02 auto drwxr-xr-x 22 user user 4096 Sep 7 13:02 config $ ls -l config/ total 104 -rw-r--r-- 1 user user 4197 Sep 7 13:02 binary drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_debian-installer drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_debian-installer-includes drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_grub drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_local-debs drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_local-hooks drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_local-includes drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_local-packageslists drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_local-udebs drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_rootfs drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 binary_syslinux -rw-r--r-- 1 user user 2051 Sep 7 13:02 bootstrap -rw-r--r-- 1 user user 1647 Sep 7 13:02 chroot 17
24 drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_apt drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_local-hooks drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_local-includes drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_local-packages drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_local-packageslists drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_local-patches drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_local-preseed drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 chroot_sources -rw-r--r-- 1 user user 2954 Sep 7 13:02 common drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 includes -rw-r--r-- 1 user user 205 Sep 7 13:02 source drwxr-xr-x 2 user user 4096 Sep 7 13:02 templates L'uso di lb config senza argomenti è adatto ad utenti che necessitano di un'immagine 273 di base o che intendono fornire in seguito una configurazione più completa tramite auto/config (per i dettagli vedere Gestire una configurazione ). Normalmente si vorranno specificare delle opzioni, ad esempio per includere nella pro- 274 pria configurazione l'elenco del pacchetto gnome : $ lb config -p gnome 275 È possibile specificare molte opzioni, come: 276 $ lb config --binary-images net --hostname live-machine --username live-user Una lista completa delle opzioni e' disponibile nel manuale di lb_config Il comando lb build 279 Il comando lb build legge la configurazione dalla directory config/ ed esegue ad un 280 livello inferiore i comandi necessari a costruire il sistema live Il comando lb clean 281 Il compito del comando lb clean è di rimuovere diverse parti di una compilazione 282 affinché quelle successive possano iniziare in un ambiente pulito. 5.2 Il pacchetto live-boot 283 live-boot è una raccolta di script che forniscono hook per initramfs-tools, utilizzato per 284 generare un initramfs in grado di avviare sistemi live, come quelli creati da live-build. Questo include le ISO di Debian Live, archivi per l'avvio da rete e immagini per penne USB. All'avvio cercherà supporti in sola lettura che contengano una directory /live dove 285 sia presente un filesystem root (spesso un'immagine compressa come squashfs). Se 18
25 trovata, creerà un ambiente scrivibile usando aufs, per avviarsi da sistemi simili a Debian. Si possono trovare maggiori informazioni sui ramfs iniziali nel capitolo su initramfs del 286 Debian Linux Kernel Handbook all'indirizzo Il pacchetto live-config 287 live-config è costituito da script eseguiti all'avvio dopo live-boot per configurare auto- 288 maticamente il sistema live. Gestisce attività quali impostare l'hostname, localizzazione e fuso orario, creare l'utente live, inibire compiti automatizzati tramite cron ed eseguire il login automatico dell'utente live. 6. Gestire una configurazione 289 Questo capitolo spiega come gestire una configurazione per una live sin dalla creazione 290 iniziale, attraverso le successive revisioni e rilasci sia del software live-build che della stessa immagine live. 6.1 Utilizzare auto per gestire i cambiamenti di configurazione 291 Le configurazioni live raramente sono perfette da riuscire al primo colpo. Servono una 292 serie di revisioni prima di essere soddisfatti. Comunque, possono verificarsi delle incoerenze tra una revisione ed un'altra se non si presta attenzione. Il problema principale è, una volta che ad una variabile è assegnato un valore predefinito, tale valore non sarà ricalcolato da altre variabili che possono cambiare in altre revisioni. Per esempio, durante la messa a punto della prima distribuzione, molte variabili `de- 293 pendent' sono date dalle caratteristiche della distribuzione. Quindi, se in seguito si decide di cambiare distribuzione, quelle variabili dipendenti continueranno a mantenere i vecchi valori i quali non sono più appropriati Un secondo relativo problema è che se si lancia lb config e si è aggiornato live-build 294 ad una nuova versione il quale ha cambiato il nome di una o più variabili, si può scoprire ciò solamente con una revisione manuale delle variabili nei file config/*, bisogna che vengano risistemate, di nuovo, le appropriate opzioni. Tutto ciò potrebbe essere un fastidio terribile se non fosse per lo script auto/*, una sem- 295 plice alternativa ai comandi lb config, lb build e lb clean che sono disegnati per aiutare nella gestione della configurazione. Basta creare un semplice script auto/config che contenga il comando lb config con le opzioni desiderate, e un auot/clean che rimuova i file contenenti i valori variabili di configurazione, cosi ogni volta saranno eseguiti lb config lb clean. Questo farà si che la configurazione sia sempre coerente da una revisione all'altra o dal rilascio delle varie versioni del live-build. 19
26 6.2 Esempi di auto script 296 Usare esempi di auto script come il seguente come punto di partenza per una nuova 297 configurazione di live-build. Prendere nota che quando si chiama il comando lb che l'auto script wraps, si deve specificare il parametro noauto per essere sicuri che l'auto script chiamato di nuovo ricorsivamente. Non dimenticare, inoltre, di rendere lo script eseguibile (es. chmod 755 auto/*). auto/config 298 #!/bin/sh 299 lb config noauto \ --packages-lists "standard" \ "${@}" auto/clean 300 #!/bin/sh 301 lb clean noauto "${@}" rm -f config/binary config/bootstrap \ config/chroot config/common config/source rm -f binary.log auto/build 302 #!/bin/sh 303 lb build noauto "${@}" 2>&1 tee binary.log Facciamo un esempio di auto script per live-build basato sull'esempio precedente. Si 304 possono copiare come punto di partenza. $ cp /usr/share/live/build/examples/auto/* auto/ 305 Modifica auto/config aggiungendo o togliendo le opzioni come meglio credi. Nel 306 precedente esempio --packages-lists standard è impostato il valore predefinito.cambiare questo in un valore appropriato per l'immagine ( o cancellarlo se si desidera utilizzare un valore predefinito) e aggiungere eventuali opzioni aggiuntive in continuazione delle righe che seguono. 7. Panoramica sulla personalizzazione 307 Questo capitolo mostra una panoramica dei vari metodi con i quali è possibile person- 308 alizzare un sistema Debian Live. 7.1 Configurazione in fase di compilazione e di avvio 309 La configurazione del sistema live è divisa in opzioni applicate in fase di compilazione 310 e al momento dell'avvio. Le opzioni di compilazione sono ulteriormente divise in quelle che si verificano prima dell'avvio, applicate dal pacchetto live-boot, e quelle dopo l'avvio, applicate da live-config. Qualsiasi opzione in fase di avvio può essere modificata dall'utente specificandola al prompt di avvio. L'immagine può inoltre essere 20
27 costruita con i parametri di avvio predefiniti in modo che quando tutti i valori predefiniti sono adatti gli utenti possano avviare direttamente il sistema senza specificare alcuna opzione. In particolare, l'argomento di lb --bootappend-live è costituito da tutte le opzioni da riga di comando del kernel predefinite in un sistema live, come persistenza dei dati, layout di tastiera o fuso orario. Per gli esempi si veda Personalizzare localizzazione e lingua. Le opzioni di configurazione in fase di compilazione sono descritte nel manuale di lb 311 config, mentre quelle in fase di avvio nel manuale di live-boot e live-config. Sebbene i pacchetti live-boot e live-config siano installati nel sistema live che si sta costruendo si raccomanda, per un comodo riferimento quando si lavora alla propria configurazione, di installarli anche sul sistema che lo crea. Fare ciò risulta sicuro in quanto nessuno degli script contenuti viene eseguito, a meno che il sistema sia configurato come sistema live. 7.2 Fasi della creazione 312 Il processo di creazione è diviso in due fasi, con varie personalizzazioni applicate in 313 sequenza a ciascuna di esse. La prima consiste nell'avvio, questa è la fase iniziale di popolamento della directory di chroot con i pacchetti atti a creare un sistema Debian di base. Viene quindi seguita dalla fase chroot che completa la costruzione della directory chroot e la popola con tutti i pacchetti elencati nella configurazione insieme a qualsiasi altro materiale; la maggior parte della personalizzazione dei contenuti avviene in questa tappa. La parte finale della preparazione dell'immagine è la fase binaria che genera un'immagine avviabile utilizzando i contenuti della directory chroot per costruire il file system pricipale per il sistema live, includere l'installatore e ogni altro materiale aggiuntivo sul supporto di destinazione al di fuori del file system del sistema live. Una volta che l'immagine è pronta viene creato, se abilitato, l'archivio dei sorgenti nella fase sorgenti. All'interno di ciascuna di queste fasi c'è una sequenza particolare in cui vengono appli- 314 cati i comandi, sono organizzati in modo da assicurare che le personalizzazioni siano ragionevolmente stratificate. Ad esempio, nella fase chroot i preseed vengono applicati prima che qualsiasi pacchetto sia installato, i pacchetti vengono installati prima di qualsiasi file incluso localmente o le patch sono applicate e gli hook eseguiti dopo che tutto il materiale è a posto. 7.3 Integrare la configurazione di lb con dei file 315 Anche se lb config crea una configurazione scheletrica nella directory config/, per 316 realizzare i propri obiettivi potrebbe essere necessario fornire dei file aggiuntivi nelle sottodirectory. A seconda di dove vengono memorizzati i file nella configurazione, possono essere copiati nel file system del sistema live o nel file system dell'immagine binaria, o fornire configurazioni per la creazione del sistema che sarebbe scomodo passare 21
28 come opzioni da riga di comando. Si possono includere cose come elenchi personalizzati dei pacchetti, grafica personalizzata o script hook da eseguire sia al momento della compilazione che in fase di avvio; incrementando quindi la notevole flessibilità di debian-live con il proprio codice. 7.4 Personalizzazione dei compiti 317 I capitoli seguenti sono costituiti dai tipi di compito personalizzato che gli utenti es- 318 eguono solitamente: personalizzare l'installazione dei pacchetti, personalizzare i contenuti e personalizzare localizzazione e lingua coprono solo alcune delle cose che si potrebbero desiderare. 8. Personalizzare l'installazione dei pacchetti 319 Probabilmente la personalizzazione basilare di un sistema Debian Live è la scelta dei 320 pacchetti da includere nell'immagine. Questo capitolo vi guiderà tra le varie opzioni in fase di costruzione per personalizzare l'installazione dei pacchetti di live-build. Le ampie scelte che influenzano quali pacchetti siano disponibili da installare nell'immagine sono le aree di distribuzione e archivio. Per essere sicuri di avere una ragionevole velocità di scaricamento, dovreste usare un mirror a voi vicino. Si possono inoltre aggiungere i propri repository per pacchetti di backport, sperimentali o personalizzati, o aggiungere i pacchetti direttamente come file. È possibile definire una propria lista di pacchetti da includere, usarne una predefinita di live-build, usare task di tasksel, o una combinazione di tutti e tre. Infine una serie di opzioni fornisce un certo controllo su apt, o aptitude se si preferisce, in fase di compilazione quando i pacchetti sono installati. Ciò può tornare utile se si usa un proxy, se si vuole disabilitare l'installazione dei pacchetti raccomandati per risparmiare spazio o controllare quali versioni dei pacchetti vengono installate con il pinning, giusto per citare alcune possibilità. 8.1 Sorgenti dei pacchetti Distribuzione, le aree di archivio e le modalità 322 La distribuzione che viene scelta ha un ampio impatto su quali pacchetti siano disponi- 323 bili per essere inclusi nell'immagine live. Specificare il nome in codice, il predefinito per la versione Squeeze di live-build è squeeze; qualsiasi attuale distribuzione mantenuta negli archivi Debian può essere qui specificata con il suo nome in codice. (Per ulteriori dettagli consultare il Glossario ). L'opzione --distribution non solo influenza la sorgente dei pacchetti nell'archivio, ma indica a live-build di comportarsi secondo la necessità per compilare ciascuna distribuzione supportata. Ad esempio se si vuole costruire un rilascio unstable, Sid, specificare: $ lb config --distribution sid 324 All'interno dell'archivio della distribuzione, le aree d'archivio sono divisioni importanti
29 In Debian queste sono main, contrib e non-free; soltanto main contiene il software che è parte ufficiale della distribuzione Debian, perciò questa è la predefinita. Possono essere specificati uno o più valori: $ lb config --archive-areas "main contrib" 326 Attraverso l'opzione --mode è disponibile un supporto sperimentale per alcune derivate 327 di Debian; per impostazione predefinita, questa opzione è impostata su debian, anche se si sta costruendo un sistema diverso da Debian. Se si specifica --mode ubuntu o --mode emdebian, saranno gestiti i nomi della distribuzione e le aree di archivio per la derivata specificata e non quelli di Debian. La modalità cambia anche il comportamento di live-build per adattarlo alle derivate. Nota: I progetti per i quali sono state aggiunte tali modalità sono i principali responsabili 328 nel supportare gli utenti di queste opzioni. Il progetto Debian Live, a sua volta, fornisce sostegno allo sviluppo solamente sulla base dell'impegno migliore, sui feedback dei progetti derivati così come non sviluppiamo o sosteniamo queste derivate Mirror delle distribuzioni 329 L'archivio Debian è replicato attraverso una vasta rete di mirror in tutto il mondo cosic- 330 ché chiunque in ogni nazione può selezionare il mirror più vicino per la migliore velocità di scaricamento. Ciascuna delle opzioni --mirror-* determina quale mirror della distribuzione è usato nei vari stadi della compilazione. Ricordando dalle Fasi della creazione che la fase di avvio è quando il chroot è inizialmente popolato da debootstrap con un sistema minimale e quella di chroot è quando viene creato il chroot usato per costruire il file system del sistema live. Perciò per queste fasi vengono usati i corrispondenti cambi di mirror, e in seguito, nella fase binaria vengono usati i valori di --mirror-binary e --mirror-binary-security sostituendo qualsiasi altro mirror usato nelle fasi iniziali Mirror delle distribuzioni usati in fase di compilazione 331 Per impostare i mirror delle distribuzioni usati in fase di compilazione ad uno locale, è 332 sufficiente impostare --mirror-bootstrap e --mirror-chroot-security come segue. $ lb config --mirror-bootstrap \ mirror-chroot-security Il mirror chroot, specificato da --mirror-chroot, è impostato al valore di --mirror-bootstrap Mirror delle distribuzioni usate durante l'esecuzione 335 Le opzioni --mirror-binary* determinano i mirror delle distribuzioni inseriti nell'immagine336 binaria. Questi possono essere usati per installare pacchetti aggiuntivi mentre il sistema live è in funzione. Le impostazioni predefinite impiegano cdn.debian.net, un servizio che sceglie un mirror geograficamente vicino basandosi sul numero IP dell'utente. 23
30 Questo è una scelta conveniente quando non si può pronosticare quale sarà il mirror migliore per tutti gli utenti. Oppure si può specificare il proprio valore come mostrato nell'esempio qui sotto. Un'immagine compilata con questa configurazione sarebbe adatta solamente ad utenti di una rete dove sia raggiungibile il mirror. $ lb config --mirror-binary \ mirror-binary-security Repository addizionali 338 Si possono aggiungere altri repository, ampliando così la scelta dei pacchetti al di là di 339 quelli disponibili nella distribuzione di destinazione. Questi possono essere, per esempio, pacchetti di backport, sperimentali o personalizzati. Per configurare repository aggiuntivi, creare i file config/chroot_sources/vostro-repository.chroot, o config/- chroot_sources/vostro-repository.binary. Come per le opzioni --mirror-*, queste controlleranno i repository usati nella fase chroot quando si compila l'immagine, e nella fase binary, ad esempio per usarli quando il sistema live è avviato. Per esempio, config/chroot_sources/live.chroot permette di installare pacchetti 340 dal repository snapshot di debian live al momento della creazione del sistema live. deb sid-snapshots main contrib non-free 341 Se si aggiunge la stessa riga in config/chroot_sources/live.binary, il repository 342 verrà aggiunto alla directory /etc/apt/sources.list.d/ del sistema live. Se il file esiste, saranno prelevati automaticamente. 343 Bisogna inoltre inserire la chiave GPG usata per firmare il repository nei file config/- 344 chroot_sources/vostro-repository.{binary,chroot}.gpg. Nota: alcuni repository di pacchetti preconfigurati sono disponibili per una facile se- 345 lezione attraverso l'opzione --repository, per abilitare gli snapshot live è sufficiente un semplice comando: $ lb config --repository live.debian.net Scegliere i pacchetti da installare 347 Ci sono diversi modi per scegliere quali pacchetti live-build installerà nell'immagine, 348 coprendo una gamma di esigenze diverse. Si possono scegliere i pacchetti singolarmente, con l'opzione --packages per un numero limitato, o da un elenco per una quantità maggiore di pacchetti. È inoltre possibile selezionare elenchi predefiniti più grandi o utilizzare i task di APT. E infine inserire i file dei pacchetti nell'albero config/, che ben si adatta alla alle prove di pacchetti nuovi o sperimentali prima che siano disponibili in un repository. 24
31 8.2.1 Scegliere pochi pacchetti 349 Quando il numero dei pacchetti da aggiungere è esiguo è sufficiente specificare --packages. 350 Per esempio: $ lb config --packages "package1 package2 package3" 351 Quando si specifica un pacchetto che non esiste, il comportamento di live-build è de- 352 terminato dalla scelta delle utilità di APT. Per ulteriori dettagli si veda Scegliere apt o aptitude. Se si necessita di specificare un gran numero di pacchetti o si desidera flessibilità su 353 quali installare, usare gli elenchi dei pacchetti come discusso nella prossima sezione, Elenchi di pacchetti Elenchi di pacchetti 354 Gli elenchi di pacchetti sono un potente mezzo per esprimere quali pacchetti devono es- 355 sere installati. La sintassi gestisce file inclusi e sezioni condizionali rendendo semplice la creazione di elenchi da altri elenchi e adattarli per l'uso in molteplici configurazioni. Si può usare un elenco predefinito fornendo una selezione modulare dei pacchetti da ciascuno dei principali ambienti desktop e alcuni elenchi per uso speciale, così come elenchi standard sui quali vi si basano altri. È inoltre possibile fornire i propri elenchi o usare una combinazione di entrambi Elenchi predefiniti di pacchetti 356 Il modo più semplice per usare gli elenchi è di specificarne uno o più con l'opzione packages-lists. Per esempio: $ lb config --packages-lists "gnome-core rescue" 358 In aggiunta a questi elenchi, live-build ne gestisce quattro virtuali: gnome-desktop, 359 kde-desktop, lxde-desktop and xfce-desktop, ciascuno dei quali fornisce una selezione più estesa di pacchetti che corrisponde ai predefiniti dell'installatore Debian per ciascun ambiente desktop. Per ulteriori dettagli si veda Task per desktop e lingua. Nota: Le immagini pre-costruite di GNOME, KDE, LXDE e XFCE disponibili per es- 360 sere scaricate da sono costruite usando i corrispondenti elenchi *-desktop virtuali. Il percorso predefinito per i file elenco sul sistema è /usr/share/live/build/lists/. 361 Per determinare i pacchetti in un dato elenco, si legga il file corrispondente, prestando attenzione ai file inclusi e condizionali come descritto nella sezioni seguenti Elenchi locali dei pacchetti 362 Gli elenchi si possono integrare o sostituire interamente usando quelli locali dei pac
32 chetti in config/chroot_local-packageslists/. Per essere processati, questi elenchi devono avere il suffisso.list. I locali sovrascrivono364 sempre quelli forniti con live-build, questo può causare effetti indesiderati perciò si raccomanda di usare nomi univoci Elenchi locali di pacchetti binari 365 Nel caso in cui si desideri includere dei pacchetti.deb alla directory pool/ della live 366 (senza installarli sull'immagine) bisogna usare gli elenchi utilizzando quelli locali dei pacchetti binari situati in config/binary_local-packageslists/. Tale supporto può essere utilizzato come immagine personalizzata di Debian per installazioni non in linea. Per essere processate le liste dei pacchetti che si trovano nella directory deve avere 367 un suffisso.list Estendere un'elenco di pacchetti usando gli include 368 Gli elenchi di pacchetti inclusi in live-build fanno un notevole uso di include. Far rifer- 369 imento a questi nella directory /usr/share/live/build/lists/, in quanto portano ottimi esempi su come scrivere i propri. Per esempio, per creare un elenco che includa quello predefinito di gnome più iceweasel, 370 creare config/chroot_local-packageslists/mygnome.list con i seguenti contenuti: #include <gnome> 371 iceweasel Usare condizioni all'interno degli elenchi di pacchetti 372 Ognuna delle variabili di configurazione di live-build situate in config/* (senza il pre- 373 fisso LB_) possono essere utilizzate per istruzioni condizionali nell'elenco dei pacchetti. In genere questo significa qualsiasi opzione di lb config in maiuscolo e con trattini cambiati in trattini bassi; ma in pratica è la sola ad influenzare la selezione dei pacchetti che abbia senso, come DISTRIBUTION, ARCHITECTURE o ARCHIVE_AREAS. Per esempio, per installare ia32-libs se è specificata --architecture amd64: 374 #if ARCHITECTURE amd ia32-libs #endif Si può verificare per ognuna di una serie di valori, ad esempio per installare memtest specificando sia --architecture i386 sia --architecture amd64: #if ARCHITECTURE i386 amd memtest86+ #endif È possibile provare altre variabili che contengano più di un valore, ad esempio per in
33 stallare vrms specificando sia da contrib sia da non-free tramite --archive-areas: #if ARCHIVE_AREAS contrib non-free 379 vrms #endif Una condizione può coinvolegere una direttiva #include: 380 #if ARCHITECTURE amd #include <gnome-full> #endif Le condizioni nidificate non sono supportate Task 383 L'installatore Debian offre all'utente la scelta di vari elenchi di pacchetti pre-selezionati, 384 ognuno dei quali focalizzato su un particolare tipo di sistema, o il tipo di attività per cui utilizzarlo, come Graphical desktop environment, Mail server o Laptop. Questi elenchi sono chiamati task e sono gestiti da APT atraverso il campo Task:. In livebuild si possono specificare uno o più task per mezzo dell'opzione --tasks, come nell'esempio seguente. $ lb config --tasks "mail-server file-server" 385 I task principali disponibili nell'installatore Debian possono essere elencati nel sistema 386 live con tasksel --list-tasks. I contenuti di ogni task, inclusi quelli non inclusi in questo elenco, possono essere esaminati con tasksel --task-packages Task per desktop e lingua 387 I task per i desktop e la lingua sono un caso speciale. Nell'installatore Debian, se il 388 supporto è stato preparato per un particolare ambiente desktop, il corrispondente task verrà automaticamente installato. Perciò ci sono i task gnome-desktop, kde-desktop, lxde-desktop e xfce-desktop, nessuno dei quali è offerto nel menu di tasksel. Allo stesso modo, non c'è nessuna voce nel menu per i task delle lingue, ma la scelta della lingua dell'utente durante l'installazione influenza la selezione dei corrispondenti task della lingua. Perciò in live-build a questi casi particolari è anche data particolare considerazione, ma 389 con tre differenze notevoli al momento in cui si scrive. Primo, non è stata fatta ancora alcuna previsione sui task della lingua, sebbene sia 390 incluso un sottoinsieme di questi pacchetti specificando lb config --language. Se servono questi task, i quali includono cose come caratteri specifici per la lingua e pacchetti dei metodi di input, vanno specificati nella configurazione. Per esempio: $ lb config --tasks "japanese japanese-desktop japanese-gnome-desktop" 391 Secondo, live-build gestisce gli elenchi *-desktop virtuali dei pacchetti per ogni tipo 392 di desktop menzionato sopra, il quale seleziona l'elenco predefinito standard-x11, il 27
34 corrispondente task *-desktop e tre task addizionali: desktop, standard e laptop. Così per esempio, se si specifica --packages-lists gnome-desktop, è l'equivalente di --packages debian-installer-launcher --packages-lists standard-x11 --tasks gnome-desktop desktop standard laptop. Terzo, se viene selezionato uno qualsiasi dei task per i vari desktop, sia esplicitamente 393 con --tasks o implicitamente con --packages-lists, live-build pre-imposterà il corrispondente valore desktop per l'installatore Debian (se incluso) per garantire che segua le proprie regole per installare i vari tipi di desktop. Nota: Esiste anche l'opzione sperimentale --language con lo scopo di sovrapporsi 394 ai task della lingua. Se --language è specificato, per ogni lingua per la quale sia nota la presenza di pacchetti *-l10n questi verranno installati. Inoltre se uno dei modelli syslinux corrisponde alla lingua trovata, questi saranno usati al posto di quello inglese predefinito. La selezione dei pacchetti fatta con --language è un'approssimazione dei task della lingua, in quanto richiede che l'elenco dei pacchetti da includere per ogni lingua sia mantenuta all'interno di live-build, oltretutto i task della lingua sono più completi e flessibili; per quanto l'aspetto di syslinux sia comunque utile. Quindi utilizzando --bootloader syslinux, e se i modelli per la lingua specificata esistono in /usr/- share/live/build/templates/syslinux/ o in config/templates/syslinux/, si può considerare questa opzione, eventualmente in combinazione con i task per garantire che vengano installati tutti i pacchetti interessati. Esempio: $ lb config --language es 395 Anche così è limitato dal fatto che gestisce una sola lingua e un solo bootloader. Per- 396 tanto, per tutte queste ragioni, il futuro di questa opzione è in revisione, potrebbe essere sostituito con qualcosa di totalmente diverso nel prossimo rilascio di live-build. 8.3 Installare pacchetti modificati o di terze parti 397 Nonostante sia contro la filosofia di Debian Live, a volte può essere necessario creare 398 un sistema live con versioni modificate dei pacchetti nel repository Debian. Questo per modificare o gestire funzionalità aggiuntive, lingue e marchi, o anche rimuovere elementi non desiderati da pacchetti esistenti. Allo stesso modo, i pacchetti di terze parti possono essere utilizzati per aggiungere funzionalità proprietarie o su misura. Questa sezione non tratta la compilazione e il mantenimento di pacchetti modificati. 399 Può comunque essere interessante leggere How to fork privately di Joachim Breitner: La creazione di pacchetti su misura è esposta nella Guida per il nuovo Maintainer all'indirizzo http: // e altrove. Ci sono due modi per installare pacchetti personalizzati: 400 chroot_local-packages 401 Utilizzare repository APT personalizzati
35 Usando chroot_local-packages è più semplice da ottenere e utile per una personaliz- 403 zazione una tantum ma ha una serie di svantaggi, mentre un repository APT personalizzato è più laborioso da configurare Utilizzare chroot_local-packages per installare pacchetti 404 personalizzati Per installare un pacchetto personalizzato copiarlo nella directory config/chroot_- 405 local-packages/; i pacchetti al suo interno verranno installati automaticamente durante la creazione del sistema live, non è necessario specificarli altrove. I pacchetti devono essere nominati nel modo prescritto, un metodo semplice per farlo 406 è usare dpkg-name. L'utilizzo di chroot_local-packages per l'installazione di pacchetti personalizzati pre- 407 senta degli svantaggi: non è possibile usare secure APT 408 è necessario installare i pacchetti adeguati nella directory config/chroot_local-packages/ non si presta a salvare le configurazioni di Debian Live nel controllo di versione Utilizzare un repository APT per installare pacchetti personalizzati 411 A differenza di chroot_local-packages, quando si usa un repository APT personaliz- 412 zato è necessario assicurarsi di specificare altrove i pacchetti. Per i dettagli si veda Scegliere i pacchetti da installare. Sebbene creare un repository APT possa sembrare uno sforzo inutile, l'infrastruttura 413 può facilmente essere riutilizzata in un secondo momento per offrire aggiornamenti dei pacchetti modificati Pacchetti personalizzati e APT 414 live-build utilizza APT per installare tutti i pacchetti nel sistema live in modo da ereditare 415 i comportamenti di questo programma. Un esempio rilevante è che (considerando una configurazione predefinita) dato un pacchetto disponibile in due repository differenti con numeri di versione diversi, APT sceglie di installare quello con il numero di versione più alto. A causa di questo si può voler incrementare il numero della versione nei file debian/changelog 416 dei pacchetti personalizzati per accertare che la propria versione avrà la precedenza sui repository Debian ufficiali. È anche ottenibile modificando le preferenze del APT pinning del sistema live, si veda APT pinning per maggiori informazioni. 29
36 8.4 Configurare APT in fase di costruzione 417 APT è configurabile tramite una serie di opzioni applicate solo in fase di costruzione (la 418 configurazione di APT utilizzata nel sistema live in esecuzione può essere configurata nel solito modo, ovvero includendo le impostazioni appropriate attraverso config/- chroot_local_includes/). Per un elenco completo, cercare nel manuale di lb_config le opzioni che iniziano con apt Scegliere apt o aptitude 419 Per installare pacchetti in fase di compilazione si può optare sia per apt sia per aptitude, 420 l'argomento --apt di lb config determina quale usare. Sceglie il metodo implementando il comportamento preferito per l'installazione dei pacchetti, la notevole differenza è come vengono gestiti quelli mancanti. apt: se viene specificato un pacchetto mancante, l'installazione avrà esito negativo; 421 questo è l'impostazine predefinita. aptitude: se viene specificato un pacchetto mancante, l'installazione avrà suc- 422 cesso Utilizzare un proxy con APT 423 Una configurazione di APT spesso richiesta è di amministrare la creazione di un'immagine424 dietro un proxy, lo si può specificare con le opzioni --apt-ftp-proxy o --apt-http-proxy secondo necessità: $ lb config --apt-http-proxy Modificare APT per risparmiare spazio 426 Si può aver bisogno di risparmiare dello spazio sul supporto dell'immagine, in tal caso 427 una o entrambe delle seguenti opzioni possono essere d'interesse. È possibile non includere gli indici di APT con: 428 $ lb config --binary-indices false 429 Questo non influenzerà le voci in /etc/apt/sources.list, determina solo se /var/lib/apt 430 contiene o meno i file degli indici. Il compromesso è che APT necessita di quegli indici per operar enel sistema live, perciò prima di eseguire apt-cache search o apt-get install, per esempio, l'utente deve usare prima apt-get update per crearli. In caso si trovi che l'installazione dei pacchetti raccomandati appesantisca troppo 431 l'immagine, si può disabilitare l'opzione predefinita di APT con: $ lb config --apt-recommends false 432 Qui il compromesso è dato dal fatto che se non si installano i raccomandati per un certo
37 pacchetto, ovvero pacchetti che si trovano assieme a questo eccetto in installazioni non usuali (Debian Policy Manual, paragrafo 7.2), saranno omessi alcuni di quelli realmente necessari. Si suggerisce pertanto di verificare la differenza ottenuta nel proprio elenco di pacchetti disabilitando i raccomandati (vedere il file binary.packages generato da lb build) e includere nuovamente in esso quelli omessi che si desiderano installare. In alternativa, se si desidera lasciare un modesto numero di raccomandati, li si lasci abilitati e si assegni ad APT un pin di priorità negativo sui pacchetti selezionati affinché non vengano installati, come spiegato in APT pinning Passare opzioni ad apt o aptitude 434 Se non c'è un'opzione di lb config per modificare il comportamento di APT nel modo 435 desiderato, si usi --apt-options o --aptitude-options per passare opzioni tramite il proprio strumento APT. Consultare il manuale di apt e aptitude per i dettagli APT pinning 436 Si prega di leggere prima il manuale di apt_preferences(5). Il pinning può essere 437 configurato sia in fase di costruzione sia di esecuzione; per la prima creare config/- chroot_apt/preferences, per quest'ultima creare config/chroot_local-includes/- etc/apt/preferences. Nell'ipotesi di creare un sistema live Squeeze e avendo la necessità di installare tutti 438 i pacchetti live-* da Sid in questa fase, bisogna aggiungere Sid alle fonti di APT e farne il pinning affinché verranno installati da lì solo i pacchetti voluti e per tutti gli altri attingerà dalla distribuzione principale, Squeeze. Quanto segue servirà allo scopo: $ echo "deb sid main" > 439 config/chroot_sources/sid.chroot $ cat _>_>config/chroot_apt/preferences <<END Package: live-* Pin: release n=sid Pin-Priority: 600 Package: * Pin: release n=sid Pin-Priority: 1 END Un valore negativo della priorità evita che un pacchetto venga installato, come nel 440 caso in cui non se ne voglia uno raccomandato da un altro. Supponendo di costruire un'immagine di GNOME ma non si desidera che all'utente venga richiesto di salvare la password wifi nel portachiavi; in questo caso si vorrà omettere il pacchetto raccomandato gnome-keyring aggiungendo a config/chroot_apt/preferences la seguente definizione: Package: gnome-keyring
38 Pin: version * Pin-Priority: Personalizzazione dei contenuti 442 Questo capitolo tratta la personalizzazione dei contenuti del sistema live che va oltre 443 la semplice scelta dei pacchetti da includere. Gli include permettono di aggiungere o sostituire file nell'immagine di Debian Live, gli hook permettono di eseguire comandi in fasi differenti della creazione e all'avvio, e la preconfigurazione permette di configurare i pacchetti quando vengono installati fornendo risposte alle domande di debconf. 9.1 Include 444 Anche se idealmente un sistema live Debian dovrebbe includere file forniti interamente 445 dal pacchetti Debian non modificati, a volte è conveniente fornire o modificare parte del contenuto per mezzo di file. Utilizzando gli include, si può aggiungere (o sostituire) file arbitrari nell'immagine di Debian Live. Per usarli, live-build mette a disposizione tre meccanismi: Include locali del chroot: permettono di aggiungere o sostituire file al file system 446 chroot/live. Vedere Live/chroot include locali per maggiori informazioni. Include locali binari: permettono di aggiungere o sostituire file nell'immagine binaria. 447 Vedere Include locali binari per maggiori informazioni Include binari: permettono di aggiungere o sostituire specifici file Debian nell'immagine 448 binaria, come le directory dei template e dei tool. Vedere Include binari per maggiori informazioni. Si consulti il Glossario per ulteriori informazioni sulla distinzione tra immagini Live e 449 binarie Live/chroot include locali 450 Gli include locali del chroot possono essere usati per aggiungere o sostituire file nel 451 filesystem chroot/live in modo che possano essere utilizzati nel sistema live. Un utilizzo tipico è popolare la directory scheletro dell'utente (/etc/skel) che il sistema impiega per creare la home dell'utente. Un altro è quello di fornire file di configurazione che possono essere semplicemente aggiunti o sostituiti nell'immagine senza elaborazione; si veda Live/chroot hook locali se è necessaria l'elaborazione. Per includere i file si aggiungano semplicemente alla directory config/chroot_local-includes. 452 Questa corrisponde alla directory root (/) del sistema live. Per esempio, per aggiungere un file /var/www/index.html nel sistema live, si usi: $ mkdir -p config/chroot_local-includes/var/www 453 $ cp /path/to/my/index.html config/chroot_local-includes/var/www 32
39 La configurazione avrà quindi il seguente schema: config 455 [...] -- chroot_local-includes `-- var `-- www `-- index.html [...] `-- templates Gli include locali del chroot vengono installati dopo l'installazione dei pacchetti in modo 456 che tali file vengano in seguito sovrascitti Include locali binari 457 Si possono utilizzare include locali binari per inserire sul filesystem del supporto ma- 458 teriale come documentazione o video affinché sia immediatamente accessibile dopo l'inserimento dello stesso senza avviare il sistema live. Ciò funziona in modo simile agli include locali del chroot; supponendo che i file ~/video_demo.* siano video dimostrativi del sistema descritti da e collegati a una pagina HTML indice, basta copiare il materiale in #{config/binary_local-includes/} come segue: $ cp ~/video_demo.* config/binary_local-includes/ 459 Questi file appariranno nella directory principale del supporto live Include binari 461 live-build ha alcuni file standard (come la documentazione) inclusi nella configurazione 462 predefinita di ogni supporto live. Ciò può essere disabilitato con: $ lb config --includes none 463 In caso contrario il materiale verrà installato da live-build nella directory includes del 464 filesystem in modo predefinito, oppure è possibile specificare un percorso alternativo con --includes. 9.2 Hook 465 Gli hook permettono di eseguire comandi nel chroot e nelle fasi binarie della creazione 466 al fine di personalizzare l'immagine Live/chroot hook locali 467 Per eseguire comandi nella fase chroot, creare uno script hook contenente i comandi 468 nella directory config/chroot_local-hooks. L'hook verrà eseguito nel chroot dopo 33
40 che verrà applicata il resto della configurazione del chroot, ricordare quindi di garantire che la propria configurazione includa tutti i pacchetti e i file che l'hook necessita per funzionare. Vedere gli script d'esempio degli hook di chroot per i vari compiti di personalizzazione del chroot contenuti in /usr/share/live/build/examples/hooks da copiare o collegare nella propria configurazione Hook in fase di avvio 469 Per eseguire comandi all'avvio, è possibile fornire degli hook a live-config come spie- 470 gato nella sezione Customization del suo manuale. Controllare gli hook di live-config in /lib/live/config/ e notare i numeri sequenziali; fornire quindi i propri hook con una sequenza numerica appropriata, sia come include locali del chroot in config/- chroot_local-includes/lib/live/config/, sia come pacchetto personalizzato come discusso in Installare pacchetti modificati o di terze parti Hook binari locali 471 Per eseguire comandi nella fase binaria, creare uno script hook che contenga i comandi 472 in config/binary_local-hooks. L'hook verrà eseguito dopo tutti gli altri comandi binari, ma prima del binary_checksums, l'ultimo definitivo comando. I comandi nel proprio hook non vengono eseguiti nel chroot, perciò si faccia attenzione a non modificare nessun file al di fuori dell'albero di costruzione o si danneggerà il sistema! Vedere gli script d'esempio per gli hook binari per i vari compiti di personalizzazione dei binari in /usr/share/live/build/examples/hooks da copiare o collegare nella propria configurazione. 9.3 Preconfigurare le domande di Debconf 473 I file nella directory config/chroot_local-preseed sono considerati file di preconfigu- 474 razione di debconf e sono installati da live-build usando debconf-set-selections. Per ulteriori informazioni su debconf, vedere debconf(7) nel pacchetto debconf Personalizzare i comportamenti durante l'esecuzione 476 Tutte le configurazioni durante l'esecuzione sono eseguite da live-config. Vengono 477 qui presentate alcune delle opzioni di live-config più comuni alle quali gli utenti sono interessati; una lista completa può essere trovata nel suo manuale Personalizzare l'utente live 478 Un'importante considerazione è che l'utente live viene creato all'avvio da live-boot e non 479 da live-build durante la compilazione. Questo non solo influenza dove viene introdotto 34
41 il materiale relativo all'utente nella creazione, come discusso in Live/chroot include locali, ma anche ogni gruppo e permesso associato all'utente live. È possibile specificare gruppi aggiuntivi ai quali l'utente live apparterrà preconfigurando 480 il valore passwd/user-default-groups di debconf. Ad esempio, per aggiungere l'utente al gruppo fuse, inserire quanto segue ad un file nella directory config/chroot_local-preseed: debconf passwd/user-default-groups string audio cdrom dialout floppy video 481 plugdev netdev powerdev fuse 10.2 Personalizzare la localizzazione e la lingua 482 Quando il sistema live si avvia, la lingua è inserita in tre fasi: 483 generazione della localizzazione 484 impostazione del layout di tastiera per la console 485 impostazione del layout di tastiera per X 486 Quando si crea un sistema live la localizzazione predefinita è locales=en_us.utf Per definire quale generare, si usi il parametro locales nell'opzione --bootappend-live di lb config: $ lb config --bootappend-live "locales=de_ch.utf-8" 488 Questo parametro può inoltre essere usato dalla riga di comando del kernel, specifi- 489 cando una localizzazione nella forma lingua_nazione.codifica. Sia la configurazione della tastiera in console sia di X dipendono dal parametro keyboard-layouts 490 dell'opzione --bootappend-live. Si possono trovare le opzioni valide per i layout di X in /usr/share/x11/xkb/rules/base.xml (piuttosto che limitate alle due lettere del codice della nazione); per trovare il valore (i due caratteri) corrispondenti alla lingua, si cerchi con il nome inglese della nazione in cui si parla tale lingua: $ grep -i sweden -C3 /usr/share/x11/xkb/rules/base.xml grep name 491 <name>se</name> Per ottenere i file di localizzazione per il layout di tastiera tedesco e svizzero-tedesco 492 in X: $ lb config --bootappend-live "locales=de_ch.utf-8 keyboard-layouts=ch" 493 Si può ottenere un elenco di valori validi della tastiera per la console con il seguente 494 comando: $ for i in $(find /usr/share/keymaps/ -iname "*kmap.gz"); \ 495 do basename $i head -c -9; echo; done sort less In alternativa è possibile utilizzare il pacchetto console-setup, uno strumento per con- 496 figurare il layout della console tramite le definizioni di X (XKB); si può dunque impostare il layout in modo più preciso con le variabili keyboard-layouts, keyboard-variant, keyboard-options e keyboard-model; live-boot userà questi parametri anche per X. 35
42 Ad esempio, per impostare un layout French-Dvorak (chiamato Bepo) su un sistema francese con una tastiera TypeMatrix, sia in console sia in X11: $ lb config --bootappend-live \ 497 "locales=fr_fr.utf-8 keyboard-layouts=fr keyboard-variant=bepo keyboard-model=tm2030usb" 10.3 Persistenza 498 Uno dei paradigmi di un cd live è un sistema preinstallato eseguito da un supporto in 499 sola lettura, come un cdrom, dove le modifiche non sopravvivono ai riavvii dell'hardware della macchina ospitante. Un sistema Debian Live è una generalizzazione di questo paradigma e di conseguenza 500 oltre ai CD gestisce altri supporti; ma comunque, nel suo comportamento predefinito, deve essere considerato in sola lettura e tutte i cambiamenti fatti durante l'esecuzione del sistema verranno persi allo spegnimento. Persistenza è il nome comune per differenti tipi di soluzioni per salvare alcune o tutte 501 queste modifiche con i riavii. Per capire come funziona potrebbe essere utile sapere che sebbene il sistema venga avviato ed eseguito da un dispositivo in sola lettura, le modifiche a file e directory vengono scritte su uno scrivibile, tipicamente un ram disk (tmpfs) e i dati sui ram disk non sopravvivono ai riavii. I dati immagazzinati su questo ramdisk andrebbero salvati un supporto scrivibile per- 502 sistente come un hard disk, una chiave USB, una condivisione di rete o anche una sessione di un CD/DVD riscrivibile multisessione. Tutti questi supporti sono gestiti in Debian Live in modi differenti, e tutti tranne l'ultimo richiedono un parametro d'avvio speciale da specificare all'avvio: persistent Persistenza completa 503 Con persistenza completa si intende l'uso di una partizione scrivibile invece di un 504 filesystem temporaneo (tmpfs) per salvare le modifiche al supporto in sola lettura (con il sistema COW, copy-on-write). Per utilizzare questa caratteristica, una partizione con un filesystem scrivibile e supportato ed etichettata come live-rw deve essere collegata al sistema in fase di avvio e il sistema va fatto partire con il parametro persistent. Questa partizione potrebbe essere di tipo ext2 su un hard disk o una penna usb creata ad esempio con: # mkfs.ext2 -L live-rw /dev/sdb1 505 Se si possiede già una partizione sul dispositivo basta solo cambiare l'etichetta con una 506 delle seguenti: # tune2fs -L live-rw /dev/sdb1 # for ext2,3,4 filesystems 507 # dosfslabel /dev/sdb1 live-rw # for a fat filesystem Ma siccome gli utenti dei sistemi live non hanno sempre la possibilità di utilizzare una
43 partizione su disco rigido, e considerando che la maggior parte delle chiavi USB hanno scarse velocità di scrittura, la persistenza completa può anche essere usata con dei file immagine, è possibile creare un file che rappresenta una partizione e inserire questo file immagine anche su una partizione NTFS di un sistema operativo estraneo, qualcosa come: $ dd if=/dev/null of=live-rw bs=1g seek=1 # for a 1GB sized image file 509 $ /sbin/mkfs.ext2 -F live-rw Quindi copiare il file live-rw su una partizione scrivibile e riavviare con il parametro 510 d'avvio persistent Mount automatico della home 511 Se durante l'avvio viene trovata una partizione (filesystem) su file immagine o una par- 512 tizione etichettata come home-rw, questa verrà montata direttamente come /home, permettendo quindi la persistenza dei file che appartengono ad esempio all'utente predefinito. Può essere unita alla persistenza completa Istantanee 513 Le istantanee sono raccolte di file e directory che non vengono montate durante l'esecuzione 514 ma copiate all'avvio da un dispositivo persistente al sistema (tmpfs) e risincronizzate al riavvio e spegnimento. Il contenuto di un'istantanea può risiedere su una partizione o file immagine (come i tipi menzionati poc'anzi) etichettati come live-sn, ma sotto forma di un semplice archivio cpio nominato live-sn.cpio.gz. Come sopra, all'avvio, i device a blocchi collegati al sistema vengono analizzati alla ricerca di una partizione o file così nominati. Un'interruzione di corrente durante l'esecuzione potrebbe portare ad una perdita di dati, per cui si può usare uno strumento che richiama live-snapshot --refresh per sincronizzare i cambiamenti importanti. Giacché non scrive continuamente sul dispositivo, questo tipo di persistenza è il sistema più comodo e veloce per dispositivi basati su memoria flash. Esiste anche un'istantanea della /home con etichetta home-sn.*; funziona come la prin- 515 cipale ma viene applicata solo ad /home. Attualmente le istantanee non possono gestire la cancellazione dei file, al contrario 516 della persistenza completa e il mount automatico della home Sottotesto persistente 517 Se un utente avesse bisogno di archiviazioni multiple dello stesso tipo per differenti posti 518 o per test, come live-rw-casa e live-rw-lavoro, il parametro d'avvio persistent-subtext usato in congiunzione con persistent permetterà supporti persistenti multipli ma univoci. Un esempio potrebbe essere un utente che vuole usare una partizione etichettata come live-sn-sottotesto, userebbe: persistent persistent-subtext=sottotesto. 37
44 Rimasterizzazione parziale 519 Le modifiche in fase di esecuzione del tmpfs possono essere incluse in uno squashfs 520 usando live-snapshot e aggiunte al cd per rimasterizzare la iso nel caso di un cd riscrivibile o aggiunto ad una sessione di un cd/dvd(rw) multisessione; live-boot monta tutti i filesystem /live in ordine o con il modulo del parametro d'avvio. 11. Personalizzare l'immagine binaria Bootloader 522 live-build usa syslinux come bootloader predefinito, il quale è configurato per restare in 523 pausa continua sulla schermata d'avvio. Per cambiare questo comportamento, si passi --syslinux-timeout TIMEOUT a lb config. Questo valore è espresso in secondi, 0 (zero) disabilita completamente il tempo di attesa. Per maggiori informazioni vedere syslinux(1) Metadati ISO 524 Quando si crea un'immagine binaria ISO9660, si possono usare le seguenti opzioni 525 per aggiungere vari metadati testuali. Questo può aiutare a identificare facilmente la versione o la configurazione di un'immagine senza avviarla. LB_ISO_APPLICATION/--iso-application NAME: descrive l'applicazione che sarà 526 nell'immagine. La lunghezza massima per questo campo è di 128 caratteri. * LB_ISO_PREPARER/--iso-preparer NAME: descrive il costruttore dell'mmagine, solita- 527 mente con alcuni dettagli per contattarlo. L'impostazione predefinita è la versione di live-build che si sta usando, il quale potrà essere utile in seguito per il debugging. La lunghezza massima per questo campo è di 128 caratteri. LB_ISO_PUBLISHER/--iso-publisher NAME: descrive l'editore dell'immagine, solita- 528 mente con qualche dettaglio per contattarlo. La lunghezza massima lunghezza per questo campo è di 128 caratteri. LB_ISO_VOLUME/--iso-volume NAME: specifica l'id del volume dell'immagine. Questa 529 è utilizzata come etichetta visibile all'utente su alcune piattaforme, come Windows e Apple Mac OS. La lunghezza massima per questo campo è di 128 caratteri. 12. Personalizzare il Debian Installer 530 Le immagini del sistema Debian Live possono essere integrate nel Debian Installer. 531 Ci sono differenti tipi d'installazione che variano in cosa viene incluso e come agisce l'installatore. In questa sezione si presti attenzione all'uso delle lettere maiuscole quando si fa riferi
45 mento al Debian Installer - quando usato ci si riferisce all'installatore ufficiale Debian, niente altro. Spesso è abbreviato come d-i Tipologie del Debian Installer 533 I tre principali tipi dell'installer sono: 534 Debian Installer normale : questa è un'immagine Debian Live con un kernel e un 535 initrd separati i quali (quando viene selezionato da un appropriato bootloader) lancia un'istanza standard del Debian Installer, così come quando si scarica un'immagine di Debian e la si avvia. Le immagini che contengono un sistema live e un installatore indipendenti sono spesso definite immagini combinate. In queste immagini, Debian è installata prendendo e installando pacchetti.deb usando 536 debootstrap # o cdebootstrap da supporti locali o dalla rete, risultante in un sistema Debian standard che viene installato sul disco rigido. L'intero processo può essere preimpostato e personalizzato in diversi modi; per ulte- 537 riori informazioni si vedano le corrispondenti pagine del manuale del Debian Installer. Una volta che si ha un file preimpostato che funzioni, live-build può inserirlo automaticamente nell'immagine e abilitarlo. Debian Installer live : Questa è un'immagine Debian Live con un kernel ed un initrd 538 separato (quando selezionato dall'appropriato bootloader) lanciata in un'instanza del Debian Installer. L'installazione procederà nello stesso modo di un'installazione Regolare come de- 539 scritto sopra, ma allo stadio attuale dell'installazione del pacchetto, invece di usare debootstrap per prelevare e installare i pacchetti, l'immagine del filesystem live viene copiata sulla destinazione. Questo si ottiene con uno speciale udeb chiamato liveinstaller. Dopo questa fase, il Debian Installer continua normalmente, installando e configurando 540 elementi come bootloader e utenti locali, ecc. Si noti: per supportare entrambi le voci dell'installer live o normale nel bootloader 541 sullo stesso media, si deve disabilitare il live-installer dalla preconfigurazione #{liveinstaller/enable=false}. Debian Installer Desktop : indipendentemente dal tipo del Debian Installer incluso, 542 d-i può essere lanciato cliccando un'icona sul desktop, Questo è molto semplice in alcune situazioni. Per poterne usufruire deve essere incluso il pacchetto debian-installerlauncher. Si noti che live-build non include il Debian Installer nell'immagine in modo predefinito, 543 bisogna che sia espressamente abilitato con lb config.inoltre, affinché l'installatore Desktop funzioni, il kernel del sistema live deve corrispondere a quello usato dal d-i per l'architettura specificata. Per esempio: $ lb config --architecture i386 --linux-flavours 486 \ debian-installer live --packages debian-installer-launcher 39
46 12.2 Personalizzare il Debian Installer con la preconfigurazione 545 Come descritto nell'appendice B del manuale del Debian Installer all'indirizzo http: 546 // La preconfigurazione fornisce un modo per impostare le risposte alle domande poste durante il processo d'installazione senza la necessità di inserirle manualmente. Ciò permette di automatizzare totalmente molti tipi di installazione offrendo anche alcune caratteristiche normalmente non disponibili. Questo tipo di personalizzazione è compiuta in modo ottimale con live-build mettendo la configurazione in un file preseed.cfg incluso in config/binary_debian-installer/.- Ad esempio per preconfigurare l'impostazione della localizzazione su en_us: $ echo "d-i debian-installer/locale string en_us" \ 547 >> config/binary_debian-installer/preseed.cfg 12.3 Personalizzare il contenuto del Debian Installer 548 Si può voler includere pacchetti udeb compilati localmente come componenti del d-i 549 per scopi di sperimentazione o debug; per includerli nell'immagine inserirli in config/- binary_local-udebs/. I file e le directory aggiuntivi o di rimpiazzo si possono includere nell'initrd dell'installatore in maniera simile agli Include locali del Live/chroot, inserendo il materiale in config/binary_debian-installer-includes/. Progetto Segnalare bug 551 Debian Live è lungi dall'essere perfetta, ma con il vostro aiuto vogliamo avvicinarci il 552 più possibile a questo livello. Non esitare a segnalare un bug: è meglio compilare un rapporto due volte che mai. Questo capitolo include alcune raccomandazioni su come presentare una buona segnalazione. Per gli impazienti 553 Per i problemi noti verificare sempre lo stato degli aggiornamenti dell'immagine sulla 554 nostra pagina iniziale Prima di inviare una segnalazione di bug provare a riprodurlo con le versione più 555 recenti di live-build, live-boot e live-config. Si cerchi di fornire informazioni il più dettagliate possibile riguardo il bug. Questo 556 comprende (almeno) la versione di live-build, live-boot e live-config utilizzata e la distribuzione del sistema live che si sta costruendo Problemi noti 557 Giacché Debian testing e Debian unstable subiscono cambiamenti continui, quando
47 si specifica l'una o l'altra come sistema di destinazione, può non essere sempre possibile una creazione che vada a buon fine. Se questo causa troppe difficoltà, non creare un sistema basato su testing o unstable 559 ma usare piuttosto stable. live-build si basa su stable in modo predefinito. I problemi noti al momento sono elencati sotto la sezione status della nostra pagina 560 iniziale Questo manuale non intende insegnare come identificare e risolvere correttamente i 561 problemi dei pacchetti delle distribuzioni di sviluppo, tuttavia ci sono un paio di cose da provare: se la creazione di testing non va a buon fine provare con unstable ; se non funziona nemmeno unstable tornare a testing ed effettuare il pinning da unstable alla nuova versione del pacchetto corrotto (si veda APT pinning per i dettagli) Ricostruire da zero 562 Per essere certi che un particolare bug non sia causato dalla creazione di un sistema 563 non pulito, ricostruire sempre l'intero sistema da zero per vedere se il bug sia riproducibile Usare pacchetti aggiornati 564 L'utilizzo di pacchetti datati può causare notevoli complicazioni nel tentativo di ripro- 565 durre (e alla fine risolvere) il problema. Assicurarsi che il sistema creato sia aggiornato e ogni pacchetto incluso nell'immagine lo sia a sua volta Raccogliere informazioni 566 Nella segnalazione si invita a fornire informazioni sufficienti. Dovrebbe almeno con- 567 tenere l'esatta versione di live-build nella quale si è trovato il bug e i passi per riprodurlo. Con un po' di buon senso si può includere qualsiasi altro dettaglio rilevante che si ritiene utile per la risoluzione del problema. Affinché la segnalazione del bug sia migliore possibile, si richiedono almeno le seguenti 568 informazioni: Architettura del sistema ospitante 569 Versione di live-build sul sistema ospitante 570 Versione di live-boot sul sistema ospitante 571 Versione di live-config sul sistema live 572 Versione di debootstrap o cdebootstrap sul sistema ospitante 573 Architettura del sistema live 574 Distribuzione del sistema live
48 Versione del kernel sul sistema live 576 È possibile generare un registro del processo di costruzione usando il comando tee. 577 Si raccomanda di farlo automaticamente con uno script auto/build; (si veda Gestire una configurazione per i dettagli). # lb build 2>&1 tee build.log 578 All'avvio, live-boot conserva un registro in /var/log/live.log (or /var/log/live-boot log). Inoltre, per escludere altri errori, è sempre una buona idea creare un tar della propria 580 directory config/ e caricarlo da qualche parte (non inviarlo come allegato alla mailing list), in modo che sia per noi possibile riprodurre gli errori incontrati. Se ciò causa problemi (ad esempio a causa della dimensione) si può utilizzare l'output di lb config --dump che produce un sommario dell'albero di configurazione (elenca i file nelle sottodirectory di config/ ma non le include). Ricordarsi che i file di registro da inviare vanno creati con l'impostazione della lingua 581 inglese, ad esempio eseguendo il comando live-build preponendo LC_ALL=C oppure LC_ALL=en_US Se possibile isolare il caso non andato a buon fine 582 Se possibile, isolare il caso non andato a buon fine alla variazione più piccola che lo 583 causa. Non è sempre facile da fare, perciò non preoccupatevi se non riuscite a gestirlo per la vostra segnalazione. Tuttavia, se si pianifica bene il ciclo di sviluppo adottando piccole modifiche per ogni iterazione, si riuscirà ad isolare il problema creando una configurazione semplificata che si avvicina all'attuale con l'aggiunta delle sole modifiche problematiche. Se si incontrano serie difficoltà nel trovare la causa, potrebbe essere che sono stati inseriti troppi cambiamenti in una sola volta e bisogna cambiare approccio Segnalare il bug del pacchetto giusto 584 Dove appare il bug? Durante la compilazione mentre esegue il bootstrap 586 live-build avvia inizialmente un sistema Debian di base con debootstrap o cdebootstrap; 587 può fallire a seconda dello strumento utilizzato e della distribuzione Debian che si sta avviando. Se il bug appare a questo punto controllare che l'errore sia relativo ad uno specifico pacchetto Debian (più probabile) o allo strumento di avvio stesso. In entrambi i casi non è un bug in Debian Live, ma piuttosto in Debian stessa che non 588 può essere risolto direttamente. Si prega di inviare una segnalazione di bug riguardo l'utilità di avvio o il pacchetto che ha fallito. 42
49 Durante la compilazione mentre installa i pacchetti 589 live-build installa pacchetti aggiuntivi dall'archivio Debian e può fallire a seconda della 590 distribuzione Debian e lo stato dell'archivio giornaliero.se il bug appare a questo punto, controllare che l'errore sia riproducibile su un sistema normale. In questo caso non è un bug in Debian Live, ma piuttosto in Debian, inviare una 591 segnalazione sul pacchetto che ha fallito. Si otterranno maggiori informazioni eseguendo debootstrap separatamente dal sistema live o eseguendo lb bootstrap --debug. Se si verifica un problema utilizzando un mirror locale o un qualsiasi tipo di proxy è 592 bene riprodurlo avviando da un mirror ufficiale In fase di avvio 593 Se l'immagine non si avvia segnalarlo alla mailing list con le informazioni richieste in 594 Raccogliere informazioni. Non dimenticare di menzionare come e quando l'immagine fallisce, in Qemu, VMWare o hardware reale. Se si utilizza un qualsiasi sistema di virtualizzazione provare sempre su hardware reale prima di segnalare un bug; anche fornire un'istantanea dello schermo può essere molto utile In fase di esecuzione 595 Se un pacchetto è stato installato con successo ma fallisce durante l'esecuzione del 596 sistema live, si tratta probabilmente di un bug in Debian Live. Tuttavia, 13.7 Fare la ricerca 597 Prima di riportare il bug si prega di cercare sul web il messaggio d'errore o il sintomo 598 ottenuti. Poiché è altamente improbabile essere l'unica persona ad incontrare un certo problema, c'è sempre la possibilità che sia stato discusso altrove e che siano stati proposte una soluzione, una patch o soluzione temporanea. Si dovrebbe prestare particolare attenzione alla mailing list di Debian Live così come 599 la pagina iniziale del sito, in quanto contengono informazioni più aggiornate. Se tale informazione esiste si includa sempre un riferimento nella segnalazione del bug. In aggiunta bisogna controllare l'attuale elenco dei bug riguardanti live-build, live-boot 600 e live-config per vedere se sia già stato segnalato qualcosa di simile Dove segnalare i bug 601 Il progetto Debian Live tiene traccia di tutti i bug sul Debian Bug Tracking System
50 (BTS, sistema di tracciamento dei bug Debian), si veda per le informazioni su come usarlo. È anche possibile utilizzare il comando reportbug dall'omonimo pacchetto. In genere bisogna riportare gli errori in fase di compilazione verso il pacchetto live- 603 build, quelli di avvio verso live-boot e quelli in fase di esecuzione a live-config. Se non siete certi di quale sia il pacchetto appropriato o serve maggiore aiuto prima della segnalazione, inviate un messaggio in mailing list e vi aiuteremo a capire. Si noti che i bug trovati nelle distribuzioni derivate da Debian (come Ubuntu e altre) non 604 vanno segnalati a Debian BTS a meno che non siano riproducibili anche su un sistema Debian utilizzando pacchetti ufficiali Debian. 14. Lo stile nello scrivere codice 605 Questo capitolo documenta lo stile usato per il codice di live-boot e gli altri Compatibilità 607 Non usare sintassi o semantiche mirate alla shell Bash. Ad esempio, l'uso di costrutti 608 array. Utilizzare solo il sottoinsieme POSIX - ad esempio, usare $(foo) invece di `foo`. 609 È possibile verificare i propri script con sh -n e checkbashisms Rientri 611 Usare sempre i tab piuttosto che gli spazi Ritorno a capo 613 Generalmente le righe sono composte da un massimo di 80 caratteri. 614 Utilizzare lo stile Linux per le interruzioni di riga: 615 Sbagliato: 616 if foo; then 617 bar fi Corretto: 618 if foo 619 then bar fi Lo stesso vale per le funzioni:
51 Sbagliato: 621 foo () { 622 bar } Corretto: 623 foo () 624 { bar } 14.4 Variabili 625 Le variabili vanno sempre scritte in maiuscolo. 626 Le variabili usate in lb config iniziano sempre con il prefisso LB_. 627 Le variabili interne temporanee in live-build dovrebbero iniziare con il prefisso _LB_. 628 Le variabili locali iniziano con il prefisso live-build LB_. 629 Le variabili in live-config relative ai parametri di avvio iniziano con LIVE_. 630 Tutte le altre variabili in live-config iniziano con il prefisso _. 631 Intorno alle variabili utilizzare le graffe; ad esempio scrivere ${FOO} invece di $FOO. 632 Proteggere sempre le variabili con le virgolette per rispettare potenziali spaziature: 633 scrivere ${FOO} e non ${FOO}. Per ragioni di coerenza, usare sempre le virgolette quando si assegnano valori alle 634 variabili: Sbagliato: 635 FOO=bar 636 Corretto: 637 FOO="bar" 638 Utilizzando variabili multiple, quotare l'intera espressione: 639 Sbagliato: 640 if [ -f "${FOO}"/foo/"${BAR}"/bar ] 641 then foobar fi Corretto: 642 if [ -f "${FOO}/foo/${BAR}/bar" ] 643 then foobar fi 45
52 14.5 Varie 644 Per le chiamate a sed utilizzare (senza virgolette intorno) come separatore, ad 645 esempio sed -e `s foo bar ' (senza "). Non utilizzare il comando test per prove o confronti, usare [ ] (senza "); ad 646 esempio if [ -x /bin/foo ];... e non if test -x /bin/foo;.... Ove possibile utilizzare case invece di test, essendo più facile da leggere e più 647 veloce in esecuzione. 15. Procedure 648 Questo capitolo documenta le procedure all'interno del progetto Debian Live per vari 649 compiti che necessitano di cooperazione con altri team Debian Aggiornamenti degli udeb 650 Prima di effettuare dei commit di un udeb nel repository svn dell'installatore Debian va 651 eseguito: $../../scripts/l10n/output-l10n-changes. -d Rilasci importanti 653 Rilasciare una nuova versione stabile di Debian implica che molti team differenti la- 654 vorino insieme; ad un certo punto si inserisce il team Live che prepara le immagini del sistema live. I requisiti per fare ciò sono: Un mirror contenente le versioni rilasciate per l'archivio debian, debian-security e 655 debian-volatile al quale possa accedere il debian-live buildd. Vanno resi noti i nomi dell'immagine (debian-live-version-arch-flavour.iso). 656 Le liste dei pacchetti devono essere state aggiornate. 657 Bisogna sincronizzare i dati dal cd Debian (udeb esclude le liste). 658 Bisogna sincronizzare i file inclusi dal cd Debian (README.*, doc/*, ecc.). 659 Le immagini vengono create e ospitate su cdimage.debian.org Rilasci minori 661 Bisogna nuovamente aggiornare i mirror di debian, debian-security e debian-volatile. 662 Le immagini vengono create e ospitate su cdimage.debian.org. 663 Inviare di annuncio
53 Modello per l'annuncio di un rilascio minore. 665 Si può generare un' per l'annuncio dei rilasci minori usando il modello sottostante 666 e il seguente comando: $ sed \ 667 -e 's %major% 5.0 g' \ -e 's %minor% g' \ -e 's %codename% lenny g' \ -e 's %release_mail% 2009/msg00007.html g' Si prega di controllare attentamente l' prima di inviarla e passarla ad altri per le 668 correzioni. Debian Live images for Debian GNU/Linux %major% updated 669 The Debian Live project is pleased to announce the availability of updated Live images for its stable distribution Debian GNU/Linux %major% (codename "%codename%"). The images are available for download at: < This update incorporates the changes made in the %minor% point release, which adds corrections for security problems to the stable release along with a few adjustments for serious problems. A full list of the changes may be viewed at: < It also includes the following Live-specific changes: * [INSERT LIVE-SPECIFIC CHANGE HERE] * [INSERT LIVE-SPECIFIC CHANGE HERE] * [LARGER ISSUES MAY DESERVE THEIR OWN SECTION] URLs ---- Download location of updated images: < Debian Live project homepage: < The current stable distribution: < stable distribution information (release notes, errata etc.): 47
54 < Security announcements and information: < About Debian The Debian Project is an association of Free Software developers who volunteer their time and effort in order to produce the completely free operating system Debian GNU/Linux. About Debian Live Debian Live is an official sub-project of Debian which produces Debian systems that do not require a classical installer. Images are available for CD/DVD discs, USB sticks and PXE netbooting as well as a bare filesystem images for booting directly from the internet. Contact Information For further information, please visit the Debian Live web pages at < or alternatively send mail to <[email protected]>. Esempi Esempi 671 Questo capitolo affronta alcune costruzioni di esempio per specifici casi d'uso con 672 Debian Live. Se si è nuovi nella costruzione di immagini Debian Live, raccomandiamo di dare innanzitutto un'occhiata ai tre tutorial in sequenza, dato che ciascuno insegna nuove tecniche che aiuteranno nell'uso e nella comprensione degli esempi rimanenti Usare gli esempi 673 Per usare questi esempi è necessario un sistema per costruirveli sopra che soddisfi i 674 requisiti elencati in Requisiti e avere live-build installato come descritto in Installare live-build. Si noti che, per brevità, in questi esempi non specifichiamo un mirror locale da usare 675 per la costruzione. Usando un mirror locale, si possono accelerare considerevolmente i download. Si possono specificare le opzioni quando si usa lb config, come descritto in Mirror delle distribuzioni usati in fase di compilazione o, più convenientemente, 48
55 impostare il predefinito per il proprio sistema in /etc/live/build.conf. Si crei semplicemente questo file e si impostino in esso le corrispondenti variabili LB_MIRROR_* per il mirror desiderato. Ad esempio: LB_MIRROR_BOOTSTRAP=" 676 LB_MIRROR_CHROOT=" LB_MIRROR_CHROOT_SECURITY=" Tutorial 1: un'immagine standard 677 Caso d'uso: creazione di una prima semplice immagine, imparando i fondamenti di 678 live-build. In questo tutorial genereremo un'immagine ISO ibrida di Debian Live contenente solo 679 pacchetti base (senza Xorg) e alcuni pacchetti Debian Live di supporto, come primo esercizio sull'uso di live-build. Non può essere più semplice: 680 $ mkdir tutorial1 ; cd tutorial1 ; lb config 681 Esaminare i contenuti della directory config/; si noterà uno scheletro di configurazione 682 pronto per essere personalizzato o, in questo caso, usato immediatamente per costruire un'immagine predefinita. Ora, come super-utente, si generi l'immagine, salvando un log con tee. 683 # lb build 2>&1 tee binary.log 684 Presupponendo che tutto vada per il verso giusto, dopo un po' la directory corrente 685 conterrà binary-hybrid.iso. Questa immagine ISO ibrida può essere avviata direttamente in una macchina virtuale come descritto in Provare un'immagine ISO con Qemu e Provare un'immagine ISO con virtualbox-ose, oppure masterizzata su un supporto ottico o ancora su una chiavetta USB come descritto rispettivamente in Masterizzare un'immagine ISO su un supporto fisico e Copiare un'immagine USB/HDD su una penna USB Tutorial 2: servizio browser web 686 Caso d'uso: creazione di un'immagine per servizio browser web, imparando come 687 applicare le personalizzazioni. In questo tutorial verrà creata un'immagine adatta all'uso come browser web, che serve 688 come introduzione alla personalizzazione delle immagini Debian Live. $ mkdir tutorial2 ; cd tutorial2 ; lb config -p lxde --packages 689 iceweasel La scelta di LXDE per questo esempio riflette il desiderio di fornire un ambiente desk- 690 top minimale, dato che il punto focale dell'immagine è il singolo uso che abbiamo in mente, il browser web. Potremmo anche spingerci oltre e fornire una configurazione 49
56 predefinita per il browser web in config/chroot_local-includes/etc/iceweasel/- profile/, o pacchetti addizionali di supporto per la fruizione di vari tipi di contenuti web, ma lasciamo questo come esercizio per il lettore. Si generi l'immagine, ancora come super-utente, conservando un log come in Tutorial : # lb build 2>&1 tee binary.log 692 Di nuovo, si verifichi che l'immagine sia a posto e la si collaudi, come in Tutorial Tutorial 3: un'immagine personalizzata 694 Caso d'uso: creazione di un progetto per costruire un'immagine personalizzata che 695 contiene i pacchetti preferiti da portare con sé in una chiavetta USB ovunque si vada, e che evolve in revisioni successive allorché i bisogni o le preferenze cambino. Dal momento che la nostra immagine personalizzata cambierà con le successive re- 696 visioni, e che vogliamo tener traccia di questi cambiamenti, andando per tentativi ed eventualmente tornando indietro se qualcosa non funziona, conserveremo la nostra configurazione nel popolare sistema di controllo di versione git. Useremo anche le migliori pratiche di auto-configurazione tramite gli script auto come descritto in Gestire una configurazione Prima revisione 697 $ mkdir -p tutorial3/auto 698 $ cp /usr/share/live/build/examples/auto/* tutorial3/auto/ $ cd tutorial3 Modificare auto/config come segue: 699 #!/bin/sh 700 lb config noauto \ --architecture i386 \ --linux-flavours 686 \ --packages-lists lxde \ --packages "iceweasel xchat" \ "${@}" Per prima cosa, --architecture i386 assicura che sul nostro sistema amd64 costru- 701 iamo una versione a 32-bit utilizzabile sulla maggior parte delle macchine. In secondo luogo, usiamo --linux-flavours 686 dato che non prevediamo di usare questa immagine su sistemi troppo vecchi. Terzo, abbiamo scelto la lista di pacchetti lxde per avere un desktop minimale. Infine, abbiamo aggiunto due pacchetti preferiti per cominciare: iceweasel e xchat. Costruire quindi l'immagine:
57 # lb build 703 Si noti che diversamente dai primi due tutorial, non occorre più digitare 2>&1 tee 704 binary.log dato che questo è ora incluso in auto/build. Una volta che l'immagine è stata collaudata (come in Tutorial 1 ) e che si è sicuri che 705 funzioni correttamente, è il momento di inizializzare il repository git, aggiungendo solo gli script auto appena creati, e di fare poi il primo commit: $ git init 706 $ git add auto $ git commit -a -m "Initial import." Seconda revisione 707 In questa revisione ripuliremo la prima compilazione, aggiungeremo il pacchetto vlc 708 alla configurazione, dunque avverrà una ricompilazione, verifica e commit. Il comando lb clean ripulirà tutti i file ottenuti con la precedente generazione eccetto 709 la cache, che ci evita un nuovo download dei pacchetti. Ciò assicura che il successivo lb build eseguirà di nuovo tutti i passaggi per rigenerare i file dalla nuova configurazione. # lb clean 710 Si modifichi ora auto/config per aggiungere il pacchetto vlc: 711 #!/bin/sh 712 lb config noauto \ --architecture i386 \ --linux-flavours 686 \ --packages-lists lxde \ --packages "iceweasel xchat vlc" \ "${@}" Lanciare nuovamente la generazione: 713 # lb build 714 Verificare, e quando soddisfatti, eseguire il commit della revisione successiva: 715 $ git commit -a -m "Adding vlc media player." 716 Ovviamente sono possibili cambiamenti alla configurazione più complicati, magari ag- 717 giungendo file in sottodirectory di config/. Quando si esegue il commit di nuove revisioni, si faccia solo attenzione a non modificare manualmente o fare un commit dei file al livello superiore di config che contengono le variabili LB_*, giacché sono anche prodotti dell'assemblaggio, e che sono sempre ripuliti da lb clean e ricreati con lb config attraverso i loro rispettivi script auto. Siamo arrivati alla fine di questa serie di tutorial. Mentre sono possibili molti altri tipi 718 di personalizzazioni, anche solo usando le poche caratteristiche esplorate in questi semplici esempi, può essere creata una varietà quasi infinita di immagini. Gli esempi 51
58 rimanenti in questa sezione coprono diversi altri casi d'uso estrapolati dalle esperienze raccolte degli utenti Debian Live Un client Kiosk VNC 719 Caso d'uso: creazione di un'immagine con live-build per avviare direttamente un 720 server VNC. Creare una directory con al suo interno una configurazione scheletrica costruita sulla 721 base dell'elenco di standard-x11, tra cui gdm3, metacity e xtightvncviewer, disabilitando i raccomandati per ottenere un sistema minimale: $ mkdir vnc_kiosk_client 722 $ cd vnc_kiosk_client $ lb config -a i386 -k 686 -p standard-x11 \ --packages "gdm3 metacity xvnc4viewer" \ --apt-recommends false Creare la directory /etc/skel e inserirvi un.xsession personalizzato per l'utente pre- 723 definito che lancerà metacity e avvierà xvncviewer, connesso alla porta 5901 su un server all'indirizzo : $ mkdir -p config/chroot_local-includes/etc/skel 724 $ cat _>config/chroot_local-includes/etc/skel/.xsession <<END #!/bin/sh /usr/bin/metacity & /usr/bin/xvncviewer :1 exit END Costruire l'immagine: 725 # lb build 726 Buon divertimento Un'immagine base per una chiavetta USB da 128M 728 Caso d'uso: creazione di un'immagine standard con alcuni componenti rimossi 729 affinché possa stare su una chiavetta USB da 128M, con lo spazio che rimane da usarsi come meglio si crede. Quando si cerca di ottimizzare un'immagine affinché sia contenuta in un supporto, è 730 necessario capire il compromesso che si deve fare tra la dimensione e la funzionalità. In questo esempio, taglieremo solo quanto basta per far sì che il tutto stia in 128M, senza fare nient'altro che distrugga l'integrità dei pacchetti contenuti, come eliminare localizzazioni con il pacchetto localepurge o altre ottimizzazioni intrusive. È da notare che non va usato --bootstrap-flavour minimal a meno che non si sappia cosa si sta 52
59 facendo, come omettere la priorità dei pacchetti important che molto probabilmente produrrà un sistema live danneggiato. $ lb config -k 486 -p minimal --binary-indices false \ memtest none --apt-recommends false --includes none Costruire quindi l'immagine nel modo consueto: 732 # lb build 2>&1 tee binary.log 733 All'autore del sistema al momento di scrivere, la seguente configurazione ha prodotto 734 una immagine di 78Mbyte. Comparabile favorevolmente con i 166Mbyte prodotta dalla configurazione predefinita nel Tutorial 1. Ciò che salva più spazio, comparato alla costruzione di un'immagine standard su un 735 sistema con architettura i386, è la selezione del solo kernel 486 invece che quello predefinito -k Lasciando fuori anche gli indici di APT con --binary-indices false si può salvare una certa quantità di spazio, il compromesso è usare apt-get update prima di usare apt nel sistema live. Scegliendo la lista minima dei pacchetti si esclude il grosso pacchetto locales e le utilità associate. Saltare i pacchetti raccomandati con --apt-recommends false salva altro spazio, a scapito di alcuni pacchetti che ci si aspetta di trovare, come firmware-linux-free che potrebbe servire a supportare un certo hardware. Le restanti opzioni limano altre piccole quantità di spazio. Sta a voi decidere se le funzionalità sacrificate con ciascuna ottimizzazione valgono la pena Un desktop KDE localizzato e l'installer 736 Caso d'uso: creazione di un'immagine con il desktop KDE, localizzato per il portogh- 737 ese brasiliano e che includa l'installatore. Si vuole creare un'immagine iso ibrida per architettura i386 usando il nostro desktop 738 preferito, in questo caso KDE, contenente tutti gli stessi pacchetti che verrebbero installati dall'installatore Debian standard per KDE. Il problema iniziale è di scoprire i nomi dei task appropriati, attualmente, live-build non 739 aiuta in questo. Si può essere fortunati o arrivarci con vari tentativi, ma c'è uno strumento grep-dctrl il quale può essere utilizzato per scavare nelle descrizioni in taskseldata, perciò assicursi di avere entrambi questi pacchetti: # apt-get install dctrl-tools tasksel-data 740 Ora si possono cercare i task appropriati: 741 $ grep-dctrl -FTest-lang pt_br /usr/share/tasksel/debian-tasks.desc 742 -stask,description Task: brazilian-portuguese Description: Brazilian Portuguese environment This task installs programs, data files, and documentation that make it easier for Brazilian Portuguese speakers to use Debian. 53
60 Con questo comando, si è scoperto che il task si chiama, abbastanza chiaramente, 743 brazilian-portuguese. Ora per trovare i task correlati: $ grep-dctrl -FEnhances brazilian-portuguese 744 /usr/share/tasksel/debian-tasks.desc -stask,description Task: brazilian-portuguese-desktop Description: Brazilian Portuguese desktop This task localises the desktop in Brasilian Portuguese. Task: brazilian-portuguese-kde-desktop Description: Brazilian Portuguese KDE desktop This task localises the KDE desktop in Brazilian Portuguese. Si userà l'opzione sperimentale --language, poiché live-build contempla i template 745 syslinux per pt_br (vedere Task per desktop e lingua per i dettagli). All'avvio verrà generata la lingua pt_br.utf-8 e selezionato pt-latin1 come layout della tastiera. Ora mettiamo insieme i pezzi: $ mkdir live-pt_br-kde 746 $ cd live-pt_br-kde $ lb config \ -a i386 \ -k 486 \ -p kde-desktop \ --language pt_br \ --tasks "brazilian-portuguese brazilian-portuguese-desktop brazilian-portuguese-kde-desktop" \ --bootappend-live "locales=pt_br.utf-8 keyboard-layouts=pt-latin1" \ --debian-installer live \ --packages debian-installer-launcher Si noti che è stato incluso il pacchetto debian-installer-launcher in modo da poter 747 lanciare l'installer dal desktop della live, e che è stato anche specificato il kernel 486, dato che attualmente è necessario che il kernel dell'installer e quello del sistema live coincidano affinché il launcher funzioni correttamente. 54
61 Metadata SiSU Metadata, document information Document Title: Manuale di Debian Live Creator: Debian Live Project Rights: Copyright (C) Debian Live Project; License: Questo programma è software libero: è possibile ridistribuirlo e modificarlo secondo i termini della GNU General Public License come pubblicata dalla Free Software Foundation, sia la versione 3 della licenza o (a scelta) una versione successiva. Questo programma è distribuito nella speranza che possa essere utile, ma SENZA ALCUNA GARANZIA, nemmeno la garanzia implicita di COMMERCIABILITÀ o IDONEITÀ PER UN PARTICOLARE SCOPO. Vedere la GNU General Public License per ulteriori dettagli. Si dovrebbe aver ricevuto una copia della GNU General Public License con questo programma. In caso contrario, vedere Sui sistemi Debian, il testo completo della GNU General Public License può essere trovato nel file /usr/share/common-licenses/- GPL-3. Publisher: Debian Live Project <[email protected]> Date: Version Information Sourcefile: live-manual.ssm.sst Filetype: SiSU text 2.0 Source Digest: SHA256(live-manual.ssm.sst)=fca2db1265da47254f46161d6b197cb9a90bdd47f96a75390f9901ca12a335bd- Skin Digest: SHA256(skin_debian-live.rb)=be92275c5ee3367edeed653901c34601c545c50acecc23ab65594d8e2f4df9af- Generated Document (dal) last generated: Tue Jan 25 06:42: Generated by: SiSU of 2010w49/4 ( ) Ruby version: ruby ( patchlevel 302) [i486-linux] 55
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