Quale decomix?
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- Nicolina Riccio
- 9 anni fa
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1 Quale decomix? Introduzione Oggi anche nella subacquea ricreativa (grazie ai corsi tec-rec) parlare di decompressione, anche se in maniera limitata, é una cosa abbastanza normale com é normale che vengano proposti corsi nitrox e decompression. Fino a qualche decennio addietro pero questi argomenti non erano neppure presi in considerazione e la subacquea si divideva in ricreativa (in curva di sicurezza) o commerciale. La prima in forte ascesa tra la gente che iniziava ad osservare con meraviglia e stupore il mondo che si celava sotto la superficie del mare, mentre la seconda era praticata a livello professionale in ambito civile o militare e solo in questi settori era normale utilizzare miscele diverse dall aria, miscele decompressive sino ad arrivare alle immersione in saturazione con tutti gli annessi e connessi che comportano. Le didattiche ricreative non prevedevano corsi quali il nitrox o il decompression, questo ovviamente non voleva dire che non si effettuassero immersioni fuori curva, ma lo si faceva sostanzialmente a prorio rischio e la gestione del profilo avveniva con l unico gas a disposizione ovvero l aria. Solo negli ultimi anni e grazie alle esperienze di subacquei tecnici che facevano particolari tipi di immersioni (profonde, grotte, esplorative) anche nella comunitá ricreativa si é iniziato a parlare di miscele iperossigenate sia per fare immersioni entro i 4 metri sia per diminuire i tempi di decompressione. Il risultato di questo percorso, con il prezioso e costante monitoraggio del DAN, ha permesso a noi subacquei di poterci immergere in tutta sicurezza (anzi aumentata) in nitrox oppure di poterci decomprimere usando gas diversi dall aria dopo aver appreso alcuni principi basilari sulla decompressione frequentando i corsi di specialitá proposti ormai da tutte le didattiche ricreative. La ricerca della perfezione Accanto alla subacquea ricreativa sempre piu sub hanno iniziato ad interessarsi a immersioni fuori curva dando quindi maggior impulso alla cosi detta subacquea tecnica che nel corso degli anni ha avuto un notevole sviluppo. Questo crescente interesse ha fatto nascere una serie di agenzie tecniche facenti capo a diverse correnti di pensiero che inevitabilmente innescano dei dibattiti tra i sub siano essi tecnici o tecnico - ricreativi. Anche i vari forum in rete e le riviste del settore contribuiscono ad alimentare le discussioni, si dibatte su quali siano le miscele migliori da usare in decompressione, sulla configurazione piu idonea, sulla validitá o meno di alcune metodologie e tante altre cose ancora. Questa ricerca della perfezione o se vogliamo del compromesso ideale é un concetto (acquisito) che non appare direttamente nei corsi, ma ne permea i loro contenuti e questo lo si puo rilevare giá in ambito ricreativo a partire dal corso open. Nel corso nitrox familiarizziamo con la best mix, ovvero la miscela piu idonea per una data profonditá mentre nel corso open ci viene insegnata la curva di sicurezza, vale a dire il compromesso best tra la durata dell immersione e un livello di saturazione che ci permetta una risalita senza obblighi decompressivi.
2 Tutta questa continua evoluzione di idee e filosofie puo generare in chi inizia a immergersi usando miscele arrichite un po di confusione che si traduce alla fine nel seguire certe scelte perché piu gettonate di altre invece di ragionare in maniera distaccata e critica al fine di essere consapevoli delle proprie scelte. Ci sono stati periodi in cui si prediligeva come gas principale per la decompressione, considerando una sola bombola da deco, l ossigeno puro, poi si é passati al nitrox 8 e attualmente la tendenza é sul nitrox 5 (anche se alcuni continuano con l ottanta), altri ancora usano nitrox inferiori al 5 ma si portano anche l ossigeno puro. Insomma alla fine come detto ognuno predilige una scuola piuttosto che un altra, l importante sarebbe che ciascuno potesse motivare la propria scelta con argomentazioni valide e non perché é di moda fare cosí o mi hanno detto che questo é meglio, ricordiamoci che per quanta gente sia in acqua con noi, in caso di bisogno, sicuramente possiamo contare sulla nostra esperienza e poi sperare negli altri. Domanda Alla luce di quanto detto sopra é possibile stabilire dei punti di partenza oggettivi (anche se non rigidi e assolutistici) che poi ognuno potrá valutare ai fini della scelta della miscela decompressiva da usare? La risposta ovviamente é affermativa e per fare questo esaminiamo alcuni aspetti correlati ad un profilo d immersione che preveda della decompressione da eseguirsi con una sola bombola da fase. Alcune considerazioni Non prenderemo in esame quale dovrebbe essere l attrezzatura piu idonea ne la sua disposizione ne il tipo di bombole (mono o bibo). Considereremo per i nostri esempi un profilo ad aria intorno ai -5/55 metri con una bombola da fase, il che rientra nelle immersioni che vengono maggiormente effettuate anche nei corsi tecnici. Iniziamo guardando il grafico (1) MOD ppo2=1,6 Delta Deep (mt) Grafico 1
3 in rosso é raffigurata la MOD (profonditá massima operativa) di miscele con una percentuale di O2 che varia dal 3 al 1% e avendo fissato una ppo2 = 1,6. In azzurro é raffigurata la differenza (delta) in metri che ci separa da ciascuna MOD una volta fissata la profonditá massima del nostro profilo a 5 metri. Dal grafico (1) appare evidente che nell ipotesi di una risalita veloce, per il verificarsi di un problema che non ci permette di continuare a respirare la miscela principale, minore sará la percentuale di O2 nella nostra miscela decompressiva e minore sará il delta che dovremmo percorrere per raggiungere la sua MOD. In uno scenario di abbandono rapido del fondo miscele con O2 oltre il 3% hanno distanze da coprire che possono essere insormontabili nello scenario piu brutto che ci possa capitare e cioé di non poter avere aiuto da nessuno e di non poter respirare nulla. La tabella (1) a cui si riferisce il grafico (1) e (2) riporta nella quarta colonna i tempi in apnea che bisognerebbe effettuare considerando una velocitá di risalita di 1 metri al minuto, in giallo sono evidenziate le miscele piu utilizzate. MOD Delta Tempo % N2 EAD Delta PpO2= 1,6 prof.=5 mt v=1mt/min (mt) MOD-EAD , , , , , , , , Tabella - 1 Dal grafico (1) possiamo quindi constatare che in uno scenario come quello sopra descritto sono da privilegiare miscele a basso tenore di O2. Guardiamo ora il grafico (2) EAD Deep (mt) EAD Delta % N2 Grafico 2
4 in verde é raffigurata la EAD (profonditá equivalente in aria, calcolata alla profonditá MOD) delle stesse miscele del grafico (1) considerando la percentuale di N2 che varierá dal 7 allo %. In giallo é raffigurata la differenza (delta) in metri tra ciascuna MOD e la sua corrispondente EAD. Dal grafico (2) appare evidente che maggiore é la percentuale di O2 nella miscela usata e minore é la sua EAD tanto che per contenuti di N2 uguali o minori al 3% i valori diventano negativi (valori in rosso sull asse delle profonditá). L importanza di quanto appena detto la si capisce meglio se consideriamo un possibile problema che insorga alla profonditá di cambio miscela e che ci obblighi per qualche minuto a rimanere a quella quota senza poter continuare a risalire nel rispetto dei tempi programmati (immaginiamo di esserci impigliati o di dover aiutare il compagno che ha un problema). In questo scenario se la nostra miscela deco é povera di ossigeno (3 4%) la EAD é elevata e la differenza MOD EAD sará bassa (ultime due colonne della tabella 1) e questo potrebbe stravolgere fino a rendere nullo il profilo decompressivo calcolato. Nel caso ci si immergesse con le tabelle la cosa potrebbe avere dei risvolti poco piacevoli, mentre con un computer la faccenda andrebbe meglio poiché il ricalcolo é immediato anche se potrebbe insorgere un problema dovuto alla scorta di gas non piu sufficiente. Con contenuti di ossigeno medi (5 6%) le cose andrebbero decisamente meglio poiché la EAD é uguale o minore a 1 metri e questo vorrebbe dire che eventuali ritardi dovrebbero solo essere aggiunti alla tappa deco meno profonda prolungando il profilo dei minuti persi precedentamente. Infine con contenuti di ossigeno alti (7 1%) i valori della EAD sono negativi e questo significa che eventuali minuti di ritardo accumulati non vanno ad alterare il nostro profilo poiché é come se fossimo giá in superficie, in altre parole il tempo passato in piu a queste quote (ai fini decompressivi) equivale come se in superficie noi continuassimo a respirare ancora per un po la miscela decompressiva diventando una sicurezza aggiunta. Dal grafico (2) possiamo quindi constatare che in uno scenario come quello sopra descritto sono da privilegiare miscele a medio-alto tenore di O2. Esaminiamo ora la tabella (2) Tempi Consumi Buhlmann RGBM VPM-B Buhlmann Buhlmann RGBM RGBM VPM-B VPM-B C-GF (GAP) GAP V-Planner Aria Deco Aria Deco Aria Deco Tabella 2 la tabella prende in esame il tempo totale, il consumo d aria e di miscela decompressiva (con percentuali di ossigeno dal 3 al 1%), per un immersione a -5 mt della durata di 25 minuti (compreso il tempo di discesa) calcolati usando un modello classico (Buhlmann) e due modelli a bolle (RGBM e VPM). Il valori ottenuti con il modello classico e RGBM sono stati calcolati con il software GAP, mentre i valori ottenuti con il modello VPM-B sono stati calcolati con il software V-Planner.
5 Fornisco di seguito alcuni dettagli sui settaggi e sul profilo d immersione. Velocitá discesa =15 m/min Velocitá di risalita = 9 m/min Ultima tappa deco = 3 metri Consumo sul fondo = 18 l/minuto Consumo in deco = 15 l/minuto Massima ppo2 = 1.6 Conservatorismo RGBM settato su nominale Conservatorismo VPM-B settato su nominale Conservatorismo Buhlmann C-GF entrambi i valori su 1 (equivalente a nominale) ho cercato di considerare dei valori medi dal momento che per il nostro scopo non é importante l immersione in se stessa quanto il significato dei dati riportati nella tabella a cui si riferiscono i grafici seguenti. Grafico (3) Confronto tempi totali immersione Buhlmann C-GF (GAP) RGBM GAP VPM-B V-Planner Time VPM-B V-Planner Buhlmann C-GF (GAP) Grafico 3 per ogni percentuale di ossigeno sono rappresentati i tempi totali d immersione calcolati con i tre modelli. La miscela che ci permette di effettuare il minor tempo di decompressione (e quindi totale) dipende dal modello decompressivo che utiliziamo (sia esso nel nostro computer subacqueo o in un software). Nello specifico possiamo vedere che il modello Bhulmann effettua le soste decompressive a quote piu vicine alla superfice rispetto ai modelli a bolle, infatti nel primo i tempi migliori si hanno con percentuali di O2 dal 7 al 1%, mentre con gli altri tali percentuali variano dal 5 al 7%.
6 Si puo anche osservare come a paritá di settaggi, si possono ottenere tempi d immersione differenti nell ambito di uno stesso gruppo di modelli, in questo caso RGBM e VPM-B (maggiori in quest ultimo). Dal grafico (3) possiamo quindi constatare che la migiore miscela da deco, intesa come riduzione del tempo decompressivo, dipende dal modello decompressivo che si utilizza. Grafici (4) e (5) Consumi aria Buhlmann RGBM VPM-B Consumo VPM-B Buhlmann Grafico 4 Consumi miscela deco Buhlmann RGBM VPM-B 1 8 Consumo VPM-B Buhlmann Grafico 5
7 entrambi i grafici mostrano i consumi rispetto al modello decompressivo utilizzato e alla percentuale di ossigeno nella miscela deco e l importanza appare evidente se si pensa da un lato al costo economico delle ricariche e dall altro alla giusta scelta della capacitá della bombola da decompressione. Non é raro infatti che per particolari profili d immersione che richiedono piu bombole da fase i costi totali possano tranquillamente superare i cento euro per un immersione a cui poi si devono aggiungere tutte le altre spese come viaggi, pernottamenti, diving ecc. Le differenze dei consumi sia per l aria che per le varie miscele deco (vedasi la tabella 2) si possono meglio comprendere se si considera la diversitá tra le due tipologie di profilo (classico e a bolle), nel modello Buhlmann la prima tappa decompressiva (la piu profonda) inizia a 12 metri mentre nel RGBM inizia a 24 metri (nel nostro profilo d esempio). Questo vuol dire che i profili calcolati con il modello a bolle presentano un numero di soste deco maggiori (intervallo tra i 24 metri e i 12 metri) e quindi anche i consumi variano di conseguenza. Esempio Tempi Consumi Buhlmann RGBM Buhlmann Buhlmann RGBM RGBM Buhlmann RGBM C-GF (GAP) GAP Aria Deco Aria Deco Aria+deco Aria+deco Tabella - 2 ho riportato per semplicitá le prime due righe della tabella 2 con l aggiunta dei consumi totali, in cui possiamo notare che pur essendo i tempi totali d immersione del modello Buhlmann maggiori di quelli del modello RGBM, abbiamo a paritá di consumi d aria una differenza nei consumi della miscela deco sia al 3 che al 4% in netto sfavore del modello RGBM, eppure a rigor di logica dovrebbe essere semmai il contrario, come mai? La risposta va ricercata in quanto scritto sopra, con il modello classico noi iniziamo la risalita respirando aria, alla quota MOD della miscela deco iniziamo a respirare la miscela e saliamo fino alla prima tappa deco cioé a 12 metri, la stessa cosa con il modello a bolle solo che la prima tappa deco sará a 24 metri e da qui fino ai 12 metri faremo ogni 3 metri delle tappe che seppur brevi aumentano i consumi anche se il tempo d immersione totale é minore. Dai grafici (4) e (5) possiamo quindi constatare come la scelta del modello decompressivo possa influenzare il costo totale delle ricariche e la capacitá delle bombole da fase. Chi volesse passare un po del suo tempo usando il software GAP (settando i parametri come descritto sopra) potrá toccare con mano quanto detto e altro ancora. Per esempio vedere come variano i profili al variare del numero delle miscele deco da usare, come varia la distribuzione dei tempi decompressivi nelle varie soste a seconda del profilo selezionato (quantitá totale soste, durata delle stesse e tempi totali delle decompressioni). Al solo scopo d esempio vedasi la seguente tabella 3 con i grafici (6) e (7) che riportano i tempi totali dell immersione presa come esempio considerando piu miscele da deco e anche una miscela diversa dall aria. In verde e in giallo sono stati evidenziati i tempi d immersione minori per le varie miscele considerate calcolate con i soliti due modelli decompressivi. Sono state considerate due immersioni in aria e due in trimix sia con un solo gas decompressivo (come negli esempi sopra) sia con due gas di cui uno fisso (O2 puro).
8 Aria + 1 gas deco Aria + O2 puro+deco Tx18/ gas deco Tx18/45 + O2 puro+deco Buhlmann RGBM Buhlmann RGBM Buhlmann RGBM Buhlmann RGBM %O Tabella 3 Modello Buhlmann (GAP) 6 Tempo (min) Tx18/45 + O2 puro+deco Tx18/ gas deco Aria + O2 puro+deco Aria + 1 gas deco Aria + 1 gas deco Aria + O2 puro+deco Tx18/ gas deco Tx18/45 + O2 puro+deco Grafico 6 Modello RGBM (GAP) Tempo (min) Tx18/45 + O2 puro+deco Tx18/ gas deco Aria + O2 puro+deco Aria + 1 gas deco Aria + 1 gas deco Aria + O2 puro+deco Tx18/ gas deco Tx18/45 + O2 puro+deco Grafico - 7
9 Conclusioni Appare evidente come non sia possibile in senso assoluto definire una miscela decompressiva che possa essere considerata come migliore viste le innumerevoli variabili che condizionano ogni singolo profilo. Gli stessi grafici proposti hanno un loro significato se vengono considerati in maniera separata, ovvero senza essere confrontati tra loro, d altronde le diversitá (vedasi gli algoritmi decompressivi) sono cosí elevate da non permettere neppure di fare dei confronti. Si puo cercare, ed in parte é giá stato fatto, di analizzare innumerevoli profili generati con uno stesso tipo di algoritmo per trovare dei fattori ripetitivi che opportunamente elaborati possano valere ed essere standardizzati all interno di un contesto piu ristretto. Questa variabilitá implicita é quella che permette una personalizzazione (entro certi limiti) di ogni immersione rendendola praticamente unica. Sicuramente ci si deve muovere all interno di alcune regole che sono oggi universalmente riconosciute e adottate dalle varie didattiche siano esse ricreative o tecniche e tutte le considerazioni che si fanno durante la programmazione di un immersione devono avere al primo posto la sicurezza del gruppo. Quello che abbiamo visto in queste pagine (e che si riferisce solo ad uno degli aspetti che concorrono a pianificare un immersione) dovrebbe far capire, se ancora vi fossero dei dubbi, la quantitá e l interdipendenza tra i vari fattori che devono essere sempre presi in esame. La subacquea é in costante evoluzione in tutti i suoi settori e questo implica da parte di ogni subacqueo uno sforzo costante per tenersi aggiornato al fine di poter fare delle scelte obiettive (condivise o meno da altri) motivandole con degli argomenti validi che possono essere poi fonte di discussioni critiche all interno dei vari club. C. Chieco
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