Cure Palliative Stato dell arte, sviluppo e prospettive
|
|
|
- Daniela Maria Teresa Villani
- 10 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 Cure Palliative Stato dell arte, sviluppo e prospettive dal Decreto Legge 39/1999 alla Legge Regionale 7/2009 Este, 28 ottobre 2010 Conferenza dei Servizi AULSS 17 Antonino Trimarchi
2 La coscienza del Transitare Quando visito i Distretti nelle diverse Regioni Italiane, l area della terminalità, delle cure di fine vita, è segnalata come la priorità strategica emergente, come laboratorio di verifica dei profili d assistenza che la precedono e quindi dei gradi d intensità assistenziale appropriati per ciascun livello, diventando un contenuto di riflessione vitale per l assistenza primaria. Emerge un ossimoro: l area terminale come area vitale!
3 La terminalità area generativa La Palliazione sta alle fondamenta dell Assistenza Primaria come lo è la Neonatalità nel promuovere il potere tecnocratico dell Ospedale (nello specifico la sfida del far sopravvivere i prematuri di peso sempre inferiore, dai 950 gr. di alcuni anni fa, ai 350 gr. di oggi). E come la Natalità ha valorizzato l ospedale, la Terminalità può affermare la domiciliarità come metodologia di eccellenza del lavoro territoriale per la sua autenticità e la personalizzazione delle cure a tutela della salute di ciascuno. E una connessione forte : La Qualità delle cure di fine vita a conferma e garanzia della qualità del prendersi cura dell inizio. Un emozione da non perdere!
4 IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE LEGGE n. 39 del art. 1 programma su base nazionale per la realizzazione di una o più strutture dedicate all assistenza palliativa e di supporto prioritariamente per i pazienti affetti da patologia neoplastica terminale che necessitano di cure finalizzate ad assicurare una migliore qualità della loro vita e di quella dei loro famigliari.... D.P.C.M. del definisce i Livelli Essenziali di Assistenza tra cui l assistenza domiciliare sanitaria e socio-sanitaria ai pazienti terminali, l assistenza territoriale residenziale e semiresidenziale nei centri residenziali di cure palliative a favore dei pazienti terminali, i trattamenti erogati nel corso del ricovero ospedaliero e gli interventi ospedalieri a domicilio. DECRETO LEGGE n. 43 del definisce gli standard relativi all assistenza ai malati terminali in trattamento palliativo.
5 IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE LEGGE n. 38 del Disposizioni per garantire l accesso alle cure palliative Gli aspetti più importanti: e alle terapie del dolore a) La Rete: la rete nazionale per le cure palliative e la rete nazionale per la lotta al dolore, con l obbiettivo di dare continuità alle cure dall ospedale al territorio; ne fanno parte le strutture ospedaliere, territoriali e l insieme delle figure professionali; b) L équipe di assistenza domiciliare: interventi di base coordinati dal MMG; e interventi dell équipe specialistica di cure palliative di cui fa parte il MMG, garantendo una continuità assistenziale ininterrotta; c) L assistenza in Hospice ad opera di équipe mutidisciplinare; d) Le attività di formazione, le campagne di informazione, le attività di ricerca.
6 IL QUADRO NORMATIVO nella REGIONE del VENETO DGRV n del (recepimento della Legge 39/1999) Gli aspetti più importanti: Al Distretto socio-sanitario, così come definito dal Piano Sanitario , il compito di ricomporre con coerenza il sistema di offerta durante l intero percorso di malattia, disabilità e morte d ogni malato; Il Nucleo specifico per le Cure Palliative è formato dal medico di medicina generale, il medico esperto in cure palliative, lo psicologo, l infermiere professionale, l assistente sociale, il medico di sanità pubblica; Le principali funzioni dell Hospice nella rete delle cure palliative ed i requisiti minimi; Il coinvolgimento delle organizzazioni non-profit.
7 I DIVERSI PROVVEDIMENTI REGIONALI DGRV n. 309/2003 L ospedale senza dolore. DGRV n. 4029/2003 L assistenza ai minori con patologia inguaribile terminale. DGRV n. 71/2006 Costituzione dell Osservatorio Regionale per le Cure Palliative e la Lotta al Dolore. DGRV n. 1608/2008 Istituzione del Sistema Informativo Regionale per le Cure Palliative. DGRV n. 1609/2008 Documento Tutela dei diritti dei malati inguaribili o a fine vita e dei malati con dolore
8 LEGGE REGIONALE n. 7 del Disposizioni per garantire cure palliative ai malati in stato di inguaribilità avanzata o a fine vita e per sostenere la lotta al dolore Gli aspetti più importanti: 1. Le ULSS garantiscono l offerta di cure palliative a livello di singolo distretto, tramite un nucleo specificatamente dedicato che opera in accordo con il medico di medicina generale e con il concorso delle associazioni di volontariato impegnate nello stesso ambito; 2. Il Nucleo di Cure Palliative è formato da medici con esperienza in cure palliative, psicologi, infermieri e operatori socio sanitari, dedicati alle cure dei malati in stato di inguaribilità avanzata o a fine vita; 3. La rete per le cure palliative è formata dai servizi domiciliari, ambulatoriali e residenziali; i servizi residenziali dedicati alle cure palliative sono denominati Hospice;
9 LEGGE REGIONALE n. 7 del Le cure palliative pediatriche: l assistenza ai minori in stato di inguaribilità avanzata o a fin di vita è affidata al centro di riferimento regionale di cure palliative e terapia antalgica pediatrica, già istituito presso l Azienda ospedaliera di Padova; 5. L Hospice è una struttura di ricovero specifica per le cure palliative; il ricovero in Hospice è deciso dal nucleo di cure palliative; 6. La tutela specifica per il malato che, in stato di inguaribilità avanzata o a fine vita, ha diritto ad avere un operatore referente, denominato casemanager, individuato tra il personale che compone il nucleo di cure palliative, con compiti di facilitazione comunicativa tra lui e il resto degli operatori che lo curano e organizzazione dell accesso alle prestazioni sanitarie e sociali che si rendessero necessarie;
10 LEGGE REGIONALE n. 7 del I programmi di sviluppo delle cure palliative: la Regione promuove programmi specifici di sviluppo delle cure palliative presso le Aziende ULSS; 8. La tutela per le persone con dolore: presso le strutture sanitarie, sociosanitarie e sociali pubbliche e private preaccreditate ogni persona ha diritto di dichiarare il proprio dolore al fine di accedere ai trattamenti necessari per risolverlo o contenerlo;la persona con dolore riceve informazioni esplicite sull accesso al trattamento antalgico; la persona con dolore è tutelata da un referente medico e infermieristico, appositamente individuati, ai quali rivolgersi qualora permanga lo stato di sofferenza; 9. Il Coordinamento Regionale e la Commissione Regionale per le cure palliative e la lotta al dolore.
11 Verso le CURE PALLIATIVE K Obiettivo: Sopravvivenza Obiettivo: Qualità di Vita Cure Oncologiche Cure Palliative Cure simultanee Tx T-1 T0 T1 T2 T3 T4 T5?? settimane mesi anni anni settimane tempo SIMG italia
12 PALLIATIVE CARE END OF LIFE CARE MMG + NCP Aumento della complessità assistenziale (problemi fisici, psicosociali, spirituali)
13 Dalle cure attive alle cure palliative: cosa cambia? Paradigma Strategia Obiettivo Medicina terapeutica Orientato alla malattia Curare Guarire Medicina palliativa Orientato alla persona Prendersi cura Sollevare Nelle cure palliative sono indicati solo interventi che, nell ottica di una assistenza globale, affrontino i problemi allo scopo di dare sollievo al malato e alla famiglia
14 La Palliazione come esistenziale professionale La competenza I care non è una specializzazione, è una professione Per il ripristino della prossimità necessitiamo di: Ruoli dichiarati Regole condivise Relazioni di Reciprocità vissute Risultati controllati e socializzati
15 Il DISTRETTO promotore dei NCP nelle UOC Cure Primarie Quale opportunità nel Distretto tra MMG e PALLIATIVISTI? Quali sinergie tra loro, Psicologi, Infermieri e Operatori Sociali? E tra tutti questi Attori e il Paziente con la sua famiglia?
16 NCP composizione Il Nucleo di Cure Palliative è un Team formato da medici con esperienza in cure palliative, psicologi, infermieri e operatori socio sanitari, dedicati alle cure dei malati in stato di inguaribilità avanzata o a fine vita.
17 NCP S-nodo di Rete Il decorso naturale della malattia costringe il paziente a muoversi in un sistema di cure frammentato in cui i referenti cambiano in rapporto all intervento terapeutico prevalente. Il NCP garantisce presenza costante e continuità di cura tra i diversi operatori nei diversi setting in relazione con la diversità dei singoli pazienti
18 NCP funzioni 1. Individua il bisogno del malato e della sua famiglia; 2. Provvede alle modalità di intervento e di assistenza adeguate all evoluzione della patologia, secondo efficacia e nel rispetto della dignità della persona; 3. Sostiene la rete per le cure palliative nel rispetto dei desideri del malato e della continuità delle cure; 4. Fornisce consulenza a tutte le strutture sanitarie e socio sanitarie che ospitano temporaneamente o stabilmente malati in stato di inguaribilità avanzata o a fine vita.
19 La soglia LEA del NCP Intercettare i malati 65% del numero dei morti per cancro in un anno* 45% assistiti a domicilio 20% assistiti in hospice Fornire assistenza Equipe multidisciplinare NCP con Cure Primarie e Sociale Dare continuità alla cura Assistenza h24/7gg Coordinamento della rete: ospedale, oncologia, hospice, RSA * DMS 22 febbraio 2007 n 43 Definizione degli standard relativi all assistenza ai malati terminali in trattamento palliativo
20 Epidemiologia Cure Palliative Decessi di residenti in AULSS 17 per tumori Media tra gli anni Morti assistibili x anno in CP 65% del totale (media) Morti per tumori assistiti 2009 tra ADI e Ambulatori (160) Hospice (71) 43% del totale 67% del LEA
21 Epidemiologia Cure Palliative
22 Caratteristiche del processo di apprendimento delle cure palliative Patient C Family Team B Society Health System A Autoconsapevolezza+comunicazione+Etica
23 Specifiche del TEAM NCP Facilitatore: manutentore degli strumenti della UVMD per l elaborazione del PAI; Sussidiario: sostegno per l infermiere e il MMG nelle prime visite a domicilio ed ogni volta che sia richiesta o necessaria una consulenza specifica Formatore: produttore di aggiornamenti per l equipe Complementare: reperibilità telefonica H/12 oppure H/24, a turno, per la consulenza ai MMG o della Continuità Assistenziale, agli Infermieri in momenti critici dell assistenza, insorgenze di complicanze, necessità di sedazione terminale.
24 Medico di Medicina Generale Rimane riferimento percorso di cura per il paziente e la sua famiglia Lavora in team con il nucleo di cure palliative Allarga orario di disponibilità, frequenza di accessi e ruolo nell assistenza Partecipa ad attività formativa in cure palliative
25 FARE SISTEMA VANTAGGI DEL LAVORARE IN EQUIPE ADI La connessione dei punti di vista di ciascun professionista è molto più della loro somma! (Braille)
26 Braille Braille è accessibilità a risorse umane e materiali invisibili, a progetti e procedure non ancora lette, a quello che (solo) gli umili sanno di non saper vedere. È metodo che Puntualizza come FareSISTEMA! È architettura comunicativa che trasforma lo spazio tempo dell Incontro. È disponibilità ad utilizzare il proprio handicap come link relazionale È consapevolezza di non vedere il tutto, opportunità a intravvederlo nelle sue emergenze.
27 Assessment e Palliazione UVMD SETTORIALE? No, grazie! UVMD INTEGRALE? E perché no?
28 QUALE INTEGRAZIONE? Uniformità di obiettivi e valori domiciliari Condivisione dei significati Coordinamento funzionale dei ruoli nelle interazioni in ambito domiciliare Leadership diffusa
29 Il rapporto tra NCP e Sistema familiare Osservazione condivisa Dalla stessa parte dello specchio! Attenzione alla pluralità dei contesti Intervista alla famiglia Riconoscimento della condizione esperta Deutero-Apprendimento, empatia e rispetto Scelta di priorità delle mete Discernimento dalla loro vita quotidiana Trasferimento degli apprendimenti La valutazione sintetica ri-consegnata alla famiglia Empowerment individuale, familiare, comunitario
30 Il NCP e la resilienza familiare L Equipe con la Famiglia come totalità funzionale Organizzazione in grado di sviluppare fattori positivi aggiuntivi per tutti i suoi membri Caratteristiche salienti: Coerenza: capacità di riformulare il problema trovando un filo comune a tutti i partecipanti; Elasticità dei modelli, delle regole e del perimetro Disponibilità di figure integrative (rete di supporto) Galleggiabilità (buoyancy) attitudine al recupero dei livelli di funzionamento antecedenti
31 La Famiglia Resiliente Famiglia, non contenitore, ma soggetto e misura di ogni processo valutativo/educativo/terapeutico Famiglia, marchio organizzazione cure di base Rischi della proliferazione di servizi e figure professionali Limitazione del ruolo familiare Il dannoso senso di espropriazione/delega Intervento sulla famiglia dopo che essa ha già fallito? Il bene familiare tra bene personale e bene comune Non si aiuta l individuo se non si aiuta la famiglia lavorando con la Famiglia
32 Sistema Resiliente: finalità Trasformare il ruolo di ciascuno in promotore/facilitatore di relazionalità amorevole Co - Costruire strumenti per leggere percorsi e differenze nella diversità Competenza a navigare in un mare di incertezza
33 NCP ed HOSPICE -1- Il ruolo dell Hospice nella rete di cure palliative deve essere di supporto alle cure a casa, che rappresenta il luogo di gran lunga preferito dai malati. L efficacia della struttura si deve misurare con la capacità di accogliere e dimettere pazienti a domicilio oltre a ridurre i ricoveri e i decessi in ospedale e di aumentare la capacità della rete di cure palliative di intercettare i pazienti.
34 NCP ed HOSPICE -2- E comprensibile che il sistema delle cure tenda a privilegiare le strutture all Assistenza Domiciliare. E verosimile che tale discrepanza possa essere affrontata e corretta attraverso il consolidamento di un Nucleo di Cure Palliative ben strutturato, provvisto di standard professionale elevato, capace di gestire globalmente l assistenza e di garantire la continuità delle cure nei vari setting, privilegiando l assistenza domiciliare.
35 Per concludere Il NCP, in collaborazione con il MMG e gli Infermieri domiciliari e gli Operatori sociali, rappresenta l équipe di riferimento per la gestione delle cure palliative, sia attraverso l assistenza diretta, che il coordinamento della rete. Promuove cure proporzionate sulla base dei valori e dei desideri del malato. Garantisce equità tra i cittadini rendendo esigibili i LEA.
36 Il Futuro nel Presente Non è tanto la gestione del quotidiano che produce disagio, ma il vissuto innanzi ad un futuro dai confini incerti: Rel-Azione Palliativa è condividere quel confine per allargarlo fino all Infinito
37 ABITARE IL CON-FINE Non tutto quello che conta si può contare Far contare ciò che non si può contare FAR EMERGERE IL LAVORO INVISIBILE Quale contenuto promuoviamo? Quali contenitori della finitudine, per soluzioni sostenibili? Ogni cosa vista, è vista da un osservatore
38 DALLA DELEGA ALLA PARTECIPAZIONE RESPONSABILE PROSSIMITÀ ESIGIBILE GENEROSITÀ RECIPROCA LEADERSHIP DIFFUSA TRIMARCHI 2010
39 NOI SIAMO UNA DOMANDA IL FINE (della) VITA È UNA DOMANDA LA QUALITÀ È NEL DIVENIRE DELLA RELAZIONE
40
41 Stiamo lavorando per Voi per un Distretto Con-Vincente Grazie dell attenzione Contatto
Il modello della REGIONE VENETO per le Cure Palliative
La cura nella fase terminale della vita Treviso - 21 GIUGNO 2018- Il modello della REGIONE VENETO per le Cure Palliative UOC Cure Palliative AULSS3 Serenissima Giovanni Poles La Rete di Cure Palliative
PDTA VIRTUOSI NEI DISTRETTI VENETI. Cure Palliative. Dott. C. De Chirico Coordinatore Nucleo Aziendale di Cure Palliative ULSS n 7
PDTA VIRTUOSI NEI DISTRETTI VENETI Cure Palliative Dott. C. De Chirico Coordinatore Nucleo Aziendale di Cure Palliative ULSS n 7 Mission Aiutare le persone a vivere l ultima parte della propria vita nel
La continuità assistenziale
Le reti oncologiche regionali Presente, problematiche e prospettive future La continuità assistenziale Giuseppe Nastasi U.O.C. Oncologia Medica A.O. Bolognini - Seriate (BG) Camera dei Deputati - Palazzo
Il ruolo delle cure palliative sul territorio. Ezio Trivellato
Il ruolo delle cure palliative sul territorio Ezio Trivellato 15 marzo 2010 Legge 38 ART. 1: La legge tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative Legge 38, 15 marzo 2010 Art 1 (finalità)
Continuità di cura e cure simultanee: PDTA TUMORE DELLA MAMMELLA. Padova 21 Marzo 2016
Continuità di cura e cure simultanee: PDTA TUMORE DELLA MAMMELLA Padova 21 Marzo 2016 L. Trentin SC Terapia del Dolore e Cure Palliative Istituto Oncologico Veneto I.R.C.C.S. CONSIDERAZIONI INTRODUTTIVE
WORKSHOP. Corsi Periferici di 1 livello per professionisti delle Reti Locali di Cure Palliative
WORKSHOP Corsi Periferici di 1 livello per professionisti delle Reti Locali di Cure Palliative Tipologia formativa: Workshop ID evento: 118955.1 Sede: Aule didattiche Ufficio Formazione ATS della Val Padana
CURE PALLIATIVE: CRITERI DI ACCESSO
CURE : Pag.: 1/5 A. CRITERI DI AI PERCORSI CURE Percorso della Rete Aziendale Cure Palliative Presenza accertata da parte del MMG di riferimento, e/o dal Medico Specia-lista Pazienti malati inguaribili
Le Cure Palliative erogate in Rete
Le Cure Palliative erogate in Rete La normativa nazionale e regionale Codigoro - 29 settembre 2012 Mauro Manfredini Focus sulla Rete No Terapia del dolore No Cure Palliative Pediatriche LEGGE n. 39 26
ASSISTENTI SOCIALI IN CURE PALLIATIVE: FRIULI VENEZIA GIULIA-AGGIORNAMENTI
ASSISTENTI SOCIALI IN CURE PALLIATIVE: FRIULI VENEZIA GIULIA-AGGIORNAMENTI Dott.ssa Maria Teresa Ermano-AAS5 Friuli Occidentale In collaborazione con Gruppo AS Friuli Venezia Giulia: Valentina Cominotto,
DISPOSIZIONI PER GARANTIRE L ACCESSO ALLE CURE PALLIATIVE E ALLA TERAPIA DEL DOLORE (*)
DISPOSIZIONI PER GARANTIRE L ACCESSO ALLE CURE PALLIATIVE E ALLA TERAPIA DEL DOLORE (*) La legge tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore * Legge numero
Prendersi cura nella cronicità: luci ed ombre in Emilia Romagna
Prendersi cura nella cronicità: luci ed ombre in Emilia Romagna Dott.ssa Maria Cristina Poppi Medico di Medicina Generale e Medico Interpares- AUSL Modena La «dimensione» della cronicità La dimensione
7 Incontro: LUNEDI 23 MAGGIO ORE 17.00-19.00 TAVOLA ROTONDA MMG, SIMONA CODEVILLA, BONIZELLA BIAGIOLI: QUALE LUOGO DI CURA ALLA FINE DELLA VITA?
7 Incontro: LUNEDI 23 MAGGIO ORE 17.00-19.00 TAVOLA ROTONDA MMG, SIMONA CODEVILLA, BONIZELLA BIAGIOLI: QUALE LUOGO DI CURA ALLA FINE DELLA VITA? IL DOMICILIO, L HOSPICE, L RSA, L OSPEDALE La RETE Cure
CONOSCERE IL PROPRIO TERRITORIO SOCIO- SANITARIO
CONOSCERE IL PROPRIO TERRITORIO SOCIO- SANITARIO Il cambiamento L aumento dell incidenza delle malattie croniche è uno dei principali driver della necessità di riequilibrio ospedaleterritori. Occorre definire
Cure Palliative: la visione del MMG. Dott. Luca Bellazzi Vigevano
Cure Palliative: la visione del MMG Dott. Luca Bellazzi Vigevano Il quadro Il quadro Legge 15 marzo 2010, n. 38 concernente Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia
La Rete dei Servizi. Coordinatore Infermieristico dr.ssa Adriana Mazzocchetti RSA Città Sant Angelo AUSL PESCARA
La Rete dei Servizi Coordinatore Infermieristico dr.ssa Adriana Mazzocchetti RSA Città Sant Angelo AUSL PESCARA Residenze Sanitarie Assistenziali La RSA è una struttura extraospedaliera finalizzata a fornire
San Vito al Tagliamento 24 Febbraio 2015
San Vito al Tagliamento 24 Febbraio 2015 R. Sisto Il distretto (LR. 17/14) art.19 1. Il distretto costituisce il livello privilegiato per coinvolgere in modo strutturato i cittadini, anche mediante le
LA RETE OSPEDALE-TERRITORIO PER LA LOTTA AL DOLORE
LA RETE OSPEDALE-TERRITORIO PER LA LOTTA AL DOLORE 23 MAGGIO 2012 BOLOGNA Relatore: Penna Pietro Giuseppe MMG Referente d area Hospice e Case Protette Nel 1989 nasce nell area Nord della provincia di Reggio
LE CURE PALLIATIVE DOMICILIARI:
LE CURE PALLIATIVE DOMICILIARI: Il ruolo del medico di assistenza primaria e la sua integrazione con gli operatori dell équipe (infermiere, medico palliativista, psicologo, volontari) LE NOVITÀ NELL EROGAZIONE
Il progetto di modernizzazione NOA dell Area Vasta Emilia Centro
Il progetto di modernizzazione NOA dell Area Vasta Emilia Centro Una nuova organizzazione ambulatoriale per la gestione delle patologie croniche: gli strumenti del disease management e del governo clinico
11 novembre 2013 QUALITA DI VITA NELLA MALATTIA IN FASE TERMINALE
11 novembre 2013 QUALITA DI VITA NELLA MALATTIA IN FASE TERMINALE La legge 38 del 2010 La rete delle cure palliative Il CeAD Il Dipartimento Interaziendale di Cure Palliative LEGGE 38 DEL 15 MARZO 2010
CURE SIMULTANEE IN ONCOLOGIA E INTEGRAZIONE OSPEDALE- TERRITORIO :la realizzazione di un progetto
CURE SIMULTANEE IN ONCOLOGIA E INTEGRAZIONE OSPEDALE- TERRITORIO :la realizzazione di un progetto Dott.ssa SILVIA E. NEGRETTI U.O. Oncologia Magenta 24 Gennaio 2017 EVIDENZE L introduzione precoce delle
La Continuità Assistenziale nelle Cure Palliative
Guia Castagnini Cure palliative e Terapia del Dolore La Continuità Assistenziale nelle Cure Palliative Regione Lombardia Modello di Ospedalizzazione Domiciliare DGR VIII/6410 del 27 /12/2008 DGR VIII/7180
L INTEGRAZIONE TRA I SERVIZI PER LA CONTINUITA ASSITENZIALE DELLA PERSONA FRAGILE
L INTEGRAZIONE TRA I SERVIZI PER LA CONTINUITA ASSITENZIALE DELLA PERSONA FRAGILE L ospedale e il territorio: opportunità e criticità nell integrazione socio-sanitaria Francesca Busa Direttore Distretto
La filosofia delle Cure Palliative
DIAMO QUALITA' ALLA VITA: CORSO sulle CURE PALLIATIVE PEDIATRICHE Sanremo Villa Nobel 31gennaio-1 febbraio, 14-15 febbraio 2014 La filosofia delle Cure Palliative dott. prof. Giorgio Tubere Cure Palliative
Competenze infermieristiche in Cure Palliative
Competenze infermieristiche in Cure Palliative Dott.ssa Anna Maria Marzi Responsabile Casa Madonna dell Uliveto Reggio Emilia COMPETENZE INFERMIERISTICHE IN CURE PALLIATIVE L infermiere palliativista è
NUOVI ASSETTI TERRITORIALI. Area Sanità e Sociale
NUOVI ASSETTI TERRITORIALI Area Sanità e Sociale 1 1 Presidiare un sistema complesso, derivante da interconnessioni di ambiti funzionali diversi (clinico, assistenziale, amministrativo), di soggetti diversi
GUARDANDO AL NEFROPATICO ASSISTENZA INFERMIERISTICA SUL TERRITORIO
GUARDANDO AL NEFROPATICO ASSISTENZA INFERMIERISTICA SUL TERRITORIO BRESCIA 17/18 Marzo 2016 Edda Porteri Coord. Inf. ASST Spedali Civili Il percorso del paziente non termina al momento della dimissione
L ultimo tratto della vita nei Centri di Servizio per anziani dell ULSS n.6 Vicenza. Alcuni dati per rappresentare la situazione
L ultimo tratto della vita nei Centri di Servizio per anziani dell ULSS n.6 Vicenza Alcuni dati per rappresentare la situazione I luoghi del morire della popolazione anziana anno 2012 - popolazione ULSS
ESSERE INFERMIERA IN HOSPICE. Corso di formazione Donatella Piazza San Vito al T. 24 marzo 2015
ESSERE INFERMIERA IN HOSPICE Corso di formazione Donatella Piazza San Vito al T. 24 marzo 2015 1 ASPETTI ASSISTENZIALI Persona no malato persona malata sentire i bisogni della persona malata e prevenire
Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute. Tavolo Tecnico Oncologia 20 Marzo 2014
Corte di Giustizia Popolare per il Diritto alla Salute Tavolo Tecnico Oncologia 20 Marzo 2014 INDICE Contesto ed epidemiologia Il percorso del paziente Gestione appropriata e sostenibilità: - Requisiti
LE CURE PALLIATIVE TRA HOSPICE E DOMICILIO
LE CURE PALLIATIVE TRA HOSPICE E DOMICILIO Siena, 25 settembre 2015 OSPEDALE HOSPICE Unità valutativa (con palliativista) Maglie larghe per la richiesta Chi accede in hospice? - Ultimi 30-90 giorni di
L HOSPICE ED I PERCORSI DI FINE VITA
L HOSPICE ED I PERCORSI DI FINE VITA 1 D O N AT ELLA PIAZZA H o s p ice San Vito a l T. Norme di riferimento nazionali 2 D.L.28.12.1998, n.450, convertito in: L. 26.2.1999, n. 39 D.M. 28.9.1999 Adozione
Allegato A al Decreto n. 15 del 01 marzo 2016 pag. 1/3
giunta regionale Allegato A al Decreto n. 15 del 01 marzo 2016 pag. 1/3 SOMMINISTRAZIONE PER INFUSIONE A DOMICILIO DI FARMACI AD ALTO COSTO PER PERSONE AFFETTE DA MALATTIA RARA (Documento approvato nella
AZIENDA SANITARIA LOCALE (ASL)
AZIENDA SANITARIA LOCALE (ASL) Governo della ASL Ogni azienda sanitaria è diretta da una «triade» Direttore Generale Direttore Sanitario Direttore Amministrativo Compito della ASL Garantire i LEA, provvedendo
L'ESPERIENZA NEL TERITORIO: L ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA
L'ESPERIENZA NEL TERITORIO: L ASSISTENZA DOMICILIARE INTEGRATA MILANO - FORUM PA 28-29 GENNAIO 2016 EVOLUZIONE DEL SISTEMA DELL'ADI Fattori economici: budgettizzazione dell'adi (da budget erogatore a budget
è uno strumento per mettere a sistema il PUA distrettuale territoriale?
IL MANDATO DEL DISTRETTO E GLI STRUMENTI PROGRAMMATORI E GESTIONALI LA CENTRALE OPERATIVA TERRITORIALE è uno strumento per mettere a sistema il PUA distrettuale territoriale? il 2 agosto 2013 l Azienda
RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE LOCALE DI CURE PALLIATIVE
Direzione generale sanità e politiche sociali Servizio assistenza distrettuale, medicina generale, pianificazione e sviluppo dei servizi sanitari RIORGANIZZAZIONE DELLA RETE LOCALE DI CURE PALLIATIVE INDICE
La Geriatria: punto di incontro tra territorio e ospedale nella gestione della fragilità e della complessità di cura
La Geriatria: punto di incontro tra territorio e ospedale nella gestione della fragilità e della complessità di cura L Organizzazione dell Assistenza territoriale agli Anziani nei sistemi sanitari regionali
Assistere sul territorio: una esperienza oncologica
Assistere sul territorio: una esperienza oncologica PNEUMOLOGIA 2016 Milano, 16 giugno 2016 Ornella Gottardi Dipartimento oncologico Multimedica Summary - Dimensione del problema - Cancro come malattia
Terapia del dolore: L opportunità di linee guida trasversali alle diverse aree specialistiche nell ottica di un approccio terapeutico appropriato
Terapia del dolore: L opportunità di linee guida trasversali alle diverse aree specialistiche nell ottica di un approccio terapeutico appropriato 2019-2021 Garantire l applicazione della legge 38/2010
CONTENUTI SPECIFICI PSICOLOGO SPECIALISTA
Il documento è stato sviluppato dai professionisti che operano nelle reti di cure palliative del territorio della Azienda USL della Romagna, nell ambito del 1 corso Dossier formativo (DF) per sviluppare
Il raccordo con il territorio: il ruolo del Medico di Medicina Generale
Il programma regionale contro la sofferenza: l Ospedale senza dolore Bologna, 21 maggio 2004 Il raccordo con il territorio: il ruolo del Medico di Medicina Generale Gaetano Feltri Medico di Medicina Generale
Procedura Operativa MODULO DI VALUTAZIONE PER L ACCESSO ALLA RETE DI CURE PALLIATIVE. Al Responsabile Rete Cure Palliative
Al Responsabile Rete Cure Palliative TEL. 041/260.8802-8367 FAX 041/260.8738 e-mail: [email protected] Assistito: Sesso Nato a il Codice Fiscale (obbligatorio) AULSS di residenza Titolo
Guida al Sant Andrea Hospice
Guida al Sant Andrea Hospice Cos è l Hospice? Che tipo di malati accoglie? L Hospice è una struttura residenziale socio sanitaria che fornisce assistenza in un ambiente simile a quello domestico alle
Percorso formativo LE CURE INTEGRATE DEL PAZIENTE COMPLESSO NELLA REGIONE DEL VENETO: IL MODELLO DI CARE MANAGEMENT
Percorso formativo LE CURE INTEGRATE DEL PAZIENTE COMPLESSO NELLA REGIONE DEL VENETO: IL MODELLO DI CARE MANAGEMENT I edizione dicembre 2016 marzo 2017 Villa Nievo Bonin Longare Viale Europa Unita, 22
CRONICITÀ: Il Modello Veneto
CRONICITÀ: Il Modello Veneto Dott.ssa Maria Cristina Ghiotto Unità Organizzativa Cure primarie e strutture socio-sanitarie territoriali Regione Veneto Nuovo ruolo del distretto responsabile dell analisi
L HOSPICE. Alessandro Valle Raffaella Oria
L HOSPICE Alessandro Valle Raffaella Oria ALCUNE PREMESSE La maggior parte dei pazienti oncologici in fase avanzata di malattia desidererebbe morire a casa propria Le strategie sanitarie istituzionali
Aspetti sociali del fine vita
Assistenti sociali e Psicologi a confronto sui temi dei fine-vita e palliazione Aspetti sociali del fine vita Silvana Bortolami Trafitto da un raggio di sole Morte, dolore, solitudine, paura, senso di
Tra ospedale e territorio: ruolo delle cure intermedie
Percorsi di salute: nelle cure primarie, tra territorio e ospedale. Integrazione, sostenibilità e PDTA territoriali Tra ospedale e territorio: ruolo delle cure intermedie dott. Fortunato Rao Azienda ULSS
LA GESTIONE DELLA TERAPIA DEGLI ANZIANI A DOMICILIO
LA GESTIONE DELLA TERAPIA DEGLI ANZIANI A DOMICILIO 63 Congresso Nazionale S.I.G.G. Roma 30 novembre 2018 Stefano Mantovani Componente Consiglio Direttivo Nazionale Sez. Nursing S.I.G.G., Infermiere Coordinatore
CURE PALLIATIVE E MALATTIE NEUROLOGICHE CRONICHE 6 aprile 2018
CURE PALLIATIVE E MALATTIE NEUROLOGICHE CRONICHE 6 aprile 2018 Il passaggio dalle cure attive alle cure palliative Piero Morino UFC UFC Coordinamento Cure Palliative USL Toscana Centro 1 DIRETTIVE ANTICIPATE
Organizzazione Aziendale: UOC Oncologia: Ivano Seccafien
Organizzazione Aziendale: UOC Oncologia: Ivano Seccafien 12 Posti Letto Organizzazione del reparto I Pazienti afferiscono al reparto: Per essere sottoposti a trattamento di terapia antiblastica con una
Monica Bravi e Andrea Pession
Monica Bravi e Andrea Pession La rete ospedale-territorio per la lotta al dolore 23 maggio 2012 L Accademia delle Scienze di Medicina Palliativa è una struttura operativa coordinata dalla Fondazione Isabella
LE CURE PRIMARIE nella provincia di Modena.
LE CURE PRIMARIE nella provincia di Modena. Rassegna di esperienze del medico di famiglia : Attività e progetti della medicina generale ghassan daya Modena 24-02-2007 le tappe del percorso del medico di
RIABILITAZIONE CURA PREVENZIONE CSM
RIABILITAZIONE CURA PREVENZIONE CSM CSM (Centro di Salute Mentale) E il centro di primo riferimento per i cittadini con Disagio Psichico Coordina, nell ambito territoriale, tutti gli interventi di prevenzione,
La gestione del dolore nell integrazione ospedale e territorio: il ruolo del Medico di Medicina Generale
La gestione del dolore nell integrazione ospedale e territorio: il ruolo del Medico di Medicina Generale Ospedale senza dolore un percorso integrato in continuo miglioramento Daniele Govi Medico di Medicina
INDICATORI PER LE CURE PALLIATIVE
giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATOA alla Dgr n. 1608 del 17 giugno 2008 pag. 1/13 Regione del Veneto Direzione Piani e Programmi Socio Sanitari Osservatorio regionale per le cure palliative e la
