CONOSCERE IL PROPRIO TERRITORIO SOCIO- SANITARIO
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- Matteo Donato
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1 CONOSCERE IL PROPRIO TERRITORIO SOCIO- SANITARIO
2 Il cambiamento L aumento dell incidenza delle malattie croniche è uno dei principali driver della necessità di riequilibrio ospedaleterritori. Occorre definire una nuova organizzazione e implementare nuove figure professionali al fine di assicurare la continuità assistenziale al paziente e l integrazione socio sanitaria. La malattia oncologica richiede tutta una serie di conseguenze che determinano il bisogno di usufruire di prestazioni a Domicilio, presso i Poliambulatori, Case della Salute, Hospice, RSA, Ospedali di comunità (OSCO).
3 I PROFESSIONISTI COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PAZIENTE MEDICO FISIOTERAPISTA INFERMIERE MEDIATORE CULTURALE PAZIENTE FAMIGLIA CAREGIVER PSICOLOGO PERSONALE DI SUPPORTO ASSISTENTE SOCIALE MINISTRO DI CULTO CASE MANAGER
4 Ruolo del caregiver
5 Importanza di coinvolgere il care-giver nel processo di cura * * Piano Assistenziale Infermieristico
6 La continuità è garantita se il caregiver: è stato identificato durante il ricovero, ha mostrato volontà di collaborazione, sono stati rilevati i suoi bisogni e definite le risorse a supporto del care- giving è stato coinvolto nella pianificazione della dimissione è stato informato sulle condizioni di salute del paziente e formato alle attività di cura e assistenza ha possibilità di comunicare con gli operatori ospedalieri e gli operatori del team domiciliare in corso di Assistenza Domiciliare ha accesso a supporti assistenziali per paziente e caregiver (servizi territoriali, gruppi di auto-aiuto e supporti psicologici e di counselling)
7 l infermiere Ai diversi livelli di responsabilità, contribuisce ad orientare le politiche e lo sviluppo del sistema sanitario, al fine di garantire il rispetto dei diritti degli assistiti, l utilizzo equo ed appropriato delle risorse e la valorizzazione del ruolo professionale. Inoltre, garantisce la continuità assistenziale anche contribuendo alla realizzazione di una rete di rapporti interprofessionali e di una efficace gestione degli strumenti informativi.
8 L infermiere «case manager» E un professionista che fornisce e/o coordina i servizi sociali e sanitari, per una gestione clinica di un target di popolazione di utenti dall ammissione alla dimissione, creando un modello unico di assistenza centrato sul singolo paziente. Verifica i bisogni assistenziali del paziente e dei suoi familiari; Verifica le possibili risposte nei differenti contesti assistenziali; Attiva le differenti figure professionali coinvolte nella presa in carico del paziente; Attiva i percorsi assistenziali e ne verifica l efficienza nelle varie fasi assistenziali. Si fa garante della presa in carico nei vari anelli della rete e delle periodiche verifiche dei risultati; Si fa portavoce delle esigenze del paziente nel corso della storia naturale della malattia; Evidenzia i limiti assistenziali in rapporto alle esigenze del paziente ed alle caratteristiche dei percorsi assistenziali.
9 FATTORI CHE RENDONO DIFFICILE LA DIMISSIONE Frequente imprevedibilità dell evento che coglie impreparata la famiglia; Necessità di coinvolgere e coordinare molteplici professionisti e servizi, intra ed extra ospedalieri, per garantire la continuità assistenziale; Tendenza dell ospedale a ridurre al minimo il periodo di degenza. DIMISSIONE DIFFICILE Condizione riguardante il paziente ricoverato in ospedale nella quale, oltre alla natura e alla severità della/e malattia/e causa di ammissione, siano riscontrabili situazioni umane, economiche, sociali, ambientali e organizzative non facilmente risolvibili dal paziente e/o dalla sua famiglia, tali da indurre un ritardo della dimissione ospedaliera e un necessario coinvolgimento dei servizi territoriali.
10 LA DIMISSIONE PROTETTA Per dimissione protetta si intende la dimissione di un Degente che presenti problemi sanitari e/o socioassistenziali tali da rendere necessaria la definizione di obiettivi ed interventi terapeutici, di tutela e di assistenza in grado di garantirgli la continuità di cure al proprio domicilio o in strutture adeguate.
11 LA DIMISSIONE PROTETTA OBIETTIVI PER IL PAZIENTE E I FAMILIARI Fornire assistenza adeguata nel passaggio, dalla fase acuta di malattia trattata in Ospedale, alla fase post-acuta o cronica che potrà svolgersi a domicilio o in struttura alternativa al domicilio. OBIETTIVI PER LA STRUTTURA OSPEDALIERA Garantire la dimissione nel più breve tempo possibile, dopo il superamento della fase acuta dell evento patologico responsabile del ricovero, a stabilizzazione clinica avvenuta, onde utilizzare la struttura ospedaliera in modo inappropriato per ottimizzare processi, tempi, procedure e costi della presa in carico dei pazienti.
12 LA DIMISSIONE PROTETTA HOSPICE RSA /STRUTTURE RESIDENZIALI PAZIENTE CAREGIVER/ FAMILIARE LUNGODEGENZA DOMICILIO
13 L INTEGRAZIONE OSPEDALE - TERRITORIO Promuove e sostiene l attuazione di un programma di cambiamento culturale e organizzativo per lo sviluppo di un INSIEME DI servizi clinicoassistenziali attenti a prendersi cura delle persone inguaribili e delle persone colpite da patologie dolorose. Uno degli obiettivi è proprio la continuità dell assistenza tra Ospedale e Territorio. Si propone di: - assistere i pazienti oncologici con indicazione al trattamento con terapie antiblastiche, mediche e radianti e in tutte le fasi della malattia basato sull Evidence Based Medicine; - erogare attività assistenziale in regime ambulatoriale, day hospital, degenza e Territorio; - migliorare continuamente nell'attività clinico-assistenziale con attenzione alla qualità di vita del paziente, dalla terapia di supporto a quella riabilitativa e palliativa.
14 Il ruolo del volontariato Sostegno all organizzazione Socializzazione fra pari Mediazione Attività formative nella promozione della salute Sostegno relazionale alla persona e alla famiglia Foundraising
15 Gestire le dimissioni è una vera e propria sfida per i sistemi sanitari e sociali. La loro gestione non si può improvvisare o affidare, ma richiede invece l esplicitazione di un
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