CARTA DI CRACOVIA 2000
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- Arnoldo Toscano
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1 CARTA DI CRACOVIA 2000 Legislazione dei Beni Culturali Lorenzo Cattaneo Davide D'ugo Gilberto Di Virgilio
2 A CHI SONO RIVOLTI I PRINCIPI ENUNCIATI NELLA CARTA DI CRACOVIA? Ai responsabili del patrimonio a finché possono essere di guida nell'impegno verso la tutela.
3 A QUALE TIPO DI PATRIMONIO È RIFERITA LA CARTA DI CRACOVIA? È rivolta al patrimonio costruito o vero manufatti di tipo architettonico, urbano e di conseguenza paesaggistico e quindi il risultato di un identificazione asociata ai diversi momenti storici ed ai vari contesti socio-cultursli.
4 SCOPI E METODI
5 Nelle metodologie d'intervento vanno evitate le ricostruzioni di parti "in stile", sono accettate ricostruzioni architettoniche che abbiano una rilevante importanza strutturale ed è infine ammessa la ricostruzione totale di un edificio distrutto (es. cause belliche o naturali) solo in presenza di eccezionali motivazioni di ordine sociale e culturale (es. MONTECASSINO)
6 Manufatti archeologici; Devono essere compiutamente documentati, bisogna seguire il principio del minimo intervento. Manufatti che rientrano in un contesto urbano o rurale; L'obiettivo di mantenere la loro integrità anche negli spazi interni tramite un progetto che presti attenzione a tutti i periodi del passato testimoniati in essi. DIFFERENTI TIPI DI PATRIMONI
7 Le decorazioni Architettoniche ( Sculture e altri manufatti artistici); Devono essere controllati attraverso uno specifico progetto connesso con quello generale. Questo progetto deve garantire un coretto approccio delle decorazioni e sculture in rispetto delle tecniche artigianali e tradizionali. Le Città e Villaggi storici; Devono esser visti nell insieme di strutture, spazi ed attività umane, in processo di continuo evoluzione e cambiamento. Il progetto di restauro in questo caso prevede la gestione delle trasformazioni e verifica la sostenibilità delle scelte.
8 Il Paesaggio; Inteso come patrimonio culturale risulta dalla interazione tra l'uomo, la natura e l ambiente fisico. Per tutelare il patrimonio paesaggistico bisogna comprendere e rispettare le caratteristiche del paesaggio ed applicare leggi e norme appropriate.
9 TECNICHE SCIENTIFICHE Il ruolo delle tecniche scientifiche è legato alla ricerca scientifica sui materiali e tecnologie utilizzate nella costruzione, riparazione e restauro del patrimonio costruito, l intervento deve rispettare la funzione originale ed assicurare la compatibilità con i materiali. È necessario quindi prevedere un continuo monitoraggio dei risultati ottenuti, considerando il loro comportamento nel tempo e la loro reversibilità.
10 GESTIONE La gestione del processo di cambiamento consiste nel costante controllo delle dinamiche del cambiamento stesso, delle scelte appropriate, prestando attenzione anche all ottimizzazione dei costi. Devono essere previsti opportuni sistemi di prevenzione, di intervento e di emergenza. Inoltre il turismo culturale seppur positivo deve essere considerato come un fattore di rischio.
11 FORMAZIONE E EDUCAZIONE L'educazione alla conservazione del patrimonio deve essere integrata nei sistemi nazionali di educazione a tutti i livelli, infatti ogni progetto di restauro presuppone la nomina di un responsabile di adeguata formazione. La qualità della manodopera specializzata tecnicamente per la realizzazione di un progetto di restauro deve accrescersi attraverso una preparazione migliore.
12 MISURE LEGALI La protezione del patrimonio costruito può essere meglio realizzato se vengono prese misure legali ed amministrative, assicurando che il lavoro sia affidato o posto sotto la supervisione di professionisti della conservazione.
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