COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO
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- Giacinto Gori
- 9 anni fa
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1 COME MOTIVARE IL PROPRIO FIGLIO NELLO STUDIO Centro AP - Psicologia e Psicosomatica Piazza Trasimeno, Roma - Tel:
2 Studiare non è tra le attività preferite dei figli per questo i genitori devono saper ricorrere a strategie di motivazione per lo studio, senza arrivare all imposizione autoritaria. Per prima cosa è importante non vivere il successo scolastico dei propri figli come una prova del buon genitore. Non è utile obbligare il proprio figlio a studiare o, ancor peggio, gridargli contro, questo non fa che associare lo studio ad un esperienza negativa. Pertanto è importante la comunicazione che incoraggi il bambino o l adolescente a studiare. La motivazione del proprio figlio nello studio si può esplicare in vari modi, ad esempio, dando premi o ricompense per i risultati, vale a dire, ricompensando lo sforzo con un regalo o con qualcosa che il figlio desidera. È bene anche che il tuo figlio abbia esempi nei quali riflettersi e nei quali riuscire a vedere il lato positivo di studiare. Qui è importante vedere le attività intellettuali nella famiglia, negli amici, ecc. E importante anche prestare attenzione alle altre attività necessarie per lo sviluppo e la crescita del figlio come lo Sport, il gioco la socialità, neppure la vita di un genitore è fatta solo di lavoro! Come dice Giuseppe Franco, possiamo individuare delle regole basi per aiutare i figli nello studiare. A. CREARE UN AMBIENTE IDONEO Individuare il luogo migliore dove studiare allontana dalle tentazioni. E importante individuare con il proprio figlio la stanza dedicata allo studio, aiutarlo ad organizzare gli spazi, sempre nel rispetto dell individualità del figlio e non secondo i criteri del genitore. 2
3 B. QUALI OBIETTIVI Per motivare è sempre importante darsi degli obiettivi. Per fare ciò è però importante che il genitore si confronti con i docenti, affinché possa viaggiare sulla loro stessa linea, per avere continuità tra scuola e casa; ma soprattutto per essere obiettivo nella scelta degli obiettivi. E importante quindi avere informazioni sul programma di studio, sull andamento dell apprendimento e sulle aspettative dei docenti nei confronti del proprio figlio. C. CHI FA I COMPITI? Capita spesso che i genitori, soprattutto nei primi anni di scuola si sostituiscano ai figli nello svolgimento dei compiti, quando questi incontrano delle difficoltà. E importante aiutare il proprio figlio quando viene richiesto e, soprattutto, mai sostituirsi a lui! Questo è possibile grazie a domande che lo aiutino a ridimensionare la difficoltà, ridefinirla e trovare la soluzione. Esempio: Cosa non riesci a fare? Quale parte hai capito? Come ci sei riuscito? D. DIVIETO DI CONFRONTO 3
4 Molti genitori utilizzano il confronto con i compagni come spinta motivazionale per far impegnare di più i figli. In realtà frasi come Francesco è più bravo di te! o Sai la figlia della mia collega riesce a finire tutti i compiti in due ore, non come te che ci impieghi tutto il pomeriggio! non aiutano i ragazzi, anzi ne minano l autostima e la motivazione a impegnarsi per migliorare. Si può far ricorso a spiegazioni su come lo studio può essere utile per il futuro. E. RICOMPENSE POSITIVE Concedere libertà o premi (motorino, cellulare nuovo) per risultati ottenuti nello studio, ha efficacia ma solo a breve termine. E importante trovare il gusto equilibro, che permetta ai figli di comprendere l importanza di studiare in primis per se stessi e non per altri. Questo può avvenire sottolineando i suoi comportamenti responsabili nello studio, al di là del risultato. Sei rimasto a studiare fino a tardi, rinunciando all uscita con gli amici Vedo che sei riuscito a finire gli esercizi in poco tempo, bravo! F. DIALOGO Il dialogo con i propri figli è utile 4
5 non solo per motivarlo allo studio, ma per aiutarlo nella sua crescita in generale. Nello specifico dello studio è importante interessarsi di come vive la scuola in generale, e non solo sui voti ottenuti o sui compiti che deve fare. Quindi il dialogo dovrebbe puntare a conoscere anche i suoi vissuti emotivi a scuola, le sue relazioni. Stimolarlo a un dialogo costruttivo con i compagni e gli insegnanti, chiedendo, per esempio, spiegazioni quando non capisce. 5
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