LA MEDICINA OMEOPATICA
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- Bartolomeo Pellegrini
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1 LA MEDICINA OMEOPATICA
2 PRINCIPI Similia similibus curentur L enunciato di Ippocrate si pone alla base della medicina omeopatica. Il termine infatti deriva dalle parole greche omeos,, che vuol dire simile, e pathos ovvero sofferenza, malattia
3 PRINCIPI Questo metodo curativo consiste nel trattare il malato con un medicinale che produrrebbe in un soggetto sano gli stessi sintomi della malattia. Il farmaco in questione viene però somministrato in dosi diluite, preparate partendo da principi il più puri possibile
4 PRINCIPI Si riscontrano analogie con il principio della vaccinazione, dove viene inoculato l agente l patogeno inattivato nel soggetto sano. Del resto gli studi di Jennings,, padre dell immunizzazione, sono del 1796, mentre la pubblicazione dell Organon di Hahnemann è del 1810
5 STORIA La storia dell omeopatia ha inizio in Germania nel 1810, quando viene dato alle stampe a Turgau un trattato medico in cui si proponeva un nuovo metodo per la cura delle malattie basato sulla stimolazione della cosiddetta ENERGIA VITALE.
6 STORIA L autore di quest opera era un medico già molto stimato nell ambiente della medicina ufficiale, Samuel Hahnemann,, il quale era però deluso dalla scarsa efficacia della medicina convenzionale. Il testo si intitolava ORGANON (STRUMENTO) DELL ARTE DEL GUARIRE
7 STORIA Traducendo la materia medica di Cullen,, vera e propria autorità nella medicina di fine 700, Hahnemann rimase colpito dalle pagine sulla corteccia di China. In esse Cullen affermava che tale rimedio fosse efficace solo se somministrata in prossimità di un attacco di febbre malarica, ma inefficace come preventivo
8 STORIA Hahnemann sperimentò su se stesso l insorgenza di sintomi simili a quelli della malaria assumendo dosi di China. La ripetizione costante di questo fenomeno per moltissime sostanze terapeutiche, confermò la validità del principio ippocratico della similitudine.
9 STORIA La malattia si manifesta in una totalità di sintomi e segni mentali e corporei, avvertiti dal paziente, da chi lo circonda e dal suo medico, che sono specifici per ogni individuo; tutto il resto non conta, dato che non è conoscibile.
10 STORIA 1ª PROPOSIZIONE Ogni sostanza farmacologicamente attiva provoca, nell individuo sano e sensibile, un insieme di sintomi caratteristico della sostanza impiegata
11 STORIA 2ª PROPOSIZIONE Ogni individuo malato presenta un insieme di sintomi morbosi caratteristico della sua malattia. Questi sintomi morbosi possono definirsi come i i mutamenti nel modo di sentire o di agire del paziente a causa della malattia
12 STORIA 3ª PROPOSIZIONE La guarigione, resa obiettiva dalla scomparsa dei sintomi morbosi, può essere ottenuta tramite la prescrizione, a dose debole o infinitesimale, della sostanza i cui sintomi sperimentali nell uomo sano sono simili a quelli del paziente
13 STORIA Compito dell'omeopata era di riattivare e riordinare la forza vitale individuale, e questa riattivazione è ottenuta attraverso la somministrazione del rimedio che è stato scelto, attraverso un processo scientifico e sistematico, perché coincide, nella sua azione, con il maggior numero possibile di sintomi e segni (legge dei simili).
14 STORIA Questo rimedio viene somministrato in dosi infinitesimali e opportunamente dinamizzate tramite un procedimento detto succussione.
15 STORIA Nel regno Sabaudo l Omeopatia l nasce nel 1831 a Nizza, quando un medico militare, il dott. Felice Saracco, assiste alla guarigione quasi miracolosa di un turista tedesco da una grave malattia attraverso l uso l di un medicinale omeopatico
16 STORIA Nel 1933 il dott. Vincenzo Chiò,, che si era recato l anno l precedente da Hahnemann a Parigi per nove mesi, guarì molti casi di colera durante un epidemia a Cuneo con l utilizzo di rimedi omeopatici
17 STORIA Nel 1839 Carlo Alberto emise un Regio Decreto in cui si regolamentavano i rapporti tra medici e farmacisti omeopati, riconoscendo implicitamente l omeopatia come scienza ufficiale. La prima farmacia omeopatica fu quella del dott. Blengini in via della Provvidenza a Torino
18 STORIA Ospedale del Cottolengo: : aveva un infermeria omeopatica in cui vennero curati con successo 70 casi di tifo durante l epidemia del 1849 Ospedale di Santa Filomena: voluto dalla marchesa di Barolo, era dotato di una sezione omeopatica accanto a quella allopatica ed a quella chirurgica
19 STORIA Nel 1883 fu fondato l Istituto l Omiopatico Italiano, che diede vita nove anni dopo all ospedale omonimo. Dapprima sperimentale, divenne nel 1903 operativo con 30 posti letto, radiologia, sala operatoria e laboratorio analisi
20 RIMEDI OMEOPATICI I rimedi omeopatici vengono preparati a partire da materie prime che provengono da tutti i regni della natura: Vegetale Animale Minerale
21 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDI DI ORIGINE VEGETALE: Le piante intere all epoca della fioritura Le foglie dopo lo sviluppo completo I fiori subito prima dell apertura totale Le cortecce al momento della montata della linfa (specie resinose) Le cortecce di soggetti giovani al momento della montata della linfa (altre specie)
22 RIMEDI OMEOPATICI Il legno da soggetti giovani al momento della montata della linfa I gambi o steli dopo lo sviluppo e prima della fioritura Le radici di piante annuali o biennali al fine del periodo vegetativo Le radici di piante vivaci prima della lignificazione
23 RIMEDI OMEOPATICI I frutti ed i semi a maturità Le gemme subito prima della gemmazione I germogli, subito dopo lo sboccio delle gemme
24 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDI DI ORIGINE ANIMALE: Animali interi Loro parti od organi (Sarcodi( Sarcodi) Loro secrezioni o veleni (Nosodi( Nosodi) Colture di ceppi microbici puri
25 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDI DI ORIGINE MINERALE: Prodotti chimici ben definiti Prodotti complessi di origine minerale Composti chimici di sintesi Rocce Miscele originali
26 RIMEDI OMEOPATICI a) Aethiopis mercurialis b) Aethiopis antimonialis c) Calcium Carbonicum Hahnnemmanni d) Causticum e) Hepar sulfur f) Mercurius solubilis g) Sulfur iodatum
27 RIMEDI OMEOPATICI DENOMINAZIONE Nome omeopatico: Natrum Muriaticum Abbreviazione: Natrum Mur Nome italiano: Cloruro di Sodio Nome comune: Sale marino
28 RIMEDI OMEOPATICI Il processo di preparazione ha inizio con la trasformazione della materia prima che diventa Tintura o Triturazione Madre, attraverso macerazione in veicolo idroalcolico in determinati rapporti per un dato tempo
29 RIMEDI OMEOPATICI La TM viene poi sottoposta alla diluizione seguita da immediata succussione (agitazione mediante scuotimento) ottenendo le diluizioni omeopatiche, dette anche potenze omeopatiche. Con tali diluizioni si impregnano dei supporti inerti creando i granuli o i globuli omeopatici
30 MATERIA PRIMA ACQUA TINTURA MADRE O DILUZIONE DILUIZIONE OMEOPATICA ALCOOL CEPPO SUCCUSSIONE GRANULI O GLOBULI
31 RIMEDI OMEOPATICI DILUIZIONI OMEOPATICHE Diluizioni decimali: 1 parte di sostanza e 9 parti di veicolo. Simbolo D; DH; X Diluizioni centesimali: 1 parte di sostanza e 99 parti di veicolo. Simbolo C; CH; K
32 RIMEDI OMEOPATICI Le diluizioni hahnemanniane (simbolo CH) sono preparate in flaconi multipli, cioè ogni diluizione viene preparata in un flacone nuovo. Le diluizioni korsakoviane (simbolo K) sono preparate in flaconi singoli, cioè tutte le diluizioni sono preparate nello stesso flacone.
33 RIMEDI OMEOPATICI Per i rimedi vegetali ci si rifà principalmente alla farmacopea omeopatica tedesca (HAB), che individua 4 metodi di preparazione. Tutti i metodi prevedono, durante la preparazione, una determinazione precisa dell effettiva effettiva quantità di succo della pianta, per effettuare aggiustamenti di quantità di alcool e rendere standard la preparazione.
34 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDIO 1 HAB: 1. Piante fresche con > 70% di succo alla spremitura, senza olii essenziali e resine. 2. Tenore t finale : ½ 3. Titolo alcolico : 43%
35 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDIO 2 HAB: 1. Piante fresche con < 70% di succo alla spremitura ma > 60% di umidità, senza olii essenziali e resine. 2. Tenore t finale : ½ 3. Titolo alcolico : 43%
36 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDIO 3 HAB: 1. Piante che contengono olii essenziali o resine o che danno meno del 60% di succo alla spremitura 2. Tenore t finale : 1/3 3. Titolo alcolico : 60 %
37 RIMEDI OMEOPATICI RIMEDIO 4 HAB: 1. Piante secche 2. Tenore t finale : 1/10 3. Titolo alcolico : 43%, 60%, 86%
38 RIMEDI OMEOPATICI La preparazione della prima diluizione decimale (D1) è sempre fatta in rapporti di sostanza/veicolo diversi in relazione al metodo di preparazione. Questo al fine di standardizzare ulteriormente la preparazione dei rimedi omeopatici
39 RIMEDI OMEOPATICI 1 HAB 2 HAB 3 HAB 4 HAB 2p TM + 8p solvente 2p TM + 8p solvente 3p TM + 7p solvente TM = D1
40 RIMEDI OMEOPATICI La dinamizzazione durante la preparazione del prodotto omeopatico è uno dei requisiti fondamentali in quanto si attribuisce anche a tale procedimento la capacità di azione del rimedio stesso. La necessità di effettuare la dinamizzazione risale al fondatore dell omeopatia stessa
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43 RIMEDI OMEOPATICI L impregnazione è il processo atto a preparare le forma farmaceutiche classiche dell omeopatia: i granuli ed i globuli. Consiste nel far adsorbire al supporto neutro la diluizione omeopatica secondo il rapporto : 1% V/P
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45 RIMEDI OMEOPATICI BASSE DILUIZIONI Si intendono le diluizioni CH 5k 6LM Si usano come rimedi per disturbi in fase acuta Agiscono fondamentalmente sul fisico
46 RIMEDI OMEOPATICI MEDIE DILUIZIONI Si intendono le diluizioni: CH 35 K 15 LM Si utilizzano in patologie croniche o recidivanti
47 RIMEDI OMEOPATICI ALTE DILUIZIONI Si intendono le diluizioni: CH XMK 30 LM Agiscono su patologie croniche, metaboliche o ormonali, con coinvolgimento della sfera mentale
48 SCHEMA GENERICO DI ASSUNZIONE DEI RIMEDI OMEOPATICI INSORGENZA MIGLIORAMENTO STAZIONARIETA PREVENZIONE 5 GRANULI 3 VOLTE AL GIORNO SCOMPARSA 1 TUBO DOSE OGNI GIORNI 5 GRANULI OGNI ORE 5 GRANULI 1-21 VOLTE AL GIORNO CESSATA ASSUNZIONE
49 LEGISLAZIONE Dlgs 219/06 Art.1: ogni medicinale ottenuto a partire da sostanze denominate sostanze denominate materiali di partenza omeopatici secondo un processo di fabbricazione omeopatico descritto dalla farmacopea europea o, in assenza di tale descrizione, dalle farmacopee attualmente utilizzate negli stati membri.
50 LEGISLAZIONE Art. 16: I requisiti che i medicinali omeopatici devono possedere per l accesso l alla procedura semplificata di registrazione sono: Deve esser destinato ad una somministrazione per via orale o esterna Non reca specifiche indicazioni terapeutiche Ha un grado di diluizione tale da garantirne la sicurezza
51 LEGISLAZIONE Giustificazione dell uso omeopatico Questo modulo consiste nella presentazione di un razionale particolareggiato per la giustificazione dell uso omeopatico del/i ceppo/i omeopatico/i e delle sue diluizioni, sulla base della documentazione che deve essere fornita a supporto e suddivisa in sezioni adeguate
52 LEGISLAZIONE ETICHETTATURA Dicitura medicinale omeopatico in grande evidenza seguita dalla frase senza indicazioni terapeutiche approvate Denominazione scientifica del ceppo o dei ceppi omeopatici seguita dal grado di diluizione
53 LEGISLAZIONE Nome ed indirizzo del titolare della registrazione Modalità e/o via di somministrazione Mese ed anno di scadenza Forma farmaceutica Contenuto della confezione in peso o volume o unità di somministrazione
54 LEGISLAZIONE Eventuali precauzioni per la conservazione Eventuali avvertenze speciali Numero del lotto Numero di registrazione Un avvertenza al consumatore di consultare un medico se i sintomi persistono Prezzo e dicitura non a carico del SSN
55 METODOLOGIA SEMEIOTICA TRADIZIONALE Segni fisici: segni che si possono osservare palpare, ascoltare, radiografare o registrare Segni generali: derivati dal metabolismo globale dell individuo: febbre, perdita o aumento di peso; sudorazione; ecc.
56 METODOLOGIA SEMEIOTICA TRADIZIONALE Segni funzionali: segni sentiti ed espressi dal paziente: dolore, sete, astenia, ecc. Segni eziologici: costituiti dal denominatore comune alla sindrome costituita dai segni precedenti, che un analisi batteriologica o fisico-chimica chimica permette di evidenziare
57 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Modalità: : completa i primi due segni tradizionali. E E la qualificazione di un sintomo, nel senso di un aggravamento o miglioramento dello stesso sotto l influenza l delle circostanze esterne quali:
58 METODOLOGIA a) Caldo o freddo b) Riposo o movimento c) Orario d) Circostanze atmosferiche e) Circostanze fisiologiche
59 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Sensibilità personale; completano i segni funzionali e riguardano la soggettività del paziente. Perciò non solo le modalità di aggravamento ma tutto il comportamento generale del paziente. Si interroga il paziente su:
60 METODOLOGIA a) Comportamento generale: agitazione, prostrazione, aggressività,, collera, ricerca di affetto, ecc. b) Comportamento sessuale c) Desideri ed avversioni alimentari d) Turbe del sonno e dei sogni
61 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Sintomi eziologici: sono sintomi essenziali per l omeopata, l specie nelle patologie croniche. Si classificano 5 diversi tipi di sintomi eziologici:
62 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA 1. Psicogeni determinanti: sequenze di emozioni o paure, traumi affettivi, gelosia 2. Climatici: umidità,, freddo secco 3. Alimentari: alcolismo, bulimia 4. Traumi 5. Disposizioni permanenti
63 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Sintomi psichici o nervosi: importantissimi se netti e apparsi nel corso della patologia in esame. Sono da considerare solo quei sintomi che si potrebbero analizzare studiando il paziente come animale da laboratorio.
64 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA 1. Sintomi caratteriali, che testimoniano la variazione della sensibilità emotiva del soggetto (agitazione scontrosa, esplosioni di collera, indifferenza, ricerca di simpatia) 2. Sintomi della sfera intellettuale ( turbe della memoria, idee fisse)
65 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Sintomi modali o modalità: : sono qualificazioni individuali e precisano la variazione di un sintomo o del paziente nel senso di un miglioramento oo di un peggioramento.
66 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA 1. Modalità di ritmo orarie 2. Modalità di ritmo stagionali 3. Periodicità 4. Modalità ambientali 5. Modalità di posizione 6. Modalità in rapporto agli atti fisiologici 7. Modalità psichiche
67 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Sintomi generali: si dividono in soggettivi ed oggettivi. I primi sono da considerarsi con precauzione e solo quando sono netti, espressi liberamente e caratteristici. I secondi sono invece osservabili direttamente
68 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA 1. Dolore 2. Turbe sensibilità sensoriale 3. Fatica 4. Desideri ed avversioni alimentari 5. Vita sessuale 6. Turbe del sonno
69 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA 1. Modificazioni della traspirazione 2. Modificazioni delle secrezioni 3. Modificazioni delle escrezioni 4. Segni generali tipologici 5. Segni generali morfologici
70 METODOLOGIA SEMEIOTICA OMEOPATICA Sintomi locali: hanno un ruolo di primo piano nella determinazione della diagnosi perché possono essere significativi di un affezione, di una disposizione morbosa o di una patologia cronica
71 METODOLOGIA L interrogatorio omeopatico, tenendo conto delle particolarità della semeiotica omeopatica finora analizzate, conduce alla diagnosi del rimedio L interrogatorio omeopatico deve passare in rassegna tutti gli organi o le funzioni del paziente
72 METODOLOGIA Antecedenti ereditari e personali Apparato digerente: a) Appetito, desideri ed avversioni b) Disturbi digestivi (meteorismo, acidità) c) Funzioni intestinali d) Eventuali emorroidi
73 METODOLOGIA Apparato urinario a) Dolori alla minzione b) Caratteri organolettici delle urine Capo a) Cefalee ed emicranie b) Vertigini c) Disturbi visivi
74 METODOLOGIA Apparato genitale: a) Durata dei cicli mestruali b) Caratteristiche del mestruo c) Eventuali dolori d) Tensioni mammarie e) Leucorrea
75 METODOLOGIA Apparato O.R.L.: a) Tendenza a rinofaringiti, otiti, ecc. b) Pollinosi Apparato respiratorio: a) Tendenza alle bronchiti b) Tendenza all asma
76 METODOLOGIA Apparato circolatorio: a) Palpitazioni b) Dispnea c) Dolori precordiali Apparato locomotore: a) Tendenza a dolori reumatici b) Tendenza alle varici c) Tendenza ai crampi
77 METODOLOGIA Cute: a) Eruzioni cutanee b) Antecedenti di acne o foruncolosi c) Tendenza alle verruche d) Turbe di unghie o capelli e) Idratazione della cute f) Sudorazione
78 METODOLOGIA Sensibilità generale: a) Modificazioni con il caldo o il freddo b) Modificazioni al mare o in montagna c) Modificazioni con orario, stagionalità o periodicità Sintomi nervosi a) Agitazione, prostrazione, ansia, tristezza b) Aggressività, collera, bisogno di affetto c) Variazioni nel sonno d) Variazioni del comportamento sessuale
79 METODOLOGIA Il medico omeopatico deve: 1. Ascoltare 2. Interrogare 3. Esaminare 4. Comprendere
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