CONTROLLO PREDITTIVO BASATO SU MODELLO (MPC: MODEL PREDICTIVE CONTROL)

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CONTROLLO PREDITTIVO BASATO SU MODELLO (MPC: MODEL PREDICTIVE CONTROL)"

Transcript

1 CONTROLLO PREDITTIVO BASATO SU MODELLO (MPC: MODEL PREDICTIVE CONTROL) 1. INTRODUZIONE La strategia di controllo più largamente applicata nelle industrie di processo è il controllo predittivo basato sul modello MPC (Model Predictive Control). E un metodo molto generale ben adatto ad essere applicato nel caso di problemi di controllo multivariabile (MIMO: multi input-multi output) con un elevato grado di interazione fra le variabili di ingresso e quelle di uscita. Inoltre è un metodo che è in grado di gestire vincoli di disuguaglianza sulle variabili di ingresso ed uscita, quali limiti minimi e massimi e limiti sulle velocità o gradienti delle variabili. Un aspetto chiave del controllo MPC è la predizione del comportamento del sistema su un opportuno orizzonte temporale utilizzando un modello dinamico del processo e le misure disponibili. Le uscite dei controllori sono calcolate in modo da minimizzare gli scarti fra la risposta predetta del sistema e la risposta desiderata. Ad ogni istante di campionamento la determinazione della legge di controllo è ripetuta e le predizioni sono aggiornate a partire dalle nuove misure acquisite. Nelle applicazioni industriali tipicamente i valori di riferimento ed i valori finali vengono aggiornati dal MPC utilizzando procedure di ottimizzazione ed il modello statico del processo. Eventuali limitazioni selle variabili di controllo e sulle variabili di uscita vengono inclusi sia nelle procedure di ottimizzazione che nel MPC. Esiste una vasta letteratura sul controllo MPC. Alcune rassegne panoramiche sono (Garcia, Prett, and Morari, Automatica, 25, 335, 1989; Richalet, Automatica, 29, 1251, 1993), alcuni libri di riferimento sono (Prett and Garcia, Fundamental Process Control, Butterworths, Stoneham, Massachusetts, 1988; Soeterboek, Predictive Control A Unified Approach, Prentice Hall, Englewood Cliffs, New Jersey, 1991). L attuale largo interesse nelle tecniche MPC ha avuto inizio con il lavoro di ricerca svolto da due gruppi industriali negli anni 70. La Shell Oil (Houston, TX) ha descritto il suo Dynamic Matrix Control (DMC) nel 1979, mentre una tecnica similare, nota sul mercato con la sigla IDCOM, è stata pubblicata nel 1978 da una piccola azienda francese, ADERSA. Da allora sono state sviluppate migliaia di applicazioni in tutto il mondo con particolare riguardo alle raffinerie e agli impianti petrolchimici. Poche applicazioni sono state sviluppate inizialmente per altre industrie di processo e manifatturiere, anche se MPC è la scelta ovvia per la soluzione dei problemi più difficili di controllo multivariabile.

2 2. VANTAGGI E SVANTAGGI DEL CONTROLLO MPC Il controllo predittivo basato sul modello offre numerosi importanti vantaggi: 1. MPC è una strategia generale per il controllo di processi multivariabili in presenza di vincoli di diseguaglianza sulle variabili di ingresso e di uscita. 2. E in grado di risolvere i problemi più gravosi dovuti alla presenza di elevati ritardi o di risposte a fase non minima 3. Poiché le leggi di controllo vengono calcolate con procedure di ottimizzazione è possibile includere direttamente strategie per l ottimizzare le prestazioni dell impianto. 4. La strategia di controllo può essere continuamente aggiornata per tener conto delle variazioni delle condizioni di lavoro del processo, dei vincoli o degli obbiettivi. Le implementazioni attuali delle strategie MPC presentano i seguenti svantaggi: 1. Le strategie MPC sono molto differenti dalle strategie più convenzionali del controllo multivariabile e pertanto sono poco familiari per il personale tecnico. 2. I calcoli da eseguire sono abbastanza complessi e la risoluzione ad ogni istante di campionamento dei calcoli di ottimizzazione richiedono un elevato impegno di risorse di calcolo. 3. La necessità di dover disporre di un modello dinamico del processo comporta una fase di elaborazione a partire dai dati dell impianto che può richiedere un impegno di alcune settimane. 4. La non disponibilità di modelli a partire dai primi fondamenti spesso comporta l uso di modelli empirici, modelli validi solo con riferimento alle condizioni operative considerati durante le relative prove di identificazione. 5. Alcuni studi teorici hanno mostrato che MPC può non dare buone prestazioni per alcuni tipi di disturbi, specialmente in presenza di vincoli sull uscita (Lundstrom, Lee, Morari, and Skogestad, Computers Chem. Eng., 19, 409, 1995). Ovviamente alcune difficoltà tendono ad avere minor peso nel tempo, in particolare quelle legate alle capacità di elaborazione in tempo reale; altre di tipo teorico sono affrontate dalla comunità scientifica con sempre maggiore attenzione. Poiché MPC è largamente usato e le sue applicazioni sono sempre crescenti è opinione comune che i suoi vantaggi superano ampiamente gli svantaggi.

3 3. INCENTIVI ECONOMICI PER I PROGETTI DI AUTOMAZIONE Le applicazioni industriali di strategie avanzate per il controllo di processo sono motivate dalla necessità di migliorare le prestazioni globali, quali la sicurezza, il rispetto degli standard ambientali, la qualità dei prodotti, l economia delle operazioni. Negli anni 90 i sistemi di controllo distribuito (DCS) sono stati largamente impiegati per l acquisizione dei dati e per la gestione di anelli di controllo convenzionali tipicamente utilizzanti regolatori standard PID per anelli singoli. L aggiunta di sistemi di controllo più avanzati quali disaccoppiatori, compensazione di ritardi, controllo selettivo può fornire benefici addizionali con un modesto incremento dei costi. L esperienza ha comunque dimostrato che i maggiori vantaggi si ottengono combinando le strategie MPC con le procedure di ottimizzazione. La ragione principale del successo commerciale e tecnico può farsi risalire alla presenza sul mercato di numerose ditte venditrici di prodotti MPC capaci di installarli chiavi in mano. Anche compagnie di medie dimensioni possono trarre vantaggio da questa nuova tecnologia. Tipicamente gli investimenti vengono ripagati in un periodo da 3 a 12 mesi.

4 4. PROPRIETA DI BASE DI MPC Le strategie di controllo predittivo sono caratterizzate da un certo numero di caratteristiche distintive: 1. Viene utilizzato un modello dinamico del processo per predire le uscite future su un dato orizzonte di predizione costituito da p periodi di campionamento. 2. Viene utilizzata una traiettoria di riferimento per descriver l uscita desiderata sull orizzonte di predizione. 3. E possibile includere vincoli sulle variabili di ingresso e di uscita. 4. Ad ogni istante di campionamento viene calcolata una politica di controllo costituita da m mosse. Il calcolo dei valori del controllo viene eseguito minimizzando un indice di prestazione lineare o quadratico sull orizzonte di predizione, includendo i vincoli di disuguaglianza. 5. L indice di prestazione è espresso in funzione delle future azioni di controllo e delle deviazioni previste rispetto alla traiettoria di riferimento. 6. Viene utilizzato un approccio ad orizzonte sfuggente (receding horizon) Ad ogni istante di campionamento soltanto la prima mossa di controllo (delle m calcolate) viene utilizzata. Quindi le predizioni e il calcolo dei controlli vengono ripetuti nel successivo istante di campionamento. Per quanto riguarda la scelta del modello del processo esiste una notevole flessibilità di scelta. Si può scegliere un modello fisico a partire dai principi primi(ad esempio bilanci di massa ed energia) o un modello empirico. Il modello empirico può essere lineare (ad esempio può esser descritto da una risposta al gradino, una risposta impulsiva, da un modello in termini di variabili di stato) o non lineare (modelli Wiener-Hammestein, basati su reti neurali, fuzzy) Nella maggior parte delle applicazioni industriali delle strategie MPC I modelli utilizzati sono lineari ed empirici, eventualmente includendo semplici trasformazioni non lineari sulle variabili. Nel caso dell adozione di un modello lineare empirico basato sulla risposta a gradino troncata il modello si riduce ad un filtro FIR. In linea di principio i coefficienti della risposta al gradino possono essere ricavati da una opportuna prova mediante una variazione al gradino dell ingresso, o mediante opportuni algoritmi di identificazione. Spesso occorrono diverse sedute di prova in particolare per la presenza di disturbi, non linearità e rumore sulle misure. La traiettoria di riferimento è spesso costante a tratti; il suo aggiornamento può essere generato dalle procedure di ottimizzazione on-line.

5 5. INTEGRAZIONE DI MPC CON L OTTIMIZZAZIONE ON-LINE Benefici importanti possono essere realizzati integrando le strategie MPC con le procedure di ottimizzazione on-line. La maggior parte delle soluzioni offerte a livello commerciale attualmente integrano le due metodologie in una struttura gerarchica come in figura. I calcoli relativi a MPC vengono eseguiti più frequentemente (ad esempio ogni 1-10 min), e implementati come variabili di riferimento (set-point) degli anelli di controllo con regolatori PID a livello DCS. I riferimenti e i vincoli per i calcoli MPC sono determinati risolvendo un problema di ottimizzazione (LP o QP) a regime a partire da un modello lineare del processo. Questi calcoli possono essere eseguiti con la stessa frequenza della fase precedente. Se tali calcoli vengono eseguiti mediante una ottimizzazione di un indice di prestazione non lineare a partire da un modello non lineare del processo allora può essere necessario eseguire tali calcoli su intervalli di tempo da 1 a 24 ore.

Model Predictive Control

Model Predictive Control L7 Model Predictive Control L7 1 Introduzione I tipici processi industriali sono in genere complessi, hanno numerosi input ed output nonché disturbi e producono elevate quantità in continuo o discontinuo.

Dettagli

Ottimizzazione di un forno di preriscaldo

Ottimizzazione di un forno di preriscaldo Efficienza energetica attraverso controllo e ottimizzazione real-time dei processi industriali Ottimizzazione di un forno di preriscaldo Luca Barboni Amministratore Delegato i.process, Perché i.process?

Dettagli

Controllo Predittivo (cenni)

Controllo Predittivo (cenni) Controllo Predittivo (cenni) Controllo Digitale - A. Bemporad - A.a. 2007/08 Optimizer Model Predictive Control Plant Reference r(t) Input u(t) Output y(t) Measurements MODEL: è richiesto un modello del

Dettagli

Corso di Sistemi di Controllo Multivariabile. Docente Prof. Francesco Amato

Corso di Sistemi di Controllo Multivariabile. Docente Prof. Francesco Amato Corso di Sistemi di Controllo Multivariabile Docente Prof. Francesco Amato Ingegneria dell'automazione Corso di Sistemi di Controllo Multivariabile - Prof. F. Amato Versione 2.2 Ottobre 2012 1 Obiettivi

Dettagli

CAPITOLO 5 PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE E COMPENSAZIONE DELLA COPPIA GRAVITAZIONALE INTRODUZIONE

CAPITOLO 5 PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE E COMPENSAZIONE DELLA COPPIA GRAVITAZIONALE INTRODUZIONE 51 CAPITOLO 5 PROCESSO DI IDENTIFICAZIONE E COMPENSAZIONE DELLA COPPIA GRAVITAZIONALE INTRODUZIONE In questo capitolo vengono presentate le prove sperimentali per l identificazione della coppia dovuta

Dettagli

Modelli matematici e Data Mining

Modelli matematici e Data Mining Modelli matematici e Data Mining Introduzione I modelli matematici giocano un ruolo critico negli ambienti di business intelligence e sistemi di supporto alle decisioni. Essi rappresentano un astrazione

Dettagli

Modelli e Metodi per la Simulazione (MMS)

Modelli e Metodi per la Simulazione (MMS) Modelli e Metodi per la Simulazione (MMS) [email protected] Programma La simulazione ad eventi discreti, è una metodologia fondamentale per la valutazione delle prestazioni di sistemi complessi (di

Dettagli

10. Regolatori standard PID

10. Regolatori standard PID Controlli Automatici 10. Regolatori standard PID Prof. Cesare Fantuzzi Ing. Cristian Secchi Ing. Federica Ferraguti ARSControl - DISMI - Università di Modena e Reggio Emilia E-mail: {nome.cognome}@unimore.it

Dettagli

Introduzione al controllo

Introduzione al controllo Corso di Robotica 2 Introduzione al controllo Prof. Alessandro De Luca A. De Luca Cosa vuol dire controllare un robot? si possono dare diversi livelli di definizione completare con successo un programma

Dettagli

Regolatori PID. Gianmaria De Tommasi 1. [email protected]. Ottobre 2012 Corsi AnsaldoBreda

Regolatori PID. Gianmaria De Tommasi 1. detommas@unina.it. Ottobre 2012 Corsi AnsaldoBreda Regolatori PID Gianmaria De Tommasi 1 1 Università degli Studi di Napoli Federico II [email protected] Ottobre 2012 Corsi AnsaldoBreda G. De Tommasi (UNINA) Regolatori PID Napoli - Ottobre 2012 1 / 38

Dettagli

Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 crediti) SOLUZIONE

Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 crediti) SOLUZIONE Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 crediti) Prova scritta 16 luglio 2014 SOLUZIONE ESERCIZIO 1. Dato il sistema con: si determinino gli autovalori della forma minima. Per determinare la forma minima

Dettagli

Progetto del controllore

Progetto del controllore Parte 10, 1 - Problema di progetto Parte 10, 2 Progetto del controllore Il caso dei sistemi LTI a tempo continuo Determinare in modo che il sistema soddisfi alcuni requisiti - Principali requisiti e diagrammi

Dettagli

REGOLATORI PID. Modello dei regolatori PID. Realizzazione dei regolatori PID. Metodi di taratura automatica

REGOLATORI PID. Modello dei regolatori PID. Realizzazione dei regolatori PID. Metodi di taratura automatica REGOLATORI PID Modello dei regolatori PID Realizzazione dei regolatori PID Metodi di taratura automatica Illustrazioni dal Testo di Riferimento per gentile concessione degli Autori 1 MODELLO DEI REGOLATORI

Dettagli

Le aree dell informatica

Le aree dell informatica Fondamenti di Informatica per la Sicurezza a.a. 2006/07 Le aree dell informatica Stefano Ferrari UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO DIPARTIMENTO DI TECNOLOGIE DELL INFORMAZIONE Stefano Ferrari Università

Dettagli

Esercizi sulla Programmazione Lineare. min. cx Ax b x 0

Esercizi sulla Programmazione Lineare. min. cx Ax b x 0 Soluzioni 4.-4. Fondamenti di Ricerca Operativa Prof. E. Amaldi Esercizi sulla Programmazione Lineare 4. Risoluzione grafica e forma standard. Si consideri il problema min x cx Ax b x dove x = (x, x )

Dettagli

= 2000) Controlli automatici LB 16/1/ Il regolatore

= 2000) Controlli automatici LB 16/1/ Il regolatore Quiz A 1. La compensazione del segnale di riferimento in anello aperto: viene effettuata filtrando opportunamente l uscita misurata viene effettuata progettando un filtro che cancella totalmente la dinamica

Dettagli

APPUNTI SUL CONTROLLO PREDITTIVO

APPUNTI SUL CONTROLLO PREDITTIVO APPUNTI SUL CONTROLLO PREDITTIVO G. Picci a.a. 2007/2008 1 MPC per modelli I/O scalari Da scrivere... 2 MPC per modelli di stato Come visto in precedenza il calcolo del predittore dell uscita su cui basare

Dettagli

TECNICHE DI CONTROLLO E DIAGNOSI

TECNICHE DI CONTROLLO E DIAGNOSI TECNICHE DI CONTROLLO E DIAGNOSI Introduzione al corso Docente: Dott. Ing. SIMANI SILVIO con supporto del Dott. Ing. BONFE MARCELLO Materiale didattico: http://www.silviosimani silviosimani.it/lessons34.html

Dettagli

Programmazione modulare

Programmazione modulare Programmazione modulare Indirizzo: ELETTROTECNICA Prof. SCIARRA MAURIZIO Prof. SAPORITO ETTORE (lab.) Disciplina: SISTEMI ELETTRICI AUTOMATICI Classe: 5Aes Ore settimanali previste: 3 Prerequisiti per

Dettagli

Analisi del comportamento dinamico di una lamella per motori ad accensione comandata due tempi

Analisi del comportamento dinamico di una lamella per motori ad accensione comandata due tempi Analisi del comportamento dinamico di una lamella per motori ad accensione comandata due tempi Autore: Riccardo Baudille Data di pubblicazione: 10.07.2002 Il comportamento dinamico di una valvola a lamella

Dettagli

Classe V specializzazione elettronica. Sistemi automatici

Classe V specializzazione elettronica. Sistemi automatici Macro unità n 1 Classe V specializzazione elettronica Sistemi automatici Sistema di sviluppo Arduino e traduttori Gli studenti proseguono e approfondiscono lo studio dei sistemi a microcontrollore e del

Dettagli

Serie storiche Mario Guarracino Laboratorio di Sistemi Informativi Aziendali a.a. 2006/2007

Serie storiche Mario Guarracino Laboratorio di Sistemi Informativi Aziendali a.a. 2006/2007 Serie storiche Introduzione Per alcuni dataset, l attributo target è soggetto ad un evoluzione temporale e risulta associato ad istanti di tempo successivi. I modelli di analisi delle serie storiche si

Dettagli

1/4 Capitolo 4 Statistica - Metodologie per le scienze economiche e sociali 2/ed Copyright 2008 The McGraw-Hill Companies srl

1/4 Capitolo 4 Statistica - Metodologie per le scienze economiche e sociali 2/ed Copyright 2008 The McGraw-Hill Companies srl 1/4 Capitolo 4 La variabilità di una distribuzione Intervalli di variabilità Box-plot Indici basati sullo scostamento dalla media Confronti di variabilità Standardizzazione Statistica - Metodologie per

Dettagli

Dal controllo all automazione

Dal controllo all automazione Dal controllo all automazione Vincenzo Suraci Automazione STRUTTURA DEL NUCLEO TEMATICO RICHIAMI DI FONDAMENTI DI AUTOMATICA LIVELLO DI CAMPO LIVELLO DI COORDINAMENTO LIVELLO DI CONDUZIONE RICHIAMI DI

Dettagli

INTRODUZIONE AL CONTROLLO DIGITALE

INTRODUZIONE AL CONTROLLO DIGITALE INTRODUZIONE AL CONTROLLO DIGITALE Prima della rivoluzione digitale l implementazione hardware degli elementi di controllo e dei trasduttori era basata sull uso di componenti idraulici, pneumatici e di

Dettagli

Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 CFU) SOLUZIONE

Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 CFU) SOLUZIONE Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 CFU) Prova scritta 9 giugno 2017 SOLUZIONE ESERCIZIO 1. Si consideri un altoparlante ad attrazione magnetica per la riproduzione sonora, rappresentato dalla seguente

Dettagli

Sistemi di Controllo Multivariabile

Sistemi di Controllo Multivariabile Sistemi di Controllo Multivariabile Controllo in retroazione di stato di un robot manipolatore PUMA Carmine Dario Bellicoso M58/028 Andrea Gerardo Barbato M58/036 Processo implementato Robot PUMA Riferimento

Dettagli

L Esame di Stato di abilitazione alla professione di Ingegnere dell Informazione

L Esame di Stato di abilitazione alla professione di Ingegnere dell Informazione Ordine degli Ingegneri della Provincia di Roma Facoltà di Ingegneria dell Informazione, Informatica e Statistica (I3S) Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale (ICI) Sapienza Università di Roma Domenico

Dettagli

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni

Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni METODO PER IL RENDERING DEI DIAGRAMMI DI IRRADIAZIONE VERTICALI BASATO SUI DATI PREVISTI DALLE SPECIFICHE DI FORMATO DEL CATASTO AGCOM 1. Premessa Per calcolare

Dettagli

INVERTER MONOFASE PER L ASPIRAZIONE PROFESSIONALE ED INDUSTRIALE

INVERTER MONOFASE PER L ASPIRAZIONE PROFESSIONALE ED INDUSTRIALE INVERTER MONOFASE PER L ASPIRAZIONE PROFESSIONALE ED INDUSTRIALE INVERTER MONOFASE PER L ASPIRAZIONE PROFESSIONALE ED INDUSTRIALE A tutt oggi l inverter è la tecnologia che garantisce la migliore efficienza

Dettagli

Integrazione delle equazioni del moto

Integrazione delle equazioni del moto Giorgio Pastore - note per il corso di Laboratorio di Calcolo Integrazione delle equazioni del moto In generale, le equazioni del moto della meccanica newtoniana si presentano nella forma di sistemi di

Dettagli

CONCETTI E ARCHITETTURA DI UN SISTEMA DI BASI DI DATI

CONCETTI E ARCHITETTURA DI UN SISTEMA DI BASI DI DATI CONCETTI E ARCHITETTURA DI UN SISTEMA DI BASI DI DATI Introduzione alle basi di dati (2) 2 Modelli dei dati, schemi e istanze (1) Nell approccio con basi di dati è fondamentale avere un certo livello di

Dettagli

SOLUZIONE della Prova TIPO E per:

SOLUZIONE della Prova TIPO E per: SOLUZIONE della Prova TIPO E per: Esame di FONDAMENTI DI AUTOMATICA (9 crediti): 6 dei 10 esercizi numerici (nell effettiva prova d esame verranno selezionati a priori dal docente) + domande a risposta

Dettagli

Acquisizione Dati. Introduzione

Acquisizione Dati. Introduzione UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI CAGLIARI Dipartimento di Ingegneria Meccanica, Chimica e dei Materiali Corso di Sperimentazione sulle Macchine Acquisizione Dati Introduzione Introduzione In campo scientifico

Dettagli

Il software di misura nella strumentazione moderna

Il software di misura nella strumentazione moderna Il software di nella strumentazione moderna Estratti dalla Scuola per allievi di dottorato Italo Gorini 1 La Strumentazione di moderna Strumenti intelligenti Strumento classico più intelligenza Strumento

Dettagli

I CONTROLLORI PID. Sono controllori molto utilizzati in applicazioni industriali. Elaborazione del segnale di ingresso attraverso 3 blocchi:

I CONTROLLORI PID. Sono controllori molto utilizzati in applicazioni industriali. Elaborazione del segnale di ingresso attraverso 3 blocchi: I CONTROLLORI PID Sono controllori molto utilizzati in applicazioni industriali. Elaborazione del segnale di ingresso attraverso 3 blocchi: Blocco Proporzionale Blocco Integrale Blocco Derivativo Funzione

Dettagli

a.a. 2016/2017 Stefano Bifaretti Vincenzo Bonaiuto Dipartimento di Ingegneria Industriale

a.a. 2016/2017 Stefano Bifaretti Vincenzo Bonaiuto Dipartimento di Ingegneria Industriale a.a. 2016/2017 Stefano Bifaretti Vincenzo Bonaiuto Dipartimento di Ingegneria Industriale Negli azionamenti con comando in velocità il legame dinamico tra la variabile di controllo dell azionamento e la

Dettagli

Controlli Automatici. Maria Gabriella Xibilia Blocco B piano 7 Tel. 7328

Controlli Automatici. Maria Gabriella Xibilia Blocco B piano 7 Tel. 7328 Controlli Automatici Maria Gabriella Xibilia Blocco B piano 7 Tel. 7328 Libri di testo Bolzern, Scattolini, Schiavone Fondamenti di controlli automatici Mc-Graw Hill III edizione Isidori Sistemi di Controllo

Dettagli

3.3 FORMULAZIONE DEL MODELLO E CONDIZIONI DI

3.3 FORMULAZIONE DEL MODELLO E CONDIZIONI DI 3.3 FORMULAZIONE DEL MODELLO E CONDIZIONI DI ESISTENZA DI UN PUNTO DI OTTIMO VINCOLATO Il problema di ottimizzazione vincolata introdotto nel paragrafo precedente può essere formulato nel modo seguente:

Dettagli

Controlli Automatici T Regolatori PID

Controlli Automatici T Regolatori PID Parte 10bis Aggiornamento: Settembre 2010 Parte 3, 1 Regolatori PID Prof. Lorenzo Marconi DEIS-Università di Bologna Tel. 051 2093788 Email: [email protected] URL: www-lar.deis.unibo.it/~lmarconi

Dettagli

Convertitori Analogico-Digitali o ADC. Generalità

Convertitori Analogico-Digitali o ADC. Generalità Convertitori Analogico-Digitali o ADC ipi di convertitori Flash Ad approssimazioni successive Subranging Integratori a singola/doppia rampa, multislope Sigma delta Caratterizzazione degli ADC 1 Generalità

Dettagli

Fondamenti (Principi) di Controlli Automatici

Fondamenti (Principi) di Controlli Automatici Fondamenti (Principi) di Controlli Automatici Docente: Ing. Gianluca Palli DEIS - Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica LAR - Laboratorio di Automazione e Robotica Università di Bologna

Dettagli

I sistemi operativi (prima parte) Agostino Lorenzi I sistemi operativi - Atlas

I sistemi operativi (prima parte) Agostino Lorenzi I sistemi operativi - Atlas I sistemi operativi (prima parte) Le esigenze dell informatica moderna Computer facili da usare Gestione di grandi archivi di dati Esecuzione di più programmi sulla stessa macchina Collegamento in rete

Dettagli

INGEGNERIA dell AUTOMAZIONE a Padova

INGEGNERIA dell AUTOMAZIONE a Padova INGEGNERIA dell AUTOMAZIONE a Padova 1 Struttura dei corsi di laurea nel settore 1 Primo anno comune 2 3 INGEGNERIA DELL INFORMAZIONE ELET -prof IFprof BIOprof 4 * 5 * AUT ELET IF TLC BIO Attenzione!!!

Dettagli

Controllo del moto e robotica industriale

Controllo del moto e robotica industriale Controllo del moto e robotica industriale Introduzione al corso Prof. Paolo Rocco ([email protected]) Obiettivi del corso Il corso si propone di affrontare problemi di controllo del moto relativi sia

Dettagli

UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE TESI DI LAUREA SPECIALISTICA

UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE TESI DI LAUREA SPECIALISTICA UNIVERSITA DI PISA FACOLTA DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA AEROSPAZIALE TESI DI LAUREA SPECIALISTICA Sviluppo di un modello della dinamica per un elicottero senza pilota (RUAV) e

Dettagli

Approccio Meccatronico alla progettazione. Ing. Roberto Loce Solution Architect Motion Control Rockwell Automation

Approccio Meccatronico alla progettazione. Ing. Roberto Loce Solution Architect Motion Control Rockwell Automation Approccio Meccatronico alla progettazione Ing. Roberto Loce Solution Architect Motion Control Rockwell Automation Una moderna macchina automatica è un sistema meccatronico Meccanica Organi di trasmissione

Dettagli

Tecnologie dei Sistemi di Automazione

Tecnologie dei Sistemi di Automazione Facoltà di Ingegneria Tecnologie dei Sistemi di Automazione Prof. Gianmaria De Tommasi Lezione 5 Regolatori PID industriali: Taratura dei guadagni e problemi implementativi Corso di Laurea Codice insegnamento

Dettagli

STUDIO DI UN SISTEMA DI TRAZIONE INTEGRALE PER UN VEICOLO MOBILE

STUDIO DI UN SISTEMA DI TRAZIONE INTEGRALE PER UN VEICOLO MOBILE Università del Salento Facoltà di Ingegneria Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica Tesi di Laurea in Meccanica del Veicolo STUDIO DI UN SISTEMA DI TRAZIONE INTEGRALE PER UN VEICOLO MOBILE

Dettagli

PIANO DI LAVORO DEI DOCENTI

PIANO DI LAVORO DEI DOCENTI Pag. 1 di 5 Docente: Materia insegnamento: SISTEMI ELETTRONICI AUTOMATICI Dipartimento: ELETTRONICA Classe Anno scolastico: 1 Livello di partenza (test di ingresso, livelli rilevati) Per il modulo di automazione

Dettagli

Indice Prefazione Problemi e sistemi di controllo Sistemi dinamici a tempo continuo

Indice Prefazione Problemi e sistemi di controllo Sistemi dinamici a tempo continuo Indice Prefazione XI 1 Problemi e sistemi di controllo 1 1.1 Introduzione 1 1.2 Problemi di controllo 2 1.2.1 Definizioni ed elementi costitutivi 2 1.2.2 Alcuni esempi 3 1.3 Sistemi di controllo 4 1.3.1

Dettagli

Cuscinetti obliqui a due corone di sfere SKF E2. Minor attrito per ridurre il consumo di energia

Cuscinetti obliqui a due corone di sfere SKF E2. Minor attrito per ridurre il consumo di energia Cuscinetti obliqui a due corone di sfere Minor attrito per ridurre il consumo di energia Cuscinetti Progettati per promuovere la sostenibilità Data la sempre crescente necessità di risparmiare energia,

Dettagli

OPK Suite. Menci Software. Caratteristiche generali. febbraio 2015

OPK Suite. Menci Software. Caratteristiche generali. febbraio 2015 Menci Software OPK Suite febbraio 2015 La suite OPK è un set di software per GIS e cartografia aerea dedicati al processamento di immagini large format acquisite con camere aeree o satelliti. OPK garantisce

Dettagli

DoE Seminary APPLICAZIONE DoE AVL CAMEO. Daniele Bistolfi

DoE Seminary APPLICAZIONE DoE AVL CAMEO. Daniele Bistolfi DoE Seminary 2013 APPLICAZIONE DoE AVL CAMEO Daniele Bistolfi Calibration Work Flow Test Generator Test Execution Data Analysis & Modelling Optimization Validation 2 Test Generator S-Optimal Design S-OPTIMAL

Dettagli