LA CLASSIFICAZIONE DELLE PIANTE
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- Eugenio Costantino
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1 42 LA CLASSIFICAZIONE DELLE PIANTE La nomenclatura segue una sequenza gerarchica che inizia dal Regno e decresce secondo livelli inferiori fino alla specie, secondo lo schema a sinistra, dove si è usato il Leccio, un tipo di quercia, come esempio di riferimento. La nomenclatura utilizzata nella scheda è quella binomiale o linneana. Infatti ogni pianta viene indicata con 2 termini latini, di cui il primo rappresenta il genere, il secondo la specie. Per alcune piante possono essere riportati anche categorie sistematiche o taxa inferiori alla specie, fra cui la varietà, le sottospecie. La nomenclatura segue una sequenza gerarchica che inizia dal Regno e decresce secondo livelli inferiori fino alla specie, secondo il seguente schema dove si è usato il Leccio, o Elce, un tipo di quercia,come esempio di riferimento: Il gruppo delle Spermatofite comprende due grandi divisioni: le Gimnospermae e le Angiospermae. GIMNOSPERME Gruppo di piante vascolari senza fiori. Il nome deriva dal greco spermos = seme e gymnós = nudo. Le gimnosperme sono piante legnose, di aspetto arbustivo o arboreo, raramente rampicante. Si contrappongono al grande gruppo delle angiosperme o piante con fiori, poiché i semi non sono racchiusi nel carpello, ma esposti fra le scaglie di strutture fiorifere chiamate strobili, o comunemente coni e pigne. Le gimnosperme sono distribuite su tutto il pianeta. Le conifere (frutto a forma di cono) prevalgono soprattutto nelle regioni temperate e subantartiche, mentre le pteridospermofite e le gnetofite sono diffuse prevalentemente nelle regioni tropicali e subtropicali. Le gimnosperme comprendono circa 70 generi e 600 specie. ANGIOSPERME Gruppo di piante con fiori. Il nome angiosperme deriva dalla parola greca composta da aengeion = involucro e sperma = seme. I membri di questo taxon occupano quasi tutte le nicchie ecologiche e rappresentano la divisione dominante nella maggior parte dei paesaggi naturali. La caratteristica distintiva delle angiosperme è il fiore, l organo riproduttivo che esplica la sua funzione producendo i semi. I fiori sono germogli altamente modificati, costituiti da quattro parti fondamentali disposte in serie separate, o verticilli, su apici specializzati. La serie più esterna, il calice, è costituita dai sepali, che sono foglie modificate, solitamente di colore verde. La serie situata immediatamente più all interno è la corolla, formata dai petali, anch essi costituiti da foglie modificate, solitamente di bell aspetto e molto colorate. La terza serie è la porzione maschile del fiore, costituita dagli stami e dalle antere, dove viene prodotto il
2 polline. La serie più interna, infine, è quella dei carpelli, femminili, che producono i semi. I carpelli sono spesso fusi a formare una struttura chiamata pistillo. I semi delle angiosperme si sviluppano in un ovario, una parte del carpello che circonda e protegge gli ovuli contenenti le cellule uovo. Una volta avvenuta l impollinazione e la fecondazione, dagli ovuli si sviluppano i semi. Ovuli e semi non sono strutture esclusive delle angiosperme: le piante cosiddette a semi nudi (vedi Gimnosperme), hanno ovuli esposti sulla superficie di foglie specializzate, simili a scaglie, disposte a formare i coni. Ciò che è veramente un aspetto esclusivo della biologia delle angiosperme è lo sviluppo dei semi all interno di un ovario, che via via si ingrossa trasformandosi in un frutto. A parte qualche resto fossile e qualche specie con caratteristiche primitive, le gimnosperme sono quasi tutte impollinate dal vento e non dagli insetti. Ciò è verosimilmente dovuto al fatto che, se da un lato gli insetti facilitano l impollinazione, dall altro mangiano gli ovuli. Angiosperme sono suddivise in due classi comunemente chiamate dicotiledoni e monocotiledoni. ALBERI E ARBUSTI Con il termine Albero si intende una pianta perenne il cui fusto principale, legnoso, si sviluppa esternamente al terreno in senso verticale. Le specie arboree, che a maturazione sono in genere le più alte fra le specie vegetali, si differenziano dalle piante a portamento arbustivo, per avere spesso un unico fusto principale, e da quelle a portamento erbaceo, per il fusto composto quasi interamente da tessuto legnoso. Sebbene gli alberi più piccoli si sviluppino a volte con più fusti, similmente a quanto accade negli arbusti, la quasi totalità delle specie di dimensioni maggiori cresce solo in forma arborea. Le specie arboree sono comunemente suddivise in due gruppi: gli alberi a foglie persistenti, o sempreverdi, e gli alberi a foglie decidue, o caducifogli. Le specie sempreverdi mantengono le foglie in tutte le stagioni dell anno, in quanto il ricambio tra le foglie vecchie e quelle nuove av viene progressivamente e per piccole quantità. Inoltre, a seconda della forma della foglia si distinguono le aghifoglie, come le conifere, e le latifoglie, come il leccio e la sughera. Le specie caducifoglie (ad esempio, il platano, il pioppo, il salice e l acero) sono tutte latifoglie e ogni anno perdono il fogliame nella medesima stagione, in genere all approssimarsi del periodo freddo o di quello meno luminoso. Tutte le specie arboree sono spermatofite (dotate di semi) e sono suddivise in: - gimnosperme (piante a seme nudo) - angiosperme (con semi racchiusi nell ovario). A loro volta, le angiosperme vengono classificate come monocotiledoni o dicotiledoni, in base a differenze nella struttura del seme. Con il termine Arbusto si intende una pianta caratterizzata da un lato dalla presenza di un fusto legnoso, che la differenzia dalle piante erbacee, e dall altro dalle dimensioni ridotte e dal portamento caratteristico che la rende immediatamente riconoscibile rispetto alle specie arboree. La definizione, tuttavia, non corrisponde pienamente alla grande varietà di forme e strutture presenti nel mondo vegetale: una stessa specie, infatti, può portare contemporaneamente un carattere tipico di una pianta erbacea e un altro riconducibile, invece, a un arbusto o a un albero; di conseguenza, una classificazione troppo schematica può in certi casi risultare artificiosa. 43
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4 La radice La radice è l organo attraverso il quale la pianta assorbe dal terreno l acqua e altre sostanze nutritive. Essa spesso serve anche per ancorare la pianta al suolo. Se osserviamo la forma di una qualsiasi radice; in essa distinguiamo: 1- l apice: la punta estrema costituita da cellule giovani che si riproducono in continuazione per assicurare la crescita della radice stessa; 2- la cuffia: una guaina costituita da cellule molto resistenti all usura; che proteggono l apice nella sua penetrazione profonda del terreno; 3- la zona di allungamento: la parte che permette la crescita della radice; 4- la zona pilifera: una piccola parte della radice formata da piccoli tubicini, i peli radicali; L insieme di tutte le radici di una pianta formano l apparato radicale. Generalmente esso è formato da una radice primaria da cui spuntano diverse ramificazioni o radici secondarie. Il fusto ll fusto è la prima parte aerea dell albero e ad esso, direttamente o attraverso i rami, si attaccano le foglie. E generalmente costituito da un asse principale da cui si dipartono i rami. Le gemme sono costituite da cellule in continua attività riproduttiva, esse provvedono all accrescimento e al rinnovamento stagionale della pianta; le gemme terminali permettono la formazioni di nuovi rami, quelle ascellari la formazione di foglie e fiori. Osservando un fusto in sezione, dall esterno verso l interno troviamo: - la corteccia, un tessuto di sostegno e protezione; - il cilindro centrale, formato dal libro, dal cambio, e dal legno; - il midollo, un tessuto formato da cellule ricche di sostanze di riserva. Le parti che costituiscono il cilindro centrale hanno funzioni specifiche: il libro trasporta la linfa elaborata (acqua, minerali e sostanze prodotte dalla fotosintesi) dalle foglie a tutte le altre parti della pianta; il legno trasporta la linfa grezza (acqua e sali minerali assorbiti dalle radici) dalle radici alle foglie; mentre il cambio permette la crescita in grossezza del fusto. 45
5 La foglia La foglia è l organo della pianta in cui si svolgono le principali funzioni vitali; osservandola esternamente vediamo: la lamina, in cui si distinguono la pagina superiore e la pagina inferiore; le nervature, che sono la continuazione dei vasi che attraversano il legno e il libro del fusto, dove scorre la linfa; il picciolo, un peduncolo che unisce la foglia al ramo e la sorregge. Se osserviamo al microscopio una sezione di foglia, notiamo che la sua struttura interna presenta diverse parti: il tessuto epidermico, sia nella pagina superiore che inferiore, protetto da un sottile rivestimento impermeabile (cuticola); il tessuto a palizzata, sotto il tessuto epidermico della pagina superiore, formato da cellule alte e strette ricche di contenenti la clorofilla; il tessuto lacunoso, ricco di cavità in cui circola l aria; i vasi, nel tessuto lacunoso in corrispondenza delle nervature, sono i canali nei quali circola la linfa. 46 Nel rivestimento della pagina inferiore ci sono le cosiddette cellule di guardia, che formano delle aperture dette stomi che, aprendosi e chiudendosi, permettono l entrata e l uscita dell aria. Le foglie compiono tre funzioni importantissime: la fotosintesi clorofilliana, la respirazione e la traspirazione. La fotosintesi Di giorno, alla luce del sole, le foglie trasformano la linfa grezza in linfa elaborata. Durante la fotosintesi la foglia assorbe anidride carbonica e libera ossigeno. La respirazione Sia di giorno che di notte, come tutti gli esseri viventi, le foglie assorbono ossigeno ed emettono anidride carbonica. La traspirazione Attraverso gli stomi si ha l eliminazione dell acqua superflua sottoforma di vapore acqueo.
6 A proposito di Come abbiamo visto, le piante presentano una struttura suddivisa in radice, fusto e foglia. Ciascuno di questi organi può avere forme diverse e, a volte, presenta delle vere e proprie trasformazioni che consentono lo svolgimento anche di altre funzioni.... radice. fusto 47
7 .e foglia Le pagine seguenti ci forniranno alcune indicazioni sintetiche per imparare a riconoscere alberi, arbusti e piante analizzando la forma delle sue foglie. COSA OSSERVARE PER DISTINGUERE LE FOGLIE? La forma del lembo IMPARIAMO A RICONOSCERE GLI ALBERI: la forma delle foglie. Parti della foglia. Come visto, la foglia svolge un compito essenziale per la vita di una pianta. In essa avvengono infatti tre importanti funzioni: la fotosintesi, la respirazione e la traspirazione. (Questi aspetti sono stati trattati nelle pagine precedenti). La foglia si compone di tre parti principali: la guaina, il pìcciolo e la lamina. Una foglia si dice completa quando presenta tutte e tre queste strutture. La guaina è la parte della foglia che aderisce al fusto; il picciolo è la sottile struttura che unisce la foglia al fusto. La lamina, che può assumere diverse forme, si presenta in genere sottile e larga. Possiamo distinguere in essa una faccia superiore e una faccia inferiore. La lamina, in particolare la faccia inferiore, è percorsa da linee a cui si dà il nome di nervature. L aspetto del profilo della lamina si chiama margine. - Il tipo di nervatura - L aspetto del margine 48
8 - L inserzione sul ramo - La disposizione sul ramo -il pistillo, organo riproduttivo femminile, formato da una parte inferiore un po rigonfia detta ovario -in cui si trovano gli ovuli- dallo stilo e dalla parte terminale, lo stimma. -gli stami, organi riproduttivi maschili, formati da un filamento che termina con un piccolo rigonfiamento, l antera, dove si trova il polline. Le foglie possono essere distinte e classificate in base alla conformazione e struttura delle loro parti costituenti. IL FIORE La spermatofite, o piante con fiore, sono i vegetali più evoluti e la loro riproduzione avviene grazie all organo riproduttivo per eccellenza: il fiore. Sostenuto da un gambo più o0 meno lungo, detto peduncolo, il fiore è formato da foglie modificate: i sepali verdi che formano il calice, e i petali variamente colorati che formano la corolla. All interno della corolla troviamo: Già sappiamo che le piante provviste di fiore si suddividono in angiosperme e in gimnosperme. Le angiosperme sono piante il cui fiore ha la struttura che abbiamo appena esaminato. Le gimnosperme sono piante il cui fiore ha delle squame maschili che contengono il polline e squame femminili che contengono gli ovuli. Queste squame danno al fiore delle gimnosperme la classica forma di cono o pigna. 49
9 Ilciclo riproduttivo delle piante con fiore si compie in quattro fasi: - l impollinazione: il polline deve raggiungere il pistillo e posarsi sullo stimma; - la fecondazione: il polline raggiunge l ovulo e fecondandolo dà origine al seme; - la disseminazione: il seme maturo deve posarsi sul terreno; - la germinazione: in condizioni adatte, dal seme si origina una nuova piantina. L impollinazione può avvenire in diversi modi. Dopo la fecondazione, mentre dall ovulo fecondato si forma il seme, l ovario si trasforma in frutto, che servirà a proteggere il seme e a favorire la disseminazione. Anche la disseminazione può avvenire in diversi modi. 50
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